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L'ASINO ROSSO COMPLEANNO ONE: DINANIMISMI a cura di Roby Guerra e Zairo Ferrante Sandro Battisti, Pierluigi Casalino, Graziano Cecchini, Gianluca D'Aquino, Maurizio Ganzaroli, David Palada, Antonio Saccoccio, Giovanni Tuzet, Manuela Vio, Vittorio Zanella. William Blake, Fabio Brigazzi, Claudio Braggio, Riccardo Campa, Barbara Cannetti, Sylvia Forty, Valentina Gaglione, Marco Milani, Paolo Ruffilli, Rosso Trevi.

2010 FUTURISMI IN LIBERTA' Postcentenario: dopo il grande evento, tempo, dal 2010, di azione futurista, netfuturista, neofuturista, postfuturista ultradinamica, dinanimistica non stop. Il tempo dei software dopo il ritorno del sistema operativo pi importante dell'avanguardia italiana: il Futurismo. Necessari download, aggiornamenti, ovvio, nel divenire dei diversi futurismi, a volte anche interfacciati, a volte anche in simbiosi creativa ad esempio con movimenti persino scientifici, che si richiamano anche al futurismo, come i transumanisti di Riccardo Campa. E lanciamo ora, nel pretesto del primo compleanno de L'Asino Rosso giornale blog di Ferrara ma in orizzonti nazionali, laboratorio anche della nuova poetica d'avanguardia e futuristica, un florilegio dei post/articoli/esperimenti pi significativi fatti appunto girare su l'Asino Rosso...dal dicembre 2008 al dicembre 2009.... Dinanimismi.... secondo le intuizioni del giovane scrittore Zairo Ferrante. Roby Guerra http://lasinorosso.myblog.it

ANIMA E POESIA NEL FUTURO TRANSUMANISTA (Documento Del DinAnimismo (movimento poetico rivoluzionario delle anime) Robot,umanoidi con circuiti di memoria infiniti, vita quasi illimitata, intelligenze potenziate artificialmente, colonizzazione di nuovi mondi da tutti,ora, considerati impossibili; il tutto condito da una miriade di poteri post-umani nel 2010 inimmaginabili. Questo uno degli scenari possibili che si prospetta in un futuro, forse neanche troppo lontano. Pensiate sia fantascienza? Beh lo era anche la penicillina agli inizi del '900, lo erano i robot negli anni '40, la nanotecnologia negli anni '50, l'adsl e le linee senza fili nel '90, l'antimateria ottica nel 2000 etc. etc. Ecco quindi che chiedo solo il beneficio del dubbio per queste mie parole, in virt della formidabile evoluzione scientifica degli ultimi trent'anni. Per immaginando tutto questo, io che sono un DinAnimista, mi chiedo: e l'Anima? Che posto occuper nella futura civilt transumanista? Continuer ad esistere oppure cesser inglobata o fagocitata da milioni di nanoparticelle volte a rilevare e far sparire l'essenza sublime che accompagna l'uomo fin dai suoi primi passi? Poi sorrido, forse sono andato un poco oltre con la fantasia e mi dico: sia essa Spirito Divino, Essenza ed Alito di vita, coscienza dell'Io, parte del super-io o nella meno poetica delle ipotesi semplice circuito neuronale, l'Anima non pu sparire. Anzi, ritengo proprio che in uno scenario transumanista l'Anima sia cosa fondamentale ed indispensabile per la sopravvivenza dell'uomo, ritengo che questa Sconosciuta possa essere l'unica risorsa in grado d'aiutare l'essere umano ad affrontare e gestire nel migliore dei modi il progresso illimitato che altrimenti potrebbe segnare la fine dell'umanit. Ecco che in questo scenario in cui l'Anima e la Coscienza rappresentano l'unica risorsa intrinseca dell'uomo la Poesia e quindi i Poeti hanno la possibilit di risorgere ed elevarsi nuovamente, per l'ennesima volta nel corso della storia, a maestri dell'Animo umano.

Poesia come vincastro dell'Anima in quest'era nuova e veloce, Poesia come supporto e compagna dell'uomo in questo futuro viaggio alla scoperta di nuovi mondi, sfavillanti galassie ed infiniti universi. Poesia semplice ed umano fucile in grado di colpire ed affondare l'umana e troppo diffusa superficialit. A questo punto sorrido ancora e penso...tutto questo pu essere chiamato DinAnimismo? ZAIRO FERRANTE http://zairoferrante.scrittore 22 12 2008 ASINO ROSSO La poetessa Sylvia Forty, dal nonno commediografo al futurismo Silvia Forty, nata a Ferrara nel 1957, autrice di Biancaneve a New York (Este Edition), una delle novit poetiche femminili pi interessanti e originali di questo inizio duemila, nipote d'arte: il nonno Arturo Forti, fu tra i fondatori della Straferrara e commediografo dialettale di successo e anche eretico (celebre una sua poesia contro la Legge Merlin...), nonch amico di Tazio Nuvolari e Italo Balbo (anche se Forti notoriamente anarchico e socialista alla Nenni). Scrive fin da giovanissima (suo insegnante fu un certo Roberto Pazzi) ma ha edito solo recentemente: prima di Biancaneve a New York, alcune poesie in Futurguerra 2017, curioso e raro graffito libro edito da Nomade Psichico (Mantova) nel 2000, link del suo incontro con certo futurismo alla Benedetta Cappa o altre figure femminili dell'avanguardia italiana. In seguito ha curato rubriche di Gossip su alcune riviste, partecipato con alcuni testi La Prima Donna sulla Luna (La Carmelina, 2006, piccola antologia della peosia femminile ferrarese contemporanea ) e a Schegge di Utopia, antologia degli scrittori ferraresi sperimentali (La Carmelina, 2007), curato con altri la rassegna d'arte multimediale TIffany Art Club 2007 e 2008 (Ferrara), nonch la sezione letteraria dell'ultima edizione Succhi ed Essenze , presentando diversi scrittori tra cui Federico Garberoglio. Nella seconda edizone stata presentato in anteprima , a cura del progetto Frei Art il dvd video The First Girl of the Moon, tratto dal libro di cui prima in cui tra le protagoniste. Con l'Associazione Ferrara Video&arte stata tra le curatrici del Video festival The Scientist 2008 (Settembre 2008, Ferrara). Attualmente collabora con le riviste neofuturiste su MySpace Futurismo 2009 e Sands From Mars. Su You Tube visibile un video a cura di Futurguerra, tratto da una performance nel Giardino Schifanoia per la rassegna La Rottura della

Meccanicit, a cura del poeta e pittore Simone Bavia. Pare infine imminente una nuova raccolta poetica per il 2009 in una neonata Casa Editrice on line d'ispirazione sempre futurista...e futuribile. In effetti, la sua poetica appare prossima anche all'originale parola fantascientifica di Ursula K. Le Guin e alcune scrittrici del pi recente movimento cyberpunk. Riportiamo da Il Resto del Carlino di qualche tempo fa (Ferrara, a firma Riccardo Roversi) una significativa intervista della poetessa.

"....Le poesie contenute in Biancaneve a New York sono imparentate con l'avanguardia... : "Evidentemente ero predisposta fin da giovanissima, visto che alcune di queste poesie risalgano a oltre 20 anni fa...persino a quando frequentavo il Vincenzo Monti, con Roberto Pazzi tra i miei insegnanti. .Naturalmente le ho rivedute e corrette. ..Una corrente che mi ha molto incuriosita il Futurismo, per varie ragioni: il Futurismo stato forse il primo movimento (contrariamente a certi stereotipi) a riconoscere e attribuire spazi alla creativit artistica femminile. ... I miei modelli letterari sono in effetti Simone de Beauvoire, Sylvia Plath, Federico Garcia Lorca, Arthur Rimbaud, ecc. Nell'ambito delle arti figurative adoro i pittori impressionisti, come Renoir o Monet. Comunque, leggo di tutto, recentemente-ad esempio-ho riletto Italo Svevo (La Coscienza di Zeno) e Oscar Wilde (Il ritratto di Dorian Gray)... e poi assomiglio a mio nonno Arturo Forti (celebre commediografo ferrarese del novecento. amico di Nuvolari e Italo Balbo). Come lui amo vivere di notte; mi piacciono i giovani, l'aggregazione e la voglia di divertirsi". Biancaneve a New York ha gi raccolto significativi risconti critici da parte di Paolo Ruffilli, Alessandro Mussi, Davide Bregola,Emilio Diedo; presentato tra l'altro presso la Galleria d'Arte Sekanina a cura dell'attice ballerina Alessandra Fabbri.
http.//ioamolecicladi.blogspot.com 31 1 2009 GRAZIANO CECCHINI ROSSO TREVI Action Futuriste Paris 2008 Je lai vue en rve, Paris.Ma vision me conduisait en vol dans le ciel gris de mars au-dessus de la ville des Avant-gardes, capitale de la culture moderne, o tout nat, et o limpossible se transforme enPOSSIBLE. Cit des mille lumires et de linnovation :Paris! de la libert elle fit une statue, de la rvolution elle fit un tat moderne.Jai vu un grand peuple, Anim de la lumire de la conscience, un peuple fier de sa

culture, indiffrent lappel des sirnes et imperturbable au raz-demare de la sous culture, ouvert aux nouvelles exigences de la socit, prt laffrontement pour affirmer son identit.Blancs, noirs, catholiques, musulmans, juifs, paens, nationalistes, communistes: seulement et uniquement Franais.Paris, ne te perds pas, tu dois vaincre, ne soit pas dupe !Vents lourds, dmons et sorcires complotent lombre des gargouilles au frais des chambres dhtel; Paris ne te fait pas escroquer !Les mille brises qui viennent de locan pient tes printemps doux et ensoleills, tes avenues, tes rues, tes palais.Paris la Grande toi, patrie et asile des artistes ne te fais pas embobiner ! Berceau de mon rve de libert, je veux repartir de Toi pour proposer le nouveau manifeste du futurisme.Comme alors, aujourdhui aussi, nous, les futuristes provoqueront ta sensibilit.Nous raliserons un univers futuriste, la voie est toute trace.Paris, la ville plastique avec son dynamisme fondu dans un bloc dacier verra lexpression dynamique, la plasticit picturale, la lyrique de la dynamique du mouvement. Nous, futuristes du 3me millnaire raliserons cette fusion, nous construirons lunivers en lgayant dune force qui comprendra tout, nous donnerons me,squelette et chair pour donner corps limmatriel, pour donner une forme linfinitsimal.Nous, avec nos formes abstraites, rinventerons tous les lments de lunivers, et ferons la grande fusion de la forme avec la substance. Capricieusement notre inspiration donnera une forme dfinitive et plasticit la force et la rage des vraies motions, explosant en une apothose de lextase, lunivers repartira, nous le remettront en mouvement.Plasticit de latmosphre.Compntration des plans en fusion avec les tats dme.Lyrique du bruit.Tintamarre. Vitesse du gigaoctet.Exaltation de la dynamique du mouvement informatique.Couleur.Fusion onirique des couleurs.Dynamisme de la couleur numrique.Plasticit du signe numrique.Innovation des matriaux. Ainsi nat lunivers. 11 2 2009 SANDRO BATTISTI Marco Milani Il guerriero di luce Un'esperienza interiore che introduce alla maturit dell'anima, alla consapevolezza di un'eternit tutt'altro che scontata, tutt'altro che alla portata di tutti. Rinascere a nuova vita nel mentre che si biologicamente vivi - risveglio possibile ma non assicurato - pu lasciarci dentro il segno per lunghi

periodi, cambiarci il corso della coscienza tramite un'alchimia che l'uomo, ancora indissolubilmente legato al suo passato arcaico, non riesce e non deve dimenticare. Guerriero di luce, di Marco Milani, tutto ci; un libro denso di storie apparentemente legate e anche, al tempo stesso, apparentemente slegate tra loro, intessute con una trama leggera, a volte ironica ma sempre pronta a incollarci a un richiamo importante, che sovrasta il sorriso appena spuntato sulle labbra: la crescita interiore. Non c' bisogno di seriet estrema, cos noiosa e cos poco umana, per leggere questennesimo libro di Milani; non c' bisogno di calarsi in una realt impegnativa e alienante, perch l'autore sa portarci in giro per il mondo che ha scoperto con un passo lieve, cos da insegnarci ci che lui ha appreso dalle dottrine orientali e dai suoi maestri, tutti ben lontani dai teoremi politici e dogmatici propri di qualsiasi religione soprattutto quelle monoteiste. Mi sembrato di sentirlo sussurrare, a Milani, nel mentre che scriveva le sue saggezze con l'intento di trasferirle in me ascoltatore; in quel momento, l'ho sentito pulsare di vita interiore vivida e a volte impaurita dall'enormit del cosmo, dallo spazio profondo che ci sovrasta che, come la fisica quantistica illustra, pu coincidere col microcosmo che dentro di noi. Ogni passo minimale scritto all'interno del libro riflette una parola, e le frasi cos composte formano il sentiero che ha portato Milani a questo risultato; laver precedentemente pubblicato due libri-antologie di suoi racconti non lasciavano certo presagire questo ora ovvio risultato incarnato da un romanzo breve, che sa indicarci i punti cardinali di una sua notevole crescita interiore. Marco Milani uno dei fondatori del Connettivismo, e questo suo scritto pone la frontiera dell'avanguardia del Movimento un po' pi in l, verso lo stesso spazio cosmico indicato dai suoi compagni di viaggio osservato, per, da una nicchia che sa di rifugio, di antro della psiche pacifica e lucente, postumana perch finalmente ripulita da ogni lordura sociale, politica, religiosa; anche questo un avamposto, non c' bisogno di navi spaziali fantasmagoriche o prese craniali da connessione neurale per raggiungerlo, perch basta saper andar lontano con la mente, tramite l'anima. http://cybergoth.splinder.com 28 2 2009 MAURIZIO GANZAROLI Intervista esclusiva a

Valentina Gaglione (Dissonanze Ridondanti)

D- Ciao, ma quante cose fai? Poeta visuale, modificazioni di fotografie, video


(Valentina) Ciao a te, innanzitutto grazie, la prima volta che qualcuno mi intervista e devo dire che si prova una strana sensazione, timore e gioia di esternare parte di se. Inizi con il pormi una domanda importante, mi permette di snocciolare delle verit che considero assolutamente irremovibili nella mia mera esistenza. Mi occupo di molte arti, o meglio direi di molti linguaggi espressivi, qualcuno lo hai gi citato tu. Fotografia, video, pittura, scrittura, io stessa mi sono ritrovata ad essere dalla parte opposta, cio ad intervistare giovani talenti. Tutto questo perch ti chiederai? Perch ho deciso di vivere per quello che sono realmente, istinto e testa, idee e cuore, emozioni negative e altre che mi avvolgono e rassicurano. Tutto questo lo ritrovo nella creativit, in qualunque sua forma.

D- Da quanto ti dedichi a queste arti?


(Valentina) Ci sono tappe importanti che mi hanno indirizzato verso certe scelte. Credo sia fondamentale, essere cresciuta in un ambiente consono e propenso alla creativit. Sin da piccolina stavo in mezzo ai colori e alle tele di mio padre, spontaneamente quando ho dovuto scegliere cosa studiare, ho preso la via dellarte (lungi da me dal dichiararmi artista). Ho fatto listituto darte, e poi laccademia di belle arti. Esperienze che mi sono servite non ad imparare a fare dellarte, pi che altro mi hanno aiutato a spingere il pensiero oltre a quello che vedevo e sentivo, a pormi di fronte alle cose con atteggiamento critico. Quindi alla tua domanda, rispondo che la mia attenzione stata attirata dallarte da quando ero una bimba. Se poi ti riferisci alla video arte o alla scrittura, sono elementi che sono scaturiti da tutta una serie di eventi nel tempo. Ma me ne occupo in maniera sistematica da circa quattro anni.

D- C un filo conduttore a tutte queste esplosioni artistiche?


(Valentina) Si c un filo conduttore, soprattutto tra video, immagini e scrittura. La mia scrittura fatta di immagini, di metafore, di collegamenti del pensiero e sensazioni. Lo stesso utilizzo della Poesia

visiva, non altro che unaltra messa in gioco della scrittura, ma tramite le immagini. Produco dei segni, che sembrano scritte, con un significato, invece sono vuote, si autoreferenziano, valgono in se per il loro significato iconografico.

D -Ho notato che il colore fucsia e il rosso li metti spesso nelle tue cose, hanno un valore particolare per te?
(Valentina) Non so, credo che ci siano dei periodi, e forse posso dire che ultimamente i mie lavori si muovo sulle tinte citate per andare a passo con i miei capelli ora viola, prima rossi e fucsia. Ma poi sai, credo ci sia sempre una componente inconsapevole nelle scelte artistiche, spesso mi lascio guidare dallistinto.

D - Che cosa vuol dire per te, creare?


(Valentina)Significa esprimersi, significa dar voce a cose che si animano dentro, ma anche abbandonarsi ad una situazione di catarsi.Spesso lespressivit mi ha aiutato, ed io devo ringraziarla in qualche modo. E poi mi piace moltissimo interagire con altri che fanno della creativit un fulcro, mi piace confrontarmi, e lo faccio realizzando cose. Ecco per me creare anche comunicare. Se per esempio vado ad un concerto, la mia digitale sempre con me, fotografo, rielaboro e regalo ai musicisti. In questo modo c stato uno scambio, loro hanno dato a me della musica ed io a loro delle immagini, una sorta di baratto che non mi permette di vivere in senso pratico, ma che mi rinvigorisce lanima. E oggi mi sembra gi tanto.

D - Da quando hai deciso che larte visuale fa per te, pi di qualche altro tipo di espressione artistica?
(Valentina)Non ho deciso io, almeno non mi pare. Mi ci sono trovata a mio aggio, per non una scelta fatta fra tante, voglio dire che non reputo sia inferiore alla scrittura, pi che altro li definirei linguaggi complementari che mi soddisfano.

D- Hai qualche altra pagina o sito, che vuoi segnalare?


(Valentina)E si, pi di una, prima fra tutti www. myspace. com/scrittorisommersi, un gruppo con cui ho realizzato unantologia, poi vado con la musica www. myspace. com/ondalternativx , uno dei gruppi che ascolto, per la fotografia www. myspace. com/giuseppemblema , per la pittura www. myspace. com/daniele_zol , per le video istallazioni www.

myspace. com/fabioalbanese , e per finire, www. myspace. com/stratosquo. www.myspace.com/sandsfrommars 17 4 2009 GIOVANNI TUZET Centanni di futurismo* *(dalla rivista letteraria POESIA- Crocetti Editore) Il 20 febbraio del 1909 usciva sul Figaro di Parigi il Manifesto del Futurismo. Si apriva unera completamente nuova, di slancio, di rottura e sperimentazione, di libert spregiudicata e violenta. Si apriva lera delle Avanguardie. Il clima era stato preparato dalle agitazioni e dai movimenti del secondo Ottocento, soprattutto in Francia: il maledettismo, il simbolismo, il decadentismo, la nascita del verso libero. Linsofferenza verso le forme tradizionali, percepite sempre pi come ostacoli e catene, era nellaria. E il nuovo avanzava nelle scienze, nelle comunicazioni, nei trasporti, nelle costruzioni. Bastava poco ad accendere la miccia e appiccare lincendio. Il genio di Marinetti fu di farlo in maniera spettacolare, cogliendo le vibrazioni di quegli anni e concentrandole in un manifesto esplosivo. Altra idea vincente fu quella di alleare le arti: il Manifesto, pur venendo da un letterato, si rivolgeva a tutte le forze della produzione artistica, tutte chiamate alle armi contro un nemico comune: il passatismo. Cos negli anni si susseguirono i pi vari manifesti, della pittura, dellarchitettura, della musica futurista e altri ancora, in un sodalizio fra poeti e artisti diversi votati a una comune battaglia per il rinnovamento della cultura e della bellezza. Contro il passatismo e la conservazione ottusa il Futurismo esortava alla velocit, alla simultaneit, alla temerit. Non erano chiacchiere da salotto. Sono rimaste nella cronaca le azioni futuriste, fra le prime quella triestina sfociata in tumulti antiaustriaci e quella veneziana in cui venne lanciato dal campanile di S. Marco, in forma di volantini, il proclama Contro Venezia passatista. Cos come sono rimaste celebri, nel bene e nel male, le serate futuriste che puntualmente finivano in gazzarre e cazzotti fra futuristi e passatisti, con annessi arresti, notti in galera e immancabili proclami vittoriosi di Marinetti. Ma lannus mirabilis delle lettere futuriste il 1912. Esce lantologia I poeti futuristi ed esce il Manifesto tecnico della letteratura futurista, dove Marinetti, elaborando le idee del primo manifesto, mette a punto larsenale futurista teorizzando la distruzione della sintassi,

limmaginazione senza fili, le parole in libert. I frutti non tardarono a venire, soprattutto al di fuori dei futuristi di stretta osservanza. In Francia, Apollinaire decide di abolire la punteggiatura e scrive nel 1912 la caleidoscopica Zone, un pellegrinaggio notturno e sofferente per i ponti e le viscere della metropoli (Parigi), mentre Cendrars compone il suo viaggio ancor pi doloroso e allucinato, Les Pques New York. Due poesie molto simili, ancora in rima ma libere da forme chiuse ed entrambe esemplificative di uno dei grandi temi del Futurismo e delle altre avanguardie che verranno: la metropoli. In Italia, oltre a Marinetti, ci sono Lucini, Buzzi, Govoni, Palazzeschi, Soffici, Folgore e tanti altri meno noti. Per alcuni di questi il rapporto con Marinetti e il Futurismo non fu pacifico. Cerano istanze e componenti diverse. La componente dellanarchismo rivoluzionario (Lucini), una strana miscela di istanze libertarie e nazionaliste (in Marinetti stesso), uneredit crepuscolare (Govoni), il clownismo e lo sberleffo (Palazzeschi), altro ancora. Ci furono rotture, incomprensioni, allontanamenti. Insomma differenze, ma in un quadro di comune slancio e rinnovamento. La rivoluzione fu anche tipografica: in opere come Zang Tumb Tumb (1914) Marinetti sperimenta la pagina come una tela tipografica su cui disporre i caratteri in varie forme e grandezze, mentre Apollinaire e Govoni compongono degli stupefacenti calligrammi. Poi, sempre in Italia, c Ungaretti. La sua rivoluzione poetica non si comprende senza il Futurismo. Lesperienza cruciale della guerra1 agisce in lui come elemento che scatena una reazione le cui componenti sono tutte futuriste. Altre avanguardie nacquero presto, in aperta dialettica con il Futurismo ma riprendendone latteggiamento di sfida e polemica accesissima contro le istituzioni letterarie e non solo; il Futurismo russo che condivideva gli assunti teorico-estetici di quello italiano ma perseguiva orientamenti politici opposti; Dada in area franco-tedesca con propaggini italiane (Evola) e in generale continuit con le espressioni pi anarchiche e giocose del Futurismo (Palazzeschi); poi lEspressionismo e il Surrealismo rispettivamente in Germania e in Francia. In Inghilterra lImagismo e il Vorticismo, anchessi in polemica e dialettica con la nostra avanguardia. Majakovskij, Ball, Tzara, Breton e Pound sono figure che, in un modo o nellaltro, si rapportano a Marinetti, distanziandosi dalle sue tesi ma emulandone il gesto, dicendo cosa si deve assolutamente fare in poesia nella nuova epoca che si spalancata (dopo il 20 febbraio 1909).
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Altri tempi, si dir. Certamente. (Fra laltro, chiedetevi che grande quotidiano darebbe oggi la prima pagina a un manifesto poetico). Certamente unaltra epoca. Come diversa era la percezione della violenza, pi di casa allora che nel nostro mondo, comunque non fine a se stessa ma mezzo da utilizzare nella lotta per gli ideali estetici e politici. Cera lidea della rivoluzione a tenere svegli. Ma anche il tema della trasfigurazione, il superamento dei limiti umani. Gi nel Manifesto tecnico Marinetti invocava luomo meccanico dalle parti cambiabili. Luomo moltiplicato che noi sogniamo, non conoscer la tragedia della vecchiaia! (da Guerra sola igiene del mondo, del 1915). Infine il tema ritorna nellultima poesia composta poco prima della morte, il Quarto dora di Poesia della X Mas, del 1944: Vibra a lunghe corde tese che i proiettili strimpellano la voluttuosa prima linea di combattimento ed una tuonante catedrale coricata a implorare Ges con schianti di petti lacerati // Saremo siamo le inginocchiate mitragliatrici a canne palpitanti di preghiere // Bacio ribaciare le armi chiodate di mille mille mille cuori tutti traforati dal veemente oblio eterno. Altri tempi e altre teste. Ma leredit di Marinetti e del Futurismo immensa. Oltre ai movimenti menzionati, tutto il corso del Novecento costellato di gruppi e neo-avanguardie che riprendono lo slancio futurista contro il culto del passato e la sua ottusa conservazione. Per venire a noi, il funambolismo di un Sanguineti e lo stile onnivoro di un Zanzotto derivano da diverse componenti futuriste, pur se li divide dal Futurismo un gran numero di cose (lideologia e il messaggio sulla guerra in particolare). Per non parlare del linguaggio dei media e della moda. Stilisticamente, il Futurismo si imposto. Quale bilancio? Linventiva e il fiuto di Marinetti erano straordinari. Le sue vere opere sono i Manifesti e gli scritti normativi, dove il linguaggio pi duro ed asciutto, ma brillante di invenzioni. Per non si possono tacere le ragioni dellesaurimento delle avanguardie di inizio secolo e delle neo-avanguardie: limpossibile rescissione del rapporto con il passato, i limiti dellarte intenzionale e concettuale, la necessit dellequilibrio di forma e contenuto. I risultati migliori del futurismo sono stati in chi ne ha appresa la lezione senza identificarsi in esso. Ungaretti o Zanzotto, per fare due massimi esempi. Sono peraltro da riscoprire alcuni autori che, come Govoni e Folgore, non si sono limitati a descrivere il nuovo mondo e i suoi artifici, spesso rappresentati tramite immagini naturali (i tram come rondini gialle, Soffici), ma hanno anche cercato una rappresentazione futurista e innovativa del mondo naturale (il bosco come una citt dalberi, Folgore). C poi unobiezione di natura logica, come ho scritto altrove. Contrariamente a quanto dice il Manifesto tecnico del 1912, proprio la

mancanza di articolazioni ad impedire il dinamismo. Gi lacuto Livsic, futurista russo, lo intu e lo obbiett al fondatore del Futurismo: fra il testo scritto di Zang Tumb Tumb e la sua declamazione dalla voce dellautore correva un abisso. Perch tanta differenza fra le parole in libert sulla carta e le parole organizzate nella recitazione? Perch tanta differenza fra le parole scritte e declamate? Due punti, punti esclamativi, parentesi, strutture e scansioni di ogni tipo, di forma e contenuto, danno il ritmo. Un testo dinamico in virt delle sue articolazioni. Dove ad esse si sostituiscono parole in assoluta libert, il risultato un brulicare monotono e facile. Se questo vero, necessario recuperare lidea di una logica del verso e del comporre. Contro lidea che la poesia sia il regno dellevasione, delle parole in libert, del flusso di coscienza, del blabla, dobbiamo opporre unidea di poesia logica. Per concludere il bilancio manca un punto. Sul piano dellespressione, il Futurismo si imposto. Non sul piano della cultura. Nella nostra societ italiana ancora cos legata al passato, alle tradizioni, alle reliquie, alle pietre e pietruzze di ogni genere, a forme di conservazione e immobilismo, se non di feudalesimo, non credo faccia male ripassare la lezione futurista. Al contrario.
http://www.poesia.it/Archivio/2009/somm_04_09.htm<...... 2 6 2009 ROBERTO GUERRA Intervista a Riccardo Campa (estratto) Tutto il potere ai cyborg

D- Futurismo, transumanesimo, civilt scientifica: in certo senso un software programmatico trasparente e radicale; questo traspare dal tuo/vostro percorso
(Riccardo Campa) -Il transumanesimo cerca di realizzare una sintesi tra la concezione scientifica del mondo, che troviamo gi in nuce nella cultura ellenistica e arriva a maturazione con lIlluminismo, e la poetica delle macchine cantate dai futuristi, protagonisti della rivoluzione industriale, il tutto nella prospettiva nietzschiana delluomo che realizza se stesso soltanto andando oltre se stesso. Questidea tra laltro esplicitamente presente nella produzione letteraria del futurismo italiano. Lidea di un essere oltreumano che si potenzia volontariamente e vince linvecchiamento e la morte proclamata a chiare lettere da Filippo Tommaso Marinetti gi nel 1910. Nel profetico saggio LUomo moltiplicato ed il regno della macchina, si legge infatti: Noi aspiriamo alla creazione di un tipo non umano... Bisogna preparare limminente e inevitabile identificazione delluomo col motore, facilitando e

perfezionando uno scambio incessante di intuizione, di ritmo, distinto e di disciplina metallica... Noi crediamo alla possibilit di un numero incalcolabile di trasformazioni umane e dichiariamo senza sorridere che nella carne delluomo dormono delle ali [...] Il tipo non umano e meccanico, costruito per una velocit onnipresente, sar [...] dotato di organi inaspettati: organi adatti alle esigenze di un ambiente fatto di urti continui. [...] Luomo moltiplicato che noi sogniamo, non conoscer la tragedia della vecchiaia!. Il concetto ribadito nelle battute finali del "Manifesto tecnico della letteratura futurista" (11 maggio 1912): Mediante lintuizione, vinceremo lostilit apparentemente irriducibile che separa la nostra carne umana dal metallo dei motori. Dopo il regno animale, ecco iniziarsi il regno meccanico. Con la conoscenza e lamicizia della materia, della quale gli scienziati non possono conoscere che le reazioni fisico-chimiche, noi prepariamo la creazione delluomo meccanico dalle parti cambiabili. Noi lo libereremo dallidea della morte, e quindi dalla morte stessa, suprema definizione dellintelligenza logica. Questo per dire che non cera bisogno di aspettare le elaborazioni americane del dopoguerra, per concepire il transumanesimo. Noi italiani possiamo insomma vantare un diritto di primogenitura su questa idea. Se i futuristi del primo Novecento rappresentano una avanguardia dellesercito prometeico in marcia, i transumanisti non sono altro che lultimo reggimento sceso in campo, per la battaglia finale. In questo senso, siamo gli eredi del futurismo italiano e russo, siamo neofuturisti, anche se il prefisso "neo" non dovrebbe nemmeno essere necessario. Il futurismo per definizione un movimento di idee e dazione che rinnova perennemente se stesso, guardando sempre avanti..... www.transumanisti.it

9 7 2009 GIANLUCA D'AQUINO Intervista a Claudio Braggio*

*tra gli autori di Il centenario nell'azzurro (Antologia Futurista x Luce Marinetti) ebook Futurist Ediitons
1) Presentati: chi sei e cosa fai nella vita? R: Sono un lettore appassionato di scrittura, che coltiva interesse per la narrazione di parola e per quella realizzata con l'immagine, con il video soprattutto. Nella mia quotidianit mi occupo di cultura e turismo presso

un ente pubblico locale e nel tempo libero organizzo eventi legati soprattutto al cinema e al documentario. 2) La tua vita da scrittore. Com iniziato il tutto? R: Come molti grafomani il rapporto istintuale con la penna emerge dai banchi di scuola, dove i talenti si sprecano a causa dell'impreparazione dei docenti nell'insegnamento degli strumenti tecnici della scrittura. Forse perch credono che un'arte sia questione di ispirazione e non gi di tecnica. Cos in et pi matura ho frequentato una seria scuola di tecniche narrtive, la Scuola Holden di Torino, ma anche molti seminari con maestri della sceneggiatura cinematografica. 3) Quali sono gli autori dai quali prendi ispirazione? R: Non parlerei di ispirazione, quanto piuttosto di studio delle tecniche. Alla Holden ho lavorato molto su Dickens e Celine e per giungere alla definizione di uno stile personale. Un lavoro che fra l'altro ora mi offre l'opportunit di studiare altri autori per cercare di carpirne i segreti. Cos debbo citare anche Baricco, senza dimenticare gli sceneggiatori che mi sono stati maestri (fra gli altri): Antonio Leotti (che mi ha insegnato a trasporre un testo letterario in film), Furio Scarpelli (scrivere lavoro artigianale) e il compianto Riccardo Pazzaglia (per fare una lavoro seriamente non bisogna prendersi tropo sul serio). Un commosso ricordo anche l'amico recentemente scomparso, Mario Verdone, il quale mi ha regalato preziosi consigli su come proseguire nella pratica dell'autoapprendimento, in modo costante. 4) Cosa significa per te essere scrittore? R: Raccontare, soprattutto raccontare delle storie. Si ha sempre la necessit di sentire raccontare delle buone storie e da lettore amo leggerle. Quando non le trovo, allora provo a scriverle. 5) Quali sono le maggiori difficolt per gli emergenti, nellattuale mondo delleditoria? R: Farsi leggere. Sembra poca cosa, ma pu diventare l'inizio di un percorso virtuoso. Inoltre occorre smentire quella maledetta legge non scritta detta "del mercato", che sembra volere sempre una cosa diversa da quella che sai fare e poi a volte sembra non voler altro che quanto ha prima rifiutato (domanda: ma c' davvero qualcuno che sa interpretare i desideri del mercato?).

6) Come vedi la nuova realt della scrittura su web? Pu essere linizio della fine per i vecchi, cari e -auspichiamo- immortali libri tradizionali? R: Il web un ulteriore veicolo di promozione e di aiuto alla lettura, ma non riuscir a decretare la fine del libro di carta. Non appena avr sviluppato davvero le sue potenzialit, il suo avversario diretto sar la televisione. Il web pu invece essere alleato del libro e insieme possono aprire nuove prospettive o addirittura nuove frontiere. Mentre la televisione, giocando con l'interattivit, finir in un "cul de sac". 7) Com maturata la scelta di partecipare a questa Antologia Futurista? R: Occorre sempre dare una mano a quelli che rischiano in campo culturale. Quando l'amico Gianluca D'Aquino mi ha lanciato la proposta all'Alexandria Scriptori Festival ho desiderato partecipare all'iniziativa, anche se avevo soltanto tre giorni a disposizione prima della dead-line. Vorrei non fosse un fatto isolato, perch la trovo gradevole e mi arrivano molti commenti positivi. 8) Come nasce il tuo racconto? Svelaci, se possibile, il dietro le quinte R: Il Futurismo argomento che mi affascina da sempre e non esisto a macinare chilometri per andare a vedere una mostra. Fortunato Depero un genio, senza nulla togliere a Carr, Boccioni, Balla, Dottori e tanti altri. Del Futurismo occorre cogliere l'essenza dell'azione, di cui permeata ogni singola opera. Anche la scrittura viene esaltata dalla teatralit. Naturalmente ho lavorato su struttura narrativa e ritmo, con particolare riferimento al romanzo di Bruno Corra "Sam Dunn morto" (pubblicato nel 1915, Bruno Ginanni Corradini). Ci sono poi i resoconti delle serate futuriste, pressoch tutte orchestrate da Filippo Tommaso Marinetti, che fu anche drammaturgo. Insomma stato semplice delinerare la figura di una sorta di antieroe, che viveva in prima fila le avventurose serate futuriste eppure se ne stava un poco in disparte tant' che la storia lo ha quasi sempre dimenticato (il personaggio del racconto liberamente ispirato a un futurista realmente esistito). Ecco, mi piace mescolare passione, fantasia, realt per costruire una storia che non accaduta, ma avrebbe potuto. 9) Parla sinteticamente delle tue opere edite o dei tuoi obiettivi artistici raggiunti. R: Se parliamo dei lavori su carta non sono molti, perch attualmente sono quattro presenti in altrettante antologie (e poi ci sono due racconti

pubblicati sul web). In questi mesi in distribuzione gratuita presso biblioteche e mediatiche pubbliche, informagiovani e centri culturali il mio saggio "Scrivere cinema low-budget in Alessandria", in cui allegato il docu-fiction "Caristo, la citt rubata" (vedi su www.opificiodellearti.eu). Con progetto e sceneggiatura di Caristo invece i miei lavori per il video, fra documentari e cortometraggi assommano a dodici. 10) Quali progetti hai per il futuro? R: Ci sono un paio di cortometraggi in lavorazione che vedranno la luce prima della fine dell'anno: di uno firmer la sceneggiatura, mentre l'altro sar anche la mia seconda regia. Stanno per uscire anche i tre cortometraggi della serie "Storie di Monferrato", firmati da tre giovani registi con i quali ho collaborato per dare una buona ossatura alle loro sceneggiature. E poi all'ottimo Gianluca potrebbe venire in mente di fare una seconda antologia sul Futurismo. Se piace al pubblico +1) Dieci+1. Domanda aperta: quello che vuoi, per conoscerti meglio o per lasciare un segno R: Com' nel mio spirito faccio una proposta molto pratica: compatibilmente con i miei impegni, sapppiate che di tanto in tanto mi metto a disposizione per convegni o meglio ancora seminari gratuiti sulla narrazione. Avanzate pure delle proposte. Credo che se hai ricevuto un dono, allora giusto condividerlo con gli altri. www.myspace.com/gianlucadaquino 19 12 2009 MANUELA VIO Sesso, Scarpe e Pesciolini di Fabio Brigazzi *Prefazione di Tinto Brass

Fabio Brigazzi nato a Belluno ma da sempre vive a Roma. Sesso, Scarpe e Pesciolini il suo primo romanzo. Ho letto questo testo con molto coinvolgimento, molti potrebbero scambiarlo per avidit ma non lo stata bens si trattato di coinvolgimento sia mentale che fisico (in senso buono ovviamente). La prefazione scritta da Tinto Brass e il titolo dello stesso la dice lunga, ma non scandalizzatevi per il nome di chi ha scritto la prefazione perch, solo linizio! Certo un libro che non posso consigliare ad un ragazzino di 15 anni, questo sicuro! Ma tutti gli

altri, cio gli adulti, lo possono tranquillamente leggere. Pi che un romanzo, potrei definirlo un diario di situazioni e momenti vissuti, un testo che parla di: sesso, trasgressione e molte scarpe, pi che di scarpe si parla molto di piedi, quelli femminili che, molti uomini e anche molte donne apprezzano in situazioni un po particolari, i pesciolini invece beh, non sta a me svelarvi questo piccolo mistero, leggete il libro e lo scoprirete da soli fino ad un certo punto del testo non si nominano questi pesciolini, quindi ad ognuno la propria interpretazione, la fantasia pu volare in alto riguardo a questo, io ho pensato che questo termine fosse riferito alle persone, cio a tutti i personaggi del libro, gli stessi che, i personaggi principali attirano verso di loro, tipo i pesci nella rete ma, come dicevo non sta a me dirvelo Marina, la protagonista di questa particolare storia una cinquantenne piacente, intelligente e di successo, ma tutto questo non le basta perch ha un marito che ormai, dopo molti anni trascorsi insieme, non la vede pi come donna cio: attraente, femminile e con la voglia di nuove situazioni bens, la vede pi come una coinquilina, una donna di casa, una di quelle che alla sera gli si da, sulla guancia al posto che sulle labbra, il bacino della buona notte e questo fa molta tristezza, certo vero dopo tanti anni di vita passata insieme molte volte si pu cadere nellabitudine, nella routine, nel non vedere pi chi ci sta davanti e pensiamo sul serio di con oscere la persona che abbiamo sposato, lo pensiamo veramente ma non affatto cos, e questo libro lo testimonia. Solitamente in un romanzo ci si immedesima nel personaggio principale, il protagonista, in questo caso Marina ma, la peculiarit di questo testo proprio che in tutti i personaggi, da quello principale a quello che viene nominato solamente un paio di volte, il compito da parte del lettore, di immedesimarsi in esso facilissimo, un testo scorrevolissimo, che ti trasporta, se vogliamo, in un altro mondo, probabilmente il mondo che, sotto sotto, tutti vorremmo vivere come seconda vita senza escludere nessuno Vi voglio raccontare un piccolo episodio che mi successo durante il tragitto che faccio per andare in ufficio tutti i giorni salgo sul vaporetto e mi siedo, dopo due minuti estraggo dalla mia borsa Sesso, scarpe e pesciolini e comincio a leggere, ovviamente non mi preoccupo di chi mi sta davanti e del loro pensiero vedendo la copertina e leggendo il titolo di questo libro, in fin dei conti, a parer mio, una persona liberissima di leggere ci che pi le piace no?! Insomma le due persone che mi stanno davanti, dopo aver letto il titolo del libro, si sono guardate e hanno bisbigliato qualcosa che io, essendo stata a pochi centimetri di distanza da loro, ho sentito benissimo e hanno detto: guarda che sta leggendo spero che questo loro commento non sia stato fatto con cattiveria o per giudicare i testi che leggo anche se purtroppo, penso

proprio che io sia stata giudicata per ci che stavo leggendo. Sono dellidea che certe persone, tipo i due che hanno commentato me e le mie letture, anche se considerate dal paese in cui vivono delle persone perbene, frequentatori della chiesa ecc ecc siano peggiori di quelle persone che le cose le fanno e le dicono alla luce del giorno, non mi ha minimamente preoccupata il loro commento, c molta gente in giro che io considero dei falsi moralisti, giudicano tutto e tutti senza mai guardare per primi loro stessi. Una mia amica, dopo che le ho raccontato questo fatto del commento, mi ha detto: ma perch non metti una copertina al libro cos la gente non pu sapere cosa leggi? non arriver mai a mettere una copertina che copra la vera copertina del libro che sto leggendo e, scusate questo gioco di parole, non vedo perch io mi debba fare problemi o preoccuparmi per ci che la gente pu pensare vedendomi leggere un testo dal titolo Sesso, scarpe e pesciolini con evidenziato in rosso Prefazione di Tinto Brass, non ci trovo nulla di male e non vedo il motivo per il quale io dovrei vergognarmi ecco, detto questo, ritorno alla mia analisi del testo in questione le persone che si coinvolgono di pi emotivamente, leggendo questo libro, si troveranno a provare sentimenti contrastanti perch Marina, la protagonista, vive una vita del tutto insoddisfacente con il marito ma che viene compensata al 100% da Max, definito da Tinto Brass, il suo Cicisbeo e in effetti, lo stesso Max regala un mondo nuovo alla sua protetta, un mondo eccitante e trasgressivo nel quale la stessa protagonista si sente una Regina, e come tale, ha scoperto un regno che non avrebbe mai immaginato potesse esistere. Vivono delle situazioni particolari sempre riguardanti il sesso e coinvolgono sia la migliore amica di Marina che altre persone conosciute per caso in giro, tipo librerie, bar, ristoranti e quantaltro che siano proprio queste persone i famosi pesciolini? Mah potrebbe anche essere ma non detto un testo che non mette in gioco molto il sentimento inteso dal lato del cuore, non una storia damore strappa lacrime, nessuno, in questo testo si uccide o soffre per amore, anche la stessa Marina, vedendo il poco interesse del marito nei suoi confronti, cerca strade alternative e quando dico alternative do libero spazio alla vostra immaginazione penso sia un libro che possano leggere tutti, lo consiglio alle persone alle quali piace la trasgressione, a quelle alle quali piacciono le situazioni particolari e anche, e soprattutto, ai famosi falsi moralisti che si scandalizzano leggendone solamente il titolo ma che vorrebbero leggerlo, ne sono sicura a queste persone do un consiglio: mettete una bella copertina al libro cos nessuno vedr cosa state leggendo Non c volgarit in questo testo, la volgarit labbiamo creata noi esseri umani e in quanto creatori di essa, sappiamo porle i giusti limiti. Ho

tratto, da questo testo, insegnamenti che non riguardano solamente il sesso bens anche la vita ogni occasione lasciata persa. Il finale di questo romanzo molto emozionante, non intendo svelarvi nulla perch lo dovete leggere, e vi prometto che troverete le pagine di questo libro: da mangiare, proprio come la panna montata in particolari occasioni Buona lettura cari miei! www.estro-verso.com 21 12

PIERLUGI CASALINO William Blake 2009 Secondo la tradizione il fantasma del fratello Robert, morto di tubercolosi nel 1787, a suggerire a William Blake (1757-1827) il miglior modo per praticare limpressione dellacqua forte in rilievo. William Blake una vera leggenda. Poeta, pittore, incisore, considerato uno dei pi grandi artisti britannici. Fin dalle scuole primarie i piccoli inglesi imparano la sua ode Tyger o cantano il suo inno Jerusalem. A William Blake, Genio visionario del romanticismo inglese stata dedicata la mostra allestita da Le Petit Palais di Parigi fino al 28 giugno 2009, la prima in Francia dal 1947. Nelloccasione sono state riunite quasi 150 opere tra disegni, scanalature, libri, acquarelli e alte composizioni. Sono stati esposti lavori prestati dai principali musei inglesi e provenienti da collezioni private francesi e americane. Momento di particolare suggestione per pubblico e critica, levento ha ripercorso lesperienza di un artista, la cui fama stata soprattutto legata alla riproduzione dei versi del Paradiso Perduto di John Milton. Le altre fonti di Blake si sono ritrovate puntualmente nella mostra, dai profili gotici di Westmister ai racconti Geoffrey Chaucer, ai quadri allucinati di Fussli. La riscoperta di William Blake abbastanza tarda. Dopo il lungo oblio seguito alla sua morte nel 1827, la pubblicazione di una monografia di Alexander Gilchrist nel 1863 getta nuova luce sullopera di Blake, riproponendone il messaggio rivoluzionario. Blake oggi popolare persino tra pop stars come Patti Smith e Jim Morrison. Alcuni dei motivi di Blake sono, del resto, tatuati sulla schiena di Francis Dolarhyde, il killer psicopatico, protagonista del libro Dragone rosso di Thomas Harris, autore de Il silenzio degli agnelli. Ammiratori, questi ultimi, certamente imbarazzanti per il genio inglese. 23 12 2009

ANTONIO SACCOCCIO Dall'Arte all'oltre-arte. L'essenziale marciare in avanti.


Nel groviglio delle proposte artistiche (dove per "artistiche" si includono ovviamente non solo pittura e scultura, ma anche teatro, musica, cinema, letteratura etc.) che si sono rincorse nell'ultimo secolo in pochi oggi sono capaci di avere una visione chiara. Se cerchiamo poi una visione chiara e avanguardista noi netfuturisti ci troviamo a combattere quasi da soli. Perch tanta difficolt ad interpretare l'attuale stato dell'arte? Semplice. Oggi per comprendere pienamente qualsiasi cosa possa essere avvicinata alla parola "Arte" occorre essere stato prima Artista e poi oltre-artista. I trentenni ed oltre sono gli unici a poter aver vissuto questa duplice condizione. Ma tra loro i pi sono rimasti nell'Arte, passatisti ad oltranza, vecchi difensori di un mondo morto da tempo. Definirli passatisti non ha neppure senso, perch i passatisti sono in questo caso strettamente imparentati con i presentisti: chi difende ancora l'Arte un passapresentista, poich mescola l'aria/aura sacerdotale di un tempo alla business-art contemporanea. Ma proprio in questa generazione c' la speranza per il Futuro: quei pochi che hanno vissuto di persona la transizione tra Arte e oltre-arte, quei pochi che 15 anni fa erano e si consideravano Artisti e ora hanno preso consapevolezza che l'Arte un animale estinto di cui continua a parlare con enfasi solo chi totalmente al di fuori del processo creativo. Tra quei giovani e giovanissimi che naturalmente possiedono una sensibilit oltre-artistica, solo pochissimi hanno la piena consapevolezza necessaria per condurre la battaglia netfuturista. Gli altri sono menti purissime da prendere a modello, ma da cui non ci si pu aspettare un grande aiuto nelle nostre azioni d'avanguardia. La demolizione dell'Arte cosa fatta. La sensibilit netfuturista lo afferma da tempo. E' il grande passo che un futurista del XXI secolo deve compiere. Siamo giunti al termine di un cammino iniziato almeno un secolo fa. Pubblico qui sotto un brano scritto da un grande futurista del secolo scorso, che presentiva gi la fine, in modo incredibilmente visionario per quei tempi. Usciamo dalla pittura?... Non lo so. Purtroppo la mente umana opera tra due linee d'orizzonte ugualmente infinite: l'assoluto e il relativo, e tra queste la nostra opera segna la linea spezzata e dolorosa della possibilit. Non temano dunque i nostri giovani amici: non vi sar mai

abbastanza audacia per uscire dalla ferrea legge dell'arte che ognuno esercita. Verr un tempo forse in cui il quadro non baster pi. La sua immobilit, i suoi mezzi infantili saranno un anacronismo nel movimento vertiginoso della vita umana! Altri valori sorgeranno, altre valutazioni, altre sensibilit di cui noi non concepiamo l'audacia... L'occhio umano percepir il colore come emozione in s. [...] Usciamo forse dai concetti tradizionali di pittura e scultura che imperano da quando il mondo ha una storia? Giungiamo alla distruzione dell'arte come stata intesa fino ad oggi? Forse! Non lo so! non importa saperlo! L'essenziale marciare in avanti! Sono parole di Umberto Boccioni. La via era gi indicata. Oggi siamo noi netfuturisti ad avere quell'audacia che i futuristi del secolo scorso non potevano ancora avere. L'essenziale marciare in avanti. Antonio Saccoccio http://liberidallaforma.blogspot.com...

26 12 2009 ZAIRO FERRANTE 16 Milioni di Colori di Barbara Cannetti

16 milioni di colori edito da Libert Edizioni http://libertaedizioni.net/cannetti<...<... sia in versione cartacea che on-line Opera della talentuosa(a conferma di ci ricordo che il libro stato ristampato, cosa rara per la Poesia) Barbara Cannetti, Poetessa Ferrarese. La scrittrice mescola sapientemente le parole, trasformando la prosa in poesia ed i versi in prosa, confonde il lettore con la sua innata immediatezza che va indubbiamente a segno accarezzando dolcemente l'anima e ( proprio il caso di dirlo) strappandole anche qualche lacrima. La linea che guida l'opera possiamo tranquillamente definirla neoromantica senza per essere troppo riduttivi, visto che non infrequente inbattersi in versi francamente surrealisti ed a tratti, concedetemi il termine, naturalisti

Nelle pagine di questo libro, in cui prosa poetica e versi rimati si alternano, il Dinanimismo esiste!!! Lo si vede nelle immagini forti ed immediate di alcune poesie PIGIAMA: ...rinnovata memoria di dolore,/ stampata incapacit di essere indipendente,/ tatuata impossibilit di correre nel vento. Lo si sente quando, l'abilissima Poetessa, prende la tua Anima per mano e la porta fino alla porta di dolore di Maristella e di qui la ributta nel suo cuore e nella sua Anima, per poi affondarla in cumuli di aria viziata d'Ospedali che prontamente la tua mente ri-pesca dal componimento precedente, per poi farla risorgere nella speranza e con la forza di chi a fatica si rialza, ed alla vita non rinuncia. E' DinAnimista la critica, mezzo Poesia, alla banalit in Giudizi e Pregiudizi: ...da sempre considerati specchio dell'anima troppo presto imparano a riflettere giudizi banali che spesso si trasformano in pregiudizi immersi dentro preconfezionati sorrisi... http://recensionidinanimiste.myblog.it

*postfazione
ASINA NOTTE (25 3 2009) All Asino Rosso. Indosso camicia di ordinanza, sponsor della mia banca. Sono solo panni vecchi, siamo sempre dei vigliacchi Di vergogna siamo fatti Prendo calici di rosso, molte volte piango addosso Di una donna che ho amato, servile, scuro e abbronzato Me ne vado in finta casa

per lustrare la pretesa Di aver lucida la capa ed esser sol na mezza sega. Sfioro spesso il Sancho Panza, non mi critico non l'ho letto Sono stanco e lo ammetto ho tirato il vuoto, il nulla e infine anche l'affetto. Buonanotte. Asino. DAVID PALADA

*appendice

29 8 2009 INTERVISTA A PAOLO RUFFILLI di Manuela Vio La poesia si sa, ci che abbiamo di pi privato e segreto, nasce direttamente dalla nostra anima, non c' un luogo stabilito per scriverla ma, ci sono situazioni, momenti, azioni e persone che ci fanno provare sentimenti ed emozioni e sono queste ultime a far nascere dentro di tutti noi il piccolo o grande poeta che alberga dentro i nostri cuori. Nella storia della poesia italiana abbiamo avuto dei grandi autori come Ungaretti, Pavese, Montale, il mitico Antonio De

Curtis in arte Tot e molti altri. Abbiamo avuto la fortuna di crescere con questi personaggi indimenticabili e che hanno forgiato la nostra crescita. Paolo Ruffilli uno di questi poeti, chi ha letto le sue poesie pu confermarlo, con l'unica differenza di essere un poeta dei nostri giorni. Nato a Rieti nel 1949, originario di Forl. Ha una laurea in lettere conseguita presso luniversit di Bologna. Oltre ad essere il Direttore Editoriale presso le Edizioni del Leone di Venezia, da molti anni collabora con le pagine culturali de Il Resto del Carlino. Poeta da praticamente tutta la vita, ha pubblicato diversi testi tra cui l'ultimo Stanze del cielo edito da Marsilio. Qui sotto troverete alcune domande alle quali il sig. Ruffilli ha avuto la gentilezza di rispondere. Il sito ufficiale di Paolo Ruffilli : www.paoloruffilli.it/ D. : C una poesia, tra tutte quelle che ha scritto, alla quale pi legato sentimentalmente? Se si, quale e perch? Cosa le fa venire in mente? R. : Non una ma molte. Non amo le graduatorie. E sono tante quelle che mi sono care. La variet fondamentale. D. : Il suo luogo per creare versi esiste oppure lei scrive ovunque si trova e in qualsiasi situazione? R. :Non c e non ci pu essere, perch per me la poesia una pratica di ricerca che mi accompagna dovunque. Qualsiasi luogo capace di metterla in moto e non ci sono luoghi privilegiati. D. : La frase di Oscar Wilde Vive la poesia chi non capace di scriverla, gli altri scrivono la poesia che non osano vivere lei che un poeta, cosa ne pensa di questa frase? R. : Allude, io credo, al fatto che la poesia una pratica esoterica, di ricerca profonda e necessita proprio per questo di una scelta di volont (non intrattenimento, n divagazione) e dunque non sono mai molti quelli che decidono di mettersi sulla sua strada personalmente. La maggioranza degli altri vi si accosta di sponda, attraverso lo specchio di quei pochi. D. : Se potesse scegliere di dare un premio per la poesia, tra i poeti contemporanei e quelli scomparsi a chi lo darebbe? R. : A Giorgio Caproni, che considero il poeta italiano fondamentale del secondo Novecento, pi importante anche di Montale. D. : In cosa consiste esattamente il suo lavoro alle Edizioni del Leone di Venezia? R. : Faccio il direttore editoriale: coordino il Comitato di lettura, che sceglie i testi da pubblicare, e firmo il programma delle uscite della casa editrice.

D. : Mi parli dei suoi lavori editi e perch nodi quelli che tiene nascosti nel cassetto, se ci sono R. : Pi che gi edito, preferisco parlare dellinedito. LItalia il paese del melodramma, che stato per lunghissimo tempo lunica nostra forma di cultura nazionale. Probabilmente proprio come reazione alleccesso dei sentimenti del melodramma, i poeti italiani moderni si sono tenuti e si tengono ancora lontani dal versante del sentimento per eccellenza che lamore, lasciandolo ai cantautori. C naturalmente qualche eccezione significativa, come ad esempio Umberto Saba. Quei pochi che ne scrivono, lo fanno da una posizione cos rarefatta e intellettualistica da risultare immediatamente inattendibili. Ma pi in generale da noi i poeti temono la poesia damore e, avendo demandato alla canzonetta di cantare lamore, considerano di serie B la poesia damore. Da giovane ero cos anchio. Ma, per fortuna, mi sono accorto per tempo che non si poteva rinunciare a dare espressione poetica alle emozioni dellamore. Ho pubblicato varie cose, nel corso degli anni. Cominciando da un lungo poemetto, Per amore o per forza, nella raccolta Piccola colazione e poi via via proponendo gruppi di poesie singole. Da tempo vado preparando un libro compatto di poesie damore, che non ormai molto lontano dal vedere la luce. Manuela Vio 22 12 2009

ROSSO TREVI E GIORGIO DE CHIRICO di Roberto Guerra *aveva annunciato- Rosso Trevi- una nuova Azione Futurista in Campidoglio...Invece, spiazzando tutti, in Campidoglio c' entrato dalla porta principale con un omaggio a De Chirico... Metafisica e Futurismo, scacco matto ai residui criptici d'arte.... Il 30 novembre scorso, alla presenza del sindaco di Roma, in Campidogli, inaugurazione di una mostra particolare, itinerante, dedicata a Giorgio De Chirico padre della metafisica e dellarte del novecento italiana. Conivolti alcuni dei pi importanti artisti contemporanei e Graziano Cecchini. Cos dalla stampa (La Repubblica Roma) la mostra Omaggio a De Chirico che vede protagonisti sessantasei artisti in un allestimento itinerante per tributare lomaggio a Giorgio De Chirico, in occasione dellanniversario dei 120 anni dalla sua nascita e i

30 anni dalla sua scomparsa. Le opere di grandi artisti come Renato Guttuso, Mario Ceroli, Alberto Sughi, insieme ai lavori di giovani promesse italiane ed internazionali dellarte contemporanea come Stefano Branca, Isabella Orsini e anche Graziano Cecchini, sono state esposte questa mattina in Campidoglio nella sala della Protomoteca in occasione dell inaugurazione alla presenza tra gli altri del commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani. Le opere dal 7 dicembre in poi saranno portate negli Stati Uniti per un tour nelle citta di Miami, New York, Los Angeles. Alemanno ha anche tenuto a sottolineare come il Comune di Roma abbia peccato nei confronti dellartista poiche non fu presente ai suoi funerali. Vogliamo rimediare attraverso la nostra vicinanza alla famiglia di questo artista, noto per il suo talento e per i suoi valori spirituali e metafisici. Evento letteralmente dinamico, in quanto dall 8 dicembre, poi, la mostra omaggio esportata appunto negli Usa, da Miami, a New York a Los Angeles Levento, gi di per s, atipico, rivitalizza, con una scelta degli artisti non neoaccademica, la figura stessa di De Chirico, finalmente sottratta a certo manierismo critico che da tempo edulcora il genio dei manichini inquietanti eccetera, come grande artista certo, ma quasi ostile alle contemporanee avanguardie storiche, dal surrealismo al futurismo. In particolare, la presenza di Cecchini appare significativa e innovativa da pi punti di vista. Onore, intanto ai curatori, creativi nellallestire un florilegio anticonvenzionale, proprio per la presenza di Rosso Trevi diventato celebre con la nota performance neosituazionista de La Fontana Rossa.... 31 12 2009 SUPER 2010 da Il Teatrino dell' ES A tutti Voi, amici vicini e lontani, che faticate ogni giorno per realizzare gli ideali che vi stanno a cuore, affinch le Vostre utopie possano diventare una sana realt, per un miglioramento della qualit della vita di ogni cittadino del Mondo. A tutti Voi, che soffrite per l'indifferenza altrui, perch c' sempre il solito furbo che vi spintona per passarvi davanti, perch vi sentite a volte incompresi, nel vostro talento, arte e professione. A tutti Voi, che oramai percepite che tutto inutile, che non c' pi nulla da fare.

Non abdicate, non abbassate le spalle, rimboccatevi le maniche, continuate a credere, ad alimentate il vostro progetto. Perch solo voi avete la chiave per aprire le porte che vi hanno chiuso, e quando riuscirete a riaprirle, ridatevi subito altri traguardi, altre utopie, ma soprattutto aprite ad altri il vostro sapere. A tutti Voi, auguriamo di diventare veicolo di valori etici, come i principi universali dell'onest, della sincerit e del coraggio. Per un Mondo pi giusto, pi equo e solidale. Dove possano scomparire la fame, la sete, la povert, l'ignoranza, l'egoismo, l'odio, il razzismo, le guerre fra i popoli, spesso dimenticate. Tutto questo porta inesorabilmente verso la distruzione del pianeta, tramite un uso sconsiderato delle risorse di tutti, che diventano appannaggio di pochi, che si ergono sul piedistallo come popolo eletto, a cui tutto dovuto. A tutti voi, insegnate a tutti gli altri, che il Mondo e l'Universo appartengono ai bambini ancora non nati. Noi siamo di passaggio, e dovremmo stare tutti in punta di piedi. Cercare di utilizzare solo ci che serve alla vita, aggiungendo bellezza, e non sottraendola agli occhi di tutti. Difendiamo ci che non ci appartiene, consegnandolo integro e sano ai futuri cittadini, che un giorno giungeranno per emettere i loro vagiti. A tutti Voi, auguriamo Buon Natale e felice anno nuovo, portatore di tanta salute, prosperit, successo, serenit, e amore, anche per i Vostri parenti, amici e conoscenti, in un grande abbraccio globale di Pace.

Vittorio Zanella e Rita Pasqualini del Teatrino/Teatro dell'ES. http://www.teatrinodelles.com/chie/