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Introduzione

al

corso

Trasparenza delle dighe svizzere della Grande Dixence e di Rossens. Spiegazione dello scopo dell'invaso (accumulo di una riserva d'acqua). Problema del dimensionamento dell'invaso: rischio che sia troppo piccolo o troppo grande. Necessit di risolvere alcuni problemi collegati al dimensionamento del serbatoio: - determinazione della quantit di energia producibile (nel caso di impianto idroelettrico o misto, vale a dire idroelettrico e irriguo); - determinazione della portata che deve essere smaltita dallo sfioratore di piena (trasparenza della diga svizzera di Contra con sfioratori in funzione e dello sfioratore della diga di S. Rosalia in Sicilia); - determinazione dell'area irrigabile (nel caso di impianto di irrigazione o di impianto misto) (trasparenza dello schema di impianto di irrigazione in Sudafrica). Impianti con derivazione da un fiume regolato con un serbatoio di accumulo e da un fiume non regolato, per la produzione di energia idroelettrica e/o per irrigazione (trasparenze della diga sul Columbia, negli Stati Uniti, e della traversa del Pamperduto sul Ticino), . Problema della determinazione dell'area irrigabile. Trasparenza di un argine del Po durante la piena del 2000. Problema della determinazione del livello (e quindi della portata) di piena. Trasparenza della posa di una fognatura e dell'impianto idrovoro di Baura. Problema della determinazione della portata per cui dimensionare la rete di drenaggio. Problema della determinazione della portata da sollevare. Trasparenza del ciclo dell'acqua. Necessit di studiare i diversi fenomeni fisici. Trasparenza di una serie di portate medie annuali. Casualit dei dati e incertezza dei risultati. Necessit di schemi probabilistici.

Precipitazioni Generalit, origine. Precipitazioni liquide e solide. Condensazione (rugiada, brina).


Importanza della condensazione in zone aride e zone tropicali di montagna.

Nubi: aerosol con goccioline di diametro da 10 a 30 m . Fase liquida: da 0,5 a 1 g m -3 (e fino a 3 g m -3 ) . Fase gassosa: fino a 25 g m -3 . Nuclei di condensazione: se mancano si ha soprafusione spinta. La soprafusione un fenomeno comune.
Composizione della nube: per T > 0 C goccioline, per T = -40 0 C goccioline e cristalli, per T < -40 C cristalli.

Ingrandimento necessario delle goccioline: da 10 30 m a 500 2000 m . Solo poche goccioline possono ingrandirsi fino a diventare gocce. Meccanismo dell'ingrandimento: condensazione e coalescenza. Inizialmente ( fino a 100 m ) l'ingrandimento causato dalla condensazione. Condizioni per la condensazione: tensione di vapore minore della pressione parziale di vapore dell'aria. Diverse possibilit: cristalli di ghiaccio e goccioline di acqua soprafusa, goccioline a temperature diverse, goccioline con diverso grado di salinit.
Influenza del raggio di curvatura sulla tensione di vapore ( ) . In zone fredde e temperate: cristalli di ghiaccio e goccioline di acqua soprafusa. In zone temperate in estate: goccioline a temperature diverse. In zone subtropicali presso il mare: goccioline con diverso grado di salinit.

Mantenimento delle precipitazioni Con contenuto liquido di 3 g m -3 e spessore della nube di 4000 m sono possibili solo 12 mm di pioggia in assenza di alimentazione. Necessit di alimentazione continua.
Piogge artificiali Principio: produrre cristallini di ghiaccio o goccioline di acqua salata. Metodi: inseminazione delle nubi con ghiaccio secco, invio di cristallini di sale con reticolo affine a quello dell'acqua (ioduro d'argento), spargimento di cristalli di cloruro di sodio o di gocciline di acqua salata. Esperimenti in Israele: aumento di portata del 50 1 5 0 % .

Classificazione delle precipitazioni Precipitazioni convettive: temporali, rovesci di pioggia causati da aria fredda e umida che transita su una superficie calda, uragani. Precipitazioni orografiche.

Precipitazioni cicloniche (depressione causata dal particolare andamento del campo di moto): frontali (collegate a cicloni extratropicali) e non frontali.

Temporali Cella: nube cumuliforme, del diametro di qualche kilometro. Vita della singola cella circa mezz'ora. Successiva formazione di pi celle in un solo temporale. Fasi: formazione e sviluppo della cella, con salita rapidissima dell'aria; maturit (condensazione, inizio della precipitazione, formazione di una corrente discendente accanto a quella ascendente); dissipazione (il raffreddamento provocato dalla corrente discendente diminuisce l'instabilit dell'aria). Uragani Formazione del vortice per convergenza di aria su mari caldissimi. Descrizione (uragani, cicloni, tifoni) (trasparenza di un tifone nel Pacifico). Necessit di due perturbazioni (convergenza al livello del mare, divergenza in quota). Zona: tra 5 e 15 latitudine (necessit di alte temperature ma anche di una latitudine non troppo bassa). Diametro dell'occhio circa 25 km Fascia di circa 10 km intorno all'occhio con venti fortissimi. Diametro dell'area interessata circa 300 km. Precipitazioni abbondantissime. Percorso: in generale da sud est a nord ovest nell'emisfero settentrionale. Regime pluviometrico Definizione Fattori del regime pluviometrico Latitudine, distanza dal mare, orografia. Latitudine: l'evaporazione maggiore a basse latitudini (figura 1).
latitudine: precipitazioni: 0 3000 mm 20 2410 mm 40 900 mm 80 320 mm

Al diminuire della latitudine diminuiscono l'intensit e il numero delle ore di pioggia (sempre meno di 1000, 400 500 in Italia). Distanza dal mare: precipitazioni maggiori lungo le coste (Brest 803 mm, Parigi 611 mm, Berlino 580 mm).

Orografia Aumento della precipitazione con l'altitudine. Esempio: Versilia e Apuane (figura 2). Ottimo pluviale. Esempio: Alpi occidentali (figura 3). Ottimo pluviale a 2000 3000 m in Francia. Ottimo pluviale delle piogge giornaliere a 800 1000 m in Italia. Eccezione costituita dalle montagne isolate. Importanza della relazione tra altezza di pioggia h e quota z per integrare i dati. Effetto sul tipo di precipitazione. Aumento delle precipitazioni nevose con la quota. Aumento lineare da 10% a 500 m a 85% a 3000 m in Francia (figura 4). Effetto di schermo Effetto fhen. Esempio della penisola di Malacca. Esempio della penisola Olimpica in America (due trasparenze). Regimi pluviometrici Legame tra clima e regime pluviometrico. Classificazione dei climi secondo Alissov ( t r a s p a r e n z a ) Climi caldi: tra equatore e tropici; precipitazioni di tipo convettivo;
importanza degli spostamenti della ITCZ.

zona equatoriale:

distribuzione temporale circa uniforme; 1500 3000 mm all'anno; la zona divisa in tre parti distinte;
l'umidit portata da alisei, venti equatoriali occidentali, monsoni.

zona subequatoriale:

alternanza di aria equatoriale umida e aria tropicale asciutta; piogge quando il Sole allo zenith; 200 mm all'anno in Senegal, pi di 3000 nelle aree monsoniche;
differenza tra est e ovest dei continenti; influenza della vicinanza del mare.

zona tropicale:

occupata in gran parte da deserti; 50 150 mm di pioggia all'anno.

Climi temperati: tra tropici e circoli polari. zona subtropicale: alternanza tra alte pressioni subtropicali e fronte polare; diversit tra ambiente marittimo e continentale;
diversit tra est e ovest dei continenti; tre regimi degli Stati Uniti.

regime mediterraneo, regime sinico; zona delle medie latitudini: alternanza di masse d'aria subtropicale, polare e artica; influenza della distanza dal mare; contrasti tra zone marittime e continentali (Brest 800 mm, Parigi 600 mm, Kiev, 500 mm). Climi freddi: all'interno dei ciroli polari. aree separate; differenza tra aree marittime e continentali (900 mm all'anno in Norvegia, 250 in Siberia). precipitazioni molto scarse (150 mm all'anno in Groenlandia); diffusione dei ghiacci.

zona subpolare:

zona polare:

Carta delle precipitazioni medie annue ( t r a s p a r e n z a ) Regimi pluviometrici italiani ( t r a s p a r e n z a ) Regime continentale (clima delle medie latitudini): presso il confine in Lombardia e Alto Adige; massimo in estate (con massimo secondario in autunno), minimo in inverno; differenza tra massimo e minimo mensile 130% della media della precipitazione annua. Regime marittimo (clima mediterraneo, subtropicale): in Sardegna, Sicilia, Calabria e nel litorale tirrenico; massimo in inverno, minimo in estate; differenza tra massimo e minimo 200% della media. Regimi misti: differenza tra massimo e minimo 80-100% della media. Regime sublitoraneo appenninico: massimo in autunno, minimo in estate. Regime intermedio tra sublitoraneo appenninico e sublitoraneo alpino: massimo in autunno, minimo in estate/inverno Regime sublitoraneo alpino: massimo in autunno/primavera, minimo in inverno. Media del totale annuo di precipitazione in Italia 970 mm. Carta delle isoiete annue (trasparenza)

Q [m3 s -1]

100

150

50

0 1921 1922 1923 1924 1925 1926 1927 1928 1929 1930 1931 1932 1933 1934 1935 1936 1937 1938 1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945 1946 1947 1948 1949 1950

Portate medie annue dell'Adda a Fuentes

anno

3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 0 25 50


latitudine [ ]

h [mm]

75

90

Fig. 1 Dipendenza del valor medio del totale annuo di precipitazione dalla latitudine (da dati Rmniras)

3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 250 500 750 1000 1250

(h ) [mm]

z [m] Fig. 2 Relazione tra quota e valor medio del totale annuo di precipitazione in Versilia e nel versante marittimo delle Alpi Apuane (Moisello, 1998)

1750

1500

(h ) [mm]

1250

1000

750

500 0 500 1000 1500 2000 2500

z [m] Fig. 3 Relazione tra quota e valor medio del totale annuo di precipitazione nelle Alpi occidentali (Moisello, 1998)

100

80

60
%

40

20

0 500 1000 1500 2000


z [m]

2500

3000

Fig. 4 Dipendenza della percentuale di precipitazione nevosa dalla quota in Francia (da dati Coutagne)