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ARCIDIOCESI DI COSENZA BISIGNANO

PERCORSO PER IL RISVEGLIO DELLA FEDE E LA PREPARAZIONE ALLA CRESIMA DI GIOVANI E ADULTI

A cura di P. Celeste Garrafa

2011

INTRODUZIONE
BREVE PERCORSO PER IL RISVEGLIO DELLA FEDE E LA PREPARAZIONE ALLA CRESIMA DI GIOVANI E ADULTI

Le schede del presente sussidio offrono una traccia per un essenziale percorso di preparazione alla Cresima di giovani o adulti. Sono da utilizzare con duttilit adattandole alle situazioni concrete dei destinatari. Gli animatori del percorso, sacerdoti o laici, in calce alle schede trovano indicazioni per approfondire i contenuti delle tematiche con il catechismo degli adulti La verit vi far liberi (CdA) e/o il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC). Tenuto conto che spesso la richiesta della cresima di tanti giovani o adulti avviene per motivazioni superficiali o estrinseche (avere lattestato di cresima per sposarsi in chiesa o per fare da padrini ) e non perch hanno maturato una scelta di fede personale, importante non dare per scontata ladesione di fede, ma piuttosto cercare di suscitarla. Lobiettivo da prefiggersi insieme a quello della preparazione alla cresima perci quello del risveglio della fede. Prima ancora pertanto di trattare tematiche relative alla specificit del sacramento della cresima, necessario aiutare i candidati a riscoprire o comunque rimotivare la fede, offrendo, sia pure in maniera essenziale, una Prima Evangelizzazione incentrata nella proposta di Ges Cristo e del suo messaggio di salvezza. Occorre favorire lincontro con Ges Cristo nella e attraverso la Chiesa. E a partire dallincontro con Ges Cristo nella Chiesa, infatti, che trova significato lo stesso sacramento della cresima! Pi che di un corso il presente sussidio intende essere una traccia per un breve ed essenziale percorso di risveglio della fede, allinterno del quale si colloca il sacramento della cresima. Il passaggio dal corso al percorso nasce dalla necessit di non ridurre la preparazione alla cresima ad una serie di incontri atti a trasmettere soltanto delle conoscenze di fede, ma stimolare invece i partecipanti a percorrere un cammino di fede che coinvolga la loro vita, personale e comunitaria, in tutte le sue dimensioni. Per favorire ci opportuno non concentrare gli incontri un giorno dopo laltro, ma distenderli almeno nellarco di alcuni mesi allo scopo di assimilare e sperimentare uno stile di vita cristiano, sia pure in una fase embrionale da approfondire poi al di l della celebrazione della cresima. Valorizzare il percorso di preparazione alla cresima come aggancio per il dopo-cresima La dinamica della vita cristiana : dalla Parola, al sacramento, alla vita nuova: non basta perci preparare ai sacramenti, occorre anche aiutare i fedeli a vivere i sacramenti celebrati! Tra gli obiettivi del percorso di preparazione alla cresima importante perci prefiggersi di motivare i partecipanti a vivere cristianamente ancor pi dopo la celebrazione del sacramento, vivendo lincontro con Ges Cristo nella Chiesa nella concretezza delle comunit parrocchiali in cui inserirsi sempre pi attivamente. In vista di questo obiettivo, se ben curato il percorso di preparazione, ci si augura che possa diventare un aggancio per una continuazione del cammino di fede dopo la celebrazione della cresima.

PREMESSE

Innestare la preparazione alla cresima sul fondamento di una Prima evangelizzazione, cercando di far passare dalla domanda del sacramento alla domanda di fede Tenuto conto che spesso la richiesta della cresima di tanti giovani o adulti avviene per motivazioni superficiali o estrinseche (avere lattestato di cresima per sposarsi in chiesa o per fare da padrini ) e non perch hanno maturato una scelta di fede personale, importante non dare per scontata ladesione di fede, ma piuttosto cercare di suscitarla. Lobiettivo da prefiggersi insieme a quello della preparazione alla cresima perci quello del risveglio della fede. Prima ancora pertanto di trattare tematiche relative alla specificit del sacramento della cresima, necessario aiutare i candidati a riscoprire o comunque rimotivare la fede, offrendo, sia pure in maniera essenziale, una Prima Evangelizzazione incentrata nella proposta di Ges Cristo e del suo messaggio di salvezza. Occorre favorire lincontro con Ges Cristo nella e attraverso la Chiesa. E a partire dallincontro con Ges Cristo nella Chiesa che trova significato lo stesso sacramento della cresima!

Dal corso al PERCORSO di preparazione alla cresima Il passaggio dal corso al percorso nasce dalla necessit di non ridurre la preparazione alla cresima ad una serie di incontri atti a trasmettere soltanto delle conoscenze di fede, ma stimolare invece i partecipanti a percorrere un cammino di fede che coinvolga la loro vita personale e comunitaria. Per favorire ci opportuno non concentrare gli incontri un giorno dopo laltro, ma distenderli almeno per larco di alcuni mesi allo scopo di assimilare e sperimentare uno stile di vita cristiano, sia pure in una fase embrionale da approfondire poi al di l della celebrazione della cresima. E necessario tenere presente anzitutto che gli itinerari di evangelizzazione non possono essere pensati come una serie di incontri di catechesi e basta; essi piuttosto vanno progettati come dei percorsi educativi composti da tutte le esperienze che costituiscono la vita ecclesiale: ascolto della parola, vita liturgica e preghiera, esperienza di comunione, testimonianza della carit e professione esplicita della fede. Parlare di itinerari di fede significa sottolineare lidea che la formazione cristiana si realizza attraverso percorsi globali, costituiti da tappe successive, distribuite nel tempo, con una certa progressione e durata. () Litinerario di fede come abbiamo gi detto non composto solo dai momenti di approfondimento della parola di Dio e di illuminazione della vita quotidiana, ma anche dai momenti della celebrazione e della preghiera comunitaria e personale, dallesperienza della comunione ecclesiale, dallimpegno della testimonianza cristiana. () Perci indispensabile che litinerario di evangelizzazione si integri strettamente con la vita della comunit ecclesiale, perch gli adulti si avvalgano delle risorse della comunit (a partire dalla vita liturgica e sacramentale) e perch questultima sia arricchita dallesperienza di crescita dei partecipanti allitinerario di fede.
(Ufficio Catechistico del Nord-Est, Itinerario di evangelizzazione degli adulti (Ges Cristo, unico salvatore), LDC, pp.15-18)

Curare le relazioni interpersonali Il percorso tale se si vive unesperienza di vita cristiana nella quale progressivamente si viene introdotti. A tale scopo sono fondamentali le relazioni umane positive che si instaurano tra gli animatori del percorso di preparazione alla cresima e i partecipanti, cos pure le relazioni positive da favorire tra tutti i membri del gruppo. E da tener presente, tra laltro, che la stessa autenticit ed efficacia della trasmissione del messaggio condizionata dal tipo di relazione umana che si instaura tra chi trasmette e chi riceve il messaggio!
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Non incontri-conferenza, ma incontri-dialogo (incontri laboratorio) Allo scopo di coinvolgere lesperienza di vita dei partecipanti al cammino di fede, importante che gli incontri non siano una serie di conferenze frontali, ma piuttosto incontri-laboratorio che richiedono di andare al di l della cronometrata ora; preferibile anzich fare incontri settimanali di unora, fare incontri prolungati, anche se pi radi (ogni quindici giorni), che coinvolgano attivamente i partecipanti. Riferire il cammino alla Comunit parrocchiale Essendo la vita comunitaria una dimensione essenziale della fede e dellesperienza di vita cristiana, importante non solo che i partecipanti al percorso di risveglio della fede e preparazione alla cresima vivano una positiva esperienza di gruppo, contrassegnata anche da ci che costituisce la globalit della vita cristiana (Parola-liturgia-carit), ma vivano, per quanto possibile nellarco della preparazione alla cresima, occasioni di incontro con la comunit parrocchiale (ad esempio: presentazione del gruppo dei cresimandi alla comunit parrocchiale nel corso di una celebrazione eucaristica domenicale; possibili consegne della bibbia, del credo e del Padre nostro durante la messa pi solenne e comunitaria delle domeniche; incontro con alcune esperienze di vita cristiana che si vivono in parrocchia, tramite la testimonianza di chi le vive e le anima ecc.). Ci, anche al fine di cominciare ad inserirsi nella parrocchia stessa.

Valorizzare il percorso di preparazione alla cresima come aggancio per il dopo-cresima La dinamica della vita cristiana : dalla Parola, al sacramento, alla vita nuova: non basta perci preparare ai sacramenti, occorre anche aiutare i fedeli a vivere i sacramenti celebrati! Tra gli obiettivi del percorso di preparazione alla cresima importante perci prefiggersi di motivare i partecipanti a vivere cristianamente anche dopo la celebrazione del sacramento, vivendo lincontro con Ges Cristo nella Chiesa nella concretezza delle comunit parrocchiali in cui inserirsi sempre pi attivamente. In vista di questo obiettivo, se ben curato il percorso di preparazione pu diventare un aggancio per una continuazione del cammino di fede dopo la celebrazione della cresima.

Differenziare le proposte, adattandole alle situazioni concrete Ci sono situazioni differenziate, sia riguardo allatteggiamento di fede di partenza dei partecipanti che di possibilit e/o disponibilit di tempo. Tutto ci va tenuto presente nella strutturazione e conduzione dei percorsi, sia riguardo ai contenuti che alla durata dei percorsi stessi, che sono sempre da proporre in maniera significativa! E preferibile poco (senza mai mancare dellessenziale!), ma bene, piuttosto che molto, ma subto come tassa da pagare!

CRITERI DI ELABORAZIONE DELLE SCHEDE

Generalmente le schede relative agli incontri del percorso di preparazione alla cresima, sono state redatte secondo i seguenti criteri: 1. Coinvolgimento attivo dei partecipanti. Le schede intendono essere un aiuto per il coinvolgimento attivo dei partecipanti, che sar favorito soprattutto dalla competenza e dalla capacit di animazione di coloro che guidano gli incontri. Lanimatore dellincontro non lesperto che fa una dotta esposizione teologica a cristiani muti e passivi, ma colui che stimola e facilita lordinata partecipazione di tutti. 2. Revisione di vita, per una costante conversione Le schede inoltre intendono favorire la revisione di vita attraverso il confronto tra la Parola di Dio e lesperienza di vita di ciascuno, che viene cos sollecitato per un progressivo e costante processo di conversione. 3. Esperienza globale di vita cristiana Non indottrinamento, ma esperienza globale di vita cristiana: - dallesperienza di vita al confronto con la Parola di Dio e linsegnamento della Chiesa, - per ritornare alla vita illuminata dalla Parola di Dio - e celebrata nella preghiera personale e comunitaria, - al fine di vivere e testimoniare il Vangelo nella vita quotidiana.

STRUTTURA DELLE SCHEDE

Per lo pi le schede, ad eccezione di alcune pi espositive, hanno una struttura che tende a coinvolgere attivamente i partecipanti agli incontri. Di seguito esponiamo la struttura delle schede con le diverse fasi dellincontro, evidenziandone le motivazioni e i criteri pedagogici e metodologici:

OBIETTIVI

Gli obiettivi indicano lo scopo da raggiungere, soprattutto attraverso il cambiamento di vita espresso da atteggiamenti e comportamenti cristiani.

ENUNCIAZIONE DEL TEMA

Lenunciazione del tema sintetizza il messaggio dellincontro e ne costituisce anche lintroduzione. Lanimatore bene che non lo legga cos come scritto, ma lo renda vivo e maggiormente aderente alla vita dei partecipanti, esprimendolo a viva voce con parole sue.
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DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

E la fase in cui, con opportune domande da parte dellanimatore, si aiutano i partecipanti a far emergere le esperienze di vita, i problemi, gli interrogativi, le conoscenze, i dubbi a riguardo della tematica dellincontro. Ci ha lo scopo non solo di suscitare o accrescere linteresse, ma anche di preparare il terreno perch il successivo confronto con la Parola di Dio risulti maggiormente significativo come luce che illumina lesperienza umana. Infatti, per favorire lintegrazione tra fede e vita, la Parola di Dio deve apparire ad ognuno come una apertura ai propri problemi, una risposta alle proprie domande, un allargamento ai propri valori ed insieme una soddisfazione alle proprie aspirazioni. (RdC 52) Questa fase dellincontro inoltre ha anche un valore pedagogico: permette allanimatore di rendersi conto delle conoscenze, atteggiamenti, esperienze dei partecipanti a riguardo del tema che si sta trattando, al fine di tenerne opportunamente conto quando egli far la breve esposizione organica del tema. Le domande che si trovano nella scheda naturalmente sono indicative; esse vanno adattate ed opportunamente riformulate dallanimatore Per questa fase dellincontro sono sufficienti pochi minuti. Lanimatore inoltre deve impedire che possa diventare occasione di inutili discussioni che allontanano dal tema e dallo spirito dellincontro.

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO E L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Questa fase dellincontro di fondamentale importanza perch aiuta il gruppo a confrontarsi con la Parola di Dio e linsegnamento della Chiesa. Il confronto con la Parola di Dio aiuta ad affrontare il tema dellincontro nella sua oggettivit; permette inoltre di scoprire la distanza esistente tra il messaggio cristiano, la percezione soggettiva che ciascuno ha di esso e lo stile di vita di ciascuno. Nello svolgimento degli incontri di catechesi la Parola di Dio scritta deve occupare il posto principale: essa ha un ruolo fondante e fondamentale nellitinerario di fede. Perci si dia unattenzione prioritaria alla sua proclamazione (utilizzando direttamente la bibbia per la lettura, anzich il foglietto) e si valorizzino tutti i metodi pi validi per il suo approfondimento.
(Ufficio Catechistico del Nord-Est, Itinerario di evangelizzazione degli adulti (Ges Cristo, unico salvatore), LDC, p.32

Riflettiamo e approfondiamo Le domande relative alla sezione Riflettiamo e approfondiamo, da utilizzare con creativit e duttilit da parte dellanimatore, hanno lo scopo di aiutare ad approfondire il significato della parola di Dio ascoltata e dellinsegnamento della Chiesa, rapportandoli con lesperienza di vita. Nella distribuzione del tempo dedicato alle diverse fasi dellincontro, a questa che occorre dedicarne di pi.

SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELL'ANIMATORE

Dopo il dialogo di gruppo per la ricerca e lapprofondimento delle fasi precedenti dellincontro, ora il momento della sintesi ordinata di quanto emerso e dellapprofondimento organico del tema da parte dellanimatore. Questi valorizzi quanto hanno detto i partecipanti ed esponga brevemente in maniera organica il tema dellincontro, attingendo alla sua esperienza e preparazione. Oltre alla Sacra Scrittura, lanimatore pu trovare un valido strumento per la preparazione e lapprofondimento del tema attingendo al catechismo degli adulti La verit vi far liberi e al Catechismo della Chiesa Cattolica. I possibili concetti da sviluppare nellesposizione sono solo indicativi: quanto pi lanimatore sar preparato e conoscer i partecipanti, tanto pi parler in maniera efficace rispondendo alle esigenze reali del gruppo.

In qualche scheda manca la scaletta dei possibili concetti da sviluppare: lo si omesso per mancanza di spazio, volendo far rientrare il contenuto delle schede in un unico foglio, cos da essere pi funzionale per essere fotocopiato e distribuito ai partecipanti agli incontri.
DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA

E questa la fase pi diretta di revisione di vita, che lanimatore stimoler anche attraverso opportune domande per il discernimento. Come gi si diceva, lo scopo della catechesi in genere e di questi incontri in particolare non soltanto lacquisizione di conoscenze religiose, ma il cambiamento di mentalit espresso da atteggiamenti e comportamenti cristiani (conversione). E questa perci la fase di riappropriazione del messaggio, che deve stimolare anche allimpegno allinterno della comunit parrocchiale e a servizio della societ, da animare cristianamente. Negli incontri di catechesi bisogna essere attenti a non sacrificare il momento della riappropriazione del messaggio, che si realizza mediante limpegno della conversione (scegliere), della risposta orante (pregare), della testimonianza della fede mediante limpegno di carit e lannuncio esplicito del messaggio approfondito (testimoniare). Con lo stesso impegno con cui si cerca di collegare il vissuto delle persone alla parola di Dio e di approfondire la parola di Dio con il catechismo, con questo stesso impegno indispensabile collegare alla fase dellanalisi la fase della riappropriazione. (o.c. pag. 32)

PREGHIERE SPONTANEE

E la fase celebrativa dellincontro. Lanimatore invita i partecipanti a fare delle preghiere spontanee, ispirate possibilmente al tema dellincontro e agli impegni di vita che ci si propone di realizzare. E il momento della risposta orante, da non trascurare, coscienti del valore della preghiera: attraverso la preghiera non si parla di Dio, ma con Dio!

PADRE NOSTRO

A conclusione delle preghiere spontanee si recita il Padre nostro, la preghiera insegnata da Ges, modello di ogni preghiera cristiana. Durante la recita del Padre nostro ci si pu tenere per mano, in cerchio, per esprimere con questo gesto limpegno di vivere da fratelli e di essere nel mondo costruttori di fraternit, perch siamo tutti figli dellunico Padre.

PREGHIERA CONCLUSIVA

Si prosegue ancora la preghiera coralmente con la preghiera conclusiva riportata sulla scheda, ispirata al tema dellincontro.

CONGEDO

Nel congedare il gruppo, bene comunicare il tema dellincontro successivo (eventualmente consegnando anche la relativa scheda), onde favorire che ciascuno possa parteciparvi con maggiore preparazione. Gli incontri sono collegati luno allaltro, per cui importante raccomandare la partecipazione costante.

[Percorso Cresima I] CRESIMARSI, PERCHE? PROGETTO DI VITA E FEDE CRISTIANA

Per introdursi al tema Perch fare la Cresima? Che rapporto c tra la Cresima e la vita di tutti i giorni? Cosa dovrebbe cambiare nella vita di chi ha ricevuto la Cresima?
SENSO DELLA VITA E FEDE IN DIO
OBIETTIVI

-Prendere coscienza che l'uomo ha bisogno di dare un senso alla sua vita. -Prendere coscienza che il problema di Dio ha a che fare con il problema del senso della ita...
ENUNCIAZIONE DEL TEMA

All'uomo - diversamente dagli animali - non basta vivere, ma ha bisogno di sapere PERCHE' vivere. La fede religiosa la risposta pi adeguata al problema del senso della vita. Credere in Dio vuol dire appunto credere che la vita ha senso.
DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

E' vero che all'uomo non basta vivere, ma ha bisogno d dare un senso alla sua vita? Perch? Che cosa da senso alla tua vita? Che rapporto c' tra senso della vita e fede in Dio? Cosa cambia nella vita di chi crede in Dio? Ci sono dei motivi per credere in Dio? Quali? Che rapporto c tra progetto di vita e fede in Dio?
FONDAMENTALE ESIGENZA UMANA DI DARE UN SENSO ALLA VITA

Nelluomo vi sono tanti bisogni, da quelli materiali e pi immediati a quelli spirituali, tra i quali quello fondamentale di dare un senso ultimo alla vita. Una corrente di psicologi, detti <<personalisti>>, nei loro libri spiegano che luomo non si accontenta di vivere terra terra, che ha bisogno di progetti, di traguardi, di idealit. Questi studiosi a volte fanno lunghi elenchi dei valori e delle aspirazioni del cuore umano. Nel costruire le loro scale di valori, cominciano elencando dapprima i bisogni elementari della natura umana. Pi in su, collocano il bisogno di sicurezza (c rischio dei brutti incontri per strada, paura delle mucche pazze, degli arsenali atomici, della guerra chimica o batteriologica, delle guerre stellari). Pi su collocano il senso di appartenenza: abbiamo bisogno di un gruppo che ci accoglie, in cui ci troviamo bene. Poi il bisogno di affetto: se nessuno ci vuol bene, si muore. E su su lungo la loro scala dei valori mettono il bisogno di stima, poi ancora il bisogno di autorealizzazione, cio la possibilit di fare le cose per cui siamo nati e per cui abbiamo talenti. Un gradino pi in su ci parlano del bisogno insopprimibile di libert: libert di parlare, di fare ci che si desidera, di indagare e cercare informazione, di difendersi, di promuovere lordine, lonest, la giustizia Ancora pi su il bisogno della conoscenza, della verit, di spiegarsi i misteri del cosmo, la ricerca del bello. E AL VERTICE, IL BISOGNO DI COGLIERE UN SENSO PIENO PER LA VITA. Qui appare tutta la grandezza e la fragilit delluomo, luomo che Pascal ha definito canna pensante. (Enzo Bianco, Accogliere la Parola anno B, LDC, p.23)

Il progetto di vita, unesigenza fondamentale per una personalit equilibrata e matura


Luomo ha bisogno di unificare la propria esistenza attorno a dei valori centrali capaci di integrare la personalit; da questi valori centrali prendono significato subordinatamente tutti gli altri valori. In altre parole, luomo ha bisogno di un progetto di vita che dato da una gerarchia di valori che danno senso alla vita e sono motivo di unit armonica della personalit. Il progetto di vita non riguarda in primo luogo il CHE COSA FARE nella vita (la professione), quanto il CHI ESSERE , cio il senso che si d alla propria vita. Fa parte della maturit umana avere una visione unificante dellesistenza, un progetto di senso per cui vivere. Per il suo stesso equilibrio psicologico e per la maturazione della sua personalit luomo ha bisogno di vivere per degli ideali, per una causa che dia senso alla sua vita. 8

Questi ideali possono essere quelli legati ad una visione religiosa della vita (i valori della fede), ma possono essere anche dei valori laici che non si fondano direttamente ed esplicitamente sulla fede religiosa, come ad esempio vivere per la causa della giustizia sociale, lo sviluppo della scienza, limpegno politico o altri valori dordine estetico, etico o filosofico. Questi ideali (valori centrali) laici in qualche modo possono funzionare come una religione, offrendo significato alla vita e conferendo unit ed integrazione alla personalit, ma non sono in grado di offrire una risposta soddisfacente a tutti i perch della vita come invece fa la religione.
CARATTERISTICHE DEL PROGETTO DI VITA RELIGIOSO:

Un progetto di vita religioso quando fondato sul rapporto con Dio, e quando questo rapporto con Dio da significato a tutta lesistenza. Perch la religione venga effettivamente assunta come valore centrale del progetto di vita, questo deve essere un progetto di vita: impegnato (non impulsivo), in dedizione a persone (non ricercando soltanto lautorealizzazione egoistica), in dedizione a un Tu trascendente (cio in dedizione a Dio, non unicamente a un tu a livello semplicemente umano), secondo leventuale rivelazione di questo Tu trascendente ( per un cristiano, secondo la Rivelazione che Dio ha fatto di s nella storia della salvezza, che culmina in Ges Cristo), nella concreta situazione storica in cui la persona vive (in uno stato di vita [ad esempio, nel matrimonio], nella specificit della propria vocazione nelle diverse circostanze della vita).
IL PROGETTO DI VITA CRISTIANO

Il cristianesimo ha una specifica visione della vita, uno specifico modo di intendere il senso della vita delluomo in base al quale vengono fatte le scelte di vita e viene impostata lopera educativa. Secondo la visione cristiana della vita luomo un essere creato da Dio per amore ed chiamato a vivere nella comunione con Dio gi su questa terra e in pienezza nella vita al di l della morte. La paternit di Dio nei riguardi di ogni uomo il fondamento della fraternit universale da vivere ogni giorno.

Dal catechismo degli adulti "La verit vi far liberi" (CdA 15-16) Con il loro operare gli uomini mostrano di credere almeno implicitamente nella vita, perfino quando in teoria non le riconoscono alcun significato. Malgrado il naufragio che tutti li aspetta, non cessano di fare progetti e di volgersi a nuove imprese. Sono continuamente protesi verso un di pi, con la mente, con il cuore, con le mani, con i passi dei loro piedi. Come spiegare questo dinamismo dello spirito umano? Una speranza tenace si nasconde in esso. Si agisce sempre per un fine, per un obiettivo in cui si crede. [] Malgrado tanti problemi e tante delusioni, noi conserviamo la certezza di fondo, anche non espressa, che la realt nel suo insieme sia sensata; continuiamo a credere nell'importanza della vita, nella capacit della ragione, nei valori etici. Senza speranza e senza valori non possiamo andare avanti. Ma come possibile dare fiducia a una realt che si presenta frammentaria e precaria? Come si pu mantenere la speranza di fronte alla prospettiva di una morte sicura? Perch alcune azioni sono da fare e altre da evitare assolutamente? Da dove i valori ricevono consistenza? E perch esiste qualcosa e non il nulla? La risposta a questi interrogativi va ricercata in un fondamento originario e in una meta ultima. L'esigenza insopprimibile di significato introduce nell'esperienza religiosa e si configura come apertura al mistero di Dio e insieme al nostro futuro, oltre l'orizzonte spazio-temporale dei fenomeni studiati dalla scienza". (CdA 15-16)
Il progetto di Dio sulluomo ci stato rivelato attraverso Ges Cristo, Figlio di Dio e Salvatore delluomo. In realt solamente nel mistero del Verbo incarnato (cio di Ges Cristo) trova luce il mistero delluomo. Adamo, infatti, il primo uomo, era <<figura di quello futuro>> (Rom 5,14) e cio di Cristo Signore. Cristo che il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del Suo Amore svela anche pienamente luomo alluomo e gli fa nota la sua altissima vocazione (GS 22) Ges il modello delluomo pienamente riuscito, sul quale conformare la propria vita per viverla in pienezza secondo il progetto di Dio. Chiunque segue Cristo, luomo perfetto, si fa lui pure pi uomo (GS 41 ) Vivere da cristiani significa pensare come Ges, vivere come Ges, amare come Ges, nellesperienza concreta della comunit cristiana (la parrocchia), nella quale inserirsi attivamente. 9

[Percorso Cresima II ] LO SPECIFICO DELLA FEDE CRISTIANA: LA FEDE IN GESU CRISTO, RIVELATORE DI DIO PADRE E SALVATORE DEGLI UOMINI
OBIETTIVI: Prendere CRISTO.

coscienza che DIO SI E' RIVELATO attraverso la storia della salvezza che culmina in GESU

Prendere coscienza dell' IDENTITA' DI GESU, vero Dio e vero uomo, redentore dell'uomo, da accogliere come Signore della propria vita.

ENUNCIAZIONE DEL TEMA

Nel corso della storia, e anche oggi l'uomo spesso si fa un'immagine di Dio deformata o a sua misura. Dio si fatto conoscere attraverso la RIVELAZIONE attuatasi lungo la storia della salvezza. Ges, uomo e Figlio di Dio, rivela il volto autentico di Dio e svela il senso autentico della vita dell'uomo. Con il battesimo diventiamo partecipi della stessa vita di Ges, per vivere come lui nellamore di Dio e del prossimo.
DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Ges un personaggio realmente esistito? Conosci veramente Ges? In che modo possiamo conoscerlo? Quali sono le qualit umane che apprezzi in Ges? Quali sono i segni per cui i cristiani credono che Ges Dio, oltre che uomo? Che rapporto c tra il senso della vita e la morte e risurrezione di Ges?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO E L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Dalla lettera agli Ebrei (Eb.1,1-4)


Iddio, che nel tempo antico aveva parlato ai Padri nei profeti, molte volte e in diversi modi, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo. Questo Figlio, che irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si assiso alla destra della maest nell'alto dei cieli, ed diventato tanto superiore agli angeli quanto pi eccellente del loro il nome che ha ereditato.

Dal Concilio Vatcano II (cfr. GS 22; DV 4)


Soltanto nel mistero di Ges, Figlio di Dio fatto uomo, trova luce il mistero dell'uomo. Ges Cristo luomo nuovo. Rivelandoci il mistero del Padre e del suo amore, ci rivela pienamente a noi stessi e ci fa conoscere il meraviglioso destino a cui Dio ci chiama. In Ges Cristo ogni nostra verit trova la sua sorgente e raggiunge il suo splendore. Dio, che molte volte e in molte maniere, aveva parlato agli uomini per mezzo dei profeti, in questi tempi che sono gli ultimi ha parlato a noi per mezzo del Figlio. Dio ha mandato il suo Figlio, la Parola eterna che rischiara ogni uomo: egli vissuto fra noi e ci ha fatto conoscere i segreti di Dio. Con la sua persona e la sua storia, con le parole e le azioni, con la morte e la gloriosa risurrezione, con il dono dello Spirito di verit, Ges Cristo, il Figlio d Dio, ci rivela in maniera autorevole e definitiva che Dio ci ama, ci offre gratuitamente la libert dal male e dalla morte e la gioia eterna della risurrezione. Ci che Ges ci ha rivelato e donato il patto di amicizia nuovo e definitivo offerto da Dio all'umanit. Perci non sar mai "superato". Riflettiamo e approfondiamo C qualcosa che ti ha fatto particolarmente riflettere in questi testi o ti ha posto degli interrogativi? Che cosa? Quali? Che rapporto c' tra la fede in Ges Cristo e il senso della vita dell'uomo? Credere o non credere in Ges, cambia qualcosa nella vita? Cosa cambia?

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SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELL'ANIMATORE

(L'animatore sintetizza quanto emerso finora attraverso il dialogo e approfondisce il tema attraverso una breve esposizione)
Possibili concetti da sviluppare nell'esposizione: Noi conosciamo Dio non solo attraverso la ragione, ma soprattutto attraverso la RIVELAZIONE La rivelazione si compie in Ges... Ges un personaggio storico, la cui storicit fortemente documentata dai vangeli autentici (vangeli canonici) Conosciamo e incontriamo Ges non soltanto attraverso la testimonianza dei vangeli scritti, ma soprattutto attraverso il Vangelo vissuto dai cristiani (testimonianza della comunit cristiana) Ges vero uomo (la ricchezza umana di Ges). Ges potente in parole (stupiva con il suo insegnamento) ed in opere (grande stupore suscitava con i suoi miracoli). In Ges trovano compimento le promesse di Dio al popolo dIsraele. Ges la Parola incarnata di Dio, vero Dio e vero uomo Lidentit di Ges si manifesta soprattutto nella la sua morte e risurrezione, che levento centrale della fede cristiana, il centro delle celebrazioni cristiane In Ges risorto trova luce il mistero dell'uomo: in Ges morto e risorto che luomo trova il senso pieno della sua vita e della sua morte... Con il battesimo siamo resi partecipi della morte e risurrezione di Ges. Vivere il battesimo significa conformare la propria vita a quella di Ges Cristo, vivendo come Lui nellamore di Dio e del prossimo
DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DIVITA (Lanimatore, insieme ai partecipanti, ricerca gli atteggiamenti e comportamenti - da assumere o modificare - in sintonia con il messaggio di fede espresso attraverso il tema trattato)

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere: Cosa possiamo fare - individualmente e comunitariamente - per conoscere meglio Ges? Quali atteggiamenti e comportamenti dobbiamo modificare o attuare perch Ges sia il Signore della nostra vita? Il nostro modo di credere in Dio conforme all'immagine di Dio che ci ha rivelato Ges? C' qualcosa da cambiare nel nostro modo di concepire Dio e il modo di rapportarci a lui?
PREGHIERE SPONTANEE PADRE NOSTRO (Nel recitare il Padre nostro l'animatore pu invitare i partecipanti a tenersi per mano, in cerchio, per esprimere il senso della comunione-comunit)

PREGHIERA CONCLUSIVA

O Cristo, tu sei luomo perfetto. Tu hai restituito a noi figli di Adamo la somiglianza con Dio. Tu, o Cristo, nascendo da Maria Vergine, ti sei fatto veramente uno di noi, in tutto come noi fuorch nel peccato. Hai lavorato con mani duomo, hai pensato con mente duomo, hai agito con volont duomo, hai amato con cuore duomo Cristo, tu sei luomo, tu sei la verit delluomo, la salvezza delluomo. Tu sei luomo libero che libera da quella sorgente di ogni alienazione che il peccato, con lunica forza di liberazione: lamore che da la vita liberamente. Sei tu che riveli me a me stesso: pi conosco te, pi conoscer me stesso, pi vivr come te, pi vivr da uomo, pi sar uomo. La fame di umanit che in me la potr realizzare solo in te. Io credo che tu sei la segreta gravitazione ascendente del mio cuore. Cristo, tu sei luomo per gli altri e per Dio. Tu sei luomo con gli altri e con Dio. Tu sei Amore: il Dio amore, luomo amore.
(Preghiera tratta da: Antonio Fanuli, Il Cristo che mi piace, LDC, pag.40)

----------------------------------------------------------Per approfondire il tema: Catechismo degli Adulti, capitolo 8; Catechismo della Chiesa Cattolica 430-483. 11

[Percorso Cresima III ] IL LIETO ANNUNCIO DI GESU: IL REGNO DI DIO


OBIETTIVI:

- Scoprire in che cosa consiste il lieto annuncio del regno di Dio, portato da Ges.
- Individuare e promuovere gli atteggiamenti necessari per accogliere il regno di Dio annunciato da Ges, e contribuire a costruirlo con il proprio stile di vita.
ENUNCIAZIONE DEL TEMA

Lannuncio del regno di Dio sta al centro della predicazione e dellopera di Ges. E Ges stesso il messaggero e il protagonista del regno di Dio. Il regno di Dio la buona notizia che Dio ci ama e ci salva attraverso Ges Cristo, e ci chiama alla conversione credendo al Vangelo.
DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Le notizie che provengono dal mondo di oggi, sono prevalentemente belle notizie? Fa pi rumore un albero che cade che una foresta che cresce Grazie a Dio, oltre alle brutte notizie, ci sono anche e soprattutto quelle belle: ci sono delle belle notizie che sono motivo di gioia e di speranza per te e per il mondo? Quali? Cosa cercano gli essere umani per essere felici? Tutti gli uomini cercano in vario modo la felicit. C qualche rapporto tra la ricerca della felicit e Ges? Ges pu rendere felici? Perch?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO E LINSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4, 16-21) Si rec a Nazareth, dove era stato allevato; ed entr, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alz a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trov il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore sopra di me; per questo mi ha consacrato con lunzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libert gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotol il volume, lo consegn allinserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominci a dire: Oggi si adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi. Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 2-6) Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mand a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro? Ges rispose: Andate e riferite a Giovanni ci che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano ludito, i morti risuscitano, ai poveri predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me. Dal catechismo degli adulti La verit vi far liberi Ges di Nazaret non insegna una visione del mondo, ricavata dalla comune esperienza umana, un insieme di verit religiose e morali, frutto di riflessione particolarmente penetrante. Si presenta piuttosto come il messaggero di un avvenimento appena iniziato e in pieno svolgimento. Il suo, prima di essere un insegnamento, un annuncio, un grido di gioia: viene il regno di Dio! Una semplice frase, collocata in apertura del vangelo di Marco, riassume tutta la sua predicazione: Il tempo compiuto e il regno di Dio vicino; convertitevi e credete al Vangelo (Mc 1,15). Questa la Buona Notizia che Ges ha da comunicare. Questa la causa per cui vive, la ferma speranza che lo sostiene. (CdA 107) Riflettiamo e approfondiamo
Dopo una breve riflessione in silenzio, chiedersi:

Che cosa ha suscitato in te maggiormente interesse o interrogativi dallascolto dei brani del vangelo e del catechismo degli adulti? Perch il regno di Dio inaugurato da Ges un annuncio di Gioia? Quali sono i segni attraverso i quali Ges manifesta la presenza operante del regno di Dio? Conosci qualche parabola del regno di Dio? Di quali messaggi per la vita del cristiano e della Chiesa sono portatrici le parabole di Ges sul regno di Dio? 12

Il regno di Dio si realizza solo su questa terra, oppure anche nella vita dopo la morte? Cosa significa lespressione del Padre Nostro: Venga il tuo regno ?

SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELLANIMATORE (Lanimatore sintetizza quanto emerso finora nella fase del dialogo, ed approfondisce il tema attraverso una breve esposizione)

Possibili concetti da sviluppare nellesposizione:


Il regno di Dio inaugurato da Ges il tempo in cui Dio si dona definitivamente alle persone umane, chiamandoli ad essere suoi figli e a vivere come fratelli, seguendo lesempio e linsegnamento di Ges. Il regno di Dio che Ges venuto ad annunciare e ad inaugurare non come molti non-credenti temono una realt contrapposta al regno delluomo. Dio non un concorrente delluomo. Il regno di Dio Dio stesso che, attraverso la persona di Ges Cristo, si mostrato presente nella nostra storia, per aiutare ogni uomo a crescere come uomo libero, capace di relazioni nuove con gli altri (di rispetto, di stima, di solidariet, di amore gratuito, di pace) e per costruire con gli uomini un mondo pi giusto, pi fraterno, pi solidale. Ges, potente in parole ed opere, attraverso i miracoli e svariate parabole annuncia e manifesta il regno di Dio che opera attraverso di Lui. Perch Dio regni in noi occorre: Amare. Fare del bene anche a chi fa del male. Rifiutare la violenza. Fare agli altri ci che vogliamo che gli altri facciano a noi. Chi si comporta cos, lascia che Dio regni sulla sua vita. E Dio gli dar saziet, gioia, una grande ricompensa in cielo. Li riempir di bont, li far veramente suoi figli. Per accogliere il regno di Dio occorre convertirsi ogni giorno, cercando e accogliendo con fiducia la volont di Dio. Il regno di Dio si sta gi realizzando su questa terra, in maniera privilegiata attraverso coloro che si sforzano di vivere da veri cristiani (la Chiesa, germe e strumento del Regno), ma avr il suo compimento quando Ges Cristo ritorner nella sua gloria, per inaugurare cieli nuovi e terra nuova
DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA (Lanimatore, insieme ai partecipanti, ricerca gli atteggiamenti e comportamenti - da assumere o modificare - in sintonia con il messaggio di fede espresso attraverso il tema trattato)

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere:


Con quale atteggiamento dobbiamo metterci in ascolto del Vangelo? Quali comportamenti dobbiamo cambiare, personalmente e comunitariamente, per accogliere il regno di Dio in noi? Cosa possiamo fare per collaborare alla costruzione del regno di Dio?

PREGHIERE SPONTANEE Lanimatore invita i partecipanti a fare delle preghiere spontanee, ispirate possibilmente al tema dellincontro e agli impegni di vita che ci si propone di realizzare PADRE NOSTRO PREGHIERA CONCLUSIVA

O Cristo, tu sei luomo perfetto. Tu hai restituito a noi figli di Adamo la somiglianza con Dio. Tu, o Cristo, nascendo da Maria Vergine, ti sei fatto veramente uno di noi, in tutto come noi fuorch nel peccato. Hai lavorato con mani duomo, hai pensato con mente duomo, hai agito con volont duomo, hai amato con cuore duomo Cristo, tu sei luomo, tu sei la verit delluomo, la salvezza delluomo. Tu sei luomo libero che libera da quella sorgente di ogni alienazione che il peccato, con lunica forza di liberazione: lamore che da la vita liberamente. Sei tu che riveli me a me stesso: pi conosco te, pi conoscer me stesso, pi vivr come te, pi vivr da uomo, pi sar uomo. La fame di umanit che in me la potr realizzare solo in te. Io credo che tu sei la segreta gravitazione ascendente del mio cuore. Cristo, tu sei luomo per gli altri e per Dio. Tu sei luomo con gli altri e con Dio. Tu sei Amore: il Dio amore, luomo amore. (Preghiera tratta da: Antonio Fanuli, Il Cristo che mi piace, LDC, pag.40) ----------------------------------------------------------Per approfondire il tema: CdA capitolo 3; CCC 541-570, 2816-2821.
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[Percorso Cresima IV ] GESU MORTO E RISORTO, CENTRO E FONDAMENTO DELLA FEDE CRISTIANA
OBIETTIVI

Prendere coscienza che il mistero della morte e risurrezione di Ges il cuore della fede cristiana, la Buona Notizia per tutti gli uomini di ogni luogo e di ogni tempo. Vivere nella vita il mistero della morte e risurrezione di Ges, che da senso alla vita e alla morte ed sorgente di una vita nuova animata dallamore.

ENUNCIAZIONE DEL TEMA

La fede cristiana segna un deciso superamento di una certa cultura di morte, senza apertura al futuro. Nella morte e risurrezione di Ges trova luce la nostra fede e fondamento concreto la nostra speranza di una vita e di una storia pienamente realizzate. Nella vita di ogni giorno siamo chiamati ad essere testimoni della morte e risurrezione di Ges attraverso il dono di s e la fedelt alla volont del Padre.
DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Che rapporto c tra il senso della vita e la morte e risurrezione di Ges? Perch Ges ha scelto di andare liberamente incontro alla morte? Questa scelta stata fatta da Ges per amore alla sofferenza o per fedelt allo scopo di tutta la sua vita: obbedienza al Padre e totale dono di s per lumanit? Dalla sofferenza e dalla morte in croce di Ges, quale luce e quale speranza ne derivano per le situazioni di sofferenza della nostra esistenza? Perch lavvenimento e lannuncio della risurrezione di Ges costituiscono il cuore della fede cristiana ? Nella nostra esperienza umana e cristiana avvertiamo la risurrezione di Ges, il mistero della sua Pasqua, come un avvenimento che ci riguarda da vicino e profondamente?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO

Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Filippesi ( Fil 2, 5-11 ) Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Ges, il quale, pur essendo di natura divina, non consider un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogli se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umili se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lha esaltato e gli ha dato il nome che al di sopra di ogni altro nome; perch nel nome di Ges ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Ges Cristo il Signore, a gloria di Dio Padre.
(E opportuno leggere anche Gv 20,24-29: i dubbi e la fede di Tommaso)

Dal catechismo degli adulti La verit vi far liberi (260; 261; 276) La storia di Ges non finisce con la morte: numerosi segni manifestano che egli vive nella gloria della risurrezione, come Signore che dona lo Spirito. Per mezzo di lui anche noi risorgiamo a vita nuova; sperimentiamo la gioia di amare e di offrire noi stessi in sacrificio, la pi limpida e duratura che ci sia. La liturgia della veglia pasquale comincia con un rito suggestivo. La gente in chiesa attende al buio e in profondo silenzio; dal portale entra la fiamma del grande cero pasquale, simbolo del Cristo risorto; da quella fiamma si propagano tante fiammelle, man mano che i presenti accendono le loro candele; poi si accendono tutte le lampade; e in mezzo allassemblea si leva il canto gioioso della risurrezione. La fede cristiana luce accesa e alimentata dalla Pasqua di Cristo. Cristo mor per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture (1Cor 15,3-4): questo il vangelo che la Chiesa riceve, trasmette e mantiene fedelmente. Ci rendiamo conto che si tratta di un annuncio sconvolgente, che cambia la vita? [] Senza la risurrezione, il Crocifisso non ci salva; e la Chiesa non ha pi nulla da dire: Se Cristo non risuscitato, allora vana la nostra predicazione ed vana anche la vostra fede (1Cor 15,14). Daltra parte il Risorto, senza la croce e la concretezza storica di Ges, sarebbe soltanto un mito facilmente manipolabile, una sterile proiezione delle nostre aspirazioni. La risurrezione di Ges fonda la nostra fede nella risurrezione generale al termine della storia. [] Cristo risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poich se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verr anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, cos tutti riceveranno la vita in Cristo (1Cor 15,20-22). Riflettiamo e approfondiamo
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Dopo una breve riflessione in silenzio, chiedersi:

C qualche frase che ha suscitato in te particolare interesse o interrogativi? Quali? Perch? Nel brano dalla lettera ai Filippesi si parla dell abbassamento di Ges, obbediente fino alla morte di croce e del suo innalzamento a Signore: alla luce di ci, cosa significa lesortazione abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Ges ? Perch la morte e la risurrezione di Ges sono indissolubilmente legate tra di loro ? I dubbi e la fede di Tommaso ci sono di aiuto per la nostra fede nella risurrezione di Ges ? Che rapporto c tra la risurrezione di Ges e la fede nella vita eterna? Ges risorto apparso agli Apostoli il primo giorno dopo il sabato (la domenica) ed apparso loro di nuovo otto giorni dopo Che rapporto c tra la domenica e la morte e risurrezione di Ges Cristo ?

SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELLANIMATORE Lanimatore sintetizza quanto emerso finora attraverso il dialogo e approfondisce il tema con una breve esposizione

Possibili concetti da sviluppare nellesposizione:


Lavvenimento e lannuncio della morte-risurrezione di Ges costituisce il cuore della fede cristiana (il Kerygma) In Cristo crocifisso e risorto si svela pienamente il mistero della persona di Ges e lamore misericordioso di Dio per noi Il Dio che Ges ci ha manifestato il Dio della vita: colui che ha risuscitato Ges Cristo e risusciter anche noi; colui che ci chiama a una fiducia totale in lui, anche quando tutto sembra crollare (cf Rm 4, 17-24) Anche i dubbi di Tommaso sono per noi provvidenziali per la credibilit della risurrezione di Ges, anche se, come lui, siamo chiamati ad accogliere lannuncio della morte e risurrezione di Ges con larghezza di cuore, tale da accogliere dentro di noi il << mio Signore e mio Dio >> Credere nella risurrezione di Ges la sfida che investe il credente e che gli fa anticipare e pregustare la pienezza di vita verso cui siamo in cammino. La passione di Cristo e la nostra com-partecipazione ad essa, non ha invece una ragione definitiva in se stessa, come nessuna sofferenza umana. Essa ha pertanto un carattere di transitoriet e subordinazione verso qualcosaltro. Il sacrificio di Ges sulla croce espressione di agpe ( = amore-dono), cos diverso dal nostro amore di desiderio e di possesso. Anche noi siamo chiamati a vivere lamore-dono di Ges che sorgente di vita piena. In Ges Cristo morto e risorto trova piena luce il mistero delluomo e il mistero dello stesso universo La domenica la Pasqua della settimana, che i cristiani siamo chiamati a riscoprire e vivere
DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA Lanimatore, insieme ai partecipanti, ricerca gli atteggiamenti e comportamenti da assumere o modificare, in sintonia con il messaggio di fede espresso attraverso il tema trattato

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere:

Come cercare e trovare la via per me per incontrare il Risorto e comunicare la gioia della risurrezione nella comunit? Come possiamo testimoniare nella nostra cultura e nel nostro ambiente la risurrezione di Ges? Attraverso quali segni?

PREGHIERE SPONTANEE PADRE NOSTRO PREGHIERA CONCLUSIVA

Cristo, il segreto della vita O Cristo Tu sei la vita, Tu sei la luce, Tu sei lAmore, Tu sei veramente Colui che da alla vita il vero senso, il vero valore, il vero destino a cui la nostra vita rivolta. Sei Tu che ci insegni perch si vive, perch si soffre, perch si muore. Sei Tu che guidi il nostro pensiero e la nostra volont per le vie del bene. Sei Tu che dai al nostro costume, alle nostre maniere di interpretare lesistenza, la forma grande e autentica e sovrumana. Tu solo dai il mezzo, la forza, la capacit di essere buoni, di avere un carattere, di sacrificarsi per qualche cosa per cui il sacrificio valga la pena di essere speso. Sei Tu che sveli il segreto della vita. (Paolo VI) -----------------------------------------------------------

Per approfondire il tema: CdA capitoli 6-7; CCC 595-623, 638-667.


[Percorso Cresima V ] 15

L'AMORE, ESSENZA DEL MESSAGGIO DI GESU' E DELLA VITA CRI5TIANA


OBIETTIVI

- Prendere coscienza che, secondo la testimonianza di Ges, Dio amore.

- Rispondere allamore di Dio che ci precede, amando Dio e il prossimo come ci ha insegnato Ges.
ENUNCIAZIONE DEL TEMA

Ges ci rivela che Dio Amore e che chi vuole essere suo discepolo chiamato ad amare Dio e il prossimo. E' Ges stesso il modello perfetto dell'amore verso Dio e verso ogni uomo.
DOMANDE.PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Qual' l'essenza del messaggio di Ges? Chi Dio in rapporto alluomo, secondo la testimonianza e l'insegnamento di Ges? Secondo Ges, quale devessere il segno distintivo dei. cristiani? ( Cfr. Gv.13,35) La fede autentica se si trasforma in vita vissuta cristianamente; la morale una dimensione della vita di fede ... Quale l'essenza della morale proposta da Ges?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO E LINSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Dalla prima lettera di S. Giovanni (1Gv.4,7-16) Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perch l'amore da Dio: chiunque ama generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perch Dio amore. In questo s manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perch noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui perfetto in noi. Da questo si riconosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Ges il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. Dal vangelo di S. Giovanni (Gv.15,9-13) Come il Padre ha amato me, cosi anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e. rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perch la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia. piena. Questo il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore pi grande di questo: dare la vita per i propri amici. Dal catechismo degli adulti La verit vi far liberi (867; 868; 879) La vita dono di Dio, che esige la nostra libera cooperazione. Se vogliamo vivere in pienezza, dobbiamo osservare la legge morale, che indica la direzione del nostro vero bene. [] Ges annuncia e inaugura il regno di Dio, ma nello stesso tempo rivolge un pressante appello alla conversione. Gli apostoli proclamano lamore di Dio che ci salva gratuitamente mediante il Cristo morto e risorto, ma esortano anche ad assumere un comportamento conseguente: Se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri (1Gv 4,11). Il vangelo innanzitutto una buona notizia, non un codice. Narra le meraviglie che Dio ha compiuto, compie e compir a nostro favore. Tuttavia contiene nel suo interno anche una legge, quella della carit, che accoglie il dono divino della vita e ne promuove la crescita integrale in se stessi e negli altri. La legge evangelica si riassume nei due precetti fondamentali della carit verso Dio e verso il prossimo: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente... Amerai il prossimo tuo come te stesso (Mt 22,37.39). Amare Dio significa fare la sua volont; amare gli altri significa volere il loro vero bene. Si tratta di un atteggiamento pratico, pi che di un sentimento emotivo. I due comandamenti sono inseparabili: Se uno dicesse: Io amo
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Dio, e odiasse suo fratello, un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non pu amare Dio che non vede (1Gv 4,20). [] La carit promuove il bene della persona che si concretizza in molti beni particolari. Perci esige losservanza delle norme morali. Ges conferma i dieci comandamenti dellantica alleanza, in cui si specchia lordine naturale della creazione. La legge naturale, scritta nelle tendenze umane fondamentali e conosciuta attraverso la ragione, indica la direzione di crescita della persona. Riflettiamo e approfondiamo
Dopo una breve riflessione in silenzio, chiedersi:

Cosa ti ha maggiormente colpito in questi testi e perch? Chi Dio, secondo il messaggio di questi testi, e che rapporto ha con gli uomini? In che cosa consiste la vita cristiana secondo questi testi della Sacra Scrittura?
SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELL'ANIMATORE (L'animatore sintetizza quanto emerso finora nella fase del dialogo ed approfondisce il tema attraverso una breve esposizione)

Possibili concetti da sviluppare nell'esposizione: Ges ci rivela che Dio Amore, e vuole la salvezza di tutti gli uomini... I cristiani sono chiamati a rispondere all'amore di Dio con l'amore di Dio e del prossimo... I comandamenti ci indicano la strada dell'amore di Dio e del prossimo... Ges viene a perfezionare i comandamenti (Cfr. il discorso della montagna nei capitoli 5-7 di Matteo) Ges si propone come modello di amore: "AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI COME I0 VI HO MATO"
DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA Lanimatore, insieme ai partecipanti, ricerca gli atteggiamenti e comportamenti da assumere o modificare, in sintonia con il messaggio di fede espresso attraverso il tema trattato

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere:


Che cosa in concreto possiamo fare - a livello personale e familiare - per vivere 1amore proposto da Ges? Che cosa possiamo fare - come comunit parrocchiale - per testimoniare l'amore di Dio per ogni uomo e vivere il comandamento nuovo di Ges: Amatevi gli uni gli altri COME IO ho amato voi"?

PREGHIERE SPONTANEE Lanimatore invita i partecipanti a fare delle preghiere spontanee, ispirate possibilmente al tema dellincontro e agli impegni di vita che ci si propone di realizzare PADRE NOSTRO (Nel recitare il Padre nostro l'animatore pu invitare i partecipanti a tenersi per mano, in cerchio, per esprimere il senso della comunione-comunit) PREGHIERA CONCLUSIVA

O Cristo, tu sei luomo perfetto. Tu hai restituito a noi figli di Adamo la somiglianza con Dio. Tu, o Cristo, nascendo da Maria Vergine, ti sei fatto veramente uno di noi, in tutto come noi fuorch nel peccato. Hai lavorato con mani duomo, hai pensato con mente duomo, hai agito con volont duomo, hai amato con cuore duomo Cristo, tu sei luomo, tu sei la verit delluomo, la salvezza delluomo. Tu sei luomo libero che libera da quella sorgente di ogni alienazione che il peccato, con lunica forza di liberazione: lamore che da la vita liberamente. Sei tu che riveli me a me stesso: pi conosco te, pi conoscer me stesso, pi vivr come te, pi vivr da uomo, pi sar uomo. La fame di umanit che in me la potr realizzare solo in te. Io credo che tu sei la segreta gravitazione ascendente del mio cuore. Cristo, tu sei luomo per gli altri e per Dio. Tu sei luomo con gli altri e con Dio. Tu sei Amore: il Dio amore, luomo amore.
(Preghiera tratta da: Antonio Fanuli, Il Cristo che mi piace, LDC, pag.40)

----------------------------------------------------------Per approfondire il tema: CdA capitolo 22; CCC 1949-1986.


[Percorso Cresima VI ] 17

CRISTIANO E CHI HA SCELTO GES CRISTO, E LO SEGUE IN UN PROCESSO DI CONTINUA CONVERSIONE


OBIETTIVI

Prendere coscienza che la vita cristiana esige un processo di continua conversione, a partire dalla consapevolezza di essere peccatori amati da Dio. Vivere la conversione cristiana, nella gioiosa comunione con il Padre e con i fratelli, impegnandosi ogni giorno nella sequela di Ges Cristo.

ENUNCIAZIONE DEL TEMA

Il regno di Dio viene dato a noi come dono, ma attende la nostra conversione e la nostra libera cooperazione. Convertirsi significa assumere il modo di pensare, di agire e di amare di Ges. Chi accoglie il Regno di Dio annunciato da Ges, si libera dallegoistica sete di possesso, dal desiderio di sopraffare e dominare gli altri, dagli affetti disordinati, dalla vergogna e dalle paure.
DOMANDE. PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Cosa significa che per vivere da cristiani occorre seguire Ges e convertirsi? Per essere disponibili a cambiare vita (conversione), necessario riconoscere che si sta conducendo, in tutto o in parte, una vita sbagliata. E facile riconoscersi peccatori e perci bisognosi di conversione? Secondo Ges, qual latteggiamento di Dio nei riguardi dei peccatori? Siamo consapevoli che convertirsi significa trovare la capacit di pensare, parlare, agire come Cristo e vedere le cose, leggere le situazioni cos come Lui le vede e le legge? Per un cristiano, cosa occorre fare per vivere in uno stato di conversione permanente?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO E LINSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19, 1-10) Entrato in Gerico, (Ges) attraversava la citt. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Ges, ma non gli riusciva a causa della folla, poich era piccolo di statura. Allora corse avanti, e per poterlo vedere, sal su un sicomoro, poich doveva passare di l. Quando giunse sul luogo, Ges alz lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perch oggi devo fermarmi a casa tua. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ci, tutti mormoravano: E andato ad alloggiare da un peccatore! Ma Zaccheo, alzatosi disse al Signore: Ecco, Signore, io do la met dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto. Ges gli rispose: Oggi la salvezza entrata in questa casa, perch anche egli figlio di Abramo; il Figlio delluomo infatti venuto a cercare e a salvare ci che era perduto. Dal catechismo degli adulti La verit vi far liberi In Ges, Dio Padre inaugura la sua nuova presenza nella storia e offre a noi la possibilit di entrare in un rapporto di comunione con lui. Il suo regno non ha un carattere spettacolare; ama nascondersi nella semplicit delle cose ordinarie. E tuttavia possiamo farne lesperienza subito, se lo accogliamo liberamente e attivamente. Per avere un raccolto soddisfacente, non basta che il seminatore getti il seme con abbondanza; occorre che il terreno sia buono. Il Regno interamente dono, ma ha bisogno della nostra cooperazione: la esige e la provoca nello stesso tempo. Dio non solo rispetta, ma suscita la libert; non salva luomo dallesterno, come fosse un oggetto, ma lo rigenera interiormente, e poi attraverso di lui rinnova la societ e il mondo. La lieta notizia del regno di Dio che viene implica un appello: Convertitevi e credete al vangelo (Mc 1, 15). La nuova prossimit di Dio mediante Ges rende possibile una radicale conversione. Convertirsi significa assumere un diverso modo di pensare e di agire, mettendo Dio e la sua volont al primo posto, pronti alloccorrenza a rinunciare a qualsiasi altra cosa, per quanto importante e cara possa essere. Significa liberarsi dagli idoli che ci siamo creati e che legano il cuore: benessere, prestigio sociale, affetti disordinati, pregiudizi culturali e religiosi. [] Chi si converte, si apre alla comunione: ritrova larmonia con Dio, con se stesso, con gli altri e con le cose; riscopre un bene originario, che in fondo da sempre attendeva. (CdA 141-143) Chiamati a camminare secondo lo Spirito, seguendo Cristo, per andare al Padre, dobbiamo uscire e
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allontanarci sempre pi dalla schiavit del peccato e progredire nella libert dei figli di Dio. Innanzitutto dobbiamo riconoscerci peccatori. Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verit non in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, egli che fedele e giusto ci perdoner i peccati e ci purificher da ogni colpa. (1 Gv 1, 8-9). Siamo tutti peccatori, di fatto o potenzialmente. Riconoscersi peccatori gi un dono di Dio, un atto possibile solo alla luce della fede, una difficile vittoria sulla tendenza allautogiustificazione. (CdA 926) Mentre smaschera il peccato, la fede ci fa conoscere la misericordia di Dio; mentre abbatte lorgoglio e la presunzione, ci solleva dallo scoraggiamento e dalla disperazione. Dio ama i peccatori, prima ancora che si convertano. Li va a cercare, come il pastore cerca la pecora smarrita. Li converte e li rende giusti. Da soli non riuscirebbero mai a liberarsi dal peccato. (CdA 930) Lo smarrimento del senso del peccato , in definitiva, perdita del senso pieno della propria dignit umana e della relazione con Dio. La coscienza di essere peccatori non si pu ridurre a un senso soggettivo di colpa. Solo nella fede comprensibile la gravit del peccato quale disobbedienza al disegno di Dio e fallimento delluomo. Solo alla luce della chiamata alla santit si pu comprendere il male provocato dal peccato e aprirsi al desiderio della conversione e del perdono, resi possibili dallamore e dalla misericordia di Dio (CdA pag. 460). Riflettiamo e approfondiamo
Dopo una breve riflessione in silenzio, chiedersi:

C qualche frase che ha suscitato in te particolare interesse o interrogativi? Quali? Perch? Litinerario di conversione di Zaccheo inizia e procede a piccoli passi, in un significativo crescendo: abbiamo fatto anche noi unesperienza del genere? Che cosa pu favorire o ostacolare il riconoscersi peccatori? Perch la coscienza di essere peccatori non si pu ridurre a un senso soggettivo di colpa?

SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELLANIMATORE Lanimatore sintetizza quanto emerso finora attraverso il dialogo e approfondisce il tema con una breve esposizione DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA Lanimatore, insieme ai partecipanti, ricerca gli atteggiamenti e comportamenti da assumere o modificare, in sintonia con il messaggio di fede espresso attraverso il tema trattato

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere: Attraverso quali atteggiamenti e comportamenti possiamo esprimere il nostro convertirci? Quali scelte concrete di vita possiamo fare per eliminare i nostri atteggiamenti e stili di vita in contrasto con la Legge di Dio e linsegnamento di Cristo?
PADRE NOSTRO (Nel recitare il Padre nostro l'animatore pu invitare i partecipanti a tenersi per mano, in cerchio, per esprimere il senso della comunione-comunit)

PREGHIERA PER INVITARE GES NEL CUORE 1

Signore Ges, apro totalmente la porta del mio cuore e ti invito a entrare nella mia vita, perch io possa vivere la tua vita. Ti ho chiuso molte aree della mia esistenza, ma oggi mi arrendo davanti a te e ti chiedo di venire nella mia vita in una maniera nuova e per sempre. Entra nel mio cuore con la tua parola di vita eterna. Accetto il tuo Vangelo come norma della mia vita. E ora che sei entrato, decido di chiudere la porta per due motivi. In primo luogo perch tu non possa uscire e poi perch non entri pi il peccato nella mia vita.
[Percorso Cresima VII ]

Preghiera tratta da : J. H. Prado Flores C. Macias de Lara, Corso NUOVA VITA, Paoline, pag. 62 19

Per approfondire il tema della scheda: cfr. CdA (La verit vi far liberi) capitolo 4. CCC. 541; 545; 1423; 1888

LO SPIRITO SANTO, DONO DI GESU RISORTO PER AIUTARE I SUOI DISCEPOLI A VIVERE COME LUI E VISSUTO

Lo Spirito Santo la POTENZA DI DIO che opera nella creazione e nella redenzione Lo Spirito principio di vita e di animazione (Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque della creazione) Lo Spirito Santo ha dato voce ai profeti LAntico Testamento annunciava che il Messia sarebbe stato ripieno dello Spirito [Un germoglio spunter dal tronco di Iesse, un virgulto germoglier dalle sue rdici. Su di lui si poser lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore (Is11,1-2)] LAntico Testamento annunciava altres che nei tempi messianici ci sarebbe stata uneffusione universale dello Spirito [ Io effonder il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni( Gl 3,1-2)] Lo Spirito Santo sceso su Maria, perch in lei prendesse vita Ges Lo Spirito Santo scender su di te, su te stender la sua ombra la potenza dellAltissimo. Colui che nascer sar dunque santo e chiamato Figlio di Dio (Lc 1,35) Tutta la vita di Ges animata dallo Spirito Santo Ges concepito per opera dello Spirito Santo (Lc 1,35) Al battesimo lo Spirito discende su Ges in forma visibile, lo manifesta quale Messia in vista della sua missione in mezzo agli uomini. Nella sinagoga di Nazareth Ges proclama che in Lui si realizza la profezia di Isaia quale Messia che opera sotto lazione dello Spirito [ Ges si rec a Nazareth, dove era stato allevato; ed entr, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alz a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trov il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore sopra di me; per questo mi ha consacrato con lunzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libert gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotol il volume, lo consegn allinserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominci a dire: <<Oggi si adempiuta questa scrittura che voi avete udita c on i vostri orecchi>> (Lc 4,16-21)]

Tutti coloro che incontrano Ges restano colpiti: in lui c qualcosa di inatteso. Chi ha un cuore aperto e sincero vede in Ges un uomo straordinario e ne affascinato; anche coloro che sono chiusi e increduli non restano indifferenti. Tutta la vita di Ges lo rivela come luomo nuovo, ricco della forza dello Spirito Santo: la sua squisita attenzione alla sofferenza umana, la povert della sua vita, il suo amore per i poveri, i malati, i peccatori; la sua capacit di scrutare i cuori; la sua lotta contro la falsit; il suo fascino di capo e di amico... La novit vera di Ges risplende nella sua risurrezione. Agli occhi sbalorditi dei discepoli Ges risorto appare luomo nuovo che non pu essere sconfitto neppure dalla morte e dallodio degli uomini. Ges risorto dona il suo Spirito ai discepoli, apre il loro cuore alla fede, alla speranza e alla carit, affinch vivano come creature nuove. Cos afferma lapostolo Paolo: Vi siete spogliati delluomo vecchio con le sue azioni, e avete rivestito il nuovo, che limmagine del Creatore. Vi siete rivestiti di Cristo!. (Col 3,9-10) Chiunque segue Cristo, luomo perfetto, si fa lui pure pi uomo.
[Catechismo Sarete miei testimoni, pag.39]

Ges risorto ha promesso agli apostoli lo Spirito Santo per essere suoi testimoni
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Prima di tornare al Padre suo, Ges ha lasciato in dono ai discepoli una forza sempre nuova da accogliere per uno stupendo progetto di vita da realizzare. [] Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma riceverete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra. (Leggi il racconto dellAscensione in At 1,6-11) In queste parole di Ges agli apostoli scopriamo una promessa e una chiamata. La promessa questa: viene lo Spirito Santo come luce e forza, perch noi viviamo uniti nella pace e nellamore del Signore. La chiamata questa: noi dobbiamo collaborare a costruire il regno del Signore. La promessa di Ges per tutti. Anche la sua chiamata per tutti. [] A ciascuno di noi data una grande responsabilit: accogliere i doni dello Spirito per rendere visibile nella nostra vita la novit del regno del Signore. Il seme gettato da Ges pu crescere grazie anche alla laboriosit delle nostre mani e alla generosit del nostro cuore. Ecco la promessa e la chiamata di Ges per i suoi discepoli: Riceverete forza dallo Spirito Santo e sarete miei testimoni nel mondo, sino agli estremi confini della terra.
[Catechismo Sarete miei testimoni, pag 47]

La promessa di Ges risorto di ricevere lo Spirito Santo, si realizzata a Pentecoste La comunit dei discepoli che attendeva il dono dello Spirito Santo comprendeva, oltre agli apostoli, Maria, la Madre del Signore. Essi stavano insieme nella preghiera e nel ricordo di Ges. [] Allimprovviso, dal cielo, viene un rombo come di vento di uragano e riempie la casa dove si trovavano i discepoli. Su tutti scende lo Spirito Santo. Gli apostoli sono trasformati: annunziano con coraggio le grandi opere di Dio. La gente stupefatta si raduna intorno alla casa: ognuno li sente parlare nella propria lingua: ci si interroga e si discute dellavvenimento. Qualcuno li deride, ritenendoli ubriachi. Finalmente Pietro prende la parola e grida ad alta voce: Uomini dIsraele, ascoltate queste parole: Ges di Nazaret ha operato in mezzo a voi i segni di Dio e miracoli, come ben sapete. Secondo il disegno di Dio fu consegnato a voi, che lavete inchiodato sulla croce e lavete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalla morte, e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato alla destra di Dio egli ha mandato lo Spirito Santo che aveva promesso, come voi stessi potete vedere e udire. La parola di Pietro e degli apostoli ha ora una forza nuova; e molti tra la folla si sentono come trafiggere il cuore e domandano: Che cosa dobbiamo fare, fratelli?. E Pietro: Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Ges Cristo, per la remissione dei peccati. Dopo riceverete il dono dello Spirito Santo, che per voi, e per i vostri figli, e per tutti. Quel giorno circa tremila persone sono battezzate e si uniscono agli apostoli. (Gli avvenimenti della Pentecoste sono narrati in At 2,1-41)
[Catechismo Sarete miei testimoni, pag 49]

Lo Spirito Santo effuso a Pentecoste sugli apostoli : FORZA per la testimonianza; Sorgente di COMUNIONE; UNITA nella diversit dei carismi
LO SPIRITO SANTO E IL DONO DI GESU RISORTO PER AIUTARE I SUOI DISCEPOLI A VIVERE COME LUI E VISSUTO

Attraverso lazione dello Spirito Santo Ges continua la sua opera di salvezza nella Chiesa Pasqua e Pentecoste: Ges risorto e lo Spirito donato per tutti gli uomini. Questi due avvenimenti segnano linizio del cristianesimo e inaugurano unera nuova nella storia dellumanit. Lo Spirito unisce ora gente di ogni lingua, razza e nazione in un solo popolo di fratelli: barriere e divisioni di ogni genere devono cadere. Il nuovo popolo di Dio la Chiesa.[] Con il dono dello Spirito Santo, Dio fa di ognuno un profeta, un testimone del suo progetto. Come essere profeti nel proprio ambiente? Una parola di pace, un gesto di perdono e di accoglienza, un servizio disinteressato a chi ha bisogno, fare con amore e responsabilit il proprio dovere... sono modi concreti per essere profeti e dire con i fatti la parola di Dio.
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Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita. Questi, vedendo Pietro e Giovanni, domand loro lelemosina. Pietro fiss lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: Non possiedo n argento n oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Ges Cristo, il Nazareno, cammina!. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono ed entr con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. (Leggi At 3,1-8) [] La guarigione dello storpio e le parole piene di coraggio di Pietro e degli apostoli rivelano la forza dello Spirito Santo che presente nella Chiesa. Forse non abbiamo da offrire n argento n oro a chi in difficolt, ma abbiamo il compito di aiutare la gente a camminare con una speranza nuova. Possediamo un tesoro prezioso da comunicare: la certezza che Ges vive con noi e ci sostiene, con il suo Spirito, nelle nostre infermit. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dellanima.
[Catechismo Sarete miei testimoni, pp. 51-53]

Senza lo Spirito Dio lontano, Cristo resta nel passato, levangelo lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, lautorit dominio, la missione propaganda, il culto unevocazione, lagire cristiano una morale da schiavi. Ma nello Spirito il cosmo si solleva e geme nelle doglie del Regno, il Cristo Risorto presente, levangelo potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, lautorit servizio liberante, la missione Pentecoste, la liturgia memoria e anticipazione, lagire umano deificato
(Ignazio IV Hazim, patriarca della Chiesa greco-ortodossa di Antiochia)

Lo Spirito Santo agisce anche al di fuori della Chiesa visibile, nel cuore di ogni uomo che si apre alla Verit e allAmore Come il vento che soffia e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va, lo Spirito Santo agisce con novit sorprendente in tutto il mondo. Egli potenza di Dio, che sa trarre il bene anche dal male. Come il fuoco illumina e riscalda, lo Spirito conduce sulle vie della fede e della carit coloro che non conoscono Dio, ma lo cercano con cuore sincero. Dove ci sono uomini e donne impegnati a costruire la pace, a difendere i deboli e gli oppressi, ad amare i poveri e i sofferenti, in loro agisce lo Spirito Santo. Dove uomini e donne invocano Dio sotto qualsiasi nome o lo cercano onestamente senza conoscerlo, lo Spirito Santo opera con la sua grazia per condurli alla luce piena del Cristo risorto. Dove ci sono uomini e donne che amano la giustizia, cercano la verit con animo sincero e si sforzano di vivere nellamore, l presente lo Spirito Santo. Dove ci sono uomini e donne che amano ogni segno di vita e rispettano la natura come casa per tutti, lo Spirito Santo manifesta il progetto di Dio. Dove uomini e donne spendono silenziosamente la vita con dedizione e amore nella quotidianit e nellaccoglienza, lo Spirito Santo costruisce una umanit nuova. Lo Spirito Santo riempie luniverso e vive nella Chiesa, ma misteriosamente opera anche fuori delle nostre comunit cristiane. Non abbiamo motivo di essere pessimisti perch la storia degli uomini nelle mani di Dio e i suoi progetti arrivano sempre a compimento. Nulla affidato al caso. La tua persona e tutto ci che capita intorno a te illuminato da un grande e unico disegno di salvezza. La Chiesa cerca di riconoscere i veri segni della presenza e del disegno di Dio negli avvenimenti e nelle aspirazioni che condivide con tutti gli uomini. Essa aperta e disponibile alla voce e alla luce dello Spirito Santo. [Catechismo Sarete miei testimoni, p. 54]
********************************* ALCUNI SIMBOLI PER CONOSCERE LO SPIRITO SANTO

E difficile parlare dello Spirito Santo, egli il Gigante invisibile del quale per possiamo dire qualcosa attraverso luso del linguaggio simbolico, attraverso i paragoni del vento, del fuoco, della colomba, dellacqua. (Cfr. Pino Pellegrino, Un soffio e una vela, Ed. Esperienze, 1987, pp.49-55; Tonino Lasconi, La cresima e oltre, Paoline 1999, pp.78-86)
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Lo Spirito Santo COME IL VENTO (vita, libert, novit, forza ) Ges stesso, nel suo dialogo con Nicodemo, usa il paragone del vento per indicare lazione dello Spirito Santo che soffia dove vuole (Gv 3,8). A Pentecoste lo Spirito Santo si manifesta come vento che si abbatte gagliardo (At 2,2) Il vento lo senti, ma non sai n da dove viene n dove va: cos lo Spirito Santo agisce dove vuole, quando vuole e come vuole in tutto il mondo. Il simbolo del vento dice che lo Spirito Santo non propriet dei cristiani; in tutti gli uomini Egli pu trovarsi ed operare. Buoni non siamo solo noi! Il vento impedisce allacqua di stagnare e imputridire. Il vento modella la montagna, la roccia, il marmo, i volti. Il vento che trasporta il polline collabora con la natura a portare avanti la vita. Il vento <<gagliardo>>, poi scuote, butta allaria le cose: cos lo Spirito fa cambiare le vecchie abitudini, i pregiudizi: converte. Infine, sul vento non puoi mettervi le mani: cos lo Spirito, non riesci a definirlo bene. E mistero. Profondo mistero! Lo capisci di pi quando ti raccogli e fai silenzio che quando parli. (Pino Pellegrino, o.c. pp. 52-53) Segni della presenza dello <<Spirito-vento>> sono: la novit, la capacit di creare stupore e sorpresa, la capacit di abbandonare equilibri preesistenti, il coraggio di intraprendere vie nuove, di abbandonare gli stagni e riscoprire la freschezza della sorgente. [] La vita <<nel vento>> sa gustare la bont del creato, ricca di fiducia, ottimismo, apprezzamento degli altri, accettazione di s. E accoglienza degli altri. Combatte la superficialit, lo scontato, il sentito dire, va a fondo delle cose e delle persone, non segue la <<maggioranza>>, ma ha il coraggio della minoranza. Aperto al nuovo e alle sorprese. Cosa fare per accogliere lo <<Spirito-vento>>? Una cosa sola: alzare la vela e lasciarsi portare. (Tonino Lasconi, oc. pp. 80-81) Lo Spirito Santo COME IL FUOCO (luce-verit, amore, comunione-unit, purificazione ) Lo Spirito Santo <<come>> il fuoco: sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo scende sotto forma di fiamme, di <<lingue di fuoco>> (At 2,3). Quella del <<fuoco>> , sicuramente, una delle immagini pi indovinate, pi riuscite per farci capire chi lo Spirito Santo. Il fuoco incanta, non mai uguale a s stesso. Da sempre gli Ebrei hanno associato Dio al fuoco. Nella bibbia si trova almeno centocinquanta volte la parola <<fuoco>>. Dio appare a Mos <<come una fiamma di fuoco in un cespuglio Il cespuglio bruciava, ma non si consumava>> (Es 3,2). Il fuoco illumina, brucia, libera dalle scorie. Il fuoco <<piega ci che rigido, scalda ci che gelido>>, come dice una preghiera tanto poetica e profonda, che la Chiesa eleva, appunto, allo Spirito Santo nel giorno della Pentecoste. UInaltra invocazione dice: <<Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli, accendi in essi il fuoco del tuo amore!>> (Pino Pellegrino, oc. pp. 51-52) I segni dello <<Spirito-fuoco>> sono una fede <<illuminata>>, basata sulle convinzioni scaturite dalla Parola, non sul sentito dire; una fede calda, convinta, contenta, entusiasta; una fede basata sullessenziale, capace di purificarsi continuamente dalle scorie; una comunit cristiana solidale, capace di recepire contributi da tutti, di fondere insieme le ricchezze diverse. (T. Lasconi, oc. p. 82) Lo Spirito Santo COME LA COLOMBA (pace, amore, bellezza ) Unaltra immagine dello Spirito Santo la colomba. Sotto forma di colomba scende su Ges quando si fa battezzare nel fiume Giordano (Mt 3,16; Mc 1,10; Lc 3,22). Gi fin dalle prime righe della Bibbia si legge che <<lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque>> (Gen 1,2). Anche dopo il diluvio una colomba vol sulla terra e port a No un ramoscello dulivo, segno che le acque si erano ritirate e la terribile inondazione era finita (Gen 8.8-12). La colomba simbolo della pace, del conforto, della quiete dopo la tempesta. (P. Pellegrino, oc. 53)
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Lo Spirito Santo pace, amore, bellezza, perch Dio, e Dio tutto questo. I suoi pensieri sono pensieri di pace (Ger 29,11), cio di armonia tra le creature. Il dono che egli concede con la sua benedizione la pace (Num 6,24-26). Dio amore. Levangelista Giovanni lo dichiara in modo inequivocabile (1Giov 4,8). E Dio bello. Questa prerogativa di Dio, quasi scomparsa in una religiosit cresciuta lontana dalle sorgenti della Bibbia, fondamentale in una fede che non sia obbligo e fardello, ma scelta libera e gioiosa. I cieli narrano la <<gloria>> (la bellezza sfolgorante) di Dio (salmo 19), la gloria di Dio per sempre e il Signore gioisce delle sue opere (salmo 104) come nel momento che escono dalle sue mani, perch sono buone e belle (Gen 1, 1-31). [] La comunit cristiana quando aperta allo <<Spirito-colomba>>, diventa bella e attraente, perch operatrice di pace e testimone di amore. Della comunit di Gerusalemme si dice che godeva della simpatia di tutto il popolo (At 2,47). I segni dello <<Spirito-colomba>>, nelle persone singole come nelle comunit, sono la fede vissuta non come un peso ma con gioia e con gli stessi sentimenti e atteggiamenti che rendevano bella la vita di Ges: laccoglienza, il rispetto, la benevolenza, la misericordia, lattenzione e lamore verso tutti, soprattutto verso i pi deboli. Un segno importante dello <<Spirito-colomba>> la capacit di lodare Dio e di ringraziarlo per le sue creature, di gioire per la bellezza che ha diffuso in esse, soprattutto nelluomo e nella donna. I comportamenti contro lo <<Spirito-colomba>> sono una fede triste, avvertita come obbligo, la paura di dare spazio alla gioia, il dogmatismo, la durezza verso chi sbaglia, una visione negativa delle creature, in modo particolare del corpo delluomo e della donna (Tonino Lasconi, oc. pp. 84-86) Lo Spirito Santo COME LACQUA (vita multiforme, unit nella diversit ) La DIVERSITA e lUNITA provengono dallo Spirito Santo, quando viene accolto nel cuore... - Come lunica acqua che da vita a frutti diversi Lacqua generatrice delle erbe e degli animali. Lacqua della pioggia discende dal cielo. Scende sempre allo stesso modo e forma, ma produce effetti multiformi. Altro leffetto prodotto nella palma, altro nella vite e cos in tutte le cose, pur essendo sempre ununica natura e non potendo essere diversa da se stessa. La pioggia infatti non discende diversa, non cambia se stessa, ma si adatta allesigenza degli esseri che la ricevono e diventa per ognuno di essi quel dono provvidenziale di cui abbisognano. Allo stesso modo anche lo Spirito Santo, pur essendo unico e di una sola forma indivisibile, distribuisce ad ognuno la grazia come vuole.
(Dalle catechesi di S. Cirillo di Gerusalemme, in: Ufficio delle letture, luned della VII settimana di Pasqua).

- Come la farina che diventa ununica pasta grazie allacqua con la quale viene impastata (Lo Spirito Santo lacqua che unifica le diversit nellunit dellunico corpo di Cristo che la Chiesa!) Come la farina non si amalgama in ununica massa pastosa, n diventa un unico pane senza lacqua, cos neppure noi, moltitudine disunita, potevamo diventare ununica Chiesa in Cristo Ges senza l<<Acqua>> che scende dal cielo. E come la terra arida se non riceve lacqua non pu dare frutti,cos anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai portato frutto di vita senza la <<Pioggia>> mandata liberamente dallalto. Il lavacro battesimale con lazione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti nellanima e nel corpo in quell unit che preserva dalla morte.
(Dal trattato <<Contro le eresie>> di santIreneo, in Ufficio delle letture, seconda lettura di Pentecoste, pag.932)

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Lo Spirito Santo lAmore personificato dellamore tra il Padre e il Figlio Dio in se stesso comunione damore fra le Tre Persone della SS. Trinit: leterno Amante, il Padre, unito alleterno Amato, il Figlio, nelleterno Amore, che lo Spirito Santo. Dio Padre lAmante, Dio Figlio lAmato, lo Spirito Santo lAmore.
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La vita cristiana <<vita nello Spirito>>, accogliendo e vivendo il frutto dello Spirito Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne. Il frutto dello Spirito amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bont, fedelt, mitezza, dominio di s (Gal 5, 16. 22)

Andiamo al Padre mediante Cristo nello Spirito La comunit cristiana si rivolge a Dio col nome di Padre, sapendo di essere la sua famiglia. Tutto ci stato reso possibile da Ges Cristo. E Ges a sua volta vivo e operante oggi, non puro ricordo confinato nel passato, n memoria storicamente lontana, proprio grazie allo Spirito. La tradizione ha coniato anche una formula per esprimere il movimento della vita cristiana: per mezzo di Cristo, nello Spirito, al Padre. Andiamo al Padre, termine ultimo della nostra storia e del disegno divino sullumanit, mediante Cristo, che vissuto in mezzo a noi, morto e risuscitato, nello Spirito che attualizza e rende presente lazione salvifica di Cristo. Lo Spirito Santo ha agito dapprima in Ges, il quale parl e oper mosso dallo Spirito. Lo stesso Spirito anima ora la Chiesa, la edifica mediante la parola, i sacramenti, la guida dei pastori, i carismi. Lo Spirito colui che vivifica: nel Credo diciamo appunto: <<Credo nello Spirito Santo, che Signore e d la vita>>. Lo Spirito distribuisce a tutti i credenti i suoi doni o carismi. Sono carismi, ad esempio, i doni della profezia, del servizio, dellinsegnamento, dellesortazione, del donare agli altri, del presiedere (si veda Rom 12, 6-8), del saper dire parole di sapienza e di scienza, del compiere guarigioni e miracoli ecc. (si veda 1Cor 12, 8-11). Questi doni sono concessi ai singoli affinch li usino per costruire la Chiesa, per far crescere la comunit nella fede, nella speranza e nellamore. Il grande nemico dei carismi lindividualismo che non arricchisce, ma disgrega la comunit. Lo Spirito, che ci viene comunicato soprattutto coi sacramenti del Battesimo e della Cresima, opera in profondit nellanima di ogni credente tanto che la vita cristiana pu essere qualificata come <<vita nello Spirito>>. Lo Spirito infatti ci rende partecipi della condizione filiale di Ges. Una vita filiale nei confronti di Dio allopposto di una vita da schiavi. Lo schiavo ha paura, non osa, fa le cose per forza e non per amore, ecc. Lo Spirito ci dato affinch in tutto, a cominciare dalla preghiera, siamo dei figli e non degli schiavi. Rendendoci figli del Padre, lo Spirito ci fa <<santi>>, partecipi cio della vita stessa di Dio, colui che solo santo. A chi gli domandava quale fosse lo scopo della vita cristiana, san Serafino (vissuto in Russia nel secolo scorso) rispondeva: <<Lo scopo della vita lacquisizione dello Spirito Santo>>.
(Franco Ardusso, Che cosa significa dire <<Credo>>, LDC1996. Collana Mondo nuovo N. 101, pp.19-20)

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[Percorso Cresima VIII ] SACRAMENTALITA DELLA FEDE CRISTIANA


(GESU CRISTO, SACRAMENTO DEL PADRE; LA CHIESA, SACRAMENTO DI CRISTO; I SACRAMENTI, GESTI DI GESU CRISTO E DELLA CHIESA) OBIETTIVI

Comprendere la sacramentalit della fede e della vita cristiana: la salvezza raggiunge luomo attraverso Ges Cristo e attraverso la Chiesa. Accogliere Ges Cristo come Salvatore, che continua ad operare la salvezza attraverso la Chiesa e i sacramenti.

ENUNCIAZIONE DEL TEMA

La fede cristiana si fonda sulla Rivelazione di Dio attraverso la storia della salvezza, che raggiunge il suo vertice in Ges Cristo, il Figlio incarnato di Dio. Dio nessuno lo ha mai visto: Ges Cristo ce lo ha rivelato. Ges Cristo perci il sacramento del Padre, cio colui che ha rivelato e reso presente nella storia lamore di Dio Padre e ci ha fatto dono del suo Spirito. La salvezza operata da Ges Cristo morto e risorto continua ad attuarsi nel tempo attraverso la Chiesa, che il sacramento di Ges Cristo.
DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Dio non si vede, ma possibile credere in lui per i segni della sua presenza. Quali sono i segni che inducono a credere allesistenza di Dio? Che cosa vuol dire lespressione: Il mondo un segno di Dio? Possiamo dire che Ges Cristo il segno pi grande di Dio? Perch? Perch per i cristiani il rapporto delluomo con Dio passa attraverso la Chiesa? Perch, ad esempio ci si sposa in Chiesa o, per ricevere il perdono dei peccati da parte di Dio occorre confessarsi da un sacerdote? Che rapporto c tra Ges Cristo e la Chiesa? Cosa sono i sacramenti? Che rapporto c tra Ges Cristo, la Chiesa e i sacramenti?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO E LINSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Colossesi (Col 1, 15-20)


Egli (Ges) immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poich per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potest. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli anche il capo del corpo, cio della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. Perch piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a s tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cio per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.

Dal vangelo di Giovanni (Gv 12, 37. 44-46; 14, 1-11)


Sebbene (Ges) avesse compiuto tanti segni davanti a loro, non credevano in lui. Ges allora grid a gran voce: Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perch chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lavrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sar andato e vi avr preparato un posto, ritorner e vi prender con me, perch siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via. Gli disse Tommaso: Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via? Gli disse Ges: Io sono la via, la verit e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto. Gli disse Filippo: Signore, mostraci il Padre e ci basta. Gli rispose Ges: Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.

Dal catechismo degli adulti La verit vi far liberi ( CdA 635; 637; 641-642)
Lesperienza religiosa si serve del linguaggio simbolico come mediazione dellincontro con la divinit. Il mondo come un grande simbolo della grandezza di Dio e della sua vicinanza.[] La relazione con Dio viene vissuta con pi intensit nei passaggi critici della vita - nascita, crescita, matrimonio, morte - o negli avvenimenti storici in cui si riconoscono importanti valori e motivi di speranza.[] Ges Cristo porta a compimento gli eventi e i riti dellantica alleanza. Nella sua persona Dio 26

stesso si rivela, si comunica e ci salva.[] Il Signore, crocifisso e risorto, il sacramento primordiale, in cui il Padre si fatto definitivamente vicino, per donarci lo Spirito Santo e la vita eterna. La Chiesa il sacramento permanente della sua presenza salvifica nel mondo. I sette sacramenti sono la massima attuazione della scramentalit della Chiesa, il compimento delle figure dellAntico Testamento, il vertice di una sacramentalit generale diffusa nella storia e nel mondo. Fate questo in memoria di me (Lc 22,19; 1Cor 11,24): nella liturgia della Chiesa viene attualizzato mediante azioni simboliche il mistero pasquale, fulcro di tutta la storia della salvezza, perch i credenti siano inseriti in esso e vengano salvati. (cfr. anche LG 1).

Riflettiamo e approfondiamo
Dopo una breve riflessione in silenzio, chiedersi:

C qualche frase delle letture che ha suscitato in te particolare interesse o interrogativi? Quali? Perch? Alla luce di questi testi, qual il rapporto tra Dio e Ges Cristo, tra Ges Cristo e la Chiesa? Perch, secondo la fede cristiana, il rapporto delluomo con Dio passa attraverso Ges Cristo e la Chiesa? Che cosa vuol dire lespressione del Concilio Vaticano II^: La Chiesa in Cristo come un sacramento o segno e strumento dellintima unione con Dio e dellunit di tutto il genere umano ?
(LG 1)
SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELLANIMATORE Lanimatore sintetizza quanto emerso finora attraverso il dialogo e approfondisce il tema con una breve esposizione

Possibili concetti da sviluppare nellesposizione:


La fede cristiana una fede rivelata, attraverso gesti e parole che costituiscono la storia della salvezza. Vivere autenticamente la fede perci vuol dire viverla in conformit alla rivelazione che Dio ha fatto di s, che trova il suo vertice e il suo centro in Ges Cristo, il sacramento del Padre. Ges Cristo ha fondato la Chiesa, che il suo corpo mistico, per continuare nel tempo la sua opera di salvezza. In una visione autentica della fede cristiana non c Chiesa senza Ges Cristo e non c Ges Cristo senza Chiesa. La Chiesa il sacramento di Cristo, come Cristo il sacramento di Dio: Dio ci salva per mezzo di Ges Cristo e per mezzo della Chiesa. I sacramenti sono gesti di salvezza privilegiati, di Ges Cristo e della Chiesa, per la salvezza degli uomini, mediante linserimento nel mistero pasquale di Cristo. I sacramenti inoltre sono segni della fede: suppongono ladesione di fede in chi li riceve ed esigono un cambiamento di vita, secondo lo stile di Ges. I cristiani, con il loro stile di vita evangelico, sono chiamati, personalmente e comunitariamente, ad attuare lidentit e la missione della Chiesa di essere segno e strumento dellintima unione con Dio e dellunit di tutto il genere umano

DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA Lanimatore, insieme ai partecipanti, ricerca gli atteggiamenti e comportamenti da assumere o modificare, in sintonia con il messaggio di fede espresso attraverso il tema trattato

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere:


Il nostro rapporto con Dio in che misura passa attraverso Ges Cristo e la sua Chiesa? Come superare il soggettivismo religioso (la fede secondo me e non secondo Ges Cristo e la Chiesa)? Cosa dobbiamo fare e/o cambiare, nei nostri atteggiamenti e comportamenti personali e comunitari, per essere segno e strumento dellintima unione delluomo con Dio e dellunit di tutto il genere umano ?

PREGHIERE SPONTANEE PADRE NOSTRO PREGHIERA CONCLUSIVA

Cristo e la Chiesa
O divino redentore, che hai amato la Chiesa e per essa hai dato Te stesso, al fine di santificarla e farla comparire innanzi a Te risplendente di gloria, fa rifulgere sopra di essa il tuo volto santo! Fa che la tua Chiesa una nella tua carit, santa nella partecipazione della tua stessa santit, sia ancor oggi nel mondo vessillo di salvezza per gli uomini, centro di unit di tutti i cuori, ispiratrice di santi propositi per un rinnovamento generale e trascinatore. Fa che i suoi figli, lasciata ogni divisione e indegnit, le facciano onore, sempre e ovunque. Cos tutti gli uomini, che ancora non le appartengono, guardando ad essa trovino Te, via, verit e vita, e in Te siano ricondotti al Padre, nellunit dello Spirito Santo! (Paolo VI^) ----------------------------------------------------------Per approfondire il tema: Catechismo degli Adulti 633-651; Catechismo della Chiesa Cattolica 10661068; 1076-1112

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[Percorso Cresima IX ] LA CHIESA, CONTINUAZIONE DI GESU CRISTO, SEGNO E STRUMENTO DI COMUNIONE CON DIO E TRA GLI UOMINI
OBIETTIVI

Prendere coscienza che, ordinariamente, lincontro vivo con Ges Cristo avviene attraverso la Chiesa, il nuovo popolo di Dia, sacramento di Cristo. Partecipare attivamente alla vita della Chiesa, che nella sua essenza mistero di comunione, con Dio e con i fratelli, per la salvezza del mondo.

ENUNCIAZIONE DEL TEMA

Lincontro vivo con Ges Cristo avviene attraverso la Chiesa, comunit convocata ed inviata per essere segno e strumento dellintima unione con Dio e dellunit di tutto il genere umano (cf. LG 1) La Chiesa il sacramento di Ges Cristo, la continuazione ed attuazione della sua opera di salvezza. Il modello della primitiva comunit cristiana di Gerusalemme (cfr. Atti 2,42-48) il punto di riferimento per lattuazione della Chiesa, oggi e in ogni tempo della storia, come comunit di fede, di culto e di carit.
DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Quando senti la parola <<CHIESA>>, che cosa ti viene spontaneamente in mente? Che cosa la Chiesa? Qual la missione della Chiesa? Che rapporto c tra la Chiesa e Ges Cristo? Quali sono le attivit della Chiesa? I cristiani, per vivere unautentica esperienza di Chiesa, che cosa devono fare? Cosa richiesto ai cristiani per vivere autenticamente la vita cristiana nella sua globalit?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO

Dalla prima lettera di S. Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 12,12-18; 26-27) Come il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, cos anche Cristo. E in realt noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: Poich io non sono mano, non appartengo al corpo, non per questo non farebbe pi parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe ludito? Se fosse tutto udito, dove lodorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte. Dagli Atti degli Apostoli (Atti 2, 42-48 : la primitiva comunit cristiana di Gerusalemme) Erano assidui nellascoltare linsegnamento degli Apostoli e nellunione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva propriet e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicit di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunit quelli che erano salvati. Dal catechismo degli adulti La verit vi far liberi ( CdA 429; 430

Lo Spirito Santo riunisce i credenti nella Chiesa. Lamore del Padre, rivelato dal Figlio morto e risorto, viene comunicato ai discepoli, perch diventino la famiglia di Dio, inviata al mondo come segno tangibile della sua vicinanza. Nel giorno stesso di Pentecoste si forma la prima comunit, quella di Gerusalemme, madre e modello di tutte le altre che seguiranno (cfr. At 2, 42-48). [] Si tratta di unesperienza storica irripetibile, in cui per delineata la figura essenziale di ogni vera comunit cristiana: comunit concreta di credenti in Cristo, uomini in carne ed ossa, santi e peccatori, riuniti sotto la guida dei pastori, nella condivisione di beni spirituali e materiali, dove il mistero pasquale del Signore proclamato con la predicazione, attualizzato nelleucaristia e negli altri sacramenti, vissuto nella carit. Per essere riconoscibile come segno davanti al mondo, la Chiesa deve possedere una precisa identit visibile; deve configurarsi come comunit di fede, di
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culto e soprattutto di rapporti fraterni: Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Gv 13,35).

Riflettiamo e approfondiamo
Dopo una breve riflessione in silenzio, chiedersi:

C qualche frase che ti ha colpito particolarmente o ti ha posto degli interrogativi? Quali? Perch? Dal confronto con la primitiva comunit cristiana di Gerusalemme (Atti 2,42-48), quali sono le somiglianze e le differenze con la vita della Chiesa di oggi e la vita della tua parrocchia? Come si pu realizzare nelle nostre parrocchie la Chiesa- corpo di Cristo?

SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELLANIMATORE Lanimatore sintetizza quanto emerso finora attraverso il dialogo e approfondisce il tema con una breve esposizione

Possibili concetti da sviluppare nellesposizione:


La Chiesa, fondata da Ges Cristo, continua nella storia la sua opera di salvezza La Chiesa il corpo mistico di Ges Cristo. Profonda comunione tra Ges Cristo ed i battezzati e profonda comunione dei cristiani tra loro Ci si incontra con Ges Cristo attraverso il suo corpo che la Chiesa Non c Chiesa senza dipendenza da Ges Cristo che il capo La Chiesa in Cristo come un sacramento o segno e strumento dellintima unione con Dio e dellunit di tutto il genere umano (LG 1) C vita autentica di Chiesa e vita cristiana autentica quando si vivono in maniera armonica ed interdipendente lascolto della Parola di Dio, la celebrazione della salvezza attraverso la liturgia e i sacramenti (centralit dellEucaristia), la comunione fraterna e la vita vissuta con stile di servizio, facendo particolare attenzione ai poveri. La Chiesa comunit di fede, di culto e di carit: larmonica interdipendenza vissuta di queste tre dimensioni realizza la globalit della vita cristiana. Superare il cultualismo: la vita di fede intesa come devozionalismo e pratica religiosa rituale, sganciata dalla vita Priorit dellevangelizzazione-catechesi e suo rapporto con i sacramenti Sviluppare nelle nostre comunit cristiane la promozione umana (dimensione del servizio-carit) Il cristiano maturo non solo fruitore, bens anche costruttore della comunit cristiana
DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA Lanimatore, insieme ai partecipanti, ricerca gli atteggiamenti e comportamenti da assumere o modificare, in sintonia con il messaggio di fede espresso attraverso il tema trattato

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere:


Fino a che punto nella nostra parrocchia stiamo vivendo unesperienza di Chiesa, in sintonia con il modello della primitiva comunit cristiana di Gerusalemme e linsegnamento della Chiesa? Cosa possiamo fare per vivere attivamente la vita della Chiesa, inserendoci nella vita della nostra parrocchia ?

PREGHIERE SPONTANEE Lanimatore invita i partecipanti a fare delle preghiere spontanee, ispirate possibilmente al tema dellincontro e agli impegni di vita che ci si propone di realizzare PADRE NOSTRO PREGHIERA CONCLUSIVA

Per una comunit cristiana


O Ges che hai detto: Dove due o pi sono radunati nel mio nome, ivi sono io in mezzo a loro, sii fra noi, che ci sforziamo di essere uniti nel tuo Amore in questa comunit parrocchiale. Aiutaci ad essere sempre un cuor solo e unanima sola, condividendo gioie e dolori, avendo una cura particolare per gli ammalati, gli anziani, i soli, i bisognosi. Fa che ognuno di noi simpegni ad essere vangelo vissuto, dove i lontani, gli indifferenti, i piccoli scoprono lamore di Dio e la bellezza della vita cristiana. Donaci il coraggio e lumilt di perdonare sempre e di andare incontro a chi si vorrebbe allontanare da noi, e di mettere in risalto il molto che ci unisce e non il poco che ci divide. Dacci la vista per scorgere il tuo volto in ogni persona che avviciniamo e in ogni croce che incontriamo. Donaci un cuore fedele e aperto, che vibri ad ogni tocco della tua parola e della tua grazia. Fa che la nostra parrocchia sia davvero una famiglia, dove ognuno si sforza di comprendere, perdonare, aiutare, condividere; dove lunica legge che ci lega e ci fa essere veri tuoi seguaci, sia lamore scambievole.

----------------------------------------------------------Per approfondire il tema: Catechismo degli Adulti 409-459; 558-580. Catechismo della Chiesa Cattolica 748-795

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[Percorso Cresima X ] I SACRAMENTI DEL BATTESIMO E DELLA RICONCILIAZIONE


(SACRAMENTI DELLA CONVERSIONE E DELLA RINASCITA A VITA NUOVA) OBIETTIVI

Prendere coscienza del significato del battesimo e della riconciliazione, come doni di Dio per il perdono dei peccati e la vita nuova di figli di Dio. Fiduciosi nella misericordia di Dio, lottare contro il peccato in un processo continuo di conversione, in sintonia con il significato del battesimo e della riconciliazione.

ENUNCIAZIONE DEL TEMA

Attraverso la Chiesa ogni cristiano trova, nel battesimo prima e nella riconciliazione poi, i segni visibili in cui ha la possibilit di incarnarsi concretamente e fattivamente il nostro bisogno profondo di liberazione dal male. Il battesimo ci da la vita nuova di figli di Dio e il perdono dei peccati, a partire dal peccato originale. La riconciliazione come un secondo battesimo, per la remissione dei peccati commessi dopo il battesimo. Per vivere la vita nuova di figli di Dio naturalmente non basta ricevere i sacramenti, ma occorre viverli conformando la propria vita a quella di Ges Cristo attraverso una continua conversione.
DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Che rapporto c tra conversione e battesimo? Che rapporto c tra il sacramento del battesimo e il sacramento della riconciliazione (confessione) ? Che rapporto c tra conversione e sacramento della riconciliazione? Il battesimo che si ricevuto, lo si manifesta attraverso una vita cristiana coerente? Il sacramento della riconciliazione oggi in crisi: quali ne sono i motivi? Perch necessario confessarsi per ricevere il perdono dei peccati?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO E LINSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Dagli Atti degli Apostoli (At 2, 22-24. 32-33. 37-38) Uomini dIsraele, ascoltate queste parole: Ges di Nzaret uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso oper fra di voi per opera sua, come voi ben sapete - , dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi lo avete inchiodato sulla croce per mano di empi e lavete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perch non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Questo Ges Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. Alludire tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Che cosa dobbiamo fare, fratelli?. E Pietro disse: Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Ges Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 19-23) La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges, si ferm in mezzo a loro e disse: Pace a voi!. Detto questo, mostr loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Ges disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anchio mando voi. Dopo aver detto questo, alit su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi. Dal catechismo degli adulti La verit vi far liberi (CdA 673; 709) Linserimento in Cristo e nella Chiesa, attuato dallo Spirito Santo, implica un profondo rinnovamento interiore, che liberazione dal peccato originale e da tutti i peccati personali eventualmente commessi e soprattutto dono della grazia santificante, in virt della quale partecipiamo addirittura alla vita divina della Trinit fin da adesso, siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente (1 Gv 3, 1), diventiamo eredi dei beni eterni, dal momento che, se siamo figli, siamo anche eredi (Rm 8, 17). Il battesimo non un semplice suggello alla conversione, quasi un segno esteriore che la dimostri e lattesti, ma comporta una nuova nascita e nuovi
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legami con le persone divine. Fa s che il battezzato sia una nuova creatura e abbia nuove possibilit. Non per niente nella Chiesa delle origini i cristiani si considerano santi (2 Cor 1,1), cio appartenenti a Dio, e sono consapevoli di dover vivere come si addice a santi (Ef 5,3) e di doversi rivestire come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bont, di umilt, di mansuetudine, di pazienza (col 3,12). Il sacramento della penitenza il vertice di un pi ampio ministero di riconciliazione, con cui la Chiesa accompagna il cammino di conversione dei suoi membri: annuncio della Parola di Dio, correzione fraterna, perdono delle offese, gesti penitenziali, opere di carit. Il sacramento necessario per quanti sono caduti in peccato mortale dopo il battesimo: nella Chiesa per la riconciliazione ci sono lacqua e le lacrime, lacqua del battesimo e le lacrime della penitenza; diventato infruttuoso il primo canale, non rimane che il secondo. Si pu certo ottenere il perdono anche prima del sacramento, non per senza di esso, perch il dolore perfetto che giustifica, include il desiderio e il proposito di confessarsi al pi presto. []
Riflettiamo e approfondiamo C qualche frase che ha suscitato in te particolare interesse o interrogativi? Quali? Perch? Che rapporto ci deve essere tra battesimo e conversione? Che cosa dobbiamo fare per vivere il nostro battesimo? Cosa deve cambiare nella nostra vita? Che rapporto ci deve essere tra il sacramento della penitenza (confessione) e la conversione continua? Perch occorre confessare i propri peccati ad un sacerdote e non confessarsi direttamente con Dio? Cosa vuol dire lespressione: Il battesimo non un semplice suggello alla conversione, quasi un segno esteriore che la dimostri e lattesti, ma comporta una nuova nascita e nuovi legami con le persone divine ?
SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELLANIMATORE

Possibili concetti da sviluppare nellesposizione: Ges ha detto: Chi creder e sar battezzato sar salvo. Anche quando il battesimo lo si ricevuto da bambini necessario maturare unadesione di fede personale a Ges Cristo e una conversione continua. Cristiani non si nasce, ma si diventa Occorre superare la mentalit che porta a considerare lessere cristiani in termini quasi esclusivamente sociologici ed anagrafici Legame tra conversione, battesimo e peccato: oltre a darci la vita nuova di figli di Dio il battesimo ci libera dai peccati e ci impegna a vivere come Ges La salvezza operata da Ges ci raggiunge in maniera privilegiata attraverso i sacramenti. E per questo che anche il perdono dei peccati ci donato attraverso il battesimo e la confessione. Il sacramento della riconciliazione come un secondo battesimo perch ci ridona la vita di grazia che si perde con i peccati mortali commessi dopo il battesimo Rapporto tra cammino permanente di conversione e sacramento della riconciliazione Il significato autentico della celebrazione del sacramento della riconciliazione per la vita del cristiano e per la vita della Chiesa
DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere: Quali atteggiamenti e comportamenti della vita quotidiana siamo chiamati a cambiare per vivere il battesimo? Come viviamo il nostro rapporto tra conversione permanente e sacramento della riconciliazione? Cosa cambiare a tale riguardo?
PREGHIERE SPONTANEE PADRE NOSTRO PREGHIERA CONCLUSIVA

Benedici il Signore , anima mia, / quanto in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, / non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, / guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, / ti corona di grazia e di misericordia. Come il cielo alto sulla terra, / cos grande la sua misericordia su quanti lo temono; come dista loriente dalloccidente, / cos allontana da noi le nostre colpe. Come un padre ha piet dei suoi figli, / cos il Signore ha piet di quanti lo temono. (Sal 103, 1-5. 11-13)

----------------------------------------------------------Per approfondire il tema: CdA 669-678; 701-711. CCC 1213-1284; 1422-1498.


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[Percorso Cresima XI ] SIGNIFICATO E IMPEGNI DEL SACRAMENTO DELLA CRESIMA

Giorno dopo giorno la vita si arricchisce del ricordo degli incontri e degli avvenimenti pi significativi. Alcune decisioni sono cos fondamentali che segnano tutta lesistenza di una persona. Rimangono impressi nella mente come appuntamenti che aprono il nostro futuro su nuovi orizzonti. I sacramenti, nella Chiesa, sono i grandi appuntamenti del credente con il Signore e con la sua comunit La celebrazione solenne con intorno i parenti e gli amici ne sottolinea limportanza. E un grande giorno per i cristiani: si prega e si fa festa. La celebrazione del sacramento della Confermazione si inserisce nella storia della nostra fede come un evento preparato e atteso. Il Signore interviene con il dono del suo Spirito affinch assumiamo consapevolmente le nostre responsabilit nella Chiesa e diventiamo testimoni coraggiosi del Vangelo nel mondo. Ora puoi sedere alla mensa eucaristica con i tuoi fratelli, nella comunit, per assumerti nuovi impegni. (Catechismo Sarete miei testimoni, p. 99) Perch nella comunit cristiana celebriamo il sacramento della Confermazione? Fin dalle origini la Chiesa ha riconosciuto nel dono dello Spirito la sorgente di comunione che unisce i discepoli di Ges e la forza di compiere la missione. Per questo gli apostoli Pietro e Giovanni vengono inviati dalla prima comunit di Gerusalemme nella regione della Samaria per conferire il dono dello Spirito a tutti coloro che avevano accolto la parola di Dio ed erano stati battezzati: Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perch ricevessero lo Spirito Santo. Non era infatti ancora sceso sopra alcuno di loro, ma erano stati solo battezzati nel nome del Signore Ges. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. (At 8,14-17) Con il gesto degli apostoli, si compie per i cristiani di Samaria una nuova Pentecoste; lo Spirito Santo realizza una pi profonda unione tra loro e tutti gli altri discepoli di Ges: essi vengono aiutati a crescere come unica Chiesa di Cristo Signore. Oggi questo dono dello Spirito si rinnova nella Chiesa. Nel sacramento della Confermazione scende su di noi lo Spirito Santo come a Pentecoste. Dio ci offre la forza per essere uniti nella nostra comunit e con tutti i cristiani sparsi nel mondo. (Catechismo Sarete miei testimoni, p. 100) La Pentecoste (Dal capitolo 2 degli Atti degli Apostoli)
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne allimprovviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riemp tutta la casa dove si trovavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere desprimersi. 5 Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che sotto il cielo. 6Venuto quel fragore, la folla si radun e rimase sbigottita perch ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. 7 Erano stupefatti e fuori di s per lo stupore dicevano: Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? 8 E com che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadcia, del Ponto e dellAsia, 10della Frigia e della Panfilia, dellEgitto e delle parti della Libia vicino a Cirne, stranieri di Roma, 11Ebrei e prosliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio. 12Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi lun laltro: Che significa questo?. 13Altri invece li deridevano e dicevano: Si sono ubriacati di mosto. Discorso di Pietro alla folla 14 Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parl a voce alta cos: [] 22Uomini dIsraele, ascoltate queste parole: Ges di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso oper fra di voi per opera sua, come voi ben sapete, 23dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi lavete inchiodato sulla croce per mano di empi e lavete ucciso. 24Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perch non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. [] 32Questo Ges Dio lha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. []
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Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Ges che voi avete crocifisso!. 37 Alludir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Che cosa dobbiamo fare, fratelli?. 38E Pietro disse: Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Ges Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Per voi infatti la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamer il Signore Dio nostro. 40Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: Salvatevi da questa generazione perversa. 41Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.
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La Cresima ci ricolma dello Spirito Santo, come Ges nel momento che ha ricevuto il battesimo, come gli Apostoli il giorno di Pentecoste, ed incorporandoci pi profondamente a Cisto e alla Chiesa, ci impegna a testimoniare la fede
[Dal Catechismo degli adulti: La verit vi far liberi]

Ges di Nzaret, ricevuto il Battesimo, risale dal fiume Giordano e viene ricolmato di Spirito Santo. I cristiani, rinati nel battesimo dallacqua e dallo Spirito, ricevono dopo labluzione unulteriore effusione dello stesso Spirito con abbondanza di doni carismatici pentecostali .Fin dalle origini il gesto battesimale seguito da altri riti, con i quali si trasmette ancora lo Spirito [] Questi riti significano anche il pieno inserimento nella Chiesa e nella sua missione, e perci sono riservati al vescovo. [] [680] Dalla storia del sacramento emerge anche il suo significato fondamentale. La confermazione per ogni fedele ci che per tutta la Chiesa stata la Pentecoste, ci che per Ges stata la discesa dello Spirito alluscita dal Giordano. Essa rafforza lincorporazione battesimale a Cristo e alla Chiesa e la consacrazione alla missione profetica, regale e sacerdotale. Comunica labbondanza dei doni dello Spirito, i sette doni che consentono di giungere alla perfezione della carit. Se dunque il battesimo il sacramento della nascita, la cresima il sacramento della crescita. Per ci stesso anche il sacramento della testimonianza, perch questa strettamente legata alla maturit dellesistenza cristiana. Mediante la confermazione i fedeli acquisiscono un legame pi perfetto con la Chiesa, sono arricchiti di una forza speciale dello Spirito Santo e obbligati pi strettamente a diffondere e a difendere la fede con la parola e con lazione, come veri testimoni di Cristo. Questo dono dello Spirito Santo rende i fedeli in modo pi perfetto conformi a Cristo e comunica loro la forza di rendere a lui testimonianza, per ledificazione del suo corpo nella fede e nella carit. []
[679]

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LA CELEBRAZIONE DELLA CRESIMA ED IL SIGNIFICATO DEI RITI

Ascolto della Parola di Dio La celebrazione della Cresima inserita nella celebrazione eucaristica, la cui prima parte sempre la Liturgia della Parola. Sempre nella celebrazione dei sacramenti c la proclamazione della Parola di Dio, che aiuta a comprendere che noi siamo cristiani perch Dio ci ha chiamati, ci chiama e ci parla per primo.
AMMINISTRAZIONE DELLA CRESIMA, DOPO LOMELIA

Il vescovo, ministro originario del sacramento presiede, o di persona o per mezzo di un suo delegato, la liturgia del sacramento della Cresima. Chiama i candidati, presentati dalla comunit cristiana e accompagnati dai loro padrini, a rinnovare gli impegni battesimali. Stende le mani e invoca leffusione abbondante dello Spirito, continuando il gesto degli apostoli e mostrando il legame che unisce i cresimati alla Chiesa. Quindi pone la mano destra su ciascun cresimato, in segno di benedizione e di missione; lo unge sulla fronte con il crisma, olio profumato da cui deriva a questo sacramento il nome di cresima, esprimendo la partecipazione alla consacrazione messianica di Ges e il dono dello Spirito per la testimonianza evangelica; nello stesso tempo pronuncia la formula: Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti dato in dono, con la quale si indica il rafforzamento del battesimo e lappartenenza irrevocabile a Cristo. (Catechismo degli adulti, La verit vi far liberi, N. 681)

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Rinnovazione delle PROMESSE BATTESIMALI


[La rinnovazione delle promesse battesimali esprime da una parte lo stretto legame che c tra il battesimo e la cresima, e dallaltra espressione di impegno personale a vivere secondo la fede cristiana. Per chi ha ricevuto il battesimo da bambino, la rinnovazione delle promesse battesimali esprime anche la conferma personale della scelta di fede che hanno fatto i suoi genitori per lui al momento del battesimo. Rispondendo RINUNCIO si intende esprimere limpegno a lottare contro il male (la via della morte); rispondendo CREDO, si esprime la scelta di vivere secondo la 2 fede cristiana (via della vita) .]

VESCOVO:

CRESIMANDO: VESCOVO:

Rinunciate a satana e a tutte le sue opere e seduzioni? Rinuncio. Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra? Credo.

CRESIMANDO: VESCOVO:

Credete in Ges Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore; che nacque da Maria Vergine, mor e fu sepolto, risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre? CRESIMANDO: Credo. Credete nello Spirito Santo, che Signore e d la vita, e che per mezzo del sacramento della Confermazione sar in modo speciale a voi conferito, come gi agli Apostoli nel giorno della Pentecoste? CRESIMANDO: Credo.
VESCOVO:

Credete nella Santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna? CRESIMANDO: Credo.
VESCOVO:

Questa la nostra fede. Questa la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla in Cristo Ges, nostro Signore. CRESIMANDO: Amen.
VESCOVO:

Il vescovo IMPONE LE MANI, INVOCANDO LO SPIRITO SANTO SUI CRESIMANDI


[ Il gesto dellimposizione delle mani usato gi gli Apostoli per conferire il dono dello Spirito Santo (cfr. At 8,17) indica il dono dello Spirito Santo che viene dallalto, attraverso la mediazione della Chiesa. Per questo il vescovo o un suo delegato lo compie insieme al parroco e ad altri eventuali sacerdoti concelebranti.]

(Il vescovo invita lassemblea dei fedeli a pregare il Signore perch effonda il dono dello Spirito Santo sui cresimandi:)

Fratelli carissimi, preghiamo Dio onnipotente per questi suoi figli: egli che nel suo amore li ha rigenerati alla vita eterna mediante il Battesimo e li ha chiamati a far parte della sua famiglia, effonda ora lo Spirito Santo, che li confermi con la ricchezza dei suoi doni, e con lunzione crismale li renda pienamente conformi a Cristo, suo unico Figlio.

Cosa significa essere chiamati a fare scelte personali di fede? Fin dai primi tempi i catecumeni, prima di ricevere il Battesimo erano chiamati a scegliere tra due vie. Uno dei pi antichi catechismi, la Didach (parola greca che vuol dire insegnamento) le descrive cos: Vi sono due vie: una della vita e una della morte; ma grande la differenza tra queste due vie. Come riconoscerle? Cos spiega la Didach: La via della vita questa: in primo luogo, ama Dio che ti ha creato, in secondo luogo, ama il prossimo tuo come te stesso; non fare agli altri ci che non vuoi sia fatto a te. La via della morte invece questa: anzitutto una via cattiva e piena di maledizioni; pronti al male, mai al bene, lontani dalla gentilezza e dalla pazienza, la percorrono quanti perseguitano i buoni e non hanno compassione per chi soffre, odiano la verit e amano la menzogna.... Nella Confermazione lo Spirito Santo ci rafforza nella fede e viene a noi con la ricchezza dei suoi doni. Con il suo aiuto possiamo compiere le scelte di Ges: la via della vita. (Catechismo Sarete miei testimoni. p. 103 34

Dio onnipotente Padre del Signore nostro Ges Cristo infondi in questi tuoi figli il tuo Santo Spirito Paraclito: SPIRITO DI SAPIENZA E DI INTELLETTO, SPIRITO DI CONSIGLIO E DI FORTEZZA, SPIRITO DI SCIENZA E DI PIET, e riempili dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo nostro Signore.
IL VESCOVO, IMPONENDO LE MANI DICE:
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T. Amen. Il vescovo conferisce la cresima ai singoli cresimandi con lunzione con il CRISMA4

IL SEGNO DELLA CROCE

[ La coce il segno dellamore di Dio per luomo fino al sacrificio di s. E il segno che noi siamo amati da Dio con un amore fedele e per sempre. E lo stesso segno che si ricevuto nel battesimo (dei bambini): ora viene <<confermato>>. Come i re e i profeti e come Ges egli il Cristo, lUnto per eccellenza anche coloro che ricevono la cresima vengono segnati con il crisma (olio misto a profumo, consacrato dal vescovo il gioved santo). Questo gesto vuole significare che lo Spirito Santo penetra dentro i cresimandi e li consacra per continuare la missione profetica, sacerdotale e regale di Ges Cristo. Il giorno della Confermazione si rinnova una chiamata, una vocazione. Il nome che ci stato dato il giorno del Battesimo quale segno che Dio ci conosce e ci ama personalmente, ora dichiarato da ciascuno al vescovo, che chiamandoci per nome, pone la sua mano sul capo e segna la fronte con il crisma.]

Mentre il padrino pone la mano sulla spalla del figlioccio, il cresimando dichiara il suo nome al vescovo che lo ripete e dice:
VESCOVO:

N. RICEVI IL SIGILLO DELLO SPIRITO SANTO CHE TI DATO IN DONO. Amen.

CRESIMANDO:

Il vescovo d ai cresimati il SALUTO DI PACE


[ Il saluto di pace del vescovo un segno che con la cresima si resi partecipi della comunione e della pace ecclesiale che Cristo dona alla sua Chiesa.]

VESCOVO:

LA PACE SIA CON TE. E con il tuo spirito.


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CRESIMATO:

Come gli apostoli, il celebrante stende le mani sui cresimandi e invoca lo Spirito Santo perch scenda su di loro con la pienezza dei suoi santi doni. I cresimandi, confermati e arricchiti con i doni dello Spirito Santo, sono inviati nel mondo a continuare la missione di Ges. Limposizione delle mani significa presa di possesso ma anche comunicazione di un potere. Indica che il cresimando appartiene totalmente a Cristo e alla Chiesa e che chiamato e reso capace per la forza dello Spirito Santo di difendere e diffondere la fede con la parola e le azioni, e contribuire alla edificazione e crescita della Chiesa.
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Il rito dellunzione crismale va ricollegato alle figure della storia della salvezza. In Israele i re e i sacerdoti erano consacrati con olio, per avere il sostegno dello Spirito nel loro servizio; i profeti invece ricevevano in genere ununzione solo interiore di Spirito Santo, per diventare gli uomini della parola di Dio, i suoi portavoce. Consacrato con lunzione in modo unico il misterioso personaggio preannunciato da Isaia, il Servo del Signore, il quale assomma in s il compito regale di instaurare la giustizia e il diritto, il compito profetico di annunciare la parola di Dio alle genti, il compito sacerdotale di offrire la vita a vantaggio dei fratelli.Questa misteriosa figura si realizza perfettamente in Ges: egli ha la pienezza dellunzione e i cristiani partecipano alla sua abbondanza: Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito lunzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori (2Cor 1,21-22) e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero (2Cor 2,14). Associato a Cristo, ogni credente responsabile della testimonianza al vangelo secondo la vocazione e i doni ricevuti: nella comunit ecclesiale, nella famiglia, nella scuola, nella professione, nella societ civile, nel servizio ai pi bisognosi. (CdA 682)

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IN SINTESI
La confermazione perfeziona il battesimo mediante leffusione pentecostale dello Spirito: consolida lappartenenza a Cristo e alla Chiesa; comunica in abbondanza i doni dello Spirito Santo, per accompagnare il cammino verso la maturit cristiana e per sostenere la testimonianza delle parole e delle opere. (Catechismo La verit vi far liberi, N. 683)
LA CRESIMA CONFERMA IL BATTESIMO

La CRESIMA si chiama anche a Ges Cristo.


BATTESIMO E CRESIMA:

CONFERMAZIONE,

perch conferma il battesimo, rendendo pi conformi

Ci fanno ESSERE COME GES: incorporazione-assimilazione a Ges Cristo come il tralcio e la vite ; membra vive del Corpo mistico di Cristo Ci impegnano a VIVERE COME GESU nella mentalit, negli atteggiamenti, nel comportamento

Significato della cresima ( ESSERE COME GESU ): La cresima conferma il battesimo rendendo pi conformi a Ges Cristo Chi riceve la cresima arricchito di una FORZA SPECIALE, lo SPIRITO SANTO, che con i suoi doni rende pi conformi a Ges e da la forza per essere testimoni di Ges Con la cresima si COLLEGATI PIU PERFETTAMENTE ALLA CHIESA Con la cresima ci si assume limpegno di diffondere e difendere la fede con le parole e con le opere (TESTIMONIANZA) La cresima la PENTECOSTE DEL CRISTIANO. Impegni che chiamato ad assumere chi riceve la cresima ( VIVERE COME GESU ): Vivere nellamore sincero di Dio e dei fratelli Essere MEMBRO ATTIVO E RESPONSABILE DELLA CHIESA, mettendo i propri talenti a SERVIZIO della comunit Ascoltare-studiare-mettere in pratica la PAROLA DI DIO Camminare sulla VIA DELLA VITA, accettando di vivere contro corrente, impegnandosi a vincere gli impulsi egoistici e a resistere alle attrattive del male PREGARE, per restare fedeli a Dio (come Ges nel Getsemani: Sia fatta non la mia, ma la tua volont) ed attuare la missione ricevuta di essere testimoni di Ges Cristo TESTIMONIARE GESU con le parole e le opere (diffondere e difendere la fede).

BATTESIMO, CRESIMA ED EUCARISTIA, STRETTAMENTE UNITI TRA DI LORO, SONO I SACRAMENTI DELLINIZIAZIONE CRISTIANA, CHE CI INNESTANO NELLA MORTE E RISURREZIONE DI GESU E CI IMPEGNANO A VIVERE COME LUI

Battesimo-cresima-eucaristia son un tuttuno, nel senso che sono interdipendenti, tanto da essere amministrati unitariamente in ununica celebrazione quando sono gli adulti a chiedere il,battesimo (chiedere di diventare cristiani). I cristiani, gi inseriti e resi conformi a Ges Cristo attraverso il battesimo e la cresima, con la partecipazione alleucaristia vengono inseriti in maniera pi piena nel Corpo di Cristo (Corpo di Cristo totale, cio Ges e la Chiesa). Battesimo, cresima ed eucaristia sono i sacramenti dellINIZIAZIONE CRISTIANA Per iniziazione cristiana si pu intendere il processo globale attraverso il quale si diventa cristiani. Si tratta di un cammino diffuso nel tempo e scandito dallascolto della Parola, dalla celebrazione e dalla testimonianza dei discepoli del Signore attraverso il quale il credente compie un apprendistato globale della vita cristiana e si impegna ad una scelta di fede e a vivere
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come figli di Dio, ed assimilato con il battesimo, la confermazione e leucaristia, al mistero pasquale di Cristo nella Chiesa.5 Cristiani non si nasce, ma si diventa. Prenderne coscienza importante, sempre e particolarmente oggi, in un contesto di pluralismo culturale e religioso: non facile superare una mentalit che porta a considerare lessere cristiani in termini quasi esclusivamente sociologici e anagrafici. In realt la fede cristiana un dono da accogliere e un germe di vita nuova in cui crescere e maturare. Tutti abbiamo bisogno di essere iniziati alla vita cristiana nel grembo della Chiesa: attraverso lascolto della Parola e la celebrazione dei sacramenti del battesimo, della cresima e della eucaristia. Sono questi i sacramenti che fondano la nostra vita cristiana, ci configurano a Cristo, nel suo mistero pasquale.6

LA PARTECIPAZIONE A MESSA LA DOMENICA E IMPEGNO FONDAMENTALE DI CHI VUOLE VIVERE CON COERENZA GLI IMPEGNI DELLA CRESIMA. LEUCARISTIA INFATTI E CULMINE E FONTE DELLA VITA CRISTIANA

Il nostro cammino di fede, iniziato con il Battesimo, ora confermato con la Cresima, trova il suo culmine e la sua fonte continua di vita nella celebrazione dellEucaristia. In essa si rinnova la presenza dello Spirito che ci trasforma e ci rende consapevoli della missione affidata: quella di essere testimoni della Pasqua di Cristo nel mondo. Perch partecipare allEucaristia? Come parteciparvi? Soltanto chi non cresciuto nella fede discute se andare a messa sia un obbligo. Per noi lEucaristia il pi importante impegno dinanzi a Dio e ai fratelli. Chi non ha capito il significato dellEucaristia e cerca scuse per non parteciparvi come pu pensare di vivere la vita della comunit? NellEucaristia siamo chiamati a vivere in modo nuovo e attivo la nostra partecipazione alla vita di Cristo profeta, sacerdote e Signore; accogliere e portare agli altri la sua parola; offrire con lui la nostra vita, i nostri impegni quotidiani, la fatica e le attese degli uomini perch tutto sia trasformato e salvato; testimoniare con la nostra vita lamore di Dio verso tutti e il suo progetto di pace. Quando ci raduniamo per lEucaristia, siamo convocati come assemblea del popolo di Dio, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. E lo Spirito di Ges che ci unisce e converte i nostri cuori, per renderci responsabili nella comunit. Nella liturgia della parola il Signore ci rivela il suo disegno. Con attenzione e gioia ascoltiamo Dio che parla perch la nostra gioia sia piena. Il sacerdote ci aiuta a scoprire lattualit e lefficacia della parola di Dio per ciascuno. Lo Spirito Santo ci fa accogliere questa parola e ci aiuta a portarla agli altri come profeti del suo progetto di amore. Nella liturgia eucaristica celebriamo il mistero della morte e risurrezione di Ges. Per la potenza dello Spirito Santo il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue del Signore. Il suo corpo spezzato e il suo sangue versato per la remissione dei peccati sono il sacrificio di amore offerto al Padre per la salvezza del mondo. Uniti a Ges come un solo corpo offriamo la nostra vita quotidiana, viviamo con lui la Pasqua, il passaggio dalla morte alla vita. Cristo si fa cibo per la nostra vita; lo Spirito Santo ci aiuta a diventare pane di bont e di forza per i fratelli: non siamo forse una cosa sola con loro? Dona, o Padre, la pienezza dello Spirito Santo, perch diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo Spirito. (III preghiera eucaristica) LEucaristia che celebriamo fonte inesauribile di vita. Il dono ricevuto troppo grande per conservarlo solo per noi. Ogni Eucaristia si conclude con linvito ad andare e a portare agli altri quanto il Signore ci ha donato. Mentre camminiamo incontro al Signore, si rinnova la beata speranza che venga il suo regno, regno di verit e di vita, regno di giustizia, di amore e di pace. Ogni domenica celebriamo lEucaristia perch tutta la nostra vita diventi come una eucaristia: sacrificio di lode e di ringraziamento al Padre, parola di luce e di speranza agli altri, gesto di servizio e di carit verso tutti. 7

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Ufficio Catechistico Nazionale, anno 1991, Nota per laccoglienza e lutilizzazione del catechismo per liniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, N.5

Catechismo degli adulti: La verit vi far liberi, pag.334 Catechismo Sarete miei testimony, p.p. 117-118 37

[Percorso Cresima XII ] LEUCARESTIA, CULMINE E FONTE DELLA VITA CRISTIANA


OBIETTIVI

Rendersi conto della centralit delleucaristia soprattutto quella domenicale nella vita cristiana. Cogliere il legame che c tra la messa e la vita, sforzandosi di viverlo..

ENUNCIAZIONE DEL TEMA

La celebrazione eucaristica, come insegna il Concilio Vaticano II^, culmine e fonte della vita cristiana. Non c vita cristiana autentica senza eucaristia e senza partecipare alla celebrazione eucaristica domenicale, cos come non c celebrazione autentica delleucaristia senza lo sforzo di vivere amando Dio e amando il prossimo, come ci ha insegnato Ges.
DOMANDE PER LA RICERCA E IL DIALOGO DI GRUPPO

Che cos lEucaristia? Perch per un cristiano importante partecipare a messa la domenica? Che rapporto c (o ci dovrebbe essere) tra la messa della domenica e la vita di tutti i giorni? Perch? In genere la partecipazione a messa la domenica vissuta come una festa oppure come un obbligo? Perch? E tu, come la vivi?

CONFRONTIAMOCI CON LA PAROLA DI DIO E LINSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Dalla prima lettera ai Corinzi ( 1 Cor 11, 23-26 ) Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Ges, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezz e disse: Questo il mio corpo, che per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finch egli venga. Dalla nota pastorale della CEI IL GIORNO DEL SIGNORE (Numeri 11-12) La domenica, << giorno dellEucaristia >> Fin dalla sua prima origine, la Chiesa solennizz il giorno del Signore con la celebrazione della << frazione del Pane >> (cf Atti 20,7), con la proclamazione della Parola di Dio (cf Atti 20,11), e con opere di carit e di assistenza (cf 1 Cor 16,2). Lesempio laveva dato il Maestro. Nello stesso giorno della sua risurrezione, egli aveva spezzato il pane per i discepoli di Emmaus, dopo che con la sua presenza e la sua parola li aveva confortati lungo il cammino, spiegando loro tutto ci che nelle Scritture si riferiva a lui (cf Lc 24, 27). Da allora la Chiesa ha sempre santificato il giorno del Signore con la celebrazione del memoriale del suo sacrificio nel quale la proclamazione della Parola, la frazione del pane e la diaconia della carit sono intimamente uniti. In questo modo essa perpetua la presenza del Risorto nel suo triplice dono: la Parola, il Sacramento, il Servizio. Nella Chiesa primitiva questi tre aspetti erano sempre strettamente congiunti. Non stato un guadagno per la prassi successiva laver ridotto tutto al solo momento rituale, al Sacramento. Tutto ci appare sempre pi chiaro alla coscienza cristiana; se la domenica il giorno dellEucaristia, ci non solo perch il giorno in cui si partecipa alla Messa, quanto piuttosto perch in quel giorno, pi che in qualunque altro, il cristiano cerca di fare della sua vita un dono, un sacrificio spirituale gradito a Dio, a imitazione di colui che nel suo sacrificio ha fatto della propria vita un dono al Padre e ai fratelli. Parola che annuncia e ripropone questo dono di s, sacramento che lo comunica significandolo nella frazione del Pane come gesto della condivisione, disponibilit al servizio che nasce direttamente dalla stessa carit di Cristo: questa la vita eucaristicamente vissuta.

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Riflettiamo e approfondiamo
Dopo una breve riflessione in silenzio, chiedersi:

C qualche frase che ha suscitato in te particolare interesse o interrogativi? Quali? Che cos leucaristia secondo questi testi? Cosa vuol dire che leucaristia il sacramento della Nuova Alleanza? A cosa ci impegna il comando di Ges: Fate questo in memoria di me? Che rapporto c tra la celebrazione eucaristica e la domenica? Che rapporto c tra eucaristia, proclamazione della Parola di Dio, opere di carit e disponibilit al servizio? Che rapporto c tra la partecipazione alla messa la domenica e fare della propria vita un dono per gli altri?

SINTESI ED ESPOSIZIONE DEL TEMA DA PARTE DELLANIMATORE

Possibili concetti da sviluppare nellesposizione:


Leucaristia il sacramento della nuova Alleanza, memoriale della morte e risurrezione di Ges Cristo. Centralit della domenica, Pasqua della settimana, nella liturgia e nella vita cristiana La domenica, << giorno del Signore >> e << giorno della Chiesa >> , e il coerente impegno di vita cristiana ispirato allamore di Dio e amore del prossimo Eucaristia e condivisione, espressa anche attraverso la partecipazione allunica mensa per tutti (assemblea domenicale di tutto il popolo di Dio nelle messe parrocchiali) cfr.Giorno del Signore: 10; 3233. Rapporto tra la celebrazione eucaristica e la vita: sullesempio di Ges, fare della propria vita un dono per gli altri, in obbedienza alla volont di Dio Unit ed interdipendenza tra leucaristia, la proclamazione e accoglienza della Parola di Dio, le opere di carit e la vita vissuta con spirito di servizio Superare la visione intimistica e devozionale della celebrazione eucaristica, che tende a separare il Capo divino dalle membra del corpo mistico (cfr. CEI, Eucaristia, comunione e comunit, 51 52) La centralit della celebrazione eucaristica nel giorno del Signore e le altre dimensioni della domenica Significato dei giorni feriali della fatica alla luce del senso cristiano della domenica ( Se si ritiene opportuno e si ha disponibilit di tempo, si pu accennare alla struttura essenziale della Messa [liturgia della Parola e liturgia eucaristica] e al suo significato)
DALLA FEDE CREDUTA ALLA FEDE VISSUTA: I NOSTRI IMPEGNI DI VITA Lanimatore, insieme ai partecipanti, ricerca gli atteggiamenti e comportamenti da assumere o modificare, in sintonia con il messaggio di fede espresso attraverso il tema trattato

Domande-stimolo per la ricerca degli impegni da vivere:


Cosa possiamo fare per conoscere meglio il significato della domenica e della celebrazione eucaristica? Cosa dobbiamo fare e/o cambiare, perch ci sia sintonia tra la partecipazione alla Messa la domenica e la vita di tutti i giorni?

PREGHIERE SPONTANEE Lanimatore invita i partecipanti a fare delle preghiere spontanee, ispirate possibilmente al tema dellincontro e agli impegni di vita che ci si propone di realizzare PADRE NOSTRO (Nel recitare il Padre nostro l'animatore pu invitare i partecipanti a tenersi per mano, in cerchio, per esprimere il senso della comunione-comunit)

PREGHIERA CONCLUSIVA

Come facile, Signore, mangiare lunico pane al suono dellorgano. Come facile, Signore, riconoscerci peccatori recitando distrattamente: <<Signore piet>> - Come facile, Signore, rispondere: <<Rendiamo grazie a Dio!>> alla tua Parola che ci comanda di portare ciascuno i problemi degli altri; di leggere la tua presenza nelle cose, nelle persone, nei fatti. Come facile, Signore, assistere in ginocchio a Te che diventi pane e vino per tutti. Come facile, Signore, dare la mano al vicino dicendo: <<La pace sia con te!>> - Come facile, Signore, mangiare lunico pane al suono dellorgano. Ma tu, Signore, dicendoci: <<Fate questo in memoria di me>> ci hai comandato di rifare tutta la tua vita, non solo il gesto che la riassume. Signore, aiutami a celebrare la tua messa da luned a sabato. Signore, che la messa diventi la vita, e la vita la messa. (Da Amico Dio, pag. 121) ------------------------------------------------------------Per approfondire il tema: CEI, Il giorno del Signore; Giovanni Paolo II^, Ecclesia de Eucaristia; CdA (La verit vi far liberi), 684-699; CEI, Eucaristia, comunione e comunit; Catechismo della Chiesa cattolica (CCC) 1322-1419 39

[Percorso Cresima XIII ] CREDO NELLA VITA ETERNA


(SCHEMA)

Dove vado? Una delle domande fondamentali della vita! Alluomo non basta vivere, ma ha bisogno di dare un senso alla vita vivere pienamente significa cercare una risposta alle grandi domande: Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Il desiderio di pienezza di vita (la ricerca della felicit), si scontra con la barriera della morte Di fronte alla prospettiva e alla realt della morte, da sempre luomo si interroga sulla realt o meno dellal di l La vita finisce con la morte? C una vita al di l della morte, nella quale luomo possa vivere felice? Tutte le religioni legano la fede in Dio non solo alle origini della vita e delluomo, ma anche al fine della vita stessa, ed in particolare alla vita delluomo al di l della morte Il Cristianesimo fonda la fede nella vita eterna sullevento della morte e risurrezione di Ges Lultimo articolo del Credo afferma: Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verr Ges si rif alla concezione dellAntico Testamento annunciando che Dio non il Dio dei morti, ma dei vivi, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe (cf Lc 12,26). Per i cristiani tuttavia, nel rapporto con la morte determinante il fatto che Ges risuscitato da morte, ed il vivente per sempre. Egli sorgente di risurrezione per tutti gli uomini come sostiene S. Paolo: Se Cristo non risuscitato, allora vana la nostra predicazione ed vana anche la vostra fede (1 Cor 15, 14) Come si esprime il libro dellApocalisse, Ges lalfa e lomega, cio il fondamento e il fine della vita. Ges il nuovo Adamo datore di vita Per la fede cristiana la morte conclude il pellegrinaggio terreno, per entrare nella pienezza della vita, nellincontro beatificante con Dio Per il Cristianesimo la vita come un pellegrinaggio. Con la morte si conclude il pellegrinaggio terreno e si raggiunge la meta che Dio stesso, colui che colma ogni attesa del cuore umano.
Quando saranno compiuti tutti i nostri desideri, cio nella vita eterna, la fede cesser. Non sar pi oggetto di fede tutta quella serie di verit che nel << Credo >> si chiude con le parole: << vita eterna. Amen >>. La prima cosa che si compie nella vita eterna lunione delluomo con Dio. Dio stesso infatti il premio ed il fine di tutte le nostre fatiche () Questa unione poi consiste nella perfetta visione: << Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa, ma allora vedremo faccia a faccia >> (1 Cor 13, 12). La vita eterna inoltre consiste nella somma lode, come dice il Profeta: << Giubilo e gioia saranno in essa, ringraziamenti ed inni di lode >> (Is 51, 3). Consiste ancora nella perfetta soddisfazione del desiderio. Ivi infatti ogni beato avr pi di quanto ha desiderato e sperato. La ragione che nessuno pu in questa vita appagare pienamente i suoi desideri, n alcuna cosa creata in grado di colmare le aspirazioni delluomo. Solo Dio pu saziarlo, anzi andare molto al di l, fino allinfinito. Per questo le brame delluomo si appagano solo in Dio, secondo quanto dice Agostino: << Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore senza pace fino a quanto non riposa in te >>.
( S. Tommaso dAquino Ufficio delle letture di sabato della XXXIII settimana del tempo ordinario)

Lamore di Dio e del prossimo, criterio del giudizio dopo la morte La morte ci aiuta a cogliere il significato profondo della vita, che impegna la nostra responsabilit: in base alluso giusto della libert in questa vita che conseguiremo la meta del nostro pellegrinaggio terreno.
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Nel vangelo di Matteo troviamo la parabola del giudizio finale (cf Mt 25, 31-46), che ci indica quale sar il criterio del giudizio di Dio per entrare in paradiso: lamore per il fratello bisognoso, nel quale si riconosce il volto di Dio ( Tutto quello che avete fatto [opere di bene] a uno dei pi piccoli di questi miei fratelli, lavete fatto a me [Mt 25, 40] ). Paradiso, inferno e purgatorio, al di l della morte Dio vuole la salvezza di tutti (vuole tutti in Paradiso), ma non la impone a nessuno. Dio che ci ha creati senza di noi, non ci salva senza di noi perch rispetta la nostra libert e impegna la nostra responsabilit. Esiste la reale possibilit dellinferno perch luomo ha la possibilit di rifiutare Dio definitivamente In che cosa consistono il Paradiso, linferno e il purgatorio? Occorre anzitutto non cadere nellerrore di prendere alla lettera le immagini che ci presenta la bibbia in riferimento alle cose ultime della vita, come ad esempio le vampe di fuoco, si tratta del linguaggio simbolico per evocare lindicibile! In realt non sappiamo come sono fatti il Paradiso, linferno e il purgatorio Possiamo dire che: Il Paradiso la piena comunione beatificante con Dio Quelle cose che occhio non vide, n orecchio ud, n mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano (1 Cor 2,9) Linferno il rifiuto definitivo di Dio Come il cielo Dio stesso in quanto raggiunto per
sempre, cos linferno Dio stesso in quanto perduto per sempre. Lessenza dellinferno dunque la colpevole e definitiva esclusione dalla comunione con Dio-amore. Ma siccome Dio solo il definitivo compimento delluomo, linferno significa il dolore per la definitiva mancanza di senso e la disperazione riguardante la definitiva dannazione delluomo (Il nuovo catechismo tedesco per gli
adultipp. 425 s))

Il purgatorio, un dolore che purifica. Il fuoco del purgatorio pu essere inteso come la forza purificatrice e santificatrice della santit e della misericordia di Dio (Il nuovo
catechismo tedesco per gli adulti, pag 424)

Gi e non ancora del regno di Dio, da costruire e da attendere nella speranza operosa Siamo figli, ma ancora non stato rivelato ci che saremo (cf 1Gv 3, 1-3) Trafficare i talenti per la costruzione del regno di Dio (cf la parabola dei talenti: Mt 25, 1430)

Vivere lattesa del Signore nellattesa vigilante (conversione permanente)


parabola delle dieci vergini in Mt 25, 1-13.

cf.

La prospettiva della vita eterna ci impegna a costruire la speranza, per umanizzare anche questo mondo terreno La fede autentica non loppio dei popoli, bens sorgente di speranza operosa per impegnarsi anche in questo mondo per renderlo pi umano (cf GS 21; 43; 57) Il ritorno glorioso di Cristo (la Parusia), motivo di attesa nella speranza, in una vita animata dalla carit Il cristiano luomo dellattesa operosa nella speranza (cfr il significato dellavvento) La carit ci che rimane per sempre... La fede e la speranza ci sostengono e ci guidano in questa vita, ma la carit la cosa pi importante ed la cosa che rimane per sempre (cf. S. Paolo: 1 Cor, 13) Ges andato a prepararci un posto nel paradiso ed la Via per raggiungerlo (cf. Gv 14, 1-6)
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