Sei sulla pagina 1di 11

Social software nella formazione a distanza

Romolo Pranzetti - via Mortaiolo 32 A – 57019 Vicarello (LI)

Autore e tutor corsi online

promolo@libero.it

Stefania Giorello – via Briolera 6 – 10062 Luserna San Giovanni (TO)

Insegnante Scuola Media Statale Luserna S. Giovanni

stefaniagiorello@tin.it

Key words:
E-Lerning, Formazione a distanza, Platform, Forum, Video editing, Social Software

Language: It

-1-
Social software nella formazione a distanza

Abstract

L’irruzione del social software nel panorama dell’e-learning ha modificato il quadro d’insieme
delle risorse, del loro utilizzo e della loro accessibilità; le aziende hanno aumentato la
competitività, per rimanere su un mercato promettente, connesso con lo sviluppo del web.

Alle piattaforme commerciali, si sono affiancati spesso strumenti usabili in maniera intuitiva ed a
costi nulli, ma dalla grande efficacia, che fanno pensare a come le tecnologie passino in
secondo piano rispetto agli agenti umani, impegnati in processi comunicativi, per la costruzione
e la crescita delle conoscenze

-2-
1. Caratteristiche del Web 2.0 e social software

Piattaforme per chattare, piattaforme di educazione degli adulti e di educazione a distanza,


ricerca di amici, telefonia via Internet, applicativi per deporre-scambiare foto, audio, video ed
interazione fra pari, questi ed altri oggetti possono oggi confluire facilmente anche nel blog, come
nei siti dinamici. Essi sono pensati per rendere Internet un luogo dove potersi incontrare e discutere
liberalmente, condividendo pensieri, sentimenti, emozioni, riflessioni: questa esigenza viene
raccolta dalla cosiddetta “Internet 2”1
Il più rilevante sito dinamico sul quale soffermarsi è il wiki 2, particolarmente adatto alla
redazione di documenti collaborativi o definitori (dizionario, enciclopedia, ecc.) di progetti che
implicano gruppi piuttosto affiatati. Vorremmo fare l’esempio italiano, del wiki proteso alla
redazione ed all’utilizzo educativo di pagine web: Porte Aperte sul Web3 , a cura del Gruppo di
lavoro per l'accessibilità dei siti scolastici - USR Lombardia.
Altro strumento molto promettente per la formazione e l’individuazione di risorse per la
didattica appare il webquest, o caccia in rete, che consente di organizzare velocemente delle
ricerche con una griglia metodologico-contenutistica già predisposta e bidimensionale: dal lato
docente con un’enfasi per gli obiettivi e per la metodologia; dal lato studente con una sottolineatura
per le risorse da esplorare e per l’autovalutazione. Si tratta di strumenti usati sempre più spesso e
documentati ampiamente anche nel web formativo italiano.
Diamo superficialmente conto di alcune caratteristiche proprie del Web 2.0, cercando di
capire in cosa si diversificherebbe dal Web 1.
Il periodo tipico del Web 1 copre il decennio 1993-2003, mentre negli anni successivi ed in
quelli che stiamo vivendo sembra affermarsi, sia pure con qualche scarto e qualche tentennamento,
il Web 2.0: cerchiamo di descriverne – sia pure in maniera schematica, i tratti caratteristici.
Quanto alle modalità tipiche di utilizzo, il Web 1 veniva visto come una grande biblioteca o
enciclopedia consultabile spesso gratis, a volte anche a pagamento, ma comunque in “lettura”,
mentre invece il Web 2.0 consente sia la lettura che la scrittura: se nella prima fase tutti i media e,

1
Non a caso un commento nel blog Read/Write Web http://www.readwriteweb.com/archives/002741.php dello scorso
giugno 2005, recitava: “Always good to read how non techies are using Web 2.0: Teachers need to give Web 2.0 tools
"to students and to members of our community, to stop speaking only to other teachers, to stop behaving as an expert
class, and to find a way to have a stake in the interests and knowledge of the community
2
Cfr http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki
3
http://www.porteapertesulweb.it

-3-
quindi, anche Internet, cercavano di impadronirsi dell’attenzione degli utenti, nella fase attuale si è
ormai compreso che essa è un bene scarso4, e che, bisogna saperne meritare anche faticosamente
piccoli frammenti: il meccanismo che viene più frequentemente usato attualmente è l’RSS (Really
Simple Syndication)5 in qualche modo basato sugli algoritmi dei motori di ricerca più autorevoli e,
conseguentemente, sui collegamenti che ciascun sito è capace di catturare: esistono sempre più
client (noti, ma ancora non sempre sfruttati) che puntano alla lettura di quei siti.
Il documento tipico di Web 1 era la pagina statica, realizzata da chi aveva interesse a
promuoversi o a convincere, il sito veniva considerato un po’ una “vetrina”, mentre nel Web 2.0
tende a prevalere il messaggio, la registrazione, inviati dal comune utente, che potrà convincere,
divertire o persuadere soltanto suoi simili che avranno interesse o simpatia per “quel” messaggio. In
casi sempre più frequenti, molti di questi siti assumono anche contenuti audio e video.
Per quanto riguarda la condizione fisica, nel Web 1 prevaleva, pur riconoscendo la necessità
di aggiornamenti continui, la staticità, mentre nel Web 2.0 si ha un rapido incremento del
movimento e della dinamicità. Un solo esempio: sono sempre più i blog anche “tradizionali” che
adottano le tecnologie di Flickr6 sulla propria pagina per diapositive animate o per semplici gallerie
fotografiche, oppure hanno collegamenti a video in Google Video7 o in YouTube8.
Quanto alla progettazione delle pagine web, il ruolo del webmaster era incontrastato nel Web
1, mentre per ciascun utente del Web 2.0 diventa una possibilità realizzare un proprio sito, una
pagina, un punto d’incontro sul web, un “hub” personale.
Internet, naturalmente, cambia né più né meno come gli oggetti che abbiamo in casa, o come
gli elettrodomestici: la tecnologia si evolve ed il suo utilizzo talvolta risulta più semplice: in effetti
il patrimonio delle conoscenze tecnologiche necessario per “affrontare” da protagonisti la prima
fase di del web era molto più ricca di quanto richieda la fase 2, che gratifica anche i “dilettanti
interessati”9. Così, nascono anche le radio private online, i podcast, completamente gratuiti sia per
le licenze, sia per gli abbonamenti, sia anche per la strumentazione richiesta: basta un buon
microfono ed il resto del materiale - software e modelli, è disponibile gratuitamente su Internet.

4
Cfr Granieri G., 2005, Blog generation, Laterza,
5
Roncaglia G., Blogosfera e feed RSS: una palestra per il Semantic Web?,
http://lgxserve.ciseca.uniba.it/lei/ai/networks/03-2/roncaglia.pdf
6
http://www.flickr.com
7
http://video.google.com/
8
http://www.youtube.com/
9
Cuene J, 2005, Web 2.0: Is it a Whole New Internet?, disponibile in http://cuene.typepad.com/MiMA.1.ppt

-4-
2. Software e piattaforme per la formazione a distanza

Le piattaforme e-learning hanno una tradizione importante nella storia della formazione a
distanza. Piattaforme e-learning spesso famose hanno segnato il percorso di diverse iniziative
formative, si sono arricchite di funzioni e di possibilità, dando suggerimenti preziosi a nuovi
sviluppatori, che si sono cimentati, spesso, in strutture web semplificate, efficaci e distribuite
gratuitamente.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una corsa al loro sviluppo ed al loro adeguamento, in
modo da venire incontro alle esigenze congiunte sia dei fornitori di iniziative di formazione, sia
degli utenti.
Ma anche in questo settore abbiamo potuto assistere a molteplici proposte gratuite, o open
source, degne di tutto il rispetto possibile sia da parte dei promotori, sia degli aderenti ai vari corsi
di fad.
Un esempio per tutti può essere Moodle, una piattaforma open source in continuo
adeguamento, grazie ad un’immensa comunità di utilizzatori e di sviluppatori. Andare nel sito di
Moodle, può apparire, oggi, come entrare in un grande supermercato, dare un’occhiata in giro ai
vari moduli disponibili, individuare quello che fa al proprio caso, scaricarlo, installarlo per
sperimentarlo. Il tutto gratuitamente, anche se, poi, il corso è a pagamento.
Tra i più significativi moduli disponibili ne abbiamo alcuni veramente innovativi, come il
modulo “prenotazione”, o come il modulo “forum”, sul quasi ci si vorrebbe brevemente intrattenere.
Il modulo forum – chiamato ancora in modo indeterminato “Forum +” o “Forum TT” recentemente
si sta arricchendo di funzioni interessanti sia per l’utente che per il gestore. L’utente trova dei
descrittori del pensiero, portati al successo in parte da un’altra piattaforma open source, che si
chiama Synergeia, che aiutano a sintetizzare il proprio intervento, non solo, ma anche a qualificarlo
ed a collocarlo nel contesto.
Inoltre tale forum (e ciò appare utile al gestore) si arricchisce di strumenti di indagine e di
rilevazione che consentono facilmente di “soppesare” la quantità e l’importanza dei vari interventi.
Altri moduli interessanti, incorporati in Moodle sono il wiki, cui abbiamo accennato ed il
blog, di cui riparleremo: si tratta di strumenti di collaborazione di diverso tipo, ma eccellenti. Il
wiki, in particolare, – se non si ha la pretesa di creare documenti dalla formattazione complessa - si
rivela molto utile, di immediata realizzazione e dalle ricadute molto interessanti. Costruito sulla
scorta di una fra le più famose enciclopedie free del web Wikipedia10, ne conserva la facilità e

10
http://en.wikipedia.org/wiki/Main_Page

-5-
l’immediatezza d’uso e, inoltre, è in ambiente protetto, dedicato al gruppo impegnato nel percorso
formativo.
La messaggeria istantanea di Moodle era uno strumento di cui si sentiva sicuramente il
bisogno: essa, infatti, consente una interazione immediata tra tutor e corsista, evitando indecisioni e
ritardi nei percorsi di apprendimento e nelle consegne relative.
Uno dei moduli più accattivanti appare LAMS, un ambiente dinamico ed interattivo, che
supporta applicazioni prima difficilmente immaginabili, mentre SCORM consente l’inserimento di
Learning Objects anche multimediali gestiti al meglio con video, audio, brodcasting multimediale.
Moodle e la sua comunità di sviluppatori, in questo momento, sono impegnati nella sfida
dell’accessibilità che, non solo in Italia, sollecita quanti sono impegnati nei percorsi formativi ed
informativi, basati sul web: si prevede che in tempi brevi sia Moodle sia altri strumenti web possano
presentarsi con le carte completamente in regola per accettare le sfide anche in questo settore.

3. Uso di software free e open source nella fad

A prescindere, però, da piattaforme specifiche, chi voglia oggi utilizzare pacchetti o strumenti
social software nel web per la formazione a distanza, può fare ricorso a tessere personalizzabili che
costruiscono un mosaico adatto alle proprie esigenze.
a) La gestione dell’e-mail, oggi, nonostante lo spam, resta sempre lo strumento più utilizzato;
tutor, coordinatori ed amministratori possono raggiungere velocemente tutti i corsisti, attraverso
mailing list adeguate. Anche le piattaforme open source sono frequentemente dotate di strumenti di
gestione della posta elettronica, che ne fanno un’appendice data per scontata, ma tuttavia molto
importante: supporta contenuti anche multimediali, grazie a client come Incredimail, che sostiene
varie applicazioni sonore, video ed animate. Inoltre, la gestione dei messaggi appare nei client più
recenti, molto avanzata, per cui le cartelle di gestione possono aiutare a smistare diverse tipologie di
messaggi, in maniera semplice e intuitiva.
b) Il forum è lo strumento fondamentale di ogni piattaforma commerciale o open source; ne
abbiamo accennato illustrando le importanti novità proposte per Moodle, ma esistono anche
pacchetti indipendenti e gratuiti, facilmente installabili e gestibili anche da persone non esperte in
programmazione.
Le funzionalità dei forum sono abbastanza simili: la caratteristica comune, consiste nella
possibilità per il corsista di potersi rivolgere ad un gruppo di colleghi, anche sconosciuti,
appoggiando al suo intervento anche documenti di diverso tipo. Molte di queste applicazioni

-6-
richiedono solo di sapersi collegare ad un database e di configurare un CMS, Content management
system.
c) Un CMS di questo tipo, se non del tutto uguale, arricchito, volendo, da varietà di modelli,
può servire per gestire weblog e podcasting nel proprio sito web o in quello dell’istituzione
educativa. Al di là dell’aspetto tecnico, facilmente implementabile, il sito web organizzato in blog o
podcast, si caratterizza per i suoi messaggi disposti in ordine cronologico inverso, il più recente in
alto, per la data e la firma (anche uno pseudonimo) accanto ad ogni messaggio, e per la possibilità
per i lettori di inserire un commento.
Nei frame laterali trovano posto collegamenti (spesso numerosi) a siti amici, un calendario
che richiama gli interventi passati in archivio e la strumentazione tipica del blog, a volte anche
piuttosto complicata da un punto di vista tecnico, ci basti ricordare quelle più utilizzate: casella di
ricerca, collegamenti per la gestione, tagboard (una minuscola finestra per la chat). Ogni
messaggio presenta, un permalink, o collegamento ipertestuale che lo identifica.
I collegamenti alle altre pagine web sono ben accolti, di solito si preferisce il collegamento ad
altri blog che, a loro volta, ricambiano: in effetti il collegamento ipertestuale è un po’ la moneta
corrente che permette agli aggregatori online, come Bloglines11 o Technorati12, di fornire facilmente
i contenuti più interesanti.
La gestione del sito può avvenire direttamente usando il browser o, a volte, anche il client
dell’e-mail o un piccolo programma apposito, strumenti questi che permettono di ignorare
completamente linguaggi informatici o codici particolari: tutto ciò che serve è saper scrivere sulla
tastiera con un trattamento di testo digitale.
D’altra parte la fruizione dei blog è resa più immediata, attraverso la tecnica RSS (Really
Simple Syndication) 13, che consente a particolari pagine web o ad appositi client, di scaricare gli
aggiornamenti di alcuni blog (quelli che l’utente sottoscrive) direttamente nel proprio computer.
Essenzialmente, dicono gli esperti, il blog non è un contenuto, ma un formato. Accettiamo pure tale
demarcazione

11
http://www.bloglines.com/
12
What's happening on the Web right now: http://www.technorati.com
13
RSS - Really Simple Syndication (o Rich Site Summary, o ancora RDS Site Summary). Standard per la creazione di
flussi (feed) informativi in XML, in grado di offrire in modo strutturato e indipendente da particolari scelte di
impaginazione le notizie comparse su un sito. Le notizie così fornite potranno essere riprese da altri utenti o da altri siti
(syndication). http://www.laterza.it/Internet/leggi/Internet2004/online/12_glossario.htm

-7-
d) Strumenti molto efficaci per la formazione a distanza, a prescindere ancora da piattaforme
costose o complesse, possono essere programmi come Skype14, ma anche come ICQ, MSN
Messenger, sfruttabili
• per chat testuali
• per chat vocali fra più persone,
• per chat e videoconferenze multiple.
Si pensi alla molteplice modalità di interagire concesse da questi strumenti, che permettono di
passare dalla comunicazione con la tastiera, a quella vocale, al video ed allo scambio di documenti,
anche abbastanza pesanti in tempo reale. Si può aver in qualche modo il recupero dell’oralità, messa
in serio pericolo da Internet e delle sue applicazioni, solitamente testuali.
Si fa così presto ad abituarsi alla facilità d’uso di tali strumenti, che ci si meraviglia di averne
potuto fare a meno nel passato. Di Skype inoltre, si parla ultimamente molto, per gli sviluppi
collegati anche alla riduzione dei costi per la telefonia fissa e mobile, ed anche le sue ricadute
nell’ambito della formazione a distanza, sono notevoli.
g) Piattaforme collaborative: Writely15. Da alcuni anni le pagine web possono essere sfruttate
anche per condividere progetti in maniera molto semplice ed informale, attraverso piattaforme
collaborative alle quali accedere senz’altro prerequisito che un indirizzo e-mail collegato ad una
password. Completata la registrazione, si fa parte del gruppo di lavoro che può interagire a distanza
su di un documento. Le modalità di interazione sono alla portata di tutti: l'interfaccia tipica offre i
pulsanti ormai disponibili nei più comuni wordprocessor, mentre il salvataggio dei file, di solito,
avviene in formato html.
Alcune piattaforme offrono all’utente cruscotti molto più ricchi, ma ovviamente l’utilizzo
richiede tempi di apprendimento un po’ più lunghi e, quindi, si prestano meglio per un utilizzo
professionale e più disteso nel tempo. Si va dal semplice calendario sempre in mostra, a funzioni
collaborative complesse, che - come agende virtuali di gruppo - prevedono la suddivisione dei
compiti, la suddivisione dei ruoli, la gestione delle scadenze, ecc. Writely – che citiamo solo a titolo
di esempio, in quanto promossa da Google - consente di stendere dei documenti collaborativi in
tempo reale, e ne permette la revisione a più mani ed anche il confronto fra le diverse versioni, o
anche la pubblicazione su pagine web o su blog.
f) Piattaforme di videoediting. Le immagini hanno una valenza ed un’attrattiva superiore al
testo scritto. Di solito, il gesso e la lavagna (e persino la lezione frontale) hanno un impatto molto
più povero, per esempio, rispetto alle immagini in movimento ed alla televisione.

14
http://www.skype.com
15
http://www.writely.com

-8-
Con le immagini possiamo facilmente far vedere una realtà lontana, un luogo da visitare, degli
usi e costumi difficili da descrivere. Il documentario nell’insegnamento ha sempre avuto un ruolo
insostituibile. Ma di là del fruire, oggi con le immagini è possibile comunicare in modo facile ed
economico.
Ma anche la produzione di video è attraente e - come si diceva – oggi sempre più economica e
facile. Sono disponibili, infatti, numerosi programmi gratuiti sia in ambiente Windows, sia Apple16.
Alcuni vantaggi possono esser così riassunti: 1) Coinvolgimento di tutti gli alunni, anche di
quelli non in possesso di abilità di scrittura o di argomentazione. Il linguaggio delle immagini
consente una decodifica a livelli diversi da quelli verbali: i processi instaurati coinvolgono abilità
comuni possedute, che hanno solo bisogno di essere richiamate. 2) Divisione dei ruoli e
collaborazione a diversi livelli e con differenti apporti. Realizzare una storia fotografica, un filmato,
una sceneggiatura comporta un’organizzazione del, tempo e degli strumenti, diversa dal raccontare
attraverso le parole o il testo scritto; diversa è la disponibilità e diverso può essere l’efficacia di
intervento di ciascuno.
Vengono coinvolti diversi piani di attività: a) la definizione del problema, b) la scelta del
tema, c) l'avanzamento di ipotesi, d) la ricerca.
3) Immediata trasferibilità dei contenuti: i contenuti di un video possono essere resi
immediatamente disponibili in un sito web per il corso, ma anche per altre classi, per l'ambiente
circostante, per le famiglie, per i mezzi di comunicazione di massa.
4) Realizzazione di manufatti multimediali, con apporti di differente origine (disegni,
musiche, scenografie…). Diversi e ricchi possono essere i livelli di partenza, per arrivare alla
realizzazione di un video. Non è detto che solo chi ha idee più originali o che solo chi sa scrivere,
possa arrivare ad esprimere un soggetto interessante. Con i video realizzati con il computer, si ha un
più facile accesso alla espressione delle proprie problematiche e dei propri sentimenti
5) Passaggio da una fruizione passiva ad un ruolo attivo. Forse uno degli aspetti più
importanti è proprio l'uscita dalla passività.
6) Condivisione di aspetti culturali prima soltanto subiti. Oggi il condizionamento culturale
agisce fin dai primi anni di vita: probabilmente, modelli di comportamento diversi all'interno della
nostra realtà sono rappresentati solo da immigrati o da provenienti da paesi diversi; attraverso il
linguaggio delle immagini, forse queste persone possono trovare il modo di esprimersi più
facilmente che non attraverso le descrizioni orale o scritta.
2. Possibili utilizzi nella formazione a distanza: 1) videoclip di gruppi di corsisti in scambi
culturali: il gruppo può semplicemente presentarsi, nei vari momenti dell'attività di studio

16
Windows: Photo Story 3; Windows Movie Maker 2.1; Apple: la suite iLife 06.

-9-
2) videoclip su singoli argomenti: scelto un tema lo si può illustrare con l'aiuto di immagini
montate
3) documentari realizzati dal gruppo su espereienze significative: è possibile documentare
l'iter da prooporre ad altri gruppi
4) documentari – interiste, testimonianze
5) video con ricostruzioni di percorsi interessanti, simulazioni, giochi idi ruolo

La possibilità di fare videoediting va collegata anche con la possibilità sempre più accessibile,
di pubblicare i propri video nei siti web, che già si citavano: Google Video e YouTube, per fare degli
esempi noti.

Conclusioni

In poco tempo, nel panorama degli strumenti per la comunicazione e per la formazione, le
semplici applicazioni social software appaiono indispensabili e soprattutto efficaci e anche gratuite.
Abbiamo di fronte tecnologie multiple, che propongono quindi utilizzi diversificati, ma non
specialistici, in quanto esse sono a disposizione allo stesso modo dello specialista come del grosso
pubblico. Da sottolineare la loro flessibilità, quindi, e per certi versi anche la loro volatilità: spesso
tali applicazioni variano sia come interfaccia, sia come utilizzo, sia come accesso: l’una diventa
commerciale, l’altra viene riproposta sul piano gratuito; una terza infine scompare semplicemente
dal panorama delle disponibilità.
Per questo motivo, è opportuno che anche chi si occupa di problemi formativi, abbia
un’attenzione a questi software, sia per la loro valenza, adattabile ai progetti anche in maniera
insospettabile, sia per la facile accessibilità, garantita da numerose esperienze, e spesso a costo zero.

- 10 -
Bibliografia

Calvani, A. (2005), Rete, comunità e conoscenza, Trento, Erickson.


Rivoltella,P.C. (2003a), Costruttivismo e pragmatica della comunicazione online, Trento, Erickson.
Trentin, G. (2004), Apprendimento in rete e condivisione delle conoscenze, Milano, Franco Angeli.

- 11 -