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Una rondine non fa primavera, un aereo per il Congo si.

Ambongo Fidolin Besungo un aitante sacerdote, pardon... Monsignore, anzi: vescovo africano. Quando si pensa a un vescovo si immagina una persona anziana e paludata, invece il nostro presule un giovane signore, elegante e raffinato sia nei modi che nel vestire, e parla un perfetto italiano. Gli amici che ci hanno presentato dicono che potrebbe essere lui uno dei futuri papabili. A sentire queste facezie lui si schernisce e ci ride sopra di gusto. Vive e svolge la sua missione pastorale nellex Congo Belga, gi Zaire e ora Repubblica Democratica del Congo, dove gli hanno affidato prima una e poi, per lefficacia della sua missione episcopale, una seconda Diocesi. La cosa che pi ci ha colpito dei suoi racconti, e da qui nasce lo spunto per scrivere questarticolo, che per svolgere la sua missione pastorale costretto a impiegare buona parte del suo tempo in estenuanti trasferimenti. Passa, infatti, 15 giorni al mese sui mezzi pi disparati per muoversi fra Kinshasa e le sue diocesi.
Il Congo Belga posto al centro del continente africano.

un punto deccellenza del paese basta ricordare che aveva raggiunto, allepoca del dominio belga, il minor tasso di analfabetismo di tutto il continente africano e, oltre che per il sistema educativo elementare eccelleva, anche, per la sua organizzazione sanitaria. Tutto questo durato fino a quando la macchina governativa stata gestita, direttamente, dai funzionari coloniali del governo belga.

Quando, dopo la seconda guerra mondiale, il mondo intero si reso conto che il colonialismo non era pi storicamente accettabile, anche il governo belga, seppure in ritardo, ha preso atto che la presenza in Congo non era pi sostenibile ed ha aderito alle pressanti richieste dindipendenza dei congolesi. Tutto questo per successo senza che fosse avvenuto un graduale passaggio di consegne con il precedente regime coloniale e senza aver creato una bench minima classe dirigente locale in grado di gestire la pubblica amministrazione. I nuovi governanti assetati dindipendenza e animati dallideologia, molto in voga in quel momento politico, del tutto e subito non si sono resi conto, che cos facendo avrebbero portato il paese alla rovina. Al momento dellindipendenza, su di un territorio grande 70 volte il Belgio e con una popolazione di circa 16 milioni di abitanti, cerano in tutto poche decine di laureati locali e non cera n un chirurgo in grado di operare n un pilota in grado di condurre un aereo. Rimpatriati gli ufficiali belgi, nellesercito e nella polizia, i sergenti e i caporali

Dopo le distruzioni della guerra, i corsi dacqua sono le principali vie di comunicazione.

Il Congo, stato una colonia belga dallinizio del secolo scorso fino alla fine degli anni 60. Grazie alle sue ricchezze, oculatamente gestite dai funzionari del Ministero Belga delle colonie, aveva raggiunto un elevato sviluppo economico e sociale ed era diventato una delle principali potenze agricole e industriali dellAfrica. Tanto per citare

sono stati nominati ufficiali e la stessa cosa avvenuta in tutte le amministrazioni civili e nelle attivit produttive a seguito dellespulsione dei funzionari e dei tecnici stranieri. In assenza di una struttura amministrativa, nel giro di pochi anni, lo Stato si dissolve facendo entrare il paese nel caos, di conseguenza scoppia la guerra civile che lascia il paese in mano allanarchia e al degrado che sono allorigine dei gravi conflitti etnici e religiosi, a tutti ben noti perch episodi recenti di cronaca. Tutto quello che di buono era stato fatto dal colonialismo (nella fattispecie infrastrutture: ospedali, scuole, strade, ponti, ferrovie etc.) andato distrutto e si tornati a una situazione tribale certamente quella del periodo pre-coloniale. Quello che successo nella vita civile non avvenuto nella Chiesa cattolica, molto radicata nel territorio, e i religiosi, che avevano provveduto a formare nel tempo numerose suore e sacerdoti, si sono trovati nella condizione di poter supplire ad alcune delle carenze dello Stato e sono diventati indispensabili soprattutto nei settori delleducazione e della sanit. Inquadrata la situazione socio-politica del paese in cui opera il nostro vescovo, torniamo ai suoi impegni pastorali e ai gravi disagi che egli deve affrontare mensilmente per spostarsi per la sua missione, e che sono allorigine del nostro incontro. La prima Diocesi che gli stata affidata, quando aveva appena compiuto i quarantaquattro anni, quella di Bakungu-Ikela che era vacante da nove anni a seguito della guerra civile. Tale Diocesi si trova nella provincia dellEquater e si estende su di un territorio di 42.000 kmq, interamente coperti da foresta tropicale, con una popolazione di 617.000 abitanti. Nel 2008 monsignor Ambongo, per lefficienza dimostrata nella gestione della sua prima Diocesi, nominato dal Vaticano Amministratore Apostolico del distretto episcopale di Kole, Questa nuova diocesi ha unestensione di 66.000 kmq che peggiore di

sommati a quella della prima coprono delle superfici pari a un terzo del territorio italiano.

Monsignor Ambongo durante la sua recente visita a Roma.

Il Prelato, di cui stiamo tracciando il profilo, nato a Boto nel 1960, un frate Minore Cappuccino, stato ordinato sacerdote nel 1988, monsignore dieci anni dopo e vescovo nel 2004. Si laureato in Teologia Morale presso LAlfonsianum di Roma ed stato Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di tutta lAfrica. Per entrare nel concreto dei suoi problemi logistici prendiamo il tragitto di 1.550 km per raggiungere la diocesi di Bakungu-Ikela dalla capitale Kinshasa che avviene con il seguente itinerario: volo aereo fino a Mbandaka, da l tragitto in battello sul fiume Tshuapa, poi in piroga su un suo affluente per concludersi in moto o camion su piste disastrate. In termini di tempo 10 giorni di viaggio, salvo complicazioni, a fronte di una spesa di circa 5.000 $. Per quanto riguarda le complicazioni, luso del termine un eufemismo, perch come abbiamo detto in

Congo, nonostante la guerra civile sia finita da qualche tempo, ancora oggi la situazione tuttaltro che pacificata le truppe ribelli hutu-ruandesi continuano a perpetuare innumerevoli atti di violenza popolazioni locali. a scapito delle, inermi,

quanto gli serviva e di aver trovato una vera soluzione ai problemi logistici che condizionano non solo il nostro vescovo e i tanti missionari che operano in questi paesi sottosviluppati. ma anche degli operatori, pubblici e privati, che esplicano le loro attivit nel terzo mondo.

Gli amici, che ci hanno presentato Monsignor Ambongo, sono dei missionari laici della comunit Amici del Buon Pastore della Fraternit Missionaria OPAM, che lo sostengono nel suo ministero pastorale. Hanno letto, quasi per caso, un prospetto di UNICA, Unione Nazionale Italiana Comparto dellAviazione privata da diporto e sportiva, nella quale erano descritte le potenzialit del volo VDS e la sua possibilit di diventare una valida alternativa alla mobilit su ruote, soprattutto, nei paesi dalle grandi dimensioni o in quelli caratterizzati da situazioni territoriali estreme e da carenze di infrastrutture. In particolare sono rimasti colpiti dallovvia, ma espressiva, riflessione che a parit di costo un km di strada non porta da nessuna parte, mentre, un km di pista collega con tutto il mondo. Questo confronto, traslato in una realt territoriale e infrastrutturale come quella del Congo, li ha molto colpiti ed essendo digiuni sullargomento, hanno preso contatto UNICA per verificare la possibilit di realizzare gli spostamenti di Monsignor ultraleggero. Ambongo con lausilio di un velivolo Saputo che non cera niente di ostativo a
Veduta dallalto della torre di controllo dellavio superficie la Celsetta.

Con un velivolo VDS, tanto meglio se anfibio, infatti, il percorso da Kinshasa a Bokungu, alla velocit di crociera di 150 lora e con un consumo medio di 18/20 litri/ora, si pu percorrere, a tappe, in meno di una giornata con una spesa di circa 300 $. Passate poche settimane da questo incontro, gli Amici del Buon Pastore comunicano la visita a Roma, per andare alla Celsetta, di Monsignor Ambongo. Partecipare il privilegio di volare agli altri un piacere che in generale gratifica, nel caso particolare di Monsignor Ambongo stato un dovere morale. Quando sceso dopo il primo volo alla Celsetta era commosso e felice di poter essere, in futuro, pi vicino alla sua gente. E storicamente provato che le vie di comunicazione hanno contribuito alla diffusione dello sviluppo tecnologico e che la civilt romana ha conquistato il mondo grazie alle

livello tecnico hanno chiesto di poter essere messi in contatto con una struttura operativa aeronautica per capire come funziona la filiera del volo. Trovandosi a Roma sono stati indirizzati verso il polo aeronautico della Celsetta, a ridosso della Cassia Bis, a pochi km dalla capitale, dove avrebbero potuto visionare unaviosuperficie con annessi hangar per il rimessaggio dei velivoli, unofficina per la manutenzione, una scuola di volo, e alcune strutture produttive e di servizi operanti nel settore aereonautico. Dopo una giornata di full immersion alla Celsetta, dopo aver volato e provato a pilotare, avevano capito

Monsignor Ambongo dopo il suo primo volo a bordo di un Savannah.

strade e ai ponti costruiti dai genieri al seguito delle legioni imperiali. Lintuito dimostrato dagli Amici del Buon Pastore, nel capire che i velivoli ultraleggeri possono supplire alle carenze infrastrutturali e alleggerire i disagi logistici di Monsignor Ambongo, dovrebbe stimolare la nostra industria aereonautica del VDS, una delle eccellenze del made in Italy, a sdoganare questa tipologia di volo,
Un velivolo ICP Savannah anfibio con i galleggianti prodotti dalla ditta SIV

dallormai ristretta nicchia di mercato ludica da diporto e sportiva per aprire nuovi ed inimmaginabili mercati nei paesi del terzo mondo. Abbiamo esordito titolando una rondine non fa primavera ma dieci, cento, mille e pi velivoli ultraleggeri, messi a sistema, potrebbero contribuire a risolvere tanti problemi di comunicazione nei paesi sottosviluppati. Per cominciare, per, sinizia da uno e da qui nasce il primo progetto un aereo per il Congo. Affascinati dalle potenzialit promozionali di

questopportunit di solidariet, senza indugi, alla Celsetta, hanno organizzato una cordata coinvolgendo alcuni soci di

Il polo aeronautico della Celsetta, sulla Cassia Bis, a nord di Roma.

UNICA per trasformare il sogno degli Amici del Buon Pastore in una concreta realt. La MAG & c. di Michelangelo Antonelli, fra i soci fondatori di UNICA, societ dingegneria aeronautica insediata alla Celsetta, si assume l'onere di fare da capofila al progetto. Allappello rispondono, prontamente, non solo gli amici Nazzarri del polo aeronautico della Celsetta, e Giuseppe Gabbi direttore della Scuola di Volo Volare, ma anche Edy Razzano guru della meccanica e titolare dellICP che produce il Savannah, un aereo molto adatto alliniziativa essendo non solo robusto e versatile, ma anche trasformabile in versione anfibia; il dottor Luciano Sorlini, raffinato collezionista darte e storico pilota, importatore, con una delle sue tante societ, dei motori Rotax; e per finire la ditta S.I.V. guidata dal direttore della Scuola Italiana di Volo Graziano Mazzolari, che produce i galleggianti per rendere anfibio il Savannah. In un batter dali, grazie alla generosit di alcuni operatori privati, che hanno fatto da apri pista, parte il primo progetto - ci auguriamo primo di una lunga serie promosso da UNICA per il Congo e poi per tutta lAfrica. La Celsetta srl fornir lospitalit per la Gi sono iniziate le pratiche per il visto e il permesso di soggiorno provvisorio per farlo venire a Roma per prendere lattestato di volo e a imparare tutto quello che necessario per la manutenzione dellaereo e del motore. Pu sembrare un miracolo ma non lo : anche la solidariet pu diventare un business, infatti; dieci, cento velivoli, mille e pi proficuamente operanti in questi paesi in via di sviluppo, oltre ad aiutare molte persone in difficolt possono servire a creare nuove e inimmaginabili opportunit commerciali e sbocchi di mercato per i nostri velivoli. Chi vuole partecipare a questo progetto di solidariet si faccia avanti, una rondine non fa primavera, ma dieci, cento, mille si.
Per UNICA Leonardo Di Paola

permanenza in Italia del frate futuro pilota/manutentore, la scuola di volo Volare la formazione per conseguire lattestato di volo, lI.C.P. e la Scuola Italiana di Volo i kit per costruire laereo anfibio e la Sorlini la motorizzazione Rotax. A tutto il resto (pratiche, viaggio, trasferimenti, formazione tecnica del futuro frate/meccanico manutentore, montaggio del velivolo, e fornitura degli accessori) provveder la MAG & c. Monsignor Ambongo, per non sfatare la sua fama di uomo dazione, sceglie fra i suoi confratelli Cappuccini un frate volontario, fra Victor Ayeky Lowage, classe 1972, esperto di meccanica e appassionato di volo che diventer il primo pilota /manutentore della sua Diocesi.