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Opera Bonomelli

nuovo bergopopolare

...separati o parte di un insieme?


Bilancio Sociale
Relativo allanno 2010
Ogni persona raggiunge la piena realizzazione di s come parte integrante e insostituibile di un insieme. Analogamente, una comunit, si realizza pienamente quando tutte le sue parti, come le singole tessere di un mosaico, sono interconnesse.

Bergamo 9 maggio 2011

Bergamo 2011 A cura di Vincenzo Volonterio Progetto grafico e impaginazione: Grafica Genovese, Bergamo stampa: lito85, Bergamo

Coltiviamo relazioni...
2 NAP BILANCIO SOCIALE 2010

...e cresciamo con esse

NAP BILANCIO SOCIALE 2010

Indice

1. Il bilancio Sociale 2010............................................................................................................................ 2. LAssociazione Opera Bonomelli............................................................................................. 2.1. Identit e scopi ........................................................................................................................................ 2.2. Disagio e marginalit....................................................................................................................... 2.3. Quali risultati? ........................................................................................................................................... 3. La gestione del Nuovo Albergo Popolare................................................................... 3.1. I servizi erogati ......................................................................................................................................... 3.2. Lassetto organizzazivo.................................................................................................................. 3.3. Il modello di intervento ............................................................................................................... 3.3.1. Fase di prima accoglienza ...................................................................................... 3.3.2. Fase di trattamento .......................................................................................................... 3.3.3. Fase di reinserimento ................................................................................................... 3.4. Tira&Molla .................................................................................................................................................... 4. Le persone accolte: dati relativi al 2010 ....................................................................... 5. Collaborazioni e progetti ..................................................................................................................... 6. Reti nazionale ed europea ................................................................................................................. 7. Volontariato.............................................................................................................................................................. 8. Appendici ...................................................................................................................................................................... 8.1. Un po di storia ................................................................................................................................. 8.2. Struttura organizzativa dellAssociazione Opera Bonomelli.......... 8.3. Principali sostenitori .......................................................................................................................

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NAP BILANCIO SOCIALE 2010

Il Bilancio Sociale 2010

Il Bilancio sociale la pubblicazione annuale che, insieme al bilancio economico, descrive il prodotto di un ente nel corso dellanno di riferimento. Nel caso specifico dellAssociazione Opera Bonomelli, il prodotto costituito dallinsieme delle progettualit, delle azioni, dei risultati, dei cambiamenti che hanno caratterizzato lanno trascorso. Il Bilancio sociale 2010 propone, dopo una breve presentazione dellassociazione, alcune riflessioni inerenti i temi connessi al fenomeno dellesclusione sociale, per poi approfondire lorganizzazione e lintervento del Nuovo Albergo Popolare. Ulteriori informazioni riguardanti lAssociazione Opera Bonomelli sono collocate in appendice. Mediante il sito internet www.nap.bg.it anche possibile scaricare i files con le pubblicazioni di bilancio sociale degli anni precedenti.

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LAssociazione Opera Bonomelli 2.1 Identit e scopi

Nuovo Albergo Popolare


gestione di servizi di accoglienza in risposta ai bisogni primari (alloggio, pasti) organizzazione di percorsi educativi individuali e di comunit accompagnamento educativo e consulenza finalizzati al reinserimento sociale attivazione e mantenimento di significative forme dinterazione e di intervento di rete organizzazione di eventi (convegni, tavoli di confronto/progettazione) e pubblicazione (anche via internet) di materiali informativi e di studio, finalizzati alla sensibilizzazione e promozione di una cultura di prevenzione e di efficacia di azione nellambito del disagio adulto grave.
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LOpera Bonomelli unassociazione no-profit che, attraverso la gestione del Nuovo Albergo Popolare e lavvio di progetti paralleli diversi, produce servizi e interventi rivolti alla comunit locale e, in particolare, alle persone adulte provenienti da situazioni di grave disagio ed emarginazione. LAssociazione, ispirandosi ai principi di solidariet evangelici, agisce nella convinzione che ogni persona abbia dignit al pari di chiunque altro e sia portatrice di diritti e doveri. Qualsiasi intervento deve perci avvenire, oltre che nel rispetto delle leggi vigenti, con ladesione dellindividuo utente e in un contesto sociale e comunitario. Le azioni si collocano allinterno di una progettualit finalizzata allattivazione, sia di percorsi di cambiamento individuali, sia di processi di sensibilizzazione, di ricerca, di studio, di interazione con altri soggetti sociali, affinch si diffonda sempre pi una cultura che agisca sulle cause del disagio e prevenga linsorgere o il persistere di forme di grave marginalit adulta. Lassistenzialismo e la semplice erogazione di beni materiali non sono sufficienti a risolvere i problemi connessi alle complesse situazioni di marginalit. necessaria unattenzione agli aspetti di relazione, secondo una prospettiva pedagogica-psicologica che permetta una sempre maggiore consapevolezza, da parte dellutente, della situazione di provenienza e delle possibili positive evoluzioni a partire dai limiti e dalle risorse disponibili, sia individuali, sia del contesto di appartenenza. Questa prospettiva costituisce la base su cui si fonda lazione del Nuovo Albergo Popolare.

2.1 Disagio e marginalit La parola disagio indica genericamente una situazione di difficolt che induce il soggetto a non sentirsi bene con s stesso e/o con gli altri. Il disagio inerente lutenza del NAP espressione di una situazione di sofferenza complessa e, peraltro, non sempre facilmente riconoscibile, individuabile o misurabile; le cause possono essere numerose, spesso concatenate o interdipendenti e non del tutto identificabili. Le persone accolte presso il NAP provengono da forme molteplici di disagio nelle quali, per, si possono individuare alcuni elementi comuni, ascrivibili alla definizione di disagio adulto grave nellaccezione in uso presso il NAP. Il disagio, in questa prospettiva, coinvolge sia la sfera personale, sia quella ambientale/sociale. Negli ospiti, possibile rilevare unalterazione nella percezione dellimmagine di s. In particolare i nuovi accolti tendono a sopravvalutare se stessi e le proprie abilit/capacit. Ci altera, nel soggetto, anche la capacit di lettura della realt che appare semplificata e riduttiva. Queste caratteristiche hanno, come principale implicazione, lincapacit o la difficolt nel discernere le reali prospettive future da quelle illusorie. Il disagio adulto grave investe, inoltre, la sfera delle relazioni sociali. Numerosi tra gli ospiti del NAP hanno alle spalle storie nelle quali si verificato, in modo pi o meno significativo, il disgregarsi dei legami familiari e sociali. In alcuni casi si giunti a forme di completo isolamento. Un dato biografico, ricorrente nelle persone che giungono al NAP, laver vissuto, nel periodo precedente allaccoglienza, in situazioni di marginalit, ovvero, in una condizione di parziale esclusione dai processi partecipativi e vitali di una societ (lavorare, abitare, partecipare alla vita pubblica). Diverse persone hanno sperimentato forme di sopravvivenza connesse al vivere in strada o presso alloggi fortuiti e, talvolta, sono ricorse a espedienti e a comportamenti criminosi.
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il disagio inerente lutenza del NAP espressione di una situazione di sofferenza complessa le cause possono essere numerose, spesso concatenate o interdipendenti e non del tutto identificabili alterazione nella percezione dellimmagine di s lettura della realt che appare semplificata e riduttiva difficolt nel discernere le reali prospettive future il disagio adulto grave investe, inoltre, la sfera delle relazioni sociali disgregarsi dei legami familiari e sociali

Esistono poi, in aggiunta, i problemi pi manifesti, connessi a forme di dipendenza da sostanze stupefacenti (illegali come la cocaina, leroina, ecc. o legali come gli alcolici, gli psicofarmaci) e da comportamenti come il gioco dazzardo. Inoltre, per numerosi ospiti, sono riconosciute forme di disturbo psichico che, in alcuni casi, determinano specifiche diagnosi patologiche (depressione, schizofrenia, ecc.). Dalle informazioni riguardanti le accoglienze, non sembra possibile individuare caratteristiche che inducano a ritenere che una particolare fascia sociale sia pi a rischio di altre. Tra gli ospiti del NAP, infatti, aumentano le persone che non presentano, allapparenza, segni di disagio; persone che in passato hanno vissuto in condizioni di elevato benessere economico o che possiedono titoli di studio oltre lobbligo di scolarit. Sono ormai quasi scomparse, invece, le figure stereotipate del clochard poco amante delligiene, o del senza-dimora proveniente da un contesto familiare economicamente e culturalmente svantaggiato. In questi ultimi anni, il disagio adulto, sembra colpire indistintamente differenti fasce sociali. A peggiorare la situazione attuale sono, indubbiamente, la crisi economica e la crescente disoccupazione. Molte persone e famiglie non riescono ad avere le risorse per una sussistenza minima. La difficolt economica non per sufficiente per determinare la condizione di disagio adulto grave. Ad essa concorre, oltre ai fattori gi menzionati, il dilagare di una cultura orientata allapparire, al consumismo sfrenato, allimitazione di modelli di vita subdolamente imposti dai media e dallimplicito carattere coercitivo del marketing. Il non riuscire a uniformarsi ai modelli televisivi diventa, per alcuni, un motivo di frustrazione e di percezione di auto-fallimento che innesca un processo di progressiva decadenza del s.
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in questi ultimi anni, il disagio adulto, sembra colpire indistintamente differenti fasce sociali

2.3 Quali risultati? Quali sono i risultati dellintervento di una struttura singolare come il Nuovo Albergo Popolare? Per chi non conosce il fenomeno della marginalit tale domanda spontanea ed legittimo chiedersi quali siano gli esiti di un lavoro articolato e complesso come quello svolto allinterno del NAP. Un processo lavorativo che riguardi la persona non determina, in genere, un prodotto finito. Il concetto di prodotto finito applicabile alla materia inerte. Un qualsiasi intervento sulla natura umana, invece, origina un prodotto riconoscibile in termini dinamici, che continueranno, cio, a evolvere anche dopo la conclusione dellintervento stesso. Lospite che ha terminato il percorso educativo presso la struttura, non risulta cambiato per il fatto di avere ottenuto un alloggio proprio o una fonte di reddito che gli consenta una sufficiente autonomia economica. Il cambiamento consiste nel raggiungimento di una maggiore consapevolezza di s, dei propri limiti e, soprattutto, delle proprie risorse e potenzialit (alcune acquisite durante la permanenza al NAP), le stesse che consentiranno di affrontare in modo adeguato (pi adeguato che in passato) le eventuali difficolt di vita. Il risultato dellazione del NAP, perci, pu essere considerato solo attraverso una prospettiva evolutiva in riferimento al cambiamento della persona accolta e, sebbene in misura minore, del contesto di vita a cui appartiene o nel quale si inserir. Per certi versi, si attua anche un mutamento dello stesso sistema che accoglie: non un caso che, nel corso dei decenni, lOpera Bonomelli abbia riorganizzato lofferta dei propri servizi per meglio rispondere al modificarsi del fenomeno della povert e della marginalit. Il concetto di risultato in divenire riscontrabile sia nelloperato delle comunit e delle specifiche progettualit, sia nellerogazione di risposte ai bisogni primari, che assume valenza educativa in quanto occasione per orientare la domanda e consentire alla persona di accedere a una rete pi articolata di servizi territoriali.
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il cambiamento consiste nel raggiungimento di una maggiore consapevolezza di s, dei propri limiti e, soprattutto, delle proprie risorse e potenzialit

Il Nuovo Albergo Popolare, perseguendo il fine del superamento della condizione di disagio/marginalit, diversifica lofferta in modo da rispondere sia alle istanze pi semplici, per quanto urgenti, sia a quelle meno evidenti, pi complesse ma indubbiamente indispensabili per il raggiungimento, da parte dellutente, di un reale reinserimento e di uneffettiva integrazione del tessuto sociale.

lazione del Nuovo Albergo Popolare, si rivolge alla comunit locale affinch, in essa, si sviluppino dibattito e confronto riguardo ai processi di esclusione/ inclusione, affinch si attivino risposte comunitarie per prevenire il disagio adulto e consentire lintegrazione di chi stato marginalizzato

Parallelamente, lazione del Nuovo Albergo Popolare, si rivolge alla comunit locale affinch, in essa, si sviluppino dibattito e confronto riguardo ai processi di esclusione/inclusione, affinch si attivino risposte comunitarie per prevenire il disagio adulto e consentire lintegrazione di chi stato marginalizzato. Lavorare in rete con altri servizi significa far interagire modelli operativi, informazioni, prassi, conoscere e sostenere le peculiarit di ogni ente e individuare le risorse pi appropriate per gli specifici bisogni del singolo individuo; lavorare in rete significa anche avviare processi di crescita del territorio e dei soggetti che in esso operano. I risultati, sebbene siano visibili solo nei tempi lunghi, non mancano. Si consideri, ad esempio, che, nella citt di Bergamo, la modalit di risposta ai bisogni primari dei senzatetto, la cui efficacia deriva da una stretta collaborazione tra servizi ed enti che si occupano di marginalit, rappresenta una forma di sinergia relativamente recente, che sarebbe apparsa impensabile ventanni orsono. In relazione allincidenza dellazione del NAP nel territorio, oltre alle menzionate collaborazioni, assumono rilevanza le numerose forme di partecipazione del NAP a tavoli, convegni, seminari, nonch la disponibilit ad accogliere e offrire opportunit formative a gruppi giovanili, tirocinanti, stagisti universitari.

disponibilit ad accogliere e offrire opportunit formative a gruppi giovanili, tirocinanti, stagisti universitari

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La gestione del Nuovo Albergo Popolare

Il Nuovo Albergo Popolare espleta molteplici funzioni. , in primo luogo, un servizio residenziale a carattere transitorio, che accoglie adulti (uomini) provenienti da situazioni di grave disagio, sviluppando percorsi educativi di cambiamento e di reinserimento sociale. Allinterno delledificio sito in via Carnovali 95, coesistono cinque differenti comunit per un totale di 75 posti letto. Accanto allintervento delle comunit si sono sviluppati servizi complementari a supporto dellinserimento abitativo, lavorativo e sociale, per gli ospiti e per coloro che lo sono stati. Il Nuovo Albergo Popolare, inoltre, eroga anche servizi in risposta a bisogni primari (mensa, docce/guardaroba, infermeria) dei quali fruiscono, oltre agli ospiti della struttura, anche persone esterne. Attraverso la risposta ai bisogni primari (vitto, alloggio, igiene, sanit), la persona accolta al NAP viene, in buona parte, liberata dal peso della contingenza: non ha pi bisogno, cio, di preoccuparsi di recuperare un pasto o un giaciglio per la notte (ci ha invece notevole rilevanza per chi si trova in strada) e, in tal modo, raggiunge una sufficiente serenit tale da poter acquisire una pi approfondita consapevolezza di s e della propria situazione; questa rinnovata capacit di affrontare la realt consente un ritorno al proprio contesto di vita o, eventualmente, induce a intraprendere un percorso di riabilitazione e reinserimento. La risposta ai bisogni primari, perci, non n un atto di assistenzialismo, n il mero riconoscimento di un diritto, bens rappresenta unopportunit per indurre un cambiamento di rotta nelle biografie di chi si trovato in condizioni di marginalit.

un servizio residenziale a carattere transitorio, che accoglie adulti (uomini) provenienti da situazioni di grave disagio, sviluppando percorsi educativi di cambiamento e di reinserimento sociale anche servizi in risposta a bisogni primari (mensa, docce/guardaroba, infermeria) dei quali fruiscono, oltre agli ospiti della struttura, anche persone esterne la risposta ai bisogni primari, rappresenta unopportunit per indurre un cambiamento di rotta nelle biografie di chi si trovato in condizioni di marginalit

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3.1 I Servizi erogati SeRVIzIO meNSA Aperto tutti i giorni. Offre mediamente ogni giorno 100 pasti a pranzo e 80 a cena. Nei giorni festivi il numero dei pasti serviti arriva a 120 a pranzo e 90 a cena Ogni giorno 180 pasti Pi di 65.000 pasti serviti in un anno (circa) SeRVIzIO DOCCe e GuARDAROBA PeR eSteRNI Attivo tre mattine alla settimana, rivolto a persone non ospiti del NAP 1.000 utilizzi annui del Servizio Docce e guardaroba COmuNIt DI PRImA ACCOGLIeNzA, DI PRONtO INteRVeNtO, eD emeRGeNzA SANItARIA 82 persone accolte nel 2010 N 4 COmuNIt 80 progetti individuali condotti allinterno delle 4 comunit di settore: Gruppo Affari, Turbo Diesel, Fior di Loto, Arcobaleno SeRVIzIO ReINSeRImeNtO consulenza/accompagnamento educativo per lavoro, casa SPAzIO SOCIALe tIRA&mOLLA Spazio di aggregazione esterno al NAP (pi di 80 frequentatori nel 2010, dei quali 30 con presenza regolare) SeRVIzIO INfeRmeRIA Garantisce quotidianamente la presenza di un infermiere. Oltre al monitoraggio/assistenza sanitaria quotidiana degli ospiti nel corso del 2010, il servizio ha eseguito: 1500 interventi di assistenza infermieristica per utenti esterni
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3.2 Lassetto organizzativo

CONSIGLIO DIRETTIvO DELLASSOCIAzIONE OPERA BONOMELLI


Amministrazione Direzione AmBItI CONNeSSI AI PROGettI eDuCAtIVI
Equipe Accoglienza Equipe Fior di Loto Equipe Arcobaleno

Comunit Suore Poverelle AmBItI CONNeSSI A fuNzIONI StRuttuRALI


Mensa

(disagio generico)

COORDINAMENTO

(alcoldipendenze)

Equipe Gruppo Affari


(disagio psichico)

Portineria Pulizie Guardaroba Servizio Docce

(Tossicodipendenze)

Equipe Turbo Diesel

Equipe reinserimento abitativo e lavorativo Equipe spazio sociale Tira&Molla


(integrazione sociale)

Referenti progettualit specifiche Operatori Infermeria


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3.3 Il modello di intervento Ogni persona accolta presso il NAP ha caratteristiche proprie; per questo motivo i percorsi educativi sono concordati con ciascun utente e sono perci individuali pur inserendosi allinterno di progettualit comunitarie. In ogni percorso si distinguono tre fasi: accoglienza, trattamento, reinserimento, che possono assumere maggiore o minore importanza in relazione alla situazione del singolo. Per alcune persone pu bastare una permanenza di alcuni mesi in accoglienza; per altre necessario un percorso pi lungo o pi specifico come quello delle comunit di settore; per altre ancora si rende necessario un supporto consulenziale o un accompagnamento nella fase di reinserimento.

in ogni percorso si distinguono tre fasi: accoglienza, trattamento, reinserimento

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I possibili percorsi dellutenza del NAP SITUAZIONE DI DISAGIO

Intervento NAP FASE DI PRIMA ACCOGLIENzA


ACCOGLIENzA

FASE DEL TRATTAMENTO


Comunit turboDiesel Comunit Gruppo Affari Comunit Arcobaleno Comunit fior di Loto

TRATTAMENTO

FASE DEL REINSERIMENTO


REINSERIMENTO

Alloggi NAP

Tira&Molla

REINSERIMENTO SOCIALE
ALLOGGIO PROPRIO, ALLOGGIO CONOSCENTI, ALTRA STRUTTURA...
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Negli ultimi anni, laccoglienza di una persona, avviene, per la maggior parte dei casi, a seguito di invio da parte di un servizio sociale comunale o di ambito, oppure da parte di un servizio specialistico psichiatrico (Azienda Ospedaliera), o di un servizio per le tossicodipendenze (ASL). Raramente la persona giunge al NAP in modo autonomo. Lintervento del NAP si esplica in funzione dei differenti bisogni che, peraltro, mutano a seconda della particolare fase del percorso, richiedendo una diversificazione delle energie e risorse messe in gioco dalla struttura. Per semplicit di lettura, scegliamo di distinguere i bisogni attraverso alcune macro-tipologie o livelli di bisogno: livello assistenziale generale (afferente a bisogni primari: vitto, alloggio, ) livello medico-sanitario (afferente la cura della persona relativamente a aspetti igienici, medici, farmacologici) livello relazionale (in riferimento al bisogno di potersi confrontare con altre persone, condividere momenti di vita ordinaria, potersi fidare, vivere la dimensione affettiva/amicale - la risposta al bisogno relazionale si esplica sia attraverso i rapporti tra ospiti, sia attraverso la relazione professionale pedagogica, psicologica) livello sociale (afferente al bisogno di attivare e consolidare la rete dei riferimenti esterni al NAP, sia di tipo istituzionale, sia informale come amici e familiari) livello progettuale (afferente la necessit di gettare le basi affinch levoluzione della condizione sia orientata da prospettive di vita concretamente attuabili) livello connesso alla sperimentazione di autonomie (riferito al bisogno di ottenere conferme circa le proprie abilit e capacit, acquisendo una nuova immagine di s, fondata su sperimentazioni reali e una consapevolezza delle proprie possibilit)
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Lazione del NAP


Investimento di energie in relazione al livello di bisogno e alla fase del percorso

Lazione del NAP Investimento di energie in relazione al livello di bisogno e alla fase del percorso
tabella 1

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3.3.1 Fase di prima accoglienza Il periodo di prima accoglienza accompagna lutente a unacquisizione di maggiore consapevolezza rispetto alla propria situazione, per consentirgli di intraprendere percorsi di cambiamento e miglioramento della propria condizione di vita. un tempo funzionale a supportare la persona mentre si attivano risorse territoriali adeguate; per chi transiter nelle comunit di settore, la fase di accoglienza necessaria allosservazione e allindividuazione degli aspetti biografici critici che hanno condotto lospite alla particolare situazione di disagio e che determineranno la scelta della specifica comunit e gli orientamenti progettuali del percorso. fase di accoglienza
Investimento di energie in relazione al livello di bisogno

Nella fase di prima accoglienza il livello di bisogno sociale costituito soprattutto dalla necessit di attivare quei contatti necessari allattuazione di un intervento anche minimo. In particolare, si mira al coinvolgimento dei soggetti sociali istituzionali (comuni di residenza, servizi sanitari, ecc.) e, laddove possibile, dei familiari. Fase di accoglienza Investimento di energie in relazione al livello di bisogno
tabella 2 temPO DI PeRmANeNzA NeLLA COmuNIt DI ACCOGLIeNzA (NELLANNO 2010) DuRAtA PeRmANeNzA Meno di una settimana Da 1 settimana a 1 mese Da uno a due mesi Da due a tre mesi Da tre a quattro mesi Da quattro a cinque mesi Oltre i cinque mesi N PeRSONe 8 12 13 20 20 3 4

NOME COMUNIT TIPOLOGIA COMUNIT N POSTI MAx

(PRImA) ACCOGLIeNzA COmuNIt ALLOGGIO PeR ADuLtI 15 ANNO DI AUTORIzzAzIONE 2001

Tempo medio di permanenza nella comunit di Prima Accoglienza (giorni) 69


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una comunit di bassa soglia funzionale allorientamento verso servizi esterni o interni alla struttura (le comunit di settore), che svolgono percorsi riabilitativi. La comunit accoglie anche persone senza dimora, in condizione di salute precaria, che devono trascorrere un periodo di convalescenza allinterno di una struttura attrezzata alla cura e allaccompagnamento. Alcuni utenti frequentano la struttura solo durante la fascia diurna.

3.3.2 Fase del trattamento La fase del trattamento anche detta di settore o percorso di comunit. Consiste nellattuazione del percorso educativo finalizzato al cambiamento rispetto ai nodi problematici che hanno determinato, per lutente, la situazione di disagio. Il percorso individualizzato ma si svolge dentro un contesto di comunit, in cui si condividono momenti di quotidianit, di convivialit, di confronto nonch attivit strutturate (pulizie, laboratori, attivit esterne, ...). La fase del trattamento ha una durata che varia da 6-8 mesi a 2-3 anni.

fase del trattamento


Investimento di energie in relazione al livello di bisogno

Nella fase di trattamento il livello di bisogno sociale richiede un'attenzione maggiore. Oltre a mantenere e aumentare linterazione con i soggetti coinvolti durante la fase di prima accoglienza, si avviano interlocuzioni con alcuni riferimenti nei mondi del lavoro, dellassociazionismo e di quanto concerne laggregazione e il tempo libero.

Fase del trattamento Investimento di energie in relazione al livello di bisogno


tabella 3

Le cure igienico-sanitaire, in genere non richiedono particolare investimento di energie durante la fase di trattamento; nel 2010, per, si riscontrata, per la comunit Fior di Loto, una tendenza anomala: quasi l80% delle persone transitate in comunit necessitavano di un supporto sanitario considerevole.

In questa fase il livello di bisogno relazionale richiede relazioni connotate da fiducia reciproca, che offrano stabilit, e consentano di accompagnare il percorso di cambiamento e le inevitabili fatiche connesse.

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Le COmuNIt DI SettORe
NOME COMUNIT fIOR DI LOtO ACCOGLIeNzA SOGGettI IN CONDIzIONe DI GRAVe mARGINALIt CON SItuAzIONe DI SOffeReNzA PSIChICA e CONfuSIONe PROGettuALe 13 ANNO DI AUTORIzzAzIONE 1998

Principali attivit dei percorsi comunitari Gruppi di riflessione condotti da educatori Gruppi di riflessione condotti da psicologo/a Attivit di assemblaggio nel laboratorio presso il NAP, gestito dalla Cooperativa sociale Totem. Attivit di pulizia/riordino degli ambienti di comunit Laboratorio di serigrafia (opportunit avviata nel 2010). Attivit ricreative e di convivialit Laboratori di cucina, preparazione dolci Attivit di pulizia e manutenzione della pista ciclo-pedonale allinterno del Parco dei Colli di Bergamo Percorsi tematici connessi ad attivit manuali/creative e linguaggi espressivi: attivit musicale, attivit artistica figurativa, attivit teatrale, lettura e comunicazione. Gruppo di confronto e di supporto, condotto da psicologa, per persone HIv positive che si trovano sia in fase di trattamento, sia in fase di reinserimento
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TIPOLOGIA COMUNIT

N POSTI MAx

un servizio di trattamento per soggetti in condizione di disagio, per i quali, per, non si riscontrano forme di patologia psichiatrica o forme di dipendenza da sostanze alcoliche o stupefacenti.

NOME COMUNIT TIPOLOGIA COMUNIT N POSTI MAx

ARCOBALeNO tRAttAmeNtO SOGGettI ALCOLDIPeNDeNtI e POLIDIPeNDeNtI 13 ANNO DI AUTORIzzAzIONE ACCREDITAMENTO 1998 2004

Il servizio accoglie soggetti consumatori di sostanze alcoliche in situazione di grave marginalit. Si tratta, in prevalenza, di persone con una prolungata storia di alcoolismo, tendenzialmente prive di legami sociali/parentali significativi e in condizioni di salute spesso compromesse e invalidanti; in alcuni casi presentano forme di pluridipendenza (gioco dazzardo, sostanze psicotrope) e sofferenza psichica con forme depressive.

NOME COMUNIT TIPOLOGIA COMUNIT N POSTI MAx

GRuPPO AffARI COmuNIt ALLOGGIO DI RISOCIALIzzAzIONe e ReINSeRImeNtO SettORe DISAGIO PSIChICO 13 ANNO DI AUTORIzzAzIONE 2006

un servizio rivolto a persone in condizione di marginalit correlata a una sofferenza psichica grave, spesso diagnosticata dal servizio psichiatrico.

NOME COMUNIT TIPOLOGIA COMUNIT N POSTI MAx

tuRBO DIeSeL SeRVIzIO PeDAGOGICO RIABILItAtIVO ReSIDeNzIALe 10 ANNO DI AUTORIzzAzIONE 2003

Il servizio si rivolge a una utenza in condizione di grave marginalit con caratteristiche legate a un consumo prolungato di sostanze stupefacenti. Alla tossicodipendenza, si associano, spesso, assenza di significativi legami parentali e sociali, precedenti esperienze non sempre positive allinterno di strutture residenziali, debilitazione fisica, compromissione delle abilit e delle capacit ideative, progettuali.

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3.3.3 Fase di reinserimento il periodo del progetto educativo che accompagna lutente al progressivo staccarsi dal NAP e, quindi, a una sempre maggiore autonomia e responsabilit nella gestione del s. Lofferta del servizio reinserimento avviene attraverso forme di: consulenza e supporto educativo per lavvio di sperimentazioni lavorative, per lindividuazione di risorse occupazionali e per lespletamento di pratiche dinvalidit e pensionistiche. consulenza e supporto educativo per il reperimento di risorse alloggiative e per la sperimentazione di forme di autonomia abitativa accompagnamento nei mesi seguenti luscita dal NAP con finalit di sostegno nellaffrontare le difficolt, di orientamento e di supporto/facilitazione nellattivare reti sociali; include le forme di supporto per gli aspetti relativi a casa e lavoro. La fase di Reinserimento condotta in parte dagli operatori delle equipe di settore e in parte da unequipe specifica.

Attivit del reinserimento Sportello casa offre assistenza, sia nelle procedure per partecipare ai bandi di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sia per le pratiche burocratiche connesse ai contratti di affitto e di gestione delle utenze Sportello diritti offre assistenza per la tutela dei diritti, in particolare, rispetto ai contesti lavorativi, alle pratiche di riconoscimento dinvalidit civile, allottenimento di forme di sostegno previste dalle normative vigenti Sportello lavoro - fornisce assistenza nellavvio e nel mantenimento di rapporti di lavoro o sperimentazioni propedeutiche (tirocini, borse lavoro, ) Gruppo di riflessione su aspetti connessi al mondo del lavoro (condotto dagli educatori) Progetto orto

fase di reinserimento
Investimento di energie in relazione al livello di bisogno

Fase di reinserimento Investimento di energie in relazione al livello di bisogno


tabella 4
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PICCOLA POLIS Progetto di housing sociale e vicinato solidale Nel mese di novembre 2010 si formalmente inaugurata lesperienza di housing sociale, peraltro iniziata gi prima dellestate, denominata Piccola polis. Si tratta di una sperimentazione abitativa in un appartamento sito in via Luzzati, a Bergamo, che pu ospitare tre inquilini. Il progetto rivolto a persone che hanno terminato il percorso comunitario presso il NAP e per le quali si ritiene funzionale una convivenza con altre persone. Piccola polis rappresenta unalternativa concreta alla istituzionalizzazione di persone in et avanzata per le quali sussistono inalienabili elementi di fragilit che, per, grazie al reciproco supporto determinato dalla stessa convivenza, non costituiscono un impedimento al vivere in un contesto ordinario. Lesperienza viene accompagnata dalla presenza di un educatore attraverso un intervento definito leggero. Piccola polis si prospetta anche come risorsa per il territorio e, in particolare, per i residenti nel complesso delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica.

SPORteLLO LAVORO Durante il 2010 hanno avuto corso 18 tirocini lavorativi, di cui 5 hanno originato forme di assunzione con contratto a progetto o a tempo determinato. In un caso, il tirocinio ha avuto un esito apparentemente negativo: lesperienza stata interrotta perch la persona coinvolta era ricaduta nelluso compulsivo di sostanze; interessante notare, per (sebbene ci non possa essere annoverato tra gli esiti del 2010), che lo stesso tirocinio stato riavviato nel 2011, una volta ripristinato lo stato di astinenza per il soggetto. Le situazioni lavorative degli utenti, spesso, si stabilizzino in tempi molto lunghi, anche di diversi anni, ammesso che si trovi una risorsa occupazionale adeguata e risolutiva; per alcuni utenti, durante tale lasso di tempo, il supporto fornito dal NAP si protrae in termini di blando monitoraggio e si intensifica nei periodi di maggiore difficolt (per esempio, in prossimit del termine di un contratto, quando necessario trovare una nuova collocazione lavorativa), soprattutto nei casi in cui non esistono altre forme di sostegno da parte dei servizi territoriali. SPORteLLO DIRIttI La fase di reinserimento ha fornito anche un supporto o un accompagnamento per le persone che che hanno richiesto il riconoscimento dellInvalidit civile, dinabilit lavorativa e per lottenimento di eventuali agevolazioni e benefici economici (Bonus Energia, rimborsi Irpef, ecc.). SPORteLLO CASA Il Nap dispone di 10 alloggi, presso i quali, nel 2010, sono state ospitate, avvicendandosi, 15 persone, ex-ospiti del NAP; lintervento ha la finalit di sperimentare il grado di autonomia abitativa e di fornire un alloggio in attesa della disponibilit di una soluzione abitativa definitiva (es. persone, aventi diritto, che attendono lassegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica). I servizi dello Sportello casa includono anche un supporto e un accompagnamento per la presentazione della domanda di lassegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (in passato case popolari).

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3.4 Spazio Sociale Tira&Molla Lo spazio-sociale Tira&Molla, assume valenza sia come opportunit parallela e complementare ai percorsi comunitari e di reinserimento, sia come un punto di riferimento e di socialit per le persone che, da tempo, hanno terminato i percorsi NAP. Tira&Molla promuove iniziative culturali e ricreative, non fine a se stesse, ma orientate a favorire relazioni e integrazione sociale per le persone provenienti da esperienze di disagio o con difficolt a inserirsi nel contesto locale. La sua funzione si ulteriormente consolidata con laumento della presenza di volontari e di un gruppo stabile di frequentatori. Durante il 2010 si confermato il modello organizzativo che prevede lalternanza di iniziative programmate e momenti conviviali-informali.
Nome servizio tipologia Indirizzo Orari di apertura Riferimenti tira&molla Spazio di socialit e integrazione Bergamo, Largo Porta Nuova 14/b luned ore 18.30 - 23.00 gioved ore 20.00 - 22.30 venerd ore 18.30 - 23.00 tel. 035 5291539 - http://blog.tiraemolla.org Spazio sociale tira&molla
N persone

Iniziative promosse da tira&molla Corso di ripresa e montaggio video Percorso teorico-pratico sulle forme di autoproduzione di generi di consumo Incontri tematici e dibattiti con autori di libri, docenti universitari, referenti di associazioni e movimenti di impegno sociale e civile visione film e spettacoli Preparazione e conivisione cena e momenti di convivialit Iniziative ricreative (karaoke, giochi da tavolo, gite)

presenza media, per ogni singola apertura persone che hanno mantenuto una frequentazione continuativa per un periodo superiore ai 3 mesi frequentatori totali, incluse le persone giunte presso lo spazio saltuariamente o solo in occasione di incontri specifici n volontari

12 30

80 10
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Le persone accolte: dati relativi al 2010

Presenti al 01/01/2010: 59 Presenti al 31/12/2010: 70 Entrati nel corso dellanno 2010: 70 Usciti nel corso dellanno 2010: 59

OSPITI ACCOLTI NEL 2010 DISTRIBUzIONE PER TIPOLOGIA DI DI DISAGIO


OSPITI ACCOLTI NEL 2010 DISTRIBUzIONE PER TIPOLOGIA DI DI DISAGIO Alcolismo Disagio generico Disagio psichiatrico Doppia diagnosi
(tossicodipendenza + patologia psichiatrica)

12 22 15 1 11 9 totale 70

Tossicodipendenza 13%

Alcolismo 17%

Emergenza sanitaria 16% Doppia diagnosi 1% Disagio psichiatrico 21%

Disagio generico 31%

Emergenza sanitaria Tossicodipendenza

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NAP BILANCIO SOCIALE 2010

OSPITI ACCOLTI NEL 2010 DISTRIBUzIONE PER FASCIA DET


18-25 9%

Over 60 7%

26-30 7% 31-40 21%

OSPITI ACCOLTI NEL 2010 DISTRIBUzIONE PER FASCIA DET 18-25 26-30 31-40 41-50 6 5 15 23 16 5 totale 70

51-60 23%

41-50 33%

51-60 Over 60

OSPITI ACCOLTI NEL 2010 DISTRIBUzIONE PER RESIDENzA ANAGRAFICA


Bergamo (citt) Provincia di Pavia 27% 1% Provincia di Brescia 1% Senza fissa dimora 10% Provincia di Milano 1% Provincia di Bergamo 59%

OSPITI ACCOLTI NEL 2010 DISTRIBUzIONE PER RESIDENzA ANAGRAFICA Bergamo (citt) Provincia di Bergamo Provincia di Pavia Provincia di Brescia Provincia di Milano Senza fissa dimora totale 19 41 1 1 1 7 70

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PERSONE USCITE DAL NAP NEL 2010


PERSONE USCITE DAL NAP NEL 2010

alloggio autonomo 42%

alloggio protetto 7% altra struttura 10% ricovero ospedaliero 3% indefinito 8%

DESTINAzIONE DOPO LUSCITA alloggio autonomo alloggio protetto alloggio NAP altra struttura indefinito (abbandono - drop out) alloggio conoscenti dormitorio Galgario rocovero ospedaliero rimpatrio totale

N. PERSONE 25 4 8 6 5 5 3 2 1 59

rimpatrio 2% alloggio NAP 14%

alloggio conoscenti dormitorio 8% Galgario 5%

La seguente tabella e il relativo grafico mostrano levoluzione della situazione abitativa delle persone uscite dal NAP.

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Collaborazioni e progetti

LE COLLABORAzIONI CON ALTRI SOGGETTI Si evidenziano a seguito i soggetti con i quali sono attive significative forme di collaborazione.
tAVOLO GRAVe mARGINALIt AmBItO 328
COORDINAMENTO PER LA GESTIONE DELLE ACCOGLIENzE E PROGRAMMAzIONE INTERvENTI A FAvORE DELLE PERSONE IN CONDIzIONE DI ESCLUSIONE CONvENzIONE PER LACCOGLIENzA E LACCOMPAGNAMENTO DI PERSONE RESIDENTI NEL COMUNE DI BG; CONCESSIONE DI DUE APPARTAMENTI PER IL REINSERIMENTO; GESTIONE DEI BAGNI DI CITT ALTA; MANUTENzIONE DELLA STRUTTURA CONvENzIONE PER LACCOGLIENzA DI PERSONE IN USCITA DAL CARCERE CONvENzIONE PER EROGAzIONE PASTI ORGANIzzAzIONE CONvEGNI E CORSI DI FORMAzIONE PROTOCOLLO OPERATIvO PER LACCOGLIENzA E LA GESTIONE INTEGRATA DEI PROGETTI RIvOLTI ALLE PERSONE CON DISAGIO PSICHICO COLLABORAzIONE PER GESTIONE LABORATORI E INSERIMENTI LAvORATIvI INSERIMENTI LAvORATIvI SUPPORTO ESPLETAMENTO PRATICHE BUROCRATICHE CONvENzIONE PER IL PRONTO INTERvENTO E LA PRIMA ACCOGLIENzA DI PERSONE RESIDENTI NEGLI AMBITI DI RIFERIMENTO INSERIMENTI LAvORATIvI E ORGANIzzAzIONE DI LABORATORI DI CUCINA PRESSO LE COMUNIT NAP

COmuNe DI BeRGAmO

CARCeRe e teRRItORIO CARItAS

CeNtRO PSICO-SOCIALe COOPeRAtIVA SOCIALe tOtem CISL AmBItI DI DALmINe, tReVIGLIO e CARAVAGGIO, ISOLA, VAL CAVALLINA RISt. LA GAttA AL LARDO
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VISmARA

CONCESSIONE DI APPARTAMENTI PER IL REINSERIMENTO SUPPORTO ECONOMICO PER LA GESTIONE DELLINFERMERIA, COLLABORAzIONI NEL TERRITORIO CONCESSIONE DI APPARTAMENTI PER IL REINSERIMENTO BORSE LAvORO E INSERIMENTI LAORATIvI BORSE LAvORO BORSE LAvORO INvIO TIROCINANTI E STAGISTI CONSULENzA PER LATTIvAzIONE DI UNA RETE DI vOLONTARIATO COLLABORAzIONE PER IL COINvOLGIMENTO DI UTENTI DELLE COMUNIT NELLATTIvIT DI MANUTENzIONE DELLE vIE CICLABILI ALLINTERNO DEL PARCO E PER IL PROGETTO ORTI E vERDURE PER UNA vITA SOSTENIBILE BORSE LAvORO COLLABORAzIONE PER IL PROGETTO ORTI E vERDURE PER UNA vITA SOSTENIBILE COLLABORAzIONE PER IL PROGETTO ORTI E vERDURE PER UNA vITA SOSTENIBILE COLLABORAzIONE PER IL PROGETTO ORTI E vERDURE PER UNA vITA SOSTENIBILE COLLABORAzIONE PER IL PROGETTO TURBOGRAF (SERIGRAFIA)

S. VINCeNzO

ALeR COOP. eCOSVILuPPO COOP. DeLLA COmuNIt BAR DeL COLLe uNIVeRSIt DI BeRGAmO CSV BG

CONSORzIO PARCO ReGIONALe DeI COLLI DI BeRGAmO

ASSOCIAzIONe PeDALOPOLIS ASSOCIAzIONe DeCReSCItA feLICe CONfeDeRAzIONe ItALIANA AGRICOLtORI BeRGAmO CIttADINANzA SOSteNIBILe PARROCChIA DI StezzANO

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I PROGETTI IN COLLABORAzIONE

PROGettI AVVIAtI PReCeDeNtemeNte AL 2010


SERvIzIO FINALIzzATO ALLINTEGRAzIONE SOCIALE DI PERSONE IMMIGRATE PARTNERS: PROvINCIA DI BERGAMO, CARITAS, COOPERATIvA MIGRANTES, NAP SERvIzIO DI ACCOGLIENzA IN APPARTAMENTO PARTNERS: FONDAzIONE CARIPLO, FONDAzIONE MIA, CARITAS, AMBITO DI BERGAMO, PUGNO APERTO, AzIONE CATTOLICA, NAP INSERIMENTI LAvORATIvI PARTNERS: COMUNE DI BERGAMO, SOLCO CITT APERTA, COOPERATIvA LA PERSONA, NAP PROGETTO DI REINSERIMENTO LAvORATIvO PARTNERS: CONFERENzA DEI SINDACI DI BERGAMO, NAP AvvIO PROGETTUALIT PER ACCOGLIENzA PERSONE IN CONDIzIONE DI EMERGENzA SANITARIA PARTNERS: TAvOLO 328, SERvIzIO ESODO, NAP PROGETTO DI REINSERIMENTO LAvORATIvO PARTNERS: ASL, NAP COLLABORAzIIONE PER LA MANUTENzIONE DELLA PISTA CICLABILE NEL PARCO DEI COLLI. PARTNERS: PARCO DEI COLLI DI BERGAMO, NAP

AGeNzIA PeR LINteGRAzIONe

emeRGeNzA DImORA

SIL
ORTI E vERDURE PER UNA vITA SOSTENIBILE
Progetto agricolo per linserimento lavorativo di persone svantaggiate e per la realizzazione di contesti di sostenibilit ambientale e sociale

ReINSeRImeNtO

TURBOGRAF
Laboratorio di serigrafia connesso alla comunit turbodiesel

emeRGeNzA SANItARIA

INSeRImeNtI LAVORAtIVI

eDuCAzIONe ALLA CIttADINANzA

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PROGettI AVVIAtI NeL 2010


PROGETTO DI HOUSING SOCIALE E vICINATO SOLIDALE PARTNERS: NAP LABORATORIO DI SERIGRAFIA CONNESSO ALLA COMUNIT TURBODIESEL PARTNERS: FONDAzIONE COMUNIT BERGAMASCA, PARROCCHIA STEzzANO, NAP, PROGETTO AGRICOLO PER LINSERIMENTO LAvORATIvO DI PERSONE SvANTAGGIATE E PER LA REALIzzAzIONE DI CONTESTI DI SOSTENIBILIT AMBIENTALE E SOCIALE PARTNERS: NAP, PARCO DE COLLI DI BERGAMO, ASSOCIAzIONE Decrescita FeLice, CONFEDERAzIONE ITALIANA AGRICOLTORI BERGAMO, cittaDinanza sostenibiLe

PICCOLA POLIS

tuRBOGRAf un laboratorio di serigrafia in cui sono coinvolte le persone inserite nei percorsi comunitari. Lattivit consente la riscoperta e la sperimentazione delle risorse degli ospiti del NAP. Il laboratorio si occupa sia della stampa, su qualsiasi tessuto, di magliette, felpe, ecc., sia delleventuale ideazione di disegni, logo, ecc. offrendo un prodotto finito di alta qualit. ORtI e VeRDuRe PeR uNA VItA SOSteNIBILe finalizzato a creare opportunit occupazionali per gli ospiti del NAP. Il percorso di accompagnamento delle persone dentro il servizio si conclude con una fase di reinserimento sociale dove il lavoro svolge una funzione importantissima. Gi in situazioni sociali non influenzate dalla crisi le possibilit occupazionali per le persone in condizioni di svantaggio erano difficili, con lattuale situazione del mercato del lavoro diventano quasi impossibili. Il progetto mira anche a favorire, attraverso il mercato dei prodotti biologici, un processo di sostenibilit sociale. Questo processo ha come esito, la valorizzazione dei luoghi e degli attori locali, la sostenibilit dei costi, ma in particolare promuove e valorizza un sistema di relazioni in cui tutti gli attori vengono riconosciuti come parte importante del sistema. Decrescita FeLice un movimento (a Bergamo si costituito come Associazione) volto a promuovere un miglioramento della qualit della vita umana attraverso la riduzione di fenomeni quali lo sfruttamento delle risorse naturali, gli sprechi, le inefficienze e gli usi impropri di energia e la diffusione di buone prassi quali lautoproduzione, lo scambio non commerciale di beni e servizi, la durata della vita utile delle merci, la finanza etica e leconomia no-profit, laccesso al lavoro, alla vita sociale, alla fruizione di strumenti o servizi da parte di coloro che oggi il mercato esclude.
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tuRBOGRAf

ORtI e VeRDuRe PeR uNA VItA SOSteNIBILe

cittaDinanza sostenibiLe una rete, di cui fa parte anche il NAP, nata nel dicembre 2007 a seguito del seminario Shopping for Human Rights, dedicato allanalisi del ruolo politico dei consumi e del consumo critico, organizzato dallUniversit di Bergamo in collaborazione con organizzazioni che si occupano della promozione di stili di consumo e risparmio socialmente orientati. Promuove studi, ricerche, seminari e progetti volti a diffondere pratiche di cittadinanza sostenibile.

La fio.PSD (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora) una associazione che persegue finalit di solidariet sociale nellambito della grave emarginazione adulta e delle persone senza dimora. Trae la sua origine, nel 1985, dallaggregazione spontanea e informale di alcuni operatori sociali di servizi e organismi che si occupano di persone senza dimora; nel 1990 si costituisce formalmente in associazione. Aderiscono alla fio.PSD Enti e/o Organismi, appartenenti sia alla Pubblica amministrazione che al privato sociale, che si occupano di grave emarginazione adulta e di persone senza dimora. Info: http://www.fiopsd.org

Reti nazionale ed europea

Oltre alle ordinarie interazioni e collaborazioni, connesse ai singoli progetti educativi, con i servizi pubblici e i soggetti locali, il Nuovo Albergo Popolare mantentiene, da anni, un impegno attivo nel dibattito, a livello nazionale ed europeo, attorno alle tematiche riguardanti la povert e lesclusione sociale. Il Nuovo Albergo Popolare membro (tra i fondatori - 1990) della federazione Italiana degli Organismi per le persone senza dimora (fio.PSD), per la quale, oltre ad assumere incarichi interni al comitato direttivo, il rappresentante italiano allinterno della feANtSA (european federation of National Organisations working with the homeless ovvero la federazione europea degli organizzazioni operanti con i senza dimora). Tali organismi, interagendo tra loro, e con gli stati nazionali incidono significativamente sulle politiche di lotta alla povert. Nel 2010 il NAP si reso promotore del convegno POLITICHE DI LOTTA ALLA POvERT IN EUROPA E IN ITALIA inserito nellambito dellAnno Europeo di lotta alla povert 2010 e sostenuto dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali nellambito del progetto nazionale C in gioco la povert. Tra gli ospiti: Freek Spinnewijn, segretario generale di FEANTSA, Paolo Pezzana, presidente nazionale di fio.PSD.

feANtSA la Federazione europea che riunisce le associazioni nazionali (ad es. la fio.PSD per lItalia) che operano per/ con le persone senzatetto; lunica grande rete europea che si concentra esclusivamente sui problemi connessi allessere homeless (senza dimora), a livello europeo. Info: http://www.feantsa.org

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Volontariato

AAA CeRCASI... VOLONtARI CON IL NAP Il Nuovo Albergo Popolare, con i differenti progetti e servizi attivati, offre unampia gamma di opportunit per chi desidera donare gratuitamente il proprio tempo. Il NAP garantisce al volontario, supporto individuale, momenti di formazione e la possibilit di inserirsi gradualmente, concordando ruolo e mansioni adatti alle proprie disponibilit di tempo e attitudini.

Il volontariato presso il NAP ha fornito, nei decenni passati fino ad oggi, un supporto considerevole nellespletamento di funzioni diverse. A seconda delle attitudini dei singoli volontari e delle necessit dellorganizzazione, sono stati coinvolti sia in mansioni operative/strutturali presso la cucina, la mensa, nelle attivit di pulizia, nellinfermeria, sia in attivit educative, di assistenza, di accompagnamento dellutente. Il numero di volontari ha avuto, nel corso degli anni, incrementi e riduzioni talvolta considerevoli. Si invece mantenuto relativamente alto il numero di persone che, per periodi di tempo limitati (una settimana, un mese, ), hanno prestato servizio; si tratta, in particolare, di giovani che, frequentando percorsi formativi (scout, scuole, seminario) che pongono come vincolante unesperienza di impegno sociale, per un determinato periodo. Dallautunno 2009 si consolidata la presenza di volontari presso lo spazio sociale Tira&Molla tanto che il loro apporto ha permesso di garantire continuit al servizio anche in un periodo (estate 2010) in cui, per ragioni organizzative, esisteva una minore disponibilit oraria da parte del personale. Inoltre, la presenza del volontariato presso Tira&Molla ha permesso di rilevare come, tale risorsa, rendendo eterogeneo il sistema delle relazioni (in tal modo, non pi ridotto al binomio operatore-utenti), possa aumentare la qualit dei servizi erogati dal NAP. A partire da questa constatazione, nellautunno 2010 si avviata, anche con il supporto del C.S.v. di Bergamo, una specifica progettualit volta a potenziare, quantitativamente e qualitativamente, il volontariato presso la struttura, non per sostituire carenze di personale, bens per qualificarne lintervento con lapporto di una competenza non professionale che si esprime soprattutto attraverso una modalit di relazione tendenzialmente simmetrica (la relazione utente-operatore invece asimmetrica) e pi simile alle relazioni ordinarie.

Per informazioni: Progetto Volontari con il NAP Tel. 035 319800 - volontariato@nap.bg.it
(chiedere del responsabile volontari o lasciare i propri dati per essere ricontattati)

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Appendici 8.1 Un po di storia

Nel 1900 nasce lOpera Bonomelli e nel 1912 sorge la sezione bergamasca dellOpera Bonomelli che si occupa della gestione di dormitorio, refettorio, ufficio cambio, deposito bagagli a favore di operai emigranti di passaggio. Nel corso dei decenni successivi, nonostante lo scioglimento dellOpera Bonomelli nazionale, la sezione bergamasca continua a operare occupandosi anche di rimpatriati, migranti, militari di passaggio, disoccupati, sfollati, ragazze madri, famiglie e poveri senza alloggio. Nel 1956 il Comune di Bergamo affida allOpera Bonomelli e, successivamente al Patronato San vincenzo (che nel 1967 assorbir lOpera Bonomelli), lo stabile di via Carnovali 95, inaugurato lanno precedente, destinato alla funzione di dormitorio e refettorio pubblico. Ledificio assume la denominazione Albergo Popolare dellOpera Bonomelli. Nel corso degli anni, aumenta il numero di richieste di ospitalit per persone nelle cui situazioni si evidenziano problemi di povert associati a forme di emarginazione e devianza. In particolare, dagli anni 80, gli utenti del NAP provengono sempre pi spesso da situazioni di alcolismo, di dipendenza da sostanze stupefacenti, di post-detenzione, di malattia mentale (ex-pazienti degli ONP), di vecchiaia/solitudine. In quel periodo si stipula una convenzione tra Comune di Bergamo, Patronato S.vincenzo e lUSL n29. Nel frattempo vengono apportati ampliamenti e modifiche strutturali; camere a due o tre letti sostituiscono i grandi cameroni, viene raddoppiata la capacit ricettiva fornendo 105 posti letto e circa 170 pasti al giorno (80/90 a pranzo e 80/90 a cena). Dal 1985, con lassunzione di figure professionali specifiche (educatori, assistente sociale, psicologo), iniziano le prime forme di progettualit educativa finalizzate, non pi al puro assistenzialismo, bens al cambia34 NAP BILANCIO SOCIALE 2010

mento delle situazioni di disagio delle persone. Nelle attivit si affiancano anche alcuni volontari. Nel 1986 il Patronato S. vincenzo promuove e sostiene la costituzione dellAssociazione Opera Bonomelli, riconosciuta dalla Regione Lombardia, che diviene il nuovo ente gestore del Nuovo Albergo Popolare. Durante il periodo 87/93, a Bergamo scoppia lemergenza immigrazione; il Nuovo Albergo Popolare chiamato a rispondere alla sempre maggiore richiesta di accoglienza di persone immigrate, prevalentemente nord-africane. In tale periodo insorgono notevoli difficolt per la gestione della convivenza tra i circa 60 italiani e i 40 immigrati. Nel 1989 nasce la comunit di accoglienza per tossicodipendenti (Turbo Diesel), interna al NAP, che viene riconosciuta dalla Regione Lombardia; il NAP entra a far parte della Fiopsd (Federazione Italiana Organismi per i senza dimora) di cui socio fondatore; negli anni seguenti assumer incarichi di rilievo e ne gestir e coordiner la rivista TRA. Negli anni 93-98 si ridimensiona lemergenza immigrazione e il NAP pu investire maggiori energie per sviluppare progettualit a favore delle persone in condizioni di disagio. viene presentata e accettata dalla Regione Lombardia la domanda per lapertura, presso il NAP, delle comunit alloggio Arcobaleno e Fior di Loto (alcoldipendenze, disagio generico). Si costituisce anche la comunit Gruppo affari (disagio psichico) che verr riconosciuta ufficialmente nel 2006. Per ogni comunit (o settore) lavora un equipe composta da due educatori, uno psicologo e un infermiere). Accanto alle quipe di settore nasce un organismo di coordinamento. Nel 98 , con il contributo della Regione Lombardia, si avvia un progetto finalizzato al supporto delle persone che, dopo aver terminato il percorso educativo interno, iniziano a sperimentare forme di vita autonoma (casa, lavoro, relazioni sociali), fuori dal NAP. Nacque cos il servizio Reinserimento. Nello stesso anno il Nuovo Albergo Popolare entra a far parte di Feantsa (Federazione europea delle associazioni nazionali che lavorano con i senza dimora), ricoprendo negli anni successivi ruoli di responNAP BILANCIO SOCIALE 2010 35

SS

OC

IAz

IO N e O P eR

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Nel 2011 ricorre il 25 anniversario della costituzione dellAssociazione Opera Bonomelli.

sabilit. Gli anni del nuovo millennio si caratterizzano per lo sviluppo di significative collaborazioni con altre realt del pubblico e del privato sociale (Caritas, ASL, Comune di Bergamo) che danno origine a progetti e servizi a favore di adulti in situazione di grave marginalit; il NAP entra a far parte anche del CEGEST, organismo degli enti gestori di servizi per le tossicodipendenze della provincia di Bergamo. Con la riforma del welfare e con listituzione a livello territoriale dei tavoli per lattuazione della legge di nazionale di settore, la 328/2000, il NAP assume il coordinamento del tavolo tecnico. Nel 2001 nasce la comunit/settore di Prima accoglienza interna al NAP (e la relativa equipe composta da due educatori e uno psicologo) che si occupa dei primi due mesi di permanenza di ogni nuovo ospite. Nel 2004, il Comune di Bergamo finanzia importanti opere di ristrutturazione dello stabile. Nel 2008 si avvia, con il contributo della Fondazione MIA, il servizio spazio sociale Tira&Molla. Nello stesso anno si avviato il progetto Emergenza sanitaria. Nel 2010 inizia la sperimentazione abitativa (Progetto Piccola polis) e si avviano le procedure di preparazione al progetto ORTI E vERDURE PER UNA vITA SOSTENIBILE. La descrizione dellOpera Bonomelli, del Nuovo Albergo Popolare e dei mutamenti che ne hanno determinato levoluzione nel corso degli anni disponibile nei testi delle precedenti edizioni di bilancio sociale che sono scaricabili dal sito internet www.nap.bg.it

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me

L LI

8.2 Struttura organizzativa dellAssociazione Opera bonomelli LOpera Bonomelli unassociazione sorta per volont del Patronato S.vincenzo, nelle condizioni di autonomia gestionale e di flessibilit di azione che la propria forma giuridica ed organizzativa le consentono. Gli organi dellassociazione sono: lassemblea dei soci il consiglio direttivo il collegio dei revisori dei conti. Si visualizza nei seguenti riquadri la composizione del Consiglio direttivo e del Collegio dei revisori dei conti con i rispettivi incarichi al 31 dicembre 2010.

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CONSIGLIO DIRettIVO Ruolo Presidente Vicepresidente consigliere consigliere Nominativo Giorgio Frigeri Mario Cavallini Pennati don Roberto Traini Romagnoli Caterina Direttrice amministrativa Nuovo Albergo Popolare Direttore operativo Nuovo Albergo Popolare Superiora comunit Suore Poverelle Nuovo Albergo Popolare Segretaria Incarichi operativi Anzianit 1986 1986 1986 1986

consigliere

Invernizzi Giacomo

1992

consigliere

Nicoli suor Cinzia Coppetti Santina (indicata dal Comune di Bergamo) Sana Tino Montanelli Lauro vanoncini Filippo Del vecchio Marco

2004

consigliere consigliere consigliere consigliere consigliere

2005 2005 2005 2008 2008

CONSIGLIO DeI ReVISORI DeI CONtI Ruolo Presidente Membro effettivo Membro effettivo Nominativo Salerno rag. Renato Maffi rag. Mina Cecca rag. Orlando Anzianit 2001 2010 2008

LOpera Bonomelli conta attualmente 80 soci effettivi. La quota di socio ordinario di 120 e di 500 per il socio sostenitore.
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8.3 Principali sostenitori eNtI OPERA PIA MISERICORDIA MAGGIORE FONDAzIONE BANCA POPOLARE DI BERGAMO C.R.A.L. BANCA POPOLARE DI BERGAMO FONDAzIONE ITALCEMENTI CAv. LAv. CARLO PESENTI DITTA TINO SANA DI ALMENNO S.B. C.I.S.L. BERGAMO zAMBETTI & LUMINA SPA ENDINE GAIANO ASSOCIAzIONE CUORE SOLIDALE OPERA AGOSTINO vISMARA ROTARY CLUB ERGAMO ISTITUTO BEATO PALAzzOLO SUORE POvERELLE SOCIET DI SAN vINCENzO DE PAOLI BANCO ALIMENTARE INSIEME MEGLIO (Crema) SINGOLI BUSETTI AUGUSTO BARTOLINI MAURIzIO CACCIAMALI ANTONIA CORTINOvIS zAvERIO CRISTINI FEDERICO e MARIO DAMINELLI MARIA EPIS DON MASSIMO FRIGERI FRANCESCO FRIGERI GIORGIO GUSMINI ALFREDO MEDRI MAzzOLENI CARLA PESENTI PAOLA PIANTONI LUIGI TERzI TERESA vOLPI ALESSANDRO
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