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Avvenire 04/18/2012

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MERCOLED 18 APRILE 2012

il fatto
In Centramerica le coltivazioni di banane sono uno dei business principali, finora spesso con sfruttamento dellambiente e dei lavoratori. A San Jos il gigante di Cincinnati adesso ha introdotto regole pi severe e stipendi pi alti, con il controllo delle Nazioni Unite

IL PAESE
STABILIT E NEUTRALIT E DAL 1993 SCIOLTO LESERCITO

LINCHIESTA
Il 12 giugno 2010 Avvenire pubblic uninchiesta sui rapporti tra multinazionali e paramilitari in Colombia, raccogliendo la confessione di uno dei capi delle Auc, Mangones Lugo. Oggi diamo conto degli sviluppi sul fronte Chiquita.
Unoperaia al lavoro in un centro di confezionamento in Costa Rica (foto: Scavo)

La Repubblica del Costa Rica stata proclamata nel 1848 ed la pi antica del Centroamerica. Durante la sua storia il Paese si guadagnato credibilit grazie al rispetto della democrazia, alla stabilit politica e allo sviluppo economico. Dal 1993, il Costa Rica non ha pi un esercito, avendo dichiarando la propria "neutralit". Il Pil aumentato del 3,8% durante il 2011, dato leggermente inferiore al 4,2% osservato tra il 2009 e il 2010. La ricchezza per abitante aumentata del 2,4%. Il reddito medio di poco superiore a 5mila dollari lanno. Dei 4,6milioni di abitanti solo il 6,6% ha pi di 65 anni, ma oggi laspettativa di vita di 78. Nel 2010 il turismo, secondo solo allagricoltura, ha registrato un +9,2%. La disoccupazione scesa al 7,2%, grazie a una politica economica orientata ad una progressiva e costante apertura al commercio internazionale. (N.S.)

REPORTAGE DAI CAMPI

Multinazionali
Cos si prova a rendere etico il settore agroalimentare
DAL NOSTRO INVIATO A SAN JOS (COSTA RICA) NELLO SCAVO

a ragazza che si aggira tra i quattrocento braccianti impugna un machete dalla lama scintillante. Ha 28 anni e una laurea in agronomia. Cappello da cowboy e unghie accuratamente laccate. Qui comanda Diana, avverte Antonio Ortega, loperaio sudaticcio arrampicato in cima a un banano. Prima che verde la rivoluzione del Costa Rica rosa. La piantagione si estende a perdita docchio. Diana Segura appena uscita dalluniversit di San Jos stata incaricata di dirigere una delle pi vaste "fincas" di propriet degli americani di Chiquita: Quello che si sta realizzando spiega litaliano Damiano Borgonovo, che nel Paese centroamericano rappresenta lagenzia Onu per lo sviluppo un modello che tenga conto dellimpatto sociale, ambientale ed economico delle fincas. Anche Antonio fa volteggiare un machete: Serve a potare le piante, rassicura. Non c mai da fidarsi troppo delle multinazionali. Per osserva Borgonovo nel caso di Chiquita possiamo dire che la grande compagnia si adatta pi rapidamente ed efficacemente agli standard che noi richiediamo, di quanto non facciano i piccoli produttori. Dal salario alle condizioni di lavoro, pi facile controllare cosa stiano combinando "los americanos" spiega un esponente del sindacato Solidarismo , perch dopo gli scandali degli anni scorsi la compagnia ha tutto linteresse a far sapere che la storia cambiata e che il consumatore, in Europa come negli Usa, non deve pi sentirsi complice dello sfruttamento e degli abusi contestati in passato. Dietro al familiare "bollino blu" si celavano gli oscuri intrighi delle Banana Repubblic centroamericane, e le mani sporche di sangue dei gruppi paramiliatari colombiani. Chiquita, la multinazionale statunitense di Cincinnati, tra i maggiori produttori al mondo di frutta tropicale, nel 2007 ha dovuto pagare alla giustizia americana una mul-

ta da 25 milioni di dollari, dopo aver ammesso che fra il 1997 e il 2004 la sua filiale colombiana Banadex aveva versato 1,7 milioni di dollari ai capi delle Auc, la fazione paramilitare di destra che si contrappone ai guerriglieri comunisti delle Farc. Siamo stati costretti hanno sostenuto in tribunale i manager della holding per proteggere la vita dei nostri dipendenti in anni in cui assassinii e sequestri erano molto frequenti. La battaglia legale va avanti. I familiari di 393 vittime dei paramilita-

Il caso Chiquita 5 anni dopo. Lazienda venne condannata per il "finanziamento" ai paramilitari colombiani. Oggi ha lasciato il Paese e in Costa Rica sperimenta nuove pratiche
ri, la maggior parte agricoltori, hanno chiesto 20 milioni di dollari di indennizzo per ogni morto ammazzato. In totale fanno 7,9 miliardi di dollari (5,4 miliardi di euro). Secondo Jonathan Reiter, avvocato di parte civile, Chiquita era coinvolta in una cospirazione con le Auc per controllare la produzione e la distribuzione di banane in Colombia. Al contrario, la multinazionale ribadisce di aver subito unestorsione. Di aver dovuto cedere per salvare i propri dipendenti dalle ritorsioni. Fiaccato dalle inchieste giornalistiche che ne avevano compromesso limmagine, il colosso dellOhio ha accusato il colpo. cos che sono state cedute le attivit in Colombia, dove ora la compagnia acquista i prodotti agricoli da

produttori locali che si assumono ogni rischio. Intanto, per, la politica aziendale stata trasformata. Non solo la polo gialla a rendere riconoscibili i costaricani alle dipendenze di Chiquita. Lo status symbol la villetta prefabbricata. La paga, che per i dipendenti del marchio americano supera mediamente del 20% il minimo salariale, consente di vivere in comode casette squadrate. Circondate dal verde, oltre allelettricit, allacqua corrente e allantenna parabolica, non possono mancare un paio di poltrone a dondolo allombra di felci giganti. Lo stipendio base stabilito dal governo di San Jos di 410 dollari mensili, Chiquita ne paga dai 628 (475 euro) per i braccianti ai 1.500 euro dei dirigenti locali. A cui vanno aggiunti benefit molto apprezzati, come il sussidio aziendale per le spese scolastiche dei figli e lassicurazione sanitaria per la famiglia. Certo che potrebbero pagarci di pi sillaba sottovoce un addetto ai container nel gigantesco scalo navale di Puerto Limon, da dove salpano i bastimenti per lEuropa , ma in fondo noi siamo i meglio pagati del Paese. A dare manforte alle istanze sindacali arrivata "Rainforest Alliance", unorganizzazione internazionale indipendente che certifica, secondo parametri poco elastici, il rispetto dei diritti dei lavoratori, la tutela della biodiversit, lutilizzo esclusivo di pesticidi "tollerabili", vietando luso del velenoso Paraquat, che non di di rado provocava insufficienza respiratoria acuta. Lucy Cordero e Yessenia Soto guidano lo staff di certificatori di Rainforest. Siamo sulla buona strada spiegano , al momento nessuno riesce a fare di meglio. La totalit delle fincas apparenenti alla compagnia ha ottenuto la certificazione. Sta diminuendo lerosione del terreno, migliora lo stato dei fiumi, migliora la qualit della vita

Un bracciante costaricano durante la raccolta delle banane. A sinistra, le operazioni di carico a Puerto Limon (foto: Scavo)

dei braccianti e diminuiscono gli infortuni. Nella piantagione la vita non una passeggiata. Dopo la raccolta, che necessita anche di abilit acrobatiche, i "treni" di banane vengono trascinati a mano nel centro di confezionamento grazie a teleferiche che per chilometri attraversano i campi. Diana Segura percorre con la disinvoltura di una modella a un defile i traballanti ponti sospesi. Le basta sorridere a denti stretti perch gli operai si rimettano in riga. Con il gran caldo non tutti accettano volentieri di indossare le mascherine anti-pesticidi.

E nemmeno le scomode protezioni in kevlar che proteggono le gambe dai colpi accidentali di machete. I nostri padri brontola uno di loro non avrebbero mai messo questa roba. C dellatavico machismo latino nei mugugni di chi, anche in casa, vorrebbe fare alla vecchia maniera. Carmen Brenes ha deciso di non starci pi. Merito anche della scintilla innescata quando, nel febbraio 2010, Laura Chinchilla diventata il primo presidente donna del Costa Rica. cos che Carmen ha fatto parcheggiare nel giardinetto un ingombrante container, tra-

sformato in laboratorio per la produzione di snack a base di ananas e banane messe ad essiccare. La multinazionale dal bollino blu ha deciso di sostenere il progetto, mentre Carmen riuniva con s unaltra dozzina di donne di Sarapiqui, tra la foresta pluviale e la polverosa carretera che scende verso il Mar dei Caraibi. Ora siamo imprenditrici sorride ed esportiamo anche in Europa. I mariti? Si sono rassegnati: loro braccianti, noi manager. E con quello che guadagniamo assicuriamo una buona vita anche a loro.
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l caso Chiquita in qualche misura emblematico di quanto sia necessaria la sorveglianza della buona informazione e la consapevolezza dei consumatori. Attenzione, per, a non accontentarsi: rivoluzionare la mentalit delle big company non semVandana Shiva (Ansa) plice n immediato. Vandana Shiva, fondatrice e direttore del movimento internazionale "Navdanya", nonch vicepresidente di "Slow Leconomista indiana invita a Food" e ideatrice della "Foundation for Sciennon sopravvalutare i ce, Technology and Nacambiamenti. Le big tural Resource Policy" company fanno grandi affari di New Delhi, non mai stata tenera con le mulcon ogm e biocarburanti tinazionali dellagroali-

Vandana Shiva: ma serve lattenzione dei consumatori I


mentare. Nei giorni scorsi a Como ospite della manifestazione letteraria "Parolario", Shiva ha ribadito che lIndia, come scrive nel suo ultimo libro (Fare pace con la terra, edito da Feltrinelli) il laboratorio mondiale delle sfide socio-economiche che si ripercuoteranno su tutto il Pianeta. Qual la maggiore minaccia dalla "agroglobalizzazione"? I grandi gruppi tentano innanzitutto di uniformare la produzione mondiale. Con 1.500 brevetti in campo agroalimentare in mano a tre multinazionali, rischiamo di vedere sparire per sempre la biodiversit. Se a fronte delle 8.500 variet con le quali lumanit si alimenta da sempre, saremo costretti ad usare solo quattro colture, il mondo ne risulter impoverito. Si fa in tempo a rimediare? Serve una democrazia alimentare che consenta alle persone di modellare il proprio regime di alimentazione, e di superare lo scandalo di un Pianeta nel quale convivono un miliardo di affamati e un miliardo di cittadini obesi o in sovrappeso. Quale pu essere il ruolo dei singoli? La responsabilizzazione dei consumatori, la consapevolezza dei produttori e la buona informazione sono larma che serve per proteggere il creato, sorvegliare le multinazionali e stanare i governi, recuperando spazi di democrazia per difendere i diritti delle persone. Intanto c chi prova a dare risposte nuove e in apparenza sostenibili alle esigenze energetiche, come il caso del bioetanolo per alimentare i motori. Non unopportunit anche per i contadini? La riconversione dei terreni dalla produzione di prodotti per lalimentazione a quelli per i biocarburanti connaturata alla visione del cibo come merce. Lunico valore il profitto. Secondo la Fao, nel biennio 2008-2009 sono state dirottate 125milioni di tonnellate di cereali verso la produzione di biocarburanti. Siamo certi che sia questa la strada giusta? Lei contesta qualsiasi forma di ingegneria genetica a scopo alimentare. Perch? Faccio un esempio. Il golden rice, ogm brevettato con vitamina E, doveva prevenire la cecit. Poi si scoperto che per sperare in un effetto positivo del "riso doro" occorre mangiarne almeno tre chili al giorno. Insomma, il solito stratagemma per brevettare nuovi prodotti ed eliminare le colture tradizionali. Noi, al contrario, proponiamo sementi la cui propriet sia condivisa da tutti e non appannaggio esclusivo di tre o quattro compagnie. Per questo

intervista

sosteniamo che in agricoltura bisogna mettere fine al sistema dei brevetti e valorizzare diete ricche di biodiversit, come quella mediterranea e quella indiana. Non vede nulla di buono nella globalizzazione? Mi piace la globalizzazione delle buone idee. C sempre stata, non uninvenzione recente. La globalizzazione economica attuale invece un processo non democratico, che serve a consolidare il sistema economico imperante, con i suoi privilegi e le sue vittime. Un sistema che mira a ottenere merci a costi di produzione sempre pi bassi, senza tenere in considerazione che labbassamento dei prezzi alla fonte si tramuta in costi sociali insostenibili e inaccettabili. Nello Scavo
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April 18, 2012 10:50 am / Powered by TECNAVIA / HIT-MP

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