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CARICA E SCARICA DI UN CONDENSATORE

Il lavoro di carica permette di immagazzinare energia elettrica all'interno del condensatore. Questa energia rimane a disposizione fino a quando non decidiamo di utilizzarla inserendo il condensatore all'interno di un circuito elettrico. Per osservare meglio questo fenomeno prendiamo un circuito.

Una volta chiuso il circuito possiamo notare che l'amperometro segnala il passaggio di corrente elettrica.

Dopo pochi istanti notiamo che l'amperometro segna un livello di intensit di corrente pari a zero. Perch accade questo?

Il fenomeno appena osservato dato dalla presenza del condensatore. Appena il circuito viene aperto il condensatore scarico e quindi riesce facilmente a a portare cariche su se stesso. Successivamente le cariche che si trovano gi sulle armature respingono le cariche dello stesso segno che provengono dalla batteria. Questo procedimento continua finch il flusso di cariche non viene del tutto bloccato diventando uguale a zero.
L'espressione matematica che ci fornisce l'intensit di corrente () al variare degli istanti di tempo t :

Se inseriamo il condensatore carico all'interno di un circuito, senza batteria, il condensatore stesso pu fare le veci del generatore. Infatti appena chiudiamo il circuito la differenza di potenziale ai capi del condensatore, che uguale alla fem del generatore che l'aveva caricato, fa si che all'interno del circuito passi corrente.
Generatore con il circuito chiuso. V(condensatore) = fem (generatore ideale).

Generatore con il circuito aperto.

Man mano che il condensatore si scarica la differenza di potenziale ai sui capi diminuisce e con essa l'intensit di corrente all'interno del circuito. L'intervallo di tempo che il condensatore impiega a scaricarsi uguale all'intervallo di tempo che ha impiegato a caricarsi.

Riepilogando: la curva che descrive l'andamento nel tempo della corrente una funzione esponenziale decrescente. Nell'espressione questo prodotto uguale al tempo con il quale la corrente si annulla.

Siccome la corrente di scarica del condensatore ha un'intensit che varia nel tempo in modo identica a quella della fase di carica anche la sua formula matematica identica tranne che per un segno meno che ci indica che la corrente ha verso opposto.

Lavoro di estrazione o funzione lavoro.


All'interno di un metallo, in condizioni normali gli elettroni non escono dai conduttori metallici. Essi sono mantenuti da una forza simile a quella conosciuta col nome <tensione superficiale> dei liquidi. All'interno di un metallo, le forze attrattive tra ioni del reticolo cristallino e elettroni di conduzione si equilibrano. Ma vicino alla superficie questa forza non equilibrata ed avendo una risultante non nulla diretta verso l'interno del metallo impedisce agli elettroni di scappare.

In fisica il lavoro di estrazione l'energia minima che occorre fornire per estrarre un elettrone da un metallo. Questa energia dipende dal tipo di metallo. L'energia pu essere fornita in modi diversi. Quando l'energia viene fornita riscaldando il metallo si parla di effetto termoionico. Quando l'energia viene trasmessa da un fotone si parla di effetto fotoelettrico. Infatti come scopr Einstein, quando un fotone colpisce un elettrone all'interno di un metallo gli trasferisce tutta la sua energia, se essa sufficiente, l'elettrone pu sfuggire al metallo

L'elettronvolt
Il lavoro di estrazione si misura in elettronvolt (eV). Questa unit di misura si usa per descrivere energie a livelli atomici subatomici.

Essa definita come la quantit di energia che acquisisce una carica uguale a quella di un elettrone, quando viene accelerata da una differenza di potenziale di 1V
W = q(Va-Vb) quindi: W= ( -1,6 x 10^-19 C) (-1V) = 1,6 x 10^-19 J Quindi per definizione: 1eV = 1.6 x 10^-19 J

L'effetto volta.
All'inizio del 1800 Alessandro Volta un importante fenomeno. Tra due metalli diversi posti a contatto si stabilisce una differenza di potenziale. Questa prende il nome differenza potenziale di contatto. E' diversa per coppie diverse di metalli, ma sempre dell'ordine di 1-2 V. Essa dipende soltanto dalle loro condizioni fisiche ( temperatura, stato di ossidazione ecc.) e non dalle dimensioni dei due pezzi, ne dell'area delle superfici di contatto.

Poich il lavoro di estrazione dello zinco minore rispetto a quello del rame, quando questi due metalli sono messi a contato c' pi probabilit che gli elettroni passino dallo zinco al rame piuttosto che dal rame allo zinco. Di conseguenza il Cu si carica negativamente e il Zn positivamente. Questo fenomeno detto effetto Volta dovuto alla differenza dei lavori di estrazione degli elettroni quindi: ... la differenza di potenziale, espressa in volt, che si stabilisce tra due metalli per contatto, numericamente uguale alla differenza dei lavori di estrazione dei due metalli considerati, espressa in elettronvolt Dimostrazione: lavoro di estrazione dello zinco = 3,4 eV Lavoro di estrazione de rame = 4,4 eV V zn-cu = -(3,4 -4,4) = 1,0 V

B
Per non si pu realizzare un circuito chiuso tra due metalli sfruttando l'effetto Volta perch come nel circuito in figura (sopra) vale la stessa condizione di equilibrio al contatto A al contatto B, quindi il sistema in equilibrio. Nel senso che le forze esercitate sull'elettrone che faccia il giro completo del circuito sempre uguale a zero. Non tutti i conduttori sono sottoposti a questa legge. Volta chiamo i conduttori di prima specie i conduttori ( metalli ) per i quali essa valida e i conduttori di seconda specie gli altri ( soluzioni diluite di sali e acidi in acqua)

La pila
Come abbiamo detto non possibile costruire un generatore di corrente elettrica basato sull'applicazione dell'effetto Volta. Infatti Volta attuando delle piccole modifiche al sistema riusc a creare un generatore di tensione, la pila. Come? Struttura: La pila di Volta costituita fondamentalmente da una colonna di pi elementi simili sovrapposti, cosiddetti elementi voltaici, ciascuno dei quali consiste in un disco di zinco sovrapposto ad uno di rame, uniti attraverso uno strato intermedio di feltro o cartone imbevuto in acqua salata o acidulata. Al posto del rame possibile impiegare anche l'argento; al posto dello zinco si pu usare anche lo stagno. Collegando gli estremi superiore ed inferiore della pila per mezzo di un conduttore elettrico si produce un circuito nel quale passa corrente continua. Per avere un flusso di cariche elettriche occorre mantenere una differenza di potenziale tra i due poli: a questo scopo si usano i generatori di corrente elettrica. Il primo generatore di elettricit della storia appunto la pila.

1. un elemento della pila 2. strato di rame 3. contatto negativo 4. contatto positivo 5. feltro o cartone imbevuto in soluzione acquosa 6. strato di zinco

L'effetto termoelettrico
Il fisico tedesco Johann Thomas Seebeck scopr nel 1826 che in un circuito formato due metalli diversi si pu avere passaggio di corrente, che corrisponde ad una piccola forza elettromotrice ( di qualche millesimo di volt), se le saldature tra i metalli sono mantenute a temperature diverse. Il fenomeno detto Effetto termoelettrico o Effetto Seedbeck.

T2

Un circuito chiuso formato de due fili, uno di rame e uno di ferro saldati ai due estremi. Una delle due giunzioni mantenuta alla temperatura T1 e l'altra a temperatura T2. Si osserva sperimentalmente che nel circuito fluisce corrente elettrica.

T1

Per capire questo effetto effetto bisogna ricordare che l'energia cinetica degli elettroni in un metallo dipende dalla temperatura. La temperatura diversa tra le giunzioni dei due metalli fa si che nella giunzione il flusso di elettroni sia diverso da quello che si ha nell'altra saldatura. Cos la densit degli elettroni aumenta in certe parti del circuito e diminuisce in altre. Se la differenza di temperatura viene mantenuta si hai l passaggio costante di corrente stazionaria.

Sapete come funziona un termometro elettrico? Questi termometri sfruttano l'effetto termoelettrico in modo vantaggioso cos da poter misurare temperature pi elevate rispetto ai classici termometri a liquido. Due fili metallici di caratteristiche note sfruttano la termocoppia ( coppia termoelettrica). La giunzione del metallo che deve essere messa a contatto con il corpo da misurare si trova ad una temperatura T2, mentre l'altra mantenuta ad una temperatura di riferimento T1. La temperatura che fluir nel circuito quindi dipende dalla temperatura T2. Questa corrente misurata da un amperometro inserito, in serie, nel circuito. Se quest'ultimo tarato correttamente tale amperometro A fornisce direttamente il valore di T2.