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Il Rosso e il Nero

Settimanale di strategia

FRANCE TERNELLE
Hollande disubbidir alla Merkel?

12 aprile 2012

Ogni paese ha i radicalismi che si merita. Studiarli interessante, perch per il loro tramite si possono intravedere i sentimenti inespressi, ma ben presenti, dellopinione pubblica moderata. Il voto elettorale, in altre parole, obbliga a schierarsi, ma in quel guazzabuglio caotico di idee raccogliticce, frasi fatte e credenze per sentito dire che leader dei Pirati di Berlino (a sinistra) ha 33 anni, sono le teste degli umani (la Il segretario nazionale Nerz (a destra) ne ha 28. il definizione del biologo Henri Laborit), le idee radicali e quelle moderate si mescolano in tutti noi come in un caleidoscopio. In Germania c la Linke, una nicchia dell8 per cento che sa di antico (viene diritta dalla Sed della Ddr) e non ha forza propulsiva. Poi ci sono i Verdi, i sessantottini imborghesiti che hanno disciolto il loro radicalismo ecologista sul fondo romantico dellanima tedesca e hanno avuto in questo tanto successo che ora la Merkel antinuclearista come loro. Con i tetti delle case coperti da pannelli solari dalle Alpi bavaresi al Baltico, i Verdi sono in crisi didentit. Un anno fa erano dati al 25 per cento nei sondaggi e ora sono scesi all11. Sono stati mangiati vivi dalla Piratenpartei che, con il 14 per

cento dei consensi, oggi la terza forza politica della nazione guida dellUnione Europea. I Pirati sono essenzialmente dei libertari. Lunica cosa sicuramente di sinistra che chiedono il salario di cittadinanza, ma per il resto ricordano molto di pi il Tea Party che non i liberal o i progressive americani. Libert assoluta sulla rete, poche tasse, stato minimo. S alleuro, s allEuropa. Il 100 per cento delle forze politiche tedesche dice s alleuro e s allEuropa, con convinzione. In Germania si respira dunque aria fresca. Tutto il contrario che in Francia. A destra il Front National, con il 16 per cento dei consensi, Le buone idee esistono per essere copiate. Manifesto della Piratenpartei contro il copyright. raccoglie il voto un po fangoso dei Pieds Noirs fuggiti dallAlgeria, dei bianchi poveri delle banlieues islamizzate e dei nostalgici di Vichy. E eurofobico e sempre pi antieuro. A sinistra spopola il fascinoso massone-socialista-trotzkista Jean-Luc Mlenchon, uomo colto e brillante. Visto il successo travolgente della proposta di Hollande di tassare al 75 per cento i redditi sopra il milione, ha pensato bene di proporre laliquota del 100 per cento per il reddito che supera i 350mila euro e ha avuto ancora pi successo, visto che i sondaggi lo danno al 14 per cento. Per non farsi mancare nulla, Mlenchon chiede anche di riabbassare let della pensione a 60 anni. Alle domande sullEuropa risponde soavemente e abilmente che leuro gli va benissimo. Considerando altre forze minori, pi di un francese su tre pronto a votare per candidati che vogliono uscire dalleuro o che, pur dicendo di volervi restare, lo farebbero collassare in pochi minuti nel caso uscissero vincitori. In questi anni si insistito sulle angosce dei tedeschi nei confronti dellEuropa e se ne tratta la conclusione errata che la Germania se ne vuole
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andare. In realt, la loro, quando c, langoscia di chi crede sul serio al progetto e, proprio perch ci crede e si sente caricato di responsabilit, ne vede anche le gigantesche difficolt di realizzazione. LEuropa ha tanti problemi. Tre paesi, Grecia, Irlanda e Portogallo, sono ospedalizzati e vivono con la flebo della Bce e del Fondo Monetario. La Spagna in una situazione straordinariamente difficile. LItalia non se la passa molto bene. Tutti questi paesi sono profondamente malati, ma i loro problemi nei confronti dellEuropa sono pi economici che politici. Questo vuol dire che, se nel mondo non succede niente di grave e se non cadiamo tutti in una nuova recessione globale, sar possibile, almeno in teoria, continuare a camminare sulle uova tenendoci per mano. Se per il problema assume natura politica, allora la crisi pu diventare fulminante. E il problema politico non , come abbiamo visto, la Germania, ma la Francia postsarkozista. Se a un terzo dei francesi non importa nulla dellEuropa vuol dire che anche gli altri due terzi hanno dei dubbi. Hollande un europeista classico, ma sa fiutare bene laria del tempo. Riaprire il discorso sul fiscal compact con Mlenchon che riempie le piazze e gli soffia sul collo, per quanto perfettamente legittimo, suonerebbe malissimo alle orecchie tedesche e a quelle dei mercati. Se non ci fossero le elezioni francesi non saremmo particolarmente preoccupati n del voto greco n del referendum irlandese. Anche la missione impossibile di Rajoy in Spagna diventa possibile se la Germania decide che debba esserlo. Nonostante le sbavature del suo piano e la mancanza, per ora, di un progetto credibile a lungo sana questa carta? Pirati contro la termine, Rajoy gode in Quanto sanitaria, costosa perIlerario, intrusiva tessera Germania di un forte appoggio. per i cittadini. Nessun ministro o parlamentare liberale o cristiano-sociale rilascia dichiarazioni antispagnole. Ci sono solo parole di incoraggiamento e di stima. Le elezioni francesi, per, ci saranno e sono lelemento che ci fa passare qualsiasi tentazione di suggerire di approfittare della correzione in corso per

comprare. Meglio vedere il voto e studiare le prime mosse di Hollande (se i sondaggi saranno confermati). Se non ci fossero le elezioni francesi i livelli attuali delle borse ci sembrerebbero equilibrati. Studi accurati hanno smontato le illusioni sul boom delloccupazione americana. Linverno stato caldissimo e le assunzioni in pi sono state solo negli stati solitamente freddi. Negli stati caldi non c stata nessuna differenza. I dati relativi alla produzione continuano per a essere buoni e non fanno pensare a unimminente riduzione di attivit. Se i dati sugli utili del primo trimestre saranno, come probabile, buoni, i mercati non risaliranno subito, ma arresteranno la loro discesa. Il ritorno sui massimi sar possibile pi tardi, fra qualche settimana, se dallEuropa saranno arrivati messaggi rassicuranti. Il ciclo borsistico in corso molto simile a quello del 2011 slittato in avanti di un mese. Stessa la durata e la portata del rialzo (sei mesi), stessa, per ora, la dinamica della prima correzione. Lanno scorso si tratt della Libia e di Fukushima, questanno si parla di Spagna e fra poco ci sar la Francia. Il sell in May, nel 2011, funzion benissimo, perch in maggio furono toccati i massimi dellanno. Ai ritardatari fu data una seconda possibilit in luglio, con il mercato di nuovo ai massimi. I pi agili potranno sfruttare anche questanno le oscillazioni della fase laterale che si probabilmente aperta e che potrebbe durare fino allestate. Per chi non bada ai dettagli lanno forse finito qui e nel prossimo periodo si tratter di alleggerire su forza pi che di comprare su debolezza. Lultima parte dellanno carica di incognite. La falesia fiscale, il fiscal cliff, sar un momento molto delicato. Oggi in America nessuno, persone o societ, ha idea di come sar tassato lanno prossimo. Lincertezza indurr a rimandare le decisioni di acquisto, di investimento, di assunzione di personale. Dopo le elezioni di novembre, daltra parte, diventer meno improbabile un attacco allIran. Le tensioni nellarea sono gi alte e saliranno gradualmente nei prossimi mesi. La Turchia si prepara a intervenire in Siria, le sanzioni contro il petrolio iraniano incidono ogni giorno di pi non solo
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Jean-Luc Mlenchon

sullIran, ma anche sui paesi che ne hanno fino a oggi importato il petrolio, tra cui Italia, Grecia, Spagna e India. Piove sempre sul bagnato. Alessandro Fugnoli +39 02 777181

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