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Ugo Foscolo

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis


Le Ultime lettere di Jacopo Ortis un romanzo epistolare la cui composizione impegn a lungo lautore. La prima traccia si ha nel 1798 a Bologna ma poi la guerra contro gli austro-russi costringe Foscolo a interrompere la stesure che riinizia tra il 1801 a Milano (tema Amoroso ubicazione Colli Euganei) e il 1802(ambientazione in Italia, tema politico) preparando due edizione accresciute. Lultima stampa che fu anche quella definitiva fu quella di Londra nel 1817. Il romanzo costituito da una raccolta ordinata di lettere inviate da Jacopo allamico Lorenzo Alderani fra l11 ottobre 1797 e il 25 marzo 1799. Trama: La vicenda inizia con il trattato di Camporformio con il quale Napoleone cede Venezia allAustria la quale perde cos la sua indipendenza. Jacopo , animato dal sentimento patriottico si ritira sui colli Euganei. Qui si innamora di Teresa, la quale per e stata promessa dal padre a un altro uomo: Odoardo. Jacopo tenta cos di dominare la passione viaggiando attraverso lItalia, in questo modo pu vedere la situazione italiana passando per Milano dove incontra Parini e per Ventimiglia dove svolge una meditazione pessimistica sulla societ. Il viaggio il momento determinante del racconto. Tornato ai colli Euganei, saputo delle nozze di Teresa, la incontra strappandole un bacio, ma sapendo che non potr mai averla interamente decide di suicidarsi pugnalandosi al cuore. Linizio del romanzo E questa la prima lettera del romanzo datata Da colli Euganei, 11 ottobre 1797. Questa lettera contemporanea alla firma del trattato di Campoformio, il crollo dellillusione politica porta con s il crollo di tutte le altre come la prospettiva di un cambiamento sociale con la rivoluzione francese che non avviene, il pensiero dei giovani va in crisi, ed in questo modo il romanzo si apre con una suggestione eroico negativa di stampo alfieriano: leroe sfortunato, la grandezza delleroe nella sfortuna. Lamore per Teresa In questa lettera Jacopo parla damore, la lettere data 12 ottobre 1798. Si ha la visione di Teresa che descritta come una donna paradisiaca , bellissima , limmagine di Teresa viene fortemente interiorizzata. Dalla frase: lestasi dellamore mi aveano infiammato e rapito fuori di me si pu comprendere come lamore sia pazzo. Lamore dimostrato da Foscolo lamore per una singola donna, quindi una passione totalizzante. La lettera poi cambia di tema, il destino dei due innamorati un destino di sventura, Jacopo accosta lidea di separazione che lui ha dalla madre e dalla terra materna con quella che Teresa ha con la madre la quale separata dal padre, il signor T. Vi lassociazione del tema sentimentale a quello politico. Lincontro con Parini In questa lettera vi lincontro di Jacopo con Parini, la lettera datata Milano, 27 ottobre 1798. Parini un uomo animosus, animato dai ricordi della giovinezza e dallamor di patria. Parini viene visto come un alter ego di Jacopo Ortis. Alfieri diceva che per avere indipendenza intellettuale serve indipendenza economica, Foscolo invece sostiene che anche chi povero pu scrivere, e scrivere la verit.

Milano, 4 dicembre In questa lettera Ortis divide la societ in tre ceti: i pochi che comandano, quelli che servono quelli che comandano e gli altri che brigano(lavorano). Ortis si colloca nel ceto degli intellettuali quindi in nessuno dei tre, in questo modo si separa per trasmettere alla gente la conoscenza della realt e criticare la societ giudicandola. La frase:dove un d o laltro verranno tutti ad abitare con e a rimescolarsi nella materia, sotterra. Ricorda il carme dei sepolcri. Idea del suicidio gi presente in questa lettera, ma vi anche la paura di morire senza essere nessuno (crisi della fama). Questa lettera ha pi la forma di un dialogo, infatti ve ne molto con il destinatario Lorenzo Alderani. Leroe romantico, cerca la gloria nella sventura, una sorta di titanismo che si pu collegare ad Alfieri. Litalia in condizioni disastrose, perci lindividuo pu diventare grande, nel caso di Ortis come intellettuale. Leroe sventurato o dalla natura o dalla societ (soffro,quindi sono). Lo Sventurato si fa carica della sventura della societ. il Parini [] fremeva per le antichi tirannidi e per la nuova licenza da questa frase si scorge una riflessione sullessere letterario. Non avremo salute (salvezza) mai? Ah se gli uomini si conducessero sempre al fianco la morte Seneca: pensare di dover morire ci rende liberi. Lazione politica si fa con la violenza. La lettera da Ventimiglia La lettera da Ventimiglia una delle pi celebri del romanzo. Jacopo espone una rappresentazione sconsolata e pessimistica tanto delle vicende storiche quanto della condizione esistenziale delluomo, costretto a un dolore senza senso. Si nota la delusione storica della generazione postilluministica davanti allinvoluzione autoritaria della rivoluzione francese, espressa da Napoleone. Il paesaggio alpino, la rappresentazione simile a quelle dellinferno dantesco. La natura prende le forme umane (antropomorfismo la natura si siede qui solitaria e minacciosa). Latteggiamento della natura quello della societ. Vi una rappresentazione del dramma, della guerre, della bestialit delluomo, dei soprusi. luniverso si controbilancia :tutte le guerre e i morti da esse fatti sembrano portare a un equilibrio. MORS TUA, VITA MEA MORS MEA, VITA TUA. Jacopo giunto a Ventimiglia, al confine con la Francia, per mettersi in salvo allestero,cedendo alle preghiere della madre e dellamico Lorenzo. Ma qui cambia opinione e si decide a tornare indietro, per morire sulla terra della propria patria. Va maturando in lui lidea del suicidio.

LE GRAZIE
Le grazie sono unopera artisticamente elevata ma povera di vita e di verit oggettiva. Foscolo lavora allopera tra il 1812 e il 1813 con lobbietivo di comporre un lungo inno e poi strutturare il testo in 3 parti, cio in tre inni (Venere, Vesta, Pallade) e dedicati allo scultore Canova in riferimento ad alcune sue tematiche affini. Viene definitivamente confermata una visione pessimistica della storia. Il ritorno a Milano nel 1813 e gli eventi legati allesilio interrompono il lavoro fiorentino cos che il lavoro delle grazie si blocca incompiuto. Il primo inno quello dedicato a Venere, descrive lapparizione della Dea della bellezza, Venere, e delle grazie, Aglaia, Eufrosine e Talia, sue compagne nel mare greco. Le Grazie allontanano luomo dallo stato di primitiva ferinita avvicinandolo al senso della bellezza e quindi di civilt con la nascita della stessa nella Grecia classica. Il secondo Inno a Vesta si svolge a Firenze nella villa di bello sguardo, il poeta raduna tre donne: Eleonora Nencini suonatrice darpa, Cornelia Martinetti, portatrice del favo di miele simbolo della parola poetica, Maddalena Bignami, danzatrice. Assieme rappresentano la bellezza da un punto di vista neoclassico: lequilibrio e larmonia sono due valori persi da imitare e contemplare con nostalgia. Il terzo inno a Pallade,

incompleto, doveva riguardare la perdita nel presente dei valori rappresentati dalle grazie, allora Pallade, dea dellintelligenza, a mandarli nuovamente tra gli uomini, tramite delle grazie, ma nascoste da un velo che le nasconde dagli occhi indegni . Si vede infine il rimpianto per il tramontare del prestigio sociale dei poeti. Lintento stilistico centrale quello di dare corpo alla bellezza che pu essere espressa solo per via allusiva e musicale. C anche il sentimento tragico della negativit del presente, e addirittura della precariet della condizione umana in se stessa. La Scrittura delle grazie perci classica dotta e letteraria, il modello di bellezza, bloccato in una lingua morta, parla di un mondo estraneo alla modernit. Il sorriso delle grazie Lincontro con le grazie non definitivo, il tempo della bellezza, della primavera, della sofferenza. Vi linvocazione delle grazie e alle divinit di tutto ci che bello. La situazione dellItalia devastata e ha bisogno della bellezza, perch gli italiani non sono in grado di accoglierla. Ugo Foscolo denota il problema della patria e vuole emulare il passato glorioso.

DIDIMO CHIERICO: IL DISINCANTO DELLINTELLETTUALE


Il sistema Ortisiano entra progressivamente in crisi, con il suo eroismo estremo e autodistruttivo, lasciando il posto a un atteggiamento ironico e distaccato, quando non addirittura irridente e cinico. Vi la ricerca della relativit, lidealismo , il gusto della prassi, un registro ironico, distacco dal testo e disincanto. Nel 1813 lopera fu pubblicata, con il nome di Didimo Chierico quale responsabile della traduzione, Didimo Chierico un alter ego eccentrico che sostituisse quello dellOrtis, Didimo un intellettuale ma rifiuta tutte le mode cui hanno ceduto gli altri intellettuali, e vive appartato da essi in una solitudine pronta allo scatto derisorio o allironia maliziosa. E piuttosto la sfiducia nella realizzabilit dei suoi ideali che la sfiducia negli ideali stessi a generare il ripiegamento e la rinuncia di Didimo. Latteggiamento schivo e riservato non impedisce che Didimo pronunci giudizi taglienti , sia pure spesso alquanti misteriosi, su ogni cosa.

SONETTI E ODI
Gi pubblicati nel 1798, ledizione definitiva usc nel 1803. La pi antica a Luigia Pallavicini caduta da cavallo si ricollega al gusto del settecento arcadico trasfigurando in un ideale di pura bellezza la destinataria. Pi intensa e personale invece lode Allamica risanata dedicata ad Antonietta Fagnani Arese , amante dal poeta, che durante linverno era stata spesso malata. Qui la bellezza della donna sprigiona un indefinibile turbamento sensuale. La descrizione della donna , i giochi letterari, i gesti rallentati fino allestenuatezza rispondono a una coerente finalit complessiva che assegna il significato della scrittura non alla rappresentazione realistica delle cose, ma al canto stesso del poeta. Infatti la bellezza della donna corrisponde alla bellezza della poesia, che della prima specchio e coscienza. Indubbiamente nella forma del sonetto Foscolo d il meglio della propria ispirazione giovanile. Alfieri per i sonetti e Parini per le odi fungono da modelli. I temi trattati sono quelli amorosi a cui si affiancano tematiche politico-culturali con una decisiva tendenza allautoritratto. Si notano tensione e conflitto, lio muove guerra al mondo. Allamica risanata E questa la pi matura delle odi fosco liane. Fu composta nel 1802 e fu dedicata ad Antonietta Fagnani Arese, malata durante linverno, viene qui, tramite il componimento il ristabilirsi della salute. Foscolo si ispira a Parini e al classicismo notevole tramite le fonti greche e latine. La bellezza,

larmonia e lequilibrio sono esaltati come supremi valori che danno senso alla vita. La funzione della poesia quella di consolare gli uomini e di soddisfarne il bisogno di significato. Alla Sera Pubblicato nel 1803, questo sonetto scritto in un periodo di crisi esistenziale per Foscolo. La sera immagine della morte, riesce a trasmettere al poeta un senso di distanza dal presente e a placare le sue tempeste interiori. La bellezza, cio lesercizio stilistico del sonetto stesso, laltro momento di pacificazione e di superamento di s. A Zacinto Il tema del sonetto tipicamente foscoliano quello dellesilio, notabile dalla rievocazione della propria isola natale. Zacinto si specchia in quel mare in cui nacque la dea Venere. Omero racconta il viaggio di Ulisse, che riusc a tornare nella amata isola Itaca, diversamente da lui, il poeta infatti sa che il suo ritorno a Zacinto impossibile. Cos che alla sua isola natale pu dedicare solo la propria poesia. In morte del fratello Giovanni La morte del fratello Gian Dionisio era avvenuta a Venezia l8 dicembre 1801 forse per suicidio in seguito a un debito di gioco. La poesia si ricollega al tema dellesilio e al sonetto Alla Sera per valorizzarne la morte quale quiete contrapposta alla tempesta della vita. Lo spunto letterario di partenza quello del carme CI del latino Catullo, scritto anchesso per la morte del Fratello.

DEI SEPOLCRI
Il carme dei sepolcri lopera pi compatta e conclusa di Foscolo. Proprio questa caratteristica fa s che negli ultimi anni ci sia stato un sensibile raffreddamento dellinteresse e dellapprezzamento critico per il poemetto, visto che si preferisce rivalutare Foscolo come poeta frammentario e incompiuto visibile nelle Grazie. In realt pochi testi della nostra letteratura sono altrettanto attualizzabili come il Dei sepolcri. La questione riguarda il rapporto dellideologia e della morale laica e materialistica con i grandi temi tradizionalmente gestiti dalla religione. Si ha quindi una ridefinizione del valore della morte e dei riti che lhanno storicamente accompagnata fin dalla nascita della civilt. Si trattava di riscrivere le coordinate di una visione laica delluomo, che prendesse il posto di quella cristiana fino ad allora dominante. Il contenuto I sepolcri vengono definiti da Foscolo carme con il cui termine voleva rilanciare un genere di poesia impegnato e solenne. I Sepolcri sono innovativi in quanto cercano di dimostrare la teoria con esempi ed argomentazioni. I sepolcri sono costituiti da 295 endecasillabi sciolti suddivisibili in 4 parti. PRIMA PARTE: affronta il tema dellutilit delle tombe e dei riti dedicati ai morti. Questi hanno senso se legati a una dimensione sociale delluomo, e garantito per lestinto dai superstiti che lo piangono e lo ricordano, rimanendo in contatto con lui. La morte da questo punto di vista non uguale per tutti: perch i colpevoli non sono ricordati , mentre i buoni s. Secondo Foscolo, sepolture esemplari sono meritate da persone esemplari (Parini) e non da persone solamente ricche che se le possono permettere. SECONDA PARTE: vi in questa parte una ricognizione delle varie concezioni che si sono susseguite, rispetto alla morte, nel corso della civilt umana. Da una parte esecrato il modello cattolico medievale che trasmette alla morte un connotato di paura, dallaltro esaltato il periodo classico capace di un rituale rasserenante ed affettuoso, in cui il legame tra vivi e morti

garantito. Questo modello per non necessariamente legato al mondo antico, ma Foscolo afferma che in Inghilterra si ancora in grado di rappresentare in modo sereno il mondo dedicato ai morti, costruendo per loro camposanti che assomigliano a giardini. Per s e per lamico Pindemonte, Foscolo augura invece una sepoltura capace di lasciare uneredit di sentimenti affettuosi e di arte impegnata e libera. TERZA PARTE: E ripreso e trattato a fondo il rapporto tra significato privato e pubblico della morte. Le tombe dei grandi comunicano ai virtuosi il loro esempio, e li stimolano a proseguirne lopera. Ne prova il caso di Santa Croce a Firenze, dove sono sepolti molti dei Grandi italiani( Macchiavelli, Michelangelo, Galilei). Dalla memoria del passato deve ripartire quindi il riscatto italiano. Esempio infatti Alfieri il quale si recava spesso a questa chiesa e nella quale ora sepolto. Questo un sentimento che pu essere accettato da un punto di vista laico, valorizzando la storia umana e la sua virt. Altro esempio quello della battaglia di Maratona, dove molti hanno accettato di morire per difendere la propria patria, e quindi di essere ricordati a lungo. QUARTA PARTE: La parte conclusiva ricorda una leggenda del mondo classico la quale narrava che dopo la morte, il mare avrebbe deposto sulla tomba di Ajace le armi di Achille che Ulisse aveva ottenuto in eredit con linganno, spingendo Ajace al suicidio. Questo episodio serve a riflettere sul valore della morte, che compensa le ingiustizie della vita, riconoscendo i meriti ai virtuosi. La funzione della poesia quella di celebrare le virt presenti e antiche e di conservare il ricordo anche dopo i segni materiali da esse lasciati sono stati dispersi da tempo. Per confermare la funzione della poesia, Foscolo fa lesempio di Omero che ha narrato le vicende della guerra di Troia divenuta cos eterna nelle generazioni successive. Il valore di questo episodio accresciuto dal fatto che Omero, ha dato il giusto riconoscimento al valore dei troiani sconfitti, confermando il carattere di moralit insito nella poesia e arrivando a fare di Ettore, il pi sfortunato e generoso degli eroi troiani, un modello immortale di lealt e virt.

LA RICEZIONE DI FOSCOLO DAI CONTEMPORANEI AL NOVECENTO


La lettura di Foscolo in chiave patriottica e risorgimentale si fonda sulle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Mazzini fin dal 1829 avvia unesaltazione di Foscolo in direzione democratica e liberale. A questa interpretazione si oppone quella malevola dei patrioti cattolici. Foscolo diventa quindi oggetto di letture strumentalizzanti. Compiuta lunit dItalia, Foscolo incarna quella vuota idealit in cui risiede il limite della nuova borghesia nazionale. Il Foscolo Ortisiano diventa il ritratto dellintellettuale settecentesco arcadico incapace di entrare realmente in rapporto con la storia. Solo con I Sepolcri , la coscienza di nuovi ideali si congiungerebbe alla effettiva condizione storica. Con lavvento delle Grazie, vi il ritorno al distacco e alla superiorit tipica del Foscolo. Le odi, i sonetti e i Sepolcri conquistano un onore restato pressoch immutato fino ad oggi. Dal novecento in poi , la critica relega I Sepolcri in una posizione marginale, e affidando alla maggiore problematicit e allapparente modernit delle Grazie un ruolo di primo piano.