Sei sulla pagina 1di 163

INDICE

La Stanza di Dante a Bagnolo in Piano di Linda Marchi PRESENTAZIONE I dieci anni a Marola di Deliana Bertani pag. 4 Un grazie speciale a tutti! di Susanna Cagossi pag. 6 ATTIVITA NELLE E CON LE SCUOLE MEDIE SUPERIORI Workshop al BUS
Il secondo anno al BUS di Enea Mammi pag. 11 Da volontaria a coordinatrice di Anna Greco pag. 12 Stanza di Dante IPSIA Lombardini di Silvia Borghi pag. 13 La Stanza di Dante alle superiori di Francesca Tirelli pag. 14 Una squadra speciale di Annachiara Montanari pag. 15 pag. 23

La stanza di Dante alla scuola elementare G. Marconi di Chiara Lanci pag. 24 La stanza di Dante alla scuola media Leonardo da Vinci di Monia Astrologi pag. 25
Parlano i volontari pag. 26 Scuola media Fontanesi di Maria Alessandra Ricc pag.27 - I commenti dei volontari pag. 27 -

Istituto IPSIA Bombardini Istituto superiore G. Scaruffi


-

Workshop alla scuola media Leonardo da VinciEinstein di Chiara Lanci pag. 28 Workshop alla scuola media Aosta di Patrizia Montanari
e Federica Sassi pag. 30 - Una scuola di vita di Giulio Bellecca pag. 30 - Il mio ultimo anno con Gancio di Erica Bini pag. 31

Liceo Moro
-

I workshop di Gancio presso listituto comprensivo Ligabue di Francesca Tirelli pag. 32 Il workshop alla scuola media Dalla Chiesa di Engy
Abdellatif pag. 32 - Il Gancio visto dai volontari e dai ragazzi pag. 33 Workshop alla scuola elementare Don Milani di Chiara Lanci pag. 35 - Parlano i bambini pag. 35

I WORKSHOP E LE STANZE DI DANTE NELLE SCUOLE MEDIE ED ELEMENTARI La stanza di Dante presso la scuola media G. Pascoli di Cadelbosco Sopra di Francesca Tirelli pag. 19
Parlano i volontari del marted pag. 20

Workshop scuola elementare San Giovanni Bosco


La parola ai volontari pag. 36 Cosa ne pensano i ragazzi pag. 36

La Stanza di Dante allistituto comprensivo FermiManzoni


Il Gancio del luned di Engy Abdellatif pag. 21 La Fermi del gioved di Maria Alessandra Ricc pag. 21 I commenti dei volontari e dei ragazzi pag. 21 2

I workshop di Gancio presso listituto comprensivo G. Galilei di Francesca Tirelli pag. 37 Gancio Originale a Massenzatico visto da Elena di Elena
Cipelli pag. 38

Gancio Originale a Gavassa di Elena Cipelli pag. 38

Workshop Don Pasquino Borghi di Rivalta di Maria


Alessandra Ricc pag. 39

Workshop alla scuola media Marco Emilio Lepido


Un anno da ricordare di Patrizia Montanari e Federica Sassi pag. 40 - Chi trova un amico di Valeria Datteri, Chiara Mastrolorito, Lorenzo Tamburini pag. 40 - La mia esperienza di Gancio di Annalisa Paglia pag. 41 - Filastrocca volontari pag. 42 - Filastrocca ragazzi pag. 43 Scuola elementare Collodi di Francesca Mancin pag. 44 - I commenti dei volontari pag. 44 Il Gancio di Montecavolo di Daniela Ligabue e Silvia Arlini pag. 45 - I bambini e i volontari dicono di Gancio pag. 45 -

A Bordo: esperienze di volontariato pag. 56 Extratime estivo di Chiara L. e Engy A. pag. 66 Istituto professionale Simonini
pag. 67 La mia esperienza al Simonini di Chiara L. pag. 66

Centro pomeridiano di Castelnuovo Sotto di Sara Bonini GANCIO E LA SUA RETE Free Student Box 2006/2007
Relazione di fine anno scolastico di Leonardo Angelini pag. 71 Lattivit svolta con lUniversit di Modena e Reggio sullintegrazione dei bambini immigrati chiamata La stanza di Dante va alla Materna di Mariella Cantini pag. 80

Amici di Gancio Originale


-

Workshop Galileo Galilei


Supergancio di Linda Marchi pag. 46

ALTRE ESPERIENZE DI VOLONTARIATO Gancio e lEuropa pag. 49 La citt educativa


Il bilancio di questanno di Chiara Bertozzi pag. 51 Parlano i volontari pag. 51 Gancio al Busetti di Cecilia Cigarini e Mara Rossi pag. 55 -

LA FORMAZIONE Marola 2006: Report pag. 85 IL BILANCIO 2006 pag.111 GANCIO SULLA STAMPA pag. 119

I 10 anni a Marola
Deliana Bertani
Siamo arrivati alla 10edizione del Seminario al Seminario. Perch Il seminario? Gancio Originale un progetto di volontariato che vede raramente insieme i suoi numerosi aderenti; ci rende difficoltosa non solo la comunicazione e il confronto fra tutti, ma anche la rappresentazione mentale in ognuno dei reali e molteplici confini del progetto, confini che fra laltro si ampliano e si modificano di anno in anno. Un po per scherzo , ma soprattutto per stare insieme e conoscerci meglio, abbiamo lanciato il seminario residenziale di Marola , per far fronte all esigenza di avere una spazio fisico di conoscenza reciproca, di riflessione, di apprendimento comune, uno spazio fisico che fosse per l occasione per mettere insieme una rappresentazione mentale comune ,come si diceva ,a cui fare riferimento durante lanno, in cui riconoscersi ma anche a cui pensare come momento di divertimento, di vacanza, di gita Negli anni sono cambiati gli argomenti , i contenuti del seminario , sono cambiati i volontari, molti adulti, ma rimasta identica la modalit dellapproccio con i giovani volontari . E questo si vede negli annuari. I giovani sono i protagonisti, sono coloro i quali assumendosi responsabilit e svolgendo con impegno e passione i compiti assunti durante tutto lanno scolastico permettono a Gancio Originale di vivere, di crescere, di essere costantemente aggiornato ai bisogni e alle esigenze che nel frattempo sono cambiate , sono diventate pi complesse e articolate rispetto a quando abbiamo iniziato nel 1991. Anche la carta di identit di Gancio nel tempo cambiata, diventata pi nitida e rappresenta ormai un 5

organismo complesso e numericamente importante. Fra volontari, ragazzini seguiti, insegnanti, presidi,bidelli, Volontari del Servizio Civile , tirocinanti, operatori sono circa un migliaio le persone che circolano in un anno dentro G.O. Gancio Originale diventata una presenza riconosciuta in citt, nelle scuole e fra i giovani; questo un elemento importante per il nostro futuro, per i nostri ragionamenti, per le nostre attivit, per le scelte di questa nostra impresa . G.O. si confermato come un intervento di prevenzione importante di un Servizio- Psicologia Clinica- del Sistema Sanitario pubblico che cresciuto un po alla volta giorno dopo giorno, che ha affrontato concretamente, pazientemente alcuni aspetti del mondo dellinfanzia , dell adolescenza e della giovane et a Reggio che si messo in rete con laltro pubblico , con il privato, con le parrocchie, con le polisportive , con tutti coloro che abbiamo incontrato e via via incontriamo nel nostro percorso. E unesperienza con la quale siamo entrati nel merito dei problemi del rapporto fra la generazione dei giovani e quella dei padri a RE , con la quale abbiamo fatto sperimentare che il volontariato non una dichiarazione di fede n una scelta di vita ,ma un dare ricevere contraccambiare alla portata di tutti, che tutti possono avvicinare senza perdere le proprie caratteristiche di giovane. Il seminario annuale di Marola diventato di anno in anno unoccasione di incontro non solo per i ragazzi ma anche per gli operatori della sanit, della scuola, degli enti locali. Unoccasione per imparare, pensare , riflettere , correggere il tiro, inventare nuove risposte e programmare. A Marola sono state concepite le stanze di Dante,gli sportelli scolastici Freestudentbox, aTUxTu, strolgancio, il corso per Mediatori culturali realizzato con il Cesvip. Possiamo fare ,lo diciamo senza timore e senza falsi pudori , un bilancio positivo e degno di lode.

Nel frattempo lanno scorso nata lAssociazione Amici di Gancio. Fra le altre motivazioni di questa nascita cera anche quella di dare a chi era passato con diversi ruoli da Gancio , uno spazio per poter continuare a sentirsi e risentirsi IN-GANCIO. La scommessa era quella di riuscire a coniugare stabilit con la leggerezza, la giovent con le altre et, la delicatezza con la pesantezza e la corposit dellimpegno, la visibilit con la presenza discreta. La scommessa era quella di essere amici veri, solidi non invadenti, non inopportuni,; di quelli che ci sanno essere al bisogno ma sanno fare anche un passo indietro. Come potete vedere sullannuario 2006/2007 la scommessa per ora stato vinta: gli amici di Gancio hanno contribuito a realizzare cose nuove e a solidificare vecchie esperienze. Mi auguro che possa essere cos anche in futuro. La struttura del Seminario che ci ha ospitato in questi anni inizier subito dopo il nostro seminario una lunga ristrutturazione. Non sappiamo quindi se lanno prossimo potr ospitarci. Vedremo fin da ora di trovare unalternativa in attesa di poter tornate a Marola, in un luogo che cos adeguatamente ci ha ospitato e ci ha aiutato ,con le sue mura antiche e possenti, la sua frescura, il suo silenzio, a divertirci, a ritrovare atmosfere di gioco ma anche di riflessione e di un fare pensato. Ringrazio, a nome di tutti ,Don Ildo e il personale che ci ha permesso di trascorrere tutti gli anni a Settembre due giorni importanti, sempre diversi,fondamentali per ricominciare le attivit dopo lestate .

Un grazie speciale a tutti !


Susanna Cagossi
Ancora una volta siamo alla fine dellanno scolastico, il tempo vola! Nelle pagine seguenti abbiamo cercato di dare evidenza della complessit e intensit del lavoro svolto, dei legami consolidati e dei nuovi progetti avviati, delle relazioni intrecciate con tutti i protagonisti di Gancio Originale e della sua rete, ci scusiamo se abbiamo tralasciato qualcuno o se non abbiamo aspettato qualche ritardatario per lannuario, . A tutti i protagonisti dobbiamo UN GRAZIE DAVVERO SPECIALE ! Al mondo della scuola, ai Dirigenti Scolastici che credono nel progetto e ogni anno collaborano per la messa a punto delle attivit, in relazione ai bisogni che via via si evidenziano, agli Insegnanti Referenti che con minuziosa pazienza, nelle varie Scuole, raccordano lattivit di Gancio con i colleghi, sia per la raccolta dei bisogni , bambini e ragazzi che usufruiscono dei Work Shop nella scuola dellobbligo, sia per laggancio e la tenuta dei volontari negli Istituti Superiori, consentendo anche momenti importanti di verifica in itinere, indispensabili al monitoraggio degli obiettivi educativi del progetto. Un grazie speciale anche ai Collaboratori scolastici che sono un punto di riferimento per i Coordinatori dei Work Shop oltre che per i ragazzi e i volontari , sia nel momento dellaccoglienza sia per lutilizzo e la gestione dei locali .La disponibilit di questi operatori,che mi piace ricordare come bidelli nelle mie ormai lontane esperienze scolastichee il loro ruolo educativo, sono fondamentali nei progetti di Gancio proprio perch i Work Shop si collocano in ambiti meno istituzionali rispetto alle normali attivit scolastiche e quindi meno visibili se non si d la giusta attenzione, se non si valorizzano i prodotti, se non si d riconoscibilit. 7 Grazie naturalmente ai Volontari degli Istituti superiori che conosciamo in III e che spesso restano con noi anche in IV e V e che in quasi 400 questanno hanno lavorato con passione nei Work Shop e nelle altre attivit di Gancio, come risorsa essenziale del progetto stesso. Grazie anche ai bambini e ai ragazzi delle Scuole Elementari e Medie che qualche volta ci fanno perdere la pazienza ma molto di pi ci gratificano con le piccole e grandi conquiste che fanno grazie al nostro aiuto. Ai coordinatori dei Work shop giovani professionisti , tirocinanti, psicologi, educatori, che si pongono in quel difficile ruolo psicoeducativo di raccordo tra i volontari e i bambini/ragazzi tenendo sempre un duplice sguardo sia sugli obiettivi di crescita dei volontari sia sugli obiettivi ,concordati con gli insegnanti , centrati sui bambini. Alle volontarie in Servizio Civile, che hanno svolto egregiamente il ruolo di coordinatrici in una parte dei Work Shop, ma anche hanno collaborato alle molteplici attivit di supporto al progetto, dallaggancio dei volontari nelle scuole superiori , alla gestione dei dati , alla documentazione, al lavoro di segreteria, allaccompagnamento di progetti individuali, alla collaborazione con altri servizi come la NPI e il Settore Handicap Adulto( progetto Simonini, Extra time estivo ecc), allorganizzazione di feste ed eventi come gli Strolganci il peer day, la festa finale al Moro. Stanno lavorando per la raccolta dei materiali e la stesura di questo annuario e ancora saranno in gioco per la preparazione del Seminario a Marola Ad Alessandra, Chiara, Engy e Federica rivolgiamo i nostri auguri per il futuro e facciamo i complimenti per la loro scelta di cittadinanza attiva che speriamo abbia contagiato e sensibilizzato altri giovani, futuri eventuali volontari di Servizio Civile.vorremmo prenotarle anche per lanno prossimo ma non si pu!

Ai volontari e volontarie adulti che supportano alcune attivit in collaborazione con altri servizi dellAUSL,dei Comuni, delle Coop Sociali, diventando negli anni punti di riferimento per alcuni progetti , come Daniela al venerd al Simonini, e arricchendo la progettualit complessiva di energie , risorse , idee Agli Amici di Gancio Originale che hanno progettato e sostenuto Attivit Innovative importanti e costruito nuovi legami , arricchendo la Rete di risultati e opportunit. Un grazie particolare a Dino Angelini, a Mariella Cantini, a Simona Valcavi e a Gino Farina , colonne portanti dellassociazione. Alla Direzione della Nostra Azienda e del Dipartimento di Salute Mentale che speriamo di avere con noi anche questanno a Marola per condividere il lavoro svolto e rilanciare lattivit del prossimo anno. Buone vacanze! Dott.ssa Susanna Cagossi Coordinatrice e Tutor di Gancio Originale

10

11

WORKSHOP AL BUS
IL SECONDO ANNO AL BUS
di Enea Mammi Questo il secondo anno che mi vede impegnato come coordinatore di Gancio Originale al BUS B. Pascal, tra i ragazzi della Scuola Media Fermi-Manzoni e i ragazzi volontari pi grandicelli del BUS. In realt il ruolo di coordinatore stato condiviso con Anna, che stata la pi presente, coprendo entrambi i giorni della settimana in cui si svolto il workshop (marted e gioved), mentre io cero solo di gioved. Ora, come tutti gli anni, bisogna tirare le somme Che dire Una bella esperienza! Ma sar stata cos anche per i ragazzi, per i quali questo progetto stato inventato e per i quali continua ad essere studiato e ripensato anno dopo anno? Mi auguro di si. La presenza assidua di molti mi fa pensare che sia effettivamente cos, i ritiri o le molte assenze di altri mi portano invece a pensare che ci sia qualcosa che non sia andato per il verso giusto, che magari le aspettative dei ragazzi erano altre, che probabilmente si sono sentiti obbligati dalla scuola o dai genitori a partecipare, che non sono riusciti a sciogliersi nel gruppo i motivi potrebbero essere infiniti. Ho pensato insieme ad Anna a come poter cambiare il setting, a inventare giochi, a creare relazioni pi coinvolgenti per stimolare la partecipazione e di conseguenza il legame poi ci siamo limitati di comune accordo a mantenere lo spazio del Gancio, mantenerlo il pi possibile bianco, di modo ch potessero essere i ragazzi stessi a colorarlo a loro piacimento. Credo che oggi sia indispensabile compiere un atto di fede nei confronti dei giovani, dar loro in un certo senso carta bianca, che non vuol dire lavarsene le mani ma permetter loro di colorare uno spazio che, nonostante sia stato pensato e messo in opera dagli adulti, spetta poi ai ragazzi gestirlo... anche a rischio di vederselo

deturpato. Certo, la presenza delladulto fondamentale; il suo ruolo credo debba essere quello di chi vigila, non al fine di reprimere e rinviare tutto ad un ipotetico mondo perfetto, ma allo scopo di essere pronto a intervenire per contenere e aiutare a gestire quelle situazioni che rischierebbero di portare a una rottura. Io ho osservato, certe volte divertito, certe altre sorpreso, altre ancora deluso intervenendo il meno possibile e lasciando che fossero i ragazzi, nella loro dinamica di gruppo, a gestire lo spazio ed il tempo del Gancio; unimpostazione forse pi da genitore (direi genitore lassista) che da compagno di gioco che poi, senza grande impegno, il ruolo che mi uscito spontaneo! Ho visto ragazzi crescere, aprirsi, ridere, litigare, giocare, condividere, discutere in una parola relazionare, ed ecco che secondo me sta qui il successo di Gancio Originale, nel potere dellincontro, nella possibilit che viene offerta ai ragazzi, che ancora non sono bravi padroni di queste dinamiche, di sperimentarle in un contesto definito, difeso e mantenuto il pi possibile stabile e vivo da tutto quel back stage che lotta da tempo per offrire questo importantissimo spazio.

12

DA VOLONTARIA A.. COORDINATRICE


DI Anna Greco Per il secondo anno ho partecipato al progetto di Gancio Originale, la mia esperienza iniziata con linizio del mio tirocinio post-lauream in psicologia. Questanno mi ha visto coinvolta in una veste diversa da volontaria a coordinatrice del workshop interno allistituto BUS B. Pascal, con i ragazzi provenienti dallIstituto Comprensivo FermiManzoni. Il workshop si svolto dal mese di Novembre al mese di Maggio, due pomeriggi alla settimana: al marted sono stata affiancata dalle prof. Tommaselli e Fornaciari (a rotazione) e al gioved da Enea Mammi. Prezioso stato laiuto degli studenti-volontari (li ringrazio tutti) che sono riusciti a coinvolgere nelle attivit sia scolastiche sia ludiche i ragazzi. Allinizio stata dura responsabilizzare un po tutti nellimpegno preso, infatti fino alla fine in una veste di carabiniere ho dovuto richiamare tutti sullattenti, allo stesso tempo posso dire di averli viziati un po organizzando per diversi pomeriggi una merenda per ricaricarsi, dopo lo svolgimento dei compiti . Ho visto i miei ragazzi crescere, socializzare, aiutare chi era in difficolt, qualcuno ha superato un po della propria timidezza. Ricordo in particolare uno dei ragazzi che dal primo giorno si era isolato nellultimo banco dellaula, non partecipando ad alcunattivit, dopo aver eseguito i compiti, abbassava lo sguardo ed evitava di rispondere alle mie domande, deviava ogni mio tentativo di coinvolgerlo, ho visto in lui dei cambiamenti: sorridere e parlare con gli altri, giocare e perfino rivolgermi la parola!

stato bello vedere formarsi un gruppo, costituito sia da ragazzi sia da volontari, vederli lavorare e giocare, vederli relazionarsi.

Anna Greco

13

Stanza di dante IPSIA Lombardini


Silvia Borghi
Eccomi qua per iniziare con nuovi ragazzini immigrati un nuovo anno, ovviamente supportata da figure indispensabili e preziose che gi lanno scorso mi accompagnavano. Naturalmente sto parlando della prof.ssa Cinzia Sica insegnante referente del progetto e leader nel coinvolgere i ragazzi e stimolarli al volontariato e dei mediatori culturali volontari : Milos di origini serbe, Victor di origini moldave, Richmond di origini ghanesi, Bogdan di origini rumene, Uasim di origini egiziane e Matteo italiano questi ragazzi frequentano la scuola superiore IPSIA Lombardini e hanno qualche anno in pi dei ragazzini beneficiari del progetto appena arrivati in Italia da paesi lontani e inseriti allinterno della stessa scuola. Leccellente lavoro offerto dai mediatori proprio quello di mettere a disposizione il loro sapere, loccasione di aver conosciuto due culture differenti, di aver gi vissuto o forse di vivere ancora quel difficile percorso di inserimento sia da un punto di vista scolastico, ma anche sociale e di appartenere alla stessa scuola rendendosi disponibili come riferimenti in qualsiasi momento. Gli obiettivi allora si sono spostati sui bisogni dei ragazzini a partire dalla competenze linguistiche che per loro rappresentano una priorit, successivamente sullimportanza di essere aiutati nello studio delle materie specifiche per ricevere una valutazione dagli insegnanti come tutti gli altri loro compagni, ma anche da dubbi, perplessit e incomprensioni, cercando come potevamo e con mezzi soprattutto ludici di interpellarli sulle loro tradizioni, sui loro stili di vita in modo da creare una sorta di sinfonia dialogica , in cui ogni lingua e ogni cultura provano ad armonizzarsi con tutte le altre. Lattivit, attraverso un passaparola tra gli studenti beneficiari del progetto ha fatto si che durante lanno si aggregassero altri ragazzi della scuola amici dei frequentatori della Stanza di Dante e che anche loro con laiuto dei volontari recuperassero qualche materia

insufficiente e usufruissero, ovviamente, anche dei momenti ludici della seconda ora. Unesperienza che secondo me ha dimostrato bene una buona integrazione e socializzazione tra tutti i ragazzi stata STROLGANCIO, i ragazzini immigrati hanno partecipato volentieri e i volontari si sono occupati e preoccupati di accompagnarli in modo che potessero arrivare nelle scuole in cui si svolgevano queste attivit ricreative senza sbagliare o perdersi, cogliendo loccasione di insegnare loro il nome delle vie, delle piazze e delle scuole di Reggio.

14

La Stanza di Dante: workshop allIstituto Superiore Gaetano Scaruffi La Stanza di Dante alle superiori
Francesca Tirelli

Grazie di cuore ai ragazzi volontari che hanno reso possibile la realizzazione del progetto e un grazie particolare alle coordiatrici del workshop, alle Professoresse Marilena Manfredi ed Atonia Munarini, le insegnanti referenti del progetto, per la preziosa collaborazione nellorganizzazione logistica e non e nel lavoro di connessione dietro le quinte che ho condiviso con loro!!

PARLA UNA DEI COORDINATORI Il workshop daccoglienza la Stanza di Dante presso lIstituto Superiore Gaetano Scaruffi rivolto agli studenti stranieri di recente immigrazione con problematiche di inserimento nel nuovo contesto in cui si trovano a vivere e con difficolt nellapprendimento della lingua italiana e nella socializzazione con i nuovi compagni di classe. Il progetto della Stanza di Dante si avvale della collaborazione di volontari; in questo caso si tratta studenti, immigrati e non, delle ultime classi dello stesso Istituto superiore G Scaruffi. La possibilit di avvalersi della collaborazione come volontari di ragazzi stranieri che si pongono come mediatori nei confronti dei ragazzi neoarrivati in Italia un potente strumento: permette infatti di creare un ponte verso unintegrazione che consente ai ragazzi di relazionarsi con coetanei con i quali condividono un bagaglio culturale e di esperienze comuni. Gli studenti destinatari di questo progetto sono infatti adolescenti che per venire in Italia hanno lasciato affetti importanti e una vita sociale e una rete relazionale gi costruita. I ragazzi sono stati inseriti nellattivit su segnalazione di Atonia Munarini, insegnante referente dello Scaruffi per le attivit di Gancio e i nostri volontari hanno affiancato Marilena Manfredi, linsegnante coordinatrice delle attivit e Alessandra Ricc , tirocinante della psicologia clinica e co-conduttrice del workshop. I ragazzi si sono impegnati nella frequenza e nella partecipazione alle attivit di recupero scolastico proposte loro. Ho iniziato a frequentare la Stanza di Dante dello Scaruffi lanno da marzo 2006, unendomi alla prof.ssa Marilena Manfredi e ai volontari in questo bellissimo progetto. Tenevo molto a parteciparvi anche questanno e ho svolto compito di supervisione e di collegamento tra Gancio e La Stanza di Dante. Ringrazio la vice preside Prof.ssa Antonia Munarini, e la prof.ssa Manfredi, coordinatrice della SdD; ringrazio inoltre i volontari, che questanno erano pochi ma veramente in gamba, in particolare Agnes, Philomena, Januka e la Prof.ssa Silvia Canali. Maria Alessandra Ricc

15

WORKSHOP AL LICEO MORO Una squadra speciale


Anna Chiara Montanari
Pensate a 17 ragazzini e a 30 volontari,a 3 coordinatori immaginateli a fare i compiti insieme, a tramutare bottiglie del latte in birilli, a decoupare vasi in terracotta, a piantare bulbi di giacinti, ad annusare il fiore sbocciato, ad assemblare cartone e palline per far nascere degli angeli Immaginateli in una grande palestra a giocare a calcio, calcetto, hokey, pallacanestro, pallavolo Immaginateli a fare merenda, a mangiare pizza, torte, pandoro, panettone, m&ms, patatine Riuscite a vederli? Li sentite i profumi? La sentite la confusione? beh, ce ne era da vendere, ma era una confusine fatta di allegria e di voglia di stare assieme di sorrisi, di risate che gi mi mancano ma ci rivedremo a settembre per ricominciare un nuovo anno grazie a tutti quelli che hanno dedicato il loro tempo, le loro energie, il loro cuore grazie a tutti i volontari della scuola che da anni si dedicano numerosi a ragazzini che hanno bisogno di loro grazie alla Sandra e alla Rosaura per l tempo dedicato la pazienza e la voglia di migliorasi sempre arrivederci a settembre

16

17

18

19

Workshop La Stanza di Dante Presso la Scuola Media G. Pascoli di Cadelbosco Sopra


Francesca Tirelli
La Stanza di Dante presso la Scuola Media Giovanni Pascoli di Cadelbosco Sopra compie cinque anni! Il laboratorio rivolto a ragazzi di prima e seconda immigrazione con difficolt scolastiche, relazionali e di inserimento tra i pari in buona parte dovute ad una scarsa conoscenza della lingua italiana e del contesto scolastico e ambientale nuovo nel quale si trovano a convivere. Il progetto articolato in incontri settimanali che si tengono il mercoled dalle 14.30 alle 16.30 presso i locali della scuola. Mi sono occupata della selezione dei ragazzini per la formazione del gruppo di partenza, chiedendo l elenco degli alunni immigrati con difficolt di inserimento e di apprendimento alla Professoressa Chiara Siligardi, referente scolastica del progetto e preziosa collaboratrice! Dopo un colloquio conoscitivo ho formato il gruppo di partenza, costituito da ragazzi di varie provenienze: 6 ragazzini indiani e 1 ragazzina del Marocco. --------- volontari, ragazzi delle classi terza, quarta e quinta di vari Istituti Superiori di Reggio, si sono impegnati nellaffiancarmi e motivazione mi hanno aiutato nella conduzione delle attivit. Durante la prima ora dei nostri incontri pomeridiani abbiamo seguito i ragazzi nelle attivit scolastiche, li abbiamo aiutati nei compiti o nello svolgimento delle schede di lingua per rinforzare lapprendimento dellitaliano seguito dai ragazzini durante i corsi mattutini di rinforzo della lingua italiana; nel tempo rimanente abbiamo cercato di coinvolgere i ragazzi in attivit creative e giochi di

gruppo. Le attivit sono state proposte con lobiettivo di aiutare i ragazzi ad esprimersi in vari modi e per offrire loro un terreno di scambio di abilit e di competenze relazionali. La possibilit di sperimentarsi in un contesto ricreativo diventa per i ragazzi lopportunit per poter pian piano imparare a conoscersi, per imparare relazionarsi nel gruppo e per mettere in comune le competenze e la cultura di ognuno. I ragazzi hanno frequentato costantemente lattivit, hanno dimostrato motivazione nella fase di svolgimento dei compiti e curiosit, voglia di fare e soprattutto voglia di giocare insieme! Un grazie di cuore a tutti i miei preziosissimi volontari e alle Professoresse Chiara Siligardi e Cristina Corradini per la grande disponibilit e per lattenta sensibilit con cui hanno sempre accompagnato me e i ragazzi nellattraversare le varie tappe del nostro percorso!!

20

PARLANO I VOLONTARI DEL MARTED

Ciao, sono Romina vengo dalla Germania e questo il primo anno che frequento Gancio Originale. Mi trovo molto bene con i miei compagni e con i volontari; insieme facciamo i compiti e dei giochi divertendoci insieme. By Romina

Al Gancio si aiutano i ragazzi a fare i compiti giornalieri e si fanno attivit per socializzare il tipo di esperienza che stiamo vivendo corrisponde alle nostre aspettative. E il primo anno che frequentiamo Gancio e ci piaciuto aiutare i ragazzi nello svolgere i compiti e ci siamo divertiti a giocare con loro in poche parole ci piaciuto tutto! Pasquale & Vito

Siamo un volontario e una ragazza che frequenta Gancio. Abbiamo preso parte allesperienza di Gancio Originale presso la Scuola Media G. Pascoli di Cadelbosco Sopra. Come volontario sono venuto a conoscenza di questa attivit grazie ad una professoressa della scuola media di Cadelbosco, scuola che ho frequentato negli anni scorsi, e dove ora svolgo la mia attivit di volontario. Sono stati due anni utili per me, per socializzare con ragazzi e ragazze pi o meno grandi di me e mi ha consentito di trascorrere dei bei pomeriggi in compagnia di altre persone al di fuori dei soliti amici.

Sono Milena, sono una volontaria di Gancio da due anni. Ho iniziato questa esperienza quando per la prima vola ho ricevuto una lettera in cui gli insegnanti della Scuola MediA DI Cadelbosco mi invitavano a iscrivermi come volontaria. Ho accettato perch ero convinta che mi avrebbe dato soddisfazioni e che questo tipo di esperienza mi avrebbe fatto crescere e maturare. E unesperienza che consiglio a tutte le ragazze e i ragazzi che vogliono provare a dare, ricevendo in cambio molta soddisfazione Milena

Io sono Valeria e ho conosciuto questa attivit pomeridiana grazie ai miei professori della scuola media di Cadelbosco Sopra che mi hanno proposto di frequentare le attivit di Gancio. Questo il secondo anno ke faccio il Gancio complessivamente mi piaciuto e ho passato dei bei pomeriggi... Ciao da Valeria

Siamo due volontari, facciamo Gancio alla scuola Media di Cadelbosco Sopra. Abbiamo saputo dellopportunit di seguire questa forma di volontariato tramite le nostre scuole e dagli amici.

Mi chiamo Giorgia e sono una volontaria del workshop di Gancio di Cadelbosco Sopra. Questo ormai gi il secondo anno che lo frequento e non mi sarei aspettata di trovarmi cos bene Ho iniziato per caso: una mia amica che gi faceva la volontaria di Gancio, mi aveva convinto a venire al primo incontro in cui tutti i volontari si trovavano per conoscersi e decidere insieme le attivit per i ragazzi. Allinizio ero preoccupata di non riuscire a legare con i volontari o di non poter essere utile ai ragazzi, ma poi con il passare del tempo mi sono trovata sempre meglio. Grazie a Gancio ho potuto conoscere nuovi amici e legare ancora di pi con quelle che gi conoscevo. Tuttora sono contenta di aver iniziato questa esperienza e sono convinta di continuarla Giorgia

21

STANZA DI DANTE ALLISTITUTO COMPRENSIVO FERMI- MANZONI IL GANCIO DEL LUNEDI ALLA FERMI MANZONI
Engy Abdellatif
Il Workshop alla scuola media Enrico Fermi stata unesperienza molto interessante che mi ha fatto crescere molto. Dopo lesperienza come volontaria, sono tornata a Gancio nel ruolo di coordinatrice potendo cos vedere la vera e propria struttura del progetto, che ho trovato molto interessante. La differenza stata piuttosto netta e a volte non facile soprattutto nella preparazione delle attivit della seconda ora, dovendo tenere sempre in considerazione la variet delle culture presenti nel gruppo, le difficolt linguistiche e, non meno importante, let dei ragazzi che sono comunque piccoli ma si vedono gi nel mondo dei grandi, grazie al contesto sociale frenetico in cui vivono. Non stato sicuramente sempre facile trovare il gioco o lattivit giusta nel momento giusto, ma tutto il gruppo, volontari e ragazzini, mi hanno sempre appoggiato e aiutato a volte proponendo loro stessi attivit per le quali provavano interesse. Certo allinizio ammetto di avere avuto molti dubbi e paure ma che sono passate con il tempo e soprattutto grazie alla simpatia di tutti i nostri bambini, che con la loro energia come se ci avessero caricato le pile ogni volta. Un grazie speciale devo dedicarlo soprattutto ai volontari Vincenzo, Antonio, Marco, Maddalena, Ilenia, Karolina, Alessia, Big, e Simone, che nonostante vari impegni scolastici sono sempre venuti dandomi un aiuto prezioso in tutto il percorso durante lanno.

LA FERMI DEL GIOVEDI'


Il work shop della Fermi al gioved era composto da 8 volontari e 12 ragazzi vivacissimi. Ringrazio i volontari, che nonostante i loro impegni sono riusciti a mantenere, chi pi chi meno, una buona frequenza: Alessandro, Simone, Egidio, Claudio, Raffaele, Lina, Maila e Massimiliano; non stato facile per loro dover seguire nei compiti due o tre ragazzi a testa contemporaneamente, sono stati molto bravi. Ringrazio la Prof.ssa referente Elena Ibatici, sempre disponibile nei momenti di bisogno. Maria Alessandra Ricc I COMMENTI DEI VOLONTARI DEL GIOVEDI Il Gancio molto bello perch si possono imparare tante cose che non so. Si possono conoscere tanti nuovi amici. Nel Gancio si fanno i compiti unora e si gioca laltra ora. Mi trovo molto bene con i miei amici e i giochi sono abbastanza belli. Tutti sono molto simpatici e bravi, per c una volta ho preso una nota, perch parlo sempre cinese, allora mi ha dato una nota, ma mi piace il Gancio. I COMMENTI DEI RAGAZZI Questanno a Gancio abbiamo incontrato nuove persone con le quali ci siamo divertite, facendo giochi e tante chiacchiere, ma abbiamo anche litigato. Per noi quasi tutti i giochi sono stati belli, in particolare la pallavolo e il gioco dei nomi. Lanno prossimo ci piacerebbe 22

ripartecipare a Gancio perch i volontari sono quasi tutti molto bravi e disponibili ad aiutarci e sono molto gentili e simpatici. Shan Wei, Xhersika, Maila

23

Stanza di Dante Bagnolo in Piano


Linda Marchi

Fin dai primi momenti vissuti insieme stato per me chiaro che questi bambini ci avrebbero messo a dura prova: continui litigi, comportamenti oppositivi e tentativi di sabotare il lavoro che si stava tentando di fare con loro. stato necessario ribadire pi volte le regole di gruppo, mettersi in cerchio per ragionare su determinati comportamenti e fermare, ogni tanto, qualche gioco. Come sempre, per, le sfide pi difficili riserbano le maggiori soddisfazioni: stato davvero importante, per tutti noi, renderci conto di come si fosse venuto a formare un gruppo, di come fosse diventato spontaneo e divertente stare tutti insieme. La nostra festa finale, con musica, palloncini, giochi, tante risate e voglia di stare insieme ha dimostrato e ripagato pi di tante parole. Ringrazio tutti i bambini per la loro spontaneit e voglia di esserci. Un grazie speciale a Gloria, Jessica e Cristina per il loro importante aiuto. Ora la parola ai nostri bambini: Mi fa piacere di partecipare alla Stanza di Dante! La Stanza di Dante un parco giochi che inizia ogni gioved pomeriggio.

Questanno mi si presentata lopportunit di coordinare una Stanza di Dante presso la Scuola Elementare di Bagnolo in Piano. Il gruppo era formato da nove bambini, tre dei quali frequentanti la classe 3 e i rimanenti sei la classe 5. La loro provenienza diversa: India, Pakistan, Turchia e Marocco. Sono stata aiutata nella gestione del gruppo nel corso di tutto lanno scolastico da Gloria, volontaria del liceo classico Ariosto e per un periodo di tempo da Jessica, proveniente dallIstituto Filippo Re e da Cristina, volontaria maggiorenne.

stato bello alla Stanza di Dante, ci vediamo lanno prossimo! Leggete il libro Annuario, spero vi piaccia, ci siamo anche noi!!

24

STANZA DI DANTE ALLA SCUOLA ELEMENTARE G. Marconi Gruppo del Venerd


Di Chiara Lanci

I bambini sono stati cos bravi da essere eletti alla fine CAPETTI, ricevendo in premio un fischietto a testa proprio come quello del capo!Un momento davvero emozionante! Quella alla Marconi stata unesperienza bella, divertente, colorata, giocosaIndimenticabile! E il merito stato davvero di tutti: capetti bellissimi, vivaci e proprio simpatici e volontari in gambissima che ringrazio davvero col cuore! E stato divertentissimo stare con voi ed stato durissimo salutarvi ma credo che le mie lacrimucce lultimo giorno parlassero da sole! Per concludere vorrei rivolgere un grazie speciale alla referente Maurizia Panarari, sempre disponibilissima, e alle bidelle per averci supportato e sopportato!

I COMMENTI DEI VOLONTARI DEL MARTED.. Vi spiego brevemente il perch di un fischietto come immagine rappresentativa Inizialmente i piccoli gnometti del Marconi avevano le sembianze di simpatici e dolci angioletti Dopo qualche incontro per hanno cominciato a tirare fuori il loro lato pi birichino e la loro passione per Dragonball che si traduceva nella messa in scena di combattimenti tratti dal celebre cartone animato. Alla fine di un venerd pi di fuoco degli altri io e i volontari decidiamo di prendere provvedimenti Nasce quindi la figura del CAPO, cio io, e dei suoi aiutanti, i volontari, un modo giocoso, divertente e davvero efficace per mantenere la situazione sempre sotto controllo. Da quel momento i nostri pomeriggi sono trascorsi sempre serenamente e ci siamo davvero divertiti! Lesperienza stata molto interessante, il primo impatto con i bambini stato divertente ed entusiasmante. Ci sembrato quasi di ritornare piccoli, bello pensare quanto sia ampia la fantasia dei bambini. Lavorare con i bambini ci piaciuto molto, probabilmente lanno prossimo ripeteremo questa esperienza. Icham, Ilaria, Giada.

25

LA STANZA DI DANTE ALLA SCUOLA MEDIA "LEONARDO DA VINCI"


Monia Astrologi

La maggior parte dei ragazzi ha avuto per tutto lanno scolastico una presenza costante e ha mostrato un forte impegno ed interesse in tutte le attivit che venivano proposte, dallo svolgimento dei compiti scolastici, ad attivit di carattere ludico, ai giochi di squadra in palestra. importante anche sottolineare, che parte di questa motivazione sicuramente stata alimentata dal prezioso aiuto dei volontari, che si sono resi disponibili ad un ascolto paziente dei bisogni dei ragazzi e sono stati in grado di affrontare con maturit tutte le piccole difficolt che hanno incontrato lungo il percorso. Gradualmente, hanno imparato a collaborare e a condividere capacit e competenze, questo ha portato a consolidare un vero e proprio spirito di gruppo in cui ci che contava era "aiutarsi" e il raggiungimento del risultato, si trasformava in soddisfazione comune.

Ringraziamenti Un grazie di cuore a Zakia, Cinzia, Isabella, Ruth e Angelo che si sono fatti in quattro per aiutare i ragazzi nei compiti e hanno partecipato a tutte le attivit proposte coinvolgendo con il loro entusiasmo anche i pi timorosi. Ringrazio anche la Prof.ssa Marina Leuratti, referente del progetto allinterno della scuola, e la Prof.ssa Catia Ambrosini, per la loro disponibilit e il loro aiuto. Infine, un grazie speciale va a tutti i ragazzi, per essersi fidati di noi e averci regalato un po del loro mondo.

Riflessioni Per la scuola media L. Da Vinci questo stato il secondo anno di attivazione de La Stanza di Dante e oltre ai suoi ragazzi ha aperto le porte agli studenti della scuola media Einstein. In seguito ai colloqui di selezione effettuati ad inizio anno scolastico, stato formato un gruppo misto di 12 studenti, frequentanti la classe terza, con la necessit di imparare o migliorare la lingua italiana e potenziare le conoscenze nelle materie scolastiche per affrontare con maggior sicurezza lesame di licenza media. Gran parte di loro, ben 7, si era da poco trasferita dalla Cina, altri provenivano dalle Filippine, Albania, Ucraina e Kosovo.

26

PARLANO I VOLONTARI PRIMO ANNO di Mantelli Isabella - volontaria Per sette mesi ho partecipato a un workshop presso la Stanza di Dante; un volontariato che mi teneva impegnata ad aiutare dei ragazzi di 3^ media venuti da altri Paesi. Ogni marted ci riunivamo dalle 14:30 alle 16:30 alla Leonardo Da Vinci. La prima ora la dedicavamo ai compiti e l'ultima ora allo svago, attivit fisica. Personalmente stato molto utile per i ragazzi. Si sono impegnati molto, ma allo stesso tempo si sono divertiti. stato difficile sia per noi volontari che per loro per loro adattarsi all'ambiente in poco tempo e fidarsi dei compagni stato molto coraggioso. Meno male per, che molti si conoscevano gi e quindi nessuno alla fine si sentito isolato... io mi sono trovata molto bene. Sicuramente il prossimo anno parteciper di nuovo, perch aiuta le persone a essere indipendenti e sopratutto sicuri di se stessi.

possiamo fare quello che vogliamo, per esempio andiamo alla palestra a giocare i sport: pallacanestro, pallavolo, calcio Alcune volte portano loro i piccoli giochi: sono tutti bellissimi e interessanti. Mi ha fatto tanto piacere quel gioco che aveva portato Monia: aveva quattro buste in cui ci sono le carte che ci sono scritti 4 tipi di vocabolari: sentimenti, animali, cose e azioni. E poi ci siamo divisi in gruppi e va una persona alla lavagna e prende un fogliettino dalla busta, poi deve disegnarlo sulla lavagna e fa indovinare agli altri persone, chi ha indovinato pu prendere i punti e il cui gruppo chiama una persona alla lavagna. Io sono molto felice perch il nostro gruppo aveva vinto anche perch ho indovinato uno giusto. Ora dovr dire ARRIVEDERCI a questo gruppo degli amici e dei fratelli e delle sorelle della scuola superiore. Spero che siano sempre cos carini e siano sempre cos disponibili ad aiutare gli altri. Tanti auguri a voi! E non basta dire un arrivederci ma anche GRAZIE!!!. di L., 14 anni, Cina

IO E LA STANZA DI DANTE Io sono una studente di L. Da Vinci della classe III D. Da quando ho partecipato la Stanza di Dante ero ancora una straniera che non riesce a parlare italiano in modo corrente. Ogni marted pomeriggio, vado con le mie amiche a scuola, la coordinatrice Monia ci porta alla classe, la prima ora facciamo i compiti di scuola con laiuto degli studenti superiori, quindi potremo essere molto sicuri che i compiti non sbagliano. E la seconda ora

Ho passato quasi sette mesi con i volontari e gli amici che ho conosciuto nella scuola Da Vinci. Le persone con cui ho passato bel tempo erano Monia, Isabella, Cinzia, X indimenticabile, anche se ogni settimana ci stavamo insieme solo due ore, sia brevi che lunghe. Breve perch i bei tempi passano sempre pi veloci, lungo perch facevamo tante cose, facevamo i compiti, chiacchieravamo e giocavamo a palla. Il corso ormai gi finito. Chiss quando ci rivedremo, o non ci rivedremo mai. Voglio tanto che potremo rivederci anche se siamo gi diventati grandi o vecchi. di W., 14 anni, Cina

27

SCUOLA MEDIA FONTANESI


Maria Alessandra Ricc
Il workshop del mercoled alla Fontanesi questanno era composto da 9 ragazzi e da 11 volontari. Conoscevo gi molti dei ragazzi in quanto da marzo a maggio 2006 ho co-coordinato il work shop insieme a Monia, la coordinatrice dello scorso anno; stato bello vedere i ragazzi crescere tanto in poco pi di un anno. Ringrazio i volontari, presenti in tanti ogni mercoled: Emanuela, Giulia, Marica, Cristina, Joana, Valentina, Brunella, Carmen, Alex e Massimo; ringrazio Brunella, la coordinatrice del luned; ringrazio tantissimo la prof.ssa Gloria Caroni, sempre gentile e disponibile

Il workshop mi piace perch non si studia e basta, ma anche si gioca; io sono il pi bravo dei ragazzi e mi piace moltissimo studiare pero certe volte non porto i compiti perch meli dimentico. I volontari sono molto simpatici, e aiutano a tutti facendo i compiti e hanno molta pazienza con i ragazzi vivaci tipo Mohamed e Salvatore e Pietro e Francesco. Io sono lunico che mi comporto bene, ma ce anche un volontario che non si comporta bene e oggi gli e scappata una parolaccia che era co, e questa persona si chiama Valentina. Il workshop si svolge il mercoled e il venerd dalle ore 14:30 alle ore 16:30 e in questo momento sono le 15:20. Anche le coordinatrici sono molto simpatiche che si chiamano Alessandra e Brunella ma quando vogliono sanno essere anche molto severe. Mi dispiace che non so pi cosa scrivere quindi io vi saluto ciao. Daniela P. Il Gancio per me unattivit: Socievole perch ho conosciuto persone nuove Utile perch si aiutano ragazzi con problemi di apprendimento Di esperienza perch ti fa capire quanto le persone hanno bisogno del tuo aiuto Giocoso, Allegro nonch Creativo, Indispensabile, Opportuno Massi Questo stato il primo anno che ho fatto Gancio ed unesperienza che consiglio a chiunque perch un attivit che aiuta sia i ragazzi sia i volontari. Gancio mi ha insegnato che al mondo ci sono persone che hanno bisogno del tuo aiuto. Il workshop si alterna in due momenti : la prima ora ci dedichiamo ai compiti, invece la seconda ora facciamo delle attivit insieme , sia i volontari che i ragazzi. Gancio aiuta a socializzare, crescere e aiutare chi ha dei problemi di apprendimento.

I COMMENTI DEI VOLONTARI


Dopo aver sperimentato per il primo anno Gancio Originale possiamo affermare con convinzione che questo percorso serve per accrescere il senso di appartenenza ad un gruppo composto di ragazze e ragazzi di et differenti abbiamo imparato a rapportarci con gli altri e ad affrontare anche momenti non del tutto sereni. Dopo varie ore di workshop abbiamo appreso quanto pu essere soddisfacente fornire un aiuto concreto ai ragazzini pi piccoli di noi. Molto probabilmente lanno prossimo sceglieremo di partecipare con ancora pi entusiasmo allattivit extrascolastica di Gancio Originale. J.C. (LE PULZELLE)!

28

Carmen Il workshop un dopo scuola organizzato dalla scuola che serve per aiutare in modo pi divertente i ragazzi meno portati per la scuola a prendere dei voti migliori a scuola. Dopo aver finito i compiti si gioca a dei giochi organizzati dallorganizzatore del doposcuola. Il doposcuola e divertente perch non ti aiutano a fare dei compiti dei professori ma dei ragazzi delle superiori, ed anche bello perch si possono fare nuove amicizie. ? Questa esperienza di Gancio mi servita a migliorare me stessa e il rapporto con gli ragazzi. Il workshop un metodo educativo per aiutare i ragazzini delle medie a fare i compiti. Questa esperienza si pu tradurre in gioco,confronto e amicizia. Questa attivit ti aiuta a conoscere dei volontari che provengono da altre scuole, a fare nuove amicizie, a costruire un progetto insieme.

WORKSHOP ALLA SCUOLA MEDIA Leonardo Da Vinci - Einstein


di Lanci Chiara
Essendo alla mia prima esperienza di coordinatore ero un p spaventata allidea di dover gestire un gruppo delle medie, mi ponevo mille domande su cosa potesse piacer fare a ragazzi di quella et...poi ho capito che basta essere un bel gruppo per divertirsi a fare qualsiasi cosa... e quello della Leonardo era davvero un gruppo speciale! Sento di dover ringraziare infinitamente tutti i volontari che con la loro costanza, la loro allegria e la loro voglia di fare hanno dato un contributo incredibile al funzionamento del workshop... Quindi un grazie speciale a :Maria Teresa, Simona, Giulia, Federica, Mariangela, Giuseppe, Sharon, Elena, Riham, Luigi, Aniello, Felice, Anna e Debora... eccezionali fino alla fine!Purtroppo il gruppo di ragazzini non stato cos numeroso come si era pronosticato al momento dei colloqui conoscitivi ma quelli che alla fine hanno deciso di partecipare lo hanno fatto con costanza e grande entusiasmo. Credo che si siano divertiti e che abbiano trovato in noi un punto di riferimento importante! Si sono creati legami speciali, amicizie, confidenze e capacit di sostenersi a vicenda tra persone che non si erano mai viste prima...incredibile e bellissimo! E poi ... complimenti ancora per la squadra di calcetto dei Barboni Felici...io, che ho assistito agli allenamenti e alla preparazione delle divise, posso dire che ci avete messo davvero tanto impegno...eravate bellissimi con quelle magliette! Ragazzi siete stati tutti stupendi! GRAZIE! E poi vorrei ringraziare per la disponibilit e la collaborazione le professoresse Leuratti e Ambrosini che si sono dimostrate estremamente fiduciose rispetto al Progetto di Gancio Originale. 29

La testimonianza di una delle nostre ragazze


Caro Gancio, vi scrivo per fare un appello a tutte le persone che leggeranno questa testimonianza dellanno 2006-2007: innanzitutto devo ringraziare la prof di Italiano, perch lei che mi ha fatto fare questa esperienza con voi; Chiara che nonostante avesse la febbre sempre venuta, ha cercato di farci sentire a proprio agio, farci divertire e mantenere compatto il nuovo gruppo che si formato; tutti i ragazzi che frequentano le scuole superiori e hanno partecipato a Gancio, ma soprattutto Nello e Giulia perch loro mi hanno aiutato di pi nel momento del bisogno e a fare i compiti. Non vi dimenticher mai, daltronde siete degli amici e vanno tenuti nel cuore. Le emozioni che ho provato partecipando sono state tantissime e soprattutto mi sono divertita tantissimo, spero che anche altri ragazzi/e possano provare le mie stesse emozioni. By Anna

30

WORKSHOP ALLA SCUOLA MEDIA A. S. AOSTA


Patrizia Montanari e Federica Sassi
RIFLESSIONI Anche questanno stato attivato il workshop presso la scuola media Amedeo Savoia Aosta che si svolto nei pomeriggi di luned e venerd. Nel mese di ottobre sono stati effettuati i colloqui per conoscere e individuare i candidati per la formazione dei gruppi. Sono stati composti due gruppi di 11 ragazzi ciascuno. Nella conduzione pomeridiana dei workshop siamo state affiancate da 2 gruppi di volontari che hanno partecipato allorganizzazione e alla realizzazione delle attivit. Nel corso dellanno sono state proposte diverse attivit, in particolare: attivit sportive, giochi di gruppo, atelier (decorazione di magliette, creazione di biglietti natalizi, cartelloni) e attivit grafiche. Le attivit della seconda ora sono divenute unoccasione importante per i ragazzi di conoscersi, di relazionarsi con il resto del gruppo e di evidenziare le proprie competenze. La possibilit di utilizzare la palestra ha permesso di contenere molti dei comportamenti problematici che caratterizzavano alcuni ragazzi. Le attivit della prima ora hanno dato la possibilit ad ogni ragazzo di trovare uno spazio di ascolto, accoglienza e di sostegno nellapprendimento. Entrambi i gruppi hanno partecipato al workshop con frequenza costante. importante sottolineare limpegno dei volontari che hanno sempre cercato di coinvolgere i ragazzi e di accogliere le loro difficolt con pazienza e disponibilit. Infine vogliamo ringraziare la Prof.ssa Bonilauri che ha partecipato alla realizzazione del progetto in qualit di referente e che si

dimostrata particolarmente disponibile ad accogliere gli obiettivi del progetto.

PARLANO ALCUNE VOLONTARIE SERENA BARBATO E GAIA ROSETTI QUESTANNO ABBIAMO PARTECIPATO PER LA PRIMA VOLTA AD UNESPERIENZA DI VOLONTARIATO:IL GANCIO ORIGINALE. CI SIAMO MOLTO DIVERTITE, ABBIAMO IMPARATO A CONFRONTARCI COL GRUPPO E AD AIUTARE I RAGAZZIE CI SIAMO ANCHE AFFEZIONATE A LORO. SIAMO CERTE CHE QUESTESPERIENZA RIMARRA SEMPRE CON NOI, PERCHE CI HA INSEGNATO A LAVORARE INSIEME, CI HA RESO PIU RESPONSABILI E CI HA FATTO CRESCERE! Una scuola di vita di Giulio Bellecca Sono Giulio, 16 anni, e quest'anno ho partecipato all'attivit di volontariato di Gancio Originale. stato un anno veramente positivo per me: ho aiutato altri ragazzi che mi hanno ascoltato e da me hanno imparato, e viceversa. Quante volte per i miei ragazzi non sono stati bravi e non hanno ubbidito? Quante volte hanno corso in giro per la classe non ascoltando le lamentele di noi volontari e del coordinatore? Quante volte hanno fatto rumore e hanno parlato invece di ascoltare e fare silenzio? Il nostro obiettivo non era solo far ottenere "ottimo" ai nostri ragazzi. Il nostro obiettivo consisteva nel lasciare un ricordo indelebile grazie al quale i ragazzi non si alzassero a correre e urlare quando volevano,

31

ma imparassero ad autocontrollarsi. Per questo io considero Gancio una scuola soprattutto di vita prima che di educazione.

Il mio ultimo anno con Gancio di Erica Bini finito un altro anno di workshop. Questanno al contrario dello scorso, abbiamo avuto un gruppo di ragazzi molto vivaci che nono sempre si riuscivano a gestire con le buone maniere; alla fine per siamo riusciti a gestirli abbastanza bene. Tra i volontari non ci sono stati grandi problemi, ma non si instaurato il rapporto speciale che si era creato lanno scorso. Questo il secondo e purtroppo lultimo anno che posso fare Gancio e posso assicurare che mi sono sempre divertita e trovata bene.

32

I Workshop di Gancio presso lIstituto Comprensivo Ligabue


Francesca Tirelli.
Questo il terzo anno in cui seguo la supervisione delle attivit di Gancio Originale allinterno dellIstituto Comprensivo Ligabue composto dalle seguenti scuole: - Scuola Media C. A. Dalla Chiesa - Scuola Elementare Don Milani - Scuola Elementare S. G. Bosco Alla Scuola Media C. A. Dalla Chiesa il laboratorio ha dato risposta a una decina di ragazzini seguiti in situazione da altrettanti volontari e coordinati da Engy Abdellatif, volontaria civile dellU.O di Psicologia Clinica dellAzienda USL di Reggio Emilia. Nella Scuola Elementare Don Milani il progetto ha dato risposta a nove bambini ed stato seguito da Chiara Lanci, volontaria civile della psicologia Clinica insieme a 11 volontari. Nella Scuola Elementare S. G. Bosco dieci ragazzini sono stati seguiti dalla psicologa tirocinante Federica Sassi, con il supporto di sei volontari provenienti dalle ultime classi di vari Istituti Superiori del territorio cittadino. Vorrei ringraziare i seguenti insegnanti referenti per la professionalit con cui hanno collaborato nel mio lavoro dietro le quinte: Professoressa Benassi della Scuola Media C. A. Dalla Chiesa, linsegnante Stefania Ferrari della Scuola Elementare Don Milani e linsegnante Francesca Cortese della Scuola Elementare S. G. Bosco. Un grazie particolare va poi al Preside dellistituto comprensivo A. Ligabue, il Professor Roberto Villa per aver accolto con grande disponibilit il progetto e la sua realizzazione.

IL WORKSHOP ALLA SCUOLA MEDIA DALLA CHIESA


Engy Abdellatif
Piccole dolci pesti. Ecco come mi sento di poter definire i ragazzini del Workshop alla Dalla Chiesa. Un gruppo sicuramente difficile come hanno fatto notare diverse volte anche il gruppo dei volontari, che sinceramente hanno confessato le loro difficolt durante lanno, ma in fondo erano tutti piccoli cuccioli. so che ti facciamo arrabbiare, ma cos divertente fare lo stupidotto che non riesco a non farlo per poi ci porti fuori lo stesso vero?. Sentendo quella frase da diversi di loro mi trovavo in uno stato di caos durante il quale non capivo bene se sorridere o piangere Tutto sommato stata unesperienza che nonostante le difficolt, anzi, forse proprio grazie a queste, mi ha fatto crescere notevolmente. Anche io come molti volontari del gruppo mi sono trovata a volte a riflettere meravigliandomi della pazienza che riuscivo ad avere in alcune situazioni difficili pur non aspettandomi di averla. A rendere tutto pi dolce e positivo sono stati vari momenti indimenticabili in cui un sorriso o una faccina triste di qualcuno di loro che indirettamente ti chiede aiuto ti fa dimenticare il resto. Magari con un gruppo di ragazzini pi calmi, -penso io- ma unesperienza che rifarei subito e senza esitazione. Ringrazio di cuore Susanna per lappoggio morale nei momenti pi difficili, ma un grazie speciale lo dedico al gruppo dei volontari che nonostante tutto sono sempre venuti sorridenti mostrandosi sempre molto disponibili. Un grazie immenso quindi a Federica, Benedetta, Martina, Tonia, Francesca, Lorenzo, Rossella, e Sara per il sostegno, laiuto prezioso che hanno fornito a tutto il gruppo.

33

IL GANCIO VISTO DAI VOLONTARI. FEDERICA/ BENEDETTA Per me lesperienza di Gancio stata una cosa bellissima che mi ha anche aperto la mente. una esperienza formativa perch insegna a stare insieme, a convivere ma anche a discutere in modo costruttivo. Ho trovato la gioia di aiutare i bambini. Questa esperienza mi ha fatto ritrovare la fiducia nelle mie capacit, e mi sono resa conto di poter aiutare gli altri, anche se in modo limitato, ma pur sempre utile

questa esperienza mi ha aiutato a comprendere i ragazzi. stato molto divertente, anche se a volte stato difficile tenere tranquilli questo gruppo di ragazzi.

lesperienza di Gancio mi ha aiutato a capire meglio i ragazzi e a capire le loro difficolt e a stare bene in compagnia. stata unesperienza positiva anche se spesso ho riscontrato molte difficolt nel gestire i ragazzi.

GIORGIA Purtroppo per motivi scolastici e non, non sono riuscita a frequentare regolarmente il gancio.. qui alla scuola media Dalla chiesa no mi sono trovata male, anzi, qualche volta mi sono pure divertita.. i ragazzini non sono male a parte qualcuno e tutto sommato mi sono trovata bene. Non so se il prossimo anno ripeter lesperienza, non tanto per come vanno le cose ma perch sar in 5^ e sicuramente sar sempre immersa nello studio. Un altro motivo anche perch ho trovato lesperienza di stare a dietro a dei ragazzi cos vivaci non facile come pensavo, anzi, unesperienza un po pesante.

E DAI RAGAZZI PARLANO I RAGAZZI DELLA SCUOLA ANGELA Il gancio in questi giorni mi piaciuto ma non tanto perch ci sono dei ragazzi che fanno casino. Per quando andavamo fuori a giocare era bello perch possiamo scegliere i giochi che vogliamo. Per alle volte non mi piace.. forse perch non sempre mi va di venire. SERGIO Per me gancio divertente e bello. Qualche volta abbiamo fatto casino come oggi e non stato bello perch dovevamo andare fuori a fare gli allenamenti di calcetto e lEngy invece ci ha messo in punizione. SALVATORE Per me gancio molto bello e mi piace molto. stato molto divertente perch prima si fanno i compiti poi si gioca. Per c da dire una cosa: io e i miei amici facciamo troppo casino e secondo me dobbiamo smetterla di fare cos perch secondo me questo non giusto questo comportamento perch facciamo arrabbiare lEngy. ROSARIO 34

MARTINA Penso che lesperienza di gancio sia stata molto interessante e particolare. Mi ha fatto ricordare quando anche io ero alle medie e tutti i compiti che dovevo fare. Diverse volte per stato piuttosto faticosi e in alcuni casi un po noioso perch non sempre facile tenere i ragazzi perch non si comportano bene e non vogliono farsi aiutare. In generale comunque mi piaciuto e lho trovato anche molto istruttivo.

Per me gancio unoccasione di stare con gli amici e mi sono trovato molto bene. anche unopportunit di fare i compiti e dopo aver finito i compiti si gioca e ci si diverte. Poi ci sono dei giorni che tutti fanno casino e allora dovremmo non fare cos va perch il voto andr con i voti della pagella ed come una lezione di matematica.. fa parte della scuola. Io ho capito che facendo casino al gancio peggioro da solo a scuola. NADIA Per me Gancio a volte stato divertente e altre no. Ci sono alcuni ragazzi che fanno casino tutto il tempo, e altri non tanto. Per colpa di questi alcuni, certe volte invece di giocare e andare fuori a divertirsi siamo dovuti restare in casetta per punizione. Per altre volte siamo usciti e ci siamo divertiti molto. LUCA LEngy ci sta richiamando tante volte perch facciamo casino e il contrario di quello che ci dice. Anche se sappiamo che sbagliamo non resistiamo a non fare casino perch ci divertiamo tantissimo cos.. per poi dobbiamo stare in punizione. KARIM Il Gancio un posto dove si fanno i compiti per unora e dopo si gioca e ci si diverte quasi sempre anche se non capiamo che ci dobbiamo comportare meglio e spero di riuscire a migliorare nel tempo.

35

WORK SHOP ALLA SCUOLA ELEMENTARE DON MILANI


di Chiara Lanci
Quello che maggiormente mi rimarr di questo workshop lentusiasmo dei bambini che hanno partecipato, sette piccole dolcissime e simpaticissime pesti che al momento dei saluti non volevano mai andare a casa. Insieme abbiamo fatto tanti giochi e tante attivit, ma quella che ci ha coinvolto di pi in assoluto stato sicuramente lupo ghiaccio in cortile faticoso ma davvero divertente! Purtroppo per vari motivi personali molte volontarie hanno dovuto lasciarci ed altre hanno potuto partecipare solo saltuariamente, mettendoci per ogni volta davvero un grande impegno. Le ringrazio quindi tutte Alice, Elisa, Annalisa, Giada, Alessandra, Eleonora e in particolare Omoye, Federica e Marialaura che hanno partecipato con una costanza ed un impegno davvero ammirevoli apportando al workshop un contributo fondamentalestupende! Vorrei rivolgere anche un ringraziamento speciale alla referente Stefania Ferrari per la gentilezza e la disponibilit, alle bidelle della scuola per averci sempre accolto col sorriso e ai genitori davvero speciali dei bimbi che hanno riposto in noi davvero tanta fiducia! GRAZIE A TUTTI!!!

Andrea Gancio una cosa bellissima dove si fanno i compiti! Si fanno cose bellissime, quando a volte facciamo merenda. Tutte le volontarie e Chiara sono gentili, intelligenti e bellissime. Wiam Il Gancio la mia cosa che mi piace perch tutte le volontarie sono molto carine e belisime e poi la Ciara la maestra e ce un bimbo di nome Andrea che le volte fa lo birichino. Angela Mi piaciuto a giocare a Gancio. La Chiara brava, una maestra e le volontarie sono brave, ci aitano a fare i compiti e le volontarie sono simpatiche e la Chiara mi fa giocare. Michela A me il Gancio mi piace un mondo e tutte le maestre sono simpatiche e sono gentili, ci aiutano a fare i compiti e non ci sgridano e mi sono pure piaciuti i nomi di tutte e la Chiara bravissima e gentile. I giochi che abbiamo fatto insieme mi sono piaciuti e ai giorni beli andiamo anche giu a giocare. Vanessa Io sono Emma. Quando son venuta qui al Gancio mi era piaciuta. Il Gancio mi diverto moltissimo, giochiamo e disegnamo e ho incontrato tanti amichi. Grazie di tutto. Ciao. Emma

PARLANO I BAMBINI Gancio mi piace, mi piaciuto giocare a tutto. Le volontarie sono gentili. Mie piaciuto fare il cartellone e disegnare. A Gancio mi diverto.

36

WORKSHOP SCUOLA ELEMENTARE SAN GIOVANNI BOSCO


LA PAROLA AI VOLONTARI Elena DAndrea E anche questanno scolastico ormai finito; ma nonostante la fatica e i molti impegni, stato davvero fantastico! Personalmente, questo il secondo anno che partecipo al progetto di Workshop pomeridiano come volontaria e posso dire di aver sempre vissuto delle bellissime esperienze. Lanno scorso ero impegnata presso una scuola media inferiore mentre questanno lho passato con dei bambini di una scuola elementare, con i quali mi sono trovata davvero molto bene. Come al solito le due ore dei Workshop sono divise in due parti: nella prima, vengono svolti i compiti di scuola, mentre nella seconda, ci si diverte con qualche attivit. Mi piace aiutare i bambini con i compiti, spiegare loro le cose che non conoscono e alla fine giocare tutti insieme. Mi sono sempre trovata bene in generale, sia con gli altri volontari come me sia con le coordinatrici sia soprattutto con i bambini. Trovo inoltre che questo sia un ottimo modo per conoscere nuove persone e farsi nuove amicizie, dal momento che non si mai soli! E in pi si ha anche la possibilit di fare qualcosa di utile per gli altri e di gratificante. Cos anche questanno mi porto a casa veramente un bel ricordo del tempo passato nel Workshop; in fondo soltanto un piccolo impegno settimanale e mi sento di consigliare a tutti di provare questa esperienza perch, al di l di tutto, ci si diverte davvero tanto! Matteo Galletti e Luca Tamelli Il gancio per noi stata unesperienza irripetibile. Ci siamo ricordati cose che avevamo dimenticato. Sono stati tutti simpatici 37

specialmente i ragazzi!! Mi hanno fatto ridere un casino. Ho fatto tante nuove amicizie, tutte molto simpatiche. E unesperienza che rifaremmo volentieri anche il prossimo anno. Anche la conduttrice, Federica, molto simpatica, a parte che tifa linter (che schifo). veramente molto carina... e anche brava!!!! stato bellissimo! Ci siamo divertiti! Grazie di tutto! COSA NE PENSANO I RAGAZZI Pepe Giovanna (bambina S.G.Bosco) Il gancio per me un luogo dove ci aiutano a fare i compiti e fare delle attivit. Mi piace molto venire a gancio perch ho conosciuto nuove persone e anche perch mi piacciono le attivit che facciamo come ad esempio quando abbiamo fatto i biscotti e anche le maschere di carnevale. Mi sono piaciute molto le persone che ci aiutano a fare i compiti. Hu Valentina (bambina S.G.Bosco) Gancio un luogo dove ci aiutano a fare i compiti e dove giochiamo e ci divertiamo. Le cose che mi sono piaciute di pi sono state fare la pizza e disegnare. Questanno mi sono divertita molto a gancio: le ragazze erano simpatiche e i ragazzi mi facevano ridere. Ho conosciuto nuove persone e lanno prossimo mi piacerebbe rifare questa esperienza.

38

I Workshop di Gancio presso lIstituto Comprensivo G. Galilei


Francesca Tirelli.
E il terzo anno in cui seguo la supervisione delle attivit di Gancio Originale allinterno dellIstituto Comprensivo G. Galilei composto dalle seguenti scuole: - Scuola Media G. Galilei - Scuola Elementare Collodi - Scuola Elementare di Gavassa - Scuola Elementare di Massenzatico - Scuola Media di Massenzatico Alla Scuola Media G. Galilei il laboratorio ha preso avvio nel corso dellanno scolastico poich lesperienza di Gancio presso questa scuola durante lanno precedente aveva reso evidente la necessit di concederci pi tempo per far conoscere il progetto, per dargli la giusta visibilit allinterno del corpo docenti e per motivare adeguatamente i ragazzi alla frequenza. Questo workshop ha potuto dare risposta a 6 ragazzini e ha visto limpegno di tre volontari. Nella Scuola Elementare Collodi il progetto ha coinvolto otto bambini e ha visto il coinvolgimento di quasi altrettanti volontari. Nella Scuola Elementare di Gavassa il progetto ha dato risposta a dodici bambini e ha visto il coinvolgimento di quasi altrettanti volontari. Nella Scuola Elementare di Massenzatico il progetto ha dato risposta a dodici bambini e ha visto la partecipazione di quasi altrettanti volontari.

Vorrei esprimere un ringraziamento particolare agli insegnanti referenti del progetto per la disponibilit con cui hanno seguito il progetto di Grancio

Un grazie quindi a: insegnante Maria Cristina Borghi, coordinatrice di plesso, insegnante Alina, referente per la Scuola Elementare Collodi, professoressa Saccani, referente della Scuola Media G. Galilei, insegnante Maria Grazia Baschieri, referente della Scuola Elementare di Gavassa, insegnante Cecilia Serri, referente della Scuola Elementare di Massenzatico, professor Cangiano, referente del progetto e professoressa Greco che hanno seguito con estrema disponibilit lorganizzazione del Gancio nel corso dellanno scolastico, presso la Scuola Media di Massenzatico. Un ringraziamento particolare al Preside dellIstituto Comprensivo G. Galilei, per la sensibilit nellaccoglienza del progetto e la disponibilit accordata per la realizzazione e la messa a punto delle varie fasi di sviluppo dello stesso.

WORKSHOP ALLA SCUOLA MEDIA DI MASSENZATICO


Nella Scuola Media di Massenzatico ho seguito direttamente la conduzione dellattivit. Durante lanno scolastico sono stati seguiti sette ragazzini con problematiche derivanti da disagio relazionale e ritardo nellapprendimento. I tre volontari (ragazzi di quinta degli Istituti Superiori di Reggio Emilia) che si sono occupati dei ragazzini li hanno stimolati e aiutati nello svolgimento delle attivit scolastiche soprattutto nelle materie nelle quali i ragazzi 39

riscontravano maggiori difficolt. Inoltre sono state proposte ai ragazzi diverse attivit creative e soprattutto diversi giochi di gruppo. I ragazzi hanno seguito con costanza e impegno lattivit, dimostrando motivazione sia rispetto alla necessit di recuperare alcuni apprendimenti che rispetto al coinvolgimento nei giochi proposti seguiti con interesse e curiosit.

Il gruppo di Gancio Originale ha lavorato sodo verso questa direzione: in questo senso stato fondamentale l'impegno e la costanza delle volontarie. Un grazie di cuore a loro, ai bambini e agli insegnanti!!!

Gancio originale a Gavassa Gancio Originale a Massenzatico visto da Elena


Elena Cipelli
La scuola Media di Massenzatico, per il II anno consecutiv, ha ospitato il gruppo di Gancio Originale dei bambini della scuola elementare. Il gruppo, composto da 10 bambini, maschi e femmine, provenienti da vari paesi del mondo, ha condiviso le stanze della scuola con i ragazzi di Gancio delle Medie. Questo ha permesso in alcuni pomeriggi di poter fare merenda insieme, oppure di giocare nell'ampio prato della scuola, a palla, a nascondino, a giochi inventati sul momento. stato pi difficile quest'anno, per me e per le volontarie, trovare attivit che piacessero e coinvolgessero sia le femmine che i maschi. L'impegno mio e delle volontarie stato proprio quello di avvicinare e modulare gli interessi delle une e degli altri. Ci siamo rese conto che era fondamentale trasmettere ai bambini il rispetto di tutte le idee e le proposte che emergevano, nella consapevolezza che potevano rappresentare una risorsa e nuovi stimoli per stare insieme al gruppo.

Elena Cipelli
Nella scuola elementare di Gavassa, il terzo anno che Gancio prende vita, grazie al volere di insegnanti, bambini e genitori. Come gli anni scorsi, anche quest'anno, ogni mercoled alle ore 15 i bimbi si sono presentati puntuali a scuola, entusiasti di avere uno spazio dedicato esclusivamente a loro, nel quale studiare e apprendere piccole cose. Perch Gancio a Gavassa proprio questo: uno spazio, una cornice dove i bimbi si ritrovano, non avendo a disposizione, nel piccolo paese, altre opportunit. Il gruppo, composto da 5 bambine provenienti dalle classi III, IV, V elementare ha potuto realizzare nel corso dell'anno con l'aiuto delle volontarie tantissime iniziative. La I ora, dedicata alla didattica, ha visto da una parte l'impegno e la responsabilit delle bimbe e dall'altra un po' la fatica di fare i compiti. Nella II ora, il gruppo ha imparato e realizzato unici e insostituibili manufatti!!! Come le ghirlande natalizie, o le formine in ceramica o ancora piccoli animali, cuori, stelle di pasta-sale. La II ora diventata anche momento per fare merenda tutti insieme o per giocare in cortile, quando il tempo lo permetteva. Sono convinta che l'esperienza di Gancio Originale sia stata per tutti noi, un momento di crescita personale e di sempre maggior rispetto verso il mondo dell'altro, a volte cos apparentemente diverso ma altrettanto ricco. 40

WORK SHOP Don Pasquino Borghi di Rivalta (Venerd)


Maria Alessandra Ricc
Ho cominciato a coordinare il work shop di Rivalta a febbraio. Inizialmente temevo che il mio inserimento tardivo non fosse del tutto accettato dai 10 vivacissimi ragazzi, ma questi mi hanno inaspettatamente accolta a braccia aperte e mi hanno subito fatta sentire di casa. Non stato facile condurre il work shop al venerd in quanto le volontarie erano pochissime e piene di impegni; le ringrazio in quanto quando riuscivano a venire davano il massimo e rendevano la loro presenza preziosa. Sono: Margherita, Francesca, Silvia, Marina e Anna. Ringrazio anche Annachiara (coordinatrice del marted) che ha saputo sempre darmi il suo appoggio e i suoi consigli quando avevo bisogno.

Parlano i ragazzi
TEMA.. GANCIO E LE SUE REGOLE Gancio un doposcuola dove ci sono i ragazzi che fanno i compiti con dei ragazzi pi grandi. Nel Gancio ci sono tante regole, ma ci divertiamo ugualmente tanto tutti insieme. Nel Gancio ci siamo io, Elena, Andrea, Raimondo, Miriana, Michela, Luca, Alex, Kevin e Anthony. Alcune volte un p pesante, ma visto che siamo tutti insieme le cose nuove sono allordine del giorno. M.M. 41

WORKSHOP ALLA SCUOLA MEDIA M. EMILIO LEPIDO Un anno da ricordare


Patrizia Montanari e Federica Sassi
Questanno il progetto di Gancio Originale alla scuola media Lepido, su esplicita richiesta della scuola, ha aperto i battenti qualche settimana prima del solito. Come lanno precedente, le attivit di workshop sono state profondamente segnate dalla condivisione del progetto e delle sue finalit con la referente e la dirigente scolastica. Ci ha permesso lo scambio continuo di informazioni, il confronto, la riflessione e il monitoraggio delle attivit realizzate. Lanno di Gancio si aperto con i colloqui di selezione insieme agli alunni dello scorso anno, che avevano rinnovato la loro motivazione a partecipare al workshop, e con nuovi alunni individuati grazie al confronto fra insegnanti e famiglie. Sono stati cos accolti 22 ragazzi che hanno costituito i due gruppi, del marted e del gioved. Qualche settimana prima dellinizio delle attivit la scuola ha organizzato un incontro con ex alunni che attualmente frequentano la scuola superiore al fine di coinvolgerli nel progetto in qualit di volontari. Tale iniziativa viene portata avanti gi da alcuni anni e costituisce una peculiarit della Lepido che offre ai ragazzi unimportante occasione per rientrare nella loro vecchia scuola media in una veste del tutto nuova, quella di educatori, e di poter spendere le proprie competenze per aiutare gli alunni della scuola. I due gruppi di volontari si sono quindi costituiti con ex alunni della scuola, ragazzi che avevano partecipato lanno precedente e altri ragazzi individuati durante gli incontri che Gancio organizza nelle scuole superiori della citt. Lattivit di ciascun gruppo stata segnata 42

dalla partecipazione e dallimpegno di tutti, ragazzi e volontari, sia durante le attivit scolastiche individuali che durante le attivit di gioco della seconda ora. Ci ha permesso di superare molte difficolt individuali e di creare un clima di gruppo positivo e produttivo. Durante lanno sono stati condotti due colloqui con ogni docente coordinatore di classe per individuare gli obiettivi legati allapprendimento e alle competenze relazionali dei ragazzi che hanno frequentato il workshop, ci ha permesso di monitorare landamento del progetto e di sviluppare attivit personalizzate alle esigenze dei ragazzi. Il bilancio dellanno appena concluso per noi del tutto positivo; di questo dobbiamo ringraziare tutti i volontari, che ci hanno accompagnato con grande impegno e voglia di mettersi in gioco per conoscere e coinvolgere i ragazzi del workshop. Infine, un ringraziamento del tutto speciale va alla prof.ssa Emanuela Bertani, insegnante referente del progetto, e alla prof.ssa Bonicelli, dirigente scolastica, per tutto il sostegno e la stima con cui ci hanno accompagnato nel corso dellanno.

Parlano i volontari
Chi trova un amico di Valeria Datteri, Chiara Mastrolorito, Lorenzo Tamburini Lattivit di volontariato di Gancio Originale ci ha stimolato nellinsegnare qualcosa ai ragazzi, ci ha aiutato nellinstaurare nuovi rapporti e ad aumentare il nostro bagaglio personale di conoscenze e di esperienze. Lavorare a contatto con ragazzi con difficolt diverse che vanno dallo scolastico, allemotivit, al relazionarsi con i loro compagni, ha reso questa esperienza di volontariato gradevole e stimolante. La struttura delle due ore settimanali di workshop ci ha permesso di conoscere i ragazzi nel loro mondo scolastico, durante laiuto

nello svolgimento dei compiti per casa della prima ora, ma anche nel loro modo di rapportarsi con i compagni e con noi, durante le attivit ludico-sportive della seconda ora. Le attivit di svago ci hanno aiutato soprattutto per farci riconoscere dai ragazzi, non solo come insegnanti ma soprattutto come amici su cui contare e con cui confidarsi. Oltre al coinvolgimento nello studio, il nostro impegno stato anche quello di cercare di trasmettere valori come il rispetto, la fiducia, il senso di responsabilit e amicizia.

LA MIA ESPERIENZA DI GANCIO DI ANNALISA PAGLIA Io sono una volontaria di Gancio Originale, mi chiamo Annalisa, e questo stato il mio primo anno nei panni di volontaria e devo ammettere che trasmettere agli altri la mia esperienza, a quelli che magari non sanno nemmeno cosa Gancio (!!), molto difficile perch solo facendo la che si pu capire che importanza ha per il volontario e ovviamente per il ragazzo che viene a Gancio. Innanzitutto quella di Gancio un' esperianza di divertimento, un momento della settimana nel quale, anche se non ci si rilassa roppo, ci si riposa e ci si distrae; Questo naturalmente per i volontari, mentre per i ragazzi diverso: quando li vedi arrivare in bici o magari a piedi, con i loro zaini di scuola (pi pesanti di loro!) allegri o arrabbiati, ma sempre con l' attenzione rivolta verso noi maestre (come ci chiamavano loro) , ovvero noi volontari, si prova una sensazione estremamente gratificante, ci si sente davvero importanti per loro che ci somigliano un po' a quando eravamo alle medie!! Penso che il momento pi difficile dell' anno sia l'inizio, i primi mesi, nei quali ci si inizia a conoscere e nei quali i ragazzi non si 43

lasciano ancora andare e sembrano un po' timidi...(anche se alcuni non lo sono affatto). Mentre penso che il periodo migliore dell'anno siano gli ultimi mesi, da marzo in poi, perch si conoscono i ragazzi abbastanza bene, loro conoscono noi volontari e si pu chiacchierare tranquillamente tra un esercizio e l'altro. Ovviamente i ragazzi non hanno troppa voglia di fare i compiti, specialmente con l'arrivo della primavera e delle belle giornate, ma noi volontari siamo sempre riusciti a far crescere un po l'interesse anche verso le cose pi noiose, aiutandoci un po anche nelle materie in cui siamo un po pi scarsi...un esempio? Geometria! I problemi sono stati, infatti, i compiti pi difficili anche per noi volontari! Io penso quindi che Gancio sia stata anche un' ottima occasione per ripassare alcuni argomenti fatti alle medie e, per quanto mi riguarda, stato molto bello poter ritornare nella mia scuola media, un ambiente accogliente, che io ho sempre amato e che adesso mi sembrava cos piccolo! Certo, alcuni ragazzi si sono persi durante il tragitto ma con gli onnipresenti (ovvero coloro che non mancavano mai) penso si sia creato un ottimo rapporto volontari ragazzi, anche perch abbiamo imparato a conoscerci, anche formando gruppetti fissi di lavoro. Per quanto mi riguarda stata pi interessante la seconda parte dell' anno, sia perch eravamo tutti pi in confidenza, sia perch le attivit dopo i compiti erano pi interessanti e divertenti per tutti, con l' aiuto del tempo! Questa per me stata un' esperienza molto piacevole, nuova e coinvolgente, che putroppo non potr ripetere l' anno prossimo ma che consiglierei a tutti. Annalisa, una volontaria un po' esigente...

VOLONTARIE RAFFAELLA BRESCIA E LORENA IEMBO FILASTROCCA VOLONTARI Eccoci arrivati, come tanti soldati, non ci siamo preparati, come i laureati. Non siamo n fisici, n matematici, ma siamo simpatici, sappiamo come divertirci, senza combinare troppi pasticci. Volontari siamo, e francese insegniamo, ogni tanto ci impegniamo e quindi tutti insieme studiamo. Salti, balli e capriole e come Vasco siamo qui senza parole, ci piace leggere al sole, per prendere un po di colore. Forza ragazzi, tutti in classe!! qui non si pagano tasse e le chiacchiere si fanno basse. Forza e coraggio, tutti a Gancio! qui non si gioca solo a calcio, ma c anche da studiare Boccaccio. Venite tutti qui, salutiamoci con un abbraccio.

44

45

FILASTROCCA RAGAZZI Eccoci pronti, come camaleonti, ci mimetizziamo sotto i monti, per non fare i conti. Geometria che follia! vorrei essere una spia per scappare in Turchia altro che nostalgia! Siamo tutti, tutti diversi, ma non ci siamo persi. I volontari non sono severi, quindi ci aiutano pi che volentieri e ieri abbiamo preso ottimo nello studio dei batteri. Geografia! Non sappiamo cosa sia, mamma mia! Che malinconia Siamo contenti di venire a Gancio! Non vogliamo che i volontari vadano via, perch ci aiutano e ci fanno compagnia, durante lora di fotografia ci ricordiamo della loro simpatia. Eccoli arrivati, nei banchi ci siamo sistemati 46

per tutta la settimana ci sono mancati e li abbiamo ringraziati per averci sopportati.

SCUOLA ELEMENTARE COLLODI


Di Francesca Mancin
Durante questo anno scolastico ho avuto lincarico di coordinare il workshop pomeridiano presso la Scuola Elementare Collodi. Il gruppo dei bambini inseriti frequentava la prima e la seconda classe ed era molto eterogeneo nella provenienza; vi erano, infatti, sia bambini italiani che bambini provenienti da Paesi stranieri. Ritengo importante sottolineare che le soddisfazioni in corso danno sono state numerose; in primis, ho trovato una scuola entusiasta di accogliere questo progetto, entusiasmo che si manifestato con una estrema collaborazione e disponibilit sia da parte degli insegnanti che da tutto il personale scolastico. Inoltre ho avuto occasione di collaborare con un validissimo gruppo di volontari che ha speso tante energie, impegno e voglia di fare. anche grazie a loro se siamo riusciti a creare un clima di fiducia e di gioco che ha permesso unampia adesione e continuit da parte dei bambini. Ringrazio con affetto tutti coloro che hanno condiviso con me questa importante esperienza.

Abbiamo scelto questa scuola per due motivi: - la scuola era facile da raggiungere; - essendo una scuola elementare potevamo lavorare con bambini piccoli. Questa esperienza stata piacevole e istruttiva; i bambini anche se molto vivaci ci hanno insegnato a portare pazienza anche nei momenti pi difficili. Spesso capitato di rilevare diversi problemi nellapprendimento che per abbiamo cercato di risanare con paziente diligenza e con una risata sempre pronta. Sicuramente i rapporti intergruppali sono risultati assai soddisfacenti. Le nostre impressioni soprattutto positive , ci hanno portato a decidere di ripetere questa esperienza di volontariato sociale. Lattivit verr da noi riproposta ai nostri amici in quanto essa stata molto divertente e ci ha portato ad un contatto diretto con un gruppo pi giovane con rispettivi problemi.

I commenti dei VOLONTARI


Allinizio dellanno scolastico 2006/2007 ci stato presentato a scuola il progetto di Gancio con la collaborazione di altri studenti che avevano gi partecipato in precedenza, ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di informarci. Analizzando le varie scuole proposte nelle quali lavorare come volontarie nel progetto di Gancio Originale abbiamo optato per la scuola elementare Collodi. 47

IL GANCIO DI MONTECAVOLO
Daniela Ligabue e Silvia Arlini
Con questo siamo al terzo anno di gancio originale alle scuole primarie di Montecavolo, e il lavoro con i bambini si spostato sempre di pi da una attenzione alle dinamiche di gruppo, a una cura del singolo. Dopo tre anni di frequenza costante, i bambini mancano mediamente due o tre volte in un anno, siamo in grado di pensare a loro davvero inseriti nel ciclo di vita, li conosciamo con i bisogni che li portano da noi, e li salutiamo grandi. Grandi in tutti i sensi.

quelli buoni sono simpatici, quelli cattivi no. COME SONO LE MAESTRE? sono buone, brave, simpatiche e carine. per certe volte si arrabbiano. CON I REFERENTI TI TROVI BENE? si bene! sono simpatiche, buone, per mi fanno studiare un po troppo. Parliamo di Gancio Lavoro, disegnare, giocare, parlare, fare i compiti, conoscere i bambini, noia quando si fanno i compiti. Parliamo di gancio Si gioca a nascondino, si gioca a calcio. Le mie maestre sono belle e gentili, un pochino cattive. Mi piace venire a gancio perch si gioca, basta.

I bambini ed i volontari dicono di gancio: Io sono Seif e mi piace il gancio. Io sono Liliana e mi piace il gancio. Gancio divertente, accogliente, bello, interessante, luogo in cui fare compiti e giocare con gli amici. Le insegnanti sono brave, intelligenti e affettuose. Noi vorremmo che non finisse mai perch ci piace veramente tanto. Cosa ti piace di gancio? Lo stare con i bambini, il giocare, il fare i compiti e divertirmi, lamicizia tra i bimbi e le volontarie, divertimento. Di gancio penso che tutte le volontarie sono gentilissime e davvero pazienti dato che vengono tutti i gioved ad insegnarci e a sopportare i nostri litigi, le nostre urla e i nostri No! Non faccio i compiti! Lamicizia tra di noi bimbi forte, si parla sempre di Dragon Ball, noi bimbi insieme siamo monelli e vivaci ma ci divertiamo un mondo! TI PIACE GANCIO? si! CI VIENI VOLENTIERI? si! PERCH? perch ci sono gli amici, mi aiutano a fare i compiti e giochiamo a tante cose. COME SONO GLI AMICI? alcuni buoni e altri cattivi: 48

Workshop Galileo Galilei Supergancio!


Linda Marchi
Anche se un po in ritardo rispetto agli altri, il Workshop alla scuola media Galileo Galilei, iniziato attorniato da grande entusiasmo, coinvolgimento e voglia di fare. Fin dai primi momenti, come sempre un po imbarazzanti e colmi di aspettative, si respirato un buon clima relazionale ed stato possibile, credo per ogni partecipante, sentirsi a proprio agio e al proprio posto. Come in ogni workshop che si rispetti, la nostra prima ora era dedicata agli interminabili compiti che venivano svolti in piccoli gruppetti: venivano infatti solitamente allestiti langolo della matematica, quello di epica e quello di francese, reso possibile dal plurilinguismo della nostra bravissima volontaria Bennis. La seconda ora era invece dedicata alla conoscenza reciproca, al gioco e a qualche lavoretto atelieristico; grazie allimpegno di tutti i partecipanti stato possibile svolgere davvero tante attivit che ci hanno consentito un po di sano divertimento ma, soprattutto, la sensazione di stare riempiendo in modo proficuo e positivo il pomeriggio di quei ragazzi. Credo di poter quindi tracciare un bilancio molto positivo di questa esperienza, seppur breve, con questi ragazzi che assicurano di non vedere lora di iniziare a Settembre il SUPERGANCIO (questo il nome di gruppo da noi scelto). Ringrazio Bennis, volontaria della Scuola Superiore Motti, Engy, volontaria civile, Roberta, psicologa tirocinante e Patty, psicologa senza le quali non sarebbe di certo stato possibile lavorare in modo cos produttivo. 49

Ora la parola ai nostri ragazzi: Il primo giorno che sono venuta ero molto imbarazzata. Man mano che ho preso pi confidenza con tutti mi sono sentita molto meglio. Tutte le attivit e tutti i giochi che abbiamo fatto fino ad oggi sono stati divertenti e carini. Durante lora dei compiti le volontarie ci aiutano pazientemente in modo che capiamo in tutto e per tutto. Il Gancio, o per meglio dire il Super Gancio, cos lo abbiamo chiamato, una bella esperienza, infatti prima si viene aiutati con i compiti e poi ci si diverte con vari giochi. molto divertente e ci si dovrebbe trovare tutti i giorni. Senza il Gancio non sarei riuscita a fare certi compiti che non capivo. Mi sono anche divertita molto. Infine vorrei ringraziare la Linda che ha sempre avuto ottime proposte di giochi.

50

51

GANCIO E LEUROPA
Ad aprile arrivata tra di noi una nuova volontaria proveniente dalla Germania: Lisa. Ci ha accompagnato nelle nostre attivit di Workshop, volontariato singolo, e attivit varie mostrando sempre un sorriso e tanto entusiasmo, oltre ad aver dimostrato un forte apprezzamento per la cucina italiana e per la nostra cultura, ha pi volte sottolineato limportanza, la peculiarit e la creativit del progetto di Gancio.

OGGETTO: ATTESTATO DI FREQUENZA


Si attesta che nel periodo compreso fra il 10/04/07 e il 23/06/07 Lisa Deutschmann , nata ad Amburgo il 7 ottobre 1979, beneficiaria del Programma Leonardo da Vinci nellambito del progetto PEDAL Formazione per educatori specializzati, animatori, socio-pedagogisti e operatori sociali tedeschi in Italia, ha svolto attivit di tirocinio allinterno del progetto Gancio Originale dellAzienda USL di Reggio Emilia. In particolare, ha partecipato alle seguenti attivit: Workshop pomeridiani nelle Scuole elementari , superiori Laboratori linguistici pomeridiani per minori immigrati nelle scuole medie e superiori (Stanze di Dante) Laboratori itineranti di Gancio Originale Gjgjjg medie e

52

Attivit formative e promozionali rivolte a giovani volontari La festa dei Work shop al Liceo MoroSeminario: Riflessioni sulle esperienze di mediazione La Coordinatrice Di Gancio Originale Dott.ssa Susanna Cagossi mondo

linguistico culturale Progetto il teatro Ti voglio un bene dellaltro realizzato per i giovani dellistituto darte Chierici Attivit ricreative un estate insieme rivolto a ragazzi disabili , supportato da volontari e organizzato dalla Coop sociale Il Piccolo Principe Confronto con tutti gli Operatori coinvolti nei diversi Progetti rispetto a: Selezione de minori canditati alle attivit pomeridiane, consulenza dei gruppi di lavoro pomeridiani- Workshop, laboratori linguistici. Copertura assicurativa dei volontari tramite protocolli dintesa con le Scuole dellobbligo e Medie Superiori delle citt. La tirocinante si relazionata positivamente con gli operatori e con i coordinatori delle attivit alle quali ha partecipato attivamente mostrando competenze sotto il profilo umano e professionale. Inoltre, ha costruito buone relazioni con i volontari e con i bambini nei diversi contesti.

La Responsabile del Servizio di Psicologia Clinica Dott.ssa Deliana Bertani

Reggio Emilia, 12/06/07

53

LA CITTA EDUCATIVA
IL BILANCIO DI QUESTANNO Di Chiara Bertozzi
Il Centro Pomeridiano di Rivalta un progetto del Comune di Reggio Emilia, pensato e realizzato in collaborazione con diversi soggetti: Istituto Comprensivo Don Borghi, Associazione Comitato per una Comunit Educante, Gancio Originale e Istituto Don Z. Iodi. E un servizio rivolto ai bambini delle scuole elementari del territorio di Rivalta, con particolare attenzione ai bambini sinti, e vuole essere anche unoccasione di confronto e di crescita per le volontarie che vi partecipano. E un luogo dove i bambini possono incontrarsi, conoscersi, trovare un sostegno per i compiti, giocare, sperimentare collaborazione, solidariet, riconoscimento dellaltro e di s e stare in gruppo. La prima parte della giornata dedicata allaccoglienza, ai compiti e al rafforzamento degli apprendimenti e permette ai bambini di sentirsi valorizzati e di sviluppare competenze. La seconda parte della giornata dedicata a laboratori e giochi che stimolano la manualit, lespressione verbale e corporea, la fantasia, limmaginazione e la capacit di collaborare a coppie e in gruppo. Inoltre, vista la presenza numerosa e importante dei volontari, sono pensati e realizzati momenti di valorizzazione del volontariato e di riflessione con le volontarie sul senso, le fatiche e le soddisfazioni del percorso che vivono al Centro. Questanno lesperienza stata pi che positiva, sia per la partecipazione costante ed entusiasta dei bambini, sia per la seriet, limpegno e il contributo essenziale dei volontari che hanno seguito le attivit insieme alle educatrici.

Oltre al consueto sostegno nei compiti, che ha visto impegnate in prima persona i volontari, abbiamo sviluppato principalmente tre percorsi, nei quali i volontari hanno affiancato le educatrici: a) il primo di conoscenza delle competenze di base dei bambini nella cura di s, del proprio corpo e dei compiti principali a loro richiesti attraverso simulazioni e giochi b) laboratoriale, durante il quale i bambini hanno costruito diversi giochi di societ, che dopo averli sperimentati insieme al Centro, li hanno regalati alla propria famiglia, con lo scopo di riscoprire il gusto e il piacere del giocare insieme in famiglia c) di consapevolezza e gestione dellaggressivit e di sentimenti come la rabbia, la felicit attraverso una serie di giochi espressivi e corporei Ringraziamo anche questanno di cuore i volontari per la loro presenza seria e matura, per la loro voglia di mettersi in gioco, per limpegno e per essersi dimostrati persone affidabili e positive.

PARLANO I VOLONTARI ALESSIA MIRRA 1. ero sicuramente molto pi timida e insicura anche perch la prima volta che faccio gancio 2. ora mi sento a mio agio, mi trovo bene con i bambini, educatrici e volontari 3. sinceramente non so cosa rispondere, per penso ma soprattutto spero di essere stata un buon esempio 4. vorrei portare con me questo bellanno trascorso insieme. Vorrei lasciare la simpatia e il divertimento 5. direi che stata una bella esperienza per gli consiglierei di provarla perch ognuno deve avere le proprie esperienze 54

SARA MARANGON 1. il primo giorno ero impaurita perch non sapevo di cosa si trattava; ma la timidezza andata via velocemente grazie al buon rapporto con le educatrici 2. ora mi trovo bene sia con le educatrici sia con i bambini, con i quali ho molto legato 3. non so se sono stata un esempio per i bambini, ma se cos fosse spero un buon esempio 4. vorrei portare con me la bella esperienza vissuta e i bei rapporti con tutti; e vorrei lasciare la mia simpatia e laiuto dato 5. le direi che una bella esperienza e che va vissuta fino in fondo

1. mi sono sentita a mio agio sia con i bambini che con gli educatori 2. sicuramente considero questa esperienza molto positiva e la consiglio a tutte le persone che amano i bambini 3. no, di questo non me ne sono accorta o non ci ho fatto caso, comunque sia mi sono trovata bene con tutti i bambini 4. con me porter sicuramente il ricordo di ognuno di loro, di me non saprei, spero di avergli trasmesso i miei lati positivi 5. suggerirei di provare questa esperienza perch per chi ama i bambini questo un modo per poter stare vicino a loro e poterli conoscere bene

SERENA FORMENTINI 1. il primo giorno mi sono trovata n po spaesata, per poi durante le attivit ho conosciuto tutti i bambini e quindi mi sono trovata subito benissimo 2. unesperienza molto bella, soprattutto il contatto con i bambini che infatti il motivo per cui ho scelto di fare questa esperienza e con le educatrici mi trovo bene sono molto simpatiche e accoglienti 3. non so se sono stata un esempio per qualche bambino per credo di aver dato il meglio di me in questesperienza, quindi anche se fosse sarei felice perch vorrebbe dire che mi vedono come un esempio da seguire 4. porter con me di sicuro una bellissima esperienza e lascer il ricordo della mia allegria e laiuto che ho dato 5. di socializzare molto con i bambini perch sono davvero unici e di divertirsi senza sottovalutare limpegno

NATASCIA VERARDI 1. allinizio non sapevo bene cosa fare perch era unesperienza nuova, e non conoscevo i bambini 2. mi sento a mio agio e non ho problemi 3. non lo so, spero che i bimbi ricordino quello che gli ho insegnato (non solo dal punto di vista scolastico) 4. spero di lasciare un buon ricordo ed esempio, porter con me un po di esperienza in pi e il ricordo di tutti loro 5. di essere tranquilli perch i bimbi ti fanno sentire subito a tuo agio e cercare di capire tutti i bimbi

SARA BALDO 55

GIULIA FORMENTINI 1. un po spaesata e insicura per mi sono ambientata 2. ho un buon rapporto con i bambini e penso anche con le educatrici, con i volontari non parlo molto 3. io non credo di essere stata un esempio per i bambini per magari qualcosa gli ho trasmesso 4. vorrei portare con me tutti i bei ricordi di questi mesi, e vorrei lasciare qui la mia simpatia e il mio buonumore 5. racconterei che qui ci si diverte e il mio suggerimento sarebbe di essere un po duri nei compiti con i ragazzi ma di saper ridere con loro nei momenti giusti

per aiutare i bambini. Si esce di qui SEMPRE sorridenti e questo proprio BELLO

LUCA DAMIAN 1. prima della prima esperienza coi bambini si tenuto un incontro tra volontari ed educatori, ho potuto conoscere i miei colleghi e le educatrici; con i bambini il primo giorno stato magari un po freddo siccome non li conoscevo ma poi via via sempre pi migliorato 2. ora ad attivit quasi terminata ritengo di avere fatto un buon lavoro sempre nei miei limiti, con i bimbi penso di aver legato molto soprattutto con i maschi 3. penso di essere stato come una figura di insegnante per i bimbi, ho potuto insegnargli alcune cose anche se in alcune occasioni sono stato un po severo 4. vorrei portare con me lallegria e la spensieratezza dei bimbi, potrei lasciare la mia pazienza per i bimbi, penso di averne in abbondanza 5. gli racconterei la mia esperienza in generale, gli consiglierei di avere un grande dialogo e di aver pazienza con i bimbi, anche se a volte non obbediscono agli ordini

SARA SCARPINO 1. per me questo il secondo anno che frequento il Centro Pomeridiano, sono voluta tornare perch mi piaciuta molto questa esperienza e ho un buonissimo rapporto con i bambini e le educatrici e con le altre ragazze che come me hanno fatto questa bellissima esperienza 2. a percorso quasi terminato sono abbastanza soddisfatta perch rispetto allanno scorso mi sono ambientata ancora di pi ed ora mi trovo pi a mio agio 3. quello che posso dire che mi sono trovata benissimo e spero di aver lasciato qualcosa di buono. Pi che dare diciamo che ho ricevuto molto dai bambini che con la loro semplicit mi hanno sempre fatto sorridere 4. ora che finito un po mi dispiace perch non so se torner lanno prossimo, io lo spero. Vorrei lasciare la mia PAZIENZA, la mia semplicit e vorrei portare con me ogni particolare simpatico di questi bambini 5. direi assolutamente che unesperienza da fare che non fai come dovere ma hai proprio voglia di venire e darti da fare 56

BEATRICE PAGANO 1. il primo giorno al Centro Pomeridiano mi sono sentita un pospaesata allinizio, perch non sapevo cosa si aspettavano da me i bambini e come comportarmi con loro. Infatti mi sono lasciata guidare da loro. Poi quando ho visto che era compito mio tenerli buoni se no prendevano il sopravvento su di me, ho preso in mano la situazione, creando allo stesso tempo un rapporto con i bambini

2. adesso sono molto felice di questesperienza. Anche perch lho portata a termine felicemente e senza pentimenti. Il rapporto con i bambini stato abbastanza complice e anche con le educatrici 3. non se se ci prendevano in esempio. Ma se cos spero di essere stata un buon esempio per loro, anche in futuro 4. vorrei portare con me tutti i momenti belli ma anche quelli pi negativi, in modo da imparare un domani dai miei errori. Vorrei lasciare tutta la conoscenza che ho trasmesso ai bambini e la simpatia 5. di lanciarsi in questa esperienza perch una cosa unica che rimarr per sempre nella vita

o arrabbiata, facendo in modo di essere sempre il pi positiva possibile 4. con me vorrei portare la spensieratezza dei bambini, il loro non curarsi minimamente del giudizio degli altri, il loro essere sempre se stessi. Delle educatrici gli splendidi sorrisi di accoglienza. Di me vorrei lasciare il grande impegno che ci metto nelle cose e la disponibilit 5. racconterei dei bei pomeriggi, delle stupende canzoni, delle cornamuse e gli suggerirei di non scoraggiarsi davanti ad un ostacolo come un bimbo che non vuole leggere e nemmeno di arrendersi se si pieni di compiti e si vuole comunque fare unesperienza cos positiva.

ILARIA BALLABENI 1. il primo giorno stato un po traumatico, cera un po di imbarazzo tra noi ragazzi, ma i bambini, dopo due minuti di esame mi hanno coinvolta nei loro giochi. Soprattutto le bimbe. La prima a fare i compiti assieme a me stata Martina, con lei mi sono molto divertita 2. il rapporto con i volontari pressoch invariato. Ho legato solo con le gemelle, che gi conoscevo, e con Nikita, anche se c stata poco. Con le educatrici c sempre stato un ottimo rapporto, riescono a farmi sorridere anche quando ho passato una giornata nera. Questo potere ce lhanno anche i bambini, sono sempre stupendi 3. spero di essere stata un esempio positivo per i bambini! Ho sempre cercato di non far trasparire se un giorno ero delusa

57

GANCIO AL BUSETTI
Cecilia Cigarini, Mara Rossi

Continua lesperienza, ormai consolidata, della collaborazione fra i volontari di Gancio Originale e il centro Busetti. Il nostro centro ha beneficiato da sempre della presenza di volontari ma ogni anno attendiamo impazienti larrivo dellineguagliabile risorsa che i volontari di Gancio Originale rappresentano per il gruppo di Psicomotricit. E appunto questa lattivit che per caratteristiche e organizzazione ( una attivit strutturata che si svolge il pomeriggio) consente e necessita al tempo stesso della presenza della figura del volontario. Si tratta di un lavoro di gruppo che coinvolge 7 persone, utenti dei centri diurni e residenziali del Servizio Handicap Adulto. Ogni gioved, da ottobre a giugno, dalle h 14,30 alle h 16, questo gruppo si ritrova nella palestra del centro Busetti per vivere insieme una esperienza che partendo dalle esigenze dei singoli, sia al tempo stesso attivante e gratificante. I volontari seguono il lavoro di gruppo, agendo come supporto alla conduzione degli incontri, partecipando direttamente ai giochi ed esercizi, ma in particolare la loro presenza, ricca di novit e vitalit, a produrre il massimo risultato. La presenza dei volontari agisce proprio da stimolo per queste persone che, pur con gravi difficolt, si attivano maggiormente, comunicano pi volentieri ed esprimono pi chiaramente le risorse e le potenzialit esistenti. In questi anni lesperienza con questi giovani volontari stata spesso molto positiva ed arricchente e, questanno in particolare, lincontro e la collaborazione si rivelata davvero speciale: Jessica si inserita delicatamente ma rapidamente nel gruppo con tali doti personali di empatia e comunicazione che lhanno resa una presenza 58

professionale e che continua tuttora a portare il suo contributo, nonostante il periodo di attivit sia terminato, regalandoci la sua disponibilit a mettersi in gioco in altri momenti della giornata e con altri utenti del centro.

59

DUE PAROLE PER CAPIRE...

A BORDO: IL VIAGGIO PER TORNARE A CASA

Progetto di volontariato attuato dal Comune di Bagnolo in Piano.

Si viaggia fisicamente, si viaggia con la fantasia, si organizzano vacanze lontane e si esplorano piccoli percorsi. Ma si viaggia anche sul pullman che ci porta a scuola al mattino e ci riporta a casa finita la scuola. E quando si parla di viaggio, qualsiasi viaggio si vive quel particolare clima di libert. Il mezzo di trasporto che ci accompagna nel viaggio, e nel nostro caso lo SCUOLABUS, diventa quindi luogo di regressione e di liberazione dagli obblighi che contraddistinguono la quotidianit. l che a volte si litiga con i compagni l che a volte succedono cose che ci fanno star male. Sulla base di queste premesse i Comuni e gli autisti degli scuolabus hanno cercato di migliorare la situazione e essere pi presenti come figure di riferimento. Ma come successo? La storia lunga ma ve la illustreremo brevemente.

60

Primo capitolo: cosa succede nello scuolabus? Chi sono i ragazzi che salgono sullo scuolabus? Durante lanno scolastico 2003/2004 Reggio Children ha progettato e realizzato, con la collaborazione del Servizio di Psicologia Clinica dellAUSL di Reggio Emilia, un percorso di formazione continua rivolto ai 60 autisti impegnati nel trasporto scolastico di T.I.L. Trasporti Integrati e Logistica, azienda del gruppo ACT. A seguito della prima esperienza, TIL ha richiesto la disponibilit di Reggio Children a continuare la collaborazione, presentando una seconda edizione del percorso formativo su Sviluppo delle competenze relazionali per altrettanti autisti. Il risultato di maggiore rilevanza stata per l'idea di creare anche un gruppo di volontari che potessero accompagnare i ragazzi nel viaggio per poter essere loro vicini e punti di riferimento in un luogo di passaggio. Il duplice intento era quello da un lato di rafforzare le competenze dellautista, al quale viene richiesto un ruolo molto delicato e complesso con funzioni di accompagnamento in senso lato, e dallaltro, con il progetto di volontariato, di formare un gruppo di giovani e meno giovani che nel contesto autobus potessero assumere una funzione educativa e di contenimento delle dinamiche complesse che si verificano nel viaggio scuola-casa. Secondo capitolo: si parte a bordo coi nostri volontari!!! Anno scolastico 2006/07. Reggio Children e la Provincia di Reggio Emilia, con la collaborazione del Servizio di Psicologia Clinica dellAusl di Reggio Emilia, dellAssociazione Amici di Gancio Originale e di TIL, promuovono un progetto di formazione di giovani e adulti interessati a prestare un servizio di volontariato socio-educativo rivolto a bambini e ragazzi che usufruiscono dei trasporti scolastici. Il progetto, sperimentale, iniziato a partire da settembre 2006, prima

cercando volontari interessati a questo tipo di volontariato, poi lavorando con loro per prepararli ed infine a novembre/dicembre finalmente sullo scuolabus! un progetto sperimentale che si sta realizzando in due comune della provincia per vedere se possa essere estendibile a tutti i Comuni: grazie quindi ai Comuni di Bagnolo in Piano e di Quattro Castella! L'obiettivo del progetto duplice: da un lato intende stimolare forme di partecipazione attiva alla cittadinanza di giovani e adulti, la cui presenza sugli autobus pu costituire un importante esempio di impegno civile e favorire lo scambio intergenerazionale, dall'altro mira a qualificare maggiormente il servizio di trasporto scolastico, sempre pi spesso contesto di dinamiche complesse, di incontro ma anche di scontro e di intolleranza, tra bambini e ragazzi.

Terzo capitolo: il gruppo di Bagnolo! Innanzitutto mi presento: mi chiamo Luana Pensieri e sono la psicologa che coordina il progetto A BORDO a Bagnolo. Il gruppo dei 16 volontari che lavorano quotidianamente coi vostri bambini e ragazzi composto da ragazzi e da adulti che hanno deciso di dedicare un po' del loro tempo ai pi piccoli. Dalle loro parole c' chi lo ha scelto per voglia di fare qualcosa per gli altri, chi afferma diciamo che mi fa piacere aiutare gli altri e poi mi piacciono i bambini, e ancora per stare in mezzo ai ragazzi e conoscere gente nuova, chi lo ha fatto per curiosit e chi per rendersi utile, chi per conoscere i ragazzi e il loro comportamento. La cosa importante che da novembre Alessandro F., Mariagela, Anna, Alessandro P., Vittorio, Fabio A., Francesca F., Maria, Fabio B., Kushal, Alhour, Elvira, Francesca F., Giovanni, Giorgia,

Giovanna accompagnano quotidianamente i vostri bambini e ragazzi in sei corse di rientro. un lavoro importante che sta portando a dei

61

miglioramenti sul pullman, anche gli autisti confermano che i volontari sono figure preziose. Ma per loro, per quei volontari che ogni giorno accompagnano i piccoli di Bagnolo cosa ha comportato il volontariato? Ho fatto loro una piccola intervista e vorrei condividere con la cittadinanza questi pensieri preziosi che dovrebbero essere spunto di riflessioni per tutti perch un progetto di volontariato funziona se sostenuto da tutti voi che potete riconoscere l'importanza del loro lavoro e chiss che possiate anche un domani far parte di questo gruppo di accompagnatori. Ma adesso la parola ai protagonisti: il volontariato sullo scuolabus un tipo di volontariato nuovo in cui non c' niente di preciso da fare, ma solo stare accanto ai ragazzi e far loro compagnia, per me un'esperienza decisamente nuova di contatto con i bambini e i ragazzi. Ho gi avuto esperienze di volontariato, ma in contesti diversi sempre con i bambini ma incontrandoli e conoscendoli durante lo svolgimento dei compiti scolastici o in attivit ricreative con Gancio Originale. Questa volta, no! Non sono dietro al banco, ma seduta su un sedile, e non su un pullman qualsiasi, ma di uno scuolabus... circondata da ragazzini che esplodono di vita che rendono un viaggio verso casa un'emozione sempre nuova. Ogni giorno sempre vario, ricco di notizie, di esperienze appena vissute. Non sono tanto i ragazzini ad avere qualcosa da noi, ma sono loro che ogni giorno regalano qualcosa a me. Nei loro occhi vedo me stessa, la loro gioia e la loro spontaneit. un modo per conoscere i ragazzi, proteggerli e imparare a comunicare con loro senza urlare siccome amo molto i bambini, vedo questo volontariato un'occasione per stare a contatto con loro e soprattutto capire, o provare a capire, i vari aspetti del loro carattere. Capire come si comportano e provare ad

interagire con ognuno di essi, dal pi tranquillo al pi irrequieto. Cercare il modo migliore per farsi capire senza dover ogni volta urlare. Questo volontariato lo vedo anche una occasione per essere una piccola protezione nei loro confronti. Nel mio caso specifico veramente piccola visto che ho potuto svolgere il volontariato solo 3 volte. Nelle tre volte che ho potuto frequentare, ho cercato di capire se magari fosse stato qualche bimbo che avesse maggiore bisogno di attenzione, magari perch preso in giro. Per protezione intendo questo! un modo per star loro vicini e condividere momenti preziosi questo volontariato per me una curiosit per conoscere i bambini di oggi, il loro comportamento, il loro linguaggio; ho riscontrato positiva la loro spontaneit, socievolezza e vivacit nel comunicare con noi adulti. Alcuni di loro mi vogliono vicino per parlare dei loro giochi, di quello che fanno in classe, leggendo poesie che hanno scritto.

questo volontariato per me un'opportunit per confrontarmi e avere un'esperienza con dei ragazzi che si confrontano con gli affetti, i sentimenti e con il mondo esterno. un modo per sentirsi utili e dare un buon esempio per me questo momento il modo per sentirmi utile a qualcuno. Quando aiuto quei bambini a mettersi la cartella sulle spalle oppure ascolto le loro parole mi sento importante anch'io. Spero che il mio esempio di disponibilit e affetto li faccia pensare e riflettere. un modo per avvicinare il mondo degli adulti a quello dei bambini per me questo tipo di volontariato molto utile per i bambini e per noi stessi, perch in questo modo i bambini possono trovare e vivere le persone pi grandi non come minaccia ma come persone amiche. Dal nostro canto questo tipo di esperienza serve a capire i loro

62

comportamenti, i loro pensieri, i loro gusti.

PENSIERI DEI VOLONTARI.


per me una cosa molto bella, direi anche divertente. Passo due ore in mezzo a dei ragazzi e a delle ragazze quasi tutti vivaci, allegri e molto belli, a volte anche un po' violenti ma mi trovo molto bene e passo due ore piacevoli a contatto coi i bambini e bambine. un modo per trovare nuovi piccoli amici questo volontariato stato per me un'occasione in pi per stare a contatto coi bambini,per poter conoscere i loro pensieri e desideri. Ho imparato ad essere pi paziente e pi attenta. Mi ha dato modo due persone stupende (gli autisti) che mi hanno dato una lezione di vita, dimostrando che anche un lavoro (il loro) pu diventare espressione di amicizia, infatti quello che si respira salendo sul bus l'amicizia che lega l'autista ai bambini. Sono certa che a fine anno questo lo trover anch'io. un modo per essere responsabili per s e per gli altri penso che qualsiasi genere di volontariato sia necessario quanto questo. Per avendo a che fare con dei ragazzi di scuola penso sia abbastanza impegnativo e di responsabilit!

Il progetto A BORDO un progetto di accompagnamento dei pi grandi ai pi piccoli, non importa che et si abbia, basta essere pi grandi. un progetto sperimentale che ha bisogno di tutta la cittadinanza per poter andare avanti, ha bisogno di tutti voi per essere cos importante! Aiutateci con le vostre idee a farlo continuare ad esistere! Intanto ringrazio tutti per la collaborazione finora dimostrata.

Dott.ssa Luana Pensieri

Beh! Tutto cominciato con molta curiosit e qualche timore. Curiosit che si ha quando si affronta qualcosa di nuovo che si scelto di fare, ma soprattutto per le sensazioni che avrei provato nel ritornare a sedermi su uno di quei sedili rossi di un pullman giallo, tanto caro nei miei ricordi di bambina. Al mio fianco, per, non i coetanei con gli occhi ingenui proiettati al futuro, ma il futuro. E i timori, forse pi forti della curiosit.. Non cos facile sentire di essere i violatori di un mondo da sempre esclusivamente riservato ai bambini e ai ragazzi. In un momento non cos sobrio come il ritorno da scuola, voglio dire un certo periodo della giornata in cui le gioie delle scoperte quotidiane, i malumori magari dovuti ad brutto voto o ad un litigio con un compagno, le emozioni amplificate che solo a quellet si possono avere, la voglia di fare e lincontenibile frenesia di alcuni, fanno da sfondo a questo piccolo teatro di vita. Ed io avrei dovuto farne parteMi avrebbero considerato come unintrusa, una specie di censore o una compagna o -perch no- unamica? Limpatto stato al di fuori di ogni aspettativa, i bambini specialmente quelli delle elementari, mi hanno accolto con incredibile stupore. Allinizio mille domande sul perch fossi l, una sana e giusta diffidenza allautorit adulta e poi il ghiaccio si sciolto Mi hanno resa partecipe della loro vita, delle loro esperienze, dei loro giochi, dei loro problemi. Non vorrei peccare di vanit, ma mi hanno fatto sentire importante. Certo non tutto sempre stato idilliaco. I rimproveri non sono mancati, per via di qualche litigio, magari un po pesante o per le azzardate acrobazie che riescono a compiere nonostante il precario equilibrio che si pu ottenere su un pullman, specialmente nelle strade di campagna! Un po pi difficile, per me, stato lincontro con i ragazzi delle medie. Non stato cos semplice riuscire ad entrare nel loro mondo. La maggiore et ne sicuramente la ragione, il rapporto non si poteva instaurare n attraverso il gioco, ma nemmeno attraverso un rapporto tra pari. Penso mi abbiano visto maggiormente come unintrusa alle loro chiacchiere e

63

segreti tipici di quellet e soprattutto unennesima autorit che si contrapponeva alla loro voglia di indipendenza libert ed evasione. E stato un cammino meno sollecito e pi pacato, potrei riprendere il gergo del mondo animale e dire che abbiamo dovuto annusarci un po di pi. Ma poi lodore diventato consueto e familiare. Lho capito quando mi hanno resa partecipe delle loro confidenze, specialmente amorose! Ullalah! Rileggendo queste righe mi accorgo che avrei dovuto seguire i consigli di Luana e scrivere ad ogni turno quello che provavo, ora avrei un report dettagliato che mi permetterebbe di capire le precise sensazioni di ogni giorno, e non solo unimmagine globale di ci che stato (sbagliando simpara) In questa esperienza, per, non solo i bambini sono stati i protagonisti, vorrei quindi concludere ricordando chi ha fatto parte di questa avventura: tutti i meravigliosi volontari e soprattutto Fabio B. che stato il mio compagno Di turno per 6 mesi ed ha sopportato le mie assenze! E gli autisti, Angelo e Margherita, che hanno da subito accettato la mia presenza e aiutato tantissimo a rapportarmi con gli speciali passeggeri. A loro tutta la mia gratitudine,e anche un po dinvidia per la cosa che mi parsa pi difficile di tutte: ricordarmi il nome di ognuno!

comunque tra una cosa e laltra il giro finito, lora volata in fretta senza annoiarmi Secondo giorno da solo pi lautista, sono salito sullautobus un po pi calmo. Ho cercato di collaborare con lautista Margherita, simpatica e molto disposta a collaborare. Il terzo giorno, con Kushal, andata meglio. Le cose che mi hanno impressionato ed emozionato maggiormente che da parte di certi bambini mi hanno chiesto di nuovo come mi chiamo e hanno voluto il mio autografouna bimba di prima mi ha chiamato vicino a lei ed abbiamo parlato di Santa Lucia, di Babbo Natale, dei suoi genitori, della scuola e cos viaspero di migliorarmi e di farmi amico di tutti. Oggi 21 febbraio sono andato in biblioteca a ritirare la macchina fotografica, come autista oggi cera Margherita e un po nella confusione ho cercato di fare qualche foto. 28 febbraio, dopo aver ritirato la macchina fotografica mi son dato alla fotografia per secondo me non il mio mestiere. Anche oggi questi ragazzi mi hanno improvvisato chiamandomi ma tu, sei Giovanni Rana? Rimaste le ultime ragazzine mi hanno invitato a giocare con loro a braccio di ferro ed ho perso. 7 marzo insieme a Kumal, niente di nuovo, tutto ha proceduto regolare

PENSIERI DEI VOLONTARI

Oggi 6 dicembre 2006 ho cominciato un nuovo impegno come volontario per laccompagnamento dei bambini sugli autobus scolastici. Come primo giorno ci siamo presentati a vicenda con gli accompagnatori delle scuole, autisti e scolari. Nella prima giornata mi sono trovato un po a disagio perch ero da solo con 37 bambini, tra cercare di controllare chi doveva scendere, chi si lamentava delle spinte dellamico, laltro non mi lascia stare, 64 bello dialogare e stabilire rapporti di fiducia con i pi grandi

PENSIERI DEI VOLONTARI Anche oggi ho fatto il turno con la Materna mi piace molto perch sono bimbi piccoli che hanno bisogno di aiuto soprattutto materiale e quindi mi fanno sentire utile

I bimbi erano molti ho fatto il servizio della materna, pi quattro bimbi delle elementari. Siamo andati fuori orario perch un piccolo non voleva salire sul bus. Per il resto andato tutto bene. I bimbi della materna sono pi calmi.

Con gli autisti tutto perfetto, quello che mi rattrista un po lindifferenza dei genitori

Oggi stato molto caotico. Un bambino era molto monello. Voleva stare in viaggio in piedi sui sedili. Lho sgridato con il benestare anche della Margherita e quindi si calmato.

PENSIERI DEI VOLONTARI

Vedendoli una sola volta alla settimana i nomi dei bambini difficile impararli. I caratteri per si ricordano bene; c la bambina tranquilla che si siede al suo posto e resta l per tutto il viaggio mentre gli altri si scatenano, urlano saltando da un seggiolino allaltro a mo di tarzan. Adesso che comincia a far caldo buttano via i vestiti pesanti e vogliono aprire i finestrini e mettere fuori la testa. Questa la cosa pi difficile da proibire, si siedono un attimo quando li sgridi poi ricominciano subito. Venerd ho dovuto rivestire un bambino che era rimasto con la maglietta della salute e aveva nascosto la felpa e la giacca sotto i sedili

Comincio a dire che alla fine sono un po' deluso. Questi ragazzi credevo di averli un po' conquistati, invece no. I primi giorni erano curiosi per sapere di te, si giocava, si scherzava, invece ultimamente le cose sono un po' cambiate. Cercano di ignorarti, anche se non ci fossi sul pullman forse sarebbe meglio. Comunque, tolti quei 2 o 3 soliti, tra ragazzini e ragazzine, che vogliono fare quello che pare a loro, gli altri si comportano abbastanza bene. Con gli autisti non ci sono problemi. Alla fine mi chiedo se questo tipo di volontariato possa essere alla mia portata. Se il progetto va avanti vedremo il prossimo anno 2007/08. vorrei complimentarmi anche con le nostre collaboratrici che con tanta simpatia e cordialit l'hanno sostenuto.

65

Ho ritrovato bambini del catechismo, che sono stati contenti di vedermi I genitori molto assenti nei contatti! Mi piaciuto molto, lho trovato utile e spero di continuare nonostante alcuni disturbi fisici prover a non bere il caff prima del turno

emozioni devo dire che mi sempre piaciuto stare coi bambini, lasciarmi contagiare dalla loro allegria e spontaneit.

Finito le feste natalizie, capodanno,e lEpifania, che tutte le feste manda via, ho ripreso il servizio di accompagnamento degli scuolabus. Anno nuovo autista nuovo. Come autista ho cominciato lanno scorso con Angelo, simpatico e disponibile a tutto. Per quanto riguarda i ragazzi ne manca qualcuno, dei quali non so il motivo e per impattare qualcuno nuovo. Comunque tutto procede bene, coi ragazzi collaboriamo sempre di pi, parlando con loro, facendo qualche gioco e indovinello soprattutto con le ragazzine. Oggi 14 febbraio alla mancanza di Angelo perch ammalato cera un autista nuovo che ho dovuto accompagnare per insegnargli le strade, un po io e un po i ragazzini pi grandicelli, abbiamo finito il giro quasi in bellezza.

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Una persona che dovrebbe mantenere lordine ed aiutare i ragazzi a comportarsi in modo civile, una specie di aiutante per lautista, che non pu farlo perch deve stare pi attento alla strada che a quello che fanno i ragazzi

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Bello e bravo e il marted un giorno speciale perch vengono le medie in pullman

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Si deve smummiare perch non sa neanche cosa fare

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Gentile e bravo e lo conosce anche il nonno Alcuni bambini gi li conoscevo in quanto avevano frequentato i corsi di nuoto estivi in piscina comunale a Bagnolo. Altri li ho conosciuti in questa occasione. Di molti di loro mi ha colpito la fretta di salire sul pullman e di cominciare a parlare, a giocare con delle carte o figurine particolari, la rumorosit della maggioranza di loro, la riservatezza o timidezza di qualche ragazzo/ragazza stranieri. Cerano 16/18 bambini/e per giro, autisti molto bravi con un buon rapporto con i ragazzi/e nonostante lattenzione alla guida. Ho visto genitori che gi conoscevo, altri no. Mi hanno colpito gli zaini esageratamente pieni di roba mettendo in difficolt sia la salita che la discesa dal pullman dei pi piccoli. In quanto alle 66

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Quello al gioved o credo al venerd il mio preferito

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME una persona che gli piace stare con i bambini e non sa cosa fare tutto il giorno

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME

stato molto divertente e molto bello gli aiutanti del pullman sono stati molto simpatici e spiritosi. Vi ringrazio per essere stati con noi questanno

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME I volontari sono gentili e cattivi

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Molto positivo cio le persone che vengono sono gentili, brave poi ci fanno divertire

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Simpatico e abbastanza utile

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Bello perch ci sono gli altri che ci dicono le cose, poi bello stare in compagniaAnna quella del pullman mi ha detto che la posso chiamare nonna perch se io fossi sua nipote lei sarebbe mia nonna

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Una persona gentile che non vuole che litighiamo e che dobbiamo non picchiare gli altri quindi lei o lui sprecano tempo per noi sono molto generosi e questo lo hanno voluto loro ecco cosa sono loro per me, ciao un bacione bai bai!!!tvb!!!

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Molto bravo a non far litigare i bambini e guida molto bene

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Per me sono qua per tenerci docchio

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME una persona che aiuta gli altri IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Sono simpatici e fanno molta compagnia, fanno anche ridere IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME una persona molto brava, fa il giro tutti i giorni, serve per gli studenti. Comunque grande!

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Simpatico ma inutile perch facciamo casino comunque

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Gentile e bravo a me piace tanto quello del gioved

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Grazie 1000!

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME 67

Importante perch aiuta allautista e certi volontari sono simpatici

Molto simpatico generoso e bravo

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Sono delle persone divertenti e gentili e ci insegnano tante cose

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Sono inconcludenti: non fanno niente, vogliono guardare i cellulari senza pretendere silenzio, si devono smummiare perch le piramidi sono in Egitto!

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Gentile, bravo perch badano ai bimbi che non fanno a modo. E anche perch sono simpatici e certe volte ti fanno gli scherzi

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Inutile perch non dice niente cio non controlla, se sgridasse di pi forse pi di aiuto. Comunque sono simpatici.

E POI CI SONO GLI AUTISTI...

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Un divertimento che per me tutto perch mi accompagna

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Gentile e orgoglioso con noi

LAUTISTA PER ME Gentile e bravo, a me piace tanto quello ma anche Angie e Marghida LAUTISTA PER ME La persona che mi accompagna a casa ma anche un amico ed un confidente che pu tenerti compagnia o prendere parte alle discussioni LAUTISTA PER ME Gentile perch ci porta a casa e anche perch ci danno le caramelle! Grazie mille!!! Vorrei che tutti gli anni ci siete voi (Margherita e Angelo) LAUTISTA PER ME 68

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Molto gentile e ci fa vedere cose nuove si chiama Fabio

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME Giorgia!!!very beatiful! By Mister X

IL VOLONTARIO DELLO SCUOLABUS PER ME

Per me la Margherita buona come una fata invece Angelo bravo come un mago! LAUTISTA PER ME Molto simpatico e pazientoso (ma come cacchio fa?), molto pignolo, vuole sempre tutto (e tutti) in ordine. Ha un senso del calcio un po cos ( laziale) ma con tutte le squadre proprio lei? Va beh Angelo . ..Angelo! LAUTISTA PER ME Un pilota della Formula 1 perch guida molto bene ed molto simpatico LAUTISTA PER ME Una persona che con pazienza ci sopporta ogni giorno e ci porta a casa LAUTISTA PER ME Divertente, stancante dei canti della. Tvb LAUTISTA PER ME Bravo/a ps continuate cos Angelo e Margherita LAUTISTA PER ME Una persona che si pu dire tutto e gli spieghi le tue colpe LAUTISTA PER ME Margherita perch Angelo non mi porta a casa mi viene il mal di piedi a fare la strada dalla fermata a casa mia! LAUTISTA PER ME Una persona che mi porta a casa e con paziensa e sopporta gli altri che io sono un angioletto 69

EXTRATIME ESTIVO
Di Chiara L. e Engy A.
Terminato il nostro lavoro nelle scuole per larrivo dellestate ci stato proposto di partecipare allextratime estivo organizzato dalla Cooperativa Il Piccolo Principe, rivolto a persone con diverse tipologie di disabilit. Per circa un mese quindi ogni mattina e due pomeriggi a settimana siamo andate a collaborare alla realizzazione di questo progetto. Il nome interno che ci siamo dati era La Bottega della creativit e abbiamo infatti realizzato tantissime cose: cartelloni, fiori, strumenti musicali, giochi di societ insomma un vero e proprio gruppo di artisti! E poi il gioved per ricaricare la vena ispiratrice tutti in piscina!Divertentissimo! Lesperienza stata davvero bellissima e per questo ci sentiamo di ringraziarvi tutti: i ragazzi per laffetto, la simpatia, i sorrisi e la calorosa accoglienza, il gruppo di volontari per lallegria e il sostegno e i due simpaticissimi educatori Alessandro e Francesca che ci hanno fatto sentire sempre estremamente utili e a nostro agio, ci hanno fatto ridere e ci hanno insegnato davvero tanto! Un esperienza davvero indimenticabile!!! Grazie a tutti!!!

ISTITUTO PROFESSIONALE SIMONINI La mia esperienza al Simonini


Di Chiara Lanci
Allinizio del Servizio Civile mi stato proposto di partecipare alla collaborazione che ogni anno Gancio Originale fa col progetto Simonini. Per tutta la durata dellanno scolastico quindi, ogni mercoled mattina,, per circa quattro ore, andavo a dare una mano nei vari ateliers della scuola rivolti a ragazzini con disabilit medio gravi. E stata davvero una bella esperienza dalla quale sento di essere uscita cresciuta sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista personale. Ho conosciuto una nuova realt e ho avuto la possibilit di lavorare con una tipologia di ragazzi con la quale non avevo mai lavorato. Vorrei ringraziare gli educatori del progetto per la disponibilit e gli insegnamenti, un ringraziamento speciale vorrei rivolgerlo a Serena e Gianpaolo, per avermi coinvolta e sostenuta facendomi sentire sempre utile e parte dellequipe, e Lorenza delle serra per il suo entusiasmo, la sua gentilezza e tutte le piante che mi ha regalato! Un grazie infinito lo devo poi ai ragazzi, sempre accoglienti e affettuosissimi, che erano ogni volta capaci di riempirmi il cuore con gesti tanto semplici quanto speciali! GRAZIE!

70

medie, sia ai momenti di equip e feste con volontari, educatori e famiglie.

..quindi... GRAZIE RAGAZZI!!


...vi aspettiamo a settembre!!!

CENTRO POMERIDIANO
di attivit integrate a Castelnovo di Sotto

Ormai da due anni Gancio Originale collabora con le attivit del Centro Pomeridiano di Castelnovo di Sotto, mettendo a disposizione alcuni volontari del territorio. Lesperienza nel tempo cresciuta e anche quest anno stata senza dubbio positiva, 6 ragazzi hanno avuto la possibilit di sperimentarsi in attivit di volontariato nel paese in cui abitano, diventando partecipi di un lavoro di rete educativo allargato. I ragazzi hanno partecipato attivamente al laboratorio compiti e ai laboratori creativi, affiancando i volontari storici e gli educatori nei diversi momenti della giornata; hanno inoltre dimostrato di aver compreso il senso del progetto partecipando responsabilmente e con entusiasmo sia ai momenti in situazione con i bambini e i ragazzi delle scuole elementari e 71

72

73

74

Free Student Box - 2006\07 Relazione di fine anno scolastico


1. Che cos Free Student box

Free Student Box, uno sportello di counselling psicologico dellAusl di Reggio Emilia, cofinanziato dalla Provincia di Reggio Emilia, che si apre in ogni scuola convenzionata, ed rivolto ai giovani, ai genitori ed ai professori che ne facciano richiesta. Sul piano operativo si avvale di una molteplicit di contributi: a. gli studenti peer counsellor reperiti nelle scuole, generalmente a partire dalla precedente attivit da loro svolta in Gancio Originale; b. uno o pi professori referenti scuola per scuola; c. i giovani psicologi neospecializzati o specializzandi; gli psicologi psicoterapeuti dellOPEN G dellAUSL; il dott. Leonardo Angelini, gi supervisore e responsabile della formazione di Gancio Originale, nonch, fino al dic. 2003 responsabile dellOpen G; Cyc Promotion, una struttura di web editing condotta anchessa da giovani tecnici. a. gli studenti peer counsellor svolgono attivit di promozione di FSB nel loro istituto, di filtro e di invio dei casi che, in base allopera di promozione, giungono a loro direttamente; b. i professori individuati in ogni scuola sono i referenti ed i mediatori istituzionali che rappresentano FSB di fronte alle autorit scolastiche, alle famiglie, allAusl; svolgono anchessi attivit di filtro e di invio; c. i giovani psicologi neospecializzati o specializzandi sono coloro che aiutano i peer counsellor nellopera di promozione e che conducono lattivit di sportello per i casi

lievi e di filtro agli psicologi dellOPEN G per i casi di pi rilevante emergenza psicologica; d. gli psicologi dellOPEN G dellAUSL sono disponibili a dare risposte sul piano psicoterapeutico a questi ultimi casi di pi severa emergenza psicologica; e. il dott. Leonardo Angelini svolge attivit di formazione nei confronti degli studenti peer counsellor, di supervisione ai giovani psicologi; di guida dellequipe di Free Student box, di programmazione e di supervisione delle attivit del sito web e di risposta tramite mail con successivo invio ai servizi dei casi che non sia stato possibile risolvere telematicamente; ed infine di promozione del modello presso le altre scuole medie superiori. f. Cyc Promotion compone la veste grafica del sito, ne cura la promozione e gli aggiornamenti, invia le news pi importanti che riportano al sito stesso.

2. I dati di questanno Questanno Free Student Box si trovato ad operare in una situazione, sotto certi punti di vista singolare: in alcune scuole (BUS e Tricolore) eravamo ormai al quarto anno di attivit, mentre allAriosto, allo Spallanzani e al Chierici abbiamo appena aperto, cos come successo con lo sportello Atuxtu rivolto a quei giovani che non frequentano le scuole medie superiori e allocato nel centro storico della citt capoluogo. Da una parte preoccupazioni legate alla messa a punto di Free, dallaltra problemi dimpianto. Per rispondere adeguatamente a queste sfide sotto certi punti di vista cos diverse certo ci ha aiutato il fatto che fin dallinizio ci siamo astenuti di proporre alle scuole e a noi stessi un modello forte, ma 75

abbiamo fatto una opzione a favore della flessibilit e della logica induttiva, come del resto avviene da anni negli altri progetti di Gancio Originale (i Workshop e le Stanze di Dante) di cui siamo figli e alle cui logiche ci siamo ispirati nel definire il profilo flessibile di Free Student Box. Limportante per noi partire in modo tale che Free abbia in ogni scuola uno scafo che stia a galla, che ci siano garantite cio alcune precondizioni irrinunciabili: uno spazio adeguato, dei peer counsellor che aiutino lo psicologo nellopera di promozione e di filtro degli studenti, e dei proff referenti che si facciano garanti presso listituzione di questi spazi e ci aiutino nel lavoro di filtro degli adulti (genitori e altri professori) che possono fruire della nostra attivit di cura. In questo modo stato possibile mantenere un atteggiamento sperimentale sia nelle situazioni appena aperte, sia in quelle ormai storiche. Questo in numero complessivo degli sportelli di Free Student Box aperti questanno: 1. Tricolore; 2. Bus Pascal; 3. Scaruffi- Levi; 4. Ipsia Lombardini; 5. Moro , 6. Filippo Re, 7. Don Zefferino Iodi, 8. Zanelli, 9. Ariosto, 10. Spallanzani; 11. Cattaneo di Castelnovo M.; 12. Motti di Castelnovo M.; 13. Chierici; 14. Atuxtu; ai quali come al solito va aggiunto: 15. lo sportello virtuale che fa capo al nostro sito www.freestudentbox.it Si tratta di quattro sportelli in pi rispetto agli 11 dellanno scorso (Ariosto, Spallanzani, Chierici, Atuxtu) che hanno richiesto un impegno maggiore rispetto allanno scorso da parte dei nostri giovani psicologi che svolgono attivit di sportello e larrivo di un nuovo psicologo. - Questi i sei giovani psicologi neospecializzati o specializzandi che Hanno lavorato con Free Student Box questanno: Massimiliano Anzivino, Silvia Borghi, Annalisa Grasselli, Alberto Grazioli, Iris Guazzetti, Luana Pensieri.

E adesso vediamo i dati complessivi pi rilevanti relativi ai 15 sportelli:

Numero complessivo degli studenti Peer = 199

Numero complessivo proff referenti = 29

Numero complessivo accessi: N. accessi studenti 461 genitori 107 proff 129 totali 697

Di cui: Maschi 136 (24,4%) Femmine 561 (76,6%)

Numero complessivo colloqui = 1809

76

E pi precisamente accessi \ colloqui e invii scuola per scuola (con unattenzione particolare al numero dei migranti esterni - di seconda generazione seguiti): ACCESSI ACCESSI ACCESSI ACCESSI ACCESSI INVII COLL studenti genitori proff tot immigrati invii colloqui atuxtu chierici zanelli moro sapallanz ariosto tricol bus iodi ipsia filippo re scar\levi motti cattaneo virtuale TOTALI 8 11 21 28 28 21 30 37 46 27 30 40 87 32 15 461 3 1 7 16 3 1 3 19 11 8 4 16 5 10 0 107 0 6 12 16 5 3 8 10 14 12 11 8 19 5 0 129 11 18 40 60 36 25 41 66 71 47 45 64 111 47 15 697 0 0 1 2 0 0 3 1 41 38 3 3 4 0 96 3 4 3 5 1 1 1 3 5 3 2 2 3 2 38 54 31 132 198 47 44 100 109 294 173 173 243 129 82 1809

Numero complessivo immigrati (esterni) di seconda generazione seguiti = 96 filtro studenti proff referenti registro cellulare altro Filtro (%): 15 % 18% 23% 44% -77

totale

100%

Numero invii al back office dei servizi sanitari = 38

Landamento del sito:

STATISTICHE VISITE SITO FREESTUDENTBOX.IT:1 giugno 2006- 31 maggio 2007 (con paragone all'anno precedente) Anno 2006-2007 giu-06 lug-06 ago-06 set-06 ott-06 nov-06 dic-06 gen-07 feb-07 mar-07 apr-07 mag-07 Anno 2005-2006 giu-05 2.348 lug-05 1.927 ago-05 1.622 set-05 2.553 ott-05 4.024 nov-05 4.443 dic-05 4.688 gen-06 8.514 feb-06 10.003 mar-06 12.988 apr-06 14.249 mag-06 16.699

19.582 17.664 17.417 21.852 28.793 27.767 18.376 25.083 28.580 24.616 27.410 28.356

Tot 06-07

285.496

Tot 0506

84.058

78

VISITE - PAGINE PIU' VISITATE (SEMPRE CON PARAGONE CON LANNO PRECEDENTE) 2006-2007 gennaio febbraio marzo aprile maggio http://lnx.freestudentbox.it/gallery/index.php 1044 1178 722 611 795 /blog2/archives/2005/02/laccompagnament.html 1240 1958 1431 1436 670 /blog2/archives/2005/03/laaccoglienza_e.html 620 670 601 515 589 eventi 642 704 658 686 809 Index 629 798 847 1014 999 Links 233 272 321 314 503 news 190 200 262 286 340 2005-2006 index news eventi links 3. Un commento ai dati

295 96 80 111

474 132 100 136

329 173 66 56

371 318 96 94

418 314 107 76

a. Il passaggio da 10 a 15 sportelli conferma il trend di crescita di Free Student Box, anche se in termini percentuali di una contrazione rispetto all'anno scorso. Anno in cui vi era stato un raddoppio degli sportelli rispetto al 2004\05. b. il numero dei peer passato dai 130 dell'anno scorso ai 199 di quest'anno; mentre il numero degli prof referenti rimasto sostanzialmente invariato nonostante l'aumento delle scuole convenzionate. Mentre nel primo caso abbiamo assistito ad un aumento proporzionale dei peer rispetto al 79

numero di scuole convenzionate, nel secondo il lieve aumento dei proff referenti, paragonato allaumento delle scuole convenzionate, equivale d una vera e propria contrazione (29 contro i 27 dellanno scorso) ed da ascriversi ad un processo di razionalizzazione in base al quale in molte scuole si preferito contrarre il numero dei prof referenti ritenendo che una pi precisa puntualizzazione di questo incarico possa favorire l'efficienza e l'efficacia del lavoro del prof referente. c. il fatto poi che le segnalazioni che giungono allo psicologo siano solo per il 15% veicolate dai peer, e in una percentuale di poco pi alta (18%) dai proff viene soprattutto dei primi

d.

e.

f.

g.

vissuto come uno scacco: non smetteremo mai di sottolineare abbastanza che, di fatto, il lavoro dei peer e dei prof referenti sul piano della promozione dell'attivit di sportello, rispettivamente presso i pari e presso gli adulti, alla base del successo della nostra esperienza, che senza questa attivit di vero e proprio marketing sociale da loro svolto nella scuola, ci ci condurrebbe a risultati sicuramente di molto inferiori a quelli fin qui ottenuti. Il passaggio dai 608 accessi dellanno scolastico 05\06 ai 697 di questanno (+ 89 accessi, pari a + 12,8% ) senzaltro da ascriversi allapertura dei 4 nuovi sportelli, ma in egual misura va ascritto al consolidamento di Free allinterno delle situazioni ormai storiche. Il fatto che, nonostante lapertura di 4 nuovi sportelli, gli invii al back office dei servizi siano praticamente rimasti invariati (38, contro i 35 dellanno scorso!) e che, specie in alcune scuole, siano aumentati i casi seguiti pi volte dallo psicologo dello sportello rende ancora pi evidente un fenomeno che avevamo individuato gi lanno scorso: lemergere di una casistica non grave, ma neanche leggerissima, che richiede pi di due o tre colloqui e che, proprio per questo, diventa di pi difficile leventuale passaggio poich nel tempo si sedimenta un rapporto intenso fra counsellor e giovane che, a questo punto, accetta molto a malincuore un invio ad un altro tecnico. Lelevato numero di accessi di immigrati di seconda generazione (96) o dei loro genitori, evidente soprattutto in alcune scuole in cui si addensano le iscrizioni di questi giovani, impone unattenzione pi marcata ai problemi dellinterculturalit. Lo squilibrio nel numero degli accessi fra maschi (24%) e femmine (76%) un dato ampiamente paragonabile a ci che accade nei 26 consultori giovani operanti in EmiliaRomagna, laddove il numero dei maschi afferenti alle cure 80

di natura psicologica corrisponde al in circa al 30% del numero complessivo degli accessi, e trova la sua spiegazione in una maggiore propensione delle giovani, rispetto ai loro coetanei maschi, a confidare nell'aiuto che pu giungere da questo tipo di cura. h. Ed ora i dati relativi al nostro sito web www.freestudentbox.it che ci paiono molto lusinghieri: - il numero delle visite al sito, che l'anno scorso aveva pur visto un exploit rispetto all'anno precedente (84.000 visite su 15.000 del 2004\05), ha avuto un ulteriore enorme balzo in avanti che ci ha portato alla cifra sbalorditiva di 285.496 visite. Questo dato diventa ancora pi significativo se si considera che fra le pagine pi visitate ci sono i due blog Pensieri sui giovani e Giovani uguali e diversi che per loro natura si rivolgono pi che ai giovani allecosistema adulto che orbita intorno ad essi (famiglie e proff). Su questo successo molto ha influito anche la perizia della nostra webmaster che ha saputo fare un opera di piazzamento del sito fra i motori di ricerca. i. Mentre assistiamo, sempre riguardo al sito, ad una ulteriore e significativa contrazione dei soggetti che si sono rivolti a noi tramite il web, che a nostro avviso sta a significare - come dicevamo gi lanno scorso - che allaumento degli sportelli reali aperti corrisponde una contrazione degli accessi tramite quello virtuale; j. infine il numero dei giovani e degli adulti cui viene settimanalmente inviata una mail sugli aggiornamenti del vostro sito web cresciuto e, dai 1600 dellanno scorso, arrivato a sfiorare i 2000 indirizzi, con un turn over di uno o due iscritti (prevalentemente adulti) che settimanalmente si cancellano, pi che compensato da un numero di neoiscritti che spontaneamente chiedono di essere aggiornati sulle nostre novit.

4. I sette momenti in cui si articolata lattivit di Free Student Box nellanno scolastico 2006\2007

In concreto le attivit di Free possono essere distinte in sei momenti: convenzione, formazione, promozione, attivit di sportello vera e propria, riflessione sulle attivit e loro ridefinizione nel tempo e nello spazio, (ri)reclutamento, il lavoro nel web. 4.1 La convenzione con le scuole si basa, come sappiamo, su una richiesta da esse effettuata al Servizio di Psicologia Clinica dellAUSL, cui segue una serie di incontri, in un primo tempo con i presidi, e successivamente con i candidati proff referenti da loro reperiti allinterno del corpo docenti. Poi, solitamente solo con essi una volta verificata la loro volont di coniugarsi con noi, si definiscono i criteri in base ai quali reclutare i candidati peer counsellor, insieme ai tecnici di Gancio Originale se in scuola esiste gi un percorso di reperimento di giovani volontari legato a Gancio altrimenti a partire da un primo lavoro di individuazione promosso direttamente dai proff referenti in base a due caratteristiche che indichiamo loro come unici parametri utili ad individuarli: la capacit di decentrarsi e di mettersi nei panni dellaltro e la propensione a assumere e a mantenere nel tempo la responsabilit. Sempre con i proff referenti: si individuano i locali in cui aprire lo sportello, le cui uniche caratteristiche devono essere la raggiungibilit e la liminarit nellambiente scolastico; si definisce la natura delle loro mansioni sia rispetto allattivit di filtro loro attribuita e solitamente rivolta a genitori e altri proff, sia soprattutto rispetto alla promozione e al riconoscimento istituzionale di Free Student Box da parte della scuola. 81

A questo punto le due istituzioni firmano una vera e propria convenzione, le cui coordinate di fondo sono state saggiate sul piano giuridico dagli amministrativi dellAUSL: la scuola nella figura del preside e lAusl in quella del Responsabile del Dipartimento di Igiene Mentale. I problemi emersi questanno sono sostanzialmente nellesigenza di marcare meglio questa prima fase in modo da garantire una maggiore visibilit di Free allinterno dellistituzione scolastica. 4.2 La formazione iniziale dei peer centrata su due o tre incontri in cui, dopo una presentazione di Free, e attraverso una serie di attivit ludiche ed interattive si affrontano vari aspetti dellattivit di peer counsellor: ci si dispone in cerchio e si parte da una autopresentazione da parte di tutti, per poi passare ad una prima attivit di de-centramento consistente nellimpegnarsi a guardare e leggere cosa si vede nel volto di tutti gli altri presenti; poi ci si dispone a coppie e si invitano alternativamente entrambi i membri della coppia ad inventarsi ed a esprimere un bisogno di cura e a fornire una risposta al quel bisogno nella consapevolezza che a nostra disposizione in scuola lo sportello e il giovane psicologo che, tramite il telefonino o con altri mezzi discreti, pu dare un appuntamento o, nei casi pi gravi, inviare ai servizi. Si termina con la formazione del gruppo e con la prima riflessione su come in concreto sia possibile promuovere Free fra gli studenti di quella scuola. La formazione poi continua durante lanno con frequenti incontri con gli psicologi counsellor e con pi radi momenti di verifica con il responsabile del progetto. Problemi emersi questanno: la possibilit non sempre garantita dalla scuola di permettere ai peer di partecipare a questi momenti; la necessit di mettere a punto un percorso differenziato per i nuovi e per i vecchi peer.

4.3 La promozione il momento in cui i peer counsellor sono pi impegnati. Il lavoro preparatorio inizia subito dopo la formazione iniziale e consiste nellinvenzione di idee, strumenti e slogan con cui presentarsi nelle classi. Poi si decide il calendario e il passo secondo il quale il giovane psicologo counsellor viene presentato classe per classe a tutti gli altri studenti. Questo fatto, a nostro avviso, decisivo affinch tutto ci che viene presentato, e prima di tutto la figura del giovane psicologo e gli stessi peer vengano poi percepiti come parte della scuola e non come unagenzia esterna ad essa che si piazza in un angolo e aspetta i propri utenti. Lattivit di promozione poi si dirama e cerca di sfruttare ogni interstizio per la comunicazione che la scuola offre, ne inventa dei nuovi e li sperimenta. Contemporaneamente la stessa cosa viene fatta dallo psicologo e dai proff referenti con gli adulti presenti in scuola, mentre i genitori sono raggiunti da volantini o locandine, spesso a partire dal momento della iscrizione dei loro figli al primo anno. Tutti infine periodicamente sono raggiunti dalle news che annunciano le novit presenti nel sito. Problemi emersi questanno: la non capillarit della promozione in molte scuole; la disomogeneit fra informazione rivolta ai giovani e quella rivolta alle famiglie e ai proff. in questultimo caso durante il prossimo anno scolastico sar necessario in alcune scuole intensificare lopera di promozione in base al fatto che molti istituti saranno investiti da un processo di turn over dei proff molto intenso. 4.4 Lattivit di sportello inizia non appena comincia lattivit di promozione; e, in quelle scuole in cui si al secondo o al terzo anno di esperienza fin da subito. Molti sono gli strumenti che, in tutta discrezione, permettono allo studente che ne senta bisogno, ai genitori e agli stessi proff di raggiungere lo psicologo counsellor: il telefonino, i peer o i proff referenti che ricevono le loro domande, un registro anonimo che permette di prenotare un colloquio 82

semplicemente prendendo un numero che corrisponde a una data, etc., fino alla possibilit di fruire di una consulenza on line, o meglio di un interlocutore che inizia on line un lavoro di interlocuzione che, eventualmente poi si conclude con un invio ai servizi. Ovviamente se la richiesta daiuto non pu ricevere una risposta a livello dellattivit di sportello, sia per la sua gravit, sia perch non corrispondente alle competenza dello psicologo (ad es. richieste di natura medica, di tipo assistenziale, etc), gli psicologi counsellor inviano ai servizi in base a quel lavoro di individuazione e di cura della rete del back office di cui abbiamo gi detto. Problemi emersi questanno: rivedere e aggiornare il rapporto col back office dei servizi in modo da garantire la fluidit degli invii; estenderlo anche alla periferia; mettere a punto un modello pi ragionato di risposta ai problemi dellinterculturalit che come abbiamo visto presente in un numero consistente di domande di cura. 4.5 Il tutto supportato da un lavoro di riflessione sullesperienza fatta, di supervisione e di riorganizzazione che ci permettono di riaggiustare il tiro, approfondire le questioni, risolvere gli elementi critici e, cosa non irrilevante, costruire a tutti i livelli dei gruppi in grado di pensare, di programmare, di fare delle verifiche sul lavoro svolto. Importante su questo piano il lavoro di riflessione avviato nel sito che ha una serie di fruitori che vanno dagli studenti agli adulti addetti ai lavori sia nella scuola che nei servizi. Problemi emersi questanno: la necessit di distinguere meglio fra momenti programmatici e momenti di supervisione; porre a disposizione nel sito pi materiale sui temi dellinterculturalit; articolare come dicevamo sopra una risposta pi puntuale su questo tema che in alcune scuole decisamente prevalente rispetto agli altri temi sul tappeto (Iodi, IPSIA lombardini, Filippo Re).

4.6 Il lavoro di (ri)reclutamento, che vede i proff referenti sempre pi attivi e capaci di individuare i candidati allattivit di peer counselling. Problemi emersi questanno: su questo piano la tendenza quella di coinvolgere di pi giovani di quarta e di terza che garantiscono un impegno per due o tre anni. Il problema, di fronte ad essi, come dicevamo prima, quello di adattare la formazione a questi peer gi formati ai quali non si pu proporre il pacchetto formativo del primo anno. 4.7 Ed infine il lavoro nel web che consiste nel lavoro di webediting del sito www.freestudentbox.it, di cura delle sue singole sezioni, di invio delle news ad una lista di indirizzi accumulati negli anni precedenti, di risposta tramite mail a coloro che ritengono di dovere usare questa via, che d ulteriori garanzie sul piano della privacy, con successivo invio ai servizi dei casi che non sia stato possibile risolvere telematicamente. Problemi emersi questanno: come dicevamo prima il calo del counselling on line dovuto allaumento degli sportelli reali; mentre laumento vertiginoso delle visite al sito ne fanno ormai un punto di riferimento sia per i giovani che per proff e operatori del campo della scuola, della salute e del sociale. Visto che le pagine pi viste sono i due blog Pensieri sui giovani e Giovani uguali e diversi, si tratter il prossimo anno di curare meglio questi due blog, estendere lambito dei collaboratori, qualificare meglio le pagine sullinterculturalit.

ore

(50) (193,30)

In fede Leonardo Angelini Responsabile di Free Student Box

Reggio Emilia, 12.6.07

5. Infine le attivit del responsabile del progetto (Leonardo Angelini), in ore (tra parentesi attivit dellanno corso): formazione Equipe\Supervisione verifiche Sito totale web Numero 67 (54,30) 45 (48) 44 (41) 66 222 83

Associazione di Promozione Sociale


Sede Legale Via Rousseau n 3/1, 42100 Reggio E milia 71.90.911 fax . 0522-28.66.92 codice fiscale: 91130310351 info@amicidigancio.com www.amicidigancio.com tel. 349

Alla Presidenza della Provincia di Reggio Emilia

Alla cortese attenzione della Dott.ssa Angela Ficarelli

Oggetto: Relazione per lattivit svolta con lUniversit di MO e RE sulla integrazione dei bambini immigrati chiamata La Stanza di Dante va alla Materna.

Obiettivi del progetto: Gli obiettivi prefissati : - recuperare il gap sul piano verbale dei bambini autoctoni fra i tre e cinque anni - di concedere ai bambini immigrati di questa et inseriti nella scuola dellinfanzia e nella scuola 84

primaria una possibilit in pi di acquisire adeguatamente la lingua italiana . Si lavorato con 6 tirocinanti di Scienza della Formazione presso tre plessi scolastici : Scuola Primaria E. Lepido Scuola Primaria S. Vincenzo Scuola Materna Lari Metodo e Strumenti : - Dopo un periodo di osservazione i Tirocinanti si sono inseriti nella classe ; con il docente referente della scuola hanno individuato un gruppo di bambini su cui lavorare in piccolo gruppo e nel grande gruppo - Hanno instaurato un percorso di dialogo e scambio con i docenti e non docenti coinvolti nella scuola - Con la consulenza di un esperto di Amici di Gancio Originale ( Mariella Cantini ) hanno programmato un percorso di lavoro cha ha visto la scuola partecipe ed attiva nella stesura e nello svolgimento del progetto.

che sono venuti a scuola per raccontare una storia, per cucinare un piatto. La scuola chiede di reiterare il Progetto ed estenderlo anche alla sezione di 4 anni.Sono stati coinvolti complessivamente 60 bambini . Scuola Primaria S.Vincenzo La scuola raccoglie una utenza che proviene da tutte le parti di Reggio e periferia . E una scuola che offre ai genitori un tempo lungo ed una mensa interna. I servizi sociali sono molto presenti per le problematiche dei bambini iscritti. E stato un progetto accolto con grande entusiasmo , si inserito prevalentemente in una II classe anche se ha visto coinvolte altre classi . E stato elaborato un ricettario tipico , coinvolte le mamme dei bambini ghanesi ed egiziani. La scuola chiede la reiterazione del Progetto ed un ampliamento alla scuola materna.

Scuola Materna Lari Il gruppo prevalentemente formato da bambini cinesi della sezione 5 anni . Hanno costruito e drammatizzato una favola La mia partenza : il viaggio Figure coinvolte oltre ai bambini ed agli insegnanti , anche i genitori dei bambini stessi

Scuola Emilio Lepido Attuazione del Progetto nel 1 ciclo . I bambini sono ghanesi , senegalesi, egiziani, moldavi , ucraini. Tutta la scuola stata coinvolta. La reiterazione del progetto stata pi volte richiesta . La preside ha raccolto la documentazione del Progetto per coinvolgere ancor di pi i docenti ed i genitori

85

Conclusioni : La verifica

Esperienza coinvolgente e molto operativa. Per la prima volta i tirocinanti sono diventati parte attiva di un progetto e ne sono rimasti entusiasti. Qualitativamente positiva tanto che la Preside della Facolt Dott.ssa Cardarello e la responsabile dei tirocini Prof.ssa Pasciuti hanno chiesto di reiterare il progetto fino al 2010 e di estendere la partecipazione dei tirocinanti a questa esperienza anche per la Facolt di Scienza dellEducazione. E in via di definizione la nuova Convenzione . Lattivit di individuazione delle scuole, di coordinamento e di accompagnamento in itinere , di supervisione e di verifica stata svolta regolarmente durante lanno scolastico dalla Dott.ssa Cantini in collaborazione con i Docenti dellUniversit. Cordialmente Mariella Cantini

Reggio Emilia

26 giugno 2007

86

87

88

89

90

MAROLA 2006 - REPORT


Il seminario svoltosi a Marola il 6 e 7 settembre 2006 prevedeva due percorsi paralleli: uno dedicato ai ragazzi volontari di GO e/o peer del Free SB e uno dedicato agli adulti . Abbiamo raccolto i verbali dei vari gruppi di lavoro e alcune riflessioni di chi ha animato le attivit dei ragazzi e/o presentato nuovi progetti, nellintento di far conoscere e condividere i contenuti del Seminario. Gancio Originale diventato negli anni un organismo sempre pi complesso con nuovi prodotti e nuovi agganci allinterno delle reti che via via si stanno articolando, ha quindi bisogno di questo momento collettivo di scambio e riprogettazione, per mantenere solida la propria identit nel cambiamento.

Lanzi (Insegnante Referente Istituto Motti) Linda Marchi (Coordinatrice workshop Gancio Originale) Annachiara Montanari (Coordinatrice workshop Gancio Originale) Patrizia Montanari (Coordinatrice workshop Gancio Originale) Luana Pensieri (Psicologa Free Student Box) Ornella Thiebat (Insegnante Referente Istituto Matilde di Canossa) Francesca Tirelli (Coordinatrice workshop Gancio Originale) La dott.ssa Bertani introduce il tema dellincontro sottolineando come sia emersa la necessit di adottare una metodologia per la valutazione del progetto non pi solo sul piano quantitativo ma anche su quello qualitativo. Fino a questo momento infatti sono stati raccolti dati quantitativi relativi al numero di ragazzi seguiti, volontari, scuole coinvolte e numero di volontari che lasciano il progetto. A tal proposito si rilevato un progressivo abbassamento dellet dei volontari. Si pensato di partire dal questionario utilizzato negli anni precedenti a Marola per costruire un nuovo strumento da consegnare a tutti i volontari alla fine dellanno scolastico per ottenere una mappatura della figura del volontario di Gancio Originale e per raccogliere una valutazione qualitativa del progetto. La bozza del nuovo questionario stata letta e discussa con i presenti che hanno avanzato alcune proposte per la sua modifica. Al termine della discussione relativa al questionario, la prof.ssa De Pietri ha sollevato lipotesi di fare apportare delle modifiche anche alla valutazione in itinere che solitamente viene condotta a met anno nelle scuole superiori che hanno collaborato al progetto. In questi momenti di verifica la coordinatrice del progetto insieme ad alcuni coordinatori dei workshop e allinsegnante referente accoglie il gruppo di volontari della scuola che hanno collaborato con Gancio e cerca insieme a loro di fare il punto della situazione rispetto lesperienza di volontariato che stanno facendo e cercando di 91

MAROLA DEI GRANDI


Mercoled 6 settembre

Strumenti di Valutazione di Gancio


Presenti: Leonardo Angelini (Supervisore Free Student Box) Massimiliano Anzivino (Psicologo Free Student Box) Monia Astrologi (Coordinatrice workshop Gancio Originale) Deliana Bertani (Responsabile Gancio Originale) Silvia Borghi (Psicologa Free Student Box) Mariella Cantini (Socio fondatore Amici di Gancio) Susanna Cagossi (Coordinatrice Gancio Originale) Elena Cipelli (Coordinatrice workshop Gancio Originale) Sandra De Pietri (Insegnante Referente Liceo Scientifico A. Moro) Fiorello Ghiretti (Psicologo Open G)

raccogliere le possibili criticit. Proprio in merito a questultimo aspetto la prof.ssa De Pietri solleva alcune perplessit, in particolare ritiene che sia improbabile riuscire a fare emergere le criticit nei momenti di verifica, nei quali solitamente sono presenti numerosi volontari e il tempo a disposizione rimane esiguo. A tal proposito la prof.ssa avanza la proposta di presentare ai volontari delle domande alle quali dovranno rispondere per iscritto sul loro lavoro allinterno dei workshop e sulle difficolt incontrate, soprattutto sul piano relazionale; le loro risposte verranno poi raccolte e utilizzate durante i momenti di verifica per rispondere alle criticit cos emerse. La prof.ssa Thiebat sottolinea che nella sua scuola tale metodologia sarebbe inattuabile e come si renda invece necessario raccogliere le criticit relative allesperienza dei volontari al momento stesso della verifica. Inoltre, la prof.ssa pone in evidenza che nelle verifiche condotte lo scorso anno allIstituto Matilde di Canossa tutti i volontari hanno avuto la possibilit di esporre la loro esperienza e di esprimere le criticit emerse. La dott.ssa Cagossi sottolinea la difficolt incontrate, soprattutto in alcune scuole, a tirare fuori i ragazzi dalle classi per la verifica di fine anno che generalmente si svolge a fine maggio, periodo in cui i ragazzi hanno molte verifiche e gli insegnanti difficilmente concedono loro di assentarsi temporaneamente. A tal proposito, la dott.ssa sottolinea che, questanno, proprio a causa di tali difficolt al Liceo Moro non stato possibile effettuare la verifica di fine maggio con i volontari; ipotizza quindi che in alcune scuole si possa adottare una metodologia scritta per la verifica di fine anno. La prof.ssa De Pietri ritiene che il fatto di non aver svolto la verifica di fine anno nella sua scuola potrebbe aver creato disagio ai volontari. La dott.ssa Cantini sottolinea la necessit di non rinunciare alle verifiche di fine anno che costituiscono un momento importante nel percorso dei volontari e un importante segnale per la scuola e gli insegnanti rispetto la rilevanza del progetto e del contributo che i 92

volontari hanno dato. Avanza pertanto la proposta di anticipare le verifiche allinizio di maggio per facilitare la partecipazione dei volontari. In chiusura la dott.ssa Bertani sottolinea la necessit di mantenere i momenti di verifica anticipando quella di fine anno; inoltre, ricorda che il questionario verr aggiornato con le modifiche concordate e verr somministrato a tutti i volontari prima della fine dellanno.

Sportelli del territorio


Presenti: Bertani D., Grazioli A., Lumia R., Bosi R., Ghiretti F., Borghi S., Angelini D., Cipelli E., Montanari A.C. In questi primi mesi di avvio dello sportello AtuxTu il lavoro svolto da Grazioli stato caratterizzato dalla conoscenza e dallintegrazione con gli operatori che gi lavoravano allinterno dellInformagiovani, condividendo le linee guida del progetto. La peculiarit di questo Informagiovani, rispetto ad analoghi sportelli, il non essere focalizzato su un target giovane (under 25) quanto su giovani adulti (over 25), caratterizzandosi essenzialmente come URP comunale, quindi come ufficio e non come luogo daggregazione. Obiettivo , quindi, abbassare let dellattuale utenza fornendo la possibilit di uno spazio dedicato ai ragazzi (eventi, attivit di Gancio che possano uscire dalla scuola, attivit di FSB, collaborazioni con societ sportive, Polaris) e pubblicizzando lo sportello attraverso le reti gi avviate (scuole, peer). Attualmente lo sportello rimasto sempre aperto negli orari previsti realizzando diversi contatti telefonici/mail, stato effettuato un primo incontro con gli operatori di strada e si prevedono prossimi contatti con altre realt presenti sul territorio. Collaborazioni ipotizzate: CPS

ARCI Polaris Societ sportive (es. Galileo con cui Grazioli ha gi contatti) Palestre Oratorio cittadino/parrocchie Scout Coop

allenatori, istruttori di guida), lavorando sull ecosistema e non sul problema o su una tematica specifica.

A tu x tu Presentazione del progetto a cura di Grazioli A.


Atuxtu, Sportello Ascolta-Informa ha iniziato la sua attivit a maggio 2006. Lobietivo fondante del progetto quello di essere un punto di riferimento allinterno del Comune di Reggio Emilia per tutti gli adolescenti e chi abita o si occupa di loro: qualsiasi ragazzo, o ragazza, che abbia qualche normale difficolt e che cerchi qualcuno con cui condividere i piccoli grandi pesi del diventare adulti, pu rivolgersi a Atuxtu. Nel front-office dello spazio di Atuxtu potete incontrare un giovane psicologo in contatto continuo con la rete sociale e dei servizi dellAUSL per poter mettere a disposizione, qualora fosse necessario, un back-office di proposte numerose, diversificate e specifiche. Il front-office nel cuore della citt allInformagiovani dove possibile trovare inoltre tutti i servizi che il Comune mette a disposizione: informaturismo, informalavoro, ecc. Atuxtu inserito nella rete dei Free Student Box e pu essere un punto di riferimento per quei ragazzi che per qualsiasi motivo non possono rivolgersi agli sportelli scolastici. Atuxtu sta cercando di ampliare le collaborazioni con altre reti come quella degli operatori di strada, chi si occupa di orientamento, le associazioni sportive, le associazioni ricreative, gli adolescenti lavoratori.

Facendo unanalisi sulle possibilit di collaborazione a breve termine con lobiettivo di delineare lidentit dello sportello AtuxTu si possono prevedere tre linee dazione: 1. Tempo libero: societ sportive (formazione e consulenza ad allenatori) e Polaris (collaborazione/approfondimento di analisi del potenziale) 2. Sportello itinerante: partecipazione a momenti formativi comuni o partecipazione alle attivit di UP/US/IB 3. Allineamento con limpostazione informativa dellIG/URP fornendo materiale informativo sui servizi AUSL Obiettivi: Collocare AtuxTu nella rete AUSL attraverso momenti di reciproca conoscenza con i diversi servizi aziendali che si occupano di giovani per agevolare percorsi (andata e ritorno) di accompagnamento o presa in carico. Incontro con le realt del territorio (Polaris, scuole, operatori strada) sulla delineazione dellidentit dello sportello inserito allinterno dei servizi AUSL Stilare un calendario (5 incontri) degli eventi formativi tematici inerenti le competenze dei ragazzi. AtuxTu e Yellow Submarine, in quanto sportelli inseriti nella rete ASL, si pongono in unottica di promozione della salute, quindi orientati ad aumentare le capacit relazionali del ragazzo/a o di quanti si confrontano con i ragazzi (familiari, insegnanti, 93

Le attivit del coordinatore in Gancio


( a cura di Francesca Tirelli) LA FORMAZIONE DEI GRUPPI A fine settembre vengono accolte le richieste raccolte dallinsegnante referente e avanzate dagli insegnanti e/o dai genitori

degli alunni. A ottobre il coordinatore-psicologo effettua i colloqui con tutti i ragazzi che sono stati proposti dopo aver fatto firmare ai genitori lapposito modulo per lautorizzazione al colloquio conoscitivo. Durante il colloquio vengono considerati i seguenti aspetti: la motivazione a partecipare al progetto, la disponibilit nei giorni e negli orari in cui si svolger il workshop, le difficolt che lalunno presenta (problemi dapprendimento/di comportamento/emotivo-relazionali/familiari), il bisogno dellalunno (si considera ad esempio se gi inserito in altri progetti, segue delle attivit sportive o altre attivit pomeridiane). Nel colloquio lo psicologo pu proporre allalunno di eseguire un disegno (per i bambini delle scuole elementari) o di scrivere un testo (libero o sulle ativit che svolge durante la giornata; questa attivit viene proposta soprattutto ai ragazzi delle scuole medie). Sulla base dei colloqui effettuati, e generalmente dopo un colloquio con linsegnante referente, il coordinatore procede con la formazione dei gruppi che dovrebbero: essere composti da 10 ragazzi, dare risposta ai bisogni pi urgenti, accogliere i ragazzi che presentano difficolt diverse (in modo da agevolare la conduzione del gruppo e facilitare la riuscita dellattivit). Una volta decisi gli alunni da inserire viene distribuito loro un modulo per i genitori che autorizzi la loro partecipazione al workshop. I ragazzi che non sono stati inseriti nel gruppo vengono iscritti in una lista dattesa che sar utilizzata nel caso durante lanno si rendesse necessario fare nuovi inserimenti. RAPPORTI CON LA SCUOLA E LINSEGNANTE REFERENTE Prima dellinizio delle attivit necessario fare firmare al Dirigente Scolastico il Protocollo dIntesa tra la Scuola e il Progetto Gancio Originale che regola i rapporti e gli impegni reciproci. Inoltre, necessario fornire alla scuola un elenco dei materiali necessari per i laboratori che verranno proposti dai ragazzi durante lanno (generalmente le scuole mettono a disposizione del progetto un budget per lacquisto del materiale). Dopo la formazione del 94

gruppo il coordinatore effettua dei colloqui con gli insegnanti degli alunni inseriti, in modo da raccogliere ulteriori informazioni sui ragazzi e fissare insieme agli insegnanti alcuni obiettivi su cui lavorare durante lanno. Successivamente possibile effettuare altri colloqui con gli insegnanti per monitorare landamento dellattivit e ridefinire, se necessario, gli obiettivi fissati. LACCOGLIENZA DEI VOLONTARI Il primo giorno in cui inizia il work shop vengono chiamati solo i volontari, in modo che il coordinatore abbia la possibilit di: conoscerli, spiegare loro lattivit e il ruolo che ricopriranno nelle attivit, facilitare la loro conoscenza reciproca e lespressione di eventuali dubbi e/o timori. FACILITAZIONE DELLE RELAZIONI NEL GRUPPO Durante i primi giorni di workshop importante proporre al gruppo dei giochi e delle attivit che favoriscano la conoscenza reciproca, la creazione di un clima positivo e la partecipazione di tutti i membri (ad esempio: attivit a coppie o in piccolo gruppo, lutilizzo delle tecniche di circe time) PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITA Allinizio dellanno opportuno stendere un piano generale di attivit che si intendono proporre ai ragazzi, in questa attivit di pianificazione importante, laddove possibile, coinvolgere i volontari cercando di valorizzare al meglio le loro attitudini e il loro interessi. In questo senso il gruppo dei volontari riveste un ruolo primario rispetto la mediazione con il gruppo dei ragazzi e la facilitazione della loro partecipazione alla attivit. VERIFICA CON I VOLONTARI Al termine del primo quadrimestre, circa a met anno, il coordinatore sospende per una giornata le attivit di workshop e invita solo i volontari per avere un confronto sullattivit fino a quel momento condotta. La verifica non solo unoccasione per fare un bilancio insieme ai volontari, ma anche per accogliere i loro dubbi, le loro difficolt e per rispondere ai loro bisogni primari (primo fra

tutti quello di essere ascoltati). In questa circostanza pu essere utile avere un rimando anche rispetto le attivit. INCONTRI DI STAFF MENSILI E SUPERVISIONE DEI CASI Il coordinatore partecipa mensilmente a riunioni di staff, in cui viene fatto il punto sullandamento dei workshop e vengono organizzate attivit e iniziative legate al progetto. Inoltre, sempre con cadenza mensile, i coordinatori si riuniscono per incontri di supervisione nei quali hanno la possibilit di discutere di casi particolarmente problematici o di condividere esperienze significative con i colleghi. FESTA FINALE E CONSEGNA DEI CREDITI AI VOLONTARI Prima del termine dei workshop, ogni coordinatore deve compilare per ogni volontario un modulo che attesta lattivit svolta nei workshop e che riporta le ore di presenza del volontario. Tale modulo render possibile laccreditamento dellattivit di volontariato da parte della scuola di provenienza del volontario. Lattivit dei workshop si chiude a fine maggio con una festa alla quale partecipano tutti i ragazzi e i volontari dei workshop. In occasione della festa i gruppi possono presentare i lavoretti che hanno fatto durante lanno e proporre un gioco o uno spettacolo che hanno preparato.

Un gruppo di studenti peer counsellor delle superiori1 e alcuni membri storici dello staff hanno lavorato con noi psicologi di Free Student Box per un pomeriggio per riflettere su un tema molto importante, non solo per Free: luso delle attivit espressive nei nostri luoghi di cura psicologica. Siam partiti dal fatto che, nonostante il fatto che in tutti i nostri luoghi di cura usiamo da sempre attivit espressive di ogni genere, su questo spetto delle nostre attivit abbiamo discusso molto poco. Nel nostro lavoro siamo partiti da 5 domande iniziali. Creare e produrre: 1. per chi? 2. perch? 3. che cosa? 4. in che modo? 5. come valuto ci che ho creato? Ci siamo divisi in due gruppi e dal nostro lavoro sono venuti fuori vari argomenti, che meritano sicuramente ulteriori approfondimenti: 1. Per chi? (Identificazione) si tratta innanzitutto di essere coscienti che si produce in base a profondi legami di tipo identificatorio con oggetti interni o esterni al nostro mondo interno: quelli che pi in quel momento ci affascinano. 2. in secondo luogo (perch? Motivazione) nel decidere di muoverci verso latto creativo dobbiamo lottare contro parti nostre passive, che in certi momenti sono necessarie e vanno messe nel conto (e sono le parti passive e ricettive), in altri no, poich in certi casi la nostra passivit rappresenta una rinuncia ad emergere con le nostre parti pi vere. E dobbiamo imparare a sapere riconoscere e distinguere fra questi due tipi di passivit. 3. Dobbiamo a questo punto fare una immersione dentro noi stessi al fine di cercare gli elementi pi profondi e pi veri che ci abitano e che sono il frutto della nostra esperienza precedente. Dobbiamo cio rispondere alla domanda: che cos cerchiamo dentro di noi che si leghi allelemento che nato in precedenza nel processo

Free: attivit espressive dei peer in rete con Strolgancio


Report sul momento di riflessione sulle attivit espressive (Dino Angelini)

E mi piace sottolineare con molto piacere che per la prima volta hanno lavorato con noi studenti delle superiori di Castelnovo Monti!

95

identificatorio: e cio rispondere alla domanda che cosa? (Ispirazione) 4. Poi dobbiamo sapere mettere il tutto in forma di poesia, di quadro, di scultura, etc. etc.: dobbiamo sapere elaborare il materiale, esprimerlo con stile appropriato, nella maniera per noi - e solo per noi - giusta (Elaborazione). 5. Infine, una volta che il lavoro stato compiuto dobbiamo sapere convivere con il lutto che deriva dal fatto che esso non corrisponde al 100% a come lo avevamo immaginato: e questo molto importante perch alla base della riparazione dellautoriparazione. Ci insegna a sapere accettare il giudizio altrui e il nostro (Stima e Autostima) Ci vuol dire che quando ci immettiamo nel grande alveo della produzione e della creazione noi in effetti ci accingiamo a compiere e a far compiere ai bambini e ai ragazzi che ci sono affidati attivit che hanno stretti legami di parentela con la cura psicologica. Nel prossimo anno scolastico proporremo con i peer di FSB in ogni scuola convenzionata la sperimentazione di almeno una o due modalit espressive e creative a tutti gli altri studenti perch, come gi avviene in Gancio e Strolgancio, pensiamo che per questa strada sia possibile indurre in tutti una maggiore propensione a esprimersi creativamente che, come abbiamo cercato di dimostrare su a Marola questa estate, una delle forme pi alte e pi efficaci del prendersi cura di s, cio della propria psiche e del proprio corpo.

Gioved 7 settembre

La stanza di Dante: il corso di formazione per mediatori interculturali


PRESENTI: Angelini L. (psicologo psicoterapeuta, supervisore FSB) 96

Anzivino M. (psicologo FSB) Artioli C. (responsabile Spazio Giovani di Roncolo di R.E.) Astrologi M. (psicologa, coordinatrice G.O.) Bertani D. (psicologa psicoterapeuta, responsabile U.O.P.C. di R.E.) Bertani E. (insegnante referente, scuola media M. E. Lepido) Bigliardi M. (psicologa, consulente in sessuologia, collaboratrice Consultorio Giovani) Borghi S. (psicologa FSB) Borsalino. M. T. (insegnante referente, Ist. Sup. Don Zefirino Iodi) Cagossi S. (educatrice, coordinatrice Tutor di G.O.) Cantini M. (socio fondatore, Associazione Amici di Gancio Originale) Capanni P. (preside, Ist. Sup. Filippo Re) Casoli M. (ostetrica, Consultorio Giovani) Cipelli E. (psicologa, coordinatrice G.O.) Corsini A. (insegnante referente, Ist. Sup. Galvani) De Pietri S. (insegnante referente, Liceo Scientifico A. Moro) Ghiretti F. (psicologo psicoterapeuta, Open G) Grasselli A. (psicologa FSB) Grassi G. (psichiatra, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale, AUSL di R.E.) Grassi G. (consigliere spazio La Gabella) Grazioli A. (psicologo, sportello Ascolta/Informa) Guazzetti I. (psicologa FSB) Ibatici E. (insegnante referente, Ist. Comprensivo Fermi-Manzoni) La Mantia C. (ostetrica, Consultorio Giovani) Lanci Chiara ( volontaria civile di Gancio Originale ) Losi E. (presidente spazio La Gabella) Mammi E. (tirocinante psicologo, coordinatore G.O.) Mancin F. (tirocinante psicologa, coordinatrice G.O.) Manfredi M. (insegnante referente FSB, Ist. Sup. G. Scaruffi) Marchi L. (psicologa, coordinatrice G.O.) Montanari A. C. (psicologa, coordinatrice G.O.)

Montanari P. (psicologa, coordinatrice G.O.) Munarini A. (insegnate referente, Ist. Sup. G. Scaruffi) Pagani L. (ostetrica, Consultorio Giovani) Pensieri L. (psicologa FSB) Ricc M. Alessandra ( volontaria civile di Gancio Originale ) Sassi Federica ( volontaria civile di Gancio Originale Thiebat O. (insegnante referente, Ist. Magistrale Matilde di Canossa) Tirelli F. (psicologa, coordinatrice G.O.) Zannoni (insegnante referente FSB) Giro di presentazioni e riflessioni Capanni: Il FSB unesperienza completamente nuova per la scuola Filippo Re poich questo stato il primo anno di attivazione, nonostante ci ha avuto un enorme successo, oltre ogni aspettativa. Riteniamo che lesperienza sia stata estremamente positiva alla luce dei risultati emersi e ci auguriamo di continuare anche il prossimo anno. Borsalino: la nostra scuola (Iodi) caratterizzata da una forte presenza di immigrati provenienti sia dal sud Italia sia da altri paesi, pertanto vi lemergere di problematiche a carattere sociale. Il progetto FSB con il dott. Angelini e la dott.sa Borghi stato avviato da poco, ma in breve tempo sono stati raggiunti risultati positivi e si evidenziato una buona risposta e partecipazione da parte dei ragazzi. Thiebat: le magistrali questanno hanno accolto Strolgancio. stata unesperienza positiva, tra i laboratori stata inserita anche unattivit svolta a favore dellIstituto Ciechi e questa idea venuta proprio dei ragazzi. Allinterno della scuola non abbiamo il FSB ma i CIP per le consulenze, inoltre abbiamo stretto un accordo di collaborazione con Prodigio. 97

Grazioli: sono lo psicologo dello sportello ATUxTU in via Farini a Reggio Emilia, sono lultimo arrivato tra i collaboratori dei progetti di Gancio e la sua rete, ma da anni faccio il consulente tra pari. Manfredi: sono insegnante referente per il FSB, inoltre collaboro al progetto La Stanza di Dante alla Scaruffi. In particolare, sono interessata a come occupare gli spazi creativi. Ibatici: sono linsegnante referente per lattivit di G.O. della Fermi-Manzoni. Nella scuola sono presenti 3 workshop, c un bisogno infinito tant che sono i genitori stessi a farne richiesta. Zannoni: sono linsegnante referente per FSB a Rivalta, lattivit sta andando molto bene e anche per G.O. i risultati sono positivi. Bertani E.: sono linsegnante referente della scuola E. Lepido, collaboriamo da anni e ogni anno abbiamo moltissimi bisogni. La collaborazione sempre stata ottima. Come scuola dobbiamo far fronte ad una realt particolare, a un bacino dutenza proveniente da quartieri ad alta densit di immigrati. Sono attivi 2 workshop e siamo soddisfatti dellandamento dellattivit. Corsini: sono linsegnante referente del Galvani. I ragazzi continuano ad aderire come volontari ai workshop di G.O. questo perch laiutare laltro lo vivono come un loro bisogno da soddisfare Artioli: sono responsabile dello Spazio Giovani di Roncolo e sono qui al seminario a Marola per imparare. Grassi GaddoM: sono responsabile del Dipartimento di Salute Mentale e sono qui a testimoniare linteresse e la curiosit a quanto siete riusciti a fare fino ad ora.

De Pietri: sono insegnate referente del Moro e coordinatrice di G.O. insieme a M. Ligabue. Ci tengo a ricordare che questanno stato fatto uno Strolgancio Matematico da mettere nella cassetta degli attrezzi. Inizia il confronto Bertani: Marola sempre stata unoccasione per riflettere insieme. Vi chiedo un ulteriore sforzo per aiutarci a mettere insieme riflessioni, idee, perch il nostro lavoro possa migliorare. Sullannuario trovate il bilancio riferito allanno solare del 2005, lattivit del FSB, la casistica, numero dei ragazzi, insegnanti e genitori che hanno richiesto una consulenza. Mi sembra importante considerare il numero dei ragazzi che frequentano i workshop: pi del 40% sono ragazzi immigrati e questo la dimostrazione del bisogno di risorse che c. Da voi mi aspetto che mettiate in luce le criticit. Lattivit di G.O. e dei FSB unattivit che allinterno delle scuole non condivisa da tutto il consiglio docenti; chi non lo conosce difficile che lo condivida. Dovremmo trovare il modo di far passare le informazioni e rendere pi visibile il tutto. Zannoni: questo problema allo Scaruffi-Levi stato in gran parte risolto. Rispetto lo scorso anno, linteresse e la fiducia sono migliorati. Borghi e Anzivino si sono presentati al Collegio Docenti per farsi conoscere ed migliorata la fiducia nei confronti del progetto e si sottolineato che il bisogno c. Da parte dei colleghi non ho ricevuto critiche, ma questanno solo collaborazioni. Borghi: anchio ho notato che il primo anno da parte degli insegnanti c stata resistenza, al contrario, questanno si migliorato molto.

Borsalino: anche da noi c stata una grande collaborazione. Cera questo bisogno sentito a livello trasversale. Capanni: io vi chiedo, rispetto alle problematiche relazionali, come si pu portare una riflessione su maschile e femminile soprattutto per i ragazzi immigrati, una visione laica perch a loro possa servire. Bertani: alla Filippo Re c stata unattivit legata allaffettivit e alla sessualit che pu essere un modo per entrare in classe e ragionare sulla relazione (condotta da Open G). La maggiore difficolt riuscire ad integrare diverse idee culturali sul concetto di sessualit. Ghiretti: alla base di questa attivit vi lidea che noi non abbiamo soluzioni, noi andiamo in classe per aprire un dialogo e pensiamo che le soluzioni vengano fuori proprio dal parlare insieme. Laltro modo per affrontare il problema sono gli sportelli. Thiebat: credo sia un problema anche della scuola media. Noi siamo assolutamente sprovvisti di qualsiasi strumento culturale per comprendere le differenti situazioni inserite in culture altre. Alla scuola superiore forse sono gi un po pi attrezzati con una serie di difese. Forse aprire sportelli alla scuola media sarebbe utile. Pensieri: in alcune scuole medie gli sportelli ci sono. Laccesso pi difficoltoso per motivi di privacy, c comunque bisogno. Thiebat: avevo immaginato, per valorizzare i ragazzi, degli stage in cui le attivit dello Strolgancio possano essere messe a frutto. Ormai quasi tutte le scuole superiori prevedono degli stage, questi ragazzi si sentono competenti in alcune attivit perch non proporlo.

98

Angelini: prima dello Iodi abbiamo fatto la convenzione con Cattaneo e Motti di Castelnovo Monti e abbiamo scoperto che i ragazzi possiedono delle competenze specifiche da mettere in gioco (es. cucinare), da qui nata lidea di poter attuare uno scambio di atelieristi tra istituti vicini. Bertani: anche le scuole stanno scoprendo di poter fare lavori incrociati, di scambiarsi delle competenze. La situazione sempre pi complessa e quindi la rete, la comunicazione una strada che vale la pena sperimentare. Ad es. se in una scuola c una formazione per insegnanti, perch non pubblicizzarla e aprirla ad altre scuole, lo stesso per le competenze dei ragazzi. Ogni pezzo deve essere complementare allaltro. Con alcuni di voi, a maggio, abbiamo parlato di un progetto di formazione per mediatori interculturali, (qualifica riconosciuta dalla regione), il progetto stato finanziato dalla provincia. La specificit di questa figura che dovrebbero uscire dal corso ragazzi in grado di lavorare con bambini immigrati della scuola media ed elementare, che ci vengono segnalati come incontenibili, che faticano ad apprendere. Sostanzialmente una figura di educatore. Preferibilmente dovrebbero essere immigrati di seconda generazione, questo anche per aiutarli nellingresso al mondo del lavoro con una qualifica importante. Inoltre, abbiamo constatato con lesperienza della Stanza di Dante, che il modello di riferimento molto pi riconoscibile e raggiungibile. Il rapporto funziona da contenimento. Dovrebbero andare a lavorare sia nella scuola, sia in attivit parascolastiche pomeridiane. Vi chiediamo un appoggio per diffondere questo progetto. Vi chiederemo di aiutarci nel reperimento delle sedi di tirocinio.

Bertani: presente quasi tutta la rappresentanza della rete. Partendo da vari punti di vista, limportanza del lavoro di ciascuno di noi nella propria istituzione collegata ad altri temi, lavori che altri fanno per altri enti. Il tema di discussione nasce dallesigenza di collegare tutto ci che viene fatto sul territorio partendo dalle esperienze gi presenti. Lidea che sia importante che ciascuno debba continuare a fare il proprio lavoro. Con il FSB si materializzata lidea di mettere in relazione il front office con il back office. Siamo convinti che ogni intervento puntiforme cucito in una rete, sia molto pi incisivo, pi produttivo ed efficace. Ghiretti: insieme alle colleghe dello staff del Consultorio Giovani abbiamo condotto un lavoro sulleducazione allaffettivit e alla sessualit in alcune scuole superiori. La finalit era quella di prevenzione di gravidanze indesiderate e malattie trasmissibili sessualmente. A Reggio, negli ultimi anni, questo tipo di lavoro nelle scuole stato poco presente, ma ora stiamo ricominciando e cercando di recuperare tutto un patrimonio speso fino agli anni 90. Ci siamo chiesti come offrire la nostra presenza come Consultorio Giovani allinterno delle scuole, in modo utile. Questo non stato facile poich negli ultimi anni c stato un taglio di risorse ed energie. Quello che stiamo facendo allinterno delle classi un discorso di prevenzione primaria, ci sono varie evidenze che ne sottolineano la necessit. Allora come farlo, poich vi sono poche risorse? Abbiamo approntato un modello che si avvale della logica della rete, abbiamo cercato di innestarci con altri pezzi attivi gi presenti sul territorio. Il nostro modello prevede di entrare allinterno delle classi con delle condizioni: - possibilit di fare interventi con target precisi (solitamente sulle 2 classi medie superiori); 99

Gli sportelli e le reti

lavoriamo sulle scuole che ce lo chiedono a condizione che siano disponibili a mettere anche delle loro risorse come: insegnati che collaborino, se presenti sportelli psicologici integrati nella rete, la loro collaborazione e, la possibilit di avere dei peer capaci di interagire con noi allinterno dellintervento. (Es: nellesperienza di Montecchio abbiamo fatto una formazione per i peer). Fare rete significa dare un senso al nostro intervento, anche perch prevede di incontrare le classi solo 2 o 3 volte, che di per s non avrebbe senso. Abbiamo rilevato che i ragazzi che fanno i peer si sono mostrati estremamente disponibili e interessati. Un intervento di questo tipo prevede anche dei limiti, quali: - necessario che alla base ci sia una rete capace di accogliere lintervento; - limiti legati a chi ne far richiesta; - si creer una lista dattesa, in quanto la modalit dellintervento verr programmata anno per anno. Bertani: quello che cerchiamo di fare di coinvolgere attivamente i ragazzi nelle attivit che progressivamente mattiamo in atto. Lobiettivo quello di coinvolgere sempre pi giovani. Ghiretti: il nostro intervento cerca di smuovere una capacit di dialogare tra i ragazzi al di l del tema dellaffettivit. Bigliardi: non ci poniamo come figure di esperti ma forniamo degli strumenti che i ragazzi utilizzeranno nelle loro modalit. Cerchiamo di trovare degli strumenti ad hoc, classe per classe con laiuto degli insegnanti. Partiamo da quello che sono loro, rispetto anche alla loro cultura e paese di provenienza. Angelini: rispetto al lavoro di rete, abbiamo pensato anche di rappresentarlo tramite una vera e propria mappatura, che abbiamo 100

chiamato Rosa dei venti in cui emergono una serie di rapporti individualizzati sia nei confronti della rete sociale, sia sanitaria che comunale. La rete necessita di un continuo aggiornamento poich le disponibilit cambiano continuamente. Sono necessari anche continui feedback e deve essere supportata dai responsabili dei Distretti, dei Dipartimenti, Estendere la rete ed aggiornarla, lo si fa mano a mano viene evidenziato un problema. Ad es. in periferia, per un problema legato allimmigrazione, non detto che lintervento venga fornito da figure istituzionali, ma potrebbe provenire dal parroco del paese. Cagossi: per quanto riguarda Gancio, noi lavoriamo su una duplicit di obiettivi. Oggi abbiamo lavorato soprattutto sulla figura dei volontari, ma laltro versante quello dei bambini. Ci comporta una duplicit di reti che si devono intrecciare tra loro. Se ragioniamo sul versante degli adolescenti e quindi come intrecciare la rete di Gancio, lo sforzo quello di agganciarci a ci che nasce sul territorio un esempio La Gabella. stato portato Strolgancio alla Gabella per coinvolgere il maggior numero di giovani e questa esperienza ha riscontrato un buon successo. Grassi G.: La Gabella uno spazio nato a Reggio Emilia, in fondo a via Roma. Un anno fa il Comune ha chiamato una associazione di RE a gestire questo spazio, alla quale in seguito vi si sono aggregate altre. Lo spazio comprende 2 sale, 1 punto ristoro con prodotti del mercato equo-solidale, low cost e non prevede la vendita di alcolici. Le attivit finora sono state divise in due periodi (primaverile, estivo), ora stiamo programmando la terza fese. Stiamo collaborando con il territorio per attivare alcuni corsi e stiamo valutando la fattibilit dei progetti. Per ora in previsione un corso di scrittura nel web e lipotesi di una mostra di fotografia con Boni e Cicconi sullevoluzione storica di via Roma. Allinterno della Gabella stato promosso anche il progetto Glocal Youth Parliament, per il quale sono stati selezionati due ragazzi,

Federico Orlandini e Valentina Sassi (volontaria di G.O.) che hanno partecipato allincontro del Parlamento della Giovent che si tenuto a giugno ad Ankara. Il prossimo progetto prevede di riuscire a coinvolgere giovani reggiani in una gita in Moldavia guidati da coetanei moldavi che gli facciano conoscere il paese. Il nostro maggior problema la difficolt che abbiamo a metterci in relazione con gli adolescenti delle superiori, dovuto alla differenza di et. Ci chiediamo come attivare certi progetti, in grado di coinvolgerli, soddisfare i loro bisogni e interessi.

psicologa che non appartiene alla struttura Ausl e ha registrato molti accessi. Siamo attivi con diversi progetti attraverso i quali i nostri ragazzi mettono in pratica le loro competenze a favore dei pi poveri (es. donazione a paesi dellAfrica di protesi dentarie, occhiali,). Da alcuni anni i ragazzi danno vita al giornalino del Galvani attraverso il quale possono dare visibilit ai loro progetti, inoltre pu essere un modo per acquisire maggiore consapevolezza sul proprio operato. De Pietri: per quanto riguarda il Moro, 9 anni fa i volontari erano 8, oggi oscillano tra gli 80 e i 90. Corsini: credo che sia fondamentale laccompagnamento dei ragazzi. Riuscire a mantenere un contatto diretto con linsegnante referente della scuola per segnalare labbandono e poter recuperare il ragazzo. Capire quali sono stati i motivi che hanno portato il ragazzo ad abbandonare limpegno per poterlo aiutare, l dove possibile, a superare la difficolt. De Pietri: un altro problema anche quello di riuscire a sensibilizzare gli insegnanti. Bertani: un altro problema su cui ci siamo fermati a riflettere stato quello di riuscire ad individuare uno strumento che ci permetta di valutare il progetto G.O. Abbiamo pensato ad un questionario da somministrare ai ragazzi, sul quale rifletteremo e lavoreremo ancora. Grassi GaddoM.: come rappresentante del Dipartimento di Salute Mentale ci tengo a sottolineare limportanza della rete per potenziare le risorse e credo stiate percorrendo una buona strada. Ripensando allidea di valutare il progetto e alla richiesta di dati oggettivi che oggi viene costantemente riproposta, credo sia 101

Bertani passa la parola agli insegnanti, se intendono portare alcune riflessioni, impressioni, criticit,

Corsini: nella nostra scuola, un certo numero di insegnanti sensibile alle problematiche dei ragazzi. Mi preme sottolineare che al Galvani, questanno, hanno chiesto di fare i volontari nei workshop circa 40 ragazzi. Non tutti riescono a terminare lattivit e a garantire una presenza costante, ma il bisogno di aiutare gli altri emerso molto chiaramente. La nostra una scuola che senzaltro si trova a dover gestire delle problematiche, vi la presenza di una

importante non essere ossessionati dal trovare a tutti i costi uno strumento che valuti la validit delloperato, seppur utile non deve trasformarsi in unossessione che porti ad un irrigidimento della pratica.

METTERSI IN GIOCO - la serata a Marola Sono ormai diversi anni che posso condividere lesperienza di Marola, passando dal volontariato al tirocinio alla collaborazione professionale. Nel tempo ho potuto intravedere e constatare tanti cambiamenti e crescere insieme al gruppo di operatori che ruota intorno allAusl e coordina le tante attivit. Cos ho visto nascere e spesso ho potuto sperimentare e vivere direttamente tanti progetti: i Workshop, la Stanza di Dante, Strolgancio, Free Student Box. I protagonisti di tutto questo sono sempre i ragazzi, i giovani che ci aiutano con il loro contributo di volontari e i giovani che ci aiutano con la fiducia che riversano in queste proposte, usufruendo dei servizi di volta in volta messi in campo. Questanno mi stato proposto di pensare ad unattivit da sviluppare nella serata tra i due giorni residenziali per coinvolgere i ragazzi presenti. Gi dallestate la proposta ha suscitato in me diverse idee. Ci sono stati alcuni momenti di confronto con i responsabili dellorganizzazione, prima fra tutte Susanna Cagossi, la quale ha pensato di riproporre una parte dellesperienza maturata in occasione del primo Peer day, un incontro in cui sono stati coinvolti pi di 70 ragazzi che collaborano a Free Student Box. Pian piano si delineata lidea di strutturare la serata secondo una serie di attivit animative prese qua e l dalla mia esperienza professionale, lavorativa, formativa e di interesse personale. Di base abbiamo pensato di costruire un momento di circa unora e mezza in cui far sperimentare ai ragazzi delle tecniche da utilizzare eventualmente nei workshop con i bambini e nello stesso tempo provare su di s leffetto di tali tecniche. Inoltre vi era anche lobiettivo di favorire un livello di socializzazione che certamente si alza nei lavori di gruppo della prima giornata di Marola, ma resta forse vincolato a tali gruppi. Infine fornire un momento di rielaborazione della giornata. Un elemento molto importante stata poi la collaborazione con la Prof.ssa De Pietri, la quale ha messo a disposizione la sua passione e 102

MAROLA DEI RAGAZZI


Il programma delle due giornate dei ragazzi era composto dalla partecipazione a lavori di gruppo e laboratori; a piccoli gruppi essi hanno ruotato nelle attivit in modo da svolgerne due al giorno. Le attivit erano le seguenti: 1234Strolgancio con Mimmo Spaggiari Ballando sul mondo con Marcella Peterlini Giochiamo con le stagioni con Silvia Arlini E se io fossi laltro? con Adil El Marouakhi

Anche la serata stata animata in modo interessante e divertente. Nel gruppo gestito da Mimmo si sono costruiti degli orologi da muro riciclando i copri cerchioni da automobili: ogni ragazzo ha costruito il proprio orologio colorandolo come preferiva con bombolette spry e pennarelli. Nel gruppo gestito da Marcella i ragazzi si sono cimentati in danze etniche. Seguono le riflessioni di alcuni protagonisti.

competenza per il teatro, la recitazione dal vivo, il dialetto, luso della voce e del corpo. E stato interessante mettere insieme competenze e idee per organizzare la serata, in modo da proporre ai ragazzi una variet di stili e di stimoli che si sono andati ad integrare lungo un filo conduttore unico e condiviso. Unadeguata preparazione del contesto, organizzando gli spazi e le risorse del seminario, ci ha permesso di costruire un contenitore allinterno del quale posizionare con cura i contenuti animativi da offrire ai ragazzi. In questo modo la serata si sviluppata attraverso la presentazione, su sottofondo musicale e allinterno di spazi sempre ben delimitati e adattati alle esigenze, di una serie di attivit animative tratte dal Teatro dellOppresso, dallImprovvisazione teatrale, dal Playback Theathre integrate con lesecuzione di monologhi teatrali su temi vicini al mondo giovanile. Si sono offerti cos momenti ludici e momenti di riflessione in cui ai ragazzi veniva chiesto di mettersi in gioco a livello personale e di gruppo. Sono stati pensati anche dei momenti di coinvolgimento da parte di alcuni operatori che si sono prestati a facilitare, attraverso attivit legate allespressione delle emozioni, leleborazione della giornata. Non semplice gestire un gruppo di ragazzi. Richiede di mantenere un ritmo incalzante e di tenersi aperti rispetto ai loro feedback momento dopo momento. Soprattutto c sempre quel piccolo gradino da superare quando si chiede loro di mettersi in ballo, di condividere con le parole e con il corpo, di entrare in relazione e in contatto con gli altri in un modo insolito. Credo ci sia tanto bisogno di momenti come questi, non tanto per le attivit utilizzate, ma per rimettere in circolo emozioni e contatti tra le persone, per creare spazi di espressione personale e autenticit. Ogni progetto presentato in questi anni cerca di contribuire in qualche misura a questo bisogno ed bello sentire come ogni anno lintreccio tra queste esperienze si faccia sempre pi forte e

articolato. Massimiliano Anzivino

GIOCHIAMO CON LE STAGIONI di Silvia Arlini


GIOCHIAMO CON LE STAGIONI Laboratorio Il laboratorio dei giochi, che ormai diventato un appuntamento fisso per i volontari di gancio originale, questanno ha seguito lo scorrere delle stagioni, come a voler accompagnare lo scorrere del tempo in diversi luoghi, vissuto da persone diverse; cos come proponeva la suggestione del nono seminario al seminario: Le ricorrenze, le feste dellanno nelle varie culture. Abbiamo sperimentato come si pu giocare in vari contesti: allaperto, con il freddo, con il corpo, con la mente, domandando ai ragazzi di spendersi in prima persona per essere poi in grado di chiedere ai bambini di spendersi a loro volta, fidandosi di chi ha, prima di loro, provato ci che ora propongono ai pi piccoli. Lo stile di lavoro che da sempre ci accompagna fondato sullesaltare ci che i ragazzi portano come bagaglio personale, far sentire i volontari capaci, perch possano, ancora una volta, aiutare i bambini che andranno a conoscere nel percorso di volontariato, a sentirsi capaci. Giocare porta con s il compiere piccole scelte pratiche, scelte che non cambiano la vita ma cambiano landamento del qui ed ora; se la scelta viene vissuta come possibilit, e non solo come necessit, c unopportunit in pi di incidere sulla propria vita, di essere i primi protagonisti di se stessi. Attraverso il gioco passano dunque molteplici messaggi, dai pi concreti a quelli meno immediati e non sempre colti dai ragazzi, che ricordano del laboratorio la corsa verso una bandiera e le urla fatte 103

per vincere; ma questo va bene ugualmente, limportante dare spazio alle persone, valorizzando la narrazione delle proprie storie aprendo tanti canali in cui potersi esprimere.

E se io fossi laltro? Approccio costruttivista e laboratori di educazione interculturale sulla riduzione del pregiudizio.
Ho capito quanto difficile descrivere la propria identit, e ancora di pi decentrarmi per accogliere e comprendere le altre identit. Lemozione pi forte stata provare nostalgia. attaccamento alle proprie radici. Gruppo primavera

In questo scritto sono raccontata unesperienza di educazione interculturale concepita con approccio costruttivista per la riduzione del pregiudizio. Lanalisi di questo percorso porta allindividuazione di metodologie didattiche e di linee culturali innovative rispetto al tradizionale approccio metodologico sulla diversit. Lesperienza stata realizzata con un gruppo di giovani di et che va dai 16 ai 23 anni impegnati in Gancio Originale, Stanza di Dante e Free Student Box. Attivit dellAUSL di Reggio Emilia, legate allOPEN G (Consultorio giovani) e lUnit Operativa di Psicologia Clinica.

Premessa
Scrive Julia Kristeva nel suo libro Stranieri a s stessi (1990): 104

... lo straniero ci abita: la faccia nascosta della nostra identit, lo spazio che rovina la nostra dimora, il tempo in cui sprofondano lintesa e la simpatia. Riconoscendolo in noi ci risparmiamo di detestarlo in lui. Sintomo che rende appunto il noi problematico, forse impossibile, lo straniero comincia, quando sorge la coscienza della mia differenza e finisce quando ci riconosciamo tutti stranieri, ribelli ai legami e alle comunit... Questa frase esprime in modo profondo, chiaro e senza perifrasi il senso di questo percorso di educazione interculturale ( E se io fossi laltro?) che ruota attorno alla rappresentazione sociale e culturale dello straniero ed il suo divenire straniero. Fin dal 900, la figura sociale dello straniero, con tutte le sue implicazioni culturali, ha impegnato la riflessione di studiosi (sociologi in primis) per le caratteristiche che assume nello spazio sociale ed il sistema di relazioni che instaura con i membri della comunit. Simmel in Excursus sullo straniero (1908), delinea la forma sociale dello straniero a partire dallinterazione tra esso e la comunit ospitante, che d luogo ad un sistema di relazioni sociali condizionate dalla posizione particolare che lo straniero ricopre nello spazio sociale e che, sottolinea Simmel, assume il ruolo di metafora della relazione tra le persone. Ancora oggi, ad esempio, la relazione con la figura dello straniero che proviene dallUcraina, dalla Moldavia ecc. , sembra essere caratterizzata solo dalla sua funzione sociale, di badante o tata, al punto di privarla di quella soggettivit e umanit comune ad ogni individuo. Tale categorizzazione, secondo il consueto e retorico schema concettuale utilitaristico, ha la funzione di legittimare la presenza degli stranieri sul territorio nazionale: Non troviamo persone disponibili a fare certi lavori e qualcuno li deve pur fare. Questo atteggiamento favorisce, di fatto, lidentificazione dello straniero solo attraverso il lavoro che deve svolgere, attribuendogli una funzione sociale meramente compensativa, priva di ogni riconoscimento culturale. Incide ancora di pi sulla formazione dellopinione pubblica, la rappresentazione che i mezzi di informazione veicolano mettendo in

atto processi comunicativi e culturali che connotano negativamente la figura dello straniero. Spesso in prima pagina, a titoli cubitali o nei primi titoli dei telegiornali, limmigrazione viene proposta, con rilevanza sociale, legata a fatti di sventura, marginalit e cronaca nera. Fanno i conti con questa dimensione non solo gli stranieri, principale bersaglio della notizia, ma anche e soprattutto i destinatari dellinformazione che interagiscono ogni giorno con le immagini dellimmigrazione, prima ancora che con i referenti di tali rappresentazioni, interiorizzando modelli simbolici e stereotipati che possono solo favorire la formazione del pregiudizio. Ad esempio, nel riportare la notizia degli immigrati in fila alle prime ore del mattino davanti alle poste per presentare la richiesta di essere inclusi nella programmazione delle quote dingresso dietro indicazione di una circolare del governo, si sottolinea molto laspetto numerico producendo nel lettore la sensazione dellinvasione, eludendo, in questo modo, la notizia vera e quindi il problema delle poste italiane che non funzionano come si deve. La combinazione del modo in cui gli stranieri vengono rappresentati e percepiti, con i fattori che hanno determinato in termini di non scelta la migrazione producono sullidentit della persona straniera una scollatura profonda con il proprio passato. La sua identit appare amputata di quella parte storica ed essenziale precedente allatto della migrazione, azzerata dal mancato ascolto e confinata allinterno delle rimembranze nostalgiche. Il presente dello straniero ha cancellato il passato dellingegnere o del direttore scolastico. Questa dimensione propone lo straniero contemporaneamente come vicino e lontano. Tra queste due condizioni si crea una tensione particolare, fortemente caratterizzata dallincertezza e dalla provvisoriet (identit in bilico). In generale, gli stranieri non vengono percepiti come individui, ma come stranieri di un determinato tipo, lelemento della distanza nei loro confronti diventa una modalit di approccio relazionale tale per cui un affrancamento dalla condizione di estraneit (rispetto al senso di appartenenza 105

territoriale) diventa unimpresa difficile perch si riferisce ad una condizione in cui esiste uno scarto tra appartenenza alla terra dorigine e una sopravvenuta estraneit alle sue tradizioni, alla sua storia, alla sua cultura, senza che si delinei una alternativa nella definizione dellappartenenza ad una nuova societ: ci non avviene n in termini formali, n in termini psicologici. Lidea che sta alla base del percorso di educazione interculturale che viene qui presentato parte da queste considerazioni sulla centralit della figura dello straniero che, prima ancora di avere spazio per autodefinirsi, deve obbligatoriamente de-costruire gli stereotipi che la precedono introducendola alla relazione interpersonale. La strutturazione di un percorso di educazione interculturale sulla riduzione del pregiudizio, in conclusione, non pu prescindere da unattenta considerazione in chiave sociologica, antropologica e psicologica senza sottovalutare una chiave di lettura conoscitiva pi generale sul fenomeno migratorio. Nella mia esperienza, la partecipazione a gruppi di lavoro multidisciplinari ha favorito oltre che la circolarit delle conoscenze anche lanalisi multidimensionale. La considerazione dei fattori di ordine socioculturale contribuisce allarricchimento dellanalisi aprendo la possibilit a azioni educative che tengono conto sia degli aspetti della personalit individuale, sia del contesto storico e sociale in cui avvengono le relazioni interculturali. Questa chiave di lettura la linea strategica attorno alla quale stato organizzato questo percorso di educazione interculturale. Lutilit della definizione dei termini Operazione preliminare a qualsiasi attivit intellettuale la concettualizzazione (G.W.Allport). Senza una definizione i concetti non sono pienamente identificati e diventa difficile interscambiarli. meglio disporre almeno di una definizione lessicale, perch la mancanza di questo passaggio pu implicare un deficit di chiarezza,

un rischio intrinseco che, attraverso una definizione, viene minimizzato, soprattutto perch gli stereotipi ed i pregiudizi si comunicano e il fatto che manchi una definizione che dia oggettivit al concetto pu aggiungere ulteriori elementi di confusione e di distorsione. La difficolt del taglio concettuale, univocamente definito, da tenere presente costantemente durante il percorso, perch coinvolge i valori umani pi profondi e la relazione con gli altri; dobbligo muoversi con la necessaria attenzione, soprattutto in presenza di stranieri nel gruppo, onde evitare di cadere nella trappola del vittimismo, comportamento assolutamente controproducente. Lavorare sulla nozione dello stereotipo e del pregiudizio, oggi contestualizzata allinterno del recinto della cosiddetta societ multiculturale (come se fossero possibili societ monoculturali e che queste non siano lo stadio precedente a societ multiculturali) significa lavorare in un cantiere aperto e soggetto a condizionamenti ideologici di ogni tipo. Prendiamo, ad esempio, il modo in cui viene proposto il dibattito sul dialogo inter-religioso: di regola si focalizza, solo sulle tre religioni monoteiste, esclude le altre religioni (sihkismo, induismo, ecc.) facendole apparire prive di contenuti valoriali sul dialogo e, soprattutto, finisce per rappresentare una realt parziale, quella dei tre cugini che devono andare daccordo. In secondo luogo, una simile impostazione, interculturalmente parlando, sbagliata perch mette al centro le religioni e non le persone. Un approccio corretto deve mettere al centro la libert religiosa in quanto diritto soggettivo (inclusivo di ogni persona anche non praticante) invertendo lapproccio multiculturalista che rappresenta un esproprio della soggettivit. Ci porta a considerare i meccanismi che producono stereotipi e pregiudizi a 360 gradi come elementi costanti delle relazioni sociali, che chiamano in causa fattori cognitivi, identitari e di gruppo, linguistici e comunicativi. In questa cornice, lo stereotipo appare come un pensiero organizzato, uno schema, una porzione di sapere che utilizziamo per comprendere la realt sociale di un gruppo. Esso necessita di un 106

bersaglio, identificato da unetichetta cultural-linguistica (cinesi, marocchini, albanesi), oppure di una categoria sociale (musulmani, badanti, vu compra), attorno alla quale vengono organizzate un insieme di caratteristiche, sia come descrizione, sia come comportamento (i cinesi sono chiusi, chinatown, i musulmani sono integralisti, gli albanesi delinquono), o convinzioni come qualle che gli italiani non siano razzisti, mentre, invece, i tedeschi s. Se lo stereotipo preceduto dalla categorizzazione che introduce ordine e semplicit di fronte alla complessit dellincontro con le alterit, la tendenza quella di attribuire ai singoli individui (di cui possediamo conoscenze vaghe, scarse, ambigue) quello che crediamo sia caratteristico del gruppo a cui appartengono. Per quanto riguarda, invece, il pregiudizio, in psicologia lo si intende come opinione preconcetta, concepita non per conoscenza diretta di un fatto, di una persona o di un gruppo sociale, ma, piuttosto, in base alle opinioni comuni o alle voci. G.W.Allport sostiene che un concetto errato si trasforma in pregiudizio quando rimane irreversibile anche di fronte a nuovi dati conoscitivi che lo dovrebbero, invece, mettere in dubbio. Oggi, nella societ del cambiamento, fondamentale imparare per tutta la vita e il senso del conoscere imparare a decostruire ogni conoscenza per poi rimetterla in gioco. Sotto questo profilo, non pu sfuggire limportanza del lavorare sugli stereotipi e sui pregiudizi cercando di comprenderne la genesi, ricordando che qualsiasi gruppo e qualsiasi persona pu subire un processo di stereotipizzazione. Leducazione interculturale appare, quindi, come unoccasione formidabile per de-costruire gli stereotipi e ridurre il pregiudizio ricordando, per, che nellincontro con lo straniero questultimo non solo da intendere come qualcuno che viene da lontano, ma anche come qualcuno che abbiamo costruito nel mostro immaginario.

Mappa concettuale dellapproccio metodologico


Progettare un percorso di educazione interculturale con approccio costruttivista

Approccio metodologico
Questo lavoro stato ispirato e concepito secondo la teoria del costruttivismo. La didattica costruttivista considera i soggetti
direttamente responsabili dellapprendimento, protagonisti di esperienze, emozioni, valori, che costituiscono la base dellimparare. una didattica che promuove atteggiamenti metacognitivi e autovalutativi e spinge a riflettere sui propri comportamenti. Il mondo

Presentare compiti autentici (contestualizzare piuttosto che astrarre)

Favorire la riflessione ragionamento

il

sociale , infatti, il risultato di un processo dinamico ed ininterrotto che coinvolge pensieri, convinzioni, concetti, linguaggi, discorsi, segni, segnali che costruiscono lidentit degli individui, e di cui, a loro volta, sono il prodotto. Il tentativo , dunque, volto a mettere in luce limportanza che riveste lapproccio metodologico nel facilitare la comprensione, pur con i suoi inevitabili limiti.

Permettere costruzioni conoscenze dipendenti contesto e dal contenuto

di dal

Enfatizzare la costruzione della conoscenza e non solo la sua produzione

Offrire rappresentazioni multiple della realt

Favorire la costruzione cooperativa della conoscenza

107

Verifica dei cambiamenti cognitivi Evitare eccessive semplificazioni nel indotti dal percorso: libere rappresentare la complessit delle impressioni sul situazioni reali lavoro svolto

Lesperienza come rilettura dellapproccio metodologico


A questo laboratorio hanno partecipato 32 persone di cui 8 di origine straniera, in occasione delle due giornate formative di Gancio Originale che si tengono regolarmente ogni anno a settembre. I partecipanti erano, per la maggior parte, studenti delle scuole medie superiori, psicologi neolaureati ed educatori. Lorganizzazione dei laboratori, di due ore ciascuno, prevedeva la suddivisione in quattro gruppi. Ad ogni gruppo sono state sottoposte le stesse attivit condotte in diversi momenti, a rotazione, durante le due giornate di formazione. Il lavoro stato organizzato in tre tappe sequenziali e complementari. Prima tappa: che potremmo definire dellidentit personale, la sua natura e la sua strutturazione. Il laboratorio prende spunto da unesercitazione sulla percezione dellidentit. A tutti stato chiesto di definire la propria identit personale attraverso luso di cinque parole-chiave, elencandole successivamente in ordine di priorit. Le parole-chiave da utilizzare possono essere: nomi, soppranomi, verbi, avverbi ecc., parole singole e non frasi. Questo per due motivi, uno di carattere interpretativo - perch durante la discussione tra i partecipanti le parole usate possono essere interpretate e associate ad altre parole simili mettendo in relazione due identit (una persona si descrive come socievole ed un altra amichevole ed entrambi alludono ad un comportamento, ma tendono ad utilizzare termini diversi per descriverlo) -, il secondo, puramente strumentale, riguarda il fatto che in questo modo si tende a richiedere un eguale sforzo a tutti, soprattutto in presenza di stranieri, un elemento che facilita il superamento delle difficolt linguistiche che spesso condizionano il livello di partecipazione. Si danno dei tempi e si procede alla lettura, una per una, delle cinque parole, soffermandosi tutte le 108

volte, quando le parole appaiono simili quanto a contenuto, oppure dando la possibilit ad ogni persona di spiegare (essere interrogato dai propri compagni) il significato che ha inteso dare alla parole usata: ad esempio, ad una persona che indica la parola sole, oppure musica si chiede di spiegare che cosa intenda dire: Vediamo in che modo questa descrizione cos importante per te e com che lhai messa al primo posto". Cos si sottolinea che si tratta di un punto di vista della persona, valido per la stessa, ma diverso per gli altri e occorre ascoltarlo perch lascolto costituisce il primo passo per il riconoscimento della diversit. Questa modalit utilizzata per creare discussione partecipata dove ognuno legittimato dal proprio pensiero. Questo significa creare ed alimentare una serie di posizioni dalle quali vengono fatte osservazioni differenziate, focalizzando lattenzione sui modi con i quali comunichiamo tra noi e sulle intenzioni che ognuno di noi ha in tali comunicazioni. In linea di principio, questo serve come critica alla presunzione che ci sia un solo modo di vedere e descrivere la realt in quanto oggettiva. La metodologia prevede, quindi, lesplorazione esplicita dei limiti e delle implicazioni di ogni posizione, seguita dalla ricerca di interazioni tra idee, descrizioni, pensieri, ecc. Tale approccio si basa sullo sforzo di essere creativi al fine di interpretare in modo differente giudizi convenzionale, un esercizio che si rivela utile per le tappe successive del percorso. In questo modo, vengono spazzate via le supposizioni: che non ci sia una sola valida versione della realt perch linterpretazione soggettiva e che lidentit non una rappresentazione facile, ma complessa, proprio perch soggettiva. E interessante osservare che i 32 partecipanti hanno utilizzato 84 parole diverse per descrivere le proprie identit.

ho capito quanto difficile descrivere la propria identit, e


chi siamo?

ancora di pi decentrarmi per accogliere e comprendere le altre identit...


Testardo; 3 Libri/Lettura; 3 Sport; 4 Curioso; 4 Amici; 3 Italiana; 3 Psicologa; 3 Computer/Internet; 3 Musica; 4 Sensibile; 4 Cibo (pizza, tagliatelle); 4 Donna; 6 Gentile/ Amichevole; 7

Allegro/ felice; 11

mi ha dato modo di approfondire il concetto di identit, di integrazione e di comunicazione tra persone provenienti da culture diverse. Linterpretazioni di questi dati meriterebbe approfondimenti che per economia di spazio vengono qui tralasciati. Seconda tappa: che potremmo definire come lesperienza della diversit (essere stranieri) Lidea quella di verificare i cambiamenti che unidentit subisce se percepita come diversa, registrando le variabili di tipo ambientale, sociale e culturale indotte dalla delocalizzazione. Ai partecipanti viene prospettata limmigrazione in un paese straniero, possibilmente in luoghi dove la diversit culturale appaia loro molto evidente. E utile chiedere ai partecipanti se qualcuno ha fatto dei viaggi allestero per adoperare la sua esperienza, sollecitando la persona a raccontarla ed inducendola ad adoperare come lettura schematica gli stereotipi del caso: ad esempio, vero che l le donne sono cos e gli uomini sono cos? ecc. orientando sulla sua esperienza lattenzione del gruppo. Ovviamente, bisognerebbe fornire elementi descrittivi della realt di destinazione. Si possono utilizzare al riguardo video o filmati brevi. A questo punto, si chiede di nuovo ai partecipanti, con la stessa tecnica delle cinque parolechiave, la descrizione della propria identit da stranieri in quel paese e si riprende lo stesso impianto di discussione. In presenza di stranieri nel gruppo si pu prendere in considerazione di invitarli a candidarsi per fare da guida ai compagni nei rispettivi paesi dorigine, chiedendo loro di fornire informazioni su quelle realt, invertendo i ruoli da straniero ad autoctono. importante 109

Luoghi (mare, montagna); 8

I dati riportati nel grafico (le risposte individuali alla domanda chi siamo?) sono unelaborazione delle parole-chiave raccolte; sono state considerate solo le parole che hanno totalizzato un valore superiore a 3. Se a questi dati vengono associate alcune testimonianze scritte (impressioni raccolte) durante la valutazione del percorso, si possono considerare in modo apprezzabile il risultati sul piano cognitivo:

enfatizzare lascolto delle diverse esperienze che i partecipanti hanno avuto allestero, se ci sono stati, perch questo facilita lesperienza di decentramento che lintero gruppo si prepara a vivere, seppur in termini virtuali, attraverso lesperienza dellimmigrazione. Bisogna, quindi, spostarsi dal racconto dellesperienza (io sono stato nel tale paese) per affrontare la spiegazione di come stata vissuta, affinch si produca una serie di domande poste dal gruppo a questo riguardo. Attraverso questo approccio viene messo in moto il processo di apprendimento del gruppo: lesperienza, la testimonianza diretta sono il preludio necessario per mettere in discussione i meccanismi che producono stereotipi e pregiudizi sulla figura dello straniero. La nozione di decentramento utile per porsi nei panni dellaltro, nel tentativo di far rivedere alle persone i propri pregiudizi, ma altrettanto importante fornire argomenti contestualizzati. La rappresentazione grafica (la mia identit allestero) indica il mutamento che la percezione dellidentit subisce quando si colloca in un contesto di alterit, quando da maggioranza diventa minoranza. interessante osservare che il numero delle parole utilizzate per descrivere lidentit in relazione allalterit converge sui significati, mentre diminuisce il numero delle parole utilizzate. Dalle 84 parole utilizzate nella fase iniziale della descrizione dellidentit, il numero calato a 66 nella seconda fase dove, pur partendo sempre dal s, ci si percepisce in quanto diverso. Questo passaggio particolarmente importante perch crea nei soggetti uninterconnessione con lessere straniero.

la mia identit all'estero

Cristiano/a ; 4 Smarrita; 3 a disagio; 4 Difficolt/fatica; 3 Ottimista; 3 Limite ; 3 Italiana; 3 Attento/accorto; 3 Determinato; 3 Donna; 4 Socievole /comprensiva; 5 Nuovo / cambiamento; 5

Curiosa ; 10

spaventato/incerto; 13

Diversa; 9

Integrazione / adattabilit; 7

Lidea quella di mettere in evidenza come luso che la persona fa dello stereotipo sia intrinseco al suo modo di creare significati, mostrando lorigine "soggettiva" del pregiudizio in questione. A questi dati vengono associate alcune testimonianze scritte dai partecipanti come valutazione di questa seconda tappa: mi colpisce come cambierebbe la percezione di me stessa se fossi immigrata ho capito come si sente una persona che proviene da un altro paese in Italia... 110

stato un nuovo modo di osservare come cambia il mio comportamento secondo la situazione in cui mi trovo e quindi scoprire e soffermarmi sui miei comportamenti scoprendo qualcosa di pi di me stesso

Terza tappa: Che potremmo definire lessere immigrato: e se diventassi immigrato? A questo punto allidentit deve ripensarsi integrata: che fare? Per introdurre il gruppo a questa esercitazione stato visionato un video documentario in cui si alternano quattro testimonianze di persone con un vissuto da migranti, fra cui una ex migrante italiana. Di seguito, prendendo spunto dal video, al gruppo viene posto il tema integrazione sotto forma di compito con la stessa procedura delle cinque parole-chiave: Sei in Marocco (era il paese scelto) dove devi trascorre un periodo pi lungo di quanto ti sei inizialmente proposto (10/20 anni). A che cosa non rinunceresti mai?. Ovviamente, lintenzione, in questo caso, quella di proporre lintegrazione come rinuncia, cos come viene percepita e rappresentata dal punto di vista assimilazionistico, ipotesi abbastanza ricorrente. Porre limmigrazione come esperienza che mette in discussione lidentit pu essere utile per cambiare pregiudizi radicati sugli stranieri e riguardo allintegrazione. Lo scopo dellesercitazione quello di indurre il gruppo a cercare di mantenere un equilibrio tra lesperienza futura (lidentit da stranieri) e lesperienza precedente (lidentit da italiani). Lesperienza a venire muove a partire da strutture precedentemente acquisite che a loro volta cambiano (integrazione) in risposta ai nuovi fattori che si vengono scoprendo. Questo un passaggio centrale per poter essere in grado di valutare le conseguenze pratiche di un modo di 111

comprendere le persone nella loro nuova dimensione sociale. Ad esempio, nel grafico sottostante, primeggia (a partire dalle attribuzioni di valore) la propria cultura e le proprie tradizioni (scelti da 17 persone, pi della met dei partecipanti), seguite dalla libert (scelta da 15 partecipanti); prendere seriamente la relazione fra questi due valori ed imparare a riconoscerli anche agli stranieri (qui da noi) autorizza a pensare che non possiamo chiedere agli immigrati di fare rinunce alle quali noi per primi non saremmo disponibili. Questa tappa si rivelata una modalit utile a creare quella distanza psicologica-emozionale praticabile tra la persona e i suoi pregiudizi. Ancora pi evidente, nella lettura delle parole chiave il cambiamento indotto dal considerarsi minoranza in un paese straniero, al punto che la forbice descrittiva delle stesse parole si riduce cos come il numero adoperato. Si partiti da 84 parole per descrivere lidentit, si passati a 66 per descrivere la diversit e scesi a 27 per descrivere il sentirsi immigrato.

le rinuncie impossibili

avrei molte difficolt ad inserirmi in quanto sono molto legata allItalia e a tutto ci che caratterizza il mio mondo. so che non rinuncerei mai a: libert, religione, modo di

Tecnologia; 3 Amici/affetti; 4

Religione; 7

vestire.
Libert; 15 Cultura/Tradizioni ; 17

ho capito che alla fine non siamo poi cos diversi, fossimo in un contesto diverso a noi forse mancherebbero le stesse cose e avremmo le stesse paure

Famiglia; 12

Lingua (italiana; 7

.cercherei di adattarmi... senza rinunciare mai allItalia, alla lingua e soprattutto alle mie tradizioni e credenze.

Cibo proprio; 7

Carattere/personalit ; 8

Considerazioni conclusive
Non la prima volta che conduco questo tipo di percorso. In questo scritto ho cercato di fornire indicazioni sullapproccio metodologico. Tuttavia, credo sia opportuno segnalare la centralit della figura delleducatore interculturale di cui si avverte il bisogno cos come, e soprattutto, di strumenti didattici operativi. In conclusione vorrei proporre ancora qualche impressione da parte dei partecipanti, perch nel mio lavoro sono proprio queste riflessioni a costituire unutile forma di giudizio immediato sui percorsi educativi come quello che ho illustrato in queste pagine: E stato molto interessante, sono stati proposti diversi argomenti che ci hanno fatto ragionare in modo molto intenso; abbiamo messo in gioco noi stessi e ci siamo messi alla prova. 112

Anche in questo caso le impressioni, possono essere utilizzate per avere un giudizio sul percorso. lemozione pi forte stata provare nostalgia.attaccamento alle proprie radici. la cosa pi difficile se io fossi un immigrato sarebbe mantenere la identit culturale e personale riuscendo contemporaneamente a integrarmi....

a mio avviso stato molto interessante in qualit di Riferimenti bibliografici strumento per avvicinarci a culture straniere, in particolar modo Kristeva J., Stranieri a s stessi, Feltrinelli, Milano, 1990 grazie alla testimonianza di emigrati, con dietro alle spalle, una vera e soprattutto ardua decisione: quella di lasciare cose care a casa propria per voltare pagina in un altro paese, molto diverso da quello nativo. Grazie a questa esperienza ho potuto capire cosa provano le persone che arrivano in Italia come immigrati; credo che questo sia molto utile per rapportarsi con loro. ...sono riuscito a comprendere meglio ci che un immigrato prova, quando lascia il suo paese stato davvero interessante perch mi ha permesso di approfondire il tema dellimmigrazione e soprattutto di calarmi e simularmi immigrata, aiutandomi a percepire le sue sensazioni, i suoi dubbi timori e le aspettative. Adil El Marouakhi

113

114

115

116

BILANCIO di ATTIVITA Anno 2006

DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE Unita Operativa di Psicologia Clinica Resp. Dott.ssa Deliana Bertani Pad. Tanzi Via Amendola 2 42100 Reggio Emilia Tel. 0522 335533

a cura di Susanna Cagossi Deliana Bertani

GANCIO ORIGINALE attivit di volontariato giovanile

Anche questanno non possiamo che iniziare il bilancio delle attivit sottolineando la positiva collaborazione con la scuola , sono arrivate nuove richieste da parte di Istituti comprensivi e Istituti Superiori per lattivazione di nuovi Work shop , Stanze di Dante, Sportelli di Free Student Box e progetti di intercultura. Ogni anno il rapporto con la Scuola continua a modificarsi e a spingere il nostro agire verso rimodellamenti e soluzioni il pi possibile adeguati alle nuove esigenze e ai nuovi bisogni del mondo giovanile ( quello studentesco almeno per ora)..

Le Novit dellanno
AMICI DI GANCIO ORIGINALE In marzo nata lassociazione di promozione sociale Amici di Gancio Originale. Lassociazione volta a promuovere e a valorizzare le propensioni dei giovani allimpegno sociale e alla cura, affinandole con appropriate attivit di animazione e di formazione rivolte sia ai giovani sia allecosistema adulto che ruota intorno ad essi: genitori, insegnanti, educatori, social Worker. CORSO PER MEDIATORI INTERCULTURALI 117

Sulla base dei bisogni evidenziati nella collaborazione con le scuole a maggio stato promosso un Corso per mediatori interculturali, formati nello specifico sulle problematiche dellet evolutiva. Il corso stato approvato dalla Provincia, cofinanziato dallUnione Europea e realizzato da CESVIP in collaborazione con gancio Originale e LAssociazione Amici di Gancio originale. Le domande pervenute sono state 58. Nel mese di ottobre sono stati selezionati 18 giovani stranieri e italiani che concluderanno il Corso a giugno 2007 e otterranno la qualifica regionale di mediatore interculturale. LA GABELLA Allinizio dellanno iniziata una utile collaborazione per la Nascita del Progetto Gabella , i peer consuellors degli sportelli FSB, nella giornata del Peer-day il 23 febbraio, hanno lavorato sullutilizzo dello spazio Gabella messo a disposizione dal Comune e sulla progettazione di materiale informativo rivolto ai giovani. Dopo linaugurazione della gabella sono stati realizzati due Strolganci per facilitare la visibilit del progetto ai pi giovani, agli studenti delle Scuole superiori. ATUXTU A maggio 2006 ha iniziato la sua attivit lo Sportello Ascolta Informa Atuxtu. Lobiettivo fondante del progetto e quello di essere un punto di riferimento allinterno del Comune di Reggio per tutti gli adolescenti e per chi si occupa di loro. Nel front - office dello spazio presente un giovane Psicologo in contatto continuo con la rete sociale e dei Servizi dellAUSL per mettere a disposizione quando necessario un back-office di proposte diversificate e specifiche.

Si sono consolidate le esperienze:


STROLGANCIO : laboratori itineranti, Sono piccole officine atelier aperte per un pomeriggio dentro le Scuole Superiori o in altri luoghi frequentatati da giovani, dove i volontari e i loro amici si incontrano per strologare delle idee e realizzarle in manufatti Gli obiettivi di questa nuova attivit sono molteplici: - insegnare ai volontari cosa poter fare allinterno dei workshop con i ragazzini raggiungere quei ragazzi che non riusciamo ad agganciare come volontari (quelli che solo con la parola non riusciamo a coinvolgere nei progetti) - favorire processi di scambio ,di conoscenza di visibilit - costruire luoghi che potrebbero anche facilitare laccesso al FREE STUDENT BOX. - Promuovere luoghi per fare insieme delle cose in unottica di benessere ,di prevenzione ,di socializzazione ,di ascolto ,di promozione. - Dare ai giovani la possibilit di mettere a disposizione le loro competenze sul fare, condividendole con altri IL 24 febbraio STROLGANCIO si tenuto al Liceo socio- psicopedagogico M. di Canossa , nel polo scolastico di Via Makall, il 12 maggio e il 15 dicembre alla Gabella con cui iniziata una interessante collaborazione. Circa 50 ragazzi hanno partecipato ogni volta a queste iniziative, riportando soddisfazione, nuove richieste e proposte di attivit.

118

PROGETTI DI VOLONTARIO

SERVIZIO

CIVILE

Dal settembre 2005 a settembre 2006 abbiamo avuto 4 volontari in Servizio civile di cui 3 Psicologhe che gi avevano fatto esperienza nei progetti di Gancio originale e un giovane ventitreenne, ex volontario di Gancio dalla III superiore. Lesperienza di questi giovani ha arricchito moltissimo i vari progetti e le attivit messe in campo. A giugno e stata fatta la selezione per il nuovo progetto 2006-2007. Hanno presentato domanda 8 giovani di cui 4 selezionati sul progetto di gancio e altri 4 coinvolti in altri progetti aziendali su posti rimasti vacanti. Sono entrate in servizio due giovani Psicologhe , una laureanda in Scienze della riabilitazione Psichiatrica e una laureanda in Scienze dellEducazione. A ottobre Gancio ha presentato un nuovo progetto per 8 volontari in servizio civile: UN GANCIOTANTI GANCI :percorsi di accompagnamento e tutoring nel volontariato giovanile. FREE STUDENT BOX Pensato a Marola nel 2003 , era partito con due sole scuole (BUS e TRICOLORE), successivamente ha aperto 6 sportelli nellanno scolastico 2004/2005 (BUS,IPSIA LOMBARDINI,TRICOLORE,SCARUFFI/LEVI,MORO) passato a 8 nellanno scolastico 2005/2006(FILIPPO RE e ZANELLI). Nel 2006 si sono aggiunti il Don Zeffirino Iodi, il Liceo Ariosto e il liceo Spallanzani e nel Distetto di Castelnovo Monti LIstituto comprensivo Cattaneo e lIstituto Motti, portando complessivamente a 13 gli sportelli.

Nel 2006 i risultati sono stati buonissimi. gli accessi: 516 studenti; 134 insegnanti ; 88 genitori. Il sito www.freestudentbox.it N. 21 accessi durante questanno scolastico per domanda di counselling on line (contro i 23 dellanno scolastico scorso) 85.058 visite alle pagine del nostro sito web fra il giugno del 2005 e il 31 maggio scorso: (contro le 15.403 dellanno scolastico scorso) allinterno delle quali ci piace porre in evidenza le 21.376 visite ai nostri due blog.

Eventi e collaborazioni
MONDI LONTANISSIMI , DAR VOCE Partecipazione per il settimo anno consecutivo alliniziativa Mondi Lontanissimi organizzata da Dar Voce I ragazzi hanno scelto prevalentemente come attivit di stage un Work Shop per altro partito a fine febbraio in coincidenza col progetto , condividendo pienamente lesperienza dei volontari di Gancio . A novembre , con alcuni giovani volontari abbiamo collaborato mediante interviste , alla ricerca condotta da Dar voce, dal titolo Tra nuovo e vecchio volontariato Il 25 maggio c stata la tradizionale festa di Gancio al Moro per la chiusura delle attivit con le scuole.

119

La STANZA DI DANTE dellIPSIA LOMBARDINI ha incontrato la DELEGAZIONE di CHISINAU dalla MOLDOVA Abbiamo collaborato con Reggio nel mondo Comune di RE, per facilitare lincontro della Delegazione con alcuni ragazzi giovani volontari di gancio provenienti dalla Moldova , si presentato il progetto Stanza di Dante e raccontato come questi ragazzi vivono oggi a Reggio

Youth and volunteering in Europe il nome del progetto di scambio culturale tra i giovani dEuropa. Da Reggio sono stati in 11 a partire per una settimana di incontri di approfondimento a Girona in Spagna, e tra loro anche Fabrizio e Marianna, volontari di Gancio Originale. Il gruppo Reggiano ,composto da giovani tutti universitari, di cui 2 di nazionalit egiziana, in rappresentanza di una serie di attivit di volontariato che si svolgono da anni a RE , ha avuto la possibilit di confrontare le proprie esperienze con quelle di Girona.

GANCIO A TELEREGGIO Ad aprile e novembre sono stati presentati a Telereggio i progetti dellAUSL rivolti ai giovani nellottica culturale e progettuale dell Adolescenza come risorsa A bordo on board ACCOMPAGNATORI VOLONTARI SUGLI SCUOLABUS In viaggio con la mente: durante il percorso scuolacasa come fare i conti con lesuberanza e la giocosit dei preadolescenti e degli adolescenti di oggi? Come reagire ? Cosa fare? Perch? Da settembre 2006 Reggio Children, con i comuni di Bagnolo in Piano e di Quattro Castella, con la collaborazione del Servizio di psicologia clinica dellAusl di RE, dellassociazione Amici di Gancio Originale , di Til e della Provincia di RE, ha promosso e valorizzato il coinvolgimento di giovani e di adulti in un progetto di volontariato socio-educativo a favore di bambini e adolescenti che usufruiscono dei trasporti scolastici. Obiettivo del progetto promuovere forme di volontariato e qualificare il Servizio di trasporto scolastico Provinciale. I VOLONTARI DI GANCIO IN TRASFERTA A GIRONA

GANCIO Originale e lUniversit


La Dott.ssa AGNESE FERRARI , ex volontaria civile e collaboratrice di Gancio,si laureata c/o lUniversit di BOLOGNA in Scienze dellEducazione con la tesi di Laurea Un modello di Accoglienza per i ragazzi immigrati nelle Scuole: ritrovarsi nelle Stanze di Dante La Dott.ssa FRANCESCA VACONDIO, volontaria di gancio Originale ha conseguito la Laurea triennale in psicologia, con la tesi di laurea Limmagine corporea in ambito sportivo Da novembre in atto una collaborazione con la Facolt di Scienze della formazione, Corso di laurea della formazione Primaria dell Universit di Modena e Reggio e con LAssociazione Amici di Gancio per strutturare Tirocini allinterno delle Scuole e attivit di Gancio Originale (Work shop e laboratori linguistici)

120

Formazione
AI GIOVANI VOLONTARI I giovani volontari dei vari istituti Superiori sono stati coinvolti in incontri di riflessione e verifica /accompagnamento in itinere, effettuati in orario scolastico,a gennaio/febbraio e ad aprile/ maggio , condotti da operatori dello Staff di Gancio insieme agli insegnanti referenti delle varie scuole. Gli incontri sono stati mirati a rilevare i punti forti e le criticit dellesperienza in campo, le fatiche e le gratificazioni sperimentate nellassunzione di ruoli adulti nei confronti dei pi piccoli. AI GIOVANI COORDINATORI /CONDUTTORI DEI W.S. stata offerta : FORMAZIONE/SUPERVISIONE mensile con il dott. Dino Angelini O Dott.ssa Bertani Deliana INCONTRI MENSILI DI ACCOMPAGNAMENTO nello Staff, valutazione dellesperienza in corso , analisi delle criticit , riprogettazione in relazione a nuovi bisogni, individuazione di tematiche specifiche da approfondire in incontri ad hoc. FORMAZIONE con Dott.ssa Tirelli Francesca, Dott.ssa Montanari Patrizia e Dott.ssa Marchi Linda su I tempi di gancio nella scuola ( accompagnamento dei referenti Scolastici, formazione dei gruppi di ragazzi,accompagnamento volontari, conduzione dei WS.) 9 SEMINARIO A MAROLA : I TEMPI NEI LUOGHI, le ricorrenze e le feste dellanno nelle varie culture Uno dei laboratori si incentrato su unesperienza di educazione interculturale concepita come approccio costruttivista per la riduzione del pregiudizio. Gli altri Laboratori hanno coinvolto i Volontari e i giovani peer dei FSB nei laboratori di Danze etniche, Giochi di gruppo collegati alle stagioni, Strolgancio. 121

Al percorso formativo dei ragazzi si affiancato un lavoro di riflessione progettazione per i grandi che ha coinvolto lo Staff di Gancio e del FSB, Presidi e Insegnanti referenti delle varie Scuole / Istituti, Operatori dellOPEN G, collaboratori delle reti , Gabella ecc..

Pubblicazioni
Luglio 9 ANNUARIO 2005/2006 di Gancio Originale Ottobre REPORT del 9 Seminario A MAROLA Giugno /luglio :di Angelini L. Bertani D. FREE STUDENT BOX Sportelli e reti di consuelling nelle scuole della provincia di Reggi E. in ANIMAZIONE SOCIALE n 6/7

Convegni
A febbraio partecipazione al convegno di Piombino organizzato dalla Ausl di Livorno sulle attivit di prevenzione rivolte ai giovani A ottobre partecipazione al Convegno di Orbetello organizzato dall AUSL di Grosseto sugli Spazi Giovani A dicembre partecipazione al convegno svoltosi a Ferrara Giovanial Timone protagonisti a Scuola stata presentatala relazione: Volontariato scuola di responsabilit , lesperienza di Gancio originale

Consulenze
In maggio gli Operatori del Consultorio Giovani dellAUSL di Bergamo hanno chiesto una consulenza per conoscere e comprendere il senso del nostro progetto, gli orientamenti , i processi metodologici con lobiettivo di strutturare attivit

analoghe nel loro territorio volte alla prevenzione del disagio giovanile e allintegrazione.

Dati al giugno 2006: Nelle 25 sedi scolastiche sono stati realizzati 36 workshop ( in alcune scuole lattivit proposta per due pomeriggi o allo stesso gruppo di bambini /ragazzi o a due gruppi diversi a seconda dei bisogni) Sono stati seguiti 315 bambini ( di cui i minori immigrati sono 110 )

Attivit di gruppo Workshop anno 2006


La stanza di Dante, continua ad essere un laboratorio molto interessante di incontri , contaminazioni e coniugazioni fra ragazzi provenienti da diversi paesi, diverse culture ed esperienze Va ricordato che nel 2004 c stata unesplosione di disponibilit al volontariato fra i ragazzi immigrati delle scuole superiori con le quali lavoriamo. Infatti anche in scuole diverse dalla loro, elementari e medie, questi ragazzi ci hanno dato un grosso aiuto. Dal 2005 raccogliamo i frutti di queste richieste nel senso che i ragazzi che hanno usufruito della Stanza di Dante come utenti negli anni passati, sono diventati volontari per aiutare loro compagni ricevendo e producendo molte gratificazioni e rinforzi. Da questanno sono sensibilmente aumentate le richieste di laboratori linguistici anche nelle Scuole elementari e medie, da qui nata lesigenza di preparare educatori interculturali formati per affrontare le problematiche che sempre pi richiedono approcci innovativi da costruire allinterno dei processi scolastici. Il Corso per mediatore interculturale gi menzionato va proprio in questo senso.

7 Workshop La Stanza di Dante : Scaruffi /Levi, Don Z. Iodi, Filippo Re, Ipsia Lombardini, Media Pascoli di Cadelbosco ,Media Leonardo da Vinci, Scuola elementare di Bagnolo. ( per 9 pomeriggi complessivi) 9 workshop in scuola media inferiore: Rivalta, Dalla Chiesa, Aosta, Fontanesi, Pertini Lepido ,Fermi /Manzoni, Massenzatico, Galileo Galilei (per 14 pomeriggi complessivi ) 2 workshop in Scuola Superiore rivolti a ragazzi di Scuola media : Liceo Moro e Bus accolgono in workshop interni ragazzi della Scuola Media Fermi Manzoni ( per 4 pomeriggi)

7 workshop nella scuola elementare: S.G.Bosco ,Don Milani , Scuola elementare di Montecavolo Scuola elementare C Bianca, Scuola elementare di Massenzatico, Scuola Elementare di Gavassa Scuola elementare di Rivalta in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e il COMITATO PER UNA COMUNITA EDUCANTE. ( per 9 pomeriggi )

122

37 volontari hanno seguito individualmente o in strutture e progetti dellAusl bambini/ragazzini disabili o a rischio e adulti con gravi disabilit progetti con NPI: Simonini ,Ateliers , progetti individuali Progetti con settore Handicap Adulto : Busetti e Centro Damiel Polifunzionale, Attivit di Extra time Progetti con centri di Salute Mentale : squadra di calcio, pallavoloScuolette Progetti con Associazione basket per disabili.

VOLONTARI MAGGIORENNI : 67 iscritti a giugno 2006 Abbiamo verificato negli ultimi mesi del 2005, da una parte nuovi ingressi e disponibilit , dallaltra molti abbandoni di attivit nel 2 semestre da settembre, dovuti a nuovi impegni lavorativi, di studio e famigliari. Potrebbe essere interessante orientare i volontari che non riescono pi a svolgere attivit nellorario pomeridiano, verso altri progetti di volontariato come i SAP , ormai presenti in tutti i Comuni, con i loro progetti di tempo libero rivolti a persone disabili adulte. Monte ore complessivo dei volontari nelle attivit di gancio

A settembre si sono aggiunti nuovi ambiti di collaborazione : Coop. GIRASOLE, CEP di VEZZANO, CEP Castelnovo Sotto.

originale: 14490 Sensibilizzazione promozione ottobre novembre 2006 Abbiamo incontrato 70 classi (III superiori) . Sono stati sensibilizzati circa 1600 studenti Abbiamo raccolto 378 disponibilit Protocolli con le scuole medie superiori e inferiori VOLONTARI MINORENNI aggiunti 130 : 341 ( a cui si vanno Entro dicembre 2005 sono stati firmati 11 protocolli con le Scuole Superiori 13 protocolli con le Scuole Medie/elementari. A dicembre stato inviato a tutti i Dirigenti Scolastici e agli insegnanti referenti lAnnuario di Gancio e il Report ullattivit svolta a Marola nel seminario formativo di settembre. Considerazioni conclusive Ci preme sottolineare che lattivit di Gancio sta diffondendosi oltre il Distretto di Reggio. 123 peer negli sportelli del FREE molti dei quali

Volontari in attivit:situazione al giugno 2006

continuano anche lattivit di Gancio) PROVENIENTI DALLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI: Liceo Moro ,Bus Pascal , Scaruffi- Levi, ITAS-Tricolore , Magistrali , Zanelli, Ipsia Lombardini, Ipsia Galvani, Chierici, Iti, Filippo Re, Liceo Ariosto-Spallanzani, Iodi, DArzo ( montecchio), Motti

A settembre il Servizio di NPI di Correggio ha chiesto collaborazione per laffiancamento di volontari alle nuove attivit di atelier per disabili . Gancio sta inoltre collaborando, per alcuni progetti individuali, con la di NPI di Scandiano.

Reggio Emilia 24 Febbraio 2007

124

125

126

127

128

16/9/2006 Gazzetta di Reggio

129

130

03/10/06 Gazzetta di Reggio

131

29/10/06 Gazzetta di Reggio

132

133

06/12/06 Gazzetta di Reggio

134

11/01/07 Gazzetta di Reggio

135

12/2/07 Gazzetta di Reggio

136

137

138

18/2/07 Gazzetta di Reggio

139

da: www.portalegiovani.it 140

141

142

Qui Bagnolo, n^ 2 - Aprile 2007

143

144

145

29/04/07 Gazzetta di Reggio 146

147

148

149

150

18/5/07

151

152

153

154

25/5/07 Gazzetta di Reggio

155

25/5/07 Gazzetta di Reggio

156

157

158

159

160

161

162

163