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Schema complessivo Rivoluzione francese Crisi dell'ancien rgime economica: lo sviluppo del sistema economico in senso borghese e capitalistico

o richiede riforme di tipo liberistico in contrasto con le strutture economiche dell'ancien rgime, caratterizzate da persistenze semifeudali finanziaria dello Stato: le guerre sostenute hanno prosciugato le casse statali, mentre l'iniqua distribuzione delle imposte rende insufficiente il gettito fiscale politica: la corona screditata; il persistente attaccamento ai propri privilegi dell'aristocrazia e della nobilt provinciale in contrasto con la moderata azione riformatrice del re; la borghesia rivendica un diritto di rappresentanza sociale: la rigida divisione in ceti sempre pi in contrasto con la realt della societ francese; profondo il malcontento della piccola borghesia e della massa di salariati e popolani nelle citt, e dei contadini nelle campagne culturale: la diffusione della cultura liberale e illuministica nei decenni precedenti ha creato in vasti strati una crescente aspirazione a riformare e razionalizzare la vita economica e politica della Francia I fase La crisi dell'ancien rgime porta alla convocazione degli Stati generali, ma in tale occasione le tensioni tra le varie tendenze esplodono A livello istituzionale, si sviluppa una saldatura fra le richieste del Terzo stato e le easpirazioni riformatrici di parte della nobilt progressista e della maggioranza del basso clero. Ci si traduce in una spinta riformatrice che intende costituzionalizzare la monarchia modernizzare e liberalizzare la vita economica modernizzare e razionalizzare l'amministrazione laicizzare lo Stato abolire o almeno ridurre i privilegi pi odiosi del ceto nobiliare Il re, che pure intendeva introdurre qualche riforma di tipo fiscale per risolvere la crisi finanziaria, ritiene troppo radicali queste richieste e vi si oppone, rinsaldando il proprio legame con la parte pi reazionaria dell'aristocrazia, ostile ad ogni riforma in quanto avrebbe minacciato il proprio privilegio La lotta per le riforme condotta in seno alle istituzioni si salda temporaneamente con il malcontento popolare dei popolani di citt (inflazione, carovita) e dei contadini (sfruttamento, fame di terra), che provocher episodi di violenza di massa. Ci, insieme con la doppiezza assunta dal re, far assumere all'intero movimento posizioni pi radicali. Il dibattito politico procede su pi livelli: su quello istituzionale, all'interno dell'Assemblea nazionale costituente e in seno alla Municipalit rivoluzionaria di Parigi, con toni tutto sommato moderati; nei clubs, in cui si sviluppano le posizioni pi varie; all'interno delle organizzazioni piccolo-borghesi e popolari urbane dei sanculotti, che esprimono proprie milizie armate Vengono introdotte le prime riforme (decreti antifeudali, Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, Costituzione civile del clero, espropriazione dei beni della Chiesa), che condurranno alla Costituzione liberale del 1791 Nella societ e nell'Assemblea legislativa si apre il contrasto tra quanti considerano esaurito il processo di trasformazione, e quanti ritengono che si debba spingere pi a fondo il corso della rivoluzione II fase La guerra con l'Austria e la Prussia fa esplodere queste tensioni, provocando scissioni e contrasti radicali. La minaccia esterna provoca un deciso slittamento in senso radicale della rivoluzione: ormai fuori gioco i monarchici costituzionali, la Convenzione proclama la repubblica e il re viene processato e ghigliottinato, ma lo stesso schieramento repubblicano viene scosso dai contrasti fra Girondini moderati e Giacobini radicali (che dominano la Municipalit parigina e contano sul crescente appoggio dei sanculotti) L'estensione della coalizione antifrancese, le sconfitte militari e l'esplosione di rivolte interne radicalizzano ulteriormente la situazione: cominciano i massacri dei prigionieri politici, l'ordine interno affidato a tribunali sommari. Il potere si concentra in nuove istituzioni controllate da Giacobini e Cordiglieri: il Comitato di salute pubblica, il Tribunale rivoluzionario. Ritenendo di essere abbastanza forti per conquistare il potere e accelerare la rivoluzione, i Giacobini organizzano un colpo di Stato appoggiati dai sanculotti e arrestano i capi girondini. Il proposito di modificare in senso pi radicalmente democratico le istituzioni esistenti si traduce in una nuova Costituzione (anno I) in cui

vengono esplicitamente accolti principi democratici come il suffragio universale e il diritto al lavoro e all'assistenza in linea con le istanze popolari, ma la cui attuazione rinviata alla fine della guerra L'ossessione della difesa della rivoluzione contro la minaccia interna ed esterna induce i Giacobini a scatenare un clima di repressione e di violenza (Terrore) e a varare misure che, accogliendo esplicitamente le richieste dei loro alleati sanculotti, limitano la propriet privata e la libert economica. Si creano tensioni interne al gruppo dominante: alcuni vorrebbero limitare l'uso della violenza e ripristinare la libert economica (gli "indulgenti"), altri aspirano a introdurre una totale uguaglianza economica e a condurre a fondo una campagna di scristianizzazione della Francia (gli "arrabbiati", molti capi sanculotti); Robespierre e i suoi collaboratori fanno arrestare e ghigliottinare gli uni e gli altri. L'inutilit di mantenere il terrore di fronte alle recenti vittorie militari e alla repressione delle rivolte interne, la durezza della dittatura di fatto esercitata dal Comitato di salute pubblica, lo scontento dei sanculotti per l'esecuzione dei loro capi e l'introduzione del calmiere sui salari, il rifiuto della politica religiosa giacobina si saldano con l'ostilit della maggioranza dei deputati della Convenzione sopravvissuti alle purghe giacobine: un nuovo colpo di Stato rovescia Robespierre e i suoi collaboratori e li fa giustiziare. La rivoluzione riprende il corso liberale e sostanzialmente borghese-moderato seguito prima dell'avvento al potere dei Giacobini: dopo aver ripristinato la piena libert d'iniziativa economica e smantellato il controllo centralizzato dell'economia introdotto dai Giacobini, la Convenzione vara una nuova Costituzione (anno III) che, pur conservando l'ordinamento repubblicano, abolisce i principi democratici introdotti da quella precedente e ripristina la posizione di preminenza politica e sociale delle classi proprietarie