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Introduzione allecogeografia Gli ecosistemi urbani

Gli ecosistemi urbani

Sin dalle sue origini la citt ha rappresentato una delle pi significative forme di insediamento ed stata una delle grandi cesure nellevoluzione storica. Oggi la citt diventata lorizzonte di vita di pi della met della popolazione del Mondo.
Le specificit della citt

Come definire una citt? Una citt un ambiente costruito, una forma architettonica, un insediamento caratterizzato da alte densit. Il principio di concentrazione ha caratterizzato fin dalle loro origini i centri urbani. Le economie di agglomerazione indotte dalle specificit della citt hanno permesso di annullare la tirannia della distanza (Paul Bairoch). La concentrazione ha infatti favorito le interazioni tra gli uomini e ha permesso di ottimizzare gli scambi e la circolazione dell'informazione. Alla concentrazione si accompagnata la verticalizzazione, soluzione ad esempio adottata dalle citt europee quando queste ancora erano costrette allinterno di rigide cinte murarie e via via poi sperimentata anche dalla citt americana della fine del diciannovesimo e del ventesimo secolo per ottimizzare la rendita fondiaria. La figura della dispersione si imposta pi recentemente ma rapidamente divenuta la maggior caratteristica degli spazi urbani contemporanei. Malgrado le diseconomie che ora stanno apparendo, la citt stata a lungo una forma di insediamento vantaggiosa e di successo. Luogo di trasformazione e di consumo, la citt si sviluppata in stretta relazione con le campagne circostanti divenute regioni di supporto dei nuovi centri urbani. Una strozzatura indotta dalla quantit della produzione di cibo delle regioni rurali, per lungo tempo, ha limitato le dimensioni dei centri urbani. Ma oggi, che l'ambiente esterno delle citt l'intero pianeta, sono venuti a mancare molti dei limiti alla crescita dimensionale dei centri urbani.

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Le origini della citt

Per discutere dellorigine della citt occorre ricordare i criteri che ci permettono di distinguere un insediamento urbano da altri centri. Si tratta della presenza di un artigianato a tempo pieno, di una specializzazione in alcune particolari attivit, dellesistenza di fortificazioni e mura, della presenza di dimensioni e densit elevate, e ancora di alcune caratteristiche architettoniche come case in materiale duro e stabile, presenza di strade, stabilit nel tempo. Non sempre i pi antichi insediamenti conosciuti sono riconoscibili come vere citt. Alcuni sono considerati come forme di proto-urbanizzazione. Si tratta dei centri di Catal Hyk, sullaltopiano anatolico (4.500-3.600 a.C.) o di Gerico, in Palestina (5.800-4.850 a.C.). La citt ha unorigine policentrica e il fenomeno sembra nascere in quattro differenti vallate. Possediamo prove specifiche dellesistenza di forme urbane risalenti al 3.000-2.500 a.C. in parecchi siti della Valle del Tigri e dellEufrate: Uruk (probabilmente il caso pi antico, 3.500-3.000 a.C., popolazione indicativa di 50.000 ab), Ur (20.000-30.000 abitanti nel 2700 a.C.). A questi si aggiungono Baghdad (80.000 ab), Eridu, Lagash, Nippur, ma pure i centri della Valle del Nilo, quelli situati lungo il sistema fluviale dellIndo (India occidentale, Pakistan) o lungo la valle del fiume Giallo (Cina settentrionale). Di ispirazione marxista e proposto dal paleoetnologo britannico Gordon Childe negli anni quaranta del Novecento, il concetto di rivoluzione urbana si basa sullidea di accumulazione primaria e di eccedenza. Per Childe la nascita della citt costituirebbe lo stadio finale di un processo di crescita della produzione agricola favorito dalla presenza dellirrigazione. Prima opera di piccoli villaggi, poi generalizzatasi, lirrigazione avrebbe facilitato un notevole incremento delle rese e quindi la presenza di importanti eccedenze che vengono depositate nella struttura pi importante, il palazzo. Con la citt poi arrivata una importante forma di divisione del lavoro (da una parte artigiani, tagliatori di pietre, fabbri, e dallaltra categorie dominanti quali quella degli scribi, i sacerdoti, ecc.), il controllo dei prelievi e lorganizzazione, quindi lo Stato e la scrittura. Invertendo la logica di Gordon Gilde, Jane Jacob ritiene che la citt sia stata la forza motrice dello sviluppo agricolo. Lipotesi di Jacob formulata nel suo libro The economy of cities (1969) mette laccento sul

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commercio e lo scambio. Unultima ipotesi, collega le origini della citt alla presenza dei centri di potere regale o sacerdotale.
La citt come oggetto di ricerca nelle scienze umane

Necessit storica per Leonardo Benevolo, trasformatore elettrico Fernand Braudel, luogo della massimizzazione dei rapporti sociali Paul Claval, queste sono alcune immagini di quella specifica condizione geografica che la citt. Le scienze umane hanno profuso numerosi sforzi per rappresentare e studiare adeguatamente questo fenomeno. Gli storici si sono chinati sulle cause dellurbanizzazione. Autori divenuti classici quali Henri Pirenne, profondo conoscitore della citt medioevale, o Paul Bairoch, studioso della storia dello sviluppo economico, si sono preoccupati di comprendere le origini e levoluzione della citt. Gli studiosi di sociologia, da parte loro, hanno cercato di interpretare le interazioni tra i soggetti sociali allinterno degli spazi urbani. Allinizio del Novecento Max Weber si era occupato di valutare lintroduzione del mondo capitalistico nella societ agraria e le trasformazioni del lavoro indagando cos su una crisi sociale di lunga durata e il disegnarsi di profondi squilibri territoriali. I sociologi di Chicago Park, Burgess e McKenzie diedero avvio a una nuova disciplina, lecologia urbana. Per analogia con alcune nozioni provenienti citt1. Il tema dellurbano entr nellorizzonte dei geografi con un certo ritardo. Interessati allo studio dei paesaggi rurali, essi ritenevano che la nozione di citt fosse sufficientemente chiara da non richiedere particolari approfondimenti. Quando questa entr nel loro campo di interessi, questi iniziarono a considerare il sito e la situazione degli insediamenti. Con la nozione di sito essi intendevano evidenziare le specifiche condizioni fisiche ed ecologiche del luogo sul quale sorgeva la localit, mentre con situazione desideravano sottolineare linsieme delle relazioni che un centro urbano intratteneva con altri luoghi allinterno di uno specifico dalle discipline ecologiche (quali successione e

competizione), avevano rappresentato lorganizzazione sociale della

Ad un centro dai caratteri commerciali, si affiancava una zona di transizione occupata da imprese commerciali e piccole industrie (ma anche dai quartieri di immigrazione quali Chinatown, il ghetto ebraico occupato dagli immigrati provenienti dalla Germania, Little Sicily), da unarea abitata da operai dellindustria sfuggiti dallarea di deterioramento, unarea di edifici e appartamenti pi lussuosi e infine la zona abitata da pendolari suburbani.
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sistema di comunicazione. Anche i piani delle citt furono studiati con una certa assiduit definendone le diverse tipologie. I loro studi non mancarono di suscitare un certo interesse presso gli urbanisti. Erano comunque le specificit di ogni singolo centro a incuriosire i geografi. La geografia inizi poi a interessarsi alle analisi funzionali. Le citt vennero considerate city saving quando le loro funzioni erano soprattutto legate alla soddisfazione dei bisogni interni (attivit secondarie), o city forming se caratterizzate dalle esportazioni (attivit di base). Anche se con un certo ritardo rispetto al momento in cui venne proposta, la rappresentazione che ebbe maggior successo fu messa a disposizione dal geografo tedesco Walter Christaller. Le sue osservazioni sui sistemi urbani, nate casualmente osservando le pagine di un atlante in cui si poteva osservare la regolarit della disposizione delle citt della Germania meridionale, lo indussero a formulare la sua teoria delle localit centrali (1933). Alle specificit del singolo centro urbano venivano ora preferite le regolarit e la ricerca di ipotetiche leggi dello spazio geografico.
La citt come ecosistema

Non siamo abituati a considerare la citt come un ecosistema e, quando tentiamo di pensarla in questi termini vediamo probabilmente spazi verdi, oppure la natura in citt. Ma, proprio come un ecosistema, la citt ha un suo metabolismo e il mantenimento del suo equilibrio richiede energia e materia proveniente dagli ecosistemi esterni alla citt. La citt un ecosistema eterotrofo, vale a dire un ecosistema che per mantenere il proprio sviluppo consuma nutrienti e composti organici. Quali sono le entrate, gli input, nel sistema urbano?

Ci sono le materie prime necessarie per il sostentamento della citt e dei processi produttivi.

Sistema dissipativo, la citt consuma molta energia fornita soprattutto da combustibili fossili.

Risorse alimentari provenienti dagli agroecosistemi esterni per il sostentamento dei cittadini.

Utilizza grandi quantitativi di acqua per il consumo dei cittadini e per i processi produttivi.

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E quali sono le uscite, gli output? -

Sono innanzitutto rifiuti solidi provenienti dai processi produttivi e dal consumo delle economie domestiche.

La citt modifica il ciclo dellacqua, trasforma acque chiare in acque luride.

I processi industriali e le economie domestiche originano importanti forme di inquinamento atmosferico e nelle citt sono presenti in quantitativi superiori ossido di carbonio (CO), biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2), ozono (O3), particelle sospese nellaria (particolato).

La citt emette anche rumore, una strada urbana trafficata per esempio origina 80-90 decibel.

Come in altri sistemi, numerose retroazioni e regolazioni, in questo caso di tipo socio-economico o giuridico, mantengono l'equilibrio e creano stabilit.
Il clima urbano

Isola termica, la citt genera un microclima particolare. La combustione produce calore e nelle aree urbane la temperatura dell'aria pi alta di 13 gradi (0,7 gradi in media) rispetto alle aree esterne. Il maggior inquinamento riduce larrivo della radiazione solare al suolo ma cemento e strade immagazzinano facilmente calore che viene restituito nel corso della notte.

Parametri Temperatura media annuale massimo invernale periodo senza gelate media annuale folate estreme frequenza dei momenti di calma media annuale folate estreme frequenza in inverno in estate media annua in inverno in estate media giorni di pioggia giorni di neve

Citt in relazione alla campagna + 0.7 c + 1,5 c + 2-3 settimane - 20%/- 30% - 10%/- 20% + 5%/+ 20% + 10%/+ 20% + 10/+ 20% + 5%/+ 10% + 100% + 30% - 6% -2% - 8% + 5%/+ 10% + 10% - 14%

Velocit del vento (edifici bassi) (edifici alti) Nubi Nebbie Umidit relativa

Precipitazioni

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Malgrado l'umidit sia minore (a causa di una debole evapotraspirazione) le precipitazioni sono pi intense del 5-10%. Le particelle in sospensione diventano infatti il supporto per la formazione di gocce di acqua e di nuvole. Come avviene in alcune grandi citt quali Mexico City, a volte, linversione termica fa ristagnare linquinamento sopra larea urbana. Anche la circolazione dellaria viene modificata. Quando laria viene incanalata da alti edifici e si creano vortici e la sua velocit aumenta.
Un cittadino occidentale utilizza giornalmente: 250 l. di acqua, 1,8 kg. di alimenti, 8,6 kg, di combustibili fossili, e produce 454 litri di acque luride, 1,8 kg di rifiuti, 865 g. di contaminazione atmosferica.

Citt, civilt, informazione

La nascita della citt non rappresent solo laffermazione di una nuova forma territoriale. Nel corso del tempo la citt ha portato con s una serie di rivoluzioni economiche, politiche e culturali. Non per nulla il termine civilt, che etimologicamente deriva dal latino civitas, ha la medesima radice di citt. Al di l di quanto detto precedentemente, il vero output della citt rappresentato da una significativa e costante produzione di informazione, conoscenza e innovazione. Al momento in cui, avvalendosi di piccole tavolette dargilla sulle quali venivano registrati con una scrittura cuneiforme i quantitativi di tal o talaltro cereale contenuti in otri, i centri urbani iniziarono ad accumulare e a diffondere informazione. Da allora non hanno mai smesso di scambiare questo genere di risorsa con la produzione agricola e le derrate alimentari provenienti dalle campagne. Per queste sue potenzialit la citt lambiente che, forse pi di altri, rispecchia le specificit e le potenzialit delluomo. La storia dellominizzazione infatti la storia di un progetto per costruire un mondo abitato e abitabile. Oggi, in un mondo divenuto urbano, dobbiamo sforzarci di trovare soluzioni che ci permettano di raggiungere la maggior qualit di vita possibile per tutti e far s che i vantaggi della vita urbana non siano inferiori agli aspetti negativi, sia in termini di costi ambientali, sia in termini di costi sociali. Potremmo allora concludere le nostre riflessioni sullecogeografia dicendo che, per imparare a gestire la complessit dei sistemi territoriali e, per intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile, dobbiamo cominciare dalla citt.

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Per approfondire:

Virginio Bettini, Elementi di ecologia urbana, Einaudi, Torino, 1996 Worldwatch Institute, State of the World 2007. Il nostro futuro urbanizzato, Edizioni ambiente, Roma, 2007. Paul Bairoch, Storia delle citt, Jaka Book, Milano, 1992 Claudio Saragoza, Linsediamento umano. Ecologia e sostenibilit, Donzelli Editore, Roma, 2005 Massimo Liverani, Uruk, la prima citt, Laterza, Roma-Bari, 1998 Luca Davico, Alfredo Mela, Le societ urbane, Roma, Carocci, 2005

CF/LILU2/19.11.2010