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Il Roman de la Rose

1. Introduzione al Roman de la Rose. Il poeta tenta di conquistare i favori di una dama dedicandole il racconto di unavventura prima solo sognata e poi realmente accaduta, di cui egli anche il protagonista (il suo ,dunque, un sogno profetico). Lavventura un giovane entra in un giardino per cogliervi una rosa identifica, sotto il velo dellallegoria, unopera di seduzione; la stessa avventura fornisce il nome del romanzo (v.37 ce est li Romanz de la Rose), il senhal (lo pseudonimo della dama: [] quel doit estre Rose clamee). Detto altrimenti, il romanzo, discorso sullamore, si presenta come la traduzione metaforica di un discorso damore cosa che verr poi ribadita nel corso della narrazione stessa. Lio del narratore-protagonista non diverso da quello che governa il discorso lirico, mentre lopera tutta intera si colloca allintersezione fra lirica e romanzo. Come ha illustrato P. Zumthor: la narrazione inizia al passato puntuale (passato semplice), poi si introduce il presente-passato per far infine posto ad un predominio del presente: in tal modo si istituisce una continuit fra il passato memoriale relativo agli eventi della quete e il presente del narratore. E la tensione, che si colloca fra storia e discorso, si risolve alla fine con unintegrazione della storia del testo ad un discorso che si intende condotto nei modi del grande canto cortese, della canzone di impianto trobadorico cos come si venuta configurando presso i liri puri alla Bernart de Ventadorn e presso i trovieri della Francia del Nord. Poesia, se si vuole, formale in quanto situata interamente nella forma, nelloggetto realizzato, esistente, il cui uso noto; nella quale lo stile tutto e largomento ideologico non che un materiale. Una poesia centrata su s stessa e che si richiama alla memoria letteraria del pubblico, dalla quale dipende il suo sapore; dove io e tu sono mere categorie grammaticali che ognuno pu riempire di sostanza autobiografica, di una soggettivit che per applicarsi a tutti e a nessuno diviene norma e garanzia di autenticit. La finzione autobiografica non supera i limiti di unautobiografia ideale e, passando dal piano della lettera a quello dellallegoria,
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lavventura narrata non che la storia di una seduzione e di uneducazione sentimentale, al termine della quale lerratica amorositate di un giovane di ventanni trova il suo oggetto nel rispetto delle regole di Amore. Il piano universale entro cui si muove il protagonista (io come Everyman) chiaramente delineato dalla scena iniziale; dalla determinazione dellet anagrafica (vv. 21-2) e a quella dellora e della stagione (vv. 45-88); allenunciazione di una legge cosmica per la quale esiste un rapporto di necessit fra il rinnovarsi della natura e laprirsi dei giovani alla gioia damore (vv. 50-77 e 78-85). Et e stagione hanno, allora, un valore paradigmatico: il protagonista empirico diviene rppresentante di una classe e lavventura si colloca sotto il segno di una legge universale. E tuttavia, lassociazione di Amore e Giovent (la coppia Amor/Joven della lirica trobadorica) non prelude ancora a una giovent spirituale, a una vita nuova: la disponibilit giovanile allamore non si ancora tradotta in quellamore che fonte di rinnovamento morale, amore cortese frutto di libera scelta. Perch ci accada, necessario un richiamo dallesteriorit dei sensi allinteriorit del cuore: dal pi lontano al pi vicino, tale il cammino intrapreso dal giovane protagonista nel suo progressivo avvicinamento alla rosa. Lesterno: il fiume, lalto muro merlato a delimitare i confini delluniverso non cortese di cui sono scolpiti emblematicamente i vizi sul muro. Linterno; un luogo di delizie, luogo spirituale, paradiso terrestre. Dominio privato di Piacere, il giardino si presenta come il microcosmo delle virt cortesi, fonte di gioia. Vi si accede per una posterla che ricorda la via stretta del Vangelo, a significare che molti vi sono chiamati, pochi sono i veri eletti e di cui difende lingresso Dame Oiseuse: ornata di una ghirlanda di rose fresche, armata di specchio e di un pettine prezioso, ella ricorda nellatteggiamento Lia e Rachele nel sogno di Dante alle soglie del Paradiso terrestre; come loro non sono Beatrice, ma ne rivelano la prossimit,, cos Oiseuse non ancora la rosa ed il luogo in cui ella appare ai margini del Giardino, lontano dal centro (cio da Amore). Qui il protagonista verr accolto da Deduit in persona, colto nellatto di condurre una carola i cui partecipanti si muovono al canto di Letizia. Invitando il giovane alla danza, Cortesia ne sancisce la prossima metamorfosi dallo stato di natura a quello di cultura: lo spleentico vagabondare allinsegna di una naturale disponibilit allamore si progressivamente determinato in senso cortese. Pu avere cos inizio la caccia del dio dAmore (vv. 1311 e ss) : coadiuvato da Dolce Sguardo e ovidianamente faretrato, giacch lamore nasce dagli occhi della dama e ferisce come una freccia, anzi con la forza di cinque frecce (che nel romanzo rappresentano gli attributi dellAmata, alle quali si contrappongono le altre cinque degli ostacoli, oggettivi e soggettivi, al raggiungimento della joi. Seguito dal dio invisibile, il protagonista ancora inconsapevole del suo destino raggiunge il luogo pi intimo del vergier, dove
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simbatte in una fontana ombreggiata da un pino, specchio pericoloso in cui Narciso, contemplando il suo volto e i suoi occhi cangianti, perse s stesso. La Fontana di Narciso quella stessa di Amore: fonte di morte per chiunque non sappia indirizzare rettamente il proprio desiderio oltre la superficie ingannevole dellacqua. Fermando i suoi occhi nelle due pietre di cristallo che giacciono al fondo della fontana e rappresentano gli occhi dellamata,il giovane si trasforma in un amante capace di orientare positivamente il proprio desiderio. Laver superato questa prova non basta a concludere i riti di iniziazione: necessario lintervento supplementare di un maestro deccezione come il dio dAmore, al quale lAmante presta lomaggio dovuto, affidandogli in ostaggio il suo cuore. La fabula del romanzo raggiunge evidentemente il piano del mito: la conversione operata da Amore sul giovane protagonista ripropone il mito di fondazione di una civilt laica per la quale il termine amor diviene lindice di una morale superiore, aristocratica e elitaria. Rifiutandosi di seguire le orme di Narciso e abbracciando i comandamenti di Amore, il protagonista ritenta da solo come individuo il cammino percorso dalla civilt cortese nello sforzo di reinterpretare laicamente e modernamente la concezione cristiana di Amor-Charitas e quella pagana di Amor-Passio. In questo caso, la ricerca della rosa non solo viaggio iniziatico condotto nei modi di una queste arturiana. Intorno ad Amore come principio e fine si articola lintero romanzo e con esso la re-quete del narratore alla sua dama; il che non implica affatto una perfetta corrispondenza fra piano della narrazione e piano dellenunciazione: il discorso damore di Guillaume non supera i limiti di una re-quete dallesito incerto, mentre la queste del narratore-protagonista configura unazione compiuta. Di contro, il lamento dellamamnte dinanzi alla torre di Gelosia rappresenta forse il punto di massima convergenza fra discorso lirico e discorso narrativo, fra locutore e protagonista, ribadendo che lamor cortese anzitutto distanza, desiderio continuamente rinnovato e mai realizzato. La continuazione di Jean de Meun databile al 1269-78, lattivit di Guillaume al 1225-1230. Linvenzione del primo autore si inquadra perfettamente nella problematica del romanzo francese contemporaneo: lidentit di narratore e protagonista rappresenta una soluzione radicale, un punto darrivo che trover il uso vero compimento nella Vita Nuova di Dante: romanzo frammisto di lirica, dove i pezzi lirici rinviano al canzoniere privato del narratoreprotagonista, la storia damore al libro della memoria, ad un amore attuale ormai svincolato dai limiti dello spazio e del tempo. La prima Rose una canzone damore enormemente dilatata, un romanzo ed un Ars amandi, la precettistica si traduce in azione mentre lallegoria si
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costruisce insieme al romanzo, riflettendo il punto di vista del personaggio che dice io: autore-attore, ma anche glossatore esclusivo. In questo senso, la prima Rose mette in atto unallegoria di tipo dinamico (Jung) che ci riiconduce allintrospezione psicologica che caratterizza il romanzo cortese: la personificazione dei movimenti interni della jeune fille en fleur o dellamante perde ogni rigidezza propria delle astrazioni perch i personaggi possiedono una verit sentimentale che appartiene pi allordine della metafora o del simbolo che dellallegoria propriamente detta. Allautodiegesi di Guillume e del suo primo continuatore si contrappone etero diegesi di Jean de Meun: narratore a posteriori, e come per divinazione, di un sogno che non gli appartiente, ma del quale egli resta linterprete accreditato. Ai cinque anni intercorsi fra lavventura sognata e quella narrata, se ne aggiungono i quaranta che separano il lettore di ieri a quello di oggi. Declinando il proprio nome e quello di Guillaume, precisando puntigliosamente le circostanze della continuazione, Jean de Meun compie la sua presa di possesso autoriale e rivendica la libert di determinare il significato racchiuso in quattromila versi, aggiungendovene poco meno di diciottomila. Nellopera del continuatore lallegoria torna ad esser statica e secondaria, si privilegia il monologo a detrimento dellazione, lenciclopedia al romanzo. Lo smantellamento della seconda Rose si inserisce nel quadro di una pi generale apertura al reale, espressione delle aspirazioni e dei valori di una societ borghese: linterminabile sermone di Genio proeitta lavventura dellAmante in un macrocosmo dominato dalla legge della propagazione della spiecie, la sola che possa riscattare la carriera da libertino. Jean de Meun elabora uno speculum amoris presupponendo un sapere razionale che non si rfiuta allindagine sperimentale. Resta la visione pessimistica di una societ dove tutti ingannano tutti e dove, con la caduta degli ideali cortesi e con la concezione strumentale di Amore, riaffiora la vecchia misoginia medievale. Nel corso degli anni la Rose ha soprattutto agito come esmepio di una poesia filosofica in lngua volgare, compiendo unopera di alta divulgazione che veniva incontro allesiegenza, particolarmente sentita negli ambienti della borghesia francese ed italiaan del Duecento, di un sapere laico. La fortuna del poema, fu enorme: la testimoniano gli oltre trecento manoscritti pervenuti, i rifacimenti e le versioni in altre lingue da quella medio-inglese ascritta a Chaucer ai testi attribuibili a Dante.

LE FONTI DEL TESTO. Si pu ragionevolmente ammettere lipotesi che Guillaume abbia tratto ispirazione per il suo discorso amoroso dalle opere studiate nelle scuole, come il commento di Macrobio sul Somnium Scipionis a quale fa effettivo riferimento nei primi versi del poema. Ci non toglie, per, che sotto

Poema allegorico, il Roman de la Rose sorprende il lettore moderno per la sua ingegnosa giustapposizione di immagini e idee: per via proprio del suo titolo, il poema manifesta un dualismo fondamentale. Effettivamente, esso costruito a partire da un simbolo, quello di un fiore la cui struttura geometrica e numerale, larmonia delle forme e dei colori contribuiscono a generare un segno ricco di suggestioni per cui la funzione vitale della rosa come sublimata dallo sfoggio di una bellezza estremamente raffinata. Di questo simbolo il libro in questione produrr la glossa, sviluppandolo fino a renderlo erotico ma visto che si tratta pur sempre di un romanzo, ecco allora che proprio grazie allallegoria diviene possibile comporre un racconto piuttosto che un commento analitico di tale simbolo. Il procedimento deriva da due tradizioni molto diverse: luna che rimanda ai grandi poeti in lingua latina che da un tema guerresco o matrimoniale tentavano di estrapolare un insegnamento filosofico; fra il 1225 ed il 1235 alcuni poeti come Henry dAndeli, Raoul de Houdenc et Huon Mry adattarono questa tradizione mediolatina alla lingua francese. Laltra tradizione, invece, quella del romanzo arturiano che, a partire da Chrtien de Troyes, fa un abile uso di alcuni temi simbolici come il frutteto, la fontana ed il castello.
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Combinando queste due tradizioni il Roman de la Rose sistematizza limpiego dellallegoria narrativa. Una riflessione sulle scene romantiche motivata dal carattere meraviglioso delle immagini e degli eventi: evidentemente, il racconto che non pu in alcun modo esser inteso letteralmente cerca di dire qualcosaltro ed ecco che il RR pretende questo genere di lettura profonda tale da sciogliere i simboli s da far emergere il significato che vi si cela dietro. Il processo di lettura doppia, allora, reso necessario dalla netta separazione di idee ed immagini in due serie parallele sicch per comprendere il significato delle prime vi bisogno di procedere per deduzioni nuove ed originali. Gli stessi personaggi non esistono se non in relazione a questa trasposizione di idee in immagini, laddove in Chrtien de Troyes questi sono effettivamente i simboli subordinati alla creazione degli agenti. Lallegoria riesce ad unificare direttamente il procedimento della personificazione a quello dellinvenzione metaforica: nel RR vi una metafora direttrice, la ricerca della rosa, il cui simbolo riassume in s, senza troppa difficolt, il movimento del desiderio amoroso: la rosa raffigura la bellezza che fa nascere il desiderio, orienta la passione e domina la vita sentimentale dellinnamorato. In questo modo, il racconto davventura che segue il giovane partito alla conquista di una rosa non che la rappresentazione allegorica dun insegnamento che ha pe modello il comportamento amoroso; ed il prologo del poema annuncia, per lappunto, al lettore che in questo libro contenuto proprio larte di amare. con Guillaume de Lorris che la formula allegorica giunge a perfezione grazie alluso di due espedienti narrativi: quella del sogno e quella della confidenza autobiografica. Il racconto vuole dire di un sogno che si scoperto essere premonitore: il tema tradizionale del viaggio allegorico associato a quello della visione, sigilla con un duplice artificio lidea di unavventura amorosa.

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