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La scelta del Tfr

e della previdenza integrativa

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Sommario
Insostenibilit del sistema previdenziale pubblico ....pag. 4 Sei mesi per decidere la destinazione del Tfr .............pag. 7 - scelta esplicita ...............................................................pag. 8 - scelta tacita ...................................................................pag. 8 - percorso decisionale .....................................................pag. 10 I criteri per scegliere - trasferire il Tfr ................................................................pag. - conservare il Tfr.............................................................pag. - quale pensione integrativa otterr? ...............................pag. - scegliere il gestore fa la differenza ................................pag. 12 13 14 15

Il trattamento fiscale......................................................pag. 16 I fondi pensione - le diverse forme della previdenza complementare ........pag. 20 - fondo aperto ..................................................................pag. 21 La contribuzione............................................................pag. 22 Le prestazioni - pensione complementare e capitale..............................pag. - anticipazioni...................................................................pag. - trasferimenti...................................................................pag. - riscatti ............................................................................pag. - decorrenza del Tfr da versare .......................................pag. - il Tfr conservato nella forma tradizionale .......................pag. 24 24 25 25 26 27

Il supporto informatico: per controllare la propria posizione individuale ...................................pag. 28 La scelta della linea .......................................................pag. 29 Domande e Risposte .....................................................pag. 30

Insostenibilit del sistema previdenziale pubblico


Il sistema pensionistico italiano ha subito negli ultimi anni profonde trasformazioni. I cambiamenti demografici e sociali hanno reso sempre pi arduo sostenere la spesa pensionistica tradizionalmente fondata sulla contribuzione degli occupati. Da una parte, la durata della vita media si allungata rendendo pi onerosa la copertura del fabbisogno. Dall'altra sono aumentate le forme di lavoro precario o autonomo riducendo il flusso contributivo degli occupati. 2000 Speranza di vita alla nascita Speranza di vita al pensionamento (60 anni) 76,2 M 82,6 F 19,9 M 24,6 F 2020 79,6 M 86,2 F 22,3 M 27,5 F 2050 81,4 M 88,1 F 23,7 M 29,1 F

Fonte: ISTAT ed elaborazioni Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato

Il tasso di sostituzione (ossia il rapporto tra la pensione maturata e l'ultima retribuzione) si va progressivamente riducendo. Nella previsione elaborata dalle fonti ufficiali un lavoratore subordinato che inizia ora a versare contributi, avr al momento del pensionamento un assegno mensile che rappresenter circa la met dell'ultima retribuzione. Ancora peggiore la situazione di un lavoratore autonomo che dovr accontentarsi di una pensione inferiore del 70% all'ultimo reddito lavorativo.

Tasso di sostituzione (lavoratore di 60 anni con 35 anni di contribuzione pensione come % dell'ultima retribuzione) 2000 Lavoratore dipendente Lavoratore autonomo 67,3 64,4 2010 67,1 64,7 2020 56 41,2 2030 49,6 30,7 2040 48,5 29,4 2050 48,1 29,2

Fonte: Rapporto Italiano alla Commissione Europea; Dipartimento della Ragioneria Generale di Stato; Covip Le proiezioni sul tasso di sostituzione tengono gi conto delle riforme finora attuate sulla previdenza obbligatoria (compresi il metodo di calcolo contributivo e la revisione decennale dei coefficienti di trasformazione in pensione del montante contributivo individuale)

La previdenza integrativa quindi una necessit primaria dell'intera societ italiana per evitare che, tra qualche decennio, chi lascia il lavoro si trovi in una situazione di difficolt economica anche molto grave. Le sollecitazioni a investire per costituirsi un reddito complementare a quello della pensione pubblica sono diventate, a partire dall'inizio degli anni Novanta, sempre pi stringenti. Il 1 gennaio 2007 entrata in vigore una nuova fase della riforma della previdenza integrativa per i dipendenti delle aziende private che incentiva l'utilizzo del Tfr futuro per contribuire a fondi pensione o piani di previdenza individuali. Entro il 30 giugno 2007 i lavoratori del settore privato riceveranno dai datori di lavoro una informativa sulla Riforma Previdenziale e i moduli sui quali esprimere la propria volont circa luso del Tfr futuro.

COSA E' IL TFR Il Trattamento di Fine Rapporto una somma che viene liquidata a chi lascia un datore di lavoro. Per questo viene definita comunemente anche liquidazione. Questa somma deriva dall'accantonamento del 6,91% della retribuzione annua lorda, rivalutato del 75% dell'indice dei prezzi al consumo (inflazione) pi l'1,5%. Nel 2006 per esempio la rivalutazione stata allincirca del 3%: a questa rivalutazione si applica un'imposta dell'11%. Quindi la rivalutazione netta poco sopra il 2,5%. Sufficiente a proteggere l'accantonamento dall'inflazione.

La previdenza complementare potr essere attivata solo per libera scelta di ogni singolo lavoratore. Essa costituisce il cosiddetto secondo pilastro destinato ad integrare il primo pilastro costituito dalla previdenza obbligatoria

CONTRIBUZIONE OBBLIGATORIAe CONTRIBUZIONE INTEGRATIVA I contributi allInps per la pensione obbligatoria rappresentano il 33% del reddito lavorativo. La contribuzione necessaria a costituire una pensione integrativa adeguata deve essere di entit significativa.

Sei mesi per decidere la destinazione del Tfr


Entro il 30 giugno 2007 i lavoratori devono scegliere le modalit di impiego del proprio Tfr. La decisione riguarda solo il Tfr futuro. Quello gi maturato fino al 31 dicembre 2006 resta in azienda e sar liquidato al lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Se si sceglie di versare il Tfr futuro al fondo pensione la scelta irrevocabile. Al contrario, chi decide di mantenere il proprio Tfr in azienda pu sempre, in un secondo momento, cambiare idea. In relazione all'anzianit contributiva maturata presso gli enti di previdenza obbligatoria si aprono diverse possibilit di scelta per i lavoratori: - Per chi entrato nel mondo del lavoro dopo il 29 aprile 1993 la scelta sulla destinazione del Tfr

riguarda l'intero Tfr maturando

- Per chi entrato nel mondo del lavoro prima del 29 aprile 1993, (e non iscritto a un fondo pensione) invece prevista la possibilit di destinare alle forme di previdenza complementare

anche soltanto una parte del Tfr maturando purch non inferiore al 50%

- Se invece gi iscritto a un fondo pensione e gi versava tutto il Tfr al fondo, esentato dall'obbligo di comunicazioni.

Non si pu NON SCEGLIERE Il Tfr di coloro che non dichiarano esplicitamente di volerlo conservare in azienda sar destinato comunque alla Previdenza Integrativa secondo le modalit automatiche previste per questi casi.

La scelta definita esplicita...

...quando il lavoratore (entro il 30 giugno 2007 se gi assunto al 31.12.2006 o entro sei mesi dalla data di assunzione se assunto successivamente) esprime la volont di: destinare il Tfr a una forma pensionistica complementare: in questo caso la decisione, se il lavoratore non gi iscritto a un fondo pensione, implica l'adesione al fondo individuato, oppure mantenere il Tfr presso il datore di lavoro. In tal caso, per i lavoratori di aziende con almeno 50 dipendenti, l'intero Tfr trasferito alla Tesoreria dello Stato presso lINPS. Le aziende con meno di 50 dipendenti trattengono invece il Tfr maturando con le stesse modalit del Tfr precedente. In entrambi i casi restano sempre valide le norme che regolano il Tfr.

La scelta definita tacita...

...quando il lavoratore, nonostante la sollecitazione diretta che il datore di lavoro gli invia un mese prima della scadenza del semestre, non esprime alcuna decisione. Il silenzio vale come assenso tacito a: trasferire il Tfr al fondo pensionistico previsto da contratti collettivi o accordi aziendali trasferire il Tfr, in assenza di specifico accordo, alla forma alla quale ha aderito il maggior numero di lavoratori dell'azienda oppure, in assenza di accordi collettivi o aziendali, trasferire il Tfr alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS (cosiddetto FONDINPS).

Il datore di lavoro, nella stessa lettera di sollecito che gli invia trenta giorni prima della scadenza del semestre, lo informa circa il fondo al quale verr devoluto il suo Tfr nel caso il silenzio si protragga oltre la scadenza. I lavoratori iscritti a una forma di previdenza obbligatoria prima del 29 aprile 1993 (cio quelli che hanno una posizione contributiva gi ultradecennale) possono decidere, indipendentemente dal fatto che siano gi iscritti a un fondo di previdenza complementare o vi si iscrivano in questa occasione, di mantenere integralmente presso l'azienda il Tfr oppure di conferirlo tutto o solo in parte (non inferiore al 50%) al fondo cui sono iscritti. E' sempre possibile successivamente trasferire al fondo il Tfr in misura maggiore o interamente.

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E' importante segnalare che, senza l'adesione esplicita al fondo, non si ha diritto alla contribuzione a carico del datore di lavoro prevista dagli accordi contrattuali ancorch il Tfr maturando venga trasferito d'ufficio al fondo pensione selezionato dal datore di lavoro sulla base dei criteri indicati dalla riforma.

Il trasferimento del Tfr a FONDINPS priva il lavoratore del servizio di assistenza e informativa personalizzata fornita dai Fondi Pensione, in particolare da quelli aperti.

I percorsi possibili

Il lavoratore

decide
(modalit esplicita) di

lasciare il Tfr in Azienda

destinare il Tfr alla previdenza complementare

L'azienda con 50 e pi dipendenti trasferir il Tfr presso il Fondo della Tesoreria dello Stato amministrato dall'INPS

L'azienda con meno di 50 dipendenti conserver in azienda il Tfr rivalutandolo come ha sempre fatto

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Il lavoratore

non decide
e non comunica alcuna scelta (adesione tacita). L'azienda dovr trasferire il Tfr maturando

1
Alla forma pensionistica prevista dal contratto collettivo, da un accordo integrativo aziendale, dal regolamento aziendale, da accordi plurimi

2
In caso di pi forme pensionistiche disponibili, l'azienda sceglie quella con il maggior numero di adesioni di lavoratori dell'azienda

3
Nel caso in cui non si verifichi una delle situazioni precedenti, l'azienda tenuta a conferire il Tfr al Fondo pensione complementare appositamente istituito presso l'Inps (FONDINPS)

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I CRITERI PER SCEGLIERE


Come si detto, nei primi mesi del 2007, ogni lavoratore del settore privato si trova a dover decidere se conferire il proprio Tfr alla previdenza integrativa oppure se lasciarlo in azienda. E' dunque utile soffermarsi sulle diverse opportunit che le due soluzioni presentano, per favorire scelte consapevoli.
A FAVORE DELLA SCELTA PER

trasferire il Tfr al fondo pensione

Tassazione delle prestazioni. Il Tfr lasciato in azienda, in fase di liquidazione, soggetto all'aliquota media Irpef, la cui misura minore pari al 23% per i redditi fino a 15.000 euro. Le prestazioni subiscono invece una tassazione definitiva del 15% (dunque inferiore a quella Irpef) che pu scendere fino al 9% in funzione degli anni di partecipazione al fondo pensione (oltre i 15 anni). Possibile maggiore redditivit sul lungo periodo. I confronti tra la rivalutazione del Tfr e i rendimenti realizzabili da un portafoglio finanziario bilanciato (vedi grafico) mostrano un vantaggio della gestione finanziaria.
Rendimenti a confronto su un arco di 15 anni
350 -

+227% Indice composito 45% Jp Morgan Italia


300 -

45% Mts 10% Dj Eurostoxx

250 -

+69%
200 -

TFR

150 -

100 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006

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Eventuale contribuzione da parte del datore di lavoro. L'adesione collettiva a un fondo pensione comporta di solito una contribuzione del datore di lavoro che affianca quella del lavoratore. Se non si aderisce al fondo pensione versando propri contributi (oltre al solo Tfr), si rinuncia alla contribuzione del datore di lavoro. Portabilit del fondo pensione. Dopo soli due anni dalla scelta di un fondo, se non si soddisfatti dei risultati, si pu decidere di trasferire tutto il capitale maturato a un altro fondo senza spese o penalizzazioni.

A FAVORE DELLA SCELTA PER

conservare il Tfr nella forma tradizionale


Revocabilit della scelta. Chi decide di destinare il Tfr alla previdenza integrativa non pu pi cambiare idea. La scelta irrevocabile. Chi invece decide di tenersi in azienda il Tfr (tutto o in parte) pu sempre cambiare idea e destinarlo a un fondo pensione. Certezza contro incertezza. La rivalutazione annua del Tfr modesta (75% dell'inflazione pi 1,5%) ma sicura. Il rendimento dello strumento di previdenza integrativa dipende dalle capacit della societ di gestione del fondo pensione. Capitale subito disponibile. Mentre il trattamento del fondo pensione (sia in forma di rendita sia in forma di capitale) pu essere incassato solo al momento del ritiro dall'attivit oppure in casi limitati mediante la richiesta di anticipazioni, il Tfr maturato pu essere incassato ogni volta che si cambia lavoro.

La destinazione del Tfr in caso di decesso del lavoratore


TFR IN AZIENDA 1. Al coniuge 2. Ai figli 3. Ai parenti fino al terzo grado TFR AI FONDI PENSIONE

In caso di mancanza di questi aventi diritto interviene il meccanismo della successione legittima, che dopo coniuge e figli individua 1. Gli ascendenti 2. I collaterali 3. Gli altri parenti 4. Lo Stato

1. Agli eredi 2. Agli altri beneficiari indicati dall'iscritto 3. Al fondo collettivo 4. Per finalit sociali (nel caso di forme pensionistiche individuali)

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Quale pensione integrativa otterr alla fine della contribuzione?


E' la domanda pi naturale per chi deve decidere se e quanto versare a un fondo pensione. Anche per questo i fondi pensione devono mettere a disposizione dei potenziali aderenti un documento (Progetto esemplificativo) che fornisce qualche indicazione sullo sviluppo dei piani di investimento basati su ipotesi di rendimenti minimi. In realt rispondere alla domanda complicato perch: non si conosce a priori quale sar lo sviluppo di carriera e retributivo e quindi non si sa come aumenter la contribuzione non si sa quali saranno le tabelle demografiche vigenti al momento della conversione del capitale accumulato in rendita. Poich le aliquote di conversione del capitale in rendita sono basate sulla probabilit di vita residua, (dell'aderente ed eventualmente del beneficiario della reversibilit, se prevista) evidente che l'entit dell'assegno mensile dipende in misura sostanziale dal numero di anni per cui andr pagato il vitalizio non si sa quale sar il risultato della gestione che pu differire in maniera molto sensibile tra gestore e gestore. Nella tabella a destra si ipotizza una contribuzione costante del 4% del reddito lordo con il conferimento totale del Tfr e coefficienti di conversione uguali a quelli attuali. Nella tabella si fornisce un'ipotesi di rendita con la conversione dell'intero montante oppure con la scelta di incassare il 50% della prestazione in forma di rendita.

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SCEGLIERE IL GESTORE FA LA DIFFERENZA


E' evidente che per avere un'integrazione consistente della pensione pubblica indispensabile che a) i contributi versati siano significativi per entit b) il gestore al quale vengono affidati sia capace di far crescere il capitale affidatogli

La scelta del fondo e quindi del gestore fondamentale. Tra un bravo gestore e un gestore modesto, a parit di profilo di investimento, la differenza di risultato finale pu essere molto ampia.

In 10 anni (1996 - 2006) tra il migliore e il peggiore risultato di un fondo di investimento bilanciato c' un abisso: il migliore ha dato un rendimento del 174%, il peggiore del 38%. Pensate cosa pu accadere in venti o trent'anni. Prima di affidare il proprio denaro a un fondo pensione, meglio capire se il gestore del fondo ha una storia di risultati convincenti.

Maschio Reddito et imponibile lavoratore

Num. anni Contributo contribuz. annuo alla (distanza da previdenza pensione) 40 30 20 10 2.727,50 3.818,50 4.909,50 6.000,50

Capitale finale *

100% rendita annua

50% rendita annua

25 35 45 55

25.000 35.000 45.000 55.000

132.000 136.500 114.000 66.000

8.347,68 8.632,26 7.209,36 4.173,84

4.173,84 4.316,13 3.604,68 2.086,92

* Esempio di capitale finale calcolato con un versamento costante nel tempo (senza considerare incrementi di nessuna natura) rivalutato al 4% e al netto della fiscalit (11%) e dei costi. I coefficienti di conversione in rendita adottati sono quelli costruiti sulle basi demografiche della Ragioneria dello Stato (RG48), pertanto al momento della pensione si utilizzeranno quelli in vigore a quellepoca.

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Il trattamento fiscale
Il trattamento fiscale dei fondi pensione particolarmente favorevole proprio per incentivare l'adesione a questa forma di investimento: le agevolazioni riguardano i contributi, i rendimenti ottenuti dalla gestione e le prestazioni. I contributi versati alle forme di previdenza complementare, escluso il Tfr, sono interamente deducibili dal reddito Irpef fino ad un massimo di 5.164,57 euro. Ne deriva, per l'aderente, un risparmio fiscale che varia in funzione del livello del reddito.

Come si realizza il risparmio fiscale


Il datore di lavoro incaricato di effettuare trattenute e versamenti automaticamente calcola la deduzione e adegua le trattenute fiscali sull'aliquota che tiene conto della deduzione. Quindi non c' alcun adempimento a carico del lavoratore per usufruire della deducibilit fino al limite previsto. Se un familiare a carico (per essere considerato tale deve avere un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro) del dipendente si iscrive a una forma di previdenza integrativa, il dipendente pu raggiungere il limite massimo di deducibilit sommando i suoi contributi e quelli che il

Reddito imponibile (reddito lordo meno contributi obbligatori Inps) 25.000 35.000 45.000 55.000

Aliquota media Irpef 24,60% 27,49% 29,82% 31,31%

Imposta da pagare

Contributo alla previdenza integrativa deducibile datore/ lavoratore (2%+2%) 1.000 1.400 1.800 2.200

Importo Tfr (6,91%) non deducibile 1.727,50 2.418,50 3.109,50 3.800,50

6.150 9.620 13.420 17.220

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familiare versa al suo fondo pensione. Poniamo che il dipendente versi al fondo pensione tutto il Tfr (che non viene calcolato ai fini della deduzione) e inoltre 4.000 euro di contributi met a proprio carico, met a carico del datore di lavoro. Se la moglie priva di redditi propri versa 2.000 euro annui a un fondo pensione, il dipendente potr portare in deduzione 5.164,57 euro. Deve per documentare al datore di lavoro gli ulteriori versamenti della moglie per consentirgli la deduzione completa.

E se si versa pi del limite deducibile?


Naturalmente chi ne ha la possibilit pu contribuire al fondo pensione con versamenti superiori al limite deducibile. Il vantaggio fiscale di tali contributi si realizzer al momento della prestazione in quanto sui contributi non dedotti non si applica l'imposta. E' importante che l'aderente al fondo pensione segnali direttamente al fondo entro il 31.12 di ogni anno l'ammontare dei contributi non dedotti perch al momento dell'erogazione della prestazione il fondo possa applicare correttamente l'imposta. Se per esempio si versano 10.000 euro di contributi annui, il datore di lavoro provveder a calcolare le trattenute Irpef con la deduzione fino a 5.164,57 euro. Il dipendente segnaler al Fondo pensione che 4.835,43 euro non sono stati portati in deduzione. Per tornare all'esempio del dipendente con moglie senza redditi iscritta a un fondo pensione, la signora comunicher al suo fondo pensione che, sui 2.000 euro di contributi versati, 1.164,57 sono stati dedotti dal marito, mentre 835,43 non sono stati dedotti.

Totale contributo al fondo pensione 2.727,50 3.818,50 4.909,50 6.000,50

Reddito imponibile meno contributi deducibili 24.000 33.600 43.200 52.800

Nuova aliquota media Irpef 24,50% 27,05% 29,48% 31,03%

Imposta dopo deduzioni 5.880 9.088 12.736 16.384

Risparmio fiscale

270 532 684 836

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Una sola imposizione


Il criterio generale del beneficio fiscale riservato alla previdenza integrativa sia in fase di contribuzione sia in fase di erogazione delle prestazioni che le imposte si applicano una sola volta. Pertanto l'imposta, gi vantaggiosa, del 15% (che si pu ridurre fino al 9% in funzione del periodo di adesione) sulla pensione integrativa si applicher alle prestazioni maturate al netto dei redditi gi assoggettati ad imposta e dei contributi non dedotti. I rendimenti, vale a dire gli incrementi positivi conseguiti a seguito della gestione finanziaria delle risorse, sono sottoposti all'imposta sostitutiva dell'11% ( il 12,5% per tutti gli altri rendimenti finanziari). La parte imponibile delle prestazioni pensionistiche, al netto delle somme gi assoggettate a imposta, in qualsiasi forma erogata tassata nella misura del 15%, con una riduzione di una quota pari allo 0,30% per ogni anno di partecipazione al fondo successivo al quindicesimo, fino ad un massimo del 6% di riduzione. L'aliquota applicata potr pertanto scendere sino al 9% dopo trentacinque anni di partecipazione. Identico trattamento per le liquidazioni in forma di capitale. E' immediatamente evidente il vantaggio rispetto alle prestazioni tradizionali del Tfr: infatti, al momento della liquidazione del capitale maturato, questo viene assoggettato all'aliquota media Irpef degli ultimi cinque anni del lavoratore. Quando anche costui avesse l'aliquota pi bassa (che nel 2007 si applica fino a 15.000 euro annui di reddito) si tratterebbe di un'imposta del 23%.

Regime della anticipazioni


Sia il lavoratore che lascia il Tfr in azienda sia il lavoratore che lo destina alla previdenza complementare, pu chiedere anticipazioni nella misura del 70% nel primo caso e del 75% nell'altro. La normativa

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per le anticipazioni sulle forme di previdenza complementare pi favorevole perch prevede, oltre a un importo percentuale richiedibile leggermente pi alto (75% conto 70%), anche una quota massima del 30% dopo 8 anni richiedibile senza dover presentare alcun documento giustificativo, con il limite assoluto del 75% di quanto complessivamente versato. Tassazione: le anticipazioni per gravi motivi di salute vengono tassate come le prestazioni pensionistiche (15% con possibilit di scendere fino al 9%). Sulle altre anticipazioni si paga invece un'aliquota fissa del 23%, identica a quella minima prevista per l'anticipo del Tfr lasciato in azienda.

Regime dei riscatti


L'iscritto pu in qualsiasi momento riscattare il 50% della posizione individuale in caso di cessazione dell'attivit di lavoro con conseguente inoccupazione per un periodo compreso fra 12 e 48 mesi oppure in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilit. E' possibile riscattare l'intera posizione in caso di disoccupazione per un periodo superiore ai 48 mesi, o invalidit permanente che comporti la riduzione della capacit di lavoro a meno di un terzo. In caso di decesso prima dell'erogazione del trattamento pensionistico, l'intero montante viene riconosciuto agli eredi naturali o ai beneficiari designati diversi dagli eredi. In mancanza di tali soggetti, la posizione viene assorbita dal fondo o, se si tratta di forme pensionistiche individuali, devoluta a finalit sociali secondo modalit stabilite con Decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Tassazione: le somme percepite a titolo di riscatto sono soggette all'imposta del 15% con riduzione dello 0,3% annuo per ogni anno di iscrizione successivo al quindicesimo fino a una imposta minima del 9%.

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I fondi pensione
LE DIVERSE FORME DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Le forme di previdenza complementare sono classificate in base alle loro caratteristiche costitutive Fondi negoziali o chiusi cos denominati perch nascono da contratti o accordi collettivi, anche aziendali; dunque con una individuazione precisa dei destinatari, cio dei soggetti ai quali il fondo si rivolge, sulla base dell'appartenenza a un determinato comparto, impresa o gruppo di imprese o a un determinato territorio (es. regione o provincia autonoma) Fondi aperti sono invece istituiti direttamente da banche, societ di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione e societ di gestione del risparmio. L'adesione al fondo aperto avviene individualmente oppure in forma collettiva a seguito di accordi contrattuali o aziendali. Il patrimonio del fondo separato e distinto dall'attivit pi generale dell'ente che lo promuove Forme pensionistiche complementari individuali (FIP o PIP) costituite mediante contratti di assicurazione sulla vita disciplinati tuttavia da regole analoghe a quelle della previdenza complementare. Queste forme assicurative hanno patrimonio autonomo e separato dalla restante attivit delle assicurazioni Forme pensionistiche preesistenti. Sono fondi pensioni aziendali o di categoria preesistenti al 15 novembre 1992, quindi dotati di disposizioni specifiche anteriori all'entrata in vigore delle norme che regolano l'attuale sistema di previdenza complementare.

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FONDO APERTO
Le tutele degli aderenti
Tutti i fondi pensione, chiusi o aperti, devono essere autorizzati dalla COVIP, la Commissione di Vigilanza sui fondi Pensione. Carta di identit di ogni fondo la nota informativa, il regolamento o lo statuto (per i fondi chiusi) che determinano, entro gli ambiti di legge, il funzionamento, le caratteristiche e le prestazioni del fondo. Come si detto, i fondi pensione aperti sono istituiti direttamente da banche, societ di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione e societ di gestione del risparmio. La gestione finanziaria del fondo aperto svolta generalmente dalla stessa societ che lo ha istituito. La banca depositaria, come per i fondi negoziali, deve essere un soggetto esterno. Il responsabile del fondo aperto una figura di garanzia degli aderenti e svolge la propria attivit in modo autonomo rispetto alla societ che ha istituito il fondo aperto. Ha il compito di verificare che la gestione avvenga nell'esclusivo interesse degli aderenti e nel rispetto di norme, regolamenti e contratti. L'interesse degli aderenti tutelato anche dall'organismo di sorveglianza. La composizione dell'organismo di sorveglianza varia in funzione della tipologia di fondo pensione aperto. Possono farne parte rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro quando le adesioni al fondo avvengono su base collettiva.

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La contribuzione
Le contribuzioni che alimentano il fondo pensione cambiano a seconda che sia negoziale, aperto o individuale. Quando si tratta di adesioni su base contrattuale, l'entit della contribuzione definita dagli accordi sindacali, collettivi o aziendali. In linea generale vi una quota a carico del datore di lavoro e una a carico del lavoratore, stabilita in percentuali che possono partire da 0,50%. Il lavoratore pu decidere di destinare al fondo, in proprio, somme maggiori stabilite in percentuale sulla retribuzione. A questi versamenti si pu ora aggiungere il Tfr che rappresenta il 6,91% della retribuzione annua lorda. Se l'adesione individuale evidentemente la contribuzione decisa da ogni singolo partecipante in base ai propri piani di investimento. In sintesi la contribuzione alle forme pensionistiche pu essere formata da 1. il Tfr maturando 2. eventuali contributi a carico del lavoratore 3. eventuali contributi a carico del datore di lavoro Dal 1 gennaio 2007 si pu partecipare alle forme pensionistiche complementari anche mediante il solo conferimento del Tfr futuro.

Al lavoratore si presentano diverse possibilit:

Adesione soltanto con il Tfr: il lavoratore aderisce a una forma pensionistica complementare con il solo conferimento, in modalit esplicita o tacita, del Tfr maturando. In tal caso, non c' obbligo di ulteriore contribuzione a carico del lavoratore e del datore di lavoro.

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Se il lavoratore assunto dopo il 29 aprile 1993 decide di destinare il Tfr a un fondo pensione, vige l'obbligo di devolvere tutto il Tfr futuro al fondo; se invece l'inizio dell'attivit lavorativa anteriore, pu destinare al Fondo pensione una parte del Tfr, purch non inferiore al 50% Contributo del lavoratore: il lavoratore destina un contributo (una parte della retribuzione) alla forma pensionistica prescelta, anche in assenza di accordi collettivi. Il datore di lavoro, a sua volta, pu decidere (si tratta di una possibilit e non di un obbligo, in assenza di accordi collettivi e aziendali), di contribuire alla forma pensionistica alla quale il lavoratore ha gi aderito Contributo del datore di lavoro: qualora al lavoratore spetti un contributo del datore di lavoro in base ad accordi collettivi e aziendali, tale contributo confluisce alla forma pensionistica nei limiti e secondo le modalit stabilite dai contratti o accordi
Per i dipendenti di aziende nelle quali si applicano specifici accordi collettivi di adesione a forme di previdenza integrativa, la contribuzione stabilita dai contratti e dagli accordi collettivi e aziendali, in misura fissa o in percentuale della retribuzione assunta per il calcolo del Tfr. E' consentito proseguire la contribuzione oltre il raggiungimento dell'et pensionabile prevista dal regime di appartenenza se, alla data del pensionamento, si pu far valere almeno un anno di contribuzione a favore delle forme di previdenza complementare.

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Le prestazioni

Pensione complementare e capitale


Si ha diritto alla pensione complementare quando si matura il diritto alla pensione pubblica, purch si siano versati contributi per almeno 5 anni al fondo pensione. Al momento del pensionamento si pu chiedere l'erogazione di una parte del montante maturato anche in forma di capitale fino a un massimo del 50% della posizione. E' possibile percepire l'intero montante in capitale nel caso in cui, convertendo in rendita almeno il 70% del montante finale, l'importo della pensione complementare sia inferiore del 50% rispetto all'assegno sociale (nel 2007 il 50% dell'assegno sociale pari a 2.530 euro l'anno).

Anticipazioni
Sul capitale accumulato nella posizione individuale del fondo pensione possibile chiedere anticipazioni come avviene per il Tfr lasciato in azienda. I casi in cui data tale facolt sono i seguenti In qualsiasi momento della partecipazione alla forma pensionistica possibile ottenere il 75% della posizione maturata per sostenere spese sanitarie conseguenti a gravissime condizioni per s, per il coniuge, per i figli Dopo 8 anni di iscrizione al fondo si pu chiedere - fino al 75% della posizione maturata per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa per s e per i figli - fino al 30% della posizione maturata per ulteriori esigenze dell'iscritto Per il calcolo degli 8 anni sono validi tutti i periodi maturati presso forme pensionistiche complementari.

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Trasferimenti
L'iscritto pu trasferire la posizione individuale ad altra forma pensionistica complementare in primo luogo quando perde il diritto di iscrizione alla forma nella quale iscritto. Se aderisce a un fondo negoziale e la nuova societ aderisce a un diverso contratto collettivo nazionale, oppure non aderisce ad alcun accordo la sua posizione nel fondo di categoria pu essere automaticamente trasferita. Il trasferimento pu anche avvenire per scelta volontaria, ma in questo caso solo dopo due anni di iscrizione. Trascorsi due anni, l'aderente pu trasferire la propria posizione a un fondo aperto o a una forma individuale di previdenza integrativa. Nel trasferimento pu portare con s anche i successivi versamenti del Tfr.

Riscatti
L'aderente che perde il diritto alla iscrizione a un fondo perch per esempio cambia categoria contrattuale, in alternativa al trasferimento, pu chiedere il riscatto (la restituzione) della posizione maturata, oppure pu mantenere la posizione presso il fondo senza ulteriori contribuzioni. Il riscatto inoltre possibile nella misura del 50% nei casi di disoccupazione tra 12 e 48 mesi, ovvero in presenza di procedure di mobilit e cassa integrazione. Nel caso in cui la disoccupazione sia superiore a 48 mesi possibile il riscatto dell'intera posizione maturata.

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Decorrenza del Tfr da versare


Il versamento del Tfr ai fondi pensione decorre dal momento dell'opzione scritta da parte del lavoratore. Lo schema mostra come cambia la decorrenza per il versamento del Tfr a seconda che il lavoratore sia gi alle dipendenze dell'azienda al 31 dicembre 2006 oppure sia assunto dopo il 1 gennaio 2007.

Lavoratori assunti

Lavoratori assunti

prima
del 31 dicembre 2006

dopo
il 31 dicembre 2006

Opzione espressa per i fondi

Silenzio assenso

Opzione espressa per i fondi

Silenzio assenso

Effettivo versamento dal 1 luglio 2007 con le quote di Tfr maturate dal momento dell'opzione scritta. I ratei del Tfr dal 1 gennaio alla data dell'opzione restano in azienda

Le aziende provvedono al versamento dal 1 luglio 2007. I ratei del Tfr dal 1 gennaio al 30 giugno restano in azienda

Versamento dal mese successivo alla scelta scritta del lavoratore ( o da quello successivo alla scadenza del termine per l'opzione) delle quote di Tfr maturato dal momento dell'assunzione

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Il Tfr conservato nella forma tradizionale


Il Tfr maturando non destinato alla previdenza complementare dei lavoratori alle dipendenze di imprese con almeno 50 dipendenti confluisce nel Fondo della Tesoreria dello Stato gestito dall'Inps, con effetto dal 1 Gennaio 2007. Il Tfr - sia che resti in azienda, sia che venga affidato al Fondo di Tesoreria presso l'Inps - verr gestito con le vecchie regole (art. 2120 del C.C.): sar cio rivalutato annualmente; sar liquidato al momento della cessazione del rapporto di lavoro; sar oggetto di anticipazioni nei casi previsti. Sar comunque l'azienda a erogare le prestazioni del Tfr anche per la quota versata al Fondo Tesoreria, conguagliando le somme erogate con i contributi dovuti: nel caso i contributi siano insufficienti a coprire gli esborsi di Tfr, il Fondo Tesoreria provveder, entro 30 giorni, al saldo della quota residua versandola direttamente all'azienda.

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Il supporto informatico
per controllare la propria posizione individuale
Chi aderisce al fondo pensione Azimut Previdenza sia in forma individuale sia in forma collettiva potr controllare in qualsiasi momento la propria posizione contributiva nonch i rendimenti realizzati. Al momento dell'iscrizione ricever infatti una user e password per accedere, tramite il sito internet www.azimutprevidenza.it, alla banca dati che contiene tutte le informazioni sulla sua posizione.

Con gli strumenti informatici reperibili nel sito pubblico www.azimutprevidenza.it anche possibile effettuare simulazioni per valutare la convenienza fiscale delle diverse scelte.

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La scelta della linea


I fondi pensione sono nella stragrande maggioranza multicomparto ossia offrono all'aderente la possibilit di scegliere un indirizzo di investimento pi o meno aggressivo per quanto concerne la composizione del portafoglio. Il lavoratore, oltre a scegliere il fondo pensione al quale destinare Tfr ed eventuali contributi aggiuntivi, sceglier anche l'indirizzo di investimento

Ad esempio si potr scegliere tra una linea conservativa investita in obbligazioni e strumenti del mercato monetario, una linea bilanciata composta in misura equilibrata da obbligazioni e azioni, o una linea pi aggressiva che investe in prevalenza in azioni.
I flussi di Tfr conferiti tacitamente devono essere destinati ad una linea che possa realizzare con elevata probabilit rendimenti almeno pari a quelli del Tfr. Per questo molti fondi pensione (compreso Azimut Previdenza) prevedono linee con una garanzia di rendimento minimo annuo per venire incontro all'esigenza di destinare a una linea praticamente priva di rischio il Tfr dei lavoratori che non esprimono alcuna scelta.

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Domande e risposte
Entro quale data i lavoratori dipendenti devono effettuare la scelta circa la destinazione del Tfr? La scelta se mantenere in azienda il Tfr oppure destinarlo a una forma pensionistica complementare deve essere effettuata: - entro il 30 giugno 2007 per i lavoratori gi in attivit di servizio alla data del 1 gennaio 2007 - entro sei mesi dalla data di assunzione se successiva al 1 gennaio 2007

Cosa succede se il lavoratore dipendente non effettua alcuna scelta entro il termine previsto? Scatta il meccanismo del silenzio/assenso: il Tfr viene conferito al fondo pensione negoziale previsto dal contratto collettivo applicabile al rapporto di lavoro del soggetto in questione, oppure presso la forma pensionistica collettiva con il maggior numero di adesioni di lavoratori dell'azienda. Nel caso in cui non ci siano i fondi sopra indicati, l'azienda tenuta a conferire il Tfr al Fondo pensione complementare appositamente istituito presso l'Inps (Fondinps). Il Tfr dei dipendenti che non hanno manifestato alcuna scelta sar indirizzato alla linea pi conservativa del Fondo. La scelta di conferire il Tfr a una forma pensionistica complementare revocabile? No.

La scelta di non conferire il Tfr a una forma pensionistica complementare revocabile? S in qualsiasi momento successivo.

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Il Tfr maturato fino al 31 dicembre 2006 deve essere trasferito ai fondi di categoria? No. Il Tfr maturato fino a tutto il 2006 rimane in ogni caso in azienda. L'opzione per il fondo si riferisce infatti esclusivamente al Tfr futuro, vale a dire quello maturato dopo il 1 gennaio 2007.

La quota di Tfr maturando destinata a una previdenza complementare deducibile dal reddito? No, in quanto il Tfr destinato come contributo al fondo pensione (ma anche nel caso in cui venga accantonato in azienda), risulta fiscalmente esente (e non deducibile dal reddito del soggetto perch non entra nel reddito del soggetto). E' obbligatorio aderire a una forma pensionistica complementare? No. L'adesione alle forme pensionistiche complementari libera e volontaria. Occorre tenere presente che, se non si manifesta la volont di mantenere il Tfr in azienda, il datore di lavoro obbligato a trasferire il Tfr alla forma pensionistica prevista dagli accordi collettivi e aziendali. E' possibile, dopo l'adesione a una forma pensionistica complementare, recedere rinunciando completamente alla realizzazione delle finalit previdenziali? No. L'adesione a una forma pensionistica complementare comporta tendenzialmente la permanenza all'interno del sistema fino al momento del pensionamento ovvero fino al verificarsi di un evento (inoccupazione, invalidit, mobilit, cassa integrazione guadagni) che consente alle condizioni e nei limiti stabiliti dalla legge il riscatto della posizione prima della quiescenza. E possibile che un lavoratore gi iscritto a un fondo pensione chiuso (per esempio il COMETA) decida di passare a un fondo pensione aperto? In caso di risposta affermativa, pu farlo immediatamente o deve aspettare un determinato periodo di tempo? Il passaggio volontario a un fondo pensione aperto possibile dopo almeno 2 anni di partecipazione al fondo precedente. Bisogna prestare at-

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tenzione al fatto che passando dal Cometa ( o da un altro fondo chiuso) a un fondo aperto, il datore di lavoro non pi obbligato a versare il contributo a suo carico e quindi il mantenimento del contributo va eventualmente contrattato con lo stesso datore di lavoro. E possibile aderire a pi forme di Previdenza Complementare (Fondi Negoziali, Fondi Aperti, PIP)? Nel caso sia possibile tenere aperte due posizioni previdenziali, cosa accade per la deduzione dei contributi?

E assolutamente possibile aprire pi posizioni di Previdenza Complementare. Va ricordato che limpiego del Tfr possibile in un unico fondo. I contributi versati ai diversi fondi sono deducibili nel limite massimo (cumulato) di 5.164,57 euro.

Un lavoratore dipendente che non aderisce ai fondi pensione, pu dedurre i contributi a un fondo pensione intestato a un familiare a carico utilizzando tutti i 5.164,57 euro a disposizione? Si certo. E' previsto che innanzitutto la deduzione spetti alla persona a carico, fino a capienza del suo reddito complessivo (che non pu essere superiore a 2.840,51 euro perch, diversamente, non a carico), sempre che ne abbia uno. Tutti i contributi (o quelli eccedenti il limite deducibile dal soggetto a carico) possono essere dedotti dal reddito complessivo del titolare di reddito principale, sempre nel rispetto del limite assoluto di 5.164,57 euro.

Come determinato il contributo alle forme pensionistiche complementari per i lavoratori dipendenti? Per i lavoratori dipendenti il contributo alle forme pensionistiche complementari stabilito in cifra fissa oppure in percentuale della retribuzione utile ai fini del calcolo del Tfr. Relativamente ai lavoratori dipendenti che aderiscono ai fondi pensione negoziali oppure ai fondi pensione aperti su base collettiva, le modalit e la misura minima dei contributi a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori possono essere fissati dai contratti o accordi collettivi anche aziendali.

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Quali sono le agevolazioni fiscali per i contributi versati alle forme pensionistiche complementari? I versamenti alle forme pensionistiche complementari (escluso il Tfr) sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto che li effettua entro il limite massimo di 5.164,57 euro.

E' possibile continuare a versare contributi a una forma pensionistica complementare anche dopo il raggiungimento dell'et pensionabile? La contribuzione alle forme pensionistiche complementari pu proseguire volontariamente anche dopo il raggiungimento dell'et pensionabile prevista dal regime obbligatorio di appartenenza a condizione che, al momento del pensionamento, il soggetto abbia effettuato versamenti a una forma pensionistica complementare per almeno un anno. In questo caso il soggetto pu liberamente scegliere il momento in cui fruire delle prestazioni pensionistiche. Che cosa si intende per posizione individuale con riferimento ai fondi pensione? La posizione individuale il valore corrispondente al totale della contribuzione versata (contributi del datore di lavoro, Tfr e contributi del lavoratore) al Fondo e ai rendimenti realizzati, al netto delle spese. Tale ammontare viene indicato tramite una comunicazione periodica annuale.

Cos' l'assegno sociale? L'assegno sociale un sostegno economico erogato a favore delle persone con oltre 65 anni e un particolare stato di bisogno. Per l'anno 2007 l'importo annuo dell'assegno sociale pari a 5.061,68 euro. Che cosa si intende per Fondo a contribuzione definita? In un fondo a contribuzione definita certo l'ammontare dei contributi da versare al Fondo, mentre l'entit della prestazione finale dipende dai contributi versati al Fondo pensione e dai risultati della gestione finanziaria.

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Che tipo di rendimento garantito se si conferisce il Tfr nei fondi? C' un rischio per il capitale? Il rendimento dei fondi pensione, come di qualsiasi altro investimento finanziario dipende dalla composizione del portafoglio. Un fondo di profilo azionario potr registrare perdite in conto capitale per periodi pi o meno lunghi di tempo, ma con un adeguato orizzonte temporale potr dare rendimenti pi alti. Un indirizzo pi obbligazionario dar risultati inferiori, ma con minori rischi di perdita in conto capitale. Ci sono poi le linee garantite che assicurano la restituzione del capitale versato e un incremento di valore analogo a quello della rivalutazione del Tfr. Il risultato dipende in larga misura dalle capacit del gestore: per questo la scelta di chi gestisce il fondo essenziale.

In quale linea di un Fondo Pensione viene conferito il Tfr di un dipendente che non ha manifestato alcuna volont (dunque silenzio-assenso) nel semestre a sua disposizione? Nel caso del lavoratore che ometta di esprimere un scelta in forma scritta al proprio datore di lavoro, il Tfr maturando sar conferito nella linea di investimento con garanzia di capitale e rendimento minimo oppure nella linea a contenuto pi prudenziale.

Quando il lavoratore si considera gi occupato alla data del 28 aprile 1993? Quando, a tale data, risulta attivata una posizione obbligatoria di natura previdenziale (Inps per i lavoratori del settore privato) indipendentemente dai contributi versati, anche se in maniera discontinua o solo per poche settimane. Con quale periodicit devono essere effettuati i versamenti del Tfr maturando alle forme pensionistiche complementari? Con la periodicit prevista dalle regole stabilite dai contratti collettivi, dagli accordi integrativi aziendali, dai regolamenti aziendali.

Se si conferisce al fondo pensione negoziale solo il Tfr si ha diritto al contributo del datore di lavoro previsto dal contratto collettivo? No. Per avere diritto al contributo del datore di lavoro si devono versare propri contributi nell'ambito di un accordo collettivo o aziendale.

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Se si conferisce il Tfr a una forma pensionistica individuale e si versa anche il proprio contributo si ha diritto al contributo del datore di lavoro previsto dal contratto collettivo? No, a meno che questo diritto sia espressamente previsto dallo stesso contratto collettivo.

Se il Tfr conferito a fini previdenziali non deducibile dal reddito, qual il vantaggio fiscale del conferimento? Il vantaggio consistente, ma riguarda le prestazioni. Infatti il Tfr liquidato al termine del rapporto di lavoro soggetto a tassazione separata con l'aliquota Irpef media degli ultimi 5 anni (quindi in ogni caso non inferiore al 23%). Il capitale o la pensione derivanti dal Tfr e altri contributi versati al Fondo pensione (con esclusione dei rendimenti gi tassati nella fase di accumulo) sono invece soggetti a un'imposta del 15% che pu scendere fino al 9%, premiando con uno 0,3% ogni anno di partecipazione al Fondo successivo oltre i 15 anni. Si pu aderire a una forma pensionistica negoziale senza versare ad essa il Tfr? No. l'adesione ad una forma pensionistica negoziale pu avvenire o con il solo versamento del Tfr oppure con il versamento sia del Tfr che dei contributi previsti dal contratto collettivo di riferimento.

Si pu aderire a una forma pensionistica individuale senza versare ad essa il Tfr? Si. Se si dovesse decidere di cambiare lavoro e anche settore di appartenenza (ad esempio passare dal settore del credito al settore commerciale) come viene disciplinata la scelta di destinare o non destinare il Tfr ai fondi aperti o chiusi?

Il lavoratore, grazie alle nuove norme che hanno ampliato la "portabilit" del fondo, pu trasferire volontariamente la sua posizione dopo due anni di adesione al fondo, ad esempio in caso di trasferimento volontario a fondi aperti. Non dovr attenersi ad alcun periodo minimo nel caso di cambio di lavoro e conseguente nuovo fondo previsto dal contratto.

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Il lavoratore vedr trasferita la sua posizione al nuovo fondo di previdenza chiuso proseguendo la sua posizione individuale senza penalizzazioni. Decorsi due anni dalla data di partecipazione ad una forma pensionistica complementare, la legge prevede anche la portabilit del contributo del datore di lavoro?

La continuazione dei versamenti del datore di lavoro a favore della nuova forma prescelta dal lavoratore pu avvenire nel rispetto dei limiti e modalit stabiliti dagli accordi collettivi, anche aziendali.

Quali sono le prestazioni erogate dalle forme pensionistiche complementari? Prestazioni in forma di capitale e in forma di rendita. L'aderente ha facolt di riscattare una parte di quanto accumulato fino ad un massimo del 50% del capitale. La somma che non viene prelevata in forma di capitale viene trasformata in una rendita, ossia una somma periodica che va a integrare la pensione pubblica. Anticipazioni. Si possono chiedere anticipazioni del capitale maturato per: anticipazioni per spese sanitarie, anticipazioni per acquisto prima casa, anticipazioni per ulteriori esigenze degli aderenti. Riscatti. In caso di cessazione dei requisiti di partecipazione le forme pensionistiche complementari possono erogare: riscatto parziale o riscatto totale.

E' possibile ottenere le prestazioni delle forme pensionistiche complementari anche prima della maturazione dei requisiti di accesso alla pensione pubblica? Esistono due casi in cui possibile chiedere un'anticipazione delle prestazioni rispetto al momento in cui maturano i requisiti di accesso alla pensione pubblica. In caso di disoccupazione per un periodo di tempo superiore ai 48 mesi oppure in caso di invalidit permanente che comporti la riduzione della capacit di lavoro a meno di un terzo. In entrambi i casi sopra richiamati, il soggetto in questione pu chiedere alla forma pensionistica complementare di accedere alle prestazioni con un anticipo di cinque anni rispetto ai requisiti per l'accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza.

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Cosa succede in caso di decesso dell'aderente a una forma pensionistica prima del pensionamento? L'intera posizione individuale maturata all'interno della forma pensionistica complementare riscattata dagli eredi ovvero dai diversi beneficiari indicati dall'aderente. Gli eredi o i beneficiari possono essere sia persone fisiche sia persone giuridiche. In mancanza di tali soggetti la posizione resta acquisita alla forma pensionistica complementare se si tratta di forma negoziale ovvero, qualora si tratti di forma pensionistica individuale, viene devoluta per la realizzazione di finalit sociali.

Per quanto tempo viene erogata la rendita pensionistica? Dipende dal tipo di rendita. La rendita vitalizia viene erogata fino al decesso del beneficiario della rendita medesima. La rendita reversibile viene erogata al beneficiario finch questi in vita. Alla sua morte, la rendita viene erogata al beneficiario superstite. La rendita certa per x anni, poi vitalizia, viene erogata per un numero di anni prestabilito decorso il quale la rendita diventa vitalizia. Quale scenario si profila in caso di decesso di una persona gi in pensione che non ha ancora percepito n la quota capitale n la rendita? Se l'aderente aveva optato per la rendita reversibile, la rendita erogata al beneficiario indicato per la reversibilit. Inoltre la legge stabilisce la possibilit che le forme pensionistiche complementari possano prevedere la restituzione, ai beneficiari indicati dal soggetto, del montante residuo (quella parte di capitale accumulato a quel momento ancora non utilizzato sotto forma di pensione) o la conversione in rendita a favore degli stessi soggetti. Quest'ultima prestazione alternativa si realizza se prevista negli schemi per l'erogazione delle rendite dai singoli Fondi complementari.

Si possono designare pi beneficiari della propria rendita pensionistica? S. Ovviamente l'entit della rendita si ridurr in proporzione al numero e soprattutto all'et dei beneficiari che verranno effettivamente designati.

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Un vecchio iscritto (assunto prima del 29 aprile 1993) a un fondo collettivo di categoria, giunto alla pensione, pu richiedere tutto il capitale maturato anzich la rendita mensile? Essendo un "vecchio" iscritto potr optare per il 100% in capitale, ma dovr rinunciare al nuovo trattamento fiscale sui contributi dedotti e sul Tfr versato a partire dal 2007; oppure potr accettare le regole valide per tutti (non pi del 50% in capitale) e avere diritto alla tassazione pi favorevole su quanto versato a partire dal 2007. In questa seconda ipotesi rimane aperta la possibilit di avere tutto in capitale qualora il 70% del montante finale trasformato in rendita risulti inferiore al 50% dell'assegno sociale.

In che modo tassata la pensione complementare? La pensione complementare assoggettata a una ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 15%. Tale aliquota si riduce di una quota pari a 0,30% per ogni anno di partecipazione alle forme pensionistiche complementari eccedente il quindicesimo. La riduzione massima comunque del 6% per cui dopo il 36 anno di partecipazione alle forme pensionistiche complementari si applica l'aliquota di imposizione del 9%. L'aliquota del 15% (eventualmente ridotta in ragione dell'anzianit di partecipazione superiore a 15 anni) si applica non su tutta la pensione complementare erogata ma solo sull'importo della pensione complementare ridotto dei contributi eventualmente non dedotti, degli interessi maturati durante la fase di accumulazione nonch della rivalutazione annua della rendita medesima.

In che modo tassato il riscatto erogato prima del pensionamento per effetto di perdita dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica complementare? Il riscatto erogato prima del pensionamento per effetto della perdita dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica complementare assoggettato a una ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 15%. Tale aliquota si riduce di una quota pari a 0,30% per ogni anno di partecipazione alle forme pensionistiche complementari eccedenti il quindicesimo. La riduzione massima del 6% per cui dopo il 36 anno di partecipazione alle forme pensionistiche complementari comunque si applica

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l'aliquota di imposizione del 9%. L'aliquota del 15% (eventualmente ridotta in ragione dell'anzianit di partecipazione superiore a 15 anni) si applica non su tutta la pensione complementare erogata ma solo sulla parte imponibile di essa. In che modo tassata l'anticipazione per far fronte a spese sanitarie? L'anticipazione richiesta per far fronte a spese sanitarie relative a gravi patologie dell'aderente e dei suoi familiari assoggettata a una ritenuta a titolo di imposta (quindi a titolo definitivo) con aliquota del 15% con le medesime regole del riscatto.

Cosa succede se dopo aver aderito a una forma pensionistica complementare, si cambia lavoro? Si ha diritto alla liquidazione? Si ha diritto all'erogazione del Tfr maturato fino al 2006 secondo le modalit consuete (liquidazione del capitale). Il Tfr destinato ai fondi perde la sua natura di liquidazione in caso di cessazione del rapporto di lavoro e rimane, salvo alcuni casi particolari, depositato presso il fondo per la costituzione della rendita al momento del pensionamento. Cambiando lavoro opera l'istituto della portabilit, per cui il lavoratore pu trasferire al fondo del nuovo settore di appartenenza la posizione maturata. Nel caso in cui si sia cominciato a lavorare prima del 29 aprile 1993 e non si sia iscritti ad alcun fondo, il lavoratore pu destinare al fondo solo una parte del Tfr maturando, nella misura prevista dal fondo.

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Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari prima delladesione leggere la Nota Informativa

AZIMUT
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Marzo 2007