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La SAT garantisce laccesso alle montagne trentine mettendo a disposizione un patrimonio fatto di 34 rifugi alpini, 5 capanne sociali, 12 bivacchi

e altri punti di appoggio per una somma di 3.000 posti letto. Verso di essi e non solo convergono 745 sentieri, 118 sentieri attrezzati e 74 vie ferrate, per un totale di oltre 5.100 km cui il Sodalizio assicura, grazie allopera volontaria dei suoi Soci, una manutenzione continua. Nellimmagine il Rifugio F.F. Tuckett e Q. Sella nelle Dolomiti di Brenta (Fototeca Trentino Marketing S.p.A. - Foto Daniele Lira)

DAL 1872 AL 2012: CENTOQUARANTANNI DIMPEGNO PER LA MONTAGNA


Piergiorgio Motter Presidente Societ degli Alpinisti Tridentini

a Societ Alpina del Trentino si pre gge di raggiungere il suo scopo mediante ricerche scienti che sulle montagne, descrizioni delle medesime, desunte da tutti i punti di vista sotto i quali si presentano. Recita pressappoco cos uno degli articoli fondativi del Sodalizio che questanno celebra centoquarantanni di vita. E continua: Sar speciale incarico della Direzione lassociarsi a pubblicazioni periodiche di altre societ e Club Alpini, il trasmettere le loro relazioni riguardanti le nostre montagne, e provvedersi di adeguati strumenti scienti ci. Lurgenza di allora era di portare a conoscenza un patrimonio ritenuto trascurato, di mettere in relazione il territorio con la sua gente, di far comprendere che il Trentino e le sue ricchezze paesaggistiche non potevano rimanere appannaggio degli alpinisti stranieri, della cultura civile e militare doltralpe. Il Bel Paese, per riprendere in tono locale lo Stoppani, non poteva ritenersi completo senza le corrugate seduzioni della regione allora irredenta, senza le montagne e le valli che delimitavano il ribadito con ne naturale e la sua storia. In questa luce lillustrazione del Trentino diventava quindi una sorta di missione civile. Era opportuno farlo con i diversi mezzi a disposizione: quelli della geogra a e della geologia, della botanica e delletologia, della cultura, della lingua e della fotogra a. Appariva necessario tracciare nuove strade e sentieri, unire le valli e

le montagne, valorizzare gli ambienti, dare forza alle tradizioni. Toccava ad esempio a Giovanni Battista Unterveger ssare sulla lastra i paesaggi e gli ambienti di questa terra in una viaggio che la SAT aveva promosso nella consapevolezza dellimportanza comunicativa del paesaggio virtuale. Era Torquato Taramelli, a studiare alcune caratteristiche geologiche poi con uite nella Carta dItalia. Faceva poi seguito Ottone Brentari che a pochi anni di distanza raccoglieva nella sua Guida del Trentino le isoipse culturali e scienti che di un territorio che trovava ragione dessere nelle espressioni geogra che e umane che lo facevano soggetto di un interesse peculiare. Non sono in ne mancati gli stimoli di Giovanni Battista Trener, di Giovanni a Prato, di Bartolomeo Malfatti, come quelli dellAmbrosi, del Baroldi, del Boni, di Bresadola, Denza, Frattini, Gambillo, Largaiolli, Orsi, Piscel, Riccabona e di tanti altri che non qui possibile elencare. Il Trentino usciva cos dal bozzolo della sua prudenza per librarsi nella metafora della farfalla che Cesare Battisti disegnava nel saggio tuttora modello della nostra produzione scienti ca e non a caso ripreso nel logo della promozione turistica del Trentino. Eppure era ancora dif cile parlare in maniera univoca di questo paese che molti grandi avevano

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celebrato con affettuose espressioni e centinaia di pigmei seguitavano ad attaccare con basse e volgari invettive, come scrive ancora il geografo trentino. Era certamente anche la passione politica a pronunciarsi cos in questi anni di ne Ottocento, rivelando tuttavia condizionamenti che impedivano a molti di guardare con suf ciente lucidit per no agli aspetti geogra ci di una regione scolpita a nord da una lingua diversa, animata nel suo cuore da parlate alloglotte, contesa da due stati e da due politiche che nel limes meridionale atesino si restringevano ancor prima delle Termopili veronesi. Fra la spina dorsale dellAdige e le rami cazioni delle valli gli studi per crescevano ancora. Magari settoriali, ma non per questo meno importanti nel lare la ragnatela delle conoscenze geogra che e ambientali, come nella Carta dItalia del Touring, che allinizio del Novecento veniva fra laltro a ridare un imprimatur italiano a molte localit allora dal nome tedesco. A dettarne limpianto troviamo Lamberto Cesarini Sforza, Antonio Tambosi, Ernesto Lorenzi, Silvestro Valenti, Desiderio Reich, Ettore Tolomei, Luigi Onestinghel, Mario Scotoni, Carlo Garbari, Vittorio Stenico, lo stesso Cesare Battisti: ovvero alcune colonne del tempio satino dellepoca. Sarebbe peraltro lunga la lista delle metope culturali della montagna e della terra trentina. La SAT ne conserva lo spessore e la forza nella sua biblioteca ideale e reale, dove i titoli si sommano alle opere di coloro che hanno dato alla regione unimpronta che nemmeno la guerra ha potuto cancellare. Certo quella ferita fu profonda, soprattutto ai con ni. Le montagne violate, i paesi distrutti, le valli stravolte, le popolazioni costrette a lasciare le case e talvolta la

vita. Lincendio dei fuochi guerreschi fu lungo e sofferto, pi del tempo contato dai calendari. Ma alla ne lo spartiacque politico volger verso sud, magari con altri problemi di respiro non breve. La farfalla apriva in effetti le ali con i nuovi colori, ma trovava ancora dif colt a librarsi leggera. peraltro ancora la pubblicistica a disegnarne i contorni: quella divulgativa o propagandistica; talvolta anche quella scienti ca. Negli anni littori la redenzione doveva celebrarsi da una prospettiva che impegnava a guardare da sud, dal punto dove si apriva la porta azzurra delle Dolomiti. Doveva assumere una sorta di atteggiamento sacrale che lo stesso Club Alpino Italiano ricreava nel solco di una terra inserita nei miti romani, ovvero in una cultura che non si limitava solo allalpinismo ma anche al modo di concepire la Venezia Tridentina nelle sue prospettive culturali, geogra che e antropiche. Certo la reazione non venne a mancare. La SAT volle entrare nel CAI come sezione autonoma, conservando il suo nome, il suo stemma e il suo moto. Ma questo non valse a salvarla del tutto, anche nella linea di una ricerca autonoma, nel disegno di una divulgazione attenta alle peculiarit morfologiche e soprattutto sociali della regione che la nascita della SOSAT in un primo tempo si propose di poter coltivare. La scienza, o tale presunta, prese strade talvolta ambigue, come dimostra fra laltro la toponomastica di Tolomei e le conseguenze che tuttora si riverberano nelle nostre cronache. Non bisogna per accantonare le posizioni di Giovanni Pedrotti, studiate da Claudio Ambrosi, quelle di Pino Prati, alpinista eterodosso e fra laltro autore di monogra e capaci di non scindere limpresa alpinistica dagli aspetti naturalistici, geogra ci ed

etici della montagna e del suo ambiente. Non bisogna nemmeno trascurare le impostazioni degli Annuari a cavallo degli anni trenta, caratterizzati da una temporanea ma senzaltro lodevole produzione scienti ca. Il Ventennio morir con le armi, ma lombra pian piano lasciava lo spazio alla luce. Dopo il fuoco retorico e bellico era comunque necessario rimettere le cose a posto, superare con itti e dualismi. Ribadire che la regione doveva ricomporre la sua identit, che la geogra a e la storia non potevano essere falsi cate dalle ideologie e dalle armi. La SAT era ancora prodiga di cultura in questa direzione. I suoi scaffali si arricchivano di nuovi studi, molti dei quali si trovano citati nellampia bibliogra a a corredo di questo volume e ai quali non resta che rimandare per una panoramica nellambito delle opere geogra che e naturalistiche. Gli stessi congressi si animavano di proposte e progetti; i bollettini aggiungevano altre tessere a un dibattito ineludibile. Basta pescare dai cataloghi per confrontarsi con le monogra e relative alla storia dellalpinismo e ai temi pi vasti in discussione, quelli posti in buona parte allattenzione in questo libro che cerca di fare il punto sul territorio e sulla sua essenza, sulla sua attualit. Non certo facile comporre un mosaico equilibrato di fronte allaffermazione del nuovo. Il Moloch del progresso chiede talvolta al paesaggio di donare se stesso, almeno una parte. In molte situazioni la montagna stata chiamata a cedere i silenzi; le valli a concedere spazi, i centri maggiori magari anche laria. Spesso la SAT ha levato la voce in difesa di un patrimonio da non dissipare alla corsa miope, allimpero del momento. Con la forza dei suoi soci ha cercato di suggerire la necessit di progettare uneco-

nomia sostenibile, equilibrata, capace di armonizzare le strade veloci con i sentieri pi lenti dellambiente e delle sue tante vite. Lo ha fatto con quanti si sono avvicendati alla sua guida in questi ultimi lustri e lo ha ribadito con determinazione con la mia presidenza che volge al termine, con questo consiglio centrale cui tocca lonore di ricordare con orgoglio un vissuto di quattordici decenni. Per questo stato deciso di promuovere un libro che intende essere il sommario di un territorio pregno di storia e di prospettive in ogni sua piega. In questopera, che ritengo fondamentale, gli autori hanno focalizzato sette ambiti con un sostrato geogra co, geologico, climatico, botanico, faunistico particolare, eppure nellinsieme osmotico. Alessio Bertolli, Elena Guella, Bruno Maiolini, Maurizio Odasso, Paolo Pedrini, Filippo Prosser, Antonio Sarzo, Lucio Sottovia, Gino Taufer e Gilberto Volcan hanno riaperto le ali della farfalla trentina mostrandone la grande ricchezza di toni e sfumature, la sua potenziale capacit di volare nel presente e nel futuro. In queste pagine la carta del Trentino si mostra pi che mai aperta: dalle Prealpi occidentali alle Dolomiti, dalle geogra e impossibili del ume Adige alle nervature dei suoi af uenti; dalla fauna e dalla ora delle valli uviali a quella rupicola e delle vette; dai graniti alle rocce carbonatiche alla morfologia glaciocarsica dei rilievi occidentali; dal clima verde della fascia meridionale al bianco delle nevi perenni. Laffresco davvero vasto e mirabile, condotto con grande rigore scienti co ma anche con quella vicinanza allambiente e al paesaggio che permette di cogliervi ogni gradazione, ogni ri esso, in fondo la sua umanit.

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Rupi assolate al Castello di Arco e gelido versante nord della Presanella (foto a destra): ambienti ecologicamente molto diversi, facce opposte di uno stesso straordinario territorio: il Trentino. (Foto Marco Klber e Alessandro Ghezzer)

INTRODUZIONE Alessio Bertolli

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l Trentino un territorio tanto piccolo quanto straordinario. Lo rendono tale la variet di culture e tradizioni, la moltitudine di paesaggi e ambienti, e la quantit e la qualit del suo patrimonio naturalistico, tanto che la peculiarit pi autentica del Trentino sta forse proprio in questo, nella sua diversit di scenari, di luoghi, di valori e risorse, concentrati in uno spazio che di per s modesto. Si tratta certamente di un patrimonio di cultura e di natura di cui andare eri e su cui poter basare un modello dellabitare, del progettare e dellagire che dovrebbe essere il pi possibile condiviso, coerente e compatibile. Del resto, conoscere i caratteri identitari e distintivi del territorio signi ca attribuire speci cit e valore aggiunto ai luoghi, signi ca opporsi allomologazione e alla banalizzazione degli spazi, signi ca non arren-

dersi a quella tristezza delluniformit che Aldo Gorfer nei suoi tanti scritti spesso denunci. Signi ca anche creare identi cazione, generare un senso di condivisa appartenenza ai luoghi, diffondere la cultura del paesaggio e della bellezza: unici, veri, essenziali strumenti per gestire e preservare generazione dopo generazione questo grande patrimonio. In un tale contesto si colloca questo volume, il cui obiettivo principale far conoscere i valori naturalistici pi autentici e profondi del territorio trentino, talvolta sconosciuti anche agli stessi residenti. Un volume che vuole essere per tutti e alla portata di tutti, dallamministratore della cosa pubblica allappassionato di natura, dallescursionista di montagna al lettore semplicemente curioso, dal turista pi esotico al pi radicato dei valligiani, chiunque potr avvicinarsi a questo libro anche soltanto per soffermarsi

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Lo straordinario paesaggio di Fuchiade. (Foto Alessio Bertolli)

LE IDENTIT DEI LUOGHI: UN PATRIMONIO TRENTINO

volte conviene lasciar parlare i numeri e certi numeri del Trentino sanno essere davvero eloquenti, perch in un territorio di appena 6.207 kmq, pari al 2% dellItalia, sono compresi quattro bacini idrogra ci principali, una decina di grandi vallate, almeno una settantina di valli secondarie, una decina di altopiani, una quarantina di gruppi montuosi, un centinaio di ghiacciai, 347 laghi, 110 siti di interesse geomorfologico e circa 1.700 grotte. Il territorio trentino ospita inoltre un parco nazionale, due grandi parchi provinciali e 152 Zone Speciali di Conservazione, tutti inseriti nella rete europea Natura 2000. Lelevata biodiversit testimoniata da una fauna che annovera 74 specie de nite di interesse comunitario ed impreziosita dalle presenze dellorso, della lince, dellaquila reale e del gipeto; da una ora che conta poco meno di 2.400 specie,

pari al 54% della ora alpina e al 35% della ora italiana; e da una tale variet di habitat naturali o seminaturali che ben 57 tipologie ambientali sono considerate meritevoli di conservazione sulla base delle direttive europee. Senza scordare che il 55% del territorio provinciale coperto da foreste, con una presenza stimata di 500 milioni di alberi (milione pi, milione meno), che corrispondono ad un migliaio di alberi per ogni residente. Oltre alla diversit naturalistica, opportuno ricordare la diversit di tipo culturale, strettamente legata alla montagna e alle sue piccole comunit, e anche in questo caso i numeri sanno essere signi cativi. La popolazione trentina di circa 525.000 unit, appena lo 0,9% della popolazione italiana, con una densit di 85 abitanti per kmq contro i 200 della media nazionale. Il popolamento fortemente concentrato nei fondivalle: infatti, un trentino su due

abita sotto i 400 m, in appena il 12% del territorio a disposizione. Ciononostante, l80% dei 217 comuni trentini dista pi di 25 km da Trento, l84% si colloca sopra i 400 m, il 50% conta meno di 1.000 residenti e il 20% addirittura meno di 500 residenti. Vi sono inoltre tre isole linguistiche (due tedescofone e una romanza), quattro ecomusei e non meno di 43 luoghi di interesse etnogra co attrezzati per la visita, che comprendono sentieri, mulini, fucine, segherie, malghe, casei ci, collezioni, case-museo e piccoli musei territoriali. Numeri tutti questi che rimandano ad una notevolissima eredit culturale legata ad un arcipelago di piccole realt locali; realt che rispecchiano le microstorie di comunit rurali che per secoli si sono di fatto autogestite e autogovernate, come ben dimostrano le 230 Carte di Regola censite sul territorio. Antonio Sarzo

sulle parti o sui luoghi che pi lo interessano, o sulle immagini che pi lo incuriosiscono, immagini tra laltro tutte corredate da ampie didascalie. Si cercato, quindi, di usare un linguaggio chiaro e semplice ma preciso, per rendere accessibili i contenuti ad un pubblico vasto ed eterogeneo, senza tuttavia dar spazio a banalit ed equivoci. Laugurio che questo libro contribuisca a far conoscere le peculiarit dei luoghi, a far scoprire (o riscoprire) le tante identit del Trentino, a svelare la ricchezza e la bellezza del nostro territorio e a consolidare lamore per lo stesso, con la speranza che si possa sempre pi innescare quel circuito virtuoso in cui i valori territoriali generano spirito identitario e lo spirito identitario genera valori territoriali. Per avere una chiave di lettura della ricchezza e della complessit naturalistica del Trentino, si deciso di suddividere il territorio in zone geogra che suf cientemente omogenee per caratteristiche paesaggistiche, ambientali, botaniche e faunistiche; zone che in altre parole siano de nite da un insieme di aspetti naturalistici che si possano ritenere tipici, se non addirittura identitari. Tuttavia, proprio a causa della variet ambientale ed

ecologica del Trentino, la delimitazione di tali settori non affatto immediata. Seguendo, ad esempio, un criterio idrogra co, il territorio risulterebbe ripartito in macroaree che includerebbero troppe disomogeneit naturalistiche: si pensi in particolare ai bacini idrograci del Chiese, del Noce o dellAvisio. N pu venire in aiuto un criterio di suddivisione di tipo amministrativo, ad esempio per comunit di valle, non fosse altro perch le principali valli del Trentino (ad esempio, la Valsugana, la Val di Sole, le Giudicarie) sono impostate su profonde faglie crostali, a cui spesso corrispondono nettissime discontinuit geologiche che generano, di conseguenza, diversit geomorfologiche e biologiche. Ne deriva che, per una pi agevole interpretazione del territorio in chiave naturalistica, conviene mantenere lunit dei gruppi montuosi piuttosto che lunit dei bacini idrogra ci o delle valli. Il modo pi opportuno per lindividuazione di macroaree naturalistiche in Trentino sembra essere quello basato su un criterio misto (orogra co, geologico e climatico assieme), in considerazione del fatto che i caratteri distintivi del paesaggio, della ora e della fauna sono strettamente dipendenti dalla conformazione del rilievo, dalla natura geologica del substrato e dalle condizioni climatiche.

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In effetti, la natura del Trentino non sarebbe cos varia e sorprendente se non ci fosse una fortunata combinazione di ampi gradienti geologici e climatici, a cui ovviamente si deve aggiungere la presenza delluomo, che ha avuto un impatto ora sostenibile e conservativo, ora omologante e distruttivo. Per quanto riguarda gli aspetti geologici, ad esempio, bene ricordare che nel territorio trentino af orano rocce diversissime per et, origine e composizione mineralogica, percorse da una tta trama di faglie e fratture e spesso coinvolte in maestosi fenomeni di ripiegamento e sovrascorrimento. Non meno sorprendente la diversit climatica, perch il Trentino di fatto inizia con le leccete e le olivaie mediterranee del Monte Brione, a 376 m di quota, e nisce a 3.766 m con lambiente subpolare del Monte Cevedale, fatto di ghiacciai e nude rocce: ci signi ca che, sebbene tra il Brione e il Cevedale vi siano solo 67 km di distanza e poco pi di 3 km di dislivello, dal punto di vista climatico come se fossero separati da un viaggio virtuale che unisce il Mediterraneo alle isole Svalbard, 3.600 km pi a nord. Applicando quindi un criterio misto, di tipo orogra co, geologico e climatico, si giunti ad una ripartizione del territorio trentino in sette grandi macroaree naturalistiche. PREALPI TRENTINE OCCIDENTALI Comprende i rilievi formati prevalentemente da calcari (e, in subordine, da dolomie) e collocati ad occidente della Valle dellAdige. Il clima di tipo suboceanico (prealpino), con unoasi climatica submediterranea nelle zone dellAlto Garda e del Basso Sarca. PREALPI TRENTINE ORIENTALI Comprende i rilievi formati prevalentemente da calcari (e, in subordine, da dolomie) e collocati ad oriente della Valle dellAdige. Il clima di tipo suboceanico (prealpino). DOLOMITI TRENTINE OCCIDENTALI Comprende i rilievi formati prevalentemente da dolomie e da calcari, collocati ad occidente della Valle dellAdige. Ne fanno parte il Gruppo di Brenta, lAnaunia e la catena del Ron. Il clima assume caratteristiche via via pi continentali andando da sud verso nord.

DOLOMITI TRENTINE ORIENTALI Comprende i rilievi formati prevalentemente da dolomie (e, in subordine, da calcari e rocce magmatiche) e collocati nel settore nord-orientale del Trentino. Ne fanno parte le Pale di San Martino e le Dolomiti di Fiemme e Fassa. Il clima prevalentemente suboceanico sulle Pale di San Martino, mentre ha unimpronta pi continentale sulle Dolomiti di Fiemme e Fassa. ADAMELLO - PRESANELLA Comprende i rilievi costituiti quasi esclusivamente da rocce magmatiche intrusive (tonaliti e granodioriti) che appartengono ai gruppi dellAdamello e della Presanella. Il clima predominante di tipo continentale. LAGORAI - CIMA DASTA Comprende i rilievi costituiti prevalentemente da rocce magmatiche effusive (por di) e intrusive (graniti) e da rocce metamor che ( lladi e micascisti). Ne fanno parte i gruppi del Lagorai e di Cima dAsta. Il clima di tipo oceanico nei settori meridionali, mentre diventa pi continentale nei settori settentrionali. CEVEDALE - MADDALENE Comprende i rilievi costituiti prevalentemente da rocce metamor che ( lladi e micascisti), collocati a nord della Val di Sole. Ne fanno parte i gruppi del Cevedale e delle Maddalene. Il clima di tipo continentale. Ciascuna macroarea viene presentata attraverso speciche trattazioni riguardanti la geogra a, la geologia, la vegetazione, la ora e la fauna. A tale riguardo, importante chiarire il signi cato di alcuni di questi termini che nel linguaggio comune sono spesso usati in modo generico e fuorviante. Per vegetazione si intende linsieme degli individui vegetali che si aggregano spontaneamente a formare delle comunit vegetali (es: faggeta, lariceto). Con il termine ora si indicano le piante superiori (o vascolari) presenti allo stato spontaneo in un territorio: sono comprese quindi le angiosperme (che costituiscono la maggior parte delle specie vegetali), le ginnosperme (o conifere) e le crittogame vascolari (felci, equiseti, licopodi). Con il termine fauna si intende lintera comunit animale che presente in modo permanente o con cadenza stagionale in un certo territorio: in questo volume sono stati presi in considerazione soprattutto i Vertebrati.
PREALPI TRENTINE OCCIDENTALI PREALPI TRENTINE ORIENTALI CEVEDALE - MADDALENE DOLOMITI TRENTINE OCCIDENTALI DOLOMITI TRENTINE ORIENTALI

ADAMELLO - PRESANELLA LAGORAI - CIMA DASTA

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Nelle varie descrizioni sono inoltre proposti alcuni approfondimenti relativi a particolari aspetti paesaggistici, geomorfologici, ecologici e di conservazione. In apertura di ogni argomento viene presentata una mappa tematica sempli cata per avere un quadro dinsieme immediato della zona descritta. Allinterno di ogni macroarea sono stati inoltre individuati alcuni luoghi identitari (sono 44 in tutto), che vengono descritti singolarmente perch ritenuti particolarmente rappresentativi da un punto di vista paesaggistico e naturalistico. Ovviamente la scelta dei luoghi non stata agevole e il loro numero poteva essere pi cospicuo: in ogni caso, sono stati privilegiati quei luoghi che presentano valori naturalistici importanti e diversi cati e che pertanto possano essere considerati esempli cativi della macroarea geogra ca di appartenenza. Nella selezione degli stessi si tenuto conto anche della loro omogenea distribuzione sul territorio. Lordine di presentazione dei luoghi allinterno delle macroaree segue un criterio geograco-ecologico, iniziando dai fondivalle e arrivando alle zone di quota pi elevata. Nella descrizione dei luoghi non sono state inserite indicazioni di percorsi escursionistici in quanto la Commissione Sentieri della SAT ha intrapreso un impegnativo progetto editoriale pluriennale denominato Per sentieri e luoghi sui Monti del Trentino proprio in questa direzione. Nei vari capitoli si fanno spesso precisi riferimenti alla presenza di tipologie vegetazionali e di specie interessanti, che si possono facilmente ritrovare nel testo grazie allindice analitico. Queste numerose citazioni sono state possibili soprattutto grazie alle banche-dati gestite e aggiornate dai due principali musei scienti ci del Trentino, il Museo Civico di Rovereto e il Museo delle Scienze di Trento che, anche grazie allopera di numerosi volontari, stanno rispettivamente curando da pi di ventanni mirate ed estese indagini oristiche e faunistiche. In chiusura del volume sono presentate alcune voci bibliogra che suddivise per tema e per luogo che rimandano alla speci ca bibliogra a naturalistica di riferimento. Il tema della protezione della natura il vero lo conduttore del volume ed emerge in tutti i contributi: si ritiene, infatti, che la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e il mantenimento della

biodiversit vegetale e animale costituiscano alcuni dei problemi pi attuali e pressanti di questi ultimi decenni. La IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) ha promosso ormai da vari anni la pubblicazione di Liste rosse, cio di elenchi di specie, animali o vegetali, attualmente minacciati di estinzione a vari livelli. Anche in Trentino ne sono state pubblicate alcune e nel volume spesso vi si fa riferimento. I criteri per la de nizione dello stato di minaccia considera sostanzialmente la rarit della specie nel territorio di riferimento, il numero di stazioni in cui presente, la frammentariet dellareale e il fatto che negli ultimi decenni si siano veri cati sensibili riduzioni nel numero di individui (trend). Strettamente legato al tema della tutela della natura listituzione di aree protette, cio di Parchi naturali e di siti Natura 2000. Questi ultimi rappresentano, pur con qualche limite, il modo pi innovativo di concepire la protezione della biodiversit. Infatti, il tradizionale approccio conservazionistico rivolto alle singole specie minacciate appare superato e va afancato da azioni volte alla tutela di tutta la diversit biologica, a livello sia di specie che di ecosistema. La Rete Natura 2000, che in Trentino interessa circa un quarto della super cie provinciale, costituita da Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e da Zone di Protezione Speciale (ZPS). Nel volume, pur non distinguendo queste due tipologie di siti, vi sono frequenti riferimenti alla loro presenza. Si ritiene, infatti, che i siti Natura 2000 siano fondamentali per assicurare la continuit degli spostamenti migratori e dei ussi genetici delle varie specie, oltre a garantire la vitalit a lungo termine degli habitat naturali. Un altro aspetto che stato affrontato, seppur non speci catamente, quello delle IPA (Important Plant Areas), vale a dire delle aree ritenute fondamentali per la conservazione della biodiversit vegetale. Esse nascono in seguito alla positiva esperienza del programma IBA (Important Bird Areas), promosso da Bird Life International, e sono ritenute uno strumento essenziale per la strategia globale di conservazione delle piante nellambito della Convenzione sulla diversit biologica. Esse sono state individuate dal Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare in base a tre criteri: il primo che il sito contenga popolazioni signi cative di una o pi specie di interesse conservazionistico globale o europeo, il

secondo che il sito presenti una ora eccezionalmente ricca nel contesto europeo in relazione alla zona biogeogra ca di appartenenza, il terzo che il sito sia un esempio eccezionale di un tipo di habitat di interesse conservazionistico globale o europeo. In questottica oltre alle specie minacciate della Lista rossa assumono un grande valore le specie endemiche, vale a dire le piante esclusive di un dato territorio. intuitivo che pi lareale di crescita limitato, pi interessante dal punto di vista scienti co la pianta

in oggetto. Delle circa 500 specie endemiche delle Alpi (cio, che al mondo crescono solo sulla catena alpina) in Provincia di Trento ne sono presenti ben 150. Di queste, 50 sono endemiche strette, limitate cio alla piccola porzione di Alpi compresa tra la Lombardia e il Veneto. Il Trentino, che si trova proprio al centro di questo ambito geogra co, va quindi considerato come uno dei territori pi preziosi dal punto di vista oristico di tutte le Alpi. Anche questa identit territoriale.

Il raponzolo di roccia (Physoplexis comosa): specie Natura 2000. (Foto Elio De Stefani)

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INDICE GENERALE

DOLOMITI TRENTINE OCCIDENTALI GEOGRAFIA .................................................................................214 GEOLOGIA .................................................................................... 224 VEGETAZIONE .......................................................................... 234 FLORA ................................................................................................244 FAUNA .............................................................................................. 252 LUOGHI Rio Novella ............................................................................... 262 Val di Tovel................................................................................ 266 Prada ............................................................................................. 272 Valagola ..................................................................................... 278 Monte Ron .............................................................................. 282 Pian de la Nana.................................................................... 286 Brenta centrale ....................................................................... 292 DOLOMITI TRENTINE ORIENTALI

LAGORAI CIMA DASTA GEOGRAFIA ................................................................................ 478 GEOLOGIA .................................................................................... 488 VEGETAZIONE .......................................................................... 496 FLORA ................................................................................................ 506 FAUNA ...............................................................................................512 LUOGHI Laghestel di Pin.................................................................... 520 Kamauz-Roveda (Val dei Mocheni).......................... 526 Monte Ziolera-Lago delle Buse ................................... 530 Passo Cinque Croci-Laghi dei Lasteati ................... 534 Colbricon-Cavallazza ....................................................... 538

CEVEDALE MADDALENE GEOGRAFIA ................................................................................ 546 GEOLOGIA .................................................................................... 556 VEGETAZIONE .......................................................................... 564 FLORA .................................................................................................574 FAUNA .............................................................................................. 580 LUOGHI Monte Sous ............................................................................... 588 Alta Val del Monte .............................................................. 592 Alta Val di Rabbi................................................................... 598 Tonale ........................................................................................... 604 Alta Val de la Mare ............................................................ 608

TRENTINO
I PAESAGGI, LA NATURA, I LUOGHI

Naturalmente

PREALPI TRENTINE OCCIDENTALI GEOGRAFIA ................................................................................... 26 GEOLOGIA ....................................................................................... 36 VEGETAZIONE ............................................................................. 48 FLORA ................................................................................................... 62 FAUNA ................................................................................................. 70 LUOGHI Monte Brione .............................................................................. 78 Pregasina....................................................................................... 84 Lago di Toblino ......................................................................... 90 Servis................................................................................................ 96 Val di Gresta............................................................................ 102 Monte Vignola ........................................................................ 108 Tremalzo-Tombea................................................................... 114 Viote del Monte Bondone............................................... 120 PREALPI TRENTINE ORIENTALI GEOGRAFIA ................................................................................ 128 GEOLOGIA .................................................................................... 140 VEGETAZIONE .......................................................................... 148 FLORA ................................................................................................ 158 FAUNA .............................................................................................. 164 LUOGHI Lago di Levico - Colle di Tenna................................... 172 Lavini di Marco ...................................................................... 178 Valle di Terragnolo .............................................................. 186 Scanuppia-Vigolana ........................................................... 192 Versante nord delle Vette Feltrine.............................. 200 Piccole Dolomiti ..................................................................... 206 GEOGRAFIA ................................................................................ 392 GEOLOGIA .................................................................................... 402 VEGETAZIONE ...........................................................................410 FLORA ................................................................................................ 420 FAUNA .............................................................................................. 428 LUOGHI Lodrone ........................................................................................ 438 Val di Fumo ............................................................................... 442 Alta Val Genova.................................................................... 450 Val del Lres............................................................................. 456 Madonna di Campiglio-Campo Carlo Magno ... 462 Val di Bon .................................................................................. 468 Monte Rem ............................................................................. 472

GEOGRAFIA ................................................................................300 GEOLOGIA ..................................................................................... 312 VEGETAZIONE .......................................................................... 324 FLORA ................................................................................................ 334 FAUNA .............................................................................................. 342 LUOGHI Le Pal-Maso Ganzaie (Daiano e Varena) ......... 352 Val Canali .................................................................................. 358 Val Duron ................................................................................... 364 Padon ............................................................................................ 370 Altopiano delle Pale di San Martino .......................376 Gruppo di Sella ..................................................................... 382 ADAMELLO PRESANELLA

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