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I grandi filosofi sostengono che la vita e la sua essenza racchiusa nel concetto "cogito ergo sum", dal latino,

, penso dunque sono. Siamo vivi e viviamo di emozioni che trasmettiamo non solo con le parole, ma anche il silenzion comunica unemozione. Quando giochiamo con un anello, o ci tocchiamo i capelli trasmettiamo il nostro imbarazzo il nostro disagio. Non possiamo fare a meno di provare emozioni. NON RICORDO BENE COSA ha creato distanze tra noi e i nostri cari, per fortuna la "tecnologia " ha aiutato il nostro bisogno di comunicazione emozionale. Gli scatoloni impolverati della nonna sono pieni di vecchie lettere ingiallite che danno immediatemente una sensazione di nostalgia per via del loro aspetto, come se la lettera avesse unanima, una vita, che come noi, con i nostri acciacchi e le nostre rughe, consumata dal tempo. Una lettera simpregna del sudore di una timida confessione, del sangue neli momenti difficili di una guerra o una scrittura incerta pu rivelare i nostri veri sentimenti. Pu bagnarsi delle lacrime, di tristezza o di gioia che siano, e racchiuderle in se per sempre.Quellattesa, che per molti solo una seccatura, ha alimentato per anni lamore delle nostre nonne verso i loro cari, cosi lontani, ma mai cosi vicini nei loro cuori. Levolversi della socier e di una vita sempre piu frenetica hanno portato alla nascita di nuovi sistemi per comunicare le nostre emozioni, gli sms e le email. Gli sms e le email sono un sistema di comunicazione digitale immediata. Per via della loro rapidit di ricezione hann spazzato via luso della lettera. Un sms lascia al mittente tutte le emozioni piu forti, limpronta resta ferma sulla tastiera, e le lacrime non superano il limite del display. La scrittura un isieme di pixel che formano dei caratteri unversali, uguali per tutti. A causa della loro dimensione limitata si stati costretti allutilizzo di abbreviazioni che, estapolati dal loro contesto, hanno creato dei nuovi termini incomprensibili: "lol" "cmq", o deturpato la nostra lingua con luso smodato di K: "kasa" "kome". Per una comunicazione rapida non c nulla di meglio degli sms, ma le nostre emozioni sono immense, non possiamo limitarci alluso di 160 caratteri per raccontare la nostra anima, per aprire il nostro cuore

Il progresso tecnologico nellambito dellinformatica ha aperto nuove prospettive di sviluppo alle potenzialit creative delluomo, in molti differenti settori della sua vita sociale. Tra questi anche la comunicazione, tanto essenziale per luomo. E poich la scienza influenza, nel suo avanzare, la societ al di l di ogni ragionevole dubbio, essa modifica anche la sfera comunicativa degli individui. Cos, oggi, ormai abitudine di molti, indipendentemente dallet, esprimere idee, bisogni ed emozioni attraverso gli sms, le e-mail e le chat. Questi moderni mezzi di comunicazione hanno sicuramente molti vantaggi, primo tra tutti limmediatezza e la velocit di trasmissione delle informazioni che tali canali garantiscono e che rispondono alle necessit. Eppure, proprio questi aspetti, apparentemente positivi, dei nuovi mezzi dinformazione, ne costituiscono anche i difetti peggiori: lutilizzo veloce di questi canali li ha resi indispensabili per ogni forma di comunicazione scritta e sostituiti agli strumenti espressivi pi tradizionali, come la corrispondenza epistolare. Cos, da grandiose opportunit comunicative, sms ed e-mail hanno finito per schiavizzare e plagiare luomo moderno e nessuna schiavit mai, in alcun modo, positiva o giustificabile. Tanto pi che proprio alle sintetiche abbreviazioni degli sms, sono imputabili la degenerazione delluso della lingua scritta, sempre pi semplice e approssimativa, e limpoverimento del lessico, scarso ed elementare, che colpiscono soprattutto i giovani. Ben gravi sono le conseguenze di tutto ci: quando ci si priva delle parole, si perde la propria libert e capacit espressiva che consiste proprio nel saper cogliere ed utilizzare i termini che possono spiegare le proprie sensazioni. E se si perde la facolt di svelare agli altri, attraverso il linguaggio, angoli profondi della propria interiorit, sede delle emozioni, si perde anche parte fondamentale della propria umanit. Le emozioni indescrivibili della curiosit di scoprire che cosa mai abbia da raccontare un semplice foglio di carta bianca, solcato da nere poesie dinchiostro, si sono tutte ridotte ad un freddo, sterile e anonimo avvisto di notifica che nuove e-mail sono state ricevute. Quanti, in effetti, al computer, in chat, trovandosi a dover descrivere la propria gioia, si lasciano trasportare dal proprio animo e recconteranno la propria sensibilit emotiva con le parole pi adatte, invece di cedere al facile utilizzo dellennesima emoticon, la classica faccina sorridente. Secondo dovremmo conservare la nostra lingua, larte della nostra scrittura, affezionandoci ai termini che pi ci attirano, ci affascinano, ci rappresentano, perch solo cos potremo esprimere e vivere completamente la nostra interiorit.