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Parte I Introduzione

Capitolo 1 Presentazione del corso


Durante questo corso illustreremo il funzionamento di base dei sistemi telematici attuali, con particolare riferimento ad Internet. Il principale obiettivo quello di sviluppare una conoscenza di base riguardo al funzionamento e dei sistemi telematici in generale, di Internet in particolare e riguardo alla creazione di semplici documenti in HTML. Innanzitutto, cos la telematica? e Consultando un dizionario possiamo trovare una denizione del tipo seguente: Trasmissione a distanza di dati su videoterminali collegati via cavo telefonico o canale televisivo o anche via satellite, a una banca dati inserita in elaboratori centralizzati; formando con il telefono o sulla tastiera del terminale il numero di codice corrispondente ai dati richiesti, lelaboratore centrale trasmette il risultato dellelaborazione sul videoterminale del richiedente. Composizione di tele- e informatica. Sempre secondo un dizonario, il termine telematica quindi dato dallunione di due termini: telecomunicazione: e Qualsiasi procedimento di trasmissione rapida a distanza di informazioni ....., e informatica: La scienza che consente di ordinare, trattare e trasmettere le informazioni attraverso lelaborazione elettronica ..... Il principale organismo di standardizzazione internazionale, lUnione Internazionale per le Telecomunicazioni (ITU), denisce la telematica come: Insieme dei servizi, diversi dal servizio telgraco e telefonico convenzionali, che possono essere forniti agli utenti di una rete di telecomunicazioni. In denitiva la telematica si occupa della trasmissione di informazioni e dellelaborazione e/o trasformazione a distanza delle stesse. In queste denizioni riconosciamo tutta una serie di servizi. In particolare,

CAPITOLO 1. PRESENTAZIONE DEL CORSO

possiamo individuare dei servizi che possono essere deniti servizi telematici classici, come ad esempio Trasmissione dati: accesso a banche dati, BBS, ecc.; Facsimile: riproduzione, sotto forma di immagini sse, di messaggi e disegni; Teledrin: servizio radiomobile per lavviso di persone; Videotext: servizio per laccesso interattivo a banche dati; ecc.. Questi sono servizi classici nel senso che sono ormai di utilizzo estremamente diuso e comune. Sono generalmente caratterizzati dalla semplicit duso, a ottenuta soprattutto grazie allimpiego di terminali appositamente studiati per essi. Accanto ad essi, possiamo individuare una serie di servizi che possiamo denire servizi telematici avanzati, come ad esempio Posta elettronica: trasmissione di messaggi testuali, graci e contenenti dati, su reti di calcolatori; Teledidattica: lezioni a distanza, tramite calcolatore elettronico; Telemedicina: accesso e scambio di dati di tipo medico, attraverso reti di calcolatori; I servizi messi a disposizione da Internet: FTP (per il trasferimento di le), il web (pubblicazione di pagine ipertestuali), ecc. ecc.. Al contrario dei servizi classici, i servizi avanzati, di introduzione relativamente recente, sono generalmente realizzati tramite un apposito programma che gira su un calcolatore, il che non consente la medesima semplicit duso a dei servizi classici. Un compito per il futuro senzaltro la semplicazione di e utilizzo di tali servizi per rendere disponibili i vantaggi che orono a quante pi persone possibile. u La telematica un campo molto ampio che spazia dalle telecomunicazioni e allinformatica. In questo corso ci soeremeremo soprattutto su Internet, con lobiettivo di comprenderne le problematiche di base e le soluzioni adottate

CAPITOLO 1. PRESENTAZIONE DEL CORSO

che consentono il funzionamento dei servizi messi a disposizione. Aronteremo le diverse problematiche partendo dal livello pi basso e salendo poi no u a trattare dei servizi messi a disposizione agli utenti di Internet. Il primo problema che analizzeremo come una coppia di utenti, o un e utente e un fornitore di servizi, possano scambiarsi informazione. Per questo parleremo dei principi di base dei sistemi di comunicazione elettrica, con particolare riferimento ai sistemi di comunicazione digitale. Nella realt non ci sono solamente due utenti, quindi verdremo come a e possibile collegare un certo numero di utenti, parlando delle reti di comunicazione. In particolare, vedremo come possibile, tramite i protocolli di e accesso, che pi collegamenti condividano una stessa risorsa di collegamento. u Parleremo poi delle tecniche di commutazione, che ci consentiranno di capire le diverse tecniche tramite cui possibile far giungere linformazione e allutente desiderato. Lo scambio di informazione dovr avvenire rispettando particolari regole, a note ad entrambi gli utenti, sorgente e destinatario. Linsieme di queste regole costituisce quello che viene chiamato protocollo di comunicazione. Durante il corso vedremo brevemente come tali protocolli sono strutturati. Le informazioni inviate sulla particolare rete di comunicazione possono essere osservate da altri, poich alcune parti sono generalmente in comune e con altri collegamenti. Per chiarire tale aspetto introdurremo brevemente le tematiche di sicurezza, parlando poi degli aspetti di base del marchio e della rma digitale ed elettronica. Inne ci focalizzeremo sul funzionamento di Internet, discutendo brevemente del funzionamento dei principali servizi che mette a disposizione. La parte nale del corso dedicata a fornire le basi di HTML, un particolare line guaggio con cui possibile scrivere documenti ipertestuali che possono essere e pubblicati sul World Wide Web.

Capitolo 2 Concetti di base


Prima di addentrarci nelle tematiche principali del corso si vogliono ssare due concetti fondamentali di cui abbiamo bisogno: il sistema di numerazione binario e il signicato di banda di un segnale.

2.1

Sistema di numerazione binario

Il sistema di numerazione che utilizziamo normalmente il sistema di numee razione decimale, basato sullutilizzo di 10 simboli: 0, 1, 2, , 9. Il sistema di numerazione binario invece basato su due soli simboli: 0 ed 1. E di e impiego comune nei calcolatori, e nei sistemi di elaborazione in generale, per la facilit di rappresentazione (ad esempio tramite la presenza (1) o lassenza a (0) di una tensione elettrica) e per il basso costo e la semplicit di realizzaa zione di circuiti in grado di rappresentare, elaborare e memorizzare numeri in tale sistema. Laritmetica binaria segue le stesse regole dellaritmetica decimale, salvo lessere in base 2 invece che in base 10. Come il sistema decimale, un e sistema di numerazione posizionale, ossia in cui il peso di una cifra in un numero dipende dalla posizione occupata. In generale, le cifre di un numero costituiscono dei coecienti che moltiplicano le potenze della base per dare il valore rappresentato dal numero stesso. Cos ad esempio, il numero 158 , in base 10, che indicheremo con 15810 , indica un valore dato da 15810 = 8 100 + 5 101 + 1 102 . Seguendo lo stesso principio, il numero 101011 in base 2 (1010112 ) rappresenter il valore a 1010112 = 1 20 + 1 21 + 0 22 + 1 23 + 0 24 + 1 25 = 4310 . 5

CAPITOLO 2. CONCETTI DI BASE

Ci fornisce anche un metodo per passare da numerazione binaria a decimao le. Come possiamo eettuare il passaggio inverso? In generale, un numero Ab costituito da una sequenza di cifre an1 an2 a1 a0 .a1 a2 , dove ai indica una cifra del sistema di numerazione in base b, indica un valore dato da Ab = an1 bn1 + an2 bn2 + a0 b0 parte intera + | a1 b1 + a2 b2 . parte frazionaria

Limitandoci a considerare numeri interi, per passare da un numero in base 10 al corrispondente numero in base 2, notiamo che Ab a0 = an1 bn2 + an2 bn3 + a1 b0 + , b b ossia il resto della divisione del numero per la nuova base costituisce la cifra meno signicativa dello stesso. Per ottenere le altre cifre faremo ulteriori divisioni per la nuova base. Ad esempio, se vogliamo scrivere la rappresentazione in base 2 di 369, eseguiremo le seguenti operazioni 369/2 184/2 92/2 46/2 23/2 11/2 5/2 2/2 1/2 Quindi 36910 = 1011100012 . Le regole aritmetiche sono formalmente le stesse del sistema decimale. Ad esempio consideriamo le operazioni di somma e di moltiplicazione. Per loperazione di somma avremo che 0+0=0 0+1=1 1 + 1 = 0 e riporto di 1 (10) Quindi, ad esempio = = = = = = = = = divisione resto 184 1 cifra meno signicativa 92 0 46 0 23 0 11 1 5 1 2 1 1 0 0 1 cifra pi signicativa. u

CAPITOLO 2. CONCETTI DI BASE 1B=1 1 kB = 1 kilo 1 MB = 1 mega 1 GB = 1 giga 1 TB = 1 tera byte byte byte byte byte = = = = = 8 bit 210 B = 1024 B 210 kB 210 MB 210 GB

Tabella 2.1: Multipli di bit e di byte.

5 + 7 12 e, corrispondentemente 101 + 111 1100 Le regole per eseguire la moltiplicazione tra numeri binari sono chiarite con il seguente esempio 101 101 101 000 - 1111 011

La singola cifra binaria prende il nome di bit, dalla contrazione di binary digit. Si deve notare che unentit che pu assumere solo due valori con a o uguale probabilit costituisce anche lentit elementare di informazione (1 a a bit). Per questo il bit viene utilizzato anche come misura della quantit di a informazione. Nella tabella (2.1) sono riassunte le denominazioni dei multipli di bit.

2.1.1

Sistema di numerazione esadecimale

Il sistema di numerazione esadecimale nato essenzialmente per rendere pi e u compatta la rappresentazione di un numero binario. Infatti gi numeri non a

CAPITOLO 2. CONCETTI DI BASE

molto grandi possono richiedere un elevato numero di cifre (1024 richiede 10 cifre binarie). Come dice il nome stesso, il sistema di numerazione esadecimale un e sistema di numerazione in base 16. I sedici simboli necessari a rappresentarne le cifre sono costituiti dai numeri da 0 a 9 e dalle prime sei lettere dellalfabeto (A, B, C, D, E ed F), che rappresenteranno, rispettivamente i numeri da 10 a 15. Poich 16 = 24 , per rappresentare una cifra esadecimale ci vogliono esate tamente 4 bit e, viceversa, 4 bit sono rappresentati esattamente da una cifra esadecimale. Perci per convertire un numero da binario ad esadecimale bao sta convertire i blocchi di 4 bit che lo compongono procedendo da destra verso sinistra. Viceversa, per convertire un numero da esadecimale a binario basta convertire le singole cifre esadecimali con i 4 bit corrispondenti. Ad esempio 100 | 410 4 | 1210 C 1100 |

2.2

Banda di un segnale

I sistemi di comunicazione che considereremo sono quelli che fanno uso di segnali elettrici per trasferire linformazione. Una delle principali caratteristiche di un segnale elettrico la sua banda, o la sua larghezza di bane da. In questo paragrafo chiariremo tale concetto, anche se ad un livello non approfondito. A tal ne dobbiamo far riferimento ad una funzione che, nel campo dei sistemi elettrici e della teoria dei segnali in generale, gode di particolari propriet: la funzione cosinusoidale o sinusoidale. Una tale funzione pu essere a o scritta metematicamente come Asin(2f t + ) (2.1)

Gracamente, un segnale di questo tipo descrive un andamento di tipo periodico nel tempo come quello riportato in Fig. 2.1. Nella eq. 2.1, A indica lampiezza e il termine 2f t + costituisce la fase istantanea della funzione. In particolare, = 3.14159265, f la frequenza, misurata in Hz, t il tempo e e e la fase iniziale (ossia il valore di fase istantanea assunto in t = 0). e Una sinusoide od una cosinusoide con frequenza f compie f oscillazioni al secondo e, equivalentemente, si ripete ogni 1/f secondi (periodo temporale dellonda).

CAPITOLO 2. CONCETTI DI BASE

A A sin(a) a cos(a) t

-A T=1/f
Figura 2.1: Andamento temporale di una funzione cosinusoidale. Un risultato importante che un qualsiasi segnale pu essere visto (ossia e o scritto) come la somma di un certo numero, al limite innito, di sinusoidi. Queste sinusoidi saranno caratterizzate da una loro frequenza, ampiezza e fase iniziale. In particolare, lampiezza e la fase iniziale di queste sinusoidi che compongono il segnale dipendono dalla frequenza delle stesse. Landamento dellampiezza e della fase iniziale delle sinusioidi componenti un segnale, al variare della loro frequenza detto spettro del segnale. e Landamento di un segnale nel tempo e il suo spettro sono legate da una particolare relazione matematica, la trasformazione di Fourier. Nel campo dellelaborazione dei segnali, lo spettro ha unimportanza fondamentale. Infatti unampia classe di sistemi, i sistemi cosiddetti lineari (tra cui troviamo gli amplicatori, i ltri, gli equalizzatori, ecc.), non modicano le frequenze delle sinusoidi componenti il segnale posto al suo ingresso, ma solo la loro ampiezza e la loro fase. Leetto di un sistema lineare su un segnale viene cos descritto tramite leetto che ha sullo spettro. Come esempio di uno spettro di un segnale, consideriamo il segnale periodico di ampiezza A e periodo T0 = 1/f0 di Fig. 2.2. Poich il segnale e considerato periodico, nello spettro di tale segnale compaiono solo particoe lari frequenze, multiple intere (armoniche) della frequenza fondamentale f0 . In particolare il segnale contiene le sole armoniche dispari, di ampiezza An =
A n

per n dispari, per n pari.

(2.2)

In generale pu essere individuata una regione dello spettro, ossia un intero vallo di frequenze, che contiene le componenti pi signicative dello spettro. u

CAPITOLO 2. CONCETTI DI BASE

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In Fig. 2.2 anche mostrata come la somma delle varie compoe nenti spettrali approssima il segnale, con unapprossimazione sempre migliore quante pi sono le armoniche che si considerano. u
a)

b)

f0

3 f0

5 f0

c)

d)

e)

Figura 2.2: Esempio di spettro di un segnale. a) Andamento temporale. b) Spettro c) Prima componente spettrale (fondamentale). d) Somma delle prime due componenti spettrali. e) Somma delle prime tre componenti spettrali.

CAPITOLO 2. CONCETTI DI BASE

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Tale intervallo, scelto in base a precise denizioni la cui discussione esula dagli scopi di questo corso, costituisce la banda o larghezza di banda B del segnale (Fig. 2.3).

CAPITOLO 2. CONCETTI DI BASE

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a)

b)

Figura 2.3: Un esempio di segnale, spettro e relativa banda.