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Universit degli Studi di Genova

Facolt di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in Filosofia

Teorie dellintelligenza

Antonio C. Codazzi

Introduzione

INTRODUZIONE
Homo sum, nihil humani a me alienum puto.1 (Heautontimoroumenos I, 1, 25)

Oltre a superare il blocco della pagina bianca, ostacolo ben conosciuto da chi scrive, questa citazione di Terenzio mi permette di rendere sintetica la posizione che assumer nellaffrontare questa tesi. Posizione che sar tradita dalla palese simpatia per autori dalla preparazione multiforme come Piaget o come David Deutsch, un fisico quantistico che, partendo dalla propria area del sapere e spaziando molto bene in altre materie, sa trarre conclusioni filosofiche interessanti e dalle ampie incursioni nella biologia, nella genetica e in molti altri ambiti della conoscenza umana. Cos lintelligenza? Prendendo spunto dalla diatriba tra coloro che riconoscono in essa una matrice innata e coloro che ritengono che sia unacquisizione dovuta allinterazione con lambiente (da cui nascono altri filoni intermedi), concentro lattenzione sulle strutture organiche (fondamentali) a cui pu essere ricondotta tale facolt. Lereditariet dei caratteri mentali uno degli argomenti pi seducenti nella ricerca genetica, anche se non possibile uno studio rigoroso su tali determinanze (fino a quando non saremo in grado di manipolare i singoli nucleotidi a nostro piacimento). Gli studi sulle adozioni, per quanto fallimentari nel determinare come il corredo genetico ereditato dai genitori influisse sui nuovi nati, poich non mai possibile estromettere le influenze ambientali, mostrarono un dato sorprendente e piuttosto rilevante: ladozione fa aumentare in modo significativo il QI dei figli. Da ci emerge che lintelligenza, almeno cos come la misuriamo (cio senza averla definita realmente), fenotipica. Il fenotipo come lo definisce Lewontin consiste in tutti gli aspetti, compresi morfologia, fisiologia e comportamento, in un particolare momento dellesistenza, non ereditabile e si sviluppa nel corso dellesistenza in parte (ma solo in parte) come conseguenza del genotipo. Due gemelli geneticamente identici (monozigoti) non sarebbero fenotipicamente (metabolicamente) tali se fossero cresciuti uno in quota compiendo lavori pesanti, laltro al livello del mare senza aver compiuto attivit fisiche rilevanti
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Sono un uomo, non ritengo estraneo a me ci che umano.

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Tra laltro lautore ci mette in guardia su tre errori tipici: 1. I geni determinano il fenotipo (vedi sopra). 2. I geni determinano le capacit (si limitano ad avvantaggiare lo sviluppo rispetto ad un tipo dambiente). 3. I geni determinano le tendenze. Riguardo alla fenotipicit, leffetto Baldwin (Richards, 1987; Schull, 1990) fornisce un interessante spunto su riflessione dordine evolutivo. LEffetto Baldwin consiste nella pressione selettiva causata da un Buon Trucco, che avvantaggia sensibilmente chi lo scopre o chi pu apprenderlo perch si trova in prossimit dello spazio progettuale. Unimportante conseguenza dellEffetto Baldwin che le specie dotate di plasticit tenderanno ad evolvere pi velocemente. Lesplorazione fenotipica che porta alla scoperta e allacquisizione del buon trucco non ereditabile (appunto: fenotipica), ma la spinta selettiva che comporta produrr, chiamiamoli cos, specie plastiche (plasticit come caratteristica ereditaria), potenzialmente capaci non solo di scoprire, riconoscere ed aggrapparsi al buon trucco, ma anche di poterlo apprendere e di poterne apprendere ulteriori, magari cercandoli in altre aree progettuali. Levoluzione, quindi, pu aver favorito le strutture in grado di essere, oltre che adatte, particolarmente plastiche2. Scoprire, aggrapparsi, riconoscere ed imparare nuovi trucchi sono (sembra incredibile!) buona parte delle caratteristiche con cui noi denotiamo lintelligenza. In Piaget, per quanto si possano trovare accenni alla dimensione chimica, biologica o fisica, prevale il dinamismo psicologico. Vorrei, comunque, far notare come molti dei suoi concetti siano ben pi che mutuati dalla biologia (Piaget nasce biologo), direi che sono modelli funzionali tanto psicologici quanto organici. La ricerca dellequilibrio tra assimilazione ed accomodamento il processo dinamico del metabolismo! Lintelligenza, allora, una funzione metabolica? Lorganismo in realt composto di due parti originariamente distinte, il genoma ed il metabolismo. Biologia, biochimica, fisica, geologia, meteorologia, cosmologia e paleoclimatologia hanno permesso di raccogliere sufficienti dati per affermare con un buon margine di certezza tale bipartizione. Si giunti ben oltre: il portatore dinformazione (in questo caso lRNA, non il pi noto DNA, che invece una forma pi evoluta) probabilmente interag con i metaboliti come un parassita. Innestando largomentazione su una teoria da me elaborata [definita BAO (vedi appendice) ], che per ora risulta ancora incompleta, e riconoscendo solo al metabolismo la natura di processo (il portatore di informazione nudo
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I batteri sono in effetti molto pi adatti delluomo a sopravvivere e riprodursi, ma sono decisamente meno plastici.

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[del metabolismo] quasi immortale ma completamente inerte) si ipotizza la natura di processo anche per lintelligenza (ipotesi che avr ulteriori implicazioni). Il portatore dinformazione per sopperire alle carenze informazionali della struttura organica ha permesso al metabolismo una maggiore autonomia (si pu parlare di metabolismo emancipato). Il metabolismo mentale ha creato, imitando la peculiarit del proprio parassita-simbionte, un mezzo per la propria replicazione (i memi di Dawkins o, grossomodo, i classici simboli). Questi memi sono assimilati dalla struttura auto-organizzante tipica del metabolismo, cio diventano parte integrante ed integrata del metabolismo performato. Come abbiamo detto in precedenza, definiamo intelligente un comportamento solutore, ma nel nostro universo anche capace di progettare il futuro, sebbene con riconosciute limitazioni. Lintelligenza dovrebbe avere una sua valenza nelle nostre risorse che ci permettono di vivere in un ambiente (o il mondo fisico). Abitualmente riconosciamo allintelligenza la virt della preveggenza (a torto?) ed anche in ambito psicologico si afferma, in senso lato, qualcosa di simile. Importanti sono gli studi sulle abilit nel calcolo probabilistico in persone non addestrate. I risultati non sono incoraggianti, infatti la percentuale di errore spesso notevole e sistematica. Ma il tipo di probabilit usata nella vita di tutti i giorni non quella formale della logica o della statistica (gli uomini in natura non avevano aule universitarie!). In effetti la plausibilit, e non i calcoli istituzionalizzati, ad essere utilizzata dalluomo per costruire modelli atti ad orientare lazione e comprendere il mondo che lo circonda, poich, al contrario dei risultati formali, essa fornisce spiegazione degli errori sistematici osservati nei test. Bachelard sostenne che limmaginario costituisce sia una forma di conoscenza pi profonda che quella tecnico-scientifica, sia il fondamento intuitivo delle concezioni che, mediate e razionalizzate, entreranno a far parte del patrimonio scientifico. Quello che scientifico o formale stato scorporato dal tutto per essere capito e sviluppato al meglio, cio diventa una parte performata e performante del tutto. In realt luomo possiede capacit connaturate (fornite da quelle strutture innate nelle strutture fondamentali, definite Driverneurali-genetici) di misurazione della realt in forma di calcolo. Ad esempio, il padre di Galileo fu il primo a capire che il semitono (rappresentato dalla proporzione 9:8) pu essere diviso in parti uguali con un orecchio molto addestrato e che in realt corde uguali suonano una quinta giusta a tensioni che stanno tra loro in un rapporto di 4:9, non di 3:2 come effettivamente avviene nel caso di corde sottoposte alla stessa tensione. Vincenzio Galilei giunse a questi risultati tramite lorecchio, non applicando sterili canoni, anche non lavorando sugli irrazionali, che sono pur sempre le entit formali che reggono questa nuova acquisizione teorica. Intendo indicare come a prescindere dal tipo di matematica utilizzata o conosciuta la musica percepita come relazioni matematiche. Tra le aree formali e quelle naturali le contraddizioni nascono in funzione
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dello stile calcolatorio utilizzato, ma mentre il primo non pu comprendere il secondo, questultimo in grado di generare molte aree formali (in pratica pi plastico e pi dispersivo). Ci che accomuna molte nostre capacit la facolt di rapportare. Rapportiamo tra gli elementi che compongono una figura, un brano musicale, un giudizio. Siamo quasi arrivati allastrazione, non trovate? David Deutsch [1997] in proposito ha unipotesi interessante, in parte derivata dalla simulabilit pressoch perfetta dogni possibile mondo fisico da parte di un calcolatore, ovviamente non ancora costruito ma possibile in linea di principio. Le computazioni, comprese quelle che si qualificano come dimostrazioni, sono processi fisici. La teoria della dimostrazione riguarda il modo in cui si pu garantire che tali processi imitino le entit astratte in maniera corretta. Una situazione pu essere ricreata in scala (in unaltra situazione) attraverso processi non dissimili dalla situazione originaria, riproduzione che entra, essa stessa, in una situazione pi ampia o a completamento della situazione originale. Newton ha potuto matematizzare il mondo fisico proprio perch luomo stesso traduce in calcolo il mondo reale, sondato attraverso gli strumenti di cui fornito dalla nascita. La fisica di Newton, pur non essendo pi corretta (scalzata da quella di Einstein), non solo una buonapprossimazione dei comportamenti del mondo fisico, ma anche basata sui calcoli che sorreggono la nostra percezione, come rileva leffetto tunnel. Anche con la tecnica pi raffinata incorriamo sempre nei sensi come strumenti desplorazione del mondo. Anche nella P.E.T. i processi invisibili allocchio diventano forme e colori! Idem per il semplice metro, che esterna il nostro rapportare interiore! Questi modelli oltre ad essere una rappresentazione interna (chimicospaziale) sono anche la griglia che proiettiamo sul mondo per scomporlo ed estrarre le informazioni utili. Lintelligenza non frutto della struttura auto-organizzativa che fornisce la base costitutiva della nostra capacit di elaborare, ma un processo teso a fornire ad esso una serie di correttivi (sia nella rappresentazione interna sia nella griglia di scansione). E la capacit del metabolismo emancipato di modificare se stesso (come un atleta). Ovviamente la struttura organizzata fornisce la forma dellintelligenza, cos come essa fornisce la forma di vita. Lintelligenza, cos come la struttura auto-organizzante (passiva e tendente allomeostasi), essendo di origine metabolica, possono essere performate. Lintelligenza si esprime in termini mentali al massimo grado con la plasticit del forse, cio nella struttura auto-organizzata (che tendere a lungo andare alla rigidit) con legami concettuali non rigidamente esclusivi (possibilismo). Inizialmente la struttura plastica della mente aiuta lintelligenza ad esprimersi (Dewey sostenne che esistono et in cui non possiamo fare a meno di essere intelligenti), poi lintelligenza (performata) aiuta la struttura a rimanere plastica. Essendo un processo e dipendendo da una matrice performata di origine metabolica su cui solamente agisce, la misurazione
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dellintelligenza deve adeguarsi alloggetto, sia eliminando le distorsioni al giudizio provocate dalla struttura auto-organizzata (performata) sia adeguando la scala di valutazione, passando da un valore scalare ad uno vettoriale o ad una descrizione, sulla falsa riga delle descrizioni delle onde elettromagnetiche, sottoforma di funzione.

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Lintelligenza biologica

Lintelligenza biologica

Quando raccolsi le idee ed i testi sui quali si sarebbe successivamente sviluppata questa tesi, mi ritrovai tra le mani un libro [Linguaggio e Apprendimento, a cura di M. Piattelli Palmarini, 1991 (1979)], precisamente il resoconto del dibattito svolto nel 1975 presso lAbbazia di Royaumont tra i sostenitori dellepistemologia genetica di Piaget e della linguistica generativa di Chomsky. Nonostante gli argomenti fossero il linguaggio e lapprendimento, i concetti utilizzati si fondavano (e scontravano) su una retrostante facolt cognitiva, che in alcuni casi definita esplicitamente come intelligenza. Uno dei piani di maggior scontro fu il problema dellinnatismo. Entrambi gli esponenti condividevano lassunto dellesistenza di uno stato iniziale S0, ma non concordavano sullestensione e sulla carica deterministica dello stesso. Capii che dovevo iniziare dalla base, da ci che ci costituisce e dallintelligenza biologica.
Linnatismo.

Come afferma Annette Karmiloff-Smith [1992], gli innatisti sostengono che lo sviluppo percorre un cammino invariato, per il semplice fatto che tutti i bambini normali iniziano la loro vita dotati delle stesse strutture innate, mentre il ruolo dellambiente si riduce a quello dellinnesco. Una simile affermazione non lascerebbe molto soddisfatti tutti gli innatisti, ma grossomodo ne riassume leffettiva posizione. In effetti, si parte da posizioni un po troppo confuse nel parlare di ci che innato: la biologia insegna molto sullargomento. Il primo passo determinare su cosa e quanto influisca, nellorganismo, il portatore dinformazione1, a cui affidata la formazione e lereditabilit delle strutture. Se affermassi che Roberto ha una tendenza genetica ad essere grasso, molti si stupirebbero nel vedere una persona fisicamente proporzionata. In realt Roberto potrebbe aver seguito una dieta, o comunque un regime alimentare controllato, data la sua tendenza al sovrappeso, oppure, per trovar rimedio ad una obesit perniciosa, essersi sottoposto alla riduzione dello stomaco, come potrebbe essere reduce da una grave malattia. E chiaro che di fronte a tali forze esterne la determinazione genetica pu poco.In effetti, i geni determinano le tendenze solamente a parit di
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Il portatore di informazione tutto ci che pu contenere, trasportare ed essere informazione. Nel caso dellorganismo moderno il portatore dinformazione per eccellenza il DNA. Dawkins ha estremizzato questa posizione, affermando che linformazione una forma di vita, sia esso DNA sia esso concetto (memi). In linea di principio tutto pu essere un P. di I., anche lo spin [G. Spinelli] di un elettrone.

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condizioni, cio se gli ambienti influiscono sugli organismi di differenti genotipi allo stesso modo. Si potrebbe obbiettare che il gene dellobesit abbia agito su Roberto comunque, in quanto sia la dieta drastica sia la malattia avrebbero avuto effetti pi marcati su chi non avesse il medesimo genotipo (forse letali). In altre parole, il fenotipo del normopeso pesantemente condizionato dal portatore dinformazione, perch ha reso Roberto in grado di vivere con poche calorie (norma di reazione). Insomma, proprio vero che labito non fa il monaco! Esiste qualcosa che subisca la minima influenza dal genoma e che sia, al pari di questultimo, sostanziale e determinante per la vita dellorganismo? Si provi a rispondere alla seguente domanda: il punto in cui ogni capello nasce geneticamente determinato? Il nostro corredo genetico non sarebbe abbastanza amplio per contenere tutte le informazioni, considerando che parte di esso ridondante. Siamo entrati nel mondo del congenito e ci siamo appena scontrati con il rumore dello sviluppo, che, dopo genotipo e ambiente, la terza causa che contribuisce alla variazione tra gli individui della stessa specie. Questultima la pi interessante ai fini del nostro argomento, poich le interconnessioni che si stabiliscono nel cervello tra i miliardi di neuroni nel corso dello sviluppo non possono probabilmente essere specificati nei dettagli dal genotipo anche in un ambiente prefissato; il rumore dello sviluppo deve svolgere una funzione, forse considerevole nella formazione del cervello [Lewontin, 1982]. Il rumore della crescita un fenomeno che si pu facilmente osservare nei moscerini della frutta del genere Drosophila coltivati in vitro: il numero di setole sternopleurali dieci da una parte ma sei dallaltra, pur essendo i due lati geneticamente identici; inoltre il moscerino ha sviluppato le setole allo stadio di pupa, cio quando aderiva perfettamente con il ventre al recipiente di vetro (quindi stesso ambiente). Il moscerino asimmetrico per eventi casuali; citando un genetista competente come Richard Lewontin [1982], la formazione di una setola dipende dalla presenza di una cellula specifica in un determinato momento nello strato epidermico, dal ritmo e dal numero delle divisioni cellulari delle cellule primordiali produttrici di setole e dalla migrazione delle cellule figlie nel giusto strato dellepidermide; piccole variazioni nella concentrazione e nella localizzazione delle molecole allinterno delle cellule creeranno variazioni casuali nel numero delle cellule produttrici di setole che si trovano al posto giusto nel momento giusto. E chiaro che la formazione di strutture anatomiche cos semplici consiste, allopposto, in operazioni complesse, troppo complesse per una rigida codificazione da parte del genoma, che dovrebbe sprecare lunghissime stringhe dinformazioni per stabilire particolari non sempre vitali. Ecco spiegata la precedente affermazione riguardante le connessioni neurali. In effetti, lespediente dettato dallevoluzione sembrerebbe consistere in una sovrapproduzione di neuroni, dapprima guidati nei loci appropriati da attrattori chimici, poi leccesso di neuroni e di connessioni verrebbe
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eliminato, principalmente negli ultimi mesi di vita intrauteina e nelle prime settimane di vita, ma prosegue fino alladolescenza, a vantaggio di una progressiva riorganizzazione [Kostovic, 1990] delle strutture celebrali, cio quando lambiente comincia a lasciare la propria impronta. Di converso si sta valutando la possibilit che lambiente stimoli la produzione di neuroni, anche in et adulta. Non tutto! Lambiente pu modificare un organismo prima della sua nascita, quindi tutti non nascono dotati delle stesse strutture, anche se avessero il medesimo genoma, come nei cloni (escludo i gemelli omozigoti poich condividono grossomodo lo stesso ambiente). Per esempio, nel moscerino della frutta la dimensione degli occhi, dipendente dal numero degli ommatidi, varia in funzione della temperatura alla quale si svolge lo sviluppo. Due variet mutanti hanno un comportamento opposto nella formazione degli ommatidi, il mutante infrabar con laumentare della temperatura aumenta il numero degli ommatidi, il mutante ultrabar invece riduce il numero degli stessi, ma ad una certa temperatura il fenotipo dei due tipi di moscerini identico. La conoscenza dellinterazioni biologiche non utile esclusivamente per formulare modelli plausibili, ma anche per evitare false piste. Lewontin [1982] nota, nel suo libro La Diversit Umana, come abitualmente si tenda a categorizzare in modo errato e come ci si ripercuote sulla stessa divulgazione della biologia (e soprattutto della genetica). Quando parliamo di donne esprimiamo concetti del tipo le donne sono meno forti degli uomini o sono meno alte (e altri tipi dasserti che meglio evitare, per quanto siano a tutti gli effetti compresi nella conclusione che seguir). A questo punto invito il lettore a rispondere alla domanda posta sotto le seguenti fotografie:

Weifang Tang,Cina, 83Kg, miglior prestazione mondiale 1997.

Lea Foreman , U.S.A. Team, 69Kg.

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Khadja Hunter, U.S.A. Team, 69Kg

Tara Nott, U.S.A. Team, 48Kg

Quanti, tra i lettori di questa tesi, sono pi forti di queste donne? Dubito che molti possano aver risposto affermativamente; dunque le donne sono pi forti degli uomini? Dovremmo dire correttamente che la maggior parte delle donne meno forte degli uomini, cos come nel campo della fisiologia pi sensato dire che la massa muscolare nel corpo femminile nella maggior parte dei casi intorno al 20% del peso corporeo (negli uomini 40%). Insomma se dovessero proprio esserci delle determinazioni genetiche a riguardo, occorrerebbe tener conto della norma di reazione, e badare di non esprimere giudizi assoluti. Lewontin propenso ad affermare che simili disparit siano frutto di determinanti sociali, che costringono la donna a lavori meno pesanti o a giochi pi calmi; personalmente trovo che i minatori siano (in media) comunque pi forti delle minatrici. Ma Lewontin [1982] non si ferma qui, nella sua crociata contro le discriminazioni e le cattive lezioni. Lintelligenza uno dei suoi argomenti preferiti. Lereditariet dei caratteri mentali uno degli argomenti pi seducenti nella ricerca genetica, per quanto non sia (ancora) possibile uno studio rigoroso su tali determinanze.

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Gli studi sulle adozioni, per quanto fallimentari, mostrarono un dato sorprendente (e sorprendentemente poco commentato da coloro che sono interessati a mostrare gli effetti genetici): ladozione fa aumentare in modo significativo il QI dei figli. Un appunto su ci che sono i test per determinare il QI: i test dintelligenza originali (nellambiente anglo-americano) furono messi a punto su giudizi a priori di insegnanti e psicologi su chi era o non era intelligente, nonch risentivano di stereotipi sociali [comparivano domande come chi pi carina su figure che ritraevano una bimba con caratteri negroidi e una con caratteri tipicamente europei e laspetto duna bambola (provate ad immaginare qual era la risposta giusta) ]. Insomma lintelligenza, cos come la misuriamo, fenotipica. Il fenotipo come lo definisce il Lewontin - consiste in tutti gli aspetti, compresi morfologia, fisiologia e comportamento, in un particolare momento dellesistenza, non ereditabile e si sviluppa nel corso dellesistenza in parte (ma solo in parte) come conseguenza del genotipo. Due gemelli geneticamente identici (monozigoti) non sarebbero fenotipicamente (metabolicamente) tali se fossero cresciuti uno in quota compiendo lavori pesanti, laltro al livello del mare senza aver compiuto attivit fisiche rilevanti Lautore ci mette in guardia a proposito su tre errori tipici: 1. I geni determinano il fenotipo (vedi sopra). 2. I geni determinano le capacit (si limitano ad avvantaggiare lo sviluppo rispetto ad un tipo dambiente). 3. I geni determinano le tendenze (vedi quanto detto sulla supposta pinguetudine di Roberto).
Lereditariet fenotipica.

In Linguaggio e Apprendimento [1979] Piaget, pi che di fenotipo, parla di fenocopia, in virt di trasferimenti di strutture tra organismo e ambiente. Per Piaget [1975] esiste la possibilit che un fenotipo possa trasformarsi in un genotipo con un meccanismo dimitazione (allinizio) -sostituzione (effetto a lungo termine). Ovviamente una simile affermazione non fu accettata dai biologi presenti al dibattito. Fu accusata dessere lamarckiana, in realt era un tentativo di mediazione tra la teoria di Darwin e di Lamarck. Purtroppo la critica fu marcatamente darwiniana, non darwinista. Con darwiniano intendo quel taglio interpretativo della teoria in cui: levoluzione un processo che tende progressivamente e senza inversioni di rotta alla miglior soluzione possibile; luomo occupa il posto pi alto della gerarchia evolutiva; il supporto dato dalla moderna genetica fonte e giustificazione della stessa. Con darwinista intendo linterpretazione della teoria cos com, compreso il debole lamarckismo, il caso (anticipando in certi casi la teoria dellesattamento di Stephen Jay Gould [1991]), la filiazione, la competizione

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e il compromesso della miglior soluzione attuabile2, in cui non esiste una vera e propria gerarchia e luomo non lanimale pi evoluto (rispetto alla filogenesi sono le oche!). Darwin stesso gener tale fraintendimento, soprattutto nei confronti della superiorit elettiva delluomo (confrontate la conclusione di Lorigine delle specie con il resto del testo), al fine di rendere meno indigesta la propria teoria; il clima culturale di quei tempi fece il resto. Riguardo al debole lamarckismo, Darwin ammette che alcune modificazioni morfologico-funzionali possano derivare dalluso-non uso, per cui le orecchie pendule degli ovini inglesi (fenotipiche) sono il risultato della tranquillit dovuta alla mancanza di predatori, condizione tipica dellallevamento. Sono modificazioni non ereditabili, ma rese comuni alle varie generazioni dallinvariabilit delle sopradescritte condizioni ambientali. Ovviamente lautore non nega che a lungo andare la futilit di un apparato, soprattutto se crea svantaggio, favorisca la soppressione o la riduzione ai minimi termini dello stesso (come le zampe dellorbetta, che sono geneticamente determinate). Per ci che riguarda lintelligenza, lo svantaggio potrebbe consistere nella difficolt ad imparare un buon trucco. LEffetto Baldwin [Richards, 1987; Schull, 1990; Dennet, 1991] consiste nella pressione selettiva causata da un Buon Trucco, che avvantaggia sensibilmente chi lo scopre o chi pu apprenderlo perch si trova in prossimit dello spazio progettuale. Unimportante conseguenza dellEffetto Baldwin che le specie dotate di plasticit tenderanno ad evolvere pi velocemente. Lesplorazione fenotipica che porta alla scoperta e allacquisizione del buon trucco non ereditabile (appunto: fenotipica), ma la spinta selettiva che comporta produrr, chiamiamoli cos, specie plastiche (plasticit come caratteristica ereditaria), potenzialmente capaci non solo di scoprire, riconoscere ed aggrapparsi al buon trucco, ma anche di poterlo apprendere e di poterne apprendere ulteriori, magari cercandoli in altre aree progettuali. Ad esempio, se il linguaggio una capacit avvantaggiante, la capacit ad apprenderlo bene (o meglio degli altri) porter, in ambiente favorevole al suo sviluppo, a maggiori possibilit di sopravvivenza-riproduzione (sia la gente comune sia un testo antico come il Kamasutra di Vatsyayana riconoscono a chi sa conversare bene ed abile nel narrare storie maggiori possibilit di successo con le donne). E una visione abbastanza prossima sia al debole lamarckismo citato prima sia alla teoria di Piaget.

La -talassemia, ad esempio, non consiste certamente in un miglioramento: i soggetti malati hanno deficit organici o, nei casi pi gravi, rischiano la morte, ma i portatori sani, cio le persone in cui la malattia si manifesta con intensit piuttosto modesta, traggono vantaggio da un sangue debole, poich il plasmodio della malaria non trova lambiente ideale per vivere e riprodursi, pur mostrando comunque svantaggi nelle prestazioni fisiche rispetto alle persone sane. Universit degli Studi di Genova

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Scoprire, aggrapparsi, riconoscere ed imparare nuovi trucchi sono (sembra incredibile!) buona parte delle caratteristiche con cui noi denotiamo lintelligenza. Questa plasticit , per, in contrasto con la rigida codificazione del genoma, infatti, stata definita fenotipica. Allora a cosa dovuto il potere plastico? Tra genoma ed ambiente si frappone come filtro dinamico il metabolismo. Sino a questo punto ho espresso un punto di vista legato maggiormente alle opinioni dei genetisti, che, per quanto possano essere contro corrente rispetto al paradigma dominante (o dovrei dire di moda), sistematicamente ignorano il potenziale autonomo del metabolismo. In Piaget, per quanto si possano trovare accenni alla dimensione chimica, biologica o fisica, prevale il dinamismo psicologico. Vorrei, comunque, far notare come molti dei suoi concetti siano ben pi che mutuati dalla biologia (Piaget nasce biologo), direi che sono modelli funzionali tanto psicologici quanto organici. La ricerca dellequilibrio tra assimilazione ed accomodamento il processo dinamico del metabolismo! Lintelligenza allora UNA FUNZIONE METABOLICA? Potrebbe essere unipotesi valida, ma per controllarla occorrer un lungo viaggio nel tempo, sino allorigine della vita come la conosciamo noi.
Le origini dellorganismo.

Lorganismo in realt composto di due parti distinte, il genoma ed il metabolismo. Biologia, biochimica, fisica, geologia, meteorologia, cosmologia e paleoclimatologia hanno permesso di raccogliere sufficienti dati per affermare con un buon margine di certezza tale bipartizione. Si giunti ben oltre: il portatore dinformazione (in questo caso lRNA, non il pi gettonato [sic!] DNA, che invece una forma gi pi evoluta) interag con i metaboliti come un parassita. La separazione fra organismo e genoma si pu seguire fino alle pi lontane radici, e che sia insorta nel senso esposto da Lynn Margulis oppure che la vita debba il suo manifestarsi come sostengono Freeman Dyson e altri alla combinazione di metaboliti e portatori dinformazioni originariamente distinti, ormai questione di rilevanza secondaria per linterpretazione del processo dellevoluzione. Importante appunto che la bipartizione di metabolismo e genoma si possa effettivamente far risalire alle pi lontane scaturigini della vita, perch questo ne fa un principio di rilevanza assoluta[ Reichholf, 1992]. Una delle teorie pi discusse la serie di argomentazioni denominata le sette chiavi di Graham Cairns-Smith [1985]. La prima chiave proviene dalla biologia: linformazione genetica lunico elemento capace devoluzione (biologica) perch trasmesso di generazione in generazione. Bench contenuta nel DNA, linformazione genetica non una sostanza, ma unistruzione per formare delle strutture. La seconda chiave viene dalla biochimica: il portatore dellinformazione genetica, il
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DNA, non fa parte delle componenti essenziali dellevento metabolico nelle cellule. Cairns-Smith ha derivato la terza chiave dai primordi dellarchitettura. Un arco di pietre massicce non si costituisce da s, n lo si pu erigere accostando pietra a pietra. Fino a quando manca lelemento centrale la chiave di volta continua a crollare. Per costruirlo si colma inizialmente lo spazio che risulter in seguito vuoto sotto larco, cos che le pietre possano poggiare su un sostrato fino al momento in cui inserita lultima e larco pu reggersi da s. possibile che strutture complesse siano insorte cos anche in ambito biochimico. Gli enzimi, in linea di principio, operano in questo modo: si prestano da supporti senza modificare se stessi, o semmai solo per breve tempo, per tornare poi di nuovo nello stato di partenza. La quarta chiave assume come modello le funi. Linformazione genetica ordinata nel DNA non solo a mo di scala di corda, ma anche avvolta su se stessa simile a una spirale (doppia elica). Come in una fune non occorre che le singole fibre percorrano tutta la corda per garantirne la saldezza, cos nel DNA la funzionalit permane anche quando si aggiungono nuovi pezzi o fili, oppure quando mancano o spariscono delle parti. Nessun filamento di DNA deve essere rimasto integro dallinizio fino a oggi. La torsione provvede affinch insorgano continuamente nuovi raccordi e conduzioni. La quinta chiave corrisponde al cambio di funzione. Citando lautore: Come nella storia della tecnica ogni nuova macchina basata su una pi semplice, spesso nemmeno pi riconoscibile o quasi nella nuova in cui stata ottimizzata, possibile che anche nelle forme di vita gli elementi iniziali scompaiano abbastanza presto, quasi senza lasciare traccia, mentre simpone il loro principio funzionale che si manifesta ulteriormente nonch variamente sviluppato. Forse non abbiamo quindi pi modo alcuno per risalire agli antesignani primitivi degli organismi. Questo concorda con quanto afferma il Reichholf [1992]: Le grandi e nuove svolte si verificano evidentemente, di norma, con rapidit [perci i missing link sono irrimediabilmente persi]. Quel che richiede tempo (e appare documentato dai reperti fossili) sono i perfezionamenti del lungo periodo (ma si veda lopinione di Charles Darwin sulla imperfezione delle memorie geologiche [Lorigine delle specie; Cap. IX]). La sesta chiave sispira alla formazione dei cristalli. I cristalli si costruiscono da s. A volte insorgono degli errori a causa dellinserimento di un atomo sbagliato nella struttura cristallina. I computer si avvalgono di cristalli drogati per manipolare il flusso degli elettroni; nel berillio, per esempio, tracce di cromo colorano di verde il silicato, oppure minime quantit di ferro conferiscono alla stessa pietra preziosa un colore azzurro. I silicati sono sotto questo profilo addirittura ideali, perch la struttura dellossido di silicato dalluminio contiene molti posti liberi che possono essere occupati altrimenti, a patto che latomo si adatti alla carica senza che la struttura di base ne sia danneggiata o addirittura distrutta. Da qui deriva lattitudine allauto-organizzazione. Da ci deriva la settima e ultima chiave: i minerali argillosi. Sono presenti ovunque sulla terra. I loro microcristalli crescono e si dissolvono ai minimi
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cambiamenti delle condizioni esterne. Le catene e i filamenti di silicati di alluminio nellargilla, che possono combinarsi anche in strutture piane senza che ne risultino legami troppo forti, costituiscono una matrice ideale. Combinandosi con loro possibile che si siano formate e consolidate le strutture che hanno portato ai primi, semplici veicoli dinformazioni. Il modello appena descritto non privo di difetti soprattutto sui meccanismi che avrebbero permesso di unire portatori dinformazione e metaboliti. E straordinario costatare come la durata della vita sia determinata dal portatore dinformazione (che di per se immortale): esso pu uccidere la cellula, costringendo il metabolismo (anchesso immortale nella sua forma primigenia) a produrre prodotti insufficienti o tossici per la cellula stessa, ma pu anche allungarne la vita, producendo enzimi appositi come la telomerasi. Se questo gene preposto alla morte programmata della cellula non intervenisse, la parte metabolica sarebbe in grado di allungarci la vita [va costatato, per, che i prodotti genetici come la telomerasi allungano la vita delle singole cellule, ma tal enzima particolarmente attivo nelle cellule cancerose, quindi la morte programmata ha la funzione di preservare il complesso multicellulare, cio di conservare, in questo, intatto il patrimonio dellinformazione genica]. Freeman Dyson [1988] e Lynn Margulis [1970, 1981] hanno formulato due teorie che permettono di sopperire alle mancanze riscontrate nelle precedenti constatazioni. Freeman Dyson [1988] parte dal presupposto fondamentale che metabolismo e portatori dinformazione siano insorti indipendentemente luno dagli altri. Poi si sarebbe verificato un take-over, quindi si sono associati in una specie di simbiosi. Le microsfere non sono portatrici dinformazione; si possono formare autonomamente senza aver bisogno delle istruzioni di un data base come quello insito nel genoma; la loro crescita e la moltiplicazione-riproduzione per esplosione dipendono solo da come e quanto sia possibile usufruire degli elementi costitutivi fondamentali presenti nel brodo primordiale; la loro crescita simile a quella dei cristalli dargilla nel fango umido. Esse rispondono esattamente alle condizioni postulate per un take-over: hanno un metabolismo semplice e possono procedere attraverso linvolucro solo parzialmente permeabile a una separazione fra sostanze utili (e cio impiegabili nel metabolismo) e inutili; per non dispongono di portatori di in formazioni che possano controllare levento al di l delle reazioni chimiche. Sulle origini del portatore dinformazione si formulano due ipotesi: Lorigine extraterrestre; il portatore dinformazione si sarebbe formato nello spazio, poi cadde sulla Terra, portato da meteoriti o dalla scia delle comete [il DNA resiste molto bene alle bassissime temperature, ma passibile di disgregazione termica]. Lorigine terrestre. Lynn Margulis [1970, 1981], a differenza di Dyson, parte dalla constatazione che gli elementi costitutivi dellinformazione genetica sono chimicamente molto simili ad una molecola che svolge nel processo del metabolismo della cellula una singolare funzione. Si tratta
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delladenosintrifosfato (la sigla chimica ATP), un composto molto ricco di adenosina e di fosfati. LATP stato molto esattamente definito la valuta energetica della cellula. Partecipa alla maggior parte delle pi importanti trasformazioni denergia nella cellula. La produzione o lacquisizione di ATP fanno dunque parte delle esigenze fondamentali della cellula vivente. Lynn Margulis ritiene che le eccedenze nel metabolismo di ATP si sarebbero legate in tratti inizialmente brevi di catene di DNA, i quali avrebbero influito sul metabolismo come degli agenti patogeni. Similmente a ci che avviene oggi nel momento dellinsorgere di malattie prodotte da virus, vi sarebbe stata una massiccia reazione di difesa da parte del metabolismo, che avrebbe saldato i piccoli e mobili tratti di DNA in unit maggiori, le quali si sarebbero a questo punto moltiplicate meno aggressivamente, tanto da assomigliare ora pi a una specie di parassiti. Questi sarebbero infine diventati simbionti: un processo che si pu osservare in una moltitudine di forme del regno degli organismi. Linformazione genetica sarebbe dunque insorta negli esseri viventi come una malattia alla quale lorganismo si sarebbe opposto con crescente successo (corsivo mio). Il comportamento dei virus e di altri simili portatori di geni nudi fornisce argomenti a favore di questa teoria, la quale spiega tuttavia in modo meno persuasivo il costituirsi dellinformazione ereditaria in s. I relativi, necessari mattoni costitutivi presuppongono lesistenza dei prodotti di scarto di una cellula che, per essere capace di fornirli, doveva essere gi alquanto progredita e avanzata in fatto di metabolismo. Se le cose sono andate cos, allora andrebbe sicuramente attribuito alla componente rappresentata dallorganismo il merito o il privilegio di aver avviato la vita. Lapparato genetico sarebbe allora solo un prodotto tardo e proprio dellevoluzione della cellula. E possibile che il portatore di informazione sia stato un parassita, tanto pi che nelle cellule pi antiche era libero allinterno della cellula, cio non era confinato nel nucleo, sebbene di un tipo molto particolare. Egual sorte ipoteticamente sarebbe toccata ai mitocondri, che sono a tutti gli effetti le nostre centrali energetiche. Il DNA nudo pu esistere, ma inerme, solo potenzialmente vivo, effettivamente tale esclusivamente grazie al metabolita. Le modificazioni che il DNA apporta al metabolita che lo ospita sono notevoli. Oggi non possibile distinguere nella vita di una cellula unattivit metabolica da quella genetica (anzi sullonda delleuforia generata dalle nuove scoperte sui geni si tende a genetizzare ogni aspetto della vita). Il metabolismo non solo llan vital del portatore dinformazione, ma sopperisce a tutte quelle parti a cui manca unistruzione specifica E un piccolo mondo, come una serra in cui hanno trovato un utile riparo altre forme vitali (infatti si suppone che mitocondri e cloroplasti siano state cellule non digerite, poi divenute simbiotiche; tale collaborazione ha portato un tale vantaggio che ha surclassato tutte le altre alternative). Allinterno di esso il portatore dinformazione ha potuto evolversi, da poche catene di nucleotidi a RNA, da RNA a DNA, dalla forma A a quella B e a molte altre.
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Nel frattempo venne privilegiata la capacit di interagire con il metabolismo in modo da rendere lospitante pi adatto delle altre alternative contemporanee, e, sfruttando la tendenza parassita a riprodursi, rese tali acquisizioni trasmissibili. Abbracciando lipotesi del parassitismo dobbiamo notare che i vantaggi portati al metabolita servirono al portatore di informazione per aumentare le proprie possibilit di sopravvivere e riprodursi. Con gli organismi pluricellulari lapporto del DNA permise la formazione di apparati diversificati, tra loro interagenti. Ovviamente esiste un limite a ci che pu essere codificato, perci le cellule che non erano in grado di sfruttare la plasticit tipicamente metabolica a scapito duna rigida codificazione, furono soppresse dalle rapide variazioni dellambiente. Immaginate cosa accadrebbe se il nostro organismo fosse un sistema rigido: le nostre prestazioni non sarebbero n incrementabili n diversificabili (ad esempio chi ha il gene del ciclista non sarebbe mai un buon tennista; fortunatamente conosco degli ottimi passisti veloci-tennisti). La febbre,ad esempio, non altro che un incremento della temperatura sfruttato per velocizzare le reazioni chimiche (ma quando la temperatura diviene eccessiva le reazioni sono abnormi e perci dannose) di natura prevalentemente metabolica. Lasciando le ulteriori implicazioni a dopo, possiamo dire dessere arrivati al punto. Sfruttando la definizione classica dintelligenza [abilit di orientarsi, modellare e controllare lambiente], dobbiamo concludere che il potenziale richiesto per simili attivit non pu essere altro che metabolico, tanto pi che il vaglio delle strategie (vedi modellare) e le strategie stesse non sono ereditabili. Lintelligenza permette allessere vivente di adattare nel miglior modo possibile o s allambiente o lambiente a s (modificando lo stesso). Se un uomo sente freddo ha di fronte due strategie: coprirsi o accendere il riscaldamento (o la stufa o improvvisare un fal). E unattivit multiforme, incompatibile con la rigida strutturazione dei geni, rigidit che , invece, tipica dellistinto. Per tornare alle teorie di Piaget, lintelligenza un equilibrio tra assimilazione (che vedremo in seguito) ed accomodamento, tra ci che fuori e ci che dentro il soggetto. Tutto questo ricorda lattivit del metabolismo? Occorre, e non sar mai sufficiente, ricordare che lorganismo attuale non possiede una netta separazione tra gli effetti dei geni e quelli del metabolismo, ma si possono isolare soltanto aspetti in cui v una prevalenza delluno sullaltro. E innegabile la prevalente attivit dei geni nello stimolare e impostare le strutture, ed facilmente concepibile quante ripercussioni possa avere un ordine sbagliato derivato da un codice alterato. LOtx2 il gene che progetta il cervello; la Calponina H3, dopo aver ricevuto dallOtx2 lordine di costruire il cervello tiene ferme le cellule (primitive) della testa perch si trovano gi nel posto giusto, decidendo cos quali diverranno cervello e quali il resto del sistema nervoso.[Edoardo
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Boncinelli,1999]. Lo stesso gruppo ha isolato il gene che d limpulso alla formazione (o meglio alla separazione) della testa e degli arti. Pochi mesi fa stato scoperta la sequenza DNA che regola la separazione dellinterno della vena cava del petto in quattro parti, che diverranno poi i due atri e i due ventricoli del cuore. Un cromosoma 21 in eccesso provoca ritardi mentali. Ci non inficia quanto detto allinizio circa linflusso dei geni sugli individui, ma sottolinea con franchezza come la spinta di partenza abbia la sua importanza per tutte le acquisizioni successive. Dopo aver lanciato una pietra, nessuno ha pi il potere di controllarla; il bersaglio verr raggiunto solamente se la spinta iniziale stata buona, pur avendo subito, nel suo percorso, tutti gli effetti che prevede la fisica! Ma lorganismo non una pietra e la spinta iniziale non tutto. Robert Plomin [1998, 1999]ha individuato, confrontando il corredo genetico di 300 bambini selezionati dai test di ammissione di alcune scuole dello Iowa, un tratto di DNA (Igf2r) che si trova pi spesso nei bambini ritenuti dotati di un Q.I. nettamente superiore alla media3. E riconosciuto che chi mostra buone attitudini intellettive di base, se non si mantiene mentalmente attivo peggiora sensibilmente, non sufficiente lIgf2r. Non si pu pretendere d'esser pronti quando il senso della nostra vita esclusivamente il Sabato sera o la Soap opera preferita. Lintelligenza un muscolo che bisogna tener allenato. Se qualcuno avesse il gene Schwarzenegger, ma fosse stato ingessato dallinfanzia allet matura, sembrerebbe Johnny Winter (che non muscoloso, ma uno dei migliori chitarristi sulla scena mondiale). Probabilmente anni di riabilitazione non sortirebbero alcun effetto visibile, cio una volta che il fisico si formato in modo cos svantaggiato a nulla serve lipotetico gene Schwarzenegger. Il metabolismo ha raggiunto un equilibrio (dinamico) funzionale e non risente pi delle spinte programmate dei geni. Ovviamente si pu barare somministrando alcune sostanze tristemente note nello sport (i cui effetti realmente dopanti talvolta sono dubbi). Per spiegare linterazione tra geni e metabolismo nella genesi dellintelligenza biologica, mi riferir alla teoria (forse pi adatta la definizione di rilettura) della parassitosi desossiribonucleica e dei suoi effetti sulla vita (e sul comportamento), teoria che da ora in poi chiamer BAO4.
Origini dellintelligenza metabolica.
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Identificare un gene dellintelligenza non significa affermare che lintelligenza sia di origine genetica. I geni non sempre impongono nella spinta iniziale, ma possono anche lasciare delle porte aperte, cio possono esistere dei GENI DI NON INTERVENTO. 4 BAO sia laccostamento di B, riferito alla forma di DNA pi diffusa, di A, forma del RNA e del DNA primitivo, e di O, inteso come assenza di materiale genico, riferito al metabolismo, sia lacronimo di Became And Order, cio diventa e comanda, riferito al particolare tipo di parassitosi-simbiosi, sia un riferimento a Behaviour Organic Analysis . Inoltre parlandone con un amico appassionato di fumetti mi stata fatta notare una vaga somiglianza con un Manga, che appunto si chiamava Baoh! Universit degli Studi di Genova

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Innatisti, piagettiani, freudiani, ercksoniani, e altri concordano sullesistenza di uno sviluppo programmato stadiale, con caratteristiche diffuse e specifiche. La teoria di Freud istintualistica, nel senso che le pulsioni o spinte originarie sono elementi irrazionali o disposizioni psicologiche innate, propulsive e relativamente indeterminate. Si differenziano dagli istinti propriamente detti perch non sono performati nel loro svolgimento e adatti all'oggetto, ma tendono a ridurre uno stato di tensione interiore, con modalit non rigidamente predeterminate. Le pulsioni sono comuni a tutti gli uomini e nelle et dello sviluppo assumono connotati stadiali. La spinta endogena legata alla riproduzione-sostentamento, nellaccezione del primo Freud, pu essere un programma genetico? Non unaffermazione sorprendente dichiarare che alcuni nostri atteggiamenti siano programmati ed ereditati, genetici. Appena nati abbiamo un corredo distinti, detti riflessi (di complessit diversa), a cui affidiamo la nostra sopravvivenza (o perlomeno la affidavamo in tempi remoti): il grasping della mano e del piede, lo stepping, il placing, il rooting, la suzione, la reazione di difesa, il riflesso di Moro, il riflesso di Galant, il riflesso dorientamento. Alcuni sono vitali come la suzione (raramente i bambini nascono senza questo riflesso, altrimenti sarebbero destinati a morire), altri fanno parte del complesso di monitoraggio teso alla richiesta daiuto (al genitore o a chi si prende cura di lui). Dalle mie esperienze con i neonati e i bambini in et prescolare, ho costatato che linfante identifica pi di una figura a cui affidarsi, ma in linea gerarchica. Questa fiducia un atteggiamento istintivo ed tanto pi sviluppata quanto pi la presenza delle figure parentali non esaustiva. Non fattore legato al tempo che i genitori passano o no con il figlio, ma alle caratteristiche. Una cosa singolare mi capit a proposito di un bambino di circa un anno, figlio di amici: un paio di volte gli accomodai il giocattolo rotto, improvvisamente acquist labitudine di attirare la mia attenzione ogni volta che gli si rompeva un giocattolo o se, nonostante gli sforzi della madre, non riusciva a recuperarlo (specie le palline). Ero diventato il suo tecnico di fiducia. Lo stesso bambino, che solitamente mi salutava festosamente, al ritorno da lunghe ferie con i genitori manifest nei miei confronti la classica reazione verso lestraneo. Pensai che si fosse dimenticato di me, perci gli chiesi chi fossi. Sorpresa: sapeva perfettamente chi ero! Il bambino, avendo cambiato ambiente, non riconobbe pi la mia funzione allinterno della sua personale societ. Reintegrato nel suo mondo abituale, tornai ad essere per lui quello di sempre, esattamente allo stesso posto nella sua gerarchia. Questa fiducia-dipendenza nella competenza delladulto pu essere tenuta ben nascosta. Un esempio apparentemente di segno opposto il seguente: un giorno incontrai una persona di mia conoscenza che portava a spasso il nipotino.

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Cominci a piovigginare e il nonno del piccolo mi chiese di tenerglielo un attimo, mentre andava a sistemare il passeggino nella macchina. Sistemati a poca distanza sotto un porticato, il bambino, di circa un anno, non voleva separarsi dal nonno e tent pi volte di scapparmi. Cercai di tranquillizzarlo, ma fu inutile, il piccolo non mi ascoltava. Quando si lanci di corsa verso il nonno lo fermai e, indicandogli una grata un po sconnessa, gli dissi l no! Perch cadi e ti fai male. Il bambino mi fiss e rest a guardare il nonno senza oltrepassare la grata: mi aveva dato retta! Un altro episodio singolare mi capit mentre attendevo dessere servito al reparto salumi del super mercato: una bambina sul passeggino lanci a terra il cappello vicino ai miei piedi; lo raccolsi e lo diedi alla bimba, che si rivel essere piuttosto robusta. Poco dopo ripet quel gesto e mi centr nuovamente. Raccolsi il cappello e lo consegnai alla madre. A quel punto la bimba, guardandomi, addit la vetrina del bancone, in cui erano esposte le specialit gastronomiche. Ottenuto il permesso della madre, cominciai a descrivere alla piccola tutto ci che si vedeva nella direzione che stava indicando. La bimba mi guard perplessa e insistette ad indicare. Subito dopo la commessa diede alla madre una porzione di focaccia salata e la bambina cominci a strillare, tendendo entrambe le mani verso lambita leccornia. Ottenuta, aggred la tutta focaccina con quattro dentini e una foga mai vista. La madre imbarazzata mi assicur che da mangiare gliene do, ma quando vede la focaccia sembra che non abbia mangiato da settimane. La focaccia era proprio nella direzione che disperatamente indicava la bambina, ma dietro allesposizione del bancone, e la perplessit del suo sguardo era dovuta alla mia scarsa comprensione di ci che ella mi voleva dire (dammi la focaccia). Aveva trovato in me un possibile alleato per raggiungere loggetto voluto. Mi torn alla mente ci che scrisse J. Dewey [1922]: Presto parr cosa incredibile che gli psicologi abbiano discusso se scegliere tra idee innate e un intelletto vuoto, passivo plasmabile come cera. Infatti, sembra che unocchiata ad un fanciullo avrebbe dovuto rilevare che la verit non sta in nessuna delle due dottrine, tanto ovvio londeggiare delle specifiche attivit nativeGli impulsi non ancora sviluppati e dispersi di un fanciullo non si coordinano in poteri utili, eccetto che attraverso dipendenze e amicizie sociali. Gli esempi citati mostrano che il bambino pu conferire alladulto un ruolo specifico (si potrebbe definire tecnico), il ruolo di esperto o quello di strumento per raggiungere qualcosa; tutti questi aspetti nascono non solo dalla consapevolezza di essere inadatti, ma soprattutto da un istinto alla dipendenza verso ladulto in genere, spesso esemplificato dal pianto (evidentemente non appreso) del neonato. Il bambino, quando sviluppa maggiori performance comunicative, non indica solamente per manifestare un desiderio [richiesta], ma anche per chiedere conferma di una percezione, ad esempio il bambino indica verso la finestra (dalla quale proviene un suono insolito) e guarda negli occhi ladulto ripetendo il gesto e alternando lo sguardo tra la fonte del rumore e

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linterlocutore, finch questi non guarda nella stessa direzione e/o commenta [Camaioni, Volterra e Bates, 1976]. Non credo, ad esempio, che il ritagliare la voce della madre dal rumore di fondo sia innato (nel senso di genetico, a giudicare dallaffermazione dellautrice quando componente innata determinata fin nei dettagli, possibile che lambiente funga semplicemente da innescoviceversa quando la predisposizione innata specificata come inclinazione o una traccia minimale, probabile che lambiente agisca come qualcosa di pi che un innesco anche una traccia minimale implica lesistenza di predisposizioni dellattenzione verso particolari input nonch un certo numero di predisposizioni sistematiche che vincolano la computazione degli stessi input) come sostiene Annette Karmiloff-Smith [1992], ma che lacquisizione di suoni familiari (rassicuranti) lo sia, o per meglio dire sia la conseguenza di una predisposizione pi generale alla dipendenza, perci il neonato riconosce il suono della voce della madre in quanto gli diventato familiare nel periodo di gestazione (in questo senso innato, cio frutto di un deposito di un input sensoriale molto forte sulla struttura auto-organizzante confinante con il Driver sensorio, questultimo geneticamente, ma non irrimediabilmente, programmato), infatti i quattro giorni canonici in cui il soggetto non mostra di reagire alla voce della madre corrispondono, in realt, al periodo di riadattamento dellapparato uditivo (infatti sino alla nascita i suoni sono trasmessi attraverso il liquido, che essendo un mezzo pi denso altera i suoni). Traendo esempio dai miei numerosi piccoli acciacchi, ho costatato che dopo aver sopportato per due mesi un tappo allorecchio destro, quando riuscii ad eliminarlo i suoni attorno a me erano diversi (riverberati), e questimpressione dur per qualche ora. Pensate come dovr sentire un neonato! La predisposizione alla dipendenza spinge il neonato ad affidarsi a ci che gli familiarmente non ostile o a reagire positivamente di fronte a situazioni familiarmente collegate a sensazioni, diciamo cos, piacevoli. Probabilmente linfante ha una capacit di memorizzare impensabile per un adulto, per cui un solo contatto fornisce ulteriori dati da collegare a quelli gi noti, anche se solo in tratti essenziali (nel senso di evidenti). Molti sostengono che il suono del cuore della madre abbia un potere rassicurante e induca il sonno, ma lo stesso effetto si ottiene con il ritmo di una macchina per scrivere, che nulla ha del suono del muscolo cardiaco!

B.A.O. e metabolismo (mentale).

Atteggiamenti particolarmente semplici nella loro identificazione stadiale e precostituita sono quelli legati alla sessualit. Nella maggior parte dei casi tutto si svolge secondo un copione comune. E singolare costatare come una volta superata ladolescenza, gli atteggiamenti di chi sta entrando in quel periodo di cambiamenti sembrino da un lato stupidi e poco efficaci e dallaltro molto pi intelleggibili di ci che dobbiamo affrontare noi stessi
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(sempre che si sia raggiunta una certa franchezza interiore o almeno cognitiva). Altri atteggiamenti sono pi complessi da riconoscere, ma basta scorrere alcuni testi di biochimica o neurologia per accorgersi che con la somministrazione di alcune sostanze (in particolar modo ormoni) si possano pilotare alcuni atteggiamenti negli animali inferiori, ma anche nelluomo si ottengono sensibili forzature dello stesso. Negli animali inferiori abbastanza semplice manipolare il DNA e con ci creare delle alterazioni atte a studiare le interazione tra comportamento e codice genetico. Premettendo che K. Lorenz e N. Tinbergen, i fondatori delletologia, hanno considerato il comportamento aggressivo unentit biologica, recentemente sono stati prodotti diversi mutanti di topo alterati nel loro comportamento aggressivo. I geni scelti per indagini di questo tipo codificano enzimi e recettori che, sulla base di studi biochimici e fisiologici, si pensa siano modulatori del comportamento. In alcuni casi si visto che tali geni interessano anche altri aspetti del comportamento oltre allaggressivit. In una lunga serie di studi stata esaminata nei vertebrati la correlazione tra i livelli del neurotrasmettitore serotonina e laggressivit impulsiva [Coccaro, 1989]. Dagli studi di Brunner e dei suoi collaboratori [1993] risulta che in una famiglia olandese la mutazione nel gene umano per lenzima che metabolizza la serotonina, la monoammina ossidasi A (MAO-A), correlata al comportamento aggressivo. Anche se gli studi sui topi mutanti nel gene MAO-A sono successivi, interessante, ai fini della chiarezza, che il fenomeno sia riproducibile e comune. Infatti i topi mutanti per la monoammina ossidasi mostrano una maggiore aggressivit [Hen, 1996] e che topi mutanti per il recettore della serotonina 5-HTlb mostrano unalterazione simile nel comportamento. Il tipo particolare daggressione osservata in questi casi di tipo difensivo e si manifesta con un attacco verso un topo nuovo introdotto. Linterpretazione di questi studi non semplice. Il fatto pi riproducibile che alterazioni del sistema serotoninergico influenzano il comportamento di tipo impulsivo. Oltre a questo, lo studio sulla MAO-A suggerisce una correlazione tra alti livelli di serotonina e aggressione impulsiva: questi topi presentano un aumento significativo del livello di serotonina. Il comportamento del mutante 5-HTlb pi difficile da spiegare con questa ipotesi relativamente semplicistica: infatti i topi che presentano questa mutazione sono nettamente carenti anzich eccedenti di questo recettore. Per conciliare questi dati contraddittori necessaria, senza dubbio, una comprensione pi sofisticata dei siti d'azione delle mutazioni e dei loro effetti a livello cellulare. Per esempio, il recettore 5-HTlb alterato, in questi topi mutanti, di tipo presinaptico, e modera lattivit della terminazione nervosa che lo contiene, perci, una diminuzione nella risposta a questi recettori potrebbe determinare un aumento nellattivit del sistema. Anche i mutanti per altri enzimi hanno mostrato un comportamento aggressivo differente dai tipi normali [Hen, 1996]. In tutti i casi, i geni sono stati scelti per il loro probabile coinvolgimento nellapprendimento e nella
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plasticit. Il mutante per la chinasi CaM mostra un comportamento pi aggressivo. Allo stesso modo, una mutazione della forma neuronale dellenzima che sintetizza lossido di azoto (nNOS) conferisce uninsolita aggressivit: tale enzima implicato nel processo di potenziamento a lungo termine e in altre forme di plasticit neuronale. Mutanti fyn per la tirosinchinasi mostrano un aumento nella risposta agli stimoli che inducono paura (tra gli altri effetti c una riduzione nellapprendimento). Per ci che riguarda la variazione in ambiente naturale una soluzione alternativa quella di cercarle in un organismo che sia gi a un livello sofisticato per quanto riguarda lanalisi di genetica molecolare, per esempio il moscerino della frutta. Le larve del moscerino della frutta presentano un polimorfismo nel comportamento locomotorio associato alla ricerca e allassunzione di cibo (foraging). Questo polimorfismo comportamentale che si osserva in natura, si ritrova sia nei ceppi di Drosophila cresciuti in laboratorio che in quelli selvatici. Il comportamento viene valutato misurando la lunghezza della traccia del percorso fatto dalle larve durante l'esplorazione per il cibo su una piastra di agar coperta di lievito Gli studi di Sokolowski [1992] hanno isolato due categorie di larve: erranti e sedentarie (rover e sitter). Le erranti, in un determinato intervallo di tempo, lasciano una traccia pi lunga rispetto alle sedentarie Quando si analizzano caratteri quantitativi non rara una distribuzione bimodale di questo tipo, anche se non c stata alcuna selezione per quanto riguarda i fenotipi. Come per la maggior parte delle varianti comportamentali isolate da popolazioni naturali, i due tipi presentano distribuzioni quantitative sovrapposte. Tuttavia, quando sono stati prodotti ceppi omozigoti per il fenotipo errante o sedentario, essi presentarono una sovrapposizione minima e dimostrarono che la differenza erranti-sedentarie causata dallazione di un singolo gene che stato chiamato foraging e che il fenotipo errante geneticamente dominante su quello sedentario. Sembra che i geni, e questa una delle parti pi importanti per la formulazione della BAO, abbiano un notevole influsso sui meccanismi di riproduzione e di sostentamento, ma giusto che i geni influenzino la riproduzione essendo proprio loro stessi a riprodursi (ricordate la prima chiave della vita?). Il corteggiamento in un maschio di moscerino della frutta influenzato anche da altri componenti del sistema di apprendimento. La chinasi CaM (discussa precedentemente in relazione al mutante per laggressivit nel topo) svolge un ruolo importante nei cambiamenti indotti dallesperienza nel sistema nervoso. I maschi che sono geneticamente difettivi per questa chinasi non riescono ad apprendere dallesperienza di essere in presenza di femmine che si sono gi accoppiate. In questi esperimenti, lattivit della chinasi manipolata in vitro facendo esprimere nei neuroni un gene sintetico per uno specifico inibitore dellenzima. Quando l'inibitore presente a livelli bassi, i maschi sono in grado di essere addestrati correttamente, cosicch essi interrompono il corteggiamento di una femmina
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gi accoppiata, ma poi dimenticano immediatamente quando vengono posti in presenza di una femmina vergine e cominciano a corteggiarla con insistenza, come se non avessero mai subito alcun condizionamento. Quando i livelli dellinibitore sono pi alti, i maschi difettivi non vengono affatto condizionati dalla femmina gi accoppiata e continuano a inseguirla per ore senza sosta. Anche le femmine apprendono dalle loro esperienze di corteggiamento, ma in modo differente: esse rispondono al canto damore del maschio. I moscerini femmina rispondono al canto del maschio diventando pi recettive alle proposte di corteggiamento. Se una registrazione del canto viene ascoltata da una femmina solitaria che successivamente viene posta in presenza di un maschio, essa si accoppier pi rapidamente rispetto a una femmina che non ha ascoltato il canto nei minuti immediatamente precedenti. Inoltre, essa ricorda il canto per diversi minuti. Tuttavia la capacit di ricordare il canto assente nelle femmine che hanno il gene per la sintesi dell'inibitore della chinasi CaM. Esse sentono il canto normalmente e rispondono a questo se poste immediatamente in presenza di un maschio, ma dimenticano molto pi rapidamente rispetto alle femmine normali [Griffith, 1993]. Altri geni mutanti per l'apprendimento, dunce e amnesiac, influenzano anch'essi l'abilit, da parte di una femmina, di ricordare il canto di corteggiamento [Kyriacou e Hall., 1984]. I moscerini in cui la chinasi CaM inibita come i mutanti dunce, presentano piccoli difetti nella plasticit della trasmissione sinaptica. Un evento precoce dellapprendimento durante il corteggiamento regolato nella Drosophila da un altro gene che codifica la proteinchinasi C, coinvolta nella trasduzione dei segnali dei secondi messaggeri. Quando nei maschi viene introdotta una mutazione che porta alla produzione alterata di questo enzima, i moscerini mostrano un difetto contrario a quello che si ottiene con linibizione da chinasi CaM: essi manifestano una normale perdita di interesse per le femmine dopo un sufficiente contatto con una femmina gi accoppiata, cio ricordano gli effetti del condizionamento, ma durante il periodo di apprendimento vero e proprio non mostrano di esserne influenzati [Kane e Greenspan, l996]. In altre parole, essi immagazzinano lesperienza dell'apprendimento per il futuro, ma non mostrano, al momento, nessun segno di reale addestramento. La selettivit del difetto indica di nuovo, che aspetti discreti del corteggiamento sono separabili geneticamente. Nellesempio precedente, regioni anatomiche distinte sono responsabili del riconoscimento sessuale rispetto allo stesso corteggiamento e si possono identificare vie biochimiche distinte: alcune implicate nelle risposte immediate del condizionamento durante il corteggiamento, altre necessarie per le risposte a lungo termine (fonte: R. J. Greenspan,1999). Sulla importanza dei recettori e delle sostanze nel comportamento si pensi alla teoria di Zuckerman [1984] sul sensation seeking: secondo lautore esiste un livello tonico di attivit del Sistema Catacolaminico, che influisce sullumore, lattivit generale, linterazione sociale e che motiva il ricorso a determinate stimolazioni o attivit (o levitamento di esse). I ricercatori di sensazioni avrebbero un basso livello di attivita del Sistema Catacolaminico,
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cio basse quantit di dopamina, norepinefrina e MAO, e le loro attivit sarebbero preposte ad aumentare il livello delle suddette sostanze nel sangue; gli evitatori di sensazioni avendo alti livelli, anelano alla tranquillit poich la misura gi colma. La scoperta di ci che la stampa ha definito il gene del giocatore dazzardo, sembra confermare le osservazioni dellautore. Questo gene predisporrebbe le persone a gradire attivit cariche di rischio, come il gioco dazzardo o gli sport estremi, proprio perch tara il livello dattivit del S C molto basso. Occorre, per una miglior comprensione, rilevare che uneducazione improntata al rispetto del denaro o della propria integrit fisica far assumere al gene manifestazioni diverse o potrebbero ridurne gli effetti. Riprendendo lesperimento di Maragon del 1924, Schachter e Singer [1962] somministrarono adrenalina a tre gruppi, uno informato sulle reazioni che avrebbero dovuto avere, uno non informato e uno disinformato, e, diversamente dal loro predecessore, li esposero a situazioni emotivamente stimolanti. Le reazioni degli informati furono meno alterate dalla situazione adirante (un complice simulava di non gradire le domande dello sperimentatore, protestando con veemenza, arrivando fino ad abbandonare la stanza sbattendo la porta). I disinformati furono, invece, i pi coinvolti. Con un semplice avvertimento stato possibile alterare gli effetti di una sostanza. Come si notato precedentemente, le modifiche o sintonizzazioni fini nellorganismo avvengono tramite il metabolismo, perci ipotizzabile che sia stata una reazione metabolica la causa del minor effetto eccitatorio della dose di adrenalina. Occorre notare che se ci fosse vero, significherebbe che la parola ha potuto modificare, o pi precisamente, preparare le risposte metaboliche. Nelluomo le strutture programmate sono difficilmente alterabili, sia in virt duna maggior complessit, sia per la spiccata attivit o indipendenza della parte metabolica (dorigine metabolita). E comunque vero che una somministrazione di ormoni pu modificare, ad esempio, le reazioni. Ci particolarmente riscontrabile nelle nicchie comportamentali di tipo riproduzione-sostentamento (aggressivit, sessualit, paura, ecc); esse hanno una forte componente di programmazione, che si spiegherebbe, ipotizzando un atteggiamento parassitario del portatore di informazione, con la difesa da parte del genoma (inteso non come gene egoista, ma come forma di vita, una colonia di geni) delle proprie aspettative vitali e riproduttive (ricordate la prima chiave della vita?). Nelluomo, per, a causa delle spinte evolutive, il genoma ha tratto vantaggio dalla caratteristica plastica del metabolismo, di cui sfrutta le acquisizioni temporanee (grossomodo il fenotipo) e a lungo termine (la cultura e il potere modificatorio della parola citato poco sopra). Nelluomo gli istinti sono ridotti e sono sostituiti per lo pi dalle pulsioni. Le pulsioni si comportano come il leggendario personaggio, situato al lato del palcoscenico, che spinge sulla scena gli artisti colti dal panico o titubanti (compito che tocca spesso al Direttore di Scena). Tutto ci che lartista far sulla scena dipender dal buttadentro solo per il fatto che lha messo l, e qualora il buttadentro fosse il Direttore di Scena stesso, dalla stessa persona dipender anche la durata dellesibizione,
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poich, se lattore si blocca, il nostro metaforico personaggio pu sempre far entrare le ballerine, per calmare la platea e garantire allartista la ritirata . Gli istinti, invece, sono paragonabili al marionettista che, tirando i fili, controlla ogni movimento dellattore (di pezza e legno). Non necessario postulare una miriade di fattori genetici del comportamento, come il riconoscimento della voce materna, lattaccamento ai genitori (i neonati spesso piangono anche se non hanno fame o sono bagnati, semplicemente perch si sentono soli), o altri atteggiamenti simili, ma un'unica pulsione (vedi sopra) verso ladulto, derivante dal pi basilare (e vitale) istinto di dipendenza. Il rapporto di Spitz sulla sindrome dei bambini ricoverati in brefotrofio (detta ospitalismo) rivela che, nei bambini abbandonati alla nascita o comunque prima del terzo mese di vita, i sintomi compaiono solamente dopo il quarto mese di vita, cio in conseguenza della cessazione del contatto parziale che il bambino ha con la nutrice. Abbandonato a se stesso, il bambino comincia un processo dautodistruzione che avr ripercussioni sulla sua vita futura, soprattutto sulla salute e lo sviluppo fisico, sia motorio che cognitivo. Escludo arbitrariamente dalla discussione le implicazioni per la vita sociale, poich esse sono state spesso analizzate con scarsa lucidit, molto bigottismo, soprattutto in ambito statunitense, e perch interagiscono in esse troppi fattori estranei al tema trattato. Se il bambino viene abbandonato dopo il quinto mese di vita, passate quattro settimane, inizia ad isolarsi, per poi culminare in un processo autodistruttivo che pu manifestarsi alternativamente con una rinuncia a vivere o con atteggiamenti autolesionistici. Il quadro suddetto viene definito depressione anaclitica ed superabile con un riavvicinamento alla madre. Superato, nel giro di pochi giorni, il periodo pi acuto della sindrome depressiva, il bambino manifesta un comportamento gradevole e accomodante con tutti, capacit dadattamento che , per, solo apparente ed destinata a lasciare il posto a reazioni impulsive di fronte a nuove varianti nellambiente (un cambio dinfermiera o di reparto). Non vedo, ripeto, la necessit di postulare rigide codificazioni in virt di una migliore performance evolutiva, prospettiva che risente troppo della moderna predilezione per i meccanismi, soprattutto quelli pensanti. La sicurezza che fornisce la familiarit di una situazione o di certe persone sono da ritenersi conseguenze in maggior parte legate alla memoria e allapprendimento, o, se vogliamo, dalla traccia lasciata dallessere nel mondo sul metabolismo. In origine, ad esempio, non esiste una netta differenza tra la madre ed il suo sostituto, tale differenza si costituisce solamente dopo che il tempo ha consolidato una certa situazione. Se qualcuno conosce il gioco dello psicanalista ha gi unidea di cosa cerco di affermare. Per chi non lo conoscesse, ecco un breve riepilogo: si chiede ad una persona di uscire dalla stanza, in modo da permettere ad uno dei rimasti di raccontare un sogno recente a tutti gli altri presenti; uscita la vittima, chi regge il gioco spiega che nessuno deve raccontare veramente un sogno, ma occorre rispondere alle domande del pollo seguendo due
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regole, cio alle domande la cui ultima parola inizia con una lettera compresa nella prima met dellalfabeto bisogna rispondere affermativamente, alla seconda met negativamente. Ovviamente vige la regola di non contraddizione. Al termine delle domande, tese a ricostruire il sogno, formulate ai presenti dal giocatore-investigatore, si sar creato un racconto veramente fantastico e degno dessere ritenuto roba da psicanalisti. La sorpresa pi grande, per, sar quella del pollo, perch, quando dovr identificare lautore del sogno, scoprir che non esiste n sogno n sognatore. Applicando il modello fornito dallesempio, non sono necessarie numerose facolt o intelligenze, geneticamente o neurologicamente predisposte (come, invece, ha teorizzato da Gardner per lintelligenza), ma si possono generare numerosi aspetti da un numero modesto di essi, una volta che siano stati performati da tracce di realt metabolizzata. Formulando il concetto in base allargomento della tesi, ne deriva che, nonostante esistano facolt verticali in cui lintelligenza, e non solo essa, si specifica, specificando aree adatte allo scopo di migliorare il file system (performazione dellI.), lintelligenza resta una comunque (e comune). Lintelligenza, in questo caso, espressione del metabolismo non vincolato da ordini genetici (metabolismo emancipato), rinuncia del portatore dinformazione finalizzata a sopperire alle possibili carenze informazionali (inadeguatezza rispetto alle possibili variazione di nicchie vitali). Quindi lordine semplice metabolismo fa tu! (cio un non ordine). La PET ha confermato lesistenza di aree di maggior attivit, ma sempre su un attivit pi generale del cervello. Gardner stesso, nella critica della teoria delle intelligenze multiple, ammette che alcune qualit del comportamento cognitivo sfuggono allinterpretazione dellintelligenza come diverse facolt di tipo verticale, soprattutto su aspetti plastici dello sviluppo e totalizzanti come la saggezza (che non meta raggiungibile da tutti). Larchitettura neurale un escamotage evolutivo-genetico, un regalo del portatore di informazione per rendere pi efficace il metabolismo nella gestione dellambiente esterno per permettere di sopravvivere e riprodursi con maggior successo, esplorando altre nicchie vitali. Occorre ricordare che comunque il DNA a riprodursi, DNA che sfrutta il metabolismo come veicolo e casa, ricambiando con il suo potere mutageno, fonte di capacit sorprendenti per la semplice cellulaspugna metabolita. A ci si riferisce la teoria BAO. Conseguentemente occorre notare come nelle forme di vita animali concorrano aspetti pulsionali, istintuali e plastici. Anche lameba che non ha sistema nervoso dimostra capacit dapprendimento, inspiegabili se ci si ostina a identificare lintelligenza con larchitettura neurale. Noi uomini dobbiamo molto al cervello, un meccanismo altamente performante, ma troppo simile ad un pallottoliere se privato del sostegno orizzontale del metabolismo. Vorrei far notare che nelle prestazioni intellettive influisce tutto linsieme chiamato corpo. Un deficit fisico dapprima influisce sulla performance, poi,
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se persiste, sulla struttura cognitiva stessa (e viceversa). Esempi alla portata di tutti sono lipoglicemia, la pressione bassa, ipotiroidismo e lipertiroidismo. Oggi si parla di cervello bagnato, cio in contatto con il corpo tramite gli umori, i liquidi come il sangue, e non pi esclusivamente tramite cablaggi. Esistono neurotrasmettitori per i messaggi a cortissimo raggio, sostanze come le endorfine per quelli a medio-corto raggio, o gli ormoni quelli a lungo raggio. La categoria di sostanze a medio corto raggio sono le acquisizioni pi recenti e le pi studiate, ma la capacit di interferire con esse stata sfruttata precedentemente, anche se in modo ingenuo, con le droghe. Una prova scientifica fu fatta da Benassi e Canestrari [1954], che iniettando un farmaco anfetaminico, la Metadrina, ottennero dai soggetti risposte al TAT (Thematic Apperception Test) pi ricche di particolari, meno stereotipiche e pi dirette (cio si ridusse il tempo di latenza, il tempo impiegato dal soggetto per iniziare a raccontare la storia immaginata) rispetto agli standard precedenti. Esulando dagli stati dalterazione, ho trovato singolari spunti sugli effetti del corpo sulla mente parlando con un amico, Davide, che mi ha riferito due singolari avvenimenti: il cambio dinclinazione della propria scrittura come spia ( elemento soggettivo correlato) di unimminente malattia e la narcosi da lente a contatto. Sullultimo dei due occorre dare una spiegazione. quando le lenti, soprattutto le monouso, esauriscono la loro funzione e si caricano di scorie (batteriche e chimiche), gli occhi inviano un messaggio di pericolo; il cervello di alcune persone reagisce stimolando una sensazione che predispone al sonno; ogni tentativo di tenersi svegli e lucidi destinato al fallimento (lavare il viso con lacqua gelida, bere caff o prendersi a schiaffi), mentre togliere le lenti e lasciare locchio libero ha un effetto immediato e tonico.
Modularit vs orizzontalit.

Per quanto non apprezzi la metafora mente-computer, bisogna riconoscere che una simile analogia ha permesso di orientarsi meglio nellaffrontare le facolt (di numero limitato) verticali di matrice genetica, anche se lhardware biologico talmente diverso da rendere questa analogia poco pi valida dellidea di un quadrato ottenuta con quattro stuzzicadenti posati su di un tavolo, poich le parti celebrali suddette sono fortemente permeate tra loro a differenza di quelle del computer. Esistono parti modulari nella mente e basta uno sguardo ai protocolli delle osservazioni sperimentali sui neonati per rendersene conto. I riflessi citati in precedenza sono comuni a tutti e hanno unimportanza vitale. Anche il riflesso di Moro, allapparenza inutile, aveva una funzione quando eravamo scimmieschi e stavamo appesi alla peluria del dorso delle nostre madri, ed il grasping era correlato ad esso. La sua inutilit attuale permette la scomparsa dello stesso nel giro di pochi giorni, dimostrando che questi Driver modulari non sono cos rigidamente non modificabili come suggerisce Fodor. Gli esperimenti sui mici allevati in ambienti monotoni o
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privati delluso di un occhio tramite bendaggio adducono ulteriori prove della resettabilit (pi o meno parziale) delle informazioni innate Esistono istinti comuni agli adulti e ai bambini di pochi mesi come quello di proteggersi il viso in presenza di un oggetto in rotta di collisione, o di coprire con movimenti caratteristici le parti vulnerabili al solletico se sollecitate. Sono comuni, tra piccoli e grandi, le pulsioni erotiche, sono diverse (in certi casi non troppo) le manifestazioni e lappagamento. Biologicamente (e fino a non molti anni or sono, o ancora oggi in alcune comunit, anche socialmente) siamo programmati per essere efficienti adulti gi a sedici anni, perch la nostra cultura pi giovane della storia biologica che ci accompagna. Non occorre sorprendersi, soprattutto se si guarda ai secoli passati ( sufficiente il 1800), periodi in cui i due ritmi di vita erano abbastanza sovrapposti; la nostra cultura ha dilatato artificialmente ladolescenza (ultimamente anche linfanzia). Wyath Hearp a ventanni aveva vissuto pi esperienze, personali e sociali, di un quarantenne doggi, ma aveva valutato meno informazioni di quante ne stanno giornalmente in un quotidiano come Il Corriere della Sera. Fino a qualche anno fa la statura definitiva veniva raggiunta a diciassette anni, oggi si tende a crescere in altezza fino a ventuno (compreso il sottoscritto). Le nuove abitudini di vita hanno influito anche sui parametri temporali dello sviluppo, proprio perch uno sviluppo rapido determina un minor sfogo delle potenzialit metaboliche, poich viene raggiunto lequilibrio. Come si diceva a proposito del gene Schwarzenegger e del fenotipo Winter, quando viene raggiunto lo stadio della formazione difficile cambiare, anche se le potenzialit restano invariate (basta somministrare alcune sostanze che creino un nuovo equilibrio artificiale). Contrariamente a come pensano la maggior parte delle persone e degli ecologisti, lequilibrio assoluto si ottiene con la morte, mentre la vita un processo che tende allequilibrio (in biologia lequilibrio si ottiene quando non pi necessario alcun processo, cio con la morte, infatti negli organismi viventi si parla di omeostasi), cio un equilibrio dinamico. Se ci mettiamo su un piede solo siamo in equilibrio, ma restando cos moriremmo di fame; se ci mettiamo in cammino per andare al fast food, non moriremo di fame (ma di altro!) e non saremo pi in equilibrio, ma passeremo da un attimo di sbilanciamento ad uno successivo di compensazione (se non fosse cos finiremmo direttamente a terra al primo passo). Lintelligenza, fin ora, stata accomunata (e talvolta identificata) con il metabolismo, in altre parole con un processo dinamico, che va distinto dalle abilit, che si denotano come strutture operative un po pi statiche. Unaltra considerazione da fare che le teorie sul funzionamento del cervello siano troppo ancorate alla materia grigia e al neurone come cellula del metabolismo del pensiero. Basti considerare che, limitandosi alla struttura asciutta, solo recentemente si presa in considerazione la materia bianca, ritenuta da sempre un semplice tessuto connettivo, con unattenzione particolare agli astrociti.
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E che dire della teoria dei memi di Richard Dawkins [1976], brillante e atta a far parlare di se, a cui stato sufficiente spostare il comportamento del gene egoista alla teoria dellinformazione. La teoria secondo cui levoluzione va riferita ai geni che potenzierebbero lospite donandogli, se vincente, la possibilit di sopravvivere e scroccandogli la riproduzione nel corso delle generazioni, giustificata dai meccanismi di modifica del DNA nella sua replicazione nelle cellule germinali, che non sono conseguenti alle pressioni esterne (normalmente). Levoluzione la via pi diretta per ottenere un certo prodotto e la continuit di un simile processo casuale. Come ha giustamente notato Stephen Jay Gould [1999], se la Pikaia Gracilens si fosse estinta, oggi non esisterebbero i vertebrati, ma in linea di principio la roulette genetica potrebbe riprodurre, in un secondo tempo, i vertebrati, anche cos come li conosciamo noi. La convergenza adattiva n un esempio, cos come la formazione di strutture pressoch identiche da linee evolutive differenti. I meccanismi, con cui i cromosomi si scambiano e modificano i geni, fanno s che il nuovo prodotto (il feto) sia pi di una semplice somma del 50% paterno e del 50% materno. Ognuno di noi portatore di tre mutazioni genetiche, per lo pi della sintesi proteica. Questa considerazione una parte fondamentale nella BAO, ma mentre Dawkins parla di una lotta evolutiva dei singoli geni e come molti si dimentica del metabolismo, la teoria della DNA-parassitosi esalta le qualit del metabolita ospite e chiarisce (o cerca di chiarire) i rapporti tra le due componenti dellorganismo, inoltre considera il portatore dinformazione come unentit vivente allinterno di un piccolo mondo (il metabolismo) che pu modificare e serve da filtro con il ben pi esteso mondo esterno, strutturata come una colonia. Dawkins trasporta lintuizione genica sui memi, intuendo e descrivendo una parte molto importante della vita, ma mancando, sotto certi aspetti, parzialmente il bersaglio. I memi citando il commento di Dennet [1991] hanno gi giocato un ruolo fondamentale nel determinare chi o che cosa siamo. La mente indipendente che lotta per proteggersi dai memi esterni e pericolosi un mito; c, nel sottofondo, una persistente tensione tra limperativo biologico dei geni e gli imperativi dei memi, ma sarebbe sciocco schierarsi con i nostri geni significherebbe commettere lerrore pi grossolano della sociobiologia del senso comune. Su quali fondamenta possiamo, allora, basarci mentre lottiamo per mantenerci in equilibrio nella tempesta di memi in cui siamo irretiti? Se non la replicazione, qual lideale eterno rispetto al quale noi giudicheremo il valore dei memi? Dovremmo notare che i memi per i concetti normativi per dovere e bene e verit e bellezza sono tra i pi resistenti cittadini della nostra mente e che tra i memi che ci costituiscono giocano un ruolo centrale. La nostra esistenza come noi stessi, ci che siamo come pensatori e non come organismi non indipendente da questi memi. Riassumendo: levoluzione dei memi ha il potere di contribuire considerevolmente al potenziamento del progetto del sottostante meccanismo del cervello a gran velocit, se paragonato al passo lento con cui Madre Natura affronta i compiti di ricerca e sviluppo genetici.
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Ma cosa sono in effetti i memi, informazione pura? E perch sono cos invasivi e altrettanto utili per noi (ma non solo per noi)? Linformazione stupida se nessuno la sa riconoscere o sfruttare ed persa se non trova un supporto durevole su cui fissarsi5. Secondo Dawkins i memi sono entit a se stanti, ma non sono propenso ad accettare una simile versione a cuor leggero, per quanto ritenga che la sua teoria descriva un aspetto della realt innegabile. Se ammettiamo la BAO, i memi diverrebbero il codice di replicazione della parte metabolica di un organismo, ed per questo motivo che i memi riescono a far breccia nei nostri cervelli, in particolar modo nella loro porzione dorigine metabolica, non lopposto come afferma Dawkins, che vede nei memi un genere di vita replicante come il portatore di informazione. Da notare come questo far breccia sia relativo al grado di comunanza evolutiva. Scusate la notazione piccante, ma devo ammettere che fui sorpreso quando potei fare un raffronto tra i gemiti nellaccoppiamento di mammiferi come i gatti e i gemiti di certi individui umani, molto simili e assolutamente diversi da quelli delle vipere (che si accoppiano come i mammiferi essendo ovovivipari). Cos com palese il significato del guaire del noto cane bastonato. Esistono codici elementari su cui possono viaggiare i memi, ma improponibile insegnare ad un cane la giustizia, mentre riesce a comprendere lautorit nella gerarchia domestica, la tristezza, il dolore e la paura nelluomo pur essendo famiglie generi e specie diverse (ma stessa classe). Ci da ricercare nella plasticit della struttura cognitiva ad apprendere nuovi Buoni Trucchi e alla comunanza di alcune strutture (il cervello protomammiferale, ad esempio), complete dei loro Driver neurali-genetici. Occorre puntualizzare che le strutture sono il pi delle volte simili, ma non uguali, certamente compatibili grazie alla sintonizzazione fine del metabolismo La tradizione portatrice della maggior parte dei memi ed la strategia riproduttiva del metabolita nellorganismo, di cui conserva la plasticit. Vi siete mai chiesti perch un padre pur insegnando ad un figlio tutto ci che sa questi lo apprende in modo distorto e personale, pur conservando una forte impronta, mentre la parte del genoma che c stato tramandato dai genitori potrebbe essere replicato senza modifiche (in laboratorio per!)? La tradizione ci che ci dovrebbe permette di partire da un livello pi elevato rispetto ai nostri predecessori, ma essendo a sua volta una codificazione e largamente diffusa in certi situazioni perde un po in elasticit, diventando a sua volta geniforme. Se il gene egoista comporta una trascurabile partecipazione nella sua attivit mutagena (ripeto in condizioni normali, senza radiazioni e agenti chimici di sintesi!) dellambiente e del singolo, limitandosi alla pressione selettiva delle migliori colonie di nucleotidi esistenti, il metabolismo
Unesperienza pu essere tramandata ad altri raccontandola (cio imprimendola nel cervello di unaltra persona), oppure depositandola su carta (scrivere le proprie memorie), e, al giorno doggi, anche su nastro magnetico o su un supporto digitale, sempre ammettendo di essere capiti o creduti e che il formato in cui codificato il messaggio sia usufruibile o sia stato aggiornato. Ma se uno raccontasse tutto al vento o scrivesse un libro che nessuno mai legger? Universit degli Studi di Genova
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culturale deve tanto al singolo come a tutto linsieme della specie a cui affidato il compito di moltiplicare una data acquisizione, che per deve essere abbastanza usufruibile dalla moltitudine (il singolo sul gruppo ed il gruppo sul singolo: il cerchio della conoscenza). Se ammettiamo che lintelligenza sia una manifestazione del metabolismo, si spiega la gran quantit dapparenti contraddizioni rivelate dai tentativi di misurarla, ma anche perch Terman abbia intuito che il test per la valutazione del livello scolastico creato da Binet potesse essere usato per misurare la sfuggente intelligenza. In effetti, la capacit di poter usufruire della tradizione (recettivit) una delle condizioni necessarie affinch lintelligenza possa evolversi, sfruttando quellinsieme dacquisizioni simboliche che rendono performante il metabolismo celebrale, ma anche che possa rendere disponibile a tutti il prodotto del singolo. Come afferma Dennet [1991], che per non riconosce i memi come parte e prodotto della plasticit fenotipica delluomo e di alcune altre specie: I miglioramenti del progetto che si ricevono dalla propria cultura raramente si deve reinventare la ruota schiacciano probabilmente la maggior parte delle differenze genetiche nel progetto del cervello, eliminando i vantaggi di quelli che partono leggermente avvantaggiati alla nascita. Ecco spiegato il peso che il mondo sociale ha nel definire ci che o non intelligente (il che non detto che sia proprio cos, ma n la conseguenza). Allora la mente non modulare come sostengono Gardner e Fodor (che ammette per una parte orizzontale)? Come ho scritto precedentemente esistono parti modulari e per rendersene conto basta osservare un bambino. Il cervello si modularizza per migliorare il file system, ma anche perch le informazioni dipartono da quelle parti modulari (i Driver delle periferiche sensoriali e vitali) che abbiamo dalla nascita, pi ridotte di quanto ritengano gli autori citati sopra e in parte pi flessibili di quanto sia disposto a credere Fodor. E innegabile che la visione o ludito abbiano dalla nascita una serie di istruzioni basilari, dei Driver che permettono di utilizzare questi potenti mezzi di misura (nella parte dedicata ai rapporti tra lintelligenza ed il mondo fisico chiarir in che modo i sensi sono strumenti di misurazione). Da queste parti modulari parte il messaggio che, strada facendo, si deposita. Come per il gioco dello psicanalista, si formano zone con concentrazioni di informazioni (abilit) che fanno supporre a una struttura decisa a tavolino dai geni ma che in realt sono in parte casuali e in parte retti da poche e semplici regole. Come ho gi detto, linterpretazione a dare alle scoperte oggettive (o meglio oggettuali) la chiarezza6. Pi che una zona preposta al
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Guardando una trasmissione sui misteri dellantico Egitto, venne presentata una prova ben documentata (fonte: Erodoto) sullesistenza di iscrizioni misteriose sulla superficie delle piramidi di Giza. Tutti gli ospiti non trovarono nulla da obiettare, finch non giunse un ulteriore esperto che defin la cosa ovvia in quanto le persone a cui Erodoto chiese il significato delle iscrizioni erano analfabete. Un simile errore fu indotto dal numero delle maestranze che utilizzavano la scrittura, interpretato dai Greci come

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riconoscimento, potrebbe essere una zona in cui sono confluite le informazioni da confrontare. Nel cervello, differentemente dal computer, le informazioni non vengono caricate, ma molte sono gi l, tutto dipende dalla mole di informazione che occorrerebbe spostare. Ulteriori chiarimenti saranno dati nella parte sul rapporto tra intelligenza e mondo fisico. Gli studi di Lurija sulle lesioni celebrali hanno dimostrato una certa relativit nella disposizione delle abilit. Chi potrebbe dire com lateralizzato il linguaggio in un ambidestro? Recenti studi sui neonati hanno sfatato la reverie del bambino in uno stato di agitazione generale. Il neonato, oggi, viene definito competente. I Driver neurali, in questo caso identificati da noi come riflessi, assicurano al neonato la sopravvivenza, pur essendo dipendente, ma lo rendono una creatura estremamente modulare (ma non completamente). La stretta della mano spastica allinizio, ma poi le dita diventano indipendenti. E un risultato dovuto ad un ampliamento del modulo o ad una progressiva demodularizzazione? Leggendo Dewey [1922] ho trovato alcune considerazioni brillanti su questo problema. In questautore, per, non si pu pretendere di isolare uno scritto che sia solamente psicologico, filosofico, pedagogico o sociale, perci citer i passi omettendo linvettiva sociale a cui sono collegati, ma che comunque proprio da questo insieme di cose7 trae la sua validit. Osservate ci che accade al pensiero quando labitudine solo capacit di ripetere atti senza pensiero. Dove esiste od opera il pensiero, se escluso dalle abituali attivit? Tale pensiero non resta necessariamente escluso dalleffettivo potere, dallabilit di controllare gli oggetti e comandare gli eventi? Pure ogni abitudine implica una meccanizzazione. Non possibile che vi sia unabitudine senza che si stabilisca un meccanismo dazione, di natura fisiologica, che operi <<Spontaneamente>>, automaticamente, ogni volta che le venga dato il via. Ma la meccanizzazione non e necessariamente tutto ci che c nellabitudine. Osservate le condizioni in cui si formano le prime abilit utili della vita. Quando un bambino comincia a camminare osserva acutamente, esperimenta attentamente e intensamente. Egli cerca di vedere quanto sta accadendo e vigila curiosamente su ogni incidente. Quel che gli altri fanno, lassistenza che gli danno, i modelli che gli propongono, non agiscono come limitazioni, ma come un incoraggiamento ai suoi atti, come rafforzamenti della sua percezione personale e del suo sforzo. Il suo camminare vacillante un romantico avventurarsi nellignoto; e ogni potere conquistato una deliziosa scoperta dei suoi propri poteri e delle meraviglie del mondo. Noi non possiamo conservare nelle abitudini adulte quel sapore di intelligenza e quella freschezza di soddisfazione che nelle facolt appena conquistate. Ma vi certo un termine medio tra un esercizio normale delle facolt che comprende qualche irruzione nellignoto e unattivit meccanica
una diffusa alfabetizzazione. Per quanto non sia una spiegazione incontestabile, sicuramente una ottima ipotesi che dimostra come il mistero possa essere semplicemente una cattiva formulazione delle ipotesi. 7 E unespressione tipicamente ligure che, nella sua apparente inconcludenza, carica di una visione della realt saggia e cognitivamente concreta e matura. Universit degli Studi di Genova

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serrata dentro un mondo tedioso. Perfino a proposito delle macchine inanimate noi classifichiamo come pi elevata quellinvenzione che adatta i suoi movimenti al variare delle condizioni. Tutta la vita opera attraverso un meccanismo, e quanto pi elevata la forma di vita tanto pi complesso, sicuro e flessibile il meccanismo. Questo fatto da solo dovrebbe impedirci di opporre vita e meccanismo, riducendo con ci il secondo a automatismo senza intelligenza e la prima a un rumoroso sfogo senza scopo. Come sono delicati, pronti, sicuri e varii i movimenti di un violinista o di un incisore! Con quanta esattezza esprimono ogni sfumatura di emozione e ogni snodarsi di idee! Il meccanismo indispensabile. Se si dovesse consciamente ricercare ad ogni momento ciascun atto e intenzionalmente effettuarlo, lesecuzione sarebbe faticosa ed il risultato goffo ed impacciato. Eppure tra l'artista ed il semplice tecnico c una differenza ineliminabile: lartista un tecnico sovrano; la sua tecnica o meccanismo si compone di pensiero e sentimento. Lesecutore meccanico lascia che il meccanismo determini lesecuzione. Ci si pongono di fronte due tipi di abitudine: quella intelligente e quella routinire. Ogni vita ha il suo lan, ma solo il prevalere delle abitudini morte riduce la vita a mero lan. Eppure il comune dualismo di anima e corpo, pensiero e azione, tanto radicato che a noi viene insegnato (e si dice che sia la scienza a sostenere tale insegnamento) che larte, labitudine, dellartista viene acquistata per mezzo di precedenti esercizi meccanici di ripetizione, il cui scopo conseguire labilit separata dal pensiero, fino a che dimprovviso, magicamente, di questo meccanismo senzanima si impadroniscono il sentimento e limmaginazione che lo fanno diventare un flessibile strumento della mente. Il fatto, il fatto scientifico, che anche nei suoi esercizi, nella sua pratica per conseguire labilit, un artista usa unarte che gi possiede. Egli acquista una maggiore abilit perch la pratica dellabilit per lui pi importante della pratica per labilit. Altrimenti una dote naturale non conterebbe nulla e un numero sufficiente di esercizi meccanici renderebbe chiunque esperto in qualsiasi campo. Unabitudine flessibile, sensibile, diventa pi varia, pi agevole con la pratica e lesercizio. Noi non comprendiamo ancora pienamente i fattori fisiologici riguardanti la routine meccanica da un lato e labilit artistica dallaltro, ma sappiamo con certezza che la seconda abitudine tanto quanto i primi. Sia che si riferisca al cuoco, al musicista, al falegname, al cittadino o alluomo di stato, labitudine intelligente e artistica la cosa desiderabile, e la routine la cosa indesiderabile o almeno desiderabile e indesiderabile da tutti i punti di vista. Nei passi citati possiamo isolare alcune parole chiave: abitudine, pensiero, intelligenza, routine, meccanismo. Ci che impreziosisce il tutto il riferimento allinfanzia, periodo della vita che il nostro autore riesce a cogliere in molti suoi aspetti con una lucidit alle volte sorprendente. Ad una certa et i bambini fanno dei movimenti simili a quelli che impongono i terapisti alle persone affette da ictus al midollo, in cui i centri
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del movimento sono rimasti integri, ma non vi sono pi tutte le vie di comunicazione tra le periferiche. Queste persone durante la riabilitazione sembrano ripercorrere le tappe dello sviluppo degli infanti. Tenendo conto della soggettivit dei casi, chi riesce a recuperare una certa funzionalit degli arti deve imparare prima a decontrarsi poi, attraverso espedienti motori come tirare in dentro la pancia, ad aprirsi una via per il muscolo che si vuole attivare. Tutto ci pensato (e faticoso) e soltanto dopo lunghi periodi pu ritornare automatico. Sia nei bambini e a maggior ragione in questi pazienti esistono gi dei Driver, che per sono ancora non collimati. Nei bambini sono presenti addirittura i driver della sessualit, come insegna la teoria freudiana, e sono giustappunto generici. Questi Driver sono di origine genetica e andranno a far parte di molte abitudini di vita. Ma non tutte le abitudini nelluomo sono formate dai geni, anzi solo quelle legate ad esigenze particolari. Tutte le altre sono di origine metabolica. Listinto geneticamente determinato e non pu essere modificato (a patto di non modificarlo attraverso i geni), la routine unabitudine irrigidita che simula listinto. Labitudine vera e propria invece elastica, ma ha in comune con le altre due la sua natura di meccanismo. Siamo tornati al punto di partenza? No, perch pur trattandosi di meccanismi la loro natura diversa! Il meccanismo metabolico una serie di reazioni collegate tra loro, ma non come catene e pulegge; pi simile ad una situazione. Il meccanismo di origine genetica invece basato sul concetto di condizionamento classico. Le abitudini sono condizioni dellefficienza intellettuale; esse agiscono sopra lintelletto in due maniere. Da un lato ovvio che ne restringono il campo e ne fissano i limiti. Esse sono dei paraocchi che circoscrivono gli occhi della mente alla strada che sta davanti, esse impediscono al pensiero di allontanarsi dalla sua occupazione immediata per godere di una visione pi varia e pittoresca, ma insignificante rispetto alla pratica. Fuori dal campo delle abitudini il pensiero lavora a tastoni, brancolando in una confusa incertezza; ma labitudine divenuta totale nella routine imprigiona il pensiero in modo cosi deciso che di esso non si sente pi il bisogno o diventa impossibile Labitudine tuttavia qualcosa di pi che una restrizione posta al pensiero. Le abitudini diventano limiti negativi perch sono anzitutto forze positive. Quanto pi numerose sono le nostre abitudini, tanto pi vasto il campo delle osservazioni e delle previsioni possibili. Quanto pi esse sono pieghevoli, tanto pi raffinata la percezione nella sua capacit discriminativa e tanto pi delicata la rappresentazione evocata dallimmaginazione. Il marinaio si trova intellettualmente a casa sua sul mare, il cacciatore nella foresta [Dewey, 1922]. Siamo tornati al concetto di fenotipo (intellettuale) e di plasticit, a cui si aggiunto il parallelo tra abilit e abitudini. Com stato chiarito precedentemente una specie plastica ha maggiori possibilit di apprendere un Buon Trucco che ne avvantaggia la
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sopravvivenza, permettendo di sfruttare talvolta nuove nicchie, come ad esempio il mare, e le acquisizioni metaboliche sono state rese tramandabili dalla tradizione (cultura). Le codificazioni, in vero, tendono alla rigidit, ma lorigine di questa in particolare la plasticit metabolica danno appunto la caratteristica di performazioni (abitudini o abilit) regolative dellintelligenza. La performazione consiste nel rendere capace la mente (cervello) di reagire ed agire: un ciclista allena il suo corpo per essere in grado di affrontare le infinite variazioni di una gara, potrebbe non vincere anche se si allenato bene, ma il poter essere sempre con i primi gli concede la possibilit di tentare il colpaccio (volata, fuga o sprint agli ultimi tre chilometri) che non avrebbe se fosse relegato a fondo gruppo. La performazione nata per uno scopo pratico. Labilit diversa, anche se permeata, dallintelligenza. Ma questa performazione culturale comunque, come ha notato Dawkins, genosimilare. E corretta la definizione di Dennet quando afferma che i memi sono una macchina virtuale da installare. Annette Karmiloff-Smith [1992] ha teorizzato che lapprendimento avviene in modo dominio-specifico, e dove il programma prespecificato poco pi duna traccia ci sia ampio margine per lintervento ambientale. Nel bambino allinizio le informazioni provenendo dallesterno risultano incapsulate, modulari, successivamente attraverso una rielaborazione interna avviene un processo di ridescrizione rappresentazionale che permette un miglior recupero ed un maggior controllo dellinformazione. Tutti cercano dei siti celebrali, compresa lautrice che sostiene i domini specifici, in cui riscontrare delle abilit-quasi intelligenze, ed ora si esce con un quid che non si trova? La progressiva demodularizzazione potrebbe essere in un certo senso un inganno. I processi pi rapidi e pregnanti di apprendimento sembrano essere quelli del condizionamento. Il condizionamento classico S-R fornisce risposte rapide e incontrollate (o poco controllate). Esperimenti un po di cattivo gusto come quello di John B. Watson che seppe stimolare la paura per un grazioso topolino (cos lo vedeva il bambino prima dellintervento del noto psicologo-pubblicitario) in un bambino (ma poi rimedi decondizionandolo, non vi preoccupate!), hanno dimostrato che lapprendimento urgente e vitale (poi spiegher luso di questi termini) proprio basato sul S-R. Come ho accennato precedentemente, levoluzione ha selezionato le colonie di DNA che fornivano un miglior supporto hardware per lapprendimento. Il nostro corredo genetico potrebbe aver previsto che in certe condizioni sia pi utile avere delle risposte immediate ma stupide. Stich [1991] critica Sober [1981 sulla bont della cognizione selezionata dalla natura, cio che la conoscenza corretta indispensabile per una miglior possibilit di sopravvivere asserendo che meglio sbagliarsi. Si dovr tener conto di tali spese nel determinare ladattamento totale di un sistema inferenziale geneticamente codificato. Se i costi sono molto alti, e se disponibile unalternativa che svolge un lavoro minore, ma pur sempre accettabile nel generare verit, allora la selezione naturale pu preferirlo. Sober fa questa osservazione utilizzando la bella analogia fra selezionare un
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sistema di inferenza e selezionare il servizio di un detective. Se avete bisogno di informazioni di un certo tipo, potreste essere indotti ad assumere un detective. Pi soldi gli date, pi cose scoprir. Ma, tipicamente, si giunger a un punto in cui le informazioni supplementari non valgono la spesa supplementare. Il risultato di queste riflessioni che la selezione naturale potrebbe facilmente selezionare un sistema inferenziale meno credibile, rispetto a uno pi credibile, se il sistema meno credibile presenta un livello pi alto di adattamento interno. Ci che rimane da argomentare, a questo punto, che un sistema inferenziale pi credibile pu rimanere indietro rispetto a un sistema meno credibile, anche per quanto concerne ladattamento esterno. Per cominciare, dovremmo notare che esistono due modi molto diversi in cui un sistema inferenziale pu fornire la risposta sbagliata. Un modo consiste nellinferire che il caso che p quando di fatto non il caso che p. Seguendo la pratica standard, chiamer tali errori falsi positivi. Laltro modo consiste nellinferire che non il caso che p quando di fatto il caso che p. Questi sono i falsi negativi. Losserva-zione successiva che vi sono molte circostanze del tutto ordinarie in cui un tipo di errore inferenziale pu essere relativamente non importante ai fini delladattamento dellorganismo, mentre laltro tipo pu essere enormemente dannoso. Consideriamo, ad esempio, il problema di determinare se un certo tipo di cibo sia velenoso. Per un onnivoro che vive in un ambiente eterogeneo a livello gastronomico, un falso positivo riguardo a un problema del genere sarebbe relativamente irrilevante. Se lorganismo arriva a credere che qualcosa velenoso mentre non lo , eviter quel cibo inutilmente. Ci avr verosimilmente un piccolo impatto negativo sulle sue probabilit di sopravvivenza e di riproduzione. I falsi negativi, daltro canto, sono molto pi costosi in situazioni simili. Se lorganismo arriva a credere che un certo tipo di cibo non velenoso mentre lo , non eviter il cibo e correr un notevole rischio di ammalarsi e di morire, Posta di fronte a una situazione del genere, una strategia inferenziale che porti con s un livello molto alto di adattamento esterno sarebbe una strategia altamente avversa al rischio, in base alla quale si inferirebbe che un tipo di cibo velenoso basandosi su prove relativamente deboli. Una simile strategia genererebbe un notevole numero di falsi positivi, poich lorganismo salterebbe alla conclusione che il cibo in questione velenoso sulla base di prove deboli e non conclusive. Ma ci non ha troppa importanza, poich i falsi positivi in questa situazione sono economici. Essendo molto veloce a concludere che il cibo in questione velenoso, la strategia eviterebbe in gran parte i falsi negativi. E ci importante, poich i falsi negativi sono letali. Per completare largomentazione, rimane da notare che una strategia inferenziale molto cauta e avversa al rischio una strategia che, basandosi su unevidenza anche molto piccola, salta alla conclusione che esiste un pericolo generalmente condurr pi spesso a credenze false, e meno spesso a credenze vere, rispetto a una strategia meno sensibile, che attenda di avere maggiori prove prima di dare un giudizio. Ciononostante, la strategia non affidabile, incline allerrore e avversa al rischio avr una notevole
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probabilit di essere favorita dalla selezione naturale. La selezione naturale non si preoccupa della verit: si preoccupa soltanto del successo riproduttivo. E, dal punto di vista del successo riproduttivo, spesso meglio essere sani (e in errore) che dispiaciuti. Quello che abbiamo dimostrato, quindi, che un sistema inferenziale pu avere un livello maggiore di adattamento esterno rispetto a un altro, sebbene questaltro sistema, meno adattivo, compia meno errori e fornisca pi spesso la risposta giusta. In effetti, la prospettiva di Stich larma vincente che ha sicuramente avuto riscontri evolutivi. Nei nostri abiti mentali esiste la paura del diverso, dello straniero, di ci che sfugge alla nostra conoscenza. Ovviamente, data la migliore performance della conoscenza sullignoranza, questa diventa una risorsa da giocare in situazioni particolari. Il tipo di modularit appresa accettato dalla professoressa Karmiloff-Smith pi moderato, ma risente del fatto che si fa di un meccanismo di estrema sopravvivenza la norma. Gli autistici8 sono la concreta realizzazione evolutiva di ci che Sober e Stich hanno immaginato. Non importa se ci che vedono sia o non sia un pericolo, tutto ci che estraneo pu essere (e per loro ) fonte di pericolo e dolore. Oggi stata riconosciuta, dopo tanti anni daccuse ingiustificate alle madri e al loro atteggiamento, lorigine genetica di questa malattia. Questo handicap, che, come noto, talvolta dona abilit sorprendenti, stato utilizzato a fini teorici per motivare la natura dominio-specifica delle abilit, ma una simile interpretazione non ha ragione dessere un indizio, essendo interpretabile in molti modi. Innanzitutto occorre tener presente la natura falsata della cognizione atta a creare falsi positivi e la possibile iperattivit dellapprendimento condizionato, che data lottima prestazione reattiva adatta ad un quadro teso a nuove risposte sopravvivenza. Gli autistici potrebbero essere indotti dal genoma ad avere una minore plasticit (quindi minor spazio per il metabolismo) in cambio duna migliore rapidit dazione. Il ritirarsi in se nelle fasi emotivamente e cognitivamente (due aspetti che nella vita non sono separati) pi impegnative, come di fronte allignoto, potrebbe essere una tattica per evitare il sovraccarico funzionale di un sistema performativo troppo spinto e rigido (come quando un amplificatore va in protezione). Ci che si chiedeva Fodor pu riferirsi allautismo: Ottenere il meglio da sistemi stupidi ma veloci o da sistemi lenti ma intelligenti?. Il meccanismo stupido ma veloce sembra essere la soluzione che il portatore di informazione ha provato in questi soggetti. Per ci che riguarda le abilit si pu affermare che i Driver innati generano dei dominii, ma, ci si vedr nella prossima parte sulla relazione tra intelligenza e mondo fisico, condividono lo stesso linguaggio e probabilmente non sono rigidamente specifici. Il fatto che il metabolismo plastico ha bisogno di pi tempo per creare un situazione (da non confondere con stato) in cui tutto possa collaborare per creare un mondo di informazioni.

Probabilmente oggi indichiamo con autismo una serie di patologie similari. In questo caso mi riferisco a quei soggetti definiti macchine o computer umani. Universit degli Studi di Genova

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Per comporre questa tesi ho appreso molte pi informazioni di quante ne ho usate, ma da ci che ho e non ho accettato nata la mia opinione. Dopo aver presentato la foto smembrata a pagina 27, ho affermato che il tutto pi della somma delle singole parti. Con tutto intendo non solo ci che in atto e ci che in potenza, ma anche ci che non (le carenze). Una forma particolare di situazione il S. Pensando gli altri, ma anche noi stessi, ci rendiamo conto che le persone hanno possibilit, capacit e carenze. tutto questo parte del suo proprio. Diciamo, ad esempio, che Carla una buona segretaria, una madre scrupolosa, ma incapace di amare. Dennet parla di Centro di Gravit Narrativa, ma questa una visione pi ridotta che non esula dal concetto di situazione. Tornando in ambito strettamente cognitivo, la situazione generale permette di trascendere le singole abilit, che sono situazioni specifiche, nate dal deposito dinformazioni metabolizzate (in altre parole, fatte proprie grazie allintelligenza). Quando il piccolo Gauss, che sarebbe diventato un famoso matematico, era ancora alle scuole primarie, gli fu dato il compito di sommare le serie dei numeri dall1 al 10. Mentre i coetanei erano ancora intenti ad effettuare le singole operazioni di somma, il bambino alz la mano e consegn il compito gi eseguito. Con geniale intuizione egli aveva compreso che, invece di sommare semplicemente i termini consecutivi come se si trattasse di una serie qualunque di numeri senza alcuna correlazione tra loro, poteva scomporre le serie in un certo numero di coppie uguali, ottenute sommando tra loro gli estremi e i numeri equidistanti dagli estremi, e moltiplicare questo valore costante per il numero delle coppie: ha costatato vale a dire che le somme 10+1, 9+2, 8+3, 7+4, 6+5, sono tutte uguali a 11 e bastava pertanto moltiplicare 11 per il numero delle somme vale a dire 5. Anzich impostare il problema come avevano fatto tutti gli altri bambini, egli impost il problema comprendendo la funzione della struttura della successione, e scoprendo gli intimi rapporti esistenti fra i diversi elementi della stessa, in relazione alla loro somma.In questo procedimento stato compiuto un nuovo raggruppamento, una riorganizzazione delle serie; gli elementi hanno assunto un nuovo significato: il 9, per esempio, non pi visto come il numero successivo all8, cio 8+ I, ma diventato il numero che dista ununit dallestremit della serie, cio 10 1; cosi l8 non pi visto come successivo del 7, ma come il numero che dista due unit dallestremit della serie. E probabile che abbia visto i numeri, infatti se noi visualizziamo la soluzione la sua comprensione diventa meno macchinosa:

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. . . . ____ ____ . . . . . . . ________ ________ . . . . . ___________ __________ . . ________________ ________________ Wertheimer ha proposto questo problema a diversi soggetti e ha potuto trovare tre tipi differenti di soluzioni, che si servono di diversi procedimenti per giungere allo stesso risultato, ma in tutti i casi era presente uno sforzo per cogliere le intime relazioni strutturali della situazione data; proprio da questo orientamento scaturiva la soluzione genuina, intelligente. Ci costruiamo schemi e mappe e ogni sorta di grafici codificati con colori per fare in modo che gli aspetti costanti e salienti dei dati emergano da soli, grazie ai nostri sistemi visivi. I disegni non ci aiutano solamente a vedere configurazioni che sarebbero altrimenti impercettibili; ci aiutano a tener conto di ci che rilevante e a ricordarci di fare le domande giuste al momento giusto.Questa tattica sicuramente ben conosciuta da molti acuti pensatori ed stata descritta meravigliosamente da uno dei pi acuti di tutti i tempi, il fisico Richard Feynman, nel suo Sta schedando, Mr Feynman! (1985). Nel capitolo giustamente intitolato: Una differente scatola di attrezzi, egli racconta come stupiva i suoi compagni nei corsi di specializzazione a Princeton intuendo la verit o la falsit di arcani teoremi di topologia, teoremi che egli era assolutamente incapace di derivare formalmente o perfino comprendere pienamente: Applicavo uno schema che utilizzo ancora oggi quando qualcuno spiega una cosa che voglio capire: continuo a fare esempi. Facciamo il caso di matematici che intuiscono un teorema fantastico. Mentre mi dicono le condizioni del teorema, mi costruisco un modello che vi si adatta. Abbiamo un insieme (una boccia, traduco io) [...] disgiunto (due bocce). Poi nella mia testa la boccia prende colore, si copre di peli man mano che aggiungono altre condizioni. Quando poi arriva il teorema, una qualche stupidata che non corrisponde per niente alla boccia verde e pelosa che ho in mente, rispondo falso. Se invece corretto, loro si esaltano, io li lascio andare avanti per un po, poi tiro fuori il mio controesempio. Oh, ci siamo scordati di dirti che si tratta di un omomorfismo di Hausdorff' di classe 2... Allora, proprio elementare, dico io, elementare. A questo punto ho capito come va a finire, anche se non so niente degli omomorfismi di Hausdorff. Tattiche del genere sono naturali in un certo senso, ma devono essere apprese o inventate, e alcune persone ci riescono meglio di altre. Quelle con abilit pi sviluppate hanno nel cervello delle macchine virtuali differenti, con poteri notevolmente differenti da quelli delle persone che visualizzano raramente e con difficolt. E le differenze emergono facilmente nei loro mondi eterofenomenologici individuali.
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Allora ci sono buone ragioni per credere, come Kosslyn e altri hanno sostenuto, che gli esseri umani mettano in funzione i loro sistemi visivi non solo per presentare a se stessi le immagini reali, esterne (come sul CRT dei sistemi CAD), ma anche immagini virtuali interne o rappresentazioni di dati in forma di disegni che sono provocate endogenamente e in modo personale, e costituiscono un adeguato materiale grezzo per gli stadi ulteriori del meccanismo dellelaborazione visiva [Dennet, 1991]. Nella parte dedicata ai rapporti tra intelligenza e mondo fisico metter in luce il formato comune di abilit diverse, il loro formato comune ed perci ipotizzabile che le stesse informazioni possano essere usufruite in forme diverse, ed entrare a far parte di una situazione pi ampia. Normalmente si sfruttano i formati pi convenienti, altre volte non siamo in grado di accertare il formato pi utile e ci limitiamo ad utilizzare quello originale (derivante dalla zona di stoccaggio) o quello dettato dalle abilit. Un esempio il ragionamento sillogistico. Molti errori di ragionamento potrebbero essere evitati se si sfruttasse il formato visivo- spaziale, come il seguente

Il primo tutti gli A sono B, il secondo nessun A B, il terzo e il quarto alcuni A sono B. Gli errori legati a questultima affermazione sono piuttosto frequenti, poich, come indica la croce, si tratta di una frase che accumula almeno due situazioni diverse. La visualizzazione chiarifica il tranello e aiuta il corretto ragionamento. Ci vale anche per il primo caso in cui tutti gli A sono B non comporta che tutti i B siano A ma solo alcuni, infatti non tutte le universali affermative sono del tipo tutti gli angoli retti sono 90, che riferita allasserzione tutti gli a sono B e tutti i B sono A. La stessa mnemotecnica sfrutta i loci per rendere il recupero delle informazioni pi rapido e completo.
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Intelligenza e abitudini.

Lattivit dellintelligenza consiste nel metabolizzare, cio adattare, aggiornare, fare proprie nuove alternative. E un processo performante che pu essere performato. Lintelligenza si distingue dallabilit, poich queste sono per lo pi performazioni, in buona parte tracce lasciate dallattivit intelligente (ma non solo), come la scia di una lumaca, rigide o quasi, debitrici allintelligenza stessa delle ulteriori sintonizzazioni fini o degli aggiornamenti. Le abilit sono vagamente simili ai Driver neurali-genetici. Dewey [1922] sintetizza, con gran lucidit, le loro differenze e le peculiarit nei passi seguenti: La vita costituita di. interruzioni e di ricuperi Ma un fattore nuovo nellambiente libera qualche impulso che tende ad iniziare unattivit diversa e incompatibile, a provocare una nuova e diversa distribuzione degli elementi dellattivit organizzata fra quelli che sono stati rispettivamente centrali e sussidiari Il disturbato adattamento fra organismo ed ambiente, si riflette in un temporaneo contrasto, che si conclude con un venire a patti della vecchia abitudine col nuovo impulso. Quando le abitudini organizzate sono sviluppate e messe a fuoco, in modo definito, la situazione confusa assume una forma; vien chiarita e questa la funzione essenziale dellintelligenza I processi diventano oggetti. Senza abitudine vi sarebbe solo uno stato dirritazione e di confusa esitazione. Con la sola abitudine non vi sarebbe che una ripetizione meccanica, un ricorrere sempre uguale dei vecchi atti. Col contrasto delle abitudini e con la liberazione dellimpulso ha luogo invece la ricerca cosciente. Dewey limita la performazione dellintelligenza allesistenza delle abitudiniabilit, ma, per quanto sia in gran parte cos, una visione riduttiva. Un pilota di Formula uno ha sviluppato, in anni di attivit, una serie di caratteristiche fenotipiche. E chiaro che labilit sviluppata quella della guida, ma la base organica che si venuta a formare gli permetterebbe, dopo un adeguato addestramento tecnico, di pilotare un caccia dellAeronautica Militare o di intraprendere la carriera dastronauta. Laddestramento tecnico sarebbe mirato a sviluppare labilit specifica, cio legata alla gestione del mezzo (aereo o astronave), ma sarebbe la performazione fisica (capacit di sopportare le accelerazioni, riflessi, ecc) a permettere allex pilota un buon approccio (se non la reale possibilit). Il sottoscritto potrebbe salire su un caccia, ma, per motivi fisiologici, dovrebbe aumentare la quantit dossigeno nella miscela del respiratore, diversamente lapparato vestibolare andrebbe in panne (con le relative e sgradevoli reazioni). Una maggiore quantit dossigeno, a lungo andare, non salutare e perci non potrei abbracciare la carriera di pilota delle Frecce Azzurre. Fisichella, invece, ha molte pi possibilit di me. Ovviamente Fisico non nato certamente come oggi, lo diventato. Ho preso come esempio la Formula uno perch il numero di piloti con caratteristiche tali da permettere di gareggiare ad alti livelli parecchio

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superiore al numero dei posti disponibili, mentre in sport come il ciclismo le caratteristiche richieste sono pi aleatorie. Il metabolismo sempre metabolismo, sia esso fisico o mentale. Vi mai capitato di non ricordare se avete chiuso la porta o di esservi lavate le mani tornati a casa. Se vi successo, avrete sicuramente stabilito che in quel momento eravate sovrapensiero. In effetti la distrazione ha permesso al meccanismo di procedere anche, diciamo cos, in vostra assenza. E strabiliante costatare il numero di operazioni complesse che labitudine pu reggere. Purtroppo la vostra conclusione stata resa orfana di alcune condizioni necessarie. Se, al mattino, vi foste tirati dietro la porta e, un secondo dopo, al chiudersi della serratura, aveste realizzato di aver lasciato le chiavi allinterno della toppa, dubito che possiate dimenticarvi, sempre che non siate colti da un aneurisma, di aver chiuso luscio. Oltre ad essere assenti, occorre che non accada nulla di insolito. Labitudine non aggiunge nulla alla situazione gi formata, lintelligenza ad occuparsi di ci. Torniamo alla porta. Raccontando la vostra disavventura agli amici o ai colleghi, riporterete (o, perlomeno, sareste in grado di farlo) tutti i tentativi realizzati o ideati per risolvere il fastidioso inconveniente. Avete cercato una soluzione intelligente, sempre che non abbiate deciso di urlare, prendendo a calci la porta; in questo caso limpatto emotivo a potenziare il ricordo, ma normalmente non sarete in grado di descrivere un granch di ci che avevate intorno. Nel caso che abbiate usato lintelligenza, avrete sicuramente esplorato i dintorni per trovare qualcosa per forzare la porta. Se avete un po di risorse intellettive, sarete riusciti a vedere nella bottiglia di plastica, che sbucava dal sacchetto dellimmondizia, un oggetto in grado di passare nella fessura del battente e utile per far scattare la cricca. Cos come lavevate in mano, non avrebbe mai potuto passare; avete dovuto modificarla (tagliarla e appianarla). Se non eravate muniti di coltello (e normalmente le persone non girano con certi attrezzi), avrete dovuto trovarne un sostituto valido. Uno sguardo allo stesso sacchettoed ecco il coperchio di un barattolo. Se non avete dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, significa che vi siete adeguatamente protetti contro tagli indesiderati. Tutto ci, non solo le soluzioni, ma anche il modus operandi, ora fa parte di voi. Le soluzioni andranno ad alimentare le abilit, lesercizio di inventiva e riciclo andr a performare lintelligenza. Le soluzioni intelligenti, per, possono essere anche per lo pi inconsce. Tornando al nostro esempio, immaginate di non aver pensato sistematicamente alle risorse, ordinarie e alternative, che avevate a portata di mano, ma di aver preso in considerazione lintervento di un fabbro. Mentre cercavate di stabilire se fosse pi rapido larrivo del fabbro o dei pompieri (la categoria effettivamente pi richiesta per questo genere di interventi), improvvisamente venite fulminati da unintuizione: la bottiglia! Mentre la vostra parte cosciente si perdeva in richieste di aiuto, il resto di voi, autarchico e desideroso di una soluzione rapida, ha continuato a sondare diverse opportunit. Il lavoro della vostra parte inconscia stato comunque intelligente!

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Si potrebbe obiettare che nella nostra soluzione siano convenute esperienze precedenti (nel caso specifico sappiamo come strutturata la serratura), nostre o riportate, cio lette, raccontate da un nostro conoscente o udite per caso durante un viaggio in treno. Il mito dellintelligenza legato alla possibilit di inventare dal nulla. La realt, invece, molto pi prosaica: anche se eliminassimo tutte le nostre conoscenze e mantenessimo la nostra intelligenza formata (cosa piuttosto improbabile, poich si minerebbero le situazioni), il semplice uso dei sensi implicherebbe i Driver neuraligenetici, che sono esperienze mai fatte ma fornite insieme alle periferiche per il loro funzionamento. Non si parte mai dal nulla!

Teoria dellintelligenza biologica: Lintelligenza un aspetto del metabolismo; una facolt permeante, performante e performabile; un processo che tende allequilibrio dinamico.

Corollario:
In una societ entusiasta della chimica e del meccanismo, possibile che le parole di questa tesi vengano fraintese. Lintelligenza ed il pensiero possono essere il risultato di reazioni chimiche, ma non sono solo reazioni chimiche. Il mezzo pi diretto e comune per intervenire sul metabolismo del pensiero la parola. In queste pagine ho riportato lesperimento di Schachter e Singer e ho messo in rilievo il potere della parola nel preparare il metabolismo del pensiero a reagire allalterazione chimica in atto. Il concetto probabilmente nasce da un costrutto chimico, diviene un costrutto fisico e si riconverte in costrutto chimico, che per diverso (direi soggettivo) da quello iniziale dal punto di vista chimico, ma molto simile al precedente in termini di informazione. Non si pu parlare di identit delle occorrenze, ma di trasformazione. E possibile alterare il pensiero chimicamente a livello molare, ma i risultati dello stesso sono pericolosamente imprevedibili, poich si agisce al di fuori dellequilibrio dinamico che ha stabilito un dato organismo per se solo. E vero che alcune sostanze o la lobotomia alterano il funzionamento della mente-cervello, ma come amputare un arto o prendere a martellate lo spinterogeno di unautomobile, che cosa assai diversa da una elaborazione o dalla messa a punto, ottenibile in questo caso con la parola (anche aiutata da sostanze che possano riequilibrare scompensi metabolici
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purch molari). Nel valutare lintelligenza occorre tener presente laspetto metabolico, fenotipico ed individuale, della sua natura, ma non bisogna limitarsi allo studio della chimica del cervello a scapito del formato, ne scordare laspetto dinamico che si accompagna ad ogni processo.

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Appendice concettuale

Si resa necessaria unappendice per chiarire ed ampliare quei concetti che, nella stesura del testo, avrebbero spezzato la linearit del ragionamento, o a causa delleccessiva estensione o perch argomenti correlati o conseguenti ma non direttamente affrontati. Tutti i concetti che hanno trovato adeguato spazio nel corpo della tesi, non sono qui riportati.

Principio dindeterminatezza biologica.


Il principio dindeterminatezza biologica deriva dal principio di indeterminazione di Heisenberg. Questi afferm che impossibile misurare contemporaneamente la posizione e la velocit (o limpulso) di una particella e ci, poich rendeva impossibile predire in modo esatto la posizione di una particella, costringeva a previsioni di carattere statistico, nelle quali si tratta di prevedere non tanto la comparsa di un certo evento, ma il grado di probabilit del fatto che esso avvenga. Ci inficiava il principio classico di causalit, secondo cui attraverso lesatta conoscenza dello stato presente di un sistema isolato, si pu prevedere esattamente il suo stato futuro. Bench i fisici siano affezionati allidea di sistema isolato, nella realt non esiste nulla di simile, n rispetto allo spazio (i vari sistemi, considerati isolati, sinfluenzano tra loro sia allinterno dello stesso universo o multiverso che in universi non materiali [il Vuoto che circonda il nostro universo e permea la nostra materia non necessariamente il Nulla1, semplicemente non materia universo sinolico]), n rispetto al tempo (tutto un processo il cui inizio primordiale ci sfugge). Proprio la natura di processo delle manifestazioni biologiche le rende imprevedibili, soprattutto se viene applicato ad esse una struttura conoscitiva rigida e micrometrica. Lapplicazione di modelli molari risente meno dellinflusso delle micromolteplici varianti. Bachelard ricordava che per determinare la circonferenza di un tronco dalbero inutile utilizzare il arrotondato alla quarta cifra decimale, ma sufficiente una buona approssimazione (prima o seconda cifra decimale). Un buon modello il modello che ha saputo raggiungere la migliore (e minore) approssimazione sostenibile. Una buona approssimazione ci che rende le menti (anchesse vittime dellindeterminatezza) adatte al loro ambiente non troppo prevedibile!

Entropia.
Per i fisici lentropia legata al grado di disordine in cui si trovano gli elementi microscopici che costituiscono il sistema; in ogni sistema isolato, e quindi nellintero universo, lentropia non pu mai diminuire. Partendo dal presupposto che il disordine non esiste, lentropia si annulla alla constatazione che si passa da un ordine ad un altro alternativo. Negli organismi, addirittura, ci si pu riavvicinare allordine primitivo, poich, se linformazione (genetica) lo permette, linformazione fornisce la matrice originaria.

Un giorno un luminare della fisica chiese ad un giovane Zichichi cosa ci fosse fuori dalluniverso ed egli rispose tutto, purch non sia materia, spazio e tempo. Universit degli Studi di Genova

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La Turritopsis Nutricula, scoperta dal Prof. F. Boero dellUniversit di Lecce, quando arriva alla vecchiaia (la vecchiaia in una certa ottica pu essere considerata il prodotto dallaccumularsi di errori entropici), in grado di riorganizzare le proprie cellule fino a (diciamo cos) tornare giovane. Lentropia non esiste, soprattutto rispetto nei confronti delle potenzialit biologiche. Lentropia inizia dove finisce la capacit di comprensione dei nostri modelli (deterministici). Ogni trasformazione implica un nuovo ordine, anche se lordine quello primigenio, ma mai il disordine. Nelle cellule ci che pu sembrare entropia programmato dallinformazione stessa.

Modelli molari.
I modelli molari, oltre a ridurre linflusso dellindeterminazione, hanno la capacit di preservare linformazione significativa alla descrizione fornita dal modello. Nella parte sui rapporti tra intelligenza e mondo fisico, ho messo in rilievo la differenza tra un modello preciso e micrometrico di sedia e il corrispondente modello molare: il primo perdeva irrimediabilmente limmediatezza dellinformazione per sedersi, il secondo ignorava la struttura interna, ma era il pi adatto per concepire larredamento di una casa o per informare una persona della possibilit di utilizzare una struttura fisica per appoggiare comodamente il fondoschiena. Ai fini psicologici (e non solo) ci si traduce in questa pregnante nota di Piaget alla Formazione del simbolo nel bambino: E' divertente, dopo quanto detto, costatare la meraviglia di Wallon quando scopre che se il potere assimilarore di Piaget capace di fare scavalcare le differenze di campi sensorio-motori, ci significa che dotato anchesso di una struttura, i cui livelli condizionano 1esperienza e nello stesso tempo ne risultano . Quanto a questi livelli, Wallon sembra persuaso che noi vogliamo ignorare tutto delle coordinazioni organiche per isolarci in una pura psicologia della coscienza . E' vero che abbiamo dimenticato di segnalare che lo stadio I degli schemi riflessi corrisponde a ci che i fisiologi chiamano i riflessi, che lo stadio III della coordinazione tra la visione e la prensione corrisponde alle connessioni che si stabiliscono tra le correnti nervose legate alla funzione dellocchio ed a quella della mano ecc. Ma, una volta riparato a questoblio, ci si pu domandare se non sia pi vantaggioso lasciare al neurologo la cura di determinare da s le varie coordinazioni fisiologiche interessate e limitarci a fornirgli unanalisi delle condotte il pi possibile completa, espressa nel linguaggio non della coscienza ma delle operazioni , vale a dire dellazione. Quando si avr una convergenza tra i due metodi ne deriver una sicurezza certamente
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maggiore che non a volere fin da ora colmare i vuoti della neurologia mediante una psicologia fin troppo disposta a rendergli questo servizio, o tappare i buchi della psicologia mediante una neurologia che e fin troppo docile anchessa, come la dimostra la storia delle idee relative alle localizzazioni cerebrali. Che Wallon si rassicuri dunque: noi ammettiamo con lui che le coordinazioni sensorio-motrici corrispondono a degli organi e continueremo persino, suo malgrado, a credere in un parallelismo psicofisiologico (o principio disomorfismo ecc.). Quanto alla esclu-sione esplicita del ruolo della maturazione , che egli curiosamente ci attribuisce, bisognerebbe ignorare del tutto 1esistenza dei gemelli monovulari per fare unaffermazione cos ingenua. Solo che la maturazione interessa esclusivamente il fisiologo, mentre il problema delle condotte, studiato dallo psicologo, e principalmente quello di sapere come le coordinazioni nervose progressive rendano possibile 1utilizzazione dellesperienza. Ora 1assimilazione mentale svolge appunto il ruolo dintermediaria tra questutilizzazione e le strutture organiche, e dintermediaria indispensabile finch si ammetta la continuit funzionale della sviluppo. Concludendo lopera citata, Piaget afferma: Le operazioni della ragione costituiscono, in effetti, dei sistemi dinsieme, caratterizzati da una certa struttura, mobile e reversibile (aggruppamenti qualitativi e gruppi matematici) che non possono trovare spiegazione n nella neurologia, n nella sociologia e nemmeno nella psicologia se non in quanto forme di equilibri verso cui tende tutto lo sviluppo. Smolenski [1988] fu criticato per il modello PTC, modello a met strada tra il simbolismo e lattivit neurochimica, perch ritenuto inutile (esiste gi la neurologia) o implementativo. In realt il suo modello si proponeva come approssimazione sostenibile di processi troppo indeterminati e complessi per essere utilizzabili ai fini psicologici e come miglior approssimazione rispetto ai simboli [non si pu tuttavia negare che il livello subconcettuale sia sensibilmente pi vicino al livello neurale di quello concettuale: i modelli simbolici hanno ancora meno somiglianze; e anche se i princpi subconcettuali non sono univocamente e immediatamente applicabili ai sistemi neurali, essi lo sono sicuramente di pi rispetto ai principi della computazione simbolica]. Scherzosamente, se dovessimo valutare lattivit cognitiva di un essere umano dallattivit dellacetilcolina (legata allattivit della memoria a breve termine) avremmo sempre, leggendo la descrizione, un dubbio: il soggetto sta imparando a memoria Leopardi o sta giocando con la propria ragazza (acetilcolina partecipa anche ai meccanismi dellerezione). Forse alla settima pagina avremmo le idee chiare sulleffettiva occupazione. Una cosa non potremmo mai sapere, se mentre appartato in macchina e la sua ragazza al massimo impegno, lui simpegni anche in un gioco enigmistico trovato su uno dei quotidiani usati come copertura dei vetri! Limiti della descrizione biologica!

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B.A.O.
(Dati basilari). Non posso fornire pi dei semplici dati basilari, poich questa , in effetti, una teoria molto complessa e tuttora da concludere. Il problema principale, per chi non appartiene a determinate caste chiuse, procurarsi il materiale (soprattutto se cos eterogeneo) per sviluppare le proprie intuizioni. Il campo della biologia, inoltre, particolarmente serrato per ragioni che esulano dalla conoscenza, ma sfociano nel commerciale. Il materiale a mia disposizione, pur essendo valido, talvolta incompleto, perci deve essere completato provvisoriamente con acquisizioni precedenti o supposizioni. Talvolta le verifiche che attendo (ovviamente non ho possibilit di farle io stesso) non hanno interesse, e quindi o nessuno si sforza di battere certi sentieri o la pubblicazione dei loro esperimenti passa inosservata. Origini: I concetti ispiratori sono lorigine indipendente di metabolismo e portatore dinformazione e un nuovo concetto di parassitosi. Questultimo nasce da un ambito totalmente estraneo alla biologia, cio dalle considerazioni di Albert Memmi sulla dependance (dipendenza), pourvoyeur (colui che provvede al bisogno) e pourvoyance [oggetto di ] (questultimo termine non traducibile in italiano). La dependance sempre al servizio di un bisogno, i suoi due aspetti principali, costrizione e piacere, si ritrovano nel bisogno (anche in quello costruito ad arte). La dependance non un fattore dinstabilit come la dominazione (domination), ma un fattore di stabilit, la cui destabilizzazione provoca, al contrario, la sofferenza. Labilit di alcune forme di domination consiste nellaver saputo trasformarsi in relazioni di dependance, infatti il vero aspetto delloppressione viene celato dietro un sentimento di dependance, sentimento valorizzato e sfruttato per perpetuare loppressione stessa. Lintuizione originale dellautore va ricercata nei rapporti tra malato e personale medico: Memmi fu costretto da una grave malattia a dipendere dagli altri, e, avendo lavorato, in quegli anni, sui concetti di dominazione-sottomissione, prov ad interpretare i rapporti tra il malato ed il personale medico-infermieristico, da cui dipendeva ogni bisogno del paziente, in quei termini, fallendo; pur essendo il medico o linfermiere soggetti dominanti, non cera sottomissione, ma il loro operato (insostituibile per il malato) li ponevano in posizione di dominanza (in funzione del bisogno). Con uno sguardo pi ampio, lautore si rese conto che la societ poteva essere retta da questo principio. Not che nella societ moderna ogni elemento era sia dipendente e sia pourvoyeur, fornendo prestazioni e dipendendo da altre prestazioni. Memmi un filosofo, saggista, scrittore e poeta, ma soprattutto un sociologo, perci tali concetti si sono sviluppati ulteriormente dallanalisi delle relazioni intercorrenti tra gruppi (siano esse etnie, stati o figure sociali) e singoli individui sociali (per esempio i rapporti uomo-donna). La BAO nasce come modello per interpretare i comportamenti e le relative strutture profonde (che per il sottoscritto sono in larga misura biologiche), perci la teoria memmiana pu
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essere considerata la matrice concettuale vera e propria. A tutto ci vanno aggiunte chiare influenze psicoanalitiche. Il concetto memmiano poteva essere applicato alla biologia, anzi ci permetteva di fornire ulteriori basi teoriche alla teoria dellesattamento di S. J. Gould. Ovviamente il modello doveva fornire un orientamento da cui sarebbero partite le condizioni specifiche e i necessari correttivi. Il vantaggio dellapplicazione dei concetti memmiani alla biologia la possibilit di concepire rapporti diversi tra le strutture viventi, infatti nella biologia si concepisce o la parassitosi (uno sfruttamento) o la simbiosi (cio un reciproco vantaggio, un lavoro di squadra). I rapporti attuali tra le parti costitutive dellorganismo, il portatore dinformazione e il metabolita, non sono, ad un attento esame, propriamente simbiotici, mentre pi accettabile lidea che il P. di I. sia stato una specie di parassita (in fondo i virus, che sono composti per lo pi di materiale informativo, si comportano ancora cos). La sintesi, devo ammettere, si gener durante uno scambio di vedute tra Angelo (che lavorando per una nota casa editrice, ha trovato terreno fertile alla sua convinzione che tutto regolato dal DNA) e Anna (che lavora come educatrice). Chiamato in causa da Angelo, che voleva da me una conferma a quanto detto, decisi di tenere una linea moderata, da cui nacque la BAO (ma allora non si chiamava ancora cos). Rimaneva da definire questo rapporto parassitario-non parassitario. Grossomodo la teoria si pu dividere in due parti: Order: Il portatore di informazione si comporta allinterno della struttura cellulare di origine metabolita come un parassita. Linformazione, cos come sostiene R. Dawkins, migliore ha pi possibilit di sopravvivere delle altre concorrenti, ma, a differenza del gene egoista, la guerra per la sopravvivenza non si combatte tra le singole informazioni ma tra gruppi e gruppi (colonie di geni), cos come una partita a scacchi, che vede vincente chi ha saputo mettere insieme il miglior gruppo di mosse, non chi ha fatto le singole mosse migliori (altrimenti sarei un campione e non un perenne perdente contro il buon vecchio Lorenzo). Un gene recessivo rimane sempre potenzialmente attivo, tanto da poter diventare dominante in successive riproduzioni; un tale back-up una risorsa per successive rielaborazioni del complesso della partita. Dopo il take-over tra portatore dinformazione e i metaboliti, il metabolismo fu costretto a reagire alle modificazioni apportate dallinterno, nello stesso modo di quelle esterne. Il parassita inizialmente si comport come i moderni virus, provvedendo esclusivamente alla propria riproduzione. Successivamente tale reazione fu sfruttata dal P. di I. per modificare lospite (inizialmente per caso e successivamente mantenuto per vantaggi selettivi), fornendo, tramite la ricombinazione genetica e la propria replicabilit, le risposte giuste ai vari bisogni che lorganismo (solo a questo punto si pu parlare di organismo) doveva affrontare, performandolo e potenziandolo (pensate al neurone). Occorre notare che allinterno della cellula si svolse
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unulteriore selezione tra le strutture dellinformazione, nel senso che il vecchio, ma meno robusto, RNA fu sostituito nella trasmissione di dati nella riproduzione dal pi stabile DNA (probabilmente generato da una mutazione), mentre allinterno della cellula il pi plastico (nel senso che pu trasformarsi) RNA continua a svolgere lantica funzione di trasmissione di dati. Negli organismi unicellulari possono esistere fenomeni di sessualit (organica differenziazione) che esulano dalla riproduzione: nei Ciliati, ad esempio, esiste la possibilit che due cellule, dette gamonti, si scambino parte del materiale genetico senza aumentare di numero, cio non si riproducono; la riproduzione avviene, come di norma, per mitosi. In pratica questultima una specie di scambio di idee, o se vogliamo una migrazione in un contesto pi idoneo (probabilmente per attrattivi chimici). E da tener presente che il P. di I. si pu riprodurre anche nella riproduzione sessuata, uguale a se stesso e senza lintervento dei fornitori di materiale, come avviene per i gemelli monovulari (o monozigoti). Quando le varie colonie di informazioni entrarono in conflitto secondo il modello (originale) di Darwin, il P. di I. che seppe modificare al meglio (ottimizzare) la cellula metabolita colonizzata, ebbe maggior successo riproduttivo (non importa se per la velocit di riproduzione, come nel caso dei batteri, o per la miglior organizzazione che permetteva una vita pi lunga). Per mantenere il controllo della struttura dipendente, il P. di I. seppe creare ad arte dei bisogni e dei piaceri (sessualit emotiva), correlati alla riproduzione sessuata, in s molto pi vantaggiosa per la colonia genica che per lorganismo (maggior esposizione ai pericoli, deficit organici, consumo extra di energie). Secondariamente la battaglia piuttosto differita poich si basa sulla migliore utilizzazione del proprio metabolismo ospite. Non tutto il portatore di informazione si riproduce con la separazione del nucleo, ma alcune strutture interne come i mitocondri si riproducono cos come sono (nel senso che vengono ereditate in blocco). Il portatore fornisce una serie di informazioni performanti al fine di prodursi un ottimo ospite che possa alimentare la sopravvivenza del DNA, grazie alla riproduzione, sfruttando le sovrastrutture che lospite stesso produce. E possibile, decifrando gli ordini del DNA, riprodurre artificialmente le basi di alcuni nostri aspetti del comportamento e della cognizione. Laspetto pi influenzato dallOrder genico sicuramente la riproduzione, poich serve al P. di I. stesso (il metabolismo, che la nostra soggettivit, non si riproduce, neanche per clonazione), il sostentamento, invece, viene lasciato col tempo in parte alla plasticit metabolica, ma permangono alcuni ordini ben precisi (come listinto di sopravvivenza). A costo di sembrare sessuocentrico, senza considerare questo aspetto non possibile riprodurre una vita senziente dotata di volont. Per chiarire in parte il concetto di BAO fornir un esempio verosimile (potrebbe essere anche vero, ma allo stato attuale non posso ancora saperlo).

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Esistono interessanti correlazioni (una correlazione non una prova ma un indizio) tra il daltonismo e il canale primario delleccitazione [ organica] maschile. La vista il senso che predispone alleccitazione il sesso maschile, il daltonismo colpisce prevalentemente gli uomini, essendo linformazione per la formazione degli occhi sul cromosoma sessuale ( X ). Le donne sono portatrici sane, avendo laltro cromosoma X non malato, ma possono essere daltoniche qualora entrambi i cromosomi fossero fallati. Esistono donne cui la vista fornisce eccitamento. La parte mancante del cromosoma Y lascia libero sfogo alla parte in eccesso del cromosoma X. Le informazioni della vista sono collocate nelle stesso complesso che fornisce le informazioni sessuali, probabilmente per facilitare determinati meccanismi di riproduzione. Il senso della vista fornisce un vantaggio legato alla possibilit di anticipare un evento, e i meccanismi eccitatori legati preparano completamente allatto. Luomo primigenio adocchiava la femmina da avvicinare (essendo lolfatto un senso poco sviluppato). La femmina avvicinata (o aggredita) al contatto si predisponeva allaccoppiamento (anche se prima si era difesa). Nellatto sessuale i comportamenti sinvertono per motivi metabolici (culturali), poich a quel punto tutti i sensi sono coinvolti [vedere parte seguente]. Became: per migliorare il rapporto tra lorganismo e le varianti ambientali, il portatore dinformazione ha lasciato alla plasticit metabolica il compito di sopperire alle carenze informazionali, permettendogli, come effetto collaterale, una emancipazione. Spesso lemancipazione relativa, poich le sovrastrutture create vengono sfruttate dal P. di I., che alloccorrenza in grado di pilotarle, altre volte notevole, ma qualora giungesse ad un punto di rottura sinnescano meccanismi particolari (che analizzer in seguito). Lintelligenza una tipica risorsa della plasticit metabolica. Il metabolismo emancipato entrato in competizione (riproduttiva) con il portatore dinformazione stesso. Imitando la capacit riproduttiva del proprio parassita e la sua capacit di riprodurre diversi tipi dinformazione, il metabolismo ha saputo replicarsi attraverso la cultura (identificata da Dawkins con i memi, i quali, per lautore, sono forme di vita; il mio approccio diverso poich non esistono memi nudi, cio le informazioni memiche esistono solo se possono essere raccolte da un metabolismo, mentre il P. di I. nudo esiste anche se inerme. La scrittura, meme visibile, entrata in contatto con un metabolismo umano non genera informazioni se il metabolismo stesso non stato performato adeguatamente). Luomo modifica se stesso!

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Nella cultura, per, convivono comunque aspetti genetici e quelli metabolici, spesso ad un determinato (termine improprio) genico esiste una controparte metabolica. Pensate al sesso e allamore. Latto sessuale finalizzato al piacere, che un escamotage del P.di I. per riprodurre se stesso, invece lamore lo alla costruzione di una vita insieme, cio nel caso di un piccolo duomo, alla riproduzione di ci che siamo soggettivamente (fenotipicamente\ metabolicamente) nella nuova vita [perci comprende anche la sessualit, poich con fenotipico si ingloba anche il portatore di informazione, che, ricordiamo, fornisce comunque dei vantaggi al metabolita stesso (riferimento ai concetti di depandance pourvoyance) ]. Cos come la colonia genetica forza la sovrastruttura a non emanciparsi troppo generando conflitti. In altri casi il metabolismo fatica ad emanciparsi, poich il P.di I. non ha permesso la sua totale emancipazione. Conseguentemente nella cultura si rispecchiano gli aspetti determinati dal P. di I. , che possono essere superati dal metabolismo solo attraverso complesse interazioni sovrastrutturali che scaricano il potenziale determinante by-passando su altre informazioni determinanti. Nellesempio precedente sullutilizzazione dei sensi al fine riproduttivo, quando il tutto stato abilitato, la cultura pu manovrare spostando laccento su altri sensi abilitati. I comportamenti possono essere indirizzati dai geni, anche se si tratta di opzioni opposte. Es: Monogamia Offre maggiori sicurezze sopravvivenza per la discendenza Tradimento Aumenta possibilit di discendenza per diffusione

Piace il capo (perch il pi forte o il pi adatto a sopravvivere nellambiente determinato)

Piace la donna del capo (perch offre la possibilit parassita di far proteggere la propria prole dallelemento pi valido) Anche ci che pensiamo essere esclusivamente atteggiamenti morali, potrebbero risentire delle strategie del genoma (ad esempio stato isolato negli animali appartenenti al genere Cynomys, genere a cui appartengono i cani della prateria, un gene chiamato del tradimento, correlato alla produzione di vasopressina, che predisporrebbe ad una serie datteggiamenti che porterebbero per logica conseguenza al tradimento). Nelluomo parrebbe
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che la strategia utilizzata sia quella mista, cio legami monogamici di durata inferiore ai tre anni abbastanza solidi, ma non assoluti (loccasione fa luomo ma anche la donna ladro!). La gelosia un altro comportamento che risente dellinfluenza dellordine di replicazione del portatore di informazione. Listinto materno, dal punto di vista biologico, provocato da una tempesta ormonale. Vorrei ricordare che noi, la nostra soggettivit, non ci riproduciamo, n ci evolviamo. Queste sono prerogative del genoma, anche se lallevare un figlio e leducarlo ci porta a replicare la nostra soggettivit (con tutte quelle forzature ad unaltra individualit che conseguono). Ricordo anche che nemmeno un clone ha una soggettivit identica al genitore (anche se molti sembrano portati a crederlo). Una replicazione troppo dogmatica delle proprie sovrastrutture fenotipiche da ricercarsi comunque nella strategia del P. di I. a sfruttare sovrastrutture che si sono rivelate utili. Ci che permette la formazione dellindividualit il metabolismo. Il mio amico Fabio mi pose allattenzione un aspetto che sembrava non concordare con il principio generale della teoria: il suicidio. Se lordine del portatore dinformazione quello di permettergli di riprodursi nel miglior modo possibile, perch permettere il suicidio? Le motivazioni (chiamiamole cos, umanizzando un po il genoma) del P. di I. seguono percorsi diversi da quelli resi possibili dalle nostre menti. La morte programmata delle cellule insita nello stesso genoma, senza che questi tenti di cambiare strategia (usa solo degli enzimi come correttivi), nel caso della citata Turritopsis Nutricula la strategia tesa allimmortalit. Il suicidio cellulare una necessit, poich si limitano i rischi di alterazioni della colonia di DNA (leggi tumori). A livello multicellulare, i Lemming periodicamente si suicidano in massa, dopo una corsa estenuante di alcuni giorni, sino al mare, in cui si annegano. Questi suicidi scattano in momenti di crisi (carenza di cibo per il branco, particolari condizioni ambientali, e altre ragioni poco chiare), per lasciare ad altri maggiori possibilit. Il suicidio avviene sempre in concomitanza di una crisi. Tali crisi possono essere generate (pensateci bene) dal conflitto tra il metabolismo emancipato e alcuni ordini del genoma, cos come da uninadeguatezza rispetto allambiente della sovrastruttura che porta lospite: il genoma, onde evitare che una simile resistenza, interpretata come una malattia o unalterazione (vedi quanto detto della morte programmata delle cellule), possa diffondersi con la replicazione del messaggio genetico, la colonia genetica stessa decide di togliersi di mezzo, indebolendo lordine sopravvivi con appositi meccanismi.

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E importante chiarire che la BAO non una teoria che ruota attorno al comportamentamentalismo genetico, ma serve ad analizzare i rapporti tra le componenti dellorganismo e le loro conseguenze nelle propensioni comportamentali allinterno di una struttura pi ampia definita situazione (in altre parole i rapporti dinamici, in un determinato momento, tra tutto, ci che e che non , concetto valido come principio del possibilismo, quindi in linea di principio, pi che come precetto pratico). Charly R. mi fece notare che ad uno sguardo superficiale la BAO potrebbe essere interpretata come una filiazione delle teorie di Dawkins, soprattutto non sarebbe troppo divergente la parte sui memi. I memi non sono, come per Dawkins, entit, forme di vita che necessitano di un metabolismo per riprodursi e vivere, ma sono performazioni (sotto forma di informazioni) che possono essere raccolte solo da un metabolismo che ha gi in esso buona parte dei semiprodotti neccessari alla metabolizzazione della nuova informazione. E chiaro che un Meme parassitario a l Dawkins in lingua inglese potrebbe ben poco in un metabolismo performato alla lingua italiana, ma ci non toglie che il metabolismo italiano si performi alla comprensione delle informazioni in lingua inglese. Questo per non taglia la testa al toro, nel senso che non diversifica sufficientemente le due posizioni (cio Dawkins potrebbe avere un modello astratto pi rispondente alla realt). Leffetto Tonneau dimostra che i memi non entrano in modo parassitario nel metabolismo mentale, ma devono essere metabolizzati per divenire attivi. Se linformazione viene trattenuta ma non metabolizzata, essa verr riproposta, se adeguatamente stimolata, cos com, ovviamente nei limiti delle strutture mnestiche. Quindi se prima dico A e laltro controbatte B, ma solamente per una rigidit della sua posizione mentale, dopo aver confuso le acque, se si dice B (posizione di partenza della controparte) si otterr A come risposta (rimanendo attiva la situazione iniziale di soggetto ostile). Ovviamente se linformazione fosse facilmente assimilabile, avendo una struttura cognitiva ben organizzata per la situazione, leffetto non si avrebbe, cio occorre una struttura in grado di accogliere la performazione, infatti spesso le informazioni che scambiamo non sono composte da elementi nuovi, ma da nuove relazioni di elementi noti, nonch leffetto non ha una lunga durata, cio interrotta la discussione i concetti parassitari si perdono e a B non corrisponder pi A. Ulteriori concetti associati. Il gene illusorio: Il rapporto massa muscolareforza pu variare da 1 a 3, cio la stessa massa pu produrre in individui diversi prestazioni tre volte superiori o inferiori, cos come a stesse prestazioni corrispondono masse muscolari diverse. Lipertrofia muscolare pu essere costituzionale (e genetica nella sua disposizione), slegata da uno sviluppo causato da sforzi (ambientali) che performano la struttura (aumentandone la forza e normalmente anche la massa). Se una struttura pi asciutta pu essere stata favorita dalla maggior economicit del sistema (una massa inferiore
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ha bisogno di meno energia per funzionare, infatti i meccanismi catabiotici, che intervengono in caso di un prolungato digiuno, mirano a ridurre la massa muscolare, traendo da essa energia e risparmio dal suo smantellamento, salvando il grasso, mantenuto come ultima risorsa energetica per le strutture vitali). Una struttura muscolare cos dispendiosa e illusoria potrebbe essere stata salvata in virt della selezione dei caratteri sessuali (selezione che spesso, come ha notato Darwin, contraddice il principio di selezione classico, cio non rende adatti allambiente, ma facilitano esclusivamente laccoppiamento, cio aiuta la replicazione del P. di I. a scapito dellindividuo fenotipico). Dando limpressione di maggior forza, i maschi evitavano lo scontro (la selezione naturale insegna: le rane, che si accoppiano di notte, dotate di voci cavernose simulano una struttura anatomica pi estesa di quella reale proprio per allontanare i rivali), le femmine si accoppiavano nellillusione di aver trovato un esemplare dotato di buone chances. Oltre agli aspetti fisici, il gene illusorio (o illusionista) ha delle implicazioni (possibili) per il comportamento. In effetti la comparsa stadiale della bugia potrebbe essere un indizio. Cos come omacismi esasperati sono una naturale copertura di caratteri insicuri o deboli. Depressioneintelligenza Paradossalmente sembra che lintelligenza (di grado elevato) sia correlata con un maggior rischio di ammalarsi di depressione. Poich uneccessiva intelligenza, intesa nei termini della BAO, comporta uneccessiva emancipazione, la colonia genetica potrebbe aver predisposto che una simile situazione venga intesa come inadeguata (per se stessa) perci darebbe inizio al meccanismo lemming. Se questo binomio, intelligenza elevata tendenza alla depressione, fosse un legame robusto, verrebbe corroborata lipotesi del rapporto depandance-pourvoyance tra il P. di I. ed il metabolismo, dalla rottura si generano, come sostiene nella teoria sociologica originale Memmi, fattori di instabilit. Inconscio: applicando la BAO linconscio dovrebbe essere distinto in due tipi: fenotipico [a sua volta scomponibile in strutturale (genetico) e sovrastrutturale (metabolico)] e potenziale. Linconscio strutturale pu attivarsi in qualsiasi momento anche se non espresso in forma potenziale. In pratica esistono nel DNA ordini, che nello sviluppo assumono aspetti stadiali, che influiscono sulla formazione delle strutture (in un linguaggio filosofico si potrebbe dire che il DNA fornisce lidea di ci che il metabolismo, un po Demiurgo e un po materia informe nella sua origine metabolita, andr a realizzare) mettendo in atto singoli atti che nellinsieme possono portare a forzature (mutazioni) comportamentali. Se esistesse il gene Berseker, un uomo potrebbe convivere con questa potenzialit distruttiva senza accorgersi di nulla, poich lambiente e il metabolismo emancipato potrebbero essere in grado di bypassare la spinta del gene, ma se le condizioni fossero tali da generare una crisi delle sovrastrutture, il
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gene potrebbe avere libero sfogo e generare altre sovrastrutture idonee alla nuova condizione di Berseker. Linconscio potenziale un inconscio dovuto allattivit celebrale (metabolica) ed un inconscio puntuale (come laoristo nei tempi verbali della lingua greca). I lapsus linguae sono un esempio di inconscio potenziale. Il soggetto comunica un concetto, ma nel frattempo ne sta elaborando un altro (spesso collegato), quando improvvisamente il secondo pensiero (anche cosciente) interferisce con il primo con un meccanismo simile al gradiente di concentrazione della chimica. Il sogno unattivit inconscia, ma affiorante nel ricordo. Probabilmente i sogni significativi (che sono la maggior parte di quelli ricordati) a causa della loro carica [emotiva] allinterno della struttura auto-organizzata, provocano un parziale risveglio della coscienza (che potrebbe essere interpretata in questo caso come unattivazione di determinate aree). I sogni non significativi traggono il loro permanere in memoria da unattivazione casuale, dovuta a sollecitazioni fisiche (che vanno ad interagire con il sogno stesso), quindi potrebbero essere definiti prodotti dellinconscio potenziale, tanto pi che in essi, come nelle immagini ipnagogiche, i fenomeni esterni interagiscono in tempo reale con lattivit onirica. Il sogno significativo, e ancor pi quello ricorrente, sono prodotti dellinconscio fenotipico (e profondo). La coscienza, sfruttando il modello del metabolismo mentale, paragonabile alla membrana cellulare (e alla sua zona prossimale), cio il punto di massimo scambio tra il mondo (ambiente esterno) e lambiente interno (cellulare). Le risposte a livello di membrana dipenderanno dallorganizzazione profonda del metabolismo, che richiama in loco (attiva) le strutture precedentemente approntate o i migliori semilavorati che verranno adattati nel contatto con ci che entra in contatto con la membrana, e una volta sviluppati nuovi prodotti (o le matrici reattive), essi vengono inglobati nella struttura generale, pronti a reagire. Questo attrito attivante tra il mondo e lorganismo ci che identifichiamo con lattivit cosciente, tanto pi che siamo coscienti delle soluzioni (prodotti) approntate in superficie, ma non delle possibili risorse semilavorate in arrivo (la scelta delle parole in un discorso fluente ne un esempio). Perch nel linguaggio comune essere privi di sensi ed essere incoscienti sono sinonimi? Situazione: la descrizione biologica un utile spunto per comprendere i meccanismi del comportamento, ma ha profonde limitazioni. Il rapporto tra organismo e ambiente non soddisfa tutte le manifestazioni del comportamento (e la valutazione della loro efficacia) che si riscontrano in natura (e non solo). La descrizione fisica, al contrario, sembrerebbe spiegare ci che sfugge allinterpretazione organica del comportamento, ma in difficolt di fronte a tutto ci che perfettamente spiegato dalla teoria
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organica del comportamento o da valori emotivi o filosofici. Sembrerebbe che il nostro naturale approccio al mondo fisico sia prettamente psicologicopercettivo e questo non ha creato molti problemi evolutivi. Ci che guida le nostre azioni sembra essere la plausibilit, che un modello (teorico) interno allorganismo del mondo esterno, una specie di riproduzione in scala del mondo percepibile ( potenziale). Lorganismo superiore non si limita a reagire, ma in grado di prevedere, anticipare (pi o meno) applicando strategie. Lunit che fonda la plausibilit la situazione.

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