Sei sulla pagina 1di 2

Da Wikipedia: Il 1 dicembre 2009, a quasi otto mesi dal sisma che ha sconvolto la provincia dell'Aquila, sono state chiuse

ufficialmente tutte le tendopoli allestite per gestire l'emergenza: le ultime 13 persone che vivevano ancora nelle tende sono state infatti sistemate in alberghi e nella caserma Campomizzi a L'Aquila[159][160]. Sempre alla stessa data, risultavano circa 18.000 persone distribuite tra alberghi e case private nell'Aquilano e nelle altre province, oltre 1.500 ospitate tra la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito e la caserma Campomizzi, altre 6.700 nelle abitazioni antisismiche del progetto C.A.S.E. e oltre 600 nei moduli abitativi provvisori (M.A.P.) nei paesi della provincia dell'Aquila[161][162]. A L'Aquila sono state presentate da parte di residenti o domiciliati circa 12500 domande[senza fonte] per il contributo di autonoma sistemazione, un sussidio previsto dal governo, per coloro che hanno provveduto a trovarsi autonomamente una sistemazione senza utilizzare le strutture messe a disposizione della protezione civile. Al 6 aprile 2010, un anno dopo il terremoto, risultavano secondo le ultime stime 14.462 aquilani negli appartamenti del Progetto C.A.S.E., altri 2.053 nei Map (moduli abitativi provvisori), mentre pi di tremila cittadini si sarebbero affidati al circuito dei fondi immobiliari dell'assistenza, dei contratti concordati, e 27.316 che hanno invece scelto la sistemazione autonoma presso amici e parenti[163].

Progetto C.A.S.E. [modifica]


Il 23 aprile 2009 il Consiglio dei Ministri no. 46, svoltosi all'Aquila, approvando un pacchetto di misure di emergenza approvava anche la progettazione e realizzazione, nei comuni terremotati, di moduli abitativi destinati ad una utilizzazione durevole e rispondenti a caratteristiche di innovazione tecnologica, risparmio energetico e protezione dalle azioni sismiche, nonch delle opere di urbanizzazione e dei servizi connessi, al fine di garantire adeguata sistemazione alle persone le cui abitazioni sono state distrutte o dichiarate non agibili[164]. Il 16 maggio 2009 la Conferenza dei Servizi della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili)[165], un progetto con lo scopo di fornire al pi presto un alloggio ancorch provvisorio ma di media qualit. Obiettivo del Piano C.A.S.E. era quindi la realizzazione entro 5 - 6 mesi, prima dell'arrivo dell'inverno, di nuove abitazioni antisismiche procedendo contemporaneamente allo smantellamento progressivo delle tendopoli realizzate nelle fasi dell'iniziale emergenza abitativa e al rientro degli sfollati alloggiati altrove. Le tecniche antisismiche adottate per tali complessi abitativi comprendono quelle dell'isolamento sismico, quasi del tutto innovative per il territorio italiano. Il 29 settembre il Presidente del Consiglio Berlusconi ha consegnato i primi appartamenti del progetto C.A.S.E.[166], 400 alloggi[167] antisismici nel nuovo quartiere di Bazzano[168]. La consegna dei primi alloggi ai terremotati, avvenuta in diretta televisiva, stata al centro di un'inchiesta dell'Espresso;[169]. Il 17 novembre 2009 l'intervento del governo per far fronte all'emergenza abitativa stato elogiato dal New York Times[170], puntualizzando poi gli interventi ancora da attuare per riportare L'Aquila alla normalit: i problemi sono ben pi profondi. Il terremoto ha distrutto l'economia della regione. Migliaia di attivit commerciali sono chiuse. Quasi un quarto di 80.000 residenti di L'Aquila riceve l'indennit di disoccupazione di governo, dicono i funzionari, mentre pi di 20.000 sono sparsi intorno alla regione in alloggiamento provvisorio[171].

Al 6 aprile 2010, un anno dopo il terremoto, risultavano secondo le ultime stime 14.462 aquilani alloggiati negli appartamenti del Progetto C.A.S.E.[172] Al 13 agosto 2010 il Progetto C.A.S.E. costato 809.000.000 su 1.086.000.000 finanziati ( 700.000.000 di origine governativa, 36.000.000 da donazioni e 350.000.000 provenienti dall'Unione Europea) per la costruzione di 4.449 appartamenti alloggianti circa 15.000 persone con un costo totale al m. di 1.368[173].

Progetto M.A.P. [modifica]


Il Progetto M.A.P., avviato nel settembre 2009, consiste nella realizzazione di prefabbricati in legno nel quale ospitare la popolazione nell'attesa della ricostruzione delle abitazioni in muratura. Il piano stato applicato in diverse frazioni dell'Aquila e in tutti gli altri comuni. Il 15 settembre 2009 stato inaugurato ad Onna il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal sisma e sono state consegnate le prime villette agli sfollati[174]: 93 "moduli abitativi provvisori" (M.A.P.), fabbricati in legno, rifiniti e accoglienti come li ha definiti il presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco, pagati 5,2 milioni di euro ricevuti dalle donazioni alle Croce Rossa, fabbricati in Trentino e montati in Abruzzo dal personale della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento[175]. In questa occasione, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso hanno deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime del sisma. Successivamente, sempre ad Onna stato inaugurato l'asilo dedicato a Giulia Carnevale, la studentessa di Ingegneria morta per il crollo dell'abitazione in cui risiedeva in Via XX Settembre, che aveva realizzato il progetto della struttura[176]. Altre strutture similari a quelle di Onna sono stati poi realizzati a San Gregorio e nei comuni di Fossa, San Demetrio ne' Vestini e Villa Sant'Angelo mentre altri sono previsti a Barisciano e Poggio Picenze[177]. Recentemente si poi discusso della realizzazione di ulteriori 300 moduli abitativi ad uso degli studenti fuori sede dell'Universit dell'Aquila[178]. Il 17 giugno 2010 i M.A.P. della frazione aquilana di San Gregorio realizzati dal gruppo Rubner hanno vinto il Social Housing Awards 2010 in virt dei tempi di realizzazione (36 giorni per 220 abitazioni) e del costo di costruzione (733 /m, circa un quarto del costo del Progetto C.A.S.E.)[179].

Le cifre [modifica]
Dallo studio Trent'anni di terremoti italiani- Analisi comparata sulla gestione delle emergenze a cura di Stefano Ventura, emerge che lo Stato pag 7.889 euro per ogni sfollato a causa del terremoto dell'Irpinia ed 23.718 per ogni sfollato a causa del terremoto dell'Abruzzo (dati aggiornati al settembre 2010)[180].