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Bruno Bertoli Alberta Marniga Carlo Mazzone Antonio Savoldi Chiara Turelli

STRADE E QUARTIERI

PENSIERI DI

Via Cremona

N. 6 ANNO

II // GIUGN

O 2010

MESI
DAL CIA E

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VIAGGIO IN PROVINCIA

Bedizzole Manerba d/G Polpenazze d/G Sal

Poste Italiane SpA Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB Brescia - contiene I.P.

BRESCIA SEDOTTA E ABBANDONATA

Asfalto di sangue, la strage continua Un nemico da sconfiggere

LA FOLLE CORSA ALCOLISMO

CALZONI RISPONDE A LUCCHINI


VIDEOTECA

Il patto stato rotto

PELO E CONTROPELO LE TAVOLATE IN CITT TU E IL FISCO QUI E L SUCCESSO

3 DODICI MESI // GIUGNO 2010

IN QUESTO NUMERO
Editoriale La societ post-crescita Prodotto & mercato Bruno Bertoli: imprenditore nel Dna Alberta Marniga: Fondazione Asm, qualcosa cambiato Chiara Turelli: da Castegnato alla NASA Carlo Mazzone: un allenatore di serie A Strategia dimpresa Tu e il fisco Brescia sedotta e abbandonata? 170 milioni di documenti a portata di un click Inchiesta: Asfalto di sangue, la strage continua Alcolismo, un nemico da sconfiggere

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Strade e quartieri: Via Cremona Estate insieme a Tavola Hinterland: Roncadelle Viaggio in Provincia: Bedizzole, Manerba d/G, Polpenazze d/G, Sal Ideologia e/o orecchiologia? Pelo e contropelo Calzoni risponde a Lucchini Qui e l Quello che le donne vogliono Tecnologia e outdoor Gentile Farmacista Specchio delle mie brame Videoteca successo

Mensile di attualit, economia, inchieste, opinioni e cultura da Brescia e dal mondo. Giugno 2010 Anno II - Numero 6 Rivista mensile - 1,00 VialeDucadegliAbruzzi,163-25124Brescia tel030.3758435-fax030.3758444 e-mail:redazione@dodicimesi.com Direttore Responsabile RobertoBarucco e-mail:direzione@dodicimesi.com Editore SalesSolutionssrl VialeDucadegliAbruzzi,163-25124Brescia RegistrazioneTribunalediBrescian.52del24/11/2008 PosteItalianeSpASpedizionein AbbonamentoPostale-70%-DCBBrescia Hanno collaborato AliceAimo,EvaAlessandri,GiovanniAltuni,RobertoBarucco, LuceBellori,NicolaBendinelli,LivioBenassi,EsterinoBenatti, ElizabethBertoli,SilvioBettini,PaoloemilioBonzio,Donatella Car,AlessandraCascio,LodovicoCherubini,AlessandroCheula, PaoloCittadini,MarioConserva,EnricoFilippini,Rolando Giambelli,RobertoGiulietti,ViolaLadi,LucreziaLombardi, RiccardoMaffei,FerdinandoMagnino,SergioMasini,Enrico Mattinzoli,CristinaMinini,GiorgioOlla,AntonioPanigalli, LucianoPonzi,MassimoPortolani,FrancescoRastrelli,Emanuele Salvi,SilviaSardi,SalvatoreScandurra,AlessandraTonizzo.

DODICI MESI

MESI

Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

Impaginazione WaveCommunicationSrl Fotografie ArchivioSalesSolutions,UmbertoFavretto AgenziaReporter,RolandoGiambelli IlFotogramma,PatrickMerighiBrescia inVetrina,CristinaMinini Stampa MediagrafSpa-Padova Pubblicit

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MESI 12GIUGNO 2010

E
di ROBERTO BARUCCO

DITORIALE

CERA UNA VOLTA

A BRESCIA

la Brescia di domani, quella al centro delle notizie di questo numero di12 Mesi, la Brescia che potrebbe divenire, quella che cambia, si trasforma, a volte non si riconosce nemmeno pi. Quella citt dalle molteplici voci che devono trovare spazio di confronto e condivisione per arrivare a risposte certe. Soluzioni ai problemi sociali e urbani del prossimo decennio. Iniziamo in questo numero, che sa di estate, di giugno, di voglia di spensieratezza, un nuovo viaggio, uno dei nostri tanti percorsi giornalistici allinterno delle mura cittadine. Alla ricerca della gente, ancora una volta, delle opinioni e della voglia di riconoscersi nella cosiddetta brescianit che da qualche parte, nei vecchi vicoli del centro storico, riposa soltanto. Brescia come una bella donna, sedotta e abbandonata, dice il commento che porta direttamente dalla copertina alle pagine interne e punta a suscitare dialettica e stimoli. Brescia che chiede

attenzioni, che non vuole che il rapporto di fiducia e damore nato allombra della storia passata possa interrompersi. Eccola, la nostra Brescia, che tutti amiamo come luogo dellanima, prima ancora che come posto del lavoro. Dove nelle sere di giugno sopra piazza del Foro garriscono le rondini, dove nelle mattine di traffico arrivano le carrozze del metrobus. Dove la city si confonde con le viuzze, dove si fondono provincialismo e strapaese con stracitt e voglia dEuropa, economia e laboriosit paziente, mai doma. Questa Brescia dove il Castello veglia e Frate Arnaldo a braccia aperte accoglie paziente tutte le nostre miserie. Proviamo a cercare il messaggio di questa Brescia che ci parla dal basso, lasciando che i ricordi e le speranze salgano fino ai coppi delle case pi vecchie. Cara Brescia, che ci appartieni nel profondo del cuore, cercheremo di ritrovarti nelle passeggiate silenziose e solitarie dei pomeriggi pi caldi destate, quando le pietre del centro raccontano la loro storia. Andiamo pure.
MESI 12GIUGNO 2010

O
di ANTONIO PANIGALLI

PINIONI

LA SOCIET pOST-CRESCITA
se proseguire nella stessa posizione, con eventuali avanzamenti di carriera, per tutta la sua vita lavorativa, dai 20 ai 60 anni. Oggi drasticamente non pi cos! Un posto di lavoro destinato ad essere estremamente flessibile, la sua durata media destinata a durare pochi anni e sar sempre pi legata alla durata di una tecnologia e/o dellorganizzazione che intorno a questa tecnologia si aggrega, sia a livello di singole imprese sia a livello di sistema economico. Queste sono e saranno le condizioni di quella che viene definita mobilit, che per certi aspetti giustamente ha fatto da spauracchio alla forza lavoro perch il termine mobilit spesso stato usato e/o abusato per trasmettere incertezza e insicurezza e da qualcuno anche demagogicamente cavalcato come argomentazione politica. Un sistema per arroccato sulla difesa delle posizioni de facto un sistema che si auto-condanna al suicidio e lItalia da questo punto di vista particolarmente debole, proprio per questo devono essere avviate e velocemente concluse le radicali riforme strutturali del sistema Italia (es. riforma pensionistica, riforma della giustizia e riforma del sistema impositivo). Certo, lennesima follia la si scopre leggendo i dati che emergono dalla Unit di valutazione degli investimenti pubblici del Dipartimento Sviluppo Economico, nei quali, non di rado, si trovano analisi che definiscono un parametro di spesa determinato dal rapporto tra linvestimento o finanziamento a fondo perduto pubblico (Stato, Regione, Comunit europea, ecc.) e il numero di posti di lavoro prodotti: orbene risulta che in molti casi produrre un nuovo posto di lavoro sia costato (a tutti noi) abbondantemente pi di 300.000,00/cad (come nei casi esemplificativi di Sarroch, Termini Imerese e Taranto, tanto per spaziare in mezza Italia). A questa stregua e a palese rischio di ingiustizia sociale, se questi soldi venissero dati una tantum, come vitalizio, direttamente allinteressato, almeno si eviterebbero i costi indotti, la mala gestione e il proliferare di una cultura basata su valori decisamente sbagliati.

ormai un dato di fatto e in qualche maniera sta diventando anche coscienza comune: le criticit e la complessit della fase che stiamo attraversando prevede un cambiamento strutturale senza precedenti nella storia! LItalia e in generale tutti i Paesi industrializzati, oggi, in maniera sempre pi pressante, si interrogano sul tema del lavoro e sulle logiche macroeconomiche che stanno a monte e a valle di questo imprescindibile cruciale valore sociale Fino a quando il modello economico/ industriale era praticamente statico e geograficamente circoscritto, generare nuovi posti di lavoro era esclusivamente una equazione data da tecnologia/mercato e investimenti, ma oggi gli strumenti (antichi) anticongiunturali non funzionano pi come una volta perch la tecnologia e gli approcci produttivi cambiano con un ritmo mai visto prima, e i paesi cosiddetti emergenti sfruttano leve, non sempre molto lecite, che nel nostro stato di diritto sono inimmaginabili. Ci che prima era prevedibile, e quindi pianificabile, oggi diventato di fatto imprevedibile. Nessuna impresa in grado di sapere con precisione cosa produrr fra tre anni, per chi, in che modo e con quali risorse umane. Tutti quanti chi si accinge alla ricerca di un nuovo posto di lavoro, chi gi lavora, chi ha dei figli per i quali preoccupato di trovare una collocazione lavorativa, chi deve formare coloro che dovranno lavorare, chi ha la responsabilit di gestire le politiche o di salvaguardare la dignit dei lavoratori o di organizzare le imprese sono nella condizione di dover abbandonare vecchi modelli di riferimento e vecchi parametri concettuali, che sono stati costruiti nellultimo secolo. Fino a non molto tempo fa, il posto di lavoro aveva una durata media di 40 anni e si poteva supporre che una persona potes-

Indice del valore aggiunto reale per occupato: rapporto tre indice del valore aggiunto e indice dei prezzi IPCA (base2000=100) 1,04 1,03 1,02 1,01 1 0,99 0,98 0,97 0,96 1998 1999
GERMANIA

2000

2001

2002

2003

2004
FRANCIA

2005

2006
ITALIA

2007

SPAGNA

MESI 12GIUGNO 2010

www.amerigoviaggi.it

BRESCIA SEDE: Piazza Cesare Battisti, 2 - Tel. 030.396161 BRESCIA - BORGO WHRER: Viale Bornata, 45 - Tel. 030.360580 BRESCIA: Via Pusterla, 6/c - Tel. 030.3753765 CONCESIO c/o EMMEBIESSE TRAVEL: Viale Europa, 337 - Tel. 030.2186083 GARDONE V.T. c/o EMMEBIESSE TRAVEL: Via G. Matteotti, 288 - Tel. 030.8913845 REZZATO c/o VOYAGER 125: Via G. Matteotti, 125 - Tel. 030.2596141 TRAVAGLIATO c/o VOYAGER 125: Via G. Marconi, 37 - Tel. 030.6864641 PONTEVICO c/o VOYAGER 125: Via XX Settembre, 15 - Tel. 030.9306135 COLOGNE c/o SUBMARINE VIAGGI: Via Roma, 27 - Tel. 030.7157325

R
di SILVIO BETTINI

UBRICA

DI CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE

PRODOTTO & MERCATO UNA DOCCIA FREDDA

affermazione secondo cui la Grecia non si possa considerare una nazione pilastro in Europa non pu scandalizzare nessuno, del resto il Pil greco pesa solo il 2% di quello dellUnione Europea e poi, in effetti, i governi che si sono succeduti ad Atene non hanno mai brillato di chiarissima fama. Se inoltre scopriamo che gli stessi governi hanno un pochino imbrogliato sui conti swappando qualche miliardo di euro di debito pubblico per entrare in Europa (ma non sono stati gli unici), forse si possono considerare un po birichini. In questi giorni per si dice che leconomia greca pu addirittura influenzare negativamente altre economie europee (quelle spagnola, inglese e portoghese), tra le quali la nostra, e addirittura il futuro della moneta unica. Non si tratta pi di birichinate, cosa sta succedendo? Niente di nuovo sotto il sole, a fronte di un rapporto debito pubblico/Pil pari a 115% (il nostro gi a 116%), le tre sorelle del rating, loligopolio che giudica il debito di tutto il mondo, ovvero Fitch, Moodys e Standard & Poors, hanno svalutato la credibilit (rating appunto) del debito pubblico greco e di quello portoghese. In altri termini hanno affermato limpossibilit dello stato greco di restituire tra due anni i prestiti ottenuti oggi per i titoli di stato emessi: il primo passo verso la bancarotta proprio come lArgentina nel 2001. Questa esternazione ha prodotto almeno quattro effetti, correlati, immediati: 1) limpennata

dei tassi di interesse dei bond greci (fino a circa il 10%); 2) il crollo verticale del loro corso (chi aveva comprato per 100 euro vende a 20); 3) la caduta verticale del cambio euro/dollaro; 4) il varo da parte della Commissione europea, durante unuggiosa domenica di maggio, di una manovra da 750 miliardi di euro, mille miliardi di dollari! Se le responsabilit dei singoli stati sovrani sono innegabili, oggi colpa dei greci domani, vedremo di chi sar. Ritengo, per, che sia quanto meno opportuno chiedersi chi siano i simpatici signori concausa di tanto scempio. Frugando qua e l, senza scavare tanto a fondo, scopriamo che le citate agenzie di rating sono public companies, ovvero soggetti privati a capitale diffuso, ma che almeno dentro il capitale di Moodys e S&Ps la fanno da padrone i grandi fondi di investimento americani: come possibile che chi compra e vende titoli partecipi al capitale di chi, giudicandone laffidabilit, influenza landamento dei titoli stessi? E poi, questi giudici super partes a qualcuno dovranno pure rendere conto circa la credibilit dei propri giudizi, o no ? La risposta a questa domanda e facile, no; questi signori non rendono conto del proprio operato proprio a nessuno. Quali conseguenze a tutto ci? Il 10 maggio scorso il ministro Tremonti annuncia trionfalmente che stata scongiurata la catastrofe e che lItalia ha giocato un ruolo da primattrice in Europa, dunque: tutto bene ci che fini-

sce bene ? A me non sembra e vi spiego perch.La Grecia ha preannunciato un piano quinquennale di estremo rigore con impatto immediato su tredicesime, pensioni e welfare in generale; si scatenato un clima da guerra civile che ha provocato almeno tre morti: impiegati di banca che lavoravano anzich scioperare. In Germania, la signora Merkel ha gi dichiarato che dei promessi sgravi fiscali a famiglie ed imprese se ne dovr riparlare e cos di seguito in Europa; vabb, ma noi che centriamo? Non siamo mica tedeschi, greci o portoghesi. S, ma centriamo anche noi, un po perch siamo o dovremmo essere europei, un po perch sempre il nostro ministro Tremonti ha annunciato per il 2011 una manovrina da 25 miliardi di euro (lultima che io mi ricordi ne pesava 4), di cui quasi nessuno parla, che oggi non sappiamo come sar finanziata, ma che di certo rappresenta una fetta del conto da pagare. Nel frattempo il crollo verticale delleuro produce un immediato incremento di prezzo di tutte le commodities, petrolio per primo, che come ben sappiamo sono denominate in dollari, e questa una seconda fetta, ce ne saranno altre? Come reagir la nostra economia gi traballante? Come sempre staremo a vedere. Di certo c solo lesito di questa ennesima tragicomica vicenda, qualcuno si nuovamente smisuratamente arricchito, qualcun altro, tutti noi, ha perso, forse, una volta di pi, oltre ai soldi anche qualche ideale.
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ENSIERI DI

IMpRENDITORE

NEL DNA

di GIOVANNI ALTUNI

A colloquio con Bruno Bertoli, vicepresidente Aib.


Bruno Bertoli.

originario della Val Trompia e nel suo codice genetico c il cromosoma dellimprenditoria, quello trasmesso di padre in figlio che non si impara sui banchi di scuola. Bruno Bertoli contitolare del Gruppo Metra e vicepresidente dellAssociazione Industriale Bresciana fa il punto della situazione sulleconomia locale, raccontandoci il suo punto di vista sullintero sistema paese. Il 2010 dovrebbe essere lanno della lenta ripresa, dopo gli effetti disastrosi del 2009 che ha messo in ginocchio il Paese. A che punto Brescia? A differenza di altre realt, qui siamo riusciti a reagire e gli imprenditori hanno tenuto duro portando avanti, nella maggior parte dei casi, i loro progetti di investimenti, di ricerca e di sviluppo. Per quanto riguarda i comparti della metallurgia e della meccanica, che come noto sono molto importanti per il nostro comprensorio, debbo dire che avverto ancora una certa preoccupazione, probabile che si debba pazientare per tutto il 2010 prima di vedere una situazione pi tranquilla. Altri settori stanno tenendo meglio, pur se con marginalit pi basse, anche per effetto dellandamento a forbice tra i prezzi dei prodotti e quelli delle materie prime. In linea generale comunque si pu dire che il sistema industriale bresciano ha reagito e sta reagendo con forza e determinazione, nella consapevolezza che nulla sar come prima e molte cose dovranno inevitabilmente cambiare, perch nel frattempo il mondo cambiato; qui si gioca il nostro ruolo di imprenditori, capire dove e come riposizionare le aziende quando la crisi sar definitivamente conclusa. E dovremo anche essere convincenti verso i decisori per sottolineare le carenze del sistema Paese e gli adeguamenti strutturali indispensabili per

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non perdere il treno della competitivit. Ad esempio? Dobbiamo fare i conti con lenergia pi cara dEuropa, e con un piano strategico nel merito ancora insufficiente; abbiamo poi un costo del lavoro altissimo, dovuto prevalentemente al cuneo fiscale; ed, infine, uneccessiva burocratizzazione della pubblica amministrazione: i meccanismi contorti della nostra burocrazia sono da sempre un freno ad ogni forma di attivit produttiva e creativa. fondamentale intervenire al pi presto con i necessari accorgimenti per evitare che il rispetto di norme e procedure, magari obsolete e inutili, rischi di farci perdere delle opportunit. Oggi, purtroppo, fare impresa ancora, scusate il gioco di parole, unimpresa. In un momento come questo non pensa che Confindustria dovrebbe fare pi politica? Confindustria fa sempre e comunque attivit politica nel senso pi ampio del termine, semmai possiamo dire che non sempre i risultati sono quelli che vorremmo nellinteresse dellindustria e del Paese; ricordo, tanto per fare un esempio, di quando chiedevamo la detassazione dellIrap, dallaltra parte la risposta stata: vi diamo gi 38 miliardi di aiuti, e la discussione finita l. Io questi aiuti, comunque, non li vedo. Sarebbe meglio toglierli visto che non sappiamo dove vanno a finire e riceverli come detrazione Irap, che andrebbe a cascata su tutte le aziende. Poi saranno gli imprenditori a decidere come distribuire queste risorse tra formazione, sviluppo, ricerca, innovazione o internazionalizzazione. Penso in sostanza che Confindustria debba impegnarsi per favorire una legislazione che vada verso il riconoscimento e la valorizzazione dellindustria, perch cos facendo si sviluppa leconomia e la cultura del nostro Paese. Inoltre, tenendo conto delle risorse a disposizione del Governo, opportuno individuare delle priorit affinch le risorse migliori siano dedicate a settori che valorizzano lo sviluppo, come ledilizia, lautomotive e le infrastrutture. Limpressione che Confindustria non spinga pi di tanto sulledilizia. Non mi sembra. Uncsaal, che fa parte di Confindustria, riuscita, insieme a tutte le altre associazioni di categoria, a fare pressioni per ottenere la famosa proroga per le

detrazioni del 55% per le ristrutturazioni a fini energetici sugli edifici. Ci che non stato invece attuato fino in fondo il Piano Casa perch presenta troppe limitazioni per chi vuole ristrutturare, mentre la possibilit di non pagare gli oneri certamente non entusiasma i comuni. Lidea geniale, perch non si tratta di cementificazione, ma di fatto inapplicabile. Bisogna mettersi al lavoro per rendere questa buona idea applicabile, e mi sembra che il Governo se ne sia reso conto e stia lavorando in questo senso. Il discorso simile riguardo alle energie rinnovabili. Abbastanza. C la necessit di un regolamento che possa far superare alcuni intoppi burocratici, come per esempio lapplicazione di pannelli fotovoltaici, o semplici pannelli solari, su abitazioni, tetti condominiali, residence in prossimit di laghi, fiumi, ecc.. Torniamo qui ai dannosi ostacoli di una burocrazia che non sta al passo con i tempi e con le esigenze della gente; bisogna trovare un criterio che metta daccordo tutti gli enti locali e che riduca le problematiche burocratiche. Questione aeroporto. Qual il punto di vista di Aib? Laeroporto di Montichiari deve essere valutato come parte integrante del sistema aeroportuale del Nord, che comprende ovviamente lasse Verona-Trento ma anche, e soprattutto, lasse Milano-Bergamo. Aib per una soluzione condivisa, in questo contesto integrato, con un giusto mix cargo e passeggeri e con un aeroporto a Montichiari veramente aperto, come quelli sopra citati. Mentre il tira e molla aeroportuale continua, ci sono fin troppe fiere. Anche il sistema fieristico ha subto in questi anni una grossa trasformazione. importante per fare una distinzione netta tra fiere di settore dal respiro internazionale, in contesti adeguati e prestigiosi (ad esempio Milano) e fiere di nicchia ed eccellenza, come pu accadere per fiere di minori dimensioni (ad esempio Verona, Vicenza e Parma). Credo che a Brescia il primo passo non possa prescindere dallunione sinergica con Montichiari, che da sola non la soluzione al problema, ma pu costituire la base per creare un sistema fieristico con nuove progettualit. Parliamo di Metra. Come siete riusciti ad attutire il botto della crisi man-

tenendo pressoch intatti i numeri del personale? Laffermazione vera solo in parte, in quanto, attraverso gli investimenti degli ultimi anni, siamo riusciti a passare da 1.040 dipendenti agli attuali 823, incrementando la capacit produttiva. Il tutto per avvenuto in 5 anni, attraverso lutilizzo di tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione ed attraverso un confronto con le parti sociali (il sindacato) chiaro e costruttivo che non ha portato a impatti sociali di rilievo. Ritengo peraltro che anche Aib abbia prestato molta attenzione alle problematiche aziendali che si sono aperte sul territorio, prestandosi e spendendosi molto per trovare soluzioni condivise. Avete sempre investito sulla formazione. Quanto importante questo aspetto in tempi difficili? Le uniche spese non tagliate ma raddoppiate in Metra, nel 2009, sono state quelle della formazione, che sicuramente fondamentale. Tutte le persone, che entrano oggi in azienda, devono seguire un percorso formativo su tutto il ciclo produttivo, indipendentemente dal loro ruolo, perch debbono conoscere lazienda e i prodotti. E se oltre 800 dipendenti parleranno bene dei nostri prodotti faranno anche marketing. La scarsa meritocrazia uno dei talloni dAchille del Paese. Come riaffermarla? Se parliamo di meritocrazia come giusto riconoscimento del valore dei singoli, allora non ci sono dubbi che si tratta di una vera e propria necessit per stabilire in azienda e non solo un corretto ordine ai nostri comportamenti ed alle scelte. I collaboratori sono la vera risorsa dimpresa, come azienda siamo pi che convinti su questo punto, e dedichiamo molti sforzi al nostro interno per dare a ognuno di essi il ruolo ottimale in base alle attitudini, alle capacit ed alle aspettative. I giovani da noi sono i benvenuti, a patto che siano meritevoli; negli ultimi 5 anni abbiamo ad esempio completamente rinnovato la rete di vendita, puntando su neolaureati in architettura e ingegneria, predisposti tecnicamente alle esigenze dei nostri clienti e motivati a intraprendere una carriera che privilegia il contatto con la gente; abbiamo fatto un importante investimento per il nostro futuro, e i risultati ci stanno dando ragione.
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Brescia una realt viva, che va fatta amare. Comunicazione, dialogo e valorizzazione delle eccellenze, il nuovo corso della presidente Alberta Marniga.
di ROBERTO BARUCCO

ENSIERI DI

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FONDAZIONE ASM
i una citt non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che d a una tua domanda o la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere. Italo Calvino, con Le citt invisibili, uno dei riferimenti possibili e la pi attuale risposta allimpegno della Fondazione Asm nei confronti dei cittadini e della tutela della tradizione, a sostegno della brescianit. Guidare la Fondazione Asm significa farsi carico di un ruolo delicato e di alto profilo, raccogliere un testimone che si traduce nella conservazione della memoria e nello stimolo alla crescita culturale e sociale del territorio. Doralice Vivetti, Rosa Angela Comini, ora Alberta Marniga. Personalit forti, impegnate, simbolo di un comune denominatore femminile al vertice della Fondazione Asm. Il domani sar allinsegna della continuit o dellinnovazione? Noi siamo per tradizione, ed singolare come la Fondazione abbia avuto sempre una continuit al femminile, in questo senso, vicini allevoluzione e alla trasformazione della societ civile. Certo, la mia nomina rappresenta un elemento nuovo rispetto alla tradizione, si tratta di una sorta di conduzione diversa, considerando che vengo da una formazione imprenditoriale. proprio questa mia esperienza e
Alberta Marniga.

QUALCOSA CAMBIATO

MESI 12GIUGNO 2010

ABBIAMO UN LEGAME INDISSOLUBILE CON LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE.

Leasing convenzionato Leasing agevolato Leasing con Fondi BEI

www.ubileasing.it

Per le condizioni contrattuali si rinvia a quanto indicato nei fogli informativi disponibili presso le agenzie UBI Leasing e le filiali del Gruppo UBI Banca

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professionalit che voglio mettere al servizio della Fondazione, quindi, s, cercheremo anche di trovare nuove vie, per la comunicazione e il sostegno alle iniziative, che sono davvero tante, presenti nel Bresciano. Penso che cultura e sociale abbiano sempre pi bisogno della nostra vicinanza. Del resto, siamo unespressione bresciana forte, caratterizzata da una storica identit. Lei anche consigliere in Brescia Musei, come vede il prossimo sviluppo delle iniziative dellente culturale? un percorso stimolante. Ci si confronta ogni giorno con un mondo nuovo, con eventi che da cittadina seguivo ovviamente meno o guardavo da prospettive diverse. Anzi, mi accorgo che esiste un vero e proprio proliferare di eventi, sono persino ridondanti. Chi

Penso che cultura e sociale abbiano sempre pi bisogno della nostra vicinanza.
potenzialit da cogliere su pi livelli. Uno degli obiettivi da raggiungere proprio il mantenimento di questo approccio positivo alla nostra realt. Brescia una realt viva, che va fatta amare. E in questo senso la Fondazione sar attiva, creando e supportando le giuste competenze. Questo linizio di un cammino, che ha tante possibilit, tutte da sviluppare con attenzione e con passione. Lei imprenditrice e viene da unesperienza dirigenziale in Aib, abituata a muoversi secondo i tempi dettati dal mercato, con pragmaticit, da dove inizier? molto importante la comunicazione, lapproccio alla diffusione e divulgazione dei progetti. Penso in questo senso alle potenzialit delle espressioni multimediali, che vengono utilizzate allestero in modo massiccio, alla valorizzazione delle nostre eccellenze. Non ci mancano i riferimenti e le capacit tecniche. Guardiamo ad esempio alluso della multimedialit: potremmo creare un sistema di visita guidata, magari a

Noi ci stiamo battendo per la Fondazione. un simbolo della brescianit, delle nostre radici e del nostro passato.
dice che Brescia sia povera di eventi culturali e sociali commette, a mio avviso, un grosso sbaglio. Vedo invece tantissime occasioni, anche se molte di queste andrebbero ripensate. Magari domandandosi cosa la citt chieda davvero, quali possano essere le esigenze, cosa serva realmente. E quali possano essere le alternative, anche rispetto alla stagione delle grandi mostre. Ritengo possa essere utile variare, diversificare, ampliare anche alcuni settori ora considerati di nicchia. Penso, ad esempio, a quanto viene realizzato per gli anziani, a livello culturale e quanto potremmo ancora sperimentare. Cosa cambiato, a Brescia? Brescia da qualche tempo viene percepita in maniera diversa, dallesterno. una citt che pu dare molto ed ha

Santa Giulia, arricchito, come ho visto recentemente in una citt darte, da un progetto che illustri la vita di allora, trasporti il visitatore nel mondo di un tempo, attirando e catturando lospite. Insomma, informazione, applicata ai vari progetti e tanta divulgazione, per far conoscere al meglio quanto abbiamo di unico sul territorio. Crede che la Fondazione Asm possa rischiare di perdere la propria identit bresciana? Noi ci stiamo battendo per la Fondazione. un simbolo della brescianit, delle nostre radici e del nostro passato. E non restano molti riferimenti storici, capaci di una cos forte fidelizzazione e forti di legami profondi sul territorio. Infine, da imprenditrice, direi che la fusione compiuta a livello di Asm con Milano meriterebbe unulteriore ricognizione sul modello organizzativo. Questo un aspetto che si pu migliorare lavorando in sinergia e dialogando con A2A. Ora intanto proseguiamo il cammino, nel solco della tradizione, portando tutta lesperienza possibile e rimboccandosi le maniche. Ci daremo da fare, da buoni bresciani, per meritarci laffetto dei nostri concittadini.

.LA STORIA
Costituita a Brescia nel 1999 e riconosciuta il 21 gennaio 2000, la Fondazione ASM nata dallesigenza di dare continuit allimpegno che lAzienda dei Servizi Municipalizzati ha sempre profuso a sostegno concreto di iniziative culturali, sociali ed assistenziali nellambito bresciano. Il presidente di ASM Brescia S.p.A., Ing. Renzo Capra, nel presentare il progetto iniziale spiegava: Quando eravamo municipalizzata potevamo gestire direttamente una serie di interventi sociali rivolti alla citt, ora le esigenze di mercato e di gestione ci hanno spinto a trasformarci in una S.p.A., in una struttura che ha scopi nuovi e diversi. Era giusto che la nostra tradizionale sensibilit sociale trovasse una struttura operativa adeguata.
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ENSIERI DI

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DA CASTEGNATO ALLA NASA CON IL DREAM TEAM DEI


Chiara Turelli, trentenne ingegnere bresciano, stata selezionata su 1.600 candidati provenienti da tutto il pianeta per partecipare al programma di studio e ricerca promosso da Singularity University.
di ALESSANDRA CASCIO

CERVELLI MONDIALI
nquinamento, cibo, povert, fonti rinnovabili e pandemie, queste sono le sfide che dovr affrontare Chiara Turelli, bresciana, ingegnere trentatreenne, esperta di tecnologie e politiche europee per lenergia e lambiente, partecipando, insieme ad altri sei ricercatori italiani (Eric Ezechieli, Chiara Giovenzana, Massimo Prezioso, Luca Escoffier, Raffaele Mauro, Valentina Margaria), al programma di studio e di ricerca promosso da Singularity University al NASA Ames Research Park di Moffett Field, che si terr dal 19 giugno al 28 agosto in California. Insieme ad altri ottanta ricercatori selezionati da una rosa di 1.600 candidati provenenti da tutto il mondo, cercher, in 10 settimane, di trovare soluzioni e nuovi modelli in grado di migliorare la vita a oltre un miliardo di persone nei prossimi anni affrontando temi dimportanza planetaria. Singularity University nasce nel 2009 dallidea di Ray Kurzweil e Peter Diamandis ed , probabilmente, il pi evoluto progetto educativo-imprenditoriale oggi attivo al mondo. Basata sul motto Singularity University
Chiara Turelli.
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Il quartier generale della Nasa a Washington.

preparing humanity for the impact of accelerating technological change, ha lo scopo di selezionare, radunare, educare ed ispirare dei Dream Team di leader che siano in grado di affrontare le pi grandi sfide irrisolte dellumanit utilizzando le tecnologie pi avanzate (IT, AI, robotica, ambiente, nanotecnologie, biotecnologie, spazio, energia, medicina e salute umana, forecasting & backcasting, framework legale, imprenditoria e finanza sociale) e un approccio interdisciplinare che tenga conto della natura dei cambiamenti. Sar unesperienza unica e sconvolgente afferma Chiara , parto con lidea di tornare a casa per riversare sul mio territorio lenorme bagaglio di conoscenza ed esperienza che avr acquisito. Per questo, durante tutto il

Con altri ottanta ricercatori mondiali dal prossimo 19 giugno affronter, al Nasa Research Park in California, le sfide del futuro.
periodo di assenza, voglio continuare a mantenere i contatti con la mia realt locale. Nei tre mesi di full immersion i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi e ad interagire con premi nobel, astronauti, imprenditori, docenti delle pi prestigiose universit americane, inventori e potenziali finanziatori al fine di applicare le conoscenze apprese ad idee imprenditoriali che possano avere un impatto positivo di trasformazione importante nella vita di oltre un miliardo di persone nel prossimo decennio, cos com avvenuto nella scorsa edizione di SU dalla quale sono uscite quattro start up interamente finanziate da adventure capitalist californiani. La possibilit di creare progetti che poi partano e diventino effettivamente impresa rafforzata dal fatto di trovarsi in una zona, quella della Bay area, unica al mondo e nella quale SU si pone, anche, come incubatore dimpresa che veicola le sinergie ed ospita fisicamente le sedi amministrative di queste aziende spiega Chiara, la quale si far promotrice di un progetto in campo ambientale-energetico legato allapprovvigionamento delle risorse alimentari. I temi affrontati saranno numerosi, per citarne alcuni: inquinamento, acqua pulita, povert, cibo, sicurezza energetica, disastro ambientale, pandemie. A tutti questi problemi Singularity University cercher di dare una risposta con un approccio sistemico ed interdisciplinare. Di fronte a questa allettante prospettiva, c da chiedersi che posizione assumer il nostro bel paese che attualmente poco investe in ricerca e sviluppo e che da anni si lascia sfuggire numerosi ricercatori spinti allestero dalla certezza di veder realizzati i propri obiettivi altrove. A detta di Chiara lItalia dovr semplicemente impegnarsi per trarre da questesperienza quanti pi spunti possibili, poich i nostri sette ricercatori torneranno non per rivendere le conoscenze acquisite al miglior offerente, ma per disseminare quella cultura al maggior numero di persone e aziende possibili cos da creare una piattaforma aperta di collaborazione e apprendimento in unottica dinnovazione e di progresso sostenibile. E noi tutto questo ce lo auguriamo, poich come disse E. Kennedy, [] ciascuno di noi pu agire per cambiare qualcosa nel mondo, e nellinsieme di tutte queste gesta sar scritta la storia di questa [e delle prossime ndr.] generazion[i].
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Parto con lidea di tornare a casa per riversare sul mio territorio lesperienza acquisita.
.LA SCHEDA
CHIARA TURELLI

Nata il 26 giugno del 1976 a Castegnato (Bs), compir i suoi 34 anni alla NASA. Nel 1995 si diploma al Liceo Sperimentale Socio psicopedagogico Maddalena di Canossa di Brescia e nel 2004 consegue la laurea in Ingegneria edile/architettura presso lUniversit di Pavia. Iscritta allOrdine degli Ingegneri dal 2005, lavora come libera professionista occupandosi di disegno strutturale, ripristino dello storico italiano ed eredit culturale, disegno sismico, ricostruzione di zone industriali, recupero dellambiente, paesaggio, progettazione urbana rispettosa dellambiente, studi delle politiche Ue sullambiente, mutamento climatico, sostenibilit e conservazione del territorio. Nel tempo libero conduce unazienda agricola. presidente dellassociazione culturale Forum per domani - incontrarsi, ascoltare, discutere, nata nel 2006 con il proposito di coinvolgere le persone di Castegnato e dintorni in approfondimenti e discussioni su temi dattualit. Nel 2009 ha conseguito il diploma in Affari europei presso lIspi, Istituto per gli Studi di politica internazionale (Mi) e nel 2010 ha frequentato il Master in Europrogettazione e accesso ai fondi Eu organizzato alla Business School del Sole 24 Ore.

ENSIERI DI

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UN ALLENATORE DI SERIE A
Carlo Mazzone ricorda gli anni vissuti nella nostra citt da allenatore del Brescia.
arlo Mazzone il veterano degli allenatori italiani. Detiene il record di panchine in serie A, 792, spalmate in 32 anni di carriera che lo hanno visto alla guida di Ascoli, Fiorentina, Bologna, Catanzaro, Lecce, Roma, Napoli, Perugia, Brescia e Livorno. A Brescia la sua esperienza, tre stagioni tutte in serie A, ancora indimenticata. Da quando nel 2006 si ritirato dal calcio vive ad Ascoli Piceno, la sua citt di adozione per lui romano de Roma, con la famiglia. Lo sentiamo telefonicamente. Mister Mazzone, si sente un po il padre putativo di tanti allenatori? Un po s. Alcuni miei giocatori hanno intrapreso la carriera di allenatore con ot-

MISTER MAZZONE
di PAOLO CITTADINI

timi risultati. Penso a Ranieri alla Roma, Guardiola al Barcellona, Giannini, MoCarlo Mazzone. riero. Sono cos tanti che nun me li posso ricord tutti. Anche Giuseppe Iachini, lattuale allenatore del Brescia, cresciuto con e grazie a lei. Al momento del vostro incontro, si intravedevano gi le qualit di allenatore? una domanda che mi fanno in tanti. La risposta che giocare e allenare sono due modi differenti di vivere il calcio e non credo che quando si calciatori si possa avere innate le caratteristiche del tecnico. Solo il lavoro e lesperienza formano le qualit dellallenatore. Detto questo, per me Iachini un bravissimo ragazzo, lho fatto debuttare in serie A ad Ascoli appena arrivato dalle giovanili della Roma. Da giocatore fuori dal campo era molto ri-

servato, sul rettangolo di gioco si trasformava, era un centrocampista che parlava molto, guidava i suoi compagni. Come allenatore ha fatto la gavetta, partito dal basso, ha vinto un campionato di Serie B con il Chiavo, costantemente cresciuto e ora a Brescia si pu togliere nuove soddisfazioni. Da quando Iachini ha preso in mano le redini del Brescia, il campionato delle rondinelle ha cambiato volto. lanno buono per poter rivedere il Brescia in serie A? Me lo auguro. Sono il primo tifoso del Brescia. In questo momento i risultati sono molto positivi, il campionato lungo ma sono fiducioso nei mezzi della squadra. Iachini un bravo allenatore, ha voglia di fare e poi la citt, la societ merita la Serie A. Non voglio lisciare il
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pelo a nessuno, non il mio carattere, ma il Brescia mi rimasto nel cuore. A Brescia quando si parla di Mazzone ai tifosi brillano ancora gli occhi perch tornano alla mente tre stagioni di serie A incredibili. Che ricordi ha di quellesperienza? Sono stati campionati fantastici. Il primo anno siamo arrivati settimi facendo un finale di campionato straordinario con undici risultati utili consecutivi. Ad agosto siamo arrivati a un passo dalla qualificazione in Coppa Uefa, venendo eliminati solo in finale di Intertoto dal Paris Saint Germain pareggiando zero a zero a Parigi e uno a uno nel ritorno a Brescia con il gol loro grazie a un rigore che se non ricordo male fu un po dubbio. La stagione dopo abbiamo faticato molto di pi. Complice linfortunio di Baggio, alcune partite sfortunate, la scomparsa di Vittorio Mero, ci siamo salvati solo allultima giornata battendo il Bologna per tre a zero. Era il 5 maggio del 2002 e ricordo il Rigamonti pienissimo e alla fine il presidente Corioni commosso per quanto aveva visto in campo e sugli spalti. Il terzo anno di gestione arrivammo noni ma facemmo sedici gare senza mai perdere: dalla partita di andata contro lInter alla gara di ritorno sempre contro i neroazzurri. Visti i risultati e visti i giocatori che ho loccasione di allenare, i ricordi di quei tre anni non possono che essere positivi. A Brescia sar sempre legato. Tornando alla sua esperienza alla guida delle rondinelle, come stato il suo rapporto con Brescia e con i bresciani? Con una parte dei tifosi del Brescia allinizio ci sono stati alcuni problemi. La curva aveva a mio avviso troppo potere e questo non mi mai piaciuto e non lho neanche mai nascosto. Poi abbiamo chiarito e i rapporti si sono stabilizzati e mi sono trovato bene. A Brescia come anche nelle altre citt in cui ho allenato ho sempre fatto vita da albergo. Finiti gli allenamenti mi chiudevo in camera a divorare cassette relative agli avversari, relazioni degli osservatori e a fare riunioni tecniche con i miei collaboratori. Anche a Brescia ho fatto il pendolare. La mia famiglia sempre rimasta ad Ascoli, troppo difficile farli abituare ogni anno a una citt diversa e cos mi sono sempre concen-

trato sugli impegni della squadra. Non posso quindi dire di conoscere bene o di aver vissuto la citt. Con la gente invece ho avuto e ho ancora un ottimo rapporto. Quando qualche Bresciano viene a fare le vacanze a San Benedetto del Tronto e mi riconosce si comincia a parlare di Baggio e di quei tre anni che hanno fatto la storia del Brescia Calcio. Con il presidente Corioni come si trovato? Bene direi. Corioni stato il mio presidente anche quando allenavo il Bologna a met degli anni 80. Coltiviamo unamicizia che va al di l dei rapporti professionali che legano un presidente e il suo allenatore. In occasione delle feste ci sentiamo ancora per scambiarci gli auguri. Frequentavo la famiglia Corioni anche al di fuori del campo di gioco e in estate mi viene a trovare qui nelle Marche. Mi dispiace quando i tifosi del Brescia criticano Corioni. Grazie al suo impegno il Brescia ha raggiunto obiettivi impensabili e anche se negli ultimi anni c stata qualche difficolt va detto che il Brescia ha sempre lottato ai vertici della categoria. Insieme siamo riusciti ad esportare il nome del Brescia Calcio anche al di l dei confini nazionali. Baggio, Guardiola, Toni, Pirlo sono solo alcuni dei giocatori che ha allenato durante la sua esperienza con la tuta del Brescia? Quali sono stati giocatori con cui si trovato meglio? Direi che con tutti ho avuto sempre un rapporto basato sulla lealt. Io dovevo fare le scelte e i miei giocatori le hanno sempre rispettate. Con il presidente Corioni avevamo deciso di dare fiducia a giocatori che nelle ultime stagioni non avevano fatto bene oppure erano ritenuti ormai al tramonto. In quelle tre stagioni hanno vestito la maglia del Brescia giocatori come Petruzzi, Dainelli, Bia, Sereni, Appiah, Matuzalem, Schopp tutti atleti che hanno giocato in Coppa dei Campioni e hanno vestito le maglie delle loro nazionali. Certo con Baggio il rapporto era differente, nel 2000 stato lultimo acquisto del presidente Corioni, entrato in gruppo con umilt e si messo a disposizione della squadra portando nella rosa tutta lesperienza maturata in Italia e in Europa. Lui un giocatore storico che troppo spesso stato per dimenticato. Sono felice che finalmente gli sia stato tri-

butato il giusto merito; ha vinto scudetti, coppe, il Pallone dOro. Stiamo parlando di un vero campione. Voglio aggiungere che Baggio uomo ancora pi forte del Baggio calciatore e anche a Brescia ne ha dato dimostrazione. Ultimamente ha detto che sono stato il miglior allenatore che ha avuto. Sono complimenti che ti allungano la vita e visto che questanno ne ho compiuti 73 mi fa solo piacere. Pirlo a Brescia lho reinventato regista davanti alla difesa per farlo giocare con Baggio, e con quel ruolo arrivato a vincere il Mondiale in Germania. Toni arrivato a Brescia dopo essere retrocesso con il Vicenza. Il primo anno ha fatto tredici gol, il secondo ha avuto un infortunio che lha tenuto lontano dal campo per tanto tempo limitandone limpiego, ma si vedeva che il potenziale cera e negli anni successivi esploso. Larrivo di Toni coinciso con la partenza di Hubner, lunico giocatore a

A Brescia ho sempre fatto vita dalbergo. Finiti gli allenamenti mi chiudevo in camera a divorare cassette relative agli avversari.
cui ho chiesto scusa. Dario non avrebbe pi trovato lo spazio di prima e cos ho deciso di sacrificarlo, una scelta tecnica che gli ho spiegato ma che non stata facile da prendere e la dimostrazione che al primo anno lontano da Brescia Hubner ha segnato 24 reti con la maglia del Piacenza diventando capocannoniere della serie A. Lho rivisto anche ultimamente e mi sono ancora scusato con lui. Ricordo con grande piacere i Filippini, per cui la maglia del Brescia era una seconda pelle, Daniele Bonera che ho fatto debuttare in serie A e che sono contento di rivedere con la maglia della nazionale. Infine vorrei ricordare anche Vittorio Mero che se ne andato cos allimprovviso. Quando ripenso alla partita di Lecce vinta per tre a uno, rivedo la squadra che si tiene per mano nel minuto di silenzio per ricordare Vittorio e ancora mi commuovo, nonostante siano gi passati otto anni.
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di MARIO CONSERVA

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STRATEGIA DI IMPRESA
INFORMATION TECHNOLOGY,
UN SUppORTO BASILARE pER LE pMI
istituzioni un nuovo tipo di rapporto sinergico. Oggi lInformation Technology, concetto largamente maturo per le grandi compagnie, guarda con particolare attenzione alle piccole e medie aziende che hanno correttamente metabolizzato lesigenza di sviluppare linnovazione organizzativa e gestionale, e che possono appunto trovare nellIT un eccellente strumento per integrare attraverso le tecnologie informatiche i miglioramenti programmati e predisposti. Con pochi esempi concreti si pu dare unidea abbastanza chiara di come lInformation Technology possa incidere in tanti momenti operativi del ciclo industriale, generando del valore aggiunto: uno tra i primi casi che viene in mente quello dellaumento della produttivit degli addetti in momenti operativi come linserimento degli ordini, le conferme, le spedizioni; oppure pensiamo al miglioramento della programmazione della produzione ottenibile attraverso il riscontro continuo della raccolta automatica dei dati; ed ancora: il miglioramento della logistica, con il flusso dei materiali in monitoraggio continuo attraverso la semplice lettura di codici a barre; larchiviazione ottica, con tempi di ricerca nettamente inferiori rispetto alla prassi cartacea; la gestione centralizzata degli uffici tecnici e dei dati produttivi. In parallelo, lIT pu ridurre i tempi di risposta verso il mercato, concedendo cos significativi vantaggi competitivi: flessibilit di programmazione dei prodotti; automazione delle operazioni di imballaggio e spedizione; gestione veloce degli ordini attraverso portali ad hoc, con inserimento diretto delle specifiche da parte del cliente via Web; preventivazione standardizzata ed elettronica; disponibilit veloce della situazione delle vendite. Non ci sono dubbi che lInformation Technology un concetto che pare ritagliato su misura per le piccole e medie imprese e tende ad esaltare alcune tipiche caratteristiche vincenti di queste, come la dinamicit, la flessibilit, la capacit relazionale con la clientela, tutti apprezzati punti di forza per il successo, che comunque oggi il mercato d gi per scontati. In altre parole, nella corsa a restare competitivi, lIT oggi un imperativo per le piccole e medie aziende, e va vista come unopzione secca senza alternative; non solo, ma per essere realmente efficace deve anche far parte di un progetto aziendale di vasto respiro, essere strutturata a regola darte e realizzata a misura delle esigenze e delle caratteristiche specifiche del committente; attraverso lIT lazienda si deve arricchire di opportunit e non appesantirsi con lacci e laccioli (oltrech con costi aggiuntivi) e deve rendere pi incisiva la propria identit e la propria personalit, badando bene di non cadere nellomologazione delle procedure standardizzate, che significherebbe perdita delle caratteristiche distintive e degli elementi di differenziazione rispetto alla concorrenza.
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Information Technology, in sigla IT o ITC in formula allargata anche alla Communication, definisce linsieme delle attivit tecnologiche e industriali che hanno la finalit di elaborare, comunicare e diffondere informazioni attraverso mezzi digitali. LIT riguarda, quindi, luso di apparecchi digitali e di programmi software che consentono di creare, memorizzare, scambiare e utilizzare dati e informazioni di varia natura, come i dati numerici, quelli testuali, comunicazioni vocali e cos via. chiaro che con queste caratteristiche lInformation Technology ha trovato in prima battuta un formidabile terreno di cultura e di sviluppo nelle grandi organizzazioni, allinterno delle quali la gestione rapida, efficace ed affidabile del complesso di informazioni disponibili costituisce per definizione un problema vitale; per molte grandi compagnie lIT ha veramente rappresentato ancora pochi anni fa unarma strategica per poter far conto su dati qualitativamente migliori della concorrenza, quindi per poter costruire con i propri clienti, con i fornitori, con le associazioni e con le

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TU E IL FISCO
di FERDINANDO MAGNINO

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BREVE DIZIONARIO FISCALE


mite un apposita dichiarazione (modello 770).

Ritenuta alla fonte a titolo dacconto (o Ritenuta dacconto)


Somma sottratta dal reddito ad opera di chi lo eroga (c.d. sostituto dimposta) e che rappresenta (diversamente dalla ritenuta a titolo di imposta) una parte dellimposta totale dovuta. Al momento della dichiarazione il contribuente deve dichiarare fra i suoi redditi quelli che sono gi stati assoggettati alla ritenuta dacconto. Nel caso che le imposte dovute in base al totale dei redditi si rivelino maggiori o minori della somma delle ritenute dacconto, il contribuente dovr tenerne conto nella dichiarazione.

Trust
Un trust si crea quando un soggetto (Disponente) trasferisce dei beni ad un altro soggetto (Trustee) che li deve amministrare e gestire a favore di altri soggetti (Beneficiari) a cui dovr trasferirli dopo un dato periodo di tempo, ovvero in funzione di un determinato scopo.

Stabile organizzazione
la sede fissa di affari per mezzo della quale limpresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attivit nel territorio dello Stato.

Studi di settore
Speciali metodologie utilizzate per valutare la capacit di produrre ricavi delle singole attivit economiche. Gli studi sono realizzati attraverso una raccolta sistematica di dati, non solo di carattere fiscale ma anche strutturali e di tipo obiettivo che caratterizzano lattivit del contribuente e il contesto economico in cui questa si svolge. Gli studi determinano lentit dei ricavi che con maggiore probabilit pu essere attribuita al contribuente individuando non solo la capacit potenziale di produrre ricavi, ma anche i fattori interni o esterni allazienda che possono determinare una limitazione della capacit stessa (orari, situazioni di mercato, ecc.). Il contribuente, attraverso gli studi, in grado di conoscere i criteri ai quali si attiene lAmministrazione nelleffettuare gli accertamenti. Conoscendo preventivamente cosa il fisco si aspetta da lui, il contribuente pu regolare i propri comportamenti: - adeguando le proprie dichiarazioni ai risultati degli studi di settore; - non adeguandole in presenza di validi motivi che ne giustificano lo scostamento.

Usufrutto
il diritto di usare un bene di propriet altrui (e di godere degli eventuali frutti), senza per poterne modificare la destinazione duso.

Valore normale
Prezzo di un bene o corrispettivo di un servizio che le forze economiche, in condizioni di libera concorrenza, tendono a determinare sul mercato.

Ritenuta alla fonte a titolo di imposta


Somma sottratta dal reddito ad opera di chi lo eroga (c.d. sostituto dimposta) e che rappresenta (diversamente dalla ritenuta a titolo di acconto) lintera imposta dovuta. Il contribuente (c.d. sostituito) non ha quindi pi lobbligo di dichiarare il reddito in questione.

Verifica
Attivit svolta dagli uffici dellAgenzia o dalla Guardia di Finanza per controllare il regolare adempimento degli obblighi tributari, che si conclude mediante la stesura di un verbale di constatazione in cui sono indicate le eventuali violazioni rilevate e i relativi addebiti. La Verifica unattivit pi ampia dellispezione documentale in quanto da un lato controllo e riscontro della completezza, esattezza e veridicit delle scritture obbligatorie, dei libri sociali e della documentazione (fiscale e non) relativi allattivit del contribuente, dallaltro controllo e riscontro delle notizie raccolte dalla Amministrazione relativamente ai fatti che sono stati o che avrebbero dovuto essere tenuti presenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi. Sul piano internazionale prevista la possibilit di effettuare verifiche contemporanee da parte di organi fiscali di pi Stati nei confronti di soggetti appartenenti allo stesso gruppo e localizzati in diversi Paesi. Fine

Ruling
Istituto di derivazione anglosassone in virt del quale ciascun contribuente ha diritto di conoscere in modo certo gli effetti e le conseguenze delle proprie azioni sul piano fiscale (interpello).

Scritture contabili
Registri obbligatori previsti dalle leggi tributarie e dal codice civile.

Sostituto dimposta
chi (datore di lavoro, ente pensionistico, ecc.) per legge sostituisce in tutto o in parte il contribuente (sostituito) nei rapporti con lAmministrazione Finanziaria, trattenendo le imposte dovute dai compensi, salari, ecc. successivamente versandole allo Stato. I sostituti di imposta sono tenuti a denunciare annualmente le trattenute operate tra-

Transfer Pricing
Si intende, nella comune accezione economica, il controllo dei corrispettivi applicati alle operazioni commerciali e/o finanziarie intercorse tra societ collegate e/o controllate residenti in nazioni diverse, al fine di verificare che non vi siano aggiustamenti artificiali di tali prezzi.

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Prima illusa poi delusa dallasse che va da Tarantini a Formigoni. Brescia sempre pi milanocentrica, in barba ai magniloquenti proclami di fusione perfetta, aggregazione paritetica, sinergia palindromica con la capitale lombarda.
al centralismo regionale lombardo la gestione politica dei destini della provincia. Trattata sempre pi come periferia del Nord Ovest lombardo, senza poter diventare anticamera del Nord Est veneto. Attenzione: una delega subdola e sommersa, quella conferita al capoluogo lombardo, non apparente o esplicita perch passa allinterno delle istituzioni, cio dentro le forze che ne reggono le sorti. Un esempio per tutti la Cdo bresciana, oggi vera domina della governance locale, sempre pi succube e funzionale alla Cdo milanese. Una conferma palmare di tale dispar condicio si pu avere nella A2A, la cui incisiva gestione meneghina nel Consiglio di gestione ad opera di Giuliano Zuccoli speculare alla evasiva seppur suggestiva visione

A CITT

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BRESCIA SEDOTTA E ABBANDONATA


bresciana nel Consiglio di Sorveglianza a firma di Graziano Tarantini. TROPPA ENFASI RETORICA Troppo trionfalismo, troppe magnifiche sorti e progressive, troppa retorica, troppe autoreferenzialit e autocompiacimenti distribuiti ogni giorno a piene mani con enfasi euforica, solo ultimamente temperata dalla crisi. Troppa concentrazione su noi stessi, troppa contemplazione del proprio ombelico (del proprio Ego), troppa presunzione etnocentrica (Brescianocentrica), troppa visione introflessa e introversa. Troppo provincialismo, insomma, sia pure giustificato da un Pil e da un reddito procapite ancora confortanti. Poi arrivano le classifiche in cui scopriamo di

di ALESSANDRO CHEULA

i chi la colpa? Di un nuovo centralismo con baricentro regionale meneghino. Basti pensare alla Expo 2015 che sta bellamente bypassando Brescia, mentre le promesse di policentrismo provinciale appartengono ormai al cimitero delle occasioni perdute. Un centralismo il cui asse portante la Cdo, nuova domina del potere e sottopotere, a Milano come a Brescia. E i cui referenti hanno nome e cognome. Le responsabilit, sia pure con diversa intensit e gradazione, sono di tutta la classe dirigente, passata e presente, senza distinzione di colore politico, identit culturale, appartenenza sociale o collocazione generazionale. Ma in particolare di due componenti. Quella che nel recente passato ha conferito allesterno le grandi infrastrutture finanziarie (le due banche, Bipop e Banca Lombarda) di servizi (lAsm) e funzionali (laeroporto), delegandone la gestione rispettivamente a Bergamo, Milano e Verona. E pure quella che nel tempo presente, pur brandendo retoricamente lautonomia di Brescia come una bandiera autonomistica, ha demandato definitivamente

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non essere i primi. E nemmeno i secondi. Non gli ultimi, ma mediani. Quelle provinciali in cui ci accorgiamo di essere medi, a met graduatoria, senza infamia ma anche senza lode; quelle nazionali in cui siamo relegati in posizioni mediobasse, tra i migliori dei peggiori (come la classifica delle Universit italiane del luglio 2009, dove abbiamo scoperto che la snobbata Bergamo al terzo posto mentre la decantata Brescia al 29esimo). A leggere le quotidiane dichiarazioni sulla stampa dei leader locali non solo politici o istituzionali ma pi ancora economici e culturali (universitari) pare di

sono diventati in alcuni casi i portavoce in ossequio a una progressiva provincializzazione delle universit italiane, pochissime delle quali hanno valenza nazionale ci vediamo surclassati dalla semisconosciuta cugina, lUniversit di Bergamo. Istituto che, senza vantare alcuna primazia di orobicit, si piazzato quarto in graduatoria nazionale subito dopo il virtuosissimo ateneo di Trento e a ridosso degli altrettanto benemeriti politecnici di Torino e Milano. In tale diffusa mediet ci sono lodevoli eccezioni, come Franco Spinelli il cui master in Moneta e Finanza si impegna a svolgere un

dai primati presunti e immaginari, ripiegata su se stessa, sui suoi autocompiacimenti e sulle sue glorie passate, e nel contempo sempre pi svuotata di meriti oltre che di contenuti. E insieme la convalida che Brescia da tempo un ortus clausus, una societ chiusa i cui principali protagonisti complici i media che, avendo anteposto il fare mercato al fare opinione, hanno rinunciato da tempo a una funzione critica che non sia la convenzionale routine dei dibattiti o la sterile passerella delle tribune si legittimano reciprocamente in una connivente spirale di autoreferenzialit (per capirci, fanno a gara nel farsi i complimenti a vicenda, senza riscontri critici che non siano i convegni pilotati, tanto pi inutili quanto pi inflazionati e rituali). Un conformismo acritico che esclude ed emargina chi canta fuori dal coro, trattato con la benevola sufficienza che si riserva ai diversi, se non ai provocatori. Un mercato chiuso che sta perdendo i suoi riconosciuti e benemeriti primati economici e imprenditoriali senza acquisirne di nuovi, anzi rischiando di perdere quelli consolidati. Una societ che rischia di restare subalterna o colonizzata dalle speculari e vincenti egemonie di Milano, Bergamo e Verona. GLI AVERI PRIMA DEI VOLERI (E DEI POTERI) La storia delle recenti concentrazioni bresciane una storia di aggregazioni passive. Operazioni nelle quali Brescia non ha svolto il ruolo attivo di parte incorporante ma incorporata. Non si vuole alludere solo alla perdita del controllo su Asm, passata alla odiosamata metropoli milanese con uno squilibrato patto leonino che ha rischiato di fagocitare poteri e competenze della parte bresciana, o alla migrazione a Bergamo del controllo sulla maggiore banca locale dopo aver graziosamente rinunciato allaltra banca, la Bipop, trasferendone la propriet a Bancaroma, oggi Unicredit. Non si vuole sottendere la vexata quaestio dellaeroporto di Montichiari, la cui annosa querelle, lungi dallapprodare ad un consensuale agreement politico in vista di una mediazione reciprocamente utile con Verona, si invece insabbiata nellimmobilismo di un inutile quanto miope braccio di ferro tra Camera di Commercio-Aib da
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Universit degli Studi di Brescia - Facolt di Economia.

vivere nel migliore dei mondi possibili. Si dimentica che chi di brescianit colpisce di provincialit perisce. A forza di abusare di (presunti) primati etnocentrici ci ritroviamo nelle retrovie del merito. Nella fattispecie, i primi dei bocciati, o se si preferisce i primi degli esclusi. TROPPA AUTOREFERENZA Prendiamo lUniversit statale, emblema della ambiguit bresciana (mediani in regione e medio-bassi in Italia). Dopo anni di enfatici peana inneggianti ai suoi meriti e alle sue magnifiche sorti in particolare Economia, quella pi mediaticamente esposta e compiaciuta, i cui docenti sono i pi organici ai potentati economici e finanziari locali, di cui

ruolo e si mantiene a un livello di qualit che vanno oltre lambito provinciale. Ma che fine faranno, nonostante tutti i commendevoli sforzi in atto che non vanno al di l della innovazione (informatizzazione) di tipo gestionale cio incrementale, gli enti di ricerca come il Csmt, il Centro servizi tecnologici multisettoriale annesso alla facolt di Ingegneria come fiore allocchiello, anzi, come quadratura del cerchio nel rapporto tra Universit e impresa? LA PROVINCIALIZZAZIONE DELLUNIVERSIT La mancata promozione dellUniversit statale di Brescia lennesima conferma di una brescianit sempre pi sbiadita,

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una parte e il Catullo dallaltra. Persino il marchio pi gelosamente bresciano, la Mille Miglia, ovvero la gestione della corsa pi bella del mondo, come dice la retorica della brescianit, passata ai romani (anche se frequenti sussurri parlano di un possibile ritorno nel 2012 in mani bresciane). Lunica proiezione esterna attiva stata, bont nostra, la fusione con la Bas di Bergamo, e lunica infrastruttura degna di tal nome si scrive Brebemi ma, con buona pace di Franco Bettoni, si legge Expo 2015. A quando la prossima rinuncia o la futura migrazione alle sponde orobiche, forse la carta stampata, ultimo baluardo di unautonomia sempre pi remissiva e rinunciataria? INTERESSI E VALORI Si vuole invece alludere, traendo lezione dagli episodi citati, al fatto che Brescia e la sua borghesia delle imprese e delle professioni categoria sociologica forse desueta ma ancor oggi metodologicamente valida a definire competenze e circoscrivere responsabilit stia da tempo abdicando ai suoi voleri, quindi ai suoi poteri, per conservare i suoi averi. La tesi pu apparire troppo astratta ed evanescente, ma limpressione che la governance bresciana abbia abdicato ai valori per tutelare gli interessi. Una deriva avviata dal vecchio establishment di sinistra che, dal versante cattolico a quello laico ha governato per un trentennio, da Trebeschi e Corsini per intenderci, ma aggravata nel segno della continuit anche dalla nuova classe diri-

gente salita al potere dopo il terremoto di due anni fa. Continuit sostanziale, anche se nelle apparenze formali la parola dordine quella dellautonomia (per non parlare della autarchia, a parole, della Lega). Si tratta di un fenomeno che, complice la connivenza dei media, non emerge a livello di coscienza critica collettiva, alias pubblica opinione, essendo gli strumenti dellinformare e del comunicare funzionali, per non dire organici, a tale deriva. Il fatto che oggi, vale a dire nelle attuali condizioni socioeconomiche, rinunciare ai voleri significa rinunciare ai poteri, o quantomeno alla possibilit di esercitarli autonomamente, e da qui alla abdicazione dei valori in nome degli interessi il passo breve. Si dimentica, invece, come dimentic a suo tempo lHopa di Chicco Gnutti (altra occasione perduta), che una classe dirigente degna di questo nome deve saper me-

N COLONIZZATI N COLONIZZATORI MA COMPRIMARI Si veda, appunto, il rapporto con Milano, Bergamo e Verona. vero che lalternativa, nelle moderne condizioni di dilatazione del mercato, non pu essere larroccamento al campanile, ci mancherebbe. Ma nemmeno proponibile lo status caudatario di colonizzati, quando potremmo essere a nostra volta non diciamo colonizzatori ma quantomeno comprimari del nostro futuro. Mutuando i parametri delle classifiche sportive, potremmo dire che, ad una economia sempre meno di seria A, nonostante la benemerita buona volont delle Pmi bresciane, fa riscontro absit iniuria verbis una politica di serie B e una cultura che, per non sbagliare, si ritagliata un neutrale quanto subalterno ruolo di serie C. Brescia da sempre un gigante economico, un nano politico e un pigmeo culturale. Tutto ci nonostante lostentata ricchezza

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diare gli uni e gli altri a una accettabile soglia di compatibilit. Perdere i poteri in nome degli averi significa prima o poi perdere anche questi ultimi. Poich gli interessi senza valori sono miopi, i valori senza interessi sono presbiti. Perci devono procedere insieme: uniti sono vincenti, divisi sono perdenti. Ma la loro mediazione deve puntare in alto, non al ribasso come invece avvenuto in questi ultimi anni. E come tutto lascia pensare possa accadere nei prossimi.

e lo scintillante dinamismo di una societ civile che, come appare dalle cronache locali, in apparenza sempre pi vivace e satura di intraprese e iniziative. Una mediet dinamica che tuttavia resta periferica e subalterna, non esprimendo eccellenze capaci di essere riconosciute oltre la retrovia provinciale. Vivacit e creativit puntualmente smentite dalla cruda realt dei fatti, intese come docce fredde dei giudizi altrui. Con buona pace del trionfalismo mediatico made in Brescia.
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A pORTATA DI UN CLICK
Giuseppe Tamborra, amministratore unico di Wave Logistica, spiega a 12 Mesi i motivi della scelta di creare un servizio che affrontasse e risolvesse i problemi della gestione di un archivio.
di ROBERTO GIULIETTI

170 MILIONI DI DOCUMENTI


mento una volta entrato nellarchivio. Se a questo si aggiungono gli inadeguati sistemi di antincendio o di antintrusione abbiamo una fotografia, non troppo distante, di come sono oggi molti degli archivi italiani. Da questa situazione partito, quasi dieci anni fa, il progetto di Wave di creare un servizio che potesse affrontare e risolvere questo problema. Nonostante la legge imponga ad enti pubblici come Asl, Comuni e Province ma anche a compagnie di assicurazione e banche, solo per fare alcuni esempi, la conservazione di una quantit enorme di

a rappresentazione pi comune che si ha di un archivio di documenti quella di un luogo posto magari in qualche scantinato o soffitta e sicuramente poco ordinato. Aiutati in questo anche dai numerosi servizi televisivi che ce li hanno sempre presentati in questo modo, con documenti in qualche caso alla portata di chiunque e con lalta probabilit di non riuscire a trovare il docu-

documenti specifica Giuseppe Tamborra, amministratore unico di Wave Logistica spesso il problema della loro archiviazione stato affrontato in modo superficiale e solo recentemente se ne capita limportanza anche in conseguenza del fatto che spesso i locali adibiti ad archivio non sono a norma per quanto riguarda la legge sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e questo comporta una responsabilit penale. Allinizio, infatti, il servizio proposto da Wave era stato quello di gestire, allinterno delle aziende, larchiviazione
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20 addetti gestiscono milioni di documenti archiviati nei 23mila metri quadrati coperti della Wave a Bedizzole e nei 4.700 dello stabilimento di Torino.
dei documenti. Ben presto ci siamo per resi conto che non era questa la soluzione aggiunge Tamborra . Spazi inadeguati, costi del personale e adeguamenti a nuove norme avrebbero portato i sistemi di archiviazione a costi difficilmente sostenibili. Per questo abbiamo trovato una strada alternativa che ha ottimizzato funzioni di rilevante importanza, parallele al core business aziendale, come larchivio. Il dato di fatto che oggi 20 addetti gestiscono 170 milioni di documenti archiviati nei 23mila metri quadrati coperti della Wave a Bedizzole e nei 4.700 dello stabilimento di Torino. Una montagna di carte sempre a disposizione dei clienti che fanno quasi impressione per quanto sono ordinate in scaffali che raggiungono anche i 14 metri in altezza, con un sistema di archiviazione computerizzato che consente

di conoscere la tipologia del documento e ne assicura la reperibilit in pochi minuti e con sistemi antincendio e anti fumo che ne garantiscono la sicurezza. In questi anni abbiamo investito circa 5 milioni di euro in questo progetto aggiunge Tamborra costruendo capannoni perfettamente a norma e per soddisfare le richieste dei vigili del fuoco abbiamo predisposto un bacino dacqua che in grado di erogare 500 litri al minuto in caso di incendio. E gli investimenti non sono certo finiti visto che gi in programma la costruzione di

La moderna gestione di un archivio vuol dire conoscere la tipologia di ogni documento, trovarlo in tempi rapidissimi e garantirne la sicurezza.
altri 20mila metri quadrati coperti per soddisfare le nuove richieste e per reggere al ritmo dei due milioni di nuovi documenti in entrata ogni anno. Un business in crescita, quello dellarchiviazione dei documenti, che rappresenta circa il 30% dei 12 milioni fatturati dalla divisione Outsourcing di Wave Group che completa i propri servizi proponendo anche la stampa digitale, la postalizzazione e la gestione della modulistica aziendale. Per questultimo servizio conclude lamministratore unico di Wave Logistica, Giuseppe Tamborra - abbiamo predisposto un magazzino di 11mila metri quadrati che riceve il materiale, verifica e monitorizza le scorte per poi procedere alla spedizione di moduli, ad esempio, ad oltre 3500 agenzie assicurative del Gruppo Fondiaria Sai.
A sinistra e in alto, gli archivi Wave a Bedizzole.
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NCHIESTA

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Incidenti stradali

ASFALTO DI SANGUE
Le famigerate stragi del sabato sera, ma non solo quelle, sono una realt ancora ben lontana dallessere debellata. Per strada si muore, per strada si resta paralizzati, per strada pu cambiare tutto. Per sempre. Le soluzioni? Invertire la rotta e guardare al modello anglosassone.
di SALVATORE SCANDURRA

LA STRAGE CONTINUA
fatto s che si sviluppasse tra gli automobilisti quelletica, quelleducazione stradale, che solo pochi anni fa non esisteva. Tutti passi significativi verso un concetto di sicurezza pi reale, passi che per non bastano, e che puntualmente vengono smentiti nei fatti dai bollettini di guerra che genera il week-end stradale. Cos, nellimminenza della stagione estiva e spensierata, in evidente controtendenza con temi ben pi soffici e balneari, noi di 12 Mesi abbiamo voluto sentire il parere di chi convive ogni giorno con le stragi della strada, e con impegno sostiene i superstiti o magari chi ha perso, in una notte balorda, luso delle proprie gambe, ed ora costretto sulla sedia a rotelle. Secondo Roberto Merli, presidente dellAifvs-Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Brescia sta lavorando molto per la sicurezza stradale, dai 260 morti del 1999 si passati ai 112 del 2009. Cifre comunque impressionanti, ma il lavoro svolto evidente. Va detto che Brescia resta una realt a parte rispetto a tante province limitrofe: il turismo, le autostrade che corrono sul territorio, la forte industrializzazione fanno s che il flusso veicolare sia quasi di due milioni di auto: grandissimi numeri, che comportano altrettanti problemi. La migliore arma resta la prevenzione, attraverso il racconto di quel che accade sulle nostre strade. Tra istituzioni, enti e associazioni, a Brescia attiva una consulta che ha permesso, ad esempio, di realizzare una convenzione con le scuole superiori per parlare proprio di sicurezza stradale. Incontri (un centinaio allanno) che avvicinano a queste tematiche circa 6.000 ragazzi. Ma, a parit di abitanti
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on una questione di numeri, n ci interessano statistiche. Il fenomeno degli incidenti stradali negli ultimi anni sar anche in calo, ma non servono tabelle per parlare di vite spezzate, famiglie disperate, giorni che non tornano pi. Alla legge della strada non si scampa e oggi come ieri c da chiedersi come sia possibile per un figlio, un genitore o un compagno di vita, poter accettare la morte di un proprio caro su due o quattro ruote. La prevenzione stradale, di pari passo con automobili sempre pi sicure ma altrettanto veloci, in questi anni, va detto, ha fatto molto: lobbligo del casco e della cintura, i divieti di velocit sempre pi restrittivi, i controlli della polizia pi capillari sul territorio, hanno

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in Italia ogni anno si muore molto di pi rispetto ad altri Paesi, come lInghilterra, dove il numero (circa 3.000 vittime) dimezzato. A livello nazionale precisa Merli c ancora da lavorare parecchio: gli inglesi sono passati dai 9.000 morti sulle strade di 15 anni fa ai 3.000 di oggi, diminuendo le statistiche di incidenti mortali del 65%, attraverso un percorso molto serio che prevede corsi di sicurezza stradale fin dalle scuole materne, campagne informative capillari e una patente a punti molto diversa dalla nostra, con 12 punti da autogestirsi per tre anni senza possibilit di recupero. Inoltre, sulle strade ci sono tantissime telecamere (700 solo a Londra) e Forze dellordine dislocate sul territorio. Insomma, lautomobilista deve fare davvero tanta attenzione, sempre, perch perdere la patente diventa molto pi facile che in Italia, ma di conseguenza diventa normale andare piano e rispettare il codice. Prevenire e poi sanzionare, duramente. Il modello anglosassone parla chiaro, e non fa sconti a nessuno: misure ferree e difficili da applicare in Italia, ma, di fatto, forse lunico modo per ridurre le stragi sullasfalto e il dolore di chi perde un proprio caro. Quello stesso dolore che ha dovuto provare lo stesso Roberto Merli: Ho perso sulla strada un figlio di 14 anni. Fino a che un evento del genere non ci tocca dal vivo, penso che un po tutti siamo portati a considerare normale avere una famiglia, un figlio da crescere, vivere la nostra quotidianit, senza farci troppe domande. Ma, dopo una perdita come quella che ho dovuto subire personalmente, le cose cambiano, tutto cambia, il dolore talmente grande che si fa fatica a reagire, e ci si rende conto che quello che prima sembrava banale, in realt, era tutto quello che avevamo. In Italia, nei confronti delle vittime della

NCHIESTA

Incidenti stradali

strada c ancora poca tutela, e lAifvs spesso nei vari processi si costituisce parte civile. Si continua a tenere in maggiore considerazione sempre chi crea il danno, con sentenze a volte incomprensibili e altrettanto gravi che la cronaca non smette di porre in primo piano. Il presupposto (sbagliato) che per chi morto non c pi nulla da fare, quindi si tende a tutelare chi ha provocato lincidente. Certe sentenze, poi, a livello penale diventano addirittura offensive. Con il patteggiamento una persona che ha creato un danno pu avere sconti di pena ammettendo la propria colpa, per il semplice motivo che gli fa comodo, e automaticamente noi vittime della strada veniamo escluse dal processo. Ma anche a livello civile le cose non vanno meglio: pur di risparmiare denaro alcune assicurazioni screditano pi che possono chi dovrebbe avrebbe diritto al risarcimento, e ci non fa altro che aggiungere dolore a dolore. Alta velocit, disattenzione, alcol, droga, restano tuttoggi a Brescia, e non necessariamente in questordine, le cause prin-

cipali di incidenti mortali. Il presidente dellAifvs precisa come certi messaggi, a volte lanciati dai politici, possano risultare pericolosi e vadano rivisti: Penso allonorevole Vallandi che ha proposto un emendamento a favore dei cosiddetti grappini, chiedendo che le persone a cui stata ritirata la patente per questo vizio tipico del Nord possano circolare WWW.VITTIMESTRADABRESCIA.ORG liberamente tre ore al giorno per non perdere il posto di lavoro. Personalmente ritengo questa proposta fuori dal mondo, perch anzich fornire uno stimolo per evitare di bere, e conseguentemente non perdere la patente, fornisce una scappatoia. E poi chi garantisce le tre ore di guida giornaliera? Chi va a controllare? Certe cose succedono solo in Italia, dove nel 2010 ancora non esiste una sicurezza della pena. La patente non va ridata con

. LA SCHEDA
LAssociazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus volta a fermare la strage stradale e a dare giustizia ai superstiti, supportando i familiari delle vittime della strada con il conforto umano e lassistenza psicologico e legale. Sono attivi due consultori familiari permanenti, uno a Concesio e uno a Bedizzole, mentre ai primi di settembre sorger il terzo a Darfo. Molte le famiglie coinvolte. LAifvs inoltre presente nella Consulta nazionale per il Piano della Sicurezza Stradale, abilitata a collaborare alleducazione stradale nelle scuole e interviene alle cerimonie di inaugurazione dellAnno Giudiziario in diverse Corti dAppello. Viene inoltre ammessa come parte civile nei processi penali riguardanti i soci, perch riconosciuta portatrice dellinteresse collettivo per la difesa della vita e della salute sulla strada e dei diritti delle vittime. A Brescia gli associati sono circa 500. Il sito di riferimento www.vittimestradabrescia.org.

Pur di risparmiare denaro alcune assicurazioni screditano pi che possono chi dovrebbe avrebbe diritto al risarcimento.
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Roberto Merli.

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In Inghilterra chi sale in auto ubriaco perde la patente per tre lunghi anni senza che una riduzione di pena venga contemplata.
dei trasgressori, ma privare della vita una persona resta la cosa pi grave che possa succedere. In Inghilterra - ricorda Merli - chi sale in auto ubriaco perde la patente per tre lunghi anni senza che una riduzione di pena venga contemplata. Repressione o prevenzione? Giudicate voi. Resta da dire che nel bresciano, come incidenza fa pi paura lalcol rispetto alla droga, perch gli strumenti per misurarla sono ancora pochi e nel 90% dei casi quello che spaventa di pi il guidatore sempre letilometro. Gli orari in cui si

leggerezza se si sbaglia. corretto, pertanto, partire sempre dalla vittima, che doveva vivere, a prescindere. Chi ha creato lincidente spesso si divertito, ubriacandosi o magari mettendosi al volante sotto leffetto di droghe, ma una societ civile non pu, al giorno doggi, perdonare tali eccessi. La politica troppo spesso parte invece dalla tutela

perde la vita maggiormente, in proporzione agli autoveicoli in strada, sono quelli notturni, mentre i periodi maggiori di mortalit sono quelli a ridosso della bella stagione: basti pensare che il primo picco di incidenti stradali avvenuto col primo week-end di sole di aprile: 4-5 giorni che hanno coinvolto parecchi motociclisti, magari alla loro prima uscita stagionale. Ma si continuer a morire sulle strade? Basterebbe copiare dal modello anglosassone ribadisce il presidente dellAifvs . Paesi al top in quanto a sicurezza stradale perch hanno voluto a tutti i costi diminuire questi incidenti, dove ad esempio non esiste pi la vendita di alcoolici in autogrill, mentre da noi si continua a vietare la somministrazione al banco, ma non dagli scaffali (come dire: Non ti do il caff corretto, ma puoi sempre prenderti la bottiglia e berla in auto. Buon viaggio, ndr.). Se vogliamo possiamo fare tanto, e salvare parecchie vite, ma dobbiamo farlo seriamente, tutti, senza guardare alle macchine veloci o lasciarsi condizionare dai bombardamenti mediatici.

LA STORIA DI LUCA
da. Uscimmo da l verso le 4, completamente ubriachi. Dal momento in cui mi sono seduto alla guida, sinceramente non ricordo pi nulla, so di aver portato la ragazza sotto casa sua, ma poi, tornando a Manerba, circa a met strada, purtroppo ho perso il controllo dellauto, finendo per ribaltarmi, non so neanche quante volte, in un campo. La fortuna ha voluto che proprio in quel momento sia sopraggiunta unaltra automobile, lautista ha immediatamente chiamato il 118, cos in breve tempo sono stato portato al pi vicino ospedale di Brescia. Condizioni subito gravi quindi? S, la mia degenza negli ospedali iniziata quella notte: ho passato due settimane in rianimazione, per poi essere trasferito per sette mesi in un centro di riabilitazione a Pavia, quindi ne ho dovuti passare altri quattro in un centro specializzato a Piacenza. In pratica un anno della mia vita se ne andato cos. In cosa cambiata maggiormente la tua vita dopo lincidente? Se devo essere sincero non ritengo che sia cambiata molto, lunica cosa che non cammino pi. Semplice. Hai perso degli amici? Ne hai trovati di nuovi? Gli amici! Si dice che si vedono nel momento del bisogno; subito dopo lincidente venivano a trovarmi, ma presto si sono dileguati. Fortunatamente nei mesi trascorsi in ospedale ho conosciuto tantissima gente che assieme ai miei familiari mi ha aiutato a passare momenti, nonostante tutto, sereni. Lavori? Come sono cambiate le tue giornate? Prima dellincidente guidavo un camion della ditta di famiglia, ora sono passato alla scrivania. Alloccorrenza, ancora adesso guido una piccola ruspa. Insomma, odio piangermi addosso, vivo le mie giornate senza lamentarmi, senza pensare alla sfortuna che ho avuto. La tua voglia di normalit disarmante. Segui o pratichi qualche sport? Sono sempre stato uno sportivo, linciMESI 12GIUGNO 2010

uca Maffizzoli un ragazzo di Manerba ventiduenne dalla forza di volont straordinaria. Labbiamo capito subito intervistandolo. La sua storia cambiata, tragicamente, una notte di aprile di due anni fa. Un incidente spaventoso, come tanti si dir, che ha costretto Luca su una sedie a rotelle. Un evento drammatico che per non ha intaccato la sua passione per lo sport, che Luca continua a praticare, grazie anche ai progressi della medicina e della tecnologia applicate allo sport, che oggi consentono ai disabili di fare attivit fisiche impensabili fino a qualche anno fa. Un modo, quello di Luca, di vincere e di superare gli ostacoli anche quando sembra impossibile, nella ricerca di rapporti umani e nella pratica di attivit che gli consentano di vivere nel modo pi normale possibile. Luca, cosa ricordi di quella notte? Ero in compagnia di una ragazza di Brescia, e insieme decidemmo di andare in una discoteca di Desenzano del Gar-

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. TRE DOMANDE AD ANGELA GIO FERRARI AUTRICE DI GRAFFITI DELLANIMA
Angela Gio Ferrari presidente dellassociazione Lega-ti alla vita onlus, che porta nelle scuole del territorio progetti di educazione stradale. Infermiera del reparto rianimazione dellOspedale Civile di Brescia, autrice del libro Graffiti dellanima, raccolta di pensieri e disegni di ragazzi e ragazze scritte sui muri delle sale daspetto e le scale antincendio di un reparto ospedaliero di rianimazione, in attesa di un responso riguardante la vita o la morte di un amico con il quale, magari, avevano trascorso, insieme, la nottata precedente. Graffi che parlano di lunghe attese, di disperazione o sorrisi per una vita salvata. Nonostante le lettere impresse su quei muri siano state rimosse, cancellate dalle routinarie opere digiene dellospedale, quelle testimonianze drammatiche sono diventate un volume. Testimonianze intense, che per il loro significato, vengono fatte conoscere nelle scuole, e non solo. Com possibile convivere con la disperazione delle vittime e dei loro cari e trovare la forza per dare lorouna speranza? Devo dire che un lavoro difficile trovare la forza per gli altri. Gi molto dura trovare delle ragioni per s stessi e per ci che ti si presenta davanti agli occhi! Tuttavia, credo nella prevenzione e nellimpegno di ognuno di noi affinch tali sofferenze, provocate dalle morti gratuite, che ci regaliamo, come quelle degli incidenti stradali, non si debbano reiterare. Io, scrivendo un libro, credo di aver fatto la mia parte. In cosa crede che labbia cambiata maggiormente il suo lavoro? Devo al mio lavoro una gran parte della sensibilit che ho sviluppato nellarco degli ultimi anni della mia vita, da quando riesco a vedere una realt che va oltre il camice bianco protetto dalla professionalit che distingue il personale sanitario. Il contatto con casi di vita differenti, fuori dallospedale, mi ha dato modo di entrare in empatia con ogni singolo caso che mi si presenta in corsia, magari a seguito di un incidente stradale. Fortunatamente ci sono poco in corsia, considerato il contratto part-time che ho con lospedale in cui lavoro. Sono esperienze quotidiane non facili da vivere e nemmeno da raccontare. Quale messaggio vorrebbe lasciasse il suo libro ai lettori? Impariamo a rispettare la vita, la nostra e quella degli altri. Ma facciamolo sempre, anche sulle lingue dasfalto.

NCHIESTA

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Incidenti stradali

dente non mi ha fermato: faccio sci, gioco a tennis e sono quasi tutti i giorni in piscina. Lo sport salute, e per chi nelle mie condizioni, non dico sia indispensabile, ma di certo unattivit che distrae molto. Pensi che la societ di oggi faccia abbastanza per ridurre il rischio di incidenti stradali? La societ fa abbastanza, fa tutto quello che pu, il problema che purtroppo i giovani quando escono di casa si vogliono sempre divertire, dimenticandosi dei rischi che si corrono alla guida bevendo, fumando o facendo altro. Nel tuo paese esistono strutture sufficienti per venire incontro a chi ha problemi come i tuoi? Nel mio paese, come in tanti altri in Italia, esistono strutture nuove che sono adibite a disabili e altre vecchie e fatiscenti, senza parlare del problema che abbiamo con i marciapiedi, un po ovunque. Alla fine siamo sempre costretti ad arrangiarci come possiamo. Un sogno che vuoi realizzare? Non ho un sogno, ma una speranza: spero solo di essere sempre in salute e condurre una vita tranquilla e senza problemi. Solo questo. Salvatore Scandurra

STRADE

O VIE CRUCIS?
Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani. Per porre fine a questo calvario serve un cambiamento di filosofia. Ne abbiamo parlato con Antonio Savoldi, autore del libro La folle corsa.

di ESTERINO BENATTI

Il libro di Antonio Savoldi andrebbe letta da tutti: giovani e adulti, figli, padri e madri. Ha una struttura circolare, come le storie pi vere, quelle dove tutto torna, nel bene o nel male. La sua folle corsa nel mondo degli incidenti stradali e della societ odierna inizia dalla fine, dallabisso
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sbocciare la nuova vocazione di Antonio. Dopo 15 anni passati a raccogliere morti sulle strade mi sono detto che dovevo affrontare il problema parlando ai ragazzi con lausilio dei fatti e delle esperienze. Spiegare ai giovani le conseguenze di determinati comportamenti un obbligo morale per ogni adulto. Uno dei problemi primari dei nostri tempi, invece, attribuire maggiore rilevanza alla repressione anzich alla sensibilizzazione. Chi guida sotto leffetto di sostanze stupefacenti, nella maggior parte dei casi, teme di incappare in un posto di blocco. Gli spauracchi sono multa e ritiro della patente, ma in gioco c qualcosa di ben pi prezioso. Il problema sta proprio qui. Lintento primario del mio libro e degli incontri che svolgo nelle scuole con studenti e genitori mettere in luce questo aspetto. Io metto i giovani faccia a faccia con la morte e linvalidit, perch bisogna chiamare le cose con il loro nome. Di fronte a bare e sedie a rotelle non esistono scappatoie. Faccio riflettere i ragazzi su questo, dico loro di provare a bendarsi gli occhi per unora e pensare di vivere sempre in quella condizione o di legarsi a una sedia e immaginare di dover dipendere sempre dagli altri per fare qualunque cosa, perfino andare in bagno. Poi li faccio mettere nei miei panni, quelli del poliziotto che alle tre di notte deve suonare il campanello ai loro genitori per annunciare che il loro figlio non torner mai pi a casa. Come quella notte in cui Andrea perse luso delle gambe ed Elena la sua giovane vita. Era una serata come tante altre, ma per loro era il primo appuntamento. Tappa in birreria e spinello con gli amici furono la benzina di Andrea per lassurda sfida di impennate con il rivale di turno. Ovviamente senza casco. Elena strinse forte il suo coetaneo, ma non bast. Tocc ad Antonio fotografare il volto freddo di quella sedicenne, i suoi occhi spenti e il suo cranio sfondato dallimpatto con il marciapiede. La folle corsa racconta in maniera forte, profonda e toccante il faccia a faccia con i genitori della ragazza. Il macabro annuncio di Antonio fu un parto dellanima lungo e sofferto, al quale segu autentica disperazione: deceduta. Magicamente entro in un momento di isolamento che mi fa stare bene, ma solo lillusione di un attimo; dura il tempo di un urlo lanciatomi contro, il tempo che ci impiegano due occhi per sbarrarsi e la bocca per distorcersi. il tem-

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Incidenti stradali

del vuoto interiore di una madre che regge tra le braccia il corpo inerme del figlio che ha dato alla luce, ha visto crescere e dovr seppellire. La Piet di Michelangelo appare nella penombra della copertina ergendosi a simbolo di un sentimento avulso dalla visione religiosa, ma intriso di umanit. Per dare voce allassordante silenzio della Madre delle madri, bisogna percorrere un viaggio lungo 244 pagine intriso di sangue e speranza, interrogativi e risposte che confluiscono nei versi della poesia Vie Crucis, dove il cerchio si chiude, in attesa che qualcosa, o qualcuno, spezzi la sua tetra continuit. Magari una rivoluzione La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalit primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato. Il codice della strada inizia con queste semplici parole. Il resto un insieme di norme finalizzate a uno scopo tanto nobile quanto basilare: la salvaguardia della vita umana. Il problema che questo libro continua a restare inascoltato. Antonio Savoldi stato testimone del macabro sbocciare di croci sulla strada e, dopo 15 anni di servizio nella Polizia stradale, ha deciso di mettere la propria esperienza al servizio dei giovani per cercare di fermare questa folle corsa allautodistruzione. CHIAMARE LE COSE CON IL LORO NOME In Italia ogni ora e 19 minuti due persone sono vittime di incidenti stradali. La maggior parte non ha ancora compiuto trentanni. Forse non avevano compiuto trentanni nemmeno quei cinque ragazzi morti in una notte di qualche tempo fa. Due furono sbalzati fuori dallauto in seguito allimpatto. Tre morirono carbonizzati. Le loro grida e quelle fiamme fecero

po minimo di un pugno picchiato sul tavolo dal pap di Elena a destarmi dal mio torpore, lui col suo pigiama a righe che mi aveva aperto la porta di casa poco prima La mamma di Elena piange e urla: grida che non si comprendono. Il pap pi reattivo: Non vero, Elena in camera sua che dorme, vieni con me che ti faccio vedere dove Elena. Lei dorme tranquilla, la mia Elena. Il tonfo nella dura e cruda realt arriva dopo pochi istanti generando labisso del dolore: Il pap di Elena stringe la moglie in un abbraccio; se ne stanno vicini al lavello mentre il collega temporeggia guardandosi in giro. Lo seguo con lo sguardo e vedo che il suo incrocia una serie di quadretti che stanno sulle mensole: nella sequenza ne manca uno. Lo scorgo stretto tra le mani della mamma di Elena In breve ripercorro tutta la vita di Elena: nella culla appena tornata a casa dallospedale, allasilo che tiene nelle mani un lavoretto di pittura, al mare che gioca sulla spiaggia, al primo giorno di scuola elementare col grembiulino nero e la cartella nuova, nella vestina bianca della prima comunione, il giorno della cresima attorniata dagli amici e dal padrino, tra i compagni nella foto di classe alla gita con la scuola. Lottava cornice conterr la fotografia pi recente, col sorriso pi splendente della bella Elena. I suoi genitori la metteranno sulla mensola del loro cuore. Lindotto delle tragedie della strada sta in questi fotogrammi agghiaccianti, che corrispondono alla semplice e cruda realt dei fatti, quella che trapassa le pagine dei giornali e i servizi televisivi per entrare nella quotidianit delle persone. Dietro le quinte della morte e dellinvalidit c un indotto terrificante e sconosciuto. Tutto ci che colpisce chi non mai stato coinvolto in avvenimenti di questo tipo il mero dato giornalistico. Invece bisogna rendersi conto del fatto che ogni figlio che muore sulla strada potrebbe essere il nostro. Negli occhi di Antonio scorrono nitide le immagini di giovani vite spezzate nella follia di un attimo. Sono fotogrammi da brivido, urla disperate e silenzi eterni ai quali vuole dare voce con tutto s stesso perch nessuno debba fare pi la stessa fine di Andrea ed Elena: Andrea non camminer mai pi. Sedici anni e una menomazione fisica che lo accompagner per il resto dei suoi giorni. Elena morta. E il senso? Che movente c dietro a quel gesto eroico se mi trovo a raccontarlo seduto su una sedia
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a rotelle e con in tasca la fotografia di una bella ragazza a cui ho tolto la vita la prima sera che ha accettato di uscire con me? A GAMBA TESA SU DROGA E ALCOL Tutto ci che pu far sfuggire di mano la vita va affrontato a viso aperto e combattuto. Bisogna indurre i giovani a boicottare la droga e ad abbracciare i sogni e le passioni pi vere. Spesso chi passa per sfigato il pi coraggioso di tutti. Sentire ragazzi che si drogano per stare bene e perch si annoiano deprimente. La correlazione tra sostanze stupefacenti e giovani, purtroppo, strettissima e getta benzina sul fuoco degli incidenti stradali, soprattutto a Brescia e provincia, dove il commercio e luso di sostanze proibite genera un giro daffari di circa 500 milioni di euro lanno. Il debutto dei giovani in questi mondi, inoltre, sempre pi precoce: Ci sono bambini di 12 anni che hanno problemi con lalcol ed altri che a 14 anni sono gi dipendenti dalla cocaina. Un altro nemico da combattere il luogo comune relativo alla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, cavalcato perfino da una certa politica che ha spinto i benpensanti a prendere sotto gamba questo aspetto dando vita a teorie prive di fondamento: Non esistono droghe leggere e droghe pesanti. Esistono le droghe. Tanti ragazzi sono totalmente dipendenti dalle canne senza nemmeno rendersene conto. Bisognerebbe ricordargli che, anche loro, sono tossicodipendenti. Il tossicodipendente non colui che va in giro barcollando con il laccio emostatico al braccio, ma chi soffre di dipendenza da sostanze tossiche. E i cannabinoidi lo sono, cos come lalcol, la cocaina, leroina e compagnia bella. Studi scientifici affermano che lassunzione regolare per quattro anni di cannabinoidi ha gli stessi effetti dellassunzione per un anno di cocaina. La maggior parte delle persone tuttavia, non la pensa cos: Quando faccio i sondaggi in classe tanti ragazzi mi dicono: Io mi faccio le canne, non che mi drogo, oppure sento genitori dire: Ma s, una canna ce la siamo fatta tutti. Forse non sanno che, come afferma lOrganizzazione Mondiale della Sanit, il principio attivo presente nei cannabinoidi del 68 era venti volte inferiore a quello attuale. La verit che gli spacciatori hanno capito che si crea dipendenza anche con la canna ed nato un business di proporzioni immense. I dati dellOms parlano di 11 milioni di italiani che ne fanno uso almeno una volta alla settimana. Se togliamo vecchi e bambini sono uno su tre. Come se non bastasse questa superficialit diffusa ha coinvolto anche il concetto di spaccio: Lo dico sempre ai ragazzi. Per la legge lo spacciatore non solo il pusher classico, ma chiunque compri qualsiasi tipo di droga e la smisti gratuitamente o dietro compenso. Loro, per, sono completamente scollati dalla realt. Il rischio, tuttavia, veramente alto perch in ogni classe gli studenti pi brillanti procurano la droga ai compagni ottenendo una dose gratuita ogni quattro. Sono operazioni che si portano a termine con estrema facilit e senza rendersi conto di essere diventati spacciatori. Credono di fare un favore agli amici pi timidi e sbiancano quando gli si dice che rischiano la galera. Gli altri si procurano i soldi, dai 25 ai 100 euro settimanali, con la mancetta dei genitori, con piccoli furti o prostituendosi, anche in questo caso, con grande leggerezza, perch fatto tra amici. Le famiglie sono sempre colpevoli di ignavia pi o meno cosciente. I segnali che arrivano quando un figlio si droga sono abbastanza evidenti, ma troppo spesso si mette la testa nella sabbia per distrazione o, purtroppo, per comodit. Il problema grosso la cosiddetta fase down. Dopo aver assunto un eccitante, infatti, il corpo sente che c uno squilibrio forte e produce in automatico degli ormoni antagonisti delleccitazione per portare lequilibrio. Ne consegue stanchezza e calo dei riflessi. Se invece gli eccitanti sono ancora in circolo creano quel senso di onnipotenza che porta a compiere gesti ad alto rischio. SERVONO GENITORI VERI Mentre alcuni giovani si perdono nel vuoto del nichilismo dove sono i loro genitori? Non si rendono conto di nulla perch non sanno parlare ai figli. Gli occhi rossi non possono derivare sempre dallallergia e se ogni domenica mattina in bagno c puzza di vomito significa che qualcosa non va. normale che un ragazzo trascorra sette ore al giorno al parco? Bisogna guardare in faccia i figli e annusarli, controllare i loro giri ed evitare di elargire mance copiose. Non dicendo sempre s che si educano i ragazzi. Savoldi mette in discussione anche riti del popolo della notte: Il pericolo dietro langolo anche per chi ha la testa sulle spalle. Se sei in piedi dalle 7 e hai vissu-

NCHIESTA

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Incidenti stradali

to una giornata intensa il tuo corpo ha bisogno di riposo. La sonnolenza un nemico da temere. Non un caso che la maggior parte degli incidenti avvengano tra le 22 e le 6 del mattino. Per spezzare legemonia territoriale delle vie Crucis bisogna puntare con decisione sulleducazione stradale e riscoprire un senso civico dimenticato. Politica e scuola devono lavorare in sinergia con la famiglia dando vita a quellumano consorzio che perfino gli anziani si sono stancati, comprensibilmente, di portare avanti per evitare il rischio nella migliore delle ipotesi di prendersi un vaffa. Leducazione stradale fondamentale fin dallasilo. Le norme di comportamento devono diventare pilastri delleducazione dalla pi tenera et. Il codice della strada unopera perfetta, ma va rispettato alla lettera. Oggi, invece, il concetto di regola ha lasciato spazio a una libert artificiale: Vedo genitori stanchi e stressati che non si preoccupano pi di fare i grandi e dare lesempio. La coerenza sarebbe la prima cosa, invece noto una deleteria fusione dei ruoli, con genitori che sono eterni Peter Pan e giovani che vogliono crescere in troppo in fretta. Le coscienze, invece, vanno risvegliate attraverso lesempio autentico dei genitori e una cultura sociale in favore della vita: Ho assistito a situazioni incredibili. Una delle pi agghiaccianti riguardava due ragazzi che hanno fatto un incidente su una strada di campagna. Uno dei due finito con lauto in un fosso in seguito allimpatto. Laltro, terrorizzato, fuggito. Se si fosse fermato prestando soccorso avrebbe salvato la vita allaltro giovane che, incastrato nel mezzo, ha fatto il possibile per tenere la testa fuori dallacqua finch i suoi muscoli hanno ceduto ed morto annegato. Non avverr mai nessuna rivoluzione senza un cambiamento di filosofia. Antonio Savoldi ha scelto questo motto per portare avanti la sua straordinaria battaglia. Lo sbirro di Chiari, dopo quindici anni lungo le vie Crucis del nord Italia, ha capito che quando una persona muore in questo modo trascina con s molte altre vite, perch non si muore solo con il corpo. Ci sono morti invisibili e ferite che non si rimargineranno mai nelle anime di amici, fratelli, fidanzate, mogli, padri e soprattutto madri. Quelle che non dovrebbero mai camminare sulle vie Crucis dei propri figli. Allora fermiamo questa folle corsa.
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UN NEMICO DA SCONFIGGERE UNENDO LE FORZE


Intervista a Carlo Riva, segretario dellAcat Brescia.
0.000 morti lanno. Cirrosi epatica, tumori, infarto del miocardio, suicidi, omicidi, incidenti stradali, domestici e in ambienti lavorativi. Labuso di alcol al terzo posto tra le possibili cause di morte in Italia, al primo in Europa per gli under 30. Il problema non sta nel bicchiere di vino bevuto a tavola, ma nelle nuove tendenze al consumo irresponsabile esplose nellultimo decennio, soprattutto tra adolescenti e giovani. I consumatori di alcol del terzo millennio, infatti, si stanno uniformando a un modello nordeuropeo in cui diminuisce

ALCOLISMO
A che punto siamo dellannosa battaglia allabuso di alcol in Italia? Le leggi per affrontare il problema dellalcol esistono da anni e sono chiare. Se ne fatto un gran parlare in merito al discorso della sicurezza stradale. Lo sforzo principale, tuttavia, non deve riguardare regole e inasprimenti delle pene. Alzare le quote delle multe o imporre sanzioni pi severe non serve pi. Bisogna concentrarsi sulla risoluzione del problema che sta a monte, dando informazioni corrette sul fenomeno e sensibilizzando la collettivit. La lotta allalcolismo si combatte su due fronti: quello della prevenzione e quello della protezione della salute.
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di ESTERINO BENATTI

il consumo ai pasti e cresce il numero di bevitori occasionali. Vino e birra sono in calo, mentre si registra il boom di aperitivi, amari e superalcolici. La moda diffusa tra i giovani il cosiddetto binge drinking, ossia il consumo di sei o pi bevande alcoliche in ununica occasione. Questi comportamenti contribuiscono allintroduzione di modelli a rischio e costituiscono un ulteriore campanello dallarme per la piaga dellalcolismo, le cui prime ripercussioni sono inerenti a salute e sicurezza stradale. Come opporsi a questo scenario preoccupante? Ne parliamo con Carlo Riva, segretario dellAcat Brescia, Associazione club alcolisti in trattamento.

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OCIET

Non sufficiente curare. Bisogna prendersi cura.


Com la situazione a Brescia? Ritengo che servirebbe pi appoggio da parte dei politici, invece sia la giunta precedente sia quella attuale fanno davvero poco. Mettere il logo del Comune o della Provincia sui volantini delle nostre iniziative non basta. Serve maggiore confronto tra istituzioni e associazioni come la nostra, dato che operiamo quotidianamente sul territorio. Quale iniziativa ha condiviso e quale, secondo lei, non funziona? Negli ultimi due anni lesempio vincente stata la campagna di sensibilizzazione attuata durante i concerti in citt. Provincia, Comune, Acat, Alcolisti Anonimi e la cooperativa Il Calabrone hanno agito in sinergia. Questa la via giusta. Iniziative come quelle intraprese dal Comune di accompagnamento dei giovani in discoteca, invece, rientrano nella categoria a mali estremi, estremi rimedi, come a dire Bevi pure, tanto ti accompagno io. E il rapporto con lAsl? unaltra nota dolente, visto che nonostante i nostri continui sforzi di interazione c una totale mancanza di collaborazione. Nel campo dellalcolismo svolgono attivit con Sert e Noa, ma il fatto di non aprirsi a chi opera sul territorio non positivo. Il loro contributo sarebbe fondamentale per permetterci di lavorare in sintonia con le commissioni patenti. I medici valuterebbero il problema dei trasgressori, noi e lassociazione Alcolisti Anonimi organizzeremmo incontri di sensibilizzazione nei 3, 6, 12 mesi di sospensione della patente. Accade cos in tutte le province, qui no. LAsl dovrebbe scendere dal piedistallo. Quale approccio adottate con chi si rivolge a voi? Il nostro intento risolvere il problema del soggetto con laiuto di chi, insieme a lui, vive questo problema, ossia famiMESI 12GIUGNO 2010

gliari e amici. La dipendenza dallalcol pu nascere dalle cause pi svariate, non una malattia. Noi ci avviciniamo innanzitutto alla persona. In che modo? Il primo passo viene della convinzione del soggetto, che deve decidere di voltare pagina. La nostra missione non farlo smettere di bere, ma aiutarlo a cambiare le sue abitudini smussando quegli angoli del carattere che lo portano a compiere azioni deleterie per s stesso e per chi lo circonda. Il problema non lalcol, ma la personalit. Ovviamente il ritorno alla normalit difficile, per questo riteniamo indispensabile la vicinanza di amici e parenti lungo il percorso. Ci sono incontri settimanali in cui vengono esposti i problemi, condivise le esperienze e le aspettative. Inoltre c la scuola alcologica territoriale, che aiuta le famiglie con corsi di formazione suddivisi in tre moduli. Le vostre attivit di sensibilizzazione, invece, a chi si rivolgono? I nostri interlocutori prediletti sono giovani e studenti, ma al momento ci

concesso semplicemente di parlare in incontri di un paio dore con i ragazzi di scuole elementari, medie e superiori. Questo approccio utile, ma non efficace. Il problema che esistono resistenze enormi da parte degli insegnanti, che affermano di non avere tempo per attivit di questo tipo. Qui dovrebbero entrare in gioco i politici. Lideale sarebbe organizzare tre incontri preceduti da una riunione preparatoria con genitori e insegnanti. Nel primo incontro lezione frontale, nel secondo domande e dibattito, nel terzo festa analcolica in discoteca in cui esibire lesito dei lavori di gruppo. Sferrare un colpo letale al nemico, dunque, possibile. Basta volerlo tutti insieme. Unendo le forze.

.ACAT BRESCIA
LAcat Brescia (Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento), che oggi ha sede in via San Faustino, stata costituita nel 1990. Il club unassociazione che si riunisce una volta alla settimana seguendo la metodologia del professor Hudolin e costituisce una porta aperta per le famiglie in difficolt a causa dei problemi alcol correlati e complessi. Le famiglie si incontrano per smettere di bere e, soprattutto, per iniziare a consolidare il cambiamento del proprio stile di vita verso la sobriet. In citt e provincia sono attivi 15 club (2.050 sullintero territorio nazionale). Vladimir Hudolin, croato, stato uno psichiatra di fama mondiale. Ha dedicato gran parte della sua attivit allo studio dei problemi legati alluso di alcol e di altre droghe fin dallinizio degli anni 50. Il pilastro della sua metodologia la convinzione che non c qualcuno da guarire, ma il sistema famiglia a doversi mettere in discussione. Non sufficiente curare. Bisogna prendersi cura.

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RINASCERE DALLE pROpRIE CENERI

COME LARABA FENICE


Il racconto di Simone, uscito vittorioso dalla battaglia con lalcol e, soprattutto, con s stesso.
di VIOLA LADI

imone, ora, felice. Nel vero senso della parola. Dietro al suo timido sorriso si scorge un misto di speranza per il futuro e commozione per il percorso lasciato alle spalle. La stessa che coglie uno scalatore alla conquista della vetta, raggiunta dopo aver superato gli ostacoli pi impervi. Simone da quella cima urla a chi continua a vivere a bassa quota la bellezza di una vita libera dalla morsa dellalcol e delle droghe, raccontando la sua rinascita umana e linizio di un nuovo cammino, lontano dalle sabbie mobili che costellano il nostro tempo. La sua testimonianza preziosa per tutti: giovani in primis, perch fu proprio negli anni delladolescenza che il trentaquattrenne bresciano inizi ad introdursi nei meandri di uno stile di vita dannoso comune a tanti ragazzi. Tra i 15 e i 16 anni ho iniziato a fare uso di hashish e marijuana. Il salto alla cocaina stato rapido. Tiravo anche 5 giorni a settimana e nel week-end le quantit crescevano in maniera esponenziale. Ho iniziato a lavorare a 16 anni e i soldi non mancavano. Non ho mai avuto la necessit di fare come la maggior parte dei ragazzi, che comprano 10-20 grammi, ne usano 5 gratis e vendono il resto, agendo, di fatto, da piccoli spacciatori. La polvere bianca divent un chiodo fisso. Un lieto evento, tuttavia, spinse Simone a darsi la classica regolata. Quando si toglie un chiodo dal muro, per, la traccia resta: Promisi a me stesso che con larrivo del mio primo figlio avrei smesso con la coca. Fu cos, ma per una sorta di compensazione iniziai a bere pensando: che saranno mai due o tre birre al giorno?. Il bilanciamen-

to di quellastinenza, invece, chiedeva sempre pi alcol e alla lista delle birre si aggiungevano aperitivi, amari e superalcolici. Nemmeno larrivo del suo secondogenito, questa volta, pot risvegliarlo: Continuavo a bere. Sempre di pi e senza rendermene conto. Ero dipendente, ma in quei casi si cerca sempre di negare la verit a tutti, a cominciare da s stessi. Trovare da soli la via uscita, ormai, era impossibile. Simone cerc la via della psicologia, ma era quella sbagliata: Soldi buttati. La mia psicologa non capiva qual era il vero problema anche perch io, vergognandomi, non glielo dicevo. Mi furono prescritti degli antidepressivi ed io ci bevevo sopra.

Il ritiro della patente un provvedimento giusto, ma vanno imposti degli incontri per capire il senso della sanzione.
Le conseguenze? Simone fin con la macchina sotto un camion, ma ne usc illeso. La patente spar, ma come per magia: Mi fu restituita per vie traverse confessa Simone ma era meglio se non lavessi pi vista, date le condizioni in cui ero. Quando gli errori non vengono assorbiti in un processo di riflessione e cambio di mentalit, infatti, significa che prima o poi torneranno a farsi vivi minac-

ciando chi li ha commessi e chi gli sta intorno. Per Simone fu proprio cos e ben presto giunse il momento della seconda partita a dadi con la morte: Avevo appena parlato con mio padre e il mio titolare. La situazione era critica e lunica soluzione era quella del ricovero in una clinica specializzata. Anche dopo quel colloquio il richiamo del solito giro di pirli si fece sentire con tutta la sua forza. Alla goliardia da bar segu un fuoripista in auto, con tanto di salto della rotonda ed invasione della corsia opposta. Anche quella volta, la tragedia fu solo sfiorata, ma da quel giorno la vita di Simone non sarebbe pi stata la stessa. Non potevo pi andare avanti cos. Avevo bottiglie di birra nascoste dappertutto: nel cruscotto della macchina, sotto i sedili, perfino nelle tasche dei giubbini e nellarmadio. La mia giornata tipo era sempre la stessa: mi svegliavo alle 5 e non ricordavo mai quello che avevo fatto la sera precedente. A mezzogiorno sentivo gi il bisogno di bere. Iniziavano a tremarmi le mani e se alle 14, finito lorario di lavoro, non ero ancora riuscito a bere, correvo al bar a prendermi una sambuca, poi compravo due bottiglie di birra e andavo a casa. Gli ultimi mesi stavo male ogni mattina. Era necessario voltare pagina, ma in quei casi le proprie forze non sono sufficienti e i rimorsi della coscienza sono appelli dellanima ai quali non pi possibile rispondere con coerenza. Ogni notte racconta Simone mi dicevo: questo lultimo giorno. Lo giuravo sulla testa dei miei figli e piangevo, ma purtroppo da solo non riesci a fare niente. Serve un supporto specifico di chi ha esperienza nel settore. La porta di casa si chiuse alle spalle di

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Simone, accolto dai genitori in attesa del trasferimento in clinica. Inizi cos lastinenza dallalcol. I primi 5 giorni tremavo e sudavo limpossibile. Mia madre era costretta a cambiarmi lenzuola e federe del cuscino in continuazione. Poi iniziato il percorso al San Daniele, che utilizza la metodologia Hudolin. L ho trascorso 40 giorni. stata una delle esperienze pi belle della mia vita. Avevo capito che ero letteralmente col culo per terra e ho iniziato la ripresa. Allinizio non fu tutto rose e fiori. Per due mesi non ho potuto vedere i bambini. stata dura. Il primo giorno al San Daniele ero perplesso. Mi dissero che lalcol una droga pesante paragonabile alleroina. Io pensai: questi qui sono tutti pazzi. Invece dopo 40 giorni sono andato dal primario, gli ho stretto la

mano e gli ho detto che era la verit. Non dimenticher mai un ragazzo che era al terzo ricovero. Era legato al letto e vedeva i diavoli tanto erano gravi gli effetti dellastinenza. Smettere di bere, per, era solo il primo passo da compiere per voltare pagina. Per dire addio allalcol bisognava dare il benvenuto a un uomo nuovo nelle abitudini e nei comportamenti: Ho iniziato a frequentare un club al Villaggio Sereno, dove ho conosciuto persone splendide, come Carlo (Riva, segretario dellAcat, ndr.), che mi ha aiutato a smussare gli angoli sbagliati del mio carattere e ad affrontare ogni difficolt. Linput di Carlo era di affidarmi a un egoismo buono, perch solo se fossi stato bene io, sarebbe andato tutto per il verso giusto. Attualmente Simone non tocca un goc-

cio di alcol da oltre due anni, ha una nuova compagna e vede la vita con occhi diversi. Scorrendo il film della sua esperienza riaffiorano alla mente numerosi fotogrammi. Il pi significativi, forse, riguardano proprio i suoi figli: Pensavo che non capissero ci che mi stava accadendo, ma non era cos. Poco dopo luscita dalla clinica sono andato al mare con loro ed ero in camera a leggere il giornale. Mio figlio ha notato la pubblicit di una birra e mi ha detto: hai visto pap. Questa quella che bevevi tu, come sei bravo ora che non la bevi pi! Anche loro hanno vissuto il mio cambiamento, e ne sono contenti. Un cambiamento capace di accendere in Simone anche la luce della fede: Prima non andavo mai a Messa. Adesso mi capita di sentire il bisogno di farlo. Ascoltando il Vangelo scopro un sacco di cose preziose. Simone vede con chiarezza anche quegli snodi cruciali che possono costituire un ostacolo per ogni giovane: Non mi confidavo con i miei genitori e loro non cercavano il dialogo, oppure lo facevano con metodi non indicati. Ora diverso. Credo che limportante nella vita sia avere persone sane con cui confrontarsi. E vorrei dire a tutti i genitori che dovrebbero imparare ad ascoltare i loro figli ed essere un esempio per loro. In ballo c il futuro della societ. Una societ che, forse, non ha ancora scovato il modo migliore per far s che i giovani stiano alla larga da abitudini malsane che possono portare solo disperazione e morte: Bisogna unire alla repressione la sensibilizzazione. La commissione patenti e lAsl dovrebbero collaborare con le associazioni che si adoperano per combattere la dipendenza dallalcol e dalle droghe. Il ritiro della patente un provvedimento giusto, ma vanno imposti degli incontri per approfondire e capire il senso della sanzione. Questo non accade e il 90% dei ragazzi tornano a commettere gli stessi sbagli. un problema di cultura mascherato dagli interessi. Dietro alla commissione patenti c un vero e proprio business di cui non parla nessuno e che fa passare in secondo piano ci che conta veramente: la difesa della vita.
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LA VARIET DI CASA
di ESTERINO BENATTI

VIA CREMONA
gli anziani sostano a chiacchierare sulle panchine dei giardini che costeggiano il quartiere Leonessa. I temi sono i soliti: qualche accenno ad una primavera bizzosa, agli acciacchi tipici dellet e ad una pensione risicata. Se la passano meglio i fidanzatini che amoreggiano alla fermata dellautobus. Avvicinandosi al centro si entra nella parte pi viva della via. Quella settentrionale rinata sotto tutti i punti di vista dopo il ripristino del doppio senso di marcia. Il senso unico, infatti, imbrigliava le auto di passaggio, rendendo difficili gli spostamenti dei residenti e il lavoro delle attivit commerciali. Dal punto di vista umano la zona variopinta nelle etnie e nei ceti sociali. La tavolozza antropologica ricchissima, con persone provenienti da tutti i continenti, residenze popolari e appartamenti dlite. Stesso discorso per le attivit commerciali, che offrono prodotti per tutti i gusti e tutte le tasche, con nicchie uniche nel loro genere, come il negozio di dischi e quello specializzato nella vendita di caff. Le voci della zona dicono che ancora presto per parlare di integrazione, anche se spesso le esperienze personali non sono portatrici della realt dei fatti. I pi storcono il naso. C chi a volte ha buone ragioni per etichettare come maleducati i nuovi arrivati e chi ha paura ad andare in giro quando fa buio, ma anche chi vive serenamente. Intanto Mustafa commerciante turco spiega cos le incomprensioni della nostra epoca: Tante mentalit diverse. Ci vuole tempo. Ha ragione lui, che elogia senza indugi la democrazia italiana e la libert che vi si respira. Chiss a quanti italiani avr potuto dirlo. Nel suo sorriso sincero, in attesa di tempi migliori, sboccia un raggio di speranza da donare anche ai pi scettici.
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ia Cremona una delle poche vie della citt dove ancora possibile passeggiare su marciapiedi spaziosi per centinaia di metri lasciandosi alle spalle negozi di ogni genere. La chiesa di Santa Maria della Vittoria il cuore di una zona avara di parcheggi, ricca di traffico, spruzzata di chiazze verdi e arricchita di poesia dalla linea ferroviaria per Parma. Il segnale acustico che annuncia il passaggio del treno a intervalli di tempo pi o meno regolari lunica variabile in grado di rallentare i ritmi assai frenetici che scandiscono il tempo in questo lungo rettilineo che collega Via Volta e via Zima. Quei binari costituiscono una sorta di equatore della via. Nella parte meridionale la gente cammina pi lentamente e

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TRADE E QUARTIERI

CI RACCONTANO VIA CREMONA UGO BONAZZA (SPECIALIT SALUMI E FORMAGGI)

Ugo Bonazza.

Ci descriva la zona. In via Cremona c una popolazione variegata. Ci vivono persone di tutte le etnie e di tutti i ceti sociali. Lo si pu notare anche dalle abitazioni, alcune lussuose altre pi vecchie e diroccate. La percentuale di stranieri molto elevata. Soprattutto cinesi e pakistani. Personalmente non ho mai riscontrato problemi e ringrazio le Forze dellordine che negli ultimi due anni stanno facendo egregiamente il loro dovere. Un tema molto dibattuto quello relativo al traffico. C parecchio movimento, ma lintroduzione del doppio senso di marcia stata una fortuna per tutti, soprattutto a livello commerciale. Qual la vostra specialit? I formaggi. Ne abbiamo cento qualit. La mia clientela variegata e se tornassi indietro aprirei certamente ancora qui. MUSTAFA GUVEN (KAPPADOCIA KEBAP) Da quanto tempo vive in Italia? Da 11 anni. Ho aperto lattivit qui nel 2002, faccio import-export, lavoro bene e guadagno bene. Sono stato a Istanbul 40 giorni dopo 15 anni di assenza dalla mia patria, e sono appena tornato. Perch tanti stranieri faticano ad integrarsi? Il problema sta nella diversit di mentalit. Cambiare dalloggi al domani

difficile, serve un percorso culturale da parte di tutti, ci vuole tanto tempo. Lei si sente integrato? S. Mia moglie cristiana di origine polacca, conviviamo da otto anni. Lei ha la sua religione, io la mia (musulmano ndr.). Limportante mantenere il rispetto reciproco. Mi trovo molto meglio qui che a casa mia, anche se la Turchia un modello di stato islamico moderato. In Germania ci sono molti turchi, ma si tratta di comunit che non sono integrate. Sono ghetti come quelli dei cinesi qui in Italia. Cos non va bene, serve uno scambio culturale che consenta lincontro. Abbiamo una vita sola, meglio vivere esperienze senza paura, poi qui in Italia c democrazia. Cosa c di pi bello? Siamo liberi di fare ci che vogliamo nel rispetto degli altri.

ERDAL CELIK (KAPPADOCIA KEBAP) Chi sono i vostri clienti? Abbiamo pi clienti italiani che stranieri e il rapporto assolutamente buono. I nostri prodotti piacciono, soprattutto ai giovani. La scelta di venire in Italia stata azzeccata? stata unottima scelta. Siamo integrati bene. una questione di carattere e di capacit di creare relazioni con chi ti sta intorno. IRENE ONGARETTI (DUEMILAUNO TOUR) Come si vive in questa zona? pieno di giargianesi. Troppi direi. La sera devi stare attenta e tenere stretta la borsa. Ci sono angoli degni del Bronx e parecchia gente si lamenta. Di notte c chi fa un gran baccano e sono partite delle denunce. E il lavoro? La crisi sta influendo non poco. Si va a periodi. Gli stranieri sinformano ma per loro i prezzi sono sempre troppo alti. La meta pi gettonata? sempre il Mar Rosso, che d grandi garanzie dal punto di vista climatico. La

Mustafa Guven e Erdal Celik.

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Alcuni scorci di Via Cremona.

spesa media dei nostri clienti si aggira intorno agli 800 euro. LORENZO FRIGO (CAFF ARTE E CULTURA) Dalle 19 in poi non il massimo, mentre durante il giorno si vive bene. C traffico, ma resta una zona tranquilla e credo di aver fatto la scelta giusta ad aprire lattivit qui due anni fa. PATRIZIA MAGGINI (PASTICCERIA PECCATO DI GOLA) Quali sono le problematiche pi sentite in zona? Innanzitutto il caos derivante da un traffico insostenibile. I lavori messi a punto dal Comune a mio parere non hanno fatto altro che peggiorare le cose. I marciapiedi cos ampi sono inutili e i parcheggi sono sempre meno, per non parlare della Lam, che spesso causa incidenti. I problemi maggiori si verificano quando devono passare i mezzi di soccorso, soprattutto in certi orari della giornata in cui ci vuole un sacco di tempo per fare pochi metri. Consiglierebbe questa zona a chi in cerca di casa? Direi di no. C parecchia gente strana, per non parlare della grande quantit di transessuali che ricevono nei loro appartamenti.

Lorenzo Frigo.

Dove nasce il nome della sua attivit? Dal fatto che il caff unarte. Se ho aperto un negozio di questo tipo, poi, perch ho una cultura ampia sul tema. Ne so pi dei torrefattori. Qual il caff migliore? Qui ne abbiamo per tutti i palati. Tra i miei clienti ci sono anche molti stranieri, soprattutto tedeschi, indiani e svedesi. I pi grandi intenditori in materia, comunque, siamo sempre noi italiani, soprattutto i napoletani. Via Cremona vivibile?

E per lavorare? La tipologia del nostro negozio ci porta ad avere una clientela tranquilla, quindi non mi posso lamentare a riguardo. Il momento clou della settimana il week-end, quando stiamo aperti fino alle 2. Pi sostegno alle attivit commerciali da parte delle istituzioni, tuttavia, non guasterebbe.

Patrizia Maggini.

. PADRE FRANCESCO FERRARI PARROCCHIA SANTA MARIA DELLA VITTORIA


Qual la filosofia della vostra parrocchia? La nostra risposta ai bisogni del territorio nel segno di una totale apertura. Loratorio e il suo bar sono aperti anche nei giorni feriali. Anche strutture sportive e accoglienza sono flessibili. Laccesso in oratorio libero, siamo contrari alle differenze di qualsiasi genere. Via Cremona una zona sicura? Negli ultimi tempi ci sono stati atti vandalici notturni che ci hanno spinto a prendere la decisione di dotarci di sistemi di allarme. I ladri non hanno trovato niente e si sono sfogati facendo danni. Non riesco a spiegarmi il motivo di questi gesti vista la nostra disponibilit ad aiutare chiunque. Quali sono i progetti futuri di Santa Maria della Vittoria? Vogliamo ottenere laccreditamento Cag per ricevere un sostegno da parte del Comune nelle attivit del dopo scuola che attualmente sono gi attive ma a carico nostro. La presenza di educatori in oratorio di questi tempi sarebbe preziosa per tutte le parrocchie, anche se noi possiamo definirci fortunati vista la presenza di due curati. Dallo scorso anno, invece, abbiamo un ambiente distaccato dalloratorio totalmente dedicato al servizio Caritas, che ci consente un contatto diretto e il colloquio con le persone bisognose. Riceviamo circa 130 persone ogni due settimane. Limmigrazione uno dei temi caldi della zona. Qual il suo bilancio a riguardo? Lintegrazione un processo che cammina con due gambe. La nostra attenzione rivolta alla persona umana, ma credo che i nuovi arrivati debbano anche lasciarsi integrare e invece spesso si limitano ad usufruire dei servizi. In zona ci sono stati momenti di tensione. Noi operiamo per attutirli e proporre vie di comunicazione, ma per andare nella direzione giusta, come dicevo, servono entrambe le gambe. Consiglierebbe a chi cerca casa di trasferirsi qui? Lambiente uno dei tasti dolenti, vista la presenza dellinceneritore e il parco Tarello, purtroppo, stato costruito a dimensioni ridotte rispetto ai progetti iniziali. Per il resto io qui sto davvero bene e sono felice.
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a bella stagione porta con s il nuovo ciclo delle tavolate, una delle pi seguite e gradite iniziative che, partendo dal centro storico, ha in breve conquistato lintero hinterland per riproporsi, in questo 2010, con accresciuto entusiasmo e tanta voglia di fare. La ricetta di BresciaIN semplice: offrire a chi lo desidera loccasione di socializzare, divertirsi e vivere il quartiere, specialmente e soprattutto quando questo si spopola in estate, quando gli appartamenti diventano grigi e soffocanti. Viene da chiedersi come mai non ci si sia mai pensato prima, o meglio, viene
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Come animare la citt e riscoprire il piacere di stare insieme.

di SERGIO MASINI

da pensare che, occupati a progettare la Brescia delle elitarie e costose occasioni (che pure ci vogliono), si sia finiti per scordarsi delle vecchie sagre care ai nostri nonni, dove si andava anche solo a fare due passi, senza paura di spendere o sentirsi di troppo. S, perch uno dei punti forti delle tavolate proprio il prezzo (pi che popolare): quel tanto che basta a sostenere le spese che un affiatato ed entusiasta gruppo di volontari affronta per offrire pranzi e cene di buona qualit, con tanto danimazione. Come in ogni cosa non mancato chi ha avuto da ridire, chi ha accusato questi eventi di sottrargli clientela o creare

confusione, persone che non si accorgono che Brescia sta da troppo tempo scrivendo il necrologio commerciale alle piccole attivit di quartiere per non beneficiare di queste occasioni conviviali. Tanto per cominciare i grandi fruitori delle tavolate sono pensionati o studenti, categorie segnate dalla crisi che, se non le frequentassero, certo non ripiegherebbero su ristoranti di lusso. Un dichiarato e rispettato obiettivo di BresciaIN poi far s che i locali della zona in cui si svolgono le tavolate siano segnalati agli avventori per lacquisto delle bevande, mentre i residenti (abituati a schiamazzi ben diversi) sono i

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Signora Terry (67 anni) e signora Mar (86) Da quando abbiamo scoperto la possibilit di cenare e passare delle belle serate in compagnia, con pochi euro, ci siamo organizzate: tutto il nostro condominio va alle tavolate. I pi giovani, quelli di soli cinquantanni, aiutano chi magari non riesce a camminare bene o chi sulla sedia a rotelle. Chi, come noi, ha come alternativa solitudine e televisione non vede lora, ogni anno, che inizino le tavolate. Signora Rosetta Angiol Spinelli Qualche anno fa mi sono imbattuta in una conoscente seduta a una fila di tavoli disposti lungo via Carmine. Da principio non volevo fermarmi, ma lei ha insistito. E ha fatto benissimo. Quello che sembrava un gruppo insolito si rivelato un insieme di amabilissimi vicini, coetanei e non. Ho cominciato a frequentare queste iniziative e, devo dire, stata una vera avventura. Ho conosciuto gente di tutti i tipi, una volta mi sono ritrovata persino il sindaco come vicino di tavola. Ora sono tra le volontarie che collaborano allorganizzazione e faccio un po di tutto, dalle pubbliche relazioni alla lavapiatti. Sono perfino diventata presidentessa di Bresciargento (unassociazione di anziani gemellata a BresciaIn) e, se prima ero spesso sola, ora non posso andare a fare la spesa senza che la gente mi fermi, mi chieda quando cominciamo, che tappe facciamo.

.MARCO STELLINI, PRESIDENTE DI BRESCIAIN


Da quanto esistono le tavolate e come sono cresciute? Le organizziamo da sei anni. Da tre, BresciaIN (con i suoi trenta volontari cui va ogni mio ringraziamento) il polo attorno a cui ruotano altre associazioni attive nel sociale. Questo, oltre a ridurre i costi, ha permesso di portare le tavolate fuori dal centro storico, di raggiungere, sulla base di un calendario, soprattutto nel periodo estivo, i moltissimi quartieri dove queste gi operavano. Lobiettivo delle tavolate (o feste popolari itineranti come amiamo definirle) ed sempre stato quello di offrire unoccasione dincontro anche a chi non pu permettersi di spendere molto, riconquistare e valorizzare il territorio e vincere la solitudine che spesso accompagna le persone. C perfino chi, scoprendo queste iniziative, partecipa anche solo per stare un po in compagnia. Una persona di 82 anni che aveva cominciato venendo da sola, si man mano fatta un gruppo di amici che ora ci segue ovunque andiamo:

I numerI delledIzIone 2009

Partecipanti: 11.770, di cui: - 43% di et superiore ai 60 anni - 32% tra i 30 e i 60 anni - 25% di et inferiore ai 30 anni

primi a premiare le iniziative utili a dare nuova linfa, valore e speranza a zone socialmente difficili. I numeri e le persone interessate confermano il successo delliniziativa: Non mi capitava da anni ci ha confidato una signora di uscire la sera, tranquillizzata dallallegro chiacchiericcio che sentivo. Ho incontrato amici che non vedevo da anni (neanche pensavo abitassero pi in zona), e con loro mi sono messa a ballare come una ragazzina, a parlare fino a tardi. Ora, vado ogni volta che si organizza una serata, e i miei figli, sapendomi in compagnia, soprattutto se sono in vacanza stanno pi tranquilli. Pare servano davvero, insomma, queste occasioni dincontro per riscoprire il gusto di vivere la citt, per incontrare vecchie conoscenze o gente nuova e ritrovare il piacere di stare a conversare sotto le stelle (o i lampioni).

questo il migliore dei successi!. Ci sono normative restrittive o limitanti allorganizzare oggi eventi del genere? Noi siamo assolutamente in regola con tutto, lavoriamo nel massimo rispetto delle pi piccole norme igieniche e sanitarie. Ben vengano normative severe in tal senso, purch siano intelligenti: ritengo sia altrettanto importante conservare certe tradizioni, mantenere vive le vecchie sagre e permettere anche alloratorio di fare la sua piccola festa. he Qualcuno ha lamentato che omporcerte manifestazioni comportano la fastidiosa chiusura al al entraffico di alcune vie del centro. La stragrande maggioranza di chi abita il centro storico fatta di anziani e, conoscendo la situazione, sono dellidea che a loro come al commercio gioverebbe piuttosto unintegrale chiusura delle Ztl, con la realizzazione di grandi aree pedonali e la pedonalizzazione totale e permanente di molte vie dove sia consentito il transito solo a Forze dellordine e di pubblica utilit. Unipotesi questa da rimandare a dopo la conclusione dei lavori per la metropolitana, e che potr trovare applicazione solo dopo avere abbattuto le tariffe dei parcheggi. Eventuali variazioni al calendario saranno
indicate su Facebook, nel gruppo BresciaIN.
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Il cinema teatro Aurora e loratorio S. Luigi a Roncadelle.

INTERLAND

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IL MANCATO MIRAGGIO

RONCADELLE
crepita. Ed un miraggio mancato, snodato attorno a una via di sparuti negozi che porta il nome della Capitale. Qui, spese mordi e fuggi in auto lasciate dove capita al ritmo delle quattro frecce intermittenti. Roncadelle vanta anche il record di 9,4 metri quadri per abitante adibiti ad esercizio commerciale, grazie alla presenza di grandi superfici di vendita, come il centro commerciale Le Rondinelle, Decathlon, Ikea. Strutture adatte a soddisfare il desiderio di chi preferisce fare acquisti, cullato dallaria condizionata, dentro cittadelle artificiali, e che incidono positivamente sulloccupazione (anche se troppo spesso con part-time minimi), ma che finiscono per dare al paese un retrogusto sintetico, il sapore di un provvisorio set in via di smontaggio, dove la fissit di unatmosfera irreale convive con la frenesia di un brulichio nervoso. Eppure sono reali le mura di quegli storici negozi che resistono, nel tempo, e se potessero parlare racconterebbero un susseguirsi di nomi, di merci, di storie. Ma parla poco, Roncadelle. Gli attori sulla scena fanno il loro lavoro, poi via, tutti a casa, in una dimora che, spesso, non questa. Da qui, lo scrosciare del Mella e del Gandovere sovrastato dal frastuono della strada, si cercano i segni di quel rinascimento locale fatto di cascine e castelli, gli orizzonti aperti di una terra che scelse la roncola come proprio stemma e baluardo. Imparo una storia diversa, arricchita dalla fatica di chi, pur non sapendolo, ha scelto di far suo il motto doltreoceano del self-made man, passando dai campi alle induMESI 12GIUGNO 2010

di ALESSANDRA TONIZZO

ercando il centro di Roncadelle, mi sono persa. Smarrita tra le villette a schiera e i giardini assolati di un comune contiguo, mi sono chiesta come fosse possibile vagare in tondo senza trovare la meta. Poi, ho rivisto il mio sbigottimento negli occhi di una vecchina fuori dalluscio, ed ho capito che leffetto di straniamento un regalo che Roncadelle fa non solo ai forestieri di passaggio. Polvere, semafori lampeggianti, rotatorie, svincoli, deviazioni, traffico, lasfalto bollente sotto i primi calori estivi, gli sguardi furtivi di donne velate. Il paese si squaderna cos, come un miraggio che cerchi di mettere a fuoco mentre tutto, intorno,

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strie ai negozi. Oggi, queste persone contrattano il prezzo dei primi meloni sulle bancarelle del mercato, portano a spasso passeggini, guardano curiosi le colorate jilbab, le tipiche tuniche marocchine, che vestono i loro nuovi vicini di casa. Oggi, questi nonni confidano che i loro figli mantengano il proprio lavoro nelle cittadelle artificiali, sperano che i loro nipoti possano abitare un mondo che non li avveleni. Li seguo, gli sorrido, gli parlo. Seduta allombra di un parco, uno dei tanti presenti in paese, veri polmoni verdi che addolciscono laria e il fervore della vita quotidiana. CI RACCONTANO RONCADELLE

Il castello Guaineri a Roncadelle.

EMILIO MARTINELLI (FERRAMENTA)


Via Marconi

DON ALDO (PARROCCHIA SAN BERNARDINO) Chi frequenta maggiormente la parrocchia? Sono a Roncadelle da quattro anni, devo dire che S. Bernardino una parrocchia grossa e composita. C un po di tutto, tra anziani, famiglie e ragazzi che, alla messa domenicale delle 9.30, sono numerosi e puntuali: in chiesa non cade uno spillo!. Pensa che i giovani del paese abbiano abbastanza stimoli, punti di riferimento? Posso solo dire che loratorio, qui, frequentatissimo, resta un grande punto di ritrovo. Linsidia pi grande per le famiglie del 2010? Vivendo qui, i pericoli sono tutti quelli insiti in una periferia. I problemi pi grandi, a mio parere, restano il lavoro e i quartieri che diventano dormitori.
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Purtroppo manca il rispetto per le persone e le cose, specialmente tra i ragazzi. Adesso, per, a noi adulti non nemmeno consentito intervenire sono iper-protetti. PIERA BELLANDI (MERCERIA)
Via Roma

Emilio Martinelli.

Come mai a Roncadelle manca un nucleo di aggregazione? Perch il paese vissuto poco dai suoi abitanti: la gente, giovani compresi, si sposta altrove, non c pi aggregazione, le attivit chiudono presto la sera. Come vive il traffico in paese, spesso congestionato? Con le rotatorie scorre molto meglio. Le 7.30 e le 18.30 restano comunque orari critici. Il senso civico sviluppato?

La grande distribuzione nuoce ai piccoli negozi come il suo? Siamo contornati dai centri commerciali. Se smettiamo di reinventarci, smettiamo di lavorare. Esistono adeguati luoghi dincontro per i pi giovani? Purtroppo no: servirebbe una piazzetta, per socializzare. La sua particolare visione di Roncadelle? un bel paese, vivibile, ma resto di altre vedute, avendo vissuto anche altrove. AMELIA INSELVINI (EDICOLA)
Via Roma

Centro commerciale Le Rondinelle, Decathlon, Ikea: Roncadelle defi-

Il Parco delle Montagnette e la parrocchia di S. Bernardino. Sotto, lingresso e una via daccesso al centro commerciale Le Rondinelle.

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nito il paese dei centri commerciali. Cosa ne pensa? Che non mi fa affatto piacere. Abito qui da 40 anni e non ho mai visto cos tante

Via Roma
Amelia Inselvini.

OSCAR GIACOBINI (ELETTRODOMESTICI)

attivit di vicinato chiudere. Avverte il problema del traffico? Anche se la provinciale ci attraversa, portando traffico e smog, il vero problema sono i parcheggi: speriamo ristrutturino davvero via Roma, larteria principale. Roncadelle ha fatto parlare di s per alcuni dati statistici preoccupanti sulla sicurezza. Finalmente, di recente, abbiamo fatto notizia per una cosa positiva, una vincita consistente con un gratta&vinci. Non solo sempre furti e morti. MARIAROSA CARTAPANI (SALUMERIA FACCHINETTI)
Via Roma

Oscar Giacobini.

preoccupata per la salubrit dellaria di Roncadelle, data la concentrazione di fabbriche e traffico? Un po s: tutto questo smog, aldil di misurazioni e statistiche, lo respiriamo. La gestione del verde, in paese, buona? Pi che buona. Infatti non capisco la necessit di un ennesimo parco nellarea ex-Ikea: molto meglio una struttura per gli anziani, di cui si ha davvero bisogno.

Il paese dei centri commerciali costruito da agricoltori e operai: questa definizione calza a Roncadelle? Credo di s. Lavoro qui da anni, devo dire che oramai negozi e grande distribuzione convivono reciprocamente. Pur non abitando qui, da lavoratore si sente sicuro in zona? Al giorno doggi, con tutta questa immigrazione, difficile parlare di sicurezza. SORELLE SALE (IL FORNO DELLE MERAVIGLIE)
Via P. Togliatti

La presenza di tanti centri commerciali relazionabile al forte turn over di negozi in paese?

Lo chiede a noi, che stiamo per spostarci altrove? Comunque pi il prodotto curato, pi si al riparo dalla concorrenza. Recenti statistiche riportano dati sconcertanti circa i reati contro il patrimonio. Vi sentite sicure? Diciamo solo che ci hanno rubato una pianta ornamentale e, pi volte, la cesta con i tutti i latticini, anche i resi scaduti. La vostra via, di fronte alle scuole, diventata da poco un senso unico. Risultati? A noi parso che la viabilit si sia ulteriormente congestionata. Sicuramente abbiamo avuto un calo di clienti, impossibilitati a sostare con agio, soprattutto le mamme.
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Sotto, una veduta di via Roma. A destra, loratorio S. Luigi, il cinema teatro Aurora e la sede del Comune.

. UNA DOMANDA A
EMMA - 23 anni studentessa universitaria residente a Roncadelle Come ti trovi a Roncadelle? In paese sto poco: studio fuori citt, rincaso il fine settimana e molte volte mi sposto con gli amici per fare qualcosa di diverso, per divertirci. A Roncadelle faccio qualche lavoretto ogni tanto, per essere pi autonoma, magari destate. ALESSANDRO - 30 anni libero professionista Vieni spesso allIkea? Spesso no, ma quando serve qualcosa per la casa, con i prezzi che girano, questo mi sembra un posto pi che competitivo. Anche se, in verit, non amo i centri commerciali, infatti faccio toccate e fughe nei momenti di minor caos, evitando rigorosamente i week-end. IRENE - 40 anni insegnante Cosa pensa dei centri commerciali che affollano lhinterland? Non mi piacciono proprio, ma
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per comodit di orari e offerte li frequento. Spesso sono i miei figli a chiedermi insistentemente di andarci: per incontrare gli amici, mangiare fuori, comprare le marche che hanno tutti, ogni occasione buona. CLAUDIA - 42 anni casalinga Un giudizio sul paese? A dire il vero non lo conosco molto: sono qui di passaggio, faccio spese mirate e poi rincaso. Vado principalmente allIkea. GIANNI - 32 anni operaio residente a Roncadelle Come si vive in paese? Bene, finch c lavoro. Per non vivo molto Roncadelle: arrivato al fine settimana, se posso, mi sposto in montagna con fidanzata e amici per divertirmi un po. MARIA - 65 anni pensionata residente a Roncadelle vero che in paese servireb-

bero residenze per anziani? Io sto bene a casa mia, ma so che diverse persone fanno fatica, avrebbero bisogno di un aiuto ma le possibilit, anche economiche, scarseggiano. Credo che sia una sensazione di oggi, aldil del paese in cui si abita: sono cambiati gli stili di vita di tutti. CLARA - 20 anni baby sitter Come mai qui a Le Rondinelle? Ci vengo spesso, mi piace: faccio compere, pranzo e mi trovo con le amiche. Non dispersivo, per noi oramai un punto dincontro fisso. SIMONE - 19 anni studente residente a Roncadelle Vieni spesso al Decathlon? S, lo trovo un posto molto organizzato, mi piace. Solo qui riesco a trovare abbigliamento sportivo senza spendere una follia. Ce ne vorrebbero altri, di posti cos!.

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IN EVIDENZA

UN NUOVO CONSIGLIO
PER LAATO
SI RINNOVANO LE CARICHE, MA NON CAMBIANO GLI OBBIETTIVI DELLAUTORIT DAMBITO.
on la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, lAssemblea dellAATO, lAutorit di regolazione dei servizi idrici nella provincia di Brescia, ha ricostituito nei giorni scorsi lorgano esecutivo del Consorzio, partecipato dai Comuni bresciani e dalla Provincia, che avr il compito di fare sintesi delle esigenze e delle necessit nel settore idrico, fognario e depurativo delle diverse aree territoriali bresciane, di verificarne le possibili soluzioni e di perfezionare le proposte per completare il percorso di riorganizzazione gestionale avviato negli anni scorsi. Accanto a Stefano Dotti, assessore provinciale allAmbiente, riconfermato alla presidenza del CdA, e a Marco Salvo, consigliere del Comune di Brescia, indicato dal Sindaco Paroli, come rappresentante di diritto per il comune capoluogo, gli altri componenti del consiglio sono stati individuati secondo le previsioni statutarie in modo da assicurare la rappresentanza dellintero territorio provinciale.
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Sono cos stati nominati per larea ovest che riunisce i Comuni del bacino dellOglio, il sindaco di Trenzano, Andrea Bianchi, il sindaco di Passirano, Daniela Gerardini e il sindaco di Roccafranca, Marina Murachelli. Per larea centrale, che ricomprende i Comuni di Valle Trompia, Valle Sabbia e i comuni di pianura tra Mella e Chiese, sono stati eletti il sindaco di Ghedi, Lorenzo Borzi, il sindaco di Gardone Val Trompia, Michele Gussago e il consigliere comunale di Caino, Luca Rossi. Infine per larea gardesana che riunisce i Comuni del lago di Garda, sono stati nominati il vice sindaco di Tignale, Manlio Bonincontri e il consigliere comunale di Valvestino, Angelo Andreoli. Questo Consiglio afferma il Presidente Dotti eredita dal precedente limpegno a proseguire un lavoro che ha prodotto negli anni scorsi decisioni di rilievo che hanno permesso allAATO di Brescia di distinguersi particolarmente nellambito della regione Lombardia e di conseguire risultati importanti. La gestione del servizio idrico integrato stata avviata per oltre l85% della popolazione della provincia; sono stati realizzati i quasi 100 milioni di euro di investimenti sul territorio previsti dal piano economico-finanziario del Piano dAmbito, cui vanno aggiunti altri 100 milioni di euro di investimenti, in particolare nel settore fognariodepurativo, finanziati nellambito di specifici Accordi di Programma; i Comuni hanno beneficiato di oltre 20 milioni di euro che sono stati riconosciuti a rimborso dei loro mutui pregressi. Il mio augurio prosegue Dotti che anche il nuovo corso segua il solco gi tracciato e che al di l delle rappresentanze politiche di ciascuno venga condiviso lo spirito di unazione comune verso il miglioramento di un servizio fondamentale per i nostri cittadini, quale il servizio idrico. La tutela del diritto degli utenti a disporre di un servizio organizzato ed efficiente forse laspetto che pi sta a cuore al Presidente. I cittadini devono essere messi nella condizione di capire ci che stanno pagando sottolinea Dotti a partire

In prima fila a dx: Manlio Bonincontri. Seconda fila da sx: Lorenzo Borzi, Marina Murachelli, Daniela Gerardini, il presidente Stefano Dotti, Luca Rossi. Terza fila da sx: Andrea Bianchi, Marco Salvo, Michele Gussago, Angelo Andreoli.

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dalla bolletta che ricevono a casa che spesso non si presenta di chiara lettura. Va aumentata la consapevolezza che attraverso la tariffa si realizzano investimenti per migliorare lo stato delle reti e degli impianti, riducendo le perdite dellacquedotto, eliminando i problemi di qualit e di carenza idrica, dotando i comuni di reti fognarie e di impianti di depurazione delle acque adeguati. Il ruolo dellAATO da questo punto di vista fondamentale perch supera le logiche comunali consentendo di intervenire laddove i singoli comuni si troverebbero impossibilitati a sostenere finanziariamente gli investimenti necessari e rendendo di pi facile applicazione meccanismi di articolazione e di modulazione della tariffa che contengano limpatto economico sulle famiglie. Due in particolare sono i filoni, peraltro tra loro interconnessi, sui quali il nuovo Consiglio di Amministrazione dovr concentrare lattenzione: la scelta di una forma di affidamento che assicuri stabilit alla gestione del servizio, attraverso la valutazione degli scenari possibili alla luce delle pi recenti evoluzioni del quadro normativo, e la

verifica delle possibili risposte alle necessit infrastrutturali che si stanno rivelando oltre che pi ingenti in termini economici, anche temporalmente pi pressanti. Occorre dunque da un lato individuare strategie di programmazione che ottimizzino il flusso finanziario che proviene dai ricavi tariffari, rendendo pi affidabile e quindi pi facilmente attivabile il reperimento dei finanziamenti del sistema bancario e muovendo contestualmente la verifica di ulteriori possibili forme di finanziamento pubblico delle opere. Dallaltro rendere possibile lefficientamento del sistema cercando di individuare soluzioni gestionali che superino duplicazioni di costo dovute alla compresenza di pi gestori e ottimizzino leffetto scala per il contenimento pi in generale dei costi operativi della gestione. una scommessa impegnativa, ma che va affrontata con decisione conclude il Presidente Dotti e sono convinto che tutti i componenti del CdA lavoreranno insieme per dimostrare ancora una volta che un soggetto pubblico quale lAATO in grado di governare un sistema complesso nellinteresse dei cittadini che rappresenta.

ComPonEnTI ConSIGLIo dI AmmInISTRAzIonE ConSoRzIo AATo


NOMINATIVO RUOLO AREA DI RIFERIMENTO

DOTTI STEFANO Assessore allAmbiente della Provincia di Brescia GUSSAGO MICHELE Sindaco del Comune di Gardone Val Trompia SALVO MARCO Consigliere Comunale Comune di Brescia BORZI LORENZO Sindaco del Comune di Ghedi ROSSI LUCA Consigliere Comunale Comune di Caino BIANCHI ANDREA Sindaco del Comune di Trenzano GERARDINI DANIELA Sindaco del Comune di Passirano MURACHELLI MARINA Sindaco del Comune di Roccafranca BONINCONTRI MANLIO Vicesindaco del Comune di Tignale ANDREOLI ANGELO Consigliere Comunale Comune di Valvestino

Presidente Vice Presidente Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere

Provincia di Brescia Area Centrale Area Centrale Area Centrale Area Centrale Area Ovest Area Ovest Area Ovest Area Gardesana Area Gardesana
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IAGGIO IN PROVINCIA

In Valtenesi si cerca una mediazione tra lo sviluppo turistico e la tutela del territorio, mentre Sal e Manerba scontano la mancanza di unofferta turistica pi giovanile e attraente, anche fuori stagione.

ALLA RICERCA
di FIORENZO BANDIRALI

a zona della Valtenesi che dal Lago di Garda (Sal e Manerba) raggiunge le colline dellentroterra (Polpenazze), alla ricerca di un equilibrio che sappia coniugare lo sviluppo economico con la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio. In altre parole vuol dire trovare una mediazione tra un essenziale turismo estivo al quale servono strutture ed infrastrutture (case,
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DI EQUILIBRIO L
alberghi, campeggi ma anche strade, parcheggi e servizi) e unarea in grado di produrre un olio tra i pi famosi dItalia e un vino che, con il nuovo marchio registrato Rossi della Valtenesi, si sta conquistando un posto al sole nello scenario anche internazionale. Nei comuni agricoli della Valtenesi limportanza delle colture tipiche, come appunto la viticoltura e lolivicoltura, testimoniata da una manifestazione come la fiera del vino Doc Garda Classico (si appena chiusa proprio a Polpenazze

la 61esima edizione) che, nata per supportare la squadra di ciclismo del paese, si affermata in una importante vetrina per la produzione vitivinicola e lenogastronomia dellintera zona. Molto si sta puntando, infatti, sul consolidamento di un turismo enogastronomico, con un fiorire di agriturismi che rappresentano, meglio di altre realt, la possibilit di coniugare le potenzialit turistiche con il mantenimento di uneconomia sostanzialmente agricola. Di certo comunque nei comuni ri-

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Una bella veduta della Valtenesi da Polpenazze.

vieraschi, come Sal e Manerba, che si concentra il maggiore afflusso di ospiti. Come testimoniato dalle interviste nelle pagine seguenti, alcuni residenti

Serve unofferta pi competitiva che accresca lattrattivit del Garda anche in inverno.

lamentano una certa mancanza di servizi e strutture turistiche per attrarre maggiormente i giovani. Il rischio che gli operatori vorrebbero infatti scongiurare quello di far prevalere un turismo residenziale solo per famiglie o per anziani. Va accolta di buon grado allora la proposta avanzata dai consorzi turistici per lapertura di nuovi ostelli che possano arricchire lofferta ricettiva composta ora quasi esclusivamente da alberghi a 3-4 stelle. Di certo non giocano a favore del turi-

smo giovanile le chiusure anticipate dei bar e la carenza di taxi notturni in un contesto generale dove limmagine del Garda notturno sembra gi essersi un po appannata. Sul lago sono comunque in arrivo 11 ostelli, grazie ai 3,9 milioni di euro a fondo perduto stanziati dal Pirellone. Ma pi in generale, andrebbe forse trovata la quadratura del cerchio per lintensa attivit stagionale di tutto il comparto che fatalmente si spegne nel torpore dei lunghi inverni durante i quali molti operatori del turismo e del commercio tirano la cinghia, come confessa Valerio Gozza della macelleria di piazza Garibaldi a Manerba. Per fare questo, per, serve unofferta pi competitiva che accresca lattrattivit del Garda anche in inverno, realizzando infrastrutture come auditorium, centri congressi, aree welness, in grado fra laltro di creare nuovi posti di lavoro. In attesa che qualcosa cominci a muoversi, c comunque la normale amministrazione dei lavori pubblici e dei servizi da offrire ai residenti, con i suoi costi, e molti comuni del Garda bresciano stanno aggirando il patto di stabilit chiedendo sostegno economico al Consorzio del Demanio, che a sua volta chiede i mutui alle banche al posto dei Comuni, con questi ultimi che provvedono in seguito a saldare i prestiti contratti. Succede anche questo, quando si impedisce a qualcuno di spendere i soldi anche quando i soldi ci sono. E di risorse ne avrebbero bisogno questi Comuni che nel periodo estivo vedono quadruplicare o quintuplicare il numero dei loro abitanti. In questa puntata del nostro Viaggio in Provincia siamo passati infine da Bedizzole, che turistico non ma rappresenta un luogo di transito fra la citt e il lago. Un Paese che, a detta dei suoi abitanti, soffre della crisi vivendo su uneconomia sostanzialmente agricola, dove si sono inserite aziende artigianali e micro imprese a conduzione familiare. Niente turismo dunque ma, come sottolineano i bedizzolesi, molte persone della citt vi si sono trasferite e questo vorr pur dire qualcosa circa la qualit della vita che si vive da queste parti.
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Il centro di Bedizzole.

IAGGIO IN PROVINCIA

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CI HANNO DETTO...
a cura di ALESSANDRA CASCIO e ALESSANDRA TONIZZO

BEDIZZOLE

GIULIA VENTURELLI (PROFUMERIA FAUSTA ESTETISTA)


Via XX Settembre

peggiatori, che una volta venivano qui a fare le compere, oggi preferiscono la comodit dei centri commerciali. Bedizzole un paese turistico? pi un paese artigianale, con aziende a conduzione familiare e pochi operai prevalentemente bedizzolesi. Quali servizi migliorerebbe? I parcheggi sono limitati, soprattutto il sabato pomeriggio che il giorno del mercato. FLAMINIO BETTONI (FRUTTA E VERDURA)

sta scomparendo la mentalit del piccolo negozietto. I servizi comunali sono adeguati alle necessit? Non tanto, mancano sicuramente i parcheggi cos com inesistente un servizio di bus navetta che permetta ai clienti di potersi spostare con i sacchetti della spesa senza troppe difficolt. ROBERTO CASELLA (BAR EDICOLA)

Via XX Settembre

Via XX Settembre

Giulia Venturelli.

Come si evoluto il commercio in paese? Qui in centro ci sono tutte attivit a conduzione familiare e la crisi si fatta sentire. Inoltre, la tangenziale conduce i visitatori direttamente al lago e i cam-

Gli abitanti richiedono prodotti biologici o a Km 0? Non li richiedono in molti. Sicuramente sarebbe bello pubblicizzare i prodotti della zona, ma nel mio settore non sono sufficienti a coprire le richieste dei clienti. cambiato il modo di fare commercio in paese? Bedizzole un paese di transito dalla citt al lago. Oggi pi agevolata la categoria della grande distribuzione e qui

Roberto Casella.

Bedizzole che rapporto ha con il turismo? Sicuramente non un paese turistico, e il fatto di essere vicino al lago non ci aiuta. Per molte persone della citt vi si sono trasferite e questo vuol dire che in citt non si vive bene.
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IAGGIO IN PROVINCIA

Alcuni scorci di Bedizzole.

C qualche progetto per il commercio? Avevano sempre parlato di voler costruire vicino alla piazza, dove si tiene il mercato, una struttura nella quale i commercianti si sarebbero potuti trasferire con la possibilit di poter acquistare i locali, ma questo progetto non mai stato realizzato . MANUELA MELCHIORRI (PANETTERIA) cambiato il commercio in paese? La forneria c dal 1723 e negli ultimi anni abbiamo notato come il centro stia sfiorendo, questo dovuto sicuramente al cambiamento degli stili di vita e allavvento dei centri commerciali. Quali servizi mancano, a suo parere? Le varie amministrazioni comunali dovrebbero curare un po di pi larredo urbano magari con delle fioriere e il decoro del paese poich le strade sono sempre sporche. Gli abitanti richiedono prodotti biologici o a Km 0? S, ma un commercio di nicchia. Visto il periodo, il prezzo dei prodotti orienta molto le scelte del consumatore. MANERBA DEL GARDA
Piazza V. Emanuele

DECLARA HELGA (HOTEL DONNA SILVIA)


Piazza Silvia

Di quale turismo vive Manerba? A Manerba esistono pochi alberghi e diversi campeggi: questo d il polso del nostro turista tipo, in cerca di tranquillit. Come vi preparate allestate? Puntiamo soprattutto su offerte mirate al cliente. Come siete organizzati per il periodo invernale? Sto ancora studiando la zona quello che ho capito finora che lafflusso turistico qui parte molto pi tardi rispetto a poli come Desenzano.
Il lido di Porto Torchio.
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Alcune immagini del centro di Manerba. Sotto, il Municipio.

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VALERIO GOZZA (MACELLERIA)


Piazza Garibaldi

Valerio Gozza.

Che tipo di turista frequenta Manerba? un turismo vario perch si va dal campeggiatore, a chi compra la villetta, a chi sta in appartamento o in albergo. Le entrate estive vi permettono di sostenervi durante il periodo invernale? A dire il vero tiriamo la cinghia, soprattutto ora con la concorrenza di supermercati e centri commerciali. Esiste sensibilit ambientale nel comune? Qui la zona era davvero pi verde, fino a qualche tempo fa, e questo ci dispiace. Speriamo che in futuro costruiscano meglio, con pi razionalit, e magari ristrutturino in centro storico: lavoreremmo di pi.

.PAOLO SIMONI, SINDACO DI MANERBA DEL GARDA


Cosa fa il Comune per promuovere il turismo e la continuit nella frequentazione di Manerba? Stiamo puntando sulla valorizzazione del territorio, dal parco della Rocca ai siti archeologici, ai prodotti enogastronomici di qualit. Lobiettivo creare pacchetti adatti a tutti i target, dal turista occasionale a quello che si ferma per lunghi periodi, dal prossimale allo straniero, ai giovani, per i quali si sta allestendo un ostello. Tra le sue competenze vi sono ambiente ed ecologia: cosa pensa della cementificazione massiccia da molti lamentata? una realt oggettiva, tanto che abbiamo deciso di revocare e rimodulare il Pgt (Piano di gorealizzazione di residence e di bilocali, per la costruzione di villette con giardino; inoltre, intendiamo prevedere agevolazioni per ristrutturazione e riqualificazione di abitazioni nel centro storico. Il Comune facilita listallazione e luso del fotovoltaico, per cui la burocrazia spesso lunga e complessa? Ci siamo impegnati a facilitarlo e non solo, proprio nel Pgt troveranno largo spazio facilitazioni per tutto ci che preveda risparmio e valorizzazione energetica. Per riuscire per ad abbattere i costi di installazione e manutenzione, soprattutto nel pubblico, necessario che i comuni imparino ad agire in sinergia. Sergio Masini
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verno del territorio, ndr). Abbiamo creato uno dei primi parchi acquatici della zona e ad altri stiamo lavorando. Nellottica di ripopolare la zona spingiamo, pi che per la

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Il centro storico di Manerba del Garda.

IAGGIO IN PROVINCIA

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Piazza Garibaldi

EMANUELA VENEZIANI (MERCERIA BUBBLE GUM)

tendendo poco conto del patrimonio verde. ALESSIA (RECEPTIONIST CAMPEGGIO DEL RIO)

Qual il turista tipo di Manerba? Manerba ospita prevalentemente tedeschi e olandesi, che vi risiedono per periodi lunghi. presente, per, oltre al turismo delle seconde case, anche un discreto afflusso di visitatori di passaggio. Lavorate a sufficienza anche durante il periodo invernale? Ce la facciamo, anche se ogni anno il commercio sempre pi fiacco. Il rispetto per lambiente sentito? Sono presenti, ad esempio, raccolta differenziata e sistemi fotovoltaici? La raccolta differenziata presente e funzionante. Tempo fa, qui, tra case per residenti e turisti, si costruito molto POLPENAZZE DEL GARDA

Via dellEdera

Chi sono i vostri clienti? Sostanzialmente da noi vengono famiglie tedesche, con bambini e nonni, che si sistemano con le loro auto e le tende. Come vi preparate allestate? I campeggiatori arriverano dopo la met di giugno: una volta qui, sono completamente autonomi e autosufficienti. Non potrebbe essere altrimenti, perch Manerba molto piccola e, per ogni esigenza o diversivo, bisogna spostarsi a Desenzano.

ROSA BERTOLETTI (FRUTTA E VERDURA)


Piazza Roma

Polpenazze potrebbe essere definito un paese agricolo? Abbastanza, in effetti ci sono diverse aziende agricole, cantine vinicole e produttori dolio. Che genere di turista lo frequenta? Sicuramente ricercato, dato che qui ci vengono le persone che hanno la seconda casa per trascorrervi i 2-3 mesi estivi. Qualcuno vi si anche trasferito definitivamente. I servizi sono rispondenti alle esigenze dei cittadini? Per ora s, per man mano che si va avanti diventa pi difficile perch si sta continuando a costruire e corriamo il rischio che i servizi diventino insufficienti. Gli abitanti richiedono prodotti biologici o a Km 0? S, perch consumano i prodotti che coltivano e di conseguenza da noi acquistano solo ci che non producono.
Il Municipio di Polpenazze in Piazzale Roma.
MESI 12GIUGNO 2010

In questa pagina alcuni scorci di Polpenazze.

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KETI CORRARI (TABACCHERIA EDICOLA)


Via Zanardelli

Keti Corrari.

Chi sono i turisti che frequentano il paese? Prevalentemente italiani: bresciani, bergamaschi e mantovani. Stranieri pochissimi. I servizi sono adeguati allafflusso turistico? Sono ottimi. Ci sono, ad esempio, il servizio domiciliare e quello infermieristico, il ricovero per gli anziani, il servizio pasti e quello di accompagnamento dei malati che devono effettuare cure ed analisi. Di contro, c unedificazione eccessiva che ha rapinato e tuttora sta rapinando gran parte del territorio. Non abbiamo una presenza turistica tale che giustifichi queste costruzioni poich qui in collina la durata massima della vacanza di 15-20 giorni, quindi, c tanto di invenduto o sfitto. La ragione che il comune ha bisogno di soldi per dare servizi: secondo me una via breve che rovina il territorio non ripaga nel tempo. LUCA BONI (FORNERIA DM)
Via Zanardelli

Con che tipo di turismo avete a che fare? Tipicamente estivo e italiano, qui di stranieri se ne vedono pochi. I servizi comunali sono buoni? S, il comune fornisce dei buoni servizi. Polpenazze potrebbe essere definito un paese agricolo? Sicuramente s, qui c buon vino, buon olio e naturalmente buon pane! Gli abitanti richiedono prodotti a Km 0? S, anchio consumo solo prodotti del paese. MICHELA AMMAZZI (BAR CENTRALE)
Piazza Roma

penazze? Italiano e straniero. I servizi sono adeguati allafflusso turistico? S, anche i trasporti sono buoni. Le uniche cose che mancano sono delle attrattive per il turista.

Michela Ammazzi.

Luca Boni.

Il paese agricolo o turistico? prevalentemente agricolo, ma destate anche turistico. Che genere di turismo quello di PolMESI 12GIUGNO 2010

Una veduta di Sal.

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SAL

ANNALISA COLOMBINI (BAR SOLE)


Piazza S. Bresciani

I servizi sanitari risultano scadenti: cosa ne pensa? Lospedale qui di fronte diventato un laboratorio analisi, manca il Primo Soccorso, le ASL sono dislocate male: abbiamo bisogno di una struttura centralizzata, anche per vaccini e altre esigenze pratiche. EMANUELE BRUNELLI (FERRAMENTA)
Piazza V. Emanuele

Piazza V. Emanuele

MARCO PELIZZARI (NEW PORT ABBIGLIAMENTO)

Annalisa Colombini.

Come vi state preparando per lestate? Ho allestito i soliti plateatici, in attesa che Salopping, lassociazione di cui faccio parte, mi comunichi qualcosa. Questo recente piazzale, a dire il vero, mi ha creato disagi di circolazione. Linverno stato piatto e monotono, come spesso capita alle mete turistiche? S, gli inverni sono molto lenti: lavoro qui da 16 anni, ed ogni anno un po peggio.

Destate la popolazione sul lago si triplica: avete servizi adeguati? Mancano parcheggi, tutti decentrati e a pagamento. Lospedale chiuso da tempo, siamo dirottati altrove. Infine non ci sono servizi per i giovani: discoteche chiuse, stop alla musica alle 23, taxi fermi e attivit fantasma dopo la mezzanotte non incentivano certo il turismo. Esiste sensibilit ambientale nel comune? Isole ecologiche e raccolta differenziata ci sono, poi sta a noi contribuire. Che bilancio potete fare degli anni passati, in merito al turismo? calato con leuro: i tedeschi vengono e spendono meno. Tutte le manifestazioni attrattive, poi, dai go cart alle gare dei motoscafi, sono state drasticamente ridotte. Il turista tipo, adesso, ha la seconda casa.

Marco Pelizzari.

Come si dovrebbe affrontare il periodo estivo? Le idee per ravvivare Sal nel periodo estivo ci sono: speriamo solo che vadano in porto. La sponda veronese del Garda molto pi avanti di noi, che rischiamo di diventare un paese di pensionati. La stagione invernale fiacca? Qui, dinverno, non c nessuno. Lavoriamo destate, 7-8 mesi di orario continuato e grandi sacrifici, sperando cos di sopperire. Cosa pensa dei servizi sanitari disponibili? Siamo dirottati per ogni emergenza allospedale di Gavardo, il quale totalmente disorganizzato e poco compeMESI 12GIUGNO 2010

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Il centro storico di Sal.

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.BARBARA BOTTI, SINDACO DI SAL


Cosa fa lamministrazione per far vivere le attivit commerciali anche in periodo invernale? Abbiamo investito e stiamo investendo in eventi al meglio di quello che possono permettere le sempre pi magre risorse economiche. Inoltre, per aumentare la frequentazione in bassa stagione, stiamo approntando un progetto per la realizzazione di un centro benessere e colloquiando con alcune societ sportive. A Sal manca un turismo giovanile? A mio avviso no. vero che, rispetto ad altre zone, non ci sono discoteche, ma non lo ritengo un male. Abbiamo moltissimi locali aperti tutto lanno, inoltre, questestate organizzeremo un festival di musica moderna da affiancare a quello gi esistente di musica classica, che sar arricchito di contaminazioni moderne. Fatta eccezione per lospedale di Gavardo (sulla cui efficienza molti hanno espresso dubbi) mancano nella zona le adeguate strutture sanitarie. Cosa fare? Le strutture mancano sicuramente. I salodiani rivendicano da sempre quellospedale con sei secoli di storia alle spalle, costruito con i loro soldi, poi passato sotto il controllo dellAzienda Ospedaliera e oggi inutilizzato, poich le politiche sanitarie regionali puntano a pochi, isolati centri deccellenza. Quello che possiamo fare sul territorio promuovere laumento di ambulatori di medicina specialistica; stiamo inoltre spingendo per la realizzazione di strutture per post-operati a lunga degenza, di cui v grande necessit. Problema traffico: aiuterebbe prevedere uno scalo del battello?

tente: questo grave, in famiglia ne ho pagato le conseguenze. CRISTINA FRASCATI (ARTICOLI ETNICI)
Piazza Cavour

Destate la popolazione sul lago si triplica: avete servizi adeguati? Anche se a livello stradale siamo penalizzati, stato fatto molto: i parcheggi, ad esempio, ci sono, basta pubblicizzarli! La carenza di posti letto nelle strutture alberghiere, poi, compensata dai paesi limitrofi: viviamo in simbiosi. Esiste sensibilit ambientale nel comune, sono presenti, ad esempio, raccolta differenziata e sistemi fotovoltaici? Siamo unisola felice per flora e fauna. La raccolta attiva, tranne lumido. Che bilancio potete fare degli anni passati, in merito al turismo? Ora c un fattore economico diverso dagli anni passati che costringe tutta lEuropa a ridimensionarsi. Noi puntiamo su orari diversficati e maggiore qualit. GRAZIELLA ZIGLIOLI (IL PAESE DEI BALOCCHI)
Piazza L. da Vinci

Graziella Ziglioli.

Come affrontate la stagione estiva? A livello comunale preparano eventi come la Notte Bianca, noi commer-

Di sicuro. Abbiamo infatti avanzato una proposta alla NaviGarda proprio per questo, anche se non sappiamo ancora se lesiguo bilancio lo render possibile. Come mai i residenti lacustri non hanno labitudine di prendere i battelli quasi fossero bus, con tutti i vantaggi economici ed ecologici che ne seguirebbero? Gli orari, a misura di turista, impediscono che se ne possa fruire proprio quando servirebbero di pi, come per esempio per andare al lavoro. Per migliorarli, e per ridurre il costo del biglietto, necessario che pi comuni facciano sistema e a questo stiamo lavorando Credesidebbanoaumentareogestire meglio i posti dormeggio? Il Consorzio del Demanio prevede che una parte sia destinata ai cittadini che li usano tutto lanno e una, ad estrazione, agli altri, mentre qualche zona resta ad ormeggio libero. Ritengo tuttavia che il nostro golfo non si presti ad unimplementazione delle frequenze, come pure credo che sul Garda non abbiano senso motoscafi con motori potentissimi, pericolosi e inquinanti. Sergio Masini

MESI 12GIUGNO 2010

Alcuni suggestivi scorci di Sal.

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cianti invece proponiamo sconti. I servizi sanitari risultano scadenti: cosa ne pensa? Penso che un peccato, oltre che un disagio, perch la struttura c. Come si vive e lavora qui nel periodo invernale? Il commercio dinverno apatico, morto. Da residente dico che la stagione pi tranquilla, i servizi non mancano.

NEL PROSSIMO NUMERO


Iseo Pisogne Paderno Franciacorta Rodengo Saiano Ome

. TERZA ET: LA DIFFERENZA DI VIVERE IN RIVA AL LAGO


Secondo una ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia, Sal figura al settimo posto (primo in Lombardia) tra i primi 100 comuni italiani per qualit della vita. La localit benacense vince il derby del Garda con Desenzano, tredicesimo. Alla luce di questa incoronazione non risulta difficile comprendere i motivi per cui tanti anziani decidono di trascorrere qui gli anni della pensione. A Sal spiega a 12 Mesi Flavio Casali, dirigente dellassessorato ai servizi socio assistenziali di Sal gli over 65 ammontano a un terzo della popolazione. Si tratta di una fetta consistente e variegata di persone, composta da pochi salodiani autoctoni e molti forestieri, che mettono radici qui godendosi la meritata pensione e trasformando la seconda casa in residenza fissa, lasciando cos labitazione in citt ai figli. Altri sono ospiti di strutture allavanguardia sotto ogni punto di vista. Cosa attira tante persone a Sal? Innanzitutto il fatto che questa una bella citt, pulita e ricca di natura. La presenza di numerosi servizi a favore degli anziani, poi, fa la differenza. Il Comune presta assistenza a 20 anziani che alloggiano in case di riposo e offre assistenza domiciliare a 86 salodiani. 70 dei nostri anziani, inoltre, usufruiscono del servizio di telesoccorso. Uno dei principali nemici della vecchiaia la solitudine. Come combattuta? Al centro sociale in localit Due Pini sono organizzate molte attivit ogni giorno, dalle 8 alle 19. Luniversit della terza et offre corsi culturali, di lingua e attivit manifatturiere, facendo leva sullopera di volontariato di insegnanti da poco in pensione. Anche lattivit fisica ha il suo peso, con corsi di ginnastica, aerobica e fitness. Il clou della settimana la domenica pomeriggio alle 15, con i balli e feste a tema per ogni ricorrenza, per non parlare dei tornei di carte e delle classiche tombolate. E il servizio infermieristico pronto a rispondere a ogni genere di esigenza. E la sera? In estate, il venerd dedicato agli spettacoli nel teatro allaperto, mentre nelle stagioni pi fredde ci sono conferenze di vario genere, senza dimenticare i corsi che insegnano come affrontare la vecchiaia nel modo migliore. In estate non mancano i viaggi, con due soggiorni marini e uno montano. Una grande macchina organizzativa. Loperato delle numerose associazioni presenti sul territorio fondamentale. Penso a Solidariet Salodiana, che si adopera per portare 60 pasti a domicilio nel fine settimana, e a tutti quei volontari che danno il loro contributo con passione. Mentre il bilancio riguardante la terza et gi positivo, dove c ancora tanto da fare? Nel mondo degli adolescenti. Sicuramente manca uno spazio dedicato a loro, ma potrebbe non bastare. A mio parere lesigenza primaria dei giorni nostri quella di sensibilizzare i giovani sulle tematiche pi importanti, coinvolgendoli in incontri ed esperienze di volontariato in sinergia con le scuole. A tal proposito abbiamo intenzione di mettere a punto dei pacchetti educativi. Droga, alcol, bullismo, e quella diffusa mania di apparire ancor prima di essere, vanno sconfitti. Esterino Benatti
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IDEOLOGIA E/O ORECCHIOLOGIA?


Dal giornalismo ideologico, telepatico o a tesi di ieri, si passati al giornalismo orecchiologico, telematico o a orecchio di oggi. Due modi, entrambi distorti e fuorvianti, di fare cronaca forzando la realt per adattarla a una lettura precostituita.
impressionistico da sentito dire e da mordi e fuggi (che va bene per le cronache di colore, ma non va affatto bene per il giornalismo dinchiesta, massime economico, come il citato articolo pretendeva di essere). DUPLICE STRABISMO La prima conferma di tale strabismo sta nellapproccio del cronista. Nella prima riga del titolo (La nuova Brescia, addio altoforni) c uno svarione grande come una casa. Chiunque scriva di economia, come il caso dellautore che ne tratta da alcuni decenni, oltre a dover conoscere levidente lapalissiana differenza tra altoforno e forno elettrico, dovrebbe sapere che a Brescia non esistono altoforni ma solo forni elettrici a induzione (elettrodotti ad arco voltaico, per essere precisi, ma anche senza essere tecnici qualunque scolaro della scuola media inferiore conosce, ripetiamo, la differenza abissale tra altoforno e forno elettrico). Laltra deformazione sta nella seconda riga del ricordato titolo (Brescia riparte dai Piccoli e dallhi-tech). Anche qui la frettolosa approssimazione ha fatto premio sullanalisi. Non affatto vero che Brescia deve ripartire dalle piccole imprese postfordiste o dallhitech, lalta tecnologia. Per il semplice fatto che la grande impresa fordista orientata al magazzino non morta, ma tuttora competitiva rappresentando i quattro quinti del Pil industriale bresciano. A tale tipologia si affiancata (aggiunta, non sostituita) nellultimo trentennio una realt di piccole imprese postfordiste orientate al mercato, benemerite ma non ancora tali da sostituire la grande impresa sider-metal-meccanica mirata al magazzino. Questultima ancora fortunatamente viva e vegeta nelle tre grandi filiere della siderurgia (una decina di gruppi tra medi e mediograndi), della metallurgia non ferrosa (una trentina di realt, tra rame-ottone e alluminio, anchesse medie e mediograndi) e della meccanica (centinaia, dalle grandi alle medie, alle piccole, alle microimprese). Non solo, ma allinterno di quel 20% di Pmi postfordiste e mercatiste, cio orientate al mercato, le imprese dellalta tecnologia degne di questo nome sono ancora pochissime. Lodevoli ma molto poche. Apprezzabili ma non tali da fare sistema. Commendevoli ma non sufficienti a costituire un comparto omogeneo come la meccanica o i metalli, e nemmeno un settore economicamente rilevante. IL GIORNALISMO A TESI Laltra tesi dopo quella della presunta scomparsa della grande azienda sidermetallurgica e della sua surrogazione con le imprese hi-tech che, estinto il Gruppo Lucchini, nel senso di essere passato ai russi cinque anni fa, la siderurgia bresciana tramontata o destinata a una lenta agonia. Anche qui, per le gi dette ragioni, una palese bufala poich la siderurgia bresciana, con i suoi 6.000 dipendenti diretti e una decina di miliardi di fatturato oggi diminuiti a causa della crisi produce un terzo dellacciaio italiano e i due terzi del tondo e della vergella. A questo punto una domanda: dal giornalismo ideologico (telepatico, a tesi) di ieri siamo passati a quello orecchiologico (telemaMESI 12GIUGNO 2010

er avere un esempio palmare di tale vezzo corrivo e approssimativo di fare cronaca basta leggere il modo superficiale, e il tono saccente e supponente, con cui la stampa nazionale (cosiddetta grande) guarda alla provincia, trattata sovente con boriosa sufficienza. Diamo conto dellultimo clamoroso esempio che riguarda Brescia e la sua industria. Ideologia pi orecchiologia. Ovvero come non fare giornalismo. La boriosa sufficienza, o la boria da grande potenza, con cui la stampa metropolitana guarda alla provincia la conferma di un duplice strabismo. Vale a dire linformazione a tesi, quella che adatta, deformandola, la realt dei fatti per farla coincidere a forza con un punto di vista precostituito. Uno degli esempi pi candidamente riusciti di tale devianza apparso sul Corriere della Sera di marted 20 aprile scorso in un articolo sullindustria bresciana (siderurgia e dintorni). Cronaca abborracciata e approssimativa dove lideologia, ossia il giornalismo a tesi, veniva mescolata alla orecchiologia, ovvero il giornalismo a orecchio. Vale a dire quello dacchito, colorito e

di ALESSANDRO CHEULA

A
tico, a orecchio) di oggi? Con tutto il rispetto per lautore della citata cronaca, il dubbio pertinente. Larticolo in questione del Corriere riproponeva e riecheggiava, pur con un aggravio di errori ed omissioni, quello pubblicato sul Sole 24 Ore una settimana prima dal titolo Niente pi leadership -Lacciaio bresciano si scopre vulnerabile, in cui Ugo Calzoni, ex manager di Lucchini, parlava di Brescia come di una siderurgia ormai regionale e minore. Anche qui occorre una precisazione. Non per gratuito puntiglio o peregrina pedanteria, e nemmeno per mero patriottismo aziendale n per difendere una bandiera, quella della elettrosiderurgia bresciana e italiana, che fortunatamente sventola ancora sui mercati nazionali e continentali (non garrisce a causa della crisi, ma sventola ancora). Semplicemente perch le notizie addotte dal Corriere della Sera sono, assai pi del Sole 24 Ore, frettolose e approssimative, oltre che superficiali, tali da fuorviare il lettore dando unimmagine superata e una lettura datata dellindustria sidermetallurgica bresciana. Tuttora asse portante del primato industriale della nostra provincia, oltre che base della sua ricchezza socioeconomica. Ci spieghiamo. IL GIORNALISMO A ORECCHIO La prima evidente approssimazione di tipo cronologico. Per spiegare la crisi della siderurgia locale nel 2010 si citano aziende che appartengono non allultimo ciclo ma alla storia economica del secolo scorso, imprese che hanno chiuso nei primi anni 90 come la Sideral e la Fenotti e Comini, o quindici anni fa come la Pietra. La seconda non temporale ma sostanziale. Si cita la crisi, e la successiva cessione ai russi della Lucchini, come la parabola emblematica ascesa e caduta di tutto lacciaio bresciano. Ma la Lucchini, pur avendo rappresentato un caso importante della siderurgia locale e nazionale, non mai stata rappresentativa dellintera industria siderurgica, cos come la sua crisi non quella dellacciaio bresciano nel suo complesso. Anche perch il Gruppo Lucchini, allepoca della sua massima espansione con laltoforno di Piombino come baricentro, contava a Brescia una modesta parte del suo fatturato. La vicenda del Gruppo che faceva capo al Cavaliere, pur storicamente e autorevolmente emblematica, non ha mai esaurito in s lintera complessit siderugica bresciana, che conta oggi una decina di realt tra grandi, medio-grandi, medie e piccole tutte tecnologicamente avanzate e per ci tuttora efficienti. MATURI MA COMPETITIVI Gruppi competitivi che, a prescindere dal Gruppo Lucchini, producono un terzo dellacciaio italiano, il secondo dEuropa dopo la Germania, e quattro quinti del tondo e della vergella nazionali. Maturi? Certo, lacciaio un prodotto maturo ma quello delle aziende di cui parliamo un processo moderno. A parte il fatto che anche il bistrattato tondino pu essere innovativo (si veda ad esempio il tondo antisismico oggi indispensabile per qualsiasi certificazione edilizia) tale mix tra prodotti maturi e processi moderni che, oltre a costituire la cifra della nostra elettrosiderurgia, la ragione fondante della perdurante competitivit delle nostre aziende. Regionali? Certo, ma si dimentica che in un mercato dalle dimensioni globali (mondiali) lambito regionale non pi quello angusto del perimetro subalpino, pedemontano o peninsulare, ma pu coincidere con quello nazionale e continentale. Pi grandi? Certamente, lobiettivo resta valido e lo strumento per farlo sono le acquisizioni e/o le aggregazioni. Ma per diventare pi forti non sempre necessario diventare pi grandi (global player) ma pi bravi e pi efficienti (regional competitor, nel suddetto senso nazionale e continentale). PI GRANDI O PI FORTI? La vicenda storica della nostra siderurgia insegna come la regionalizzazione, intesa come operativit e mercati a livello italiano o europeo, non sinonimo di decadenza o obsolescenza. Acciaio tradizionale, come si insiste per contrapporlo allinnovativo hi-tech? Pu darsi, ma la siderurgia un chiaro esempio di come si possa essere tradizionali

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e insieme tecnologicamente aggiornati, cio efficienti, quindi competitivi. Lalternativa tra tradizionale e innovativo sovente falsa, poich limportante, ripetiamo, essere competitivi. Si abusa troppo di distinzioni astratte e accademiche. Unazienda arretrata o avanzata non solo per quello che fa ma anche per come lo fa. La distinzione pertinente, giova ripeterlo, non tra tradizionale e non, ma tra competitivo o meno. Fordismo, usato come sinonimo di obsoleto? Se intendiamo il fordismo come ideologia certamente obsoleto, ma se lo intendiamo come la grande fabbrica manifatturiera tuttaltro che superato, altrimenti dovremmo considerare tale tutta lindustria sidermetallurgica italiana, da Taranto alla Fiat. Tutto ci senza nulla togliere alle aziende hi-tech orientate allexport. Ben vengano, e anche a Brescia stanno crescendo. Ma a parte il fatto che industria tradizionale e innovativa sono due facce della stessa medaglia produttiva e propulsiva, giova ripetere che non bisogna dimenticare loggettiva composizione del sistema industriale locale, per l80% appannaggio di quattro grandi comparti manifatturieri quali siderurgia, metallurgia, meccanica e tessile. Il cui futuro non il declino o la scomparsa, ma la crescita, cio linnovazione nella competizione. Ossia quella economia reale cui tutti giustamente auguriamo la sopravvivenza e lo sviluppo. Pena il passare da un popolo di produttori a uno di ristoratori (con tutto il rispetto dovuto a questi ultimi).
tutta colpa della boriosa sufficienza della stampa metropolitana se la provincia, Brescia in particolare, viene cos spesso snobbata e bistrattata dalle cronache nazionali? O non anche per colpa nostra, della nostra genetica incapacit ad informare e della nostra atavica indisponibilit a comunicare? Intendiamo comunicare allesterno, a livello nazionale e fuori dal perimetro provinciale, superando la nostra inadeguatezza politica e insufficienza culturale rispetto alla oggettiva importanza economica della nostra Provincia.

MESI 12GIUGNO 2010

P
FONDERIE ANTICAMERE DELLINFERNO?
Sul Giornale di Brescia qualcuno ha scritto, a margine dellultimo Metef, che il lavoro in fonderia sembra, secondo alcuni esperti, lanticamera dellinferno, aggiungendo addirittura che, secondo alcuni tra questi, linferno sembra lanticamera della fonderia. Naturalmente non si sa chi siano questi esperti e non si capisce per quale ragione sia partito, dalle colonne di uno dei quotidiani pi autorevoli a livello lombardo, un attacco cos violento quanto immotivato a uno dei settori pi importanti dellimprenditoria bresciana. Importante sotto due aspetti: quello occupazionale in primo luogo, quello economico in secondo luogo. Per quanto riguarda loccupazione, sono molte migliaia le famiglie che in Brescia e provincia vivono di fonderia. Per quanto riguarda leconomia, il contributo che la fonderia d alla costruzione del Pil importante sul piano nazionale e lo molto anche a livello provinciale. In un periodo di rilevante crisi, in cui le possibilit occupazionali sono estremamente ridotte, in cui il Pil ha fatto registrare cadute senza precedenti, in cui le aziende chiudono e gli operai difendono i loro posti sulle gru e sui tetti, in cui si contano a decine le tragiche rinunce alla vita di imprenditori in crisi, a chi giova questa fucilata alle spalle di un settore ancora forte, vitale, in cui imprenditori tenaci continuano a credere e ad investire? E chi sarebbero questi esperti che premono il grilletto? Vengano fuori, se ci sono, e spieghino il come e il perch. Colpiscono, tuttavia, in questa vicenda, alcuni devastanti silenzi. A fronte del brutale attacco, che pure spande le sue ombre sulleconomia di un intero settore, sui livelli di benessere di unintera provincia, che coinvolge anche banche, terziario e un ampio indotto, le pi importanti categorie come Assofond, Aib e Api hanno taciuto, non sono intervenute, non han-

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Pelo e
di IMMANU

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no chiesto conto a nessuno, non hanno chiesto un dibattito al Giornale con la presenza degli esperti, non hanno mobilitato le loro ingenti risorse, i loro centri studi, i loro apparati di comunicazione, a difesa di una categoria di imprese che rappresentano un vero e proprio patrimonio collettivo. Perch questo silenzio? Non hanno letto anche loro? Hanno forse avuto paura di disturbare il manovratore? Oppure questo devastante silenzio una conferma, nel senso che vero che allinferno si sta meglio che in fonderia, come dicono gli esperti?

ARTIGIANI E COMMERCIANTI : UNITI SI VINCE


Il miracolo, con la m minuscola, avvenuto. Le rose che si erano intraviste nel convegno organizzato a Brescia da 12 Mesi il 27 febbraio sono fiorite. Artigiani e commerciati si sono uniti in una nuova Federazione, nata Rete imprese Italia, la Confindustria dei piccoli, come ha scritto qualcuno. Che tanto piccoli poi non sono, se si considera che gli imprenditori aderenti sono 2,6 milioni, con un bacino di riferimento allargato a 4 milioni di aziende e 14,5 milioni di addetti. Se si considera che a Confindustria aderiscono circa 100mila aziende, i conti son presto fatti, pur tenendo conto del diverso peso delle industrie rispetto ai servizi. E i conti li far molto rapidamente la politica, che sa bene che ci che conta prima di tutto, politicamente parlando, sono i numeri e i voti che questi esprimono. evidente, al di l di ogni opinabilit, sul proscenio si affacciato un nuovo protagonista, che ha in mano un bel mazzo di carte da giocare. La prima scelta sembra azzeccata, con la creazione di una fondazione al cui vertice sieder, come presidente, Giuseppe De Rita, una
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garanzia per competenza e credibilit. I problemi non mancheranno, perch operazione complessa, ma il treno partito. Ora tocca ai territori, dove si giocher la vera partita. Sapranno i piccoli di provincia diventare grandi? Comprenderanno che non serve granch essere una scialuppa tra i flutti, che molto meglio,

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molto pi gratificante, molto pi utile, anche per il paese, essere il motore, il terminale intelligente, di un grande convoglio che solca il mare verso un approdo sicuro?

DANNUNZIO E ABEM : FANTASMI DESAPARECIDOS


Il Consiglio di Stato ha deciso: il ricorso di Abem inammissibile. Pare che questo derivi dal fatto che, secondo la Sezione giudicante, non si pu impugnare un atto (la concessione) che ancora non c. Sar, non tutti sono daccordo, e infine non molto importante, perch quello che non c oggi (la concessione) si potr sempre impugnarla domani, se e quando ci sar. Al di l delle leggi e delle sentenze, in ogni caso, chiaro per tutti che il DAnnunzio un aeroporto fantasma. Ha cantato una sola estate, quando Verona ha dovuto chiudere il suo aeroporto per ristrutturazione, e poi la festa finita, tutti a casa. Uomini e mezzi della Catullo sono ritornati a Verona, e cos i voli e i passeggeri, che si dividono tra Verona e Bergamo, e quando proprio non se ne pu fare a meno, anche tra Linate e Malpensa. A Montichiari rimasto il fantasma, costerebbe meno trasportare i pochi passeggeri sopravvissuti in aerotaxi. Ma comincia ad essere chiaro per tutti anche un fatto pi grave, che il DAnnunzio stato abbandonato anche dai bresciani, pi esattamente dagli industriali, dagli imprenditori. Abem, la societ voluta dagli industriali bresciani e dalla Camera di Commercio, scomparsa dalla scena ormai da oltre un anno, gi prima della decisione del Consiglio di Stato, e la cosa stupisce non poco. Nei quattro anni precedenti lAssociazione Industriali Bresciani si spellata le mani per Abem, investendo molti soldi e molto impegno. Franco Tamburini, lex presidente di Aib ora passato ad A2A, dellaeroporto aveva fatto la sua battaglia, al punto che con le pagine dei giornali che ha fatto scrivere in argomento si potrebbero tappezzare le piste di quasi tutti gli aeroporti dItalia. Perch Abem ora scomparsa dalla scena? Cosa cambiato negli scenari? Laeroporto di Brescia non interessa pi agli industriali bresciani? Non serve pi ai cittadini? Oppure, come qualcuno sussurra, sono ormai soddisfatti gli interessi economici che laeroporto aveva suscitato? Oppure, come qualcun altro mormora, ha deciso di arrendersi alla politica, rinunciando a fare la sua parte a sostegno del territorio? La Camera di Commercio, dove tutti gli imprenditori sono rappresentati, tenta di tenere alta la bandiera del DAnnunzio. In questi ultimi giorni, tuttavia, un fatto nuovo c: Abem ha un nuovo presidente, Giuliano Campana, presidente del Collegio dei Costruttori dellAnce. E speriamo che il vento cambi, che si torni a parlare in bresciano. Perch divisi pi difficile vincere, mentre intanto gli altri decollano, volando sempre pi in alto.

LA CRUNA DELLASL
Tutto si pu migliorare, ma non si pu certamente dire che lAsl di Brescia sia tra gli enti che non funzionano. Tuttavia, il miglioramento una costante necessit, e lattenzione al cliente (li chiamano assistiti, ma pagano, e profumatamente, in contributi e tasse, i servizi dellAsl) dovrebbe essere quotidianamente il primo dovere di tutti. Ma non cos, o meglio non sempre cos, o non cos per tutti. In questi giorni di maggio, sotto il diluvio perenne, gli uffici dellAsl sono semiaperti. Perch? Al civico numero 13 di via Duca degli Abruzzi, dove quotidianamente accedono centinaia di clienti, c un bellissimo cancello, superato il quale, percorso un breve vialetto, si trovano le porte che conducono agli uffici. Durante lorario di apertura al pubblico, il cancello non aperto, soltanto semiaperto, nel senso che il personale addetto apre soltanto uno dei due battenti. Con quale conseguenza? Semplice: nei giorni di pioggia, che non sono pochi, i cittadini che vogliono accedere agli uffici al civico numero 13, una volta giunti al cancello debbono anzitutto chiudere lombrello, attraversare il cancello, riaprirlo, poi percorrere il vialetto ed accedere agli uffici. Mamme che non sanno dove mettere i bambini, anziani che perdono i documenti che hanno in mano (quanti riescono a chiedere e riaprire lombrello con una mano sola?) e giovani che imprecano sono allordine del giorno, mentre dentro gli addetti stanno a guardare. un vero peccato, perch negli uffici gli impiegati sono cortesi ed efficienti e il servizio ben organizzato. Ma, come spesso accade, basta un dettaglio per rovinare tutto, compresi i documenti caduti nelle pozzanghere vicine. Basterebbe poco, solo un pizzico di buona volont da parte degli addetti al cancello. Ma forse, parafrasando il Vangelo, pi facile che un ombrello passi per la cruna dellAsl che un addetto si salvi!
MESI 12GIUGNO 2010

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RISpONDE A LUCCHINI
Con una lettera a 12 Mesi e con un pamphlet che uscir a settembre, Imperi senza dinastie. Dove lex braccio destro del Cavaliere racconta la sua verit sulla vita dellimprenditore bresciano avendo vissuto al suo fianco, per oltre ventanni, la fasi decisive della sua carriera.

CALZONI

Gentile e caro direttore, ringrazio la sua rivista e Alessandro Cheula per il richiamo nel pezzo dedicato alla intervista che Luigi Lucchini ha rilasciato, facendone un libro, a Roberto Chiarini. Non entro nel merito delluno e dellaltro: solo per ricordare le numerose incertezze sui fatti e vistosi errori di date. Tra questi, quello del tempo che ho trascorso nel lavoro con Luigi Lucchini: per quasi un quarto di secolo, fin dal 1970. Ho lasciato (ultimo della squadra di dirigenti formati alla sua scuola) nel 1994, anno del pi brillante bilancio della storia aziendale. Le vicende e i protagonisti veri del default pi veloce della storia industriale bresciana sfuggono sempre sia alle cronache che alla storia, celandosi dietro la vicenda grande di vita del Cavaliere. Cera un patto non scritto tra me e Luigi Lucchini: quello che chi fosse sopravvissuto avrebbe scritto la comune vicenda. Il patto stato rotto nellevidente scopo di cantarla e suonarla come fosse quella della Lucchini e del suo fondatore una storia fatta di pizzi e merletti e non anche di lotte e di spigolosit, di fatti quasi caduti dal cielo e non costruiti con impegno e determinazione, di rapporti idilliaci con tutti e non anche di ostilit, veti durissimi ed opposizioni ad oltranza. Ma tutto questo sar oggetto del lavoro che uscir dopo lestate col titolo Imperi senza dinastie. Auguri di buon lavoro.

iceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Ugo Calzoni, in cui il manager bresciano, oltre a fornire alcune precisazioni cronologiche di cui lo ringraziamo, annuncia un prossimo libro che suona fin dora, visto il tenore della missiva, come una sorta di controcanto al libro di Roberto Chiarini. Bene, molto bene. Significa che la nostra provincia non cos assuefatta e conformista come spesso viene dipinta, essendoci ancora spazio per confronti che, sia pure accesi ma garbatamente stesi, costituiscono il sale di una matura societ civile. A. Ch.

Ugo Calzoni

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SERATE E PROIEZIONI
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GPS: potenzialit e utilizzo approfondito dei navigatori satellitari (con Matteo Massardi) - C.A.I. Brescia in collaborazione con Gialdini srl - cod. 2360 Incontro con Fausto Camerini - C.A.I. Brescia - cod. 1876 SKIKAYAK: Dario Agostini presenter kayak e ski nelle isole Lofoten - C.A.I. Brescia in collaborazione con Gialdini srl - cod. 2361 Gestione del rischio in montagna nelle attivit Outdoor (con Filippo Gamba, Avalco travel) - C.A.I. Brescia in collaborazione con Gialdini srl - cod. 2364

Gli eventi di Giugno

Benvenuti nella rubrica dedicata a Gialdiniworld.com, il primo portale CALENDARIO non prot dedicato alloutdoor e ai GIALDINI viaggi avventura ideato da Gialdini. Lobiettivo di mettere in comunicazione appassionati, associazioni sportive, atleti permettendo di informare e condividere esperienze sulle molteplici attivit che gravitano intorno al mondo delloutdoor.

GIUGNO 2010

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Cerca (di non perderti) tra i monti! - MilleMonti - cod. 2346 Escursione impegnativa a Pizzo Camino - Lega Montagna Brescia - Amici Montagna Ghedi UISP - cod. 1978 Escursione al Croz dellAltissimo - C.A.I. Brescia - cod. 2015 Corso di roccia - C.A.I. Gardone Valtrompia - cod. 1775 Desert Therapy 2010 in Corsica - Perotti Carla - cod. 2326 Bicicletta in Val di Sole - U.O.E.I. Brescia - cod. 1926 Escursione al Monte Cadria - Versanti - Trekking e Grandi Viaggi - cod. 2077 Escursione a cima di Lemma - Lega Montagna Brescia Amici Montagna Ghedi UISP - cod. 1979 Escursione al passo Gelo e al passo Serosine - C.A.I. Brescia - cod. 2016 Escursione al Becco di Filadonna - Versanti - Trekking e Grandi Viaggi - cod. 2078 Escursione al Bivacco Macherio - C.A.I. Brescia - cod. 2017 Gita notturna alle pendici del Monte Crestoso - C.A.I. Brescia - cod. 2018 Escursione al Monte Baldo - Lega Montagna Brescia Amici Montagna Ghedi UISP - cod. 1981 Passeggiata al Monte Cornagiera e al Monte Poietto U.O.E.I. Brescia - cod. 1927

03 GIUGNO 10 GIUGNO 24 GIUGNO

GPS: potenzialit e utilizzo approfondito dei navigatori satellitari (con Matteo Massardi). SKIKAYAK: Dario Agostini presenter kayak e ski nelle isole Lofoten. Gestione del rischio in montagna nelle attivit Outdoor (con Filippo Gamba, Avalco travel).

Le serate si svolgeranno presso lAuditorium Museo civico di Scienze Naturali in via Ozanam 4 a Brescia, inizio alle ore 20,45.

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I CoRSI dI dAnzA FAnno SPETTACoLo

Unatrentinadifotografiedocumentailviaggiocheil fotografobrescianoOttavioTomasinihacompiutotrail dicembre2009eilgennaio2010,conlosportivobresciano AldoMazzocchi,navigandosulfiumeNigerattraverso ilMali.Leimmaginiscelterappresentanounospaccato dellavitadelletribedeivillaggichevivonolungole spondedelfiumeeriflettonolaspettoantropologicoed etnicodiquestoviaggio.Questalaprimamostradel fotografobrescianoefapartediunprogettopiampio chepresenterallacittilsuointeropercorsofotografico lungoilNiger.GalleriadellIncisione,ViaBezzecca4,dal 20maggioall8giugno. //news.005

oTTAVIo TomASInI LUnGo IL nIGER

DuranteunincontrotrairappresentantideiRotary bresciani,lAssessoratoprovincialeallaProtezioneCivile eglisponsordelGal,statorendicontatoleventochelo scorso5febbraiohapermessodiraccoglierelasommadi 36.247euro.Taleimportopermetterlacquisto(graziea unconsistentescontooffertodaIveco)diunIvecoDaily, furgoneingradodifungeredaufficiomobilediprimo interventoedotatodituttoilnecessarioperessereda subitooperativo.LassessoreprovincialeallaProtezione CivileFabioMandelliharingraziatoquantilhannoreso possibile. //news.006

PRoTEzIonE CIVILE: ConSEGnATo LASSEGno PER IL nUoVo mEzzo

Il18maggiolaCircoscrizioneCentro,congliAssessori Vilardi,OrtoeilconsiglierecomunaleAliprandi,inrisposta allarichiestadialcunicittadini,haespostoquantosistia facendoincittperlalottaallinquinamento,rispondendo alledomandeemerseinsededidibattito.Inattesadei beneficidelmetrobus,sonostateelencatelemigliorieinatto neipubblicitrasporti,comeinotiservizidicarpooling,bike ecarsharing,einumerosemiglioramentiintemadiflusso ditraffico.Nelprossimofuturosonoprevistiinvecelaposa dinfrastrutturediricaricaperautoelettriche,unnuovo pianociclabilitesistemiinformatividinuovaconcezione. //news.007
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Sarlamiafataleesperienzacomebabysitteradaverlasciatoilsegno,sarchemisento ancoraunasedicenneconletrecce,icalzettonie leginocchiasbucciate,malavostraimpresami sembratitanica.Nelsensochenoncredosarei pronta.Pauradegliinterminabilinovemesi?Terrorenelrinunciareaiproprispazi?Impossibilit alcompromessoealsacrificio?Ehno,quelloche mipreoccupalaresponsabilitdicrescereed educarequellochedomanisarunessereumano completoedintegro.Avetemaipensatocheesistonocorsi,patentiedattestatipertutto,manon perdiventaregenitori?Iononsonotantosicura chebastilamorecheabbiamoadisposizioneper nonfaregrossidanni.Nelfrattempo,preferisco esercitarmisututtelestorturechedevoancora correggereinmestessa,conunabuonadosedi autoironia,sperandocheancheilmiocompagno facciaaltrettanto.giqualcosa,no?

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Sferadicristallotralemani,piccolegrandidonnetentanodiintravedereilfuturotraifuminebulosidelpresente;scrutano,siinterrogano, sperano,temono.Esindasubitoappareevidentecheviundivario incolmabiletrachihagileideebenchiareechi,alcontrario,barcolla sottoilpesodellevarie,troppe,possibilit:leprimeseguonofedelmente unpercorsotracciatodabambine,lesecondesifermanoadogniincrocio achiedereindicazionialorostesse,guardandosispessoallespalleper esserecertediaverpresolagiustadirezione.Cpococheleaccomuna inquestesedutedachiaroveggenti,sonotroppodiversiidesideri,le ambizioni,leaspirazioni;eppure,saltellandotraleprevisioni,arrivano primaopoitutteallostessobivio:carrieraofamiglia?Ildiscorso,pilotatodaquellechiromantibaby-sitter,maestreoeducatrici,scivolaverso linfinitopianetadelciucco,deigattonamentiedei bavaglini.Senzatentennamento,leamiche decisesilancianonellasceltadeinomiche vorrebberodarealmaschiettoeallafemminuccia,raccontandolepisodiodelnipotino chehapronunciatoperlaprimavoltail nomedellatata.

Quellefanciulleeternamenteindecisefannorisplendereunsorrisinodi circostanzaesiinterrogano:Sarmai comeloro?Parlermaiintonientusiasticidipappineeomogeneizzati?. Chiedonoallistintomaternosefar unsaltoanchenellorouteroe,incaso affermativo,quando,pernonritrovarsi ungiornoarimpiangereunpezzodi vitadicuiogginonsentonolurgenza. Comincianoacontaregliannichele separanodaquelbiviochesarannocostretteadaffrontare,provandoprima unaclaustrofobicaindecisioneepoi unenormeinvidiaperquellecoetanee chenonsolononhannofaticatonella sceltamacheriesconoancheafar comparireundolorososensodicolpa allaltezzadellostomaco. Eppurecpocodagirarciintorno, lesseremadriunaveraepropriavocazione:sisenteapelleincrociandoun pargolettoperlastrada,sivedenelle lacrimedicommozioneagliangolidegli occhi,nellesmorfiebuffeinvolontarie, nellosguardochesiillumina.Aessere deltuttosincera,iohoavutolestesse identichereazioniosservandoimbambolatadelledonneintailleuruscire dagliufficidellaCitydiLondra.Hogi attraversatoilbivio?

Iniziatuttoconungossip:Avetesentito?Paolasi sposa!eimmancabilmentelatmosferadelgruppo diamichecambia.Trachifeliceperlinteressatae chinonriesceatrattenereunsorrisomaligno,notizie diquestogenereportanosempredeimomentidi riflessionetradinoi.Lesceltechedobbiamoaffrontarenellanostravitanonsonopiscontatecomeforse eranounavolta,praticamentenessunagiovanedonna oggirinuncerebbeallapropriacarrieraedindipendenza economicainnomedellafamiglia.Egoismo?Irresponsabilit?Tuttaltro. Lideadiunafamigliaedeifiglicispaventaunpoperch vorremmoriuscireadesseredellepersonecompleteerealizzateprimadiiniziarequestoprogetto,vogliamoesseresicure difarcelaconlenostresoleforze,vogliamoesserepreparate adaffrontareognidifficolt.Avolte,inunattaccodiesterofilia, vienequasivogliadirifarcilavitainunaltroPaese:pensiamo allenostrecoetaneeolandesi,francesi,svedesi,leinvidiamoper comeaffrontanolenostrestessescelteconpiserenitesenza milletimori,sostenuteeincoraggiatedaunsistemamoltolontano dalnostro.Agevolazionisugliaffittipergiovanicoppie,babysitter fornitedalloStatoemoltoaltrocisembranounmiraggio,mentre moltedinoifannofaticaatrovareunlavorooadottenereunfinanziamentoperunautonuovaanchequandounlavorocelhanno.

Lemotivazioninonpossono esseresoloqueste,ovviamente, capitaanchediavereimezzi perpotercelafaremapreferiamo godereunpodellanostraindipendenza,prolungareancoradiqualcheanno questasortadiadolescenzarinnovata eposticiparedecisionieansieaquando cisentiremopigrandi.Mentrestiamoancorariflettendosulnostrofuturo unatelefonatacistrappaunsorriso:la nostraamicafrancesesiPacsaeci invitaapartecipare!Questavoltanessunsorrisettomaligno,nessunadinoi haintenzionediperdersilevento!
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OSTUME E SOCIET

domAndE
1. 2. 3. 4. In che modo concili le esigenze familiari con quelle lavorative? Quanto peso dai alla tua famiglia nelle scelte professionali? Come ti immagini tra 10 anni? Se una tua coetanea ti dicesse di voler abbandonare il lavoro per dedicarsi completamente alla famiglia, cosa penseresti? 5. Se il tuo datore di lavoro ti proponesse di trascorrere un paio danni lontano da tuo marito e dai tuoi figli in cambio di una promozione, accetteresti? Perch? 6. Se un domani tuo figlio ti chiedesse di abbandonare il lavoro, lo faresti oppure no?

SARA. 31 anni, avvocato


1.Hounabambinadi18mesielamiavitacambiata completamente:primadavoprioritallarealizzazione professionale,orasalvocasieccezionali,alle17tornoa casaemioccupodimiafiglia.Comunque,grazieaimiei genitorichecontinuoalavorare. 2.Oralafamigliahalapriorit.Primailmiocompagno noninterferivanellemiescelteemispronavaaraggiungereimieiobiettivi,oraluiilprimoavolerechededichi pitempoallafamiglia. 3.Conunabellacasa,unmarito,duefigli,uncaneeuna governante:assolutamentenecessariasevogliocontinuarelamiaprofessione. 4.Beh,chediresceltaardua.Attualmente,nonsose nesareicapace. 5.Primaavreiaccettatoadocchichiusi,orano. 6.Assolutamentes,perchinquelcasovorrebbedire chenonsonoriuscitaaconciliarelavoroefamigliaeche lamiabambinavuoleunamadrealsuofianco.

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1. Miorganizzolegiornateinbaseaiturnidilavoro:lepulizielefaccio neiritagliditempo,mentreperilcibo,spessofaccioricorsoapiattiche preparolaseraprimaoaquellisurgelatipreparatinelweek-end. 2.Abbastanza,infamigliaabbiamobisognocheiolavori. 3.Nonmoltodiversadaoggi,semprecheiononvincaallalotteria! 4.Beataleichepufarlo,iononpotreipermettermelo. 5.Nonlosomasequestovolessedireunmaggiorguadagno,forse accetterei. 6.Primacerchereiunaltrasoluzione,magariappoggiandomiaimiei genitorioaimieisuocerieseproprioluiinsistesseoptereiperunlavoro part-time.

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GIoVAnnA. 30 anni, commercialista


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Come il Gps ha cambiato il modo di vivere delloutdoor.
zaino dellescursionista? Ci risponde Matteo Massardi della Gialdini. A differenza dei modelli stradali i Gps dedicati al mondo delloutdoor hanno subito unevoluzione molto pi radicale. Dal trekking agli sport acquatici, al bici turismo al trail running (corsa in montagna). Questi strumenti non si limitano a fornire solo la posizione o informazioni dinteresse generale, ma sono in grado di calcolare tempi medi, dislivelli e caratteristiche espressamente studiate in base alla disciplina praticata, dati che cambiano da modello a modello e molto utili allo sportivo per comprendere ed ottimizzare le sue performance. Considerando la vasta gamma di marche e modelli assolutamente necessario che la scelta del Gps avvenga con un esperto del settore, in modo da poter essere certi di acquistare il prodotto pi adeguato alle proprie esigenze. Questo significa che il Gps consigliato esclusivamente a chi pratica uno sport specifico? Non solo, sono sempre di pi i modelli dedicati al tempo libero o allescursionismo, strumenti sviluppati per soddisfare unutenza meno tecnica ma sempre pi esigente. Molti di questi Gps sono ri-

EMPO LIBERO

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TECNOLOGIA E OUTDOOR
chiesti da chi effettua brevi escursioni con la famiglia, da chi cerca funghi o da chi pratica fotografia naturalistica o osservazione della fauna/flora. Ma quali sono i motivi che rendono il Gps uno strumento veramente utile per chi ama le attivit allaria aperta? Per prima cosa lorientamento. Essere certi della propria posizione o anche banalmente dove abbiamo parcheggiato lautomobile, pianificare e seguire un itinerario per poi percorrerlo nel ritorno, comprendere, in base al tempo percorso e le condizioni atmosferiche, se consigliabile continuare o rientrare, poter memorizzare punti dinteresse nei quali si desidera tornare successivamente, tenere traccia dei percorsi effettuati potendoli rivedere una volta a casa con strumenti come Google Map. Negli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente siti in cui possibile scambiare tracce e percorsi tra appassionati, in questo modo possibile caricare sul proprio Gps nuovi itinerari. Un altro fattore importante legato alla sicurezza. In caso di disagio o problema in montagna senza riferimenti specifici difficile poter indicare la propria posizione, mentre con un Gps basta solo comunicare le coordinate ai soccorritori o agli amici che desiderano raggiungerci. Personalmente reputo questo strumento un valido compagno di viaggio utile per chi vuole godere delle meraviglie della natura in tutta sicurezza. A questo scopo abbiamo organizzato e stiamo organizzando incontri introduttivi totalmente gratuiti nei quali imparare a conoscere le caratteristiche, la gamma e le funzioni con serate ideali per il neofita e altre dedicate allutente esperto che desidera avere qualche specifica in pi e conoscere qualche nuova applicazione. Per informazioni e notizie riguardo al mondo dei Gps visitare www.gialdiniworld.com.
MESI 12GIUGNO 2010

di MATTEO MASSARDI

sistemi di posizionamento satellitare o Gps (Global Position System), nel settore automotive sono passati dalla vendita, solo in Italia, di poche migliaia di pezzi nel 2000 a un accessorio di serie a fine 2009, cambiando radicalmente il nostro modo di viaggiare. Oggi la maggior parte dei modelli pi diffusi non si limitano a fornire semplicemente la posizione e le indicazioni stradali, ma forniscono sempre pi informazioni utili su luoghi e punti dinteresse, con interfacce semplici alla portata di tutti.Ma quali sono le potenzialit e che fanno del Gps laccessorio che non pu mancare nello

25
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di FRANCESCO RASTRELLI

UBRICA

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GENTILE FARMACISTA... IL FARMACISTARISPONDE


D // Gentile Farmacista, ho saputo da poco dellesistenza di una proposta di legge sulla fornitura diretta al pubblico di informazioni sui farmaci con obbligo di prescrizione. Mi sa dire qualcosa al riguardo? Clara. R // Cara Clara, in merito al testo da lei richiamato, posso dirle che lEuropean Public Healt Alliance (Epha), che coordina le 29 organizzazioni europee in rappresentanza di gruppi di pazienti e medici, ha espresso qualche dubbio circa il soddisfacimento dei bisogni dei pazienti. Si ritiene, infatti, che in tal modo si esporrebbe il pubblico a una promozione intensiva dei medicinali, creando cos un aumento della domanda di prodotti che potrebbero non servire effettivamente allutenza o causare danni. In alternativa, la critica costruttiva a tale proposta prevede cinque interventi a favore dellutenza: rendere i foglietti illustrativi maggiormente utili e comprensibili; ottimizzare la comunicazione fra medici e pazienti; incoraggiare le agenzie nazionali a fornire pi informazioni; sviluppare e rinforzare le fonti esistenti di informazione comparativa; mettere fine alla confusione che c sul tema del rapporto fra aziende e operatori sanitari. D // Gentile Farmacista, vorrei avere informazioni circa le cosiddette medicine naturali e la loro sicurezza. Come posso documentarmi per poterne usufruire in tutta sicurezza? Maria. R // Agopuntura, medicina tradizionale cinese, omeopatia, fitoterapia, manipolazioni osteo-articolari, medicina ayurvedica, sono medicine e pratiche discretamente diffuse in Italia e nel resto del mondo, ma che alcune volte non hanno alcuna evidenza scientifica a supporto della loro efficacia e non sono esenti da rischio. Nonostante ci continua ad essere diffusa lopinione che la loro supposta naturalit sia sinonimo di innocuit. Vi si ricorre perci in totale autonomia senza consultare il medico curante o fasi consigliare dal farmacista senza sapere che, soprattutto quando si tratta di preparazioni a base di piante officinali, ci si trova di fronte a prodotti con propriet farmacologiche vere e proprie. Ed per questo importante valutare la loro sicurezza. Per questa ragione il Cnesps (Centro nazionale di Epimediologia, sorveglianza e promozione della salute dellIstituto superiore di sanit) e lIss (Istituto superiore di sanit) stanno lanciando una campagna informativa sul corretto uso delle medicine non convenzionali al fine di dare ai cittadini le informazioni essenziali sul tema. D // Gentile Farmacista, sono una neomamma ed ho sentito parlare della sindrome della morte improvvisa del lattante; posso avere delucidazioni in merito? Carla. R // Cara Carla, poco si sa sulla Sids (sindrome della morte improvvisa del lattante), nonostante sia la prima causa di morte fra i neonati. Tre sono i principali fattori di rischio: la predisposizione genetica, let (0-1 anno), e le condizioni ambientali. Di seguito elenco cinque accorgimenti che ne riducono sensibilmente lincidenza: 1) il neonato deve essere messo a fare la nanna in posizione supina, cio sulla schiena; 2) deve dormire nel suo lettino, non in quello dei genitori. Condividendo lo stesso letto, infatti, si sviluppa un calore eccessivo che nuoce al piccolo; 3) il bambino deve dormire al fresco, con temperatura ideale fra i 18-20 gradi; 4) il bambino deve essere tenuto lontano dal fumo: fumare durante o dopo la gravidanza aumenta di due volte il rischio di Sids; 5) usare il succhietto per addormentare il neonato.
Presidente dellOrdine dei Farmacisti della Provincia di Brescia

QUALCHE

PILLOLA

SLA: PIU ASSISTENZA A CASA


La Conferenza Stato-Regioni ha approvato la proposta presentata dal ministro della Salute Ferruccio Fazio per regolamentare la formazione di familiari, o altre persone, per abilitarli a effettuare aspirazioni endotracheali a malati di sclerosi laterale amiotrofica e tracheostomizzati. Grazie allaccordo queste metodiche sanitarie, richieste periodicamente per questi pazienti, potranno essere eseguite anche a casa.

inuisce in Italia il nu in partico mero dei lare quell donatori i pi giov di sangue se non si ani. Il calo , invertir continu la tenden perder l o e, za, entro 8,4% dei un decen donatori A lanciare nio si e altretta lallarme nte unit la Fidas associazio di plasma (Federazi ni donato . one italia ri sangue sulla don na ), preoccu azione de pata dalle l sangue demogra proiezion in rapport fico nel p i o allanda rossimo d mento ecennio.

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a cura di ENRICO FILIPPINI

UBRICA

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SPECCHIO DELLE MIE BRAME


STORIA DEL pEELING
nello stesso periodo nacque la soluzione di Jasner. Nel 1961 nasce la formula di Baker Gordon, mentre, nel 1962, Ayres pubblic un lavoro per luso dellacido tricloroacetico per il trattamento delle rughe e delle cicatrici acneiche. Il 1970 costitu un anno fondamentale per la storia del peeling: Van Scott pubblic negli Usa un lavoro sugli alfa idrossi acidi che inaugur lera del soft peeling, il quale, a sua volta, apr la strada, grazie alluso del glicolico, al peeling moderno per il trattamento di numerosi inestetismi e patologie cutanee. Sempre in questi anni fiorirono e si consolidarono metodiche dermatologiche che sfruttano lacido salicilico, il tricoroacetico e lacido lattico. Nel 1986, Brody ha introdotto il concetto di peeling medio-profondo, combinando fra loro agenti per peeling superficiali.

estetica. Documenti storici riportano donne egizie che, per migliorare laspetto della cute, usavano una miscela di latte acido (il primo alfa idrossiacido), polvere di alabastro, zolfo e calcare in polvere. Le donne indiane praticavano un empirico peeling combinato: polvere di pomice impastata con urina. Altre testimonianze ci arrivano dalla Grecia, dalla Turchia dallIndia e dai Babilonesi. Le sostanze usate possono essere considerate progenitrici delle moderne tecnologie: sostanze a base di polveri minerali, usate da sole o in associazione con estratti di piante e fiori. Venendo a tempi pi recenti, ricordiamo nomi di studiosi che hanno posto dei capisaldi nella storia del peeling moderno. Nella seconda met del XIX secolo, un dermatologo tedesco, P.G.Unna mise a punto metodiche di peeling che prevedevano luso dellacido tricloroacetico, dellacido salicilico del fenolo e della resorcina. Nel 1903 George McKee, dermatologo inglese, speriment luso del fenolo per il trattamento delle cicatrici acneiche;

l peeling (dallinglese to peel, sbucciare) uno dei trattamenti pi antichi nella storia delle metodiche in medicina

LESPERTORISPONDE
D // Dottor Filippini, mi pu dire come vengono classificati i peeling? R // I peeling vengono classificati in: molto superficiali (coinvolgono lo strato corneo e granuloso dellepidermide), superficiali (epidermide e parte del derma papillare), medio (epidermide e derma papillare e reticolare superiore) e profondo (coinvolge anche il derma reticolare a tutto spessore).

Poliambulatorio Medico-chirurgico Dott. Enrico Filippini


D // Le indicazioni al peeling chimico? R // Il peeling chimico si usa generalmente nellacne, sia attiva che nei suoi esiti, nella rosacea, dermatite seborroica, cheratosi attiniche, iperpigmentazioni postinfiammatorie, nel melasma e nel cloasma gravidico.

Mandalatuadomandaa: enrico.filippini

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MESI 12GIUGNO 2010

Galletto BEFeD unico e originale. un galletto di bellaspetto non troppo grosso n grasso cotto a puntino, servito con patate e una salsina speciale, simpatico e allegro. Beve birra artigianale di produzione propria. BEFeD vive in un ambiente allegro, simpatico e adatto a tutti. Lo potete trovare solo nelle birrerie BEFeD.

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SHERLOCK HOLMES
Regia: Guy Ritchie Cast: Robert Downey Jr., Jude Law, RachelMcAdams, Mark Strong, Eddie Marsan Genere: azione Durata: 128 minuti Produzione: USA, Gran Bretagna, Australia 2009 Uscita nelle sale: 25 dicembre 2009 A noleggio: 8 aprile 2010 In vendita: 21 aprile 2010 Trama: Nuovo adattamento cinematografico dei racconti di Arthur Conan Doyle che rivoluziona look e comportamenti del celebre ispettore e del suo fidato assistente Watson. Il nuovo Sherlock un donnaiolo, ama fare a pugni ed ha un problema col gioco dazzardo. La trama del film non tratta da un singolo racconto di Conan Doyle, ma una storia originale, in cui Holmes dovr combattere un nuovo nemico, prima consegnato alla polizia e poi misteriosamente risorto, e svelare un pericoloso complotto che potrebbe distruggere il Paese.

VIDEOTECA
a cura di ELIZABETH BERTOLI

EMPO LIBERO

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A SINGLE MAN
Regia: Tom Ford Cast: Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode, Nicholas Hoult Genere: drammatico Durata: 95 minuti Produzione: Usa 2009 Uscita nelle sale: 15 gennaio 2010 A noleggio: 13 aprile 2010 In vendita: 11 maggio 2010 Trama: Ambientato a Los Angeles allapice della crisi missilistica di Cuba, narra la storia di George Falconer, un professore universitario inglese di 52 anni che fatica a trovare un senso alla propria vita dopo la morte del compagno Jim. George vive nel passato e non riesce a vedere il suo futuro. Nellarco di una giornata, in cui una serie di eventi e incontri lo porta a decidere se la vita dopo Jim abbia un senso oppure no, George trova conforto nella sua pi cara amica, Charley, una splendida 48enne, anche lei alle prese col suo futuro.

PROMOSSO
Giancarlo, 43 anni, medico: Un bel film dazione, sono riusciti a modernizzare un personaggio ormai datato. Sofia, 22 anni, studentessa: Una versione quasi rock di Sherlock. Divertente. Londra stata ricreata molto bene. Francesca, 36 anni, commessa: Divertente e ben recitato. Vittorio; 18 anni, studente: Divertente, i due attori sono bravissimi, la storia ti prende dallinizio alla fine. Claudio, 25 anni, studente: Una bella rivisitazione dei romanzi originali di Doyle. Angela, 38 anni, agente immobiliare: Diverso dallimmagine solita di Holmes, pi moderno e divertente. Francesco, 45 anni, operaio: Simpatico, ricco di effetti speciali Spero che ci sia un seguito.

Tiziano, 26 anni, barista: Un buon film, stilisticamente perfetto. Gli attori sono impeccabili. Giulia, 36 anni, fisioterapista: Elegante e bellissimo, si vede che il regista era uno stilista. Carla, 42 anni, avvocato: sensibile e raffinato, tutto molto curato. Forse un po freddino. Iva, 53 anni, pensionata: romantico e commovente, gli attori sono bravissimi. Colin Firth sempre pi bravo. Silvia, 35 anni, impiegata: Ottimi gli attori, molto curata la fotografia, il regista ha rispettato il libro da cui tratto.

PROMOSSO

BOCCIATO
Gianni, 27 anni, impiegato: Sembra la versione estesa di uno spot pubblicitario. Alessandro, 42 anni, insegnante: Noioso, triste e pretenzioso, che delusione. Antonella, 21 anni, studentessa: Tom Ford doveva continuare a fare lo stilista, un film che non lascia niente, vuoto. Luciano, 49 anni, commerciante: Gli attori sono bravissimi ma il film una noia mortale, troppo finto. Annamaria, 17 anni, studentessa: piatto, non mi ha coinvolta, solo molto bello da vedere, come una pubblicit.
MESI 12GIUGNO 2010

BOCCIATO
Pietro, 31 anni, parrucchiere: Non centra niente con Sherlock Holmes, potevano benissimo dargli un altro titolo. Elisa, 26 anni, impiegata: un film per ragazzini, mi aspettavo molto di pi. Luciano, 49 anni, commerciante: Brutto e sconclusionato, davvero fatto male, non c nessuna logica in quello che succede.

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SUCCESSO

//27.aprile Grecia, titoli declassati a spazzatura. Labocciaturadi Standard&Poorsaffossale Borseeuropeechebruciano 160miliardi.Rivistoal ribassoancheilratingdel Portogallo.Moodys:Perora lItalianoncorrerischi. //2.maggio

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20 10

Russia: Esplode miniera di carbone con dentro 312 minatori.12imorti,mailbilancioprovvisorio,anche periferitiche,almomento,sarebbero41.Lincidente inunimpiantoneipressidellacittsiberianadi Mezhdurechensk.Sonoinvece137gliuominichesono riuscitiavenirfuoridallegallerie.

20 10

Paura a New York. Trovata autobomba pronta ad esplodere.Torna lincuboaTimesSquare. Lordignorudimentale esplodendoavrebbe provocatounapalladi fuococapacedicausare unastrage.
20 10

Kabul, liberi i volontari italiani. Scagionatidaogni accusaitresanitaridiEmergencyarrestatiinAfghanistan.Frattini:lavorodisquadra.Strada:montaturafallita.ABrescialafelicitdei famigliaridiMarcoGaratti. //3.maggio

Nucleare, scontro Obama-Ahmadinejad. GliUsasvelano:Abbiamo5.113testate.InterventoduroallOnu delpresidenteiraniano:attaccaiPaesieuropeieanche lItalia.LedelegazionideiPaesioccidentaliescono.La Clinton:Falsit.PoiintervienelaCasaBianca:Isolato chiviolaitrattati.

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successo...

MONDO
//17.aprile

Nube, lEuropa intera resta a terra. Volicancellatinel Vecchiocontinenteperlecenerisprigionatedalleruzionedelvulcanoislandese.LEnacchiudelospazioaereo delNordItalia.Trenipresidassaltodaiviaggiatori.

MESI 12GIUGNO2010

20 10

Somalia. Due esplosioni in moschea, decine di morti a Mogadiscio. Lattentatovicino alBakaraMarketmentreifedeli siradunavanoperlepreghiere dimezzogiorno.Bilanciodelle vittimeancoraprovvisorio,un centinaioiferiti.

//1.maggio

20 10

//18.aprile

20 10

//8.maggio

//30.aprile

Marea nera sulle coste americane. Catastrofe negliUsa:ilpetrolioarriva inLouisiana,dovesi rovesciataancheunaltra piattaforma.Allarme ancheinMississippi, AlabamaeFlorida.Obama ordinailbloccodinuove trivellazioni.

//7.maggio

Crollo borse, lEuropa cerca rimedi. Bruciati190miliardi. Milano-3,16%nonostante Moodysrettifichiilratingitaliano.AlverticediEurolandia lallarmediTrichet:Unacrisi sistemica.Obamachiede allUeunarispostaforte.

20 10

Nuova pagina di storia condivisa. Napolitano eBerlusconiinoccasione del25Aprilerilanciano lasfidadiriunificazionee riforme.PolverinieMoratti contestateaRomaea Milano.

successo...
20 10

ITALIA

20 10

La Fiat a Elkann, lerede designato.Doposeianni Montezemololascialapresidenza delgruppo.Finitoilmiocompito ditraghettatore.Ilnipote dellAvvocatopresentailnuovo pianoindustriale.Versolo scorporodelsettoreauto.

//20.aprile

20 10

//25.aprile

SUCCESSO

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//4.maggio Novara, con il burqa alle poste: multa da 500 euro a tunisina. Applicata lordinanzaantivelo integrale.Ilriconoscimento effettuatodaunavigilessa, ilmaritononvolevachela donnasimostrasseadaltri. //2.maggio

Lorso Dino fa disperare gli allevatori ma intanto diventa una star di Facebook. Ilplantigradovenuto dalTrentinostafacendostragedianimalinelvicentino. Sbranatitreasini,salvepermiracoloduecavalle.Esul socialnetworkspuntaunasuapaginapersonale,creata daungruppodisostenitori.

20 10

//7.maggio

Maestra aggredita da bimbo di 10 anni. Uncalcio alfiancoleprovocalarotturadellamilza,asportata urgenza.successoaMariaMarcello,docentedelCircolo didatticoMadreClaudiaRusso,allaperiferiaestdi Napoli.Sierapermessadirimproverareilbambinoche litigavaconuncompagnodiclasse.

20 10

Caso rifiuti in Campania. LaCortediGiustiziaUeha condannatolItalia.Nella sentenzaigiudicihanno accoltoilricorsopresentatodallaCommissione europeanelluglio2008.


20 10

Sfrattateinostribamboccioni. Genitori in tribunale contro i figli. TrecasiinVeneto.Ilegali dellefamiglie:colpadellacrisi. Gilontaniitempiincuiilministro Brunettainvocavaunaleggeper obbligareafareuscireifiglidicasa a18anni.

//1.maggio

20 10

//4.marzo

20 10

Fini-Berlusconi, rottura completa. Duellosenza esclusionedicolpiallaDirezione delPdleindirettatv.Lex segretariodiAnattaccasceltee metodidelPremier.Lareplica: Gianfrancononpupresiedere laCamera,sidimetta.

//22.aprile

//27.aprile

Reggio Calabria: Preso Tegano, boss della ndrangheta. Incentinaiagridano:unuomodipace. IlQuestore:Gestovergognoso,gliapplausidovevano essereperlapolizia.Inseratamanifestazionedi solidarietcongliagenti:Reggionontace.

MESI 12GIUGNO2010

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SUCCESSO

20 10

20 10

LEulo chiude dopo 41 anni di attivit.LEnte universitariodaoggi vainliquidazione.Contribuallanascitadella Statale.

Gardone V.T: Beretta investe 34 milioni nel paese con lobiettivodirecuperareefficienzaeproduttivit.Lintesa prevedeancheilrinnovodeicontrattidisolidarietper ulteriori24mesieunincrementodelpremiodiproduzione. Soddisfattiisindacatiperlesitodellatrattativa.

20 10

//29.aprile

Metr, treni in ritardo: penali allAnsaldo. Disattesiiterminidiconsegna, BresciaMobilitincasser 60milaeuroalgiorno.IlsecondotrenodellametropolitananonarrivaaBrescia edorascattanolepenali. //27.aprile Tremosine, un orso in paese. Avvistamentonel borgodiPievenellanotte frasabatoedomenica. Nonsitrattadelprimo avvistamentonellazona dellAltoGarda,mail primoavvenutoinpaese.
20 10 20 10

20 10

//5.maggio

//20.aprile

//24.aprile

Tragedia in A4, famiglia distrutta. Lincidenteprovocatodaungiovaneubriaco,oraarrestato. Mortiun34ennediBorno elacompagna.Gravissimoillorofigliolettodi18 mesi.

//26.aprile

20 10
MESI 12GIUGNO 2010

Loggia, stop allapertura di kebab e piadinerie. Perottomesi,einattesadelPgtdellacitt,incentro storico,inviaMilanoenellazonadellastazionenonsar possibileaprirenuovikebab,piadinerie,pizzeriealtaglio, rosticcerieefriggitoriedaasporto.

successo...

BRESCIA
20 10

//8.maggio

//6.maggio

Mille Miglia: Decimo sigillo di Can.ConlaBmw328 coupdelmuseodiMonaco,Giulianohavintoledizione 2010dellaMilleMiglia.Perilcampionebolognesesitratta deldecimosuccesso,raccoltoadistanzadiquattroanni dalprecedente.

Il maltempo sferza tutto il Bresciano. APalazzolo affondailchioscosullOglio, provocandolachiusuradi tuttiiponti.AFeniliBelasi eaCostalungasono22 lefamigliesfollate.Forti disagiancheincitt.
20 10

//4.aprile

In 4 mesi scovati 47 evasori, 38deiqualitotali. LaGuardiadiFinanzadi Brescia,alcomandodel colonnelloFabioMigliorati, recuperaoltre145milioni dieuroalleimpostedirette.

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