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Lega, nuove accuse sui fondi Feste in discoteca, viaggi a Dubai

di Massimo Martinelli

ROMA - Sapevano tutti. Bobo Maroni, Roberto Calderoli, tutto il vertice della Lega. E si infuriavano al telefono per le multe del Trota, le feste in discoteca, i finanziamenti alla scuola fondata dalla moglie di Bossi, Manuela Marrone e al sindacato di Rosy Mauro, la fedelissima del Senatr che occupa anche la poltrona di vicepresidente del Senato. Tutto raccontato nelle intercettazioni dellultima informativa del Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, che quantifica in oltre duecentomila euro le spese saldate da Belsito ai figli di Bossi. La conferma arrivata dallinterno di quel cerchio magico che ruotava intorno a Bossi. Perch Nadia Dagrada, la dirigente leghista che saldava i conti familiari, ha confermato ogni cosa. Tanto che per fare la lista della spesa ha impiegato dodici ore, dividendosi in due giorni davanti ai magistrati di Napoli e di Milano. Chi le ha lette, le intercettazioni raccolte dal Noe, assicura che non se ne salver nessuno. Che alla fine ne usciranno tutti male, quei politici che restano impigliati nella rete di ascolti gettata intorno ai telefoni di Francesco Belsito, il cassiere della Lega che gestiva i finanziamenti pubblici per gli interessi privati della famiglia Bossi. Si tratta di un giudizio politico, per. Perch nessuna delle procure interessate allindagine (Napoli, Milano e Reggio Calabria), ha ancora avanzato una richiesta formale alle Camere per utilizzare le registrazioni nei confronti dei parlamentari intercettati. Lunico sotto inchiesta rimane Belsito, del quale le ultime intercettazioni racconterebbero anche dei piccoli ricatti che rivolgeva alla famiglia Bossi, dopo aver compreso di averli in pugno per i soldi che avevano incassato. Tutti sapevano. Laspetto politico di questa vicenda giudiziaria che molti, quasi tutti, sapevano che le casse del partito servivano anche per pagare le lezioni private per il Trota che inseguiva invano la promozione, piuttosto che le cure mediche del fondatore del partito. Gli investigatori hanno monitorato a distanza anche il profilo Facebook di Roberto Maroni, dove in passato sono comparsi sfoghi pi o meno espliciti sulla gestione amministrativa dissennata di Francesco Belsito. Che talvolta erano accompagnati ad inviti espliciti a lasciare libera la poltrona. Le conferme di Nadia. Era lei a pagare materialmente: Nadia Dagrada, 43 anni tra pochi giorni, dirigente amministrativa della Lega con una delega stravagante che riguardava il merchandising. Cio i gadget, come ad esempio il bizzarro tanga della Lega oppure il pratico antimoscerino per il parabrezza della macchina. La Dagrada inventava souvenir del genere e non solo. Perch si ritrovava sulla scrivania anche le multe, i biglietti aerei, i conti dei ristoranti e delle discoteche dei rampolli del Senatur. Come la fattura dellOld Fashion di Milano, la discoteca alla moda in cui Renzo Bossi convogli un migliaio di giovani elettori per fare un po di baldoria. Che ovviamente fu archiviata come festa di propaganda elettorale. E ancora, cerano i voli intercontinentali. Come quello del giovane Riccardo Bossi a Dubai, dove si disputava una gara di motoscafi off shore che il rampollo del Senatur guidava personalmente. E infine i finanziamenti a pioggia per il Sindacato Padano di Rosy Mauro e per la scuola elementare fondata dalla seconda moglie

di Bossi. Il cerchio magico. La Dagrada ha vuotato il sacco ieri mattina e laltro ieri pomeriggio. Ha cominciato poche ore dopo le perquisizioni, davanti al pm napoletano Woodcock. Ha proseguito ieri per oltre tre ore, con il pubblico ministero milanese Roberto Pellicano. Ha tirato in ballo tutti: i figli di primo letto di Umberto Bossi; la seconda moglie Manuela Marrone; la senatrice Rosy Mauro, fedelissima del capo. Nadia Dagrada avrebbe confermato lesistenza di quello che anche i magistrati hanno definito il cerchio magico, cio la ristretta enclave di fedelissimi che ha circondato e protetto Umberto Bossi soprattutto da quando le sue condizioni di salute si sono fatte precarie. Davanti ai pm la Dagrada avrebbe salvato solo il Senatur, assicurando che il malandato leader del Carroccio non sapeva e non immaginava nemmeno lontanamente che i finanziamenti pubblici fossero gestiti per scopi privati anche dalla moglie e da Rosy Mauro. Su questo, la Dagrada stata esplicita: se sui mandati di pagamento per quella spese hanno trovato la sua firma solo perch lei eseguiva disposizioni precise. Di Francesco Belsito e dellentourage della famiglia Bossi. I milioni filtrati. Francesco Belsito li ripuliva allestero, i finanziamenti pubblici della Lega. Li filtrava, come diceva il suo broker di fiducia, Paolo Scala. E certe volte, per essere pi tranquillo, pretendeva che loperazione avvenisse due volte. E pi di Belsito, si preoccupava Stefano Bonet, limprenditore che si era messo in affari con il tesoriere della Lega per accaparrarsi appalti da Fincantieri (dove Belsito sedeva nel Cda) e da Grandi Navi Veloci. A rassicurare tutti, come emerge dai documenti investigativi, era il broker italiano emigrato a Cipro: Paolo Scala, nel comprendere il timore appalesato dal Bonet dettato soprattutto dalla complessit dell'operazione, si prodigava affinch lo stesso si sentisse tutelato fornendo quante pi assicurazioni possibili. In tal senso, riferiva che aveva avuto ampie garanzie dal Belsito che i soldi sarebbero usciti in chiaro dall'Italia. Successivamente, grazie al suo apporto, prima di giungere alla destinazione finale avrebbero passato due processi di filtrazione per cui, l'operazione poteva definirsi tranquilla. Ecco lintercettazione: Scala: Tranquillo, non hanno problemi ad entrare e non avranno problemi ad uscire partendo dal presupposto che comunque spiego quali sono le circostanze e quali sono gli investimenti sospesi che devono essere fatti, semplicemente quello. Per quanto riguarda la tua persona, la tua identit, la tua persona che per me la cosa pi importante da tutelare come puoi immaginarti. Bonet: Si. Scala: Lui mi ha detto di stare assolutamente tranquillo perch un'operazione in chiaro; escono dallItalia in chiaro perch escono in chiaro, ma prima di arrivare dove devono arrivare passano, fanno due processi di filtrazione per cui tranquilla la cosa. Non ci sono problemi di sorta. Gli ho chiesto di darmi una specifica causale che abbiamo concordato ed a fronte di quella specifica causale verranno accreditati e verranno appoggiati e basta.