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Rovescia il rapporto tra soggetto che conosce e loggetto da conoscere (realt), che sia empiristi (induttivo - sperimentale) che

razionalisti (analitico deduttivo) sostenevano. Il soggetto deve svolgere un ruolo attivo, non deve compiere unoperazione di costruzione della realt e non solo una mera riproduzione; non il soggetto che deve modellarsi sulla realt, ma sono gli oggetti che devono modellarsi sulla nostra facolt conoscitiva. Chiama filosofia trascendentale ogni filosofia la quale si occupi non solo della conoscenza di oggetti ma anche dei modi di conoscenza in quanto essi sono dati a priori.

CRITICA DELLA RAGION PURA PROBLEMA TEORETICO


Vuole mantenere il ragionamento meccanicistico della fisica di galilei e vuole legittimare la geometria (matematica) euclidea, ogni giudizio scientifico deve essere sintetico e a priori, per trovare questa condizione intraprende la critica della ragion pura. Non basta capire che esistono i giudizi, bisogna verificare che essi siano possibili: quelli legati alla matematica e alla fisica sono tutti sintetici e a priori, come anche per la metafisica, soltanto che non legittima perch p soltanto una nostra esigenza a cercare la realt ultima. Invece il giudizio induttivo sperimentale a posteriori e sintetico. Assume un carattere critico tipico dellilluminismo ma allo stesso tempo vuole mettere in luce i limiti di esso e superarli, critica infatti ci che era considerato la base, ovvero la ragione mentre in atto. La nostra mente raggiunge qualcosa di proprio nel momento della conoscenza. 3 SEZIONI (3 domande perch sono 3 le scienza da legittimare) Estetica trascendentale (Matematica come scienza): Tratta del mondo dellesperienza, del sentire, della facolt della sensibilit poich uno dei due tronchi dellumana conoscenza e senza di essa nessun oggetto sarebbe dato. Parla della recettivit, di ci che ci arriva dal dato (ancora non lo chiama oggetto ma materiale dellesperienza non finito) e del nostro non essere del tutto passivi nel momento in cui riceviamo dati, infatti intervengono i due filtri ineliminabili attraverso i quali la sensibilit funziona ovvero SPAZIO e TEMPO (intuizioni pure, concepiti ancora in maniera euclidea): forma del senso esterno (spazio) ed interno, o meglio del senso in generale (tempo). Questi due modi formali di funzionare propri della sensibilit (fondamentali sin da Aristotele) si svolgono in occasione dellesperienza ma non derivano da essa. Analitica trascendentale (Fisica come scienza): Si occupa dellintelletto, secondo tronco dellumana conoscenza; vuole individuare allinterno di esso modi di funzionare a priori (categorie, concetti). Lo definisce anche come facolt del giudicare o facolt della spontaneit poich produciamo rappresentazioni e connettiamo un soggetto ad un predicato. Facendo riferimento alla tabella dei giudizi di Aristotele individua 12 giudizi divisi in 4 gruppi. Quantit: giudizio singolare (unit), particolare (pluralit), universale (totalit); Qualit: giudizio affermativo (realt), negativo (negazione), infinito (limitazione); Relazione: giudizio categorico (sostanza/accidente), ipotetico(causa ed effetto), disgiuntivo (azione reciproca); Modalit: giudizio problematico (possibilit), assertorio (esistenza), apodittico (necessit). Per Aristotele causa ed effetto una propriet dellessere , per Hume una nostra abitudine, per Kant una capacit propria dellintelletto, un vincolo a priori che noi imponiamo alla natura. Deduzione trascendentale (dimostrazione del diritto che le categorie hanno di riferirsi al reale). Le categorie sono articolazioni di ununit sintetica originaria (IO PENSO) che ha una relazione necessaria con il dato, senza di esse non esisterebbe per noi alcuna rappresentazione, quindi hanno una loro legittimit e si svolgono soltanto in occasione dellesperienza. Lio penso deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni, altrimenti si rappresenterebbe in me, lautocoscienza, legislatore della natura (molteplice ordinato attraverso le articolazioni). Noumeno: concetto limite oltre il quale non possiamo procedere, la realt in s, che esiste, essendoci il dato c un oggetto che lo supporta, non contraddittorio porsi questo problema. Dialettica trascendentale (Metafisica come scienza): Si occupa della pretesa della metafisica di conoscere il noumeno, delle conoscenza illusorie prodotte dallintelletto quando ne fa un uso al di fuori dellesperienza, quando la ragione si fa contraddittoria. Studia idee alle quali lintelletto pensa di poter arrivare. Psicologia razionale: anima come sintesi di tutti i fenomeni del senso interno e risultato di 4 paralogismi riconducibili a 1, ovvero ragionamenti apparentemente corretti ma sostanzialmente errati, vero che non siamo solo corpo, materia, dato infatti siamo anche o soprattutto attivit, funzioni. Abbiamo attribuito la categoria della sostanza alla rappresentazione dellio penso che solo unattivit e non un fenomeno. Cosmologia razionale: entra nel terreno illusorio, non possibile avere accesso e possedere il mondo ed abbiamo formulato diverse antinomie (ragionamenti che si contraddicono e si escludono a vicenda, TESI ANTITESI, razionalisti empiristi). Teologia razionale: Kant, pietista, vicino al giansenismo, prende in considerazione e smonta 3 prove dellesistenza di Dio. Prova ontologica di Anselmo dAosta ( Dio perfetto, ha tutti gli attributi, anche lesistenza), manca del dato dellesperienza e cerchiamo di far corrispondere due piani diversi, pensiero e realt. Prova cosmologica (tutto contingente, c qualcosa prodotto da esso) stiamo usando la categoria di causa per connettere fenomeni a qualcosa che fenomeno non . Prova fisico-teologica / fisico-teleologica (esiste un ente ordinatore) non la stessa cosa che dire ente creatore e ricade nella prova ontologica in virt della quale sbagliato correlare due piani diversi. La metafisica non una scienza ma ha una sua importanza in quanto ha valore regolativo, ci spinge verso un continuo ampliarsi del sapere.

CRITICA DELLA RAGION PRATICA PROBLEMA PRATICO


Critica la volont libera, nuova facolt che luomo possiede, 3 motivi: essendo pietista crede nella voce della coscienza, non obbedisce ad una legge esterna; scopre che la conoscenza non serve a nulla se non a migliorare lumanit in termini morali, bisogna trattare gli uomini come fini non come mezzi (Rousseau); dalle conclusioni della prima critica possiamo sapere solo ci che passa per le nostre categorie, per il determinismo causale. Di due cose ha assoluta certezza: il cielo stellato sopra di me (mondo fuori di me) e che esiste in me una legge morale (agire secondo scopi). Si domanda com possibile che esiste questa dimensione morale, utilizza espressioni degli empiristi: spiegare lagire secondo scelte riconducendole a moventi di tipo soggettivo interni (Epicuro, ricerca della felicit; Scuola scozzese, senso morale che ci appartiene) ed esterni (Montaigne, scelte da attribuire al complesso della societ; Manville, educazione) e dei razionalisti: moventi oggettivi interni (Wolf, agire secondo moralit uguale al dire agire cercando la perfezione, concetto gi di suo morale e quindi impossibile per Kant) ed esterni (Scolastica, agire secondo volont di Dio, non etica quella che ci porta ad agire secondo norme esterne). Vuole fondare unetica autonoma! 3 caratteri: Autonomia (la mia legge morale deve essere incondizionata); Rigorismo (la legge morale si configura come un dovere perentorio); Formalismo (ci dice come dobbiamo agire, non cosa) + 1 Intenzionalit (siamo comunque soggetti morali, non conta che si sia riusciti o meno in una cosa basta lintenzione). Utilizza 3 formule: -Agisci in modo che la massima della tua volont possa valere come legge universale; -Agisci in modo di trattare laltro come un fine, mai come un mezzo; -Agisci in modo che la tua volont possa essere considerata legislatrice universale. La legge morale che prescrive la libert sembra regolarla, in realt siamo dotati di una natura libera (noumenica) avvolta da un involucro (corpo) che ha bisogno di relazionarsi con il determinismo causale. Regno dei fini:regno ideale ma non per questo meno reale in cui entrano coloro che sono in grado di agire come soggetti morali, che considerano laltro un fine. Mussen:dovere naturale. Sollen: dovere morale. Esiti: 3 Certezze, evidenze che nessuna esperienza potr dimostrare. Anima: esiste ed immortale, deve esistere in me come esiste la legge morale. Agire secondo moralit cos difficile che devo costruirmi una proiezione di vita infinita, una possibilit di agire secondo libert allinfinito. Dio: deve esistere come garante tra virt (agire secondo moralit) e felicit. Ha creato il mondo e lo ha reso compatibile con le mie istanze di agire secondo virt. Libert: la sua esistenza scaturisce dalla presenza in noi della legge morale, anchessa non dimostrabile, ma che tuttavia indichiamo come certezza. La critica della ragion pratica ha un primato su quella della ragion pura, perch come aveva anticipato Rousseau il sapere senza i modi di usarlo inutile; mentre la ragione teoretica ha bisogno di riempirsi di contenuti, la ragione pratica si attiva proprio quando prescinde dai contenuti, anche in assenza del dato.

CRITICA DEL GIUDIZIO