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LA NATURA DELLA VITA In esclusiva per La Mente Mente (http://www.lamentemente.

com) In questi giorni si parla tanto di testamento biologico, di vita e di morte. Stiamo vivendo un momento assai buio nella vera conoscenza e nella vera consapevolezza della natura delluomo. Si parla tanto della vita senza sapere cosa sia la vita. Quale , domando, la natura della vita? Dove la trovo? Di che fatta la vita? Ognuno parla senza sapere, anzi, meno sa e pi parla, e questo anche ai pi alti livelli. Sento pontificare sulla fine della vita. Pu mai la vita finire? Sarebbe sufficiente, prima di parlare, fare riferimento, anzich a frasi fatte, a definizioni prive di fondamento, prendere in mano i grandi libri sapienziali di tutte le tradizioni: Il Bardo Thodol per il Buddhismo Le Upanishad e la Bhagavad Gita per lInduismo, Il Tao teh Ching per il Taoismo, la Cabbalah per lEbraismo, lAntico e il Nuovo testamento per il Cristianesimo, il Corano per lIslam, ma anche la visione dei grandi saggi di tutte le tradizioni, per sapere che non vi pu essere una fine della vita, perch la vita eterna: Vi ho scritto queste cose perch sappiate che la vostra vita eterna (I lettera si Giovanni 1-5-13 Nessuno muore perch lanima porta in s i segni della sua eternit (Corano LXXV.38) Ci che esistere non pu cessare di esistere (Bhagavad Gita II.16) Non morir, rester in vita e annuncer le opere del Signore (Bibbia- Salmo 118.17) Bisogna che luomo accetti la morte come accetta la nascita allora imparer che non deve morire, ma che la sua vita eterna (Cabbalah) Perch tutti i grandi testi ci dicono che la vita eterna? Perch la vita non un dono di Dio, come oggi, ai pi alti livelli viene predicato, ma Dio stesso. Nella Genesi leggiamo: Dio fece luomo dagli elementi della terra. Gli soffi nelle narici un alito vitale e luomo divenne anima vivente. Il soffio, il respiro di Dio, che la vita di ogni cosa creata il Divino stesso, non un suo dono. Daltra parte come potrebbe essere concepibile nel Dio-Amore il fatto che Egli doni alluomo la vita e poi per ne faccia di questo dono ci che Lui vuole, e quando vuole depredi luomo del dono che gli ha dato. Che Dio-Amore sarebbe. Nessuna madre, appena appena amorevole, farebbe altrettanto. No! La vita il Divino stesso che fluisce nellumano, lAssoluto che permea il relativo della Sua natura, lInfinito che porta il finito a perdere i suoi limiti.

Ma questo errore fondamentale determina due grandi e gravi conseguenze: 1) lattaccamento morboso al corpo, con la grande confusione che noi siamo un corpo che ha un anima, anzich la verit e cio che noi siamo unanima che si dota, su questo piano di esistenza , di un corpo per realizzare lo scopo della vita. 2) Non conosciamo lo scopo della vita e quindi la identifichiamo con qualcosa che impermanente: il corpo. Eppure tutte le tradizioni spirituali, compresa la nostra, sono assai chiare sullo scopo della vita. Sarebbe sufficiente leggere nel Catechismo della Chiesa Cattolica (Cap.II), La grande affermazione di S.Attanasio di Alessandria, padre della Chiesa, , ribadita poi da tutti i grandi Maestri della nostra Teologia: Dio divenne uomo perch luomo divenga Dio. LIslam lo conferma: La conoscenza di Dio la ragione stessa della creazione del mondo La via della conoscenza della vita la FanahiLlah , lunit con la Divinit, la riunione con lAssoluto Ricordo a questo proposito le rime di due grandi poeti delloriente: La realt della vita la vita, il cui inizio non nel grembo materno e la cui fine non nel sepolcro. La materia ed il suo mondo sono un sogno a paragone del risveglio che noi chiamiamo con terrore: morte Kahlil Gibran The voice of the Master Il concetto di io e tu deve nella vita divenire Uno e fondersi nellAmato Rumi Poems Nel nostro Credo si testimonia che la vita non che lo spirito Santo che procede dal Padre al Figlio e dal Figlio al Padre. Su questa Verit si generato il grande scisma dOriente. Ed ora noi neghiamo questa verit affermando che la morte sia la fine della vita. Questa affermazione genera la visione della vita come un segmento che ha un inizio, la nascita, ed una fine, la morte. Se questo fosse vero saremmo sepolti dai misteri: 1) Chi ero io prima di nascere? Cero o non cero, e se cero come ero? MISTERO 2) Perch, se la vita una ed preziosa, uno vive 94 anni ed uno muore a 16 per un incidente? MISTERO 3) Perch se la vita una ed preziosa, uno nasce in una famiglia ricca ed un altro nasce nel Biafra e muore di fame? MISTERO Potete trovare quanti MISTERI volete , i MISTERI si accavallano come onde di uno tzunami. Nulla pu essere conosciuto, tutto mistero. La vita, invece, nella Verit portataci dalle grandi tradizioni spirituali, dai grandi saggi di ogni tempo, un ciclo eterno, inestinguibile, non nato.

Questa Verit anche patrimonio della nostra scienza fin dalla fine del 1700, quando il grande padre della chimica moderna, Antoine Laurent Lavoisier, concludendo lo studio sulla conservazione della massa ha affermato: Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto di trasforma Questa legge stata poi ribadita da Einstein nella teoria generale e speciale della relativit e nella teoria del campo unificato. La vita non quindi qualcosa separata da noi. E la nostra stessa natura essenziale ed eterna. Noi siamo la vita. Noi abbiamo il libero arbitrio di gestire la nostra vita con la visione che la vita ha uno scopo altissimo che abbiamo gi chiarito. Essa non finisce con la fine dei corpi che la rivestono. Alla luce di questo dovrebbe essere pensato il testamento biologico. Non si dovrebbe speculare su queste verit dimostrando tutta lignoranza, loscurit, la presunzione di cui siamo testimoni oggi. Abbiamo nuovi crociati che combattono e fanno danni irreparabili in nome della fede, nuove suffragette che strillano e si disperano in difesa della vita, come se la vita avesse bisogno di loro e dovesse essere difesa, nuove inquisizioni che denunciano e vogliono condanne. Bisogna avere molta compassione di loro, sono veramente in grave condizione, perch pensando che la vita sia legata al loro corpo non pensano che prima o poi questo corpo dovranno lasciarlo. Come tanatologo, accompagno da tanti anni i malati terminali verso la soglia della morte e conosco bene come queste affermazioni siano generatrici di paura, di attacchi di panico, di dolorosissimi sensi di colpa quando la morte del corpo si avvicina. Bisognerebbe consigliare a costoro che urlano nel nome di Cristo e denunciano Pap Englaro e lo vorrebbero in carcere per tutta la vita che si rileggano il Vangelo e troveranno due affermazioni del Cristo su cui meditare prima di parlare: 1) amatevi lun laltro come io ho amato voi. 2) Non guardate la pagliuzza dellocchio del vicino; preoccupatevi piuttosto della trave che vi acceca. Sul testamento biologico si dovrebbero fare ancora due considerazioni importanti: 1) Sul progetto di legge ora in Commissione al Senato tutti i parlamentari rivendicano il diritto alla libert di coscienza , ma non si rendono conto che una legge sulla morte nega proprio la libert di coscienza di tutti i cittadini. Con una legge sui morenti, proprio loro non avranno pi libert di scelta secondo la loro coscienza, ma verranno loro imposti interventi coercitivi della loro libert. E una libert di pochi che nega la libert di tutti. Quindi non ritengo che vi debba essere una legge che vincoli il morente a subire, ed il medico ad imporre, interventi che n luno, n laltro desidera. 2) Se fossero stati vicini a chi muore serenamente nel proprio letto, come noi facciamo da tanti anni con la nostra assistenza a domicilio saprebbero che proprio la natura a spingere il morente a non voler pi essere alimentato o idratato. Da che mondo mondo, sia gli umani che gli animali non si alimentano pi negli ultimi giorni. Questo rifiuto

spontaneo una grande benedizione, crea endorfine che permettono alluomo di lasciare il suo corpo nella naturale serenit della morte. 3) Ai nostri vecchietti, se passer la nuova legge, verranno imposti interventi assolutamente innaturali. Dovranno tutti morire con un sondino naso-gastrico in gola. Tutto in nome del cattolicesimo, che assurdit! CESARE BONI , tanatologo, stato docente alla Scuola di Specializzazione in Psicologia del ciclo della vita e ha insegnato nei corsi di Perfezionamento dellUniversit Federico II di Napoli. Insegna tuttora nelle pi prestigiose scuole di psicologia in Italia e nel Master in Psicologia oncologica dellospedale Bellaria di Bologna. Ha pubblicato Dove va lanima dopo la morte e Vado e torno per le edizioni Amrita.Scrive saggi per le maggiori riviste del settore in Italia e allestero. In esclusiva per La Mente Mente (http://www.lamentemente.com)

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