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Allegato n.

Descrizione tecnica dellinvestimento proposto ( allart.7, comma 5, lett.a )

Sezione 1: obiettivo dellinvestimento Il programma di investimenti previsto si colloca nellambito della realizzazione di programmi di investimento volti al risparmio energetico e/o alla riduzione degli impatti ambientali delle unit produttive interessate, cos come definiti con i decreti di cui allart. 6 del DM 23 luglio 2009. Pi precisamente il progetto relativo alla realizzazione di una nuova unit produttiva nella quale la proponente effettuer la produzione di turbine eoliche di piccole dimensioni (mini eolico) per il mercato nazionale delle piccole e medie imprese e dei privati. Un prodotto che favorisca la penetrazione dellefficienza energetica negli usi finali e che, al contempo, contribuisca laumento dellenergia prodotta da fonti rinnovabile gi esistente. Impianti fotovoltaici o termici si trovano, ad oggi, su diversi tetti di case o fabbricati; impianti minieolici sono invece molto meno diffusi, sia a causa della scarsit di prodotti sul mercato, sia e soprattutto, a causa della mancanza, fino ad oggi, di una legislazione chiara e di un incentivo che davvero aiutasse la loro diffusione. Eppure dalle indagini portate a compimento dallANEV e dallENEL, in Italia, la potenzialit di installazione di mini-eolico molto molto forte. Le limitazioni per linstallazione degli impianti sopracitati, per, non sono poche. Impianti fotovoltaici di estensione limitata non sono molto redditizi, e garantisco produzioni di energie spesso non sufficienti a coprire il fabbisogno di un nucleo familiare; inutile pensare ad agriturismi, piccole aziende o altro. Per lalimentazione di utenze non raggiunte dalla rete elettrica, poi, diventa spesso addirittura impensabile far riferimento ad impianti fotovoltaici perch trattasi di antenne o ripetitori arroccati, senza terreni ampi intorno sui quali installare gli impianti. Per leolico, invece, il problema degli spazi ampi e dei rendimenti ridotti si supera, ma sorge un problema diverso, la necessit di forte vento sul sito di installazione, ragion per cui solo poche aree tra Campania, Calabria, Puglia e Basilicata sono interessate dallo sviluppo del mercato eolico, mentre il resto del paese ne tenuto assolutamente fuori. Loriginalit del progetto proposto da Cartflow, si evidenzia proprio nel favorire la distribuzione di generatori di energia da fonti rinnovabili in siti che non debbano essere a forte intensit del vento e che non debbano essere di enorme superficie. Il progetto prevede una turbina eolica dalla potenza nominale di 50 kW caratterizzata in modo unico dalla velocit nominale del vento pari a 7m/s. Ci permette di ottenere grandi quantit di energia anche in condizioni di vento medio-basse quali, ad esempio, le condizioni che si ripetono identiche lungo la gran parte delle coste italiane. I litorali, investiti di giorno dalle brezze di terra e di notte dalle brezze di mare, sono luoghi permanentemente ventosi ma caratterizzati da velocit del vento limitate. E da oltre un anno che Cartflow monitora la zona semicostiera del campano, affiancata dal gruppo di ricerca universitario ADAG, con sistemi di indagine anemometrica in grado di fornire importanti informazioni sulle distribuzioni di intensit e direzione del vento sullarea interessata dalle rilevazioni. Proprio in base ai risultati di tali indagini si riusciti a perfezionare la commessa di progettazione per gli ingegneri delluniversit di Napoli Federico II: una turbina eolica tarata per i venti presenti sulla gran parte delle localit non urbanizzata del Paese. E per rendere commerciale un progetto tanto ambizioso, Cartflow ha la possiblit di mettere in campo tutta lesperienza che ha accumulato in questi anni come costruttore di pale eoliche. Vincitrice di un importante appalto per la fornitura di pale in vetro-resina per il 100% della produzione di turbine eoliche della Comecart s.p.a. del gruppo Burgo, Cartflow ha oramai acquisito

il know how i mezzi e le capacit necessari per produrre rotori di grande qualit a costi assolutamente concorrenziali. Il rotore quindi, cuore della macchina eolica sar prodotto completamente in casa con tecnologie di lavorazione avanzate e con particolari accorgimenti in fase di progettazione sar possibile mantenere molto basso il prezzo al pubblico della macchina eolica. Proprio il rotore, infatti costituir il componente di maggiore impatto sui costi e su cui maggiore sar lattenzione posta in fase di progettazione. Perch tale macchina possa garantire ritorni economici gratificanti, infatti, e cio produzioni energetiche interessanti, si rende necessario un rotore di dimensioni notevoli, molto sopra la media delle macchine eoliche di pari potenza nominale. Questo perch ingrandendo il rotore sostanzialmente si ingrandisce la capacit della macchina di intercettare energia trasportata dal vento e quindi anche a velocit relativamente basse si potranno estrarre quote energetiche ragguardevoli dal flusso intercettato. Purtroppo, in modo esponenziale rispetto alle dimensioni delle pale del rotore, aumentano gli sforzi aerodinamici e meccanici che queste devono sopportare e con questi i problemi strutturali legati alla necessit di mantenere contenuti i pesi per non generare inerzie troppo forti e pericolose in caso di rotture, arresti di emergenza e oscillazioni della torre. Inoltre, dato che per scelta di progetto la macchina non godr di motori per il controllo di passo attivo, il design aerodinamico-strutturale delle pale, gi di per s molto complesso, sar terribilmente aggravato dalle problematiche che scaturiscono dalle grandi dimensioni. Per controllare la potenza generata dalla macchina quando il vento supera la velocit nominale di funzionamento, infatti, esistono diversi modi; sostanzialmente in tutti casi in cui le turbine hanno rotori di dimensioni paragonabili a quello in questione, si usano dei motori che muovono le pale regolandone la posizione relativa al vento. Qui si vuole ottenere lo stesso effetto di regolazione della potenza senza nessun tipo di motore ma per mezzo di una sofisticata progettazione aerodinamica della pala. In questo modo non solo si ridurranno i costi di realizzazione delle macchine ma si aumenter la sicurezza intrinseca del funzionamento fuori progetto non essendo necessario nessun tipo di apparato meccanico o elettrico al di fuori della pala stessa. La progettazione aerodinamica sar tale da indurre i profili della pala a stallare gradualmente, cio a diminuire le prestazioni, man mano che il vento aumenta di intesit sopra la velocit nominale. Tali soluzioni sono gi in uso su alcune macchine, ma non su macchine di tali dimensioni. La progettazione delle pale con queste condizioni rappresenta un vero step oltre lo stato dellarte dellaerodinamica degli aerogeneratori. Minimizzare i pesi di pale lunghe circa 15m programmandone il sentiero di stallo lungo lapertura a velocit del vento controllate , infatti, un problema non lineare, instazionario, praticamente impossibile da simulare numericamente in tempi ragionevoli. Gli ingegneri del gruppo di ricerca ADAG del dipartimento di Ingegneria Aerospaziale dellUniversit di Napoli Federico II sono gi impegnati nello studio di soluzioni tecniche idonee per mezzo di programmi di simulazione sviluppati ad hoc e verifiche sperimentali dei risultati con modelli in prova nella galleria del vento da essi gestita allinterno del Dipartimento. Tali prove sperimentali sono rese indispensabili dalle condizioni particolari di funzionamento poich tutto ci descritto va posto in atto a velocit del flusso molto limitate, essendo la condizione di progetto posta a 7m/s, e quindi a valori del numero di Reynolds in radice molto bassi. Il numero di Reynolds un parametro fondamentale per la caratterizzazione dei fenomeni fisici che intervengono nellinterazione vento-strutture; il fatto che flusso in studio abbia velocit tanto contenute introduce un fattore di incertezza molto marcato che consiste nella mancanza di prevedibilit di tali effetti. Pi nel dettaglio, velocit basse di funzionamento determinano valori molto bassi del numero di Reynolds per buona parte dellapertura delle pale e in queste zone il flusso intorno alle pale risulta essere molto instabile e quindi molto suscettibile alle condizioni di turbolenza del flusso stesso a monte. Ci comporta la necessit di una progettazione aerodinamica molto spinta, che non permetta levoluzione di distacchi di vena fluida o formazione di bolle.

Il risultato globale, sar una turbina che costa relativamente poco e produce molta energia anche in siti privi delle stringenti caratteristiche di ventosit comunemente ritenute necessarie per linstallazione di tal tipo di impianti. La taglia da 50Kw non stata scelta a caso, infatti la legge nazionale prevede la possibilit di installare impianti eolici con procedura autorizzativa semplificata in DIA con potenza massima di 60 kW. Produrre macchine di potenza superiore significa costringere il cliente ad affrontare iter burocratici spesso di non facile interpretazione e rapida soluzione. Inoltre i distributori di energia (ad esempio ENEL) hanno lobbligo di allacciare alla rete nazionale ed in bassa tensione impianti della potenza nominale massima di 100kW. La macchina in questione permette al cliente di installare due aerogeneratori su un solo punto di allaccio senza correre il rischio di incappare in declini da parte dellENEL o in costosi impianti di trasformazione in media tensione.

Sezione 2: piano di lavoro Il programma prevede un investimento complessivo a progetto di euro 2.942.379 necessari per la: 1. realizzazione di un capannone industriale, comprensivo di impianti generali a servizio e costruzione muro di cinta; 2. acquisto macchinari ed attrezzature di produzione ed impianti specifici Il programma si articola in 3 SAL o lotti funzionali e nei sottoinsiemi e componenti come rappresentato nella figura ad albero sotto riportata.

LOTTO FUNZIONALE I (I SAL) Realizzazione impianto Avvio 10/01/2011 Termine 30/09/2011

SOTTOINSIEME I - Avvio, ristrutturazione ed adeguamento capannone e primi impianti

PL1: Ristrutturazione capannone PL2: Realizzazione impianti generali PL3: Acquisto macchinari di produzione

LOTTO FUNZIONALE II (II SAL) Acquisto macchinari ed impianti Avvio: 01/10/2011 Termine 30/03/2012

SOTTOINSIEME II - Acquisto macchinari ed attrezzature di produzione

PL4: Acquisto macchinari di produzione, linee produttive, attrezzature ed impianti vari

LOTTO FUNZIONALE III (III SAL) Acquisto macchinari ed impianti - Completamento Avvio: 01/04/2011 Termine 30/09/2012

SOTTOINSIEME III Completamento

PL5: Acquisto macchinari di produzione, linee produttive, attrezzature ed impianti vari

Macrovoce di costo Capannoni e fabbricati industriali Impianti generali Strade, piazze, recinzioni, ecc. Macchinari Impianti Attrezzature Mezzi mobili Immobilizzazioni immateriali TOTALE

2011 318.440,60 204.448,52 63.687,00 1.235.760,00

2012

TOTALE 318.440,60 204.448,52 63.687,00 1.812.760,00 35.900,00 258.142,85 149.000,00 100.000,00 2.942.378,97

1.822.336,12

577.000,00 35.900,00 258.142,85 149.000,00 100.000,00 1.120.042,85

Con il completamento dellultimo SAL al 30/09/2012 sar possibile avviare immediatamente la produzione. Prerequisiti tecnici Non necessario alcuna specifica tecnica iniziale posto che il proponente ha nelle sue conoscenze tutto il know how indispensabile per lavvio della presente attivit, coadiuvato dalle consulenze esterne richieste allADAG di cui al programma di investimenti. Per quanto concerne la realizzazione dellinvestimento le opere di realizzaione del capannone non hanno vicoli ostativi allesecuzione in quanto lazienda ha gi richiesto ed ottenuto idonea concessione edilizia come da documentazione fornita in allegato alla presente domanda. Data inizio e fine attivit Il programma sar avviato a Gennaio 2011 e si concluder per il mese di Settembre 2012 quando la produzione sar immediatamente avviata. Non vi sono rischi prevedibili nella realizzazione del presente programma dinvestimenti e nellavvio dellattivit proposta se non i rischi imprenditoriali legati a qualsiasi attivit dimpresa.