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Indice:

Gli attacchi al governo della Convenzione e il Direttorio Linizio della carriera militare e i primi anni La Campagna dItalia

La Campagna dEgitto e di Siria Il 18 Brumaio Il Consolato Il Concordato Politica borghese Provvedimenti antioperai

Il Codice napoleonico

Gli ordinamenti scolastici Autoincoronazione in Notre-Dame Tensioni con lInghilterra

Gli attacchi al governo della Convenzione e il Direttorio


Il regime della Convenzione rimaneva esposto da entrambe le parti: a destra, i monarchici, durante il cosiddetto 12-13 vendemmiaio (4-5 ottobre) 1795, fecero un tentativo di sollevazione monarchica, sventato grazie allintervento del giovane generale Napoleone Bonaparte. A sinistra, invece, sempre nel 1795, i Sanculotti parigini avevano organizzato una manifestazione armata di guardie nazionali, che fu tuttavia facilmente sconfitta. Un anno dopo, nel 1796, un movimento clandestino sopravissuto alla repressione del movimento riprese vita, e fu chiamato Congiura degli Eguali. Anchesso, per, venne facilmente represso. Era diretto da un militante sconosciuto durante la Rivoluzione, il cospiratore Gracchus Babeuf, ghigliottinato nel maggio 1797. Nonostante questi attacchi, la Convenzione continu con il suo governo centrista, e procedette alla stesura della nuova costituzione, che pass alla storia con il nome di Costituzione dellAnno III, e che era rivolta a difendere soprattutto le propriet e gli interessi delle classi benestanti, e pertanto ristabiliva la distinzione fra cittadini attivi e passivi. La Convenzione, rendendosi conto che il Paese stava andando a destra, per proteggere la continuit rivoluzionaria, vot una norma, secondo la quale due terzi dei nuovi legislatori dovevano essere scelti fra i propri membri. Questa norma fu concepita come un colpo di stato, e i quartieri moderati (ormai apertamente monarchici) insorsero. La Convenzione fece di nuovo ricorso allesercito, comandato da Napoleone Bonaparte, che prese a cannonate gli insorti. Le vicende politiche seguenti mostrarono come la Convenzione fosse debole, e come il suo potere fosse sempre pi fragile e inconsistente. La Costituzione prevedeva un parlamento bicamerale, formato da: - IL CONSIGLIO DEI CINQUECENTO, che proponeva i testi delle leggi; - IL CONSIGLIO DEGLI ANZIANI, che approvava o respingeva suddette proposte, e che quindi deteneva il vero potere legislativo. Questo Parlamento era eletto a suffragio indiretto e censitario, e deteneva il potere legislativo. Il potere esecutivo spettava invece ad un DIRETTORIO DI CINQUE MEMBRI, designati dalla Camera degli Anziani, in base a una rosa di nomi proposti dal Consiglio dei cinquecento. Il corpo elettorale elesse una maggioranza monarchica (di destra) alle Camere, mentre il Direttorio rimase repubblicano e in minoranza. Il Direttorio fu quindi un regime debole (perch costretto a difendere una tradizione repubblicana martoriata dal terrorismo giacobino), e insieme autoritario (in quanto la sua unica risorsa era il potere militare). Esso rimase in vita per quattro anni, fino al colpo di stato di Napoleone Bonaparte.

Napoleone Bonaparte: linizio della carriera militare e i primi anni


Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio in Corsica (che era appena passata dalla Repubblica di Genova alla Francia) nel 1769. La famiglia Bonaparte

apparteneva alla piccola borghesia crsa e aveva forse lontane origini nobili toscane. Il giovane Napoleone fu ammesso a soli dieci anni, per iniziativa del padre, alla Scuola reale di Brienne-le-Chteau, nel nord della Francia, dove rimase per cinque anni. Napoleone inizialmente non si considerava francese e si sentiva a disagio in un ambiente dove i suoi compagni di corso erano in massima parte provenienti dalle file dell'alta aristocrazia transalpina, e lo prendevano crudelmente in giro. Senza amici e mal considerato, anche per la fragile apparenza fisica, il giovane Napoleone si dedic con costanza agli studi, riuscendo particolarmente bene in matematica. Frequent in seguito lcole Militaire di Parigi, fondata da Luigi XV. Pass poi in artiglieria, desideroso di abbandonare gli studi al pi presto e dedicarsi alla carriera militare, ottenendo la nomina a sottotenente a soli 16 anni. Allo scoppio della rivoluzione, nel 1789, Napoleone (ormai ufficiale del re Luigi XVI) riusc a ottenere una lunga licenza e ne approfitt per riparare al sicuro in Corsica, ove si un al movimento rivoluzionario assumendo il grado di tenente colonnello della Guardia Nazionale. Nel 1792 si rifiut di tornare a servire nell'Armata in Francia e fu pertanto considerato disertore. Su pressione dei familiari, si convinse tuttavia a rientrare a Parigi, dove si present al ministro della Guerra e difese la propria causa con tali argomenti e tale abilit da ottenere non solo il perdono e il reintegro, ma persino la promozione a capitano. Nel frattempo in Corsica infuriava la guerra civile. I Bonaparte scelsero la causa francese. Napoleone fugg rapidamente ad Ajaccio e di l ripar con l'intera famiglia, accusata di tradimento, a Tolone. Da quel momento Napoleone sostenne con decisione la rivoluzione e sal rapidamente nella gerarchia militare. Nel dicembre 1793, come tenente colonnello addetto all'artiglieria, liber il porto di Tolone dai monarchici e dalle truppe inglesi che li appoggiavano; fu il suo primo clamoroso successo militare, che gli valse la nomina a generale di brigata e l'attenzione del futuro membro del Direttorio Paul Barras, che lo aiuter poi nella scalata al potere. Infatti, il 13 vendemmiaio (5 ottobre 1795) Barras lo nomin, all'improvviso, comandante della piazza di Parigi, con l'incarico di salvare la Convenzione Nazionale dalla minaccia dei monarchici.

La Campagna dItalia
Il 9 marzo 1796 Napoleone spos Josphine Tascher de La Pagerie, vedova di un ufficiale ghigliottinato dopo la rivoluzione, e solo due giorni dopo part per il fronte italiano al comando di 38.000 uomini molto mal equipaggiati, per una campagna che, nei piani del Direttorio, doveva essere semplicemente di diversione, poich l'attacco all'Austria sarebbe avvenuto lungo due direttrici sul Reno.

Iniziava cos la prima campagna d'Italia che avrebbe dimostrato il genio militare e politico di Napoleone il quale, nonostante l'inferiorit numerica e logistica, riusc a sconfiggere ripetutamente le forze austriache. Numerose furono le battaglie contro le forze armate austro-piemontesi a Dego, Millesimo, Cairo Montenotte, Cosseria. Con l'armistizio di Cherasco (28 aprile 1796), che ebbe poi conferma con la Pace di Parigi (15 maggio 1796), la Francia rivoluzionaria acquisiva sia la Savoia che Nizza. Il 10 maggio 1796 Napoleone sbaragli l'ultima difesa austriaca nella battaglia al Ponte di Lodi e successivamente entr a Milano. Il 16 maggio al posto dello Stato di Milano venne insediata l'Amministrazione Generale della Lombardia, entit politico-militare della quale facevano parte sia francesi (provenienti dalle file dell'Armata d'Italia) sia esponenti illuministi del capoluogo lombardo, come Alessandro Verri. Nel giugno 1796, lesercito dItalia si diede al saccheggio dellEmilia e della Toscana. Le popolazioni civili che si ribellarono furono massacrate, mentre si apr un dialogo con le classi dirigenti. Allinizio del 1797, a Rivoli Veronese, invece, i francesi di Napoleone liberarono Mantova e superarono le Alpi, avanzando fino a duecentocinquanta chilometri da Vienna. Poco dopo Bonaparte le impose larmistizio. Nel frattempo, egli occup le legazioni pontificie, e costrinse i ducati di Modena e di Parma a pagare ingenti cifre. Con il trattato di Tolentino (19 febbraio 1797), inoltre, ottenne dallo Stato pontificio Avignone, il Contado Venassino (Francia meridionale), Bologna, Ferrara e la Romagna. La monarchia asburgica perdeva il controllo dellItalia, e per questo, in cambio, Napoleone le offr Venezia. Con il trattato di Campoformio (ottobre 1797) la Serenissima fu spazzata via dalla carta geopolitica, ed entr nella sfera di influenza dellImpero asburgico. Nellautunno 1796 nacque quindi la Repubblica cispadana in Emilia (dove sventol per la prima volta il tricolore italiano). Nellautunno 1796 nacque anche la Repubblica transpadana in Lombardia. Dalla fusione delle due repubbliche, nacque la Repubblica cisalpina (estate 1797). Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone dimostr la sua brillante capacit strategica, capace di assorbire il sostanzioso "corpo" delle conoscenze militari del suo tempo e di applicarlo al mondo reale che lo circondava. Lintervento dei Francesi era stato accolto con favore da quella parte dellopinione pubblica orientata in senso illuministico. Allesigenza di liberalizzare le istituzioni politiche, si sommava inoltre la volont di costruire lunit della penisola. I progetti politici pi radicali e patrioti italiani si scontravano per con gli interessi della Francia, che non desiderava la nascita di una forte nazione ai suoi confini. I territori controllati dai Francesi vennero sottoposti a tributi e si manifest ben presto, quindi, una diffusa insofferenza antifrancese, soprattutto nellItalia centrale e meridionale, dove si organizzarono movimenti insurrezionali.

La campagna d'Egitto e di Siria


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Nel 1798 il direttorio, geloso della popolarit del Bonaparte, lo incaric di occupare l'Egitto per contrastare l'accesso inglese all'India e quindi per danneggiarla economicamente. La strategia fu quella di attaccare lInghilterra nelle colonie, perch la potente flotta inglese non poteva controllare tutti i mari con la stessa sicurezza con cui vigilava sulla Manica. Un indizio della devozione di Napoleone ai principi dell'Illuminismo fu la sua decisione di affiancare gli studiosi alla sua spedizione: la spedizione d'Egitto ebbe il merito di far riscoprire, dopo centinaia di anni, la grandezza di quella terra, e fu proprio l'opera di Napoleone a far nascere la moderna egittologia, soprattutto grazie alla scoperta della Stele di Rosetta da parte dei soldati al seguito della spedizione. Dopo un'importante vittoria nella battaglia delle Piramidi, Napoleone schiacci i mamelucchi di Murad Bay ed entrando al Cairo divenne padrone dell'Egitto. Pochi giorni dopo, il 1 agosto 1798, la flotta di Napoleone in Egitto fu completamente distrutta dall'ammiraglio Horatio Nelson, nella baia di Abukir, cosicch Napoleone rimase bloccato a terra. Dopo una ricognizione sul Mar Rosso, Napoleone decise di recarsi in Siria, col pretesto di inseguire il governatore di Acri Ahmad Jazzr, Pasci che aveva tentato di attaccarlo. Giunto per il 19 marzo 1799 dinanzi a San Giovanni d'Acri, l'antica fortezza dei crociati in Terra Santa, Napoleone perse pi di due mesi in un inutile assedio e la campagna di Siria si concluse con un fallimento. Ritornato al Cairo, Napoleone sconfisse il 25 luglio 1799 un esercito di oltre diecimila ottomani guidati da Mustafa Pasci ad Abukir, proprio dove l'anno prima era stato privato di tutta la sua flotta. Preoccupato tuttavia delle terribili notizie che giungevano dalla Francia (l'esercito in ripiegamento su tutti i fronti, il Direttorio ormai privo di potere) e consapevole che la campagna d'Egitto non aveva conseguito i fini sperati, Napoleone, lasciato il comando al generale Klber, s'imbarc in gran segreto il 22 agosto 1799 su un piccolo bastimento alla volta della Francia.

Il 18 Brumaio
Il 9 ottobre Napoleone sbarc a Frjus, e la sua corsa verso Parigi fu accompagnata dall'entusiasmo dell'intera Francia, certa che il generale fosse tornato in patria per assumere il controllo della situazione ormai ingestibile e in effetti era questa l'intenzione di Napoleone. Giunto a Parigi, egli riun i cospiratori decisi a rovesciare il Direttorio. Dalla sua si schierarono il fratello maggiore Giuseppe e soprattutto il fratello Luciano, allora presidente del Consiglio dei Cinquecento, che con il Consiglio degli Anziani costituiva il potere legislativo della repubblica. Napoleone riusc ad avere dalla sua parte il membro del Direttorio Roger Ducos ed Emmanuel Joseph Sieys, che incarnava la continuit della rivoluzione borghese. Con lui si schierarono inoltre l'astutissimo ministro degli esteri Talleyrand e il ministro della polizia Joseph Fouch. Barras, membro del Direttorio, che era stato esponente del Terrore e poi avversario di Robespierre, conscio delle capacit di Napoleone, 5

accett di farsi da parte. Barras e Sieys si allearono poi con Bonaparte, che era cresciuto nel Terrore e aveva saputo costruirsi dal nulla una carriera folgorante. Napoleone era benvoluto dalla borghesia, perch poteva salvare il paese senza un nuovo giacobinismo; dal popolo, perch prometteva di salvarlo dalla sconfitta militare e dal ritorno dellAntico Regime. Consapevole del prestigio che aveva presso lopinione pubblica e lesercito e della sfiducia nei confronti del Direttorio, a causa della sua inefficienza e corruzione, il 18 Brumaio (9 Novembre, considerata la data finale della Rivoluzione francese), Napoleone organizz un colpo di Stato con laiuto di suo fratello Luciano che era deputato. Sciolse il Parlamento e abol il Direttorio, sostituendolo con un Consolato formato da tre membri: lo stesso Napoleone, lAbate Sieys e il comprimario Roger-Ducos. Napoleone fu nominato comandante in capo di tutte le forze armate. Ci fu fatto per evitare che durante il colpo di Stato qualche deputato potesse sollevare i cittadini parigini per difendere la Repubblica dal tentativo di Napoleone. L'intenzione di Napoleone era quella di portare le due Camere a votare autonomamente il loro scioglimento e la cessione dei poteri nelle sue mani. Non fu cos: il Consiglio degli Anziani rimase freddo al discorso di Napoleone per far pressione su di esso, mentre quando Napoleone entr nella sala del Consiglio dei Cinquecento i deputati gli si lanciarono contro chiedendo di votare per rendere Bonaparte fuorilegge (cosa che voleva significare l'arresto e la ghigliottina). Nel momento in cui sembrava che il colpo di Stato fosse prossimo alla catastrofe, a soccorrere Napoleone giunse il fratello Luciano, che nelle vesti di presidente dei Cinquecento usc dalla sala e arring le truppe schierate all'esterno, ordinando che disperdessero i deputati terroristi. Memorabile il momento in cui punt la sua spada al collo di Napoleone e dichiar: Non esiterei un attimo a uccidere mio fratello se sapessi che costui stesse attentando alla libert della Francia. Le truppe, in gran parte veterani delle campagne di Napoleone, al comando del cognato di quest'ultimo, il generale Victor Emanuel Leclerc e del futuro cognato Gioacchino Murat, entrarono con le baionette innestate e dispersero i deputati. In serata, le Camere vennero sciolte e fu votato il decreto che assegnava i pieni poteri a tre consoli: Roger Ducos, Sieys e Napoleone, nelle cui mani era concentrato il maggior potere.

Il Consolato
Nominati consoli provvisori, i tre nuovi padroni della Francia, detentori del potere esecutivo, redassero insieme a due commissioni apposite una nuova costituzione, la Costituzione dell'anno VIII (il 13 Dicembre 1799), che, ratificata con un plebiscito popolare, legittimava il colpo di Stato. Si abolirono tutte le elezioni ed i membri degli organismi furono tratti da liste di notabilit, su proposta del potere esecutivo. Nel pensiero politico di Sieys, il Consolato avrebbe dovuto essere un governo dei notabili, che assicurasse la democrazia attraverso un complesso equilibrio di poteri. Sieys affermava che: lautorit viene dallalto, e la fiducia dal basso, quindi al popolo era chiesto solo di ratificare decisioni gi prese, come in occasione del plebiscito per lapprovazione della nuova Costituzione, che fu ampiamente manipolato. Il progetto di Sieys fu mandato all'aria da Napoleone, il quale, pur in teoria detentore del solo potere esecutivo, aveva in realt anche quello legislativo, che era frammentato in quattro Camere. Fattosi nominare Primo Console, ossia superiore a qualsiasi altro potere dello Stato, Napoleone ricostruiva la Francia con una struttura amministrativa fortemente accentratrice, rimasta tale fino a oggi: la Francia 6

veniva suddivisa in dipartimenti, distretti e comuni, rispettivamente amministrati da prefetti, sottoprefetti e sindaci. Le casse dello Stato venivano risanate dalle conquiste di guerra e dalla fondazione della Banca di Francia, nonch dall'introduzione del franco d'argento, che poneva fine all'era dell'inflazione. Napoleone era consapevole che il suo potere si reggeva soprattutto sulle vittorie militari. Egli infatti scese in Italia e sconfisse nel 1800 a Marengo gli Austriaci e i loro alleati. Gli Austriaci furono costretti a firmare la Pace di Lunville (1801), che fece ottenere alla Francia il Belgio, la Svizzera e il Piemonte, riconfermando il precedente Trattato di Campoformio, violato dagli Austriaci. Con la Pace di Amiens del 1802, la Francia si accord con lInghilterra, che ampliava ulteriormente i propri domini coloniali. La Francia era salva e la Rivoluzione era conclusa.

Il Concordato
Anche la lunga lotta contro il Cattolicesimo si concludeva nel 1801, con il Concordato ratificato da papa Pio VII, che stabiliva il Cattolicesimo religione della maggioranza dei francesi (bench non religione di Stato), ma non riconsegnava al clero i beni espropriati durante la rivoluzione. Napoleone considerava infatti la religione solo come uno strumento di governo, e voleva fare del Cattolicesimo un punto di forza del suo regime personale. Pertanto con il Concordato sembr fare alla Chiesa di Roma molte concessioni, ma in realt rendeva del tutto illusori i vantaggi concessi alla Santa Sede.

Politica borghese
Napoleone provvide inoltre al riordinamento delleconomia e delle finanze. Venne cos avviata la preparazione di un nuovo catasto, allo scopo di distribuire meglio le imposte; il nuovo sistema fiscale elimin molte imposte dirette, ma ripristin molte imposte indirette, che colpirono soprattutto le classi meno abbienti.

Provvedimenti antioperai
Napoleone, pur di avere lappoggio dei ricchi piantatori delle colonie (che volevano aiuti dal governo per riaffermare il loro potere nelle Indie Occidentali), non esit a riportare nelle colonie i vecchi sistemi dellantico regime e a ristabilirvi la schiavit. Gli operai e i braccianti fecero per le spese di questa politica: venne loro vietato di organizzarsi per ottenere miglioramenti di salario, venne imposto un libretto di lavoro e ristabilita la consuetudine del garzonato, allo scopo di affinare le capacit tecniche degli operai.

Il Codice napoleonico
Durante l'esilio a Sant'Elena, Napoleone sottoline pi volte che la sua opera pi importante, quella che sarebbe passata alla storia pi delle centinaia di battaglie vinte, sarebbe stato il suo codice civile, il Codice napoleonico.

Istituita l'11 agosto 1799, la commissione incaricata di redigere il codice civile fu presieduta dallo stesso Napoleone. Il 21 marzo 1804 il Codice Civile, da subito ribattezzato Codice napoleonico, entrava in vigore. Esso legittim le conquiste della rivoluzione francese, fu esportato in tutti i paesi dove giunsero le armate di Napoleone, fu preso a modello da tutti gli Stati dell'Europa continentale e ancora oggi la base del diritto italiano. Esso, infatti, contiene la definizione giuridica dei due pilastri della moderna convivenza civile: la libert personale e il senso dello Stato (per cui il diritto di propriet e le libert personali erano circoscritti entro i confini dellutilit generale). Esso elimin inoltre i retaggi dell'ancin rgime, del feudalesimo, dell'assolutismo, e cre una societ prevalentemente borghese e liberale (scomparve quasi del tutto laristocrazia), di ispirazione laica, nella quale venivano consacrati i diritti di uguaglianza, sicurezza e propriet. Questultima diventava il primo di tutti i diritti naturali, mentre il lavoro, che la Rivoluzione aveva garantito in quanto applicazione del diritto primario in assoluto (quello allesistenza), non veniva pi menzionato. La schiavit veniva mantenuta e perfino ripristinata nelle colonie dove i rivoluzionari lavevano abolita. Linteresse dello Stato era per dichiarato prevalente in ogni caso, e la sua centralit si esprimeva principalmente nella difesa dellordine pubblico. La famiglia, supporto naturale dello Stato, veniva rafforzata anche a spese della libert individuale. Nella legislazione napoleonica venne inoltre posta la base di ci che oggi chiamiamo diritto amministrativo. Per l'Italia il valore del Codice napoleonico fu fondante, poich esso fu portato negli stati creati da Napoleone e conflu poi nel codice civile italiano del 1865. Di eguale valore e importanza sono anche gli altri codici: quello di procedura civile, del commercio, quello di procedura penale e il codice penale.

Gli ordinamenti scolastici


Nel campo dell'istruzione, Napoleone istitu i licei e i politecnici, per formare una classe dirigente preparata e indottrinata, ma tralasci l'istruzione elementare, essendo dell'idea che il popolo dovesse rimanere in una certa ignoranza per garantire un governo stabile e un esercito ubbidiente.

Tensioni con lInghilterra


Il Primo Console, spinto dallambizione di esercitare un predominio nel continente europeo, provocava continuamente le potenze, soprattutto lInghilterra. Lannessione alla Francia dellIsola dElba e del Piemonte, la riduzione della Svizzera a stato vassallo, i piani per una nuova spedizione in Egitto, rovinarono i rapporti con il governo di Londra, e questo favor i ribelli realisti: i cosiddetti Chouans (contadini della bassa Bretagna), che avevano ripreso le armi nelle province occidentali. Di fronte alla possibilit di una ripresa realista borbonica, il Primo Console reag con durezza e il duca di Enghien fu illegalmente arrestato, processato e fucilato. 8

Autoincoronazione in Notre-Dame
Mentre lInghilterra organizza una terza coalizione antifrancese, Naploleone, minacciando la restaurazione della monarchia tradizionale, trasform la repubblica in Impero ereditario, assunse il nome di Napoleone I imperatore dei Francesi, e si fece incoronare dal papa in Notre Dame, assieme alla consorte, il 2 dicembre 1804. Lanno successivo la Repubblica Cisalpina, gi divenuta Repubblica Italiana nel 1802, venne trasformata in Regno Italico, sotto la sovranit dello stesso Imperatore, che ne affidava il governo al vicer Eugenio Beauharnais, figlio di Giuseppina.