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Asia Politica

Lasia il continente pi esteso e politicamente si divide in 1. Asia centrale 2. Asia orientale 3. Asia meridionale 4. Asia occidentale 5. Sud-est asiatico LAsia conta 47 stati di cui 5 nellAsia centrale, 6 dallAsia orientale, 9 dallAsia meridionale, 18 dallAsia occidentale e 11 dal Sud-est asiatico. Gli stati pi grandi e importanti sotto un punto di vista economico sono: la Cina ,lIndia, la Russia (la parte asiatica) lIran e il Giappone

Storia
La colonizzazione europea del continente asiatico fu preceduta da rapporti commerciali diretti almeno dal XVI secolo e da una fitta serie di esplorazioni, intraprese fin dal XVIII secolo per assecondare lo sviluppo commerciale delle maggiori potenze: i russi si aprirono la strada attraverso la Siberia per raggiungere l'oceano; il francese L.A. de Bougainville (1766-1768) e il britannico James Cook (1768-1779) si spinsero verso est fino a scoprire gli arcipelaghi del Pacifico e l'Australia; furono avviati intensi traffici con la Cina e l'India. Le nazioni pi impegnate nella conquista di nuovi mercati furono le Province unite (Olanda), la Gran Bretagna e la Francia. Per quanto Amsterdam restasse un porto internazionale di straordinaria importanza, gli olandesi cominciarono a essere superati per dai britannici, che giunsero nel XIX secolo a detenere una netta supremazia negli scambi tra l'Europa e l'estremo Oriente. Nel medio Oriente, invece, furono i francesi, con la Compagnia del Levante, ad assumere un ruolo egemonico. La Russia aveva avviato la colonizzazione della Siberia fin dal XVI secolo, da quando Ivan IV il Terribile aveva concesso ai mercanti Stroganov mano libera nell'immensa regione. La colonizzazione aveva portato a frequenti frizioni con la Cina, poi regolate dal trattato di Nercinsk (1689) che prevedeva il riconoscimento del confine russo-cinese sull'Amur. Il Celeste impero andava allora rafforzandosi da un punto di vista burocratico, militare e territoriale sotto la dinamica dinastia Qing (1644-1911), mentre in India comparivano le grandi compagnie commerciali europee: prima gli olandesi, che soppiantarono i portoghesi, togliendo loro Ceylon (1609), poi i britannici che, con la East India Company, si stabilirono a Madras (1639), Bombay (1661) e Calcutta (1696); infine i francesi che, sotto l'impulso di J.B. Colbert, avevano costituito una Compagnia delle Indie orientali insediatasi a Chandernagore e Pondichrry. I portoghesi mantenevano la base di Goa. Al principio del XVIII secolo il collasso dell'impero moghul apriva la via a una trasformazione profonda della presenza europea in India. Nel 1746, la rivalit anglo-francese sfoci nella guerra dei Sette anni(1756-1763), da cui usc pi potente la East India Company. La contemporanea vittoria di Robert Clive sul nawab del Bengala a Plassey (1757) apr la fase della grande espansione territoriale britannica. Tra il 1795 e il 1815, mentre in Europa infuriavano le guerre napoleoniche, la Gran Bretagna sconfiggeva i marathi, sottraendo loro il controllo di gran parte dell'India centrale; sottraeva Ceylon all'Olanda; occupava Delhi (1803); s'insediava a Malacca e in Tasmania; colonizzava gli arcipelaghi Seychelles, Mauritius, Maldive, Laccadive, Ciagos, straordinarie basi naturali nell'oceano Indiano. La East India Company, che aveva intrapreso una forte espansione verso la Birmania e l'Afghanistan (1839-1842) e aveva sviluppato una propria efficiente organizzazione, fu sciolta e i suoi possedimenti passarono alla corona britannica nel 1858, dopo la sanguinosa rivolta dei sepoys (vedimutiny). Nel 1876 la regina Vittoria assumeva il titolo di "imperatrice dell'India". La penetrazione francese in Indocina risale alla fine del XVIII secolo, ma solo durante il Secondo impero i sovrani locali consentirono stabili insediamenti nella Cocincina (1862). Un'ulteriore espansione fu attuata tra il 1873 e il 1885 quando, con la forza delle armi, Parigi impose all' Annam il suo protettorato sull'intera regione del Tonchino. Nel 1887 Cocincina, Cambogia, Annam e Tonchino vennero fusi in una sola colonia, denominata Indocina francese, cui si aggiunsero il Laos (1893). Conquistati dai giapponesi nella Seconda guerra mondiale, i possedimenti coloniali indocinesi tornarono nel 1946 solo formalmente al governo di Parigi, a causa della lotta di liberazione deiViet Minh. La guerra d'Indocina (1946-1954), avviata per recuperare il controllo della colonia, si concluse con la sconfitta francese di Dien Bien Phu (1954) e, con l'abbandono britannico della Malaysia (1957), la definitiva estromissione degli europei dall'Asia sudorientale, per un ventennio circa sostituiti dagli Usa (guerra del Vietnam). Le Indie olandesi (Giava, Sumatra, Borneo meridionale, Celebes, Molucche), recuperate al dominio di Amsterdam dopo le guerre napoleoniche (1815), godettero di un governo relativamente liberale e rappresentativo fin dalla seconda met del XIX secolo. Nel 1918 fu fondato un parlamento del Consiglio del popolo, olandese e indonesiano, e nel 1937, a dieci anni dalla costituzione di un movimento indipendentista per opera di Mohammed Hatta e Ahmed Sukarno, il governo olandese promise l'indipendenza, ottenuta tuttavia solo nel 1949, dopo quattro anni di guerra. Le Filippine, gi dominio spagnolo, furono poste sotto il controllo degli Stati Uniti al termine della guerra ispanoamericana (1898) e divennero indipendenti nel 1946. La penetrazione europea in Cina, attuata sistematicamente solo dall'Ottocento, ebbe per protagonisti britannici, russi, olandesi e francesi,

intrecciandosi alla grave crisi interna che colp il despotismo mancese dalla fine del Settecento. La Prima guerra dell'oppio(1839-1842) si concluse tuttavia con l'apertura di cinque porti ai commerci internazionali e la concessione di Hong Kong alla corona britannica. Pochi anni dopo la dinastia Qing, impegnata sul fronte interno dalla rivolta dei taiping (1850-1864), fu costretta a subire un nuovo attacco da parte di Francia e Gran Bretagna (1857-1858 e 1860), che preluse a un'ulteriore fase di espansione coloniale. Nella seconda met del secolo, il Celeste impero sub una decadenza inesorabile: i russi ottennero territori a nord e in Manciuria, i giapponesi (18941895), dopo un conflitto breve e sanguinoso, riuscirono a comprendere la Corea nella propria sfera d'influenza; la Germania e la stessa Italia ebbero basi e privilegi commerciali. L'ingombrante presenza europea scaten una rivolta a sfondo popolare e xenofobo (rivolta dei boxer, 18981901), che segn la dissoluzione della residua autonomia cinese. Solo in seguito alla caduta della dinastia, alla rivoluzione democratica di Sun Yatsen (1911) e all'instaurazione della repubblica (1912), lo spirito nazionale riprese vigore. Tra i militari nazionalisti delGuomindang e i comunisti scoppi una guerra civile (1930-1935). Nel 1945, al termine dell'occupazione giapponese, preceduta nel 1931 dall'invasione della Manciuria (vediManchukuo) e avviata nel 1937, il nazionalista Chiang Kai-shek, con l'aiuto degli Usa, ristabil il potere del Guomindang, rovesciato definitivamente nel 1949 dai comunisti, che proclamarono (1 ottobre) la Repubblica popolare cinese.