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il Ducato

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venerd 23 marzo 2012 - Supplemento al numero 6 Ducato on line: ifg.uniurb.it

Periodico dellIstituto per la formazione al giornalismo di Urbino

Eccesso di cronaca
di Nadia Ferrigo e Martina Manfredi

Sarah Scazzi

Marta del Castillo

Sarah e Marta, Avetrana e Siviglia, due tragiche storie di minori sfruttate dalla morbosa attenzione dei media. Non a caso, Italia e Spagna sono i paesi europei che pi si occupano di cronaca nera. Ma, mentre alle tv italiane non sono stati posti freni, quelle spagnole si sono trovate di fronte a una vera e propria rivolta del pubblico

il Ducato

SPECIALE

Parla il direttore: Giulio Anselmi

Parla il giurista: Caterina Malavenda

Bene la privacy, Tutela per i bimbi ma caso per caso anche da spettatori
G
iulio Anselmi non ha bisogno di grandi presentazioni. Nella sua prestigiosa carriera, prima della recente nomina a presidente della Federazione italiani editori giornali, ha diretto il Messaggero, LEspresso, La Stampa e lAnsa. Presidente, come si comportata la stampa italiana nel caso Sarah Scazzi? In modo molto aggressivo, in alcuni casi addirittura ossessivo, pi ancora che i giornali le trasmissioni televisive, senza quel rispetto nei confronti delle vittime che negli ultimi anni era andato crescendo: un po perch si capito che i minori andavano tutelati, un po anche perch il Garante della privacy e lOrdine dei giornalisti hanno avuto unattenzione in questa direzione. Il caso Sarah Scazzi stato una brutta marcia indietro. Corriere della Sera e Corriere del Mezzogiorno hanno pubblicato sul web le foto del cadavere di Sarah. Si pu arrivare anche a questo? Certo che si pu arrivare a questo tanto vero che ci si arrivati. Spesso in altri paesi, che per la qualit del giornalismo sono meglio di noi, c anche una maggiore violenza nei confronti delle vittime di procedimenti penali, di omicidi, di stupri. Di sicuro non bisogna farlo ed stato riconosciuto come errore anche da coloro che lhanno commesso, infatti stata unapparizione piuttosto fugace. In molti casi ci sono state interviste pagate dai giornalisti. Questo si pu fare? Anche qui vorrei essere franco. Quando si parla di tutela della privacy, si dice una cosa giusta ma che bene collocare in una situazione di concorrenza tra giornali. Avendo fatto il direttore per 25 anni, so bene che le decisioni si prendono sulla base di valutazioni deontologiche, ma anche di mercato. Sono molti i giornali che in passato hanno comperato interviste, soprattutto nel mondo dei settimanali. In linea di massima il giornalista non dovrebbe farlo. Sono stati pubblicati anche alcuni stralci del diario di Sarah. Era davvero necessario? Questo un mestiere nel quale le regole devono sempre essere ricondotte a una situazione precisa. Se ci troviamo di fronte a una vittima minorenne, se rendere noto un particolare non cambia la sostanza del racconto n incide sulla democrazia del paese, credo che sia possibile fare dei passi indietro. Molte volte i soloni della privacy, che hanno fatto poco questo mestiere, dichiarano cose non del tutto corrispondenti alla realt. Bisogna distinguere se la privacy viene invocata a vantaggio di un presidente del consiglio, di un ministro, di un importante uomo daffari, di un cardinale. E in questi casi che la notoriet e il ruolo pubblico restringono molto le dimensioni della privacy e linteresse generale a conoscere le cose tende a prevalere.

el 1986 limmagine di Serena Cruz, una bambina filippina protagonista di un controverso caso di adozione, rimbalz su tutte le prime pagine: la stampa si interrog sullesigenza di nuove norme deontologiche che disciplinassero il rapporto tra minori e informazione. Nacque cos, nel 1990, la Carta di Treviso, un protocollo firmato da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa italiana e Telefono Azzurro. Ispirata alla convenzione dellOnu del 1989 sui diritti del bambino, la Carta richiama le leggi in materia di privacy e minori. Lo scopo vietare che lo sviluppo psicofisico dei bambini coinvolti in fatti di cronaca venga turbato da una sovraesposizione mediatica ingiustificata. Caterina Malavenda, avvocato cassazionista, penalista e giornalista pubblicista, si occupa da sempre di diritto dellinformazione e spiega cos come le norme della Carta si legano alla vicenda di Sarah . La Carta di Treviso non ha una ricaduta diretta sulla vicenda,perch quando un minore muore non pu pi soffrire del fatto di essere oggetto di attenzione dei media. C per un profilo della Carta che salvaguarda la pietas che si deve ai defunti, quindi il rispetto per i parenti della vittima e la conseguente eliminazione di notizie e particolari scabrosi che, se diffusi, possono aumentare il dolore dei familiari.

Chi avrebbe avuto la possibilit di tutelare limmagine di Sarah anche dopo la sua morte? Limmagine del defunto patrimonio dei congiunti, quindi poteva essere la madre a opporsi a una sovraesposizione mediatica della figlia. Le carte processuali, come il suo diario, vengono usate interamente dagli inquirenti. I giornalisti, se usano alcuni stralci, devono evitare dettagli intimi: la legge sulla privacy tutela anche gli eredi dei titolari dei dati. Daltra parte per la sovraesposizione un concetto vago, per cui proprio lattenzione morbosa alla vicenda ha autorizzato i giornalisti a occuparsene. E il gatto che si morde la coda: se c interesse, bisogna assecondarlo, anche se in questo caso lattenzione ricaduta su alcuni dettagli che hanno finito per alimentae ulteriore curiosit. La legge sulla stampa impedisce la diffusione di immagini raccapriccianti: in situazioni come queste qualunque procura pu aprire un procedimento. La Carta di Treviso tutela i minori come protagonisti di fatti di cronaca, ma anche come spettatori. I principi della Carta sono importanti anche perch tutelano i minori come spettatori. Se un minore vuole crescere in un mondo bello, la vicenda di Sarah Scazzi terribile: se un bambino sottoposto a un bombardamento mediatico pu conoscere particolari dannosi per la sua crescita armonica.

ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: STEFANO PIVATO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo". Vice: DARIO GATTAFONI, Presidente dellOrdine dei Giornalisti delle Marche. Consiglieri: per l'Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIUSEPPE PAIONI; per l'Ordine: STEFANO FABRIZI, SIMONETTA MARFOGLIA; per la Regione Marche: SIMONE SOCIONOVO, ALFREDO SPARAVENTI; per la Fnsi: GIOVANNI GIACOMINI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI. IL DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029, Urbino - 0722350581 www.uniurb.it/giornalismo; e-mail: redazioneifgurbino@gmail.com Direttore responsabile: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI Stampa: Arti Grafiche Editoriali Srl - Urbino - 0722328733 Registrazione Tribunale Urbino n. 154 del 31 gennaio 1991

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Il delitto della quindicenne di Avetrana

Sarah Scazzi, quando il business dellorrore conta pi delletica


vetrana non Hollywood. Questa la scritta comparsa su un muro della cittadina pugliese, trasformata in un macabro set dal 26 agosto 2010, giorno della scomparsa di Sarah Scazzi. I protagonisti del delitto prima hanno chiesto a gran voce le luci dei riettori, poi hanno tentato di sottrarsi alla morbosa attenzione dei media. Troppo tardi: da familiari disperati si sono trasformati in imputati in un processo penale per omicidio. Il caso Dopo pi di un mese dalla scomparsa di Sarah, lo zio, Michele Misseri, confessa: Lho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho fatto lamore con lei quando era gi morta. Il cadavere viene ritrovato in fondo a un pozzo. Qualche giorno dopo zio Michele cambia di nuovo versione e accusa la glia Sabrina. A maggio del 2011 va in carcere anche Cosima Serrano, la zia di Sarah. Il 10 gennaio 2012 inizia il processo. I principali imputati sono: Sabrina per omicidio doloso premeditato, sequestro di persona e soppressione di cadavere, Cosima per concorso in omicidio e soppressione di cadavere e Michele per concorso in soppressione di cadavere. Lassedio dei media Il caso di Sarah ha dato vita a un vero e proprio circo mediatico: lattenzione della stampa e degli ascoltatori si sono alimentate a vicenda. Tutto il notiziabile ha tenuto in vita il business sullomicidio: dichiarazioni, interviste, retroscena, ricostruzioni, plastici con palmette e opinionisti a gettoni. Due nomi su tutti, lo psicologo Paolo Crepet e la criminologa Roberta Bruzzone, ospiti ssi dei salotti televisivi. Davanti a casa Misseri le telecamere dei tg si sono alternate a quelle dei programmi di approfondimento: intere serate, ma anche pomeriggi (quindi in fascia protetta) dedicati ad analizzare la vita privata dei protagonisti. Da Porta a Porta a Matrix, passando per Pomeriggio Cinque e lArena. Come spesso capita nei casi di scomparsa di minori, i genitori hanno incoraggiato la stampa a diffondere immagini, video e diari di Sarah. Materia-

Stiamo esagerando: concediamo troppo alla curiosit invece che alle notizie

le che, anche dopo il ritrovamento del cadavere, rimasto nelle mani dei giornalisti. Interviste a pagamento Quando le dirette non bastavano pi, ad alimentare il business sono arrivate le interviste a pagamento. Il primo ad ammettere candidamente di aver lucrato sul delitto lavvocato della famiglia Misseri, Daniele Galloppa: Mi sono fatto pagare per andare in televisione. Qual il problema? Lo fanno tutti, non capisco perch non dovrei farlo anchio: alcune trasmissioni pagano, ma bisogna saperci fare. Anche Sabrina, Cosima e lex portavoce delle famiglie Scazzi e Misseri, Valentino Castriota, sono stati accusati di aver ricevuto del denaro. Il fratello di Sarah, Claudio Scazzi, ha dichiarato di aver accettato alcune ospitate in tv solo in cambio di soldi per poter aprire un canile in memoria della sorella. Le reazioni Stiamo esagerando e francamente non da oggi. Non solo su questo caso che concediamo troppo alla curiosit morbosa piuttosto che alle notizie. Cos il presidente dellOrdine dei giornalisti Enzo Iacopino, pochi mesi dopo lomicidio, ha richiamato i media sul caso Scazzi. Anche il presidente del Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, ha chiesto di abbassare i toni su uno show tossico per tutti, ma soprattutto per i bambini nei quali crea allarme. Tre le inchieste aperte sul caso. Il Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, ha chiesto spiegazioni a Rai, Mediaset, Sky e Telecom sulla diffusione dei verbali e dei le audio degli interrogatori dei protagonisti del giallo. Il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ha aperto un fascicolo per fuga di notizie e ricettazione di atti giudiziari. LOrdine degli avvocati ha richiamato i legali coinvolti nella vicenda per capire se e come erano stati violati i principi deontologici della professione. Il presidente Iacopino, poco dopo il delitto, ha commentato: Certo noi giornalisti con un pizzico di senso della misura e del limite in pi, forse potremmo riutarci di fare quello che troppo spesso invece facciamo: la buca delle lettere.

Ritratti di Marta e Sarah di Genta Sulaj, studentessa dellAccademia delle Belle Arti di Urbino Sotto e in copertina, foto di Daniele Errico

Parla Roberto Tallei, inviato ad Avetrana di Sky Tg24

Il paese agli arresti televisivi


R
oberto Tallei, inviato di Sky Tg24 nella cittadina pugliese, descrive cos il racconto che le emittenti nazionali hanno fatto del delitto di Sarah Scazzi. La famiglia Misseri si trovata per mesi agli arresti televisivi, con i pulmini delle tv e gli inviati che facevano le dirette davanti al campanello di casa. Per la prima volta abbiamo assistito a una commistione totale tra inquirenti, indagati, parti lese e giornalisti. I protagonisti stessi della vicenda si sono ritrovati a dover gestire unagenda tta di appuntamenti: Sabrina Misseri ha giocato con la televisione, sollecitando per prima la stampa a parlare di questo caso. Avetrana stato il punto di non ritorno della cronaca nera in tv. Perch in tv si parla cos tanto di cronaca nera? Se da un lato c un eccesso di offerta, dallaltro c anche un eccesso di domanda. Alle tv fa comodo parlare di cronaca perch pi semplice rispetto alleconomia, agli esteri o alla politica, che sono temi impegnativi. Inoltre non si pu negare che renda molto in termini di ascolti e pubblicit: lo share si impenna. Cosa trasforma un caso di cronaca nera in un caso mediatico? Di fatto diventano casi mediatici delitti che hanno come vittime donne, giovani, belle e possibilmente italiane. Per quelle straniere solitamente c meno interesse. Devessere il delitto di una persona che potrebbe essere il nostro vicino di casa, magari in una piccola provincia, dove gli inquirenti hanno meno mezzi per indagare e risolvere il caso. Un delitto nella normalit, nel quale lo spettatore si pu sentire coinvolto. Che differenza c tra il lavoro della carta stampata e quello dei telegiornali? La televisione si nutre dimmagini, volti, suoni, parole e oggi anche di fotograe e video. Siamo in un periodo storico in cui la tecnologia cambiata, c un proliferare di video amatoriali. Non per la carta stampata per, per cui pi importante riuscire ad arrivare a un verbale, a unordinanza o a poter pubblicare un virgolettato di un magistrato. Forse la carta la sostanza e la tv lemozione. Nel caso Scazzi si molto parlato di interviste a pagamento. E un fenomeno che sta crescendo, soprattutto in alcuni programmi televisivi che possiamo denire di approfondimento. Rende pi difcile arrivare alla verit, anche se una pratica che droga il modo di fare cronaca. I telegiornali per non lo fanno. Quanta attenzione c da parte dei giornalisti per il mondo dei minori e per la Carta di Treviso? Forse la conoscenza della Carta in s particolarmente scarsa. Ci sono dei principi che tutte le redazioni conoscono bene, come quello di non rendere riconoscibili i minorenni per tutelarli nella loro riservatezza. Purtroppo per non sempre vengono rispettati. Credo che una maggiore attenzione della stampa verso i minori potr partire anche dal basso, dagli utenti del servizio.

SPECIALE

La ragazzina assassinata a Siviglia nel 2009

Marta del Castillo, se la rivolta del web cambia il palinsesto

a triste storia di Marta del Castillo, una ragazzina di 17 anni scomparsa da Siviglia e vittima della follia omicida del danzato, somiglia molto a quella di Sarah Scazzi. Le ragazze sembrano svanite nel nulla, poi la polizia inizia a indagare: come in una scadente pice teatrale nuovi personaggi fanno la loro apparizione. In entrambi i casi, proprio chi poteva aiutare a far luce sullomicidio mente, si contraddice, cambia versione. Sempre sotto la luce dei riettori. I giornali e le tv scavano nei dettagli del passato delle vittime, corteggiano assassini e familiari, sempre alla disperata ricerca di novit da dare in pasto alla curiosit morbosa del pubblico. Un copione che conosciamo n troppo bene. In Spagna per qualche cosa successo, lopinione pubblica ha reagito e una trasmis-

sione spazzatura stata costretta a fare un passo indietro. Il caso Marta scompare da Siviglia la notte del 24 gennaio 2009. Un mese dopo il suo ex danzato, Miguel Carcao, confessa di averla uccisa. Le indagini proseguono. Secondo gli investigatori, Miguel non solo quando si sbarazza del cadavere: con lui ci sono Javier Garca, detto El Cuco, anche lui minorenne, il suo fratellastro e una coppia di amici. A distanza di un mese, Miguel cambia versione accusando El Cuco di essere lassassino. Racconta che dopo aver bevuto e fumato un po di hashish, a turno lhanno violentata, minacciandola con un coltello. Sarebbe stato El Cuco a strangolarla con una corda. Poi, insieme, hanno gettato il cadavere, avvolto in un tappeto, in un bidone dellimmondizia. I giudici non gli credono e nel gennaio 2012 lex danzato viene condannato a

Cronaca nera, le reti italiane e spagnole sul podio europeo

La passione criminale dei tg


P
aa pa pappa rap pa paaaa. Sigla. Ore 20.30. La famiglia si riunisce a tavola, il pap zittisce i bambini, ora del telegiornale. Con lo sguardo serio e accigliato di circostanza, il conduttore di turno lancia il primo servizio. Almeno una volta su due, il piatto forte la cronaca nera. Nelle edizioni serali dei tg italiani, il 55 per cento delle notizie potenzialmente ansiogene riguarda i reati. La media europea si ferma al 29 per cento. E se la virtuosa Germania non arriva neppure al 5 per cento, sono i nostri cugini spagnoli ad aiutarci a tenere alta la bandiera della passione criminale. In Italia la media di notizie di criminalit di tre al giorno, in Spagna sono poco meno di due, mentre i valori medi di Francia, Germania e Gran Bretagna sono nettamente inferiori a una notizia al giorno. I dati sono il risultato della ricerca Linsicurezza sociale ed economica in Italia ed Europa realizzato da Fondazione Unipolis, Demos & Pi e lOsservatorio di Pavia, che ha analizzato per tutto il 2011 le edizioni del prime time di sei reti italiane, tre pubbliche (Rai 1, Rai 2 e Rai 3) e tre private (Canale 5, Italia 1 e Rete 4), oltre alle edizioni di maggior ascolto di Francia (France 2), Spagna (Tve), Gran Bretagna (Bbc One) e Germania (Ard). Nel Belpaese il crimine spopola un po ovunque. Primo classicato tra gli amanti della nera Studio Aperto, con 1717 notizie in un anno su reati contro il patrimonio e la persona, fanalino di coda il Tg3, con 272. Se i telegiornali ne parlano tanto, vorr forse dire che i crimini sono in aumento? Niente di pi sbagliato: negli ultimi sei anni il tasso dei reati rimasto pressoch invariato. Ad aumentare invece la loro rilevanza mediatica: dopo il trend discendente registrato nel biennio 2008 2010, la percezione dellinsicurezza nel 2011 torna a salire. L85 per cento degli intervistati convinto che la criminalit in Italia sia cresciuta negli ultimi cinque anni. E una valutazione espressa per lo pi dalle donne, in particolare se casalinghe. Il dato cresce ancora (si arriva al 93 per cento) se si considerano le risposte degli spettatori dei programmi pomeridiani: La vita in diretta, Pomeriggio Cinque e Pomeriggio sul Due. Sono scelte editoriali, non coinvolgono chi la cronaca va a farla sul campo commenta il giornalista del Tg2 Fabio Chiucconi. A volte si seguono le storie di cronaca anche per non parlare daltro. E poi c da dire che a noi italiani piace guardare dal buco della serratura. I direttori sanno che la nera fa audience, raccontiamoo frammenti storie che di per s non hanno novit rilevanti. Alla ne ci si ritrova a parlare di aria fritta.

Le notizie di criminalit nelle edizioni di prima serata dei telegiornali pubblici europei. I dati si riferiscono al periodo da gennaio 2010 a dicembre 2011

venti anni di prigione. El Cuco sta scontando una pena di due anni in un carcere minorile per la soppressione del cadavere. Il fratellastro di Miguel stato condannato a tre anni, anche lui per la soppressione del cadavere . Nonostante le ricerche della polizia e i disperati appelli della madre di Marta, il corpo della ragazza non ancora stato ritrovato. La stampa spagnolaFin dallinizio la vicenda stata seguita con grande attenzione dai media spagnoli. Tra le trasmissioni che pi si occupano del caso, spicca La Noria, un programma di prima serata che va in onda su Telecinco, la gemella spagnola di Canale 5. Il primo scandalo lintervista alla nuova danzatina di Miguel, anche lei minorenne. Il giornalista indugia sulle abitudini intime della giovane coppia. Il tribunale condanna lemittente a pagare un indennizzo di 6 mila euro ai familiari di Marta: la cifra proporzionale ai guadagni che gli imputati avevano percepito per lintervista. Ma ancora non basta. Va in scena a La Noria la madre del Cuco, Rosala Garca, che difende il glio e ne proclama linnocenza. Una macabra ospitata pagata da Telecinco 10 mila euro e che ha costretto La Noria a rivedere la sua programmazione. La rivolta del web Pablo Herreros, giornalista e blogger spagnolo, ha reso possibile tutto ci. Nel mio blog molte volte ho denunciato casi simili a quello di Marta. Criticavo la televisione, gli spettatori, ma non ho mai ottenuto dei risultati. Cos ho chiesto in un post alle aziende di non pubblicizzare i loro prodotti in programmi che pagano i familiari dei criminali per le interviste. Non possiamo permettere che i nostri gli crescano credendo che da un crimine si possa guadagnare. Il post viene rmato da 36 mila persone e condiviso migliaia di volte su Facebook e Twitter. Le grandi aziende, sempre pi attente agli umori dei consumatori, non restano indifferenti. Nestl, LOreal, Vodafone Espana, Donuts, Bayer e Campofro decidono di togliere i loro spot dalla trasmissione. Il programma va in onda con una sola pubblicit e rischia la chiusura. Il presentatore Jordi Gonzalez prima accusa Herreros di essere stipendiato da una rete rivale, poi parla di censura. Ora La Noria va in onda dopo la mezzanotte, con contenuti differenti. Herreros commenta cos: Credo che facendo pressione sulle imprese si possa creare una televisione differente. Non sapevo di poter trovare la chiave giusta, ma oggi posso dire che non impossibile.