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Senza cuore saremmo solo macchine

Redatto da

Sanela Redzovic

Corso di Advanced Business Strategy Prof. Erik Larsen

SOMMARIO
INTRODUZIONE ................................................................................................................................................. 3 LA STORIA .......................................................................................................................................................... 4 Gli inizi ........................................................................................................................................................... 4 ll secondo dopo guerra .................................................................................................................................. 5 Gli anni settanta ............................................................................................................................................ 6 Gli anni ottanta .............................................................................................................................................. 6 Gli anni novanta............................................................................................................................................. 6 Il nuovo millennio .......................................................................................................................................... 7 Il marchio ....................................................................................................................................................... 8 PROBLEMATICHE AZIENDALI ............................................................................................................................ 9 Il dopo guerra e il problema della riconversione .......................................................................................... 9 Gli scioperi e la crisi petrolifera degli anni settanta ...................................................................................... 9 Le difficolt nelle vendite e la fusione ........................................................................................................... 9 ANALISI AZIENDALE ........................................................................................................................................ 10 Posizionamento strategico .......................................................................................................................... 10 WHO? Tipo di clientela alla quale si rivolge lazienda. ............................................................................ 11 WHAT? Tipo di prodotto che lazienda offre. .......................................................................................... 11 HOW? Tipo di strategia che lazienda attua per vendere il prodotto. .................................................... 13 Analisi delle 5 forze competitive di Porter .................................................................................................. 14 Intensit della competizione ................................................................................................................... 14 Potere contrattuale degli acquirenti ....................................................................................................... 14 Potere contrattuale dei fornitori ............................................................................................................. 14 Minacce derivanti dallingresso sul mercato di nuovi concorrenti ......................................................... 15 Minacce derivanti dallintroduzione sul mercato di prodotti/servizi sostitutivi ..................................... 15 Attrattivit del settore ............................................................................................................................. 15 Analisi SWOT................................................................................................................................................ 16 Fattori Interni: Forze................................................................................................................................ 16 Fattori Interni: Debolezze ........................................................................................................................ 16 Fattori Esterni: Opportunit .................................................................................................................... 16 Fattori Esterni: Minacce .......................................................................................................................... 17 Strategie Combinate ................................................................................................................................ 17 CONCLUSIONI .................................................................................................................................................. 18 WEBGRAFIA ..................................................................................................................................................... 19 BIBLIOGRAFIA.................................................................................................................................................. 20 2|Pagina

INTRODUZIONE
Alfa Romeo, nata, ufficialmente il 24 giugno 1910 a Milano come A.L.F.A. (acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili), divent ben presto una delle aziende leader nel settore delle automobili di lusso, producendo modelli che hanno fatto la storia dellautomobile. Nel 1939 limprenditore Henry Ford dichiar: Quando vedo un'Alfa Romeo mi tolgo il cappello. Nella prima parte del nostro lavoro verranno esposti gli eventi e la storia, che dimostrano come Alfa Romeo sia riuscita a raggiungere il successo nel mercato italiano, riuscendo anche a diventare icona stilistica di due decenni, mentre raccoglieva scarsi risultati sul mercato europeo. Abbiamo inoltre presentato i problemi pi rilevanti, secondo il nostro parere, legati alla fusione di Alfa Romeo e Lancia. Lunione fu necessaria per poter sopravvivere in un momento congiunturale estremamente difficile e la sfida pi grande fu senza dubbio quella di cercare di risolvere tutte le difficolt di gestione interna della nuova azienda. In seguito abbiamo studiato il caso scegliendo X tipi di analisi, per determinare quali opportunit potrebbe cogliere Alfa Romeo e da quali minacce dovrebbe invece guardarsi, giudicando quindi lattrattivit del settore. Le conclusioni esprimono le riflessioni e le considerazioni scaturite dallanalisi di questa azienda, e gli insegnamenti che si possono trarre dalla sua storia e dalla strategia adottata, come pure il difficile processo di una grande fusione, in un mondo sempre pi globalizzato ma che ancora presenta, inevitabilmente, delle sostanziali differenze dorigine culturale.

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LA STORIA
Gli inizi
La storia dellAlfa Romeo, una delle case automobilistiche pi longeve e prestigiose del panorama automobilistico italiano e mondiale, ricca di importanti avvenimenti ed ha come protagonisti alcuni tra gli imprenditori pi abili del Bel Paese. Alla base di quella che ora unazienda leader, vi la "Societ Italiana Automobili Darracq" fondata a Roma nel 1906 con lintento di produrre veicoli a basso costo. Il mercato automobilistico, in netta espansione sin dagli albori del 900 stava per stabilizzandosi e la domanda era in calo, mettendo in serio rischio la sopravvivenza della azienda. A causa della crisi, gli stabilimenti della Darracq sono quindi stati venduti, dapprima ad un gruppo italiano di auto amatori, chiamato Alfa Anonima Lombarda Fabbrica Automobili", per poi passare, nel 1915, dopo essere stata messa in liquidazione, nelle mani dell'Ing. Nicola Romeo e quindi alla sua azienda l' "Accomandita Ing. Nicola Romeo e Co." Con la guerra alle porte, lAccomandita trasform parte delle strutture produttive della ditta, rendendola una fabbrica, oltre che di auto, di motori per carri armati e di materiale bellico in generale, il tutto per far fronte alla sempre crescente domanda statale. Nel 18, al termine della guerra, lazienda sub una nuova rivoluzione: vennero infatti inglobate nella struttura iniziale e le Officine Meccaniche di Saronno, le Officine Meccaniche cavallo di battaglia erano le automobili da corsa. Fu proprio grazie alle prime auto da corsa, tra le quali figurava proprio la P2 dellAlfa Romeo, la pi veloce di quel periodo, che il marchio divenne sempre pi conosciuto. Tabanelli di Roma e le Officine Ferroviarie Meridionali di Napoli, dando vita ad un sistema pi grande riunito sotto il nome di "Societ Anonima Ing. Nicola Romeo e Co. Anche questazienda aveva un output molto variato, produceva un po di tutto, da motori a scoppio a utensili per fabbriche minerarie, ma il vero. Quando tutto sembrava andare per il meglio scoppi per la seconda guerra mondiale, che costrinse la societ a riconvertire per lennesima volta tutti i suoi sistemi produttivi in favore dello sviluppo di armi ed altri oggetti bellici. Alla fine del conflitto, una nuova riconversione dei mezzi e la pesante recessione che colp lintera Italia fecero giungere sullorlo della liquidazione lAlfa Romeo, che per, essendo ormai conosciuta in tutto il mondo (particolarmente in USA, Spagna e Inghilterra) prefer rivoluzionare il suo approccio alla produzione piuttosto che uscire dal mercato. Questa nuova rivoluzione aziendale, che puntava a portare la ditta ai livelli competitivi di tutte le altre aziende sul mercato, non piacque per nulla allo storico direttore Nicola Romeo, che lasci dunque la guida dellazienda che mantenne comunque il suo nome.

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Grande merito per i cambiamenti apportati va sicuramente dato ad Ugo Gobbato, ingegnere di scuola Fiat, che in poco tempo riuscito a risolvere i problemi organizzativi dellAlfa ed ha riformato un sistema che si basava troppo sulla dirigenza. Per risparmiare e rendere la ditta pi efficiente, molti dirigenti considerati di troppo sono stati allontanati, ma nessun operaio mai stato licenziato, cos da avere una forza lavoro sempre costante e motivata. Ci sono quindi stati cambiamenti drastici come i licenziamenti ma non avventatezza nelle scelte del Direttore Generale che comunque cercava di dare delle gratificazioni economiche adeguate al lavoro svolto.

ll secondo dopo guerra


Dopo l'uccisione di Gobbato, perito in un misterioso attentato, le sorti della societ furono affidate a Pasquale Gallo; entrato prima come Commissario straordinario ed in seguito eletto Presidente, con il compito di "demilitarizzare" gli stabilimenti per essere di nuovo orientati verso la produzione di automobili e mezzi per il mercato civile.

Se il problema maggiore dell'azienda era stato quello di conquistarsi un mercato anche cercando di battere la concorrenza americana che si stava facendo pi forte, ora non era pi soltanto una questione di mercato, ma l'azienda si trovava di fronte anche al fatto di dover ricostruire ci che era andato rovinosamente distrutto negli anni precedenti. Sin dalla fine della guerra si cercher quindi di rimettere in funzione gli impianti danneggiati, dedicandosi inizialmente alla costruzione di motori nautici e addirittura alla costruzione di cucine elettriche, ritornando comunque presto alla tradizionale attivit di costruttore di automobili sportive. Gli anni cinquanta furono probabilmente i pi importanti nella storia della casa, che produsse due modelli di auto destinati a fare storia, la 1900 e la "Giulietta". Si tratta dei primi modelli costruiti in catena di montaggio e il primo apre la strada anche alla fornitura delle auto della Polizia; con questo modello che si inaugura la famosissima serie delle Pantere. Nel 1952 inizia anche la produzione di una fuoristrada messa in concorrenza con la contemporanea Fiat Campagnola e denominata "Matta". Anche nel campo delle corse la casa continua a mietere successi vincendo i due primi Campionati Mondiali di Formula 1 nel 1950 e 1951 grazie rispettivamente a Giuseppe Farina e Juan Manuel Fangio a bordo delle Alfa Romeo 158 e 159 e vincendo il primo anno 6 Gran Premi su 7, imponendo un dominio totale della scuderia. Nel 1961 usc dalle catene di montaggio la 100.000esima Giulietta e l'anno successivo venne messa in produzione un'altra delle vetture che hanno fatto la storia di questa casa, la Giulia. Nel campo delle corse nasce nel 1964 l'Autodelta, il reparto specifico per le competizioni, grazie anche all'impegno dell'ing. Carlo Chiti. Nel frattempo entr a pieno regime anche il nuovo stabilimento di Arese e continu la collaborazione con i migliori designer italiani. 5|Pagina

Gli anni settanta


Il 1972 fu l'anno dell'inaugurazione dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, dove inizi la produzione del primo modello low cost, la Alfasud, prima autovettura a trazione anteriore e con motore di "soli" 1200 cm3. L'Alfasud, purtroppo, si trov subito in serie difficolt poich da una parte non riusciva a rispondere pienamente alle richieste del mercato, mentre dall'altra si trovava a dover affrontare non solo la crisi energetica, ma una pi generale che comprese tutto il mondo dell'industrializzazione. Alfa si trov quindi a dover riesaminare tutti i preventivi fatti precedentemente e che ormai non trovavano pi riscontro nella nuova realt economica, in pi doveva risolvere problemi interni causati dagli operai e dalle maestranze derivati dal disaccordo tra quelli arrivati dal nord e i nuovi assunti del sud. Sempre negli anni 70, venne dato alla luce uno dei modelli pi significativi per la storia dell'Alfa Romeo, l'Alfetta (1972). La meccanica dell'Alfetta era talmente raffinata che fu riproposta invariata addirittura 13 anni dopo sulla 75, prodotta fino al 1992. Poco dopo la messa in commercio dell'Alfetta ne venne proposta una variante meno lunga e pi sbarazzina, la Nuova Giulietta (1977). Nel 1972 l'Alfa Romeo si trov ad affrontare un nuovo lungo periodo di transizione, causato dalle massicce rivendicazioni dei sindacati e degli operai, che hanno caratterizzato gli anni '70.Larrivo nel 78 di Ettore Masaccesi ha poi dato avvio ad una nuova era, con una riorganizzazione generale allo scopo di meglio reinserire lazienda in un mercato diventato molto complicato.

Gli anni ottanta


dell'inizio degli anni ottanta la messa in vendita dell'Alfa 33, che andata a rimpiazzare la poco apprezzata Alfasud. Nel 1983, si poi tentato un ambizioso tentativo di joint-venture con la nipponica Nissan, che ha portato alla creazione dellArna: basata su telaio della Nissan Cherry e con meccanica dell'Alfa 33, l'esperimento per non riscosse un grande successo poich gli appassionati alfisti non riconobbero in questo modello le caratteristiche pi amate della casa del biscione. Nel 1985 la societ festeggi i 75 anni di vita e per celebrare la gioiosa ricorrenza inizi la produzione dell'Alfa 75. Dotata della stessa meccanica di Alfetta, Giulietta e Alfa 90, la 75 l'ultimo modello a trazione posteriore ed stata molto amata, tanto che, per il grande pubblico, la 75 "l'ultima vera Alfa". Nel 1986, uno degli eventi pi importanti della sua storia travolse la casa del biscione. L'Alfa Romeo venne infatti ceduta al Gruppo Fiat dall'allora presidente dell'istituto, Romano Prodi, nel tentativo di rilanciare le sorti del settore automobilistico. La Fiat decise inoltre di combinare la neo acquistata ad un'altra azienda dello stesso gruppo, la Lancia, dando vita alla Alfa-Lancia Industriale spa. Nel 1989, venne presentata una coup in serie limitata che aveva l'intenzione di stupire tutti gli amanti di automobilismo. Nacque cos la SZ e successivamente l'RZ ossia la versione cabrio. Il design estremamente aggressivo gli fece affibbiare la denominazione di "il mostro". Questa fu l'ultima Alfa Romeo ad avere lo schema con ponte De Dion e la trazione posteriore e mont pure un inedito sistema di auto livellamento delle sospensione, che permetteva alla vettura di variare a proprio piacimento l'altezza della stessa, raggiungendo un nuovo livello di personalizzazione per il cliente.

Gli anni novanta


All'inizio dell'ultimo decennio dello scorso secolo sono usciti due importanti modelli, il primo la Alfa 155, che ha segnato il definitivo abbandono della trazione posteriore sui modelli di gamma medio-superiore. La 155 ha raccolto l'eredit di un modello molto amato, la 75, ma non riuscita ad imporsi per via della perdita di sportivit dovuta alla mancanza della trazione posteriore e del sistema transaxle (ripartizione dei pesi vicino al 50/50) e per via delle troppe analogie con le pari livello di Lancia e Fiat. La seconda l'Alfa 145, che mirava a sostituire l'Alfa 33. La 145 risulta pi pesante e meno brillante della precedente a causa del peggior rapporto peso/potenza, ma colpisce ugualmente grazie ad uno stile unico (esterno ed interno); successivamente riesce a raccogliere un buon apprezzamento complessivo da parte del pubblico grazie ai miglioramenti applicati sulla seconda serie, con adozione dei nuovi motori Twin Spark, unitamente ad una maggiore qualit costruttiva. 6|Pagina

Le 145/146 sono anche le ultime vetture Alfa Romeo a montare il glorioso motore Boxer, sviluppato a suo tempo per l'Alfasud, anche se dal 1997 su entrambe le auto vengono montati i pi potenti motori della gamma Twin Spark. Il 1997 viene da molti definito l'anno del definitivo rinnovamento del marchio italiano, in corrispondenza dell'uscita dell'Alfa 156. La 156 riesce a conquistare il titolo di Auto dell'anno per il 1998 e costituisce il modello del rilancio dell'Alfa Romeo. su questo modello introdotto per la prima volta il cambio selespeed, un semi-automatico, con 2 leve dietro il volante per comandare le marce, derivato dal mondo delle corse e rivolto a un impiego sportivo della vettura. Dotata di una qualit costruttiva all'altezza delle aspettative del mercato europeo, la 156 stabilisce nuovi standard per quel che riguarda il comportamento su strada.

Il nuovo millennio
Il 2000 si apr per lAlfa sotto le pi rosee aspettative, in quanto la ditta era in ottima salute e le vendite erano in continuo aumento. Le molte auto presentate in questi anni hanno regalato allAlfa una reputazione molto buona ed ogni nuovo modello messo in vendita ha successo assicurato. Nel 2010 l'Alfa Romeo ha inoltre compiuto cento anni, un traguardo importante e di grande prestigio. I festeggiamenti si sono tenuti a marzo in occasione del salone di Ginevra, dove pure avvenuta la presentazione ufficiale della nuova Giulietta, erede della 147.

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Il marchio

Per descrivere in maniera ancora pi simbolica lincredibile sviluppo registrato da questo glorioso marchio automobilistico, abbiamo deciso di proporre una carrellata dei loghi che lAlfa Romeo ha adottato sin dagli albori. Come si pu facilmente notare dallimmagine, una delle principali caratteristiche del logo quella di non essere stato mai rivoluzionato nel tempo, questo per dare al pubblico lidea di unimpresa stabile e legata al passato, sinonimo di grande qualit. Dalla parte sinistra, si pu notare una croce rossa su sfondo bianco, simbolo della citt di Milano, mentre nella met destra campeggia il caratteristico serpente simbolo dei Visconti, che ha dato origine al soprannome di biscione, modo con cui spesso ci si riferisce allAlfa Romeo. Le modifiche hanno solo intaccato il settore esterno, con nel 1910 le scritte Alfa e Milano divise da due nodi sabaudi in onore alla Casa dei Savoia, con laggiunta nel 18 del nome Romeo, a testimonianza dellacquisto di Nicola Romeo. Nel 25 stata inserito un contorno in stile corona dalloro, per simboleggiare la vittoria dellAlfa Romeo P2 nel primo campionato di automobilismo di sempre, mentre nel 46, dopo il passaggio alla Repubblica italiana, sono stati rimpiazzati i nodi sabaudi da due linee ondulate. Lultimo cambiamento nello stile del brand si poi verificato nel 1971 quando, con lapertura dello stabilimento Alfasud di Pomigliano, sono stati eliminati dallo stemma il nome Milano, le linee ondulate, lalloro esterno ed il trattino che separa i nomi Alfa e Romeo. Questultimo restyling, progettato da Pino Tovaglia, ha riportato semplicit e sobriet nel marchio, rendendolo estremamente simile alla sua prima incarnazione. La forma trovata, in equilibrio tra design moderno ma contenuto storico, sembra essere molto azzeccata, in quanto nonostante questo stemma sia gi in uso da 40 anni, non si avverte nessuna necessit di procedere ad un nuovo ricambio.

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PROBLEMATICHE AZIENDALI
Il dopo guerra e il problema della riconversione
Alla fine della seconda guerra mondiale la situazione di Alfa Romeo era critica: leconomia italiana (da sempre mercato di riferimento del gruppo milanese) era colpita da una grave recessione e le vendite erano in continuo calo. Dimessosi lo storico direttore Nicola Romeo, la guida della societ pass a Pasquale Gallo. Il nuovo manager dovette innanzitutto riconvertire gli stabilimenti alla produzione di veicoli civili ed in seguito var un piano, per internazionalizzare la societ, aumentandone la competitivit e conquistare quote di mercato in Europa e negli USA. Tale piano prevedeva il cambio di gran parte del top management, poco formato e molto legato allex direttore da legami di amicizia, sostituendolo con giovani ingegneri assolutamente fedeli al nuovo manager, e contemporaneamente lincentivazione economica per i lavoratori meritevoli. Il piano non venne mai completato e non port allattesa internazionalizzazione dellazienda, ma il rinnovamento permise alla societ di presentarsi allinizio degli anni 50 con i numeri giusti per sfruttare il boom delleconomia italiana.

Gli scioperi e la crisi petrolifera degli anni settanta


La fine degli anni sessanta viene ricordato, a livello mondiale, come il periodo delle rivolte studentesche e degli scioperi degli operai. Anche Alfa Romeo fu colpita duramente da questi scioperi. Per esempio nello Stabilimento di Arese, nel 1969, gli operai indissero svariati scioperi per alcune rivendicazioni salariali e il miglioramento della loro tutela. Gli anni successivi non furono fortunati per Alfa Romeo e la sua produzione di automobili in serie, poich sia nel 1973 che nel 1979 ci furono due importanti crisi petrolifere che fecero rallentare la produzione.

Le difficolt nelle vendite e la fusione


Gli anni ottanta rappresentarono il decennio peggiore per il gruppo milanese. Se tra il 1959 e il 1979 il settore delle auto di prestigio in Italia era cresciuto di oltre il 50%, arrivando a contare pi di 250.000 unit allanno delle quali 90.000 prodotte da Alfa Romeo, nel decennio successivo ci fu un rallentamento del mercato. Allo stesso tempo lingresso nel mercato di nuovi competitors (come Volvo e Mercedes) aument la concorrenza e ridusse la quota di mercato di Alfa Romeo sotto il 2%. Nel 1986 si giunse alla privatizzazione della societ e allaccorpamento con la Lancia, dando vita alla AlfaLancia Industriale. La neonata societ venne ceduta al gruppo FIAT. In seguito alla fusione ebbe inizio un processo di ristrutturazione che si svilupp sul taglio dei dipendenti, il ridimensionamento e la successiva chiusura degli storici stabilimenti di Arese e Milano Portello e la cessione a FIAT di gran parte dello stabilimento di Pomigliano dArco. Liniezione di liquidit operata dal gruppo FIAT permise di effettuare importanti investimenti per migliorare limmagine del marchio e lappeal sui giovani, per portare sul mercato la pi stilosa gamma di berline e compatte, con lenfasi sulla sportivit e sul made in Italy. Laumento delle vendite negli ultimi anni 90 vanno in buona parte attribuite a questa campagna marketing e ad un programma di sviluppo del prodotto di grande successo che ha portato come risultato una gamma di modelli che ha riscontrato il gradimento del pubblico.

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ANALISI AZIENDALE
Sin dalla fondazione della Societ Italiana Automobili Darracq nel 1906, e proseguendo poi nello sviluppo, lazienda ha incontrato molte difficolt e cambiato spesso direzione (per quando riguarda il prodotto e di conseguenza per quanto riguarda la clientela) attuando una strategia di differenziazione molto forte negli anni, che d'altronde per non ha mai causato particolari problemi di visibilit allazienda. Oggi Alfa Romeo punta sulla bellezza, la potenza e la tecnologia senza dimenticare limportanza di quello che rappresenta ai giorni nostri una guida ecologica, quindi la riduzione dei consumi e delle emissioni. Ma partiamo dallinizio dato che nel caso specifico di Alfa Romeo, per capire come si arrivati allattuale offerta e clientela, essenziale fare lanalisi aziendale seguendo la storia dellazienda. Nellanalisi che segue, per semplicit, verr sempre utilizzato il nome Alfa Romeo per indicare lazienda anche se (come descritto nella storia) a dipendenza dei periodi storici, degli avvenimenti e dei cambi di gestione, lazienda ha cambiato pi volte nome.

Posizionamento strategico
Prima di iniziare con lanalisi vera e propria, ci preme fornire unidea sulla situazione attuale dellazienda aprendo un piccolo inciso per quanto riguarda il posizionamento strategico odierno. Negli ultimi anni, Alfa Romeo ha subito un deposizionamento legato allimmagine in particolare dovuto a prodotti non sempre in linea con le esigenze del mercato, alla reputazione a livello internazionale di marchio prettamente sportivo nonostante la reputazione di prestigio di cui gode in Italia, ed alla nascita di un nuovo segmento di mercato chiamato Premium (marchi che vantano differenziazione per chi vuole distinguersi) che porta la Casa del Biscione a dover affrontare nuovi e maggiori concorrenti. Di seguito viene illustrato il posizionamento (rispetto a specifici fattori) della berlina che Alfa Romeo costruiva in diretta concorrenza soprattutto con le berline tedesche, infatti il modello stato prodotto fino a poco pi di un mese fa ( stato tolto dalla produzione il 28 ottobre 2011), nonostante questo pu comunque dare unindicazione abbastanza precisa del posizionamento aziendale attuale rispetto alla concorrenza.

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WHO? Tipo di clientela alla quale si rivolge lazienda. Allinizio della sua storia, lazienda si focalizza su una clientela comune creando unautovettura a basso costo, ma il fallimento e larrivo della Prima Guerra Mondiale non le permettono di continuare su questa strada, non permettendole di conseguenza di trovare un target specifico al quale rivolgersi. Per tutta la durata della guerra, il principale cliente di Alfa Romeo lo Stato, pi precisamente lesercito, la marina e laviazione; la stessa situazione si ripete durante il secondo conflitto mondiale con un enfasi maggiore sullaereonautica militare. Tra i due conflitti lazienda cerca di ritornare alle origini, rivolgendosi alla clientela privata ed in particolare a quella sportiva delle competizioni; rimane comunque in parte un fornitore statale, non pi di prodotti bellici ma di mezzi pubblici. La ripresa dal secondo conflitto mondiale risulta per pi pesante e porta lazienda a rivolgersi a tuttaltro tipo di clientela, puntando ad una sorta di clientela comune/civile del mercato immobiliare. Dopo essersi stabilizzata, Alfa Romeo riesce a mettere in atto la sua ragione dessere che si sviluppata negli anni, accontentando un tipo di clientela rivolta (ma soprattutto appassionata) alle autovetture sportive in linea di massima accessibili; questo tipo di prodotto porta anche lo Stato ad interessarsi e di conseguenza a diventare cliente per la fornitura di autovetture alla Polizia ed ai Carabinieri, che vengono anche modificate e personalizzate a tale scopo (fornitura ancora oggi in atto anche per altri corpi statali). La crisi petrolifera porta lazienda a concentrarsi per un periodo sui clienti appassionati della competizione sportiva su ruote, ma subito dopo propone un prodotto giovanile rivolto alla clientela comune e soprattutto adatto a chi ha meno confidenza col volante, data la praticit che ne risulta dal prodotto. Lazienda, visti i buoni risultati, decide di spingersi oltre puntando ad una clientela pi raffinata e lussuosa, a cui piace il comfort, ma la nuova clientela non riconosce lazienda nel settore del lusso e quella vecchia si lamenta della poca sportivit presente negli ultimi prodotti di Alfa Romeo. Lazienda coglie le lamentele dei clienti che a questo punto diventano affezionati e che voglio un auto con stile da usare sportivamente, lasciando cos perdere il settore del lusso classico e passando al lusso sportivo ma proponendo qualcosa anche alle famiglie ed agli amanti delle berline e delle coup. Proprio cos si arriva ai giorni nostri, dopo questo lungo percorso storico facile capire che lazienda ha sempre saputo il target a cui puntava; a volte ha dovuto cambiarlo momentaneamente a causa di fattori esterni ed a volte ha tentato di ampliarlo, ma invano. La sensazione che lazienda fatto la sua fortuna tanto tempo fa, il target iniziale oggi non vuole infatti pi staccarsi dallazienda perch estremamente affezionato alle proprie macchine e di conseguenza alla ditta stessa. Concludendo, la clientela odierna di Alfa Romeo rappresentata da clienti in generale a cui piace lauto sportiva e supersportiva, in particolare si spazia da acquirenti molto ricchi ai giovani, cos come agli esigenti con cura del dettaglio, perch chi acquista Alfa Romeo ricerca caratteristiche che solo quel marchio possiede. WHAT? Tipo di prodotto che lazienda offre. Lazienda viene originariamente fondata per la costruzione di autovetture a basso costo, ma visto il fallimento passa alla produzione di macchinari e materiali per lindustria mineraria, attivit che le permette di dedicarsi nel 1915 alla produzione di materiali di tipo bellico (autocarri e motori). Nel 1918, come citato nella parte della storia, avvengono degli assorbimenti che portano lazienda a produrre motori a scoppio per qualsiasi applicazione (aerei, auto, locomotive ed altri rotabili in genere); durante la Seconda Guerra Mondiale invece, si sceglie una linea prioritaria che abbandona momentaneamente lauto per dedicarsi a motori aereonautici (alberi motore) e ai mezzi militari. Tra le due guerre vengono prodotte autovetture efficaci e piacevoli destinate alla strada ed alle competizioni sportive, ma lazienda si diversifica anche nel settore dei autobus, degli autocarri e dei motori aereonautici. 11 | P a g i n a

La volont di riprendersi e di ricominciare con la produzione di automobili e mezzi per il mercato civile e pure sportivo, porta Alfa Romeo a produrre per un certo lasso di tempo anche prodotti non tipici: saracinesche,infissi, cucine elettriche, Una volta ristabilitasi, lazienda inizia la produzione di auto sportive in serie (modificando poi eccezionalmente i modelli di produzione per adeguarli meglio alle esigenze di Polizia e Carabinieri), vetture di tipo medio e pi commerciabili, e poi anche vetture di fascia inferiore. Prima della crisi petrolifera viene proposta lautovettura a ruote coperte da competizione, in seguito arriva Alfetta: elegante, potente, raffinatezza meccanica superiore, comportamento su strada ineccepibile; arriva poi anche la variante di Alfetta cio Giulietta: pi corta e con uno stile pi giovanile. Il sentiero verso il lusso intrapreso dallazienda, porta alla creazione di Alfa 6, che comprende una serie impressionante di gadget rivolti ad assicurare il comfort di marcia; unulteriore deviazione verso una sportivit meno accentuata fa nascere Alfasud ed Arna; nessuna delle tre vetture ottiene per successo. Avvicinandoci ai giorni nostri il livello delle tecnologie sviluppate aumenta esponenzialmente: nel 1987 il V6 benzina di Alfa Romeo viene eletto miglior motore dellanno e la 164 TD risulta essere lauto diesel con motore VM pi veloce del mondo, che montava tra laltro un inedito sistema di autolivellamento delle sospensioni che permetteva di variare laltezza da terra della vettura; nel 1998 la 156 ottiene il titolo di auto dellanno vantando per la prima volta un cambio salesspeed derivato dal mondo delle corse e rivolto ad un impiego sportivo della vettura, oltre ad essere la prima auto al mondo con motore turbo disel common rail. A questo punto Alfa Romeo propone la grande berlina 166 in diretta concorrenza soprattutto con le berline tedesche, con una variante familiare sportwagon e una coup sportiva. Oggi lazienda nota per la produzione di autovetture di carattere sportivo (molto arrotondate) di due tipi: 1. Accessibili, dinamiche, giovanili e curate nel design come lo sono la MiTo e la Giulietta. 2. Commercializzate in serie limitata, lussuose, estremamente curate nel design e supersoportive come lo sono la 8C Competizione con motore Maserati (prodotti solo 500 esemplari) e meglio ancora lAlfa Romeo TZ3 Corsa (prodotta in esemplare unico per un facoltoso cliente).

Alfa Romeo segue quindi in linea di massima questi due filoni e rimane molto legata ai caratteri distintivi del suo prodotto (soprattutto al design) perch come gi detto, chi acquista Alfa Romeo ricerca caratteristiche che solo quel marchio possiede; le caratteristiche distintive odierne di Alfa Romeo sono: bellezza, potenza, tecnologia ed attenzione alla riduzione dei consumi e delle emissioni. Dopo questa evoluzione storica, si pu concludere che la sportivit del passato viene ora espressa da Alfa Romeo attraverso linee uniche per bellezza ed eleganza, non proprio adatte alluso quotidiano e famigliare.

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HOW? Tipo di strategia che lazienda attua per vendere il prodotto. Alfa Romeo gi negli anni 20 aveva acquistato rinomanza sia in Italia che allestero intessendo rapporti commerciali con vari paesi; negli anni 30 ha consolidato la sua fama mondiale soprattutto grazie alle corse ed ai suoi famosissimi piloti che hanno portato vittorie e successi. Il tutto ha permesso ad allazienda di godere della reputazione (e quindi dellimmagine) passata ed odierna che ovviamente laiuta molto nel posizionare e vendere i suoi prodotti. La commercializzazione in serie limitata e le collaborazioni con designer famosi come Bertone, Pininfarina, Zagato e Giugiaro creano molta attrazione soprattutto nei confronti dei clienti ricchi. Dato che nel settore automobilistico le guerre con campagne pubblicitarie televisive e su riviste sono diventate fondamentali, anche Alfa Romeo si impegna ottenendo risultati straordinari dato che pubblicizza le sue creazioni come fossero molto pi di unautovettura, senza concentrarsi come i concorrenti sulleccessiva elencazione delle componenti tecniche, ma utilizzando un linguaggio molto elaborato ma umano, creando soprattutto nelle sue pubblicit delle storie vere e proprie che lasciano a bocca aperta. Per capire meglio questa differenza, si pu confrontare lo slogan di Alfa Romeo Senza cuore saremmo solo macchine che appare alla fine della pubblicit della nuova Giulietta con quello di Volkswagen, Das Auto. La dotazione delle vetture Alfa Romeo ai corpi dellordine italiani (e anche esteri) e lapparizione di esse in determinati film e serie televisive come Il Laureato (apparizione pi famosa di una vettura Alfa Romeo nel cinema che ha portato notoriet a livello mondiale al modello 1600 Spider Duetto del quale uscita anche unedizione speciale Alfa Romeo Spider Graduate disponibile negli USA durante gli anni 80), James Bond, Un caso per due, Il commissario Rex, sono sicuramente state delle strategie di marketing (anche involontarie) molto buone. Da ultimo, ma non meno importante, Alfa Romeo ha sponsorizzato e continua a patrocinare molti eventi sportivi, in particolare gare di imbarcazioni: nel 2002 fu varato lAlfa Romeo, la prima barca a vela che portava questo nome e che ha raggiunto tra laltro risultati sportivi molto importanti; inoltre la Safety car nel campionato mondiale Superbike unAlfa Romeo. Concludendo, dal punto di vista delle vendite, Alfa Romeo non ha particolari problemi, perch oltre ad impegnarsi come i suoi concorrenti, ha anche dalla sua la fidelizzazione dei molti clienti gi acquisiti che elevata e che lazienda mantiene grazie alla passione che mette in ogni cosa che fa, dal prodotto vero e proprio alle pubblicit.

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Analisi delle 5 forze competitive di Porter


Intensit della competizione Nellanalisi del mercato una speciale attenzione va posta sui concorrenti diretti, le altre imprese che operano sullo stesso mercato e nello stesso settore produttivo. Alfa Romeo si trova a competere con agguerriti produttori automobilistici come MINI, BMW, SAAB, Volvo, Audi, Mercedes ed altri, ovvero altri marchi di vetture medio superiori. Per quanto riguarda il mercato automobilistico italiano Alfa Romeo passato da una quota di mercato nel 2010 del 2,65 a una quota nel 2011 del 3,37. Mentre nel mercato europeo Alfa ottiene una minor quota, ossia nel 2010 solo 0.8 punti e nel 2011 sale a 0.99.

Nonostante non sia in questo segmento da molti anni, al contrario di altre case come Volkswagen o BMW, i prezzi e la qualit delle Alfa sono pari a quelli delle concorrenti. Alfa attualmente non cos affermata nel mercato europeo come gli altri rivali, ma con i nuovi modelli MiTo, Giulietta e 8C comincia a presentarsi come marchio di prestigio e di qualit. Possiamo affermare che c una forte concorrenza nel settore delle auto medio superiori, non data dal numero di case automobilistiche, che non sono numerose, ma bens dai volumi di produzione e di vendita. I dati riportati dallUNRAE indicano un calo del 9.2% nel 2010 rispetto al 2009 delle immatricolazioni, per quanto riguarda lItalia, mentre per lEuropa i dati dimostrano un calo del 5,5%. La competizione si far sempre pi agguerrita, per portare a segno un punto in pi di quota di mercato. Potere contrattuale degli acquirenti Il potere contrattuale degli acquirenti per Alfa Romeo basso, come del resto anche per le altre case automobilistiche. Riguardo ai consumatori finali, essi hanno un potere alquanto basso, dato che sono in molti e vista la possibilit per Alfa di focalizzarsi su diversi target. Per quanto concerne la rete di distribuzione, ossia i concessionari, Alfa ha lappoggio di Fiat, la quale si gi affermata ed ha gi i propri canali. Potere contrattuale dei fornitori Analogamente ai clienti, lanalisi dei fornitori mira a mettere in evidenza chi sono e come possono influire sulla capacit competitiva dellazienda i principali fornitori. I fornitori possono influenzare lintero ciclo di approvvigionamento attraverso il livello dei prezzi di acquisto, le modalit di pagamento (dilazionate o no), la qualit e la continuit delle forniture, il livello dellassistenza tecnica se necessaria, la puntualit nelle consegne. Nel nostro caso i fornitori hanno un ruolo molto importante per la produzione delle autovetture, eppure non possiedono un potere contrattuale alto da permettere loro una migliore posizione contrattuale. 14 | P a g i n a

Anche se Alfa tenta di differenziarsi, cercando continuamente soluzioni innovative per i materiali e il design dei suoi modelli, sono molti i fornitori da cui pu attingere. I materiali usati da Alfa non sono eccessivamente ricercati ed esclusivi ed per questo che i rifornitori possono essere facilmente cambiati. Malgrado tutto ci, i contratti stipulati sono di medio/lunga durata per questo che rescinderne uno provoca costi anche per la casa automobilistica. Minacce derivanti dallingresso sul mercato di nuovi concorrenti La minaccia di potenziali entranti dipende dalle barriere allentrata. Quanto pi esse sono alte tanto pi sar difficile entrare nel mercato e le imprese che sono riuscite ad entrare saranno pi protette. Le tradizionali barriere allentrata sono : - La dimensione degli investimenti iniziali - Le economie di scala e di apprendimento - Lidentit del brand - Laccesso ai canali di distribuzione Nel settore in cui opera Alfa Romeo le minacce di nuovi entrati sono basse. Linvestimenti necessari per entrare nel mercato automobilistico sono abbastanza alte, per non parlare della difficolt in cui ci si pu imbattere a realizzare delle economie di scala e di apprendimento. Un fattore altrettanto difficile da conquistare per chi vuole entrare nel settore quello del grado di notoriet, attrattivit e fedelt del brand. Lunica minaccia che pu spaventare Alfa e competitori, sono altre case automobilistiche che vogliono focalizzarsi nello stesso segmento. Queste case hanno meno problemi per quanto riguarda le prime barriere, ma forse maggiori difficolt a comunicare la propria strategia e il proprio posizionamento. Minacce derivanti dallintroduzione sul mercato di prodotti/servizi sostitutivi Laltro tipo di minaccia esterna la possibilit che ci siano prodotti sostitutivi. Questa minaccia impone spesso unattenta valutazione della strategia di prezzo adottata per la quale il cliente trover conveniente passare da un prodotto allaltro. Attualmente per Alfa Romeo, come per tutto il settore del trasporto privato, lunica minaccia data dal settore del trasporto pubblico. Sebbene questi servizi sono una valida alternativa allautomobile per il trasporto, essi non soddisfano appieno i bisogni del target dellauto. Se invece si considera questi come unalternativa pi ecologica, Alfa e le altre case automobilistiche stanno rispondendo con lo sviluppo di modelli eco-compatibili. Attrattivit del settore Date le basse minacce da parte dei nuovi entranti e dei prodotti sostituti e lalto potere contrattuale da parte di Alfa rispetto ai propri fornitori e clienti possiamo affermare che il settore attrattivo. Purtroppo per chi opera allinterno del settore restano come preoccupazioni la grande competitivit che riduce i profitti e mette un punto dinterrogazione su quanto riguarda le tecnologie e linnovazione del futuro.

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Analisi SWOT
La SWOT Analysis utile per prendere decisioni, identificare quali sono i punti di forza su cui puntare o i punti deboli su cui intervenire e quali sono le minacce che possono essere trasformate in opportunit. Fattori Interni: Forze Alfa Romeo fa parte del Gruppo Fiat, marchio riconosciuto in tutto il mondo, e questo un grande punto di forza per essa. Infatti lappoggio di Fiat per Alfa stato un trampolino di lancio. L'azienda ha tratto beneficio dalle sinergie con i prodotti, la condivisione tecnologica le capacit commerciali con gli altri marchi del Gruppo Fiat. Alfa Romeo, uno dei leader nel mercato automobilistico italiano presente dal 1910 e conosciuto per il suo stile non ortodosso, per il suo gradevole e aggressivo design che trasmette la qualit e la raffinatezza di una meccanica di eccellenza. Nel corso degli anni, le vetture di Alfa Romeo si sono guadagnate la reputazione di design elegante e di prodotto di alta qualit, offrendo prestazioni di alto livello e di controllo oltre a una maggiore sicurezza e ad un maggior comfort. Alfa Romeo, che ha riscosso successo in ambito competizioni sportive, stato capace di trasferire con successo le sue tecnologie di corsa alle sue autovetture. Alfa pu puntare sul suo brand e sulla fedelt dei suoi consumatori, i cosiddetti alfisti, sulla sua reputazione e sullalleanza con Fiat e le sue altre case. Fattori Interni: Debolezze Anche se Fiat ha una presenza globale di vendita, una parte importante delle sue entrate generato principalmente dall'Europa occidentale. Alfa Romeo un brand di nicchia e quindi ha una limitata presenza oltre l'Europa. Dopo il ritiro della societ dagli Stati Uniti nel 1995, le vetture dellAlfa Romeo sono principalmente state commercializzate solo in Europa ed hanno avuta una debole presenza in altri mercati. Come gi detto in precedenza, il marchio Alfa un marchio che stato per decenni un brand tipicamente sportivo come suggerisce lo slogan Cuore Sportivo e il passato nel modo delle competizioni. Questa percezione limita probabilmente la visibilit di Alfa Romeo in altri posizionamenti del mercato. Fattori Esterni: Opportunit La strategia di Fiat di creare unalleanza industriale con i partner principali, come Chrysler ha portato a ricchi dividendi negli ultimi anni. In particolare nel caso Alfa Romeo, la societ sta valutando la possibilit di condivisione di componenti e piattaforme con BMW Mini. Dopo luscita dal mercato statunitense di Alfa Romeo nel 1995, con la collaborazione di Chrysler potrebbe verificarsi un ritorno in grande stile oltreoceano, proprio come auspicato dalla casa madre Fiat. Fiat Group ha inoltre intensificato la sua presenza nei paesi a basso costo, attraverso joint venture e partnership, come l'India e la Turchia. Oltre a ci, si sta concentrando sull'espansione nella regione latinoamericana, investendo pesantemente sullo sviluppo di nuovi veicoli e tecnologie nel settore automobilistico in Brasile. Questa potrebbe essere un possibile vantaggio da cogliere al volo per lAlfa Romeo. Alfa Romeo beneficer dei canali di distribuzione consolidati e in espansione e della rete di vendita del Gruppo Fiat. Il trasferimento della propriet di Maserati da Ferrari a Fiat Partecipazioni ha anche portato ad una migliore cooperazione tra Maserati e il marchio Alfa Romeo in termini tecnologici e termini commerciali. Questo prevede anche di rafforzare la leadership di Alfa Romeo nel settore delle corse, oltre ad espandere le sue operazioni in altri importanti mercati internazionali. Sono molte le opportunit future per Alfa, a partire dallalleanza di Fiat Group con Chrysler, cosi come lespansione in nuovi mercati e la preziosa cooperazione con Maserati. 16 | P a g i n a

Fattori Esterni: Minacce Fiat ha affrontato problemi molto importanti riguardanti lambito dei lavoratori nel 2007 e brevi interruzioni del lavoro nel 2008. In precedenza, a causa delle agitazioni sindacali nel 2005, Fiat ha dovuto fermare temporaneamente le attivit di tre dei suoi impianti, che hanno affrontato problemi di capacit di stoccaggio. Nello stesso anno, Fiat Auto ha subito blocchi di spedizione delle vetture a causa di disaccordi tra le aziende di trasporto e i proprietari subappaltatori delle aziende di trasporto. Tali questioni hanno causato gravi danni alla societ, in termini di morale dei dipendenti, di perdita nelle vendite e dello sconvolgimento delle reti di distribuzione. Qualsiasi evento simile in futuro pu influenzare anche le vendite e il benessere economico di Alfa Romeo. Regolamenti degli investimenti esteri, restrizioni commerciali e fluttuazioni dei tassi di cambio, oltre all'impennata dei costi delle materie prime, energia e combustibili, continuano a rappresentare una minaccia per lattivit e per gli affari di Alfa Romeo. Strategie Combinate Strategia SO Alfa deve adottare strategie che usano le forze per trarre vantaggio dalle opportunit. Le possibili strategie che potrebbe mettere in atto sono il rafforzamento del brand nei mercati esteri e un adattamento dei propri modelli alle esigenze dei consumatori stranieri. Visto che il marchio Alfa Romeo ha gi conquistato il cuore dei fedelissimi in Italia, ed in parte in Europa, deve calcare la sua posizione e rendersi pi attrattivo nei mercati non Europei attraverso una continua ricerca e sviluppo e a tattiche di marketing mirate a dei target precisi. Affiancata a questa strategia, con la preannunciata ricomparsa sul territorio statunitense, bisogna non incappare nei stessi problemi gi vissuti nel 1995, adattando i modelli delle autovetture alle norme e alle preferenze del mercato nordamericano. Strategia WO Contemporaneamente, Alfa deve strutturare delle strategie che traggano vantaggio dalle opportunit attraverso il superamento delle debolezze. Come ovvio, lopportunit pi importante per questa casa automobilistica quella di erigere delle alleanze con marchi gi radicati in mercati pi ampi, quali BMW e Chrysler. Strategie ST Daltro canto, questa produttrice di autovetture e del resto anche le atre, deve mirare ai punti di forza per evitare le minacce. Le minacce comuni a tutte le aziende automobilistiche sono quelle del rincaro del petrolio e delleffetto sullambiente di questultimo. Alfa Romeo dovrebbe sfruttare le sinergie tecnologiche e commerciali con gli altri marchi della casa Fiat per debellare in parte questa minaccia che si affaccia sul futuro della ditta. Le cooperazioni tra le case di Fiat, possono aiutare Alfa a ridurre i problemi dal lato commerciale e finanziario, i quali non sono mai prevedibili. Strategia WT Un altro aspetto che Alfa deve prendere sul serio, quello di cambiare la percezione del marchio, da strettamente sportivo a marchio ad ampio spettro, ossia che possa comprendere limmagine di eco compatibilit, ma anche immagine di alte prestazioni, sicurezza e comfort, per evitare la minaccia originata dalle risorse energetiche utilizzate e minimizzare la debolezza di un marchio abbastanza statico. Inoltre potrebbe intraprendere strategie che rendano minime le debolezze ed evitino minacce, quale lintroduzione di fornitori esteri che ci garantiscano la possibilit di promozione. Tuttavia non si deve sottovalutare leventualit di un calo della qualit alla quale Alfa deve prestare massima attenzione. 17 | P a g i n a

CONCLUSIONI
Fallimenti, guerre, domini, ricostruzioni, riconversioni, ristrutturazioni, trasferimenti, crisi, situazioni congiunturali sfavorevoli.. Un elenco abbastanza esaustivo dei mille disagi e problemi che nel corso della sua vita Alfa Romeo ha dovuto affrontare, ma che nonostante tutto ha superato grazie (sopra ogni cosa) alla passione delle persone (tra laltro molto valide) che lhanno guidata, ma anche a quella dei lavoratori, che hanno portato lazienda ad essere quello che oggi e ad avere di conseguenza successo. Ugo Gobbato, nel 1933, ha dato una svolta allazienda soprattutto eliminando alcuni dirigenti ma non la manodopera, per necessit di avere pi operai specializzati che non dirigenti, il tutto ha portato ad un aumento degli operai e del capitale, oltre alla costruzione di un nuovo stabilimento. Dopo il secondo conflitto mondiale gli operai si sono impegnati, oltre che a fare il loro lavoro, nella ricostruzione degli stabilimenti danneggiati e distrutti. Il tutto stato guidato da una grande voglia di continuare, di tenersi in vita e da unenorme volont di riprendersi Alfa Romeo ci insegna quindi che la passione fondamentale ma non basta, per questo lazienda si impegnata nellintrodurre alcune innovazioni tecnologiche che sono state poi applicate ai modelli prodotti, diventando la prima utilizzatrice di queste nuove tecnologie (in altri casi stata comunque tra le prime ad averle impiegate). Discorso simile si pu fare per le tecniche costruttive usate da Alfa Romeo che sono state imitate da molte altre case automobilistiche, come conseguenza di ci il design delle carrozzerie delle auto di Alfa Romeo ha influenzato la progettazione ed il disegno delle linee di molte vetture dei concorrenti. Quindi alla gi citata passione, si possono aggiungono genio, innovazione ed impegno, che la Casa del Biscione fornisce al fine di raggiungere un buon status ed il successo.Passando alla situazione generale del mercato automobilistico, evidente che si trova di fronte a grandi difficolt dovute alla crisi economica in corso, alla reperibilit dei carburanti fossili e alla ricerca di una tecnologia da utilizzare in sostituzione ai tradizionali carburanti. A causa della crisi economica, anche Fiat ha subito degli ovvi cali di vendita, eppure, il marchio Alfa Romeo registra ancora ottime cifre e si conferma brand dalla grande attrattiva. Al momento, la vera priorit della ditta rinforzare la sua posizione negli Stati Uniti, dopo che diversi modelli mal progettati ne hanno indebolito la credibilit in Europa. Marchionne, presidente di Fiat, ha infatti indicato che oltre oceano le Alfa godono di grande considerazione, ripartire in un mercato amico sar quindi il modo migliore per tornare in Europa in grande stile. Alfa Romeo debutter negli USA a met 2013 con lAlfa 4C, una coup in edizione limitata che potrebbe aprire la strada ad una colonizzazione alfista di massa anche su territorio americano. Per concludere possiamo dire che, per il futuro, Alfa Romeo potrebbe puntare nel proporre contenuti che richiamano il vivere quotidiano, offrire una nuova percezione di vita a bordo, focalizzarsi sul segmento borghese (status) e rendere la sua immagine ancora pi affidabile "Io sono Giulietta e sono fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni." Noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni.W. Shakespeare

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Motore di Ricerca Google www.google.chi Motori Su Motori, Portale d'informazione che informa sulle novit di auto nuove, auto d'epoca e modellini www.motorisumotori.it/nuova-alfa-romeo-giulietta/25

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