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Domande Storia A 1) Prospettive ed obiettivi delle potenze europee per la prima guerra mondiale 2) Patria, nazionalismo, imperialismo: le grandi

potenze di fronte alla prima guerra mondiale 3) Neutralismo e interventismo 4) Patto di Londra 5) Tesi daprile di Lenin 1917 6) Russia dalla rivoluzione di Ottobre alla NEP + Terza Internazionale 7) Da Lenin a Stalin 8) Trattato di Versailles

9) Trattati di pace dopo la grande guerra 10) Vittoria mutilata ed impresa fiumana 11) Crisi del 29 e New Deal 12) Politica estera della Germania e dellItalia negli anni 30 e 40 14) Ascesa del fascismo 15) Dal delitto Matteotti alle Leggi Fascistissime (Tribunale Speciale) 16) Rapporto tra monarchia e fascismo, come si evolve durante il secondo conflitto 17) Patti lateranensi 18) Politica interna del fascismo

19) Ascesa del nazismo 20) Differenze ed analogie tra franchismo e nazismo 21) Nascita e sviluppo del partito nazionalsocialista 22) Politica delle potenze europee di fronte allavanzata di Hitler 23) Differenze e convergenze tra nazismo fascismo stalinismo franchismo - comunismo 25) La nascita della Repubblica di Weimar, politica, partiti e societ nella Germania del dopoguerra. 26) Crisi della Repubblica di Weimar 27) Biennio rosso in Italia

28) Obiettivi e fallimenti della societ delle nazioni 29) La marcia su Roma 30) Esporre una delle tre interpretazioni classiche del libro di Renzo de Felice . 31) Le interpretazioni del fascismo 32) I 14 punti di Wilson, in particolare la Societ delle Nazioni 34) Rapporto fascismo stato e chiesa 35) Dalla caduta dello zarismo alla rivoluzione d'ottobre: fasi e passaggi che conducono Lenin alla dittatura del proletariato. (5/6) 36) La politica estera fascista dal

1925 al 1936: fra diplomazia e imperialismo. 37) Riarmo ed espansionismo hitleriano: illustrare le fasi che conducono allo scoppio della II Guerra Mondiale. 38) Da milizia a partito: illustrare le ragioni e le fasi che conducono alla nascita del Partito Nazionale Fascista. 1/2) Prospettive ed obiettivi delle potenze europee per la prima guerra mondiale/Patria, nazionalismo, imperialismo: le grandi potenze di

fronte alla prima guerra mondiale. Il motivo occasionale che spinse i vari paesi al conflitto fu attentato (28 giugno 1914) allarciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, erede al trono austriaco, da uno studente serbo. Le varie cause del conflitto mondiale furono molto complesse ed articolate e scaturirono da una serie di contrasti che dividevano le grandi potenze europee agli inizi del secolo: Conflitto austro-russo: sia lAustria che la Russia volevano impadronirsi del territorio dei Balcani e approfittare della crisi ormai

irreversibile dellimpero turco per ottenere uno sbocco sul Mediterraneo. Lattentato di Francesco Ferdinando costitu un pretesto per lAustria di umiliare la Serbia che, in quegli anni, si era posta come paese-guida dellirredentismo slavo, ossia del movimento di liberazione dei paesi slavi oppressi dalla dominazione straniera. La Serbia si era quindi mostrata ostile nei confronti della politica austriaca e piuttosto favorevole alla Russia, la quale presentava unorigine slava e una stessa religione ortodossa.

Conflitto tra Germania e Inghilterra: nei primi del 900 il crescente sviluppo industriale tedesco spinse la Germania ad andare alla conquista dei mercati esteri e ad espandere il suo dominio anche per via mare. A tal proposito il nuovo Kaiser Guglielmo II propose la costruzione di un flotta militare e mercantile capace di competere con quella inglese; questo suo progetto preoccup molto i commerci dellInghilterra, che da sempre avevano avuto il predominio sui mari e inoltre la nazione era ancora lunica

potenza europea che non aveva introdotto il servizio militare obbligatorio. Conflitto Francia e Germania: da sempre la Francia e la Germania nutrivano rapporti di ostilit; queste ostilit si fecero ancor pi acute nel 1870 quando la Francia perdette lAlsazia e la Lorena, territori ricchi di carbone e petrolio, nella battaglia di Sedan. Conflitto italo-austriaco: Austria e Italia erano state da sempre in conflitto, per il problema delle terre irridente (Trento e Trieste)

necessarie al completamento dellunificazione politica dellItalia. un contrasto che veniva in parte risolto allinterno della Triplice Alleanza (1882) che vedeva schierate lItalia e lAustria inizialmente contro una duplice Intesa (Russia e Francia) e poi contro una Triplice Intesa in seguito alladesione dellInghilterra. Lattentato allarciduca Francesco Ferdinando serv allAustria come pretesto per accusare la Serbia e per mandargli un ultimatum in cui gli imponeva di accettare la presenza di alcuni funzionari austriaci sul suo

territorio, che avessero indagato sulle cause dellomicidio. Ma la Serbia rifiut questa proposta e costrinse lAustria a dichiararle guerra: era il 28 Luglio del 1914. Subito dopo lo scoppio della guerra si schierarono dalla parte dei due paesi le seguenti potenze europee: a fianco della Serbia si schier subito la Russia, la Francia e lInghilterra (Triplice Intesa), mentre a fianco dellAustria intervenne la Germania che era legata dal patto della Triplice Alleanza (Imperi Centrali). Questultima, infatti, credeva che la

situazione fosse durata pochi mesi e che si trattasse di una guerra lampo che si sarebbe conclusa solo dopo la conquista dellOccidente. La Germania soffriva di un complesso di accerchiamento, quindi la strategia dei generali tedeschi si basava sulla rapidit e sulla sorpresa. Il piano di guerra elaborato dal capo di stato Schlieffen prevedeva un attacco allesercito francese e poi uno scontro con la Russia. Presupposto essenziale per la riuscita del piano era passare attraverso il Belgio, nonostante la sua neutralit, e

puntare direttamente su Parigi. Ma sul fronte occidentale, per, la resistenza dei francesi, a cui si aggiunse lintervento britannico, fu notevole: lesercito cominci a costruire trincee e fortificazioni per impedire i contraccolpi delle truppe tedesche. Si pass cos da una guerra lampo ad una guerra di posizione. Ai due blocchi contrapposti si aggiunsero ben presto la Turchia e la Bulgaria per gli imperi centrali e il Giappone e la Romania per lIntesa. Inoltre era ampiamente diffusa, tra lopinione

pubblica, la convinzione che la guerra era necessaria per soffocare i contrasti sociali e rafforzare la posizione dei governi e delle classi dirigenti. La Seconda Internazionale cess di esistere. 3/4) Neutralismo e interventismo/Patto di Londra. Allo scoppio della guerra lItalia, governata da Salandra, aveva dichiarato la sua neutralit (2 agosto 1914); infatti secondo i patti della Triplice Alleanza, lItalia era tenuta ad

intervenire in aiuto degli alleati solo se questi fossero stati aggrediti. Ma limpegno di cobelligeranza era venuto meno perch lAustria non era stata aggredita e nemmeno aveva informato il nostro governo dellattacco alla Serbia; lItalia cos allo scoppio della guerra si era divisa in sue schieramenti: I neutralisti: di questo schieramento facevano parte i cattolici, poich essi erano contrari per principio alla guerra e se in tutti i casi avessero dovuto partecipare alla guerra lo avrebbero fatto a favore

dellAustria perch anchessa professava la religione cattolica; socialisti perch non si riconoscevano nel conflitto che era stato scatenato dalla borghesia imperialistica e credevano che la guerra potesse ricadere su di loro (Mussolini invece prima si dichiar neutrale e poi si schier a favore dell'intervento e cos fu espulso dal partito); i liberali giolittiani poich erano consapevoli dellimpreparazione militare dellItalia e temevano che uno sforzo bellico avrebbe messo in crisi la

fragile economia del paese. Giolitti era convinto che, come compenso per la sua neutralit, l'Italia avrebbe potuto ottenere dagli imperi centrali parte dei territori rivendicati. Gli interventisti: di questo schieramento facevano parte gli irredentisti (compresi i repubblicani e i socialisti) che pensavano che la guerra fosse opportuna per il completamento dellunificazione dItalia (Trento e Trieste che erano ancora sotto il dominio austriaco); i sindacalisti che pensavano di costruire sulle macerie dello stato

liberale un nuovo ordine sociale; i nazionalisti che consideravano la guerra come un mezzo che potesse permettere allItalia di diventare una grande potenza; tra gli interventisti vi erano anche alcuni studenti universitari ed intellettuali del tempo, quali DAnnunzio, Gentile, Papini, Prezzolini, Amendola, ad accezione di Benedetto Croce che si dichiar a favore della neutralit. Per molti intellettuali la guerra doveva significare la fine del giolittismo e lavvio di un radicale rinnovamento della politica italiana.

Mentre si svolgeva la disputa tra neutralisti e interventisti, Salandra e Sonnino allacciarono contatti segreti con lIntesa, pur continuando nel frattempo a trattare con gli imperi centrali per strappare qualche territorio in cambio della neutralit. Infine senza il consenso del re e allinsaputa del Parlamento, accettarono le proposte dell'intesa il 26 aprile 1915, lItalia si schier a favore dellIntesa e stipul il Patto di Londra, secondo cui in caso di vittoria il paese avrebbe ottenuto le terre irridente (Trentino, Sud Tirolo,

Venezia Giulia e la penisola istriana, escluso la citt di Fiume, e una parte della Dalmazia). 5) Tesi daprile di Lenin 1917. Nel Marzo 1917, il regime zarista di Nicola II viene abbattuto dalla rivolta degli operai e dei soldati di Pietroburgo. Si instaura un governo provvisorio, formato da borghesi di orientamento liberale. Era presieduto dallaristocratico Lvov e costituito dai membri della Duma, dai cadetti (gruppi liberal-moderati), dai

menscevichi e dai socialisti rivoluzionari, con Kerenskij come ministro della Guerra con lobiettivo di continuare la guerra a fianco dellIntesa e di promuovere loccidentalizzazione. Gli unici a non farne parte, sono i bolscevichi e i soviet. Al potere del governo provvisorio si affianca subito quello dei soviet, soprattutto quello di Mosca, guidato da operai, contadini e soldati, che emanava ordini spesso in contrasto con il governo. Era nato un movimento di massa, contrario

allautorit centrale e che voleva porre fine alla guerra. I rapporti fra governo provvisorio e soviet - nel periodo del doppio potere, che si protrarr fino alla rivoluzione di ottobre - non sono ovviamente regolati da alcuna norma giuridica e variano dalla collaborazione all'antagonismo, a seconda delle circostanze e del prevalere di questo o quel partito: mentre infatti i menscevichi vogliono che i soviet si limitino a sorvegliare e stimolare il governo provvisorio, i bolscevichi, sotto l'influenza di Lenin,

considerano i soviet come uno strumento rivoluzionario, destinato in prospettiva a eliminare e sostituire il governo provvisorio. Lenin, leader del partito bolscevico, rientr in Russia dalla Svizzera, aiutato dalle autorit tedesche, le quali speravano che il suo arrivo avrebbe consentito il ritiro sovietico dalla guerra. In opposizione al governo provvisorio, subito eman, le tesi di aprile, un documento costituito da dieci punti dove rifiutava il carattere borghese della rivoluzione e stabiliva invece la presa

del potere dal proletariato. Egli rovesci la teoria marxista (secondo cui la rivoluzione proletaria sarebbe scoppiata prima nei paesi pi sviluppati) e afferm che la Russia, in quanto debole e arretrata, poneva le basi per lo sconvolgimento del sistema. Infine obiettivo di Lenin era quello di dare tutto il potere ai soviet, poich il governo provvisorio rappresentava qualcosa di simile al vecchio governo zarista. Il largo consenso delle masse operaie e contadine permise al Partito bolscevico di ottenere la

maggioranza e a met luglio vi fu la prima ribellione di soldati e operai che impedirono la partenza per il fronte di alcuni reparti. Linsurrezione fall. Il principe Lvov si dimise e fu sostituito da Kerenskij, il quale non era ben accolto dallopinione pubblica a causa del fallimento delloffensiva contro gli austro-tedeschi. Il comando dellesercito pass a Kornilov, che mand un ultimatum al governo, chiedendo il passaggio dei poteri alle autorit militari. Quindi Kerenskij chiese aiuto alle forze socialiste,

compresi i bolscevichi e blocc il tentativo di colpo di Stato militare organizzato da Kornilov. Questo consent il rafforzamento dei bolscevichi, che si preparavano per attaccare il governo provvisorio. 6) Russia dalla rivoluzione di Ottobre alla NEP + Terza Internazionale. Il 23 ottobre del 17 i bolscevichi, guidati da Trotzkij, attuarono uninsurrezione e rovesciarono il governo provvisorio di Kerenskij. I soldati rivoluzionari e le guardie rosse assaltarono il

Palazzo dInverno, sede del governo provvisorio, mentre nel frattempo si riuniva a Pietrogrado, il Congresso panrusso dei soviet russi. Il Congresso stabil due punti fondamentali: La pace equa senza annessioni e senza indennit; Labolizione della propriet privata. Venne costituito un governo rivoluzionario chiamato Consiglio dei commissari del popolo , composto da bolscevichi e presieduto da Lenin. I menscevichi, i cadetti e i social rivoluzionari reagirono convocando

lAssemblea costituente e i risultati sorpresero tutti i bolscevichi, poich ebbero pochi seggi e i vincitori furono i social rivoluzionari. La Costituente fu sciolta dai militari bolscevichi, i quali ruppero ogni rapporto con i socialisti e i democratici e cominciarono ad instaurare una dittatura di partito. Dittatura e guerra civile - Il governo rivoluzionario riusc facilmente ad impadronirsi del potere centrale, ma ebbe molta difficolt nellamministrare un paese immenso, complesso e arretrato,

anche perch il partito bolscevico si era isolato e non pot contare sullappoggio di altre forze politiche, che emigrarono verso altri paesi. Tuttavia essi erano convinti di poter costruire rapidamente un nuovo Stato proletario, ispirato alla Comune di Parigi. Inoltre Lenin riprendeva ancora una volta le teorie di Marx (che vedevano lo Stato come strumento del dominio di una classe sulle altre e affermava che una volta scomparso questo dominio, esso si sarebbe estinto) e affermava che la societ socialista si sarebbe

autogovernata secondo i principi di democrazia, senza bisogno di apparati burocratici. Il 3 marzo 1918 fu conclusa la pace con la Germania, con la firma del trattato di BrestLitovsk. I social rivoluzionari si opposero e i bolscevichi rimasero isolati definitivamente. Le potenze dellIntesa considerarono la pace di Brest-Litovsk come un tradimento e appoggiarono con armi e uomini lopposizione al governo bolscevico. Le armate bianche attaccarono dallEst e assunsero il controllo della Siberia; altri scontri sorsero nel Nord

della Russia, dove era pi forte la presenza dellIntesa; infine lUcraina divent uno Stato nominalmente indipendente, sotto il protettorato tedesco. Nel frattempo il governo rivoluzionario assumeva sempre di pi dei caratteri autoritari, creando una polizia politica (la Ceka), un Tribunale rivoluzionario centrale che processava chiunque disubbidisse al governo, i partiti dopposizione diventarono fuori legge e venne reintrodotta la pena di morte. Venne riorganizzato lesercito per iniziativa

di Trotzkij, e gli venne dato il nome di Armata rossa degli operai e dei contadini , il quale consent ai bolscevichi di resistere agli attacchi dei nemici alleati allIntesa. Tuttavia cerano delle divisioni allinterno delle forze controrivoluzionarie e inoltre le potenze occidentali smisero di appoggiare i bianchi, poich temevano che la rivoluzione bolscevica si sarebbe diffusa anche nei loro paesi. Nel momento in cui i bolscevichi si liberarono degli oppositori, il regime dovette affrontare un attacco dalla

Repubblica di Polonia, che approfitt della debolezza del governo rivoluzionario per rivendicare dei vecchi territori appartenenti alla Grande Polonia. Scoppi il conflitto e lArmata rossa ag rapidamente, ma una controffensiva polacca costrinse i russi a ritirarsi. Con la firma dellarmistizio la Polonia ottenne la Bielorussia e lUcraina. La Terza Internazionale - Nel 19 Lenin decise di sostituire la vecchia Internazionale socialista in una nuova Internazionale comunista, rompendo definitivamente con la

socialdemocrazia europea. La prima riunione della Terza Internazionale avvenne a Mosca e venne chiamata con labbreviazione Comintern. Allinizio la nuova organizzazione non svolse alcuna attivit di rilievo. Nel II congresso si discusse riguardo le regole che i singoli partiti dovevano seguire per entrare a far parte dellInternazionale: essi dovevano ispirarsi al modello bolscevico, cambiare il proprio nome in quello di Partito comunista, difendere la causa della Russa sovietica ed eliminare gli esponenti delle correnti riformiste.

Tra il 20 e il 21 lobiettivo espresso nel II congresso venne realizzato, si cre in tutto il mondo una rete di partiti che si basavano sul modello bolscevico e la Russia divenne il centro del comunismo mondiale. Tuttavia i partiti comunisti rimasero minoritari rispetto ai socialisti. Dal comunismo di guerra alla Nep Quando i comunisti presero il potere, leconomia russa era instabile e precaria. Vi erano piccole industrie che producevano solo per lautoconsumo, senza portare beneficio alleconomia del paese.

Riguardo la situazione finanziaria, le banche furono nazionalizzate e i debiti con lestero cancellati, ma questo non miglior la situazione e dato che il governo non era in grado di riscuotere tasse, stampava carta moneta che non aveva nessun valore. Si ritorn cos al baratto. Il governo bolscevico attu allora una politica pi autoritaria, chiamata comunismo di guerra. Si cerc di fornire gli approvvigionamenti alle citt dalle campagne, fu incoraggiata la creazione di fattorie collettive (kolchoz) e furono istituite fattorie

sovietiche (sovchoz), gestite dallo stato o dai soviet locali. Vennero nazionalizzate tutte le industrie pi importanti. Grazie a ci il governo bolscevico riusc ad armare e mantenere il suo esercito, anche se leconomia era sempre in dissesto. I contadini manifestarono la loro insofferenza, dando vita tra il 20 e il 21 a delle insurrezioni, seguite da una terribile carestia che dilag nelle campagne. Il regime represse la rivolta e si tenne a Mosca il X congresso del Partito comunista che segn la fine del

comunismo di guerra. Venne istituita la Nep, nuova politica economica, basata su una parziale liberalizzazione delle attivit economiche, che stimol la ripresa produttiva. I contadini ebbero la possibilit di vendere sul mercato i prodotti in eccesso, dando una quota fissa allo Stato e venne liberalizzato anche il commercio. Tuttavia la Nep ebbe degli effetti non previsti, come la crescita dei kulaki, cio il ceto dei contadini ricchi che controll il mercato agricolo, degli imprenditori e degli affaristi (i nepmen). Mentre le

piccole imprese facevano progressi, lindustria statale stentava a svilupparsi e non era in grado di offrire alti salari agli operai, quindi alla fine fu proprio la classe operaia ad essere danneggiata dalla Nep. 7) Da Lenin a Stalin. La prima costituzione della Russia fu varata nel 18 e prevedeva che il nuovo Stato avesse carattere federale, rispettasse lautonomia delle minoranze etniche e si aprisse allunione con altre repubbliche sovietiche. Nel 1922 i congressi di soviet delle singole

repubbliche, decisero di dar vita allUnione delle repubbliche socialiste sovietiche (Urss). La nuova costituzione dellUrss affidava il potere supremo al congresso dei soviet, ma il potere reale era nelle mani del Partito comunista, il quale controllava la polizia politica e basato su un sistema centralizzato. Gli obiettivi dei bolscevichi erano: leducazione della giovent per consentire lo sviluppo economico e la lotta contro la Chiesa ortodossa, in contrasto con la dottrina marxista. Linfluenza della Chiesa fu

ridimensionata, venne legalizzato laborto, fu proclamata la parit dei sessi e listruzione divenne obbligatoria fino a 15 anni. Lesperienza rivoluzionaria si svilupp maggiormente nei giovani e negli intellettuali, che si misero al servizio della politica e andarono incontro ai bisogni delle masse. Da Lenin a Stalin: il socialismo in un solo paese - Con lascesa di Stalin alla segreteria del partito nell 22 e la malattia di Lenin, che mor nel 24, si scaten uno scontro allinterno del gruppo dirigente bolscevico. Il pi

importante fu quello tra Trozkij e Stalin sul problema della burocratizzazione del partito: Trozkij riteneva inoltre che lUrss doveva accelerare i ritmi di industrializzazione e favorire il processo rivoluzionario nellOccidente capitalistico tesi della rivoluzione permanente. Stalin sosteneva invece la tesi del socialismo in un solo Paese e riteneva lUrss capace di fronteggiare da sola lostilit del mondo capitalista teoria del socialismo in un solo paese.

Lidea di Stalin fu condivisa dalle altre potenze europee e Trozkij fu emarginato. Un secondo scontro si ebbe per la politica economica: Zinov e Kamenev volevano linterruzione dellesperimento della Nep per un rilancio dellindustrializzazione a spese degli strati contadini privilegiati. Bucharin invece, con lappoggio di Stalin, voleva la prosecuzione della Nep e la piccola impresa agricola.

I primi si unirono a Trozkij e cercarono di organizzare un fronte unico di opposizione, ma vennero espulsi dal partito, con la conseguente sconfitta dellopposizione di sinistra. La nuova fase, vide la crescita del potere di Stalin e il suo tentativo di portare lUrss alla condizione di grande potenza industriale e militare. 8/9) Trattati di pace dopo la grande guerra. Finita la guerra i rappresentanti dei paesi vincitori (Wilson, Clemenceau, Lloyd George e Orlando) si riunirono a Parigi nel

1919 per le trattative di pace e ridisegnare la carta politica dellEuropa, sconvolta dal crollo dei 4 imperi. Vi era un contrasto tra i sostenitori di una pace democratica e quelli di una pace punitiva. Alla fine si opt per la seconda, che fu chiamata anche Diktat. Con il trattato di Versailles, (28/06/1919) la Germania sul piano militare fu costretta a ridurre il suo esercito per la tutela dellordine interno e a smilitarizzare il territorio della Renania; sul piano territoriale, perse tutti i suoi possedimenti

coloniali, fu costretta a restituire alla Francia, il territorio dellAlsazia e della Lorena e alla Polonia cedette Slesia e Posnania, che comport la divisione tra Prussia occ. e orient.; sul piano economico, essendo considerata la principale causa della guerra, dovette pagare ingenti somme di denaro per il risarcimento dei danni dei paesi dellIntesa; Con il trattato di Saint-German, limpero austro-ungarico fu smembrato. LAustria divenne una Repubblica, il regno dUngheria divenne indipendente, si formarono

la Repubblica cecoslovacca, polacca e il regno jugoslavo, divennero indipendenti la Lituania , la Lettonia, lEstonia e la Finlandia, prima sotto la Russia, mentre il Trentino, lAlto Adige, Trieste e lIstria furono ceduti allItalia, che per non pot ottenere la Dalmazia (che finir alla Jugoslavia) per lopposizione del presidente americano Wilson . Con il trattato di Neuilly, la Bulgaria fu costretta a cedere tutti i suoi territori alla Romania, alla Jugoslavia e alla Grecia.

Con il trattato di Svres, la Turchia fu costretta a cedere tutti i suoi territori alla Francia e allInghilterra. Infine la GBR concesse al nuovo Stato libero dIrlanda un regime di semi-libert, con lesclusione dellUlster protestante. Comunque le condizioni imposte dai trattati di pace agli sconfitti furono tanto dure da compromettere, soprattutto per la Germania, ogni possibilit di rinascita economica. Nello stesso tempo, anche i paesi vincitori non si consideravano pienamente soddisfatti da quanto

ottenuto. Il presidente americano Wilson aveva chiarito con il discorso dei 14 punti al Congresso, i fini che gli Stati Uniti si erano posti intervenendo in guerra. Al momento di stipulare la pace, per, lapplicazione proprio di quei principi caus problemi perch alcuni di essi risultavano contraddittori (anche il contrasto italo-americano nacque da ci). Il presidente Wilson aveva pensato ad un organismo internazionale che vigilasse sul mantenimento della pace tra i popoli, cos, nel 1919 nacque a

Ginevra la Societ della Nazioni; questa per risultava compromessa poich non ne facevano parte ne Russia , n Germania n gli stessi Stati Uniti . 10) La vittoria mutilata e limpresa fiumana. Riguardo gli equilibri internazionali, lItalia si liber del nemico austro-ungarico, ma nel Patto di Londra si stabil che la Dalmazia fosse annessa allItalia e che la citt di Fiume restasse allAustria-Ungheria. LItalia si sent trattata come una ruota di scorta e

considerata una potenza mondiale secondaria. Cos nella conferenza di Versailles la delegazione italiana, capeggiata da Orlando, chiese lannessione di Fiume sulla base del principio di nazionalit. Gli alleati si opposero e il fallimento di Orlando segn la fine del suo governo, che venne sostituito da Nitti. Si parl di vittoria mutilata, una celebre espressione di DAnnunzio, poeta con grandi capacit oratorie che affermava che lItalia non aveva ottenuto i territori stabiliti nel Patto di Londra. Nel 1919 Gabriele

DAnnunzio, alla guida di gruppi di volontari occup Fiume, ne proclam lannessione allItalia e dichiar costituita la Reggenza del Cornaro. Limpresa di Fiume per, fu anche il segno di una grande crisi politica; il governo non era riuscito ad impedire liniziativa militare autonoma. Solo nel 1920, col nuovo governo Giolitti, si riusc a risolvere la questione col trattato di Rapallo con la Iugoslavia: Fiume venne riconosciuta indipendente e lItalia rinunci alle pretese sulla Dalmazia.

11) Crisi del 29 e New Deal. Nel 1929 una grande crisi improvvisa gener il crollo della borsa di Wall Street. Questo caus la caduta dellintero meccanismo dellazione speculativa, infatti tutti gli azionisti cominciarono a liquidare i pacchetti azionari per recuperare i guadagni finora ottenuti. La corsa alle vendite determin la caduta del valore dei titoli e il crollo del mercato che colp i ceti pi ricchi. (gioved nero 24 ottobre furono venduti 13 milioni di titoli). Ci fu una crisi di sovrapproduzione: la domanda cio

diventava insufficiente rispetto allofferta (+ offerta domanda) e questo determin troppa produzione rispetto alla vendita. Le banche fallirono. Il nuovo presidente, Hoover, adott una politica deflazionistica e fece dei tagli sulla spesa pubblica. Ci fu una minore circolazione della moneta e vennero ridotti i prestiti verso lestero. Infine, ladozione della politica protezionistica da parte degli Usa determin la crisi del 29 a livello internazionale.

Nel 1932 si tennero negli Usa le elezioni presidenziali (presidente uscente Hoover) e venne nominato capo del governo Franklin Delano Roosvelt, democratico, che riusc a stabilire un buon rapporto con le masse, infondendo loro speranza e coraggio. Nei primi mesi del suo governo (i cento giorni), venne avviato il New Deal (nuovo patto), una politica economica basata su un forte intervento dello Stato nel settore finanziario e sociale. Il New Deal prevedeva lattuazione di alcune

riforme per risollevare il paese dalla condizione di crisi. Fu svalutato il dollaro per rendere le esportazioni pi competitive; Fu favorita linflazione, che non fu negativa perch favor la liquidit, quindi anche il movimento della circolazione della moneta; Fu ristrutturato il sistema creditizio; Furono aumentati i sussidi di disoccupazione e furono concessi prestiti per estinguere le ipoteche sulle case; Fu avviata una riforma bancaria.

Lo Stato ag anche nella spesa pubblica. Fu limitata la sovrapproduzione agricola (AAA); Venne imposto un codice di comportamento per evitare la concorrenza (NIRA); Vi fu la costruzione della diga, che serv per lindustria idroelettrica (TVA). Alla fine del 34 i risultati del New Deal non furono soddisfacenti, cos si

ricorse allaumento dei lavori pubblici, che offr nuovi posti di lavoro. Roosevelt sostenne i sindacati e ottenne la contrattazione collettiva. Le controparti si riunirono con lobiettivo di aumentare i salari e nacque una legge anti-trust, cio bisognava andare contro certi grandi proprietari dindustria, come Ford e contro i monopoli che non volevano seguire questa linea. Vi fu una riforma fiscale e una legge per la sicurezza sociale. Il New Deal fu

importante dal punto di vista economico e politico, ma non risolse la crisi del 29. Solo con lo sviluppo della produzione bellica durante la II guerra mondiale, si giunger alla piena ripresa. 12/36) Politica estera della Germania e dellItalia negli anni 30 e 40/La politica estera fascista dal 1925 al 1936: fra diplomazia e imperialismo. Nellideologia fascista gli aspetti pi importanti erano costituiti dal nazionalismo, dalla volont di

affermare lItalia come potenza, dallimportanza attribuita alla preparazione militare. Nel 1934 Mussolini si oppose con successo al tentativo di Hitler di annettersi allAustria. In questo clima, Mussolini cerc di attuare la sua politica di espansione. Nel 1935 fu dichiarata guerra allEtiopia che dal tempo del governo Crispi, era stato oggetto delle mire coloniali italiane .Nel 1936 la guerra era conclusa, e Mussolini pot proclamare la costituzione dellImpero, ma la guerra contro

lEtiopia ebbe leffetto di isolare diplomaticamente lItalia, alla quale furono applicate sanzioni da parte della Societ delle Nazioni . Mussolini reag avvicinandosi alla Germania nazista; i rapporti tra il regime fascista e quello nazista si intensificarono nel giro di pochi anni. Nel 1936 in Spagna, il Fronte popolare costituito da repubblicani socialisti e comunisti, vinse le elezioni. I ceti borghesi e lesercito scatenarono una sanguinosissima guerra civile che si concluse nel 39 con la sconfitta del Fronte e la

costituzione di un regime sotto la guida del generale Franco. Nel corso della guerra, Germania e Italia inviarono consistenti aiuti al generale Franco. I legami tra il regime fascista e quello nazista si facevano sempre pi stretti . Nel 1936 i due regimi proclamarono lAsse Roma - Berlino e nel 1938 Mussolini accett lAnschluss , lannessione dellAustria alla Germania , alla quale si era opposto con successo quattro anni prima. Nel maggio del 1939 Germania e Italia firmarono il Patto dAcciaio ,

unalleanza che impegnava i due Paesi ad intervenire in aiuto reciproco in caso di guerra, sia difensiva che offensiva . Il rafforzamento dei vincoli fra i due regimi port allintroduzione anche in Italia delle leggi razziali (1938 ) contro gli ebrei. Lascesa di Hitler e la costruzione del regime nazista non furono correttamente valutati dagli Stati europei che non seppero contrastare i rischi di un nuovo conflitto che incautamente veniva favorito. Hitler riusc cos ad inserirsi nel gioco

diplomatico internazionale e a svolgervi un ruolo di primo piano. Nel 1933 stipul un patto con Inghilterra, Francia e Italia, finalizzato a mantenere la pace. Nel 34 firm un patto di non aggressione con la Polonia in funzione anti-russa. Favor poi il tentativo dei nazisti austriaci di annettere lAustria al Reich tedesco, l'Anschluss, atto proibito dal trattato di Versailles col quale si era conclusa la Prima guerra mondiale. Nel 35 , violando il trattato di pace, introdusse la leva obbligatoria portando lesercito ad un potenziale

cinque volte maggiore del precedente. Stipul quindi, lo stesso anno, un accordo con lInghilterra che le permise di ricostruire la flotta militare . Nel 38 , stretti i rapporti con lItalia , riuscir poi a realizzare lAnschluss e stringer lasse Berlino Roma. 14/15/16/17/18/29/34/38) Ascesa del fascismo/Dal delitto Matteotti alle Leggi Fascistissime (Tribunale Speciale)/Rapporto tra monarchia e fascismo, come si evolve durante il secondo conflitto/Politica interna

del fascismo/Da milizia a partito: illustrare le ragioni e le fasi che conducono alla nascita del Partito Nazionale Fascista/La marcia su Roma/Rapporto fascismo stato e chiesa/Patti lateranensi. In Italia si diffuse il mito della vittoria mutilata, uno degli elementi che resero possibile lavventura fiumana di DAnnunzio. Nel 1919 Gabriele DAnnunzio, alla guida di gruppi di volontari occup Fiume, ne proclam lannessione allItalia e dichiar costituita la Reggenza del Cornaro. Limpresa di Fiume per, fu anche il

segno di una grande crisi politica; il governo non era riuscito ad impedire liniziativa militare autonoma. Solo nel 1920, col nuovo governo Giolitti, si riusc a risolvere la questione col trattato di Rapallo con la Jugoslavia: Fiume venne riconosciuta indipendente e lItalia rinunci alle pretese sulla Dalmazia. Intanto si facevano sentire i fermenti delle organizzazioni socialiste, ma cominciava a manifestarsi una nuova forza politica, radicalmente diversa, in cui confluivano vari elementi. Stava nascendo il Fascismo. Il suo

programma politico si poneva in sintonia con gli interessi sociali ed economici della media e piccola borghesia, ottenendo da esse approvazione e sostegno. Il fascismo mostrava di rispettare e sostenere gli ideali nazionalistici, ma soprattutto riusciva a riscuotere lapprovazione di questi ceti in quanto si opponeva alle organizzazioni operaie. Il fascismo trov simpatie inizialmente anche dalla classe politica liberale, che pensava di utilizzarlo per ostacolare lavanzata dei partiti popolari e poi neutralizzarlo.

Il primo nucleo fascista rappresentato dai Fasci italiani di combattimento, fondati a Milano nel marzo del 19 da Benito Mussolini. La crisi economica del Paese era gravissima: linflazione aveva raggiunto livelli eccezionali e il costo della vita era enormemente cresciuto. Giolitti si trova poi a dover risolvere la crescente violenza fascista. Le squadre dazione fasciste infatti attaccavano violentemente i sindacati socialisti e cattolici e le rispettive sedi. Le spedizioni delle squadracce fasciste miravano a

bloccare ogni rivendicazione dei lavoratori e a far fallire le azioni di sciopero. Furono sostenute dai grandi proprietari terrieri che intendevano in tal modo eliminare ogni forma di organizzazione sindacale dei contadini. Giolitti pens allora che ci potesse essere utile per frenare il successo dei socialisti e che sarebbe stato poi possibile eliminarne le caratteristiche di violenza. Ritenne quindi che il momento fosse propizio per indire le nuove elezioni che consentissero di ridurre, in Parlamento, la forza dei

partiti di massa - socialista e popolare - e di rafforzare le forze liberali. Il Parlamento fu sciolto nel maggio del 1921 e si tennero le elezioni che videro per il rafforzarsi dei partiti di massa e lentrata in Parlamento di alcuni deputati fascisti. Dopo lesito delle elezioni, Giolitti si dimise e venne sostituito da Bonomi, che trova difficolt nellunificare il Parlamento. Cerc di porre fine alla lotta tra socialisti e fascisti con il patto di pacificazione 1921. Mussolini sconfess il patto e

divenne leadership del movimento, che divenne un vero e proprio partito, il Partito nazionale fascista. In seguito la guida del governo pass a Facta, un giolittiano, mentre nel frattempo la violenza squadrista aumentava e si propagava dappertutto. I socialisti erano troppo deboli per opporre resistenza alle offensive fasciste e lo sciopero generale legalitario in difesa delle libert costituzionali si rivel un disastro, poich i fascisti lo repressero apparendo agli occhi dei borghesi come garanti dellordine.

Cos nel 22 avvenne a Roma la scissione del partito socialista e i riformisti di Turati formarono il Psu (partito socialista unitario). La marcia su Roma - Mussolini ritenne che il momento fosse propizio per un colpo di Stato e il 28 ottobre del 22, gruppi di fascisti marciarono su Roma senza trovare alcuna resistenza. Facta ( liberale ), capo del governo, aveva chiesto che il re firmasse lo stato di assedio per poter disperdere i fascisti con limpiego dellesercito, ma il re rifiut e contrariamente alle aspettative,

affid a Mussolini lincarico di formare il nuovo governo. Fino al 1925 Mussolini punt a trasformare gradualmente il modello istituzionale dello Stato italiano, cambiando lequilibrio tra i diversi organismi e rafforzando il controllo fascista su di essi .

Il Parlamento vide limitata la sua influenza sulle decisioni Nel 1922 venne costituito il Gran Consiglio del Fascismo Nel 1923 venne istituita la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale , un organismo alle

dipendenze non dello Stato ma del Partito . Era chiamata a svolgere quella funzione di braccio armato della volont del Partito, che prima era stata svolta dalle squadracce e che, col fascismo al governo, poteva essere legalizzata.

Furono progressivamente limitate le libert costituzionali di stampa , di sciopero e di associazione Con la legge Acerbo del 23 fu modificato il sistema elettorale: fu abolito il sistema proporzionale che prevedeva lassegnazione dei seggi in Parlamento alle varie forze

politiche in proporzione al numero di voti ottenuto, e fu stabilito che la forza politica che avesse superato il 25 % dei voti e avesse ottenuto la maggioranza relativa avrebbe avuto 2/3 dei seggi in Parlamento, ovvero il totale controllo politico dello Stato . Il nuovo sistema elettorale fu applicato nelle elezioni tenutesi nellaprile del 24 . Delitto Matteotti - La vittoria fascista era scontata, anche perch le elezioni si svolsero in un clima di violenze ed intimidazioni; le

squadracce riuscirono infatti a condizionare le operazioni di voto. Il 24 maggio del 1924 lonorevole Matteotti, segretario del PSU , accus in Parlamento i fascisti di aver esercitato pressioni e violenze durante la campagna elettorale e le operazioni di voto. Poco dopo Matteotti fu rapito ed ucciso dalle Squadre dazione fasciste . Le opposizioni parlamentari - liberali, socialisti, popolari e comunisti decisero di abbandonare il Parlamento attuando la cosiddetta secessione dellAventino. Il re non

prese in considerazione le accuse contro i fascisti e decise di non intervenire. Il 3 gennaio del 1925 Mussolini fece alla Camera un discorso col quale si assumeva la responsabilit per lomicidio del parlamentare Matteotti . Le leggi fascistissime e il tribunale speciale - La costruzione del regime fu attuata con una serie di leggi definite fascistissime. Con le prime di queste leggi, nel 1925 furono sciolti tutti i partiti politici a parte quello fascista e furono vietate tutte le associazioni. Il Parlamento venne

privato di ogni effettivo potere e al capo del governo ( Mussolini ) vennero attribuiti poteri straordinari. Nel 1926 furono abolite le autonomie locali : invece dei sindaci ci furono i podest scelti dal governo stesso. Lo stesso anno fu istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, che ebbe il compito di reprimere il dissenso politico e di perseguire gli oppositori del regime fascista, applicando il confino. Sempre nel 26 vennero delineate le caratteristiche del corporativismo fascista: ai lavoratori venne negata la possibilit

di intraprendere ogni forma di lotta sindacale . Propaganda - In questa costruzione del regime ebbe un ruolo molto importante lapparato propagandistico che servendosi dei giornali, della radio, dei film, cerc costantemente di ottenere il consenso degli Italiani. Nel 1928 furono modificate le modalit di elezione per la Camera dei deputati. Fu istituito un nuovo sistema che prevedeva la predisposizione da parte del Gran Consiglio del Fascismo di una lista di 400 candidati, tutti

fascisti, che gli elettori potevano approvare o respingere. Le elezioni svoltesi nel 1929 con questo nuovo sistema portarono ad una scontata vittoria fascista. Rapporto fascismo stato e chiesa/Patti Lateranensi - A met degli anni venti in Italia lo Stato totalitario era gi una realt consolidata (partito unico, milizia, sindacati di regime etc.). La caratteristica del regime era la sovrapposizione tra la struttura dello stato, simile al vecchio stato monarchico, e quella del partito. Al di

sopra di tutti vi era il potere di Mussolini, che riuniva in se la qualifica di capo del governo e di duce del fascismo. Nel fascismo italiano lapparato dello stato era pi importante della macchina del partito; per comunicare con la periferia, infatti, Mussolini si serviva dei prefetti, mentre per controllare lordine pubblico era preposta la polizia di stato; la Milizia era solo un corpo ausiliario. Dalla fine degli anni venti liscrizione al partito fascista divenne una pratica

di massa, necessaria per ottenere un posto nellamministrazione statale. Un ruolo importante era svolto dalle organizzazioni giovanili del partito: i Fasci giovanili, i Gruppi universitari fascisti e lOpera nazionale Balilla; nata nel 26 comprendeva i giovani fra i 12 e i 18 anni e forniva anche un indottrinamento ideologico. I bambini sotto i 12 anni facevano parte dei Figli della lupa. Tramite queste organizzazioni di massa il fascismo voleva riplasmare la societ, e per questo fu definito totalitario.

Gli ostacoli maggiori che non permettevano allo Stato di essere totalitario erano la Chiesa e la Monarchia. Con la prima Mussolini cerc di creare unintesa politica, iniziata nel 1926 e conclusa nel 1929, chiamata Patti Lateranensi. I patti si articolavano in 3 parti: 1. la Chiesa poneva fine alla questione romana, riconoscendo lo Stato italiano e la sua capitale e anche lo Stato stesso riconosceva la sovranit dello Stato della Citt del Vaticano.

2. Inoltre lItalia simpegn a pagare al papa un forte indennit a titolo di risarcimento per la perdita dello Stato pontificio e infine 3. il concordato regolava i rapporti tra chiesa e regno d'Italia, stabiliva che il matrimonio religioso fosse anche civile e che la dottrina cattolica doveva essere introdotta nelle scuole e che i sacerdoti fossero esonerati dal servizio militare. I Patti Lateranensi portarono a Mussolini un successo propagandistico, infatti nel plebiscito del 29 ci fu un grande afflusso alle

urne e il partito ottenne il 98% dei voti. Il vantaggio per la Chiesa invece fu quello di rafforzare la sua autonomia e la sua presenza nella societ. Laltro limite era la monarchia, Mussolini infatti dovette fare i conti con l'autorit del re, il quale aveva il comando supremo delle forze armate, poteva scegliere i senatori e aveva anche il diritto di nomina e revoca del capo del governo; egli non era subordinato al fascismo e poteva in ogni momento revocare il capo del

governo, ma alla fine rimasero pi dei poteri teorici. Il fascismo nella societ e nelleconomia - Durante il regime del fascismo, lItalia conobbe uno sviluppo demografico, comune a tutta lEuropa occidentale e vide accentuata lurbanizzazione. Nonostante questo sviluppo, alla vigilia della seconda guerra mondiale, lItalia era ancora un paese arretrato e distaccato dalle grandi potenze europee. Questa arretratezza economica e civile favor le tendenze conservatrici e tradizionaliste

dellideologia fascista: la ruralizzazione e lo scoraggiamento allafflusso dei lavoratori verso i centri urbani; lesaltazione della funzione del matrimonio e della famiglia, come garanzia di stabilit e base per lo sviluppo demografico. Anche le donne ebbero, durante il fascismo, le loro strutture organizzative, anche se poco vitali: i Fasci femminili, le piccole italiane, le giovani italiane e le massaie rurali, con la funzione principale di valorizzare le virt domestiche della donna.

Il fascismo per non era solo conservatore immobilista, ma era anche proiettato al futuro, verso un sistema totalitario moderno, che aveva come ostacoli il ritardo economico e culturale. Nel 1927 nasce la Carta del lavoro, documento che cercava di far breccia fra le classi lavoratrici, ormai prive di autonomia organizzativa e capacit contrattuale e con salari diminuiti. Il maggiore consenso al regime deriv invece dalla media e piccola borghesia, che fu favorita dalle scelte

economiche del regime. La fascistizzazione tocc solo superficialmente le classi popolari. Il fascismo dedic particolare attenzione al mondo della cultura e della scuola; nel 1923 con la riforma Gentile venne accentuata la severit degli studi e sancito il primato delle discipline umanistiche su quelle tecniche. Nel campo della cultura, tutto il settore della stampa politica fu sottoposto a un controllo sempre pi stretto; nel 1937 fu creato il nuovo ministero per la cultura popolare, con

il compito di controllare le pubblicazioni. Un altro controllo era posto sulle trasmissioni radiofoniche, dal 1927 affidate allente di stato Eiar; la radio si afferm come canale di propaganda solo dopo il 35. Il cinema ricevette generose sovvenzioni dal regime per favorire la produzione nazionale e limitare la penetrazione dei film americani. In economia Il fascismo adott la formula del corporativismo, che significava gestione diretta delleconomia da parte delle categorie produttive, organizzate in

corporazioni distinte per settori e comprendenti sia gli imprenditori sia i lavoratori dipendenti. Le corporazioni vennero per istituite solo nel 1934 e diventarono una nuova burocrazia. Il periodo che v dal 1922 al 1925 si pu considerare come una fase liberista del fascismo, con un incremento produttivo, aumento dellinflazione, crescente deficit nei conti con lestero e deterioramento del valore della lira. Dal 1925 si ha una fase basata sul protezionismo, sulla deflazione, sulla

stabilizzazione monetaria e su un maggiore intervento statale in economia, con un inasprimento del dazio sui cereali, accompagnato dalla campagna propagandistica detta battaglia del grano, con lo scopo di raggiungere lautosufficienza nel settore dei cereali; lo scopo fu in buona parte raggiunto. Il prezzo per ci fu pagato dal settore dellallevamento e delle colture specializzate. La seconda battaglia fu quella per la rivalutazione della lira, fissando lobiettivo di quota novanta (90 lire

per una sterlina); esso fu raggiunto grazie ad una serie di provvedimenti che limitavano il credito, ma furono diminuiti i salari dei lavoratori dipendenti; a guadagnarne furono soprattutto le grandi imprese. Con la grande crisi si fece sentire la recessione; il commercio con lestero si ridusse, lagricoltura sub un nuovo colpo a causa del calo delle esportazioni e del tracollo dei prezzi. Il regime cerc di reagire sia con lo sviluppo dei lavori pubblici per rilanciare la produzione e attutire la tensione sociale, sia con lintervento

diretto o indiretto dello stato a sostegno dei settori in crisi. 1931-34: bonifica dellAgro Pontino. Lintervento maggiore dello stato fu per nel settore dellindustria e del credito; erano in crisi soprattutto le grandi banche e per salvarle dal fallimento il governo cre nel 1931 un istituto di credito pubblico, lImi (Istituto mobiliare italiano), per sostituire le banche nel sostegno alle industrie in crisi, e nel 1933 cre lIri, lIstituto per la ricostruzione industriale, che divenne azionista di maggioranza delle banche in crisi e

controllando alcune fra le maggiori imprese. La riprivatizzazione risult poi impraticabile e lIri divenne nel 37 un ente permanente; quindi lo stato controllava una quota dellapparato industriale e bancario superiore al resto dellEuropa, divenendo uno Stato-imprenditore. Alla met degli anni 30 lItalia usc dalla fase pi acuta della crisi. Per dal 1935 Mussolini cominci una politica di dispendiose imprese

militari che accentu lisolamento economico economia di guerra. 21) Nascita e sviluppo del partito nazionalsocialista. Il partito nazionalsocialista nacque nel 1919 come una delle oltre 70 formazioni di estrema destra della Germania dellepoca e fu lo stesso Hitler a scatenare una lotta tra le formazioni terminata con la crescita della sua posizione di capo del partito. Dopo il putsch del 1923 il partito si divise e continu la lotta tra fazioni anche dopo il 1925

nonostante il partito fosse stato da poco rifondato. Perfino dopo il 1930, mentre il ruolo del partito si andava rafforzando, vi erano lotte interne e minacce di ribellione da parte dellala paramilitare, le SA. Quindi era un movimento instabile composto da fazioni e interessi in contrasto che forse si sarebbe distrutto se non ci fosse stata la figura di Hitler che spingeva i capicorrente a dare una parvenza di unit e faceva diffondere il culto del capo. Lautorit carismatica fu il principale

fondamento del movimento e confer al futuro dittatore unaura di grandezza che instill, non solo in lui, la convinzione che possedesse le doti necessarie a guidare il nuovo grande futuro della Germania. Hitler divenne il primo oratore della NSDAP nel 1921 e in un solo anno tenne pi di 30 comizi, con il risultato di portare al partito 1300 iscritti in pi: i suoi discorsi facevano presa sui piccoli borghesi ma anche su ricchi e influenti personaggi dellelite sociale e politica della citt. Attraverso Rohm strinse contatti con importanti

ufficiali dellesercito e gi in quellanno aveva oscurato la figura del capo del partito e co-fondatore. Quando Drexler, approfittando di unassenza di Hitler mise in atto i suoi piani di fusione con i rivali nazional-sciovinisti, Hitler abbandon il partito provocando una crisi che si risolse solo con la mediazione che gli attribuiva egemonia assoluta. Alla fine del 1922 il movimento contava 20000 iscritti e 55000 nel 1923. A partire dal 1921 si dot anche di una formazione paramilitare, le SA. Senza labilit

oratoria di Hitler il partito non sarebbe cresciuto cos esponenzialmente, ma senza appoggi esterni e il sostegno degli ambienti pi influenti della societ dellepoca, Hitler sarebbe rimasto un agitatore da birreria. Furono proprio alcuni personaggi ricchi e convertiti al movimento che lo introdussero nei salotti della borghesia della capitale bavarese e il feldmaresciallo Ludendorff lo raccomand presso ambienti che altrimenti gli sarebbero stati preclusi.

Non solo Hitler e la NSDAP furono protetti dalle autorit bavaresi, ma da esse ricevettero anche sostegno finanziario per combattere il pericolo rosso. Grazia a Rohm che si occup di acquistare gli armamenti, nel 1923 le SA potevano disporre di armi, veicoli e altro materiale bellico, pronte per orchestrare lascesa di Hitler a capo del movimento. Durante la sua prigionia, il partito si disgreg a conferma della sua fondamentale leadership e

nonostante la sua ricostituzione nel 1925, lanno successivo era ancora in crisi, ma questa volta Hitler disponeva della forza adatta per fronteggiarla. Le cause di questa crisi erano: la scarsa popolarit di alcuni leader, la vaghezza del programma del 1920 e contrasto rispetto alla strategia politica adottata dal partito. A spingere Hitler ad accettare il ruolo di capo fu il riconoscimento del suo programma come programma del partito e laccettazione del principio che la condotta del capo doveva coincidere

con il rispetto del programma = la legittimazione della sua leadership derivava dalla capacit di fare della sua missione il veicolo di incarnazione dellidea. Hitler rimase inattivo fino al 1926, per le questioni di ordinaria amministrazione aveva delegato; entra in azione solo quando fu costretto a farlo intervenendo durante una conferenza in cui ribad la missione di distruggere il bolscevismo giudeo e cercando l'appoggio dell'Italia dell'Inghilterra per suo compito: soprattutto stabil

l'identit della sua persona col programma mettendo in chiaro che discutendo Hitler si discuteva l'idea e la memoria dei martiri del putsch. L'opposizione svan nel nulla. Nel 1926, il primo congresso della NSDAP si trasform in manifestazione di fedelt a Hitler, il programma fu dichiarato immodificabile; la crisi era stata superata e tutto il potere di decisione ideologica e organizzativa e risiedeva nelle mani di Hitler: la NSDAP diventava partito carismatico.

Nel 1926 il quadro politico sembrava molto stabile, senza lo scoppio della crisi del 1929 sarebbe rimasto tale. Alla fine degli anni 20 molte formazioni di destra in via di estinzione confluirono nel movimento nazionalsocialista in cui il culto della personalit venne istituzionalizzato; il programma del partito era tutt'uno con la persona di Hitler anche se questo programma non si presentava come un insieme di abitini chiari e fissati modo netto, veniva richiesto ad esso un atto di fede

incondizionata in dogmi che Hitler stesso incarnava. Hitler mantenne sempre le distanze dalle componenti pi radicale del movimento, e i principali dirigenti nazisti facevano a gara nel dimostrare a lui la loro devozione. Anche se i contrasti continuarono fino alla fine del 1932, la posizione di Hitler era cos forte che la sua decisione di espellere di elementi non suscitava nessuna reazione. Quando nel 1932 il secondo uomo della NSDAP per insanabili contrasti dovette dimettersi, non riusc a

trascinarsi dietro nessuno e neanche per un momento mise in dubbio la leadership hitleriana. LEgemonia di Hitler prese forma gran parte emiliani compresi fra 1925 e 1928 e quando nel 1929 inizi l'ascesa elettorale del partito la sua natura di partito carismatico faceva s che fosse conosciuto come movimento hitleriano; era stabilita l'autorit assoluta di Hitler e furono gettate le basi per creare la comunit carismatica.

22/25/26) La nascita della Repubblica di Weimar, politica, partiti e societ nella Germania del dopoguerra/Crisi della Repubblica di Weimar/Politica delle potenze europee di fronte allavanzata di Hitler. La fine della guerra aveva portato in Germania forti agitazioni popolari e la creazione di consigli di lavoratori e soldati . Nel 1917 si cre la Lega di Spartaco di Kautsky, che raccoglieva i Socialdemocratici indipendenti contrapposti al vecchio partito socialdemocratico tedesco. La repressione di questultimo delle

agitazioni operaie organizzate dal primo, port il vecchio partito guida tedesco ad orientamenti in parte della destra nazionalista e allutilizzo dei corpi franchi, corpi militari . Il culmine di queste repressioni fu a Berlino nel 1919 durante linsurrezione spartachista; lepisodio fu chiamato settimana di sangue. Intanto le elezioni mostrarono limpossibilit di un governo affidato unicamente ai socialdemocratici, cos si venne formando una coalizione tra Spd, centro e liberali . Nel 1919 a Weimar, sede del Parlamento, fu

dichiarata la nascita della nuova Repubblica e fu stilata la nuova costituzione basata sul suffragio universale .La politica interna comunque presentava forti contrasti: da una parte vi era la spaccatura tra comunisti e socialdemocratici, nella destra invece era nata la convinzione che la sconfitta in guerra era dovuta alle agitazioni operaie. Si assistette cos ad una serie interminabile di assassini politici e colpi di stato .La fine della guerra sancita con larmistizio del 9-11-18 e labdicazione dellimperatore,

avvennero in un clima di generale disgregazione del vecchio ordine sociale e politico. In tutta la Germania nacquero consigli di operai e di soldati - i soviet - che esercitarono funzioni di governo. Sulla scena politica agivano tre gruppi socialisti : 1. I socialdemocratici ( SPD ) 2. I Socialisti indipendenti ( VSPD ) 3. La Lega di Spartaco

I socialdemocratici erano i pi moderati ; nel loro programma era previsto che fossero sciolti i soviet

e fosse eletta , a suffragio universale , unassemblea nazionale per dare una costituzione alla Germania .

I socialisti indipendenti si proponevano di non sciogliere i soviet , ma di riservare loro solo una funzione di semplice collaborazione con lassemblea nazionale . La Lega di Spartaco , guidata da Karl Liebknecht, considerava fondamentale il ruolo dei soviet e si batteva per linstaurazione della repubblica socialista . Rifiutava il

sistema parlamentare e propugnava lazione rivoluzionaria che doveva essere realizzata con la partecipazione consapevole delle masse. Fu formato un governo provvisorio di cui fecero parte i socialdemocratici e i socialisti indipendenti; gli spartachisti passarono allopposizione. La situazione politica tedesca fu caratterizzata dalla netta divisione allinterno del movimento socialista che sfoci in una violenta repressione dellestrema sinistra da parte del governo socialdemocratico

.Furono poi soffocati nel sangue gli scioperi scoppiati a Berlino e fu eliminata dai corpi franchi la Repubblica dei soviet , che era stata proclamata in Baviera. Nel 1919 si insedi lAssemblea nazionale, eletta a suffragio universale , che approv la Nuova Costituzione della Repubblica .La Repubblica fu detta di Weimar, dal nome della citt in cui era stata fissata la sede dellassemblea nazionale. La Repubblica di Weimar ebbe come presidente il socialdemocratico Ebert .

La situazione economica - Dal 1921 al 1923 la situazione economica si fece disastrosa a causa di uninflazione che fece perdere rapidamente valore al marco tedesco .Le cause dellinflazione tedesca vanno ricercate nei gravosi impegni di spesa per la guerra , nelle sanzioni da pagare ai vincitori , nelle difficolt dellapparato produttivo tedesco dopo la guerra - privato della Saar nella crisi dei rapporti commerciali internazionali .Gli effetti della crisi furono particolarmente gravi per i ceti medi , che videro gravemente

compromessi i loro redditi fissi e il potere dacquisto degli stipendi. Anche gli operai subirono gli effetti negativi dellinflazione , ma riuscirono a limitarli in parte perch erano organizzati sindacalmente e potevano avanzare rivendicazioni economiche in modo da attenuare la perdita di valore dei salari. Linflazione arrec invece vantaggi ai proprietari di immobili e soprattutto agli industriali che poterono vendere i loro prodotti allestero con maggiore facilit e poterono pagare i debiti con una moneta ormai

deprezzata .Nei confronti della Germania i paesi vincitori ebbero atteggiamenti diversi .La Francia puntava allannientamento della potenza industriale tedesca e allutilizzazione delle riparazioni di guerra per pagare i propri debiti contratti con gli USA .Inghilterra e Stati Uniti propendevano invece per una ripresa economica della Germania , che sarebbe potuto diventare perci lelemento cardine per isolare la Russia comunista .Nel 1923 la situazione economica tedesca appariva talmente

compromessa che fu evidente la necessit di urgenti interventi risanatori .Venne cos applicato il piano Dawles che prevedeva facilitazioni nel pagamento delle riparazioni e massicci finanziamenti per leconomia tedesca . Hitler al potere - Questo processo di crescita economica e di stabilizzazione politica si sarebbe interrotto bruscamente con la crisi del 1929 che avrebbe avuto come sbocco politico la presa di potere da parte di Hitler .Hitler fonda il Partito Nazional Socialista e nel 1921 costitu

le S.A. - Sturm abteilungen = sezioni dassalto -, unorganizzazione paramilitare da impiegare contro le forze della sinistra .Nel 1923 tent un colpo di stato a Monaco che fall ; durante la carcerazione si occup del suo libro Mein Kampf . Usc di prigione nel 1925 e si dedic a riorganizzare il partito,che aveva ancora un peso politico irrilevante .La travolgente crescita del partito di Hitler , il nazionalsocialista , legata alla grande crisi economica del 29 ; i partiti politici pi forti della Repubblica di Weimar , infatti , ossia

il Partito socialdemocratico e quello cattolico , non seppero reggere allurto della crisi economica . Nelle elezioni del 1930 il Partito nazionalsocialista ottenne il 18 % dei voti .Nelle nuove elezioni del 32 il nazismo era riuscito a conquistare il consenso elettorale di gran parte dei disoccupati e della piccola borghesia , nonch degli operai .Nel gennaio del 1933 , il presidente Hindenburg affid ad Hitler lincarico di formare il nuovo governo . Nellarco di pochi mesi Hitler riusc a organizzare il nuovo Stato tedesco , che ebbe il

nome di Terzo Reich. Sciolto il Parlamento , le elezioni furono indette per il 5 marzo . furono chiusi dai nazisti numerosi giornali , furono date istruzioni alla forza pubblica di non ostacolare le S.A. , che intensificarono le loro azioni contro gli avversari politici. Nelle elezioni, la destra, egemonizzata dai nazisti, ottenne una tanto schiacciante quanto scontata vittoria. Poco dopo le S.A. occuparono tutte le sedi sindacali e ne arrestarono i dirigenti; i sindacati furono sostituiti dal Fronte del lavoro, unorganizzazione di tipo

corporativo. Nel mese di giugno fu sciolto il partito socialdemocratico, mentre quello cattolico si sciolse spontaneamente. La Chiesa cattolica infatti aveva stipulato un Concordato con il nuovo regime, riuscendo cos a mantenere la propria autonomia di culto, ma dovette rinunciare ad ogni forma di impegno sindacale e politico dei cattolici. Hitler conquist rapidamente e conserv saldamente il potere, facendo leva su una serie di spinte e di esigenze presenti nella societ tedesca:

1. Si era fortemente opposto alla classe governativa considerata da molti Tedeschi come incapace 2. Aveva eliminato ogni forma di conflittualit sociale 3. Aveva attaccato ed eliminato le organizzazioni dei lavoratori 4. Aveva esaltato le aspirazioni nazionalistiche ed imperialistiche, in particolare negli ambienti militari 5. Era riuscito a contrastare efficacemente gli effetti portati dalla crisi del 29

6. Aveva attuato un eccezionale piano di investimenti statali per gli armamenti e per le opere pubbliche 7. Aveva astutamente saputo approfittare del drastico calo dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali, devastati dalla Grande Crisi. Il regime nazista - Il mito della superiorit della razza ariana un elemento fondamentale della storia dello Stato nazista; lorganizzazione dello Stato aveva infatti come fine la conservazione e laffermazione della

razza superiore. Ne derivava la legittimazione della costituzione di un apparato totalitario. LA teoria della superiorit e della purezza della razza giustific la persecuzione contro gli ebrei , che con le leggi di Norimberga del 1935, furono esclusi dal diritto di voto, dalle cariche pubbliche,dallesercizio delle libere professioni e del commercio, sino a giungere alle deportazioni di massa e allo sterminio. Il regime seppe sfruttare le moderne tecniche di propaganda e di comunicazione per coltivare ladesione della

popolazione tedesca allideologia nazista. Ogni forma di opposizione fu neutralizzata; per eliminare gli avversari del regime, era stata allestita una serie di strumenti di repressione e indagine, come la Gestapo, potente polizia politica, le SS, truppe sceltissime, i campi di concentramento. Nella notte del 3/6/34, la cosiddetta notte di lunghi coltelli, le SS furono impegnate per massacrare le SA. Appartenevano a questultima quegli esponenti del partito nazista che volevano un pi radicale cambiamento della societ

tedesca e puntavano ad eliminare il capitalismo privato. La soppressione di questala nazista fu necessaria per rassicurare la borghesia capitalistica. Nel 1934 Hindenburg mor e la carica di presidente venne assunta da Hitler . La politica estera di Hitler - Lascesa di Hitler e la costruzione del regime nazista non furono correttamente valutati dagli Stati europei che non seppero contrastare i rischi di un nuovo conflitto che incautamente veniva favorito. Hitler riusc cos ad inserirsi nel gioco

diplomatico internazionale e a svolgervi un ruolo di primo piano. Nel 1933 stipul un patto con Inghilterra, Francia e Italia, finalizzato a mantenere la pace. Nel 34 firm un patto di non aggressione con la Polonia in funzione anti-russa. Favor poi il tentativo dei nazisti austriaci di annettere lAustria al Reich tedesco, lAnschluss, atto proibito dal trattato di Versailles col quale si era conclusa la Prima guerra mondiale. Nel 35 , violando il trattato di pace , introdusse la leva obbligatoria portando lesercito ad un potenziale

cinque volte maggiore del precedente. Stipul quindi, lo stesso anno, un accordo con lInghilterra che le permise di ricostruire la flotta militare . Nel 38, stretti i rapporti con lItalia, riuscir poi a realizzare lAnschluss e stringer lasse Berlino Roma . 27) Biennio rosso in Italia. Il periodo compreso tra la fine del 18 e lestate del 20 fu definito biennio rosso, poich il movimento operaio europeo fu protagonista di unimpetuosa avanzata politica che

assunse anche tratti di agitazione rivoluzionaria, sul modello della rivoluzione russa. Tra il 19 e il 20 lItalia attravers un periodo i agitazioni sociali e cambiamenti degli equilibri politici. I tumulti scoppiarono per il caro-vivere, per laumento del costo di vita ed erano capeggiati da operai dellindustria e lavoratore agricoli che si organizzarono in leghe rosse e leghe bianche cattoliche. La differenza tra i due che le leghe rosse aspiravano alla socializzazione delle terre, mentre quelle bianche cattoliche

difendevano la mezzadria per favorire lo sviluppo della piccola propriet contadina. Nelle elezioni del 1919 tenute col metodo della rappresentanza proporzionale (cio alla lista vanno in proporzione i voti ottenuti), il partito socialista ottenne la maggioranza 32% e vinse le elezioni, cui segu il Partito popolare 20%. I reduci non si schierarono a favore di nessun partito, ma ne fondarono uno proprio che ottenne il 4%, mentre il resto lo ottennero le forze tradizionali (liberaldemocratici). Esce un governo

liberale, poich c una forte concorrenza tra il Psi e il Ppi. Loccupazione delle fabbriche e la nascita del Pci segnarono la fine del biennio rosso in Italia. 28/33) Obiettivi e fallimenti della societ delle nazioni/I 14 punti di Wilson. Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra, Wilson aveva dichiarato che il paese avrebbe combattuto solo per ristabilire la libert sui mari, violata dai tedeschi. Egli organizz la sua politica in un programma di 14 punti:

Labolizione segreta; Il ripristino navigazione;

della della

diplomazia libert di

Labbassamento delle barriere doganali; La riduzione degli armamenti; Reintegrazione del Belgio, della Serbia e della Romania; Restituzione alla Francia di Alsazia e Lorena; Evacuazione dei territori russi occupati dai tedeschi;

Sviluppo autonomo per i popoli soggetti allImpero austro-ungarico; Rettifica dei confini italiani Listituzione di un nuovo organismo istituzionale, la Societ delle nazioni, per rispettare le norme di convivenza fra i popoli . Il programma wilsoniano non fu condiviso dai rappresentanti dellIntesa, che dovettero ugualmente accettarlo perch avevano bisogno dellappoggio americano. Ad assicurare il rispetto dei trattati e la salvaguardia doveva provvedere la

Societ delle nazioni, nata a Ginevra nel 1919; il suo statuto per nasceva con delle contraddizioni, tra cui lesclusione iniziale dei paesi sconfitti e della Russia. Gli Usa non aderirono alla Societ, la quale fin con lessere egemonizzata da Gran Bretagna e Francia e non fu in grado di prevenire le successive crisi internazionali. Lascesa di Hitler e la costruzione del regime nazista non furono correttamente valutati dagli Stati europei che non seppero contrastare i rischi di un nuovo conflitto che

incautamente veniva favorito. Hitler riusc cos ad inserirsi nel gioco diplomatico internazionale e a svolgervi un ruolo di primo piano. Totalitarismi: differenze e convergenze tra fascismo, nazismo, franchismo, comunismo. Negli anni 20, il termine "totalitario" viene utilizzato con una valenza positiva, per definire un tipo di politica che in contrapposizione al liberalismo, intende instaurare un controllo onnicomprensivo di tutti quegli aspetti legati alla societ, alleconomia e alla cultura,

caratterizzato in particolare dalla presenza di un'ideologia ufficiale forte relativa a tutta la vita dell'uomo anche privata; da un partito unico di massa interclassista, ma soprattutto legato alle classi medie, all'interno del quale si afferma un capo carismatico; dall'esercizio del monopolio sui media del partito e dello stato;dal terrorismo poliziesco per reprimere l'opposizione; dal monopolio su tutti i corpi armati; dal controllo totale dell'economia. Il totalitarismo un fenomeno connaturato alle dinamiche del Novecento proprio perch in questo secolo si afferma per la prima volta la

possibilit di manipolare l'informazione al fine di poter consolidare il controllo del potere ed esistono totalitarismi perfetti ed imperfetti. Secondo questa definizione, si poteva considerare "totalitarismo perfetto" una situazione in cui tutti questi aspetti fossero presenti. Generalmente sono stati valutati perfetti il totalitarismo nazista e quello sovietico, mentre il fascismo stato ritenuto "imperfetto". Alcuni storiografi hanno imputato l'imperfezione del fascismo nel

confronto con il modello nazista, ad esempio per quanto riguarda la determinatezza e la proverbiale precisione e sollecitudine dimostrata dai nazisti nell'obbiettivo dello sterminio, chi alla tradizionale bonariet di fondo del nostro popolo (Hannah Arendt), per "struttura mentale", chi all'incapacit del fascismo di darsi regole ferree ed esecutori efficienti (Steinberg), chi nella mai completa adesione al fascismo da parte degli italiani. In ogni caso, si tratta di semplificazioni superficiali, poich se ci si addentra

nello studio dell'apparato fascista si rilevano piuttosto altri motivi della mancata perfezione (ammesso e non concesso che totalitarismo perfetto sia stato il nazismo, quando invece stalinismo e nazismo avevano altrettante "smagliature" nel progetto totalitario), a livello strutturale. In pi, secondo Ganapini, dal punto di vista formale e giuridico, il fascismo italiano fu un totalitarismo pi perfetto di quello tedesco, per la definizione formale che attribu alla sua struttura: e se la diarchia re-duce

pu essere prova di imperfezione, certo vi furono segnali palesi del tentativo di accentrare ulteriormente il potere nelle mani del partito fascista e del suo capo. Il Gran consiglio del fascismo, costituito nel 1928, ad esempio, aveva tra i poteri quello di sottoporre al re, in caso di morte del duce, una lista di eredi tra cui scegliere il futuro capo del governo, ingabbiando di fatto il re in una serie di lacci istituzionali che ne limitavano il potere decisionale. assodato, infine, come ha evidenziato Carpinelli, che il fascismo

fu una macchina cos funzionante che soltanto le crepe che si formarono dall'interno, la dissidenza nel partito, e una congiuntura "negativa" consentirono di rovesciare, dopo le glorie degli ultimi anni trenta. Incompleta fu probabilmente l'influenza del fascismo nell'economia, la gestione della quale fu affidata ad enti parastatali, ma nella quale la presenza dei privati rimase massiccia, mentre molto forte fu il tentativo di creare un sistema corporativo, annullando completamente la forza dei sindacati.

Il comunismo, al contrario, persegu la perfezione totalitaria proprio nell'economia: la presunzione da parte dell'autorit politica centrale di poter conoscere e gestire la vita dei cittadini arriv al punto di progettare razionalmente un'idea di futuro e sviluppo nell'economia, previa la distruzione della propriet privata, a costo di milioni di vite umane. Un piano razionale doveva gestire tanto la politica quanto l'economia, tanto il lavoro agricolo quanto il lavoro in fabbrica. Ad ogni modo, se il totalitarismo

italiano perfetto non fu, esso fece di tutto per diventarlo, muovendosi sui due binari della creazione del consenso e repressione dell'opposizione.

Stalinismo - Negli anni della grande depressione e del fascismo trionfante, mentre gli Stati capitalistici si dibattevano nelle spire della grande crisi, lUrss, in virt del suo stesso isolamento economico, non ne era affatto toccata, ma anzi si rendeva protagonista di un gigantesco sforzo di

industrializzazione. La decisione di forzare lo sviluppo industriale e di porre fine allesperienza della Nep fu presa da Stalin nel 27. Lidea dellindustrializzazione si univa alla convinzione che solo un deciso impulso allindustria pesante avrebbe potuto fare dellUrss una grande potenza militare. Per raggiungere questo scopo era necessario che lo Stato acquistasse il controllo completo dei processi economici. Il primo e pi importante ostacolo alla costruzione di uneconomia totalmente collettivizzata fu individuato nel ceto dei contadini benestanti, i kulaki. Contro di loro

furono adottate misure restrittive ed operate ingenti requisizioni, ma poich queste misure si rivelarono inefficaci, Stalin proclam nel 29 la necessit di procedere alla collettivizzazione del settore agricolo e di eliminare i kulaki come classe. Contro questa linea prese posizione Bucharin, numero due del regime e convinto teorico della Nep. Ma la maggioranza del partito si schier con Stalin: Bucharin fu condannato nel 1930 coma deviazionista di destra e cos il gruppo dirigente comunista procedette sulla via della collettivizzazione forzata attraverso una sanguinosa repressione. Nel giro

di pochi anni i kulaki furono eliminati non solo come classe ma anche come persone fisiche. Leccesso di popolazione nelle campagne fu drasticamente ridotto con le deportazioni e con lemigrazione verso i centri industriali. I costi economici delloperazione furono altissimi ed i risultati immediati disastrosi. Alla lunga per i risultati furono indubbiamente notevoli, anche se il primo piano quinquennale per lindustria, varato nel 1928, fissava infatti una serie di obbiettivi tecnicamente impossibili da conseguire. Sorretto da un onnipotente apparato poliziesco ed

artefice dellindustrializzazione, Stalin fin con lassumere in Urss un ruolo di capo carismatico. Era lautorit suprema, ogni critica al suo regime assumeva i caratteri del tradimento. Le stesse attivit culturali dovevano ispirarsi alle direttive del leader comunista; la letteratura, il cinema, la musica e le arti figurative furono sottoposte ad un regime di rigida censura. La storia fu riscritta per mettere meglio in luce il ruolo di Stalin e sminuire quello di Trotzkij e degli altri oppositori. Il motivo per il quale lo stalinismo si impose malgrado la sua violenza da ricercare nel fatto che lo stalinismo

un fenomeno profondamente inserito nella storia della Russia e nella tradizione imperiale, ma anche inseparabile da quella traumatica esperienza modernizzatrice che fu lindustrializzazione forzata. Stalin introdusse, per, nella gestione di questo sistema un carattere di spietatezza estraneo alla mentalit del vecchio gruppo dirigente comunista. Non solo emargin politicamente tutti i suoi rivali, ma li elimin fisicamente, e fece eliminare assieme a loro migliaia di semplici cittadini sospetti di deviazionismo e questo periodo che v dal 1934,

viene chiamato, stagione delle grandi purghe, repressioni poliziesche contro i traditori e i nemici di classe, che venivano catturati, fucilati o deportati nei lager, campi di lavoro forzato (Arcipelago Gulag, Amministrazione centrale dei lager). Lo stesso Trotzkij fu ucciso nel 1940. Quello che si consum in Urss fu un vero e proprio sterminio di massa.

Il termine totalitarismo fu inventato dagli antifascisti italiani gi nella prima met degli anni 20. Successivamente gli stessi fascisti lo usarono in senso positivo per definire la loro aspirazione ad unidentificazione totale tra stato e societ, ma fu introdotto nella sua accezione odierna nel secondo dopoguerra dallebrea Hanna Arendt nella sua opera Le origini del totalitarismo, per definire i regimi antidemocratici del XX secolo, caratterizzati dalla mancanza di

controllo delle istituzioni rappresentative sul governo, dallassenza della libert di stampa e di associazione, dalla martellante mobilitazione ideologica delle masse come strumento di controllo della societ da parte del capo e del partito unico, dalla deresponsabilizzazione etica degli individui nellesecuzione delle direttive del potere, dalla contrapposizione frontale ai principi del pluralismo democratico liberale. Innanzi tutto bisogna fare una differenziazione tra i regimi totalitari

definiti fascisti, di destra e i regimi comunisti dellest europeo. I movimenti e i regimi convenzionalmente chiamati fascisti si proposero principalmente come artefici di una rivoluzione, e volevano dar vita ad un nuovo ordine politico e sociale. Sul piano politico essi volevano laccentramento del potere nelle mani di un capo, una struttura gerarchica dello stato, un inquadramento pi o meno forzato della popolazione nelle organizzazioni di massa, un rigido

controllo sullinformazione e sulla cultura, attraverso i quali controllare il popolo stesso. Sul piano economico e sociale, il fascismo si vantava di aver indicato una terza via fra capitalismo e comunismo, anche se ci non avvenne realmente consistendo piuttosto in una soppressione della libert dialettica sindacale, e in un complessivo rafforzamento dellintervento statale in economia. La terza via proposta da tali regimi, nonostante la sua inconsistenza, esercit una notevole attrazione sugli

strati sociali intermedi, che offrirono unadesione diffusa ed entusiastica ai regimi fascisti, mentre le classi borghesi aderirono pi per ragioni utilitaristiche che per credo ideologico, e le classi popolari mal sopportarono lautoritarismo. In effetti, tali regimi seppero capire le societ di massa, interpretarne le componenti aggressive e violente e sfruttarne appieno le tecniche e gli strumenti, fornendo ai giovani in cerca di avventura, agli intellettuali bisognosi di certezze e ai piccoli borghesi senza una rappresentanza

politica la sensazione di appartenere a una comunit e di riconoscersi in un capo, la convinzione di essere inseriti in una gerarchia basata sul merito e non sui privilegi di nascita e lidentificazione certa di un nemico. In particolare, il capo assunse diverse denominazioni nei vari regimi, mantenendo per pressoch gli stessi privilegi, che in Germania presero il nome di Fhrerprinzip: il Fhrer, o, in italiano Duce era colui al quale spettavano le decisioni pi importanti, la fonte suprema del diritto, la guida del popolo, colui che

sapeva esprimere le aspirazioni ed era dotato di carisma, un dono che forniva al capo la consapevolezza di avere una missione da compiere in nome di tutto il popolo con cui il capo era in un rapporto diretto, senza mediazione istituzionale o rappresentanza di sorta. Bisogna soffermarsi per, anche sulla caratteristica individuazione di un nemico comune: nei totalitarismi fu rappresentato soprattutto dagli oppositori politici. Chi rivest questo ruolo nei regimi di destra furono i comunisti; era diffusa, infatti, la

paura di una rivoluzione sul modello di quella russa, come successe soprattutto in Italia, dove il fascismo riusc ad avere lappoggio economico dei grandi proprietari terrieri e degli industriali preoccupati dallondata di scioperi operai del Biennio rosso. In Russia, invece, furono i capitalisti agrari, tra cui anche i kulaki, piccoli proprietari terrieri, ad essere fortemente avversati, accusandoli di affamare il popolo, che viveva in condizioni disastrose dopo la NEP, a cui Stalin, che pensava che solo un deciso impulso da parte dello stato

allindustria pesante avrebbe potuto fare dellURSS una grande potenza, fu pesantemente contrario per i suoi risvolti liberisti. Questa individuazione precisa di un nemico ebbe, per, presto fine, trasformandosi in lotta verso tutti quelli che non erano completamente a favore della politica del regime, ed anche verso gli alleati degli inizi: in Germania le SA, il cui stato maggiore fu assassinato dalle SS nella Notte dei Lunghi Coltelli su ordine dello stesso Hitler, spaventato dalleccessiva autonomia dei reparti

dassalto e dalle loro posizioni radicali in campo sociale; in Italia i RAS e gli squadristi degli inizi, emarginati da Mussolini nel suo processo di accentuazione della struttura autoritaria e totalitaria dello stato; in Russia infine, i vecchi bolscevichi leninisti, i quadri staliniani, la maggioranza degli ufficiali dellesercito, il gruppo dirigente della pianificazione economica operata da Stalin, impegnato nellorganizzazione di una dittatura personale sullesempio dei grandi zar riformatori.

In un aspetto particolare, per, il regime nazista si differenzi dagli altri, in quello, cio, pi efferato e indimenticabile di esso: lantisemitismo. In effetti, Hitler, convinto sostenitore di una teoria darwiniana, secondo la quale la vita una continua lotta in cui solo i forti sono destinati a vincere, credeva nellesistenza di una razza ariana superiore e conquistatrice, progressivamente inquinatasi per commistione con le razze inferiori. Perch la razza

ariana dominasse sullEuropa e sul mondo, per, era necessario eliminare gli ebrei, nemici interni, portatori del virus della dissoluzione morale, in quanto popolo senza patria, respingere le imposizioni di Versailles, recuperare i territori perduti ed espandersi verso popoli slavi, anchessi inferiori, alla ricerca dello spazio vitale, che avrebbe permesso di far coincidere lespansione territoriale con la crociata contro il comunismo.Forse proprio questo aspetto che differenzia maggiormente il regime

fascista e quello nazista, anche se, nel 1938, anche Mussolini fece emanare delle leggi razziali: il mito della razza, la sua difesa e lidea della soluzione finale furono certamente la manifestazione pi vistosa e pi orribile della politica del regime nazista, quelli che risultano ancora oggi ricordi indimenticabili di quegli anni. Questo particolare aspetto stato interpretato da molti come risultato della speculazione filosofica nietzschiana. In effetti, lambiguit di fondo, sopratutto di sfondo socio politico, dellopera del filosofo

tedesco, e la ricostruzione sistematica operata dalla sorella Elisabeth e da uno dei discepoli, sono stati fattori fondamentali delle interpretazioni naziste del pensiero del filosofo, che si configura piuttosto come il miglior interprete della fine di un mondo e del bisogno di rinnovamento di unepoca. Lideologia nazista lesse la teoria del superuomo in chiave politica, credendo che il filosofo volesse profetizzare ed annunciare larrivo di una classe di persone degne di comandare sul mondo intero. Le

stesse caratteristiche dellubermensch, il superuomo, furono enormemente fraintese dai nazisti, che videro in esso il ritratto di Hitler. Ci sono altre differenze sostanziali, soprattutto tra i regimi di destra, che provengono, per, dalla situazione preesistente al loro avvento: il rapporto con la chiesa e con il sistema statale. Il fascismo, infatti, fu costretto, da un certo punto di vista, a stringere accordi con la chiesa, che aveva un ruolo preminente nella vita del

popolo italiano, anche se ricav, comunque, dei vantaggi dai Patti Lateranensi, soprattutto in materia di consenso delle masse e di appoggio politico. Il nazismo, invece, rifiut sempre fortemente la Chiesa e la religione, preferendo proporre i miti laici e romantici della terra e del sangue, e comunque, non fu mai avversato ufficialmente ne dalla Chiesa di Roma, ne da quella protestante. Inoltre il fascismo fu sempre costretto a fare i conti con lautorit del re, che non era subordinata al

fascismo, ne derivava da esso i suoi titoli di legittimit, anche se era regolarmente esautorato e deteneva poteri del tutto teorici, almeno finch il regime fosse rimasto forte e compatto intorno al suo capo. Questo aspetto rappresent sempre un motivo di sotterranea debolezza del regime fascista, laddove il regime nazista ne fu esente, soprattutto dopo la morte di Hindemburg, quando Hitler accorp su di s le cariche di Presidente della Repubblica e capo del governo.

Un aspetto accomuna, per, fortemente, i tre regimi totalitari: limportanza data alla propaganda. Per far s che lideologia del regime fosse accettata e riconosciuta da tutti, venivano organizzate grandi manifestazioni, accuratamente preparate in modo da dare a chi partecipava la sensazione fisica dellappartenenza alla comunit, e a chi osservava limpressione dellefficienza del regime e della compattezza del popolo; luso di manifesti e cinegiornali era accurato e molto diffuso. In modo da

raggiungere la maggioranza della popolazione, e la stampa era sottoposta a strettissimo controllo, e inglobata nel Ministero per la Propaganda in Germania, nel Ministero per la Cultura Popolare in Italia, o costretta nei canoni del realismo socialista in Russia. Proprio per il loro carattere totalitario, i regimi del 900 non poterono non essere in stretto contatto con tutti gli aspetti della cultura.

FASCISMO E NAZISMO, STALINISMO LINEE DI CONTINUITA' DISCONTINUITA E

Sono movimenti antidemocratici, che nascono dalla drammatica situazione sociale e politica seguita alla prima guerra mondiale, in cui i vincitori impongono gravissimi pesi sulla nuova Repubblica Federale Tedesca, umiliandola con pesanti decisioni : esercito ridotto a 100.000 uomini, privazione del

bacino minerario della Saar, pesanti tributi di guerra, e nei confronti dell'Italia non vogliono riconoscere il trattato di Londra. Da questi episodi, nazismo e fascismo si caratterizzano per essere movimenti nazionalistici, di rivendicazione dell'orgoglio dei loro popoli calpestati. Viceversa, in Urss, il disastro della guerra e il malcontento popolare favoriscono lascesa di Lenin, che trova la base per impostare lo Stato Bolscevico in vista della dittatura del proletariato,

sotto la guida del Partito Comunista, Partito Stato. Tutti e tre i movimenti poggiano le loro basi sullo scontento dei reduci di guerra, e sulla difficile economica e sociale che le loro nazioni stanno vivendo. Fascismo e Nazismo sono antisocialisti e anticomunisti, e vogliono una patria forte, in cui l'ordine regna sovrano e le rivendicazioni sociali annullate. Lo Stalinismo vede come nemici la borghesia, il capitalismo e il liberalismo, i proprietari terrieri ed

agrari, e vuole anchesso un nuovo ordine sovrano con rivendicazioni sociali annullate. Tutti i movimenti si caratterizzano per la violenza contro i loro oppositori, per un rifiuto del sistema democratico e parlamentare, e per l'organizzazione paramilitare. Tutti i movimenti, anche se quello nazista in particolare, quello fascista in toni molto pi blandi e sfumati, si caratterizzano per l'imperialismo, cio la volont di dominio del resto del mondo, anche con azioni militari

e guerre. In modo particolare nellUrss ci giustificato dalla necessit di estendere la rivoluzione comunista nel mondo, creando un sistema comunista di imperialismo rosso dominato da Mosca. Tutti i movimenti sono guidati da capi indiscussi, unici arbitri del destino dei loro popoli, che esercitano il culto della personalit. Fascismo e Nazismo sono legati ai poteri forti, agli industriali e ai proprietari terrieri, e non sono per il libero mercato, bens per la tutela e la difesa degli interessi di parte,

anche a scapito delle classi lavoratrici. Lo Stalinismo sovietico vede invece lo Stato come unico imprenditore, pianificatore, regolatore, produttore. Tutti e tre concepiscono un'economia guidata dallo Stato, con forti ingerenze e sovvenzioni statali nel Nazismo e nel Fascismo, mentre nel Comunismo sovietico lazione statale totalitaria. Tutti e tre i movimenti sono per l'occupazione della cultura, per l'educazione plagiata e mirata della giovent secondo i dettami delle

loro ideologie, sono per la promozione dello sviluppo demografico, per la tutela della maternit e l'infanzia per le conquiste militari. Tutti e tre i movimenti, anche se i nazisti in maniera pi marcata, i fascisti in maniera molto blanda, sono contro la Chiesa Cattolica, anche se fingono di accordarvicisi con concordati che poi in Germania vengono calpestati, ed in Italia in parte elusi, mentre in Urss vi aperta persecuzione, e non sono per la libert religiosa.

Nazismo e Fascismo sono per la difesa della razza ariana e, anche se i fascisti in maniera pi blanda, sono per la repressione degli ebrei. NellUrss gli ebrei vengono perseguitati perch espressione della borghesia con appositi pogrom e violenze varie.

DIFFERENZE: Il Nazismo antimonarchico, il fascismo, formalmente, rispetta la monarchia, lo Stalinismo per il

dominio del partito stato sotto il controllo assoluto del piccolo padre Stalin. In politica estera, il Nazismo espansionista, guerrafondaio, vuole estendere il dominio su tutto il mondo, il fascismo debole, trattativista, per la diplomazia, non cos convinto della guerra totale e vorrebbe non compromettersi, intrattiene rapporti diplomatici formalmente buoni con Francia ed Inghilterra. Lo Stalinismo conserva rapporti ambigui e favorisce le rivoluzioni

comuniste allestero, appoggiandole fattivamente e creando una rete internazionale di controllo con lInternazionale Comunista. Sul campo delle leggi razziali, il fascismo pi incerto, pi blando, poco convinto. Lo Stalinismo, di fatto, perseguita. Sul campo interno, il nazismo ha il mito della razza ariana, il fascismo non ha idee precise. Nei rapporti con il Vaticano, il fascismo pi arrendevole, il nazismo duro. Lo Stalinismo internazionalista, perch ha il mito della rivoluzione

proletaria mondiale, ma distrugge gli oppositori. Dal punto di vista militare, il nazismo persegue una politica di espansionismo e ammodernamento militare, il fascismo invece non investe, se non nell'ultimo periodo, nell'industria militare. Lo Stalinismo fa via via della potenza militare il mezzo per favorire lespsansione comunista.