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Fine impero

Il video gi sul sito Formigoni.it ma, purtroppo, censurato della sua prima parte, quella pi espressiva nella quale un Governatore sorridente e gesticolante spalleggiato da Davide Boni per smentire le affermazioni del capogruppo dellItalia dei Valori Stefano Zamponi lo apostrofa con un pirla. Richiamato dal vicepresidente della seduta, Carlo Saffioti del Pdl, Roberto Formigoni si inoltra su un terreno infido e, sostenendo che sarebbe stato pi adeguato alla situazione un vocativo oh, pirla, per scusarsi lo varia al microfono in un semplice bugiardo. In pi comunica allassemblea gi rumoreggiante che ben due sentenze del Tribunale di Milano hanno stabilito che pirla epiteto che non deve intendersi come lesivo dellonore e del decoro di una persona. Che quanto, purtroppo per lui, ha invece stabilito la Corte Suprema di Cassazione Sezione V Penale con sentenza 4036 del 2006. Un giudizio che a Milano ha qualche tradizione se ne La ballata del pittore Enzo Jannacci racconta che il suo disegnatore di madonne sui marciapiedi Un d che ghera confsiun/ Ghera il merc in s, in s n del cantun / pas un ghisa cunt i scarpuni el ga schisci i madonn / L l salt s, el pareva una bisa, el ga vus dr: "Pirlun". Non un semplice pirla ma un pirlone. E infatti: Ades gan cambi, cambi cantun / L in dun cantun de San Vitur . Si sa, quelle di Jannacci sono storie che finiscono spesso male. Ma di pirla in politica uno resta scolpito nella memoria collettiva: Quel pirla del Patelli luomo che incass i 200 milioni della maxitangente Enimont, misteriosamente spariti dai cassetti della Lega, ma che a Umberto Bossi costarono comunque una condanna definitiva, sempre della Cassazione, a 8 mesi. Ma Patelli si diede del pirla prima ancora che il senatur lo individuasse come tale. Per ragioni storiche, dunque, Formigoni avrebbe fatto meglio a rivolgersi ai leghisti piuttosto che al capogruppo dellIdv. Che poi Zamponi sia un bugiardo questionabile visto che davvero, come stava sostenendo il capogruppo Idv, Formigoni imputato di diffamazione ovviamente su querela di parte per le scomposte reazioni alle iniziative con le quali i radicali hanno aperto il caso delle firme false che compaiono nel suo listino per le Regionali del 2000: tecnicamente, la prima delle inchieste sul Pirellone. Ma siccome al peggio non c mai fine, si deve assistere anche allabbandono dellaula da parte delle opposizioni, salutato dallo sventolio dei fazzoletti verdi (ma se ne vede anche uno bianco) dei leghisti che si preparano a rigettare ogni mozione che inviti Davide Boni a dimettersi da presidente. Mentre le telecamere ci negano limmancabile risata dellindagata Nicole Minetti.

Prima che i lavori daula concedessero questo intermezzo buffonesco, Roberto Formigoni aveva auspicato che Boni desse spiegazioni convincenti della sua estraneit che ha proclamato fin dall'inizio. Ma il presidente-indagato non gli ha dato grandi soddisfazioni chiudendo il suo intervento riaffermando la volont di non fare passi indietro: ribadisco la mia fiducia nei confronti dell'azione della magistratura e nel contempo continuer a fare il Presidente di questo Consiglio regionale. Forse proprio questa, politicamente, la pirlata del giorno e a Formigoni deve essere restata nellorecchio. E comunque avvilente che, mentre ad avviso di garanzia si aggiunge avviso di garanzia, nellaula dalla quale si governa la pi grande, potente e ricca regione dItalia il dibattito degradi a questi livelli facendo emergere limbarazzo di unintera classe dirigente della quale si fanno trasparenti interessi e complicit che nulla hanno a che fare con la pubblica amministrazione. E un impero in disfacimento la cui fine si esorcizza con gli insulti, le menzogne e le urla per la paura di presentarsi con questo bilancio e questi uomini al giudizio degli elettori. Che non sono dei pirla, anche se li si tratta come tali.