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PROXY SERVER In informatica e telecomunicazioni un proxy un programma che si interpone tra un client ed un server facendo da tramite o interfaccia tra

a i due host ovvero inoltrando le richieste e le risposte dall'uno all'altro. Il client si collega al proxy invece che al server, e gli invia delle richieste. Il proxy a sua volta si collega al server e inoltra la richiesta del client, riceve la risposta e la inoltra al client. A differenza di bridge e router, che lavorano ad un livello ISO/OSI pi basso in quanto sfruttano i NAT, i proxy nella maggior parte dei casi lavorano a livello applicativo; di conseguenza un programma proxy gestisce un numero limitato di protocolli applicativi. Il protocollo SOCKS realizza invece una forma di proxy a livello di trasporto che inoltra semplicemente le connessioni TCP e UDP tra client e server, senza analizzare i protocolli applicativi. Esistono due tipi di protocolli Socks: 1. Socks 4: permette di lavorare solo con i protocolli TCP, come HTTP (web browsing), accesso NNTP newsgroup, IRC, 2. Socks 5: pi avanzato, permettendo di rendere anonimo anche i protocolli UDP (ICQ per esempio). Il proxy ARP una funzionalit che pu essere adottata su alcuni router per realizzare configurazioni particolari. Il proxy SIP un componente di una architettura di comunicazione VoIP o multimediale, che viene usato come punto di contatto per terminali che devono comunicare tra loro, e in alcuni casi come vero e proprio proxy tra i terminali. Un proxy CGI consiste in un sito web attraverso il quale e' possibile navigare in rete. Per utilizzare un proxy CGI occorre collegarsi ad un apposito sito web che ci permette, dopo aver digitato nel campo apposito l'indirizzo web che si vuole visitare, di collegarci ad esso in modo anonimo. Su internet possibile trovare liste di siti CGI. Vantaggi: permettono all'utente di scegliere quali dati inviare al server (cookies, tipo di browser, etc.) nascondendo l'IP e permettono ad un utente di rete (che non abbia i diritti di amministratore per modificare le impostazioni del browser o del sistema operativo), di bypassare le restrizioni di navigazione imposte ed operare on-line in modo anonimo Svantaggi: un proxy CGI potrebbe non poter gestire autonomamente cookies, referer e javascript

Un caso in cui viene spesso usato un proxy la navigazione web (denominato proxy HTTP dal nome del protocollo usato). Per utilizzare un proxy possibile configurare il client in modo che si colleghi al proxy invece che al server, oppure definire un proxy trasparente; in questo caso, a seconda della configurazione, alcune connessioni (ad esempio quelle HTTP) vengono automaticamente indirizzate al proxy senza che sia necessario configurare un client (quindi l'impostazione rimane attiva anche cambiando client). Un proxy pu essere usato per una o pi delle seguenti ragioni:

connettivit: per permettere ad una rete privata di accedere all'esterno possibile configurare un computer in modo che faccia da proxy tra gli altri computer e Internet, in modo da mantenere un unico computer connesso all'esterno, ma permettere a tutti di accedere. In questa situazione, solitamente il proxy viene usato anche come firewall.

caching: un proxy pu immagazzinare per un certo tempo i risultati delle richieste di un utente, e se un altro utente effettua le stesse richieste pu rispondere senza dover consultare il server originale. Collocando il proxy in una posizione "vicina" agli utenti, questo permette un miglioramento delle prestazioni ed una riduzione del consumo di ampiezza di banda.

monitoraggio: un proxy pu permettere di tenere traccia di tutte le operazioni effettuate (ad esempio, tutte le pagine web visitate), consentendo statistiche ed osservazioni dell'utilizzo della rete che possono anche violare la privacy degli utenti.

controllo: un proxy pu applicare regole definite dall'amministratore di sistema per determinare quali richieste inoltrare e quali rifiutare, oppure limitare l'Ampiezza di banda utilizzata dai client, oppure filtrare le pagine Web in transito, ad esempio bloccando quelle il cui contenuto ritenuto offensivo in base a determinate regole.

privacy: un proxy pu garantire un maggiore livello di privacy mascherando il vero indirizzo IP del client in modo che il server non venga a conoscenza di chi ha effettuato la richiesta.

Quando la configurazione della rete consente di collegarsi ad internet solamente attraverso un proxy, non sono ovviamente utilizzabili molti tipi di applicazioni basate su protocolli non supportati dal proxy, ad esempio:

Giochi on-line webcam: la ricezione e l'invio di immagini tramite webcam con programmi di messagistica istantanea browser che non supportano la configurazione di un proxy. Questo caso frequente su dispositivi particolari come console per videogiochi o telefoni cellulari. servizi VoIP applicazioni di file sharing

Talune di queste applicazioni sono state modificate per poter far passare il proprio traffico incapsulato in HTTP e quindi per poterlo veicolare in un proxy. I proxy HTTP, a seconda dell'anonimato che riescono a fornire, possono essere suddivisi in:

NOA (non anonymous proxy) proxy non anonimi (o "trasparenti"): Modificano alcuni header trasmessi dal browser e ne aggiungono altri, mostrano anche l'indirizzo IP reale del richiedente. Sono molto facili da riconoscere da parte del server web.

ANM (anonymous proxy server) proxy anonimi: non trasmettono l'IP del richiedente, ma modificano o aggiungono alcuni header. Sono pertanto facilmente riconoscibili. HIA (high anonymous proxy) proxy altamente anonimi (o "elite"): non trasmettono l'IP del richiedente e non modificano gli header della richiesta. Sono difficili da riconoscere attraverso i normali controlli. Proxy distorcenti: trasmettono un IP casuale, diverso da quello del richiedente e modificano o aggiungono alcuni header. Solitamente vengono scambiati per proxy Anonimi, ma offrono una protezione maggiore, in quanto il server web vede le richieste di un utente provenienti da indirizzi IP diversi.

Esistono programmi che, basandosi sulla tecnologia peer to peer forniscono funzionalit di proxy "anonimizzante" (un proxy che non inoltra al server l'indirizzo IP del client). Il protocollo HTTP stateless, ovvero una richiesta non lascia alcuno stato nel server. Tuttavia, per realizzare applicazioni web complesse, sono stati sviluppati meccanismi a livello superiore come i cookies per costruire "sessioni". Questi meccanismi possono permettere al server web di ottenere informazioni sul client nonostante gli sforzi fatti dal proxy per difenderne l'anonimato, in particolare possono permettere di riconoscere un utente di un server web anche se questi si collega da reti totalmente diverse. Per vedere se il proxy server consente una navigazione anonima, ossia se non rivela l'IP del client a nessun altro server della rete, bene effettuare un "Who-is". Il server del sito per il Who-is deve restituire l'IP del proxy server; se invece, rende visibile un IP diverso, presumibilmente si tratta di quello del client, e il test fallito.

DNS Il sistema dei nomi a dominio, in inglese Domain Name System (spesso indicato con DNS), un sistema utilizzato per la risoluzione di nomi dei nodi della rete (in inglese host) in indirizzi IP e viceversa. Il servizio realizzato tramite un database distribuito, costituito dai server DNS. Il nome DNS denota anche il protocollo che regola il funzionamento del servizio, i programmi che lo implementano, i server su cui questi girano, l'insieme di questi server che cooperano per fornire il servizio. I nomi DNS, o "nomi di dominio", sono una delle caratteristiche pi visibili di Internet. C' confusione in merito alla definizione dell'acronimo: la S spesso viene interpretata come service, ma la definizione corretta system. L'operazione di convertire un nome in un indirizzo detta risoluzione DNS, convertire un indirizzo IP in nome detto risoluzione inversa. La possibilit di attribuire un nome testuale facile da memorizzare a un server (ad esempio un sito world wide web) migliora di molto l'uso del servizio, in quanto noi esseri umani troviamo pi facile ricordare nomi testuali (mentre gli host e i router sono raggiungibili utilizzando gli indirizzi IP numerici). Per questo, il DNS fondamentale per l'ampia diffusione di internet anche tra utenti non tecnici, ed una delle sue caratteristiche pi visibili. possibile attribuire pi nomi allo stesso indirizzo IP (o viceversa) per rappresentare diversi servizi o funzioni forniti da uno stesso host (o pi host che erogano lo stesso servizio). La risoluzione inversa utile per identificare l'identit di un host, o per leggere il risultato di un traceroute.

Questa flessibilit risulta utile in molti casi: Nel caso il server debba sostituire il server che ospita un servizio, o si debba modificare il suo indirizzo IP, sufficiente modificare il record DNS, senza dover intervenire sui client. Un utilizzo molto popolare di questa possibilit il cosiddetto virtual hosting basato sui nomi, una tecnica per cui un web server dotato di una singola interfaccia di rete e di singolo indirizzo IP pu ospitare pi siti web, usando l'indirizzo alfanumerico trasmesso nell'header HTTP per identificare il sito per cui viene fatta la richiesta. Utilizzando nomi diversi per riferirsi ai diversi servizi erogati da un host, possibile spostare una parte dei servizi su un altro host, e spostare i client su questo nuovo host modificando il suo record nel DNS. Facendo corrispondere pi indirizzi IP a un nome, il carico dei client viene distribuito su diversi server, ottenendo un aumento delle prestazioni complessive del servizio e una tolleranza ai guasti (ma necessario assicurarsi che i diversi server siano sempre allineati, ovvero offrano esattamente lo stesso servizio ai client). Il DNS viene usato da numerose tecnologie in modo poco visibile agli utenti, per organizzare le informazioni necessarie al funzionamento del servizio.

Una zona DNS una parte dello spazio dei nomi, costituita da un dominio e i suoi sottodomini che non sono a loro volta delegati, che sotto una stessa gestione amministrativa e quindi gestita da uno o pi server.

La gestione di una zona delegata dalla zona superiore tramite dei record di tipo NS. Ad esempio, nella zona.org ci sar una delega per la zona wikipedia.org ai server DNS che la gestiscono. Per ragioni di ridondanza, ciascuna zona replicata su pi server, e di conseguenza la delega costituita da pi record NS, che indicano che ciascuno dei server indicati contiene le informazioni per quella zona (ovvero autoritativo per la zona). All'interno di una zona possono essere delegate delle zone di livello inferiore, ad esempio inwikipedia.org potrebbero esistere deleghe per devel.wikipedia.org o per accounting.admin.wikipedia.org. I diversi server che sono delegati per una zona dovrebbero contenere le stesse informazioni, in modo che uno qualsiasi di questi possa rispondere ad una query per un record della zona. Lo schema di replica tipicamente prevede che ci sia un server master (primario), che quello sul quale vengono aggiornate le informazioni, e uno o pi server slave (secondari), che copiano le informazioni dal master quando necessario. Per tener traccia delle diverse "versioni" di una zona che possono esserci in circolazione, ed in particolare per permettere ad un secondario di decidere se deve trasferire la zona dal primario, ogni zona ha un numero di serie, che deve essere aumentato ogni volta che vengono fatte modifiche sul primario. Per ottenere il numero di serie di una zona presente su un server, si effettua una interrogazione di tipo SOA. Il secondario confronta il proprio numero di serie con quello del primario, e se quello del primario superiore trasferisce la zona. L'operazione di copia di tutti i record di una zona dal master ad uno slave detta zone transfer, e pu essere completo (tutto il contenuto della zona viene copiato) o incrementale (vengono copiati solo i record modificati rispetto alla versione gi presente). Alcune implementazioni di DNS permettono di modificare le zone da qualsiasi server autorevole, propagando le modifiche sugli altri server. La radice (root) dell'albero dei nomi DNS la zona . (punto), che gestita da un insieme di server chiamati appunto root servers. Qualsiasi rete IP pu usare il DNS per implementare un suo sistema di nomi privato. Tuttavia, il termine "nome di dominio" pi comunemente utilizzato quando esso si riferisce al sistema pubblico dei DNS su Internet. Questo basato su 13 "root server" universali, i cui indirizzi IP sono distribuiti indipendentemente dal DNS tramite un file detto "root hints" (letteralmente: indizi per la radice). Da questi server principali, il DNS viene poi delegato ad altri server DNS che si occupano dei nomi all'interno di parti specifiche dello spazio dei nomi DNS. Dieci dei tredici root server sono, almeno nominalmente, situati negli USA. Tuttavia, dato l'accesso a molti di essi realizzato tramite indirizzamento anycast, che permette di assegnare a pi computer lo stesso indirizzo IP per fornire un servizio uniforme su vaste aree geografiche, la maggior parte dei server sono in effetti localizzati al di fuori degli Stati Uniti. Il proprietario di un nome di dominio rintracciabile in un database chiamato Whois: per molti domini di primo livello un Whois base gestito dalla IANA, con il Whois dettagliato mantenuto dall'autorit di registrazione che controlla quel dominio. Per i pi di 240 domini nazionali l'autorit di registrazione gestisce in esclusiva il Whois per il dominio di competenza.

FIREWALL
In Informatica, nell'ambito delle reti di computer, un firewall (termine inglese dal significato originario di parete refrattaria, muro tagliafuoco, muro ignifugo; in italiano anche parafuoco o parafiamma) un componente passivo di difesa perimetrale che pu anche svolgere funzioni di collegamento tra due o pi tronconi di rete. Usualmente la rete viene divisa in due sottoreti: una, detta esterna, comprende l'intera Internet mentre l'altra interna, detta LAN (Local Area Network), comprende una sezione pi o meno grande di un insieme di computer locali. In alcuni casi possibile che si crei l'esigenza di creare una terza sottorete detta DMZ (o zona demilitarizzata) adatta a contenere quei sistemi che devono essere isolati dalla rete interna ma devono comunque essere protetti dal firewall. Una prima definizione chiusa di firewall la seguente:

Apparato di rete hardware o software che filtra tutti i pacchetti entranti ed uscenti, da e verso una rete o un computer, applicando regole che contribuiscono alla sicurezza della stessa. In realt un firewall pu essere realizzato con un semplice computer (con almeno due schede di rete e software apposito), pu essere una funzionalit logica inclusa in un router oppure pu essere un apparato specializzato. Esistono inoltre i cosiddetti "firewall personali", che sono programmi installati sui normali calcolatori, che filtrano solamente i pacchetti che entrano ed escono da quel calcolatore; in tal caso viene utilizzata una sola scheda di rete. La funzionalit principale in sostanza quella di creare un filtro sulle connessioni entranti ed uscenti, in questo modo il dispositivo innalza il livello di sicurezza della rete e permette sia agli utenti interni che a quelli esterni di operare nel massimo della sicurezza. Il firewall agisce sui pacchetti in transito da e per la zona interna potendo eseguire su di essi operazioni di:

controllo modifica monitoraggio

Questo grazie alla sua capacit di "aprire" il pacchetto IP per leggere le informazioni presenti sul suo header, e in alcuni casi anche di effettuare verifiche sul contenuto o payload del pacchetto. Oltre al firewall a protezione perimetrale ne esiste un secondo tipo, definito "Personal Firewall", che si installa direttamente sui sistemi da proteggere (per questo motivo chiamato anche Firewall Software). In tal caso, un buon firewall effettua anche un controllo di tutti i programmi che tentano di accedere ad Internet presenti sul computer nel quale installato, consentendo all'utente di impostare delle regole che possano concedere o negare l'accesso ad Internet da parte dei programmi stessi, questo per prevenire la possibilit che un programma malevolo possa connettere il computer all'esterno pregiudicandone la sicurezza. Il principio di funzionamento differisce rispetto a quello del firewall perimetrale in quanto, in quest'ultimo, le regole che definiscono i flussi di traffico permessi vengono impostate in base all'indirizzo IP sorgente, quello di destinazione e la porta attraverso la quale viene erogato il servizio, mentre nel personal firewall all'utente sufficiente esprimere il consenso affinch una determinata applicazione possa interagire con il mondo esterno attraverso il protocollo IP. Da sottolineare che l'aggiornamento di un firewall importante ma non cos vitale come invece lo l'aggiornamento di un antivirus, in quanto le operazioni che il firewall deve compiere sono sostanzialmente sempre le stesse. invece importante creare delle regole che siano corrette per decidere quali programmi devono poter accedere alla rete esterna e quali invece non devono. Tipologie di firewall, in ordine crescente di complessit:

Il pi semplice il packet filter, che si limita a valutare gli header di ciascun pacchetto, decidendo quali far passare e quali no sulla base delle regole configurate. Ciascun pacchetto viene valutato solamente sulla base delle regole configurate, e per questo un firewall di questo tipo detto anche stateless. Alcuni packet filter, analizzando i flag dell'header TCP, sono in grado di discriminare un pacchetto appartenente ad una "connessione TCP stabilita (established)" rispetto a quelli che iniziano una nuova connessione, ma non sono in grado di riconoscere un pacchetto malevolo che finga di appartenere ad una connessione TCP stabilita. Molti router posseggono una funzione di packet filter.

Un firewall di tipo stateful inspection, tiene traccia di alcune relazioni tra i pacchetti che lo attraversano, ad esempio ricostruisce lo stato delle connessioni TCP. I firewall di tipo deep inspection effettuano controlli fino al livello 7 della pila ISO/OSI, ovvero valutano anche il contenuto applicativo dei pacchetti, ad esempio riconoscendo e bloccando i dati appartenenti a virus o worm noti in una sessione HTTP o SMTP.

I cosiddetti Application Layer Firewall sono apparati che intercettano le connessioni a livello applicativo. A questa categoria appartengono i proxy. In tali casi, la configurazione della rete privata non consente connessioni dirette

verso l'esterno, ma il proxy connesso sia alla rete privata che alla rete pubblica, e permette alcune connessioni in modo selettivo, e solo per i protocolli che supporta. La sintassi della configurazione di un firewall in molti casi basata su un meccanismo di lista di controllo degli accessi (ACL), che possono essere statiche (quindi modificabili solo tramite configurazione esplicita) o dinamiche (cio che possono variare in base allo stato interno del sistema, come ad esempio nel Port knocking). Una funzione spesso associata al firewall quella di NAT (traduzione degli indirizzi di rete), che pu contribuire a rendere inaccessibili i calcolatori sulla rete interna. Molti firewall possono registrare tutte le operazioni fatte (logging), effettuare registrazioni pi o meno selettive (ad esempio, registrare solo i pacchetti che violano una certa regola, non registrare pi di N pacchetti al secondo), e tenere statistiche di quali regole sono state pi violate. La registrazione integrale dell'attivit di un firewall pu facilmente assumere dimensioni ingestibili, per cui spesso si usa il logging solo temporaneamente per diagnosticare problemi, o comunque in modo selettivo (logging dei soli pacchetti rifiutati o solo di alcune regole). Tuttavia, l'analisi dei log di un firewall (o anche dei contatori delle varie regole) pu permettere di individuare in tempo reale tentativi di intrusione. Talvolta ad un firewall associata anche la funzione rilevamento delle intrusioni (IDS), un sistema basato su euristiche che analizza il traffico e tenta di riconoscere possibili attacchi alla sicurezza della rete, e pu anche scatenare reazioni automatiche da parte del firewall (Intrusion prevention system). Una delle vulnerabilit pi conosciute di un firewall di fascia media l'HTTP tunneling, che consente di bypassare le restrizioni Internet utilizzando comunicazioni HTTP solitamente concesse dai firewall. Altra tipica vulnerabilit la dll injection, ovvero una tecnica utilizzata da molti trojan, che sovrascrive il codice maligno all'interno di librerie di sistema utilizzate da programmi considerati sicuri. L'informazione riesce ad uscire dal computer in quanto il firewall, che di solito controlla i processi e non le librerie, crede che l'invio ad Internet lo stia eseguendo un programma da lui ritenuto sicuro, ma che di fatto utilizza la libreria contaminata. Alcuni firewall hanno anche il controllo sulla variazione delle librerie in memoria ma difficile capire quando le variazioni sono state fatte da virus.

CABLAGGIO STRUTTURATO In telecomunicazioni e informatica il cablaggio l'insieme degli impianti fisici (cavi, connettori, permutatori, infrastrutture di supporto) che permettono l'interconnessione di terminali di rete sotto forma di una rete di calcolatori, tipicamente nell'ambito di un edificio o un gruppo di edifici (campus) ovvero in una rete locale. Il termine pu essere esteso anche ad alte infrastrutture di rete locali quale ad esempio la rete elettrica locale pur con le debite differenze tecniche e tecnologiche di interconnessione. Le caratteristiche elettriche, le lunghezze dei cavi e dei connettori impiegati influenzano le tipologie di reti locali realizzabili. Tra i primi esempi di cablaggio si possono citare le prime reti ethernet (dette 10Base5, thick cable), costituite da grossi cavi coassiali in rame, a cui i calcolatori dovevano essere collegati perforando la guaina esterna fino a raggiungere il connettore interno. Questi cablaggi avevano una topologia a bus. Negli edifici moderni destinati ad uffici vengono realizzati impianti di cablaggio strutturato, destinati a supportare la realizzazione di tipi diversi di reti locali, inclusa ad esempio la rete telefonica. Gli impianti sono basati su cavi di categoria 5 o superiore e connettori RJ-45. I cavi hanno una lunghezza massima di 90 m, a cui vanno aggiunti 10 m per i cavi di permuta (lato apparato: EC Equipment Cable, e lato terminale: WAC Work Area Cable). Questo vincolo dettato dalle caratteristiche della rete Ethernet. Per ogni postazione da servire, vengono posati uno o pi cavi in apposite canalizzazioni nelle pareti, nei controsoffitti o nei pavimenti dell'edificio, fino a raggiungere un armadio di distribuzione di piano (nel gergo del cablaggio

strutturato, Floor Distributor o FD), solitamente si tratta di un rack standard da 19 pollici, che pu ospitare sia permutatori che apparati attivi. Questi cavi sono attestati da una parte in un pannello di permutazione nell'armadio, dall'altra in una placca a muro o a pavimento in prossimit della postazione utente. Collegando un cavo di permuta dal calcolatore alla presa a muro, e un altro dal permutatore ad un apparato di rete (come un hub o uno switch), si crea un collegamento elettrico che permette di collegare il calcolatore alla rete. Nel caso le dimensioni dell'edificio non permettano di servire tutte le utenze con un solo FD, i vari FD vengono collegati ad un armadio di edificio (Building Distributor, BD), tramite cavi in rame e/o in fibra ottica, anche questi attestati in permutatori. Allo stesso modo, i diversi edifici di un campus sono collegati ad un armadio di permutazione di campus, o Campus Distributor, CD. I locali che ospitano gli armadi di distribuzione dovrebbero avere caratteristiche adeguate per alimentazione elettrica (meglio se protetta da un gruppo di continuit), condizionamento, controllo d'accesso (sono luoghi privilegiati per intrusioni o per provocare malfunzionamenti della rete).