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LA METAFORA CONCETTUALE

(FABIANA LORENZI)

Per continuare il discorso iniziato con il precedente articolo sulla metafora, vi proponiamo, adesso, lesplorazione di una teoria di recente formulazione affermatasi nellambito delle scienze cognitive: la teoria della Metafora Concettuale elaborata da George Lakoff e Mark Johnson (il primo linguista, il secondo filosofo) ed esposta nel libro Metafore e vita quotidiana di cui il titolo inglese rende ancora meglio i fondamenti della teoria stessa essendo esso Metaphore we live by. Per i due studiosi americani, la metafora, lontano dallessere un fenomeno di mero abbellimento poetico quel meccanismo che pervade la nostra comunicazione in modo massiccio. La metafora evento cognitivo prima che linguistico ed la modalit attraverso la quale noi esseri umani strutturiamo i nostri concetti e dunque la realt. Lenunciato linguistico non altro che ci che appare di un processo di elaborazione cognitiva della realt: il nostro comune sistema concettuale, in base al quale pensiamo e agiamo, essenzialmente di natura metaforica. abbastanza curioso come per lo stesso Lakoff, le ricerche sulla metafora ed il pensiero ebbero inizio in modo alquanto sorprendente quando, nelle lezioni per gli undergraduate all'Universit studentessa, di Berkeley, parlando di di metafore, avuto un una grave sconvolta, disse avere

problema con un una di esse. Il ragazzo di costei le aveva, infatti, detto che il loro rapporto "aveva imboccato un vicolo cieco". "La metafora, secondo la posizione tradizionale, avrebbe dovuto essere una questione di discorso, non di pensiero; e ci trovavamo invece di fronte non soltanto ad un modo di parlare dell'amore come viaggio, ma a un modo di pensare all'amore in quegli stessi termini e di ragionare sulla base di quella stessa metafora". Vale a dire che nel momento in cui un ragazzo parlava alla propria fidanzata di "vicolo cieco", le possibilit effettive per la loro coppia di proseguire erano quasi nulle come se si trovassero davvero in un vicolo cieco. Gli amanti sono visti in termini di viaggiatori che vanno verso una meta. Lamore reciproco il veicolo condiviso e il percorso compiuto, superati i diversi ostacoli, rappresenta il progresso del loro rapporto, e cos via. Partendo da quella metafora con cui una studentessa aveva avuto problemi reali, il linguista giunse a concepire una teoria della metafora come riguardante non pi soltanto il piano del linguaggio, ma a tutti gli effetti quello del pensiero.

Come la metafora del vicolo cieco, esistevano moltissime altre metafore riguardanti l'amore, che avevano tutte a che fare con il viaggio. Gli esempi riguardavano le frasi pi comunemente usate per parlare dell'amore che il linguista riscontr nel linguaggio americano. "Non andremo da nessuna parte" "E' una strada lunga e accidentata" Se pensiamo ad alcuni esempi tratti dalla lingua italiana si nota come l'intuizione avuta dal linguista statunitense possa riguardare anche altre lingue. Si sentono spesso, infatti, frasi dello stesso tipo di quelle evidenziate da Lakoff per riferirsi alla vita di coppia e all'amore. "Pu darsi che ciascuno di noi debba prendere la propria strada" "Il rapporto non sta andando da nessuna parte". La riflessione che queste evidenze linguistiche ispirarono in Lakoff fu che esisteva un modo comune di concettualizzare l'amore a cui tutte le metafore linguistiche citate e i modi di dire facevano riferimento. E cio che l'amore fosse un viaggio. La metafora, dunque, non si limitava a sostituire un oggetto ad un altro all'interno di una frase isolata, piuttosto, spesso diventava un vero e proprio modo di organizzare un concetto tramite la struttura di un altro concetto: nell'esempio citato l'amore era organizzato nei termini del viaggio e la metaforizzazione non si limitava a semplici frasi isolate, ma era presente e visibile in moltissimi modi di parlare di un concetto. La metafora, lungi dall'essere un fenomeno soltanto linguistico, ha a che fare con il modo in cui il sistema cognitivo umano organizzava i propri concetti, con il modo di ragionare e, di conseguenza, di agire: fa parte a tutti gli effetti della vita quotidiana delle persone improntandone i meccanismi cognitivi e, di conseguenza, decisionali. Cos Lakoff ha ipotizzato nel sistema cognitivo la presenza della metafora concettuale come modalit di pensiero. Accade che con una metafora, un dominio concettuale venga strutturato nei termini di un altro in modo tale che i concetti prendono una forma che prima non avevano e cio proprio quella delle immagini evocata e collegate alla metafora. Utilizzare pi metafore e sostituire nuove metafore a quelle che strutturano lesperienza della persona, permette alla persona stessa di cogliere nuovi aspetti della realt prima non contemplati. interessante e estremamente innovativo come la metafora venga considerata dai due autori come se fosse un sistema percettivo come la vista, il tatto, che ci permettono di percepire il mondo. In tal modo la metafora, come gi Aristotele aveva intuito migliaia di anni prima, permette di connettere e creare, domini attraverso semantico-concettuali delle identificazioni apparentemente distanti

semantiche, insight cognitivi nel soggetto. Il suo utilizzo nella formazione o in generale nelle relazioni di aiuto e nei processi di cambiamento estremamente proficuo in quanto crea nella mappa del mondo dellaltro degli spazi di possibilit introducendo elementi nuovi in grado di ristrutturare le convinzioni della persona e ampliare lorizzonte del soggetto.