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COSIMO MAGAZZINO

Le critiche mosse al primo t.f. dellE.B. ne impediscono lutilizzo a difesa dei mercati reali, per 3 ragioni: a) lelevata astrazione e le ipotesi molto restrittive comportano che i mercati cui fa riferimento il primo t.f. siano distanti da quelli reali, il che non consente di conseguire lottimo paretiano b) lindividualismo metodologico, alla base del primo t.f., rappresenta un vincolo troppo stringente rispetto ai bisogni giudicati degni di essere soddisfatti c) il criterio di ottimalit paretiana non sempre conduce a stati del mondo auspicabili.

Si definiscono macroeconomici quei fallimenti connessi con linstabilit delle economie di mercato. In quanto fallimenti, essi denotano la presenza di inefficienze e/o iniquit. In quanto propri del Mercato, sono strettamente inerenti al funzionamento concreto dei mercati. In quanto macroeconomici, la teoria pi adatta a spiegarli una teoria non gi di natura micro, bens macroeconomica. I fallimenti macro del Mercato sono 4: 1. Disoccupazione 2. Inflazione 3. Squilibri della Bilancia dei Pagamenti (BP) 4. Sottosviluppo.

La disoccupazione involontaria (che si ha quando vi sono dei lavoratori potenzialmente disposti ad occuparsi al saggio di salario reale vigente, ma la domanda di lavoro insufficiente per occuparli, e pertanto lofferta di lavoro risulta razionata) causa di fallimento macro del Mercato. Lesistenza di disoccupazione involontaria genera 2 tipi di perdite: a) perdita di efficienza statica: impossibilit di migliorare la posizione di alcuni individui (i disoccupati) senza peggiorare quella di altri. b) perdita di efficienza dinamica: si realizza uno spreco di risorse umane, con loro deperimento (LUNGHINI). Inoltre, la disoccupazione, oltre a rappresentare una possibile fonte di instabilit sociale (costi non economici: frustrazione, emarginazione, aumento delleconomia parallela), accresce lineguaglianza nella distribuzione del reddito. Lo Stato pu intervenire tramite la redistribuzione, per via di pagamenti di indennit di disoccupazione (basic income system), integrazione dei guadagni, garanzia di salari minimi. Questi sistemi facilitano i licenziamenti o le sospensioni dal lavoro, riducendone i costi sia per i lavoratori che per le imprese. Tuttavia, sono una distorsione del mercato del lavoro, disincentivando lofferta.

La disoccupazione volontaria si verifica quando, pur in presenza di una situazione di equilibrio sul mercato del lavoro, esiste una parte di lavoratori disposta a lavorare solo per un salario superiore a quello che si determina dallincontro tra domanda e offerta. Tasso di disoccupazione: quota dei disoccupati sul totale delle forze di lavoro: u = U / FL La disoccupazione frizionale un tipo particolare di disoccupazione costantemente presente all'interno del mercato del lavoro. Essa dovuta al fatto che ci sono sempre persone alla ricerca di un lavoro. Ci avviene anche in situazioni di piena occupazione. Si ritiene cos che il tasso di disoccupazione non riesca a raggiungere mai lo zero, in quanto anche in condizioni economiche particolarmente favorevoli vi sar sempre qualcuno che per un periodo, anche breve, cercher lavoro. Pur ritenendo che il tasso di disoccupazione frizionale si attesti attorno al 3-4% esistono aree in cui vengono misurati tassi anche inferiori al 2%. In presenza di disoccupazione frizionale alcuni individui per motivi economici o su base volontaria transitano da unoccupazione allaltra.

La disoccupazione stagionale connessa a dinamiche proprie del sistema produttivo, che tende a sperimentare lalternarsi di periodi di espansione e di periodi di ristagno. La disoccupazione ciclica anchessa legata alle dinamiche del sistema produttivo, ma i suoi effetti sono destabilizzanti: infatti nelle fasi espansive non si riesce a produrre un reddito sufficiente al sostentamento delle fasi di ristagno. La disoccupazione strutturale la forma pi grave del fenomeno. Denota un sistema produttivo squilibrato, in cui non possibile raggiungere il pieno impiego, a causa di croniche deficienze o circoli viziosi del sistema stesso. Si associa al sottosviluppo. Con il termine piena occupazione si intende limpegno di eliminare la disoccupazione involontaria al di sopra di quella frizionale. In p.o.: u = NAIRU

Le posizioni di piena occupazione (o pieno impiego) assumono la natura di precipizio, non rappresentando un equilibrio stabile (ROBINSON). Ci perch: - gli effetti della pressione della domanda di beni si fanno sentire sullofferta, dal momento che questultima in p.o. anelastica (non potendo aumentare) - viene meno la disciplina esercitata dalla u sulle richieste salariali.

La disoccupazione volontaria (o di ricerca) finalizzata alla ricerca di un posto di lavoro, e si registra tutte le volte in cui un soggetto rinunzia a unoccupazione qualsiasi sperando di trovarne una migliore. Il salario di riserva quel salario minimo a fronte del quale loccupazione viene preferita al sussidio. Sul NAIRU (tasso di disoccupazione al quale linflazione non accelera) incidono: - lorganizzazione del mercato del lavoro - la composizione demografica delle FL - la presenza di sussidi di disoccupazione. Sacrifice Ratio = Punti annuali di eccesso di u / Riduzione di p Replacement Ratio = Sussidio netto / Reddito netto Quando il RR elevato, ossia quando non sussiste una rimarchevole differenza tra lessere occupati e lessere disoccupati, si verifica: - un allungamento del tempo di ricerca del lavoro - molti individui, che di norma non rientrerebbero nelle FL in quanto non cercano attivamente unoccupazione, dichiarano di essere alla ricerca, solo per ottenere il sussidio - loccupazione diviene meno stabile. 7

Per inflazione si intende laumento sostenuto e costante del livello generale dei prezzi, con la perdita di valore della moneta. p = (Pt Pt-1) / Pt-1 Distinguiamo, dal punto di vista delle cause immediate: - inflazione da domanda: deriva dalla pressione della domanda aggregata (AD), che tende ad espandersi al di l dellofferta aggregata disponibile (AS), allapprossimarsi della p.o. - inflazione finanziaria: deriva dalla crescita della spesa pubblica (G) finanziata in deficit (Dis>0) - inflazione creditizia: deriva dalla eccessiva creazione di credito da parte del sistema bancario - inflazione da offerta: deriva dagli shocks che portano a ridurre lofferta - inflazione da costi: deriva dal trasferimento sui prezzi dellaumento dei costi variabili di produzione delle imprese - inflazione da profitti: deriva dallaumento del mark-up () delle imprese - inflazione importata: deriva da un prolungato aumento delle esportazioni (X) del Paese considerato, stimolate da un eccesso di domanda del Resto del Mondo (RdM).

Distinguiamo, dal punto di vista del ritmo di aumento dei prezzi: - inflazione strisciante: se p = 2-3% - inflazione moderata: se 3% < p < 10% - inflazione galoppante: se 10% < p < 300% - iperinflazione: se p > 300% La misurazione dellinflazione avviene tramite gli indici di prezzo (deflatore del PIL, deflatore dei consumi, deflatore degli investimenti, prezzi allingrosso, prezzi alla produzione, prezzi al consumo). Una pressione inflazionistica sorge quando i percettori dei vari redditi monetari (salari, profitti, rendite) cercano di accrescere la propria quota nella distribuzione del reddito reale prodotto, a scapito degli altri consociati. Linflazione dunque il sintomo di una lotta sociale. Linflazione comporta anche una redistribuzione della ricchezza: il valore di unobbligazione fissa in termini nominali, se p , si riduce in termini reali. Pertanto linflazione avvantaggia i debitori (imprese, Stato) e svantaggia i creditori (famiglie). La svalutazione della moneta a causa dellinflazione definita imposta da inflazione.

Per stagflazione sintende la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti - su un determinato mercato - sia un aumento generale dei prezzi (inflazione) che una mancanza di crescita delleconomia in termini reali (stagnazione economica). Lo Stato pu intervenire mediante meccanismi di indicizzazione, che legano i redditi alle variazioni del livello generale dei prezzi (scala mobile). Alcuni studiosi hanno argomentato a favore di un moderato tasso positivo di inflazione, quale stimolo agli investimenti; infatti, le imprese vedrebbero ridursi in termini reali i costi del capitale, mentre laumento dei prezzi gli permetterebbe di aumentare i ricavi totali. Linflazione provoca altri 2 fenomeni: - facendo sorgere oneri specifici per ladeguamento dei listini (menu costs) o dei macchinari per i pagamenti (slot-machine costs) - essendo connessa con i, linflazione aumentando il costo-opportunit della
detenzione del circolante, ne genera la riduzione, facendo aumentare i prelievi bancari (shoe-leather costs).

Il valore della moneta (cio il suo potere dacquisto) pari a 1/P.

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La Bilancia dei Pagamenti (BP) il documento contabile dove si registrano le transazioni economiche che hanno luogo in un determinato periodo di tempo fra i residenti e i non residenti di un dato Paese, e dalle quali scaturiscono esborsi o introiti di valute estere. Viene registrata a debito ogni transazione che comporti esborso di valute (importazioni, trasferimenti allestero, deflussi di capitale); mentre viene registrata a credito ogni transazione che comporti afflusso di valute (esportazioni, trasferimenti dallestero, afflussi di capitale). La BP si compone di 3 conti: 1. Conto corrente: comprende le esportazioni (X) e le importazioni (M) di beni (merci, servizi, redditi da L, redditi da K), i trasferimenti unilaterali correnti. Allinterno del CCor, le transazioni di sole merci danno luogo alla bilancia commerciale: BilCom = X M 2. Conto capitale: comprende le operazioni commerciali, i trasferimenti relativi ad attivit dinvestimento e le attivit intangibili (brevetti) 3. Conto finanziario: comprende i movimenti di capitale a breve, medio e lungo termine (investimenti diretti, investimenti di portafoglio, derivati, prestiti pubblici, crediti commerciali, capitali bancari; variazione delle riserve ufficiali).

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In uneconomia florida il saldo di conto corrente positivo. Il saldo dei movimenti dei beni dato dalla somma algebrica tra il saldo di conto corrente e il saldo del conto capitale. Se il saldo del conto finanziario positivo significa che nel Paese vi una stabilit dei mercati finanziari. Le Riserve Ufficiali (RU) comprendono loro monetario e le attivit in valuta verso i non residenti. La somma dei 3 conti dovrebbe essere teoricamente nulla. Tuttavia, per effetto sia di errori contabili che dellevasione fiscale, viene rilevata una discrepanza, nella voce Errori ed omissioni. Contabilmente, la BP ha un saldo globale pari a 0. Infatti, ogni volta che si verificano squilibri tra movimenti dei beni e conto finanziario (oltre a errori ed omissioni), ha luogo una variazione delle RU di pari ammontare. Nelle fasi iniziali di sviluppo di un Paese si verificano squilibri consistenti e duraturi della BP. Man mano che leconomia inizia a divenire matura, la BilCom>0, mentre il saldo del conto capitale <0. Giunti a un sufficiente livello di sviluppo, i saldi attivi di parte corrente si fanno sempre pi cospicui e si registrano afflussi di capitali dagli investitori esteri.

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La crescita un concetto prettamente economico, e pertiene allaumento del reddito. Lo sviluppo un concetto pi generale, che coinvolge anche altri aspetti della vita di un Paese (di carattere sociale, civile, democratico). Indicatori dello sviluppo: - PIL - PIL pro-capite = PIL/Popolazione - PIL verde - ISU (o HDI), che si fonda su 3 parametri: longevit, grado di cultura e standard di vita - Indice di malessere = u + p - Tasso di crescita reale pro-capite medio annuo Le determinanti dello sviluppo di un Paese sono: a) il tasso di investimento, la propensione marginale al risparmio (s) e il tasso di produttivit () b) il capitale umano, che comprende labilit e il talento naturali, listruzione, la qualificazione professionale c) la crescita demografica d) la garanzia di diritti e libert fondamentali.

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Sia Y=N dove Y: reddito aggregato, : prodotto medio per occupato (o produttivit media del lavoro), N: numero di occupati. Il prodotto Y esprimibile anche come Y = (N/FL) (FL/Pop) Pop dove N/FL: complemento a 1 del tasso di disoccupazione (u), FL: forze di lavoro, Pop: popolazione, FL/Pop: tasso di partecipazione o di attivit. Le autorit di P.E. dovrebbero far aumentare il reddito e il tasso di attivit nella stessa misura della popolazione e del prodotto unitario per occupato, favorendo cos una diminuzione della disoccupazione nel lungo periodo. Unelevata crescita di Y associata a una riduzione di u. ut ut 1 ( g yt g y ) dove ut: tasso di disoccupazione effettiva (in t), ut-1: tasso di disoccupazione al tempo t-1, gyt: tasso di crescita della produzione, gy: tasso normale di crescita della produzione. Una crescita della produzione superiore al tasso normale (gyt > gy) porta a una riduzione del tasso di disoccupazione (ut < ut-1).

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I considerato quale componente della AD, ma anche della AS. Sia: ng = s/v dove ng: saggio di crescita garantito (ossia quel tasso di incremento degli I che mantiene lequilibrio sulla IS); s: propensione al risparmio; v: rapporto capitale/prodotto. Se ne = ng, aspettative realizzate. Se ne > ng, AD >0 (AD>AS). Se ne < ng, AD <0 (AD<AS): instabilit harrodiana. - Implausibilit che uneconomia di mercato assicuri condizioni dinamicamente stabili (AD=AS) - Inesistenza in uneconomia di mercato di meccanismi capaci di assicurare luguaglianza del tasso di crescita garantito al tasso di crescita naturale (ng = Y*). Per le teorie post-keynesiane, la convergenza tra ng e Y* data dalla possibilit di mutamenti di s, determinati a loro volta da cambiamenti nella distribuzione del reddito.
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SOLOW rimuove lipotesi harrodiana di un coefficiente fisso di capitale, per cui ng tende verso Y*. Le decisioni di I si basano sulla disponibilit relativa di K e di L, e non sulle aspettative degli imprenditori circa il futuro: il mercato dei beni sar sempre in equilibrio (impossibilit di squilibri sui mercati reali). Il sistema economico del modello neoclassico prevede lesistenza di uno stato stazionario: lidea che se Kpro-capite =cost. anche Ypro-capite=cost. In assenza di progresso tecnico, ci possibile se la crescita del K segue la stessa velocit della crescita della Pop: Y/Y = L/L = K/K = n Nello stato stazionario, lammontare del S esattamente pari allammontare necessario per rimpiazzare il K usurato (ammortamento) e per consentire una crescita netta del K tale da permettere il mantenimento della quota di Kpro-capite quando la Pop aumenta a un tasso costante n. Nello stato stazionario Ypro-capite=cost. mentre Y aggregato cresce della stessa percentuale della popolazione (n) e non influenzato dal tasso di risparmio.

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Ruolo essenziale svolto dal progresso tecnico come frutto di apprendimento connesso con la produzione (learning by doing). Secondo ROMER il processo di apprendimento comporta rendimenti crescenti di scala, incompatibili con lassunto di perfetta concorrenza. Il progresso tecnico reso endogeno (interno) al sistema economico, collegandolo ad elementi quali la spesa in R&S. G pu rafforzare il progresso tecnico e laumento della derivanti da Iprivati. Ci costituisce una giustificazione dellintervento pubblico nelleconomia: limpossibilit per gli investitori privati di appropriarsi di tutti i vantaggi derivanti dallaccumulazione implica in uneconomia di mercato un tasso di crescita pi limitato di quello socialmente efficiente. In presenza di rendimenti costanti dei fattori, il tasso di crescita dello stato stazionario dipende dal tasso di accumulazione dei fattori. Inoltre, il tasso di risparmio influenza il tasso di crescita.

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La domanda dipende soltanto dai prezzi relativi: D = f(pA/pB). Se in un sistema economico di N mercati vi equilibrio su N-1 mercati, allora vi sar equilibrio anche sul mercato rimanente. Se si realizzano queste uguaglianze e sono rispettate le pre-condizioni di perfetta concorrenza, lequilibrio risulta anche un ottimo paretiano, in virt del primo t.f. dellE.B. Regola del lato corto Quando sul mercato non c equilibrio fra D e S, la quantit effettivamente scambiata coincide con la minore fra quella domandata (qD) e quella offerta (qS). Il soggetto che non riesce a realizzare i suoi piani ottimali si dice razionato.
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(I) Eccesso di S sia sul mercato del L che sul mercato dei B. I lavoratori saranno razionati (non tutta la SL trover la corrispondente DL, e quindi non potr essere scambiata); le imprese saranno razionate sul mercato dei B (non tutti i beni prodotti, SB, troveranno la corrispondente DB). Disequilibrio: regime di disoccupazione keynesiana. Anni Trenta. (II) Eccesso di S sul mercato del L, eccesso di D sul mercato dei B. I lavoratori saranno razionati sia sul mercato del L (esprimendovi una SL eccessiva), sia sul mercato dei B (dove esprimono una DB eccessiva, che non riesce a incontrare la corrispondente SB). Disequilibrio: regime di disoccupazione classica. Paesi dellEuropa dellOvest negli anni Settanta.

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(III) Eccesso di D sia sul mercato del L che sul mercato dei B. Le famiglie saranno razionate sul mercato dei B (non trovando una sufficiente SB per soddisfare la loro DB); le imprese saranno razionate sul mercato del L (non trovano una SL in grado di soddisfare la loro DL). Disequilibrio: regime di inflazione repressa. Paesi del Blocco sovietico. (IV) Eccesso di S sul mercato dei B, eccesso di D sul mercato del L. Le imprese saranno razionate sia sul mercato del L (esprimendovi una DL eccessiva), sia sul mercato dei B (dove esprimono una SB eccessiva, che non riesce a incontrare la corrispondente DB). Disequilibrio: quarto regime. Curiosum teorico.
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In un sistema bimetallico, la moneta cattiva scaccia quella buona.

In un sistema monetario nel quale il valore nominale delle monete era pari al loro contenuto in oro o in metalli preziosi, era piuttosto comune che le monete in circolazione perdessero parte del metallo prezioso di cui erano composte per effetto dell'uso o per la pratica illegale consistente nella tosatura (grattare, raschiare, tagliuzzare i bordi delle monete, per cui nacque luso della zigrinatura del bordo). Accadeva cos che alcune monete, solitamente quelle in circolazione da pi tempo, avessero un valore intrinseco decisamente inferiore al valore nominale. In altri termini tali monete, considerate cattive, continuavano ad avere ufficialmente un valore determinato dal tipo di moneta (oggi diremmo il valore su di esse stampato), mentre il loro valore intrinseco, determinato dal contenuto in oro, argento o altri metalli preziosi, era decisamente inferiore.
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In un sistema bimetallico, la moneta cattiva scaccia quella buona.

Poich le monete, passando da uno stato ad un altro, venivano fuse e riconiate, le monete cattive potevano dare vita, in virt della minore quantit di metallo prezioso contenutovi, a nuove monete di valore nominale (e intrinseco) inferiore al valore delle monete dalla cui fusione derivavano. Pertanto, nessuno era disposto ad accettare in pagamento la moneta cattiva, preferendo quella buona, vale a dire monete di solito nuove di zecca, con un contenuto di metallo prezioso pari al valore della moneta.

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La tesi generale della t.q.p. della M che il livello generale dei prezzi (P), e quindi il valore della moneta che espresso dal suo reciproco, dipendono dalla quantit di moneta (M): MV=PQ (Eq. degli scambi di I. FISHER) dove M: quantit di moneta esistente, V: velocit di circolazione della moneta, P: livello dei prezzi, Q: quantit dei beni. M V: valore monetario delle vendite di beni P Q: volume degli esborsi monetari (o delle transazioni) Nella stessa misura in cui aumenta (o diminuisce) il valore delle merci che si vendono sul mercato, deve anche aumentare (o diminuire) lesborso monetario che si effettua per acquistarli. Per i quantitativisti ortodossi, la moneta sempre neutrale e ha solo effetti nominali (o monetari), ma non reali. Infatti, per ipotesi V = cost. e Q = cost. Dunque, variazioni di M si scaricano necessariamente solo su P. V = cost. perch dipende dalle consuetudini e dallorganizzazione delleconomia circa le modalit di pagamento delle transazioni. Q = cost. perch per ipotesi il sistema economico in grado di raggiungere spontaneamente la p.o. e Y*.

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La Scuola di Cambridge introduce la distinzione tra quantit di M domandata (MD) e quantit di M offerta (MS), dove la MS dipende dalle decisioni delle autorit monetarie, mentre la MD dipende dalle decisioni del pubblico: MD = k P Q (Eq. quantitativa della Scuola di Cambridge) k = 1 /V dove MD: quantit di moneta domandata, k: costante di Cambridge, P: livello dei prezzi, Q: quantit dei beni. Per ipotesi: V = cost. e Q = cost. La MD dipende secondo una proporzione costante dal volume delle transazioni: MD = f(Q). Esiste uno sfasamento temporale fra debiti e crediti. Squilibrio monetario: MD e MS non coincidono necessariamente. Domanda di moneta esercitata per 2 finalit: - transattiva - precauzionale (o cautelativo).
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Legge di SAY In uneconomia di baratto, lofferta crea la propria domanda. Chi risparmia compie necessariamente un atto di investimento (S=I), assicurando cos lequilibrio sul mercato dei beni (IS). Non possono esserci beni invenduti: S = I Mano invisibile Principio descritto da A. SMITH, secondo il quale esisterebbe sui mercati un meccanismo invisibile di regolazione, che permetterebbe di armonizzare e di coordinare i vari interessi individuali. Solo il Mercato sarebbe in grado di procurare un benessere risultante da un ordine spontaneo, non voluto da alcuno ma realizzato da tutti. Lautoregolazione del Mercato invisibile nel senso che non promossa espressamente da nessuna volont o autorit particolari. Andando anche a scapito di strategie meramente individuali, le transazioni globali (domanda e offerta) vengono rese reciprocamente compatibili.
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I classici non attribuirono un vero ruolo alla M, giudicandola un velo, che porta a distinguere 2 mercati: quello reale e quello monetario (modello dicotomico, prevedendo una separazione fra aspetti reali e aspetti monetari delleconomia). Sul mercato reale avverrebbero le note dinamiche di riequilibrio sulla base della modifica dei prezzi relativi. Sul mercato monetario si stabilirebbe unicamente il livello generale dei prezzi, a sua volta determinato dallofferta esogena di M.

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KEYNES propone: - una diversa concezione della domanda di moneta (MD) - una diversa concezione dei meccanismi attraverso i quali gli squilibri monetari si trasmettono alleconomia - una diversa concezione del funzionamento del mercato del L. Il sistema keynesiano prevede la non neutralit della moneta,sia nel b.p. che nel l.p. Infatti, per KEYNES la M e le sue variazioni non si riflettono sul volume e sullandamento della spesa complessiva in beni (MV). KEYNES ritiene che V cost., perch la ritiene un concetto che non spiega nulla. Inoltre, egli rifiuta lipotesi di p.o., a causa dellincapacit per i salari nominali (W) di diminuire quando u.

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Per risolvere gli squilibri della disoccupazione classica (volontaria) sarebbe sufficiente p e W Teoria classica Se i P sono perfettamente flessibili, condurranno i mercati in equilibrio; le situazioni di perdurante disequilibrio possono essere dunque attribuite al mancato funzionamento della flessibilit dei P. Per risolvere gli squilibri della disoccupazione keynesiana (involontaria) W sarebbe dannosa: se Yfamiglie allora DB, aggravando lo squilibrio presente sul mercato del L, gi afflitto da eccesso di SL. Problema: crisi degli anni 30 Ricetta dei classici: W, stante un eccesso di DB Ricetta keynesiana: G , stante un eccesso di SB

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Disoccupazione keynesiana: regime in cui si ha contestualmente un eccesso di SL e di SB. KEYNES parl di equilibrio stabile di sottoccupazione cui giungerebbe spontaneamente il Mercato, anzich di eccesso di SB. La situazione di disequilibrio rispetto ai piani ottimali walrasiani che non riescono a essere realizzati, e pertanto i soggetti si trovano a essere razionati, ossia in una condizione nella quale non riescono a mettere in pratica le loro decisioni. Per, una volta che gli scambi si realizzino (secondo la Regola del lato corto) pu accadere che gli agenti ritengano che le decisioni prese siano ottimali, e quindi non vi sia motivo per cambiarle. Dunque, essi si trovano in equilibrio. Se non interviene una modifica esterna, ciascuno ritiene di aver operato la scelta migliore, in presenza del vincolo comportamentale altrui. La situazione di equilibrio di sottoccupazione keynesiana richiama la situazione di equilibrio di NASH, PARETO-efficiente, che si viene a stabilire in situazioni tipo gioco del dilemma del prigioniero. Infatti, le scelte operate da ciascun agente sono ottimali, dati i vincoli rappresentati dallattuazione dellaltrui comportamento; ma se tutti si coordinassero per cambiare i propri comportamenti, si potrebbe pervenire a un miglioramento paretiano.

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La situazione di equilibrio di sottoccupazione keynesiana rappresenta un caso in cui tutti gli agenti sono soddisfatti del proprio comportamento (dato il livello di Y, il C quello ottimale: C=C*, mentre dato il livello della DB, Y=Y*), ma se famiglie e imprese potessero coordinarsi in modo credibile, potrebbero scegliere assieme una situazione nella quale ciascuno di essi raggiunge il proprio equilibrio walrasiano. Lintuizione di KEYNES fu quella di suggerire che i soggetti, presi singolarmente, non avevano la possibilit di arrivare a un accordo di questo tipo, pertanto era necessario un intervento esterno e, nella fattispecie, un incremento della domanda generato dal policy-maker. Linnovazione pi rilevante di KEYNES rispetto alla teoria economica classica consiste nel riconoscimento della possibilit, in un sistema capitalistico, di crisi produttive e disoccupazione, a causa dellinsufficienza della domanda effettiva di beni (AD).

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La teoria keynesiana della moneta KEYNES muove dal presupposto che la M non pu prodursi facilmente, avendo unelasticit di produzione nulla: MS un dato, deciso dalle autorit monetarie (ipotesi di rigidit della MS). Per KEYNES la MD esprime la preferenza per la liquidit del pubblico (detenzione di mezzi liquidi vs. acquisto di beni reali o di titoli). Domanda di moneta esercitata per 3 finalit: - transattiva - precauzionale (o cautelativa) - speculativa. Speculazione: acquisto di unattivit reale o finanziaria effettuato dal pubblico quando il suo P di mercato basso, con lo scopo di rivenderla quando P, in modo da lucrare sulla differenza. Sussiste una relazione inversa fra PTit e iTit: iTit = (100 - PTit) / PTit Quanto pi elevato il prezzo del titolo (PTit) tanto minore sar il tasso dinteresse pagato dal titolo stesso (iTit). Se DTit e DTit > STit allora PTit mentre iTit Se STit e DTit < STit allora PTit mentre iTit

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La teoria keynesiana della moneta Se in un dato istante gli speculatori dovessero valutare PTit relativamente bassi, allora avrebbero convenienza ad acquistare titoli: pertanto essi MDspeculativa, cedendo M per acquistare Tit. La MDspeculativa varia in ragione inversa rispetto a i: MDspeculativa = f(i) La MDtransattiva+precauzionale varia in ragione diretta rispetto a Y: MDtransattiva+precauzionale = f(PQ) i determinato dalluguaglianza tra MD e MS. Variando MS le autorit monetarie possono influenzare i. Il tasso dinteresse dequilibrio (i*), che unico, quello al quale non si verificano squilibri monetari: MD = MS. i ha natura monetaria: esso scaturisce dallincontro tra domanda e offerta di moneta (MD e MS). IYS

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Squilibrio monetario per la Scuola di Cambridge Se MD = MS, ma il p.m. decide di MS, allora MS > MD: squilibrio monetario dato da eccesso di offerta di M. Il pubblico tende a liberarsi dei mezzi monetari eccedenti (MDtransattiva+precauzionale = f(PQ)) aumentando la propria spesa in beni ( C). Ma ci conduce a PQ. E ci porta a MD: equilibrio ristabilito, MS = MD. Inoltre, essendo per ipotesi in condizioni di p.o., lofferta dei beni non pu aumentare (mentre ne sta aumentando la domanda): P. Lo squilibrio trova soluzione sul mercato (reale) dei beni. I prezzi P costituiscono il meccanismo riequilibratore fra MD e MS. Squilibrio monetario per KEYNES Se MD = MS, ma il p.m. decide di MS, allora MS > MD: squilibrio monetario dato da eccesso di offerta di M. Il pubblico tende a liberarsi dei mezzi monetari eccedenti aumentando la domanda di titoli ( DTit); ci conduce a PTit e iTit. Lo squilibrio trova soluzione sul mercato (finanziario) dei titoli. Il tasso dinteresse i costituisce il meccanismo riequilibratore fra MD e MS.

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Per KEYNES gli investimenti privati (Ipr) sono determinati dal movente del profitto: affinch vengano realizzati, necessario che gli imprenditori prevedano di ottenere da essi un rendimento almeno pari al costo del capitale investito. Tale rendimento atteso dallinvestitore deve essere almeno pari allinteresse gravante sul prestito (qualora le somme investite siano state mutuate), o al mancato interesse percepito (qualora limpresa impieghi fondi propri: autofinanziamento). Via via che nel sistema economico si realizza un maggior volume di I, il saggio di rendimento atteso (re) tende a diminuire.

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Gli imprenditori effettueranno comunque tutti gli investimenti per i quali i tassi di rendimento attesi siano superiori, o al limite pari, al tasso di interesse di mercato (ri). Se si fermassero prima di tale limite, rinuncerebbero ad attuare progetti che promettono comunque un margine, bench minore, di profitto. E ci contrasterebbe con lipotesi di comportamento razionale. MS e MDspec determinano i*(=Oie). Gli imprenditori ne prendono atto, effettuando investimenti pari a Oie, il volume di investimenti di equilibrio.

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Condizione necessaria affinch venga effettuato un determinato progetto di investimento lesistenza di un tasso di rendimento atteso (efficienza marginale del capitale) non inferiore al tasso di interesse sul mercato: emgke >= i - Allaumentare del volume degli I realizzati nel sistema economico, il saggio di rendimento atteso dagli investimenti addizionali tende a diminuire, essendo gli investimenti ulteriori meno promettenti. - Verranno effettuati tutti gli I per i quali emgke >= i. Ad alternativi volumi degli I corrispondono diversi livelli di emgk. I* determinato da emgk = i.

Per i classici: W , innanzitutto, il costo dellinput lavoro (L). Per i keynesiani: W , innanzitutto, il reddito dei lavoratori (Y).

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Y=C+I c = C/Y Y = cY + I Y = I * 1/(1-c) = I * 1/s Y = I * 1/(1-c) = I * 1/s con Y > I e dove 1/(1-c): moltiplicatore degli investimenti. Y = I + c I + c (c I) + c [c (c I)]+ = c0 I + c1 I + c2 I + + cn I 0 < c < 1; 0 < s < 1; c + s = 1; 1/(1-c) > 1 - Le variazioni del reddito (Y) dipendono dalle variazioni degli investimenti (I) - supponendo c = cost. nel b.p., 1/(1-c) = cost. - il moltiplicatore degli I agisce in modo da tradurre ogni data variazione degli I in una variazione maggiore del Y. Se c, (1-c), 1/(1-c), Y. Se I, Y, N, u, W, C, Y,: gli aumenti della spesa globale e del reddito sono maggiori rispetto allincremento degli investimenti iniziali. Un aumento iniziale della AD si traduce in una successione di aumenti indotti del Y.

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Per KEYNES sussistendo una situazione di disoccupazione involontaria del L, variazioni del Y non suscitano variazioni dei prezzi (P). Se AD, allora le imprese potrebbero N e u, portando a S, ossia ( Y). Solo quando ci si trovi in p.o. aumenti del reddito (Y) provocano aumenti dei prezzi (P). S=Y-C S = Y cY = Y (1-c) Y = S * 1/(1-c) = S * 1/s Y = S * 1/(1-c) = S * 1/s Il reddito di equilibrio (Y*) quello al quale corrispondono investimenti (I) pari ai risparmi (S): flusso circolare del reddito. Una parte del reddito viene spesa dalle famiglie per lacquisto dei beni di consumo (C=cY), tornando alle imprese grazie alla vendita di questi beni. La parte residua del reddito viene risparmiata (S). Anche di questa le imprese vengono reintegrate, se gli ordinativi di beni di investimento (I) uguagliano i risparmi (S). In particolare, se I < S, la spesa globale della collettivit (Y=PQ) sarebbe insufficiente a reintegrare le imprese dei costi sostenuti nel processo di produzione.

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Per i keynesiani la moneta conta indirettamente, giacch M influenza i, ma sono le variazioni degli investimenti (I) a determinare landamento del reddito (Y). E gli I dipendono soprattutto dalla produzione attesa (Ye) MiIY La manovra di P.E. pi efficace per i keynesiani dunque quella di bilancio.

Per i quantitativisti la moneta conta direttamente: le variazioni della quantit di moneta (M) provocano quelle del reddito nominale (Y). Landamento delleconomia, in quanto espresso principalmente dal comportamento del reddito monetario (Y), suscettibile di essere controllato attraverso la manovra dellofferta di moneta (MS). Un andamento recessivo del reddito ( Y) che crei output gap (Y<Ye) pu essere contrastato con una politica monetaria (P.M.) espansiva. Al contrario, unespansione eccessiva del reddito ( Y), che rechi pressioni al rialzo dei prezzi ( P), essendo Y>Y*, pu essere contenuta con una P.M. restrittiva.

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Trappola della liquidit Se si in presenza di unelasticit infinita della MDspeculativa, allora le variazioni di MS non provocano variazioni di i, n degli I, e in definitiva neanche del reddito Y (che, secondo lequazione del moltiplicatore degli I, dipende proprio dagli I). La trappola della liquidit si manifesta quando gli operatori finanziari preferiscono non investire in titoli poich essi si aspettano che il loro valore (PTit) debba diminuire. Se ci avviene essi detengono moneta, sterilizzando la manovra espansiva ( MS), in attesa del futuro aumento degli interessi. Se si in presenza di una perfetta rigidit degli I rispetto a i, allora le variazioni di MS possono provocare variazioni di i, ma non degli I, e nemmeno del reddito Y. La manovra monetaria incide sul livello del Y, nel migliore dei casi, attraverso I. Ma tale interazione pu risultare indebolita, o al limite interrotta, da alcune condizioni ostative. Eutanasia dei rentiers: per KEYNES lesistenza dei rentiers e i loro redditi, lungi dallaver alcun effetto positivo nelleconomia capitalista, ne ostacolano il funzionamento, sottraendo risorse e disincentivando laccumulazione.

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La visione della macroeconomia classica molto simile a quella sottesa al concetto di mano invisibile: in un sistema capitalistico operano forze mosse essenzialmente dallinteresse individuale, capaci di assicurare da sole un equilibrio avente carattere di ottimalit. I fenomeni economici appaiono allora alla stregua di manifestazioni di leggi naturali e non come il prodotto, almeno in parte, del contesto istituzionale esistente, ridotto, invece, dai classici al puro operare di uneconomia di baratto. Il Mercato pressoch lunica istituzione considerata dai classici. Essi non ignorano lesistenza della moneta, ma pensano che lessenza del funzionamento del sistema economico dal punto di vista reale possa essere ben rappresentata prescindendo dalla considerazione della moneta stessa. Ora, in uneconomia di baratto vale certamente la Legge di SAY, ma in uneconomia monetaria essa non pi vera. In una tale economia si potrebbe continuare ad assumere luguaglianza dei piani di risparmio e di investimento, se si pensa che esiste un meccanismo capace di riequilibrarli, ossia di coordinare le relative decisioni; si potrebbe cio ipotizzare lesistenza di un prezzo del risparmio S (il tasso di interesse, i), i cui movimenti potrebbero consentire di uguagliare risparmio e investimento I ex ante.

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Loggetto dellanalisi keynesiana costituito dai movimenti delloccupazione prodotti da variazioni della domanda globale e/o dei parametri di comportamento. KEYNES individua i due connotati essenziali del sistema capitalistico nellesistenza di: a) uneconomia monetaria, che largamente il prodotto di convenzioni o regole formatesi nel tempo; b) classi sociali (lavoratori, capitalisti/imprenditori, rentiers), le cui posizioni sono diversamente influenzate dai movimenti dei prezzi che reagiscono in modo differente a variazioni effettive o attese dei salari W, del tasso di interesse i e di altri prezzi. Lanalisi keynesiana contenuta nella Teoria Generale fondata su alcune ipotesi semplificatrici, fra le quali conviene ricordare: a) lesistenza di un sistema economico chiuso, ovvero di una situazione nella quale esportazioni (X) e importazioni (M) sono nulle (X=M=0); questa ipotesi stata successivamente rimossa da altri autori; b) la considerazione di una situazione di breve periodo, il che comporta che siano date la capacit produttiva e la tecnologia, le preferenze e le abitudini dei consumatori, il grado di concorrenza.

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La vischiosit dei prezzi (in particolare la loro rigidit verso il basso) scaturisce dal contrasto in materia distributiva fra i vari percettori di reddito: ognuno di essi tender almeno a non far diminuire il prezzo del bene che offre, temendo che i prezzi dei beni che egli acquista rimangano invariati o aumentino. Si consideri la rigidit del salario monetario (W). Secondo i classici la flessibilit del salario reale (W/P), ottenuta attraverso una riduzione del salario monetario e una riduzione (meno che proporzionale) dei prezzi (P), consentirebbe il raggiungimento di un reddito di piena occupazione (p.o.): se W e P, allora W/P. Secondo KEYNES, invece, una riduzione del salario monetario e reale pu far crescere loccupazione ( N) soltanto a condizione che non ne resti negativamente influenzatala la domanda globale (AD), ci che va legato alleffetto della riduzione del salario sulle variabili dalle quali in ultima analisi la domanda stessa dipende: propensione al consumo (c), efficienza marginale del capitale (emgk), tasso di interesse (i).
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1. La caduta del salario reale ( W/P) induce una redistribuzione del reddito a danno dei lavoratori e a favore delle altre classi, fra le quali i rentiers, che hanno una pi bassa propensione al consumo (c). 2. La riduzione del salario di un paese migliora la competitivit delle merci del paese stesso, nellipotesi che i salari restino invariati allestero. 3. La riduzione dei prezzi connessa con la caduta del salario monetario provoca un aumento del valore reale dei debiti, con possibilit di fallimenti di impresa o, comunque, con una riduzione della propensione a investire. Si generano, poi, anche tensioni sui conti pubblici ( B). 4. La riduzione attuale del salario reale pu indurre aspettative di ulteriori riduzioni o, al contrario, di suoi aumenti nei periodi successivi, generando incertezza allinterno del sistema economico. 5. La riduzione del salario monetario accompagnata da una qualche diminuzione dei prezzi fa diminuire la domanda di moneta per transazioni per il pagamento dei salari stessi.
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In generale, la molteplicit degli effetti prodotti dalle variazioni del salario reale (W/P) induce a dubitare della capacit che esse possano assicurare lequilibrio del mercato del lavoro. In uneconomia monetaria le decisioni di risparmio sono separate da quelle di investimento (non vale la legge di SAY). In essa esiste anche unintrinseca instabilit del valore patrimoniale della ricchezza finanziaria e del rendimento del nuovo capitale. Essa introduce unulteriore fonte di incertezza, che pu indurre gli individui a rifuggire dallimpiegare la ricchezza in forme che non garantiscano la conservazione del valore stesso, ossia a mantenersi liquidi. In questo ambito, sottolinea KEYNES, il tasso di interesse (i) la ricompensa allabbandono della liquidit per un certo periodo di tempo, ed quindi il prezzo che equilibra domanda e offerta di moneta. Il tasso di interesse il compenso che spetta a colui che rinuncia a detenere la sua ricchezza in forma liquida; esso sar tanto pi alto quanti pi individui ci sono i quali pensano che in futuro il tasso di interesse sar alto; e, daltra parte, qualsiasi livello di interesse che sia accettato con sufficiente convinzione come probabilmente durevole, sar durevole.

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Per tutte queste ragioni, in un sistema capitalistico la domanda globale e loccupazione sono instabili e possono assestarsi su livelli lontani dalla p.o. Nel pensiero di KEYNES lintervento pubblico sotto forma di politica monetaria e, soprattutto, di politica fiscale, lunica forza capace di riportare il sistema alla piena occupazione. In situazioni belliche vi la tendenza a una crescita eccessiva della AD, soprattutto a causa delle spese militari ( G) che, aggiungendosi alla domanda normale per consumi e investimenti privati, tipicamente provoca eccessi di domanda e inflazione (AD, p). Nel corso della Grande Guerra la spesa pubblica fu dapprima finanziata in deficit (Dis>0, B). In seguito i governi cercarono di finanziare la spesa con la base monetaria ( BM), diminuendo il tasso dinteresse reale (r=ip). Il risultato fu p. La ricetta suggerita da KEYNES in occasione della S.G.M. fu, invece, quella di razionare i consumi privati ( C), proibire alcune forme di impiego del risparmio, (quali lacquisto di beni durevoli o preziosi) e incanalare il risparmio stesso verso i depositi bancari, utilizzati per sottoscrivere titoli del debito pubblico, emessi a basso tasso di interesse per ridurre il costo del finanziamento.

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Lanalisi keynesiana supera sia la dicotomia del modello classico sia la neutralit della moneta (per KEYNES la moneta non neutrale n nel b.p. n nel l.p.). I limiti principali del sistema keynesiano sono essenzialmente 2: - il ragionamento viene svolto in un sistema economico chiuso (senza X e M, ossia X=M=0), ovvero in un sistema dove la BilCom in perpetuo equilibrio - manca la dimensione intertemporale. Per KEYNES nel lungo periodo siamo tutti morti.

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Nellanalisi kaleckiana, la retta DD indica la produttivit marginale del lavoro (PML) al variare del numero dei lavoratori occupati (N). Se il numero dei lavoratori in un certo periodo fosse L, pari a quello di p.o., e il salario reale corrente fosse w/p=OW, il valore del prodotto ottenuto, ODEL, sarebbe distribuito fra lavoratori (in misura pari a OWEL) e capitalisti (la parte residua del prodotto WED). Si supponga che i lavoratori consumino tutto il loro reddito e, invece, che i capitalisti non consumino affatto, ma investano.

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Se gli imprenditori non hanno aspettative ottimistiche sui rendimenti futuri degli I, essi non investiranno i profitti realizzati, e AD. Se I=, ossia pari a WED, il valore della domanda sarebbe proprio uguale a quello della produzione al livello di pieno impiego. Ma se non fosse cos una caduta dei salari monetari alla quale non si accompagni una proporzionale riduzione dei prezzi potrebbe anche contribuire a ridurre ulteriormente la domanda effettiva. Secondo KALECKI, la dinamica dei sistemi capitalistici dipende principalmente dalle decisioni di investimento delle imprese, collegate strettamente ai profitti realizzati, che costituiscono un indicatore anche dei profitti futuri. Gli investimenti generano un incremento della capacit produttiva superiore allincremento di domanda, e la differenza fra questi due effetti cresce allaumentare del grado di monopolio e della quota dei profitti sul reddito. Come KEYNES, anche KALECKI ritiene che il motore della produzione capitalistica siano gli I e non i S: la spesa in I sa creare da s le risorse necessarie al proprio finanziamento.

49

PIGOU fa notare che esiste la possibilit astratta che il sistema economico ritorni sempre a un livello di piena occupazione in presenza di perfetta flessibilit del livello assoluto dei prezzi. Ipotesi: C = f(Y-T, M/P); shock esogeno che conduce a AD. Ci implica una caduta del livello generale dei prezzi ( P), supposti flessibili, e un incremento del valore reale dei saldi monetari detenuti (M/P), che sale al di sopra del valore precedente, per ipotesi pari a quello desiderato. Ne consegue la tendenza a spendere in beni di consumo leccedenza del valore reale effettivo di detti saldi rispetto a quello desiderato ( C). Un simile processo alimenta la domanda globale fino a riportare il sistema alla piena occupazione ( AD): effetto PIGOU. In termini diversi, vi sempre la possibilit che il livello generale dei prezzi cada di tanto da far crescere il valore reale delle scorte monetarie al di sopra di quello desiderato, nella misura necessaria a suscitare quellaumento dei consumi capace di assicurare la piena occupazione.
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PATINKIN si prefigge di dimostrare che, in presenza di p.o., lintroduzione e la generalizzazione delleffetto PIGOU superano la dicotomia classica ma, al tempo stesso, consentono di riaffermare la neutralit della moneta asserita dagli economisti pre-keynesiani. Questa riaffermazione parte dalla constatazione che leffetto PIGOU (teoricamente) capace di riportare sempre il sistema in piena occupazione. Se, in un tale sistema, varia lofferta di moneta ( MS), si ha un aumento del valore reale delle scorte monetarie ( M/P) (real balance effect): tale aumento prodotto dalla quantit nominale di moneta ( M). Leccedenza che cos si ottiene del valore reale delle scorte monetarie rispetto alla quantit desiderata provoca un aumento della domanda di consumi ( C, AD); ma, poich il sistema in posizione di p.o., leccesso di domanda di beni (AD > AS) provoca un incremento dei prezzi ( P) che continua fino a quando il valore reale delle scorte monetarie non ritorna al livello desiderato ( M/P): p = MS : effetto PATINKIN.
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nd = e + v; ns = FL dove nd: domanda di L; e: posti di lavoro programmati (ossia effettivamente occupati); v: posti di lavoro disponibili. nd = ns non implica necessariamente che v ed u siano entrambi nulli, ma solo che le persone in cerca di occupazione sono esattamente pari al numero dei posti vacanti. Anche in equilibrio (nd = ns, non vi pressione su w) esiste una quota di u da ricerca: ad ogni salario corrisponde un livello di occupazione (e) pari al minimo tra nd e ns. I valori di e associati ad ogni livello di w costituiscono la frontiera delloccupazione.

52

Nel singolo micromercato, la velocit di aggiustamento dei salari (w) sia proporzionale allentit di eccesso di domanda (x), e che x sia una funzione inversa e non lineare del tasso di disoccupazione (u).
Lesistenza di una funzione non lineare tra x ed u implica che a parit di tasso generale di disoccupazione si osservino valori di w tanto pi elevati quanto maggiore la dispersione di u tra i micromercati del L.

pe
Si pu cercare di contenere p riducendo la dispersione della u tra i mercati, favorendo una pi rapida riallocazione del fattore L a seguito di variazioni della nd o della tecnologia.
53

In base alla convenzione di CASAROSA: - Relazione di PHILLIPS: lega il tasso di variazione del salario monetario (w) al tasso di disoccupazione (u) (curva di PHILLIPS originaria) - Curva di PHILLIPS: lega il tasso dinflazione (p) al tasso di disoccupazione (u) (curva di PHILLIPS trasformata). PHILLIPS mostra che nei periodi in cui u, allora w. Il contrario accade quando u. Esiste una relazione inversa e non lineare tra w ed u. La stabilit della curva di PHILLIPS permette al p.m. di scegliere la combinazione ottimale tra p ed u lungo la curva di PHILLIPS del sistema.

54

PHELPS: hp: i posti di lavoro e i lavoratori sono eterogenei; linformazione incompleta (le imprese conoscono solo parzialmente le caratteristiche dei lavoratori); la raccolta di informazioni costosa. In presenza di posti vacanti, la generica impresa offre un w > w*, se vuol attirare nuovi lavoratori. Tale differenziale salariale dipende dalle condizioni del mercato del L. Se u elevato, il reclutamento pi facile. In equilibrio: w = we. Al di fuori dellequilibrio le aspettative non si realizzano e u < un se w > we.

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Il sistema ha la possibilit di attestarsi in corrispondenza di un tasso di disoccupazione u1 diverso da quello di equilibrio un, purch leffettiva inflazione salariale differisca da quella anticipata, per cui: w = a we = 0 Ci plausibile qualora si verifichi una mancanza di coordinamento tra le imprese o sussistano delle asimmetrie informative. In un simile contesto, una manovra di P.E. che riesca a u, con u < un, verrebbe convalidata se vi fosse leffettiva possibilit di w. Al contrario, qualora il sistema fosse sempre in grado di anticipare correttamente le oggettive condizioni del mercato del L, per cui w = we, non ci si allontanerebbe da un.

56

Per i monetaristi il movente prevalente per la MD quello delle transazioni. MD dipende dalla ricchezza totale (o reddito permanente, R.P.) di cui dispone la collettivit: MD=f(Yl.p.). Si ipotizza un comportamento di consumo tale da lasciare inalterato il tenore di vita nellarco dellintera esistenza. Il Yl.p. molto pi stabile del reddito di b.p., perch meno influenzato dalle fluttuazioni cicliche. Pertanto, anche la MD pu essere considerata stabile nel l.p. Ridimensionando la portata del movente speculativo, i monetaristi attenuano il legame tra MD e r, recuperando la t.q. della S. di Cambridge. Se MS nota, lequilibrio monetario si ha solo in MD = MS. Ma se MD dipende secondo una relazione stabile dal Yl.p., vi un solo livello di equilibrio del reddito (Y*): cio, un solo valore di Y* tale che MD = MS. Dunque, il reddito dequilibrio univocamente determinato. Ci comporta che nel modello IS-LM la LM tenda a verticalizzarsi, rendendo inefficace la P.F. Se G, allora Y. Ma gli individui saranno disposti a C solo se ritengono che Y sia durevole. Inoltre, se lo Stato continuasse a G, finanziandola in deficit con lemissione di titoli pubblici, provocherebbe lo spiazzamento degli I privati e ( PTit, r).

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La variazione della G pu rivelarsi inefficace gi nel b.p., se essa viene percepita come transitoria. Infatti, in tal caso essa non intacca il reddito permanente (Yl.p.) e non influisce, pertanto, sul consumo. Comunque, anche se essa fosse efficace nel breve periodo, non lo sarebbe nel lungo, in quanto un aumento della G finanziato in deficit senza emissione di moneta provocherebbe lo spiazzamento finanziario della spesa privata sensibile al tasso di interesse, ossia di I.

58

Laumento della G, spostando la IS (da IS0 a IS) farebbe inizialmente aumentare Y al di l del valore corrispondente al tasso naturale di produzione (Yn) ma determinerebbe: un aumento del tasso di interesse ( r) (punto B); un aumento del livello dei prezzi o del tasso di inflazione ( p), che ridurrebbe la quantit di moneta in termini reali (M/P) e provocherebbe uno spostamento a sinistra della LM, determinando cos un ulteriore aumento del tasso di interesse, sino a che la domanda non si riporta al livello corrispondente a un (punto C).

59

Se MS > MD, leccesso di offerta di M si scarica sullintera gamma di mercati sui quali si possa cedere M. I sostituti possibili della M sono molteplici. Quanto pi si allarga la gamma degli acquisti attivati cedendo mezzi monetari, tanto pi si riduce limpatto dello squilibrio monetario sul solo mercato dei Tit: si allenta il legame tra MD e r. Se MS, MS > MD e AD, per cui p. Dunque p dipende da M: si ristabilisce la validit dellequazione quantitativa della moneta. Per FRIEDMAN la moneta non neutrale nel b.p., mentre lo nel l.p.

60

FRIEDMAN e i monetaristi concepiscono il sistema economico di mercato come intrinsecamente stabile, a differenza dei keynesiani. FRIEDMAN sostiene che la P.M. a meno di non causare crescente inflazione ( P) non pu garantire n r < r*, n u < un. Il tasso di interesse naturale (r*) sostanzialmente il prezzo di equilibrio fra domanda di capitale (KD) e offerta di capitale (KS). Il tasso naturale di disoccupazione (un) quello in corrispondenza del quale il numero dei posti di lavoro disponibili in una certa relazione di equilibrio con il numero dei lavoratori disoccupati; essendovi sostanziale equilibrio fra domanda e offerta di lavoro, il salario tende a rimanere costante. Hp: r = r*; u < un. Se M, attraverso laumento del valore reale delle scorte monetarie (M/P) porta inizialmente a una riduzione del tasso di interesse ( r) e un aumento della domanda di beni ( AD), in particolare di beni di investimento ( I), al quale si accompagna un aumento della produzione ( Y). Al tempo stesso si ha N, reso possibile da un contemporaneo accrescimento della domanda ( LD) e dellofferta di lavoro ( LS).

61

Ci costituisce unapparente contraddizione: laumento della domanda di lavoro pu avvenire soltanto se si suppone una riduzione del salario reale ( W/P); daltro canto, un aumento dellofferta di lavoro ha luogo soltanto se si ipotizza un aumento del salario reale ( W/P). Lincoerenza viene superata se si suppone che: a) le aspettative degli individui siano adattive; b) i vari operatori abbiano diversa informazione e diversi tempi di reazione alle informazioni scaturenti dalla realt: in particolare, le imprese sono pi informate dei lavoratori dellaumento dei prezzi passati o in corso; esse si attendono una flessione del salario reale e aumentano il volume degli investimenti e la loro domanda di lavoro; i lavoratori, al contrario, notando un aumento dei salari nominali e non dei prezzi si attendono un aumento del salario reale e accrescono lofferta di lavoro. La curva di PHILLIPS originaria la relazione inversa fra tasso di variazione dei salari nominali e tasso di disoccupazione: w = (u).
62

Non si potr parlare di una sola curva di PHILLIPS, ma di un fascio di curve di PHILLIPS di b.p., caratterizzate ognuna da un diverso valore dellinflazione attesa (pe). Se il tasso di inflazione attesa per il periodo t, pt, pari al tasso di inflazione effettiva nel periodo precedente, pt-1, si avr: wt = (ut) + pt-1 Si supponga che nel periodo zero il sistema sia da tempo indefinito nella posizione un: allora il tasso di variazione dei salari nel periodo corrente sar w0 = 0.

63

Secondo la visione di FRIEDMAN, la P.M. pu innescare un processo inflazionistico che tende ad autoalimentarsi. Da questa analisi si possono trarre le implicazioni che seguono: 1. La P.M., secondo i neo-quantitativisti, efficace soltanto nel b.p.; ossia riesce a garantire u < un soltanto per breve tempo; la possibilit di farlo per un tempo pi lungo implica che venga aumentata ulteriormente la quantit di moneta ( M), il che genera inflazione ( P). Pertanto, soltanto una crescente inflazione pu garantire un tasso di disoccupazione minore di quello naturale. 2. Nel l.p. la curva di PHILLIPS, sempre secondo i monetaristi, verticale; ossia per qualunque tasso di inflazione, vale u = un; non vi pertanto un trade-off fra disoccupazione e inflazione, se non nel b.p. Lazione monetaria deve svolgere il ruolo di lubrificante delleconomia: la variazione della quantit di moneta deve essere pari alla variazione media della sua domanda, che, se non cambia la velocit di circolazione, corrisponde alla variazione del reddito reale, in un ambito di stabilit dei prezzi: M = MD = Y (se V = cost.).

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La duplice idea di fondo dei monetaristi dunque che: a) il sistema economico privato sostanzialmente stabile, obbedendo a forze capaci di riportarlo su un sentiero di piena occupazione (il tasso naturale di disoccupazione), anche se turbato da shock esogeni; b) lazione pubblica inefficace, se non nel breve periodo, e non incide sulle caratteristiche strutturali del sistema economico; ad esempio, labbassamento del tasso di disoccupazione di mercato non riesce a ridurre il tasso di disoccupazione naturale. Per i monetaristi il tasso dinteresse ha natura reale: r = i p, mentre MDtransattiva+precauzionale = f(PQ). Per i keynesiani il tasso dinteresse ha natura nominale, mentre MDspeculativa = f(i).

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Regola semplice (o automatica) della P.M.: consiste di interventi decisi di volta in volta dalle autorit monetarie; in situazioni di basso livello della domanda si compirebbero azioni monetarie espansive e, viceversa, in caso di eccesso di domanda. In sostanza, se V = cost., MS = Y, per evitare p. La superiorit della regola automatica rispetto agli interventi discrezionali non deriva soltanto dalla temporaneit degli effetti sulloccupazione prodotti da quegli interventi e dal loro costo in termini di inflazione, ma anche dalla possibilit che ne scaturiscano addirittura effetti perversi, a causa della lunghezza e variabilit del ritardo negli effetti della politica monetaria: le conseguenze della politica monetaria potrebbero manifestarsi in un periodo nel quale la situazione economica del tutto mutata rispetto a quella che aveva consigliato lintervento monetario. Leffetto sarebbe di aggravare, anzich temperare le oscillazioni cicliche (3 ritardi della P.E.).
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Dal momento che i consumi di un individuo in genere si adeguano con un certo ritardo a brusche variazioni del reddito, il consumo dipende secondo alcuni autori anche dal reddito precedente. Supponiamo che un individuo da un anno allaltro abbia un forte aumento del suo reddito. Difficilmente egli accrescer immediatamente i suoi consumi, ma li elever gradualmente, man mano che si abitua ai nuovi standards di consumo. Il fenomeno per cui il reddito di un dato anno influenza non solo il consumo dello stesso anno ma anche quello degli anni successivi stato chiamato effetto deco. Modigliani, rilevando che il reddito di un individuo di solito basso nel periodo iniziale e finale della vita, mentre pi elevato nel periodo centrale (quando in et lavorativa), ha sostenuto che il consumo di un individuo non dipende dal suo reddito corrente bens dal reddito percepito durante tutto larco della vita: in vecchiaia, in et di pensionamento, lindividuo consumer parte di ci che ha risparmiato nel periodo centrale della sua vita (teoria del ciclo vitale del consumo).

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La N.M.C. rafforza il punto di vista dei monetaristi di prima generazione, partendo da ipotesi ancor pi ottimistiche sulle capacit riequilibratici intrinseche al sistema economico privato, e giungendo a conclusioni ancor pi negative sullefficacia dellintervento pubblico. Due sono le ipotesi essenziali: a) gli operatori formano le proprie aspettative in modo razionale, sfruttando tutte le informazioni disponibili, che non necessariamente sono complete. Una previsione razionale risulter corretta in media; potranno esservi degli errori, ma questi avranno natura casuale e non sistematica. Lintroduzione di aspettative razionali (AR) equivale allipotesi secondo la quale gli operatori si comportano come se conoscessero la teoria sottostante il modello. Lintroduzione di AR in un modello economico un potente mezzo per far convergere le previsioni degli operatori sui risultati che scaturiscono dal modello stesso.

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b) i mercati vengono continuamente riportati in equilibrio dal movimento dei prezzi, che sono perfettamente flessibili; in particolare, il mercato del lavoro sempre in equilibrio di piena occupazione. La disoccupazione esistente sempre volontaria. Essa pu ridursi, se vi un aumento imprevisto del livello generale dei prezzi avvertito dalle sole imprese e non dai lavoratori. Se, partendo dalla p.o., AD, p, W/P, N, LD, AS, W, (W/P)e, LS, u.

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Sia A il punto di equilibrio di l.p. Hp: shock positivo sulla AS ( MS). Allora, AD0 AD1 con equilibrio da A a A, dove p (da p0 a p1), e Y (da Y0 a Y1): effetto sorpresa. Se MS transitorio, Y (in Yn) e p (in un). Infatti, p = pe. La AS non si sposta, e AD1 AD0 (poich MS ritorna al suo livello iniziale). P.M. espansiva: nel b.p. p.

70

Sia A il punto di equilibrio di l.p. Hp: shock positivo sulla AS ( MS). Allora, AD0 AD1 con equilibrio da A a A, dove p (da p0 a p1), e Y (da Y0 a Y1): effetto sorpresa. Se MS permanente, p (perch pe). La AS0 AS1, con equilibrio da A a A, dove p (da p1 a p2), e Y (da Y1 a Y0). Ciascun operatore, prevedendo un aumento generale dei p delle altre merci e del L in conseguenza dellaumentata domanda, sar disposto a offrire una q minore. P.M. espansiva: nel l.p. p.

71

Gli effetti della P.M. possono essere esaminati considerando che laumento dellofferta di moneta provoca un incremento della domanda aggregata e, pertanto, uno spostamento verso destra della curva AD. Pertanto, ogni aumento previsto dellofferta di moneta avr lunico effetto di far aumentare i prezzi ( MS , p). Se la manovra fiscale prevista, essa lascia inalterato lequilibrio generale del sistema, scaricandosi immediatamente ed esclusivamente sui p. La curva di PHILLIPS verticale anche nel b.p. La P.F. , quindi, del tutto inutile e, anzi, produce addirittura risultati negativi, per linflazione che ne scaturisce ( p). Soltanto una P.F. imprevista e, si badi bene, imprevedibile sulla base delle informazioni di cui si dispone, pu avere efficacia; ma questa assolutamente episodica. I risultati della N.M.C. per la politica economica sono particolarmente drastici e pessimisti: esclusa ogni possibilit sistematica che le misure di politica economica modifichino permanentemente il livello della produzione e delloccupazione dequilibrio (policy invariance).

72

Critiche mosse alle ipotesi di base della N.M.C.: a) la tendenza a un continuo riequilibrio dei mercati; b) il tipo di informazione disponibile; c) il semplicismo con il quale vengono affrontati e risolti i numerosi problemi derivanti nella realt dalla scarsit delle informazioni disponibili, dai limiti nelle capacit di calcolo e di ottimizzazione, dalla complessit dei processi di apprendimento dei parametri del modello.

73

Secondo LUCAS (1976), nel momento stesso in cui unazione di P.E. viene attuata, muta il quadro nel quale gli individui si muovono, e quindi possono mutare i criteri comportamentali degli individui, e i parametri di comportamento considerati nelle equazioni comportamentali. Se mutano i parametri, leffetto della P.E. sulle variabili obiettivo imprevedibile. Se il p.m. prendesse le proprie decisioni sulla base dei valori stimati dei parametri comportamentali, compirebbe un errore logico, dato che i valori effettivi dei parametri cambieranno, proprio a seguito dellazione di P.E. Pertanto, in base alla critica di LUCAS, la P.E. ha s effetto sulle variabili economiche, ma in un modo che non pu essere previsto sulla base dei comportamenti osservati nel passato. Di conseguenza, LUCAS ritiene che sia meglio, per le autorit di P.E., astenersi da interventi attivi proprio perch lesito del loro intervento sempre imprevedibile. Gli agenti privati e le autorit di P.E. sono legati da interdipendenza strategica: il comportamento ottimale degli uni dipende dal comportamento delle altre. In particolare, il meccanismo di formazione delle aspettative si modifica in seguito a nuove misure di P.E.

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Ripresa della Legge di SAY . Caso concreto: Reaganomics. Se G e T, allora Ydisp, C, S, I, N, u, Y, T. Liniziale riduzione del gettito fiscale dovrebbe, alla fine del processo, essere pi che compensata dallaumento della ricchezza del Paese. Su tale ragionamento si basa la curva di LAFFER.

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Curva di ARMEY : lidea alla base del lavoro di ARMEY che con livelli di spesa pubblica molto bassi, lo Stato non riuscirebbe a garantire il rispetto dei contratti e la protezione dei diritti di propriet, e quindi un tasso di crescita positivo. Al contrario, con quote molto elevate di spesa pubblica, i cittadini avrebbero scarsi incentivi ad investire e produrre, giacch i livelli di prelievo sarebbero esorbitanti, ed anche in questo caso la crescita ne soffrirebbe.

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Lanarco-capitalismo uno degli orientamenti della filosofia politica liberale e anarco-individualista (di area libertarian), della filosofia giuridica giusnaturalista contemporanea, ed presente principalmente nel mondo anglosassone. Il principale riferimento intellettuale per lanarco-capitalismo lopera delleconomista e filosofo della politica ROTHBARD. Apparsa sulla scena americana nel corso degli anni Sessanta, questa teoria politica propone linstaurazione di una societ basata esclusivamente sul libero mercato e nella quale sia eliminato ogni ricorso alla coercizione attraverso il superamento dello Stato, intrinsecamente autoritario secondo gli anarcocapitalisti. A dispetto della denominazione, lanarco-capitalismo non anarchico nel senso tradizionale e socialista del termine, in quanto appare slegato e spesso anche contrapposto alle tematiche classiche dellanarchismo storico (quali il mutualismo, il socialismo, legualitarismo, lanti-autoritarismo, lanti-sessismo), mentre affonda le radici nella classica tradizione liberale e liberista, definendosi lunica possibilit di dare un contenuto realistico e coerente alla proposta di abolire lo Stato e la violenza che insita in esso. Si propone di sostituire il W.S. con le libere associazioni, le comunit volontarie e il filantropismo.

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- ACOCELLA N., Politica economica e strategie aziendali, Carocci,

Roma, 2011 (Capitolo 3). - CELLINI R., Politica Economica, McGraw-Hill, Milano, (Capitoli 16, 17 e 21). - MARZANO A., Politica macroeconomica, U.T.E.T., Torino, (Capitolo 2).

2010

2006

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