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FEBBRAIO 2012

- VOLUME 3 NUMERO 02

Prevenzione: la famiglia fattore protettivo contro il rischio di dipendenza


E. Becona, U. Martnez, et al, Parental styles and drug use: A review, Drugs: Education, Prevention And Policy, February 2012; 19(1), pp.110

ampia diffusione delle sostanze stupefacenti e il loro utilizzo da parte dei ragazzi, di sempre pi giovane et, rendono la prevenzione delle dipendenze un argomento di grande interesse da parte della comunit scientifica e degli operatori del settore. Proprio nella prevenzione, la famiglia gioca un ruolo fondamentale, cos come nella fase successiva del trattamento della dipendenza. In particolare, diventa sempre pi evidente come gli stili di vita familiari possano influenzare latteggiamento dei figli nei confronti delle droghe. Per questo, gli stili di vita sono una delle variabili pi largamente studiate. segue a pag. 25...

IN quESTO NuMERO
Focus On ________________
Notizie dal DPA pag. 2

Farmacologia e Tossicologia _pag. 10


Amfetamine: il ruolo del recettore dopaminergico D3 nella dipendenza Dipendenza: ruolo della dopamina e del glutammato nel meccanismo di ricompensa Alcol: il ruolo dellacetaldeide nello sviluppo del tumore esofageo HIV: lanticorpo VRC01 e le sue varianti, nuova frontiera nella ricerca di un vaccino

Editoriale _________________ pag. 3


Drug Courts, una strategia efficace per il recupero e la cura delle persone tossicodipendenti

Aspetti Psico Socio Educativi _

pag. 4 Disoccupazione e tossicodipendenza, efficacia dei trattamenti mirati Alcol e adolescenza: gli amici influenzano il consumo I norvegesi che fumano cannabis lavorano di meno Le leggi contro il tabagismo cambiano le abitudini dei fumatori

Strategie e Management ___ pag. 18 L`Unodc su Facebook, pronta la Youth Initiative per rimanere liberi dalla droga Matricole universitarie, il primo pericolo labuso dalcol In Per vince limpegno dellUNODC contro la coltivazione della coca L Inghilterra prepara la strategia contro lalcolismo Tecniche Analitiche ______
pag. 20 Laboratori clandestini e bambini, nei capelli scoperta presenza di droga Droghe dello stupro, dallUNODC nuove linee guida forensi Il consumo di droghe in gravidanza lo smaschera il test del capello USA, individuati i biomarcatori per lesposizione prenatale allalcol Un nuovo metodo di analisi identifica il catinone sintetico mefedrone nel capello

Neuroscienze _____________ pag. 12


Il consumo di cannabis modifica la reazione del cervello agli stimoli Alcol in famiglia, il cervello degli adolescenti non riesce a decidere Astinenza prolungata dalla cocaina: limportante ruolo del sistema prefrontale Non solo neuroni, anche le cellule gliali bersagli dellintossicazione alcolica Il gioco dazzardo patologico aumenta limpulsivit

DallAustralia i migliori trattamenti contro luso di sostanze inalanti Nuovi trattamenti contro i disturbi polmonari legati al fumo Harvard studia i neuroni per scoprire trattamenti nuovi contro la dipendenza Trattamento contro il fumo, meglio non interrompere le terapie

Diagnosi Clinica e Terapia ____ pag. 6

Rapporti Epidemiologici ____ pag. 14


Relazione annuale al Parlamento su alcol e problemi alcolcorrelati

Campagne Informative ____

Interviste ________________ pag. 15


Intervista al Prof. Enrico Malizia: Combattere la droga con larma della prevenzione

pag. 23 Un camper contro le dipendenze Alcol e guida India: una marcia funebre contro il fumo THINK! Road Safety Resources

Epidemiologia _____________ pag. 8


Smettere di fumare? Basta dare il buon esempio Fumo, alcol, obesit: a rischio la salute degli italiani Cannabis e sigarette, uno studio evidenzia le ripercussioni negative sullindividuo e sulla societ Il consumo di cannabis aumenta rischio di incidenti stradali: una importante metanalisi

Planning Congressi ______

Prevenzione _____________ pag. 16 HIV, pronto il programma nazionale per i trapianti Alcolismo e cancro un legame a doppio filo La prevenzione protegge i ragazzi dallofferta della prima sigaretta Dipendenza: limpatto dei metodi di reclutamento sullefficacia dei trattamenti

pag. 25 On chance and choise - Further Comprehension of risky decision - Making and its psycobiology Expert Workshop on Gambling NIDA/NIH days Modulo 4 del Programma formativo multidisciplinare per i professionisti del sistema delle dipendenze italiano: La prevenzione Behavior, Biology & Chemistry Conference: Translational Research in Addiction

Focus On

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Notizie dal DPA


European Drug Prevention Prize: 5 bando a cui sono invitati a partecipare giovani provenienti dai paesi membri del Consiglio dEuropa
Il European Drug Prevention Prize fu lanciato dal Gruppo Pompidou nel 2004 per sensibilizzare i giovani alle tematiche legate alla droga e alla prevenzione. Tale premio viene assegnato ogni due anni a tre progetti legati alle tematiche della prevenzione delluso di droga che coinvolgano pienamente i giovani in modo da evidenziare la qualit dei progetti sulla prevenzione della tossicodipendenza e per incoraggiare lo sviluppo di attivit di prevenzione in cui i giovani possano partecipare attivamente. Il 30 Marzo 2012 scadr il 5 bando del European Drug Prevention Prize a cui sono invitati a partecipare giovani provenienti dai paesi membri del Consiglio dEuropa e da Marocco, Algeria, Egitto, Giordania, Libano e Tunisia, paesi membri della rete mediterranea del gruppo per la cooperazione antidroga (MedNet). I progetti verranno valutati da una giuria composta da sette giovani coadiuvati da esperti nel campo della prevenzione della tossicodipendenza e i vincitori riceveranno in premio un contributo di 5.000. Il premio per il 2012 sar assegnato alla fine dellanno, durante la conferenza del Gruppo Pompidou.

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Organo ufficiale della

Editoriale

Drug Courts, una strategia efficace per il recupero e la cura delle persone tossicodipendenti

di Giovanni Serpelloni

Direttore Responsabile
Giovanni SERPELLONI

Direzione del Progetto


Giovanni SERPELLONI Elisabetta SIMEONI Pietro CANUZZI Alessandra LIQUORI ONEIL

Comunicazione Istituzionale
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Coordinatori di Redazione
Eugenio Francesco VALENZI Roberta TITO

Comitato Scientifico
Giovanni ADDOLORATO Gian Maria BATTAGLIA Elisabetta BERTOL Corrado CELATA Luigi DONOFRIO Rachele DONINI Roberta FRIGHETTO Bruno GENETTI Teodora MACCHIA Roberto MOLLICA Felice NAVA Daniela ORLANDINI Fabrizio SCHIFANO Elisabetta SIMEONI Lorenzo SOMAINI Franco TAGLIARO Giada ZOCCATELLI

Staff di Redazione
Paolo BERRETTA Luciana CASTELLINI Arianna CIOFFI Carlo DE LUCA Lorenzo TOMASINI Luisa VECCHIOCATTIVI Giulia VINCIGUERRA Staff OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO

Staff Scientifico di Supporto


Diana CANDIO Claudia RIMONDO Catia SERI

Supporto allo Sviluppo Grafico


Riccardo DE CONCILIIS

Sede della Redazione


Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri Via Po n.16/a 00198 Roma telefono +390667796350 email dipartimentoantidroga@governo.it

Registrazione al Tribunale Civile di Roma


Sezione per la Stampa e lInformazione n. 409/2009 del 01.12.2009 FEBBRAIO 2012 - VOLUME 3 NUMERO 02

l workshop organizzato le settimane scorse da questo Dipartimento, sull`esperienza americana dei tribunali speciali (Drug Courts), nella prevenzione delluso di droghe e del nuovo modello riabilitativo di misure alternative al carcere per le persone tossicodipendenti che hanno commesso reati, ci ha offerto una panoramica su come possano essere recuperate le persone tossicodipendenti evitando la prigione. I diretti rappresentanti dellUfficio esecutivo del Presidente degli Stati Uniti in materia di tossicodipendenze, inviati dalla Casa Bianca, ci hanno illustrato come funzionano. Le Drug Courts, infatti, sono dei tribunali speciali, che negli Stati Uniti sono considerati la strategia di giustizia pi efficace per affrontare il trattamento di persone tossicodipendenti. I tribunali offrono agli individui accusati di possesso e consumo di droga, come alternativa allingresso in carcere, lopportunit di entrare in un programma per la durata minima di un anno. Le persone ammesse ai programmi devono sottoporsi ai test antidroga che possono essere effettuati in maniera causale, devono partecipare alle riunioni di recupero, comparire regolarmente davanti al giudice che valuter i loro progressi fino al recupero totale. I programmi sono severi, perch la strada della ripresa non facile. Nelle Drug Courts, giudici, procuratori, avvocati, forze dellordine, e gli operatori sanitari lavorano insieme a fianco delle persona tossicodipendente per la riuscita del programma. La comunit scientifica ha messo i tribunali della droga sotto un microscopio e ha concluso che il lavoro delle Drug Courts pu ridurre in modo significativo il consumo di droga e la criminalit, e sono pi convenienti rispetto a qualsiasi altra strategia di giustizia penale collaudata. Per quanto riguarda lItalia, questo Dipartimento ha attivato in collaborazione con il Formez il progetto Carcere e Droga per semplificare ed incrementare laccesso dei percorsi alternativi al carcere per le persone dipendenti da droga e alcol detenute. Nel corso del workshop in Italia stato chiesto quale fosse la posizione della Casa Bianca rispetto alla legalizzazione della cannabis; David Mineta, vice direttore del Dipartimento Antidroga dell ONCDP, ha risposto ribadendo chiaramente e con forza il chiaro no del Presidente Obama a qualsiasi forma di legalizzazione delle marijuana ricordando invece la necessit di investire sulla prevenzione selettiva, mirata a individuare e supportare precocemente le persone pi a rischio. Lesponente del Governo Americano si mostrato sorpreso che in Italia vi fosse la percezione di questa disponibilit alla legalizzazione da parte dellamministrazione Obama e ha voluto chiarire quindi molto bene la posizione ufficiale che quella di ritenere non utile n fattibile la legalizzazione della cannabis negli Stati Uniti. Durante i lavori del workshop, sono stati ribaditi i principali punti di intervento di entrambi i governi nella lotta alla droga che vedono nella diagnosi precoce (early detection) di uso di sostanze nei giovanissimi, il punto fondamentale efficace e sostenibile per evitare lo sviluppo e levoluzione negativa della tossicodipendenza. C stata la possibilit di concordare la messa a punto di un nuovo modello di intervento che vede una forte cooperazione e integrazione tra le organizzazioni di servizi socio sanitari che si occupano delle persone tossicodipendenti e le organizzazioni della giustizia, al fine di creare
segue a pag. 26...

Aspetti Psico Socio Educativi

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Disoccupazione e tossicodipendenza, efficacia dei trattamenti mirati


Svikis DS, Keyser-Marcus L, Stitzer M et Al. Randomized multi-site trial of the Job Seekers Workshop in patients with substance use disorders, Drug and Alcohol Dependence 120 (2012) 55 64

a disoccupazione un problema cronico tra le persone tossicodipendenti, che spesso incontrano ostacoli di natura personale (problemi familiari, scarse abilit sociali, ore disponibili limitate per seguire il programma terapeutico) e sociale (pregiudizi, mercato del lavoro debole) che rendono difficile trovare un lavoro. Inoltre pu determinare un esito negativo dei programmi terapeutici per la disintossicazione. Uno studio americano ha valutato lefficacia di un programma (il Job Seekers Workshop, JSW) rivolto ai pazienti in trattamento e finalizzato alla formazione di competenze necessarie per trovare e ottenere un lavoro. I partecipanti, oltre 650 pazienti, sono stati reclutati a livello nazionale attraverso il NIDA Clinical Trials Network (CTN) e sono stati assegnati casualmente ad un programma standard o a un programma standard associato al JSW. Il JWS consisteva di tre incontri della durata di 4 ore ciascuno, focalizzati a migliorare le capacit di ricerca di un impiego e a superare un colloquio di selezione. Gli esiti dei trattamenti nel trovare una nuova occupazione sono stati valutati a distanza di 12 e 24 settimane dal termine degli stessi. Lanalisi evidenzia risultati simili tra i due gruppi. In particolare, dopo 12 settimana circa un quinto dei partecipanti ha ottenuto un lavoro o stato inserito in un programma di formazione (20% nel JSW, 24% nel corso standard), e quasi un terzo dopo 24 settimane (31,4% nel JSW, 31,9% nel corso standard). Tuttavia alcuni fattori strutturali possono aver influenzato lesito della ricerca di un lavoro, in particolare la motivazione individuale e il requisito di soli 30 giorni di trattamento per dipendenza da droghe per partecipare alla sperimentazione. plausibile, concludono i ricercatori, che questo gruppo di trattamento precoce mancasse della stabilit e delle risorse necessarie per ottenere e mantenere un lavoro.

Alcol e adolescenza: gli amici influenzano il consumo


Burk WJ, van der Vorst H, Kerr M, Stattin H, Alcohol Use and Friendship Dynamics: Selection and Socialization in Early-, Middle-, and Late-Adolescent Peer Networks, J. Stud. Alcohol Drugs, 73, 8998, 2012

li adolescenti sono esposti alle pressioni e alle influenze degli amici tant che i comportamenti dei coetanei sono ritenuti forti fattori predittivi delluso di sostanze come alcol, tabacco, marijuana. Un team di ricercatori capeggiati dal dottor Burk, del Dipartimento di scienze comportamentali della Radboud University Nijmegen, ha esaminato le somiglianze nellevoluzione dei comportamenti duso di alcol in gruppi di adolescenti (10-18 anni) e il ruolo dei meccanismi di selezione e socializzazione. Gli adolescenti, infatti, tendono a scegliere amici che hanno comportamenti simili ai propri e tendono ad adeguare i propri comportamenti a quelli del gruppo di coetanei. Obiettivo dello studio stato identificare quando questi meccanismi emergono, quando esercitano i loro effetti pi forti, e se diminuiscono di importanza con il crescere dellet. Sono stati coinvolti 950 giovani, divisi in tre gruppi secondo let (10-13-16 anni) a cui stato chiesto di indicare fino a 23 coetanei tra i migliori amici e quelli con cui si trascorre il tempo libero. La frequenza degli episodi di ubriacatura cresce in proporzione allet: almeno una per il 10% degli studenti nella prima adolescenza, per il 60% nella media adolescenza e per il 90% nella

tarda adolescenza. La somiglianza dei comportamenti di consumo emerge attorno ai 12 anni e raggiunge il picco massimo a 14 anni, ridimensionandosi via via. Gli adolescenti scelgono amici con comportamenti duso simili, ma i maschi tendono ad essere pi influenzati tra i 12-13 anni, mentre le femmine a 16 anni. Quando gli amici consumano alcol, questo comportamento diventa un fattore predittivo significativo delluso di tale sostanza nella media e tarda adolescenza.

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Aspetti Psico Socio Educativi

I norvegesi che fumano cannabis lavorano di meno


Hyggen C. Does smoking Cannabis affect work commitment? Addiction. 2012 Jan 26. [Epub ahead of print]

umare cannabis riduce il livello di impegno sul lavoro. Gli effetti psicoattivi della cannabis, infatti, possono indurre cambiamenti fisici e psicologici che inciderebbero negativamente sulle capacit e sulla motivazione a lavorare. Uno studio norvegese ha confrontato latteggiamento di consumatori e non rispetto al lavoro, cercando di determinare se il diverso atteggiamento dipendesse dalluso di cannabis o da altri fattori. Circa 2000 persone (45-48 anni) sono state intervistate nel 1985 e successivamente altre 5 volte fino al 2010 al fine di rilevare il consumo di cannabis, lesposizione alla sostanza, il coinvolgimento lavorativo. Sono state inoltre raccolte altre misure di controllo correlate allimpegno lavorativo (situazione economica, salute mentale, istruzione, soddisfazione sul lavoro, famiglia, esperienze lavorative, disoccupazione, assistenza sociale, consumo di alcol e problemi alcolcorrelati, uso di altre droghe illecite). Lanalisi dei dati conferma lipotesi per cui la cannabis influisce sul livello di impegno al lavoro: allet di 25 anni, gli utilizzatori risultano meno

impegnati sul lavoro rispetto ai non utilizzatori o a chi era esposto alla sostanza tramite il gruppo di amici. Smettere di fumare cannabis o, al contrario, iniziare ad utilizzarla in et adulta influenzano la motivazione. I modelli di regressione lineare hanno dimostrato la persistenza della relazione tra uso cronico di cannabis nel corso della vita e scarso impegno lavorativo, e la relazione rimasta significativa anche al confronto con i fattori di controllo correlati allimpegno lavorativo.

Le leggi contro il tabagismo cambiano le abitudini dei fumatori


Mons U, Nagelhout GE, Allwright S, Impact of national smoke-free legislation on home smoking bans: findings from the International Tobacco Control Policy Evaluation Project Europe Surveys. Tob Control doi:10.1136/tobaccocontrol-2011-050131

l divieto di fumare nei luoghi pubblici incoraggerebbe a farlo di meno anche a casa propria. Lo studio stato condotto su alcuni paesi europei (Irlanda, Germania, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito) ed basato sui dati raccolti attraverso lindagine europea International Tobacco Control Policy Evaluation Project (ITC Project). I risultati dellindagine, condotta da un team di ricercatori europei, sono stati pubblicati sulla rivista Tobacco Control. Le rilevazioni sono state eseguite prima e dopo lentrata in vigore delle leggi antifumo nei luoghi pubblici (2003-2004, e 2008-2009), intervistando complessivamente pi di 5.700 fumatori. Lanalisi ha cercato di individuare i fattori predittivi per ladozione del divieto di fumo in casa, e ha confrontato il cambiamento nelle abitudini di consumo dopo ladozione delle nuove leggi. Nonostante la variabilit riscontrata tra i paesi, prima delle leggi antifumo la maggior parte dei fumatori aveva delle restrizioni parziali nel fumare a casa, dettate soprattutto dalla presenza di bambini piccoli. I fumatori, inoltre, risultavano pi propensi a non farlo in casa se erano favorevoli al divieto nei locali. Dopo lentrata in vigore della normativa, il numero di quelli che ha smesso di fumare in casa cresciuto notevolmente: 38% in Germania, 28% nei Paesi Bassi, 25% in Irlanda, 17% in Francia. Inoltre, il numero di sigarette fumate in un giorno si stabilizzato o diminuito. I risultati suggeriscono quindi che le leggi antifumo non incoraggiano il vizio del fumo, ma dimostrano che i divieti possono stimolare i fumatori a cambiare gli stili di vita allinterno delle loro abitazioni.

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Diagnosi, Clinica e Terapia

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Nuovi trattamenti contro i disturbi polmonari legati al fumo


Medical News Today - www.medicalnewstoday.com

n gruppo di ricercatori dellUniversit di Melbourne, in Australia, ha condotto recentemente uno studio che potrebbe notevolmente migliorare i trattamenti e la progressione della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), una malattia polmonare progressiva che include lincurabile condizione dellenfisema polmonare. La BPCO una malattia progressiva che rende difficile la respirazione ed per lo pi causata dal fumo eccessivo. Circa 2 milioni di australiani soffrono di una qualche forma di BPCO. Nel 2050, secondo gli studiosi, questa cifra destinata a salire vertiginosamente fino ad arrivare a circa 4,5 milioni. Il team internazionale che si occupato della ricerca, ha rilevato che una proteina denominata SAA (Serum Amyloid A), svolge un ruolo chiave nei processi infiammatori cronici e nei danni polmonari causati dalla BPCO. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica, The Proceedings of National Academy of Science. Il professor Gary Anderson, del team di ricercatori, sostiene che questa ricerca potrebbe migliorare drasticamente la vita di molte persone che soffrono questa condizione, riducendo lenorme carico di costi sanitari e ospedalieri associati al loro trattamento. Steven Bozinovski, Professore Associato presso lUniversit di Melbourne, sostiene inoltre che i risultati della ricerca sono molto importanti in quanto in genere la proteina SAA si trova nel fegato, ma stato invece scoperto che livelli molto elevati di tale proteina sono stati ritrovati anche nei polmoni di pazienti affetti da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, dimostrando che proprio la stessa proteina ad avere un ruolo fondamentale in questa patologia polmonare, inibendo anche lo sforzo naturale del polmone di auto-ripararsi anche dopo aver cessato di fumare. Questo meccanismo spiegherebbe dunque una delle ragioni sul perch linfiammazione in pazienti con BPCO non si risolva naturalmente, nonostante il paziente smetta di fumare. Secondo gli studiosi, dunque, un trattamento combinato potrebbe aiutare a migliorare lefficacia del trattamento con steroidi per combattere la BPCO, che risultato efficace nel trattamento di altre malattie polmonari quali lasma.

DallAustralia i migliori trattamenti contro luso di sostanze inalanti


MacLean S., Cameron J., Harney A., Lee N.K., Psychosocial therapeutic interventions for volatile substance use: a systematic review, Addiction, 107, 278288

uso di sostanze inalanti associato ad una serie di gravi problematiche tra cui deficit cognitivi e decesso. Il basso costo e la facile reperibilit di sostanze quali gas combustibili, bombolette spray e benzina, rendono queste sostanze altamente pericolose soprattutto tra i giovani e gli emarginati. Tra gli effetti provocati a seguito dellassunzione di tali sostanze, stata osservata una forte euforia, limpressione di una diminuzione del dolore e allucinazioni. Questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori australiani, ha analizzato una serie di casi riguardanti gli interventi psicosociali condotti su coloro che fanno uso di sostanze inalanti. Per quanto riguarda i parametri di ricerca, gli studiosi hanno analizzato la popolazione, il tipo di intervento e i risultati, la professione, lambiente sanitario di cura e il contesto sociale. Sono stati inclusi trials randomizzati e controllati, studi comparativi con o senza controlli concomitanti, una serie di case-studies e letteratura grigia. Il tutto pubblicato in lingua inglese tra il 1980 e il 2010. La ricerca iniziale ha identificato 2344 pubblicazioni. Dopo due fasi di screening sono stati selezionati 23 studi di interventi terapeutici contro luso di sostanze inalanti. Da questi sono stati infine analizzati 19 interventi psicosociali focalizzando lattenzione proprio sui tipi di trattamento pi efficaci per curare questo tipo di disturbo. Dallanalisi dei dati sulle terapie di tipo psicologico per combattere questo problema non sono emersi risultati conclusivi a supporto di questo approccio. Secondo i ricercatori infatti, meritano un ulteriore analisi tre diversi tipi di trattamento: la terapia familiare, programmi basati su attivit e approcci residenziali condotti dalla popolazione indigena locale. Ricerche future sulluso di inalanti potrebbero essere rafforzate attraverso lo sviluppo e la convalida di strumenti di misurazione degli outcome.

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Diagnosi, Clinica e Terapia

Harvard studia i neuroni per scoprire trattamenti nuovi contro la dipendenza


Medical News Today - www.medicalnewstoday.com

Trattamento contro il fumo, meglio non interrompere le terapie


Ferguson S.G., Gitchell J.G., Shiffman S., Continuing to wear nicotine patches after smoking lapses promotes recovery of abstinence, Addiction, in press

e conseguenze del fumo sulla salute costano al Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito 5,2 milioni di sterline ogni anno. Solo recentemente la ricerca si focalizzata sulle conseguenze comportamentali e cognitive causate dal fumo di sigaretta. La gamma di deficit associati al fumo comprendono disturbi a livello psicomotorio, a livello verbale e visivo, deficit mnemonici e disturbi a livello delle funzioni esecutive. Prove recenti suggeriscono che smettere di fumare porta ad un miglioramento della memoria ed per questo che i ricercatori di tale studio condotto nel Regno Unito si sono concentrati su test di laboratorio e/o prove specifiche per lanalisi della memoria prospettica (PM), ovvero la capacit cognitiva di riuscire a ricordare azioni particolari da svolgere nel prossimo futuro. Lo studio stato condotto su 3 diversi gruppi: uno formato da fumatori (n=27), uno di ex fumatori (n=18) e uno di non fumatori (n=24). Tali gruppi sono stati poi analizzati in base al confronto della memoria prospettica auto-riferita e reale. Ai pazienti stato chiesto di compilare due diversi questionari sulla memoria (PRMQ e RWPMT) i cui risultati sono stati analizzati sulla base della PM a breve e a lungo termine. Oltre ai questionari sono stati analizzati i livelli di ansia e depressione, il quoziente intellettivo, il sesso, let, il consumo o meno di alcol, il tutto sommato ai punteggi ottenuti dalla compilazione dei questionari. Dai risultati emerso che non vi sono significative differenze di PM auto riferito tra i gruppi studiati ma i fumatori hanno mostrato un riduzione delle prestazioni del test RWPMT rispetto al gruppo di non fumatori e ex fumatori. I risultati di questo studio evidenziano gli effetti del fumo di sigaretta sulla riduzione della memoria RWPMT e suggeriscono quindi quanto sia importante leducazione al non fumo anche da parte di medici e personale infermieristico, responsabile del trattamento e della cura di persone con disturbi causati dal consumo di sigarette.
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onostante la costante ricerca di trattamenti contro il tabagismo, i risultati relativi ai tentativi per smettere di fumare sono ancora considerati deludenti. Anche con lausilio di terapie farmacologiche e di vari sostegni a livello comportamentale, spesso tali tentativi non riescono a produrre una astinenza a lungo termine. Secondo alcune analisi, il maggior ostacolo riscontrato tra coloro che vogliono smettere di fumare non il periodo iniziale bens il dover sostenere lastinenza a lungo termine. Gli studiosi dimostrano che anche un singolo episodio di cedimento porta, quasi inevitabilmente, alla ricaduta. E quindi molto importante, data la reale difficolt nel mantenere e sostenere a lungo lastinenza, sviluppare interventi e programmi di prevenzione delle ricadute incentrate soprattutto sul trattamento comportamentale; ovvero insegnare al paziente come evitare o far fronte alle tentazioni e alle situazioni che possono portare ad una ricaduta. Diversi studi suggeriscono che continuare ad utilizzare cerotti alla nicotina dopo un intervallo di tempo pu essere benefico. Tuttavia, ad oggi, nessuno studio ha realmente testato tale ipotesi. Questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori australiani, ha come obiettivo primario quello di trovare le migliori terapie contro il tabagismo e contro le sue ricadute. Lo studio ha esaminato 509 soggetti (240 attivi e 269 in placebo) che hanno ceduto al tabacco durante 3-5 settimane di trattamento con cerotti alla nicotina (21 mg). Inoltre, stato verificato se tali cerotti migliorino la possibilit di astinenza e di recupero a 6 e 10 settimane. Dai risultati emerso che luso di patch attivi (rispetto al placebo) ha aumentato la probabilit di recupero di una ricaduta sia a 6 che a 10 settimane. Secondo gli studiosi quindi necessario continuare il trattamento anche nel caso di un episodio di ricaduta, per favorire la completa cessazione di consumo di tabacco.
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Epidemiologia

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Smettere di fumare? Basta dare il buon esempio


Richard Edwards, M.B., B.Chir., M.P.H., M.D., F.NZ.C.P.H.M. et al, Setting a Good Example? Changes in Smoking Prevalence Among Key Occupational Groups in New Zealand: Evidence From the 1981 and 2006 Censuses

Universit di Stoccolma ha presentato uno studio prospettico della mortalit alcol e droga correlata su un campione rappresentativo di 1.659 soggetti (28% donne) sottoposti a trattamento in un periodo di follow-up durato 8 anni (2000-2008) tra consumatori di alcol o sostanze stupefacenti prendendo in esame il tasso di mortalit (SMR) ed altri fattori di rischio. Le analisi si sono bastate su certificati di morte e dati registrati tramite interviste; dei 1.659 soggetti quasi il 15% deceduto durante il periodo di follow-up ad unet media di 54 anni. Lo SMR allinterno della popolazione posta sotto trattamento stato di 5,7 volte pi alto rispetto a quello della popolazione generale senza differenza tra i sessi; valori pi alti del tasso di mortalit (quasi 14 volte) sono riscontrati nel gruppo di et pi giovane. Dei 229 decessi, i certificati di morte evidenziano che il 45% non relazionato ad alcol o droghe, il 28% collegato allalcol, il 21% a droghe ed il restante 6% ad entrambi. Tra le morti per cause naturali (60%) una proporzione significativamente pi grande relazionata allalcol, mentre le morti non naturali sono legate principalmente al consumo di droghe; in ogni caso si osserva che molti decessi caratterizzati come non correlati a droga e alcol sono stati causati da malattie che comunemente derivano da abuso di dette sostanze. I modelli di regressione logistica, infine, mostrano che uomini, pensionati, persone alcol-dipendenti e soggetti che vivono con una persona che fa abuso di sostanze rappresentano significativi fattori di rischio per la mortalit; let in particolare un potenziale predittore e il rischio non differisce particolarmente tra coloro che hanno dipendenza da alcol e quelli da sostanze stupefacenti.

Fumo, alcol, obesit: a rischio la salute degli italiani


ISTAT, Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo, 2012

umo, alcol e obesit: sono questi i fattori di rischio che mettono a repentaglio la salute degli italiani. Nello specifico, nella popolazione di 14 anni e pi circa il 23% degli italiani fuma e il oltre il 16% un consumatore di alcol a rischio, mentre le persone obese in aumento negli ultimi 10 anni - rappresentano il 10,3% della popolazione di 18 anni e pi. uno degli aspetti trattati nel nuovo rapporto 2012 Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo, attraverso il quale lIstat offre un quadro dinsieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano. I dati elaborati evidenziano differenze regionali e fanno emergere situazioni contrapposte a livello territoriale. Infatti, le regioni del centro-nord si distinguono per un maggiore consumo di alcol (18% della popolazione di 14 anni e pi), mentre nel mezzogiorno pi alta la concentrazione di persone obese (11,5% della popolazione di 18 anni e pi). Nel complesso, fumo, alcol e obesit interessano soprattutto gli uomini in diverse fasce di et: a 25-34 anni i fumatori raggiungono la percentuale pi elevata (39,7%), mentre il consumo di alcol a rischio pi diffuso tra gli anziani di 65-74 anni (47,4%). Le fumatrici raggiungono la percentuale pi elevata nella fascia det 25-34 e 45-54 anni (24,4%), mentre il consumo di alcol a rischio si concentra nella fascia delle minorenni tra i 14-17 anni (14,3%). Infine, lobesit aumenta dopo i 35 anni, sia per gli uomini sia per le donne, con differenze di genere a svantaggio degli uomini che si riducono notevolmente tra le persone anziane.

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Epidemiologia

Cannabis e sigarette, uno studio evidenzia le ripercussioni negative sullindividuo e sulla societ
Arpana Agrawal, Alan J. Budney & Michael T. The Co-occurring Use and Misuse of Cannabis and Tobacco: A Review. Lynskey, Addiction 2012

l consumo e labuso concomitante di cannabis e tabacco piuttosto frequente e la revisione della letteratura si prefissata lobiettivo di esaminare levidenza epidemiologica a supporto di tale affermazione. Per quanto riguarda luso distinto delle due sostanze, negli Stati Uniti un decesso su 5 attribuibile al fumo di sigaretta e, nel 2010, il 27,4% della popolazione statunitense con un et superiore ai 12 anni ha consumato tabacco nellultimo mese. Per quanto riguarda la cannabis invece, essa risulta essere la sostanza stupefacente pi diffusa con un trend piuttosto stazionario che recentemente mostra un lieve incremento. Nel 2002 i giovani con un et superiore ai 12 anni che hanno dichiarato un consumo di tale sostanza nellultimo mese erano pari al 6,2%, mentre nel 2010 al 6,9%. Tuttavia, nonostante le lievi variazioni, la cannabis continua ad essere associata a effetti e conseguenze negative sulla scuola, sulleducazione, sulle relazioni, sui processi cognitivi, sulla salute generale e mentale. In aggiunta a queste ripercussioni negative nella vita sociale e personale di un individuo, il dato allarmante che, frequentemente, il consumo di tabacco (principalmente sigarette) e cannabis avviene in forma concomitante e dura per tutta la vita. I risultati mostrano che sia luso che labuso di queste due sostanze sono influenzati da fattori genetici, cos come i fattori ambientali e la disponibilit giocano un ruolo molto importante. Gli studi suggeriscono, per, che la duplice astinenza potrebbe portare a risultati migliori, ma fino ad ora trattamenti ad hoc, anche studiati empiricamente, che affrontino il problema delluso concomitante risultano assenti. Un proposito quello di sviluppare modelli ambulatoriali che potranno migliorare la salute pubblica riducendo i problemi associati alluso continuativo e contemporaneo delle sostanze.

Il consumo di cannabis aumenta il rischio di incidenti stradali: una importante metanalisi


Mark Asbridge et al, Acute cannabis consumption and motor vehicle collision risk: systematic review of observational studies and metaanalysis, BMJ 2012.

no studio condotto da ricercatori canadesi, ha evidenziato come luso di cannabis aumenta il rischio di avere incidenti stradali. La ricerca si focalizzata sul tetraidrocannabinolo (THC) il principale componente psicoattivo della cannabis. I ricercatori sono partiti da una ricerca via web di 2975 studi, da questi hanno selezionato 222 articoli. Facendo il rapporto tra gli incidenti stradali sotto leffetto di cannabis e quelli che non sono avvenuti sotto leffetto di cannabis, gli studiosi hanno mostrato che c un rischio maggiore di avere incidenti stradali dopo aver consumato cannabis, con un odd ratio (OR) pari a 1,92 e con un intervallo di confidenza del 95% (limite inferiore (LB)= 1,35 e limite superiore (UB)= 2,73) con un valore del p-value pari a 0,0003; essi hanno anche notato che esiste una eterogeneit tra i singoli effetti dello studio. In casi di studi di controllo le stime del rischio di avere un incidente stradale, sono pi alte con un OR=2,79 (LB=1,23 e UB=6,33) e con un valore del p-value pari a 0,01, e di non avere incidenti mortali con un OR=2,10 (LB= 1,31 e UB= 3,36) con un p-value paria 0,002; mentre negli studi di colpevolezza

hanno un OR=1,65 (1,11 e 2,46); p-value pari a 0,07 e studi con incidenti non mortali (OR=1,74 (LB=0,88 e UB=3,46) p-value=0,11). Da questi risultati gli studiosi hanno dimostrato che guidare sotto leffetto di cannabis aumenta il rischio di avere incidenti stradali mortali ed quindi necessario incentivare una costante informazione basata su campagne contro la droga e di sviluppare politiche nazionali contro luso di sostanze stupefacenti durante la guida.
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Farmacologia e Tossicologia

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Amfetamine: il ruolo del recettore dopaminergico D3 nella dipendenza


I. Boileau, D. Payer, S. Houle et al., Higher Binding of the Dopamine D3 Receptor-Preferring Ligand [11C]-(+)-Propyl-Hexahydro-Naphtho-Oxazin in Methamphetamine Polydrug Users: A Positron Emission Tomography Study, Journal of Neuroscience, 2012 January 25;vol.32 - issue 4, pp.1353-1359

a dopamina, il principale neurotrasmettitore coinvolto nel meccanismo della dipendenza, si lega ai recettori dopaminergici, suddivisi a loro volta in vari sottotipi: D1, D2 e D3. Attraverso lutilizzo di tecniche di neuroimaging applicate su utilizzatori di sostanze psicostimolanti, stato rilevato un basso livello di dopamina e di recettori dopaminergici D2, portando i ricercatori a considerare che un aumento della stimolazione dopaminergica potesse funzionare nel trattamento della dipendenza da queste sostanze. Un recente studio sperimentale, condotto presso il Research Imaging Centre del CAMH, il centro studi sulle dipendenze e la salute mentale canadese, - ha invece fatto luce sul potenziale ruolo dei recettori dopaminergici di tipo D3. I ricercatori hanno utilizzato una nuova molecola in grado di legarsi selettivamente ai questi recettori e di funzionare da marcatore per evidenziare

la loro distribuzione e quantificazione. Con la tomografia ad emissione di positroni (PET), stato messo sotto osservazione il cervello di 16 soggetti dipendenti da metamfetamina, tenuti in astinenza per i 14 giorni precedenti allesame. Ai pazienti era stato inoltre chiesto di descrivere quanto desiderassero la sostanza, dopo averne ricevuta una bassa dose. Dallelaborazione di tutti i dati emerso che i recettori D3, a differenza dei D2, potrebbero essere sovraregolati nei consumatori di metamfetamina e una normalizzazione di tali recettori potrebbe essere la via per ridurre la vulnerabilit alle ricadute nelluso di psicostimolanti in soggetti in terapia per cessarne il consumo. In futuro, la ricerca potrebbe inoltre concentrarsi sullo studio del ruolo del recettore D3 anche nel meccanismo della dipendenza da altre sostanze, come la cocaina, e in problematiche come quella del gioco dazzardo.

Dipendenza: ruolo della dopamina e del glutammato nel meccanismo di ricompensa


J. Alsio, K. Nordenankar, E. Arvidsson et al., Enhanced Sucrose and Cocaine Self-Administration and Cue-Induced Drug Seeking after Loss of VGLUT2 in Midbrain Dopamine Neurons in Mice, The Journal Of Neuroscience, 31 August 2011, volume 31 issue 35, pp.12593-12603

l sistema della dopamina mesostriatale (DA) coinvolto in numerosi aspetti del meccanismo di ricompensa attivato delle sostanze psicoattive ed coinvolto tanto nella dipendenza da droghe e quanto nei disturbi del comportamento alimentare. Un gruppo di ricercatori delle universit di Montreal, in Canada, e del Karolinska Institutet di Stoccolma ha approfondito il ruolo del del trasportatore del glutammato Vglut2 espresso a livello dei neuroni dopaminergici nel processo di ricompensa e nel comportamento legato alla dipendenza. Per le analisi, sono stati utilizzati topi con delezione condizionale del Vglut2 nei neuroni, i quali sono stati esposti a procedure di auto-somministrazione di cibo, ad alta concentrazione di zucchero, e di cocaina. I topi con delezione condizionale del Vglut2 hanno mostrato elevati livelli di auto-somministrazione sia di cibo che di cocaina oltre che accresciuti livelli di ricerca di cocaina associati a stimoli. Lassenza del Vglut2 porta dunque a disturbi nel sistema della ricompensa cos come alla memoria legata alla ricompensa stessa, elementi di particolare rilevanza per il comportamento legato alla dipendenza. Questi risultati, concludono i ricercatori, suggeriscono che la perdita di Vglut2 nelle cellule DA produce profonde alterazioni nel meccanismo regolatorio del consumo legato tanto alla ricompensa naturale quanto a quella della droga. Il cofenotipo Vglut2 dei neuroni DA potrebbe dunque avere un ruolo rilevante nella sensibilit alla dipendenza.

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Farmacologia e Tossicologia

Alcol: il ruolo dellacetaldeide nello sviluppo del tumore esofageo


J. Abraham, S. Balbo, D. Crabb, P.J. Brooks, Alcohol Metabolism in Human Cells Causes DNA Damage and Activates the Fanconi AnemiaBreast cancer Susceptibility (FA-BRCA) DNA Damage Response Network, Alcoholism: Clinical And Experimental Research, vol.35-n.12 December 2011

alcol e letanolo sono cancerogeni per gli umani, in particolare per il tratto aerodigestivo superiore. Per questo, a livello scientifico, esiste la convinzione che lacetaldeide, il principale metabolita delletanolo, abbia un ruolo primario nel tumore esofageo alcol correlato e sia coinvolto anche in altre forme tumorali. Per questi ultimi, sono stati proposti numerosi possibili meccanismi, inclusi cambiamenti nei livelli ormonali delle ovaie, alterazioni nella metilazione del DNA e formazione di acetaldeide. Recentemente, stato infatti riportato che lesposizone in vitro di cellule umane allacetaldeide ha comportato lattivazione della suscettibilit allanemia Fanconi (FABRCA), che a sua volta sensibilizza al tumore al seno e provoca il danneggiamento della rete di risposta del DNA.

Per stabilire se la rete di generazione intracellulare provocata dal metabolismo delletanolo in acetaldeide causa il danneggiamento del DNA e attiva la rete dellFABRCA, un gruppo di ricercatori dellIndiana Univerity School of Medicine ha progettato cellule HeLa per metabolizzare lalcol attraverso lespressione dellalcol deidrogenasi umano (ADH) 1B. Dai risultati emerso che lesposizione delle cellule HeLa-ADH1B alletanolo comporta un significativo aumento degli addotti del DNA dovuti allacetaldeide e lattivazione del danneggiamento della rete di risposta del DNA dovuta allFA-BRCA. Entrambi gli effetti vengono bloccati da un inibitore chimico ADH, a dimostrazione che il metabolismo delletanolo in acetaldeide era necessario.

HIV: lanticorpo VRC01 e le sue varianti, nuova frontiera nella ricerca di un vaccino
X. Wu, T. Zhou, J. Zhu, B. Zhang, I. Georgiev, C. Wang et al., Focused Evolution of HIV-1 Neutralizing Antibodies Revealed by Structures and Deep Sequencing, Science, September 16, 2011, vol.333 n.6049, pp.1593-1602

l virus dellHIV-1 possiede una enorme diversit genetica e, nel tempo, ha sviluppato molteplici meccanismi di resistenza per eludere la risposta immunitaria. Nonostante questi ostacoli, una quota oscillante tra il 10 e il 25% dei soggetti con infezione da HIV-1, dopo molti anni di malattia, sviluppa anticorpi neutralizzanti ad azione incrociata. Indurre la formazione di questi anticorpi potrebbe essere la base per un efficace vaccino per lHIV-1. Partendo da tali presupposti e dai risultati di ricerche precedenti focalizzatesi sullidentificazione di questi anticorpi e sulla definizione delle loro caratteristiche, un gruppo di ricercatori del National Institute of Health americano ha avviato una ricerca per individuare anticorpi

in grado di neutralizzare il virus, utilizzando come base lanticorpo VRC01, unimmunoglobulina umana che neutralizza circa il 90% delle cellule dellHIV-1 isolate. Utilizzando la cristallografia a raggi X e la pirosequenza 454, gli studiosi hanno potuto tracciare nel dettaglio levoluzione di alcuni anticorpi con le stesse capacit del VRC01. La ricerca ha portato alla scoperta di tre anticorpi dellHIV (VRC01, VRC02, VRC03), due dei quali sarebbero in grado di bloccare pi del 90% dei tipi noti di HIV. E emerso che tutti questi anticorpi si legano allo stesso punto del virus dellHIV e nello stesso modo. Questo suggerisce che un vaccino per lHIV dovrebbe contenere una proteina che replichi il punto in cui

questi anticorpi di legano al virus per rendere gli anticorpi stessi efficaci come il VRC01. Nellelaborazione del vaccino, osservano infine gli studiosi, sarebbe necessario sviluppare anche gli anticorpi della linea genetica del DNA delle cellule immunitarie chiamate cellule B.

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Neuroscienze

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Non solo neuroni, anche le cellule gliali bersagli dellintossicazione alcolica


Nam HW, McIver SR, Hinton DJ et al. Adenosine and Glutamate Signaling in NeuronGlial Interactions: Implications in Alcoholism and Sleep Disorders. Alcoholism: Clinical And Experimental Research. 2012

e cellule gliali sono le cellule che assieme ai neuroni formano il Sistema Nervoso. Il ruolo di queste cellule non ristretto al solo sostegno e nutrimento dei neuroni ma anche al corretto funzionamento cerebrale. In particolare gli astrociti partecipano attivamente alla formazione delle sinapsi e permettono lelaborazione delle informazioni grazie alla regolazione del rilascio e del recupero delle molecole cerebrali come il glutammato, ldenosin trifosfato e ladenosina. Nel Sistema Nervoso Centrale ladenosina gioca un ruolo importante nel regolare lattivit biochimica neuronale e controllare gli altri sistemi di neurotrasmissione come il GABA, il glutammato e la dopamina. Ladenosina inoltre coinvolta nel processo di omeostasi dei principali neurotrasmettitori eccitatori ed inibitori (come il GABA o il glutammato) dallinterazione tra neuroni e cellule gliali, e regola diverse funzioni corporee come il sonno. A livello cerebrale i recettori per ladenosina rappresentano un target dazione per letanolo (EtOH). Letanolo aumenta i livelli di adenosina extracellulare, responsabili della comparsa degli effetti ansiolitici ed ipnotici dopo assunzione della sostanza. Uno studio americano multicentrico ha pubblicato una revisione delle nuove ricerche che dimostrano come linterazione neurone-glia, specialmente il ruolo della adenosina e lattivit di ricaptazione glutammatergica, siano coinvolte negli effetti acuti e cronici dellalcol e nei disturbi del sonno. La ricerca fa luce sul fondamentale ruolo degli astrociti e spiega come queste cellule siano coinvolte nelleffetto tossico delletanolo mediante il rilascio di gliotrasmettitori come lATP, ladenosina e la ricaptazione del glutammato. Gli astrociti sono quindi in grado di modulare lattivit sinaptica ed influenzare il comportamento di dipendenza dallalcol. Dlla revisione emerge che sono necessari ulteriori studi sullattivit degli astrociti e la regolazione dei livelli di glutammato dopo assunzione di etanolo per poter arrivare allo sviluppo di nuove terapie di trattamento per la dipendenza alcolica.

Il gioco dazzardo patologico aumenta limpulsivit


Iris M. Balodis, Hedy Kober, Patrick D. et al Potenza Diminished Frontostriatal Activity During Processing of Monetary Rewards and Losses in Pathological Gambling. Biological Psychiatry, 2012

l gioco dazzardo patologico (PG) una patologia caratterizzata dall alterazione dellelaborazione della ricompensa cerebrale. Uno studio americano con Risonanza Magnetica funzionale ha esaminato lattivit cerebrale nel gioco dazzardo associata a diverse fasi di ricompensa e perdita monetaria, e a diversi livelli di impulsivit in soggetti dipendenti dallalcol. I ricercatori hanno ipotizzato una relazione inversa tra attivazione cerebrale del nucleo striato ventrale durante compiti di anticipazione dei compensi monetari e limpulsivit associata alla dipendenza dallalcol. Hanno somministrato il compito MIDT (Monetary Incentive Delay Task) a 14 adulti con diagnosi di PG e a 14 soggetti di controllo sani, per identificare i cambiamenti di attivazione neurale associati alla capacit di ricompensa/previsione di perdita, ricompensa/capacit di anticipazione, ricompensa/ notifica della perdita. Limpulsivit stata valutata
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separatamente utilizzando la scala Barratt Impulsiveness. I risultati hanno mostrato nel gruppo PG una riduzione significativa dellattivit dello striato ventrale, della corteccia prefrontale e dellinsula sia nella prospettiva e anticipazione della perdita che del guadagno. Negli stessi soggetti, lattivazione dello striato ventrale risultata invece inversamente correlata con i livelli di impulsivit, in linea con i risultati gi noti su soggetti con dipendenza alcolica. Lattivit del neurocircuito corticostriatale ridotta in diverse fasi di elaborazione della ricompensa monetaria, suggerendo alterazioni che coinvolgono la capacit di valutazione e previsione della perdita. La tendenza allimpulsivit nelle dipendenze pu tradursi in una riduzione dellattivit striatale durante lanticipazione al guadagno e pu rappresentare un nuovo obiettivo di ricerca nel trattamento delle dipendenze.

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Neuroscienze

Astinenza prolungata dalla cocaina: limportante ruolo del sistema prefrontale


John J. Foxe, Jay Nierenberg, Marina Shpaner, Hugh Garavan The neurobiology of cognitive control in successful cocaine abstinence Colm G. Connollya, Drug and Alcohol Dependence, in press

oco conosciuto circa gli aspetti cognitivi dellastinenza a lungo termine in persone che hanno fatto uso di cocaina. LUniversit della California (USA) in collaborazione con lIstituto di Neuroscienze di Dublino (Irlanda) ha pubblicato un articolo dove sono riportati i risultati ottenuti da uno studio con Risonanza Magnetica funzionale (fMRI) mediante lutilizzo di un compito Go/NoGo, sulla capacit di controllo cognitivo in soggetti cocainomani astinenti. I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi (per ciascun gruppo) secondo il periodo di astinenza, da breve (1-5 settimane) a lungo termine (40-102 settimane). I gruppi sono stati confrontati con un gruppo di controllo (9 volontari). I risultati dimostrano un livello di performance al compito simile tra i tre gruppi, tuttavia gli astinenti mostrano una maggiore attivazione cerebrale nelle aree associate al controllo inibitorio e al monitoraggio delle capacit comportamentali (aree prefrontali, corteccia cingolata, cervelletto e giro frontale inferiore) rispetto ai controlli. Questi dati contrastano con le ridotte capacit e lipoattivit funzionale solitamente riscontrate nei consumatori di cocaina. Gli autori spiegano questa relativa iperattivit presente nel gruppo di astinenti come un fenomeno di compensazione funzionale, importante per il mantenimento dellintegrit neuroanatomica per il controllo cognitivo necessario al mantenimento dellastinenza. Esistono inoltre delle differenze nel sistema di reclutamento funzionale tra il gruppo di astinenti a breve e lungo termine, il che suggerisce una differente richiesta di controllo cognitivo tra i due gruppi. Lastinenza a breve termine quindi legata ad un aumento dellattivit inibitoria della corteccia frontale inferiore e dorsolaterale per la necessit di aumentato controllo inibitorio, mentre lastinenza a lungo termine porta ad un aumento dellattivazione della corteccia cingolata anteriore per unaumentata richiesta di monitoraggio comportamentale. I risultati suggeriscono limportante ruolo dellintegrit del sistema prefrontale coinvolto nelle funzioni di controllo cognitivo, per il mantenimento a lungo termine dellastinenza da cocaina.

Il consumo di cannabis modifica la reazione del cervello agli stimoli


Janna Cousijn, Anna E. Goudriaan, K. et al. Neural responses associated with cue-reactivity in frequent cannabis users Addiction Biology, 2012

a reattivit agli stimoli rappresenta un importante processo motivazionale che, nellambito della tossicodipendenza, pu favorire il consumo di una sostanza portando alla dipendenza. A suggerirlo uno studio pubblicato di recente sulla rivista Addiction Biology. Lo studio con Risonanza Magnetica funzionale (fMRI), opera di un gruppo di ricercatori dellUniversit di Amsterdam (Olanda) ha identificato in un gruppo di 31 accaniti fumatori di cannabis (et media 18-25 anni) una maggiore reattivit agli stimoli nella corteccia orbito frontale, nella corteccia cingolata anteriore, nello striato, nellarea tegmentale ventrale e nellamigdala. Il gruppo stato confrontato con 20 fumatori occasionali di cannabis e 20 soggetti di controllo. Il grado di dipendenza dalla sostanza stato indagato con luso del questionario CUDIT mentre il livello di craving, prima e dopo la scansione MRI, conil test MCQ. I partecipanti hanno eseguito un compito di reattivit funzionale mediante un paradigma evento-relato in cui gli stimoli erano 30 immagini correlate alluso di cannabis, 30 immagini di controllo e 15 immagini target (foto di animali) per il mantenimento dellattenzione. La risonanza magnetica funzionale ha evidenziato che durante la visione delle immagini riferite alla cannabis, nei forti consumatori della sostanza era presente una maggiore attivazione dellarea tegmentale ventrale rispetto agli altri gruppi, e che lattivazione delle aree prefrontali e del nucleo striato correlava con il grado di dipendenza dalla sostanza in un sottogruppo dei consumatori frequenti. Lattivit neurale del nucleo putaminale destro e della corteccia prefrontale dorso laterale correlava negativamente con il livello di craving dei soggetti, e tra i consumatori frequenti di cannabis, il team olandese ha dimostrato che, a livello cerebrale la reattivit agli stimoli associata al grado di dipendenza dalla sostanza. La reattivit agli stimoli diventa quindi uno strumento per indagare il grado di dipendenza dalla droga nei consumatori frequenti di cannabis.

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Neuroscienze

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Alcol in famiglia, il cervello degli adolescenti non riesce a decidere


Anita Cservenka and Bonnie J. Nagel Risky Decision-Making: An fMRI Study of Youth at High Risk for Alcoholism Alcoholism: Clinical and Experimental Research, 2012

a ricerca scientifica nel campo dellalcolismo, ha da tempo dimostrato una predisposizione alla dipendenza da alcol nei ragazzi con storia familiare di abuso di questa sostanza. La ricerca ha inoltre evidenziato che, chi ha avuto dei familiari alcolizzati ha maggiore probabilit di sviluppare la stessa dipendenza. Un recente studio attraverso il modo in cui si attiva il cervello degli adolescenti, in particolare come essi reagiscono alle situazioni rischiose e alla capacit di prendere decisioni, ha dimostrato la predisposizione al rischio di alcolismo. Lo studio del Dipartimento di Neuroscienze Comportamentali e del Dipartimento di Psichiatria di Portland (Oregon) ha monitorato con Risonanza Magnetica funzionale (fMRI), lattivit cerebrale di due gruppi di adolescenti dai 13 ai 15 anni mentre effettuavano un compito di tipo decisionale in cui veniva chiesto ai soggetti di prendere alcune decisioni rischiose, con la possibilit di perdere o vincere diverse quantit di denaro. Il gruppo di adolescenti (18 soggetti) con storia familiare di alcolismo stato confrontato con un gruppo di controllo (11 soggetti). I ragazzi con storia familiare di alcolismo hanno dimostrato durante le decisioni rischiose una risposta emodinamica pi debole nella corteccia prefrontale dorsolaterale destra e nel lobulo cerebellare destro. Lanomala attivit cerebrale registrata nelle aree deputate al controllo esecutivo potrebbe spiegare la ridotta capacit cognitiva responsabile della presa di decisioni rischiose nei ragazzi esaminati. La ricerca ha permesso di determinare una relazione tra comportamenti rischiosi e risposte cerebrali in adolescenti con familiarit per lalcolismo, dimostrando una maggiore vulnerabilit allo sviluppo di dipendenza da alcol a causa di una diversa predisposizione cerebrale alla capacit decisionale.

Rapporti Epidemiologici

Relazione annuale al Parlamento su alcol e problemi alcolcorrelati


Ministero della Salute - www.salute.gov.it

ottava Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati in attuazione della legge-quadro 125/2001 presenta un quadro aggiornato sui consumi alcolici e sui comportamenti a rischio, gli interventi di contrasto attivati dal Ministero, i dati del monitoraggio dei servizi territoriali e delle iniziative delle Regioni su accesso ai trattamenti, prevenzione, informazione, aggiornamento professionale, promozione della ricerca e del volontariato. I dati confermano il passaggio dal modello di consumo mediterraneo ad uno prossimo a quello nordeuropeo. Cresce ancora il fenomeno del binge drinking, nel 2010 ha riguardato il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne, Nella fascia tra i 18 e i 24 anni la percentuale di donne che lo pratica sale al 9,7 %. I consumatori fuori pasto sono notevolmente aumentati nel corso dellultimo decennio: dal 33,7 % al 41,9% i consumatori tra i 18 e 24 anni; dal 14,5 al 16,9 quelli tra 14 e 17 anni. E tra le ragazze di 14-17 anni che la quota delle consumatrici fuori pasto raddoppia negli ultimi 15 anni, passando dal 6 % del 1995 al 14,6% del 2010.

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Interviste

Combattere la droga con larma della prevenzione


Intervista al Prof. Dott. Enrico Malizia, Tossicologo, membro del Comitato Tecnico Scientifico del Italian Journal on Addiction
a cura di Roberta Tito

Enrico Malizia Professore Malizia, nella sua lunga carriera di clinico medico tossicologo cosa, secondo lei, si pu fare ancora per combattere la droga e come ?
Credo si possa fare molto anche perch, ancora oggi, si utilizzano metodologie di laboratorio cliniche ormai superate, senza acquisire con intelligenza i mezzi che la tecnologia mette a nostra disposizione. Devo comunque segnalare che il Dipartimento Politiche Antidroga, sotto la guida del suo direttore, allavanguardia in questo settore ed particolarmente vicino alle organizzazioni internazionali, specie agli Stati Uniti. Per combattere la droga dobbiamo analizzare due aspetti. Il primo quello di agire sulla prevenzione per educare la popolazione giovanile sui danni della droga e dellalcol, danni spesso sottovalutati ed per questo che bisogna porre in essere delle attivit preventive, sottolineando che ogni droga danneggia il sistema nervoso e se assunta intorno ai 14 - 15 anni, quando ancora non si conclusa la maturazione cerebrale, provoca un blocco a livello neuropsichico che comporta, tra laltro, molteplici danni su varie funzioni celebrali come memoria, creativit, intelligenza. Laltro punto

estremamente importante la cura dei soggetti tossicodipendenti, che va affrontata con altre metodologie. Anche qui bisogna formare medici e psicologi in grado di affrontare individualmente i problemi che sono alla base della dipendenza, preparando quindi una classe di operatori che ancora non c e che, invece, il DPA sta cercando di creare attraverso corsi di formazione del personale medico e paramedico che viene in contatto con questi soggetti.

Fumo, alcol, gioco dazzardo, in cosa si differenzia la tossicodipendenza dalle altre dipendenze e perch ?
una differenzazione estremamente importante. Io poi sono particolarmente avverso a quelli che fanno questa generalizzazione, che pu essere soltanto giustificata dal meccanismo patogenetico. Ma nel caso della tossicodipendenza, abbiamo qualcosa di pi rispetto alle altre dipendenze: un danno sicuro come quello del sistema nervoso, perch tutte le droghe, anche quelle considerate non nocive come la cannabis (specialmente oggi con il THC potenziato), danneggia le cellule del sistema nervoso e produce dei danni che possono persistere a lungo. Quindi, dal punto di vista della diagnosi e della rilevanza sociale, dobbiamo differenziare la tossicodipendenze dalle altre dipendenze che impongono di mantenere i due settori separati, sia da un punto di vista preventivo, che da un punto di vista terapeuticocomportamentale.

Secondo lei, come il contributo del neuroimaging ha cambiato la ricerca sulladdiction?

Innanzitutto necessario differenziare la diagnostica giudiziaria dalla diagnostica terapeutica. Nella prima, sappiamo che esiste una tecnica del tutto obsoleta e non chiara: quella del dosaggio della droga nel sangue. Molte droghe rimangono in circolo per un brevissimo periodo per passare nelle urine e localizzarsi nei vari tessuti tra cui il sistema nervoso, nei capelli e negli annessi cutanei come le unghie. Per questo, andrebbe modificata la parte della disciplina che riguarda laccertamento del consumo di droga e di alcol perch il dosaggio nel sangue non basta pi, va aggiunto quelle effettuato sulle urine nelle quali alcune droghe, come i metaboliti della cocaina, possono resistere fino a 40 giorni. Con le tecniche di neuroimaging, alcune delle quali messe a punto dal DPA, si pu localizzare la presenza di droghe ad esempio a livello del sistema nervoso centrale. E necessario sensibilizzare ulteriormente la magistratura che, da questo punto di vista, sempre stata al passo con i tempi e deve richiedere, nel campo delle operazioni peritali, un accertamento che non sia limitato al sangue ed ad una semplice visita medica che, di solito, insufficiente. E necessario che le nuove perizie non siano indirizzate solo sulle urine e sui capelli ma si basino sul neuroimaging dimostrando la completa pulizia del sistema nervoso centrale. In questo modo, il magistrato avr la possibilit di giudicare sulla base di una documentazione reale e complessa. Bisogna andare ai livelli pi profondi della malattia, della drogopatia o alcolpatia. Oggi possiamo farlo grazie alle tecniche di neuroimaging.

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Prevenzione

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HIV, pronto il programma nazionale per i trapianti


Ministero della Salute

ra il 2009 e il 2010 si conclusa la fase sperimentale sui trapianti su soggetti sieropositivi che, a causa dellinfezione, potevano andare incontro, nel tempo, anche a disfunzioni multiorgano gravi. Sono stati pubblicati dei protocolli specifici e un programma nazionale, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e dedicato ai trapianti di rene, rene-pancreas, cuore, polmone e fegato nei soggetti con infezione da HIV. Il documento stabilisce, tra laltro, i criteri di selezione per linserimento del paziente nelle liste dattesa nazionali e quelli di idoneit per il centro trapianti che intende aderire al Programma. Daltronde, la diffusione di nuove terapie antiretrovirali ha sensibilmente migliorato la qualit di vita delle persone affette da HIV, restituendo loro il pieno recupero della vita sociale e lavorativa. Negli ultimi dieci anni, la messa a punto di farmaci mirati ha reso lAIDS sempre meno mortale, riducendo linfezione da HIV ad una patologia cronica. Superate le iniziali incertezze relative ai possibili effetti negativi della terapia immunosoppressiva sullavanzamento della malattia, il Centro Nazionale Trapianti ha attivato nel 2002 una serie di protocolli e programmi-pilota per regolamentare le procedure nel trapianto di organo solido in favore di soggetti sieropositivi. Il programma, sostenuto

anche dalla Commissione Nazionale AIDS e accolto con entusiasmo dalle Consulta Associazioni AIDS, gestito dal Centro Nazionale Trapianti. Le indicazioni al trapianto, le problematiche correlate alle interazioni dei farmaci antiretrovirali e la terapia immunosopressiva sono anche contenute nella Sezione 5 - Situazioni a cui porre particolare attenzione delle Linee Guida Italiane dei farmaci antiretrovirali e della gestione diagnosticoclinica delle persone con infezione da HIV-1.

Alcolismo e cancro un legame a doppio filo


Saieva C., Bardazzi G., Masala G. et Al., General and Cancer Mortality in a Large Cohort of Italian Alcoholics. Alcoholism: Clinical and Experimental Research, 36: 342350 (2012)

alcolismo rappresenta un grave problema di salute pubblica nel nostro paese e aumenterebbe il rischio di morire di cancro. Lo afferma un team di ricercatori italiani che ha esaminato le cause di decesso in un campione di pazienti in trattamento presso il centro alcologico di Firenze, al fine di definire il profilo di rischio per lalcolismo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Alcoholism: Clinical and Experimental Research, ha coinvolto circa 2.300 pazienti (1.467 maschi e 805 femmine) di mezza et (44 anni), trattati nel periodo aprile 1985 settembre 2001, per un totale di 21.855 persone-anno. La stima dei decessi attesi stata calcolata sulla base dellet, del genere e dei tassi di mortalit regionali distribuiti secondo i mesi dellanno. Il 28% dei pazienti (n=636) deceduto, soprattutto a causa di tumori maligni e patologie specifiche come le infezioni, il diabete, le malattie immunologiche (tra cui lAIDS), del sistema nervoso, cardiovascolare, respiratorio e digerente (tra cui la cirrosi epatica), e per cause violente. Il ruolo cancerogeno dellalcol emerso piuttosto chiaramente, in particolare per i tumori della faringe, della cavit orale, del fegato e della laringe. Anche il rischio di morte per cancro dellesofago, del retto, del pancreas e della mammella risultato pi alto. Secondo gli autori la prevalenza di alcolisti di sesso maschile nel campione rispecchia la distribuzione del consumo di alcol nella popolazione italiana. Inoltre, le pazienti di sesso femminile hanno mostrato tassi di sopravvivenza superiori rispetto agli uomini. I risultati dimostrano, infine, come lalcolismo sia correlato ad un aumento significativo di morti per cancro rispetto alla popolazione generale.
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Prevenzione

La prevenzione protegge i ragazzi dallofferta della prima sigaretta


Y. Wang, C.L. Storr, K.M. Green et al., The effect of two elementary school-based prevention interventions on being offered tobacco and the transition to smoking, Drug And Alcohol Dependence, 2012, volume 120 issue 1, pp.202-208

a diffusione del fumo tra i giovani rende sempre pi necessaria la prevenzione rivolta anche a bambini e adolescenti. Uno studio statunitense ha analizzato lefficacia di due interventi di prevenzione, nei quali sono stati coinvolti bambini delle scuole elementari seguiti fino allanno del diploma. In particolare, i due programmi avevano lobiettivo di proteggere i ragazzi dalla prima offerta di sigarette e, se esposti allofferta, dal passaggio al fumo regolare. Alla ricerca hanno partecipato 678 studenti del primo anno di una scuola elementare urbana, assegnati casualmente a uno dei tre gruppi di studio: quello incentrato sulla classe, quello basato sul rapporto tra scuole e famiglia e il gruppo di controllo. I ragazzi sono stati seguiti dal primo anno e fino allultimo anno di scuola di superiore, prima del diploma. E emerso che il rischio di vedersi offrire sigarette stato pi basso per i partecipanti ai primi due gruppi rispetto a quelli del gruppo di controllo, sebbene la differenza fosse statisticamente rilevante soltanto per il gruppo incentrato sulla classe. Tuttavia, nessuno dei due interventi di prevenzione ha ridotto il passaggio dalla prima offerta al vizio del fumo. Lintervento sulla classe ha avuto effetto sulla resistenza alla prima sigaretta perch ha rimandato la prima offerta. Tuttavia, osservano i ricercatori, la combinazione di interventi di prevenzione elementare precoce e complementare durante le scuole medie, concentrati su un intenso monitoraggio del comportamento e su indicazioni relative al rifiuto, potrebbe rappresentare lapproccio ottimale per prevenire il fumo tra i giovani. Interventi da rafforzare, concludono gli autori dello studio, con norme che colpiscano i tabaccai che vendono sigarette ai minori e che siano pi severe nei confronti degli adulti che distribuiscono sigarette ai bambini e agli adolescenti.

Dipendenza: limpatto dei metodi di reclutamento sullefficacia dei trattamenti


T. Winhusen, E.L. Winstanley, E. Somoza, G.Brigham, The potential impact of recruitment method on sample characteristics and treatment outcomes in a psychosocial trial for women with co-occurring substance use disorder and PTSD, Drug and Alcohol Dependence, 2012, volume 120 issue 1, pp.225-228

l metodo di reclutamento per i test psicosociali pu avere un impatto sulla composizione del campione e, di conseguenza, sul valore generale dei risultati. Tuttavia, limportanza del metodo di reclutamento stata raramente oggetto di ricerche. Per questo, un team statunitense ha voluto analizzare come il metodo di reclutamento impattasse sulla composizione del campione e sui risultati del trattamento per un gruppo di donne con dipendenza da droghe e sindrome da stress post-traumatico. In particolare, le partecipanti sono state selezionate attraverso annunci pubblicitari o direttamente tra le pazienti cliniche. Secondo gli studiosi, scoprire che differenti metodi di reclutamento portano a differenti caratteristiche del campione ma non a diversi risultati potrebbe portare alluso di metodi di reclutamento alternativi. Al contrario, la scoperta che il metodo di reclutamento associato con i risultati potrebbe suggerire la necessit di stratificare il metodo di reclutamento o le caratteristiche del campione portando a risultati diversi. Dai risultati dello studio sono emerse differenze nellefficacia del trattamento in base al metodo di reclutamento delle pazienti. Quelle selezionate attraverso gli annunci hanno fatto registrare un uso di base quotidiano di droghe e una gravit dei sintomi della sindrome da stress post-traumatico molto pi alti rispetto ai pazienti selezionati a livello clinico.

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Strategie e Management

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L`unodc su Facebook, pronta la Youth Initiative per rimanere liberi dalla droga
UNODC - www.unodc.org

pesso tramite i social network sono veicolati messaggi negativi che stereotipizzano comportamenti trasgressivi o peggio ancora dannosi per la propria ed altrui incolumit. Al contrario un uso opportuno del web pu rilevarsi unottima arma per combattere fenomeni estremamente pericolosi, come luso di sostanze stupefacenti. Lo United Nations Office on Drugs and Crime di Vienna, sempre attento alle nuove tendenze della comunicazione, ha lanciato recentemente una nuova iniziativa che fa leva proprio sul web, al fine di promuovere un circuito virtuoso dellinformazione fra le nuove generazioni. Nello specifico lUNODC, attraverso la piattaforma Facebook, ha predisposto una pagina denominata Youth Initiative, dove i ragazzi (anche sulla base di processi peer-to-peer) potranno discutere, proporre nuove idee e condividere esperienze per uno stile di vita sano e libero dalla droga. LAgenzia delle Nazioni Unite in veste di moderatore di tale spazio, da un lato si occuper di calendarizzare le diverse argomentazioni (fornendo una guida mensile dei temi) e dallaltro gestir il forum dove convoglieranno tutti i dibattiti, oltrech le news scientifiche di settore. Il progetto nasce con il fermo desiderio di stimolare le coscienze attraverso il dialogo orizzontale, che di fatto promuove il ruolo attivo dei giovani. Ragazzi finalmente protagonisti piuttosto che bersagli passivi delle numerose attivit di prevenzione. La peculiarit di Youth Initiative quella di creare un movimento dopinione globale, rendendo disponibile unarea dove esprimere i propri punti di vista, le esigenze e trovare al contempo un canale di dialogo e confronto su tematiche delicate come labuso di sostanze nelle scuole, nei luoghi del tempo libero e del divertimento.

Matricole universitarie, il primo pericolo labuso dalcol


Pennsylvania State University - www.psu.edu

e prime settimane di universit risultano essere un momento estremamente critico per gli studenti. Nuove amicizie, in nuovi contesti, possono condurre verso abitudini pericolose e stili di vita non propriamente salutari, come labuso di sostanze alcoliche. I ricercatori della Pennsylvania State University, analizzando il fenomeno, hanno evidenziato unimpennata del consumo di alcol da parte delle matricole proprio nel primo semestre. Lobiettivo finale dello studio quello di fornire utili indicazioni circa la predisposizione di linee dindirizzo che supportino questo delicatissimo momento. Una fase pericolosa della vita che se non adeguatamente gestita da professionisti, dalla famiglia e con progetti ben strutturati potrebbe condurre tanti soggetti verso il consumo problematico. Nello specifico lo staff di ricerca (a seguito di unattivit investigativa partita nel 2006 e condotta su quasi 5000 studenti fino a oggi), ha

identificato come efficaci due diversi metodi di intervento sulle matricole in entrata al college. Il primo basato sul dialogo intrafamiliare idoneo per supportare i genitori nel loro delicato compito educativo (con particolare attenzione alle situazioni di disagio), favorendo modelli e metodi dinterazione basati sullascolto empatico e sul dialogo costruttivo. Il secondo incentrato sulleducazione fra pari e sulla creazione di figure come gli studenti-tutor impegnati nella veicolazione di messaggi positivi su abitudini sane e consapevoli. E stato dimostrato, infatti, che i ragazzi apprendono pi facilmente attraverso un compagno, con il quale riescono a stabilire un feeling in funzione di un linguaggio condiviso.

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Strategie e Management

In Per vince limpegno delluNODC contro la coltivazione della coca


UNODC - www.unodc.org

ra gli inizi degli anni 80 e la fine del 90 i narcotrafficanti sudamericani hanno controllato vaste aree del Per. Per molto tempo la popolazione agricola del paese, stritolata da una povert incipiente ed unamministrazione governativa praticamente assente, non ha avuto altra opzione per sopravvivere se non quella di sottostare alle regole della criminalit organizzata. Difatti, i potenti cartelli della droga hanno sfruttato la misera condizione dei campesinos, imponendo unicamente la coltivazione della Erythroxylum (la pianta della coca) in tantissimi territori. LUnited Nations Office on Drugs and Crime da anni attivo in Per con i suoi progetti di supporto alla riconversione rurale, allistruzione ed al microcredito per le attivit imprenditoriali. Oggi, i migliori risultati provengono dai percorsi formativi dedicati agli agricoltori; seminari sulle nuove tecniche e cicli di pratica sul campo che hanno permesso la produzione, oramai stabilizzata, di prodotti di altissima qualit come il caff. LUNODC ha investito ingenti cifre sulla sensibilizzazione e sulleducazione tematica delle persone, per favorire al contempo la creazione di vere e proprie cooperative locali impegnate nella produzione bio e nel commercio equo. Una valida strategia che da un lato ha affrancato molti soggetti

dalla cocaina e dallaltro ha evitato luso di sostanze chimiche a favore di un comportamento responsabile e rispettoso dellambiente. Grazie allimpegno delle Nazioni Unite numerosi contadini hanno compreso finalmente limportanza di unattivit legale, sostenibile e redditizia che significava indipendenza e sicurezza per se stessi e le loro famiglie.

L Inghilterra prepara la strategia contro lalcolismo


British Foreign & Commonwealth Office (FCO) - www.fco.gov.uk

n Inghilterra labuso e la dipendenza da alcool sono fenomeni che interessano sempre pi ampi segmenti di popolazione. Dai senior, passando per i giovani adulti, per giungere finanche ai bambini delle scuole medie questo un problema che mina profondamente la salute psicofisica di molte persone nel Regno Unito. Dalle ultime evidenze epidemiologiche emerge che lalcolismo incide ogni anno sul bilancio di sanit pubblica per 2,5 miliardi di sterline; un problema che sta diventando una vera e propria emergenza sanitaria. Il governo di Westminster ha deciso di porre freno a questa situazione dichiarando guerra al fenomeno. Entro met marzo, il Primo Ministro David Cameron ufficializzer alla stampa le linee guida della nuova anti alcohol strategy. Un piano dazione che prevede rigide tabelle di prezzo per tutti gli alcolici, divieti di vendita negli esercizi commerciali ai minorenni e un giro di vite alle strategie di marketing in termine di pubblicit subliminale ed i prezzi low-cost. Inoltre, ispirandosi allesperienza statunitense, sono previsti interventi organici e coordinati su tutto il territorio. Da segnalare fra le pi importanti i drunk tanks, ovvero dei locali per laccoglienza notturna dove i soggetti fermati per disturbo dellordine pubblico vengono obbligati a trascorrere la notte (piuttosto che in una prigione). Seguono i booze buses, dei mezzi di soccorso con a bordo personale sanitario in grado di aiutare persone in difficolt. Infine i q-staff, ronde notturne della polizia in pattugliamento delle zone pi sensibili delle citt.

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Tecniche Analitiche

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Laboratori clandestini e bambini, nei capelli scoperta presenza di droga


T. Bassindale. Quantitative analysis of methamphetamine in hair of children removed from clandestine laboratories Evidence of passive exposure? Forensic Science International, Available online 31 January 2012

l problema dellesposizione alle droghe dei bambini presenti in propriet adibite a laboratori per la sintesi e preparazione clandestina di sostanze stupefacenti, viene discusso in un articolo pubblicato on line dalla rivista Forensic Science International. Lo studio rivela che in Nuova Zelanda le Forze dellOrdine hanno individuato bambini in un terzo dei casi di intervento presso questi laboratori e ad essi, secondo una procedura standard adottata negli ultimi anni, stato effettuato un prelievo di campioni di capello per le analisi tossicologiche. La procedura ha consentito cos di stabilire i livelli di esposizione di questi bambini alle droghe in quanto leventuale presenza di sostanze stupefacenti nel circolo sanguigno porta alla loro incorporazione nel follicolo e quindi nei capelli. Tuttavia la presenza di droghe nei capelli potrebbe derivare anche da una contaminazione esterna, come ad esempio per deposizione di residui in seguito ad esposizione a fumi, vapori, polveri delle sostanze. Bassindale dellInstitute of Environmental Science and Research (ESR) di Porirua in Nuova Zelanda, ha studiato campioni di capelli di bambini di et compresa tra i 2 mesi e i 15 anni, allontanati da laboratori clandestini tra il 2008 e il 2010, per valutare lesposizione specificatamente alla metamfetamina e allamfetamina. Di 52 bambini studiati, 38 (73%) sono risultati positivi alle metamfetamine con quantit rilevate superiori allo 0,1 ng/mg (LOQ) e con una media pari a 7.03 ng/mg di capelli. Di questi casi, 34 erano risultati positivi anche allamfetamina. I campioni di capello sono stati sottoposti a lavaggio prima dellestrazione, e le acque di lavaggio sono state anchesse analizzate. I risultati hanno evidenziato positivit alle due droghe solo in 3 casi, evidenziando che la presenza di amfetamina e metamfetamina nei campioni di capello analizzati, in tutti gli altri casi non era dovuta a contaminazione esterna, indicando una esposizione passiva dei bambini che frequentano laboratori per la sintesi di droghe e che dunque le incorporano nel loro organismo. Lanalisi dei risultati ha evidenziato che i campioni di capelli di bambini esposti contenevano elevati livelli di metamfetamina, molto simili a quelli riportati nel caso di soggetti adulti, consumatori di questa droga.

un nuovo metodo di analisi identifica il catinone sintetico mefedrone nel capello


Shah SA, Deshmukh NI, Barker J, Petrczi A, Cross P, Archer R, Naughton DP. Quantitative analysis of mephedrone using liquid chromatography tandem mass spectroscopy: Application to human hair. J Pharm Biomed Anal. 2012 Mar 5;61:64-9. Epub 2011 Dec 3

a diffusione delluso di nuove droghe di natura sintetica come il mefedrone - un catinone sintetico - rende necessaria lintroduzione di metodi analitici per la rilevazione di questa tipologia di molecole in diversi matrici, metodi che devono risultare sensibili, affidabili e riproducibili. Tra le matrici biologiche, il capello pu costituire un campione utile allidentificazione delluso di droghe, anche dopo un certo periodo dal consumo. James Barker della School of Pharmacy and Chemistry presso la Kingston University di Londra e collaboratori, riportano lo sviluppo di un metodo per lanalisi quantitativa di mefedrone e di due suoi possibili metaboliti nei capelli delluomo. Anche se in letteratura ce pochissimo circa il metabolismo del mefedrone, in base alle sue caratteristiche e analogie strutturali con il catinone e con le metamfetamine, per il mefedrone stata proposta la formazione di due metaboliti, la 4-metilefedrina e la 4-metilnorefedrina, corrispondenti rispettivamente al metilene idrossilato e allazoto de-metilato. Tuttavia possibile che si possano osservare anche vie metaboliche diverse. I ricercatori hanno dunque analizzato campioni di capello ottenuti da 154 volontari sani di et compresa tra i 18 e i 56 anni (95 uomini e 59 donne). I campioni sono stati decontaminati attraverso lavaggi con solvente e poi lasciati digerire con soda. Tuttavia stato osservato che questa procedura conduceva alla degradazione degli analiti ricercati, cos i ricercatori sono passati alluso di enzimi. I campioni sono stati poi analizzati attraverso cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa tandem (LCMS/MS). Le curve di calibrazione ottenute con campioni di bianco e standard degli analiti, sono risultate lineari nel range 5100 pg/mg per il mefedrone e 10150 pg/mg per i due metaboliti. I risultati hanno confermato positivit al mefedrone in cinque dei 154 campioni di capelli analizzati mentre non stata rilevata la presenza dei metaboliti in nessun campione.
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Tecniche Analitiche

Droghe dello stupro, dalluNODC nuove linee guida forensi


UNODC. Guidelines for the Forensic Analysis of Drugs Facilitating Sexual Assault and Other Criminal Acts. United Nation, New York, 2011

egli ultimi anni risulta esserci un significativo aumento globale nel numero di crimini sessuali, ma non solo, facilitati dalle droghe, tuttavia la natura e lestensione del problema non ancora del tutto ben definita a causa della scarsit di dati accurati disponibili. Ne emersa la necessit di definire delle linee di indirizzo forensi al fine di raccogliere informazioni precise dal primo momento in cui la vittima riporta il crimine alle forze dellordine, fino al processo di raccolta delle evidenze cliniche da parte dei medici nonch le modalit di analisi presso i laboratori forensi. Tutto questo finalizzato a produrre risultati analitici affidabili e accurati, dunque ammissibili da un punto di vista legale ed evitare, quanto pi possibile, casi in cui il crimine resta impunito a causa della scarsit o inappropriatezza delle evidenze forensi. Lobiettivo delle linee guida pubblicate dallUNODC (lUfficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine) dunque quello di aumentare le capacit analitiche dei laboratori in paesi diversi nel mondo e sensibilizzarli alla necessit di indirizzare lattenzione anche verso lindagine di casi di violenza facilitati dalla somministrazione di droghe. Vengono dunque riportate indicazioni sulle tipologie di campioni biologici per le analisi (sangue, urine, capello, ecc) e le modalit di conservazione, ma anche sugli oggetti che potrebbero aiutare nella raccolta delle evidenze, come ad esempio bicchieri dai quali era stata consumata una bevanda potenzialmente contaminata dalla droga. Vengono inoltre raccomandati i metodi e le condizioni analitiche pi appropriate a seconda della tipologia di sostanza ricercata. In generale si sottolinea come, solo luso di procedure basate su tecniche adeguatamente sensibili e selettive quali LC-DAD, LC-MS, LC-MS-MS, GC-MS e GC-MS-MS, dovrebbero essere impiegate. Viene dunque raccomandato, nel caso di non disponibilit di tali strumentazioni, di conservare aliquote dei campioni in freezer (-18 C) al fine di inviarli in un secondo tempo, a laboratori specializzati per le analisi. La conferma dellidentificazione della droga rappresenta un requisito essenziale in ambito forense e luso di queste metodologie che producono due tipi di dati (tempi di ritenzione e dati di spettrometria di massa) sono considerati validi come conferma. A completamento della pubblicazione, viene riportata una lista delle droghe pi comunemente identificate nei casi di violenza, quelle da ricercare nelle urine inclusi i metaboliti e una lista con i tempi di dimezzamento, le concentrazioni terapeutiche e tossiche per alcune sostanze ad azione depressiva sul Sistema Nervoso Centrale.

Il consumo di droghe in gravidanza lo smaschera il test del capello


Friguls B, Joya X, Garcia J, Gmez-Culebras M, Pichini S, Martinez S, Vall O, Garcia-Algar O. Assessment of Exposure to Drugs of Abuse During Pregnancy by Hair Analysis in a Mediterranean Island. Addiction. Accepted Article. 2012

na donna di Ibiza su sei fa uso di droghe durante la gravidanza, compromettendo la salute del nascituro. E quanto emerge da uno studio di Bibiana Friguls e collaboratori, pubblicato sulla rivista Addiction, il quale, attraverso interviste strutturate e lidentificazione di biomarcatori nel capello, ha stimato la prevalenza delluso di droghe da parte di donne in fase di gestazione che vivono in questa isola del Mediterraneo. Ibiza unisola spagnola nota per una intensa vita notturna internazionale legata alla presenza di numerosi locali, discoteche, clubs e spesso anche per la diffusione delluso di droghe ricreazionali. Tra gennaio e marzo 2010 sono stati raccolti dopo il parto nellospedale di Ibiza, i campioni di capelli di una coorte di donne (107) di et media pari a 31 anni, residenti nellisola da almeno 12 mesi. Lanalisi in gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa effettuata sui 3 centimetri del segmento prossimale del capello delle madri, corrispondente al terzo trimestre di gravidanza, era indirizzata alla ricerca di oppiacei, cocaina, cannabis, metadone, amfetamine, MDMA e dei corrispondenti metaboliti. I risultati hanno individuato positivit alle droghe nel 16% delle donne in studio, nonostante solo l1,9% di esse aveva dichiarato, durante i colloqui, luso di sostanze stupefacenti in gravidanza. Nello specifico, per il 10,3% si evidenziato uso di cannabis, 6.4% di cocaina, 0.9% di MDMA. Nessuna positivit stata invece riscontrata agli oppiacei. Inoltre luso in gravidanza di droghe risultato associato anche a fumo di tabacco. I risultati dello studio mettono in evidenza una problematica che richiede lintroduzione di misure preventive per questa particolare popolazione di donne. Soprattutto, il fatto che i colloqui sottostimino luso di droghe in gravidanza, rende importante secondo i ricercatori, lintervento con screening tossicologici quali lanalisi del capello, metodologia idonea al fine di individuare luso di droga nei vari trimestri di gravidanza al fine di poter attivare interventi medici e sociali adeguati, alla nascita del bambino.
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uSA, individuati i biomarcatori per lesposizione prenatale allalcol


Palmer JA, Poenitzsch AM, Smith SM et al. Metabolic Biomarkers of Prenatal Alcohol Exposure in Human Embryonic Stem CellDerived Neural Lineages. Alcohol Clin Exp Res 2012 Feb 10

N DRUGS N ALCOHOL

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o spettro dei disordini fetoalcolici (FASD) costituisce una delle principali cause di deficit nel neurosviluppo con conseguenti problemi di apprendimento, abilit motorie e funzioni esecutive. Lalcol infatti danneggia i neuroni in termini di alterazione della proliferazione, differenziazione e sinaptogenesi anche se questi meccanismi non sono ancora del tutto chiari. Inoltre la limitata disponibilit di biomarcatori diagnostici in grado di permettere lidentificazione rapida di gravidanze a rischio FASD rende difficile lattuazione di interventi preventivi. In un recente articolo pubblicato sulla rivista Alcoholism: Clinical And Experimental Research, gli autori hanno ipotizzato che lesposizione allalcol produce variazioni significative nellabbondanza di alcune piccole molecole prodotte come metaboliti dalle cellule neurali progenitrici e dai neuroni. Jessica A. Palmer e collaboratori della University of Wisconsin-Madison (USA), hanno studiato cos lo sviluppo di diversi tipi di cellule staminali embrionali umane in vitro, in seguito ad esposizione ad etanolo (replicando quanto pu avvenire anche in vivo) e, attraverso la cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa ESI-QTOF, hanno valutato le variazioni di concentrazione di metaboliti secreti dalla cellule stesse. Lo studio ha permesso di individuare quattro possibili biomarcatori la cui identit stata confermata per confronto con standard puri ed analisi MS/MS: L-tiroxina, 5-metiltioadenosina, e i metaboliti del triptofano L- kynurenine e indolacetaldeide. Lesposizione alletanolo induce variazioni nel profilo metabolomico dei progenitori neuronali e nei neuroni. Numerosi di questi metaboliti sono presenti nel siero umano, possono dunque costituire dei potenziali biomarcatori per il FASD in quanto ricercabili e identificabili. I risultati danno indicazioni sulle possibili vie biochimiche che sono influenzate dalletanolo nel sistema nervoso in via di sviluppo e delineano il meccanismo dei danni durante lo sviluppo delluomo. La comprensione dei meccanismi che sottendono ai danni causati dalla neurotossicit dellalcol potrebbe facilitare la prevenzione e la diagnosi precoce nonch la possibilit di intervenire per contenere i danni.

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www.dronet.org www.allertadroga.it www.droganograzie.it www.neuroscienzedipendenze.it

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Campagne Informative

un camper contro le dipendenze


Comune di Siena - www.comune.siena.it

ei prossimi giorni partir una nuova campagna di comunicazione su tutto il territorio senese, difatti da venerd 10 febbraio scender in strada un camper contro gli abusi. Un progetto volto a sensibilizzare i giovani circa i pericoli derivanti dallutilizzo di droga e labuso di alcol. La dipendenza da sostanze dabuso un fenomeno che desta allarme e preoccupazione in tutta la Regione (che ogni paga un serio tributo in termini sociosanitari). Per cinque weekend consecutivi il caravan, predisposto ed allestito appositamente per questa iniziativa, si sposter tra i locali notturni e i luoghi di divertimento della provincia per incontrare i ragazzi e informarli sui pericoli celati dietro luso di sostanze stupefacenti e lalcool. Si tratta di un prima iniziativa effettuata in collaborazione con la Prefettura, che in seguito potrebbe esser inserita nel pi ampio programma Drugs On Street (DOS si svolge grazie alla collaborazione tra Unit di Diagnosi Clinica e Tossicologica formate da personale medico e sanitario e Forze dellOrdine, ed caratterizzata dallesecuzione di accertamenti di tipo tossicologico sui conducenti fermati durante i controlli su strada, finalizzati a valutare la presenza di eventuali alterazioni, causate dallassunzione di alcol o di droghe) promosso dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Unattivit che desidera aumentare e migliorare la conoscenza e la consapevolezza del rischio delluso di alcool e droghe nella fasce giovanili della popolazione. Il camper preveder 2 operatori a bordo che nottetempo si recheranno in nelle zone strategiche di Siena (quelle della movida e di aggregazione) per incontrare i ragazzi al fine di veicolare una corretta informazione sui rischi per la salute.

THINK! Road Safety Resources


Consorzio Farmacia - www.consorziofarmacia.it

n Inghilterra gli incidenti stradali rappresentano un problema per la sanit pubblica sia per lelevato numero di decessi che per le invalidit procurate. I principali fattori di rischio legati al fenomeno sono riconducili soprattutto allabuso di alcool, alluso di stupefacenti ed allassunzione di alcune categorie di farmaci che possono influenzare negativamente le performance durante la guida. Le ultime evidenze scientifiche, pubblicate dai pi importanti enti di ricerca doltremanica, rivelano che il 50% degli sinistri con esito fatale sono causati proprio dallalcool. In Inghilterra labuso e la dipendenza sono fenomeni che interessano sempre pi ampi segmenti di popolazione. Dai neo patentati, passando per i giovani adulti, per giungere finanche ai senior, lalzare troppo il gomito un problema che desta un serio allarme sociale in tutto il Regno Unito. Sicurezza stradale ed alcolismo incidono ogni anno sulle casse del paese per 2,5 miliardi di sterline. In termini di comunicazione istituzionale e sensibilizzazione soprattutto dei ragazzi, il Governo ogni anno finanzia molteplici attivit su tutto il territorio. Una delle pi importanti rappresentata dalla rete Field Impairment Assessment ideatrice del progetto THINK! Road Safety Resources. Si tratta di un portale (http://think.direct.gov.uk) dove ogni mese viene veicolata una nuova video clip sulla stretta correlazione fra incidenti ed ubriachezza (con immagini estremamente forti ed un claim deciso, si chiede di non bere mai prima di guidare). Liniziativa invita tutti i cittadini, di ogni et ad una riflessione circa il pericoloso binomio fra sostanze alcoliche e guida.

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Campagne Informative

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Alcol e guida
Provincia di Bergamo - www.provincia.bergamo.it

arte in questi giorni la terza edizione di Alcol e guida il progetto dedicato alla prudenza sulla rete stradale nella provincia di Bergamo. Uniniziativa incentrata sullinformazione circa la pericolosa seduzione dellalcol alla guida; essa si rivolge soprattutto ai giovani, ed in modo particolare a quelli che frequentano i locali notturni nel fine settimana e, talvolta, abusano di alcol. Lintento far capire loro che lincidente si pu prevenire, che non si tratta di fatalit, ma dipende dai nostri comportamenti. Come stato per le precedenti due edizioni, scendono in campo la Provincia di Bergamo, il Corpo di Polizia provinciale e lassessorato alle Attivit Giovanili al fine di veicolare e supportare lattivit in tutti i comuni della bergamasca. A differenza degli altri anni, questa volta saranno coinvolte la Polizia provinciale e con quella Stradale, ai cui agenti assegnato il compito di distribuire tutta una serie di materiali di informativi (pieghevoli e di locandine formato cartolina) congiuntamente agli etilo-test monouso. Inoltre, la campagna di sensibilizzazione prevede la messa in onda di una serie di spot audio e delle videoclip (sovraintese dallassessorato alle Attivit Giovanili) che saranno proiettati nei cinema il prossimo dicembre, (periodo nel quale si registra il maggior numero di incidenti stradali nel fine settimana). La novit di Alcol e guida di questanno la collaborazione con la Polizia stradale, una sinergia operativa gi attuata quotidianamente dagli agenti sul territorio. Quando si dialoga con i ragazzi necessario, per le amministrazioni coinvolte, non criminalizzare i comportamenti ma avviare unopera di sensibilizzazione al problema.

India: una marcia funebre contro il fumo


Governo Indiano - http://mohfw.nic.in

a comunicazione istituzionale assume una semantica diversa e si modula per i diversi target di riferimento a seconda dei molteplici aspetti socioantropologici stratificati nelle diverse aree geografiche. In diverse latitudine del globo fare pubblicit sociale e/o sensibilizzare determinate fasce di popolazione (verso comportamenti responsabili) pu richiedere dei codici comunicativi non del tutto ortodossi; regole che assumono al contempo delle tinte quantomeno bizzarre agli occhi del pubblico occidentale. E questa una doverosa introduzione che serve a descrivere la nuova campagna contro il fumo finanziata dalle autorit indiane. Difatti, il Governo di Nuova Delhi ha attivato nei giorni scorsi un progetto decisamente singolare, finanziando linstallazione di accendini musicali agli angoli delle strade ed in numerose tabaccherie. Siccome una prassi comune in tutto il paese comprare le sigarette sia nel classico pacchetto che sfuse, lidea quella di accompagnare laccensione di una bionda con una melodia non beneaugurante che stimoli una seria presa di posizione contro il tabacco. Nello specifico ogni volta che vengono adoperati, questi dispositivi intonano un notissimo canto funebre sinonimo di morte, il Raam Naam Hai Satya. Il giocare sulla suggestione, facendo leva sulla paura sembra, comunque, dare i suoi frutti. Quasi tutti gli aspiranti fumatori che hanno tentato di usare questo apparecchio fuggono a gambe elevate non appena parte il canto funebre ind. Altri, invece, sono cos spaventati per la nuova offensiva anti-tabacco che gettano via la sigaretta, con buona pace degli ideatori delliniziativa.

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Planning Congressi

ON CHANCE AND CHOICE - FuRTHER COMPREHENSION OF RISKY DECISION-MAKING AND ITS PSYCHOBIOLOGY Expert Workshop on Gambling
Ente promotore: Istituto Superiore di Sanit - Reparto di Neuroscienze Comportamentali Sede Evento: Aula Marotta - Istituto Superiore di Sanit Viale Regina Elena, 299 00161 Roma Data: 05 marzo 2012 Indirizzo sede: Viale Regina Elena, 299 00161 Roma Telefono: +3906499031 Sito web: http://www.emmaweb.org Il Workshop e rivolto a medici, psicologi, psicobiologi e neuroscienziati interessati alla sperimentazione preclinica e clinica nel campo del gioco dazzardo patologico e dei processi decisori. Dottorandi, specializzandi e giovani post-doc sono incoraggiati a partecipare. Il termine di iscrizione stato prorogato fino al 30 gennaio 2012. Tutti gli interessati sono invitati a registrarsi on-line entro tale data (si veda la brochure informativa per ulteriori dettagli). Saranno ammessi un massimo di 60 partecipanti.on-line entro tale data (si veda la brochure informativa per ulteriori dettagli). Saranno ammessi un massimo di 60 partecipanti. Il Workshop organizzato da: Walter Adriani (Istituto Superiore di Sanit, Roma, Italia) Ruud van den Bos (Rudolf Magnus Institute of Neuroscience, Utrecht, Paesi Bassi).

NIDA/NIH days
Ente promotore: National School on Addiction - Dipartimento Politiche Antidroga (PCM) Sede Evento: Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (SSPA) Data: 12-13 marzo 2012 Indirizzo sede: Via dei Robilant n. 11 - 00135 Roma Telefono: +39 06335651 Sito web: http://www.dpaschool.it Modulo 3 del Programma formativo multidisciplinare per i professionisti del sistema delle dipendenze italiano, il programma della due giorni di lavori prevede: Il National Institute on Drug Abuse. Mission e vision - N. Volkow; I programmi innovativi di ricerca preclinica e clinica nelle dipendenze: lesempio delle neuroscienze (IRP-Intramural Research Program) - A. Bonci; La ricerca clinica e la translazione dei risultati nella pratica (CTN-Clinical Trial Network) B. Tai; I progressi della ricerca di laboratorio nello studio delle sostanze (IRP-Intramural Research Program) - M. Huestis; La valutazione di efficacia dei programmi preventivi: il protocollo SBIRT (DESPR- Division of Epidemiology, Services and Prevention Research) - W. Compton; La collaborazione bi-nazionale Italia-USA e la partecipazione a programmi di ricerca (INVEST-International Program) - A. Bonci.
Le iscrizioni al Programma formativo multidisciplinare per i professionisti del sistema delle dipendenze italiano sono chiuse. E comunque possibile partecipare come auditore previa formale domanda da inoltrare allindirizzo email direzionedpa@governo.it. La scuola, si rivolge agli operatori del settore delle dipendenze e offre un percorso di formazione annuale, ben strutturato, supportato da sistemi di e-learning finalizzato alla divulgazione di conoscenze di base multidisciplinari, sia sugli aspetti tecnici sulle dipendenze, che sulle politiche e le strategie istituzionali in materia. nazionali, europee e delle Nazioni Unite; Il programma didattico della Scuola rivolto a professionisti che richiedono una formazione aggiornata basata sullevidenza scientifica, che cercano modelli comuni di intervento in ambito di dipendenze e patologie ad esse correlate e che intendono apprendere nozioni di base e approfondimento nei diversi settori, per acquisire competenze multidisciplinari a 360. Si tratta dunque di operatori presso: il Servizio Sanitario Nazionale; il Terzo settore; la Pubblica Amministrazione; le Forze dellOrdine; il mondo Accademico e della Ricerca.

...segue da pag. 1 - Prevenzione: la famiglia fattore protettivo contro il rischio di dipendenza

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di psicologia clinica e psicobiologia, delluniversit di Santiago de Compostela in Spagna, ha effettuato una revisione della letteratura scientifica dedicata al ruolo della famiglia come fattore di protezione nei confronti delle tossicodipendenze. Sono stati analizzati 44 studi, pubblicati negli ultimi 30 anni, dei quali, tuttavia, solo 4 avevano come oggetto principale di analisi gli stili di vita familiari. Dallanalisi della letteratura, emerso che questi stili di vita vanno considerati in maniera multidimensionale e in associazione con altri fattori come la comunicazione, lincoraggiamento dellindipendenza, il controllo psicologico e comportamentale, nonch luso di droghe da parte dei genitori. Dallo studio degli stili di vita, gli autori hanno inoltre evinto che uno stile di vita pi autoritario risulta pi protettivo contro luso di sostanze rispetto a uno stile pi permissivo che, invece, pu aumentare il rischio di dipendenza nei figli in et adulta. Per queste ragioni, i ricercatori concludono osservando che, nelle ricerche future, potrebbe essere importante utilizzare diversi esempi e differenti strutture familiari per approfondire se ci sono differenze tra uomini e donne negli stili di vita familiare e, di conseguenza negli effetti, sulluso di sostanze.
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Planning Congressi

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Modulo 4 del Programma formativo multidisciplinare per i professionisti del sistema delle dipendenze italiano: La prevenzione
Ente promotore: National School on Addiction - Dipartimento Politiche Antidroga (PCM) Sede Evento: Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (SSPA) Data: 29-30 marzo 2012 Indirizzo sede: Via dei Robilant n. 11 - 00135 Roma Telefono: +39 06335651 Sito web: http://www.dpaschool.it Modulo 4 del Programma formativo multidisciplinare per i professionisti del sistema delle dipendenze italiano: La prevenzione. I contenuti della due giorni di lavoro sono: 1) Concetti generali, modelli e linee di indirizzo: dalle neuroscienze alla prevenzione; 2) Neuroimaging delladdiction; 3) La prevenzione selettiva e lapproccio educativo; 4) Early detection and early intervention; 5) La prevenzione degli incidenti stradali alcol-droga correlati; 6) Uso di precursori su fluido orale: il progetto Tox Test; 7) DRUG TEST nei lavoratori con mansioni a rischio.
Le iscrizioni al Programma formativo multidisciplinare per i professionisti del sistema delle dipendenze italiano sono chiuse. E comunque possibile partecipare come auditore previa formale domanda da inoltrare allindirizzo email direzionedpa@governo.it. La scuola, si rivolge agli operatori del settore delle dipendenze e offre un percorso di formazione annuale, ben strutturato, supportato da sistemi di e-learning finalizzato alla divulgazione di conoscenze di base multidisciplinari, sia sugli aspetti tecnici sulle dipendenze, che sulle politiche e le strategie istituzionali in materia. nazionali, europee e delle Nazioni Unite; Il programma didattico della Scuola rivolto a professionisti che richiedono una formazione aggiornata basata sullevidenza scientifica, che cercano modelli comuni di intervento in ambito di dipendenze e patologie ad esse correlate e che intendono apprendere nozioni di base e approfondimento nei diversi settori, per acquisire competenze multidisciplinari a 360. Si tratta dunque di operatori presso: il Servizio Sanitario Nazionale; il Terzo settore; la Pubblica Amministrazione; le Forze dellOrdine; il mondo Accademico e della Ricerca.

Behavior, Biology & Chemistry Conference: Translational Research in Addiction


Ente promotore: The University of Texas Health Science Center at San Antonio Sede Evento: LaQuinta Inn and Suites in San Antonio, Texas Data: 03-04 marzo 2012 Indirizzo sede: 4431 Horizon Hill, San Antonio, Texas Sito web: http://pharmacology.uthscsa.edu Questa conferenza di due giorni in Texas si concentra sugli aspetti della ricerca traslazionale nel campo delle dipendenze. Un meeting di alto profilo scientifico fra chimici, biologi e studiosi del comportamento. Lincontro fra le diverse professionalit partecipanti a questo appuntamento (biologi, docenti senior, chimici e psichiatri) rappresenta un momento di confronto tra diverse discipline. Unoccasione che serve a promuove nuovi approcci nuovi allo sviluppo di farmaci nel campo della biologia delle dipendenze. Behavior, Biology & Chemistry Conference: Translational Research in Addiction offre degli elementi di formazione stimolanti per giovani scienziati che sono a loro volta fortemente incoraggiati a presentare i loro lavori e di interagire con gli scienziati di alto livello.
SUBMISSION Send registration form, abstract form and application for travel award to bbc@uthscsa.edu or fax 210 567 0104. Mail registration fee (check payable to Pharmacology) to BBC, Department of Pharmacology MC 7764, University of Texas Health Science Center, 7703 Floyd Curl Drive, San Antonio, TX 78229-3900 .

...segue da pag. 3 - Drug Courts, una strategia efficace per il recupero e la cura delle persone tossicodipendenti un intervento perfettamente integrato e bilanciato fortemente orientato al recupero della persona (recovery). Credo che fino ad oggi questi settori (operatori socio sanitari da un lato e magistratura dallaltro) hanno lavorato troppo spesso separati, ma questa dicotomia deve e pu essere superata perch la finalit unica di tutte le organizzazioni la riabilitazione ed il recupero dei tossicodipendenti che hanno commesso reati in relazione al consumo di droga. Gli studi presentati al workshop dalla delegazione americana hanno dimostrato che, numeri alla mano, questo modello (Drug Courts) pu produrre una risoluzione delluso di sostanze fino al 75% nelle persone trattate (valutate nei 24 mesi successivi) con un risparmio enorme di costi e di sofferenza per la societ e per il singolo individuo. Il sistema giudiziario - come ha spiegato il giudice Robert Rancourt, durante il workshop - deve essere visto come una forza positiva per il sostegno della cura e del recupero e non solo una forza repressiva. Sono convinto, che lincontro ha confermato cos, non solo lidentit di vedute dei nostri due Governi nellaffrontare la lotta alla droga attraverso la prevenzione, ma anche la ferma volont da parte sia dellItalia che degli Stati Uniti di incrementare e rafforzare strategie comuni di contrasto alla droga a livello internazionale.
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