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TEOREMI DELLA DOMINAZIONE

Bernard Nol Michel Surya dirige Lignes, la sola rivista che, da dieci anni, osa trattare il politico come il luogo per eccellenza del pensiero; ha appena pubblicato Thormes de la domination, sottotitolato: (Il capitale, la trasparenza e gli affari), presso Talus dApproche, nella collana humeurs1. Il punto di partenza delle ottantatre proposizioni che compongono questo libro indicato in una breve prefazione, e in particolare in questo passaggio: Bisogna formularne qui lipotesi: gli affari non arrecano che apparentemente torto alla dominazione. Essi sono al contrario il mezzo di cui questultima si subito impadronita per sanare le condizioni del suo esercizio (per esonerarsi dagli eccessi che la condannavano). Ed intraprendere la pi grande operazione di giustificazione ideologica da essa mai intrapresa. Unoperazione tanto surrettizia non stata meno prontamente concettualizzata. Ed essa lo stata sotto il titolo di trasparenza. da molto tempo che nessuna parola ha goduto di uno statuto analogo. La dominazione attende da tutti la trasparenza, e tutti lattendono dalla dominazione... tutto invita a dire che la trasparenza stessa a mettere momentaneamente in atto la dominazione per aumentare d'altrettanto il suo impero, facendo tutto in modo che nessuno sappia quale sar n chi leserciter... Il libro si compone di Variazioni ( il nome che lautore dona loro), che senza tregua riprendono lipotesi, la sostengono, lanalizzano, la proseguono in un movimento disordinato che custodisce vivo lesercizio del pensiero. Michel Surya, qui come in Dfiguration e Olivet, scrive senza fiato, vale a dire al massimo della sua intensit. E nellespressione si ritrova qualcosa di sbrigliato, che interdice al lettore di restare inattivo. Da qui il tentativo che segue, non tanto di riprendere n di rispondere, ma di gettarsi nello slancio al fine di condividere il pensiero... La parola dominazione, per limpiego che ne fa Michel Surya, fonda un nuovo concetto. La dominazione non il potere, essa ne lo stato trasparente, secondo un epiteto di cui i Thormes stabiliscono la funzione. La differenza fra dominazione e potere pu ricondursi a questo: il potere era lesercizio della dominazione attraverso limposizione di costrizioni che ne manifestavano il carattere altezzoso. Il potere disponeva della forza,
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Tr. It.: Surya Michel, Della dominazione. Il capitale, la trasparenza e gli affari, casa di marrani, Brescia 2011.

dunque delloscuro, e fondava sulla sua capacit di violenza la sua superiorit. Il potere si appropriava cos della giustizia, ma non al punto da identificarsi a questa, dal momento che sapeva eventualmente rivendicare contro di essa la ragione di Stato. La dominazione non aspira allaltezza, e invoca volentieri la giustizia. Essa si sforza di rimpiazzare la costrizione con il consenso, e il superiore con il diffuso. Essa mira in fondo a regnare attraverso il contagio: il contagio della propria luminosit. Ben inteso, essa non ha tuttavia rinunciato al potere, ma lavora a metamorfosarne i procedimenti affinch esso non sia pi condizionato da metodi che, un giorno o laltro, ne denuncerebbero la relativit. Gli affari sono loccasione colta (o trasformata nel senso in cui i giocatori di rugby trasformano una meta) dalla dominazione per dar prova della propria trasparenza trasparenza che provoca ladesione per culmine di chiarezza e non pi la sottomissione mediante minaccia oscura. Bisogna sottolineare che tutti gli affari sono di ordine economico e che appaiono nel momento in cui la politica attivit che caratterizzava il potere gi rimpiazzata dalleconomia, attivit che caratterizza la dominazione. Il potere si situava al disopra della societ, in un punto da dove in effetti la dominava, quando invece la dominazione regna allinterno stesso della societ attraverso delle reti che si infiltrano in essa, e che si confondono con lattivit principale che divenuta leconomia. Al potere, che si esibiva volentieri, la dominazione ha fatto succedere una direzione discreta, che non ostenta che la sua necessit. Il potere tappezzava i superiori che bisognava servire. La dominazione rende i superiori invisibili, la sua maniera di servire la democrazia. La dominazione cancella i segni del potere al fine di raccoglierne tutto il senso. Non si mai parlato tanto di partizione quanto nei nostri tempi di confisca del bene pubblico. E mai cos efficacemente denaturato la nostra lingua, la quale giunge persino a far comprendere di un evento il contrario di ci che esso fu. Esempio: M. Jupp2 riceve M. Li Peng e lo invita a cena. Messo
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Lautore allude allincontro nonch incidente diplomatico del 12 aprile 1996 fra Alain Jupp, primo ministro francese, e Li Peng, suo omologo cinese.

al corrente, come esige il protocollo, del piccolo discorso con il quale sar accolto, M. Li Peng minaccia di non presentarsi alla cena se M. Jupp non ritira la tale allusione ai diritti delluomo. M. Jupp, per non ritirare niente, ritira tutto il suo discorso, e questa vigliaccheria diventa un atto di coraggio economico di fronte allacquirente cinese... Gli affari denunciano lantica relazione colpevole del potere e delleconomia: essi dimostrano che allepoca in cui il potere prevaleva sulleconomia esso dovette fare ricorso alla corruzione. In compenso, divenendo dominante sotto la dominazione, leconomia si trova purificata per la ragione che questa non dipende pi che dalle leggi del mercato, e non dalla politica, vale a dire da una competizione le cui regole sono perfettamente chiare. Che vinca il migliore! Tale il principale criterio morale della dominazione. Il vincitore si trova dotato di una qualit incontestabile la cui evidenza rifonda il gioco sociale nella semplicit. Gli affari servono a scartare coloro che non sono i migliori, e che dunque hanno indebitamente guadagnato. Nella stessa occasione, essi forniscono una lezione. Tutti gli affari implicano delle assegnazioni di mercato pubblico a societ private. Essi fanno sorgere un dubbio in merito alle qualit di ci che pubblico poich il cosiddetto pubblico, falsificando le regole della competizione, ha costretto il privato a ricorrere alla corruzione. Gli affari, non soltanto moralizzano lordine sociale, ma gli propongono il modello di un nuovo ordine, la cui chiarezza esige la distruzione del servizio pubblico perch, tenuto ai margini delle leggi del mercato o sfuggendo loro, questultimo oscura la competizione. Il potere era per natura corruttore poich era per natura oscuro di unoscurit che obbligava leconomia a trasgredire la sua chiarezza naturale per dedicarsi a oscure trattative. Il potere comporta sempre una parte nascosta, invisibile, mentre il mercato non dissimula niente: il suo meccanismo visibile. La comunicazione diviene un mercato, e che fa giustamente commercio del visibile dal momento che limmagine il suo principale prodotto. Questo mercato inglober presto tutta leconomia e dunque sar anche il luogo della dominazione. Perch tutto vi funzioni perfettamente, necessario che la libera circolazione delle immagini non conosca alcun intralcio, ma una tale libert suppone un tipo di scambio del tutto nuovo poich non pi sufficiente per lui 3

di disporre di unapertura da dove la sua merce possa circolare senza alcun freno, esso necessita nello stesso tempo di condizionare la sua ricezione, vale a dire il suo consumatore. Il mercato della comunicazione esige un nuovo tipo di scambi, per la ragione che la merce da questo proposta di un tipo del tutto nuovo: per la prima volta una merce mentale. La circolazione di questa merce non pu limitarsi a suscitare e a soddisfare dei bisogni ordinari, come lo fanno il cibo, larredamento, il vestiario o perfino le vacanze. La nuova merce sindirizza a ci che, fino ad allora, era considerato come sfuggente al commercio del mercato, rappresentando la parte nobile delluomo: il suo spirito. Il potere aveva spesso costretto lo spirito, laveva schiacciato, umiliato, ma ne riconoscevo al contempo il valore, cosa che lha condotto, ogni volta che ha preso un aspetto democratico, a sviluppare leducazione popolare e successivamente laccesso alla cultura. Daltra parte, poich segue questo sviluppo che il mercato della comunicazione si copre di unetichetta culturale. Non molto tempo fa, Bataille, Laure e Leiris situavano il sacro nella comunicazione, e di conseguenza facevano di questa il luogo dincrocio delle relazioni indotte dallalterit. Luogo di tenebre dove la chiarezza dellintelligenza affronta la bestialit originale e dove il desiderio di fusione amorosa lotta appassionatamente contro lopacit dellAltro per immolarlo al suo slancio... La comunicazione divenuta un mercato vuole evidentemente che il suo dominio riceva la chiarezza propria delleconomia. Per questo, essa riprende inconsciamente il sogno sacrificale dellamore al fine di purificare la propria relazione con il consumatore uccidendone lopacit... La dominazione cos al meglio del proprio ruolo nel mercato della comunicazione quando pretende scacciare loscuro affinch si dia dappertutto la trasparenza. In questo senso, gli affari rappresentano il sacrificio simbolico del potere e delle sue tenebrose corruzioni a vantaggio della chiarezza economica, la quale non saprebbe accontentarsi di privilegi n di favoritismi. Il potere, certo, non per questo sacrificato, ma eccolo in qualche modo disciolto nella sua propria chiarezza a tal punto da divenire invisibile nella visibilit generale. Questo paradosso la regola fondamentale della trasparenza, la cui limpidezza implica la soppressione delle antiche costrizioni divenute intralci al libero scambio mentale. Listituzione di questultimo si traduce nella nascita del consenso, il quale da allora va da s poich nessun individuo normale saprebbe 4

resistere allevidenza che genera la chiarezza. La societ di comunicazione, e non pi di contratto, che si sta costituendo di conseguenza sar una societ dacconsentimento allevidenza. Inseparabilmente, allevidenza stessa che la dominazione dovr ormai un potere che non passer pi per essere del potere ma del servizio. In tal modo, essa avr realizzato mediante il commercio dimmagini ci che nessun regime totalitario era riuscito a creare mediante lideologia: una naturale adesione. Per giungervi era necessaria una coincidenza perfetta tra leconomia e la dominazione, coincidenza che non sarebbe infatti potuta sopraggiungere se non dal giorno in cui il consumo della merce principale avesse trasformato ogni cittadino in aderente. Allora il flusso limpido e continuo delle immagini avr solidamente stabilito unapparenza nella quale ciascuno sar a suo agio ben pi che nella realt.
(Bernard Nol, Thormes de la domination, in Id., La Castration mentale, P.O.L., Paris 1997. Traduzione di Marco Tabacchini.)