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M a d r e d i t u t t e l e d i s g r a z i e
Helmut Hubner

Die Mutter aller Katastrophen

Il ritratto di Helmut Hubner in copertina della pittrice Milena Parlova. Traduzione dalloriginale : Di Roberto Vassallo

Premessa: Questo breve scritto di Helmut Hubner contro la religione o meglio, contro tutti i culti. Il suo grido di odio contro tutte le confessioni, ree, di avere fomentato lodio tra gli uomini. Sin dal momento in cui lessere umano si pose la domanda, se vi fosse mai una divinit genitrice e guida delle umane sorti, luomo si chiese come potesse essere questo nume e cio, che qualit sicuramente sovrannaturali fosse dotato, e a che pro. Luomo dal canto suo un animale limitato e il suo margine direttamente proporzionale alla misura del suo ego, pi il suo io dilaga, pi il suo limite si dimezza, sino a sfociare nellempio lago dellignoranza. Solo una razza suprema vagheggiata dapprima da Nietzsche e poi sommariamente idolatrata dal nazismo, poteva interrompere questo flusso ma aim o per fortuna, n luno e nellaltro poterono portare a termine il loro compito. Il superuomo, il suo mito, stato sconfitto da un potere che presto decreter la fine dellesistenza umana e cio dalla religione. Per Hubner curioso che qualcosa che predichi amore, porti, in effetti, odio e distruzione. Le religioni dunque esortano al rispetto, al reciproco perdono, alla carit, alla pazienza, alla fede, alla speranza e allamore, solo per se si tratti di appartenenti alla stessa congrega (leggi fede religiosa), chiunque ne sia fuori, o faccia parte di unaltra confessione, ecco che tutte queste belle regole non valgono pi. Solo la supremazia di un credo e legemonia di un dio superiore su uno inferiore, decreteranno il vincitore. Il nazismo e la religione per Helmut Hubner sono uguali, il credo pi forte dominer su quello pi debole, il dio pi potente disintegrer quello pi debole. Per Hubner, come hanno fatto per il nazismo cos si dovrebbe fare per le religioni, accozzaglia di inutili manoscritti, di leggi vetuste che non hanno pi ragione di essere, comandamenti scritti per uomini morti da millenni, ma evidentemente ancora ben vivi. La religione dunque lultimo baluardo di una societ ancorata a estinti valori che inibiscono lascesa delluomo al superuomo. Distruggendo tutte le religioni, tutte le confessioni, abolendo tutti gli dei, si cancelleranno cos di colpo milioni dinutili anni di storia e ridaranno allessere umano finalmente il poste che gli compete.
Roberto Vassallo.

Capitolo I. Maledico lintelligenza umana, perch di tanto intelletto nulla servito, se ancor ora a distanza di millenni saffannano a invocar un dio che il pronunciar solo il suo nome causa di scandalo e disgrazie. Rinnego la mia stirpe se ancor oggi son qui che viaggio tra i pianeti, conquisto mondi e debello antiche malattie ma ancora mi domando da dove io venga. Chio sia dannato che luomo che ho costruito mattone dopo mattone, ancora zoppica sotto il peso duna blasfema morale. Da che mondo mondo lantica stirpe umana saggrappava alla natura matrigna e in essa poneva le sue misere speranze di sopravvivenza, non avendo intelletto e sottostando alle primarie necessit luomo non ebbe molto tempo da dedicare al suo sviluppo. La caccia, la pesca, il trovar riparo la notte, il procurarsi cibo, un giaciglio e lacqua, il miraggio darrivar vivi il giorno dopo era gi una conquista. Il tempo passava e lumanit anche se lentamente si evolveva, e quando la posizione si fece eretta e luomo riconobbe il suono della sua voce, quando il suo occhio si schiuse e vide il riverbero del sole sulla sua pelle, sent la sensazione del calore, inizi la lenta disgregazione dellumana avventura. Quando luomo semplice cominci a porsi delle domande, ma non ebbe le giuste risposte, luomo furbo cre quella fitta ragnatela dinganni e sotterfugi, di bugie e falsit, che hanno il loro olimpo nel fatiscente mondo della superstizione e mistero. Nacque cos quella che poi i grandi onniscienti chiameranno religione. Un grande inganno capace di tener soggiogati i deboli come i potenti, i poveri come i ricchi, le piccole trib come le grandi nazioni, questa grande bugia, capace di smuover montagne, inabissare continenti, tramutare il giorno nella notte, capace di dare e togliere la vita, ma soprattutto capace di annientare la volont. Lo chiameranno dio, ecco il suo nome, un termine che abbia lo stesso significato per tutte le popolazioni, padre onnisciente, di tutto il creatore, essere onnipotente, giudice severo, dispensatore di felicit e portatore di castighi, reggente e governante dellumano cammino, giudice severo e carceriere sadico, otre dincommensurabile amore ma solo per i suoi figli diletti. Per chi crede in lui, per chi ubbidisca, per chi lo segua ciecamente e per chi si sottomette con gaiezza ai suoi capricci, leternit in unaltra vita. Ecco il vostro dio, ma chi lo manovra, come il burattinaio fa con il burattino lumana cupidigia, lavidit, legoismo assieme con lavarizia, sono le dita che muovono i fili di questo pupazzo e ci che dice al contatto con laria rarefatta dellignoranza diventa oro colato e come tale osannato. Sullignoranza le religioni hanno costruito le loro chiese, erette sinagoghe, innalzate moschee, edificato templi, creati baratri insormontabili, hanno costruito mura alte, potenti e indistruttibili che con i secoli si sono fortificate con il cemento dellipocrisia, ma che al loro interno hanno lasciato crescere il seme distruttore del dubbio.

Scrissero libri con dentro le leggi dellumana convivenza, ma gi vi erano state incise le condanne. Gi vi era stata profetizzata la fine, trascritta la sofferenza, disegnata lagonia, ma a che pro tutto questo? La religione scritta dagli uomini per gli uomini, chi tent di cambiarne il corso morto ammazzato, scomparso il mito del superuomo, estinto il pensiero, sepolta la ragione, imprigionata la scienza. Luomo stato scalzato dal suo trono e sostituito dallimmagine di se. Questimmagine idealizzata, ha il respiro umano, ha il pensiero umido come la terra concimata, ha la vista appannata come lo sguardo di un ubriaco, parla una lingua incomprensibile che ha solo bisogno di gente colta per poterla spiegare, questimmagine si ciba di carne e sangue, esige la verginit in pegno e il disprezzo per lunica cosa sacra su questa terra, la vita.

Capitolo II. Disse siamo nati uguali e luomo cre la diversit. Disse siamo immortali e luomo cre la morte. Disse siamo tutti figli dellamore e luomo cre lodio. Disse che il tempo delle nostre sofferenze sarebbe stato abbreviato, e luomo cre leternit. Disse siamo figli della luce e luomo cre il buio. Mand uomini a portare la sua parola per il mondo e quella parola stata distorta. Si fid degli uomini e gli uomini lo tradirono. Disse perdonate e luomo cre la vendetta. Disse abbiate fede e luomo cre lateismo. Disse non abbiate timore e luomo cre la paura. Le sue parole sono termini umani, fatti per essere compresi solo a chi capace di leggerne tra le righe. Luomo cre un dio a sua immagine e somiglianza e se questo dio cos smile alluomo tanto da usurparne il poso, io lo rinnego. Questa similitudine porter luomo a dichiarare guerra al suo creatore e quindi contro se stesso, perch lui dio ed pi forte di qualsiasi altra divinit. Soltanto tagliando la radice lalbero cattivo cesser di fare cattivi frutti. Solo deviando un fiume si evita lallagamento di una citt nella stagione delle piogge. Solo eliminando la causa si sopprimono gli effetti. Il dio degli uomini probabilmente non vorrebbe una guerra, ma gli uomini di quel dio, in nome suo ne fecero e probabilmente continueranno sino a che anche lultimo giusto sar estinto. Non esiste alcun uomo che possa ritenersi giusto, e che "non c' nessuno che faccia il bene, neppure uno" (Eccl. 7:20, Rom. 3:10).

Capitolo III Suonate le trombe, salite sui pi alti pennoni, tendete le vostre empie orecchie, quietate per un attimo la vostra ansia di potere, fermate le spade e chiudete i macelli. Oggi luomo parla e la sua voce come rimbombo di cannone si dipana ai quattro venti. Tenete a mente queste parole, perch se vero che mai pi vi saranno profeti, lultimo vento del nord porta con s lultimo presagio. Allora le notti si faranno inquiete, i giorni lunghi e angosciosi, i mesi dureranno anni e gli anni non avranno fine. Vedo una linizio di una guerra e dopo di essa unaltra e unaltra ancora e poi altre ed ecco che queste guerre si susseguono e si accavallano, sino a non poterle contare pi. Lessere umano rischier lestinzione, nazioni saranno annientate, il mare si colorer del sangue dei morti, la terra si ammorber dodio, le piante seccheranno, i bambini cesseranno di nascere, perch non vi saranno pi donne feconde, n uomini produttivi, il cielo si ammanter di nero perch, pure il sole prover vergogna di tanto scempio. Solo dallalto del suo scanno il dio creato dalluomo signoregger sui morti e sui vivi. Quando Eva si accorger di essere di nuovo gravida e non vorr che suo figlio venga sacrificato sullaltare di uneffimera speranza, chiamer a s unaltra Eva, e poi unaltra e unaltra ancora che vorr accanto lAdamo superstite. Assieme sinerpicheranno sino alle soglie dellantro del tempio di dio creato dagli uomini e lo uccideranno. Ogni religione sar abolita, ogni credo soppresso, ogni culto abrogato, gli idoli e i loro seguaci saranno messi a morte. Bruciate saranno le chiese e le moschee, i templi e le sinagoghe, bruciati i sacri libri fino a che pi nulla vi rimanga di consacrato! Solo allora luomo riprender coscienza di se, di ci che fu e di ci che ben presto sar. Sar libero di pensare e agire, sar libero di decidere, libero di essere e avere, libero dalla coscienza, libero dalla morale, libero di guardare avanti, libero da pregiudizi, libero dal dolore, libero dalla sofferenza, libero di vivere e morire senza render di conto a nessuno. Eva canceller lonta del peccato dal suo ventre e la colpa sar estinta e bruceranno nel fuoco delloblio tutti gli idoli umani. Lantico sogno delluomo torner cos a rifulgere nel cielo sempiterno e il suo mito sar scolpito nel marmo indistruttibile delleternit.

Capitolo IV. La nuova razza. Vedo un futuro limpido ora che lo scempio finito, quando la nebbia spessa di millenni di storia si dipaner con lo spuntare di un nuovo pensiero, quando la falsa morale che tenne incatenati gli esseri umani ai perversi meccanismi del dio fatto per gli uomini, quanto tutte le religioni saranno abolite, i falsi dei estinti e di ci che fu dogma non vi sar pi traccia, solo allora luomo potr chiamarsi uomo e sorreggere le sorti del suo pianeta. La legge che governer questo nuovo ordine, sar libera da pregiudizi, monda da ogni etica, equa e giusta nel giudicare, luomo sar giudicato dalluomo. Tutto ci che fu, non dovr pi essere, la nuova razza che dominer il mondo libera dal passato, sar finalmente una super razza, rinata come la fenice dalle sue ceneri e pronta per dominare il mondo. Tutte le polveri del passato saranno spazzate via dal vento del rinnovamento, luomo sar lunica ragione, lunico giudice da ora in avanti. Mai pi dei che nei secoli furono da sempre manipolati per costringere lessere umano in schiavit, mai pi dei a fomentare assurde guerre, mai pi predicatori a offuscare il pensiero. La religione che fu la madre di tutte le disgrazie, sar dunque abolita, e chi osasse continuare questo scandalo sia messo a morte. Solo luomo stato, e sar. Ecco, sento il rombo della terra che si scuote, i mari che si agitano, il cielo che si fa plumbeo, le grandi cattedrali si squassano, i sacri libri sincendiano, gli dei muoiono e luomo che risorge. Passi che dapprima grevi e incerti percuotevano come un tam-tam il nuovo suolo, si fanno mano a mano decisi e sicuri, la mano che prima debolmente impugnava il bastone, ora sicura percuote lascia, la voce che inizialmente era debole e fioca, ora poderosa u grve, non pi da una croce di legno scende il figlio delluomo, ma risale la china della montagna cui fu scacciato dallinizio del mondo. Destati o uomo, apri gli occhi, pulisci le tue membra dalla caligine, ritempra i tuoi muscoli atrofizzati dalla troppa inerzia, scuoti la tua mente assuefatta da troppe menzogne, impugna il bastone e distruggi il tempio, demolisci gli idoli, annienta le falsit, perch tu solo sei lartefice del tuo destino, lartigiano che forgia il suo fato, il condottiero che vince la sua battaglia. Avanti non pi ora di tentennare, non pi tempo di dubitare, non c pi tempo daspettare, presto quegli dei creati dagli uomini per soggiogare lumanit, faranno s che i loro seguaci si dichiarino guerra gli uni contro gli altri e nel solo sacro nome si uccideranno lun laltro e arriveranno i tempi della sofferenza e del pianto per tutta lumanit. Non lasciate che ci accada, fermateli prima che sia troppo tardi. Fine.

Biografia:

Helmut Hubner nasce a Berlino il 5 marzo 1904, sua madre Karoline Ehrlich di origine ebrea mentre suo padre Elias Hubner un valente tenente di cavalleria. Rimasto orfano del padre, il piccolo Helmut affidato ai nonni paterni residenti nella repubblica di Weimar, l in giovane nutrito dal nonno sia con le teorie di Friedrich Nietzsche sia con i modi di pensare di una nuova realt emergente che trova nel rifiuto di un socialismo logoro e inutile, un campo fertile per la nascita di quello che l a poco risorger con il nome di nazionalsocialismo. Abbracciata questa nuova fede il giovane Helmut si butta anima e corpo nella stesura di quello che sar il proseguimento di quel percorso che Nietzsche tracci con il superuomo. Hubner frequenta anche per un periodo il Bauhaus dove ha lopportunit di conoscere la scultura, la pittura e larchitettura.

La teoria dellinvoluzione e i difetti della razza, scritto nella prima giovent, descrive la discendenza dellessere umano direttamente dagli dei, che per un gioco beffardo del fato, ha visto luomo allontanarsi sempre pi e che nel suo cammino per ritornare a casa, stato trascinato nel vortice dellinettitudine e dei vizi. Questo, per il suo modo di vedere non poteva che essere stato un artifizio degli esseri inferiori (ebrei e minoranze etniche), per linvidia suscitata dalla loro posizione dinferiorit nel confronto della razza eletta.

Il mondo secondo Hubner quindi diviso in due categorie, padroni e schiavi. I primi, nati per dominare perch di origine divina, mentre i secondi creati per essere schiavi, perch senza alcuna origine. I tutto questo gioca il suo ruolo, la religione, denominata da Hubner, madri di tutte le disgrazie. La religione a differenza del pensiero di Karl Marx, non loppio dei popoli che offusca la ragione, bens un male da estirpare il pi presto possibile, perch sar proprio lo scontro tra le religioni a portare alla guerra finale, dove tutte le societ saranno distrutte in nome di una divinit che invece di amore foriera di odi.

Helmut descrive cos, una nuova societ, dove la religione abolita, messa al bando, fuorilegge, dove non esistono confessioni, dove la societ si regge sulle sue solide leggi, dettate da un buon senso civico, dove tutto perfetto e la scienza e tecnologia il metro di questo progredire verso il ritorno a casa, verso la divinizzazione completa dellessere superiore e al suo completamento del suo ciclo.

Lonta della madre ebrea. Una macchia si dipanava nella vita del giovane Hubner che gli avrebbe impedito quella scalata al successo sociale cui aspirava, sua madre. Karoline Ehrlich emigr dallIsraele in giovanissima et assieme alla famiglia che dopo un breve peregrinare in Europa con alterne fortune, finalmente approdarono a Berlino. Il padre di Karoline era un rabbino e un gran lavoratore e la madre, una devota moglie dai morigerati costumi. La semplicit di questa famiglia attir le attenzioni di un giovane fante di cavalleria Elias Hubner, che ben presto chiese la mano della giovane Karoline. Dalla loro unione nacque Helmut. Tutto fil liscio siano a quando Elias non mor e Helmut fu dato in affidamento ai nonni paterni, da quel momento i rapporti con la madre cessarono. Lonta come pi tardi Helmut la chiam, avvenne con lapplicazione delle leggi razziali volute dal nuovo governo nazionalsocialista. Il giovane Hubner si vide cos precluse molte strade causa proprio della razza di sua madre e a nulla valsero la negazione e il diniego, i ricorsi ai tribunali, per sempre Helmut si porter dietro quella macchia, troppo grossa da poterla nascondere e troppo pesante per poterla portare. una croce disse pi volte riguardo a sua madre, una croce dovio stesso sar crocefisso. Milena Pavlova. Questa giovane artista di origine russa, entra come un fulmine nella vita disordinata di Hubner, luomo quando la conosce, ha gi superato la quarantina, la ragazza invece poco pi che ventenne. Lei una dolce e premurosa, bambolina dai folti capelli biondi e dagli occhi verdi, dallincarnato pallido e dal fisico scolpito, lui un uomo amareggiato dalla vita e dalla societ, rude, poco incline alla conversazione, ma molto allo scrivere e alla birra. Le teorie della superrazza, presto svaniranno con lestinguersi del nazismo e Helmut lo sa benissimo. Conscio di ci, si gode la giovent che una ragazza come Milena gli dona.

I due girano per lEuropa, barcamenandosi come possono, sino a che Milena, innamorata di un uomo pi giovane e ricco di lui lo abbandona. Helmut Hubner si spegne suicida la fredda mattina del 1 Novembre 1950, aveva solo 46 anni.