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Hegel

La definizione dell'Assoluto
Se ogni definizione una relativizzazione, pretendere di definire l'Assoluto comporta necessariamente includere nella sua "definizione" ci che non pu rimanere escluso da lui, poich esso una totalit onnicomprensiva che non pu avere nulla fuori di s. Quindi si dovr definire l'Assoluto come unione di finito e infinito, ma anche come non unione e cio opposizione di finito ed infinito.

La critica a Fichte
Si detto che la filosofia di Fichte paragonabile a una semiretta, di cui si conosce il punto di inizio, ma di cui non possibile intravedere la fine.
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Hegel accusa Fichte in due punti: Fichte, pur tentando, non risolve

affatto il dualismo, poich assume l'oggetto come semplice ostacolo, comunque separato, come finzione voluta dall'Io, per esercitare la sua assoluta libert. L'assoluto visto semplicemente come un ideale da raggiungere, una meta che per non si realizza mai. In Fichte dunque c' la concezione dell'Assoluto come opposizione di finito ed infinito ma manca l'unione perch questo corre lungo la retta non raggiungendo mai il non Io che sempre gli si ripropone davanti. L'assoluto di Fichte un "cattivo infinito".

La critica a Schelling
Nella filosofia di Schelling, invece, l'Assoluto correttamente indicato come unione di finito ed infinito che vive nell'arte ma manca la caratteristica dell'opposizione poich per questa occorre che i due elementi dell'opposizione siano distinti mentre in Schelling costituiscono un'unit indifferenziata. Schelling pone l'assoluto in modo a-dialettico, come un'unit astratta priva di concretezza, perci Hegel afferma che il suo concetto dell'Assoluto paragonabile ad una notte in cui tutte le vacche sono nere. Qui vale la figura del cerchio dove come nell'unit indifferenziata ogni punto si confonde con il precedente. Un'altra critica rivolta all'intuizionismo schellinghiano; ossia la pretesa che la coscienza possa immediatamente innalzarsi al sapere attraverso quello che Hegel definisce "il colpo di pistola" dell'intuizione.

Identit fra ragione e realt [modifica]


Ci che razionale, reale; ci che reale, razionale. La ragione, a differenza di quanto affermava Kant, non semplicemente uno strumento della mente umana, bens un principio metafisico, che diviene e si sviluppa nel mondo. La razionalit dunque non pura astrazione, presente nel mondo come insieme delle leggi che lo regolano (infatti il mondo non una realt caotica, un susseguirsi disordinato di eventi, bens dominato da un ordine razionale). La realt ha una sua struttura razionale ("inconsapevole o alienata" nella Natura e "consapevole" nell'uomo). Se un'azione avviene, ci dev'essere un'altra azione che l'ha causata, dunque esiste un'affinit, o meglio un'identit fra essere e dover essere, dunque un evento che non necessario non si realizza. Con la prima parte della formula ("ci che razionale reale"), Hegel vuole dire che ci che ragionevole diventa realt, si attua in forme concrete. Un ideale razionale prima o poi si realizza. E se

non si realizza, vuol dire che non razionale. Quindi, secondo Hegel, gli ideali e i programmi politici che non si sono mai tradotti in atto, si sono dimostrati, proprio per questo, irrazionali e senza alcun valore, delle vane fantasie di esaltati. Per sapere se un programma o un'ideologia giusta, razionale, bisogna vedere se si attua concretamente nella storia.
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La seconda parte della formula ("ci che reale razionale") dice che in tutto ci che reale (nella natura e nella storia) si pu rintracciare un'intrinseca razionalit. La realt, cio l'insieme dei fenomeni naturali e degli eventi storici, non una materia caotica, caratterizzata dal caso, ma ha un suo sviluppo logico, poich il manifestarsi di una struttura razionale (l'Idea, o Ragione), che inconsapevole nella natura e consapevole nell'uomo. Tutto ci che esiste deve poter essere compreso. Non esiste veramente nulla che la nostra ragione non sia in grado di capire. Pertanto, il manifestarsi di un'azione reale rintracciabile nella sola Ragione, origine e procedimento del reale stesso.

Reale ed esistente [modifica]


Con l'affermazione suddetta della complementariet fra reale e razionale, Hegel non vuole comunque sostenere che tutto ci che accade da considerarsi razionale (e quindi necessario e giusto) nei minimi particolari. vero che il reale razionale, cio perfettamente necessario, ma non vero che tutto ci che esiste in un determinato momento da considerarsi reale. Hegel, infatti, distingue fra reale ed esistente. Solo gli aspetti pi profondi e universali dell'esistenza sono reali e quindi razionali. Invece, le manifestazioni particolari dell'esistenza (ci che contingente e inessenziale) non sono veramente reali. Ad esempio, sul piano politico, veramente reali non sono i sentimenti e le passioni degli individui, ma sono reali e razionali le istituzioni e soprattutto lo Stato. Analogamente, sul piano naturale, veramente reale non il singolo fenomeno, come, per esempio, l'iridescenza dell'arcobaleno, ma lo sono ben pi le leggi fisiche che lo determinano.Reale non , dunque, per Hegel, il particolare, l'individuo, ma l'universale.

La dialettica [modifica]
L'Assoluto, per Hegel, fondamentalmente il divenire. La legge che regola tale divenire - e cio la legge dell'Assoluto - la dialettica. La dialettica in primo luogo la legge della razionalit, cio il principio universale che fissa i rapporti fra i concetti opposti del pensiero. Ma la dialettica anche la legge della realt, cio chiave stessa dell'universo, dato che la realt (la natura e il mondo umano della storia) una manifestazione della razionalit. La dialettica una propriet dei pensieri e una propriet delle cose. Anche il mondo, in ogni sua parte, nella natura e nella storia, porta le tracce di questa legge. Il concetto di dialettica, nella tradizione filosofica, ha ricevuto significati diversi. Per Kant, dialettica l'attivit della ragione che si dibatte in insanabili contraddizioni quando abbandona il terreno dell'esperienza. Per Fichte dialettico lo sviluppo dell'Io che procede attraverso tre momenti: uno positivo (tesi), uno negativo di opposizione (antitesi), e uno di conciliazione degli opposti tramite limitazione (sintesi). Hegel riprende la concezione triadica fichtiana secondo cui i rapporti fra i concetti si articolano in tre momenti (tesi, antitesi e sintesi). Questi termini, per, Hegel li usa poche volte, preferendo un linguaggio un po' pi complesso:

il 1 momento definito intellettivo astratto , o l'idea in s per s (studiata dalla logica) il 2 momento definito razionale negativo o dialettico , o l'idea fori di s (studiata dalla filosofia della natura)

il 3 momento definito razionale positivo o speculativo , o l'idea che torna in s (studiata dalla filosofia dello spirito)

Il momento intellettivo astratto [modifica]


Il 1 momento intellettivo astratto consiste nel considerare i concetti opposti del pensiero come del tutto distinti e separati gli uni dagli altri. Questo modo di pensare i concetti opposti, come sussistenti di per s e senza influenze reciproche (il bene distinto dal male, la vita dalla morte, ecc.), opera dell'intelletto, che si lascia guidare dal principio di identit e di non contraddizione, secondo cui ogni cosa uguale a se stessa ed assolutamente diversa dalle altre. Per l'intelletto, ad esempio, il bene bene e basta, e per esistere non ha bisogno che di se stesso, la vita vita e basta, ecc. Si tenga presente che per Hegel l'intelletto la facolt del dividere, del classificare, che separa e irrigidisce i concetti. La ragione, invece, la facolt che li mette in movimento e ne coglie l'unit. L'intelletto il pensiero astratto, la ragione il pensiero concreto.

Il momento razionale negativo [modifica]


Nel 2 momento razionale negativo o dialettico, interviene appunto la ragione, che mette in evidenza i limiti dell'intelletto: infatti la ragione dimostra che ogni concetto, per essere compreso, non dev'essere isolato da tutti gli altri, ma, al contrario, va messo in relazione con la sua negazione, col suo opposto e l'opposizione per Hegel la molla della realt: il bene, per essere compreso, va messo in relazione coll'esperienza concreta del male, ecc. Infatti, il bene tale solo in rapporto al male: chi non conosce il male non conosce nemmeno il bene. Per spiegare ci che una cosa bisogna chiarire ci che essa non . Secondo Hegel, se isoliamo totalmente un concetto dal suo opposto, questo concetto perde di significato e addirittura si confonde e si rovescia nel suo opposto.

Il momento razionale positivo [modifica]


Nel 3 momento, razionale positivo o speculativo, la ragione si rende conto che ogni coppia di idee opposte si trova sempre contenuta in un'altra idea superiore che ne rappresenta la sintesi, ossia la loro correlazione. L'idea del vendere l'opposto di quella del comprare, ma l'una non pu sussistere senza l'altra, ed entrambe sono contenute nell'idea del commercio (sintesi) che le mette in correlazione. Il terzo momento detto anche della negazione della negazione, giacch in esso gli opposti vengono negati nella loro negativit (cio nella loro separazione) e affermati nella loro unit in un concetto superiore. Il terzo momento detto anche del superamento, parola italiana che traduce il tedescoAufhebung, che, in realt, ha due significati etimologici: 1 "togliere" (auf) 2 "conservare" (hebung). Infatti nel terzo momento gli opposti sono tolti dal loro isolamento e conservati nella loro unit.

Ma la sintesi, a sua volta, diviene tesi di una successiva triade, e cos via. In tal modo lo spirito passa da sintesi particolari a sintesi sempre pi vaste. Ad esempio, il mercato solo una delle componenti di una sintesi pi vasta, la societ, e questa di una sintesi ancora pi ampia, lo Stato, ecc. Il processo dialettico per Hegel non , per, a sintesi aperta, ma a sintesi chiusa. Se il processo fosse aperto, cio se non si concludesse mai, l'Assoluto non avrebbe mai il pieno possesso di se stesso. Di conseguenza, Hegel opta per una dialettica a sintesi finale chiusa, cio per una dialettica che ha un ben preciso punto di arrivo (lo Spirito Assoluto). Pertanto, solo la sintesi finale propriamente il Vero. La Verit definitiva si comprende solo alla fine del processo dialettico, quando ne abbiamo percorso tutte le articolazioni.