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Jacopo o Iacopo de' Barbari, conosciuto anche con i cognomi de Barbari, de Barberi, Barbaro, Barberino, Barbarigo o Barberigo (prob.

Venezia c. 1445 c. 1516), fu un pittore e incisore italiano caratterizzato da un particolare stile individuale. Nel 1500 si trasfer da Venezia per approdare in Germania, diventando il primo artista rinascimentale italiano di rilievo a lavorare in Nord Europa. I suoi rari dipinti superstiti (circa dodici) includono il primo esempio conosciuto di trompe l'oeil dellantichit. Di notevole influenza artistica furono anche le sue ventinove incisioni e tre grandissime xilografie, tra cui uno pi dei grandi capolavori della cartografia urbana, la celebre Veduta di Venezia. La sua prima opera documentata limmensa (1,315 x 2,818 metri, sei pannelli) e impressionante xilografia Veduta di Venezia del 1500. Il 30 ottobre 1500 la Repubblica di Venezia concesse all'editore tedesco Anton Kolb il privilegio di stamparla, dopo tre anni di lavoro impiegati sull'opera ad incidere minuziosamente i legni di pero delle tavole.[5] Questopera basata e trae le sue fonti dal lavoro di molti topografi. Fu considerata subito unimpresa spettacolare e provoc sin dallinizio un enorme stupore. [6] In una stampa successiva fu lievemente aggiornata da altri artisti, per tener conto della costruzione e modifica di grandi edifici della citt. La matrice xilografica originale tuttora conservata ed esposta presso il Museo Correr di Venezia. Oltre alla Veduta di Venezia, produsse due altre opere con la stessa tecnica, il Trionfo di un uomo su un satiro (tre pannelli) e la Battaglia fra uomini e satiri (due pannelli), entrambe rappresentanti uomini e satiri, che furono le pi grandi e sorprendenti xilografie figurative fino ad allora realizzate, costituendo per decenni il punto di riferimento delle migliori, grandi xilografie italiane. Queste opere potrebbero anche risalire ad un periodo precedente al 1500 e furono sicuramente influenzate dalle opere di Andrea Mantegna.

Veduta di Venezia e altre incisioni

Veduta di Venezia, particolare, Museo Correr, Venezia La sua prima opera documentata limmensa (1,315 x 2,818 metri, sei pannelli) e impressionante xilografia Veduta di Venezia del 1500. Il 30 ottobre 1500 la Repubblica di Venezia concesse all'editore tedesco Anton Kolb il privilegio di stamparla, dopo tre anni di lavoro impiegati sull'opera ad incidere minuziosamente i legni di pero delle tavole. Questopera basata e trae le sue fonti dal lavoro di molti topografi. Fu considerata subito unimpresa spettacolare e provoc sin dallinizio un enorme stupore. In una stampa successiva fu lievemente aggiornata da altri artisti, per tener conto della costruzione e modifica di grandi edifici della citt. La matrice xilografica originale tuttora conservata ed esposta presso il Museo Correr di Venezia. Oltre alla Veduta di Venezia, produsse due altre opere con la stessa tecnica, il Trionfo di un uomo su un satiro (tre pannelli) e la Battaglia fra uomini e satiri (due pannelli), entrambe rappresentanti uomini e satiri, che furono le pi grandi e sorprendenti xilografie figurative fino ad allora realizzate, costituendo per decenni il punto di riferimento delle migliori, grandi xilografie italiane. Queste opere potrebbero anche risalire ad un periodo precedente al 1500 e furono sicuramente influenzate dalle opere di Andrea Mantegna.

Storia dellincisione Legni incisi per le stoffe esistevano gi in Egitto, adottate dai Copti nel V e VI secolo d.C.La tecnica di origine cinese e le prime stampe su carta risalgono al VIII secolo d.C. L'incisione ebbe poi grandissimo sviluppo con l'invenzione e la diffusione della carta. In Europa fin dal XIV secolo si producono le prime xilografie (o silografie). Fra le pi antiche oggi esistenti, una delle pi note, anche per motivi religiosi, quella della Madonna del Fuoco di Forl[1]. Il pi antico testo che parla di legni incisi il "Trattato della pittura o libro dell'arte" di Cennino Cennini del 1437. Nel Cinquecento l'incisione diventa il mezzo per illustrare i primi libri a stampa. Grandi incisori per qualit di fermezza e decisione sono i pittori Holbein il Vecchio, Lucas Cranach e Drer. Nel XVI secolo si diffuse la tecnica di incisione detta a chiaroscuro con due, tre e quattro legni. Non si sa se l'invenzione sia da attribuirsi all'olandese Jost de Negker, che rivendic l'invenzione nel 1512, o al veneto Ugo da Carpi, che nel 1516 chiese alla Repubblica di Venezia il riconoscimento di paternit. Gli incisori utilizzano legni morbidi e facili da lavorare, tagliati nel senso della venatura. In questo modo si facilita il lavoro dell'incisore, ma le matrici si deteriorano velocemente. Gi all'inizio del XVI secolo il legno quasi abbandonato, sostituito dalle matrici in metallo. Tiziano: Negli stessi mesi degli affreschi padovani prepar i disegni per una perduta xilografia monumentale, il Trionfo di Cristo, opera densa di significati politici, ammirata da Vasari. Sempre il Vasari annot che Tiziano mostr fierezza, bella maniera e sapere tirare via di pratica, nella rappresentazione di una processione celebrativa della vittoria delle fede cristiana e dell'avvenuta e rinnovata pace tra Venezia e Roma. Ancora, come si vede, un tema civico e politico per un'opera che si richiama esplicitamente allo stile romano di Michelangelo e Raffaello filtrato attraverso Fra' Bartolomeo (a Venezia nel 1508) e le incisioni. Jacopo de Barbari conosciuto a Venezia per la monumentale xilografia raffigurante in toto la citt di Venezia cos come era nellanno 1500. Egli la complet, dopo tre anni di duro lavoro su sei tavole di pero, per una misura complessiva di metri 1,315 per 2,818, appostandosi ed eseguendo un rilievo di tutti i palazzi esistenti allora a Venezia e riportandoli in negativo sulle tavole di pero, con numerosi sprazi di vita quotidiana. Con le Galee in Bacino di San Marco, le imbarcazioni nei canali e nei rii, si contano numerose persone intente nel loro lavoro, ben 114 chiese e 103 campanili. Ricevette lincarico di eseguire lopera da un commerciante tedesco residente a Venezia nel Fontego dei Tedeschi, Antonio Kolb, che voleva portare nel suo paese un ricordo della citt per carpirne lassoluta particolarit ed eccezionale bellezza e poterla condividere con chi non avrebbe mai potuto vederla nella sua splendida cornice naturale. Si presume sia nato nel 1470, ma sicuramente veneziano di nascita. Dopo aver eseguito lopera che lo render famoso, si allontan da Venezia per andare a vivere nei paesi del nord Europa, da quei committenti che ebbero fiducia in lui e che gli commissionarono la veduta. La perfezione dei monumenti e dei fabbricati e la dovizia di particolari che la compongono offre ancora oggi a pi di cinque secoli dalla sua realizzazione, molteplici spunti per studiare la citt ed i suoi cambiamenti. Durante i primi anni del Cinquecento, la xilografia raggiunge la sua maturit di linguaggio il che permette agli incisori di essere celebrati alla stessa stregua dei grandi artisti contemporanei. La parte del percorso espositivo dedicata a questo periodo il cuore della mostra e documenta perfettamente laltezza dei risultati raggiunti che non saranno pi eguagliati nei secoli successivi.

La tradizione di incidere il legno si diffonde soprattutto nelle citt del Nord Europa. Grandi e misteriosi artisti sono Lucas Cranach, Hans Baldung Grien, Luca di Leida, solo per citare quelli di cui sono presenti i fogli. Per intuire il ruolo di Albrecht Drer sufficiente osservare le monumentali stampe dedicate a Massimiliano I. Si rimane atterriti infatti davanti alla grandiosit dell"Arco di trionfo" ed ancor pi avvicinandosi ai 92 fogli nei quali sono resi con dovizia e abilit i particolari anche i pi minuti. L"Arco di Trionfo" doveva essere portato gloriosamente in processione sullo stesso carro allegorico raffigurato dallartista in un altro collage di fogli che si pu vedere proprio accanto allArco. Nella "Grande Trinit" del 1511 si pu vedere la portata rivoluzionaria dellarte dreriana, che supera il linearismo delle origini della xilografia, per arrivare a forme che liberamente si espandono in tutte e tre le dimensioni dello spazio. Solo attraverso una perfetta padronanza della tecnica e grazie allimpiego delle graduali variazioni tonali era possibile ottenere effetti simili (si ricordi che nelle incisioni era impossibile correggere gli errori). Importanti furono i rapporti di Drer e del Nord Europa con Venezia, citt che conserv sempre una sua indipendente identit artistica rispetto al resto dItalia. Drer, che era molto stimato nella Repubblica veneziana, durante i suoi viaggi fu ospitato da artisti e uomini di cultura dellepoca. Reciproche furono le influenze: le stampe esposte sono state scelte tra il gruppo di fogli tratti dai disegni di Tiziano. Sono opere di grande valore, anche perch la scarsit di notizie e documenti ha permesso di riconoscerne solo una ventina, databili tra il 1508 e il 1530, il che lascia ancora aperto il discorso su questo momento importante della carriera di Tiziano, di sperimentazione nel nuovo medium xilografico. Osservando le incisioni di Ugo da Carpi, Nicol Boldrini e Domenico Campagnola, si possono rintracciare le caratteristiche tizianesche come la resa paesaggistica e la valenza espressiva del segno. Interessante vedere come Tiziano cerchi di rendere la sua tipica fluidit pittorica nel nuovo codice grafico lineare, come si pu notare nei particolari delle onde marine o delle nubi, nella grande scena della "Sommersione del Faraone" (1549), composta di 12 fogli. Nel 1516 Ugo da Carpi presenta al Senato veneziano una supplica per ottenere il riconoscimento della sua invenzione del chiaroscuro, tecnica cui dedicata una sezione della mostra, in cui spicca per bellezza il suo "Diogene", tratto da un disegno di Parmigianino. Il chiaroscuro era ottenuto attraverso limpressione di pi matrici (di solito tre o quattro, ciascuna con un colore diverso) sovrapposte e cercava chiaramente di restituire gli effetti coloristici del disegno e della pittura. Queste stesse finalit tuttavia determinarono la progressiva scomparsa della tecnica xilografica, essendole preferite tecniche come il bulino e lacquaforte meglio adatte al gusto del Seicento e del Settecento. Fu solo verso la fine dellOttocento che, con la scoperta delle stampe giapponesi (di cui si possono vedere alcuni esempi nella mostra), la xilografia venne riadattata, questa volta per sperimentare un nuovo grafismo essenziale ed espressivo che si contrapponesse alle morbide tradizioni accademiche. Lopera di Heckel "Franzi sdraiata" esemplare di come Munch e gli espressionisti trovassero nella xilografia quella carica espressiva che ben si concentrava nei tratti semplici come pure nel procedimento, anche simbolico, di incidere un materiale come il legno. La mostra dedica lultima sezione appunto al tardo Ottocento e al Novecento, con opere fra gli altri di Otto Dix, Franz Marc, Kandinsky, Matisse, Picasso, Echer e con molti italiani tra cui Cambellotti, De Carolis, Severini, Martini, Veronesi e Maccari e focalizza lattenzione su come molti artisti amassero, accanto alla loro consueta produzione, intraprendere il processo artigianale e quasi alchemico dellincisione su legno, momento di libert espressiva e di sperimentazione.