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Agostino Paravicini Bagliani

Bonifacio VIII, l'affresco di Giotto e i processi contro i nemici della chiesa. Postilla al giubileo del 1300
In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Moyen-Age, Temps modernes T. 112, N1. 2000. pp. 459-483.

Riassunto Agostino Paravicini Bagliani, Bonifacio VIII, l'affresco di Giotto e i processi contro i nemici della Chiesa. Postula al Giubileo del 1300, p. 459-483. Nell'affresco di Giotto, conservato in Laterano, alla sinistra di Bonifacio VIII, un chierico legge una bolla con le parole Ad perpetuant (rei) memoriam. Cosi viene introdotta anche la seconda bolla giubilare (22 febbraio 1300), il che, secondo Chiara Frugoni, conferma la tesi secondo cui l'affresco ricorda il primo Giubileo. Questa tesi viene qui esaminata sul piano diplomatistico e cerimoniale. Tra le bolle di Bonifacio VIII con le parole Ad perpetuant rei memoriam (di cui si d l'elenco completo), quelle contro i nemici della Chiesa e contro i Colonna sono da mettere in relazione con la cerimonia dei processi che il papa celebrava il Giovedi santo, all'Ascensione e il 18 novembre. Tra i cerimoniali e la scena dell'affresco (disegno dell'Ambrosiana) esistono numerosi punti di contatti, che permettono di ipotizzare che il papa fece affrescare una di queste cerimonie. Tale identificazione riapre per il problema della data, perch seri ostacoli esistono per la cerimonia del Giovedi santo del 1300 e per la promulgazione della seconda bolla giubilare.

Citer ce document / Cite this document : Paravicini Bagliani Agostino. Bonifacio VIII, l'affresco di Giotto e i processi contro i nemici della chiesa. Postilla al giubileo del 1300. In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Moyen-Age, Temps modernes T. 112, N1. 2000. pp. 459-483. doi : 10.3406/mefr.2000.3762 http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_1123-9883_2000_num_112_1_3762

AGOSTINO PARAVICINI BAGLIANI

BONIFACIO Vili, L'AFFRESCO DI GIOTTO E I PROCESSI CONTRO I NEMICI DELLA CHIESA POSTILLA AL GIUBILEO DEL 1300

In un recente volume sul Giubileo del 13001, Chiara Frugoni ha acco stato Celestino V e Bonifacio Vili in un modo molto suggestivo. Il prede cessore di papa Caetani aveva concesso il 29 settembre 1294 un'indulgenza plenaria che si sarebbe ripetuta ogni anno, il 29 agosto, giorno della sua in coronazione2. L'indulgenza doveva onorare la chiesa aquilana di Santa Mar ia di Collemaggio, nella quale Celestino V aveva ricevuto l'insegna del diadema impostoci sul capo. Le indulgenze di Celestino V saranno abolite dal suo successore3 ma influiranno in qualche modo su Bonifacio Vili. Ist ituendo il Giubileo nel 1300, ossia nell'anno che chiudeva un secolo e ne apriva un altro, e attribuendogli un ritmo centenario (contrariamente al giubileo ebraico, che si celebrava ogni cinquant'anni), Bonifacio Vili aff idava di fatto la memoria del suo pontificato ad un ritmo inesauribile di Giubilei, da celebrarsi ogni cento anni4. Celestino V aveva legato l'indu lgenza alla sua incoronazione; Bonifacio Vili istitu invece l'indulgenza giu bilare a Roma, nella Roma dei santi Pietro e Paolo. Il Giubileo divent cos manifestazione dell'autorit del papa, e Roma sostitu Gerusalemme. Chia ra Frugoni ha ragione : i pellegrini del 1300, visitando la basilica di San Pietro, avrebbero venerato s la tomba del Principe degli Apostoli, ma an che la casa del successore di Pietro, il pontefice5. 1 Ch. Frugoni, Due papi per un Giubileo. Celestino V, Bonifacio Vili e il primo Anno santo, Milano, 2000. 2 Per il testo latino si veda E. Psztor, Celestino Ve Bonifacio Vili, in Indulgenza nel Medioevo e perdonanza di papa Celestino V, L'Aquila, 1987, p. 61-62; trad. ital. Ch. Frugoni, Due papi..., p. 136-137. 3 Les registres de Boniface Vili (1294-1303), a cura di A. Thomas, M. Faucon, G. Digard e R. Fawtier, Parigi 1884-1939, n 850 (20 novembre 1295). 4 Sul carattere centenario del Giubileo bonifaciano, in relazione anche con il concetto di secolo, v. Ch. Frugoni, Due papi..., p. 179-186. 5 Ch. Frugoni, Due papi..., p. 188. MEFRM - 112 - 2000 - 1, p. 459-485.

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L'originalit del libro di Chiara Frugoni sui Due papi per un Giubileo per anche un'altra e riguarda da vicino il celebre affresco, tradizionalment e attribuito a Giotto, che si pu ancor oggi ammirare nella basilica di San Giovanni in Laterano, un frammento sulla cui interpretazione si discute ormai da pi di cent'anni6 senza che una tesi abbia prevalso in modo ine quivocabile sulle altre7. Chiara Frugoni arricchisce ora la discussione intorno a questo celebre affresco richiamando una coincidenza che va presa in considerazione con grande attenzione. Ma procediamo con ordine. Bonifacio Vili promulg la bolla del Giubileo Antiquorum habet il 16 il 17 febbraio 13008 e poich quel giorno risiedeva al Laterano, la bolla fu datata dal Laterano, in perfetta sintonia con le regole della cancelleria che datavano le lettere in corrispondenza del luogo in cui soggiornava il pontef ice. Soltanto pochissimi giorni dopo, per, Bonifacio cambi idea e decise di promulgare una seconda volta quella stessa bolla del Giubileo nella basi licavaticana. Il 22 febbraio, festa della Cattedra di san Pietro, il papa si re c a San Pietro, e, rivestito di una pianeta di seta dorata, annunci, nel cor so una cerimonia solenne, l'indulgenza del Giubileo, poi depose la bolla di dell'indulgenza sull'altare di san Pietro9. Quello stesso giorno, il papa promulg una seconda bolla, che esclude va dai benefici giubilali gli odiati Colonna, il re Federico d'Aragona e i sici6 Per altre informazioni bibliografiche, v., oltre al libro di Ch. Frugoni, Due pap i..., A. Paravicini Bagliani, Le chiavi e la tiara. Immagini e simboli del papato mediev ale,Roma, 1998, p. 74-76 e F. Gandolfo, Bonifacio Vili, il giubileo del 1300 e la log gia delle benedizioni al Laterano, in Romei e giubilei. Il pellegrinaggio medievale a San Pietro (350-1350), a cura di M. D'Onofrio, Milano, 1999, p. 219-228. 7 La tesi secondo cui l'affresco di Giotto illustrerebbe la scena dell'insediamento di Bonifacio Vili al Laterano stata proposta da S. Maddalo, Bonifacio Vili e Jacopo Stefaneschi. Ipotesi di lettura dell'affresco della loggia lateranense, in Studi Romani, 31, 1983, p. 145-146; cf. Id., Roma miniata, Roma affrescata. Tracce di un mito fra Trecent o e Quattrocento, in La storia dei giubilei, I, Firenze, 1997, p. 118-133. una tesi sug gestiva, cui avevo personalmente aderito, sebbene con qualche cautela, in // corpo del papa, Torino, 1994, p. 324 e in Le chiavi e la tiara..., p. 74-76. 8 Sulla data della prima bolla le informazioni a nostra disposizione divergono. Il registro di Bonifacio Vili da il 16 febbraio : Laterani XIIII kal. marcii. In tre codic i quattro consultati da Friedberg, per la sua edizione delle Extravagantes su communes, in cui la bolla del Giubileo fu accolta (1. V, tit. IX, cap. I, ed. Friedberg, II, 1892, col. 1303-1304), si legge invece : XIII kal. (17 febbraio!). Cf. A. Mercati, La lettera dello scrittore pontificio Silvestro sul giubileo del 1300, in Cronistoria dell'anno santo MCMXXV, Roma, 1928, p. 1197. 9 Les registres de Boniface Vili, n 3875 (A. Potthast, Regesta pontificum Romanorum inde ab a. post Christum natum MCXVIII ad a. MCCC, 2 vol., Berlino, 1875, n 24917).

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liani, considerati tutti (per motivi politici) nemici della Chiesa. Questa s econda bolla giubilare inizia con le parole Nuper per alias ed preceduta dalle parole Ad perpetuarti rei memoriam10. Queste ultime parole, ricorda giustamente la Frugoni, sono praticamente identiche a quelle (Ad perpet uarti memoriam) che erano state apposte sul cartiglio dell'affresco lateranense. La coincidenza deve essere effettivamente sottolineata, tanto pi che la bolla giubilare, datata dapprima dal Laterano ma promulgata poi in Vaticano, reca invece, prima dell'inizio del testo, le parole : Ad certitudinem presentium et memoriam futurorum. Dell'affresco di Bonifacio Vili, distrutto nel 1586, sopravvive solo un frammento, che fu conservato per richiesta speciale di Fulvio Orsini, cano nico del Laterano. L'affresco si trovava originariamente nella Loggia delle benedizioni che era stata costruita proprio da Bonifacio Vili, ma oggi vi sibile, pesantemente restaurato, sul primo pilastro destro della basilica di San Giovanni in Laterano contro la navata centrale (fig. I). Per nostra for tuna, un disegno acquarellato di Giacomo Grimaldi della fine del XVI secol o, conservatosi in un codice della Biblioteca Ambrosiana, ci permette di avere un'idea pi completa dell'intera scena (fig. 2)11. Secondo una tesi tradizionale ben nota, questo affresco raffigurerebbe Bonifacio Vili nell'atto di benedire la folla il giorno della promulgazione del Giubileo12. Poich per il chierico che sta alla destra del papa (per chi guarda l'affresco il disegno) legge presenta una bolla su cui si trovano scritte parole praticamente identiche a quelle che introducono la seconda bolla giubilare, Chiara Frugoni pensa che si pu dunque stabilire che l'a ffresco fu dipinto nel 1300 immediatamente dopo, e riconfermare il signi ficato eminentemente politico che Bonifacio Vili affid all'indulgenza ple naria13. Sempre secondo la Frugoni, le ragioni che avrebbero indotto Bo10 Viene riportata dallo Stefaneschi alla fine del suo De centesimo anno, cc. 30v-32v (si v. l'ed. del testo latino con trad. ital. in A. Ilari, La canonizzazione bonifaciana del Giubileo, in La storia dei giubilei..., I, p. 212-214). La Nuper per alias non stata inserita nel registro di lettere di Bonifacio Vili. Nelle altre copie, la data del 1 marzo : questa divergenza si spiega, probabilmente, per il fatto che Vili ca duto davanti a : kalendas. Il Potthast riporta questa bolla al 1 marzo 1300 (n 24922). A. Bzovius, nella continuazione degli Annales ecclesiastici del Raynaldus, XTV, Roma, 1618, p. 2 s., indica invece la data del 22 febbraio; sul problema della da ta della seconda bolla giubilare, cf. A. Mercati, La lettera..., p. 1195 n. 4. " E. Muntz, tudes sur l'histoire des arts Rome pendant le Moyen Age. Boniface VIII et Giotto, in Mlanges d'archologie et d'histoire, 1, 1881, p. 111-137. Il disegno conservato negli Instrumenta translationis di Giacomo Grimaldi, Milano, Biblioteca Ambrosiana, ms. F inf. 227, f. 8v-9r. 12 Sulla storia di questa interpretazione v. la bibliografia citata nelle nn. 7 e 8. 13 Ch. Frugoni, Due papi..., p. 222.

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nifacio Vili a far affrescare al Laterano la seconda bolla giubilare (anzich la prima)14 sarebbero le seguenti : la seconda bolla giubilare conteneva sia la promulgazione dell'Anno centesimo, sia l'esclusione dei nemici della Chiesa dal suo beneficio; inoltre, la bolla Nuperper alias si legava strett amentealle cerimonie del Gioved santo in Laterano che comprendevano le scomuniche contro i nemici15. Ed vero che il 7 aprile del 1300, Gioved santo, nella basilica lateranense, Bonifacio Vili, durante la messa papale, fece leggere alla presenza di una grande multitudine di fedeli il processo contro re Federico e i Siciliani, dichiarati eretici perch si opponevano alla Chiesa e favorivano i Colonna16. Quello stesso Gioved santo, Bonifacio Vili, dopo il processo contro i suoi nemici nella basilica lateranense con cesse la grazia [dell'abbreviazione per lucrare l'indulgenza plenaria] par lando alla moltitudine radunata all'aperto, in occasione della celebrazione della solennit del Gioved santo in Laterano, come scrive lo Stefaneschi17. Questa bolla non fu messa allora per iscritto (lo sar a chiusura del l'Anno centesimo); ma la successione, in uno stesso giorno, di queste due cerimonie, permetterebbe, secondo la Frugoni, di confermare l'attribuzio ne dell'affresco al Giubileo del 1300. Chiara Frugoni ha proprio ragione di accostare la seconda bolla Nuper per alias alle bolle papali che venivano promulgate in relazione con le cer imonie dei processi e questo accostamento costituisce una novit important e all'interno dell'ormai secolare dibattito sull'affresco di Bonifacio Vili. Ma prima di esaminare pi da vicino questo aspetto, converr ricordare che durante il pontificato di Bonifacio Vili la cancelleria papale ha pro mulgato numerose bolle in cui le parole Ad perpetuam rei memoram prece dono l'inizio della bolla stessa. Queste parole occupano, nel formulario del lelettere papali, il posto che veniva generalmente riservato alla inscrptio, ossia all'indicazione del dei destinatali. Il seguente prospetto indica in ordine cronologico tutte le lettere Ad perpetuam rei memoram che troviamo inserite nei registri delle lettere di Bonifacio Vili, oggi conservati all'Archivio Segreto Vaticano. Per nostra fortuna, gli autori dell'edizione dei registri bonifaciani, a cura dell'cole franaise de Rome, non hanno dimenticato di riportare scrupolosamente queste parole, che, come si detto, precedono l'inizio vero e proprio della bolla. Questo stesso riscontro non invece possibile nel repertorio delle let tere di papi compilato da August Potthast, perch l'erudito tedesco, nel re14 Ibidem. i5Op. cit., p. 223. 16 Les registres de Boniface Vili..., n 3879. 17 De centesimo anno, cap. VII, ed. A. Ilari, in La storia dei giubilei..., I, p. 203.

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pertoriare le lettere dei papi del Duecento che erano state fino allora pubb licate, non indica, anche perch non lo poteva fare sempre, le parole che precedono l'inizio della bolla18.

Lettere Ad perpetuam rei memoriam di Bonifacio Vili, ACCOLTE NEI SUOI REGISTRI (in ordine cronologico) 1295 Les registres de Boniface Vili, n 24, 770, 771, 772, 773, 774, 781, 778, 812, 178, 387, 412, 674, 846, 847, 848, 849, 850, 863, 658, 862 1296 Les registres de Boniface Vili, n 2346, 1040, 918, 1567, 1577, 1117, 1641, 1654, 1655, 1469 1297 Les registres de Boniface Vili, n 2330, 2335, 2388, 2347, 2348, 2389, 1851, 2032, 1984, 1991, 2354, 2352, 2390, 2148, 2222 1298 Les registres de Boniface Vili, n 2231, 2561, 2856, 2855, 2593, 2809 1299 Les registres de Boniface Vili, n 2970, 3354, 3058, 3130, 3418, 3087, 3123, 3159, 3352, 3409, 3225, 3421 1300 Les registres de Boniface Vili, n 3428, 3764, 3337, 3473, 387919, 388020, 3881, 3801, 3722, 3664, 3862, 3684, 3687, 3911, 3912, 3913, 3914, 3756, 3910, 3919, 3921 1301 Les registres de Boniface Vili, n 4327, 4151, 4162, 4312, 4413, 4420, 4299, 4422, 4445, 4321 1302 Les registres de Boniface Vili, n 5000, 4593-4594, 4514, 5015, 5016, 5019, 5020, 5021, 4730, 4756, 5382, 5087 1303 Les registres de Boniface Vili, n 4987, 5333, 5146, 5190, 5345, 5346, 5353, 5363, 5375, 5381, 5256, 5311, 5383, 5384, 5385, 5386, 5387 18 Potthast, Regesta pontifcum Romanorum, II, p. 1923-2024. 19 Per motivi sui quali torneremo pi in l (cf. p. 478 . 28), abbiamo inserito in questo prospetto anche le bolle 3879 e 3880, perch riguardano processi contro ne mici della Chiesa; si badi per che queste due bolle sono precedute, non dalle tradi zionali parole Ad perpetuam rei memoriam, ma dalle parole Ad certitudinem presentium et memoriam futurorum. Il senso di queste parole ovviamente del tutto analog o, la differenza va tenuta presenta, perch costituisce una variante rispetto a ma tutte le altre lettere bonifaciane legate alla cerimonia dei processi. La lettera n 3879 viene inoltre preceduta, sempre nel registro bonifaciano, dalla frase seguente, sorta di regesto : Processus habitus in die Cene Domini contra Fredericum et Siculos. 20 Come nella lettera precedente, le parole Ad certitudinem presentium et memor iam futurorum sono precedute nel registro bonifaciano da una sorta di regesto : Processus contra Januenses.

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Come si pu notare, in tutti gli anni del pontificato di Bonifacio Vili, la cancelleria papale produce bolle il cui inizio preceduto dalle parole Ad perptuant rei memoriam. Va subito osservato che all'interno di questo folto gruppo di lettere si riconoscono alcune categorie tipologie chiaramente definite : arbitrati ecclesiastici e civili, costituzioni, istituzioni di studia, provvedimenti beneficiali (soprattutto reservationes), ordinanze relative a tregue (soprattutto tra i re dei Romani, di Francia e d'Inghilterra) e cos via.

Lettere Ad perpetuam rei memoriam di Bonifacio Vili, ACCOLTE NEI SUOI REGISTRI (tipologia) Arbitrati ecclesiastici e civili : Les registres de Boniface Vili, n 24, 387, 412, 674, 836, 1117, 1469, 2032, 1991, 2593, 2809, 2970, 3058, 3059, 3130, 3062, 3087, 3159, 3764, 3664, 3862, 3684, 3687, 3756, 3910, 4312, 4299, 4321, 4593-94, 4514, 4730, 4987, 5146, 5363, 5311 Costituzioni : Les registres de Boniface Vili, n 773 (de conservatione), 774 (de mulieribus), 1567 (Clerici laicos), 1577 (de religiosis), 2354 (dichiara zione circa la costituzione Clerici laicos), 3409 (Detestande fertatis), 3473 (Super cathedram preeminentie) 5019 (de nullo loco ecclesiastico interdicto supponendo pro pecuniario debito), 5382 (Unam Sanctam), 5384 (circa le citazioni fatte in Curia). Revoche anticelestiniane : Les registres de Boniface Vili, n 770 (r evoca delle grazie concesse da Celestino V, 771 (revoca delle collazioni di Celestino V e Onorio IV), 772 (revoca delle collazioni di Niccolo IV), 850 (conferma della revoca delle indulgenze concesse da Celestino V a S. Maria di Collemaggio), 862 (divieto all'ex-cancelliere di Celestino V di intromett ersi nell'ufficio della cancelleria papale). Istituzioni di Studia : Les registres de Boniface Vili, n 658 (Pamiers), 5190 (Roma, Studium Urbis), 5256 (Avignone). Provvedimenti beneficiali (reservationes) : Les registres de Boniface

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Vili, n 863, 2346, 1040, 918, 2347, 2348, 1851, 3225, 3428, 3801, 4151, 4162, 4413, 4445, 4756, 5087, 5375, 5381. Tregue : Les registres de Boniface Vili, n 781, 812, 2930. Varia : Les registres de Boniface Vili, n 178, 179 (concessione di grazie al re d'Aragona), 2222 (sentenza contro il re di Svezia), 1641 (condanna di una nuova setta eretica), 2335 (denuncia di false lettere relative alla dispen sa matrimoniale per Sancio de Castella e Maria de Molinis), 3123 (Anselmo da Bergamo viene privato delle possessioni della Chiesa romana a lui con cesse a Medicina), 3337 (statuto per il Patrimonium beati Petti in Tuscia), 3352 (sostituzione nella basilica Lateranense dei canonici secolari con ca nonici regolari), 3919 (concessione della met della decima del regno di Francia al conte d'Angi), 3921 (riforma del capitolo vaticano), 4422 (s ospensione di ogni grazia concessa del re di Francia), 5000 (divieto di soddi sfarei crediti dovuti alla societ degli Ammanati, fuggiti dalla curia roman a), 5333 (Margherita, figlia del conte Palatino in Tuscia, viene privata dei feudi appartenenti alla Chiesa romana e al monastero di Sant'Anastasio ad Aquam Salviam), 5353 (assoluzione di tutti i sudditi dell'Impero e del regno dei Romani), 5383 (Luter contra audientiam, processus et appellationem regis Francie), 5385 (sospensione dell'arcivescovo di Nicosia Gerardo, che in cita il re di Francia alla rebellione), 5386 (sospensione di tutti coloro che nel regno di Francia hanno la facolt di concedere la licentiam regendi, docendi ac approbandi), 5387 (il papa riserva a s e alla Sede apostolica tutte le provvigioni delle chiese cattedrali e regolari di Francia, vacanti e vacature).

Da quanto precede non si pu non osservare che tra le bolle precedute dalle parole Ad perptuant rei memoriam figurano quasi tutte le pi celebri e in qualche caso anche controverse costituzioni bonifaciane : Clercis laicos, Detestande feritatis, Super Cathedram preeminentie e Unam Sanctam Un'altra sorpresa consiste nel fatto che numerose bolle bonifaciane Ad per ptuant rei memonam riguardano provvedimenti relativi a Celestino V, ed in particolare le celebri revoche anticelestiniane, pronunciate da Bonifacio Vili. Ma il gruppo pi numeroso di lettere bonifaciane che riportano le pa role Ad perptuant rei memoriam prima dell'inizio della bolla corrispondent e, due problemi che ci riconducono alla tesi formulata da riguardano Chiara Frugoni. Un numero veramente importante di lettere bonifaciane Ad perptuant rei memoriam riguardano infatti : a) processi contro i nemici MEFRM 2000, 1 32

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della Chiesa; b) provvedimenti contro i Colonna. quanto dimostra il se guente prospetto, che riporta ambedue questi tipi di lettere, che talvolta so no legati tra loro :

Lettere di Bonifacio Vili Ad perpetuam rei memoriam promulgate IN RELAZIONE AI PROCESSSI CONTRO I NEMICI DELLA CHIESA AL CONFLITTO con Colonna Data 1295 Mag. 12 Nov. 20 Vaticano Vaticano 778 846 Ascensione Ded. bas. ss. PP Processi contro i falsi cristiani che vendono armi ai Saraceni Processi contro il nobile Memardus, gi duca della Carinzia e del Tirolo Conferma dei processi contro gli Orvietani Processi contro coloro che in viano armi ai Saraceni e contro gli scismatici Processi contro i Pisani Conferma della revoca delle i ndulgenze concesse da Celestino V a S. Maria di Collemaggio Luogo N Reg. Festa Motivo lettera

Nov. 20 Nov. 20

Vaticano Vaticano

847 848

Ded. bas. ss. PP Ded. bas. ss. PP

Nov. 20 Nov. 20

Vaticano Vaticano

849 850

Ded. bas. ss. PP Ded. bas. ss. PP

1296 Nov. 20 Vaticano 1654 Ded. bas. ss. PP Rinnovo dei processi contro i fe deli cristiani che portano armi ai Saraceni Rinnovo dei processi contro i ri belli siculi

Nov. 20 1297 Mag. 10

Vaticano

1655

Ded. bas. ss. PP

Vaticano

2388

Processi contro i cardinali Co lonna e contro i discendenti di Giovanni Colonna (segue)

BONIFACIO Vili, L'AFFRESCO DI GIOTTO E I PROCESSI Data Mag. 23 Luogo Vaticano N Reg. 2389 Festa Ascensione Motivo lettera

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Conferma dei processi del 10 maggio 1297, e sentenze di con fisca e di esilio contro tutti i Co lonna e gli scismatici Sentenza contro i Colonna Cauzione di indennit a favore dei debellatores Columpnensium

Lug. 21 Sett. 14 Nov. 18

Orvieto Orvieto Vaticano

1984 2352 2390 Ded. bas. ss. PP

Processo contro i cardinali Co lonna e altri membri della stessa famiglia Revoca del processo relativo al Castrum di Airone, prov. di Pe rugia

Nov. 26

Vaticano

2148

1298 Genn. 8 Mar. 31 Mar. 28 Apr. 22 Vaticano Vaticano Vaticano Vaticano 2231 2833 2561 2856 Confisca dei beni di un fautore dei Colonna Processi contro i Colonna Confisca di beni di seguaci dei Colonna Concessione alla chiesa di Terni dei beni confiscati a fautori dei Colonna Idem

Apr. 27 1299 Apr. 16

Vaticano

2855

Laterano

3354

Gioved santo

Processi contro i cristiani che agiscono di concerto con i Sara ceni Costruzione di Citt Papale, presso Palestrina Sentenza contro Giovanni di Ceccano

Giu. 13 Giu. 13 Nov. 20

Anagni Anagni Vaticano

3416 3418 3421 Ded. bas. ss. PP

Processi contro coloro che porta no prohibitae ai Saraceni res (segue)

468 Data 1300 Apr. 7 Apr. 7 Mag. 1 Laterano Laterano Anagni 3879 3880 3881 Luogo

PARAVICINI BAGLIANI N Reg. Festa Motivo lettera

Gioved santo Gioved santo

Processi contro Federico d'Aragona e i Siculi Processi contro i Genovesi Sospensione dei processi gi promulgati, fino alla festa di san Martino Si sciolgono le sponsalta tra Do menico conte di Anguillara e Giovanna figlia di Stefano Co lonna Divisione di Zagarolo e del castrum Colonna Concessione ad Orso Orsini dei beni posseduti dai Colonna a NePi Concessione al card. Matteo Rosso Orsini del castrum Riviputei, gi dei Colonna Concessione a Gentile Orsini del castrum Normanni, gi dei Co lonna Idem, per Bertoldo Orsini Concessione di castelli, gi dei Colonna, a Francesco Orsini e a suo fratello Matteo de Monte

Giu. 22

Anagni

3722

Lug. 17 Sett. 10

Anagni Anagni

3862 3911

Sett. 10

Anagni

3912

Sett. 10

Anagni

3913

Sett. 10 Sett. 10

Anagni Anagni

3914 3915

1301 Mar. 30 Laterano 4327 Gioved santo Rinnovo dei processi contro co loro che portano res prohibitae ai Saraceni, contro Federico d'Aragona e i ribelli siculi, contro i Colonna e contro il comune di Genova (segue)

BONIFACIO Vili, L'AFFRESCO DI GIOTTO E I PROCESSI Data Nov. 20 Luogo N Reg. Festa Ded. bas. ss. PP Motivo lettera

469

Laterano 4420

Rinnovo dei processi contro colo ro portano res prohibitae ai che Saraceni, contro Federico d'Aragona e i ribelli siculi, e contro i Colonna scismatici e i loro fautori

1302 Apr. 19 Laterano 5015 Gioved santo Processi contro i cristiani che portano res prohibitae ai Saracen i, contro Federico d'Aragona, i Siculi, i Colonna scismatici e i loro fautori Processi contro omnes illos qui ad Sedem Apostolicam venientes vel redeuntes ab ea capiunt, etiamsi imperiali aut regali fulgeant dignitate Processi contro i cristiani che portano res prohibitae ai Saracen i Rinnovo dei processi (in capitulo XVIII" editi)

Apr. 19

Laterano 5016

Gioved santo

Mag. 31

Anagni

5020

Ascensione

Mag. 31 1303 Apr. 4

Anagni

5021

Ascensione

Laterano

5345

Gioved santo

Rinnovo dei processi contro co loro che etiam si imperiali aut regali fulgeant dignitate impe discono l'accesso alla Sede apos tolica Rinnovo dei processi contro co loro che portano res prohibitae ai Saraceni

Apr. 4

Laterano 5346

Gioved santo

Quali conclusioni possiamo trarre per il momento da tutte queste in formazioni? Almeno un fatto, e cio che tutte le lettere Ad perptuant rei memoriam che riportano processi contro i nemici della Chiesa sono state promulgate in relazione a tre feste : Gioved santo, Ascensione e Dedica delle basiliche dei santi Pietro e Paolo (18 novembre). Per comprenderne la ragione, ci si deve rivolgere al cerimoniale papale in vigore all'epoca di Bo nifacio Vili, il quale prevedeva infatti che il papa doveva celebrare i procs-

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si contro i nemici della Chiesa, in compagnia dei cardinali e dei prelati di Curia, proprio durante quelle tre festivit. L'indicazione, preziosa nel no stro contesto, contenuta nell'orcio XIV, un cerimoniale la cui attribuzione al cardinale Jacopo Caetani Stefaneschi non pu pi essere considerata va lida come tale, anche perch il risultato di elaborazioni successive che r isalgono agli ultimi decenni del XIII e ai primi decenni del XIV secolo. Pro prio all'inizio del lungo capitolo riservato ai processi, Yordo XIV afferma: Processus namque gnrales fiunt secundum consuetudinem approbatam triebus diebus in anno, videlicet feria quinta in Cena Domini, item in ascen sione Domini, item in dedicatione basilicarum Petr et Pauli2*. Ma anche Yordo XIII di Gregorio X, che risale agli anni 1272-1273, utile per la rico struzione del rituale dei processi22. L'esistenza di un accostamento cos preciso, tra le date delle bolle bonifaciane legate ai processi contro i nemici della Chiesa e le prescrizioni dell'orcio XIV relative alle feste in cui si dovevano celebrare tali processi, non pu ovviamente non incitare alla lettura approfondita dei cerimoniali papali duecenteschi che ci parlano di questi processi! infatti in gioco la possibilit di stabilire se, oltre alla concidenza segnalata da Chiara Frugon i, le parole Adperpetuam memoriam, presenti nell'affresco di Bonifa circa cio non vi siano elementi che permettano di mettere l'affresco in rela Vili, zione con i processi dell'Ascensione, del Gioved santo e del 18 novembre. Ma prima di procedere oltre, occorre avere presenti alcuni elementi che figurano nella parte superiore della scena tramandataci dal disegno del codice della Biblioteca Ambrosiana (fig. 2) che qui segnaliamo senza alcuna pretesa di esaustivit e lasciando da parte i problemi interpretativi di storia artistico-monumentale. Bonifacio Vili si affaccia ad un pulpito ed circondato da due chierici. Il chierico che sta alla sua destra (non per chi guarda il disegno) forse identificabile con il cardinale diacono Matteo Rosso Orsini, perch sembra presentare tratti analoghi con il perso naggio che incorona Bonifacio Vili in una miniatura del codice Vat. lat. 4933 (f. 7v) contenente il De coronatione sanctissimi patris domini Bonifatii pape odavi di Jacopo Caetani Stefaneschi23. Egli sembra comunque pi 21 II cerimoniale stato edito da ultimo da M. Dykmans, Le crmonial papal de la fin du Moyen ge la Renaissance, II, Bruxelles-Roma, 1981. Per la datazione si . per . Schimmelpfennig, Die Zeremonienbcher der rmischen Kurie im Mittelalter, Tubinga, 1973, p. 62-100. 22 Per l'edizione . Dykmans, Le crmonial papal..., I, p. 191-193, n 135-143; su data e composizione v. anche Schimmelpfennig, Die Zeremonienbcher..., p. 30-35. Vedi anche infra, p. 15. 23 La proposta stata fatta da S. Maddalo, Bonifacio Vili..., p. 145-146; cf. Id., Tracce di un mito... cit.

Illustration non autorise la diffusion

Fig. 1 - Bonifacio VI benedice la folla (d l'indulgenza o l'assoluzione?) al termine della lettura e dell'esposizione in volgare, di una bolla Ad perpetuam (rei) memoriam, conte nente processi contro i nemici della Chiesa, affresco mutilo, Roma, San Giovanni in Laterano.

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Fig. 2 - Bonifacio VITI benedice la folla (da l'indulgenza l'assoluzione?) al termine della lettura e dell'esposizione in volgare, di una bolla Ad perpetuam (rei) memoriam, conte nente processi contro i nemici della Chiesa, copia dell'affresco della Loggia lateranense, da Instrumenta translationum di Giacomo Grimaldi, fine del sec. XVI, Milano, Ambrosiana, ms. F. inf. 227, e. 3.

BONIFACIO Vili, L'AFFRESCO DI GIOTTO E I PROCESSI

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anziano del chierico tonsurato che sta alla sinistra del papa, il quale tiene in mano il cartiglio che lascia vedere le parole BONIFACIUS EPISCOPUS SERVUS SERVORUM DEI AD PERPETUAM MEMORIAM. Nessuno dei due chierici che stanno alla destra e alla sinistra del papa ha il capo rico perto, ma ambedue portano paramenti bianchi. Il papa invece rivestito del suo manto rosso e porta sul capo la tiara a due diademi. La posizione della mano sembra indicare che il papa sta per benedire, per concedere un'indulgenza un'assoluzione (ed eventualmente per predicare?). Alla destra e alla sinistra del papa si notano due folti gruppi di ecclesiastici prelati, che rivestono nella stragrande maggioranza paramenti liturgici bianchi. Ad ogni lato del papa, quattro prelati hanno la mitra sul capo, ma soltanto quelli che sono alla destra del papa portano dei piviali solenn i. Sempre alla destra del papa, nei ranghi pi all'indietro, si notano tre persone con vestiti di colore rosso : due hanno un cappello. Dietro queste due persone si nota una quarta persona il cui vestito non bianco (ma tendente al blu). Sempre alla destra di Bonifacio Vili ben visibile Yumbraculum, ossia l'ombrello che si portava sulla persona del papa durante processioni solenn i24.Alla sinistra del papa, dietro ai quattro prelati con mitra si nota un chierico che tiene nelle sue mani una (o pi) torcia accesa. Accanto a lui, una persona con vestito tendente al blu porta una corona. Dietro di lui ci sembra di poter scorgere la figura di un religioso, forse un domenicano. Tutte le altre persone di questa parte dell'affresco portano paramenti bianc hi.Al centro di questo gruppo si nota una croce, che deve essere identifi cata la croce che precedeva il pontefice durante le processioni. Sullo con sfondo sono visibili cinque alabarde ad ogni lato del papa. Queste alabarde erano forse tenute dai sergenti del papa25, che sul disegno dell'Ambrosiana sono comunque invisibili. Un'ultima osservazione. Il papa e i due chierici che gli stanno accanto guardano tutti e tre verso la folla che si trova sulla piazza, sotto e davanti alla Loggia delle benedizioni. Ma anche sette degli otto prelati con mitra r ivolgono il loro sguardo verso la folla. Non si comporta in questo modo pe r la maggioranza delle persone che sono ritratte nei ranghi all'indietro; molti di questi, in ambedue i lati, hanno infatti lo sguardo rivolto verso Bon ifacio.

24 Per altri esempi iconografici, v. A. Paravicini Bagliani, Le chiavi e la tiara...., ad es., ill. 26, 28, 29. 25 Sui milites al servizio di papa Bonifacio Vili, v. A. Paravicini Bagliani, La vita quotidiana alla corte dei papi del Duecento, Roma-Bari, 1996.

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Conviene dirlo subito : non mia intenzione proporre ora di ritrovare tutti questi elementi nei testi dei cerimoniali che descrivono la cerimonia dei processi di cui si detto pi sopra. Questo tentativo sarebbe comunque vano, se si pensa che l'unico frammento originario dell'affresco stato pe santemente restaurato, e non abbiamo dunque la possibilit di veriftcare in tutti i particolari l'attendibilit del disegno dell'Ambrosiana. Detto questo, una lettura dei cerimoniali permette di evidenziare punti di contatto non certo insignificanti che segnalo qui di seguito, in corsivo, senza pretendere di averli osservati tutti, e rinvio, secondo i casi, all'ori/o XIII e/o alYordo XTV. Per comodit del lettore, riporto pi sotto tutti gli articoli di questi due cerimoniali che descrivono la cerimonia dei processi, riprendendone il testo dall'edizione di Mare Dykmans. 1. Il papa si reca alla cerimonia, preceduto da una croce (ordo XIV, n4). 2. Il papa riveste il piviale rosso {ordo XIV, n 3; piviale rosso con aurifrisio solenne con perle : ordo XIV, n 4; piviale prezioso : ordo XIII, n 135). 3. Tutti i cardinali (ordo XIV, n 3) e i prelati di Curia devono essere ve stiti di bianco (ordo XIII, n 135; ordo XIV, n 3, 7). 4. Se il papa predica, e mentre predica, tutti, i cardinali cos come gli altri prelati, sono in bianco, ciascuno nel suo abito : i diaconi con dalmatica e tunicella, i preti con pianeta, i vescovi con piviale; i cappellani con la cot ta; i suddiaconi possono essere in tunicella, perch quel giorno devono es sere dodici (ordo XIV, n 7). 5. // cardinale diacono, a sinistra del papa, espone (volgarizzando : ordo XIV, n 9) la bolla del processo (ordo XIII, n 136; un diacono in para menti bianchi : ordo XIV, n 11). 6. // capellano a destra del papa legge la bolla di scomunica, ossia la bol ladel processo (ordo XIII, n 136; ordo XIV, n 10). 7. Dopo la lettura e l'esposizione della bolla del processo si accendono molte candele (ordo XIII, n 137; ordo XIV, n 14). 8. Tutti gli altri vescovi e i cardinali preti stanno a destra e i diaconi a sinistra (del papa), e tutti gli altri prelati sia a destra sia a sinistra, come possono. Tutti per guardano verso il popolo, con le mitre sul capo (ordo XIV, n 12). 9. Alla fine della cerimonia, il papa si rivolge brevemente al popolo (or do XIV, n 16), da l'assoluzione (ordo XIII, n 142) l'indulgenza (ordo XIV, n 16). 10. Il papa recede con i prelati di Curia, preceduto dalla croce (ordo XIV, n 19).

BONIFACIO Vili, L'AFFRESCO DI GIOTTO E I PROCESSI

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II rituale dei processi secondo cerimoniali papali del Duecento

I. L'ordo XIII, detto anche cerimoniale di Gregorio X (1272-1273), ed. M. Dykmans, Le crmonial papal, I, p. 191-193 ' 135-143. 135. Hora vero sexta ipsius diei venit papa, ut continetur in ordine, ad locum decenter paratum, cum tota curia, et omnes episcopi cardinales cum pluvialibus, presbiteri in casulis, diaconi in dalmaticis, subdiaconi in tunicellis, prelati omnes in pluvialibus colons albi, et alii capellani qui habent servire, in superpelliciis, et ipse dominus papa cum pretioso pluviali et mitra cum auro. Et ibi fit per ipsum dominum papam sermo. 136. Quo finito, papa residet in faldistorio, et leguntur per capellanum excommunicationes , et diaconus cardinalis exponit. Et sic de quolibet processu. 137. Quibus lectis et expositis, veniunt multe candele accense. Ex quibus ipse papa tenet aliquas. Et quilibet cardinalis et prelatus tenet suam accensam, et in terram proicit, extinguendo, dicendo Predictos omnes excommunicamus. Et tunc campane etiam simul sine ordine compulsantur. 138. Et hie queri posset quare sic candele accense proiiciuntur. Et respondetur quod, sicut cum candela accensa proicitur, extinguitur, sic per excommunicationem ab ecclesia cum eicitur, spiritus sancii gratia, que significatur in lumine, ab eo removetur. Et sicut in pulsatione ordinata ec clesia fidles congregai, sic inordinata infidles dispergit. 139. Adhuc vero queri potest quare hac die et in ascensione domini et in festo de dedicatione basilice duodecim apostolorum huiusmodi e xcommunicationes fiant in ecclesia, cum magis viderentur illis diebus silende, cum in diebus festivis actus iudiciales non debeant exerceri. Et respondetur quod est ilia ratio istorum trium. Primo, hac die Iovis sacramentum corporis et sanguinis Christi habuit principium, in quo omnes fidles communicant. Ad ostendendum vero quod excommunicati in hoc non communicant, eo die ab ecclesia exclusi ostenduntur. In ascensione vero legitur deus rogasse pro fidelibus, unde cantat ecclesia Pater sancte serva eos et cetera. Unde ostendit ecclesia quod pro hiis non oravit et eos tales denuntiat. In festo vero dedicationis ostenditur locus qui fidelibus ad orandum deputatur. Et quia infidelibus locus ille aptus non est, ipso die ab ecclesia expelluntur. 140. Et hoc etiam fit pro utilitate excommunicatorum, ut videntes se a tot bonis tantorum dierum excludi, facilius ad reconciliationis gratiam condescendant. 141. Ad diem vero festum respondetur quod hoc non est sententie pro-

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latio sed exclusionis ostensio et non per viam iudicialem sed ammonitionem et correctionem maternalem. 142. Qua predicatione et excommunicatione completa, fit confessio et sequitur indulgentie datio, que est talis : indigenis datur annus et quadraginta dies, extraneis duo anni et duo gradraginta dies, ultramontanis trs anni et trs quadraginta, hiis qui transierunt mare quatuor anni et quatuor quadraginta. Et fit absolutio per papam. 143. Et ea facta, vadit ad ecclesiam et facit omnia ut continentur in or dine, de missa et confectione crismatis et lotione pedum, in suis locis, et de datione presbiterii, quanta sint. Prelati coram papa veniant, ut dictum est in coronatione. Et ita etiam comedit.

II. Vordo XIV, d. M. Dykmans, Le crmonial papal..., II, p. 382-385, cap. 92, n' 1-19. 92. Qualiter et quibus diebus fiant processus gnrales 1. Processus namque gnrales fiunt secundum consuetudinem approbatam triebus diebus in anno, videlicet feria quinta in Cena Domini, item in ascensione Domini, item in dedicatione basilicarum Petri e Pauli. 2. Et predictis tribus diebus fiunt etiam aliqui processus spciales, prout expedit, sive contra aliquas communitates vel personas notabiles, etiam si reges vel imperatores essent, contra quos, eorum demeritis, ad monitionem, citationem, suspensionem, excommunicationem, interdictum et privationem, vel ad alias spirituales et temporales penas et sententias procederetur. 3. Et in processibus sunt omnes cardinales et prelati cune parati in aibis; dominus tarnen papa habet pluviale rubeum. Et alia observantur ut in fra proxime sequitur. 4. Feria quinta in Cena Domini, ordo qui sequitur observatur. Nam, dieta per dominum papam in camera tertia et sexta sine nota, habens ipse dominus papa stolam ad collum more consueto, et indutus pluviali rubeo, habente aurifrigium solemne cum pernis, et gestans mitram cum pernis, ministrantibus sibi duobus diaconibus indutis capis suis de lana, ut solitum est, hora tertia vel sexta, precedentibus ipsum cruce, diaconibus cardinalibus ac capellanis et aliis, progreditur ad locum solemnem et eminentem paratum, ad predicandum et ut fiant processus qui fuerint faciendi. 5. Ad locum perveniens sedet in faldistorio et recepii ad reverentiam cardinales et prelatos nondum paratos, licet quandoque parati ad reveren tiam veniant, de pressura timentes. 6. Qua reverentia facta, dominus papa sermocinatur ad populum in

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vulgari, assumpta tarnen auctoritate in latino, et breviter, quia multa eo die sunt peragenda; vel committit sermonem alteri, scilicet alicui episcopo vel presbitero cardinali. In sermone potest fieri mentio, si placet, de solemnitate diei, et aliquid etiam tangi de processibus faciendis. 7. Si ipse dominus papa sermocinetur, ipso predicante, omnes sunt par ati, tam cardinales quam alii prelati, in albis, singuli in suo habitu, diaconi in dalmaticis et tunicellis, presbiteri in planetis, episcopi in pluvialibus, capellani in succis et cocta seu superpellicio; subdiaconi domini pape possunt esse in tunicellis, qui ea die deberent esse duodecim. 8. Si vero aliquis episcopus vel presbiter cardinalis sermocinaretur, ipse predictus dbet esse paratus, sed alii cardinales et prelati possunt differre recipere paramenta quosusque incipiantur processus, vel quousque diaconus cardinalis ipsos incipiat vulgarizare. 9. Sed in omnem eventum duo diaconi qui ministrant domino pape, et ille diaconus qui dbet vulgarizare processus, et unus episcoporum, saltem qui prdicat, possunt recipere paramenta, statim facta reverentia, ut sint magis parati ad suum ministerium exequendum. 10. Sic igitur iste consuevit esse ordo ut dominus papa, veniens ad l ocum processuum, in faldistorio sedeat, eatur ad reverentiam, fiat brevis sermo ad populum, per papam vel per aliquem cardinalem, revertatur do minus papa ad sedendum si predicavit, aliquis capellanus - vel plures, si sunt plures processus - in cotta et succa stans versus populum, cito et ingelligibiliter legant processus in nota, ad modum quo leguntur lectiones in eccle sia,unus diaconorum in paramentis albis, tenens mitram in capite, versus populum lectum processum per capellanum saltem in substantia vulgarizet, et deinceps, secundo processu lecto, idem diaconus vulgarizet. Idem fiat et eodem ordine si fuerint plures processus. 11. Et sciendum quod processus communes qui fiunt contra hereticos, et contra piratas maris, et contra imponentes nova pedagia, et contra falsarios bulle, et contra portantes prohibita Sarracenis, et impedientes euntes et redeuntes ad curiam, non consueverunt omitti. 12. Quibus peractis dominus papa ascendit pulpitum, versus ad popu lum, duobus diaconibus assistentibus, uno a dextris, altero a sinistris, et uno episcopo a dextris. Ceteri vero episcopi et presbiteri cardinales prout lo cus patitur stent a dextris, et diaconi a sinistris, et alii prelati sive a dextris sive a sinistris, prout poterunt. Omnes tarnen inspiciant populum, cum mitris in capite. 13. Tunc dominus papa stans, versus ad populum, aliquid potest dicere de processibus lectis et expositis, prout sibi placet, scilicet quod ipsos approbat, ratificai et facit prout lecti sunt et sicut diaconus exposuit. 14. Et circa ultimum verborum, habens aliquos torticios accensos in

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manu proicit ipsos dominus papa versus populum ad terram. Hoc ipsum faciunt singuli cardinales et prelati, tenentes tantummodo singuli unum torticium in manu nichil dicentes cardinales et prelati. Et cum candele proiciuntur debent campane ecclesie inordinate pulsali. 15. Completis processibus, diaconus ministrans summo pontifici a sinistris, deposita sibimet mitra et digitis utriusque manus ante pectus invicem in oppositum cancellatis, dicit alta voce : Confiteor Deo, cum nota more solito. 16. Quo finito, dominus papa resumit valde breviter ad populum, maxi me ipse predicavit, quod sicut inobedientes et mali debent penas et gra si ves processus de sua malitia reportare, sic boni et obedientes debent gratias et premia obtinere, et dot indulgentiam omnibus qui interfuerunt predicationi et processibus vel alten ipsorum. 17. Que talis consuevit esse : indigenis datur annus et quadraginta dies; extraneis duo anni et due quadragene; ultramontanis trs anni et trs quadragene; hiis qui transierunt mare quatuor anni et quatuor quadragene. 18. Tunc diaconus ministrans a dextris deponit mitram domino pape, qui manibus elevatis sicut cum dicit orationem in missa, facit absolutionem, dicendo clara voce sicut consuetum est in Sit nomen Domini benedictum, videlicet : precibus et meritis, etc., et responso Amen, dicit similiter : Indulgentiam, etc., et responso Amen, ultimo dot benedictionem, dicendo et signando populum : Et benedictio Dei omnipotentis, Patris et Filii et Spiritus sancti, descendat super vos et maneat semper. 19. Post hec, reposita sibi mitra per diaconum, vadit ad ecclesiam, cruce, ceteris cardinalibus et prelatis, subdiaconibus et capellanis, paratis ut prius, ipsum precedentibus, et ibi, facto vel omisso Sit nomen Domnini, ut sibi placet, omnia peragat ut in ordinario continetur et dictum est supra. L'analisi dei cerimoniali papali dovr essere approfondito, sia per verificare la validit del tentativo di porre il rituale dei processi contro i nemici della Chiesa in relazione con l'affresco di Bonifacio Vili, sia per rintraccia re punti di contatto. Va subito detto che alcuni elementi presenti ulteriori nell'affresco non figurano negli ordines. Ci vale, ad esempio, per le alabar de, Yumbraculum ed anche la tiara : secondo gli ordines, il papa doveva in quelle cerimonie portare la mitra (con oro : ordo XIV, n G 135; con perle : or do XIV, n 4). Ma queste divergenze sono proprio tali da costituire un ve ro ostacolo per un raffronto? Il problema andr valutato con cura, ma ci sembra lecito esprimere fin d'ora l'ipotesi che l'affresco potrebbe riprodur re una cerimonia dei processi che Bonifacio Vili volle arricchire di element i (ombrello, tiara, alabarde e cos via) non previsti dal cerimoniale, pro-

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prio per sottolineare l'affermazione della sua autorit e legittimit di papa e dunque anche il carattere politico della cerimonia. Il problema comunq ue rimane anche per ovvi motivi storico-artistici. Insomma, la discussione intorno all'affresco di Bonifacio Vili non si arrester certo con questo tentativo di leggere il disegno dell'Ambrosiana alla luce dei cerimoniali pontifici dei processi contro i nemici della Chiesa. Va per sottolineato un fatto, e cio che un simile raffronto, oltre ad essere sostenuto da un ragguardevole numero di punti in comune, trova un per fetto riscontro con quanto ebbe a dire l'umanista Bartolomeo Sacchi detto il Platina (1421-1481) nella sua biografia di Bonifacio Vili. In questa che del resto anche la pi antica fonte che offre un'interpretazione del celebre affresco, si legge che : II medesimo Bonifacio costru la loggia... presso la basilica lateranense dove si svolgono il Gioved santo le cerimonie delle maledizioni. In questo stesso luogo colp con l'anatema sia Filippo di Francia che i Colonnesi26! Se, dunque, l'alto numero di punti in comune, tra la scena dell'affresco (disegno dell'Ambrosiana) e i cerimoniali pontifici duecenteschi ci permett e di ipotizzare che Bonifacio Vili fece affrescare nella Loggia delle benediz ioni lui fatta costruire al Laterano una delle tante cerimonie in cui si da procedeva alla lettura dei processi contro i ribelli e i nemici della Chiesa, una prima importante conseguenza sulla storia del medesimo affresco r iguarda il problema della data. Quale cerimonia Bonifacio Vili volle ricor dare nell'affresco? La domanda sorge spontanea, alla luce di un altro dato di fatto che emerso da queste ricerche, ossia l'alto numero di lettere bonifaciane con le parole Ad perptuant rei memoriam che l cancelleria papale produsse e inser nei registri di lettere di questo papa. Non vi dubbio che il lungo elenco di lettere che abbiamo dato pi sopra impone un riesame ab initio del problema della data. Ci anche perch, oltre alla necessit meto dologica di verificare ogni data possibile, la proposta di accentrare tutta l'attenzione sul Giubileo, pur avendo una sua validit, incontra perplessit sulle quali ci si deve soffermare con cura. Ostacoli esistono in relazione sia con la cerimonia del Gioved santo, 7 aprile 1300, sia con la promulgazione della seconda bolla giubilare Nuper per alias, avvenuta il 22 febbraio 1300.

26 Idem quoque suggestum condidit [...] apud basilicam Lateranensem quo execrationes in coena Domini fiunt. Quoque in locu et Philippum regem Franciae et Columnenses anathemate notavit : Platynae historici liber de vita Christi ac omnium pontificum, ed. E. Gaida (R.I.S.2, III/I), Citt di Castello, 1912-1932, p. 261, cit. da Maddalo, Bonifacio Vili..., p. 130; cf. Ch. Frugoni, Due papi..., p. 251 n. 84. A propos ito dell'affermazione del Platina relativa alla scomunica lanciata contro il re di Francia Filippo il Bello, v. infra, n. 36.

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Cerimonia dei processi del 7 aprile 1300 1. La data del 7 aprile 1300 di per s interessante, perch, come ha r icordato la Frugoni, in quel Gioved santo Bonifacio Vili procedette, come gli altri anni, alla cerimonia dei processi ma parl anche alla moltitudine radunata all'aperto, concedendo la grazia dell'abbreviazione per lucrare l'indulgenza plenaria. Il problema che se Bonifacio Vili ha voluto ricor dare nell'affresco la cerimonia del 7 aprile 1300 e il Giubileo, perch non ordin allora di mettere per iscritto l'abbreviazione per lucrare l'indulgen za ma aspett la fine dell'Anno giubilare per farlo? plenaria, 2. Se la bolla che vediamo affrescata con le parole Ad perptuant rei memoriam deve essere messa in relazione con la cerimonia del 7 aprile 1300, in cui Bonifacio Vili process Federico d'Aragona e i Siculi, nemici della Chiesa, perch proprio la bolla corrispondente27 preceduta, nel regi stro di Bonifacio Vili, dalle parole Ad certitudinem presentium et memor iamfuturorum e non dalle parole Ad perpetuarti rei memoriam che figu rano peraltro in tutte le altre bolle bonifaciane riguardanti la cerimonia di processi contro i nemici della Chiesa28? Certo, la differenza tra queste due formule non di sostanza, ma diventa un problema se si vuole raffrontare le parole del cartiglio dell'affresco con la bolla del Gioved santo 7 aprile 1300. Come pensare, infatti, che la scena dell'affresco ricordi la cerimonia dei processi del 7 aprile 1300, se le parole Ad perptuant memoriam del car tiglio non corrispondono con quelle che precedono la bolla corrrispondente? 3. Si gi detto dell'importanza che riveste, nell'affresco (disegno dell'Ambrosiana), la presenza di una figura di re (con corona) nel gruppo di persone che stanno alla sinistra del papa. Ora, il fatto che nessun re fos se presente a Roma il 7 aprile 1300 costituisce un ulteriore ostacolo che non pu essere sottaciuto. Promulgazione della seconda bolla giubilare (22 febbraio 1300) 1. La difficolt di potere identificare nell'affresco la bolla del 7 aprile contro Federico d'Aragona e i Siculi diventa ancora maggiore se si ipotizza che Bonifacio Vili abbia voluto contemporaneamente farsi rappresentare mentre promulga la bolla che esclude dall'indulgenza (giubilare) i nemici 27 Les registres de Boniface Vili, n 3879. 28 Ad eccezione della seconda bolla promulgata il 7 aprile 1300 (Les registres de Boniface Vili, n 3880), relativa al processo contro i Genovesi, preceduta anch'essa dalle parole Ad certitudinem presentium et memoriam futurorum; cf. pi sopra, p. 463 n. 19.

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della Chiesa, fra cui campeggiano il re Federico e i Colonna29. Un primo problema sorge quando si pensa che la seconda bolla giubilare non fu pro mulgata all'interno di una tradizionale cerimonia dei processi, cos come la descrivono gli ordines e cos come ci sembrato di riscontrarla nel disegno dell'Ambrosiana. Il 22 febbraio 1300 non era una delle date previste dal r ituale pontificio per una simile cerimonia; inoltre, i gesti rituali compiuti da Bonifacio Vili in quel giorno li conosciamo bene, perch ci sono stati rac contati dal cardinale Jacopo Caetani Stefaneschi, nipote del papa, nel suo De centesimo anno. Come pensare dunque che Bonifacio Vili abbia voluto farsi rappresentare mentre annuncia la seconda bolla giubilare, se la pro mulgazione di questa bolla non avvenne durante una cerimonia dei process i i nemici della Chiesa che l'affresco sembra veramente riprodurre? contro 2. Come pensare inoltre che Bonifacio Vili abbia ordinato di affresca re la promulgazione della seconda bolla giubilare nella Loggia delle bene dizioni al Laterano, una basilica che egli non volle inserire tra quelle che i pellegrini dovevano visitare per ottenere l'indulgenza del Giubileo? 3. Se Bonifacio Vili volle ricordare nell'affresco la promulgazione del la seconda bolla giubilare che esclude i Colonna dai benefici del Giubileo, perch la bolla del 7 aprile 1300 contro i nemici della Chiesa, che, stando a questa ipotesi, inevitabilmente deve essere collegata all'affresco, non con tiene una condanna esplicita dei Colonna medesimi? L'unico riferimento ai Colonna in questa bolla indiretto, avviene ci soltanto quando il papa accusa Federico di essersi reso colpevole di averli ospitati. 4. Come conciliare, infine, la presenza di un re nel gruppo di persone che stanno alla sinistra del papa, e il fatto che nessun re era presente a Ro ma, n il 22 febbraio, n il 17 aprile 1300? Queste difficolt e perplessit allontanano la possibilit di rintracciare il Giubileo nell'affresco di Bonifacio Vili, se non altro perch implicano la necessit di riesaminare ab initio la scelta di una data plausibile per la cer imonia affrescata da Giotto. Esse non eliminano per ipso facto la possibili t che l'affresco sia stato realizzato nell'anno 1300, ed in questa prospettiva la testimonianza di Onofrio Panvinio (1570) circa l'esistenza di una iscr izione in esametri in rima, particolarmente involuti, che ricordava i lavori intrapresi da Bonifacio, la conversione e il battesimo di Costantino e il do no da parte dell'imperatore della corona a Silvestro, mantiene una sua vali dit. Secondo il Panvinio, in questa iscrizione, di cui non conosciamo la collocazione, si leggeva fra l'altro la frase seguente : Dominus Bonifacius

29 Ch. Frugoni, Due papi... p. 238.

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papa fecit totum opus praesentis thalami : anno Domini MCCC30. Si dis cusso molto sul significato che si deve dare al senso di questa testimo nianza e non certo mia intenzione riprendere in esame il problema, in termini di storia monumentale. Ma le informazioni che emergono dall'es ame lettere bonifaciane Ad perpetuarvi rei memoram e dal confrontro delle tra disegno dell'Ambrosiana e cerimonia dei processi, se non mettono in discussione di per s la data offerta dal Panvinio, inducono ad accordare un'attenzione particolare al fatto che n il Panvinio n nessun'altra fonte antica contiene il bench minimo cenno ad una relazione tra affresco e Giubileo del 1300. Questo fatto va tenuto presente proprio nei confronti della lunga descrizione del Panvinio circa la Loggia delle benedizioni bonifaciana. Come si gi visto pi sopra, il Platina, la cui biografia di Bonifacio Vili contiene la pi antica testimonianza che ci pervenuta sulla Loggia, stabilisce invece un legame preciso con la cerimonia dei processi. Ed anche una fonte del 1572, contemporanea al Panvinio, che aveva permesso a Sil via Maddalo di sottolineare come la Loggia fosse (stata allora) utilizzata dai papi per la benedizione della folla dopo la cerimonia di presa di pos sesso del Laterano ci riconduce verso il contesto rituale che al centro di questa nota. Seconda la prima parte di questa testimonianza, Gregorio XIII si rec alla Loggia della benedizione che dava sulla piazza, costruita un tempo da Bonifacio Vili come indicano le antiche pitture e [...] impart la benedizione solenne alla folla numerosissima radunata in quella medesi ma piazza31. La seconda parte del testo, che viene ora riportato dalla Fru goni a testimonianza del fatto che la Loggia luogo di promulgazione di indulgenze plenarie (e quindi, secondo la studiosa, anche del Giubileo), ci ricorda, inaspettatamente, uno degli elementi che avevamo riscontrato nel la cerimonia dei processi, ossia il fatto che la bolla fosse letta in latino e in volgare dai due primi cardinali-diaconi che lo assistevano!32 Si deve inol trenotare che se vero che questa fonte attesta un legame rituale preciso tra Loggia delle benedizioni e promulgazione di indulgenze (in questo caso 30 Ch. Frugoni, Due papi... p. 253 n. 95. Pompeo Ugonio nel 1588 precisa che l'iscrizione era incisa nel marmo; op. cit., p. 255 . 102. 31 Ivit ad locum benedictionis eminemente, versus plateam, olim a Bonifacio extruetum, ut picturae antiquae indicant, et [...] benedictionem solemnem dedit populo in eadem platea, et circumcirca copiose coadunato, cit. S. Maddalo, Bonifacio Vili... p. 130. 32 Ac demum plenariam indulgentiam concessit, quam duo primi cardinales diaconi assistentes, latino et vulgari sermone pronunciaverunt, cit. Ch. Frugoni, Due papi..., p. 255 n. 104. Per il testo completo si veda E. Muntz, tudes... cit. n. 11, p. 128.

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plenaria, concessa da Gregorio XIII il giorno della sua incoronazione), vero anche che la cerimonia dei processi terminava con una vera e propria promulgazione di indulgenze, al termine della quale il papa dava l'assolu zione. Questa fase della cerimonia descritta con molti particolari sia nel l'orbo XIII (n 142)33, sia nell'orbo XIV (* 16-17)34. Il legame tra Loggia e promulgazione delle indulgenze dunque anti co, anche questo un dato di fatto che non pu non indurci a riprendere ed ab initio la ricerca di una interpretazione dell'affresco di Giotto che non si concentri esclusivamente sul Giubileo, anche per la difficolt di cui si detto (v. soprattutto, sopra, p. 478 n 1). Se non fosse per l'assenza di un re a Roma il 18 novembre 1302, questa data potrebbe figurare tra quelle che destano un certo interesse. In quel giorno, festa della Dedica delle basiliche dei santi Pietro e Paolo, Bonifacio Vili promulg la bolla Unam Sanctam, alla presenza di un numero limitato di vescovi francesi ai quali il re di Francia Filippo il Bello aveva permesso di recarsi a Roma per assistere ad un concilio indetto da Bonifacio Vili (di cui peraltro non si hanno notizie certe e precise35), ed al quale avrebbe do vuto partecipare lo stesso re di Francia36. Ora, anche 'Unam Sanctam

33 Vedi sopra, p. 16 : 142. Qua predicatione et excommunicatione completa, fit confessio et sequitur indulgentie datio, que est talis : indigenis datur annus et quadraginta dies, extraneis duo anni et duo gradraginta dies, ultramontanis trs anni et trs quadraginta, hiis qui transierunt mare quatuor anni et quatuor quadraginta. Et fit absolutio per papam. Il corsivo mio. 34 Vedi sopra, p. 18 : 16. Quo finito, dominus papa resumit valde breviter ad populum, maxime si ipse predicava, quod sicut inobedientes et mali debent penas et graves processus de sua malitia reportare, sic boni et obedientes debent gratias et premia obtinere, et dat indulgentiam omnibus qui interfuerunt predicationi et processibus vel alteri ipsorum. 17. Que talis consuevit esse : indigenis datur annus et qua draginta dies; extraneis duo anni et due quadragene; ultramontanis trs anni et trs quadragene; hiis qui transierunt mare quatuor anni et quatuor quadragene. 18. Tunc diaconus ministrans a dextris deponit mitram domino pape, qui manibus elevatis si cut cum dicit orationem in missa, facit absolutionem, dicendo clara voce sicut consuetum est in Sit nomen Domini benedictum, videlicet : precibus et mentis, etc., et responso Amen, dicit similiter : Indulgentiam , etc., et responso Amen, ultimo dat benedictionem, dicendo et signando populum : Et benedictio Dei omnipotentis, Patris et Filii et Spiritus sancti, descendat super vos et maneat semper. Il corsivo mio. 35 Cf. E. Dupr Theseider, Bonifacio Vili, in Dizionario biografico degli Italiani, s. v. 36 II 25 giugno 1302, in un concistoro pubblico, Bonifacio Vili minacci di de porre anche Filippo il Bello, qualora non fosse venuto a Roma per il concilio. Questa minaccia in qualche modo legata alla testimonianza del Platina, secondo cui dalla MEFRM 2000, 1 33

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preceduta, nel registro di lettere di Bonifacio Vili, dalle parole Ad perpet uarti rei memoriam ! una coincidenza indubbiamente suggestiva, in per fetta sintonia con il significato politico che sottende l'affresco di Giotto. Come afferma giustamente Chiara Frugoni verso la fine di questo suo bel libro, l'affresco di Giotto va interpretato secondo quell'ideale religioso e politico che Bonifacio proclamer il 18 novembre del 1302 ne'Unam Sanctam37. Purtroppo, oltre alle ragioni gi dette, conviene ancora ricordare che i registri di Bonifacio Vili non contengono nessuna bolla che possa es sere messa in relazione con una cerimonia dei processi che il papa, stando alle prescrizioni del cerimoniale, avrebbe dovuto celebrare in quel giorno. Esula da queste note, essenzialmente diplomatistiche e di storia dei ce rimoniali pontifici, la possibilit di passare in rassegna le varie presenze reali alla corte di Bonifacio Vili, la cui cronologia - oltre al significato poli tico - possa essere collegata con l'affresco di Giotto. Si ricorda qui, solo a titolo docuumentario, che re Carlo II d'Angi soggiorn a Roma almeno dal 19 ottobre 1296 all'inizio del mese di febbraio 129738. In quello stesso anno 1297 fu a Roma anche Giacomo II d'Aragona, dal 6 gennaio al 7 april e. 4 aprile Bonifacio Vili gli confer il titolo di re di Sardegna e Corsica e Il il 5 gli impose la corona di propria mano. Ora, il giorno della festa del l'Ascensione 1297 (23 maggio), Bonifacio Vili - probabilmente dopo aver celebrato la tradizionale cerimonia dei processi - conferm con bolla Ad perptuant rei memoriam i processi del 10 maggio 1297, aggiungendo sen tenze di confisca e di esilio contro tutti i Colonna e gli scismatici39. Non si tratta qui di proporre una nuova data per l'affresco di Bonifacio Vili, se non altro perch Giacomo II d'Aragona non sembra essersi soffe rmato a Roma fino al mese di maggio 1297. Altre considerazioni saranno i ndub iamente necessarie. La ricerca di una data possibile dovr continuare, tenendo conto del postulato metodologico che emerso dall'alto numero di lettere bonifaciane Ad perptuant rei memoriam e dal raffronto del disegno dell'Ambrosiana con la cerimonia dei processi. Tale ricerca dovr cio ten tare di riunire un massimo numero di coincidenze : l'esistenza di una bolla preceduta dalle parole Ad perptuant rei memonam; la celebrazione di una

Loggia delle benedizioni, Bonifacio Vili scomunic il re di Francia? Vedi sopra, p. 477. 37 Ch. Frugoni, Due papi..., p. 238-239. 38 J. Coste, Boniface Vili en procs. Articles d'accusation et dpositions des t moins (1303-1311). dition critique, introduction et notes, Roma, 1995, p. 438 n. 1); per le bolle dei processi promulgate il 18 novembre 1296, v. sopra, p. 466. 39 Les registres de Boniface Vili, n 2389.

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cerimonia di processi; un significato politico fortissimo; la presenza a Ro ma di un re; e una data possibilmente non posteriore a quella dell'iscrizio ne dal Panvinio. segnalata Oltre a questi elementi, come ci ricordano gli avvenimenti del 1297, la stessa collocazione della Loggia delle benedizioni andr tenuta presente. Come sottolinea giustamente la Frugoni, sulla scia di Silvia Maddalo40, proprio dalla Loggia bonifaciana si potevano vedere le case ospedaliere co stituite dal cardinale Giovanni Colonna intorno al 1216, e rette dalla confra ternita del Santissimo Salvatore gestite sempre dai Colonna, che possono essere considerate come una vera e propria base strategica, voluta dai Co lonna proprio vicino al patriarchio lateranense41. Sono considerazioni im portanti, che vengono in qualche modo confermate, ci sembra, proprio dal l'alto numero di bolle bonifaciane Ad perpetuarti rei memonam promulgate contro i Colonna e dall'altrettanto alta frequenza di cerimonie dei processi celebrate da Bonifacio Vili per combattere i suoi pi odiati nemici. In que staprospettiva, la data del 23 maggio 1297 offre una coincidenza suggestiv a, mentre singolare il fatto che le uniche bolle di Bonifacio Vili, relative alla cerimonia dei processi contro i nemici della Chiesa, che non sono pre cedute (se ci atteniamo ai suoi registri di lettere) dalle parole Ad perpetuarvi rei memonam, appartengano proprio all'Anno giubilare del 130042... Agostino Paravicini Bagliani

40 Ch. Frugoni, Due papi... cit., p. 257 . 118; S. Maddalo, Alcune considerazioni sulla topografia del complesso lateranense allo scadere del secolo XIII : il Patriarchio nell'anno del giubileo, in Roma anno 1300, a cura di A. M. Romanini, Roma, 1983, p. 621-633. 41 G. Curcio, L'ospedale di S. Giovanni in Laterano, funzione urbana di una ist ituzione ospedaliera, in Storia dell'arte, 32 (1978), p. 23-38 (p. 25). 42 Per le fonti ed altri particolari v. sopra, p. 478 n. 27 e 28. Vorrei sottolineare il fatto che in queste pagine, la paternit dell'affresco viene attribuita a Giotto sulla base della tesi dominante, in attesa che la revisione critica, qua e l proposta da sto rici dell'arte, giunga a conclusioni pi universalmente accolte.