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Pro

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PTE EXPO 2011 Verona
BOLOGNA - VILLA RANUZZI
FESTEGGIA GLI 80 ANNI DI ATTIVIT
SOMMARIO
Numero 48 - Anno XVII - giugno 2011
Trimest rale di management
e cult ura di impresa
nelle residenze per anziani
Pro
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E
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Diret t o da Carlo Hanau


Edit oriale
Albert o De Sant is 2
PTE EXPO 2011 Verona
4
Panoramica sullevoluzione dellassist enza agli anziani
Luca Pallavicini - Anast e Liguria 7
Sanit del Piemont e
Michele Assandri - Anast e Piemont e 16
Percorso di revisione della D.R. 402/ 2004
Paolo Monet i - Anast e Toscana 21
Da sempre, al servizio degli anziani, innovando.
Villa Ranuzzi - Bologna 23
Come prot eggersi dalle malat t ie e dai t umori
Silvest ro Lucchese 30
M edicina ant i-ageing: una nuova f ront iera medica sociale
Luigi G. Grezzana 34
Piano f ormat ivo
Luca Pallavicini - Anast e Liguria 40
AIM A Napoli
44
I 150 anni della Sanit in It alia
Aerre 48
Comunicat i st ampa 50
New s 54
Libri 55
Albert o De Sant is
2012 Anno Europeo:
per l invecchiament o at t ivo
e della solidariet t ra le generazioni
Pro Terza Et
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I
l 2012 stato proclamato Anno
Europeo dellinvecchiamento
attivo e della solidariet tra le
generazioni : una occasione per
farci riflettere su come la societ
dellUnione Europea, in previsione
del Baby-Boom , viva restando
in salute pi a lungo, evidenziando
in modo chiaro le cause vere del
conflitto tra le generazioni.
Liniziativa mira a contribuire,
a creare, migliori condizioni di
vita attiva per il crescente nu-
mero di over sessantacinquenni
e favorire quindi un invecchia-
mento sano.
LUnione Europea sta attraver-
sando una fase notevole di invec-
chiamento della popolazione, come
sottolineato dalla Commissione nel
2008, nella seconda relazione de-
mografica in cui si esaminano le
possibilit di soddisfare le esigenze
di una popolazione che invecchia.
Secondo le ultime proiezioni di Eu-
rostat pubblicate nel 2008, entro il
2060 nellUnione europea vi sa-
ranno solo due persone in et la-
vorativa (tra 15 e 64 anni) per ogni
persona di et superiore a 65 anni,
rispetto ad una proporzione attuale
di quattro a uno.
Tale fenomeno porter sicuramente
ad un conflitto intergenerazionale
in quanto a partire dal 2012 la po-
polazione lavorativa inizier a di-
minuire mentre quella degli over
65 aumenter di circa due milioni
lanno.
La tensione pi significativa pro-
babile che si verifichi tra il 2015 e
il 2035 quando la generazione del
Baby Boom , alla quale si fa-
ceva riferimento, inizier ad an-
dare in pensione.
Le sfide per la sostenibilit del wel-
fare, in particolare il finanziamento
dellassistenza socio sanitaria e
delle pensioni, potrebbe far venir
meno quella solidariet tra le ge-
nerazioni.
Quindi una opportunit, questa,
anche per analizzare un Welfare
che necessita di una profonda ri-
forma. Una riforma alla quale
lAnaste ha dato un contributo ela-
borando un progetto che va sotto
il nome di: La via italiana al se-
condo pilastro in sanit .
Una sfida per tutti, politici e ope-
ratori del settore al fine di inter-
venire nei settori del lavoro,
dellassistenza sanitaria e socio
sanitaria, dei servizi sociali, la ri-
visitazione degli alloggi con sfrut-
tamento della domotica, la riatti-
vazione delledilizia sanitaria con
la realizzazione di nuovi posti in
R.S.A. che consentirebbero leli-
minazione dei ricoveri impropri e
laumento di posti di lavoro, lo
sviluppo dei mezzi informatici e
dei trasporti.
La Comunicazione della Commis-
sione EUROPA 2020 Una stra-
tegia per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva individua
modalit di uscita dalla crisi e di
preparazione delleconomia dellUE
per il prossimo decennio.
Decidere quindi gli interventi strut-
turali per cambiare lo stato attuale
del Welfare in modo decisivo at-
traverso la redistribuzione del red-
dito, la riforma del mercato del la-
voro, sostegno e riconoscimento
delle associazioni di categoria che
contribuiscono a tendere sempre
ad una cultura della qualit di vita
percepita dalle persone ultra ses-
santacinquenni e dagli ospiti delle
strutture residenziali. Interventi che
consentano di offrire gratuitamente
sostegno alle fasce pi fragili.
Possibilit di far accedere gratui-
tamente le persone anziane a
controlli preventivi, organizzare at-
tivit informativa sulla salute.
LAnaste sta lavorando affinch si
renda possibile tutto ci. A novem-
bre parteciper in seno a Federsa-
lute al VI Forum Risk Manage-
ment in Sanit, che si terr in
Arezzo, con la collaborazione di
vari soggetti interessati e che pre-
vede la partecipazione di parlamen-
tari europei che si occupano del
settore.
Verr coinvolta lECHO per les-
perienza e la cultura europea ac-
quisita.
Lattivit mira ad aprire un tavolo
di concertazione per analizzare le
misure adeguate ad un confronto
per la realizzazione di un nuovo
welfare.
Coinvolgere il Governo con i mi-
3
nisteri direttamente interessati : Mi-
nistero della Salute, Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali,
Ministero delle Finanze, le Orga-
nizzazioni Sindacali, le associa-
zioni di categoria, nessuna esclusa!
Indire, quindi, una conferenza na-
zionale di tutti gli Enti e gli opera-
tori indicati.
Lattivit proposta deve sfociare
alla elaborazione di una legge qua-
dro su quanto indicato, tenendo in
considerazione anche la proposta
fatta dallAnaste, che preveda in-
terventi normativi e finanziari ed i
tempi per la loro attuazione.
La partecipazione di europarlamen-
tari dovr consentire una sensibi-
lizzazione dellUE che faciliti, o
che sperimenti, laccesso a fondi
europei per lo sviluppo del settore
con una progettualit volta allin-
novazione nel settore socio assis-
tenziale e socio sanitario in consi-
derazione che non sono disponibili
risorse europee.
LAnaste pronta ad affrontare la
sfida contribuendo con il proprio
know-how alla formulazione
di best practices che consen-
tano di arrivare ad una economia
sostenibile nei servizi socio assis-
tenziali e socio sanitari.
Buon Lavoro a tutti
Il Presidente Alberto De Santis, nel prossimo Consiglio Nazionale
per sottolineare ladesione di ANASTE alle ricorrenze del 150
Anniversario dellUnit dItalia, consegner a tutti i Consiglieri
Nazionali le Litografie sotto riportate.
Pro Terza Et
4
PTE EXPO 2011
VERONA 24-25-26 MAGGIO 2011
C
ome nelle scorse edizioni,
di questa importante Fie-
ra/Congresso, lAnaste
stata presente a Verona con un pro-
prio spazio espositivo e con il Pre-
sidente Nazionale, il Prof. Alberto
De Santis.
La Fiera, rivolta ad aziende, strut-
ture e distributori prodotti e di pre-
sidi per la Terza Et, oltre che alle
Associazioni di categoria addette
ai lavori, ha raggiunto rilievo in-
ternazionale grazie alla completez-
za e qualit del repertorio merceo-
logico, allelevata specializzazio-
ne delle innovazioni tecnologiche
offerte ed allintenso programma
congressuale.
Programma mirato, composito e
sfaccettato, che ha affrontato con
un approccio consapevole la dif-
ficile situazione del settore ed in
maniera prospettica quelle che
saranno le inevitabili esigenze
di un paese che invecchia a fron-
te di una endemica scarsit di ri-
sorse.
LAnaste ha apprezzato questa ras-
segna espressamente dedicata al-
lanziano in tutte le sue manifesta-
zioni, per la grande credibilit
espressa dai comparti assistenza
e cura, per la presentazione dei
nuovi servizi e terapie legate al ca-
re-giving e per i corsi di formazio-
ne indirizzati agli operatori del-
lassistenza, in particolare quelli
sulla demenza degli ospiti e sul
trattamento delle cadute di questi
ultimi.
Simposi di livello hanno riguarda-
to i percorsi integrati di riabilita-
zione, gli ultimi progressi in ma-
teria di telemedicina e di ausilii e
i problemi collegati allalimenta-
zione dei Grandi Anziani che vi-
vono nelle strutture.
I contenuti e la professionalit dei
relatori, le testimonianze fornite e
le sollecitazioni derivate dal con-
fronto fra le parti, hanno di sicuro
fornito un aiuto a quanti spendono
il loro impegno nella continuit
assistenziale, offrendo spunti e so-
luzioni.
Il Presidente De Santis nella gior-
nata di marted 24 maggio sta-
to invitato al Convegno della AN-
SDIPP Modelli regionali per le
cure della non autosufficienza nel-
le residenze protette, ove ad in-
trodurre i lavori stato chiamato
il Prof.Carlo Hanau Presidente
Onorario (a rotazione) dellAN-
SDIPP, docente di Programma-
zione e Organizzazione dei Ser-
vizi Sociali e Sanitari dellUni-
versit di Modena e Reggio Emi-
lia, nonch Direttore Responsa-
bile della rivista Pro Terza Et
(Anaste Editore).
Il Convegno ha analizzato le com-
petenze sociosanitarie decentrate
5
PTE EXPO 2011 - VERONA
ed i nodi problematici comuni ri-
levanti territorialmente.
Sempre lANSDIPP, nella perso-
na del suo Presidente Damiano
Mantovani, ha invitato il Presiden-
te De Santis alla cena sociale del-
lAssociazione, nel corso della
quale ha avuto luogo la sesta gara
nazionale della ristorazione di qua-
lit nelle case di riposo Metti i co-
lori nel piatto. Manifestazione che
ha riscosso grande successo tra i
presenti con una partecipazione
globale entusiastica.
LAnaste, nel corso delle giornate
di fiera, ha ricevuto numerosi vi-
sitatori ai quali stata presentata
lattivit dellAssociazione, la ri-
vista Pro Terza Et, tutti gli inter-
venti e le attivit messe in atto.
Linteresse per la nostra Associa-
zione cresce costantemente perce-
pito anche dalle domande che i vi-
sitatori hanno posto allo staff di
Anaste.
I confronti con il mondo della non
autosufficienza sono essenziali per
una crescita del settore e per offri-
re agli ospiti una qualit della vita
percepita sempre adeguata.
Pro Terza Et
6
PTE EXPO 2011 - VERONA

indiscutibile che la qualit


della vita dellanziano si vie-
ne in questo momento a con-
figurare come un obiettivo com-
plesso, il cui raggiungimento non
ottenibile, come in passato, esclu-
sivamente tramite la somma delle
mere prestazioni erogate, ma dal
modo in cui queste attivit sono in-
tegrate tra loro al fine di avviare
un processo di lavoro capace di rag-
giungere i risultati attesi.
Una breve panoramica sullevolu-
zione dellassistenza agli anziani
ricoverati in R.P., R.S.A. di man-
tenimento o riabilitativa, suffi-
ciente a mostrare come, nel corso
degli anni, ci sia stato e sia anco-
ra in atto, un processo di sviluppo
che, gradatamente, ha spostato il
suo oggetto di interesse passando
dallesclusivo lavoro di assisten-
za del soggetto anziano, per giun-
gere, con il Progetto Obiettivo
Anziani del 92, il Welfare, e le
successive indicazioni Ministeria-
li, allindividuazione di un obiet-
tivo radicalmente diverso che si
prefigge di promuovere e tutelare
la salute dellanziano intesa come
autonomia funzionale fisica, psi-
chica e sociale.
Produrre salute diventa quindi il
difficile, ma necessario traguardo,
verso il quale le istituzioni che ero-
gano assistenza alle fasce deboli
devono tendere affinch non si ca-
da nelle reti di uneccessiva buro-
cratizzazione finalizzata esclusi-
vamente al rispetto di norme e pro-
cedure, un processo che invaria-
bilmente conduce a perdere di vi-
sta i risultati globali che ne conse-
guono.
A tal fine risulta essenziale che il
governo di R.P., R.S.A. di mante-
nimento o riabilitativa venga ricon-
dotto alle figure funzionali a que-
sto scopo, ovvero un management
capace di lavorare in maniera ar-
monica con la parte politica che in-
dividua gli obiettivi da raggiunge-
re nel rispetto delle regole e con la
partecipazione di tutti i soggetti e
gli i Enti Pubblici in gioco. I ser-
vizi e la loro organizzazione, quin-
di, non costituiranno pi micro -
obiettivi, bens dovranno diventa-
re strumenti utili a contribuire al-
lo sviluppo di una migliore quali-
t di vita per gli anziani. Utilizzan-
do un paradigma per progetti su
processi assistenziali, che si vie-
ne a sostituire al precedente orien-
tato ai servizi. Poich necessa-
rio considerare i bisogni degli an-
ziani e le loro modificazioni come
importanti per decidere le azioni
concrete da sviluppare. In questo
modo lefficacia dei servizi divie-
ne espressione della qualit di vi-
ta che gli stessi sono in grado di
promuovere a favore degli anzia-
ni Ospiti.
A questo proposito bene fare una
piccola puntualizzazione sul ter-
mine salute, chiarendo che si
tratta del risultato articolato e com-
plesso dellinterazione tra le tre
grandi aree che la compongono:
quella fisica, quella psichica e
quella relazionale. Allinterno di
questo paradigma naturale che
nasca una concezione diversa del-
la salute, che viene a configurar-
si come un concetto complessivo
e multidimensionale e, come tale,
necessita sia di uneffettiva e ed
efficace integrazione socio sani-
taria tra i diversi sistemi che lavo-
rano per questo obiettivo, sia del-
la necessit di superare linutile
stereotipo, utile solo a fini ammi-
nistrativi, della divisione della
condizione anziana nelle due ca-
tegorie di autosufficienza e non
autosufficienza.
Questo tipo dapproccio sorretto
dallidea che ogni individuo sia un
essere unico, specifico e quindi di-
verso da chiunque altro, per cui,
come tale, vada considerato come
un insieme complesso e variegato
al quale concorrono molteplici va-
riabili bio-psico-sociali.
Questi diversi fattori che compon-
gono lindividuo sono tra loro in
continua interdipendenza, ma non
bisogna perdere di vista lunita-
riet dellindividuo, che raggrup-
pa in s tutte le diverse variabili
che lo compongono. Linvecchia-
mento, inoltre, non un processo
immodificabile e definito, ma va-
riabile e fragile e conseguente sia
alle caratteristiche intrinseche
dogni singolo, sia alle variazio-
ni di contesto, assistenziali e sa-
nitarie.
La naturale conseguenza di que-
7
Luca Pallavicini
Panoramica
sullevoluzione dellassist enza
agli anziani
sta visione complessiva dellindi-
viduo si trova nella necessit di
fornire ad ogni anziano la rispo-
sta specifica di cui ha bisogno,
passando da modelli dintervento
indifferenziati, a modelli dinter-
vento progettati appositamente per
specifiche situazioni. Dal punto
di vista organizzativo si configu-
ra lutilit di creare, allinterno
delle strutture residenziali, nuclei
che ospitino anziani con proble-
matiche analoghe, in modo da in-
dividuare pi chiaramente quelle
situazioni maggiormente comples-
se che richiedono un pi elevato
carico assistenziale. In questo mo-
do possibile creare un profilo
per ogni anziano, ovvero la sinte-
si della sua valutazione multi di-
mensionale, profilo che va assun-
to come criterio base per stabili-
re i carichi di lavoro, organizzare
le attivit, lappartenenza ai nu-
clei e verificare levoluzione di
questi parametri nel tempo.
In questambito necessario indi-
viduare un soggetto un organo
di controllo con compiti di valu-
tazione della gestione, capace di
comprendere al meglio sia lorga-
nizzazione sia il coordinamento,
ma soprattutto che si occupi di ve-
rificare i risultati attesi in termini
di qualit di vita degli anziani in-
seriti nelle strutture siano esse ac-
creditate e contrattualizzate sia in
regime privatistico, al di la di tem-
pi assistenziali minimi o massimi
per ogni figura, ma che possa va-
lutare il complesso del processo as-
sistenziale con delle liste di con-
trollo specifiche per ogni settore
sia in termini operativi e con cri-
teri operativi oggettivi e che con-
cluda le proprie verifiche con
espressioni di esito basate su evi-
denze di efficacia delle prestazio-
ni assistenziali prese in esame, in
quella determinata struttura.
Essenziale, da questo punto di vi-
sta, che il gruppo di verifica
conosca, cosi come gli attuali
ispettori e o valutatori conoscono
approfonditamente i bisogni de-
gli ospiti inseriti nelle strutture e
individui gli obiettivi perseguibi-
li in base al rapporto bisogni/ri-
sorse disponibili.
Professionalit che indubbia nei
soggetti oggi deputati ad effettua-
re i rigorosi controlli che avven-
go con appropriata ricorrenza.
inevitabile a questo punto intro-
durre il tema delle risorse, varia-
bile, imprescindibile, allinterno
di qualunque tipo di organizzazio-
ne. Nel momento in cui le Regio-
ni o i Comuni siano disposti a svi-
luppare un orientamento alla qua-
lit, piuttosto che una mera poli-
tica custodialista, appare subito
chiara la necessit di disporre un
maggior quantitativo di risorse.
Lincremento delle malattie cro-
nico degenerative, unito allau-
mento delle persone che raggiun-
gono unet avanzata, ha creato
una situazione di bisogno assisten-
ziale tale per cui le strutture esi-
stenti dovranno necessariamente
ottenere maggior risorse finanzia-
rie per rispondere a queste nuove
istanze di salute in funzione di una
societ in rapido e continuo mu-
tamento, e non tagli di risorse che
mal coniugano con la richiesta di
maggiori controlli sulla qualit ed
i servizi erogati.
Pro Terza Et
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PANORAMICA SULLEVOLUZIONE DELLASSISTENZA AGLI ANZIANI
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PANORAMICA SULLEVOLUZIONE DELLASSISTENZA AGLI ANZIANI
Pro Terza Et
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I
l recente riparto del Fondo Sani-
tario Nazionale ha permesso al-
la Regione Piemonte di prosegui-
re sulla strada della riforma del siste-
ma sanitario regionale, varato con la
D.G.R. 44-1615 del 28 febbraio 2011,
che riporta il cosiddetto Addendum
al Piano di rientro, iniziato nella pri-
mavera del 2010 con la D.G.R. 30-
43 del 30 aprile.
Leggendo lAddendum i gestori del-
le Residenze per anziani possono ti-
rare un respiro di sollievo, perch fra
le poche voci di spesa sanitaria in
crescita per il biennio 2011-2012, si
trova quella relativa al settore resi-
denziale, contabilizzato alla voce Al-
tra assistenza da privato, che passa
dai 465.227.000 del 2010 ai
490.986.000 del 2012 (vedere tabel-
la 1).
Questi 25.759.000 di risorse aggiun-
tive non riguardano solamente il set-
tore residenziale per anziani, ma tut-
Sanit del Piemonte
Il piano di rient ro sanit ario non penalizza
le Residenze per anziani piemont esi
Michele Assandri

I . I L CONTO ECONOMI CO PROGRAMMATI CO 2011- 2012


Pre-
Consuntivo Programmato Programmato
Aggregati di voci 2010 2011 2012
Contributi indistinti 7.752.167 7.818.791 7.990.023
Quota parte della manovra naz.le
2011-12 di 834 milioni (5/12) gi
finanziata. 26.250 26.250
Quota parte della manovra naz.le
2011-12 di 834 milioni (7/12) da
finanziare. 36.750 36.750
Fondo regionale integrazione fondo 400.000 250.000 200.000
Altri contributi da pubblico 47.328 37.000 35.000
Contributi da privato 4.663 5.000 5.000
Ricavi prestazioni sanitari da pubblico 5.148 6.776 6.776
Ricavi prestazioni sanitari da privati 23.884 25.299 25.299
Concorso recupero 60.480 54.394 54.394
Compartecipazioni 111.626 114.780 114.780
Entrate varie 41.781 28.533 28.533
Totale entrate 8.447.077 8.403.573 8.522.805

Personale (2.976.277) (2.944.331) (2.923.155)
Irap (213.960) (209.587) (208.001)
Altre componenti di spesa (293.750) (263.250) (272.396)
Prodotti farmaceutici (613.281) (608.841) (607.047)
Altri Beni e servizi (1.365.251) (1.354.351) (1.426.606)
Medicina di base (475.521) (477.051) (479.436)
Farmaceutica convenzionata (774.537) (742.637) (740.837)
Assistenza specialistica da privato (283.399) (273.205) (273.205)
Assistenza riabilitativa da privato (134.435) (136.000) (137.997)
Assistenza protesica da privato (200.870) (186.198) (176.982)
Assistenza ospedaliera da privato (567.570) (534.378) (534.378)
Altra assistenza da privato (465.227) (483.412) (490.986)
Assistenza da pubblico (139.314) (143.863) (145.500)
Mobilit passiva intraregionale - - -
Accantonamenti (4.840) (13.098) (33.098)
Interessi e altro (35.008) (36.425) (36.508)
Saldo poste straordinarie 82.075 11.770 11.842
Saldo intramoenia 8.075 7.491 7.491
Totale uscite

(8.453.090) (8.387.366) (8.466.799)
Saldo

(6.013) 16.207 56.006 P
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Tab.1
17
te le prestazioni territoriali in regime
residenziale, semiresidenziale, e do-
miciliare verso tutti gli utenti (anzia-
ni, minori e disabili).
In particolare modo, il nostro com-
parto ha ricevuto una dote specifica,
che si pu leggere chiaramente alla
pagina 132 dellAddendum, in cui
viene riconosciuto leffetto trascina-
mento degli incrementi tariffari pro-
grammati con la D.G.R. 64-13649
del 22 marzo 2010, pi lincremen-
to al tasso dinflazione programma-
ta per il 2011-2012, pari 3%.
evidente che se la Giunta Regio-
nale si posta come obiettivo la ra-
zionalizzazione della rete ospedalie-
ra, diventa preliminare rinforzare le
strutture territoriali, soprattutto quel-
le residenziali, che negli anni si so-
no trasformate da presidi sociali a
presidi socio-sanitari, diventando il
punto di riferimento per i pazienti
cronici.
Il profilo organizzativo delineato nel-
lAddendum trova riscontro oggetti-
vo nellanalisi condotta dal Ministe-
ro della Salute sullapplicazione dei
Livelli Essenziali di Assistenza a li-
vello regionale.
Infatti, il Piemonte in linea con gli
indicatori ministeriali che richiedo-
no almeno il 2% della popolazione
ultrasessantacinquenne trattata in
strutture residenziali, e almeno il 4%
della popolazione ultrasettantacin-
quenne (vedere tabella 2 e 3).
Anche sotto il profilo dellofferta dei
posti letto convenzionati con il SSR
, la nostra Regione conforme al re-
quisito nazionale, che richiede alme-
no 10 posti letto ogni 1.000 anziani
ultrasessantacinquenni, ovvero l1%
(vedere tabella 4): nel 2009 risulta-
va coperta la percentuale dell1,9%
degli ultrasessantacinquenni.
Lelaborazione ministeriale pu tro-
vare seguito nella ricognizione fatta
SANIT DEL PIEMONTE
Ministero della Salute
Direzione Generale della Programmazione sanitaria, dei Livelli di assistenza e dei Principi etici di Sistema - Ufficio VI

8.2. Percentuale di anziani 65 anni trattati in strutture residenziali

2009
Piemonte 2,12
Lombardia 4,01
Veneto 39,5
Liguria 2,9
Emilia-Romagna 2,97
Toscana 1,84
Umbria 1,18
Marche 1,07
Lazio 0,53
Abruzzo 1,21
Molise 0,34
Campania 0,1
Puglia 0,55
Basilicata 6,97
Calabria 0,3 (08)
Sicilia 0,36
Sardegna 0,4
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
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2009
Ministero della Salute
Direzione Generale della Programmazione sanitaria, dei Livelli di assistenza e dei Principi etici di Sistema - Ufficio VI

8.3. Percentuale di anziani 75 anni trattati in strutture residenziali

2009
Piemonte 4,35
Lombardia 7,68
Veneto 74,58
Liguria 5,11
Emilia-Romagna 5,22
Toscana -
Umbria -
Marche 2,08
Lazio 0,93
Abruzzo 2
Molise 0,58
Campania 0,02
Puglia 0,36
Basilicata 13,66
Calabria -
Sicilia 0,74
Sardegna 7,00
0
1
2
3
4
5
6
7
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11
12
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14
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2009
Tab. 2
Tab. 3
dallAssessorato regionale alla Sani-
t, relativamente ai posti letto auto-
rizzati alla data del 31 marzo 2011:
per 1.008.760 anziani ultrasessanta-
cinquenni, sono disponibili 22.965
posti, che corrispondono al 2.28%
(vedere tabella 5).
Questo vuol dire che il SSR dovreb-
be mettere a disposizione 20.175 quo-
te sanitarie giornaliere a favore del-
la popolazione anziana, rispettando
lo standard dichiarato nel Piano di
rientro dellaprile 2010, ossia di ga-
rantire un numero di posti letto con-
venzionati pari al 2% tendenziale.
Purtroppo, i dati che ci vengono for-
niti dai nostri associati circa 5.000
posti presenti su tutto il territorio
non corrispondo agli obiettivi dichia-
rati a livello politico: infatti, stato
confrontato il fatturato verso le ASL
del primo trimestre 2010 rispetto a
quello del 2011, registrando un calo
medio del 4%.
La diminuzione conseguenza del
blocco degli inserimenti che inizia-
to da maggio 2010, sotto la guida dei
Direttori Generali nominati dalla pre-
cedente Giunta Bresso, ed poi pro-
seguito con i Commissari nominati
dallattuale Giunta Cota ad inizio
2011.
LAssessore alla Sanit, Caterina Fer-
rero, ha subito smentito questa rico-
struzione con un comunicato stam-
pa del 5 aprile (vedere allegato 6),
con il quale veniva evidenziato che
il settore socio-sanitario non ogget-
to delle misure di contenimento va-
rate con il Piano di rientro, e che an-
zi sono stati finanziati 30 milioni di
euro in pi rispetto al 2010.
LAnaste Piemonte ha preso atto del-
la dichiarazione dellAssessore Fer-
rero, ma rimane perplessa sulla con-
sequenzialit della destinazione dei
finanziamenti specifici, altrimenti non
si sarebbe registrato un calo del fat-
Pro Terza Et
18
SANIT DEL PIEMONTE
Ministero della Salute
Direzione Generale della Programmazione sanitaria, dei Livelli di assistenza e dei Principi etici di Sistema - Ufficio VI

33
9. Numero di posti in strutture residenziali per 1.000 anziani ( 65 anni)
Numero di posti in strutture residenziali per 1.000 anziani ( 75 anni)

2007 2008 2009
Piemonte 15,8 16,91 19
Lombardia 31,9 31,51 29,51
Veneto 27,2 26,47 27,77
Liguria 5,4 6 14,7
Emilia-Romagna 21,9 21,34 22,51
Toscana 12,12 13,24 14,67
Umbria 6,8 7,9 8,57
Marche 3,8 4,13 4,2
Lazio 4,8 5 4,01
Abruzzo 3,77 3,74 3,31
Molise 0,3 0,3 2,7
Campania 0,5 0,6 0,71
Puglia 3,6 3,9 4,7
Basilicata 0,7 5,11 4,93
Calabria 2,7 3,82 2,1
Sicilia 0,8 0,7 0,7
Sardegna 3,5 2,7 3,6
0
2,5
5
7,5
10
12,5
15
17,5
20
22,5
25
27,5
30
32,5
35
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2007 2008 2009
Tab. 4
turato verso le ASL da parte dei ge-
stori delle Residenze convenzionate.
Accanto alle dichiarazioni di prin-
cipio degli ammini-
stratoti pubblici, vor-
remmo mettere alcu-
ni dati che si posso-
no leggere nel Rap-
porto nazionale sulla
non autosufficienza,
presentato a luglio
2010 dal Ministro
della Salute:
i disabili italiani sono
circa 2,5 milioni, di
cui 2 milioni sono an-
ziani non autosuffi-
cienti;
la spesa nazionale to-
tale per la disabilit
(sanitaria, sociale e
previdenziale) am-
monta a 17,3 miliardi;
le risorse utilizzate
per ricoveri ospeda-
lieri inappropriati nei
confronti delle pato-
logie senili ammon-
tano a circa 17 miliar-
di, quasi un quinto
del Fondo Sanitario
Nazionale.
Questi importi dimo-
strano che le risorse
per la sanit pubblica
sono pi che suffi-
cienti, basterebbe una
gestione pi appro-
priata da parte degli
organi governativi lo-
cali, che sovente usano lalibi della
riduzione delle disponibilit della fi-
nanza pubblica per ridurre i servizi
ai cittadini, che non vedono, per, di-
minuire proporzionalmente il carico
fiscale.
19
SANIT DEL PIEMONTE
Assistenza Residenziale Anziani NonAutosufficienti (RAF/RSA esclusi PL Alzheimer) AGGIORNAMENTO AL 31 marzo 2011 Tabella 1
ASL Distretto
POPOLAZION
E ANZIANI
(ultra 65-enni)
PL RAF/RSA
autorizzati al
funzionamento
INDICE 1
PL autorizzati
RAF/RSA
su pop >65
PL RAF/RSA
IN
costruzione
finanziati da
Direzione
Politiche
Sociali
TOTALE
PARERI
POSITIVI
8TER PL
RAF/RSA
pl resisi
disponibili
per cambio
tipologia
TOTALE PL
(autorizzati +
in
costruzione
+ 8ter - pl
disponibili
per cambio
tipologia)
RAF/RSA
INDICE
PL
TOTALI
RAF/RSA
su pop
>65
3%
distrettuale:
PL in eccesso
o in difetto
TOTALE PL
RAF/RSA (pareri
negativi e
richeste di
parere in corso)
AL 117.181 3.543 3,02 168 271 20 3.962 3,38 269
ACQUI TERME 12.479 386 3,09 0 20 406 3,25 -32 85
ALESSANDRIA 30.775 1.200 3,90 30 95 20 1.305 4,24 -382 24
CASALE M.TO -TRINO 22.724 617 2,72 18 56 691 3,04 -9 0
NOVI LIGURE 19.062 516 2,71 0 30 546 2,86 26 0
OVADA 7.827 90 1,15 0 10 100 1,28 135 120
TORTONA 16.336 545 3,34 20 20 585 3,58 -95 40
VALENZA 7.978 189 2,37 100 40 329 4,12 -90 0
AT 49.863 1.543 3,09 80 316 0 1.939 3,89 191
ASTI CENTRO 17.957 352 1,96 0 60 412 2,29 127 0
ASTI NORD 16.831 499 2,96 80 96 675 4,01 -170 181
ASTI SUD - NIZZA M.TO 15.075 692 4,59 0 160 852 5,65 -400 10
BI 44.159 1.445 3,27 60 160 0 1.665 3,77 302
BIELLA 29.285 939 3,21 60 120 1.119 3,82 -240 282
COSSATO 14.874 506 3,40 0 40 546 3,67 -100 20
CN1 92.950 2.565 2,76 80 278 10 2.913 3,13 287
CEVA 6.961 172 2,47 80 0 252 3,62 -43 0
CUNEO 16.180 392 2,42 0 0 392 2,42 93 0
BORGO S. DALMAZZO - DRONERO 18.387 607 3,30 0 61 668 3,63 -116 42
FOSSANO 18.049 451 2,50 0 90 541 3,00 0 79
MONDOVI' 15.356 488 3,18 0 45 10 523 3,41 -62 20
SALUZZO 18.017 465 2,58 0 82 547 3,04 -6 146
CN2 37.163 1.393 3,75 62 201 0 1.656 4,46 210
ALBA 24.139 813 3,37 62 175 1.050 4,35 -326 210
BRA 13.024 580 4,45 0 26 606 4,65 -215 0
NO 72.195 1.454 2,01 87 461 21 1.981 2,74 180
ARONA 16.450 318 1,93 80 81 479 2,91 15 160
BORGOMANERO 15.685 335 2,14 0 37 372 2,37 99 0
GALLIATE-TRECATE 11.087 267 2,41 7 0 21 253 2,28 80 0
NOVARA 28.973 534 1,84 0 343 877 3,03 -8 20
TO1-2 216.197 2.142 0,99 110 729 0 2.981 1,38 199
CIRCOSCRIZIONE 1-10 216.197 2.142 0,99 110 729 2.981 1,38 3505 199
TO3 122.731 2.293 1,87 40 722 0 3.055 2,49 539
COLLEGNO 18.180 149 0,82 0 55 204 1,12 341 0
GIAVENO 6.384 290 4,54 0 0 290 4,54 -98 100
ORBASSANO 18.202 169 0,93 0 210 379 2,08 167 123
PEROSA ARGENTINA 5.332 93 1,74 0 0 93 1,74 67 0
PINEROLO 20.524 564 2,75 40 133 737 3,59 -121 6
RIVOLI 12.730 114 0,90 0 0 114 0,90 268 0
SUSA 19.132 483 2,52 0 144 627 3,28 -53 90
TORRE PELLICE 6.095 352 5,78 0 0 352 5,78 -169 0
VENARIA 16.152 79 0,49 0 180 259 1,60 226 220
TO4 110.696 3.342 3,02 52 1.389 0 4.783 4,32 154
CHIVASSO 16.612 666 4,01 0 312 978 5,89 -480 8
CIRIE' 24.334 625 2,57 12 480 1.117 4,59 -387 10
CUORGNE' 18.083 791 4,37 0 241 1.032 5,71 -490 0
IVREA 27.346 695 2,54 0 352 1.047 3,83 -227 10
SAN MAURO TORINESE 8.448 120 1,42 0 4 124 1,47 129 10
SETTIMO TORINESE 15.873 445 2,80 40 0 485 3,06 -9 116
TO5 60.989 1.255 2,06 0 1.016 0 2.271 3,72 40
CARMAGNOLA 10.125 301 2,97 0 207 508 5,02 -204 0
CHIERI 20.494 659 3,22 0 428 1.087 5,30 -472 30
MONCALIERI 16.181 285 1,76 0 0 285 1,76 200 10
NICHELINO 14.189 10 0,07 0 381 391 2,76 35 0
VC 44.263 1.295 2,93 60 251 0 1.606 3,63 133
BORGOSESIA 18.608 446 2,40 0 40 486 2,61 72 38
VERCELLI 25.655 849 3,31 60 211 1.120 4,37 -350 95
VCO 40.373 695 1,72 104 368 0 1.167 2,89 0
DOMODOSSOLA 15.233 237 1,56 100 149 486 3,19 -29 0
OMEGNA 9.574 204 2,13 0 0 204 2,13 83 0
VERBANIA 15.566 254 1,63 4 219 477 3,06 -10 0
TOTALE
REGIONALE
1.008.760 22.965 2,28 903 6.162 51 29.979 2,97 2.504
Tab. 5
Pro Terza Et
20
SANIT DEL PIEMONTE



COMUNICATO STAMPA


Torino, 5 aprile 2011



SERVIZI SANITARI E SOCIO-ASSISTENZIALI:
NESSUN TAGLIO, MA SI LAVORA A MIGLIORARE LA QUALIT

Si svolto questa mattina, presso la Sala Giunta della Regione Piemonte, lincontro fra
lassessore alla Tutela della Salute e Sanit della Regione Piemonte e alcuni rappresentanti del
Comitato promotore della petizione popolare promossa dalla Fondazione Promozione Sociale
Onlus, cui fanno capo alcune associazioni di volontariato.
Nel corso dellincontro, le associazioni hanno evidenziato alcune difficolt nellaccesso ai
servizi socio-sanitari e socio-assistenziali destinati agli anziani non autosufficienti e alle persone
disabili, a causa dei presunti, asseriti tagli della Regione.
Lassessore alla Tutela della Salute e Sanit della Regione Piemonte ha preso atto delle
richieste e delle preoccupazioni avanzate dalle associazioni, auspicando che si metta fine alle
strumentalizzazioni che vogliono attribuire alla Regione responsabilit inesistenti, come anche in
questa circostanza si purtroppo verificato.

Durante la discussione, lassessore ha ribadito che, nonostante sia stata costretta ad attuare il
piano di rientro per coprire i buchi della precedente amministrazione, la Giunta regionale ha
sviluppato un programma di interventi che non prevede tagli di risorse per lassistenza residenziale,
semiresidenziale e domiciliare per le persone fragili. Al contrario, stato previsto un incremento di
risorse di circa il 4 per cento, rispetto a quelle assegnate alle Asl nel 2010. Il piano di rientro
prevede infatti di destinare nel 2011 agli interventi citati oltre 630 milioni di euro, rispetto ai 600
dellanno precedente.

Lassessore alla Sanit ha inoltre sottolineato che, in una situazione in cui tutto il sistema
pubblico nella sua complessit - dallo Stato, alle Regioni, ai Comuni che hanno funzioni e
responsabilit dirette sul comparto del socio-assistenziale - si trova in una fase di pesante
contenimento delle risorse a disposizione per tutti i servizi, la Regione Piemonte, rispetto al 2009,
ha aumentato i contributi ai familiari che assistono a casa congiunti non autosufficienti (da 23
milioni di euro nel 2009 si passati a 31 milioni di euro nel 2010) e garantito le risorse per gli
assegni cura. Inoltre, per quanto riguarda i fondi trasferiti agli enti gestori dei servizi socio-
assistenziali stato sottolineato ancora una volta che per il 2011 sono state garantite le stesse risorse
regionali dellanno precedente. Al termine dellincontro, lassessore ha reso perci evidente che
nessun taglio imputabile alla Regione Piemonte, ribadendo limpegno non solo alla garanzia dei
servizi, ma anche a lavorare alla creazione di un sistema integrato di servizi sanitari e socio
assistenziali verso il paziente fragile e cronico in tutto il suo percorso assistenziale.
21
Paolo Monet i
Percorso di revisione
della D.R. 402/2004
L
a Regione Toscana ha avvia-
to un percorso di revisione
della D.R. 402/2004 in me-
rito allassistenza degli anziani non
autosufficienti e Anaste Toscana
vuole partecipare attivamente a
questo tavolo di lavoro.
Per prima cosa dobbiamo partire
dai dati cio dai numeri: nella no-
stra regione ci sono circa 900.000
persone ultrasessantacinquenni,
ma soprattutto circa 160.000 ul-
traottantenni e circa il 48% di lo-
ro hanno gravi problemi di salu-
te (polipatologie) o di non auto-
sufficienza.
Da oggi al 2050 il numero di ul-
traottantenni nella nostra regione
arriver a 300.000 persone quin-
di al raddoppio rispetto ad oggi
dei bisogni socio-sanitari. Come
affrontare il problema?
Non esiste una risposta vincente
esistono varie risposte che tutte in-
sieme possono aiutare a dare rispo-
ste ai cittadini che hanno bisogni
socio-sanitari.
Spesso viene affermato che lassi-
stenza domiciliare la risposta pi
appropriata perch lanziano deve
stare al proprio domicilio, ma se
non c la famiglia o la persona ha
bisogno di essere assistito per di-
verse ore al giorno come pu es-
sere aiutato?
Ci sono le badanti che possono sup-
plire allassenza delle famiglia e
sono presenti 24 ore al giorno.
Le badanti e lassistenza domi-
ciliare non sono risposte alterna-
tive al ricovero in RSA, poich
le persone che da circa 5 anni si
ricoverano in RSA sono talmen-
te gravi che non possono essere
assistite a domicilio: sono perso-
ne che sarebbero state ricovera-
te in ospedale fino a 5-10 anni fa
in reparti di medicina e che la
nuova politica ospedaliera della
regione toscana (riduzione delle
giornate di ricovero) ha dirotta-
to sul territorio senza spostare le
risorse economiche dallospeda-
le al territorio.
Le badanti possono assistere a do-
micilio coloro che hanno un livel-
lo di gravit lieve o moderato, per-
ch se devono assistere persone
gravi che hanno bisogni sanitari
elevati svolgono mansioni che non
sono in grado di svolgere per man-
canza di professionalit (sommini-
strazione terapie orali e intramu-
scolari, clismi ecc).
La regione toscana rispetto a tutto
il territorio nazionale a che livello
si colloca?
Citando i dati del Rapporto sulla
non autosufficienza in Italia del Mi-
nistero del Lavoro e Politiche So-
ciali 2010 la Toscana si colloca agli
ultimi posti delle regioni del cen-
tro-nord per livelli di assistenza al-
la popolazione anziana.
LItalia divisa in 2 rispetto allas-
sistenza agli anziani non autosuf-
ficienti: esiste un centro nord che
d risposte ai cittadini che hanno
bisogni socio-sanitari ed un sud che
invece in grave ritardo sia nel-
lassistenza domiciliare che nel-
lassistenza residenziale.
La percentuale media nazionale di
ricoveri in RSA del 3% in tosca-
na 2,3 comprendendo anche gli au-
tosufficienti, per i soli non auto-
sufficienti 1,4% (meno della me-
t del dato nazionale).
Lassistenza domiciliare a livello
nazionale raggiunge mediamente
il 4,9% degli anziani non autosuf-
ficienti, mentre in toscana raggiun-
ge il 2,1%.
Le badanti assistono il 6,6% degli
anziani non autosufficienti.
Rispetto ai paesi del nord europa
siamo in netto ritardo sia per las-
sistenza domiciliare (noi 4,9% lo-
ro 13%) sia per lassistenza resi-
denziale (noi 3% loro 6-8%).
Le nostre proposte:
1) spendere meglio le risorse at-
tualmente presenti. Vuol dire ri-
durre i ricoveri ospedalieri l do-
ve ancora possibile e trasferi-
re le risorse risparmiate sul ter-
ritorio.
2) dimissioni protette dagli ospe-
dali in RSA con risparmi econo-
mici evidenti.
3) utilizzo delle RSA per la riabi-
litazione e per gli stati vegetati-
vi stabilizzati
4) utilizzo dei moduli specialisti-
ci delle RSA per rispondere ai
Pro Terza Et
22
veri bisogni dei cittadini. I mo-
duli non sono un costo eccessi-
vo, ma una risorsa per dare ri-
sposte appropriate a chi ha biso-
gno.
5) utilizzare le RSA come presidi
di primo intervento a domicilio
per le persone assistite a casa in
presenza di un problema improv-
viso (sostituzione di catetere, for-
nitura di pasti ecc.).
6) Per quanto riguarda laccredita-
mento noi pensiamo che chi at-
tualmente gi accreditato deve
avere la precedenza rispetto agli
altri per i ricoveri in RSA rispet-
tando la libera scelta del cittadi-
no. Dal 1 luglio 2011 solo chi
accreditato, pubblico o priva-
to che sia, potr lavorare con gli
enti pubblici e vogliamo sotto-
lineare che la libera scelta del
cittadino un principio fondan-
te della legge sullaccreditamen-
to che non potr in nessun caso
essere modificato o limitato. A
nostro avviso potremmo miglio-
rare gli indicatori che sono trop-
pi e poco oggettivi.
Noi siamo disposti a confrontarci
con tutti gli attori del nostro setto-
re, ma se lunico obiettivo rispar-
miare, le RSA non possono opera-
re con rette ridotte rispetto alle at-
tuali, anzi dovranno essere alme-
no mantenute le rivalutazioni
ISTAT previste dalla normativa to-
scana.
Eventuali riduzioni delle rette po-
tranno avvenire solo con la ridu-
zione di alcuni costi (IRAP, para-
metri di personale ecc. per quan-
to riguarda la quota sanitaria, tas-
se comunali come ICI o tassa
smaltimento rifiuti per la quota
sociale).
2TSYJGT[J8UF
Te| 0733 974385
\\\RTSYJGT[JNY
ANASTE TOSCANA - PERCORSO DI REVISIONE DELLA D.R. 402/2004
23
Taglio del nastro deccezione, per
la nuova Villa Ranuzzi, a Bologna.
Lo scorso 3 Maggio, autorit, isti-
tuzioni e addetti ai lavori hanno fe-
steggiato, alle soglie degli 80 anni
di attivit della struttura, linau-
gurazione dei nuovi spazi dedica-
ti ai servizi tutelari, sanitari e ria-
bilitativi e alle attivit specializza-
te nellassistenza agli anziani non
autosufficienti e con patologie cro-
nico degenerative.
Tutte rappresentate ai massimi li-
velli le istituzioni del territorio, fra:
Comune, Provincia, Regione Emi-
lia-Romagna e AUSL. Interventi,
relazioni e taglio del nastro hanno
visto protagonisti: Raffaele Ricciar-
di, Subcommissario Comune di Bo-
logna, Giuliano Barigazzi, Asses-
sore Sanit Provincia di Bologna,
Francesco Ripa di Meana, Diretto-
re Generale Azienda USL Bologna,
Carlo Lusenti, Assessore Politiche
per la Salute Regione Emilia-Ro-
magna, Vasco Errani, Presidente
Regione Emilia-Romagna.
Villa Ranuzzi fest eggia, con l inaugurazione della nuova
st rut t ura, gli 80 anni di at t ivit .
Giuliano Barigazzi - Ragionier Lorenzo Ort a - Vasco Errani -
Francesco Ripa Di Meana - Raf f aele Ricciardi
Ragionier Lorenzo Ort a (President e Villa Ranuzzi) - Vasco Errani
(President e Regione Emilia-Romagna) - Francesco Ripa Di Meana
(Diret t ore Generale USL Bologna)
Ufficio St ampa
Da sempre, al servizio
degli anziani, innovando.
VILLA RANUZZI - BOLOGNA
Un particolare piacere, per Loren-
zo Orta e lintera struttura, poter
vedere poi rappresentata alleven-
to lAnaste, nella persona del Pre-
sidente Nazionale, Prof. Alberto de
Santis, Presidente Federsalute e Vi-
ce Presidente di: E.C.H.O. Euro-
pean Confederation of Care Home
Organization.
un giorno di particolari emo-
zione e orgoglio, per Villa Ranuz-
zi ha esordito Lorenzo Orta,
Presidente della Struttura e del
Gruppo di strutture collegate che
vede, al termine di soli due anni
di lavori e con il pieno rispetto del-
le previsioni di budget, coronarsi
la missione prioritaria di acco-
glienza e assistenza agli anziani
non autosufficienti, con linaugu-
razione di questa nuova struttura,
che abbiamo fortemente voluto al-
lavanguardia per: standard di qua-
lit e di offerta di servizi integra-
ti, risparmio energetico e tutela
ambientale.
Ringraziamo tutte le istituzioni
presenti. Siamo particolarmente
lieti, oggi di sancire con la loro
presenza, un consolidato rappor-
to di partnership Pubblico-Priva-
to, che ha visto e vede lEmilia-
Romagna e Bologna come esem-
pio di eccellenza a livello nazio-
nale e non solo, al servizio dei cit-
tadini.
Dedichiamo la nuova Villa Ra-
nuzzi agli ospiti e alle famiglie
coinvolte, in primo luogo. Ha
proseguito Orta Riconoscia-
mo contestualmente, con gratitu-
dine: limpegno, la dedizione e
la professionalit di tutti gli staff
che da sempre hanno dedicato e
Pro Terza Et
24
VILLA RANUZZI - BOLOGNA
25
VILLA RANUZZI - BOLOGNA
dedicano il loro lavoro allacco-
glienza, allassistenza, al miglio-
ramento della vita degli ospiti, al
loro benessere psico-fisico, alle
relazioni sociali, mai perdendo
lobiettivo per quanto possibi-
le di un possibile reinserimen-
to in famiglia e di una riconqui-
stata autonomia. soprattutto
grazie al loro impegno, alla vo-
lont innovativa condivisa da
sempre e al costante sforzo di mi-
glioramento che Villa Ranuzzi ha
dato vita, quale struttura extra os-
pedaliera, a unorganizzazione
capace di assistenza sanitaria,
nonch di trattamenti riabilitati-
vi diversificati, qualificati, co-
stanti ed efficaci. Ed anche rac-
cogliendo i loro suggerimenti,
consigli, sollecitazioni che abbia-
mo potuto dar vita a questa nuo-
va struttura che, per molti versi,
va addirittura oltre gli standard
di qualit richiesti a livello regio-
nale e nazionale.
La nuova Villa Ranuzzi mette a
disposizione del network dinvian-
ti e degli ospiti: circa 7.000 mq,
per 130 posti letto, distribuiti in 4
Reparti e sale/spazi comuni di ac-
coglienza, servizio e ricreazione,
circondati dal verde. La struttura
: antisismica, antincendio, com-
pletamente insonorizzata, con ri-
cambio daria garantito dai pi
evoluti sistemi dedicati al micro-
clima, e finalizzata al massimo ri-
sparmio energetico, grazie anche
a un innovativo impianto fotovol-
taico ad hoc.
Villa Ranuzzi una struttura do-
ve si rispettano i valori fondanti
di un sistema sociosanitario che
mette insieme le migliori energie
per fare le cose migliori nellinte-
resse dei singoli e della comuni-
t. Lassessore alle politiche per
la salute della Regione Emilia-Ro-
magna, Carlo Lusenti, ha com-
mentato cos, nel corso delleven-
to inaugurale, la rinnovata strut-
tura privata, a seguito del taglio
del nastro da parte del presidente
Vasco Errani. Aggiungendo che:
Servono risposte come queste, in
un momento di crisi drammatica
che porta nuovi problemi, anche
assistenziali. La Regione Emilia-
Romagna impegnata nel rinno-
vo del proprio piano sociale e sa-
nitario che coniuga assieme le po-
litiche, ed lunica che mette a
disposizione mezzo miliardo di
euro sulla non autosufficienza,
quando a livello nazionale questo
fondo stato azzerato. Esempi
come Villa Ranuzzi dimostrano
che quando c sinergia tra chi in-
veste e le istituzioni si cura lin-
teresse generale.
Lassessore provinciale alla sani-
ta - Giuliano Barigazzi ha affer-
mato Se si puo fare lelenco del-
le cose che vanno, a Bologna, Vil-
la Ranuzzi ne una testimonian-
za. Esempio eccellente di risposta
a una popolazione che invecchia.
Nel 2019 ci saranno 45.000 bolo-
gnesi sopra 85 anni. E mentre
ovunque calano le risorse questo
sistema ha aumentato del 15% gli
investimenti nel settore. una scel-
ta politica. Quello sociale e sanita-
rio un punto di eccellenza di que-
sta citt. 25.000 operatori, 15.000
pubblici e 10.000 privati. Sono la
Fiat di Bologna.
Pro Terza Et
26
VILLA RANUZZI - BOLOGNA
27
VILLA RANUZZI - BOLOGNA
Il subcommissario del Comune
Raffaele Ricciardi ha affermato:
Pi che gli auguri bisogna fare i
complimenti: Villa Ranuzzi ec-
cellente.
Non mancato poi un tocco din-
ternazionalit. Ha partecipato in-
fatti allevento an-
che una delegazio-
ne giapponese, in
rappresentanza del-
lAll Japan Hospi-
tal Association, che
raggruppa lospeda-
lit privata e pubbli-
ca, e della Japan
Council for Quality
Healthcare che rila-
scia gli accredita-
menti a tutte le strut-
ture.
Il Presidente Erra-
ni, a seguito del ta-
glio del nastro, ha
fatto visita alledi-
ficio, guidato da
Lorenzo Orta che
non ha mancato di
rilevare come arre-
damenti e soluzio-
ni siano stati studia-
ti con gli operatori
prima ancora che
con gli architetti,
per garantire un la-
voro di sempre mi-
gliore qualit, con
minor fatica.
La cura, i servizi e le attrezzatu-
re personalizzate, dedicate alle esi-
genze particolari e molto diversi-
ficate dei nostri ospiti, testimonia-
no limpegno necessario per mi-
gliorarne le condizioni psico-fisi-
che, stimolare le capacit residue,
contenere i deficit. Basti pensare
ai grandi obesi, o alla delicatezza
e alle attenzioni necessarie per i
malati di Alzheimer. Il malato
dAlzheimer ha bisogno, infatti,
di un ambiente sicuro e, come e
pi degli altri ospiti, di una stimo-
lazione mentale e fisica appropria-
ta. Solo la personalizzazione con-
sente risposte adeguate a pazien-
ti di et sempre pi avanzata e
spesso in condizioni sempre pi
critiche. ha commentato Orta,
nel corso della visita alla struttu-
ra Sono queste le premesse e
le esperienze che ci hanno porta-
to a considerare con la massima
attenzione tutti gli stimoli e i sug-
gerimenti degli operatori dei vari
staff dedicati, nella fase di proget-
tazione e nellacquisizione delle
varie attrezzature, per il comfort
degli ospiti, la facilitazione e la
messa in sicurezza delle pi varie
operazioni di assistenza. La nuo-
va Villa Ranuzzi ci di ulteriore
stimolo al miglioramento, per ri-
spondere con sempre pi effica-
cia alle esigenze di una popola-
zione in progressivo e consisten-
te invecchiamento. Non a caso, si
parla sempre pi spesso di Quar-
ta et. In Emilia-Romagna lin-
dice di vecchiaia si attesta a 170.0
(lEmilia-Romagna al settimo
posto tra le Regioni italiane). Si
tratta di una complessit che pos-
sibile affrontare solo migliorando
costantemente.
Raf f ale Ricciardi - Giuliano Barigazzi - Carlo Lusent i -
Francesco Ripa di Meana
Un moment o della present azione con Albert o De Sant is
(President e Anast e Nazionale)
Il modello
al quale fa
riferimento
Villa Ra-
nuzzi pren-
de le mosse da una visione dedi-
cata allintegrazione delle eccel-
lenze e dei pi avanzati standard
di qualit richiesti, da un lato alle
strutture sanitarie, dallaltro alle
realt dedicate allassistenza agli
anziani.
Basandosi su questi precisi riferi-
menti, e valorizzandoli in un uni-
cum integrato dal punto di vista
strutturale e alberghiero, il massi-
mo impegno stato dedicato a ga-
rantire la flessibilit di risposta al-
le pi varie richieste del network
dinvianti, nonch la pi alta capa-
cit di espressione dinnovazione
di progetto, negli arredi, nelle at-
trezzature.
Must irrinunciabile: lattento ascol-
to dei desiderata, delle esperienze,
dei suggerimenti e delle richieste
degli operatori specializzati, tra-
dotto in soluzioni avanzate e spes-
so inedite, nei pi vari ambiti nel-
la nuova Villa Ranuzzi.
Flessibilit degli spazi
e nellaccet t azione
La flessibilit il focus principale
del progetto, con particolare rife-
rimento alle stanze per gli ospiti e
ai 130 posti letto. Ogni camera
concepita per poter ospitare indif-
ferentemente una o due postazio-
ni letto, a seconda delle pi diver-
se esigenze e compatibilit degli
ospiti. Non vi sono stanze a mi-
sura ridotta. Spazi e arredi conce-
piti per poter essere adattati, in tem-
po reale, alle pi varie richieste.
Flessibilit che
si ripercuote,
quindi, positi-
vamente anche
in fase di accet-
tazione, in gra-
do di risponde-
re alle richieste
precise del net-
work dinvian-
ti, di riferimen-
to per Villa Ra-
nuzzi. Gli ospi-
ti possono esse-
re accettati nel-
la struttura sul-
la base del semplice posizionamen-
to e delle priorit in lista di attesa,
indipendentemente da qualsiasi al-
tro elemento o problematica.
Sicurezza
La struttura, oltre ad essere antisi-
smica, vede applicati i pi severi e
avanzati parametri e sistemi antin-
cendio. Pavimenti antisdrucciolo,
protezione degli spigoli, corrima-
no interni continui, proibizione al-
lutilizzo di calzature non idonee
facilitano la deambulazione degli
ospiti, contenendo quanto pi pos-
sibile il rischio cadute e le relative
conseguenze.
Comf ort per gli ospit i
e per gli operat ori
Massima attenzione al comfort,
ispirati e guidati dalla certezza che
comfort per gli ospiti e per gli ope-
ratori debbano essere visti e vissu-
ti come un unicum indistinguibile
e che il lavoro di assistenza, svol-
to in condizioni ambientali ottima-
li, di facilitazione delle operazio-
ni e di contenimento delle proble-
matiche possa garantire il massi-
Pro Terza Et
28
VILLA RANUZZI - BOLOGNA
Visit a alla st rut t ura
Int egrazione, innovazione e f lessibilit .
Per gli ospit i e per il personale
29
VILLA RANUZZI - BOLOGNA
mo di efficacia e di serenit, a fian-
co degli ospiti della struttura.
Con queste premesse, il progetto
ha del tutto evitato spazi interrati
e seminterrati (molto spesso dedi-
cati agli operatori, ad esempio co-
me spogliatoi o altro) che peraltro
possono dare luogo a problemi di
umidit e coinbentazione, dando
invece priorit assoluta a: ampiez-
za, luminosit, apertura al verde
circostante.
Lintera struttura conta poi su un
sistema di riscaldamento e di con-
dizionamento a ricambio daria, sia
per le stanze degli ospiti sia per gli
spazi comuni, nonch su un siste-
ma dinsonorizzazione completa
di tutte le camere, grazie a sei stra-
ti di paret, quale intercapedine fra
le varie camere, e ai pi avanzati
sistemi e apparati dedicati fra pa-
vimenti, soffitti, porte, finestre e
infissi.
Sempre da: standard di qualit, pa-
reri degli esperti, esperienza e con-
sigli degli operatori derivano idea-
zione e realizzazione del sistema
dilluminazione. La luce naturale
anima e vivifica la struttura, con
modalit guidate e pensate ad hoc.
Finestre pi ampie e basse (rispet-
to alla norma) garantiscono la pi
ampia vista sul verde e la pi ido-
nea diffusione della luminosit na-
turale. Medesimi obiettivi di com-
fort per lilluminazione artificia-
le, concepita per eliminare ombre,
abbagli e riflessi non solo fastidio-
si ma potenzialmente pericolosi.
Tutte le attrezzature, dai letti, alle
vasche ad altezza variabile, pas-
sando dalle carrozzine sono state
pensate e scelte per contenere la
fatica e limpegno degli operatori
e i disagi per gli ospiti con la mas-
sima garanzia di personalizzazio-
ne alle pi varie esigenze.
Personalizzazione
dellassist enza
Tutta la struttura e i servizi - in par-
ticolare quattro minireparti dedi-
cati - sono improntati alla massi-
ma personalizzazione possibile del-
lassistenza, con particolare riguar-
do a esigenze specifiche, quali
quelle di grandi obesi e malati di
Alzheimer, a seguito di suggeri-
menti e indicazioni, per quanto ri-
guarda questultimi di psicologi e
psichiatri dedicati. La pi grande
attenzione, fra laltro, a colori gui-
da, a spazi verdi ad hoc
Qualit dei servizi
Villa Ranuzzi, da oltre 10 anni cer-
tificata ISO, vede attivata, nella
nuova struttura, una sorta di gara
interna di qualit, in relazione agli
indici di gradimento dei pazienti,
fra i quattro reparti interni. Verran-
no tutti sottoposti a un monitorag-
gio completo e un confronto det-
tagliato, grazie allapplicazione di
tabelle e questionari, sottoposti agli
ospiti e alle famiglie.
Tut ela ambient ale
Il riscaldamento e lacqua calda
sono del tutto garantiti da un
avanzato impianto fotovoltaico ad
hoc.
Villa Ranuzzi convenzionata con:
lAzienda U.S.L. di Bologna - Dis-
tretto di Bologna e Distretto di
Casalecchio di Reno - nonch con
il Comune di Bologna e i Comuni
del Distretto di Casalecchio
Fanno parte del Gruppo: Ospeda-
le Privato Riabilitativo Accredita-
to Villa Bellombra; Ospedale Pri-
vato Santa Viola; Ospedale Pri-
vato Neuropsichiatrico Accredita-
to Ai Colli; Residenza Sanitaria
Assistenziale e Casa Protetta Vil-
la Serena, Ranuzzi storica e la
Ranuzzina.
N
ormalmente la maggior
parte di noi presenta qual-
che disturbo, spesso bana-
le, al quale ci abituiamo e con il
quale conviviamo, anche da mol-
to tempo.
Talvolta il disturbo aumenta nel
tempo in modo subdolo e talmen-
te graduale che non riusciamo pi
ad identificarne lentit.
Proviamo a chiedere o a chieder-
ci: Come digerisci? Come vanno
le tue funzioni?
La risposta viene spontanea ed
istintiva Bene!; negli attimi suc-
cessivi, riflettendo, ci rendiamo
conto che in realt non cos e,
se abbiamo lonest di ammetter-
lo almeno a noi stessi, talvolta so-
no presenti alcuni disturbi ai qua-
li non facciamo pi caso o rifiu-
tiamo di prestare la dovuta atten-
zione.
Nella quasi totalit dei casi i nostri
sono disturbi facilmente diagnosti-
cabili e legati a disfunzioni o ma-
lattie benigne: a maggior ragione
necessario svolgere una corretta
azione di diagnosi precoce e di pre-
venzione delle malattie.
Solo con la prevenzione infatti
possibile diagnosticare precoce-
mente e curare efficacemente in
tempo malattie, che certamente
non sono tumorali ma possono di-
venirlo se trascurate o diagnosti-
cate imprecisamente.
Un programma scientifico per la
prevenzione delle malattie pi fre-
quenti e dei tumori, permette di dia-
gnosticare, talvolta, solo banali ma-
lattie che guariscono facilmente
oppure, nella quasi totalit dei ca-
si, le indagini eseguite conferme-
ranno pienamente la propria buo-
na salute.
Ci rappresenta il massimo valore
della vita: la certezza della buona
salute propria e dei nostri cari.
Quelli che seguono sono solo con-
sigli mirati ad evidenziare i prin-
cipali fattori di rischio e segnali di
allarme e ad illustrare le indagini
effficaci relative alle pi frequen-
ti malattie, in special modo a quel-
le tumorali.
Per una azione di check up che sia
realmente efficace, necessario af-
fidare a Specialisti esperti, anche
in campo oncologico, la gestione
della salute propria e dei nostri ca-
ri con indagini veramente mirate
e, soprattutto, con controlli perio-
dici personalizzati per sesso, et,
rischio specifico.
Dobbiamo avere il coraggio di
prendere atto della nostra fragilit
e, quindi, affrontare la realt:
1.700.000 persone muoiono ogni
anno in Europa per malattie tumo-
rali anche in giovane et.
La maggior parte di essi sarebbe
invece guarita se avesse potuto con-
tare su una diagnosi corretta e pre-
coce.
La scienza, oggi, offre infatti la
possibilit di indagare nel dettaglio
sia gli organi
che le funzioni; persino in grado
di accertare la predisposizione o la
eventuale presenza di fattori gene-
tici o ambientali portatori di alcu-
ne malattie tumorali.
La prevenzione e la diagnosi
precoce sono le armi pi
pot ent i!
Nel caso remoto di una malattia
tumorale dobbiamo aver chiaro il
concetto che, quasi sempre, le ma-
lattie tumorali sono ad evoluzio-
ne lenta o lentissima anche di mol-
ti anni, nelle fasi iniziali non pro-
vocano alcun dolore e danno se-
gni chiari della loro presenza so-
lo quando interferiscono con le
funzioni dellorgano o dellappa-
rato.
La diagnosi precoce rappresenta,
quindi, larma pi potente poich
dalla maggior parte dei tumori si
pu guarire purch vengano evi-
denziati nelle fasi iniziali.
Ne abbiamo tutto il tempo!
Che cosa si pu fare per persegui-
re questo obiettivo?
Si deve innanzitutto voler fare real-
mente serie azioni costruttive;
non con la scaramanzia o con la
politica dello struzzo che si posso-
no affrontare le responsabilit ver-
so noi stessi e tacitare la coscien-
za verso i nostri cari!
Pro Terza Et
30
Silvest ro Lucchese
Come prot eggersi
dalle malat t ie
e dai t umori
Analizziamo ora i principali orga-
ni ed apparati.
Ogni organo o apparato pu pre-
sentare fattori di rischio o sintomi
importanti (segnali di allarme) che,
se conosciuti, possono permettere
di inquadrare correttamente una
malattia quasi sempre benigna e di
prevenirne le complicanze o lag-
gravarsi della stessa.
Analoga importanza riveste la co-
noscenza di quali indagini esegui-
re periodicamente e la volont di
svolgere una cosciente ed effica-
ce azione di prevenzione.
M ammella
Rappresenta un organo che pu es-
sere spesso sede di molteplici ma-
lattie benigne ma che, talvolta, pos-
sono essere subdole e, se trascura-
te o mal diagnosticate, possono na-
scondere caratteri di malignit.
Normalmente la mammella un
organo riferito alla sessualit ed al-
la maternit; negli anni fertili la
donna abbastanza attenta ai rela-
tivi controlli.
In et avanzata questa attenzione
cala ed proprio in questa epoca
che si ha la maggior incidenza di
neoplasie mammarie
I tumori della mammella impiega-
no molti anni per crescere; abbia-
mo tutto il tempo per fare una ef-
ficace prevenzione ed una diagno-
si precoce.
Fat t ori di rischio
f amiliarit
malat t ie della mammella
nessuna gravidanza o
gravidanza in t arda et
Cont rollo
et 20-35 anni:
aut opalpazione, esame
senologico ogni due anni ed
event uale ecograf ia.
et 30-40 anni in poi:
una mammograf ia di base e di
cont rollo ogni uno o due anni,
a giudizio clinico.
Dopo i 40 anni:
una mammograf ia ogni anno
Segnali di allarme
Nodulo non precedent ement e
apprezzabile
Perdit e di sangue dal capezzolo
Colon-ret t o
Il colon ( grosso intestino) ed il ret-
to (sua parte terminale) rappresen-
tano la sede di maggior frequen-
za di malattie quasi sempre beni-
gne , ma anche la sede delle pi
frequenti malattie tumorali; spes-
so si possono reperire banali pic-
coli polipi che possono essere
asportati direttamente in sede di
endoscopia diagnostica (colonsco-
pia) ma che , se trascurati, posso-
no nel tempo degenerare.
I tumori del colon sono a lenta evo-
luzione e possono dare segni ini-
ziali della loro presenza con sin-
tomi sovrapponibili a quelli di ba-
nali coliti o perdite di sangue
spesso ascritte ad emorroidi inter-
ne!
Cont rollo
Esplorazione ret t ale, che deve
essere sempre eseguit a nelle
visit e generali
Ogni anno:
ricerca del sangue occult o nelle
f eci
Colonscopia ogni 5 anni, dopo i
40-50 anni
Ogniqualvolt a un int est ino
regolare divenga a lungo
irregolare
Fat t ori di rischio
Familiarit per t umori o polipi
del colon
Poliposi del colon
Malat t ie inf iammat orie croniche
dell int est ino
Diet a scarsa di f ibre e ricca di
grassi
Obesit grave
31
COME PROTEGGERSI DALLE MALATTIE E DAI TUMORI
Segnali di allarme
Irregolarit prolungata di un
alvo regolare
Sangue nelle feci
Dimagrament o inspiegabile
Febbricole prolungat e e dolori
addominali
Apparat o respirat orio
frequentemente sede di malattie
per varie cause (fumo, inquinamen-
to, attivit lavorative, ecc.): il La-
zio presenta statisticamente la mag-
giore incidenza di malattie tumo-
rali del polmone
Cont rollo
Una semplice radiograf ia del
t orace ogni 2-5 anni
Per i f ort i f umat ori prudent e
eseguire una Tc spirale del
t orace ogni 2 anni
Fat t ori di rischio
Fumo, specie se aspirat o e ad
alt e t emperat ure
Ambient e di lavoro : se
present i sost anze chimiche o
f umo passivo obbligat o
Segnali di allarme
Espet t orat o con t race di
sangue
Tosse secca persist ent e
Broncopolmonit i f requent i e
dif f icilment e curabili
Ut ero endomet rio
Labitudine di eseguire controlli
clinici ginecologici ormai larga-
mente diffusa ma non cos in et
avanzata!
Dobbiamo essere attenti alla tra-
scuratezza degli anziani e stimo-
larli e sensibilizzarli ad una mag-
giore attenzione, anche cogliendo
noi stessi elementi di sospetto.
Cont rollo
Ogni anno opport una una
visit a ginecologica con pap-t est
In menopausa necessario un
esame cit ologico
dell endomet rio
Fat t ori di rischio
L obesit
Il diabet e
L uso prolungat o di est rogeni,
specie in post -menopausa
Segnali di allarme
Perdit e vaginali di sangue non
ciclico
Vescica e prost at a
Let avanzata abitualmente le-
gata a disturbi della minzione in
genere ed il numero di anziani cre-
sce continuamente; dobbiamo aver
presente che spesso le malattie di
questi organi possono colpire an-
che persone in et relativamente
giovane.
Cont rollo
Cont rollo della prost at a :
indicat o annualment e dopo I
40 anni
PSA ogni anno dopo i 50 anni
Event uale ecograf ia t rans-ret t ale
Fat t ori di rischio
Familiarit
Fumo
Sost anze chimiche
Segnali di allarme
Dif f icolt nella minzione
Tracce di sangue nelle urine
Pelle
La pelle pu presentare spesso nei
o alterazioni che, anche se presen-
Pro Terza Et
32
COME PROTEGGERSI DALLE MALATTIE E DAI TUMORI
ti da molto tempo, possono modi-
ficarsi in modo non sempre evi-
dente ad occhi inesperti.
La recente abitudine di sottopor-
si frequentemente allesposizione
di lampade solari ha incrementato
statisticamente linsorgenza di ma-
lattie della pelle.
Cont rollo
necessaria una accurat a visit a
dermat ologica periodica con
mappa det t agliat a dei nei,
present i t alvolt a anche in sedi
inaccessibili o copert e da peli o
capelli
Fat t ori di rischio
Familiarit
Pelle molt o chiara e sot t ile
Eccessiva e prolungat a
esposizione al sole
Segnali di allarme
Nei aument at i di dimensione o
variant i nel colore
Erosione cut anee croniche
Insorgenza recent e di nei di
colore molt o scuro.
In tutti i casi sinora descritti pru-
dente un controllo specialistico per-
sonalizzato e mirato ad una accu-
rata valutazione delle nostre fun-
zioni o dei nostri organi a maggio-
re rischio ; quasi sempre le indagi-
ni svolte non evidenzieranno nul-
la di rilevante o solo eventuali ma-
lattie benigne facilmente curabili
Si ha cos la certezza della buona
salute propria e dei nostri cari e
questo, ripetiamo, il valore pi
prezioso per la nostra vita!
ATTIVITA SCIENTIFICA:
Direttore scientifico di Riviste
di Chirurgia Autore di nume-
rose pubblicazioni e libri di Chi-
rurgia, tra cui il recente: Ma-
nuale pratico di proctologia
durgenza edito dalla Societ
Italiana di Chirurgia Coloret-
tale.
Relatore, moderatore, discussant,
presidente, direttore scientifico,
ecc.. in numerosi corsi di aggior-
namento, convegni, tavole roton-
de, simposi, workshop.
numerosi corsi di perfezionamen-
to in Italia ed allestero (es. Chi-
rurgia colo-proctologica con Me-
todo Longo Krankenhaus St.
Elisabeth Wien, Minimally In-
vasive Operating Tecniques in
Colorectal Surgery European
Surgery Institute Hamburg,
ecc.).
33
COME PROTEGGERSI DALLE MALATTIE E DAI TUMORI
Professore dal 1996 nella Fa-
colt di Medicina dellUniver-
sit La Sapienza, dellUniversi-
t di Tor Vergata, nei Corsi di
Perfezionamento, nei Master
Universitari di II e III livello
Titolare dell insegnamento:
Scuola di Specializzazione in
Chirurgia generale nell Univer-
sit La Sapienza.
ATTIVIT OPERATORIA:
Chirurgo specialista
Chirurgia generale e durgenza
Chirurgia oncologica
Chirurgia colon-proctologica
Pi di 5000 interventi di piccola,
media ed alta chirurgia del collo,
toracica, addominale (molti casi
anche in laparoscopia), di colon-
proctologia, ecc. in elezione ed in
urgenza.
Prof . Silvest ro Lucchese
L
a ricerca di una soluzione al-
linevitabile invecchiamen-
to delluomo, si perde nella
notte di tempi. Sono stati persegui-
ti rimedi che contrastassero il ve-
nir meno dellefficienza fisica e
psichica.
Luomo ha sempre temuto le ma-
lattie del corpo e della men-
te che, nella vecchiaia,
avrebbero potuto minare la
propria autonomia. Si ap-
pellato a tutti mezzi imma-
ginabili per combattere una
realt ineludibile. Ha chie-
sto aiuto alla magia, alla su-
perstizione, alla medicina
popolare, ha invocato le
fontane della giovinezza,
ricorso a tutto quello che
gli era possibile per ricette
di lunga vita.
La Medicina Anti-ageing
irrompe, nella societ at-
tuale, lanciando speranze
eccessive e fantasiose.
Di fatto, la verit che luomo non
vuole assolutamente invecchiare.
Da sempre.
La ricerca non ancora finita e non
finir.
Anni or sono, entrato in commer-
cio un prodotto di nome Gerovital.
Il nome era estremamente accatti-
vante; gero cio anziano e vital cio
vita. Sembrava che la dottoressa
Ana Aslan, con questo farmaco,
avesse risolto i problemi. Sappia-
mo come andata a finire.
Linvecchiamento si accompagna
a modificazioni fisiologiche e fun-
zionali che interessano i principa-
li organi ed apparati quali il cuore,
il cervello, il rene, il sistema im-
munitario, eccetera.
Malgrado lestrema variet dei mu-
tamenti biologici che si realizzano
nella senescenza, si cercato di ri-
condurre ad ununica teoria il pro-
cesso dellinvecchiamento. Di fat-
to, uno sforzo pressoch impos-
sibile per la costante interazione
fra influenze genetiche ed ambien-
tali.
Sono molte le teorie che cercano
di spiegare linvecchiamento, ma
due sono quelle che vanno per la
maggiore.
La prima la teoria dellinvecchia-
mento programmato. Si appella al
concetto dellorologio biologico e
riconosce, come substrato, eventi
stabiliti geneticamente.
Linvecchiamento dipende da una
evoluzione tempo-correlata delle
diverse funzioni. Si invecchia per-
ch da un punto di vista genetico
esiste una programmazione stabi-
lita geneticamente e controllata da
pochi geni. Se noi potessimo inter-
venire su questi, riusciremmo a
bloccare linvecchiamento.
In questa teoria, sono con-
fluite la teoria della sene-
scenza programmata, la teo-
ria neuroendocrina e la teo-
ria immunologica.
La senescenza programma-
ta dipende dallaccensione-
spegnimento di alcuni geni
in grado di regolare le varie
funzioni biologiche.
La teoria neuroendocrina in-
dividua, nel gioco ormona-
le, il controllo dellorologio
biologico.
Il sistema neuroendocrino
responsabile dellomeostasi del-
lorganismo. Una sua progressiva
disregolazione pu determinare il
declino delle funzioni fisiologi-
che che si osserva con linvecchia-
mento.
La teoria immunologica vede nel
decadimento del sistema immuni-
tario una conseguente maggiore
vulnerabilit alle malattie infetti-
ve e, quindi, allinvecchiamento ed
alla morte. vero, peraltro, che esi-
stono animali con un sistema im-
munitario poco sviluppato che in-
vecchiano e questo dimostra che
Pro Terza Et
34
Luigi G. Grezzana
Medicina ant i-ageing:
una nuova f ront iera
medica e sociale
35
agli animali di taglia maggiore.
La teoria del cross linking o aggre-
gazione presuppone che laccumu-
lo di certe proteine, dette aggrega-
te, danneggi cellule e tessuti. Que-
sta teoria poggia sul concetto che
le proteine glicosilate aumentino
con let e siano caratterizzate da
una ridotta funzione. La glicosila-
zione consiste in un legame non
enzimatico di uno zucchero con
una proteina. La glicosilazione del
collagene aumenta con let, inter-
ferisce con la sua funzione e com-
porta un maggior numero di lega-
mi crociati (cross linking) riducen-
do cos la mobilit e lelasticit dei
tessuti.
La teoria delle mutazioni somati-
che sostiene che, con la vecchiaia,
si realizzano mutazioni genetiche
in grado di deteriorare cellule e fun-
zioni.
La teoria dei radicali liberi indivi-
dua nellaccumulo di radicali libe-
ri la causa di molte alterazioni or-
ganiche che favoriscono linvec-
chiamento. Il metabolismo aerobio
il principale produttore di radi-
cali liberi: si tratta di una specie
chimica con uno o pi elettroni spa-
iati che, con facilit, reagiscono
con altre molecole. Sono reattivi e,
potenzialmente, tossici. Numerosi
sistemi sono deputati alla loro de-
tossificazione. Se tali sistemi di di-
fesa non sono sufficienti, si verifi-
ca il danneggiamento delle strut-
ture cellulari da parte dei radicali
liberi.
Non possibile affrontare il pro-
blema della Medicina Anti-invec-
chiamento se non si cerca prima di
conoscere le teorie pi accreditate
su questo argomento.
Di fatto, nel volgere di pochi decen-
ni la vita si quasi raddoppiata.
Dinanzi ad una vita cos lunga, al-
cuni dicono che diventeremo tutti
vecchi e che saremo tutti quanti dei
catorci, altri sostengono che sare-
mo, invece, tutti pimpanti. Sono
due ipotesi. Una estremamente pes-
simista, laltra oltremodo ottimi-
sta. Probabilmente, la via di mez-
zo quella giusta.
Noi medici cerchiamo di fare la no-
stra parte.
Andando a vedere quali rimedi sug-
geriva la Medicina, nel tentativo di
ritardare linvecchiamento, ne ci-
to solo alcuni fra i pi noti: Gero-
vital, Melatonina, Gingkco biloba,
tale ipotesi non fornisce una rispo-
sta universale allinvecchiamento.
La seconda teoria quella del dan-
no o dellerrore. Non si invoca un
qualcosa che riguardi i geni, ma
lambiente. Lambiente incide su
ciascuno di noi e determina lusu-
ra, linvecchiamento. Enfatizza il
ruolo dei fattori ambientali che, un
po alla volta, minerebbero la per-
formance.
In questa teoria, sono confluite la
teoria dellerrore catastrofico, del
tasso di sopravvivenza, del cross
linking o aggregazione, delle mu-
tazioni somatiche, dei radicali li-
beri.
La teoria dellerrore catastrofico
vede un danno nella sintesi protei-
ca cui consegue la produzione di
proteine non funzionanti. Le pro-
teine inattive conducono, a loro
volta, ad ulteriori sbagli nella sin-
tesi proteica. Questo comporta un
danno nelle cellule, nei tessuti, ne-
gli organi. Ne consegue una cata-
strofica compromissione delle va-
rie funzioni cellulari.
La teoria del tasso di sopravviven-
za sottolinea che laumento del me-
tabolismo ossidativo basale com-
porta un accorciamento della vita.
La sopravvivenza di un organismo
sarebbe correlata al suo metaboli-
smo. Questa teoria poggia sulle os-
servazioni di Raymond Pearl che,
nel 1928, aveva rilevato come i pic-
coli mammiferi avessero una ve-
locit metabolica pi elevata e mo-
rissero pi precocemente rispetto
MEDICINA ANTI-AGEING: UNA NUOVA FRONTIERA MEDICA E SOCIALE
Pro Terza Et
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Selenio, Ginseng, Magnesio, Dei-
droepiandrosterone (DHEA), GH.
Per quanto riguarda questi ultimi,
si pensato che la loro sommini-
strazione avrebbe reintegrato la per-
dita fisiologica di taluni ormoni,
nella senescenza.
Le terapie ormonali, infatti, mirano
a sostituire e compensare il calo or-
monale nella vecchiaia, credendo
cos di risolvere il problema.
Altri ripongono le loro speranze
nelle vitamine e negli integratori.
Un tempo, si davano i ricostituen-
ti. Quando arrivava la primavera,
i ricostituenti sembravano la pana-
cea. Poi, pi nessuno ha creduto ai
ricostituenti, per fortuna, ed il cam-
po stato preso dalle vitamine e
dagli integratori. Sono la stessa,
identica leggenda.
Recentemente, sono comparse teo-
rie basate sulle cellule o estratti cel-
lulari e sulle manipolazioni gene-
tiche. Queste trovano giustificazio-
ne nella teoria dellin-
vecchiamento program-
mato che vuole, appun-
to, che il danno ricono-
sca eventi che abbiano
una base genetica.
Cercando nella bibliote-
ca del Corriere della Se-
ra, che raccoglie gli ar-
ticoli pi significativi
della carta stampata,
interessante vedere cosa
dicono i giornali a tal
proposito.
Si visto, per esempio,
che in un editoriale comparso su
Capital, dal titolo La pillola del-
la giovinezza, si promulgava lef-
ficacia della melatonina. Con que-
sta, si sarebbe vinto linvecchia-
mento.
Su Salve, esce un articolo dal ti-
tolo La pillola fermatempo in cui,
secondo scoperte italiane ed inter-
nazionali, la vitamina E si rivela-
ta essere un potente antiossidante.
Sul Corriere della Sera, viene co-
municato che Il segreto dellim-
mortalit in fondo agli oceani.
Molluschi che ringiovaniscono la
mente, spugne anticancro, medu-
se che vivono in eterno. Si apre la
porta di una grande farmacia che
se ne sta nascosta. Sottacqua.
Vero che il quotidiano La Stam-
pa indica quattro strade.
La prima si riferisce alle terapie
geniche. La mappatura del DNA
consente nuove cure del cancro,
delle malattie circolatorie e di
quelle ereditarie.
La seconda mira ad interventi ge-
netici. Per rallentare lorologio bio-
logico, si propone di agire sui mec-
canismi del DNA che provocano
linvecchiamento.
La terza puntualizza lattenzione
sui trapianti poich, grazie alla clo-
nazione e alla bioingegneria, sa-
rebbero disponibili organi di ricam-
bio in quantit illimitata.
La quarta strada si riferisce alle cu-
re ormonali. Nuove tecniche per-
metteranno di sfruttare gli effetti
allunga-vita di numerosi ormoni
come la melatonina e il DHEA.
Negli Stati Uniti dAmerica, le spe-
se per le terapie ormonali ed in par-
ticolare per lormone della cresci-
ta, il GH, sono addirittura impres-
sionanti.
Gli organi di stampa, per rendere
pi credibili i loro messaggi, cer-
cano lavallo autorevole di qual-
che scienziato. Una notizia, se vie-
ne suffragata dallo scienziato, pi
vera.
Lo studioso tienne-mile Baulieu,
oggi ottantaduenne, un iperattivo
consumatore di DHEA. A suo di-
re, se si assume questo ormone si
sta in forma sino a 120 anni.
Sul Corriere della Sera, esce un
articolo dal titolo Geni in cerca di
immortalit. Ingegneria del DNA,
nanorobot ed integratori ci faran-
no eterni.
Poich uno dei paesi ove la gente
campa di pi, assieme allItalia,
lIslanda, si fatta una ricerca sul-
MEDICINA ANTI-AGEING: UNA NUOVA FRONTIERA MEDICA E SOCIALE
37
la popolazione islandese. stato
scoperto un gene responsabile di
una vita cos lunga, chiamato, non
a caso, matusalemme. Si pen-
sato che se si fosse riusciti a tra-
piantare quel gene, saremmo di-
ventati dei matusalemme. Per
cui, appare pi vicino lelisir di lun-
ga vita.
Il ricercatore, Luc Montagnier, pro-
pone luso della papaya. Quando
ha raccontato che laveva consi-
gliata al Papa, le farmacie sono an-
date addirittura in tilt. La papaya
avrebbe unazione antiossidante.
Sappiamo benissimo che fine ab-
bia fatto la papaya.
Per fortuna, voci autorevoli pren-
dono posizione e dicono: Sono
una grande delusione. Gli antios-
sidanti non servono assolutamen-
te a nulla.
I suggerimenti, invece, per un buon
invecchiamento sono pi semplici
e noti da tempo. Lesercizio fisico
costante, labolizione del fumo,
unalimentazione corretta che mi-
ri a combattere il sovrappeso e
lobesit, sono suggerimenti anti-
chi e sempre validi. In particolare,
importante che lesercizio e lat-
tivit fisica siano costanti.
C anche qualcosaltro che viene
tramandato dalla cultura popolare
e non va dimenticato.
Se vuoi vivere e star bene, pren-
di la vita come viene. un ada-
gio che tutti conosciamo e che,
spesso, i nostri vecchi ci ripetono.
Invero, non dobbiamo pensare che
i centenari non abbiano conosciu-
to, nella loro lunga vita, difficolt,
amarezze e sconfitte. I bersagli
mancati e gli amori perduti fanno
parte del nostro viaggio.
Chi vive a lungo ha imparato a tra-
sformare in vantaggi anche le si-
tuazioni negative.
Su la Repubblica, vengono sug-
geriti dei consigli che mi sembra-
no pertinenti. Entro certi limiti, si
deve combattere la nevrosi. Tutti
ne abbiamo un po, ma se trop-
pa, fa male.
Soprattutto, per, si deve temere la
depressione che, effettivamente,
apre le porte a molte malattie.
opportuno recuperare un tempera-
mento equilibrato.
Nessuno nasce imparato, ma se
ci impegniamo, forse meglio.
C un altro dato, comparso sul
Corriere della Sera che, a mio
modo di vedere, significativo.
Evidenzia che la salute passa an-
che attraverso lingiustizia socia-
le. Si visto, infatti, che i ricchi
sono pi sani e pi longevi. La po-
vert un fattore di rischio.
Una credenza da sfatare, invece,
quella che si riferisce alla vita al-
laria aperta, nei posti ameni. Per
molto tempo abbiamo creduto fos-
sero luoghi da cercare e da auspi-
care per tutti.
In un libro di recente pubblicazio-
ne, Lamara medicina di Rober-
to Volpi, vengono smantellate que-
ste convinzioni. Non vero che vi-
vere in certi posti isolati, ameni,
sia il massimo della vita e che le
polveri sottili della citt siano
espressive solo di calamit.
Di fatto, la socializzazione, lo sta-
re insieme, il mangiar la pizza con
gli amici, il trovarsi, il pettegolez-
zo, il chiacchierare, come appun-
to permette la grande citt, consen-
tono una vita pi lunga.
Quindi, rincorrere paradisi e chi-
mere non la soluzione giusta.
Come accennavo in precedenza,
c un mercato impressionante nel-
la Medicina anti-ageing. Sul New
York Times, il 15 aprile 2007,
Duff Wilson scrive che si medica-
lizza una condizione fisiologica
con luso di vitamine, ormoni e far-
maci di ogni sorta; parla di vec-
MEDICINA ANTI-AGEING: UNA NUOVA FRONTIERA MEDICA E SOCIALE
chiaia come et delloro perch die-
tro c un business cospicuo.
Il fatturato dei farmaci anti-ageing,
giunge a 50 miliardi di dollari nel
2006 e supera i 70 miliardi nel
2009. Sono cure con antiossidan-
ti, integratori, ma soprattutto, or-
moni che non soltanto sono inuti-
li, ma presentano delle controindi-
cazioni serie alla salute.
Infatti, su Annals of Internal Me-
dicine del 16 gennaio 2007, Hau
Liu scrive che lormone della cre-
scita non solo inefficace, ma rea-
lizza anche dei rilevanti effetti col-
laterali sullapparato cardiovasco-
lare e sullincidenza di certe neo-
plasie. Non da sottovalutare.
Malgrado questo, c uno smoda-
to uso di sostanze nella ricerca di-
sperata di trattenere la vita.
Recentemente, su Biogerontolo-
gy del 2009, viene ribadita da Ro-
bin Holliday, larroganza estrema
della Medicina anti-ageing. una
Medicina che, in modo pretestuo-
so, rincorre risultati che sono in
contrasto con quanto suggerisco-
no migliaia di scienziati.
Purtroppo, dietro, esistono degli
interessi economici enormi.
Su The New England Journal of
Medicine dellottobre 2006, K.
Sreekumaran Nair ribadisce che n
il DHEA n il testosterone, sorti-
scono dei benefici effetti sulla com-
posizione corporea, sulla perfor-
mance fisica, sulla qualit di vita
e sulla sensibilit allinsulina.
Su The Journals of Gerontology,
del 2004, S. Jay Olshansky sostie-
ne che malgrado si tratti di una leg-
genda metropolitana, gli organi di
stampa, la radio, la televisione dan-
no un enorme spazio a queste chi-
mere. Infatti, uno degli argomenti
pi gettonati, nel mondo occiden-
tale, proprio la Medicina anti-
ageing. Quando o un giornale o la
televisione parlano di queste tema-
tiche, laudience si impenna.
Leonard Hayflick, sempre su The
Journals of Gerontology del 2004,
ribadisce che non esiste alcun in-
tervento che sia in grado di arre-
stare, rallentare, invertire linvec-
chiamento. La Medicina anti-
ageing propone un bagaglio non
condivisibile di prodotti che non
sono mai stati testati scientifica-
mente.
Su Scientific American del 29
dicembre 2008, si ribadisce che non
c la fontana della giovinezza.
Cinquantuno scienziati hanno pre-
so carta e penna ed hanno sotto-
scritto che si tratta di una leggen-
da metropolitana.
Che fare? La mia piccola idea che
bisogna inventarsi un gioco. Cia-
scuno di noi, con let, deve inven-
tarsi un gioco.
Luomo, le cose pi importanti, le
ha fatte spinto dalla passione e dal-
la gratuit. Se solo osserviamo le
numerose opere darte, orgoglio
del nostro paese, troviamo la chia-
ve di quanto detto. Solo la passio-
ne, infatti, e la gratuit hanno po-
tuto incidere sui molti artisti di cui
nessuno conosce il nome, che si so-
no adoperati, per esempio, per co-
struire le nostre chiese.
Dinanzi ad una vita che si rad-
doppiata, mi sembra che non basti
pi pensare allhomo faber, ma che
sia pi giusto allargare questo con-
cetto allhomo agens.
Lhomo faber solitario, indivi-
dualista ed autarchico. Si interes-
sa degli altri in quanto mezzi ne-
cessari od ostacoli al suo fare.
Pro Terza Et
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MEDICINA ANTI-AGEING: UNA NUOVA FRONTIERA MEDICA E SOCIALE
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MEDICINA ANTI-AGEING: UNA NUOVA FRONTIERA MEDICA E SOCIALE
Lhomo agens si muove in un si-
stema aperto, non isolato, nel qua-
le irrompe continuamente il nuo-
vo, limprevisto. Mentre il fare si
pu esprimere come un processo
mono-logico finito cio un mono-
logo, lagire si configura come un
rapporto dia-logico aperto cio un
dialogo. Agire per un altro non
solo fare qualcosa per un altro, ma
anche fare qualcosa con un altro.
Si pensi allinsegnamento, alla cu-
ra, alla consulenza.
In fondo, questo spiega lanima del
volontariato e, quindi, la gratuit.
Nella nostra societ avanzata se,
improvvisamente, venisse a man-
care tutto quello che si fa volonta-
riamente, gratuitamente, lecono-
mia si arresterebbe.
in questottica che vedo il signi-
ficato di inventarsi un gioco.
Dopo una vita trascorsa nel lavoro
che, chi pi chi meno ci siamo scel-
ti, mi sembra giusto e bello che cia-
scuno di noi si senta libero di dare
la preferenza al lavoro che pi gli
si addice. Quasi fosse un gioco.
Sono andato a vedere cosa fanno,
come stanno, come sono quelli che
si sono inventati un gioco. Li co-
nosco tutti. Per nome.
Non dobbiamo cercare le cose im-
possibili. Ogni lavoro importan-
te purch venga fattiocon amore.
Tutto ha la sua dignit. Dipende da
come lo si fa.
indispensabile la passione.
Anche in tarda et ci si deve alle-
nare alla creativit: insegna nuove
strategie del vivere, permette il re-
cupero del corpo. Guarisce.
Si deve imparare ad investire nel-
lenergia del sorriso, del gioco, del
canto, della meditazione, del si-
lenzio.
Non condivisibile una cultura
che neghi, rinvii e nasconda la vec-
chiaia.
Quando non si pu pi fare, si pu
dare e ricevere, ascoltare e narra-
re, perdonare e perdonarsi, esperi-
re la gioia della saggezza superan-
do la tentazione di uccidere il pas-
sato ed arrendersi al futuro.
Ieri, nel 1200, Ruggero Bacone,
monaco saggio, (nella foto) sugge-
riva la sua pillola della giovinezza
che consisteva in una nutrizione
opportuna, in un regolare esercizio
fisico e nel respiro di una vergine.
A suo dire questa triade avrebbe
trovato la soluzione dei problemi
dellinvecchiamento.
Oggi, scorgiamo nelle parole di
William Hazzard, un faro per tutti
noi.
Noi, come geriatri, ben lontani
dalle fantasie di una vita eterna ed
ancora pi lontani dalla fontana
della giovinezza, continueremo a
restare in trincea per curare i no-
stri malati cio i pi vecchi, i pi
complessi e vulnerabili di tutti i pa-
zienti.
Bibliografia
- Liu H. et al. : The safety and the efficacy of growth hormone
in the healthy elderly Annals of Internal Medicine Jan. 2007
- R. Holliday : The extreme arrogance of Anti-Aging medicine
Biogerontology Apr. 2009
- K. Sreekumaran Nair et al. : DHEA in Elderly women and
DHEA or Testosterone in Elderly men The New England Jour-
nal of Medicine Oct. 2006
- S. J. Olshansky et al. : Anti-aging Medicine : The Hype and
the Reality The Journals of Gerontology June 2004
- L. Hayflick : Aging: the Reality: Anti-Aging is an Oximoron
The Journals of Gerontology June 2004
- S. J. Olshansky, L. Hayflick, B. Carnes : No truth to the Foun-
tain of Youth Scientific American June 2002
- W. R. Hazzard : Editoriale JAGS 2005
- A. Nobili : Il miraggio dei rimedi e delle cure anti-invecchia-
mento NEGRI NEWS 134 Aprile 2002
Pro Terza Et
40
stato approvato il progetto for-
mativo destinato ai dipendenti del-
le Aziende di Anaste Liguria, dal
titolo Step by Step presentato in
dicembre 2010, ed in allegato alla
persente, al Fondo Interprofessio-
nale FOR.TE.
Le Aziende che avevano aderito
producendo la documentazione ri-
chiesta verranno quindi convoca-
te per la programmazione del per-
corso formativo che si svilupper
presso le Residenze realizzando
aule formative di piccoli gruppi da
5 /6 allievi in contemporanea in
modo da agevolare la calendariz-
zazione.
Entro il 31 agosto 2011 verr fir-
mata la convenzione e a settem-
bre si potr partire con la prima fa-
se di formazione. Le aziende par-
tecipanti verranno convocate alla
1 riunione di monitoraggio in cui
verr comunicato limpianto del
progetto che dar ad ogni azienda
la possibilit di pianificare la for-
mazione da settembre 2011 a di-
cembre 2012 secondo le esigenze
organizzative.
Siamo comunque lieti di poter apri-
re la possibilit di inserimento di
alcune aziende nuove nel progetto
che dovranno essere aderenti al
Fondo Forte e inserite entro il 31
agosto 2011 previa compilazione
del modello 2ter che alleghiamo.
Luca Pallavicini
Piano Format ivo
Anast e Liguria
41
PIANO FORMATIVO - ANASTE LIGURIA
Pro Terza Et
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PIANO FORMATIVO - ANASTE LIGURIA
43
PIANO FORMATIVO - ANASTE LIGURIA
Pro Terza Et
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Sostenere le famiglie nel difficile
percorso di assistenza ai malati di
Alzheimer, realizzare la continui-
t assistenziale al domicilio del pa-
ziente, valorizzare le capacit re-
sidue dei pazienti. LAima campa-
na, (Associazione Italiana Malat-
tia di Alzheimer Onlus) vicino ai
Pazienti con Demenza e alle loro
Famiglie attraverso i progetti Ho-
me Care Premium AimaAmia-
moci approvato e finanziato da
Inpdap nellambito delle iniziati-
ve Persona sempre ed il proget-
to nel Cuore approvato e finan-
ziato da Enel Cuore.
Il primo progetto, condotto in par-
tenariato con lAou Federico II, le
associazioni Formit e Penelope e
con il servizio umanizzazione del-
lAsl Napoli centro, assicura assi-
stenza domiciliare personalizzata
e completamente gratuita nellam-
bito di una rete di servizi in favo-
re di pensionati Inpdap ultrases-
santacinquenni del territorio cam-
pano affetti da Alzheimer o altre
demenze correlate.
Il secondo progetto, attraverso un
pulmino donato da Enel Cuore On-
lus, permetter lorganizzazione di
visite guidate, gite, momenti di sva-
go e laccompagnamento dedica-
to di persone con Alzheimer e le
loro famiglie dal proprio domici-
lio al territorio (unit operative ter-
ritoriali, ambulatori, centri diurni,
centri ascolto, gruppi di auto-mu-
tuo aiuto) per offrire sollievo e
supporto. LAlzheimer oggi la
forma pi frequente di demenza se-
nile: entro gli 85 anni ne viene col-
pita una donna su cinque e un uo-
mo su dieci.
Alzheimer, Assist enza
Domiciliare Grat uit a
Il metodo proposto da
AIM A NAPOLI ONLUS
nellambito del Progetto
AIM AAM IAM OCI
Nei conf ront i delle persone
con demenza in f ase prodromica
o lieve iniziale
Il paziente demente viene quasi re-
golarmente escluso da un percor-
so riabilitativo. Ci in considera-
zione della natura della sua pato-
logia e, spesso inconfessatamente,
in relazione al vissuto di impoten-
za terapeutica che esso pu evo-
care negli operatori.
Se tuttavia consideriamo il signi-
ficato della riabilitazione nella ac-
cezione che le pi propria, vale
a dire come qualsiasi strategia fi-
nalizzata a ridurre un handicap,
non possiamo non individuare nei
soggetti affetti da sindromi demen-
ziali una potenziale, se non addi-
rittura preferenziale, fascia di uten-
za della riabilitazione.
Lapproccio riabilitativo prevede
interventi e stimoli che, conside-
rando il rapporto tra grado di pres-
sione ambientale e caratteristiche
qualitative della risposta compor-
tamentale, strutturano lambiente
fisico ed interpersonale del pazien-
te in modo da promuovere un nuo-
vo equilibrio adattativo.
In questo contesto, le linee gene-
rali della riabilitazione cognitiva e
psicosociale nei pazienti dementi
devono considerare: a) interventi
sulla persona, miranti al compen-
so funzionale del deficit; b) inter-
venti sullambiente, miranti a rico-
struire un rapporto adattativo pi
favorevole al soggetto c) interven-
ti sulle famiglie miranti al poten-
ziamento delle competenze nella
gestione domiciliare e alla riduzio-
ne dello stress nel caregiver
Lassessment multidimensionale
costiruisce il punto di partenza per
la impostazione di un progetto ria-
bilitativo individualizzato. In que-
sto contesto il ruolo principale
svolto dalla valutazione delle abi-
lit cognitive e funzionali residue,
con lobiettivo di potenziarle e ral-
lentarne lulteriore perdita.
Gli interventi riabilitativi potran-
no essere effettuati a livello indi-
viduale o per piccoli gruppi, pre-
feribilmente omogenei.
Gli approcci riabilitativi maggior-
mente privilegiati sono la ST -
Skills Training e la ROT - Reali-
ty Orientation Therapy.
Obiettivi specifici della dimensio-
ne riabilitativa:
1. recupero e mantenimento delle
competenze cognitive e compor-
tamentali in un ambiente sicuro
e ricco di stimoli
2. valutazione dei bisogni e rispo-
ste agli stessi
3. promozione della socializzazio-
ne
4. riduzione dello stress e dei di-
sturbi comportamentali
45
La riabilit azione nelle persone
con malat t ia dAlzheimer
Da alcuni anni lAIMA, propone
un protocollo sperimentale di ria-
bilitazione per le persone con ma-
lattia dAzheimer.
Tale Protocollo ha visto la sua spe-
rimentazione nellambito del D.S.
45 ASL Napoli 1, presso il C.R.N.
e il GIFFAS che hanno messo a
disposizione i locali, un mezzo di
trasporto ed unarea specifica per
i nostri associati ( attivando un ve-
ro e proprio Nucleo Alzheimer),
per linserimento di persone con
diagnosi di deficit cognitivo in fa-
se lieve moderata, allinterno di un
percorso riabilitativo specifico a
piccoli gruppi per due tre ore con
frequenza giornaliera o trisetti-
manale in base alle esigenze
espresse dalla famiglia.
Tale Progetto ha previsto, oltre al-
le figure necessarie quali il
M.M.G., il neurologo, il geriatra,
lo psicologo, il T.d.R., il T.O.,
lO.T.A. etc, anche la presenza pe-
riodica di esperti AIMA al fine di
registrare il percorso delineato e
gli eventuali accorgimenti da ap-
portare specie per tutti gli inter-
venti socio-assistenziali correlati,
scaturenti dai colloqui con le fa-
miglie, oltre alla presenza di un
operatore domiciliare e dei servi-
zi territoriali, con specifiche com-
petenze per la cura e lassistenza
alle persone affette da demenza
dAlzheimer e sindromi correlate,
nonch operatori volontari
sistenziale, perch consapevoli
di un trattamento di qualit, per-
ch non produce grossi di sensi
di colpa;
rispetta la persona affetta da de-
ficit, perch lo aiuta a mantene-
re lautonomia nelle sue attivit
quotidiane, motivandolo, grati-
ficandolo e senza sradicarlo dal-
la sua famiglia;
riduce lo stress della persona e
dei suoi familiari;
contenitivo nei costi perch
trattasi di terapie a piccolo grup-
po che seppure erogate per tre
ore giornaliere, non superano ne-
anche il costo di unora di tera-
pia ambulatoriale;
attuato sul territorio individua-
to quale luogo strategico per lar-
ticolazione aziendale dove rea-
lizzare lintegrazione sociosani-
taria e nel cui ambito dovranno
essere trovate le soluzioni ad una
domanda sempre pi multipro-
blematica, dalla fase di valuta-
zione al progetto terapeutico, al-
la verifica di efficacia, alla con-
gruenza economica, con i vari
attori presenti;
tutelato dallAssociazione in
quanto rappresentativa e garan-
te del reale bisogno dellutente e
della famiglia in tutte le varie fa-
si della malattia.
Di seguito lo studio:
Trattamento plurimo giornaliero di riabilitazione cognitiva associata a trattamento farmacologico
in soggetti con Malattia dAlzheimer di grado lieve e moderato:
risultati preliminari della I fase del Progetto A.I.M.AAMIAMOCI nellambito dellA.S.L. Napoli
1 - Patrocinio Assessorato Sanit Regione Campania
C. Musella (2,4) A. Iavarone (1,3,4) N. Vecchione (5,4) M.V. Gianelli (7,4) e . B. Ronga (1)
(1) U.O. di Neurologia Ospedale CTO ASL Napoli 1
(2) Assessorato Sanit Regione Campania
(3) Facolt Psicologia, II Universit di Napoli
(4) AIMA Napoli ONLUS
(5) CRN - Napoli
(6) Direttore Generale ASL Napoli 1
(7) Facolt Medicina e Chirurgia Universit di Genova
Pro Terza Et
46
dellA.I.M.A. che, per la loro espe-
rienza e per il tipo di rapporto di
fiducia instauratosi con i pazienti
stessi e le famiglie, sono garanti
dellappropriatezza e della quali-
t degli interventi posti in essere.
Tale tipo di programma, inoltre,
pone in evidenza la positivit del
rapporto costi/benefici grazie a una
migliore razionalizzazione delle ri-
sorse e alla qualit degli interven-
ti, in rapporto alla spesa.
Tale programma:
voluto dalle famiglie: perch
le solleva dal grosso carico as-
La riabilit azione nelle persone con malat t ia d Alzheimer
Con M.M.G, U.V.A. e U.O.A.R. ex D.S.B. 44,45,46,47,49,51
Obiettivo:
verificare lefficacia di un modello di trattamento riabilitativo combinato in soggetti con (AD) di grado
lieve e moderato. Valutare le eventuali ricadute del trattamento sul carico assistenziale ed emotivo dei ca-
regivers.
Soggetti e procedure:
23 soggetti con AD di grado lieve e moderato sono stati sottoposti per nove mesi a trattamento di sedute
multiple giornaliere di terapia di ROT, PSM, T.O. e attivit ludico ricreative (a piccolo gruppo, tre ore al
giorno, cinque giorni la settimana). Il livello di compromissione cognitiva stato valutato mediante il
MMSE, MDB, NPI, ADL, IADL, mentre il carico per i caregivers stato misurato mediante il (CBI). Tut-
ti i pazienti del gruppo sperimentale risultavano inseriti nel progetto Cronos. Un gruppo di 23 soggetti con
AD di gravit analoga, e comparabili per le variabili demografiche al gruppo in trattamento, stato utiliz-
zato come controllo.
Risultati:
il trattamento riabilitativo risultava in grado di determinare un incremento del punteggio medio al MMSE
di circa 0.7 punti, dove il gruppo di controllo, nello stesso periodo, evidenziava una riduzione di circa 2
punti;tale differenza risultava significativa (Mann-Whitney U=178.5, p.05)
Il carico familiare al CBI, comparabile alla baseline tra gruppo sperimentale e controlli, si riduceva nei
pazienti trattati da 43.43 a 37.72, mentre si elevava da 44.09 a 47.61 nei controlli. Anche su tale variabi-
le la differenza risultata significativa (Mann-Whitney U=117.0, p.003).
Conclusioni:
trattamenti riabilitativi combinati risultano efficaci nel mantenere il funzionamento cognitivo dei pazien-
ti con AD e contribuiscono in misura rilevante ad alleggerire il carico dei caregivers.
47
La riabilit azione nelle persone con malat t ia d Alzheimer
Aerre
I 150 anni
della sanit in It alia
Pro Terza Et
48
A
lla presenza del ministro
della Salute Ferruccio Fa-
zio, nei festeggiamenti per
il compleanno dello Stato italia-
no, la sanit non pu certo gioca-
re un ruolo di secondo piano visto
il ruolo di rete che ha svolto su
tutto territorio nazionale, dando un
contributo decisivo alla sua unifi-
cazione di fatto.
Nelle diverse iniziative che hanno
celebrato il ruolo della sanit nel
corso dei 150 anni, uno spazio di
rilievo hanno avuto di certo quel-
le strutture che pi di tutte si sono
distinte come reti nazionali: la
donazione del sangue, quella de-
gli organi e lassistenza sanitaria
gratuita e universale.
Il bilancio del loro funzionamento
oggi conferma come, nonostante
la resistenza di differenze locali che
penalizzano sempre il sud, il siste-
ma nazionale della salute abbia
contribuito ad unidentit unica,
partendo proprio da uno dei temi
sensibili per eccellenza, quello del-
la salute.
Nella ricerca difficile di un equili-
brio che permetta alle regioni pi
deboli di raggiungere i risultati del-
le pi virtuose, diversi meccanismi
di solidariet hanno creato nei fat-
ti un sistema nazionale che si
espresso proprio attraverso le tre
reti del sangue, dei trapianti e del
servizio sanitario nazionale.
Se c qualcosa che pu dimostra-
re come lunione fa la forza, e lec-
cellenza in questo caso, la rete
trapiantologica italiana. Dopo il
primo trapianto in Italia, effettua-
to con un rene nel 1966 al Policli-
nico di Roma, il nostro Paese ha
via via iniziato a svolgere trapian-
ti e raccogliere organi. I risultati
sono notevoli: si passa da 392 do-
natori utilizzati nel 1992 a 1167 nel
2009, per un totale complessivo di
14.862 donatori e 43.521 trapian-
ti effettuati, inclusi quelli combi-
nati. La rete nazionale non so-
lo per gli organi, ma anche per i
tessuti e le cellule staminali emo-
poietiche da midollo osseo e cor-
done ombelicale spiega Alessan-
dro Nanni Costa, direttore del Cnt
Un sistema strutturato che ha per-
messo al nostro paese di diventa-
re in 10 anni uno dei primi in Eu-
ropa per donatori e trapianti. Un
ruolo non minore ha avuto la rete
della donazione di sangue: 1,6 mi-
lioni di volontari federati Avis,
Croce Rossa, Fidas e Fratres, mi-
gliaia di operatori sanitari tra me-
dici, infermieri professionali e au-
siliari, oltre 300 servizi trasfusio-
nali, 21 Centri regionali di Medi-
cina Trasfusionale, un Centro na-
zionale sangue e 4 milioni di tra-
sfusioni. Sono questi i numeri che
raccontano lo sforzo fatto ogni gior-
no per raccogliere e controllare san-
gue, piastrine ed emoderivati. Il no-
stro Paese diventato autosuffi-
ciente nella raccolta di globuli ros-
si e piastrine dallinizio degli anni
2000 e sta per diventarlo anche per
gli emoderivati. Nel nostro Paese,
come spiega Pasquale Spagnuolo,
responsabile delle politiche sani-
tarie dellAvis, ogni giorno si con-
sumano 10mila unit di emocom-
ponenti tra globuli rossi e piastri-
ne, che in un anno diventano 2,5
milioni. Tuttavia la richiesta cre-
sce ogni anno del 2% circa. Dal
2007 la raccolta del sangue viene
coordinata a livello centrale dal
Centro nazionale sangue, prima era
gestita dagli ospedali sul territorio
e dai volontari. Dal 1990 la lavo-
razione del sangue solo di com-
petenza pubblica.
Infine, per il Servizio Sanitario
Nazionale, la prima legge di sani-
t pubblica del Regno dItalia fu
la Crispi-Pagliani, emanata nel
1888, basata sullassetto sanitario
del Piemonte, pi arretrato rispet-
to alla Toscana o al Regno borbo-
nico, che gi avevano misure di
igiene pubblica e prevenzione del-
le malattie. La sanit nel nuovo
Regno dItalia rientra cos tra le
funzioni di sicurezza, e dipende
dal ministero dellInterno. Cera-
no i medici provinciali e i medici
condotti sparsi sul territorio, ognu-
no dei quali disponeva di una le-
vatrice. Nel 1948 la Costituzione
sancisce il diritto alla tutela della
salute da parte dello Stato, e nel
1968 nascono gli ospedali pubbli-
ci, di tre tipi: generali, provincia-
li e locali. Il 1978 un anno cru-
ciale: vengono emanate la legge
180, che chiude i manicomi, la leg-
ge 194 sullaborto e la 833 che isti-
tuisce il Servizio sanitario nazio-
nale, universalistico e solidale.
Una vera svolta che consente a tut-
ti i cittadini di poter essere curati
gratuitamente, anche in regioni di-
verse dalla propria, senza costi ag-
giuntivi. Nel 2001 la riforma co-
stituzionale devolve alle regioni le
competenze sulla sanit.
49
Pro Terza Et
50
Anziani: camminare a
passo svelt o, ecco il
segret o della longevit
Con pochi infermieri cresce il ri-
schio di morte dei pazienti
La carenza di infermieri in corsia
aumenta il rischio di morire per i
pazienti. Lo dimostra uno studio
pubblicato sul New England Jour-
nal of Medicine da Jack Needleman
delluniversit di Los Angeles.
Il team Usa ha stimato che c un
2% in pi di rischio per ogni tur-
no di lavoro infermieristico non
adeguatamente coperto da perso-
nale. La ricerca stata condotta su
198.961 pazienti ricoverati, duran-
te 177.696 turni di otto ore in 43
unit ospedaliere.
Da tempo ormai in Italia si parla
di emergenza infermieristica deter-
minata dalla carenza di personale;
gli ospedali e i servizi territoriali
sono in crisi. Secondo il rapporto
Osservasalute, se tra il 2005 e il
2006 vi stato un aumento del per-
sonale infermieristico dipendente
del SSN, tra il 2006 e il 2007 sia il
numero di unit in valore assoluto
sia il tasso per 1000 abitanti sono
diminuiti.
Gli esperti hanno stimato che la
probabilit di successo di un rico-
vero e il rischio di morte per un pa-
ziente sono collegati alla quantit
del personale infermieristico allin-
terno della normale turnazione di
otto ore: si registra un 2% in pi di
rischio di morte per ogni turno di
lavoro infermieristico non adegua-
tamente coperto da personale.
M ancano i medici:
60mila in pensione
nel 2015
crisi in chirurgia
Carenza di chirurghi: questo uno
dei rischi dei prossimi anni eviden-
ziato fra i molti dati del Rapporto
Osservasalute 2010 presentato ie-
ri a Roma. Entro il 2015 andran-
no in pensione 60mila medici e non
si sa chi li rimpiazzer. In alcune
specializzazioni si vive gi una si-
tuazione di carenza ma tra tre an-
ni, per esempio, per la chirurgia si
parler di vera e propria crisi. Lo
ha affermato Walter Ricciardi, di-
rettore dellIstituto di Igiene della
Facolt di Medicina e Chirurgia
delluniversit Cattolica di Roma.
Il ministro della Salute, Fazio
intervenuto in maniera tempestiva
gi lo scorso anno ha proseguito
Ricciardi aumentando del 10%
le immatricolazioni alle scuole di
specializzazione ma questo aumen-
to non sufficiente e, in ogni ca-
so, i giovani che si iscrivono ades-
so cominceranno ad operare nel
2021, considerata la lunghezza del-
liter formativo.
Gli ambiti in cui, secondo Ricciar-
di, si sta gi vivendo una situazio-
ne di carenza del personale medi-
co sono la radiologia, la rianima-
zione, lotorinolaringoiatria, la pe-
diatria, ligiene ma una crisi ter-
ribile si prepara per la chirurgia.
Sono tre anni che non saturiamo
i posti disponibili nelle scuole di
specializzazione aggiunge per-
ch i giovani sono spaventati dal
timore di ricevere denunce eserci-
tando il mestiere di chirurgo. LIta-
lia, insieme al Messico, lunico
Paese ad avere lerrore medico nel-
lambito penale.
Secondo il direttore dellIstituto di
Igiene occorre trovare delle solu-
zioni alternative. Una ipotesi
quella di creare dei grossi centri
conclude e consentire che al-
cune operazioni vengano svolte da
personale tecnico che si possa for-
mare in un biennio.
PTE EXPO Verona
Dal 24 al 26 maggio i padiglioni
della Fiera di Verona hanno ospi-
tato PTE EXPO, la fiera dedicata
allanziano in tutte le sue sfaccet-
tature: nei suoi bisogni
di assistenza e cura, nelle doman-
de di autonomia e indipendenza,
nella soddisfazione delle esigenze
delle famiglie, nellinnovazione
delle proposte legate ai nuovi
trend demografici e di mercato.
Tra gli espositori si fatta notare
una neonata azienda. Linnalza-
50
Aerre - Comunicat i St ampa
Comunicat i st ampa
51
Aerre - Comunicat i St ampa
Comunicat i st ampa
mento dellet media della popo-
lazione e levolversi dei bisogni
degli anziani hanno portato
lazienda a progettare un sistema
di arredo che unisce in un solo pro-
dotto innumerevoli possibilit.
Un prodotto che si installa a pare-
te, un sistema modulare, che pu
essere installato nei bagni o nelle
stanze delle residenze sanitarie as-
sistenziali e in tutte quelle struttu-
re che debbano mettere a disposi-
zione dei propri ospiti accessori per
anziani e disabili come seggiolini
per la doccia, maniglioni, ecc... con
il suo design minimale, pu esse-
re inserito in qualsiasi ambiente,
anche in una casa privata, o in un
hotel, senza dare limpressione di
essere stato creato per una fascia
di persone in particolare, come pos-
sono essere gli anziani o i disabi-
li. Il suo design piace a tutti, alloc-
correnza, pu essere attrezzato per
necessit uniche e specifiche.
Questo permette di fornire un ser-
vizio di qualit anche su misura,
senza costi aggiuntivi.
Linstallazione facile e veloce,
non richiede personale specializ-
zato e in pochi minuti un bagno
pu essere trasformato con lag-
giunta di sostegni o sedute.
Il sistema pu essere anche appli-
cato nelle case intelligenti del fu-
turo, dove si voglia avere la possi-
bilit, alloccorrenza, di attrezzar-
si per assistere una persona anzia-
na. Il sistema infatti la soluzione
per affrontare con una cultura nuo-
va le disabilit legate allinvecchia-
mento, favorendo la domiciliarit
per offrire agli anziani lopportu-
nit di continuare a vivere nel pro-
prio contesto familiare e sociale il
pi a lungo possibile.
Realizzare, oggi, un ambiente al-
lavanguardia, significa considerare
e affrontare le esigenze della persona
che invecchia, significa pensare ad
una progettazione integrata di archi-
tettura, nuove tecnologie e prodotti.
Join f or Change
Compart imos 2011
Torino
Se vero che la finanza orienta lo
sviluppo, chi orienta la finanza?
Entro quali margini: politica, isti-
tuzioni pubbliche, tessuto produt-
tivo e societ civile possono con-
tribuire a definire scopi e priorit
del sistema economico-finanzia-
rio, riportando al centro diritti e do-
veri della persona?
Se ne parlato nel laboratorio del
dialogo fra finanza e societ da mer-
coled 11 a venerd 13 maggio 2011
a Torino, a Join for Change, Com-
partimos 2011, appuntamento de-
dicato alla finanza nel suo legame,
necessario e imprescindibile, con la
societ.
La tre giorni ha scandagliato il rap-
porto fra finanza e legalit attra-
verso una rilettura degli strumenti
finanziari che se da una parte of-
frono mezzi per coprire le attivit
illecite, dallaltra sostengono le
esperienze di utilizzo sociale dei
beni sottratti alla criminalit (mer-
coled 11 maggio); le prospettive
della green finance come veicolo
di sviluppo e strumento di investi-
mento (gioved 12 maggio); la ca-
pacit di tenuta alla crisi dimostra-
ta, numeri alla mano, dalla finan-
za cooperativa e il suo ruolo nella
congiuntura presente e negli sce-
nari futuri (venerd 13 maggio).
A Join for Change un dibattito di re-
spiro internazionale sui temi di pi
forte attualit che vedr confrontar-
si le diverse espressioni del sistema
bancario e finanziario con associa-
zioni e movimenti, istituzioni, poli-
tici, esperti del settore. Saranno pas-
sate in rassegna anche le principali
realt di finanza alternativa che, spes-
so lontane dalla luce dei riflettori,
hanno dato prova della loro solidit
specie in questi ultimi difficili anni.
Fra i relatori, don Luigi Ciotti, fon-
datore del Gruppo Abele di Torino e
dellAssociazione Libera contro le
Mafie, Jean-Louis Bancel, presiden-
te di Crdit Coopratif e ICBA (In-
ternational Co-operative Banking As-
sociation), Fabio Salviato, presiden-
te di FEBEA (Federazione Banche
Etiche e Alternative Europee), Pier-
luigi Stefanini, presidente di Unipol
Gruppo Finanziario, Gian Carlo Ca-
selli, procuratore capo della Repub-
blica di Torino, Monica Frassoni, pre-
sidente del partito Verde europeo.
Fonte: Etimos.it
Pro Terza Et
52
Fest a dell Europea
Il 9 maggio 1950, Robert Schuman,
allora Ministro degli Esteri france-
se, diede origine al processo din-
tegrazione europea, presentando la
proposta di creare unEuropa or-
ganizzata, indispensabile al man-
tenimento di relazioni pacifiche fra
gli Stati che la componevano. La
proposta, nota come dichiarazio-
ne Schuman, considerata latto
di nascita dellUnione europea.
Nella quale si legge:
La pace mondiale non potr esse-
re salvaguardata se non con sforzi
creativi, proporzionali ai pericoli
che la minacciano.
Il contributo che unEuropa orga-
nizzata e vitale pu apportare alla
civilt indispensabile per il man-
tenimento di relazioni pacifiche.
La Francia, facendosi da oltre ven-
tanni antesignana di unEuropa
unita, ha sempre avuto per obietti-
vo essenziale di servire la pace.
- prosegue poi con lEuropa non
potr farsi un una sola volta, n sa-
r costruita tutta insieme; essa sor-
ger da realizzazioni concrete che
creino anzitutto una solidariet di
fatto, lunione delle nazioni esige
leliminazione del contrasto fra lo-
ro.
Da allora la giornata del 9 maggio
diventata il simbolo europeo che,
insieme alla bandiera, allinno, al
motto e alla moneta unica, identifi-
ca lentit politica dellUnione Eu-
ropea e al vertice tenuto a Milano
nel 1985 i capi di Stato e di gover-
no decisero di festeggiare questa da-
ta come Giornata dellEuropa.
Oggi come ieri lUnione europea
allascolto e al servizio degli Stati
che stanno crescendo e dei cittadi-
ni, pur mantenendo la sua specifici-
t, le sue abitudini di vita, la sua lin-
gua, ogni cittadino deve tuttavia sen-
tirsi a casa nella patria europea nel-
la quale pu circolare liberamente.
______________
A.N.E.P.
LA.N.E.P. Associazione Naziona-
le Educatori Professionali, infor-
ma dellindizione del corso orga-
nizzato dallA.N.E.P. - Sezione Re-
gionale del Lazio.
Come si evince dalla locandina, il
corso verte su:
Il core competence delleducato-
re professionale: dai bisogni prio-
ritari di salute alla declinazione dei
compiti professionali.
Limpostazione didattica e gli ar-
gomenti trattati sono il frutto di un
progetto di ricerca dellANEP du-
rato oltre due anni. Esso ha appro-
fondito e sviluppato il profilo, le
funzioni, attivit e competenze del-
leducatore professionale, in coe-
renza con i problemi prioritari so-
cio-sanitari della popolazione di ri-
ferimento.
Aerre - Comunicat i St ampa
Comunicat i st ampa
Pro Terza Et
54
Aerre
New s
dei farmaci generici, diabete, can-
cro, incontinenza urinaria, iper-
tensione, dialisi, nuovi servizi in
farmacia etc.
LOM S Europa lancia lallarme
abusi sugli anziani
In occasione della terza conferen-
za Europea sulla Prevenzione del-
le Lesioni e Promozione della Si-
curezza, in corso oggi e domani a
Budapest, in Ungheria, stato re-
so pubblico il Rapporto Europeo
sulla Prevenzione del Maltratta-
mento degli Anziani. Lo studio,
realizzato dalla sezione Europea
dellOrganizzazione Mondiale del-
la Sanit (OMS) che ha preso in
esame i 53 paesi del nostro conti-
nente, ha evidenziato dati davve-
ro allarmanti. Sono circa 10.000
gli anziani in Europa quotidiana-
mente vittime di abusi fisici, men-
tre 4 milioni gli anziani che ogni
anno ricevono percosse, bruciatu-
re, ferite di coltello, o vivono in
condizioni di prigionia. La mal-
nutrizione e gli abusi finanziari
sono poi unaltra voce di questo
macabro elenco, che culmina con
un dato ancora pi scioccante, e
cio con i 2500 anziani che muo-
iono ogni anno per mano di un lo-
ro familiare.
Le persone che soffrono di demen-
za o quelle disabili, in quanto pi
fragili ed esposte, risultano le pi
soggette a questi genere di maltrat-
tamenti, che sono pi comuni nei
paesi con basso o medio reddito e
in particolare tra le fasce pi pove-
Set t imana della Vit a Collet t iva
Dal 24/27novembre 2011 presso il
Palazzo dei Congressi a Roma si
terr la 46a mostra convegno in-
ternazionale per laccoglienza ci-
vile e religiosa.
Torna lappuntamento pi atteso
dagli economi e operatori di col-
lettivit, istituti religiosi e servizi
sociali, alla quale parteciper an-
che lAnaste.
In un unico grande evento tutto
quello che occorre per vivere e la-
vorare in comunit: le migliori pro-
poste del mercato, consulenza pro-
fessionale, convegni e seminari,
workshop e formazione.
IV Congresso FederAnziani 2011
Questanno il IV Congresso Fe-
derAnziani 2011 si svolto a Ro-
ma, dal 14 al 17 giugno, presso il
Palazzo dei Congressi, unitamen-
te all 8 Forum Internazionale
della Salute, il Sanit con oltre
4600 delegati, provenienti da tut-
te le province, si sono incontrati
anche per eleggere le nuove cari-
che sociali per il prossimo qua-
driennio. Nella quattro giorni ro-
mana, alla presenza di centinaia
di delegati e ospiti, si sono avvi-
cendate numerose iniziative de-
dicate alla salute. Sono stati rea-
lizzati ben 76 eventi tra incontri
formativi e convegni con i dele-
gati della federazione sui vari te-
mi legati alla salute e alla terza
et: limportanza delladerenza
alla terapia, il maggior utilizzo
re della societ.
Se in alcuni paesi largomento
ancora considerato un tabu socia-
le e spesso questi episodi di vio-
lenza vengono ignorati e non de-
nunciati, lOMS con questo Rap-
porto, si rivolge a politici e agen-
zie di sviluppo per fornire linee gui-
da basate su prove e dati concreti
che possano aiutare a ideare inter-
venti preventivi atti a fermare que-
sto fenomeno.
One World - Global Justice
st at a brevet t at a una
macchina innovat iva
MS 200 e una macchina innovati-
va, brevettata per lo svuotamento
automatico delle sacche di urina.
Con questa macchina quindi si eli-
mina la costosa e spiacevole ope-
razione dello svuotamento manua-
le delle sacche che motivo di in-
soddisfazione degli operatori. Per-
mette inoltre di svuotare 2 sacche
in circa 15 secondi e velocizza lat-
tivit del personale addetto, con re-
cupero dei costi. MS 200 inoltre
non ha spese aggiuntive per mate-
riale di consumo, mentre lo svuo-
tamento delle sacche completa-
mente automatico, seguito da un
ciclo igienizzante, linstallazione
facile e veloce (come quella di
una lavatrice) e i consumi elettrici
sono minimali.
Pratica ed economica, semplice nel-
lutilizzo e nella manutenzione. E
inoltre sicura, con blocco automa-
tico in caso di anomalia.
55
Tit olo ITINERARI
PER CHI NELLE VACANZE
CI METTE LANIMA
Edit ore Edit oriale It aliana 2000
Format o cm12x23
Pagine 680
Anno nuova ediz. 2011
Prezzo Euro 40,00
Fresca di st ampa la set t ima edizio-
ne di It inerari, la guida ai cent ri di
ospit alit del t urismo sociale e reli-
gioso in It alia. Regione per regio-
ne, un repert orio di 3000 st rut t ure
con grande variet di soluzioni per
soggiorni individuali e di gruppo.
In quest a set t ima edizione, in par-
t icolare, sono st at e raccolt e un t o-
t ale 2.960 case (di cui 2.732 ge-
st it e diret t ament e da religiosi): ab-
bazi e, monast er i , al ber ghi per l a
giovent , case del pellegrino, case
di spirit ualit , case per f erie, colo-
nie, comunit , eremi, oasi, ost elli,
agrit urismo, pensioni ecc.
Suddivise per regione e localit , le
case sono present at e at t r aver so
schede sinot t iche che ne indicano
carat t erist iche, posizione e servizi,
specif icando anche la t ipologia di
accoglienza, i livelli di accessibilit ,
le at t ivit spirit uali, gli spazi per at -
t ivit sociali o ricreat ive.
Da quest o censiment o emerge che
la regione con il maggior numero
di case il Lazio, dove se ne regi-
st rano 405 (il 13,67/% del t ot ale);
si passa poi, con un bel salt o, al Ve-
net o che ne cont a 285 (9,63% ), se-
guono a r uot a l a Lombardi a con
268 (9,05% ), la Toscana con 259
(8,75% ), l Emilia Romagna con 256
(8, 65% ) e i l Pi emont e con 230
(7,78% ). Una signif icat iva presen-
za si rileva anche in Umbria e Mar-
che, dove t roviamo rispet t ivamen-
t e 167 (5,64% ), e 166 (5,60% ) ca-
se, e nel Trent i no che ne ha 143
(4,84% ). Agli ult imi post i t roviamo
invece la Basilicat a con 23 (0,79% )
e il Molise con 14 (0,48% ).
Solo il 7,73% delle st rut t ure ge-
st it o da laici, e si t rovano per lo pi
i n Toscana (10, 4% ), Umbr i a
(14,97% ), Lombardia (7,46% ) e Ve-
net o (7,72% ).
Per quello che riguarda la posizio-
ne, prevalgono i cent ri sit uat i in col-
lina (38,04% ) seguit i da quelli mon-
t ani (24,8% ), ci t t adi ni (21,95% ),
marit t imi (12,47% ), lacust ri (2,3% )
e inf ine f luviali (0,44% ).
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Libri
Pro Terza Et
56
Il Colophon di Pro
Terza Et
Periodico dellAnast e
Associazione Nazionale Strutture Terza Et
Diret t ore responsabile:
Carlo Hanau
Diret t ore edit oriale:
Alberto De Santis
Capo redat t ore:
Anna Raccuja
Comit at o scient if ico:
Mauro Barni,
Guglielmo Bruno, Pier Ugo Carbonin,
Giorgio Dellacasa, Aureliana Florea,
Carlo Hanau, Fabio Roversi Monaco,
Carlo Vergani
Edit ore:
ANASTE
Via dei Gracchi, 137 - 00192 Roma
Tel. 06/45435266 Fax 06/45435291
Impaginazione e st ampa:
Grafica Di Marcotullio sas - Roma
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Autorizzazione del Tribunale di Roma
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Questo periodico associato
allUnione Stampa Periodica Italiana
Copie stampate n 3000
ISSN 1123-8291
Gli aut ori di quest o numero
Albert o De Sant is
Presidente Nazionale Anaste
Paolo M onet i
Presidente Anaste Toscana
M ichele Assandri
Presidente Anaste Piemonte
Luca Pallavicini
Presidente Anaste Liguria
Anna Raccuja
Prof . Silvest ro Lucchese
Chirurgo - Titolare Scuola di
specializzazione in chirurgia generale
Universit La Sapienza
Prof . Luigi G. Grezzana
Geriatra - Direttore Scuola Medica
Ospedaliera - Corso Superiore di
Geriatria
in copertina: Verona,
elaborazione fotografica di Anna Raccuja
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