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Sonderdrucke aus der Albert-Ludwigs-Universitt Freiburg

ERICH KHLER

Sistema dei generi letterari et sistema della societ

Originalbeitrag erschienen in: Carlo Bordoni (Hrsg.): La pratica sociale del testo. Bologna: Ed. CLUEB, 1982, S. [13] - 29

ERICH KHLER

Sistema dei generi letterari e sistema della societ (*)

Tra le esperienze che mi occorsero, insieme a Hans Robert Jauss, nella preparazione del Grundriss der romanischen Literaturen des Mittelalters, una mi sembra fondamentale: qualsiasi teoria dei generi letterari non costituisce un progresso rispetto alle posizioni gi acquisite se non si costituisce come una teoria del sistema dei generi visto nel corso della sua trasformazione storica. Questo significa, se facciamo riferimento alla prassi monografica della ricerca sui generi, che il solito inventario descrittivo delle creazioni storiche di un determinato genere che si pone per lo pi come un valore normativo o che si postula a priori deve essere decisamente integrato e corretto; si dovr cogliere sempre il rapporto funzionale di un genere con tutti gli altri generi contemporanei, in altre parole, il suo luogo nel sistema dei geneIi(i) . Questo luogo nel sistema dei generi sta per anticipare le nostre successive tesi in un rapporto determinato, o da determinare, con lo specifico fondamento nella vita (Sitz im Leben) del genere, dipende cio dal compito preciso che, nel processo di appropriazione e di interpretazione di una realt storica data da parte dei gruppi sociali che in essa sono diversamente implicati, viene ad assumere il genere e infine dalle ripercussioni del genere su questa realt storica. Sarebbe azzardato attribuire esclusivamente al lavoro per il Grundriss la scoperta di questo nuovo campo di ricerca. pi giusto dire che tale prospettiva era chiara agli iniziatori gi nella prima fase di progettazione del Grundriss, e che essi durarono non poca fatica a convincere i collaboratori, spesso di diverso avviso, della sua validit. A questo approccio comune Jauss ed io arrivammo in modi diversi. Jauss si ricollegava alle analisi dei formalisti russi, e poi ai successivi sviluppi strutturalistici, oltre che alla teoria del pregiudizio di Gadamer per sviluppare, in un confronto critico con queste teorie, la sua
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Trad. di Mario Mancini.

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estetica della ricezione. Il grande significato della Rezeptionssthetik non credo abbia bisogno di essere dimostrato. Mi sembra invece assolutamente necessario riflettere sulle possibilit di un'estetica della produzione, orientata verso la sociologia della letteratura. In questo senso la differenza tra Jauss e me non nasce da una contraddizione, ma piuttosto da una divisione del lavoro all'interno di una strategia convergente, il che non vuol dire che si sia sempre della stessa opinione. Le considerazioni che seguono dovrebbero rispecchiare le convergenze e le divergenze delle nostre posizioni. Scrive Tynjanov II sistema della serie letteraria prima di tutto il sistema delle funzioni della serie letteraria, nella sua incessante correlazione con le altre serie. ( 2 ) La natura di queste correlazioni non viene per specificata. Jauss porta il discorso molto pi avanti, ma forse non abbastanza. Come prima inoppugnabile conseguenza, egli ne deriva il postulato di analisi strutturali per momenti sincronici, nelle quali la compagine dei generi canonici appare non come una classificazione logica, ma come il sistema letterario di una determinata situazione storica. ( 3 ) Quello che interessa a noi naturalmente la concretizzazione sociologica di questa determinata situazione storica. Se si segue il principio di storicizzare il concetto di forma prosegue Jauss qualche pagina pi avanti e si considera la storia dei generi letterari come un processo storico di continua creazione e trasformazione dell'orizzonte, alle metafore di sviluppo, maturit e decadenza., potr subentrare il concetto ateleologico dell'interazione di un numero limitato di possibilit. ( 4 ) La nostra attenzione va alle cause sociali di questo processo di continua creazione e trasformazione dell'orizzonte, alle condizioni della loro possibilit ma soprattutto alle condizioni della loro limitazione, al loro muoversi nella dimensione del necessario. Comunque sia, le relazioni strutturali tra letteratura e societ convergono al livello di un sistema che le media e che si presenta come un sistema di generi e di stili. Determinare il rapporto tra il sistema dei generi letterari e il sistema sociale compito della sociologia della letteratura. E questa dovr intendere il rispecchiamento estetico come l'appropriazione produttiva della realt e la sua riproduzione, comprendente in s anche il processo di appropriazione. Come una realt nella sovrastruttura, con azione a sua volta attiva, autogeneratasi nel processo stesso di interpretazione. Un concetto ridotto di rispecchiamento estetico come copia (Abbild) della realt non supererebbe indenne il problema del sistema dei generi. Io concepisco il genere letterario ed una premessa che condi-

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vido con Jauss non ante rem, come un universale realistico-normativo, e neppure post rem, in accezione nominalistica e classificatoria, ma come esistente in re, e questo sulla base di una successione di opere con tratti comuni relativamente costanti, il cui rapporto strutturante con altre opere dipendente da un sistema e insieme generatore di un sistema. Se sarebbe poco saggio non utilizzare gli innegabili risultati del formalismo e dello strutturalismo, questo vale ancora di pi per la teoria generale dei sistemi: giunto forse il momento di verificarla e di applicarla criticamente al problema del sistema letterario( 5 ). quanto ci proponiamo di fare nelle considerazioni che seguono, formulate sotto forma di tesi. Esse si ricollegano per certi aspetti, com' ovvio, alle mie Tesi per una sociologia della letteratura( 6 ). Se operiamo un taglio sincronico, il sistema dei generi messo allo scoperto ci appare come funzionale e apparentemente fisso; esso in-. vece soggetto a continue trasformazioni. Il sistema dei generi strutturato gerarchicamente, retto da una dominante che costituisce il genere (Tynjanov). Questa struttura gerarchica dipende senza dubbio dalla struttura del sistema sociale, ma non si deve cedere alla tentazione di considerare questa dipendenza, che un'omologia strutturale, come un puro e semplice riflesso. Si pu certo dire che fino alla rivoluzione francese i confini dei generi e degli stili coincidono con i confini dei ceti sociali, cio con i diversi interessi di gruppi sociali chiaramente individuabili( 7 ) ma la dominante che costituisce il sistema non riconducibile nella maggior parte dei casi, e forse non lo mai in assoluto, ad un unico strato sociale. La letteratura del classicismo francese e insieme ad essa la sua dominante, la tragedia classica, sociologicamente e questo risulta anche dalla forma della tragedia di Racine il prodotto di due classi, noblesse de robe e noblesse d'pe all'interno del campo di forza dell'assolutismo ed determinata da un pubblico particolare, la cour et la ville( 8 ). La canzone, che domina il sistema dei generi nella letteratura trobadorica, una forma di compromesso che celebra la condizione la vita comune alla corte l'armonizzazione degli interessi della piccola nobilt in ascesa e dell'antica aristocrazia. Questo precario compromesso aveva bisogno di un rituale che garantisse il suo continuo rinnovamento, ma anche del rinforzo di generi di polemica come il sirventese, e del rassicurante fiancheggiamento di generi minori, aperti a concessioni e anche a gratificazioni, come la pastorella o l'alba( 9 ). Sembra che proprio la costituzione di fasi classiche si basi

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sull'alleanza socioculturale di due, e anche di pi gruppi sociali. E tali creative alleanze rispondono ripeto quanto ho detto prima( 10 ) a parziali, ma vitali, coincidenze di interessi di natura economica e politica. Certo pu essere un gruppo a dare l'impulso iniziale, continuando poi a dominare, ma questa dominanza pu anche registrare in altri generi degli spostamenti d'accento, a favore di un secondo (o di un terzo) gruppo. Si pu spiegare cos non solo perch un cambio di dominante si realizzi nel giro di breve tempo, senza che sia possibile ricondurlo ad una svolta netta nello sviluppo del sistema sociale, ma anche perch dei generi in cui noi riconosciamo, proiettandoli sul piano del sistema l'impronta di rivalit sociali ancora aperte, corrano parallelamente come rivali. Pensiamo per esempio al rapporto di concorrenza tra teatro e romanzo nel 18 e 19 secolo( 11 ) e a quello tra epica e romanzo cortese nel medioevo. Su quest'ultimo fenomeno, molto pi evidente, forse il caso di fermarci un momento. Mentre alla chanson de geste sono concessi circa 200 anni di vita (lasciamo qui da parte il problema delle origini), il romanzo cortese nella sua forma arturiana sorge, matura e si esaurisce nel giro di 70 anni, dal 1160 al 1230. E la sua irruzione nel dominio della chanson de geste avviene dove la sovrastruttura ideologico-letteraria reagisce in modo particolarmente sensibile alle trasformazioni storiche del sistema feudale, avviene nei suoi punti cruciali, cio nelle corti dei principi territoriali. In questo Sitz im Leben del romanzo cortese sono installati i sismografi dello sviluppo politico-sociale. Di fronte alla storia agitata, straordinariamente lineare e relativamente breve del romanzo cortese, che si conclude con i romanzi in prosa del Graal, l'ultimo atto escatologico del mondo arturiano, sta la continuit da non scambiare assolutamente con uno stato di quiete della chanson de geste, che permise a questo genere di calcolare in tutta calma di ausspekulieren per parlare con Alfred Adler( 12 ) tutte le sue possibilit. Per chiarire questo rapporto ineguale si deve pensare a un pubblico che non si sente messo in crisi, nell'atteggiamento antico-feudale dei suoi ideali di vita e soprattutto delle sue concezioni del diritto, dal reale declino della feudalit, diversamente dal pubblico delle grandi corti, incline alla sublimazione pi che al cambiamento. Il destino della chanson de geste, che sopravvive alla fioritura e al sublime trapasso dei romanzi arturiani e del Graal, da mettere certamente in stretto rapporto con la decisa tendenza della politica monarchica ad esercitare direttamente la sovranit sui valvassori. Per questo la chanson de geste pot al pi tardi intorno al 1200, come

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testimonia la famosa divisione in tre matires di Jehan Bodel, assumere lo status di storia o preistoria nazionale. La posizione di un genere nel sistema gerarchico pu essere correlata, ma non semplicemente equiparata alla posizione di un gruppo sociale all'interno del sistema della societ. Non possiamo parlare senza riserve di una congruenza dei due sistemi proprio per la relativa autonomia e la specifica dinamica del sistema dei generi. La costruzione di un sistema strumento di appropriazione, e non di riproduzione, della realt. Questo valido per ogni tipo di costruzione di sistemi, e soprattutto per i sistemi socioculturali aperti; il nostro problema l'individuazione di un sistema normativo specifico per i generi letterari in grado di riprodurre le trasformazioni del sistema sociale. A questo proposito ci saranno di grande utilit i risultati della teoria generale dei sistemi( 13 ). Soltanto la costruzione di un sistema conferisce coerenza alla comprensione della realt, quella coerenza che necessaria per dare un senso all'esperienza. La coerenza strutturata in significato di Lucien Goldmann coincide qui con la teoria di Niklas Luhmann, dal momento che per Luhmann l'utilit del sistema consiste nella sua capacit di ridurre, costituendo un significato, la complessit del reale. Ogni sistema di generi, in quanto costituente di significato, quindi capace di portare fino in fondo le contraddizioni sociali e di comporle, almeno tendenzialmente. La storia del sistema dei generi trobadorici, visto che nessun altro sistema lo precede nelle letterature in volgare, ci permette di cogliere in vitro il processo di differenziazione di un sistema di generi, che occupa e copre successivamente con sottogeneri tutti gli aspetti dello stesso Sitz im Leben, contiene le irruzioni dall'esterno e riesce a stabilizzare a tal punto questo sistema, pure cos complesso, da farlo sopravvivere per ancora tre quarti di secolo alla guerra contro gli Albigesi, che segna la distruzione del Sitz im Leben trobadorico. L'esempio tanto pi significativo, perch qui un sistema parziale, quello lirico, assume tutte le funzioni di un sistema globale. Il sistema dei generi della lirica trobadorica ci permette di vedere in che modo un sistema, nel processo della sua costituzione e del suo autoregolamento, assume la distribuzione di funzioni sociali. Nel sistema letterario la delega di funzioni costitutive di significato a sistemi parziali, rilevata da Luhmann, si manifesta come delega ai singoli generi. Nel sistema in atto una dinamica che sulla base di una costrizione primaria a ridurre l'esperienza per darle un significato, gli conferisce un auto-rglage (Piaget) specifico e relativamente autono-

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mo. Questa dinamica riceve il suo impulso ed un impulso che a tratti pu affievolirsi ma che non viene mai a mancare da quel centro di energia che Luhmann chiama spinta all'adattamento (Anpassungsdruck) e che dalla crescente complessit del sociale( 14 ) si allarga su tutti i sistemi parziali e che richiede al sistema, interessato in primo luogo alla sua stabilizzazione, una prestazione cibernetica che lo innalza a un livello superiore. qui che va cercata la fonte degli impulsi che rendono le innovazioni al tempo stesso necessarie e possibili: una necessit che ha bisogno della presenza, affidata al caso, di individui eccezionali, e che si definisce attraverso le loro possibilit. Nel sistema presente per, e per la sua natura specifica e perch esso corrisponde a un determinato momento storico, una tendenza alla stabilizzazione. Stabilizzazione che raggiunta nella misura in cui la costruzione di un sistema per dirla con Luhmann anche esclusione di alternative, cio la realizzazione di alcune possibilit fra molte. Questo vuol dire che la complessit del reale, ricca di possibilit e di alternative, viene ridotta attraverso una selezione. Un ulteriore fattore di stabilizzazione, d'altra parte, si basa sulla capacit del sistema di accrescere la propria complessit specifica. Ma su questo ritorneremo. Per prima cosa occorre osservare che questo accrescimento di complessit specifica trae i suoi impulsi dalla resistenza che la tendenza armonizzante immanente al sistema incontra quando viene a trovarsi di fronte a sviluppi nuovi e inevitabili, cio di fronte a quei fattori di disturbo che impediscono ai valori propri del sistema di realizzarsi in modo ottimale. Questo dipende naturalmente dalle diverse velocit dell'evoluzione storico-sociale. L'inversione che il preromanticismo aveva operato nel sistema classico dei generi viene fermata, con la Rivoluzione francese, da un ritorno alla Roma repubblicana, che si pu spiegare solo come un fatto eminentemente politico. Jan Mukalovs4, parlando della dinamica della struttura artistica, vede la sua genesi nel fatto che una parte dei suoi elementi mantiene sempre l'assetto convenzionale dell'immediato passato, mentre l'altra parte lo modifica; ne deriva una tensione, che tende per all'equilibrio, cio a una nuova, ulteriore trasformazione della struttura artistica. ( 15 ). Riferendoci al sistema dei generi questo significa che in ogni sistema implicita, anche nella sua tendenza alla stabilizzazione, un'oscillazione tra chiusura e apertura nei confronti dei fattori di disturbo, una tensione tra conservazione e rinnovamento, tra rifiuto e integrazione, tensione pi o meno accentuata a seconda della

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diversa situazione storica. Continuiamo a seguire la Systemtheorie, che descrive questa ambivalenza del sistema come due tipi di feed-back, uno negativo e uno positivo( 16 ). Nel feed-back negativo il sistema, interessato soltanto alla stabilizzazione, rifiuta ogni fattore di disturbo, nel feedback positivo invece il sistema, anzich rinchiudersi su se stesso, cerca di integrare gli elementi di disturbo: in quest'ultimo caso il sistema va incontro ad una lenta distruzione oppure si destruttura e si organizza in una nuova struttura. Quando prevale il feed-back positivo il sistema si comporta in modo progressivo, quando prevale quello negativo si pu dire che esso, invece di agire nel senso dell'emancipazione, socialmente affermativo e stabilizzante, conservatore. Se ammettiamo, e dobbiamo ammetterlo al di l di ogni ideologia, che ambedue i comportamenti possono essere artisticamente produttivi e che in effetti lo sono (e sappiamo bene quali obiezioni ci possono essere rivolte), questo non significa che il nostro interesse non si rivolga prevalentemente a quel processo che produce una nuova organizzazione sistemica. Per il problema che ci riguarda particolarmente interessante il fatto che i due comportamenti del sistema, il feed-back negativo e quello positivo, nel sistema dei generi letterari compaiono contemporaneamente ma in luoghi diversi: tutto dipende dalla capacit dei sottosistemi o dei singoli generi di bloccare, neutralizzare oppure di raccogliere le pretese, per quanto mediate, dei gruppi sociali. A lungo andare anche la regolamentazione pi energica dei fattori di disturbo, condotta a livello teorico oppure in modo autoritario, non in grado di conservare un sistema. Nei secoli 17 e 18 l'irruzione del romanzo nel sistema dei generi canonici cos travolgente da portare quasi immediatamente ad un suo effettivo riconoscimento, magari sotto le insegne di genere comico, oppure quella di epica in prosa. Man mano che i mutamenti vengono integrati, in modo pi o meno drammatico, nei sistemi parziali o nei singoli generi che cadono in mano a nuovi gruppi sociali in via di emancipazione, l'intero sistema viene intaccato ed costretto alla fine a ritrovarsi nel suo complesso e a modificare cos la sua struttura gerarchica. Il feed-back positivo si ha quando sistemi parziali particolarmente capaci di assimilare vengono trasformati dall'evoluzione storica. In forma di ipotesi (i primi risultati di un seminario sembrano confermarlo): il genere dominante manifesta la tendenza a immunizzare il sistema (feed-back negativo), mentre i generi marginali, i generi non appartenenti al canone, manifestano una tendenza all'apertura; queste due tendenze contrastanti, respon-

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sabili della trasformazione del sistema, hanno le loro radici in processi sociali. In sistemi parziali integrati i due principi del feed-back di due o pi sistemi parziali possono generare una terza relazione e cos via, oppure, per quanto riguarda lo sviluppo, dei sistemi parziali possono selezionare se stessi o altri sistemi parziali in modo tale che il sistema progredisce nella sua totalit, mentre singoli sistemi parziali possono venire addirittura distrutti. ( 1 7 ) Effettivamente il sistema arriva a sacrificare, per stabilizzarsi nuovamente a livelli pi avanzati, interi generi e sottogeneri, qualora questi non siano pi in grado di assumere una nuova funzione. Il caso pi noto quello dell'epica, a cui le poetiche normative riservano con ostinazione ancora fino al 18 secolo il ruolo di dominante all'interno del sistema. Ma nonostante i continui tentativi per rinnovarlo, l'ideologia nazionalistica non riusc a salvare un genere che non poteva rinunciare a celebrare la guerra e l'esistenza eroica di una classe che palesava sempre di pi, al di l del proprio prestigio sociale, un'esistenza parassitaria e una mancanza di qualsiasi funzione. Con la riduzione del sistema dei generi che accompagna il consolidamento rapido e violento della societ assolutistica, per opera di Richelieu va perduta, oltre alla ricchezza linguistica, anche una ricca variet di sottogeneri, soprattutto drammatici, appena sorti: la tragedia popolare di Hardy, la pastorale, il dramma martirologico, la tragicommedia. Inversamente, l'estrema riduzione del sistema classico dei generi lascia sorgere, nelle zone laterali e negli spazi vuoti, una quantit di generi minori e minimi, studiati per la prima volta come meritano solo in questi ultimi anni da Fritz Nies, e proprio in una prospettiva legata decisamente alla Systemtheorie( 18 ). Un sistema socioculturale riduce la complessit del reale e si stabilizza accrescendo la sua complessit specifica. I due movimenti di riduzione e di accrescimento non si escludono a vicenda ma sono complementari, come mostra Luhmann( 19 ): questo fatto risulta confermato dal sistema letterario, anzi qui esso sembra particolarmente importante per valutarne il funzionamento. L'accrescimento di complessit specifica si pu verificare a livello quantitativo o qualitativo, questo dipender dalla mediazione di diversi fattori, ma in ultima analisi dallo stadio raggiunto dall'evoluzione sociale. Il classicismo francese dove le collisioni sociali sono concentrate e sublimate in modo estremo presenta un caso esemplare di estrema riduzione della. complessit del reale insieme a un accrescimento di complessit specifica. La serrata costruzione di questo sistema si realizza nel campo ma-

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gnetico della corte, che in quel momento storico quasi l'unico centro capace di produrre sistemi. Con la scomparsa di questo centro, che coincide con la svolta reazionaria nel regno di Luigi XIV, con la fine del mecenatismo monarchico e con l'apparire del preilluminismo, inizia anche la rapida decadenza del sistema classico dei generi, come mostra gi il cambio della dominante, per cui alla tragedia succede la commedia. Se non ci inganniamo, sono due frazioni della borghesia, la noblesse de robe e i financiers, esse si possono considerare anche la base sociale della famosa Querelle des Anciens et des Modernes( 20 ) che infrangono, con la loro contrastata idea di progresso, la normativit del sistema dei generi. Il sistema, fino ad allora orientato pressoch esclusivamente verso la letteratura amena, reagisce alla perdita di stabilit che lo colpisce in quasi tutte le parti aprendosi al massimo: nel corso del successivo processo di ristabilizzazione accetter e integrer tutto quello che nel secolo dei lumi viene considerato filosofico. Arriviamo cos ad un altro problema che mi sembra di importanza fondamentale, quello dei rapporti tra il sistema letterario e le altre serie come le chiamano i formalisti che costituiscono i sistemi socioculturali. Nella teoria di Luhmann questo rapporto viene indicato col concetto di scambio. Come ogni sistema socioculturale, anche quello letterario, gi per la sua qualit di sistema, in forza del funzionamento del sistema stesso come creatore di significato e di coerenza, diventa un luogo fondamentale di mediazione tra base e sovrastruttura. Questo rapporto oscurato dal carattere stesso del sistema, dalla natura apparentemente astratta del suo ruolo cos concreto nel processo genetico di trasformazione strutturante del reale, una circostanza che apre la strada alla possibilit di velarlo ancora di pi. Non si dovrebbe mai dimenticare che il sistema letterario, per quanto Io si privilegi come sistema artistico e come sistema della comunicazione verbale ad un tempo lontanissimo e vicinissimo al processo della vita reale in primo luogo soltanto un sistema nel sistema dei sistemi. Esso ha per un rapporto di scambio con tutti i sistemi parziali, e questo lo avvantaggia nei loro confronti. Le contraddizioni e le tensioni di una totalit storica determinata arrivano al sistema letterario non solo direttamente ma anche, e spesso soltanto, attraverso la mediazione di altri sistemi parziali: solo per questa via esse arrivano al meccanismo-pilota che struttura il sistema dei generi, che delega ai

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generi le diverse funzioni. Nelle mie Tesi per una sociologia della letteratura ho proposto l'adozione di un modello differenziato, a livelli, in grado di cogliere la mediazione fra base e sovrastruttura letteraria e di tener conto nello stesso tempo del processo globale, cio della complessa molteplicit. della vita, dei suoi aspetti empirici e di quelli spirituali. Questo modello a livelli ne troviamo accenni in Marx, Engels, Plechanov, che ordinano per la serie in modi differenti, Engels per es. cos: politica, diritto, filosofia, religione, arte deve mantenere secondo me una gerarchia variabile e metodologicamente flessibile. Questa variabilit. determinata da quattro componenti essenziali: 1) la diversa costellazione storica, 2) l'appartenenza ad una classe o a un gruppo, e quindi la coscienza dell'autore, 3) la sua personalit e la sua cultura, 4) la scelta del genere. ( 21 ) Si ricordi che non solo la prima di queste componenti, ma anche le altre tre, stanno in un contesto storico. Una variabilit cos determinata implica che, a seconda delle diverse fasi storiche, ma anche all'interno della stessa fase a seconda dell'autore e del genere, sia uno (o anche pi di uno) dei livelli di mediazione ad avere un ruolo dominante, in modo definitivo o anche solo tendenziale. ( 22 ). Il fatto che uno (o pi) dei livelli di mediazione, quello scelto a partire dalle condizioni sopra elencate, costituisca rispetto agli altri un centro di gravitazione organizzante e strutturante di notevole rilievo per l'interpretazione di un'opera, sia presa in s che come rappresentante di un genere, perch questo livello di mediazione ha a sua volta. carattere di sistema all'interno del sistema letterario con cui interagisce. Naturalmente non tutti i livelli di mediazione della sovrastruttura devono essere materialmente presenti nell'opera essi dipendono anche, non dimentichiamolo, dalle leggi stilistiche del genere prescelto essi sono spesso presenti solo come gi mediati, cio come superati e conservati (aufgehoben) in un altro livello (per esempio in quello psicologico)( 23 ). La non-presenza materiale di un certo livello di mediazione non dice assolutamente nulla sulla sua azione effettiva. La mediazione mediata anche mediazione mediata attraverso un sistema. La presenza, pi o meno evidente, di un livello di mediazione d subito un'idea del sistema dei generi e della sua differenziazione funzionale, perch sia la presenza diretta, collegata al sistema, dei livelli di mediazione della sovrastruttura, sia il loro essere mediati fino al punto da sembrare assenti, sia la loro effettiva mancanza determinata dal genere e dalla sua funzione nel sistema dei generi.

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Non abbiamo tenuto conto, per quanto questo aspetto sia indubbiamente importante soprattutto per i generi mimetici, del sistema dell'azione, cos come presentato per es. nella teoria sociale di Talcott Parsons( 24 ). Dei problemi che esso comporta non venne a capo, si potrebbe dire, un Diderot, che non riusc a distinguere e a interrelare, all'interno del suo genre srieux, i comportamenti dovuti ai ruoli, alle classi, alle professioni. Per questa mancanza facilmente spiegabile storicamente la sua teoria rivoluzionaria delle conditions non poteva che fallire nella prassi teatrale. Nel quadro delle nostre tesi non possiamo evitare, n vogliamo farlo, un altro problema, che si sarebbe tentati di proporre urgentemente alla comparatistica, di questi tempi non proprio fiorente: che cosa accade quando un sistema di generi oppure un sottosistema viene assunto in un ambito culturale diverso, in un'altra nazione o in un'altra lingua? Le ricerche finora condotte in questa direzione le mie considerazioni comparative su trovatori e Minnesnger( 25 ), un saggio di Henning Krauss sulla ricezione della lirica trobadorica nella poesia siciliana e la sua Habilitationsschrift sull'epica franco-italiana( 26 ) confermano quanto le nostre premesse lasciavano supporre: i mutamenti che il sistema recepito registra ci riconducono al sistema sociale che ora lo mette alla prova e che preme immediatamente su di esso perch si adegui alla nuova situazione. Un intero sistema di generi pu essere assunto da un sistema sociale diverso da quello a cui appartiene non solo alle origini delle letterature nazionali ma anche pi avanti, come prova la rottura con la tradizione che operano i poeti della Pliade. Il ritorno del sistema dei generi dell'antichit classica, ritorno imposto quasi colla violenza, determinato in ultima istanza dall'irruente sviluppo della manifattura capitalistica all'interno del sistema sociale tardomedievale, ormai in piena decadenza, attraverso molteplici mediazioni politiche, religiose, filosofiche ed estetiche. Esso si dimostra efficiente non solo come fattore di rottura, ma anche come fattore di stabilizzazione, appoggiando nella sfera politica il centralismo monarchico contro forze centrifughe. Certo come sistema importato, pur con tutta la sua forza normativa e il prestigio dell'innovazione, non sfugge alla tassa d'importazione, deve accettare correzioni e cambiamenti d funzione. Ricordiamo solo un particolare, estremamente rivelatore. Le Georgiche di Virgilio vengono cancellate dalla nobile serie dei generi degni di imitazione perch, come spiega Peletier du Mans nel 1555, esse non sono di alcuna utilit e non godono il favore dei principi e dei signori del suo tempo. La nobilt e la borghesia potevano essere facilmente d'accordo

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sul fatto che l'Agriculture celebrata nelle Georgiche n'aurot pas trop de grace aujourd'hui( 27 ). Un sistema dato possiede la capacit di dare un significato al diverso experiri di una situazione storica, assegnando ad ogni livello di tale esperienza una collocazione precisa, tale da farlo partecipare alla coerenza del tutto. Questa capacit-pilota del sistema ha un effetto di stabilizzazione, sia in rapporto al sistema stesso che in rapporto al sistema sociale a cui esso coordinato, questo fino al momento in cui l'esperienza si cos trasformata rispetto ai modelli di identificazione prodotti dal sistema e specifici del genere, da non potervi venire pi accolta. Alla necessit di integrare nuove esperienze risponde il meccanismo cibernetico, a seconda della maggiore o minore complessit del reale vale a dire del cambio sociale considerato sia sul piano dell'empiria che su quello della coscienza e risponde spostando le funzioni dei generi che ha a disposizione, oppure allargandole, provocando cos a volte per quanto riguarda lo sviluppo della sua complessit specifica sottosistemi altamente differenziati. La sua attivit pu esplicarsi: 1) aumentando la capacit di alcuni singoli generi, che assumono le funzioni di altri generi irrigiditi dalla convenzione, o che si dimostrano in grado di recepire, in modo diretto o mediato attraverso il sistema, allargando o riformulando il loro patrimonio tradizionale di temi e di motivi, le nuove trasformazioni sociali; 2) creando generi nuovi, tagliati su misura per le esigenze di gruppi sociali costituitisi recentemente oppure per la loro coscienza appena arrivata all'emancipazione; 3) servendosi di generi misti, caratteristici, a quanto pare, delle fasi di transizione, o anche tipici mezzi di restauro di un sistema minacciato; 4) rifiutando radicalmente il sistema tradizionale, e in tal caso la radicalit sar pi evidente nei programmi che nella trasformazione, all'inizio necessariamente parziale e quindi piuttosto lenta, del sistema convenzionale. Soltanto in rari casi, per esempio nel Rinascimento, il vecchio sistema dei generi viene soppiantato e sostituito da un sistema importato, in tutto e per tutto diverso. La trasformazione del sistema in rapporto, come abbiamo visto, con l'incidenza diversa a seconda dell'epoca e del genere, di altri sistemi di mediazione. Questo non significa per e dovrebbe ormai risultare chiaro che il sistema letterario non possegga le sue cause

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specifiche, proprie a lui solo, la sua relativa autonomia e una posizione privilegiata nel sistema dei sistemi, proprio per la sua funzione di comunicazione verbale pluridirezionale di un'esperienza interpretata o passibile di interpretazione. Su questo il caso di soffermarsi ancora brevemente. Per individuare i generi medievali dell'epica, del romanzo e della novella Jauss proponeva nel Grundriss un sistema parziale di funzioni relative ai generi a cui si ricollegano, completandolo, i modelli di identificazione estetica nella sua Kleine Apologie der sthetischen Erfahrung (Piccola apologia dell'esperienza estetica)( 28 ). In ambedue i casi si tratta di modelli di comunicazione estetica di un'esperienza reale qualificati dall'appartenenza a un genere e definiti in un sistema. Da parte mia, nell'ultimo capitolo del mio libro sul caso nella letteratura, ho cercato di precisare il carattere funzionale del sistema dei generi a partire dai modi diversi in cui viene elaborata l'esperienza del ciso( 29 ). Non occorrerebbe farne cenno qui se non fossimo arrivati al convincimento che, sia l'esperienza del caso sia la sua elaborazione, sono legati a una classe o a un gruppo, per quanto possano e debbano articolarsi come un'esperienza individuale. L'atteggiamento nei confronti del reale sempre l'atteggiamento, mediato attraverso un sistema, nei confronti della totalit di una determinata situazione storica, la cui complessit viene avvertita come pi o meno contingente. Tale atteggiamento gi predeterminato dalla scelta del genere, che significa sempre anche la scelta di un luogo determinato all'interno del sistema, cio all'interno di una totalit. Il sistema dei generi letterari un sistema il cui meccanismo-pilota volto all'elaborazione, nel quadro di una ricerca di coerenza, di esperienze della complessit del reale socialmente diverse. Il diverso atteggiamento nei confronti del caso e la diversit determinata dal genere costituisce per cos dire la costante filosofica del sistema letterario. Esso canalizza e riduce l'esperienza della complessit degli accadimenti, mediata a livello filosofico, servendosi della delega ai singoli generi, differenziando l'elaborazione a cui l'esperienza sottoposta in un genere da quella che subisce negli altri, in un movimento che insieme di delimitazione e di integrazione nel sistema. Il diverso ruolo del caso, come ebbi modo di dimostrare altrove, uno degli elementi che fondano la differenziazione tra i generi; da ci si pu dedurre che il significato che viene di volta in volta attribuito al caso, e che implica una determinata visione del mondo, ci mette di fronte anche a una correlazione sociologica, nel senso della coscienza correlata. Nella scelta del genere si rivela una diversa interpretazio-

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ne della stessa situazione storica da parte di gruppi sociali da questa diversamente toccati. ( 30 ). Per concludere, alcune osservazioni che vogliono completare quanto ho gi detto e anche allontanare ogni possibile malinteso. L'autonomia relativa del sistema letterario libera, come del resto ogni sistema culturale e soprattutto artistico, una propria dinamica specifica: le possibilit, quelle realizzate come quelle perdute, vengono sperimentate, sul piano della sovrastruttura, in tutti i modi, anche verso il futuro, in sempre nuove combinazioni. Cos questa specifica dinamica letteraria viene continuamente rincorsa dallo sviluppo sociale, soprattutto in quelle svolte della storia sociale che costituiscono le epoche e che provocano profondi mutamenti nei ruoli che i generi occupano all'interno del sistema. Il reale quel reale che il sistema deve appropriarsi si definisce come unit di necessario e di casuale nell'ambito del possibile. Il sistema, proprio perch deve reagire alle pressioni di adattamento che provengono da questa unit in continua trasformazione, costretto a cambiare in modo pi o meno profondo la propria struttura. Da questa costrizione nascono gli impulsi che portano a innovazioni, a rinnovamenti creativi: certo essi si muovono nello spazio tra la libert e la necessit, lo stesso spazio del possibile storico, che anche, non si dimentichi, determinato dal genere. Solo degli individui eccezionali sono in grado di sfruttare in modo ottimale questo spazio, che si definisce in rapporto ai generi e anche, come abbiamo cercato di dimostrare, in rapporto alla sociologia dei gruppi; delle personalit creative che si distinguono per la capacit di evocare soltanto alcune delle mille possibilit racchiuse nel necessario. Quelle possibilit che, realizzate nell'opera d'arte, accumulano per future esperienze la conoscenza e la verit tratte dalla storia e le fanno entrare cos in quella nuova necessit che esse hanno contribuito a formare. L'opera d'arte, proprio come rappresentazione di un poter essere altrimenti nella riproduzione di ci che , si trova cos, sempre all'interno di un sistema, ad avere degli effetti. I risultati di questa sua azione costituiscono l'oggetto di un'estetica della ricezione, ma, proprio perch fondano un nuovo sistema di condizionamenti storici, anche di un'estetica della produzione. La complessit specifica del sistema letterario, acctimulata nel processo di riduzione significante della complessit del reale, non va intesa come copia (Abbild) del sistema della societ, anche se dipende dallo sviluppo di questo. Va intesa come una risposta, e in questo senso essa realizza, e mi piace riprendere un'espressione di Werner

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Krauss, la funzione di produzione del sociale propria della letteratura. Di fronte alla dialettica di stabilizzazione e di rinnovamento del sistema, l'osservatore si rivolge con particolare simpatia ai sistemi parziali capaci di apprendere. Ecco, anche il sistema che costituisce l'impianto metodologico di queste considerazioni si presenta come capace di apprendere. Sar grato per ogni critica che mi sar rivolta, e per ogni proposta costruttiva.

NOTE
(1) In questa direzione si muovono alcuni saggi recenti: D. JANIK, Geschichte der Ode un der `Stances' von Ronsard bis Boileau, Bad-Homburg - Berlin - Zrich 1968, K.W. HEMPFER, Tendenz und sthetik. Studien zur franzsischen Verssatire des 18. Jahrhunderts. Mnchen 1972 e G. OTTO, Ode, Ekloge und Elegie im 18. Jahrhundert. Zur Theorie und Praxis franzsicher Lyrik nach Boileau, Bern - Frankfurt a.M. 1973. Vedi anche K.W. HEMPFER, Gattungstheorie, Mnchen 1973, soprattutto p. 212 sgg. J (2) . TYNJANOV, L 'evoluzione letteraria, in T. TODOROV (ed.), I formalisti russi, Torino 1968, pp. 136-137. (3) Grundriss der romanischen Literaturen des Mittelalters, hrsg. von H.R. JAUSS und E. KHLER, voi. I, Gnralits, Heidelberg 1972, p. 118. (4) Grundriss cit. p. 124. (5) Il mio ricorso quasi esclusivo alla teoria dei sistemi di Niklas Luhmann non dovuto solo alla sua notevole chiarezia, o al fatto che essa si trova ora in Germania al centro della discussione, e non significa assolutamente che io la ritenga accettabile in ogni punto (ad essa rimprovero fondamentalmente ma a questo posso ora solo accennare di dissolvere il soggetto sociale che costruisce il sistema in un mondo storicamente indifferenziato. Mi sembrava, ed stato questo l'elemento decisivo, che la variante luhmanniana della Systemtheorie fosse la pi adatta a verificare le sue possibilit di applicazione al sistema letterario, e in particolare al sistema dei generi. (6) Einige Thesen zur Literatursoziologie, in Germanisch-romanische Monatsschrift n.s. 24, 1974, pp. 257-264, poi in E.K., Vermittlungen, Mnchen 1976, p. 8 sgg. (trad. it. in E.K., Per una teoria materialistica della letteratura. Saggi francesi, Napoli, 1980, pp. 7-17). (7) Tesi cit., n. 13. (8) All'interpretazione che Lucien Goldmann d di Racine si possono quindi muovere delle riserve (vedi E. KHLER, Ingrat' im Theater Racines, in Interpretation und Vergleich. Festschrift fr W. Pabst, Berlin 1972, p. 141 sgg., trad. it. in E.K., Per una teoria materialistica, cit. p. 14 sgg.); decisamente critico anche J. EHRARD, Histoire des ides et histoire sociale en France au XVII sicle, rflexions de mthode, in Ni-

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veaux de culture et groupes sociaux. Actes du collo que runi du 7 au 9 mai 1966 l'Ecole Normale Suprieure, Paris 1967, p. 176. (9) Vedi ora il quadro complessivo offerto da D. -PIEGER, Gattungen und Gattungsbezeichnungen der Trobadorlyrik. Untersuchungen zum altprovenzalischen Sirventes, Tbingen 1976 (Beihefte zur Zeitschrift fr romanische Philologie, 148). (10) Tesi cit., n. 7. (11)Vedi W. ENGLER, Zur Rivalitt von Roman und Schauspiel in Frankreich, in FAS. Publikationen des Fachbereichs Angewandte Sprachwissenschaft der Johannes Gutenberg - Universitt Mainz in Germersheim, Reihe A, Bd. 1, Frankfurt a.M. (s.a.), p. 145 sgg. (12)A. ADLER, Epische Spekulanten. Versuch einer synchronen Geschichte des altfranzsischen Epos, Mnchen 1975. (13)N. LUHMANN, Moderne Systemtheorie als Form gesamtgesellschaftlicher Analyse e Sinn als Grundbegriff der Soziologie, in J. HABERMAS e N. LUHMANN, Theorie der Gesellschaft oder Sozialtechnologie. Was leistet die Systemforschung?, Frankfurt a.M. 1971, p. 7 sgg. e p. 25 sgg. (trad. it. Milano 1973). (14)N. LUHMANN, op. cit., p. 22. v (15) J. MUKAROVSKS', Der Strukturalismus in der sthetik und in der Literaturwissenschaft, in J.M., Kapitel aus der Poetik, Frankfurt a.M. 1967, p. 13. (16)R. PREWO, J. RITSERT, E. STRACKE, Systemtheoritische Anstze in der Soziologie. Eine kritische Analyse, Reinbek 1973, p. 45 sgg. (17) PREWO, RITSERT, STRACKE, op.c it., p. 46 sgg. (18)F. NIES, Das rgernis Historiette. Fr eine Semiotik der literarischen Gattungen, in Zeitschrift fur romanische Philologie 89, 1973, p. 423 sgg.; Die ausgeklammerte Hauptsache. Vorberlegungen zu einer pragmatischen Systematik des literaturwissenschaftlichen Gegenstandsbereichs, in Germanisch Romanische Monatsschrift n.s. 24, 1974, p. 265 sgg.; Kulinarische Negativitt. Gattungsstrukturen der Chanson im Vaudeville-Bereich (Guridons, Roquentins, Lanturlus, Lampons), in Sprache der Lyrik. Festschrift fr H. Friedrich zum 70. Geburtstag, Frankfurt a.M. 1975, p. 606 sgg. (raccolti ora in F.N., Genres mineurs. Texte zur Theorie und Geschichte nichtkanonischer Literatur. Vom 16. Jahrhundert bis zur Gegenwart, Mnchen 1979). (19)N. LUHMANN, op. cit., p. 159 e p. 309 sgg. (20)Vedi H. KORTUM, Charles Perrault und Nicolas Boileau. Der Antike-Streit im Zeitalter der klassichen franzsischen Literatur, Berlin 1966. (21) Tesi cit., n. 5. (22) Tesi cit., n. 6. (23) Tesi cit., n. 6. (24)Vedi Talcott PARSONS, Societies. Evolutionary and Comparative Perspectives, Englewood Cliffs 1966 (trad. it. Sistemi di societ. I. Le societ tradizionali, Bologna 1971 (25)E. KHLER, Vergleichende soziologische Betrachtungen zum romanischen und zum deutschen Minnesang, in Der Berliner Germanistentag 1968. Vortrge und Berichte, hrsg. von K.H. Bork und R. Heuss, Heidelberg 1970, p. 61 sgg. (trad. it. in E.K., Sociologia della fin'amor. Saggi trobadolici, Padova 1976, p. 275 sgg.). (26)H. KRAuss, Gattungssystem und Sitz im Leben. Zur Rezeption der altprovenzalischen Lyrik in der sizilianischen Dichterschule, in LiLi. Zeitschrift fr Litera)

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turwissenschaft und Linguistik 2, 1973, p. 37 sgg. (trad. in questo volume) e Epica feudale e pubblico borghese. Per la storia poetica di Carlomagno in Italia, Padova 1980.
(27) A. BUCK, K. HEITMANN, W. METTMANN (edd.), Dichtungslehren der Romania aus der Zeitalter der Renaissance und des Barock, Frankfurt a.M. 1972, p. 350. (28) H.R. JAUSS, Kleine Apologie der sthetischen Erfahrung. Mit kunstgeschichtlichen Bemerkungen von Max Imdahl, Konstanz 1972, p. 46. ( 29 ) E. KHLER, Der literarische Zufall, das Mgliche und die Notwendigkeit, Mnchen 1973, p. 116 sgg. (trad. francese in corso). ( 30 )E. KHLER, Der literarische Zufall cit., p. 125.