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CLASSI E STRATIFICAZIONE SOCIALE

La Stratificazione sociale descrive le diseguaglianze presenti nella societ, diseguaglianze strutturate fra raggruppamenti sociali differenti. E un sistema di disuguaglianze strutturate tra gruppi sociali; ne esistono quattro tipi fondamentali fondati su: 1. La schiavit: una forma estrema di disuguaglianza, in cui alcuni individui sono posseduti da altri. 2. La casta: associato alle culture del sub-continente indiano e alla credenza induista della reincarnazione. Il criterio di differenziazione, che la nascita, un dato immodificabile. Nella Casta non si pu entrare e si esce solo con la perdita della Casta stessa. Il sistema di stratificazione sociale di tipo chiuso detto anche sistema di casta. Lo Status dellindividuo ascritto (determinato dalla nascita). Caratteristica della Casta lEndogamia (matrimonio tra individui dello stesso gruppo). LEndogamia conserva i confini fra gli strati sociali. Ogni Casta si suddivide in sottocaste (dette anche ati,- circa 2.300 nel 900). 3. Il ceto: caratteristico del feudalesimo, divide la popolazione in ceti sociali formati da strati con diritti e doveri diversi. Secondo Weber, il Ceto indica il rango dellindividuo e dello strato sociale al quale appartiene e, soprattutto, lo stile di vita. Tra i ceti sono tollerati sia un certo grado di mobilit sociale individuale, sia la possibilit di contrarre matrimoni con membri di altri Ceti. 4. La classe: esse sono gruppi di persone che condividono lo stesso tipo di risorse economiche, non dipendono da ordinamenti giuridici o religiosi, si fondano su rapporti impersonali, e la collocazione in esse almeno in parte acquisita. Laspetto economico differenzia le Classi dagli altri sistemi di stratificazione. I sistemi di Classe sono di solito pi fluidi degli altri tipi di stratificazione sociale. I confini tra le Classi sono per lo pi sfumati e incerti; notevole mobilit sociale sistema aperto e Status, almeno in parte, acquisito. Un Sistema di stratificazione sociale chiuso prevede che i confini esistenti fra gli strati siano chiari e definiti e non sia possibile a nessuno cambiare il proprio Status - Sistemi di stratificazione sociale aperto: gli strati sociali sono flessibili ed possibile cambiare il proprio Status - Status: la posizione sociale di un individuo allinterno del sistema di relazioni che formano la struttura sociale. - Status ascritto: presente fin dalla nascita (status familiare, status sessuale, ecc.) - Status acquisito: ottenuto durante lesistenza dellindividuo (come quello relativo alle prestazioni individuali) Le teorie sullorigine della stratificazione e della struttura di classe sono principalmente tre: Teoria di Marx (teoria del conflitto): per lui la classe un gruppo che condivide uno stesso rapporto con i mezzi di produzione e quindi la posizione sociale di ciascuno dipende dalla posizione che egli ha nel sistema produttivo. In ogni tipo di organizzazione economica una Classe dominante controlla i mezzi di produzione e, conseguentemente, la vita di unaltra Classe sociale. Egli distingue due classi principali: quella dei capitalisti (borghesia) che possiedono i mezzi di produzione e quella degli operai (proletariato) che vendono la propria forza lavoro; alla base dei loro rapporti c lo sfruttamento. I rapporti lavorativi sono il momento in cui si creano le differenze sociali. Fra le due classi sarebbe presente un contrasto interno. Teoria di Weber: una teoria pi complessa poich egli come Marx crede che il rapporto di produzione produca le differenze di classe ma crede anche che esse siano influenzate da altri fattori: 1

Posizione di mercato, ossia le capacit e credenziali professionali (titoli, diplomi, abilit), che in maggior quantit offrono maggiori opportunit allindividuo; lo status, che si fonda su differenze sociali relative allonore o al prestigio, e viene riconosciuto tramite lo stile di vita (abbigliamento, abitazione, modo di parlare, consumi) che costruisce la reputazione di un individuo. partito, cio la posizione che lindividuo ha nella politica. Secondo Weber, dunque, i principi fondamentali della Stratificazione sociale vanno ricercati non solo nellambito delleconomia, ma anche nella sfera della cultura e in quella politica. Teoria di Wright: ritiene che nel sistema di produzione del capitalismo moderno ci siano tre dimensioni di controllo delle risorse economiche che identificano le principali classi sociali: 1. il controllo degli investimenti 2. il controllo dei mezzi fisici di produzione 3. il controllo della forza lavoro. I capitalisti detengono il controllo in tutte e tre queste dimensioni, mentre il proletariato ne privo; tra le due fasce ci sono gruppi di posizione ambigua (collocazione di classe contraddittoria) ossia i colletti bianchi. Goldthorpe, sociologo inglese, propose un modello relazionale della struttura di classi da usare nella ricerca empirica sulla mobilit sociale. Esso basato sul concetto di relazioni dimpiego, che permette di distinguere tra contratti di lavoro (prevedono uno scambio definito tra prestazioni e salari) e contratti di servizio (riguardano anche incrementi di stipendi e possibilit di carriera). Lo studioso riconosce tre categorie principali: la classe di servizio a cui vengono applicati contratti di servizio; la classe operaia a cui sono applicati contratti di lavoro; la classe intermedia a cui sono applicati contratti ibridi. Lo studioso insiste sul fatto che il suo modello non ha carattere gerarchico, ma riflette la struttura delle relazioni di classe. Il suo approccio meno schematico di quello tradizionalmente descrittivo, che suddivide le classi in superiore, media e inferiore. Goldthorpe riconosce la presenza di una elite di grandi proprietari, ma poich poco numerosa la ritiene non significativa ai fini dei suoi studi empirici. Limiti: la grande mobilit economica e sociale del mondo attuale mette in crisi il concetto di classe, oltre che lo schema stesso di G. Ci sono nuove categorie occupazionali, auentato il lavoro femminile e hanno avuto un boom notevole il settore dei servizi e le professioni intellettuali. I modelli occupazionali stentano a cogliere lestrema dinamicit dei processi provocati dai mutamenti sociali. I modelli occupazionali sono inoltre difficili da applicare alle persone economicamente non attive (disoccupati, studenti, pensionati, bambini), non rispecchiano limportanza della ricchezza e della propriet nelle differenze di classe. Westergaard uno dei sociologi che hanno contestato lidea di G. secondo cui la ristrettezza nuemrica dei grandi proprietari consente di escluderli dai modelli per la ricerca empirica: il loro peso, a suo parere, che rende la societ divisa in classi. Fra i due difficile sapere chi abbia ragione, se W. o G. Non affatto facile ottenere dati attendibili sulla distribuzione della ricchezza.. E da contestare, in ogni caso, lidea che non si possa parlare pi di una classe superiore distinta dalle altre. Jhon Scott ha affermato che la classe superiore odierna ha mutato forma, ma rimane sempre superiore alle altre. Egli evidenzia tre diversi gruppi che, nellinsieme, formano la costellazione di interessi a capo dei grandi affari: gli alti dirigenti delle grandi aziende gli imprenditori industriali i capitalisti finanziari 2

Classi delle societ occidentali contemporanee: superiore: alti dirigenti, imprenditori industriali, capitalisti finanziari media: maggioranza della popolazione, lavoratori autonomi, commercianti ed artigiani in aziende a conduzione familiare, piccoli proprietari agricoli (comprende oggi la maggior parte della popolazione in gran parte dei paesi industrializzati; possono vendere anche la loro capacit lavorativa mentale, a differenza degli operai che vendono solo al fisica; una classe priva di coesione interna perch troppo varia) operaia: sempre meno numerosa, operai (Mentre Marx credeva che questa classe si sarebbe allargata, in verit oggigiorno essa di dimensioni ristrette. Inoltre, le sue condizioni sono cambiate, gli operai non vivono pi nella povert. Diventando pi benestanti, gli operai si stanno avvicinando alal classe media, imborghesendosi. Goldthorpe fece una ricerca per dimostrare limborghesimento della classe operaia. Secondo la sua teoria, se ci era vero gli operai dovevano allora esseri indistinguibili dagli impiegati in termini di atteggiamento verso il lavoro, il modo di vivere e la politica. La ricerca dimostr che tale assunto era falso: nonostante le condizioni fossero decisamente migliorate, fra le due classi cera ancora differenza. Ricerche del genere non sono pi state effettuate da allora (1968/69). sottoproletariato: estremit inferiore, disoccupati, senzatetto

Alcuni autori hanno affermato che bisognerebbe valutare la collocazione di classe non soltanto sulle basi classiche (rapporto coi mezzi di produzione, posizione di mercato e tipo di occupazione) ma anche in relazione a fatti culturali come stili di vita e modelli di consumo. Il sociologo francese Pierre Bourdieu ritiene che nellanalisi delle classi sociali sia indispensabile tenere conto del capitale culturale (competenze, orientamenti e gusti culturali) che competono sempre pi nel determinare la distinzione sociale. La societ consumista per molti aspetti annulla le differenze di classe, ma queste possono essere accentuate anche attraverso lo stile di vita e la diversit di gusti. E tuttavia impossibile cancellare laspetto economico nella vicenda delle diseguaglianze sociali: esso gioca sempre un ruolo fondamentale, specie nei casi pi estremi. - Genere sessuale e stratificazione Secondo la posizione convenzionale nellanalisi delle classi, il lavoro retribuit femminile relativamente poco rilevante rispetto a quello maschile, quindi le donne possono considerarsi come appartenenti alla stessa classe dei mariti. Goldthorpe, affermando ci, aggiunge che non si tratta di un approccio sessista: riconosce, invece, che la maggior parte delle donne si trovano in una posizione subordinata nel mercato del lavoro. Poich la maggioranza delle donne si trova in una posizione di dipendenza economica dai mariti, ne consegue che la loro posizione di classe la stessa di questi ultimi. Tesi criticata sotto diversi punti di vista. In molte famiglie il reddito delle donne risulta basilare per mantenere la posizione economica e lo stile di vita della famiglia, in altre esso pu definire in via principale la posizione di classe della famiglia, in altre ancora assistiamo ad una doppia appartenenza di classe, poich loccupazione del marito rientra in una categoria mentre quello della mogli in unaltra. Aumentano inoltre i casi in cui lo stipendio della famiglia unicamente quello della donna. G. ha difeso la posizione convenzionale, ma cambiamenti sono stati apportati al suo modello: la classificazione delle famiglie non poggia pi sulla posizione del capofamiglia, ma determinata da chi fornisce il maggior contributo al sostentamento familiare.

- Mobilit sociale. Con tale termine intendiamo i movimenti di individui e gruppi tra diverse posizioni socio-economiche; essa favorita dalle risorse socio-economiche, dai diritti e dalle capacit individuali. Si distinguono vari tipi di mobilit: -verticale, lindice principale dellapertura della societ e pu essere ascendente, nel caso di chi guadagna in ricchezza in reddito o in status, o discendente nel caso di chi si muove nel verso opposto; -orizzontale, riguarda il movimento geografico attraverso quartieri, citt, paesi. Ci sono inoltre due modi di studiare la mobilit: mobilit intragenerazionale, data dal cambiamento di posizione di un singolo allinterno dellarco di vita (carriera lavorativa) e intergenerazionale, data dal cambiamento rispetto alla generazione precedente (padre-figlio). La mobilit verticale in una societ rappresenta lindice principale della sua apertura, cio indica fino a che punto gli individui nati negli strati inferiori possono salire lungo la scala socioeconomica. Quanto sono aperti i paesi industrializzati? Un importante lavoro pionieristico in questo campo stato quello di Blau e Duncan, che arrivarono alla conclusione che negli USA cera molta mobilit verticale, ma quasi sempre tra posizioni contigue. La mobilit a lungo raggio era rara. La mobilit ascendente superiore a quella discendente, anche a livello intragenerazionale. Gli studiosi sottolinearono limportanza dellistruzione e della formazione ai fini del successo individuale. Due altri studiosi, Lipset e Bendix, analizzarono dati relativi a nove societ industrializzate, senza trovare la prova che nella societ americana la mobilit fosse maggiore rispetto a quella europea. Marshall e Firth indagarono invece riguardo al percezione soggettiva (non oggettiva, come nelle altre analisi) circa i cambiamenti della propria collocazione sociale. Cercarono di determinare se la mobilit fosse legata a sentimenti di soddisfazione o insoddisfazione, trovando una risposta piuttosto blanda: non cera granch corrispondenza fra collocazione di classe e soddisfazione esistenziale, sia fra coloro che salivano che fra coloro che scendevano la scala sociale. Mobilit discendente: fenomeno poco frequente. Pu essere dovuta a livello intragenerazionale a problemi e disturbi psicologici, o a disoccupazione. La mobilit discendente molto diffusa fra le donne separate o divorziate con figli a carico. Negli ultimi anni le ricerche sulla mobilit sociale si concentrano sulle donne. La struttura occupazionale si maggiormente aperta alle donne o no? Nel complesso oggi le donne hanno pi opportunit che nel passato. Le pi avvantaggiate dal cambiamento sono le donne della classe media. Rimangono tuttavia alcuni ostacoli: spesso la loro carriera bloccata dalla nascita dei figli, che le porta a scegliere fra lavoro e maternit. Raramente gli uomini condividono una piena responsabilit nel lavoro domestico e nella cura della prole.

ETNIA E RAZZA
uno dei concetti pi complessi della sociologia, le teorie relative ad esso nacquero tra la fine del 18sec e linizio del 19 nel periodo in cui lInghilterra e le altre nazioni europee si trasformavano in potenze imperiali che dominavano sui territori e sulle popolazioni che conquistavano. Il conte de Gobineau ritenuto il padre del razzismo moderno; egli credeva nellesistenza di 3 razze, la bianca (caucasica),dotata di intelligenza, moralit, la nera (negroide) caratterizzata da natura animalesca, mancanza di moralit e instabilit emotiva, e la gialla (mongoloide). Tali idee influenzarono lideologia nazista di Adolf Hitler, il Ku-Klux-Klan negli USA, i fautori dellapartheid in Sudafrica Il concetto di razza solo un costrutto ideologico: biologicamente non esistono razze(il nostro dna uguale per circa il 70% a quello di tutti gli esseri umani) ma solo differenze tra gruppi umani, dovute agli incroci tra popolazioni con culture diverse, che vengono usate come pretesto per atteggiamenti razzisti. In sociologia per razza sintende linsieme di relazioni sociali che permette di classificare gli individui o i gruppi sulla base delle loro caratteristiche biologiche (razzializzazione). Si tratta di differenze fisiche tra gli essere umani derivanti dagli incroci tra le popolazioni. I gruppi che formano la popolazione umana costituiscono un continuum. Le differenze nei geni allinterno di gruppi accomunati da alcune caratteristiche fisiche visibili sono pressoch identiche a quelle tra i vari gruppi. Le differenze razziali sono intese come variazioni fisiche scelte dai membri di una comunit o societ come etnicamente significative. Razzismo il pregiudizio basato su distinzioni fisiche socialmente significative. Razzista chi crede che lattribuzione di caratteristiche di superiorit o inferiorit a individui di una determinata razza abbia una sua spiegazione biologica. Etnia, per molti un elemento basilare dellidentit individuale e di gruppo,si riferisce alle particolarit culturali che caratterizzano una determinata comunit di persone. Tra le caratteristiche importanti sono: la lingua, labbigliamento, la storia, la stirpe, lalimentazione La caratteristica principale delle differenze etniche legata al fatto che esse sono totalmente apprese. I membri di una minoranza in genere sono svantaggiati rispetto a quelli di una maggioranza e condividono un senso di solidariet. Con il termine minoranza in sociologia sintende la posizione subordinata di un gruppo allinterno della societ; in genere si concentra in alcuni quartieri, citt o regioni di un paese e spesso i suoi componenti favoriscono lendogamia, cio il matrimonio allinterno del gruppo, proprio per preservare la propria identit culturale. PREGIUDIZIO e DISCRIMINAZIONE Pregiudiziopinioni o atteggiamenti dei membri di un dato gruppo verso gli appartenenti a un altro gruppo. Dati da possesso di opinioni preconcette su un individuo o un gruppo. Discriminazionecomportamento effettivo verso i componenti di un altro gruppo, che li escludono da opportunit riservate ad altri. Non dipende dal pregiudizio. Stereotipi e capri espiatoriil pregiudizio opera attraverso il pensiero stereotipico. La STEREOTIPIZZAZIONE legata al meccanismo psicologico del dislocamento. I sentimenti di ostilit o di rabbia sono diretti verso oggetti che non sono la reale fonte della tensione. Le persone scaricano la loro conflittualit su CAPRI ESPIATORI sui quali ricade la colpa di qualunque guaiocomuni in situazioni in cui i gruppi etnici deprivati entrano in competizione luno vs laltro per ottenere vantaggi economicimeccanismo utilizzato spesso contro gruppi dotati di caratteristiche distintive impotenti, e ne implica quello della PROIEZIONE, inconscia attribuzione ad altri di propri desideri o caratteristiche. Personalit autoritariaLo studioso Adorno identific un tipo di carattere che i ricercatori denominano personalit autoritaria. Tratti di personalit autoritaria derivano da un modello educativo nel quale i genitori non riescono a esprimere in modo diretto il loro amore ai figli e

mantengono un certo distacco e disciplina nei rapporti famigliari. Questi individui affrontano rigidamente la realt, pensano per stereotipi e non accettano incoerenze. Per lo studio dei conflitti etnici, fondamentali sono i concetti di etnocentrismo, chiusura di gruppo e allocazione differenziale delle risorse. Letnocentrismo la tendenza a considerare la propria cultura come superiore a tutte e a giudicare le altre in relazione ad essa; tutte le societ considerano gli estranei come barbari, alieni, inferiori intellettualmente e moralmente. Attraverso studi su tale meccanismo,il filosofo Adorno ha compreso che i tratti della personalit autoritaria (fascista potenziale) derivano da un modello educativo in cui i genitori non riescono ad esprimere il proprio amore ai figli e si mantengono distaccati. La chiusura di gruppo, si riferisce ai processi tramite cui un gruppo preserva le distanze che lo separano dagli altri, utilizzando meccanismi di esclusione (limitazione del matrimonio tra membri di gruppi diversi, la restrizione delle relazioni economiche e sociali). Lallocazione differenziale delle risorse consiste in una distribuzione irregolare dei beni materiali, che porta i membri di un gruppo ad avere potere rispetto a quelli di un altro o altri. Esempio di conflitti etnici la pulizia etnica in Jugoslavia: lesclusione dalla Croazia dei serbi per mano dei croati e lespulsione di musulmani e albanesi dal Kosovo per mano dei serbi. ANTAGONISMO ETNICO Origine del razzismotra la fine del diciottesimo e linizio del diciannovesimo secolo abbiamo la nascita di teorie scientifiche sulle razze, a giustificazione del colonialismo emergente. Lopposizione tra bianco e nero come simboli culturali era profondamente radicata nella cultura europea. Bianco associato alla purezza e nero al male. Il conte Joseph de Gobineau, padre del moderno razzismo, sostenne lesistenza di tre razze: bianca (intelligenza, moralit e volont di potenza superiori alle altre), nera (meno dotati, natura animalesca per mancanza di moralit e instabilit emotiva) e gialla. Sta alla base delle idee di Hitler. Le razze non esistono. Le scienze sociali le studiano come variazioni fisiche prescelte come significative dai membri di una comunit o societ. Da un punto di vista sociologico, la razza un insieme di relazioni sociali che permette di classificare individui e gruppi assegnando loro attributi sulla base di caratteristiche biologiche. Il vecchio razzismo, dimpronta biologica, affiora raramente nella societ di oggi. Essi sono stati rimpiazzati da un pi sofisticato nuovo razzismo, o razzismo culturale, che sfrutta in concetto di diversit culturale per discriminare certi gruppi. Modelli dintegrazione etnica: I modelli dintegrazione adottati dalle societ multietniche odierne sono prevalentemente tre: - assimilazione: prevede labbandono di usi e costumi tradizionali da parte degli immigrati per unadesione ai valori e alle norme della maggioranza. - crogiuolo (melting pot): cerca di mescolare le due tradizioni in nuove forme capaci di rielaborare i modelli culturali esistenti. - pluralismo culturale: promuove lo sviluppo di una societ pluralistica basata sul riconoscimento delleguale dignit delle diverse subculture. I MOVIMENTI MIGRATORI I movimenti migratori sono costituiti da due processi speculari: limmigrazione(persone che vengono) e lemigrazione(persone che vanno). Essi accentuano la diversit etnica e culturale di molte societ e contribuiscono a determinare la dinamica demografica, economica, sociale e politica. Quattro modelli migratori per descrivere i principali movimenti di popolazione a partire dal 1945: - modello classico (Canada, Usa e Australia, paesi che costituiscono nazioni di immigrati. Cittadinanza a tutti.) 6

modello coloniale (Francia e Gran Bretagna, favorisce limmigrazione dalle ex colonie piuttosto che da altri paesi) modello dei lavoratori ospiti (Germania, Svizzera e Belgio. Immigrazione temporanea spesso per rispondere alle richieste del mercato del lavoro, senza cittadinanza) modelli illegali (molto diffusi oggi)

A cosa sono dovuti i movimenti migratori? Fattori push: spinta; problemi interni al paese di origine che spingono allemigrazione. Fattori pull: attrazione; caratteristiche dei paesi che attirano gli emigrati. Oggi sostituiti, perch troppo semplicistici, dai fattori macro (situazione politica, leggi e regolamenti che disciplinano immigrazione e emigrazione, trasformazioni economiche internazionali) e fattori micro (risorse, competenze e conoscenze dei migranti). Nelle migrazioni sono state distinte, recentemente, quattro tendenze: - accelerazione - diversificazione - globalizzazione - femminilizzazione. Un altro modo per studiare le migrazioni passa per lanalisi delle diaspore. Cohen adotta un approccio storico e identifica cinque categorie di diaspore a seconda delle forze propulsive che determinano la dispersione della popolazione: - diaspora di vittime (africani, ebrei, armeni) - diaspora imperiale (britannici) - diaspora di lavoratori (indiani) - diaspora di commercianti (cinesi) - diaspora culturale (caraibici) Nonostante questa diversit di forme, queste diaspore hanno elementi in comune: - trasferimento da un luogo allaltro - ricordo comune della patria dorigine - forte senso di identit etnica - forte senso di solidariet per i membri dello stesso gruppo - tensione nei confronti della societ ospitante - aumento del pluralismo delle societ ospiti. Nei primi due decenni del secondo dopoguerra, lEuropa ha assistito a migrazioni di vaste dimensioni. I paesi mediterranei prestavano a quelli del nord-ovest manodopera a buon mercato. I paesi ospitanti incoraggiavano tale diaspora lavorativa, mentre quelli ex-colonialisti ebbero a che fare con un gran numero dimmigrati provenienti dalle loro colonie (Francia, Olanda e Gran Bretagna). Con lesaurimento del boom economico tale immigrazione rallentata, ma dopo il crollo del muro di Berlino nell89 e la successiva caduta dellURSS DEL 91 si avuta in Europa unondata di nuove migrazioni contrassegnata da due eventi principali: - apertura delle frontiere tra est e ovest, che favor il movimento migratorio intra europeo; - la guerra nella ex - Jugoslavia, con lesodo dei rifugiati nei Paesi Europei. I paesi del sud, come lItalia, che prima erano stati paesi demigrazione, divennero meta di immigrazione.

Uno dei passi in direzione dellintegrazione europea consistito nella rimozione di molte barriere al libero movimento di merci, capitali e lavoratori. I cittadini dellUnione Europea hanno oggi il diritto di lavorare in ogni paese membro, fatto che favorisce le migrazioni intra europee. Una delle questioni pi pressanti invece limmigrazione da paesi extra Ue. I paesi che aderiscono agli accordi di Schengen (Ue, tranne Irlanda, Gb) concedono il libero ingresso ai paesi firmatari. Oggi, con le limitazioni dellimmigrazione lirregolarit e la clandestinit aumentano. Una possibilit dingresso rimane sempre il diritto di asilo. Laspirante a tale diritto una persona che chiede ospitalit in un paese straniero perch teme persecuzioni nel proprio paese dorigine. E un diritto universale, ma in molti paesi dellUnione le procedure di valutazione delle richieste sono controverse. Importante per LUe anche smascherare le finte domande dasilo, fatte da chi cerca in tutti i modi di entrare in una zona dove le condizioni di vita sono migliori che in quelle dorigine. Si sta costruendo, in ogni caso, sempre pi una societ cosmopolita, sfida cruciale della globalizzazione, e i sentimenti in merito vanno dallentusiasmo alla paura.

LA RELIGIONE Ha una forte influenza sulla vita degli uomini e sul loro modo di percepire la realt. La religione non deve essere identificata con il monoteismo, poich la maggior parte delle religioni sono politeiste, non deve essere identificata con le prescrizioni morali che orientano il comportamento dei credenti, non mira a spiegare le origini del mondo e non deve essere identificata con una dimensione soprannaturale. Essa ricorre a dei simboli (divinit personificate, forze divine, figure non divine) per ispirare sentimenti di timore o riverenza ed collegata a riti o cerimonie praticati dalla comunit di credenti (pregare, cantare, mangiare o non mangiare alcuni cibi, digiunare). Tipi di religione: il toteismo, la credenza nelle virt taumaturgiche dei totem (tipici delle trib indiane dellAmerica settentr); in tali societ ogni gruppo di parentela possiede un totem, cui sono collegate varie attivit rituali. Lanimismo: la credenza negli spiriti benigni o maligni che si crede che popolino lo stesso mondo degli uomini. Le tre religioni monoteiste pi influenti nel mondo sono: il giudaismo o ebraismo nacque ca 1000anni a.C., i primi ebrei erano nomadi caratterizzati dalla fede in un unico Dio onnipotente che richiedeva lobbedienza a rigidi codici morali e dal considerare la propria come la sola vera religione. Oggi ca 14 milioni di persone sono ebree. Il cristianesimo nacque ca 2000 anni fa come filiazione del giudaismo;crede in Ges, ebreo ortodosso ritenuto Messia. Inizialmente i cristiani furono perseguitati fino a quando limperatore Costantino adott il Cristianesimo come religione ufficiale dellimpero romano. Oggi ca 2miliardi sono cristiani; le sue principali ramificazioni sono il cattolicesimo, il protestantesimo e lortodossia. LIslam, nasce dagli insegnamenti del profeta Maometto nel 6sec d.C. e attribuisce ad un unico Dio, Allah, il dominio su tutta la vita umana e naturale. Esso si fonda su cinque pilastri: la ripetizione del credo islamico, la ripetizione 5 volte al giorno delle preghiere prescritte, losservanza del Ramadan, lelargizione di elemosine e il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita. Tra le religioni dellEstremo oriente linduismo la pi antica ed politeista; la sua maggioranza crede nella reincarnazione, ossia che tutti i viventi siano parte di un processo di nascita, morte e rinascita. Inoltre esso costituito dal sistema delle caste, che crede che gli individui nascano in una particolare posizione gerarchica in termini sociali e rituali che riflette la loro condotta nelle precedenti incarnazioni. Gli induisti sono circa un miliardo. Il buddismo una delle tre religioni etiche deriva dagli insegnamenti di Siddharta Gautama, il Buddha vissuto nel 6sec a.C.; il suo obiettivo quello di raggiungere il nirvana, il totale appagamento spirituale. Il confucianesimo si molto diffuso in cina; confucio era un insegnante, il i saggio dei saggi, vissuto nel 6sec a.C. molto importante in tale religione era la venerazione dei morti. Il taoismo, si basa sulla meditazione e sulla non violenza per attingere alla vita superiore; fondato da Lao-Tze nel 6sec a.C. Teorie sulla religione Marx, crede che essa rappresenti lautoalienazione umana, un rifugio di fronte alle difficolt quotidiane; egli la definisce come loppio dei popoli, poich rimanda felicit e ricompense alla vita ultraterrena, insegnando la rassegnata accettazione delle condizioni date dallesistenza presente (forte elemento ideologico). Durkheim, egli crede che il totemismo rappresenti la pi elementare e semplice religione. Egli la definisce in base alla distinzione tra sacro e profano: gli oggetti e i simboli sacri sono separati dagli aspetti ordinari dellesistenza che rappresentano il regno del profano. Inoltre crede che le attivit rituali che caratterizzano tutte le religione rafforzano il senso di solidariet del gruppo, poich distaccano dalle preoccupazioni terrene e trasportano in una sfera pi elevata. Weber, concentra i suoi studi su le religioni mondiali, capaci di raccogliere vaste masse di credenti e di influenzare il corso della storia universale. Egli sottolinea il rapporto tra mutamenti sociali e religione e spiega che essa non necessariamente una forza conservatrice, ma di grande spinta verso cambiamenti sociali.

Tipi di organizzazioni religiose: la chiesa, unassociazione di grandi dimensioni e ben organizzata in una struttura formale e burocratica,incentrata su una gerarchia di funzionari; ad essa si appartiene dalla nascita per trasmissione familiare. La setta unassociazione piccola e poco organizzata, spesso in polemica con la chiesa, mira a seguire la vera via e in genere si ritira dalla societ esterna, chiudendosi in comunit autonome. Le confessioni sono sette che si sono raffreddate e non sono pi gruppi di protesta attiva ma organismi istituzionalizzati. I culti sono simili e differenti dalle sette; sono lassociazione meno strutturata e pi transitoria, poich sono costituiti da membri che respingono i valori della societ esterna. Caratteri secolarizzazione: per capire se si sta verificando un evento di secolarizzazione, bisogna controllare tre parametri: Seguito ( un parametro oggettivo, e corrisponde al numero dei membri); Influenza sociale (in passato tale influenza era massima, oggi non pi; tutte le organizzazioni religiose nel mondo hanno perso influenza sociale); Religiosit (riguarda la fede e i valori) La religione delle chiese tradizionali appare in forte declino nelle societ occidentali, con limportante eccezione degli USA. I dati comunque dimostrano che il processo di secolarizzazione non avvenuto ovunque. Norris e Ingleheart, analizzando la frequenza con cui le persone nate nel Novecento si recano in un luogo di culto, hanno riscontrato importanti differenze in tre tipi di paesi che essi definiscono rispettivamente post-industriali, industriali e agricoli. Nei post industriali (occidentali) il dato di frequenza minore, in quelli industriali (ex comunisti e sudamericani) non si verificata alcuna differenza, e negli agricoli (gran parte dellAsia e dellAfrica) addirittura aumentata. Inoltre, anche a livello dei paesi occidentali rimangono numerose differenze, e il ruolo della religione molto pi complesso di quello prospettato dalal tesi della secolarizzazione. Religiosit e spiritualit rimangono comunque importanti nella vita di molte persone, anche se preferiscono non praticarle nelle strutture delle chiese tradizionali. Alcuni studiosi hanno ipotizzato un passaggio ad una fede senza appartenenza: si continua a credere in Dio o in una forza superiore, ma si pratica la propria fede al di fuori delle forme religiose istituzionalizzate. Il fenomeno della secolarizzazione dunque utile a spiegare quanto accade allinterno delle chiese tradizionali, ma al religione appare capace di assumere vesti inedite. Vedi pag. 291, par. 5 Nuovi movimenti religiosi, con tale termine sindicano tutte quelle associazioni religiose che si sono diffuse nei paesi occidentali accanto a quelle consolidate. In genere sono una derivazione di esse. Sono divisi in 3 categorie: Movimenti di affermazione del mondo, privi di riti e teologie formali, concentrati sul benessere spirituale dei membri (Scientology, New Age), Movimenti di negazione del mondo, critici verso il mondo esterno, richiedono ai membri cambiamenti radicali di vita, e sono finalizzati alla conquista della partecipazione personale, Movimenti di adattamento al mondo, sono i pi simili alle religioni tradizionali, enfatizzano la vita religiosa interiore. La perdurante diffusione di questi nuovi movimenti smentisce dunque la tesi sulla secolarizzazione. Larretramento delle religioni tradizionali non comporta un tramonto della religione. Non tutti gli studiosi, tuttavia, sono daccordo: la partecipazione a nuovi movimenti, frammentati e disorganizzati, sarebbe poco pi che un passatempo o un stile di vita. 10

Movimenti millenaristi: il millenarismo un movimento che si attende la salvezza collettiva dei suoi membri: - i seguaci di Gioacchino, 13sec, il movimento si ispira agli scritti profetici dellabate Gioacchino da Fiore; i gioacchinisti furono condannati e iniziarono a guardare la chiesa come la meretrice di Babilonia e il papa come lanticristo. - la danza dello spirito, diffuso tra gli indiani del Nord America nel tardo 19sec, credevano che sarebbe giunta una catastrofe universale che avrebbe inaugurato una nuova era di prosperit. Il fondamentalismo religioso: una risposta alla globalizzazione, un atteggiamento che vuole imporre uninterpretazione letterale dei testi fondamentali di una religione e una loro applicazione a tutti gli aspetti della vita. I suoi sostenitori credono che la propria visione del mondo sia lunica corretta; laccesso al vero significato delle scritture permesso a pochi interpreti dotati cos di grande autorit. Fondamentalismo islamico: lislam ha sempre stimolato lattivismo, la lotta contro i miscredenti e contro chi porta la corruzione nella comunit musulmana. Nel corso del tempo per lislam si fratturato al suo interno. Tale movimento ha suscitato nel tempo diverse forme di risveglio islamico anche estreme come i massacri della popolazione civile ad opera dei fondamentalisti in Algeria, linstaurazione del regime talebano in Afganistan, la ribellione antirussa in Cecenia, gli atti terroristici di Al Quaeda in USA e Europa Il fondamentalismo cristiano vede la Bibbia come una guida concreta per tutti gli aspetti della vita, e nasce contro la crisi morale prodotta dalla modernizzazione. Questo movimento riscuote molti consensi in tutti gli USA.

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DEVIANZA E CRIMINALITA
La vita sociale regolata da norme rafforzate da sanzioni positive, se ricompensano chi rispetta la norma o negative se puniscono chi non la rispetta, formali, se applicate da specifiche istituzioni con tale compito o informali se sono spontanee e meno organizzate come le manifestazioni di disapprovazione. Chi non rispetta una norma detto deviante. La devianza, la non conformit a una o pi norme accettate dalla maggior parte della collettivit; se essa riguarda un gruppo sociale detta subcultura deviante. un concetto ampio; i sociologi della devianza studiano il perch certe manifestazioni sono considerate devianti e come tale concetto viene applicato in modo diverso ai membri della societ. La criminalit invece una sottocategoria della devianza e si occupa dei comportamenti che violano le leggi; la criminologia in particolare si riferisce ai reati, cio ai comportamenti sanzionati dal codice penale; la sociologia della devianza indaga comportamenti di non conformit che possono esulare il limite del codice penale. Questi sociologi indagano sul perch certi comportamenti vengono considerati devianti e come lapplicazione di tal concetto sia eseguita disugualmente sui membri della societ. Nello studio della devianza continuano a rimanere rilevanti alcuni filoni interpretativi. TEORIE SULLA DEVIANZA - Teorie biologiche: le pi antiche. Ricercano le cause della devianza in fattori biologici ereditari. (Lombroso, Cowen (i tipi criminali potevano identificarsi da certe caratteristiche anatomiche; la socializzazione pu influire sul loro miglioramento, ma si tratta perlopi di esseri umani degradati o minorati), W. A. Sheldon (struttura fisica rivelatrice di delinquenza: soggetti Mesomorfi (muscolosi e attivi: possibili criminali), Ectomorfi (magri) e Endomorfi (grassi). - Teorie psicologiche: Si rifanno alle teorie freudiane. Eysenck sugger che gli stati mentali anormali sono ereditari e che predispongono un individuo a delinquere. Causa della devianza in conflitti non risolti, processi didentificazione, meccanismi reattivi, ecc. verificatisi in particolari situazioni dellinfanzia e delladolescenza. Le cause, quindi, sarebbero debolezza di carattere e degenerazione morale. da ci emerge, come credono molti studiosi, che il concetto di psicopatia spesso accompagni quello di devianza; infatti, gli psicopatici sono una minoranza di individui che reagiscono dimpulso e raramente sentono senso di colpa; a volte traggono piacere dalla violenza. TEORIE FUNZIONALISTE - Teorie dellanomia: Le teorie funzionaliste reputano la devianza e la criminalit come lesito di tensioni strutturali e dellinsufficiente regolazione morale nella societ. Per Durkheim nelle societ moderne valori e norme tradizionali vengono meno senza essere sostituiti da nuovi punti di riferimento normativi; per il filosofo la devianza dunque un fatto sociale inevitabile poich nessuna societ pu raggiungere consenso totale su norme e valori. E anche necessaria per la societ, svolgendo due importanti funzioni: adattiva perch introduce nuove idee e sfide, agendo come forza innovatrice; incoraggia la definizione di confini, rafforzando la solidariet di gruppo. Robert Merton, rielaborando il concetto Durkheimiano di anomia, nella sua teoria della tensione spiega come i valori generalmente accettati del successo materiale, entrano in conflitto con i mezzi istituzionalizzati previsti per il loro raggiungimento (norme vs realt sociale). Il soggetto, pur condividendo valori e fini della societ, non sempre ha i mezzi per perseguirli; si crea allora una spaccatura tra individuo e sistema culturale. Ci sono cinque possibili reazioni: 1) Conformit (accettazione delle mete culturali e dei mezzi previsti dalla societ per raggiungerle (yuppies); 2) Innovazione (adesione del soggetto alle mete indicate dalla societ, ma non ai mezzi prescritti (chi ruba, imbroglia, ecc.); 3) Ritualismo (Soggetto che rinuncia alle mete ma rimane fedele alle norme sui mezzi (burocrate ossessionato da procedure prive di significato); 4) Rinuncia (il soggetto non segue pi i fini e i mezzi indicati dalla 12

societ (barboni, alcolizzati, tossicodipendenti, ecc.); 5) Ribellione (reazione di soggetti che rifiutano mete e mezzi proposti dalla societ e li sostituiscono con altri (hippy, gruppi politici, ecc.). - Teorie delle subculture: Secondo Cohen e Nisbet la disomogeneit culturale presente nella societ (metropoli occidentali) provocherebbe delle difficolt nella trasmissione dei comportamenti approvati dalla societ. In pratica, partono dagli studi di Merton, ma se ne differenziano perch le risposte alla tensione fra meta culturale e mezzi posseduti non sono individuali, ma mediate dai gruppi sociali (i ragazzi dei ceti operai pi poveri, insoddisfatti della loro condizione, tendono ad organizzarsi in subculture delinquenziali). TEORIE INTERAZIONISTE Deviante ci che viene definito tale: questi studiosi ne cercano il perch, concependo dunque la devianza come fenomeno socialmente costruito 1) Devianza appresa. SUTHERLAND Spiega la devianza in termini di associazione differenziale: in una societ con molte subculture, alcuni gruppi possono sviluppare al loro interno regole devianti con sanzioni positive o negative. Gli individui diventano deviati associandosi ad altri che sono portatori di norme criminali. 2) Teoria delletichettamento labeling theory: Si fonda sullanalisi di Howard Beker secondo il quale nessun comportamento deviante, ma lo diviene nel momento in cui esso viene definito tale. Un individuo diviene deviato dopo essere stato etichettato come tale. Letichettamento dovuto in primo luogo a coloro che rappresentano le forze della legge e dellordine, quindi le etichette esprimono la struttura di potere della societ. Il comportamento deviante quindi quello cos etichettato, grande influenza su ci hanno per labbigliamento, il paese dorigine, il modo di parlare Edwin Lemert sostiene che accanto alla devianza primaria (latto di trasgressione, che rimane spesso marginale) vada considerata la devianza secondaria, ossia lassunzione della definizione di s come deviante da parte del soggetto, ovvero come reazione allo stigma ricevuto e alle punizioni subite. (LO STIGMA: attributo che declassa una persona da completa a persona segnata, screditata. Da questa premessa si praticano diverse specie di discriminazione.) -Teorie del conflitto. Teorie del conflitto: Origini marxiste. Considera la devianza una scelta deliberata e spesso di natura politica. La scelta sarebbe effettuata per ribellione alle diseguaglianze del sistema capitalistico, quindi i comportamenti devianti sarebbero azioni politiche che mettono in discussione lordine sociale. - il nuovo realismo di sinistra: nuovo filone di studi criminologici nato negli anni Ottanta. Sempre di stampo neomarxista, prendeva le distanze dagli idealisti di sinistra, accusati di ammantare la devianza di romanticismo, dando poca importanza ai timori che la delinquenza suscitava in gran parte dellopinione pubblica. Per loro, la criminologia deve impegnarsi pi seriamente sui problemi concreti della criminalit e della politica sociale, anzich trattarli in astratto. Attraverso i risultati degli studi sulla vittimizzazione giungono alla conclusione che, riprendendo la riflessione sulle subculture criminali, esse non nascono dalla povert ma dalla mancanza di inserimento sociale. IL CONTROLLO SOCIALE Queste teorie si interessano poco delle motivazioni che portano lindividuo a
delinquere, e postulano che il reato si verifichi in conseguenza di uno squilibrio tra limpulso criminale e il controllo sociale o fisico che dovrebbe fermarlo.

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- didascalia --

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accertare lestensione della criminalit, e le sue forme si pu iniziare dalle statistiche ufficiali, che si basano sul tasso di criminalit, cio il rapporto tra il numero di reati commessi e la popolazione. Molti criminologi tuttavia hanno messo in evidenza come queste statistiche siano inaffidabili, in quanto non si pu valutare il metodo con cui esse sono state prodotte. Il limite dovuto al fatto che esse tengono conto solo dei reati effettivamente registrati dalla polizia, quando la maggior parte dei reati non viene segnalata. Inoltre, la parzialit delle denunce (dovuta alla scetticit della polizia in proposito ad una denuncia fatta) e delle registrazioni (la vittima pu non presentare formale denuncia) rende le statistiche ufficiale poco valide. Per ovviare a tale problema si pu porre in essere studi sulla vittimizzazione, chiedendo ad un campione di intervistati se in un dato periodo sono stati preda di reati. Anche questi tuttavia hanno un margine derrore ( se le interviste si svolgono a domicilio, difficile che la vittima segnali violenza domestica in presenza del responsabile). Secondo altri teorici del controllo, laumento dei reati deriva dallaumento delle occasioni e dei possibili bersagli di attivit criminose. Il consumismo e il benessere hanno aumentato i bersagli. Per limitarne le opportunit alcuni recenti politiche hanno attuato sistemi come la protezione del bersaglio: anzich cambiare i delinquenti, sostengono, meglio prendere misure pratiche per limitarne lazione. Oppure una strategia la ricostruzione del senso di comunit; secondo la teoria della finestra rotta c un rapporto diretto tra manifestazioni di degrado e insorgenza della criminalit: se in un quartiere si lascia anche una sola finestra rotta, non riparata, si fa capire ai delinquenti che nessuno si occupa della difesa di quella comunit. Qui entra in gioco il poliziotto di quartiere che dovrebbe lavorare a stretto contatto con i cittadini utilizzando la collaborazione, la persuasione e la consulenza. 14

Su questo solco sinserisce anche la strategia della tolleranza zero, che si applica alla piccola criminalit (vagabondaggio, vandalismo, ubriachezza) per trovare risultati anche sulla grande criminalit. Applicata a New York, questa teoria ha avuto grande successo concreto. Rovescio della medaglia: si lascia alla polizia il compito di individuare i portatori di disordine sociale. Infatti, con la diminuzione dei reati minori si avuto un aumento delle denunce per abuso e maltrattamenti da parte della polizia. I reati sono stati per lungo tempo un fattore prevalentemente maschile. Secondo Pollak certi delitti commessi dalle donne tendono a non essere denunciati. Poich esse fanno prevalentemente una vita domestica, i loro reati dovrebbero dunque esplicarsi nella sfera familiare. Le donne, per lo studioso, hanno uninclinazione naturale allinganno e sono molto abili nel nascondere i loro reati. Inoltre, i delinquenti femminili vengono trattati con maggiore clemenza dalla polizia, avulsa da un sentimento cavalleresco. Tesi senza fondamento scientifico basata su stereotipi. Francis Heidensohn, femminista, sostiene che le donne sono trattate con maggiore durezza quando sono accusate dinfrazioni ai canoni della sessualit femminile. Ne emerge una variante della doppia morale sessuale allinterno del sistema penale: mentre la violenza maschile considerata naturale, i delitti femminili sono considerati come dovuti a squilibri psichici. Nonostante i numerosi studi, la reale entit e le razioni della differenza generica dei tassi di criminalit rimangono ancora da accertare. La differenza di socializzazione pare essere per al possibile risposta. Reati maschili: dovuti a crisi della maschilit, causata da disoccupazione e incertezza che non permettono alluomo di aspirare con fiducia alla sua posizione sociale tradizionale, ossia capo famiglia con una lunga carriera davanti. Soprattutto i giovani maschi ne sono vittima. Donne: reati contro le donne: stupro, violenza domestica e molestie sessuali. Omosessuali. Stigmatizzati e emarginati dalla societ, sono visti come vittime innocenti ma nel contempo come persone che si meritano la violenza. I loro rapporti devono rimanere nella sfera privata, chi viola questo assunto viene rimproverato perch si rende da solo vulnerabile alla violenza. Le manifestazioni pubbliche omosessuali causano un panico omofobo, visto in usa come provocazione, tanto da poter trasformare un omicidio volontario in preterintenzionale. Lespressione reati dei colletti bianchi, coniata da Sutherland, si riferisce alle azioni criminose commesse da coloro che appartengono ai settori pi benestanti della societ. Ci sono numerosi tipi di reati, tra i reati pi frequenti ci sono la frode fiscale, le vendite illegali, le truffe assicurative e immobiliari, linquinamento ambientale Tali reati, denominato reati aziendali poich commessi dalle imprese (soprattutto le pi grandi), sono molto diffusi e sono divisi in sei categorie: - amministrativi, irregolarit dei documenti, - ambientali, inquinamento, mancanza di autorizzazioni, - finanziari, evasione fiscale, pagamenti illegali, - occupazionali, lavoro e assunzioni irregolari, - produttivi, pericolosit dei prodotti, - commerciali, pubblicit ingannevole. Individuare le vittime non facile, come nel caso dei reati ambientali, che si manifestano solo quando ormai la situazione allestremo (catastrofi). Molto spesso accade che le vittime non si considerino tali, poich la distanza spazio-temporale fra vittima e carnefice non lo permette, o non da modo di capire come avere giustizia. Gli effetti, inoltre, sono ineguali, pesando di pi nella societ fra gli svantaggiati. Gli aspetti violenti in questo genere di reati sono meno visibili, ma altrettanto reali e addirittura a volte pi gravi che nei crimini comuni.

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La criminalit organizzata, come definizione, si applica a fenomeni che presentano molte caratteristiche delle normali attivit daffari, ma sono illegali. Comprende tutte quelle attivit come il contrabbando, il gioco dazzardo illegale, il traffico di droga e armi, la tratta dimmigrati, lo sfruttamento della prostituzione. Tradizionalmente essa si sviluppata in modi diversi, a seconda delle tradizioni culturali del luogo dorigine, ma col tempo divenuta un fenomeno transnazionale (Manuel Castells). Con lausilio della tecnologia informatica aumenta tale globalizzazione criminale: si stabiliscono le basi in paesi a basso rischio, come la Russia. Sono di difficile identificazione. Molto importanti sono, dunque, i reati informatici, commessi cio con laiuto della tecnologia informatica: - intercettazione abusiva di comunicazioni, - il terrorismo e il vandalismo elettronici, - luso abusivo di servizi, - la violazione del diritto dautore, - la pornografia - listigazione alla violenza, - le frodi telematiche, - reati connessi al trasferimento elettronico di denaro, - riciclaggio elettronico di denaro - associazione a delinquere elettronica. La cooperazione fra le forze di polizia dei vari Paesi pu migliorare la loro identificazione, ma a tuttoggi tali criminali hanno ampio margine di manovra. Il principio ispiratore del sistema carcerario il recupero dellindividuo, in modo che possa reinserirsi nella societ una volta rimesso in libert. Sono, in oltre, un importante deterrente al crimine. Ma questi obiettivi delle carceri si realizzano davvero? Spesso esse vengono chiamate universit del crimine. I detenuti oggi non vengono pi fisicamente maltrattati, ma subiscono comunque numerose privazioni: libert, reddito, compagnia di familiari ed amici, rapporti eterosessuali, propri vestiti e oggetti personali. Vivono spesso in posti sovraffollati, con rigorose misure disciplinari. Questo spesso apre una spaccatura fra societ e detenuto. Essi possono sviluppare una forma di risentimento verso i cittadini comuni, accettare la violenza come fatto normale, legare saldi rapporti con malviventi incalliti e tenerli anche una volta usciti, acquisire capacit criminali che prima non avevano. Il tasso di recidivit, ossia la percentuale di coloro che tornano nel mondo del crimine una volta usciti, molto alto. Alcuni ritengono che sia necessario il passaggio da una giustizia punitiva a una giustizia ripartiva, intesa cio a fare apprendere ai condannati la consapevolezza degli effetti del loro crimine. Invece che essere separati e protetti dalla societ, dovrebbero confrontarsi consapevolmente con essa, con lausilio di assistenti sociali o incontri di riconciliazione con le vittime. Anche se le prigioni non sembrano dunque adatte a riabilitare i detenuti, sembrano utili a distogliere altri dal commettere reati. Il dilemma non dunque risolto.

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ISTRUZIONE
ORIGINI ANALFABETISMO E ISTRUZIONE Scuola = dal greco svago o ricreazione. Un tempo i soli istruiti erano i leader religiosi e i sacerdoti. Leggere non era necessario n utile. La stampa modific la situazione. Il crescente uso di materiali scritti in molte sfere diverse della vita port a pi elevati livelli di alfabetismo. Cominci ad emergere listruzione. Oggi nei paesi industrializzati lalfabetismo, la capacit elementare di leggere e scrivere, estesa a gran parte della popolazione. Diffusa anche la scolarizzazione, quasi assente nellOttocento, ma resa obbligatoria con lavvento della moderna societ del benessere attraverso luniversalizzazione dei sistemi educativi: la scuola dunque aperta a tutti, senza alcuna distinzione. Nelle societ moderne importantissima poich tutti devono saper leggere, scrivere, e fare calcoli insieme con una conoscenza generale del proprio ambiente fisico sociale ed economico; inoltre devono saper imparare per poter acquisire info nuove. La diffusione delle tecnologie sta influendo sullistruzione in molti modi poich le scuole sono un ambito in cui si pu conoscere i computer e le tecnologie on-line. La scuola si sviluppata per fornire le competenze che davano accesso al mondo dei media a stampa; nonostante ci pochi educatori vedono nella tecnologia informatica un mezzo in grado di sostituire totalmente lapprendimento affidato allinterazione con un insegnante. Il sistema scolastico svolge un ruolo centrale nella socializzazione dei giovani, nella promozione delle pari opportunit, nella formazione professionale e nella creazione di una cittadinanza informata e partecipe. EVOLUZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO Nato con la legge Casati del 1859dopo scuola elementare biforcazione in un ramo classico ed in uno tecnico. Riforma Gentile del 1923scuola tecnica sostituita con unaltra che non permetteva laccesso alluniversit. Regime fascistabiforcazione pi netta in 2 rami: uno per classe media e per la borghesia, laltro per la classe operaia. Solo chi finiva il liceo classico poteva iscriversi a qualsiasi tipo di universit. 1962 riforma che istituiva una scuola media unica. 1969 legge che consente ai diplomati di tutte le scuole medie superiori di iscriversi a qualsiasi facolt universitaria. TEORIE DELLEDUCAZIONE Bernstein - Codici linguistici Sostiene che i ragazzi provenienti da entroterra diversi sviluppano nei primi anni di vita CODICI diversi che influenzano la loro successiva esperienza scolastica. I ragazzi provenienti da classe lavoratrice acquisiscono un codice ristretto, linguaggio legato ad un determinato ambiente culturale, ricco di assunti inespressi di cui ci si attende la conoscenza da parte degli altri. Tipo di registro comunicativo legato allambiente culturale di una comunit o di un quartiere della classe inferiore. Eun codice di linguaggio pi adatto alla comunicazione dellesperienza pratica che alla discussione didee, processi e rapporti pi astratti. Il linguaggio ispirato alle norme del gruppo. Acquisizione di un codice elaboratostile linguistico meno vincolato a un contesto specifico, che quindi consente di adattare i significati delle parole alle esigenze delle situazioni pi disparate. I ragazzi che hanno acquisito codici linguistici pi elaborati sono maggiormente capaci di far fronte alle esigenze dellistruzione scolastica formale rispetto a quelli che dispongono di codici ristretti, perch il modo di questultimi di usare il linguaggio si scontra con la cultura accademica della scuola. Boweles e Gintis-scuola e capitalismo industriale 17

Listruzione non ha contribuito a ridurre le disuguaglianze economiche. Listruzione moderna deve essere intesa come risposta alle esigenze economiche del capitalismo industriale. Le scuole contribuiscono a creare competenze tecniche e sociali richieste dalle imprese industriali. I rapporti di autorit e di controllo presenti nella scuola riflettono direttamente quelli dominati nel mondo del lavoro. La scuola contribuisce a motivare alcuni individui alla prestazione e al successo. La scuola moderna riproduce i sentimenti di impotenza che molti sperimentano altrove. Le scuole hanno lo scopo di legittimare la disuguaglianza, limitare lo sviluppo personale a forme compatibili con la sottomissione allautorit arbitraria e contribuire al processo che vede i giovani rassegnarsi al proprio destino. Illich-programma occulto Autore controverso. Sostiene che la stessa nozione di scolarizzazione obbligatoria andrebbe messa in discussione. La scuola tende ad inculcare il consumo passivo: laccettazione acritica dellordine sociale esistente attraverso la disciplina e lirreggimentazione. Scuole sviluppate per compiere 4 ruoli fondamentali: 1. Custodia 2. Distribuzione degli individui nei ruoli occupazionali 3. Apprendimento dei valori dominanti 4. Acquisizione delle capacit e delle conoscenze socialmente approvate Il programma occulto insegna ai ragazzi che il loro ruolo nella vita quello di sapere qual il proprio posto e starsene l tranquilli. Egli crede che la scuola tenda a inculcare un consumo passivo, ossia laccettazione acritica dellordine sociale esistente attraverso la disciplina; per questo favorevole a descolarizzare la societ. Listruzione dovrebbe permettere a tutti coloro che lo desiderano di accedere alle risorse educative disponibili in qualsiasi momento della vita. Chi vuole apprendere non dovrebbe essere costretto ad accettare un programma standardizzato, ma potere scegliere personalmente che cosa desidera studiare. Propone diversi tipi di strutture educative. Listruzione non sarebbe pi solo una forma di apprendimento precoce affidato a specifiche istituzioni, ma diventerebbe accessibile a chiunque desiderasse approfittare di essa. ISTRUZIONE E RIPRODUZIONE CULTURALE Bourdieu introduce il concetto di riproduzione culturale, che indica i modi in cui la scuola contribuisce a perpetuare di generazione in generazione le disuguaglianze sociali ed economiche. Rafforza le differenze di valori e di prospettive sottintese alla diversit di interessi e di gusti. La scuola impone agli allievi regole disciplinari. I ragazzi della classe lavoratrice vanno incontro a uno shock culturale molto pi forte di quello dei ragazzi provenienti da un retroterra pi privilegiato, motivati a raggiungere buoni risultati scolastici, ma il modo di parlare e di agire, non conforme a quello degli insegnanti. Lintelligenza: comprende molte qualit diverse e non collegate tra loro, e pu essere definita come ci che viene misurato dai test del Qi, qupoziente intellettivo. Questi test sono costruiti con un punteggio medio di 100 punti e risultati presentano unelevata correlazione con le prestazioni scolastiche, e con le differenze sociali, economiche ed etniche. Lintelligenza inoltre non pu essere espressa con un solo indicatore, non deriva fondamentalmente dalla dotazione genetica, gli individui non possono essere collocati lungo una sola scala dintelligenza e il livello dellintelligenza non immutabile. Fondamentale anche lintelligenza emotiva che ha un ruolo pari a quello del Qi nel determinare le nostre opportunit di vita; essa indica la capacit di saper gestire le proprie emozioni quali le motivazioni, lautocontrollo, lempatia concetto importante anche quello dell apprendimento permanente secondo cui la conoscenza pu nascere da ogni tipo di contatto e contesto: una

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conversazione, luso di internet, la visita ad un museo in questo senso i confini tra scuola e mondo esterno diventano sempre pi sottili.

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