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ANDREA VITALE

LA VERIT PROIBITA
Un modo diverso di guardare a se stessi

Roma 2010

Ai miei genitori e ai loro, che poi sarebbero i miei nonni. E anche ai genitori dei miei nonni, dei miei bisnonni e dei miei trisnonni. In una parola, a tutti gli antenati da cui discendo e che mi dividono dalla scimmia dalla quale, cinque o sette o dieci milioni di anni fa, prendemmo a separarci per diventare uomini. a loro, a tutti i miei progenitori i quali trasmisero prima tra di loro lun con laltro e poi infine a me quella cultura che fa s che nessuno di noi sia mai pi stato un animale ma un essere vivente diverso e unico, a loro che mi rivolgo con questa che non una dedica ma un messaggio: non ne valeva veramente la pena.

Indice

1. La paura 2. Il trauma 3. Lamore 4. La dipendenza 5. La ricompensa 6. Il dovere 7. La scuola 8. La squadra 9. La vita 10. La rabbia 11. La guerra 12. La colpa 13. La coscienza 14. Il sesso 15. La coppia

p. 4 p. 12 p. 18 p. 24 p. 31 p. 35 p. 40 p. 44 p. 48 p. 54 p. 60 p. 65 p. 71 p. 78 p. 82

1. La paura

Il corpo del bambino non desiderato conserva dentro di s una percezione rimossa ma precisa: Mi vogliono uccidere, sono in pericolo di morte. Alice Miller, La rivolta del corpo

La paura la porta del dolore e della morte. Un animale ha paura perch sa che sta per accadergli qualcosa di terribile. Ne legge i segni nellambiente un rumore, una forma, un odore e si spaventa. Spaventarsi il modo che levoluzione ha consegnato agli individui per difendersi in anticipo dai pericoli. Potersi spaventare una cosa buona, perch consente di prevenire i rischi e in ultima analisi la morte. Per convincere qualcuno a fare qualcosa che rifiuta di compiere lo si deve forzare. La forzatura ha gradi crescenti che vanno dallinsistenza Ti prego davvero di dirmi chi ti ha detto queste cose su di me alla minaccia Se non mi dici chi ti ha detto queste cose su di me sar costretto a non rivolgerti mai pi la parola fino alla vera e propria tortura: E adesso vediamo se questo soldato che abbiamo catturato far il bravo e ci dir da dove intendono attaccarci i suoi compagni. La tortura esiste da sempre e si serve di due metodi differenti per ottenere i suoi risultati: il dolore e la paura. Pu sembrare una domanda imbarazzante, ma ai fini del nostro discorso siamo costretti a porcela: per costringere laltro a cedere, meglio fargli male o spaventarlo? Onestamente non so quale sia la risposta pratica non mi intendo di tortura militare o spionistica ma posso affermare che in linea teorica la paura funziona meglio, perch preannuncia la morte meglio del dolore. Non voglio dire che il dolore non sia associato a sua volta alla morte, ma al contrario della paura lo per gradi: un po di dolore dice per esempio che la morte potrebbe venire ma per fortuna ancora lontana. 4

Molto dolore dice che sta per arrivare ma che non ancora arrivata e in definitiva per dare linformazione che veramente arrivata quasi del tutto, che proprio siamo l l per cederle la vita, dovremmo essere anche l l per sopprimere il poveretto. La paura invece molto pi raffinata, perch provvede essa stessa a comunicare che la morte l l per giungere, ma proprio l l l che pi l l non si pu, senza usare altro mezzo che quello dello spavento mortale. Grazie allo spavento mortale tutta la morte giunge in un attimo a cospetto del torturato con estrema convinzione e semplicit. Inoltre e questo un secondo, importante vantaggio la paura lo conserva fisicamente intatto: torcendogli le dita dei piedi o spezzandogli un osso o bruciandolo o cavandogli un occhio lo si renderebbe proporzionalmente invalido e se ne pregiudicherebbe il funzionamento, se cos ci possiamo esprimere. Con la paura invece tutto questo non accade. Se lo si volesse usare per qualche scopo lavori forzati, per esempio lo si avrebbe ancora tutto intero e ben funzionante. Immaginiamo dunque di essere torturatori e di voler far confessare un nemico appena catturato applicando le regole qui espresse per ottenere due risultati: di farlo collaborare di farlo cio sottomettere al nostro comando e di non fargli male fisico. Bene, la paura funziona meglio del dolore perch comunica automaticamente quello che sta per succedere senza che in effetti lo si debba per forza far succedere. Immaginiamo che egli abbia paura dei cani e di usare questo metodo per sottometterlo a noi. Baster prendere un cane aggressivo e di grossa taglia, assicurarlo a un guinzaglio e tenerglielo a pochi centimetri dal volto e dal corpo mentre abbaia, si dimena e gli si scaglia contro nellatto di assalirlo e morderlo. Il cane sar la garanzia che il poveretto sta provando uno spavento mortale mentre il guinzaglio assicurer lincolumit fisica. Per ottenere lo stesso risultato col dolore avremmo dovuto simulare il male procurato dai morsi strappandogli brandelli di carne dalle cosce o dalla faccia con degli strumenti acuminati. Ma anche in questo caso avremmo avuto solo un primo grado di simulazione della morte e per giungere al secondo avremmo dovuto serrargli la gola e strattonarlo in su e in gi per la stanza. Per rendere leffetto ancora pi impressionante

avremmo dovuto accompagnare la scena con urli, tonfi, colpi minacciosi. Insomma, un lavoraccio. Immaginiamo ora di voler andare oltre e di non limitarci alla confessione dei nomi dei suoi alleati o dei loro progetti contro di noi. Immaginiamo di volerci sbizzarrire e di farne un nostro schiavo psichico, imponendogli dei compiti per il puro gusto sadico di imporglieli. Immaginiamo cio di volerlo schiacciare a tal punto al nostro potere da poterlo comandare come un pagliaccio, come un burattino da muovere a nostro piacimento. Com bello penseremmo se fossimo veri torturatori far fare a questidiota ci che diciamo noi e non ci che vuole lui. Si pu dire che nelle carceri militari questa sia la regola e non vi divertimento maggiore da parte dei soldati che tiranneggiare sadicamente i nemici fatti prigionieri. Il divertimento assicurato dal fatto che i torturatori avevano paura dei torturati prima di catturarli e che ora che li hanno tra le mani possono trasformare la loro paura di essere uccisi in minaccia di uccidere. Ora che il nemico non pi una minaccia, pu essere usato per scaricare la tensione provocata dalla minaccia che lui stesso procurava prima di essere reso inoffensivo. In questo consiste il sadismo, che altro non se non un ci che fatto reso. Tu mi hai procurato uno spavento mortale e mi hai fatto stare veramente angosciato. Adesso sono molto felice di ripagare la mia angoscia col divertimento di farti provare lo stesso spavento mortale. I torturati urlano, si dimenano e provano angoscia, mentre i torturatori ridono, scherniscono, infieriscono, godono. Ma che razza di libro questo? Perch parliamo in termini cos crudi e disumani di eventi che seppure esistono in effetti la maggior parte delle persone non sa che la tortura esiste o che esiste in modo tanto diffuso e ripetuto non hanno niente a che fare con noi persone normali, che non siamo n soldati n, tantomeno, torturatori sadici? Perch questo un libro sulla scimmia-uomo e la scimmia-uomo ha costruito il suo impero cio se stessa sulla tortura. Anche se non lo sa, perch ha dovuto dimenticarlo.

Prendiamo una scena consueta. La mamma sta preparando la frittata. mattina, diciamo le undici, e Matteo, suo figlio di sette mesi e mezzo, sta nel passeggino accanto a lei. La mamma ha appena messo lolio sul fuoco e rotto le uova. Matteo si sveglia dal sonnellino e comincia a fare dei gorgoglii. A sette mesi i bambini non parlano, ovviamente, ma possono gorgogliare, cio emettere vocalizzi di interlocuzione ed espressione, coi quali comunicano la voglia di stare insieme alla mamma sono sveglio, sono tornato, possiamo ricominciare a stare insieme o la semplice voglia di esprimersi che bello emettere vocalizzi! La mamma non ascolta Matteo non che non lo ascolti in senso fisico: non lo ascolta nel senso che non si china a prenderlo in braccio e continua a fare la frittata. Adesso le uova sono nellolio e si possono mettere i carciofi: tempo cinque minuti e sar tutto pronto. Matteo comincia a gridare. Il gorgoglio si tramutato in grido, la faccia assume la smorfia del pianto, anche se le lacrime non scendono ancora. La frittata non che a met cottura. La mamma spinge un po in su e in gi il passeggino ma non prende Matteo in braccio. Prima deve finire di cuocere. Matteo comincia a lacrimare. Continua a urlare, si dimena, in un attimo paonazzo in volto. La mamma muove pi velocemente il passeggino. La frittata quasi pronta. Sono ormai quasi due minuti che Matteo grida e piange con tutta la forza che ha. Per fortuna la frittata pronta e la mamma prende Matteo: Eccomi, eccomi, su non successo niente, vieni amore, ecco la tua mamma. Matteo impiega quasi un minuto a calmarsi, tempo nel quale la mamma si pulisce le mani con uno strofinaccio e controlla sotto al coperchio che la frittata non si sia cotta troppo. Matteo adesso provato. Ha unespressione spenta e attonita. Gli occhi cerchiati di rosso, le guance paonazze, il broncetto. La mamma lo vezzeggia, gli d un bacetto, gli fa un sorriso sperando dessere subito ricambiata ma Matteo sembra un po in trance: stordito e non risponde al sorriso. 5

Questa la tragedia e insieme la commedia della scimmia-uomo. Che tortura i suoi figli mentre cuoce la frittata, assegnando alla tortura un valore diverso da quello che ha. Chi ragionevolmente penserebbe che quello che ha subito Matteo un atto di tortura? Nessuno ovviamente, ma riflettiamo con calma. In che consiste la tortura? Nel far credere a un poveraccio che sta per morire, anche se questo non vero. Lo abbiamo sperimentato: basta mettergli un cane inferocito davanti alla faccia e lui sbiancher in volto, comincer a urlare, a dimenarsi, a cercare in tutti i modi di fuggire, a implorare di smetterla, ecc. Voglio forse sostenere che Matteo si sia trovato, per un paio di minuti, nella stessa condizione del poveretto col cane in faccia? Purtroppo s e non ho difficolt a spiegarmi. Perch un bambino grida? Perch ha paura. Ma di cosa? Non c proprio niente che possa nuocergli, in casa, alle undici di mattina. Un bambino non stato costruito dallevoluzione per stare in casa vicino alla mamma che cuoce la frittata, ma in una savana popolata di predatori, di solito rifugiandosi sugli alberi. Le scimmie sono scimmie perch hanno scelto di salire sugli alberi. I pesci stanno in acqua, gli uccelli in cielo, tutti gli altri a terra e le scimmie sul mezzanino degli alberi. Un bambino un essere vivente esposto alla morte per predazione come qualunque altro essere vivente, che infatti ha occhi per spiare chi vuole ucciderlo, zampe per scappare e ormoni per riuscire meglio nellimpresa. Solo che un bambino non ha ancora occhi n zampe, o gambe, se preferite. inetto, invalido, come un uomo paralizzato: non pu fuggire dal pericolo ed costretto a cercare laiuto degli altri. Come gli altri ha paura, ma al contrario degli altri, da solo, non pu scappare. Un bambino si comporta perci in modo diverso dalladulto: non si affida a se stesso per capire come sopravvivere allattacco dei predatori, ma agli adulti che possono aiutarlo. Ogni mammifero, e ogni uccello, quando nasce, inetto. Non sa, da solo e in molti casi non pu, dato che nemmeno sa camminare o volare cosa possa ucciderlo e come fa6

re a evitarlo. Per questo levoluzione lo ho dotato di un sistema di sopravvivenza che lo lega alla madre. Appena nasce fissa nella sua memoria limmagine di chi gli accanto la sua forma, i suoni che emette, gli odori che ha e adotta una strategia molto semplice, che consiste nel seguirla. Ma come fa a seguirla se abbiamo detto che spesso neanche cammina? Il bambino appartiene appunto a una specie i cui piccoli sono particolarmente incapaci anzi, il bambino forse il pi incapace di tutti, certamente il pi incapace tra le scimmie e quindi per seguirla semplicemente gli si attacca. Molte scimmie stanno aggrappate alla madre ora sul ventre, ora sul dorso e la madre libera di fare qualsiasi cosa quasi senza accorgersi del peso che porta. Ha gli arti liberi e scarica il peso su quattro zampe, quando si sposta. Viceversa, il problema del bambino, e delluomo, che luomo non ha pi la pelliccia n quattro arti per scaricare il peso a terra, dato che bipede e glabro. A questa prima differenza rispetto alle altre scimmie se ne aggiunge poi unaltra, che fa s che il bambino sia il pi incapace di tutti: i bambini nascono con diversi mesi danticipo rispetto alla data prevista per il parto naturale perch altrimenti la loro testa, pi grossa in proporzione rispetto a quella degli altri primati, non passerebbe indenne attraverso il canale vaginale. Dunque il bambino nasce prima, pi vulnerabile perch particolarmente inetto e non ha i consueti appigli per attaccarsi alla madre. Tutte le scimmie si attaccano alla madre, hanno una madre pronta per essere presa e per tenerli attaccati a s durante lintero arco del giorno, mentre il bambino lunico che non pu farlo, anche se le sue mani continuano a stringersi in cerca del pelo materno, appena nasce. Il problema del bambino, e delluomo, non sarebbe poi grave, se le madri tenessero in braccio il bambino, nellarco del giorno, ma questo impossibile, perch una madre non ha la forza fisica per farlo. Troppo pesante per le sue braccia, e per la sua schiena. Per questo costretta a posarlo o a affidarlo a qualcun altro. Il bambino non fisicamente legato alla madre come lo sono le altre scimmie, ma esattamente come le altre scimmie sa leggere i segnali provenienti dalla madre e pu interpretarli nel modo in cui da milioni di

anni sa che vanno interpretati. Se la madre presente e tranquilla vuol dire che non ci sono pericoli in giro, che i predatori non attentano alla loro vita e che non c di che allarmarsi, perch lei l che sta facendo la sua normale vita di sempre. Quindi anche lui pu fare la normale vita di sempre, cio mangiare, pulirsi, giocare, trotterellare qui l, bere e spostarsi. Il bambino inetto in tutto, non sa niente del mondo in cui appena giunto, non ne conosce i pericoli n le cose belle e piacevoli, non sa chi siano i suoi nemici n come ci si possa fare un amico, non pu stare aggrappato alla madre perch non ha pi una pelliccia cui attaccarsi, ma una cosa la sa fare benissimo: sa leggere i segnali della madre, perch questo il modo che levoluzione gli ha consegnato per garantirsi la sopravvivenza. Se volete, un bambino come un naufrago su unisola deserta. Non ha cibo, non ha acqua, non ha mezzi per partire e tornare a casa e per questo perlustra di continuo lorizzonte, cercando di avvistare chi possa salvarlo. I bambini perlustrano lorizzonte dalla loro isola di inettitudine per assicurarsi che continuamente, chi deve salvarli, compaia allorizzonte e si diriga verso di loro. Non sono bambini-me, se cos ci possiamo esprimere, ma bambini-te, cio mamma, perch per vivere hanno bisogno dellaiuto continuo di chi li ha messi al mondo. Ma come fa il bambino a capire che la mamma presente e tranquilla, se alla nascita vede poco e male, non sa muoversi, ha i riflessi goffi ed del tutto scoordinato? Semplice: attraverso una serie di informazioni di base, cio innate. La prima legata appunto alla presenza materna. Per i primi sei mesi il bambino non in grado di distinguere con precisione la mamma dagli altri componenti della famiglia. O meglio, la distingue benissimo, ma non reagisce in modo particolarmente allarmato alla sua eventuale assenza. Le legato, ma ancora in modo grossolano, come grossolani sono i suoi sensi e la sua reazione alla presenza o allassenza. Per essere esatti dovremmo dire che sa distinguere con precisione la mamma, ma non sa ancora distinguere con precisione quanto sia importante conservarla sempre nellorizzonte attorno alla propria isola. Al contrario, sa capire benissimo sin dalle prime settimane se tranquilla, perch questa informazione gli giunge in modo molto chia7

ro. Di nuovo dovremmo precisare che non importa che a essere tranquilla sia proprio la madre, ma colei o colui che in quel momento lo tiene in braccio: solo dopo i sei mesi diventer fiscale e pretender che a tenerlo in braccio sia la persona cui pi di altre ha delegato del ruolo di madre, cio di difensore-dai-rischi-mortali-cui-deve-starecontinuamente-attaccato. Per stabilire se la madre tranquilla deve sentire fondamentalmente tre cose: che i suoi muscoli sono rilassati e non contratti. Che lei in movimento. E che il suo movimento lento e regolare. Chiunque abbia tenuto in braccio un neonato, sa che esso si abbandona al rilassamento e poco dopo al sonno solo se tenuto morbidamente in braccio da un adulto che cammina lentamente, magari parlando in modo sommesso e dolce. Queste tre condizioni sono quanto di pi simile allinformazione arcaica di quando eravamo scimmie nella savana, o nella foresta. Eravamo aggrappati alla pelliccia di nostra madre allepoca non laveva ancora persa! e trascorrevamo il nostro tempo sul suo dorso o sul suo ventre mentre lei faceva le cose pi normali di tutte come spostarsi, mangiare, spulciarsi o bere. Un neonato e poi un bambino, non ha un rapporto diretto con lambiente in cui nasce. Abbiamo detto che al contrario delladulto non sa riconoscere i pericoli n le cose piacevoli o utili, e si affida al tramite della madre per decidere che fare. Non ha un io-se-stesso, ma un iomamma, nel senso che non sceglie da solo come comportarsi, ma osservando la mamma. Chiunque di noi, attraversando la strada e scorgendo con la coda dellocchio unauto che sopraggiunge in velocit, ha un sussulto dangoscia e fa un balzo allindietro. Un bambino piccolo si lascerebbe investire tranquillamente, come accade a gatti e cani, che hanno evoluto i loro comportamenti di evitamento e fuga in un tempo nel quale non esistevano auto veloci e potenzialmente mortali. Un bambino non sa e non pu associare la vista dellauto alla percezione della morte imminente. Per tale ragione va preso per mano e tenuto ben stretto fin quando non giunto allaltro marciapiede. Questo non significa per che il neonato prima e il bambino poi non possiedano la rea-

zione del balzare e dellangosciarsi. Ce lhanno eccome, nel senso che sanno riconoscere in modo estremamente chiaro limminenza della morte. Ma non sanno collegarla agli eventi mortali che si preannunciano nel mondo. Possono solo collegarla al comportamento della madre e in un certo senso come se ciascuno di essi dicesse a se stesso: Io sono ancora troppo piccolo per potermi muovermi in sicurezza nel mondo in cui sono appena giunto. So perfettamente che potrei essere ucciso da un momento allaltro dai predatori, o anche dalla fame, o dal freddo, o dalla sete. Ma non so come affrontare da solo questi problemi. Per questo mi affido ciecamente a mia madre, le sto attaccato e controllo continuamente che sia tranquilla e rilassata perch se tranquilla e rilassata vuol dire che l fuori, nel mondo, non ci sono rischi, mentre se allarmata, allora vuol dire che i pericoli ci sono e stanno per finirci dritti addosso. Questa regola permette al bambino di aggirare il problema dellinettitudine. Non sa riconoscere il rischio associato a unauto che giunge allimprovviso, mentre lui si trova in mezzo alla strada con la mamma, ma sa riconoscere il rischio associato alla paura della mamma. Se lei si irrigidisce, se si muove di scatto, se urla, vuol dire che ha visto un pericolo e che quindi anche lui in pericolo. Il bambino ha paura della paura della madre, nel senso che la segue in questa informazione: Se tu hai paura vuol dire che c un pericolo e allora anchio ho paura. E siccome la paura mette in moto angoscia e fuga il balzo allindietro per sfuggire allauto anche il bambino si angoscia e fugge. Tutto questo dunque chiaro. Ma dove fugge, dato che per il primo anno non sa neanche camminare e non sapendo come fatto il mondo non saprebbe di certo trovare il giusto riparo? La risposta semplice, anzi semplicissima: fugge sulla madre. Gli adulti possono cercare mille modi per scappare dal pericolo: possono nascondersi in un cespuglio, arrampicarsi su un albero, appiattirsi nellerba alta, correre a perdifiato anche se questa strategia per le scimmie poco saggia, dato che sono troppo lente rispetto alla maggior parte dei loro predatori potenziali. I bambini hanno invece una soluzione molto pi ovvia: scappano sugli 8

adulti, i quali a loro volta scapperanno in un cespuglio, si arrampicheranno su un albero, si appiattiranno nellerba o correranno a perdifiato. Semplice no? Se volete, potete immaginare che la madre sta al bambino come lalbero sta alla madre: se la mamma-scimmia ha paura scappa sullalbero, se il bambino ha paura scappa sulla madre, che il suo mezzanino per sfuggire ai pericoli del mondo. Nel mondo normale delle citt in cui viviamo oggi, a parte le auto, non esistono pericoli particolari di veder morire il proprio bambino in pochi secondi. Ma noi non dobbiamo tener conto del mondo in cui crescono i bambini, quanto del modo che hanno per riconoscere il pericolo. Loro non guardano le auto, come un tempo non guardavano i leopardi, o le iene, o i lupi. Loro guardano le madri e poco importa se il mondo fuori cambiato. Loro non ne sanno assolutamente niente. Per loro le cose stanno esattamente come un tempo, come quando uscivano dal ventre e correvano a aggrapparsi al pelo stringendo i pugnetti, perch quello era il modo giusto di tenere docchio leopardi, iene e lupi. Quando la mamma cuoce la frittata e non tiene Matteo attaccato a s, in grembo, non sta facendo nulla di pericoloso ovvio. Ma Matteo non un adulto e non sa riconoscere il pericolo da solo. Matteo sa solo che la madre lontana, che lui non in braccio a lei e che questo, nella lingua universale dei piccoli, vuol dire che in pericolo di morte. Pu sembrare buffo ma proprio cos. Nessuno gli ha spiegato che i pericoli non ci sono pi, che non sta rischiando di morire, che non succeder assolutamente niente se resta staccato dalla mamma per pochi minuti. Nessuno glielo ha potuto spiegare perch quasi nessuno sa che i riflessi dei bambini si sono evoluti in un tempo nel quale restare separati per pochi minuti voleva dire morire. Provate a immaginare cosa sarebbe accaduto se questa stessa scena si fosse svolta nella savana di dieci milioni di anni fa. Immaginate che la mamma si fosse allontanata per prendere delle foglie da un cespuglio e avesse lasciato Matteo a qualche decina di metri da s, incustodito al suolo. Qualunque predatore avrebbe approfittato immediatamente della ghiotta occasione per catturare Matteo e portarselo via. Probabilmente, quello stesso predatore, avrebbe anche pensato

che Matteo era stato molto sfortunato, perch era nato da una madre completamente beota, dato che solo una scimmia beota lascia un figlio incustodito a qualche metro di distanza da s. Ma se anche qualcuno conoscesse la verit non avrebbe potuto spiegarla a Matteo, semplicemente perch questo tipo di riflessi non possono essere modificati. Volete una prova? Immaginate la scena al contrario, dove ora siete voi a sfidare i vostri riflessi di paura e fuga in un esperimento innaturale di separazione dai vostri figli. Immaginate che qualcuno vi convinca a lasciare Matteo il vostro bambino di sette mesi sdraiato in mezzo a una strada, assicurandovi che per almeno dieci minuti non passer alcun veicolo. Lo fareste? Io spero di no, perch vorrebbe dire che siete dei pazzi sadici. E sono sicuro, lo spero per voi e per i vostri figli, che avreste comunque un sussulto dangoscia, perch lassociazione tra la strada e il rischio di morte impressa troppo fortemente in voi. Ma per essere veramente precisi, per ripetere lesperimento in modo tale che ci garantisca di potervi far capire cosa prova un bambino quando separato dalla madre, o quando la sente contratta o immobile, dovremmo essere noi dei veri pazzi sadici. Dovremmo strapparvi Matteo dalle mani, metterlo in mezzo alla strada, accendere un registratore con incisi i suoni di unauto che si avvicina a grande velocit e naturalmente non dirvi che si tratta di una semplice messinscena costruita a vostra insaputa. Quel che riusciremmo a ottenere, con questo esperimento disumano, di farvi credere che Matteo stia per essere schiacciato a pochi metri da voi, mentre in realt non sta correndo alcun pericolo concreto. Voi morireste dangoscia e noi potremmo essere accusati dessere dei torturatori psichicamente instabili. Nessuno di noi, nessuna mamma e nessun pap si sognerebbe mai di torturare i propri figli. Al contrario, sicuramente pieno damore per essi. Ma lasciando il proprio bambino di meno di un anno da solo sul seggiolino anche solo per pochi minuti, sta senza volerlo mettendo in atto proprio la scena delladesso ti faccio credere che stai per morire. N la mamma n il pap possono minimamente accorgersi di quello che sta accadendo, ma lo stesso non si pu dire di Matteo, che infatti strilla come un disperato. Quello che vive Matteo in quel momento un vero 9

e proprio attacco di panico. Se gli prelevassimo un campione di sangue ci troveremmo dentro lo stesso tasso di ormone del terrore presente nel poveraccio col cane aizzato a pochi centimetri dal viso. Cos come appureremmo, da unanalisi comparata del loro comportamento, che agiscono allo stesso modo urlano, protestano, si disperano e che hanno le stesse identiche risposte neurofisiologiche battito cardiaco accelerato, richiamo del sangue dagli organi ai muscoli, erezione dei peli, pallore, tremore, ecc. Non siete ancora convinti? E allora fate la prova finale, che spero vi convincer. Immaginate di prendere Matteo e di lasciarlo per 120 secondi nel passeggino contro la sua volont. Per essere sicuri di compiere esattamente lesperimento, dovete cominciare a contare il tempo quando lui mostra di non voler restare nel passeggino e comincia a disperarsi e a urlare. Dal vostro punto di vista non sta correndo alcun rischio e quindi non c ragione di soccorrerlo, anzi, per dirla tutta, secondo la vostra opinione non sta nemmeno chiamando aiuto a gran voce, ma sta solo lamentandosi normalmente o peggio facendo un capriccio. Finita la prima parte della prova scendete in strada e mettetelo in mezzo alla carreggiata, seduto sul seggiolino. Allontanatevi da lui di qualche metro e osservate cosa accade dal marciapiede. Le macchine gli sfrecceranno vicino e in principio non sar affatto allarmato. Dopo poco per potrebbe spaventarsi sentendo il rumore dei clacson che suonano perch i conducenti hanno visto che due pazzi hanno lasciato un passeggino con un bambino di sette mesi in mezzo alla strada. E allora anche Matteo comincer a spaventarsi. Ma non tanto per i clacson se avessero suonato mentre lui era in braccio a voi non ci avrebbe fatto alcun caso ma perch non in braccio a uno di voi. Matteo inizier a disperarsi e pianger nello stesso identico modo in cui ha pianto in cucina mentre preparavate la frittata. Matteo non riconosce la differenza fra stare separato mentre preparate la frittata e stare separato mentre si trova al centro di una strada trafficata. Riconosce solo il pericolo di stare separato e per questo precipita nellangoscia e cerca di balzarvi in braccio quanto pi in fretta possibile. Come il poveraccio, non sa che non avete intenzione di farlo mordere dal cane, e infatti non sente i

morsi del cane, ma sente che la paura gli sta annunciando la morte perch ha perso il contatto lo stretto contatto con chi deve assicurargli la vita. Un bambino non guarda il mondo esterno, ma il contatto con la madre. E ogni volta che questo contatto si allenta anche solo di poco, si allarma, anche se nel mondo esterno non vi nulla di allarmante. E daltra parte, di che mezzo dispone Matteo per informarvi che sta correndo un rischio mortale, sia che si trovi nel carrozzino, o in mezzo alla strada, o nella savana distante dalla madre beota? Sempre e solo lo stesso, cio il richiamo del grido e del pianto come conseguenza della perdita di contatto con voi. Gli uomini ragionano in modo curioso e hanno uno strano senso morale. giusto potremmo chiederci far disperare un bambino? Precipitarlo nel panico e torturarlo psicologicamente, per esempio lasciandolo solo nel passeggino in mezzo alla strada? Certo che non giusto e che fa orrore solo a pensarlo! La societ per fortuna non permette che queste cose accadano e provvede a togliere immediatamente la patria potest a dei genitori tanto disgraziati, per dare ai bambini pi sfortunati una famiglia sostitutiva capace di offrirgli laffetto di cui hanno bisogno. Ma la societ non ha nulla da eccepire se Matteo vive il suo attacco di panico in cucina alle undici di mattina. Alla societ non importa cosa prova Matteo, importa soltanto che la sua vita non venga messa veramente a rischio. Matteo pu anche morire dinfarto in cucina, ma non pu stare neanche per un secondo in mezzo alla strada. Quindi le domande sono due, non una. La prima : giusto esporre Matteo a rischi reali di morte? E la risposta della societ drastica e immediata: assolutamente no! Mentre la risposta alla seconda giusto precipitarlo nel panico e torturarlo psicologicamente s. Nessuno sa che questo veramente quello che accade, ma se fossimo ancora scimmie ce ne accorgeremmo immediatamente. Non sapremmo resistere neanche un secondo al pianto straziato del nostro piccolo. Lo riprenderemmo immediatamente in braccio e anzi, gli impediremmo preventivamente di scendere dal grembo, tanto che in effetti le madri di scimpanz non 10

permettono ai piccoli di allontanarsi oltre un metro da loro per i primi due anni di vita, e per i seguenti due pretendono che non escano dal loro raggio visivo. Tutte le scimmie impediscono ai piccoli di separarsi dal grembo nei primi anni di vita. Gli uomini sono i soli che gli impongono di farlo, nonostante siano i pi immaturi e inetti tra tutti i piccoli di scimmia. Gli uomini sanno che i bambini non corrono pericolo, anche quando i bambini gli stanno urlando con tutta la voce che hanno in corpo che sono in pericolo. Sanno resistere molto bene al richiamo dei figli, ma questo non dovuto al fatto che sono consapevoli che in realt non stanno correndo alcun pericolo. A questo non pensano affatto. La verit che sono diventati insensibili al richiamo del piccolo quando questo viene emesso in circostanze che essi giudicano innocue. Anzi, a essere esatti, non sono propriamente insensibili. Talvolta infatti sono infastiditi e in qualche caso possono addirittura provare piacere nel far piangere i figli. Una cosa cos mostruosa da non poter neanche essere pensata, ma che spiega la naturalezza con la quale li lasciano disperare, se non fanno addirittura in modo che si disperino. Se non fosse vero che esistono genitori che fanno deliberatamente disperare i figli, non esisterebbero leggi e figure professionali, come gli assistenti sociali o i giudici a tutela dei minori, incaricati di vigilare sulle loro infanzie e di offrir loro protezione. Se esistono leggi che tutelano i figli dai reati commessi dai genitori a loro danno, vuol dire che questo fatto innaturale, orribile accade. Ma non esistono leggi a tutela delle normali e involontarie torture che si infliggono ai bambini lasciandoli nel passeggino mentre si cuoce la frittata. La loro sofferenza non diversa da quella dei figli di quei genitori che li fanno piangere deliberatamente. La loro sofferenza esattamente identica e anzi, pu anche capitare che sia pi frequente, dato che chi infligge dolore con coscienza e premeditazione pu farlo solo episodicamente, in quanto la societ vigila affinch ci sia tassativamente impedito. Mentre chi lo infligge attraverso mezzi non riconosciuti come dolosi e anzi spesso auspicati in quanto educativi, legittimato a farlo ripetutamente, molte volte al

giorno per ogni giorno, dal momento in cui il figlio nato sino al momento in cui diventa grande. Quindi, le domande cui dobbiamo trovare una risposta sono due: perch i genitori umani si comportano in modo cos diverso dai genitori mammiferi dalle scimmie, dai lupi, dai gatti, dai delfini e fanno piangere cos tanto i loro figli? E perch sono diventati insensibili ai loro richiami?

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2 Il trauma

Cera una volta un sonnambulo che di notte si alzava, andava allaperto e tagliava uno dopo laltro gli alberi del suo giardino. Notte dopo notte, segava i suoi tronchi, strappava i suoi cespugli, calpestava i suoi fiori, rovesciava i suoi vasi. Al mattino, ogni mattino dopo ogni notte di inconsapevole follia, scendeva in giardino e sbiancando in volto gridava: Dio mio! Chi mai pu aver fatto questo scempio? Prendiamo la questione da un altro punto di vista. Quante persone adulte soffrono di ansia o depressione? Non dico in modo cronico e conclamato, ma magari episodico e strisciante, nel senso che ogni tanto provano un senso di disagio anche forte senza alcun motivo concreto? Per alcuni giorni stanno male, ma di un male strano, senza ragione apparente, e poi ritornano a stare come prima, sempre in modo improvviso, senza cio che nella realt sia accaduto nulla che potesse prima farli stare male e poi farli stare di nuovo bene? La risposta tante. Per questo esistono dei medicinali contro lansia e la depressione e per questo questi medicinali sono fra i pi venduti dalle farmacie. Di solito, pi venduti dellaspirina e dei farmaci contro il raffreddore. Per essere precisi dovremmo anche considerare che molte persone calmano lansia senza andare in farmacia, ma andando in chiesa, o nelle associazioni dove si svolgono le pratiche di meditazione o rilassamento, spesso importate dallOriente. Di cosa soffrono tutte queste persone? 12

E soprattutto, da quale disturbo sono afflitte quelle persone che sono legate affettivamente a qualcuno che le fa soffrire? Tutte quelle persone e sono tante che sentono di amare qualcuno che di contro non li ama, ma procura essi dolore e frustrazione? Tutte queste persone sanno che non dovrebbero continuare a provare sentimenti per i loro amati, perch in effetti possono facilmente riconoscere con se stesse che quelli non meritano il loro amore, ma una forza irresistibile li induce a cercarli con tanta pi insistenza quanto maggiore il dolore del rifiuto o del distacco o della violenza che si vedono opporre. Per farla breve, pi vengono trattati in modo diverso da come vorrebbero, cio male, pi sentono il bisogno di essere trattati bene, e si prodigano in una rincorsa infinita che chiamano amore. La psicologia quella scienza che studia il comportamento delle persone. Normali e non normali e per non normali dobbiamo intendere sofferenti. La psicologia sa spiegare lansia, sa spiegare la depressione, nel senso che sa spiegare perch esistano lansia e la depressione, come si formino, a cosa siano dovute. E sa anche spiegare la dipendenza psicologica, ossia la tendenza a cercare lamore in chi ce lo nega. Ma le spiegazioni che questa psicologia offre non sempre risultano utili a risolvere il problema, anzi, spesso sostengono che il problema non risolvibile. C e basta, e non si pu fare nulla, anzi, giusto cos. Il primo psicologo che ha studiato lansia forse non stato proprio il primo in assoluto, ma il primo che abbia voluto spiegare in cosa consistesse lansia, tanto che a distanza di oltre centanni viene ancora ricordato nei libri di psicologia per la definizione che ha dato del fenomeno ha detto che lansia come una paura senza causa. Una spiegazione singolare, perch come dire che la pioggia una doccia senza soffione, o che il vento un movimento daria senza ventilatore. Ma questa spiegazione ha in s la risposta alla prima ragione che luomo ha trovato per lansia e cio che non c una ragione per lansia! C lansia ma non c il motivo che la provoca. Io non credo che si debba fare un grosso sforzo intellettuale per rovesciare il ragionamento e dire che forse lansia ha, come tutte le cose di

questo mondo, una ragione che la spiega ma che questa ragione per qualche ragione non si vede. O, se preferite, che chi prova ansia non sa perch provi ansia e per questo dice che lansia come una paura senza causa. Potremmo immediatamente provare a fare uno pi uno e dire che se un genitore fa prendere ai figli degli spaventi mortali senza saperlo, normale che questi figli, da grandi, abbiano paura senza capire perch. In effetti potremmo farlo, ma sarebbe troppo semplice, anche se questo proprio il succo della questione. La complicazione non nasce dal fatto che se chiedessimo a un genitore se cosciente del fatto che sta traumatizzando il figlio, risponderebbe che questo non assolutamente vero, aggiungendo che immorale solo pensare una cosa tanto orribile. La complicazione nasce dal fatto che se chiedessimo a un bambino di un anno, di due anni o di cinque anni, se debba la sua angoscia al fatto che il genitore, senza volerlo e senza saperlo, lo abbia traumatizzato o lo stia ancora traumatizzando, esso risponderebbe che questo non assolutamente vero, aggiungendo che orribile solo pensare una cosa tanto immorale. Il problema che n il carnefice n la vittima confessano il peccato, perch entrambi sono invischiati in una questione emotiva pi grande di loro. Ne sono invischiati per ragioni diverse, addirittura opposte, ma questo non toglie che siano uniti dallomert assoluta sulla cosa pi importante per un uomo, una scimmia o un mammifero, e cio il nesso che lega lamore alla morte. Ma procediamo per gradi. Prendiamo la psicoterapia, che quella disciplina pratica che si incarica di porre rimedio allansia, alla depressione, alla rabbiosit continua e improduttiva, alla dipendenza psicologica. Quando il terapeuta racconta alla persona che si rivolta a lui la storia dellangoscia e della frittata, pu trovarsi davanti a due reazioni diverse. Alcune persone, diciamo tre su dieci circa, cambiano subito espressione e si fanno molto serie in volto. Ascoltano con estrema attenzione quello che gli viene spiegato sin dai primi minuti e percepiscono che una verit diversa da quella che hanno sempre creduta entrata, per la prima volta, nella loro testa. Questa verit, non appena risale dalle orecchie al cervello, si propaga 13

immediatamente attraverso il sistema nervoso scendendo fino a quelli che i neurofisiologici chiamano i centri sottocorticali centri a cui hanno dato nomi come amigdala, caudato, setto, cingolo, ippocampo, talamo, ecc. e da qui fanno partire un nuovo comando. Tre persone su dieci non impiegano pi di qualche ora per cambiare completamente atteggiamento emotivo nei confronti dei genitori, degli amici, del capo ufficio, del compagno di coppia. I loro centri sottocorticali, investiti dalla nuova verit, cessano di lanciare lallarme dellansia o lobbligo della dipendenza, e intonano una musica tutta nuova. Se prima, dinanzi a un rifiuto damore, o a una scortesia, o a una sopraffazione, chinavano il capo e rincorrevano lapprovazione facendosi sottomessi e pacificatori, adesso reagiscono con sicurezza. Non sono diventati aggressivi, o violenti. Ma sicuri di loro stessi e con una naturalezza tanto assoluta quanto immediata, rispondono allontanando chi non agisce per il loro bene. Sono quasi ventanni che faccio il mestiere di terapeuta e allinizio non vedevo reazioni di questo tipo, perch non ero capace di raccontare questo genere di verit. Non la potevo raccontare perch non la conoscevo e non la conoscevo perch nessuno me laveva raccontata. Solo qualche anno fa, quando ormai avevo trovato la spiegazione in modo indipendente, ho scoperto che una psicologa polacca aveva scritto una ventina di libri sullargomento, raccontando questa verit in modo accurato ed efficace. In effetti avevo fatto luniversit e la successiva scuola di specializzazione, a cospetto di professori e docenti esperti dellargomento, i quali non avevano risparmiato ai loro alunni a me, ai miei colleghi in formazione titoli e titoli di libri scritti da autorevolissimi psicologi. Ebbene, ci si pu credere o no, in nessuno di questi libri era contenuta la spiegazione della verit. Oggi ho molti capelli bianchi e quasi cinquantanni e quando dopo tre sedute di quaranta minuti vedo che una persona si liberata della dipendenza psicologica, non posso smettere di provare un senso di incredulit e imbarazzo. Era cos facile! La persona l per l non ancora del tutto cosciente di quanto le accaduto, ma sente con certezza di non avere pi paura e di aver assunto un atteggiamento completamente di-

verso rispetto a chi, prima, esercitava su di lei un potere psicologico e di condizionamento. Centoventi minuti di discussione e tutto questo scompare! Ripeto che non sono molte le persone con cui questo accade, e a occhio posso fare la stima che ho gi detto, cio di tre su dieci. Devo poi precisare che questo dieci non si riferisce al numero complessivo di persone che telefonano e vengono per un primo appuntamento, ma a quelle che completano il processo di cambiamento, secondo un tempo che appunto va da poche sedute a due o tre anni al massimo. Aggiungiamo inoltre che quelli che restano sono il 65% di quelli che vengono per un primo appuntamento e quindi la stima conclusiva che poco meno di due persone su dieci una persona virgola sessantasette, se volessimo essere fiscali hanno in s la potenzialit a un cambiamento immediato. Le altre si posizionano su tempi intermedi, tra lestremo bruciante delle poche settimane a quello pigro dei tre anni. Con una media di sei mesi circa. Ma a me non interessa raccontare questo fatto, che pure sconcertante e commovente. Mi interessa raccontare il fatto inquietante che riguarda tutti quelli che quando sentono per la prima volta la nuova verit non assumono un atteggiamento attento e severo, ma dopo aver educatamente ascoltato le mie parole risputano allindietro quanto gli stato appena detto. Ero fermo allincrocio e ho visto tutto dico io. Tu sei passato col verde pieno e loro col rosso, ne sono assolutamente certo. Guarda, lha visto anche la psicologa polacca, che poi si chiama Alice Miller, chiedi a lei se non ci credi Non vero, non sono sicuro. O meglio, vero, lo so. Io sono passato col verde e loro col rosso, ma non lhanno mica fatto apposta. Perch dovrei chiedergli di pagarmi i danni della macchina? incredibile lo stravolgimento della logica nella testa di chi stato traumatizzato. Sa che stato traumatizzato chi non ricorda episodi a proprio danno? eppure giura che quella traumatizzazione non ha minimamente influito sulla sua vita. Non a quello che bisogna guardare

per cercare una spiegazione allansia o alla dipendenza psichica, o a questo o a quel disturbo psicologico. Perch? Perch la verit in alcuni casi risale dalle orecchie al cervello per poi riscendere nei centri sottocorticali e provocare la sua magia cos, automaticamente e semplicemente, come immediatamente si accende il fuoco quando la legna secca e noi abbiamo unicamente messo un fiammifero e un pezzetto di cartone mentre nella maggioranza dei casi rimane nel cervello e non riesce a scendere? Cosa le impedisce di compiere il suo incantesimo, lasciando che il fiammifero si spenga e il cartone inumidisca appiccicandosi alla legna bagnata? Chi stato traumatizzato ricorda dessere stato traumatizzato ma nega che quello abbia costituito una traumatizzazione, per, per C un bel per che voi potete sfruttare sia che facciate i terapeuti sia che non lo facciate. Osservate attentamente e vedrete che quando il negante racconta dessere stato lasciato solo dai nonni per tutti i pomeriggi della settimana, o allasilo prima dei tre anni, o anche allasilo dopo i tre anni, o quando venne schiaffeggiato davanti a tutti perch aveva rovesciato lacqua sul tavolo, o quando questo o quando quello... ride. Ride mentre racconta daver subito un trauma e parallelamente nega che quello sia stato un trauma. La sua testa, col cervello di sopra, dice che quello non un trauma. I suoi centri di sotto i nuclei sottocorticali, in cui vengono amministrate la paura, la gioia, la rabbia, il disprezzo, la tristezza, ecc. fanno invece una cosa diversa e comandano al corpo di ridere. Perch? Perch quello il vero messaggio, che a parole potremmo tradurre cos: Sono inferocito, anzi, sono veramente incazzato per aver subito questo fottuto trauma, ma non posso assolutamente dirlo, perch altrimenti starei ancora peggio e non meglio e la dose di trauma aumenterebbe anzich diminuire. Quindi, siccome non sono scemo, non dico niente e taccio come il testimone di un delitto di mafia, che nel momento stesso in cui ha visto cosa succedeva e chi era lassassino, ha anche capito che in realt non aveva visto proprio un bel niente, e che no, a essere precisi, aveva visto esattamente il contrario, e cio che lonoratissimo personaggio ingiustamente accusato dai giudici e dai poliziotti, quel giorno e 14

a quellora era da tuttaltra parte, come lui stesso pu giurare adesso e sempre. (Si noter che nel linguaggio dei centri sottocorticali le parolacce sono ammesse, poich rappresentano libera espressione di un certo sentimento.) Chi ha subito un trauma, nella maggioranza dei casi nega daver subito un trauma e ride di una rabbia repressa perch non pu ammettere di aver subito un trauma. Una forza forte gli impedisce di ammettere di aver subito un trauma e questa forza forte si incentra sul convincimento che se ammettesse daver subito un trauma se chiamasse il trauma col suo nome e cio dicesse tu mi hai fatto male allora il male aumenterebbe e non diminuirebbe. Per questo risputa la verit in faccia a chi prova a proporgliela, nello stesso modo in cui il testimone reticente risputa il nome dellindagato in faccia agli ispettori. In sette casi su dieci la verit non penetra perch le persone hanno troppa paura. Non hanno il coraggio e la forza nella lingua dei centri sottocorticali si direbbe le palle per ammetterla. E sono quindi costretti a risputarla indietro. Almeno per il momento. Per completare il calcolo e il ragionamento di prima, dobbiamo infatti dire che il 35% la risputa e se ne va per sempre. Mentre il 65% resta e di questo 65% poco meno di un terzo tre su dieci tra coloro che restano la tramutano immediatamente in un nuovo atteggiamento Cazzo!, lo dicevo io che era un trauma! mentre gli altri due terzi i neganti continuano a sostenere di non aver visto limputato. Contrariamente al primo 35% per, questi neganti non sono neganti completi, in quanto negano s daver visto limputato, ma non lasciano la caserma. Restano dentro, in compagnia dellispettore che osa sfidare i potenti di mafia perch in fondo non sono convinti del tutto di dover negare per sempre. In questo momento hanno ancora troppa paura per parlare, ma sono anche molto tentati di confessare ci che avrebbero sempre voluto ammettere. Alice Miller vi direbbe ora che queste persone quelli che restano hanno bisogno di avere una persona per parlare. Hanno bisogno di qualcuno che non si limiti a dirgli la verit, ma che dicendogliela dicendola al cervello di sopra che ascolta e capisce, ma che non decide 15

come amministrare rabbia, paura, gioia e tristezza, dato che questi sentimenti, come abbiamo detto, sono governati dai centri sottocorticali gli faccia intendere che sta dalla loro parte. Io ti sto dicendo una nuova verit e sto facendo una cosa nuova, che finora non avevi mai sperimentato, o forse che avevi sperimentato solo un po, ogni tanto, e cio che io io che ho il potere di dire delle cose che influiscono su di te ti sto dicendo che tu hai ragione e che loro hanno torto. Ti sto dicendo che chi passa col verde ha ragione e chi passa col rosso ha torto. E che non vero che tu sei passato col rosso e loro col verde. N che vero, se invece questo che ti hanno sempre detto, che ha ragione chi passa col rosso e torto chi passa col verde. importante che ci sia una persona potente a dire questo, perch finora le persone potenti avevano detto e fatto esattamente il contrario. Non si erano avvicinate per proteggerlo ma per spaventarlo. Non voglio dire che non lo abbiano protetto fisicamente, perch chiaro che ogni genitore cresce con scrupolo e sacrificio i propri figli. Ma pi che i figli come persone, cresce con scrupolo i loro corpi, che devono essere alimentati, riposati, allenati al gioco e alle attivit sportive. Cos come cresce con scrupolo i loro cervelli di sopra, che debbono essere istruiti secondo i precetti della scuola e dei maestri, e delle religioni e delle universit. La maggior parte delle persone non cresce i figli come persone, ma come corpi istruiti e per ottenere questo risultato di efficienza fisica e distruzione, calpesta le loro persone, come gli addestratori di animali da circo calpestano gli animali per ottenere dei servitori dazione. normale che quando qualcuno si avvicina alla loro gabbia per aprirla e invitarli a uscire per tornarsene per sempre nel loro bosco tra gli uccelli, solo meno di due su dieci capiscano al volo la nuova intenzione e scompaiano rapidamente tra gli alberi, mentre i restanti i neganti del circo guardino con sospetto la porta aperta e lo strano nuovo custode, senza frusta e senza secchio del cibo, restando circospetti sul fondo della gabbia. I neganti hanno pi paura dei fuggenti non perch abbiano subito pi traumatizzazione di costoro, ma perch hanno un temperamento meno

reattivo. Sin dalla nascita si sono presentati pi miniaturizzati e infantilizzati, e sin dalla nascita hanno risposto allabuso pi con la pacificazione che con la rivolta. Le loro personalit erano aperte e pacifiche come quelle degli aborigeni, che si sono piegati senza resistere allo strapotere dei coloni inglesi, o come quelle dei polinesiani, che si sono lasciati vincere senza difficolt dai francesi, avendoli accolti a braccia aperte e con amichevoli corone di fiori. Non erano come quelle degli Apache, o dei Cherokee, che prima di cedere si sono battuti fino allultima goccia di sangue. I fuggenti sono come Cherokee o Apache, i neganti sono come polinesiani e aborigeni: miti, amichevoli, sociali, tuttaltro che aspri e ferini. Dunque qui abbiamo la curiosa condizione che chi ha subito un trauma nega daver subito un trauma e la risposta che di solito offre a chi gli fa notare che ha avuto uninfanzia dolorosa : non vero. Il dolore dellinfanzia si tramuta in asservimento e in negazione del trauma. La ragione di ci sta nel meccanismo attraverso il quale viene inflitto il dolore ed evidente che la negazione sopraggiunge per evitare un supplemento di trauma. Se si parlasse, se si dicesse apertamente stato un trauma!, si starebbe ancora peggio, e si avrebbe ancora pi trauma. del tutto comprensibile che costoro tacciano, perch hanno imparato, sulla loro pelle, che parlando e chiamando il trauma col suo nome, esso si farebbe ancora pi forte e insopportabile. Per questo negano. Negano perch hanno ancora paura del trauma. Una paura proporzionale alla negazione. Quindi i pi neganti sono anche i pi spaventati, cio i pi convinti che parlando avrebbero nuove razioni di trauma. I neganti sono pavidi, ma questo non dipende da loro, quanto da chi li traumatizz. Per capire il meccanismo dobbiamo capire come legato un figlio a una madre, cio il modo attraverso il quale i piccoli sfuggono alla morte attraverso lamore. Perch lansia non una paura senza causa, come disse Pierre Janet (che io confondo sempre con Jean Piaget), ma una paura collegata a filo doppio con la sua causa. Una paura che se confessata si fa ancora pi forte. Chiunque, in qualche parte di se stesso, conosce bene anzi benissimo la causa della sua ansia. Ma sa anche, custodendo 16

questa verit in unaltra parte di se stesso, che se la dichiarasse a gran voce, avrebbe ancora pi ansia. Lansia quella paura la cui causa pu produrre nuova ansia, se solo ci si mette a rifletterci sopra. Lansia perde in apparenza la sua causa perch questo un modo per difendersi dalleccesso di ansia. Parlare della causa dellansia produce nuova ansia e per questo giusto e ragionevole che le persone di buon senso tacciano. Non vorremo mica farle morire definitivamente di crepacuore. Ma gli psicologi non debbono essere persone di buon senso, quanto temerari che sfidano il comune sentire e dichiarano nellostilit generale che la causa dellansia ha un nome e un cognome, e che questo si chiama mamma e pap. Nella tradizione psicologica lomert molto di moda, molto pi dellanticonformismo, e si giunge a certi estremi paradossali pur di separare lansia dalla sua causa, fin nei dettagli pi anonimi, ragion per cui spesso la mamma e il pap non vengono chiamati cos in modo cio diretto ma caregiver, che vuol dire portatore di cure. Anche premesso che il nome pi giusto sarebbe carentgiver, cio portatore di carenze, la mia domanda : quando presentiamo i nostri genitori ai nostri amici, dopo averli invitati a casa, diciamo Questo Carlo, il mio caregiver maschio, e questa Luisa, la mia caregiver femmina? Oppure li chiamiamo come familiarmente si chiamano, quando diamo alle cose il loro nome, cio mamma e pap? E allora, se questo il modo normale e familiare di approcciarci alle cose di questo mondo, e soprattutto di quelle del mondo domestico, perch gli psicologi tradizionali tengono a precisare che meglio il termine caregiver di quello di mamma o pap? Non si dica che in questo modo comprendiamo anche le nonne, le baby sitter, le vicine di casa, insomma tutti quelli che possono dare una mano nel corso della crescita, perch questo gi implicito, come implicito che lottanta, il novanta per cento dellimpegno di cura spetta ai caregiver geneticamente pi prossimi, cio mamma e pap. Questo semplicemente un modo inconscio per separare ancor meglio lansia dal nome della sua causa e si sa che quando si ha a che fare con

cose estremamente pericolose, ogni precauzione benvenuta, se si vogliono evitare nuove traumatizzazioni. Lansia una paura senza causa, si diceva centanni fa. No, una paura che pu essere collegata, in qualche modo, ai modelli operativi interni assunti dalla relazione col caregiver, si dice oggi. Ma su, che strazio, facciamo un piccolo sforzo, che il bosco non lontano. O vogliamo vivere in un giardino misteriosamente spoglio di alberi e arbusti?

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3. Lamore

Lamore un sentimento bellissimo, ma terribilmente frainteso. Lamore serve a evitare di morire. Amando ed essendo amati, ci procuriamo la garanzia di restare vivi, ossia di sfuggire alluccisione. E lamore tanto pi bello e intenso, quanto pi il rischio di morte si fa vivo. Solo chi ha sperimentato ripetutamente la sensazione di morire, ama di una passione incontenibile. Immaginate di avere un acquario e di avere, allinterno del vostro acquario, un pesce femmina, cio una pescia, col ventre molto gonfio. Ne dedurrete che gravida e che sta per partorire, ma sbagliereste pensando che si tratti di una mamma. O meglio, in parte lo , in quanto ha conservato gli embrioni nel suo ventre per una frazione di tempo e si prepara a espellerli sotto forma di minuscoli pesci vivi. Ma non lo per una serie di altri aspetti tecnici. Suppongo che animati da intenzioni amorevoli, vi precipitereste nel negozio di acquari per acquistare una sala parto, ovvero una vaschetta di plastica galleggiante munita di un divisorio orizzontale al proprio interno. Il modo in cui questa vaschetta costruita, illustra il modo di vivere dei pesci. La prima barriera lintera vasca, posta a galleggiare sulla superficie dellacquario divide pescia e futuri pesciolini (detti avannotti) da tutti gli altri pesci. Chi non lo capirebbe? Il proverbio non dice forse che pesce grosso mangia pesce piccolo? chiaro che se non offrissimo agli avannotti un riparo dagli altri pesci, non vivrebbero neppure un giorno. Tra loro e il mondo degli altri pesci, pronti a mangiarli, 18

in natura sta la fuga, garantita dallampiezza del luogo in cui crescono. Ma dato che un acquario restringe i confini e riduce la distanza tra uccisore e vittima, occorre costruire una barriera artificiale a protezione dei pi indifesi. Che dire per della seconda barriera, che divide la vasca al proprio interno? Le pareti verticali dividono gli avannotti dagli uccisori esterni alla vasca, ma a che serve la griglia orizzontale che separa la met di sopra, dove sta la madre, da quella di sotto, dove la madre non pu accedere, stante la limitatezza degli spazi tra le sbarre della griglietta di plastica? Il secondo confine divide gli avannotti dalla madre, che alla pari degli altri pesci applicherebbe sin dal primo minuto il proverbio su pesce grosso e pesce piccolo. Non tutti lo sanno, ma i pesci non hanno cure parentali o meglio, qualche specie li ha, ma sono eccezioni e per questo, se vogliamo conservare dei pesciolini appena nati nel nostro acquario, li dobbiamo separare dalla madre. La madre dei pesci non ama i pesci figli e per questo non tecnicamente una madre. Una madre tecnicamente quel corpo che usa il proprio corpo per tutelare la vita dei piccoli da essa partoriti. Se manca la tutela, manca lazione materna e manca lamore. Noi amiamo i piccoli partoriti dalla pescia perch noi amiamo i piccoli, mentre la pescia non lo fa, e per questo non comprerebbe alcuna sala parto con griglia, preferendo mangiarseli appena usciti dal suo ventre. (Ma non dite Che orrore!, perch sbagliereste di nuovo.) Una delle differenze fra mammiferi e uccelli da una parte e tutti gli altri vertebrati dallaltra pi la stragrande maggioranza degli invertebrati sta nella cura parentale, che appunto la via attraverso la quale i piccoli si garantiscono la sopravvivenza nel primo tempo di vita. Noi non dobbiamo guardare la cura parentale dalla parte della madre una madre che accudisce, che nutre, che riscalda, che trasporta, che difende, che insegna, in poche parole, qualcosa che conosciamo benissimo, essendo adulti ma dalla parte del piccolo. Che cos una madre, dalla parte del piccolo? Un veicolo per attraversare la giungla della sua infanzia senza essere ucciso e diventare finalmente grande, per agire come un grande, e non pi come un piccolo. Per un piccolo, la madre

una jeep con quattro ruote motrici, che lo guida lungo le piste fangose e oltre i guadi dei fiumi. una bussola e un navigatore satellitare, con cui orientarsi sul terreno. una riserva dacqua contenuta in diverse taniche per potersi dissetare in ogni momento, nonch una scorta di cibo per sopravvivere mesi e anni al lungo viaggio. un sistema di rilevazione del pericolo, dunque un binocolo o un segnalatore dallarme come possono esserlo dei fili collegati a dei campanelli sospesi rasoterra attorno al bivacco per essere avvertiti della presenza di possibili predatori nel corso della notte. poi un fucile per sparare ai malintenzionati o di nuovo la jeep, per sfuggire a grande velocit dopo esserci balzati sopra e averla messa in moto. Noi non ce la immaginiamo mai in questo modo, ma una madre come la barca per un navigatore solitario che faccia il giro del mondo senza scalo, o anche un giro e mezzo, come capit a Bernard Moitessier con la sua barca di nome Joshua. Moitessier amava Joshua, perch era grazie a Joshua che pot sopravvivere per quasi un anno in mezzo al mare che spesso era in tempesta. Senza la madre-barca, sarebbe morto in poche ore. Noi amiamo le nostre madri perch sono lo strumento per assicurarci la sopravvivenza, ma in che modo la sopravvivenza deve essere assicurata a un bambino? Beh, nello stesso modo in cui un adulto se la assicura da s e cio: muovendosi sul territorio, bevendo e mangiando, riscaldandosi e rinfrescandosi, lavandosi e difendendosi dai predatori. Ciascuna di queste cause pu recare alla morte e tutte sono collegate alla sopravvivenza, ma tra esse vi una decisa differenza per quel che riguarda i tempi coi quali possono compromettere la sopravvivenza. Per morire disidratati o dinedia occorrono diversi giorni, cos come ne occorrono altrettanti per morire surriscaldati o in conseguenza dellipotermia. Sempre molti giorni occorrono per morire di unaffezione batterica contratta a causa della mancanza di tolettatura, mentre per morire per mano di un predatore non occorrono che pochi secondi. La morte non si presenta mai nello stesso modo, e pu giungere per molte vie, la maggior parte delle quali sono lente e pi facilmente controllabili, mentre altre sono repentine e debbono essere tenute sotto strettissimo controllo. 19

A una barca si pu rompere una vela e questo costringe il navigatore a armarsi di ago, filo e santa pazienza. Oppure si pu rompere uno dei numerosi congegni che assicurano le corde allalbero e allattrezzatura che sostiene le vele, ma anche in questo caso il danno non deve essere considerato troppo grave in quanto sempre riparabile. Gi peggio, per un navigatore, disalberare perch rimediare allassenza dellalbero sempre complesso, anche se non impossibile spesso si arma, cio si innalza, un pezzo di metallo pi corto, su cui si legano delle vele di piccola dimensione. Molto peggio capovolgersi, cio scuffiare, per causa di una grossa onda, perch una barca capovolta crea molti problemi, ma il peggio del peggio altro ancora, ed ovviamente collegato con la rottura della barca stessa. Il pericolo dei pericoli, per i naviganti, la collisione con corpi solidi capaci di spezzare limbarcazione e farla irreversibilmente colare a picco in pochi secondi. Una barca capovolta non affonda e si pu sempre raddrizzare, mentre una barca con una falla rilevante di fatto persa per sempre. I tempi con cui i navigatori controllano le potenzialit di morte, sono collegati con la velocit con cui la morte pu giungere per quella via. Solo ogni due o tre giorni controllano che il tessuto delle vele e i congegni necessari a assicurarle allattrezzatura non presentino anomalie, cos come solo ogni tanto controllano che lalbero sia solido, salendo sino in cima per ispezionarne lo stato o verificando la condizione della base. Il controllo delle onde di grande dimensione invece molto pi frequente, perch sanno che ne basta una per capovolgere limbarcazione, dunque o restano fermi al timone e questo dobbligo in caso di onde veramente eccezionali o azionano il timone a vento riducendo la velatura e andandosi a riposare sotto coperta. Ma quando devono atterrare, magari di notte, oppure stanno traversando una zona con secche o scogli affioranti, o quando ci sono iceberg in giro, allora il tempo del controllo tassativo: ogni trenta secondi occorre assicurarsi che oltre la prua non vi sia nulla di mortale. In questo caso, possono passare anche molte ore senza riposarsi e senza dormire. Un bambino come un navigatore solitario la cui mamma rappresenta la barca con cui egli far il giro del mondo, per poi approdare se ap-

proder sulla terra della sua et adulta, dove potr ormeggiarla e salutarla, con orgoglio e nostalgia. Tra i pesci e i mammiferi o tra i pesci e gli uccelli esiste una differenza fondamentale: che i figli non scappano dalle madri e che le madri non mangiano o ignorano i figli come appunto fanno i pesci, o i rettili ma se ne occupano. Per ottenere per che un figlio non scappi e che una madre non lo mangi occorre una riconversione completa del loro programma dazione, nonch la progettazione di un sistema di legame che ne coordini lazione. La programmazione consiste nellemozione della tenerezza e dellamore, mentre il sistema di legame formato da una serie di segnali in codice. La tenerezza e lamore sono sensazioni bellissime che proviamo nel nostro cuore, ma sono soprattutto il modo attraverso il quale veniamo indotti a occuparci di qualcun altro. Quando vediamo un neonato proviamo immediatamente tenerezza e siamo automaticamente spinti a prenderlo in braccio, a cullarlo e a desiderare che ci guardi e che ci sorrida, insomma a fare esattamente quanto previsto dal programma che muove un adulto dinnanzi a un bambino. Immaginate di costruire una grande vasca galleggiante una vasca di tre metri per cinque, profonda non pi di uno e di metterla in mezzo a un lago di modeste dimensioni. Immaginate ora di venir deposti dentro la vasca, come foste la pescia nella vasca nellacquario e immaginate infine che qualcuno metta in essa un cesto galleggiante con dentro un neonato. Il vostro comportamento sarebbe a questo punto completamente diverso da quello della pescia. Al contrario di lei vi infiammereste di tenerezza e provereste una solenne sensazione magnifica, emozionante, commovente. Prendereste in braccio il neonato, lo portereste immediatamente a riva e decidereste che se il destino ha voluto sottoporvi a una prova cos intensa, perch era scritto che doveste occuparvi di lui e di farlo crescere. Forse non tutti sono cos romantici e magari qualcuno non ci pensa proprio a infiammarsi pi di tanto, ma molti miti dellumanit occidentale cominciano proprio cos e quindi possiamo farne anche la trama del nostro esperimento mentale. La differenza tra noi e la pescia sta nella 20

predisposizione a emozionarci, cio a porci a disposizione del bambino, che senza volerlo e senza saperlo ci sta condizionando a occuparci di lui. Noi crediamo di farlo spontaneamente, in realt siamo telecomandati dai suoi segnali che manipolano il nostro cervello a suo vantaggio. Il messaggio potrebbe essere tradotto cos, con laggiunta, naturalmente, di un po di colore: Ehi tu, adulto, corri qui a provare piacere nellarte di occuparti di me trasportandomi, nutrendomi, massaggiandomi, aggredendo i miei nemici al posto mio, ecc. In cuor tuo so bene che credi di farlo per te per quella sensazione meravigliosa che occuparti di me procura in te e a me, te lassicuro, va benissimo cos: chi non sarebbe contento di incontrare qualcuno che mentre gli regala mille euro si emoziona e lo prega di accettarne altrettanti anche il giorno dopo e poi quello dopo ancora e insomma di consentirgli di emozionarsi nel rendere ricco laltro? So bene che questo quel che credi in cuor tuo, ma te lo lascio credere perch leffetto di questa illusione estremamente favorevole per me. Lamore meraviglioso ma anche uno strumento di utilit, come larrosto con le patate o la torta di mele, che sono riserve di proteine, carboidrati e zuccheri. Naturalmente il bambino non vive lamore per la madre o per il padre in questo modo, ma attraverso un programma personalizzato per il suo ruolo. Resta vero che a livello biologico tecnicamente un parassita del genitore, ma a livello soggettivo la realt unaltra. Anche lui si emoziona e si eccita nel contatto con loro. Il programma concepito per rendergli estremamente attraente o meglio, assolutamente meraviglioso lincontro con la madre. Per un pesce trovarsi la madre davanti dopo essere uscito dal suo corpo un fatto terribile e mortifero, e per questo comincia a scappare come un pazzo, mentre per un bambino la cosa pi bella e importante della vita e per questo comincia a arrampicarsi verso di lei o credevate che i neonati non lo facessero? con la ferma intenzione di restare a bordo almeno finch non sia giunto alla terra della pubert sessuale, cio a tredici anni circa. Lamore fa infiammare un bambino e una madre oltre che un padre e i parenti e li induce a cercarsi continuamente, a stare sempre insieme, a

gioire del piacere di condividere ogni istante della loro vita. Per dichiararsi il proprio bene infinito, il bisogno immenso che hanno luno dellaltra, la gioia indescrivibile di ritrovarsi decine e decine di volte al giorno, usano i segnali che la natura ha impresso sui loro corpi e nelle loro azioni. Il modo in cui fatto un bambino serve a indurre tenerezza nelladulto, cos come il suo movimento goffo, i suoi gorgoglii, il suo sguardo innocente e puro. Egualmente il modo in cui fatta la madre modo che il bambino apprende presto a memorizzare serve al bambino per riconoscerla e cercarla con lo sguardo, con lolfatto, col gusto. Ma inutile insistere, tutti sappiamo cos lamore, se non fosse per un particolare. Abbiamo detto che la morte pu giungere per molte vie, ma che non tutte hanno la stessa velocit dazione. I tempi con cui si pu morire dipendono dal veicolo con cui la morte ha scelto di venirci a prendere. Possono essere tempi lenti per colpa del freddo, della fame, delle malattie o tempi molto veloci, per colpa di un predatore o di un uomo nemico. Ecco il particolare: che i segnali debbono giungere ogni poche decine di secondi perch superata questa soglia di tempo, il bambino percepisce un rischio mortale. chiaramente un fatto irrazionale e anche irragionevole. Lamore tanto bello, ma non meno bello poterlo vivere con serenit. Se diventa una schiavit continua, unimposizione ossessiva quasi fosse una catena di montaggio, in cui siamo chiamati ogni pochi secondi a fare un sorriso, a mandare un bacetto, a guardare, a fare la vocina, beh, allora si trasforma in un incubo. In verit il bambino non vuole una dichiarazione damore ogni pochi secondi, quella pu arrivare anche ogni pochi minuti. Vuole in compenso la presenza continua del vostro corpo fisico, o al pi la sua assenza per pochi secondi. Detto in modo molto semplice e brutale: potete fare quello che volete della vostra vita, dopo che avete messo al mondo un figlio, ma dovrete sempre farlo, per almeno tre anni, con lui. A lui va benissimo se ve lo caricate in uno zaino per bambini e se andate a fare la spesa, in ufficio, al bar, a correre, al cinema, in una parola dove pare a voi. Limportante che lui possa sempre vedervi e toccarvi, se vuole. 21

I bambini non hanno un rapporto diretto col mondo, perch quando nascono, al contrario dei pesci, non sanno affatto come fatto il mondo. Sanno solo che troveranno una mamma che conosce il mondo e che il loro compito si riduce a una sola, unica prescrizione, che quella di stare attaccati a lei. Sar lei a informarli su come vanno le cose nel mondo. Saranno i suoi segnali a comunicargli se tutto tranquillo o se c di che allarmarsi. Il sistema molto semplice: se lei calma, tutto calmo. Se lei allarmata o assente, allora il rischio di morte giunto. Una mamma allarmata una mamma che ha visto un pericolo nellambiente un predatore o un nemico umano, di fatto e sono i suoi muscoli contratti, il suo movimento a scatti, il suo nervosismo a fare da segnale al bambino. E siccome il bambino non stupido, capisce immediatamente come stanno le cose e che quello il momento in cui bisogna stare attentissimi a non sbagliare una mossa. Una mamma assente per pi di qualche decina di secondi impegnata magari a fare la frittata, e che rifiuti di rispondere al segnale che il bambino le ha inviato con lesplicita richiesta di essere preso in braccio invece una mamma inutile. Potrebbe essere morta o ferita o distratta e quindi questo, nella lingua del bambino, vuol dire che la sua barca ha una falla sotto la linea dacqua. chiarissimo, lo si capisce in un attimo: se la mamma non risponde vuol dire che sta colando a picco e con essa anche il suo piccolo navigante. Non dovete stupirvi per questo passaggio logico: le mamme sono monitor su cui i bambini leggono le previsioni del tempo di morte. Levoluzione li ha programmati per controllare la posta ogni quindicitrenta secondi al massimo, perch non avere il messaggio di ritorno oltre questa soglia di tempo, vuol dire essere esposti al rischio di morte per predazione, dato che un predatore non impiega pi di mezzo minuto per avvicinarsi a un bambino e afferrarlo coi denti. Oggi i predatori non esistono pi, lo abbiamo gi detto, ma gli istinti costruiti in decine di milioni di anni per prevenirne lazione mortale non sono cambiati. Che vi piaccia o no, se avete un bambino dovete dichiarargli amore ogni minuto, altrimenti si angoscia, ossia, letteralmente: percepisce che la morte sta per venire a prenderselo.

Come ricorderete, ci eravamo chiesti perch i genitori umani facciano piangere cos tanto i loro figli, il che un altro modo per chiederci perch per noi sia impensabile che un bambino abbia bisogno di noi h24, tanto per usare un termine aziendale anche se il termine giusto sarebbe m60, cio ogni minuto di ogni ora di ogni giorno di ogni mese per almeno tre anni. Gi, perch? Confessiamolo, quale genitore non sbuffa dopo un po? Quale genitore raggiunge davvero i livelli fanatici delle mucche, delle capre, delle gatte, delle gorilla? I loro piccoli non si lamentano mai e quelle mamme sono davvero barche esemplari che non minacciano mai di colare a picco. I vitelli, i capretti, i gattini, i cuccioli di gorilla, al contrario dei bambini, non inciampano mai in un attacco di panico, a meno che non sia quello vero, dal quale magari non riescono a sopravvivere, ma questa unaltra storia, cio quella vera. Non la storia dei finti attacchi mortali che procurano veri attacchi di panico ai bambini. Una prima risposta che luomo non pi attrezzato a tenere un bambino come fanno di solito le scimmie. Luomo cammina su due zampe anzich quattro e non ha pi la pelliccia, dunque impossibile per lui tenere il piccolo come di solito lo tengono le scimmie, cio aggrappato ora sul ventre ora sul dorso mentre esse svolgono la loro quotidiana normalit. Le mamme scimmia non si accorgono neppure davere un piccolo addosso, dal momento che hanno zaini fisici pronti a sostenerlo e ospitarlo. La mamma umana non lha pi e non pu pi scaricare il peso di se stessa e del figlio su quattro zampe, ma solo su due gambe, dunque fa una fatica tremenda a mantenere il contatto. Se volete, potete figurarvela cos: tutte le scimmie partono per la loro passeggiata di due o tre anni di assistenza ai figli con lo zaino sulle spalle. Gli uomini le mamme umane hanno una valigia che debbono portare ora con la mano destra ora con la sinistra. Una situazione penosissima il cui effetto subito visibile: mentre le scimmie avanzano tranquille, le madri umane restano indietro per riposare e mandare anche qualche accidente a quella valigia pesante e ingombrante, che per parte sua ricambia strillando a squarciagola e facendosi paonazza in volto. 22

Dunque la risposta chiara: la mamma umana fa una fatica bestiale solo un modo di dire, in realt una fatica tipicamente umana per mantenere quel contatto h24 che la natura ha voluto istituire tra genitore e figlio. Per quanto si impegni, non pu fare a meno, ogni tanto, di posare la sua ingombrante valigia. Ma perch la natura ha voluto farle questo? Perch, in altri termini, le imposto di restare a permanente disposizione dei figli salvo poi privarla degli strumenti necessari per farlo? Sarebbe come se la natura avesse progettato un pesce senza branchie, il quale fosse appunto costretto a vivere da pesce, cio sottacqua, avendo nel contempo lobbligo di riemergere ogni pochi secondi per respirare coi polmoni laria che sotto non riesce a trovare. La vera risposta va cercata nelleffetto che questa tragicomica situazione produce e cio che il figlio, esposto al falso allarme della mamma che non c o che nervosa e dunque ha visto un pericolo (che pure non esiste), reagisce in un modo caratteristico. Tutti i piccoli, quando si accorgono leggendo il monitor materno della presenza di un pericolo, cessano di agire in modo autonomo e personalizzato e delegano lazione alla madre. Non pensate a un neonato, che non pu neanche staccarsi fisicamente dalla madre, visto che non cammina. Pensate a un bambino di un anno e mezzo: quando percepisce lallarme perch sente la madre lontana fisicamente o affettivamente che sia smette di giocare e corre da lei. Ma correre fin l non basta, dato che vuole proprio arrampicarsi su di lei, per essere calmato. Essendo angosciato, non pu giocare, pu solo correre sul tronco della madre. In quel momento, la madre sar per lui una persona ancora pi importante di quanto non lo sia normalmente. Tutte le madri sono importanti per i figli, ma per i figli spaventati, le madri sono ancora pi importanti. Pi si spaventa, pi un bambino smette di crescere imparando a fare da solo e pi si affida alla madre per sfuggire al pericolo. Questo il segreto della specie umana: crede continuamente di essere in pericolo e crede di dover continuamente chiedere a qualcuno di molto pi importante di lui di essere guidato fuori dal pericolo. Nessun uomo veramente autonomo come lo pu essere un lupo, un capriolo, un delfino e tutti sono eternamente bambini e dipendenti. Gli uomini

sono dipendenti perch non hanno mai potuto imparare a fare veramente da soli. Le migliaia di allarmi vissute nellinfanzia, li hanno indeboliti nellanimo e li hanno rafforzati nella persuasione di doversi affidare a altri. A qualcuno che, come un dio, possa giustificare la loro esistenza, guidarla, sedare langoscia di morte, offrirgli un paradiso per sfuggire allinferno. Nessun animale ama la madre come luomo. E nessun animale ama tanto intensamente il suo compagno di coppia come luomo. Perch nessun animale ha mai sperimentato, nel corso della sua crescita, decine, centinaia, migliaia di falsi allarmi che lo hanno indotto a crescere attaccato alla madre. Pi un bambino spaventato pi cerca la madre, cio lama, anche se questo, la capiamo bene, non vero amore, ma solo dipendenza per essere liberati dallangoscia. Esiste amore e amore. Quello normale, di tutti gli animali, non drogato dai falsi allarmi. Quello umano s e per questo tanto pi grande degli altri. Un amore davvero enorme e smisurato. Iniuria talis cogit amare magis sed bene velle minus. Questa equazione fu espressa oltre duemila anni va da Gaio Valerio Catullo e possiamo tradurla cos: lingiuria affettiva i tradimenti ripetuti e ostentati della sua bella amante costringe a amare di pi e a voler meno bene. Tutti gli animali si vogliono bene e non si amano, perch non si tradiscono mai. Luomo ama tantissimo e vuole meno bene, perch fonda il suo edificio affettivo sul tradimento. La radice dellamore lingiuria, cio il tradimento, come ben sa ogni valigia-bambino quando implora la mamma-Giuda di non lasciarlo mai pi a terra.

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4. La dipendenza

stesso, perch figlio del primo atto culturale che luomo impone ai suoi figli, cio appunto la mutilazione dellidentit istintiva. In termini molto semplici, la differenza tra amore e dipendenza questa: se tu mi tratti bene e io scelgo di stare con te amore; se tu mi tratti male e io ti cerco disperatamente dipendenza. Tutti gli uomini sono ammalati di dipendenza. Profondamente ammalati di dipendenza. Abbiamo anche detto che questa malattia si diffonde tra loro attraverso i falsi allarmi a cui la valigia-bambino viene inconsapevolmente esposta dalla madre quando la posa a terra. Lei non vede in questo nulla di pericoloso, e infatti lo fa di continuo e senza neanche immaginare che possa fargli del male ci mancherebbe altro! e lui risponde con un attacco di panico che dura da pochi secondi a alcuni minuti, a seconda di quanto tempo resta a terra. Attacco oggi, attacco domani, capo a tre anni e si trasformato in una scimmia umana profondamente dipendente, cio mutilata dellio. Daccordo, sappiamo tutto questo, ma la domanda rimane: perch accade? Perch la natura ha voluto farci crescere cos? Per dirla in termini evoluzionistici: qual il vantaggio che otteniamo crescendo tra mille allarmi fisicamente innocui ma psicologicamente devastanti? Basta aprire gli occhi e guardarsi intorno: quante altre specie animali conoscete che formano gruppi di centinaia, migliaia, finanche milioni di individui organizzati, i quali possono eseguire azioni antistintive e farlo a comando o comandare di farlo? Nessuna specie ovviamente, tranne la nostra. Qualcuno potrebbe obiettare che anche le formiche formano gruppi di milioni di individui organizzati e interagenti ogni formica coordina il proprio comportamento con quello delle altre ma il modo in cui lo fanno molto diverso da quello usato da noi. E poi nessuna formica ne pu comandare unaltra o farsi comandare da lei. Infine, nessuna formica pu combattere contro il proprio istinto, mentre luomo sa farlo e infatti lo fa di continuo. Questo un tratto distintivo della nostra specie, cui diamo anche un nome bizzarro, per non dire beffardo, dato che quando agiamo in modo contrario allistinto diciamo che ci stiamo comportando in modo razionale. 24

Il primo atto culturale trasmesso dagli uomini adulti ai figli la dipendenza psichica. Per ottenere che un bambino impari a fare quel che gli viene comandato impari dunque per esempio a andare a scuola dai tre ai tredici anni almeno bisogna prima privarlo del potere di scelta. Inorridiamo pensando alla clitoridectomia o alla circoncisione rituale, perch riconosciamo in essi una violazione della societ sullindividuo. La mutilazione un atto simbolico il cui valore sta nella violenza che il gruppo esercita sul singolo e la cerimonia serve a far capire al candidato che non ha potere su se stesso, perch quel potere se lo preso la societ che lo accoglie mutilandolo. Nelle nostre societ attuali non esistono rituali di mutilazione fisica, ma la mutilazione psichica sempre al suo posto. Una ragazza clitoridectomizzata non sente il peso della mutilazione, perch la sua personalit ha assorbito il colpo. Il colpo c stato e gli effetti sono rimasti, ma sono stati anestetizzati dalla personalit attraverso dei meccanismi di difesa che si chiamano cos proprio perch servono a ricucire i danni provocati da unoffesa. La societ offende e il singolo si difende. Ai nostri bambini non vengono mutilati il pene o la vulva, ma lio, cio lessere-se-stessi. Appena nati, vengono privati dellio in un modo semplice ed efficace. Talmente efficace che da grandi non ricorderanno affatto dessere stati mutilati. Ciascuno di noi crede di essere se stesso, mentre un derivato del trattamento originario, grazie al quale fu mutilato dellio, cio di se stesso. Nessuno di noi se

La scimmia umana non pi una scimmia, e di questo siamo tutti orgogliosi chi vorrebbe essere ancora una scimmia? diventata una scimmia evoluta, o come preferisco chiamarla io, in virt delle caratteristiche che ho appena esposto, diventata una scimmia comunista. Non fraintendetemi, con questo termine non voglio dare appellativi di tipo ideologico, inevitabilmente connessi con la parola comunista, ma rifarmi al termine originario, di produzione e consumo comuni: pi individui assieme collaborano tra loro in vista di un risultato comune da condividere. Anche le formiche sono comuniste in senso letterale e non ideologico. Ma sono programmate dai loro geni a esserlo e quindi sono comuniste genetiche, se cos ci vogliamo esprimere. Noi invece siamo comunisti culturali, nel senso che pieghiamo gli istinti con la cultura e imponiamo un collettivismo delle azioni attraverso un addestramento educativo. Ma per capire come la scimmia comunista abbia potuto evolvere se stessa, dobbiamo capire come funziona la dipendenza e anche perch la nostra infanzia si sia tanto allungata. Perch un fatto non labbiamo ancora menzionato ed proprio quello collegato con la nostra drastica infantilizzazione di cui dobbiamo subito parlare. Luomo non diventa mai veramente adulto, o meglio, diventa adulto in termini anagrafici ma non in termini biologici. Se paragonato con le altre scimmie, ha unet biologica effettiva di tre o quattro volte inferiore. Un uomo di dieci anni corrisponde a uno scimpanz di tre anni. Uno di trenta a uno scimpanz di otto. Luomo diventa maturo sessualmente a tredici anni circa, ma la corrispondente et somatica il momento della vita in cui i tessuti del suo corpo hanno anchessi effettivamente tredici anni giunge solo quando ne ha poco meno di quaranta. Questo curioso fenomeno, che si chiama neotenia, ovvero trattenimento dei caratteri infantili, reso possibile dalla differenziazione dei tempi di maturazione dei tessuti. I tessuti riproduttivi che consentono a un individuo di maturare sessualmente e iniziare a riprodursi, cio a fare figli si sviluppano pi velocemente di quelli corporei e il risultato che una donna pu cominciare a fare figli quando da un punto di vista corporeo ancora una bambina. Lutero di una ragazzina di tredici anni 25

pronto per fare figli, e infatti spesso li fa, ma il suo stomaco, o i suoi muscoli, o il suo cervello, o la sua pelle, sono ancora parecchio indietro. Hanno unet da due a tre volte inferiore e corrispondono quindi a una bambina effettiva di cinque anni circa. La maturit sessuale si raggiunge a tredici anni mentre la maturazione corporea complessiva non giunge prima dei venticinque anni, e si pu dire che per certi aspetti fino a quarantanni un uomo non sia veramente un uomo adulto, ma ancora un tardo adolescente. Naturalmente noi non vediamo tutto questo e lo stomaco di una ragazzina di quattordici anni ci sembra proprio uno stomaco di quattordici anni, esattamente come immaginiamo che dovrebbe essere. Il punto che queste caratteristiche sono state osservate dai biologi, che hanno preso a riferimento alcuni parametri per stabilire il grado di sviluppo di organi e tessuti e quel che hanno scoperto stato appunto che i tessuti del corpo sono molto pi infantili di quanto dovrebbero. Avendo un ritmo di crescita rallentato, fanno s che il suo possessore ovvero ciascuno di noi sia molto meno adulto di quanto dovrebbe. Ma lasciamo da parte la sostanza e dedichiamoci alla ragione del fenomeno: perch siamo tanto infantili? Le risposte sono numerose e la pi comune collegata con la cultura: linfanzia umana rallentata per consentire ai bambini di apprendere le numerose tecniche di sopravvivenza messe a punto dai progenitori e tramandate nelle generazioni. La solita tesi nobile e ricca dorgoglio, in cui la cultura esposta come bandiera della sapienza. Ma questo non vero. Non vero anzitutto perch il rallentamento della nostra crescita iniziato diversi milioni di anni fa e le cose da insegnare, allora, erano veramente pochissime. Non cera ragione di avere un cervello da un litro se lacqua culturale da versarci dentro era quanto il dito di un bicchiere. Non vero inoltre perch sappiamo tutti che le cose che si imparano e che entrano nel cervello, sono spesso del tutto sbagliate e inutili se non addirittura nocive per la sopravvivenza. Solo negli ultimi cento anni luomo ha imparato a curare se stesso coi rimedi della medicina occidentale, ma da sempre luomo ha creduto di poter curare se stesso con ci che aveva imparato e tramandato in forma di pratica medica. Pec-

cato per che in molti casi si trattasse di cure come per esempio il salasso che avevano il solo effetto di debilitare ancor di pi il povero paziente. Nel mondo, la maggior parte delle persone non riempie il cervello con le informazioni scientifiche, ma con pseudoinformazioni dalla superstizione, allastrologia, alla magia, alla religione che non hanno alcun riscontro con la realt sensibile. La stragrande maggioranza della cultura pseudocultura e non serve per conoscere le cose giuste, ma per qualche altro scopo. Fino a cento anni fa per esempio era scientificamente dimostrato dimostrato da insigni professori della Sorbona di Parigi, come Gustave Le Bon che la donna era inferiore alluomo. Questa verit scientifica del tutto sbagliata, come si dimostr in seguito serviva ovviamente a legittimare la discriminazione maschile a danno delle donne, considerate in tutto pi simili a gorilla che non a maschi umani. Uno degli scopi inconsci pi frequenti della falsa convinzione, cio dellacqua culturale contenuta nel serbatoio cerebrale, la legittimazione del potere di una classe di individui sugli altri, ed per questo che la scienza sempre controllata dalla politica. Ma torniamo al nostro argomento. molto probabile che per linfantilizzazione sia collegata con la traumatizzazione, dato che effettivamente curioso che proprio la scimmia che diventata pi infantile di tutte, sia anche lunica che subisce una serie di sussulti psichici perch non pu pi restare attaccata come dovrebbe alla sua mamma. Quel che voglio dire che aumentata la sensibilit infantile e che parallelamente comparsa anche la violazione della sensibilit infantile, ragion per cui siamo chiamati io credo a considerare i due dati assieme. Quando un estroso pittore decise che la sua arte si sarebbe concentrata non nel dipingere la tela ma nel tagliarla, pens anche di usare una tela abbastanza grande per far risaltare il suo taglio. Non avrebbe avuto senso fare un piccolo taglietto in una tela di pochi decimetri di lato. Per mostrare il suo lavoro lo sfregio dellarte! occorreva avere molta tela da sfregiare. Per questo si hanno quadri di qualche metro quadro il cui unico contenuto un bel taglio. La tanta tela serve a mettere in mo-

stra lo sfregio, che altrimenti non potrebbe essere valorizzato in modo conveniente. Da noi dovrebbe essere successo lo stesso: per far risaltare gli effetti della traumatizzazione si sarebbe ampliata la tela della sensibilit su cui praticare il taglio del legame. Far piangere un bambino con sensibilit di grado 5 ha effetti minori che farne piangere uno con sensibilit di grado 10. E se quel che si voleva perfezionare erano i derivati del trauma, allora bisognava avere cornici di sensibilit sempre pi grandi da manipolare. Se un sadico decidesse di far soffrire un animale abbandonandolo per strada ma scegliesse per errore un animale dotato di poca sensibilit, anche il suo godimento ne risulterebbe ridotto. Se per esempio abbandonasse una lucertola o una gallina resterebbe deluso, perch non ne soffrirebbero affatto, mentre se abbandonasse un cane leffetto sarebbe migliore, perch i cani hanno pi sensibilit e quindi se siamo sadici e vogliamo far soffrire un povero animale, dobbiamo procurarci quel tipo di tela per praticarci sopra il taglio dellabbandono. Capisco che si tratta di una riflessione molto cinica e amara non bello pensare che levoluzione possa averci fatto una cosa cos meschina! ma pare proprio che questo triste dato si accordi con quanto abbiamo detto prima e cio che il primo atto culturale trasmesso dagli adulti ai bambini la mutilazione dellio. Se il risultato da ottenere lannullamento dellistinto individuale il cui scopo predisporre il singolo al comunismo degli atti collettivi allora ci dobbiamo chiedere se allungare linfanzia e introdurre la traumatizzazione favorisce questa causa. Detto in altri termini, avere pi sensibilit consente di estrarre meglio lio dai bambini? Per capirlo, entriamo nel cervello di un bambino, che poi un cervello uguale a quello di ogni altro mammifero e qui non mi riferisco alla dimensione o al peso, ma al sistema di funzionamento. Quel che vi troveremo sar un semplice deviatore dazione, ossia una specie di grosso interruttore mezzo bianco e mezzo rosso che divide il comportamento in due comandi. Il primo comando azionato dal colore bianco e dice: Puoi fare tutta lesperienza che vuoi, sei libero di andare dunque vai e 26

impara! Laltro, azionato dal rosso dice: Non ti muovere, corri da tua madre e fai quel che lei ti comanda! Il principio molto semplice, nel senso che le alternative sono due: o il bambino pu fare da solo oppure deve affidarsi alla madre. La ragione di questo interruttore sta nel contenuto del tasto bianco. Come ricorderete, al contrario dei pesci, i mammiferi nascono del tutto incapaci e allinizio non sanno come procurarsi il cibo, non conoscono i loro possibili predatori, non sanno dove andare a bere, o dove e quando andarsi a riposare. Spesso non sanno neanche camminare, come appunto accade alluomo. Insomma, non sanno fare tutte quelle cose che un adulto fa per sopravvivere. Ma normale che non lo sappiano, perch levoluzione ha scelto che per loro le cose andassero cos e per questo ha provveduto a dargli una mamma. Alla nascita, i mammiferi non hanno lio, perch hanno un corpo ma non sanno come usarlo. in questo senso che intendo dire che non hanno lio, dato che il nostro un io decisionale e non un io corporeo. Quando guardo il mio piede io dico che mio e non penso che quel piede sono io. Penso semmai che il piede del mio io. Lo stesso vale per le mani, per la pancia, per i capelli, per le ginocchia. La logica conclusione che lio sta da unaltra parte e che questa parte si trova in un qualche punto del mio cervello da cui pu comandare al piede di muoversi dicendogli Cammina!, portando me lio nel cervello dove ho deciso di andare. Il corpo il servo dellio che come un padrone lo comanda a suo uso e consumo. Per questo si pu dire che il corpo non lio, se non per quella parte di cervello in cui come il programma di un computer gira lio. Ma in questo momento non dobbiamo fare filosofia che pure sempre interessante quanto capire come crescono i mammiferi. E quindi diciamo pure che essi alla nascita non hanno lio nel senso che non sanno cosa comandare al corpo. Lunica cosa che sanno comandargli di stare attaccati alla madre perch gli suggerisca cosa fare per sopravvivere. Dal che torniamo al punto di partenza, e cio che un bambino specializzato nello stare attaccato alla madre affinch essa gli comandi cosa fare. Sar lei a dire alla sua bocca Ingoia questo! o alle sue mani Afferra questo! o ai suoi piedi Andate di qua o di l. Per i primi 27

anni il bambino non ha un io nel proprio cervello capace di comandare il suo corpo e per questo si affida allio contenuto nel cervello della madre per decidere cosa fare. Lio dei bambini la madre. I piedi sono loro, ma il comando su dove andare glielo danno le madri. Tuttavia un bambino non pu restare per tutta la vita attaccato allio della madre e questa la ragione per cui nel suo cervello ci sono due tasti. Il tasto rosso gli dice Lio in questo momento tua madre!, quello bianco gli dice Lio in questo momento il tuo. Come negli aerei, ci sono due cloche, e lapparecchio pu essere pilotato sia da chi siede a destra che da chi siede a sinistra. Quando imparano a volare, i futuri piloti decollano con un istruttore e anche l succede che ora sia lallievo a condurre laereo sono le sue mani sulla sua cloche a muovere i comandi e che ora sia listruttore a farlo. Ma quand che conduce la mamma e quando il bambino? semplice: conduce la mamma quando la situazione ancora troppo difficile perch il bambino se la cavi da solo. Un bambino impara presto cosa mangiare e come mangiarlo, o cosa bere e come berlo, o come camminare e dove andare. Ma non impara altrettanto velocemente come sfuggire a un predatore. Non fossaltro, non pu impararlo finch non abbastanza grande e non ha gambe abbastanza veloci per scappare o abbastanza potenti per scalciare. Per mangiare, bere o camminare non occorre essere molto pi grossi di quando si nati, per difendersi dai predatori s ed per questo che la principale preoccupazione delle madri, in natura, proteggere i figli fino al momento in cui il loro corpo non abbia raggiunto una certa dimensione. Mamma, quand che potr guidare il mio corpo col mio solo io? Quando sarai diventato grande pi o meno come un terzo di me, figliolo. Sai mamma, non vedo lora che sia quel giorno! Anchio figliolo. Perch un piccolo possa staccarsi dalla madre deve accumulare diverse ore di volo, seduto a destra del suo istruttore, quindi per la maggior parte del tempo in cui sono sospesi per aria, a lui che devono essere affidati i comandi dellaereo. Cosa imparerebbe infatti se fosse sempre la

mamma-istruttore a tenere la cloche? Questo significa che normalmente i piccoli crescono con linterruttore posizionato sul tasto bianco. Nove ore su dieci il comando Lio in questo momento del figlio e solo unora su dieci diventa Attenzione! Lio in questo momento della madre! Se non avesse in mano il comando per il novanta per cento del tempo, il figlio impiegherebbe tutta la vita a separarsi dalla madre. Occorre invece che faccia presto e bene la sua esperienza s da assumere il brevetto di io autonomo nel tempo che la natura gli ha messo a disposizione, il quale va da un cinquantesimo a un decimo di tutta la sua vita complessiva. E qui torniamo alla valigia. Quand infatti che si aziona il tasto rosso? Ma ovvio, quando compare un pericolo e siccome abbiamo detto che il piccolo non prende informazioni direttamente dallambiente ma dalla madre, questo vuol dire che il comportamento della madre a accendere o spegnere il tasto rosso nel suo cervello. Non voglio dire che non esistano stimoli ambientali capaci di innescare automaticamente il tasto rosso, ma altrettanto vero che allinizio almeno nel caso del bambino sono davvero pochi. Se in braccio alla madre, pu succedere praticamente di tutto la madre pu per esempio fuggire in cantina per scappare dalle bombe sganciate dagli aerei e lui potr anche non rendersi conto di nulla. Proviamo a immaginare: avr pi paura un bambino di un anno in braccio a una madre che fugge in cantina per evitare le bombe degli aerei, ma che nel farlo conserva una certa freddezza emotiva, oppure quello in braccio a una madre emotivamente infragilita la quale, avendo visto un piccione, comincia a tremare come una foglia? I bambini non guardano le bombe, ma le facce delle madri, e poco importa se sono le bombe o i piccioni a tramutarle in maschere dansia, perch quello il segnale che loro attendono per far scattare linterruttore sul rosso. Ecco il punto. Le migliaia di microtraumi inflitti alla valigia-bambino servono a tenere quanto pi possibile il tasto sul rosso. Il tasto non deve restarci tutto il tempo della crescita, perch senn il bambino rimarrebbe una larva completa, come accade agli psicotici rinchiusi in istituto che fanno Ah-ah-ah o orbitano gli occhi come pale di elicottero pur a28

vendo un cervello che funziona perfettamente (fino al giorno in cui non venga scoperta leventuale ragione neurologica o genetica del loro malfunzionamento, resta valida lipotesi che la loro malattia sia conseguenza di un severo danno ambientale ma naturalmente non dobbiamo farne una questione polemica). I microtraumi devono essere tarati sul quel numero sufficiente a far s che il bambino assuma un certo grado di autonomia sappia per esempio camminare, lavarsi, mangiare, andare al cinema da solo, quando avr quindici anni ma non possa decidere su tutto il resto. Il bambino non deve maturare lio decisionale completo, perch deve restare comandabile dallio di qualcun altro in misura sufficiente a farne un soggetto pronto a eseguire gli ordini anzich darseli da solo. Senza questo accorgimento iniziale, non sarebbe possibile inserirlo nella societ delle scimmie comuniste. La caratteristica del nostro modo di agire che lio di ciascuno non fa quel che avrebbe comandato a se stesso se solo avesse potuto crescere senza troppo rosso in testa, ma quel che dice la societ, che per questo gli ha messo il rosso in testa. Il nostro io non sta nel nostro cervello, ma in quello dei membri al vertice della comunit, che nella migliore delle soluzioni possibili vengono eletti democraticamente da tutti gli io di tutte le scimmie di tutta la societ. Naturalmente resta vero che i criteri di elezione non sono del tutto democratici, perch gli io meno svelti possono essere facilmente suggestionati o manipolati da quelli pi svelti, e pu sempre accadere come quasi sempre accade che un io in perfetta buona fede elegga a proprio rappresentante un altro io che gli ha fatto credere di volerne rappresentare gli interessi, mentre alla prova dei fatti si mostra egoista e pi pronto a tutelare se stesso che non colui che lo ha eletto. Ma anche nel ristretto mondo delle democrazie perfette, il vero mandato di ogni singolo io non sarebbe in linea con ci che il suo vero io vorrebbe, quanto con ci che gli comanda il suo io dimezzato, che proprio perch dimezzato ha preso come vero valore non il bene di se stesso lunico bene che pu riconoscere un io intero ma quello comune, che appunto il bene che lio dimezzato dichiara di sentire come proprio. Un io intero non mai democratico, cio pronto a divi-

dere il proprio interesse con quello di un altro, ma egoistico, cio fondato sullio. La democrazia la fusione di due o pi mezzi io, il che va benissimo. Ma per poter esistere, deve appunto prima dimezzare gli io, altrimenti non avr la materia prima con cui essere costruita. per questo che i bambini devono essere pretrattati per diventare tessere da societ. Se seguissero la crescita normale, col tasto bianco azionato per il novanta per cento del tempo, assimilerebbero dal mondo esterno la capacit completa di decidere autonomamente come comportarsi. E siccome il prerequisito per agire in modo concordato e comune quello di non darsi gli ordini da s ma di riceverli dallalto, debbono veder limitata lassimilazione dellautonomia. Debbono imparare a fare tutto meno una cosa, che quella di poter decidere per se stessi senza tener conto del parere di un altro. Solo dipendendo dal parere di un altro, possono dipendere dal potere di un altro. In caso contrario, sono completamente inutilizzabili per la coordinazione comune. Le scimmie comuniste non devono avere lio, perch debbono restare comandabili, dal momento che trascorsi tre anni dalla nascita e appreso che non sono padrone di guidare il proprio corpo secondo il comando del proprio io, possono finalmente cominciare a imparare ci che veramente serve per diventare una scimmia comunista. Ecco allora la risposta alla nostra precedente domanda: avere uninfanzia pi lunga vuol dire avere per pi tempo la disponibilit del tasto rosso, che dice Comandami! anzich Mi comando da solo. Quindi, se lo scopo rendere i nuovi nati comandabili, allora procurarsi una dose maggiorata di infanzia sicuramente un metodo conveniente. Mamma, quand che potr guidare il mio corpo col mio solo io? Mai, figliolo. Sai mamma, sono contento che quel giorno non venga mai, perch vorr dire che star sempre con te! Certo figliolo, ma ora ubbidisci altrimenti luomo nero ti vede e ti porta via. Va bene mamma, come sono contento di essere un bambino buono mamma. 29

Sembra probabile che la ragione per cui abbiamo un cervello tanto grosso, la quale dipende dal fatto che negli ultimi cinque milioni di anni ci siamo estremamente infantilizzati, sia collegata con quella di avere un grande amore: il bisogno continuo di trovare conforto in un mondo che ci ha visti nascere dipendenti da qualcuno che non si fa mai trovare al suo posto.
Il nostro metodo ha dato occasione di scoprire nei bambini caratteri morali, che non erano stati ancora osservati. Vale a dire, sorta dinanzi a noi la figura nuova di un bambino incompreso. [] Quando il bambino, nelle scuole tenute col nostro metodo che sono luoghi di calmo lavoro, dove lanima compressa si espande e si rivela , ci mostr attitudini e possibilit dazione pratica del tutto opposte, certo, assai lontane da quelle credute universalmente come proprie allinfanzia, fummo condotti a riflettere sulla gravit di antichi errori commessi inconsciamente verso la parte pi delicata dellumanit. I fenomeni che i bambini ci mostrarono furono la rivelazione di un lato ancora nascosto dellanima infantile. La loro attivit rivelava tendenze non mai considerate n da psicologi n da educatori. I bambini non andavano verso le cose che si era supposto piacessero loro, come per esempio i giocattoli; n sinteressavano di racconti fantastici. Innanzi tutto cercavano di rendersi indipendenti dalladulto, in tutte le azioni che potevano compiere da se stessi: manifestando chiaramente il desiderio di non essere aiutati, se non in caso di assoluta necessit, e si mostravano tranquilli, assorti e concentrati nel lavoro, acquistando una calma e una serenit sorprendenti. Evidentemente queste attivit spontanee, che derivano dalle misteriose forze della vita interiore, erano state sopraffatte e nascoste dallintervento energico e inopportuno delladulto, il quale credette di fare tutto pel bambino, sostituendo la sua attivit a quella infantile e forzando il bambino a sottomettersi continuamente alla sua iniziativa e al suo volere (Maria Montessori, Il bambino in famiglia, Garzanti, Milano 2000, pp. 7-8) [Continua]

Maria Montessori, sia detto col massimo rispetto, ha scoperto il lato meno oscuro della faccenda, e cio che un bambino vorrebbe stare il pi possibile col tasto dellinterruttore posizionato sul bianco, e sarebbe

ben lieto di non essere intralciato dal genitore nelle sue esplorazioni spontanee. Il vero lato oscuro della faccenda : perch mai i genitori umani non sopportano che i bambini facciano le loro esplorazioni spontanee dato che sono stati programmati dagli istinti biologici a agire proprio a quel modo?

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5. La ricompensa

Il modo migliore per preparare un bambino alla grande avventura della societ comunista, tenerlo lungamente sotto stress alternando il pi possibile morte e resurrezione. Questa potrebbe sembrare unesagerazione ma non lo , perch da qualche parte luomo deve aver pur preso ispirazione per lonnipresente mitologia dellinferno e del paradiso. Ricordate il poveraccio vittima dei torturatori? Essi potevano fargli credere che sarebbe morto da un momento allaltro se solo avessero lasciato il cane libero di morderlo alla gola. Quel poveraccio, lo abbiamo immaginato, era stato deliberatamente esposto alla percezione di morte, e lo si era fatto abbiamo supposto che lo si fosse fatto per estorcergli qualche verit segreta, o semplicemente come sadico passatempo. Da qui abbiamo preso il discorso di Matteo e della frittata per sostenere la tesi che un bambino separato dai segnali materni vive una condizione di attacco di panico. Ma se appunto per noi comprensibile anche se non accettabile! la ragione per cui dei torturatori espongono a percezione di morte un poveraccio, ci appare assolutamente oscura e incomprensibile la ragione per cui questo dovrebbe essere il destino che riserviamo ai nostri figli. Quale segreto inconfessabile dovrebbero infatti rivelarci?! Ebbene, non si tratta di segreti ma di disponibilit a accordarci il potere. Come ho detto, la precondizione per entrare nella societ della scimmia comunista cedere lindividualit, dunque la tortura dellinfanzia non serve per confessare qualcosa, quanto per mostrarsi disponibili a rinun31

ciare ai propri istinti egoisti. Senza unadeguata pressione esterna, lio non si modifica e diventa completo, cio chiuso in se stesso. Pu aprirsi agli altri ai compagni di gruppo solo secondo le regole consuete della socialit mammifera, ma esse non consentono la creazione di alcun collettivismo di tipo umano. La societ umana strutturata in modo molto pi complesso di quella di qualsiasi altro animale e fonda su meccanismi di preparazione totalmente diversi. Per capire meglio, dobbiamo aggiungere un particolare. Immaginiamo che i torturatori vogliano far confessare al poveraccio una lunga serie di nomi, promettendogli poi di lasciarlo libero. Esso potrebbe mostrarsi riluttante e preferire dessere sottoposto agli spaventi mortali dei denti del cane, piuttosto che tradire il suo io interno. I torturatori potrebbero allora inventare una strategia alternativa, per metterlo nel sacco. Attraverso una macchina specialissima, dotata di poteri incredibili, potrebbero trasformare la sala delle torture nel salotto di casa del poveraccio e i loro volti in quelli dei suoi familiari. Potrebbero cio, in qualunque momento, grazie allazione della macchina specialissima, fargli credere dessere finalmente tornato a casa sicch egli, a sua completa insaputa, potrebbe essere convinto dessere stato infine liberato. Capisco che si tratta di qualcosa di fantascientifico, ma non per questo dobbiamo smettere di pensarlo. Immaginiamo ora che i torturatori decidano di azionare la macchina specialissima di fargli credere dessere finalmente libero non sempre, o non a casaccio, ma solo quando questi, in preda a una crisi di angoscia e sconforto particolarmente acuta, abbia fatto qualche nome, o abbia infine ceduto parte della sua preziosa verit. Il metodo avrebbe in tal caso incorporato uninnovazione: non solo tortura, ma anche ricompensa. Se tu mi dici quel che voglio sapere, allora io smetto di farti stare allinferno e ti porto in paradiso, cio libero in casa tua, coi tuoi amati famigliari, lontano da me. Che ne dici? Non so se i torturatori di professione abbiamo mai provato un sistema del genere, ma so che coi bambini cos che funziona. Gli attacchi di panico non devono essere troppo lunghi e dolorosi, e debbono essere rigorosamente alternati a attacchi di giubilo. Se gli offrissimo solo ingiurie, non potremmo costringerli a amare di pi (amare magis), otte-

nendo il solo risultato di amputargli completamente la capacit di volere bene (bene velle). Un attacco di giubilo il momento in cui il bambino cessa di essere esposto alla percezione della morte, o a quella di un torturatore che lo ignora o gli strilla o lo scuote, perch ritrova la sua adorata mamma. La macchina specialissima in effetti esiste, e si chiama condizione umana, perch nessuna mamma mammifera, o uccello, ha mai inventato lalternanza di maternage e non-maternage. Fatemi raccontare una storia, anzi due. Un ingegnoso signore sperava di dimostrare qualcosa e prese delle piccole scimmie (macachi), che rinchiuse in delle gabbie lontano dalle madri e dai compagni. A esse tolse ogni forma di vita naturale, per la quale erano progettate, offrendogli in cambio la sola compagnia di una simil-mamma costituita da un traliccio di metallo con un po di stoffa incollata sopra, per simulare, seppure grossolanamente, il pelo materno. Quel che verific che queste sfortunate bestiole maturarono un attaccamento per il traliccio decisamente superiore a quello che i loro compagni maturavano per le vere madri. Poich mancavano del pieno segnale madre-presente, avevano il tasto rosso permanente azionato in testa e permanentemente, o quasi, restavano loro attaccate. Il loro io, capo a diversi mesi, si atrofizz del tutto e quando vennero liberate per essere nuovamente unite agli altri macachi, si mostrarono invalide come gli psicotici distituto. Non sapevano come muoversi n che fare, non sapevano interagire con gli altri, non sapevano accoppiarsi, non sapevano generare prole. Insomma, non sapevano fare niente perch per tutto il tempo delladdestramento erano state ingannevolmente tenute sospese nellinferno della morte imminente. Ma la storia che voglio raccontare non questa, quanto quella della perversione di questo signore, che si chiamava Harry Israel, detto poi Harry Harlow, dal momento che come gli sugger il suo mentore il nome ebreo poteva costituire un impedimento alla libera approvazione delle sue iniziative. Egli aggiunse al traliccio un becco di plastica da cui faceva fuoriuscire dellaria, dalla quale il piccolo era letteralmente terrorizzato. Per essere certo che tutto funzionasse a dovere, attese che il giovane macaco fosse attaccato alla madre, emise un suono e infine azion il soffio che lo invest in pieno. Il piccolo memorizz 32

lassociazione fra suono e soffio e da quel momento in poi apprese che quando udiva il suono, di l a breve sarebbe stato investito dal soffio. Ecco dunque la trovata di Harlow: prese a far partire il suono quando il piccolo era lontano dalla madre, per assistere alla seguente scena: il poverino correva in braccio alla madre giusto in tempo per prendersi il soffio in faccia e riempirsi di quel terrore (iniuria talis) che lo induceva a amare con ancor pi forza la sua adorata mamma. Avete capito, no? Se la fonte del terrore anche la fonte dellamore, tutto diventa pi facile, perch si pu costringere un piccolo a appiattirsi sulla madre a proprio piacimento. Ma mi spiego meglio, raccontandovi la seconda storia. Altri ingegnosi ricercatori decisero di far credere a un agnello che sua madre fosse un cane, per ottenere la qual cosa presero un agnello appena nato e lo misero in un recinto in cui stava un cane sufficientemente mansueto lo si scelse abbastanza docile per evitare che lesperimento finisse prima ancora di cominciare. La piccola bestia vide il cane e siccome quello era il primo animale che incontrava dopo essere nato, stabil che dovesse trattarsi di sua madre, ragion per cui gli si affid. Solo che il cane era appunto un cane e ogni tanto abbaiava spaventando terribilmente lagnello, il quale scappava lontano dal cane, faceva il giro dellintero recinto e tornava dal cane dicendo: Mamma! Mamma! C un cane! Proteggimi, ti prego mamma! C davvero un brutto cane qui dentro a questo recinto! Potremmo chiamarlo doppio imprinting, volendo con ci intendere che in alcuni casi, soggetto che protegge e soggetto che minaccia vengono a coincidere nella stessa figura, creando quella confusione tipica della condizione umana. Per lagnello, come per il macaco, la mamma era sia la fonte del male che quella della protezione dal male, ragion per cui laumento del male determinava laumento del ricorso allamore col quale sconfiggere il male. Ma lasciamo stare i termini troppo complicati e concentriamoci sul messaggio centrale: pi un bambino viene esposto dalla madre alla sensazione dessere in pericolo mortale, pi cerca nella madre la ricompensa per sfuggire al male. Solo la madre che espone molte volte il piccolo al pericolo mortale, diviene degna dessere celebrata come una dea, o come un dio. Solo se gli fa pi volte sperimenta-

re la discesa negli inferi, potr risollevarlo in cielo, nella salvezza della luce beata. Se volete diventare di, dovete prima inventare linferno, altrimenti non sarete abbastanza credibili, perch solo un io terrorizzato e programmato a delegare a altri la difesa di se stesso, pu rivolgersi a un essere onnipotente per essere salvato dal panico. Non per rifarsi del male subito dai propri genitori che le madri precipitano i bambini nel panico. Se lo fanno, perch devono creare gli attacchi di giubilo, senza i quali gli attacchi di panico non servirebbero a niente. il giubilo a concentrare le forze del bambino in direzione del suo salvatore. Il tasto rosso gli dice che in quel momento la mamma che comanda, e il tasto rosso pu essere azionato solo dalla perdita del pieno segnale materno. Ma non avrebbe senso creare una forza di potentissimo risucchio in direzione della decisione materna, se questa venisse a mancare troppo a lungo o addirittura per sempre. Il risucchio va creato a arte molte volte al giorno per poi essere risolto in favore del giubilo, momento nel quale il bambino trova effettivamente il pieno segnale materno e pu infine affidarsi completamente a lei. La mamma spinge con le sue stesse mani il bambino nel panico, affinch il bambino consegni tutto il suo potere di essere salvato dal panico nelle mani della madre. Questo escamotage ha potuto costruirsi grazie a un particolare, di cui adesso diamo conto. Prendiamo il piccolo di una qualsiasi specie non umana ed entriamo nel suo cervello osservando cosa accade quando compare il tasto rosso. Egli ha paura di morire perch ha riconosciuto nellambiente o attraverso il comportamento della madre la presenza di un pericolo mortale. Per essere fedeli al paragone col bambino, ammettiamo che questo piccolo animale abbia riconosciuto il pericolo attraverso il comportamento materno e che quindi abbia visto per esempio la madre improvvisamente allarmata, tesa, nervosa labbia vista smettere di muoversi e mangiare per girarsi e scrutare con attenzione il cespuglio a pochi metri da loro. Cosa ha capito il piccolo? Che il predatore potrebbe essere l dietro e dunque in quel momento linterruttore rosso lo comanda in modo inequivocabile. Deve stringersi a lei e aspettare che decida cosa fare. Sono attimi di profonda tensione nella quale si gioca33

no la vita e la morte e il piccolo li trascorre sospeso a un filo che a un capo ha la morte e allaltra la madre. Sar il destino a scegliere dove finir. Per il bambino le cose stanno diversamente. Il suo filo a un capo ha la morte il comportamento materno stato chiaro nellallarmarlo e nel far scattare il rosso nella sua testa ma allaltro non ha la madre! Da un lato ha la morte e dallaltro non ha nulla! Scherzi della vita e dellevoluzione umana! Proprio nel momento in cui ne abbiamo pi bisogno, proprio in quel momento in cui le madri dovrebbero stare allaltro capo del filo perch quel maledetto filo ci collega dritti dritti con la morte, cosa va a succedere? Che le madri non ci sono e noi restiamo come perfetti idioti con in mano il filo della morte. Quanto tempo? Secondi, minuti, non importa magari ore! dannazione! il punto che questo peggio della tortura col cane e coi denti, perch almeno il poveraccio adulto e pu reagire allorrore della morte con la forza delladulto. Ma un bambino solo un bambino e le istruzioni sono chiare: un filo, due capi. Capite dove voglio arrivare? Che quando finalmente il terrore finisce perch il bambino recupera il segnale materno, si trova improvvisamente come il poveraccio dentro il salotto buono di casa, coi parenti festanti e le sorelle amorose. Ma come? Fino a un attimo prima era nella sala delle torture con gli aguzzini attorno e il gran clamore del cane che gli ringhiava a un centimetro dal volto e adesso, senza che neanche sia passato un minuto, senza che sia venuta la polizia a salvarlo o che gli aguzzini lo abbiano abbandonato in un bosco dal quale, dopo ore di cammino, sia giunto a una provinciale e poi a una stazione di servizio e poi a un telefono col quale chiamare i soccorsi e farsi venire a prendere e poi andare in caserma per riferire gli spostamenti e poi infine, ma solo dopo molti chiari passaggi di luoghi e di genti, sia ritornato a casa dalla mamma e dalle sorelle, ecco che invece direttamente a casa dalle sorelle e dalla mamma. Lattacco di giubilo questo: che improvvisamente e direttamente io ritrovo il capo con la madre e che quel momento lo stesso davvero incredibile a dirsi in cui scompare il capo con la morte. La regola di

un filo due capi diventata la regola di un filo un capo per volta. Ora la morte, ora la madre. Mai insieme, come avrebbe dovuto invece essere e come io ero stato programmato a credere, prima dellescamotage al sistema. Quando ho lattacco di panico non ho mia madre stata lei a sottrarmi i segnali e a terrorizzarmi, ma questo io non lo so ancora del tutto. Mentre quando ho lattacco di giubilo ho lei ma non ho pi motivo di allarme, perch in effetti, in casa mia, in cucina, non ci sono cespugli n predatori, ma questo io non lo so ancora del tutto. Leffetto di questa modifica strutturale che i bambini crescono senza rischi oggettivi esporli a rischi autentici sarebbe troppo pericoloso e che si provoca in loro leffetto di giubilo, che in natura completamente sconosciuto. Nessun cucciolo grato alla propria madre quanto il bambino, per il semplice fatto che il cucciolo non perde di vista la madre quando compare il pericolo e seppure talvolta accade, rimane un fatto infrequente, dato che esso mantiene il contatto continuativamente e se lo perde davvero, molto improbabile che sopravviva e lo ritrovi. Grazie al risucchio creato dal panico che si risolve in giubilo, possibile moltiplicare limportanza che la madre ha nella vita del bambino. Da semplice custode temporaneo del suo io, essa diviene il suo io unico in terra, che fa da stampo per formare il bambino a sua immagine e volont. Laccelerazione verso il bisogno di madre, si trasforma in accelerazione verso il potere materno, nel senso che il bambino non matura mai lindipendenza e, calato com in un mondo di incredibile terrore, sempre pi si affida ciecamente alla sola persona che pu trascinarlo fuori dallinferno. Diciamo la verit, come si potrebbe sopravvivere allangoscia dellinfanzia quella che fa s che tutti i bambini piangano, o che non vogliano andare allasilo, o che rifiutino di dormire da soli, o che elemosinino di essere accolti nel lettone, o che si sveglino tutti sudati in preda al terrore, o che preghino di non essere lasciati in custodia dai nonni se non avessimo una madre e un padre tanto adorati? Limmenso amore che gli uomini hanno per i loro genitori, deriva chiaramente dal fatto che senza di essi non potrebbero sopravvivere allangoscia che pervade lanimo della scimmia pi evoluta e sensibile 34

di tutte. Resta la questione sullorigine dellangoscia, ma in questo, la scimmia comunista ha gi tutte le risposte che le servono, a cominciare da quella che dice che come una paura senza causa. Anche lagnello imprintato al cane era molto pi affezionato alla sua nuova madre di quanto lo fossero i suoi fratelli, cresciuti a cospetto di una semplice pecora. Se la natura non gli avesse offerto in sorte una madre-cane, non avrebbe mai potuto scoprire quanto sia importante avere una madre durante il tempo della crescita e per il resto della vita.

6. Il dovere

Ora che sappiamo come si crea leffetto di giubilo, non ci resta che capire a che serva trascinare il povero bambino nella trappola della supermamma. Perch i nostri piccoli non possono crescere in santa pace come tutti gli animali di questo mondo, ma debbono essere continuamente indotti a credere di star per morire, s da consegnare alla mamma e al pap il potere di eleggerli in paradiso? Perch se non si agisse preventivamente a questo modo, non si potrebbe dar vita alla virt principale dellessere umano, che il senso etico o se preferite il senso del dovere. Cosa credete infatti che sia il senso del dovere se non un istinto che ne blocca un altro? Come ricorderete abbiamo detto che per estrarre il potere dallio dei piccoli in crescita occorre tenere il tasto sul rosso pi volte al giorno, per poi farlo tornare sul bianco dopo aver pronunciato alcune semplici parole. Ecco il punto: il senso del dovere si costruisce collegando lattacco di giubilo a una prescrizione. Se vuoi che la mamma ritorni e che sia sorridente e accogliente, e serena e amorevole, e tua e non daltri, e morbida e non rigida, allora devi fare quello che dice lei, cio di solito: smettere di lagnarti, andare a dormire nel tuo lettino, farti lasciare allasilo o in custodia dai nonni, continuare a giocare da solo in cameretta tua, restare buono nel box, mangiare la verdura cotta che ho preparato per te, non disturbarmi mentre sono al telefono con Sandra, andare in quella meravigliosa colonia dove tanti bambini si preparano lo zainetto da soli e poi vanno in spiaggia a fare tanti giochi bellissimi, 35

insomma: fare esattamente il contrario di quello che faresti se io non ti costringessi con la forza. Le madri devono costringere i figli con la forza, perch altrimenti i figli non crescerebbero come vogliono le madri, ma come vogliono loro, il che non va affatto bene. E questa forza pu essere ottenuta solo con una violazione del patto mammifero: io madre smetto a tempi alterni di essere il tuo compagno inseparabile per farti precipitare nellangoscia e poi corro a raccoglierti per farti credere dessere il tuo angelo custode ma chiaro che non esiste angelo custode se prima non si d vita a un diavolo custode, sicch sarebbe ottima cosa rinunciare a entrambi cos da indurti a pi miti consigli. Sono sicura infatti che se in condizioni normali non accetteresti mai di dormire nella tua cameretta a due anni, grazie alla potente stimolazione del diavolo custode posso ottenere che tu lo faccia in qualunque momento. Vorrei subito precisare che molte prescrizioni sono di mezzo e non di fine, nel senso che non servono a raggiungere il vero fine del dovere ma a rafforzare il mezzo col quale quel fine verr raggiunto. Pretendere che un bambino si separi di notte dalla madre prima dei sei anni avendo sperimentato nei primi tre anni una serie considerevole di attacchi di panico del tutto irragionevole, poich sarebbe come chiedere al torturato di andare a schiacciare un pisolino proprio nella sala in cui fu per anni legato ai ferri! Un bambino allarmato non pu dormire da solo prima di una certa et perch non ha ancora maturato la massa corporea sufficiente a renderlo autosufficiente nella difesa, e come giusto impedirgli di andare a scuola da solo prima dei sette o otto anni perch si giudica che prima di questa et sarebbe troppo esposto a pericolo allora dovrebbe essere altrettanto giusto valutare che lo stesso vale anche per ogni altro tipo di faccenda che chiami in causa la sua autonomia. chiaro che non pu accadergli nulla di male se lo mettiamo nel lettino da solo a due anni, ma questo lo sappiamo noi e non lui. Per lui potrebbe accadere sicuramente qualcosa di male e per questo precipita nellangoscia, perch come se lo avessimo accompagnato fuori dal portone gi per strada e, consegnatagli la merendina, gli avessimo detto Va a scuola, ci vediamo per pranzo, richiudendo il portone alle nostre

spalle. Ci stupiremmo forse di trovarlo in lacrime sdraiato sul marciapiede? Certo che no, perch lui stesso avrebbe valutato dessere troppo piccolo per un compito cos grosso, e si sarebbe giustamente ripiegato su stesso, dunque perch stupirsi se lo troviamo acciambellato nel lettino, incapace di prendere sonno e preda dellansia? O se bussa al portone della nostra camera da letto, chiedendo dessere riammesso nel condominio dei bambini ancora piccoli? Molti bambini riescono a addormentarsi solo cullandosi o succhiandosi disperatamente le dita, perch il compito imposto davvero troppo gravoso e non avremmo difficolt a intenerirci vedendo un bambino di due anni che va scuola da solo, tenendo la merendina con una mano mentre con le dita dellaltra simula il succhiamento del capezzolo per abbassare lansia provocata dalla perdita precoce della madre. Prescrizioni di questo genere va a dormire da solo, ci vediamo per colazione! servono solo a creare nuova ansia, da sfruttare sotto forma di giubilo. Il vero fine, il vero dovere, non infatti dormire da solo o andare allasilo prima dei tre anni. Ma condividere. Quando sentite dire che importante che i bambini vadano allasilo anche prima dei tre anni o ci vadano a tre anni per pi di tre ore, magari per sei o sette sentirete anche aggiungere la ragione di ci: affinch imparino a socializzare. Perch il mio cane impari a socializzare con gli altri cani, devo lanciarlo dalla rupe fin nella valle l sotto, dove atterrando nel fiume giunger senza rompersi ossi, lasciarcelo una mezza giornata e poi recuperarlo con la fune che gli ho assicurato al corpo. Non credete anche voi che grazie a questo sistema, imparer in un colpo solo che il padrone lessere che a questo mondo gli vuole pi bene e che non c nulla di pi bello che godersi una mezza giornata di serenit con gli amici? Vi ringrazio per lonest: capite bene che imparer che il suo padrone un Giuda pazzo sadico che si diverte a precipitarlo nel terrore e che se appunto uno terrorizzato non ha alcuna voglia di giocare o di fare amicizia. La sola cosa cui pensa il momento in cui verr lattacco di giubilo, quando sar finalmente ricuperato dalla valle fino alla cima della ru36

pe, dove ritrover il suo Grande Amore (((Giuda-pazzo-sadico))) il numero di parentesi proporzionale al numero di traumi e serve a celare nellinconscio la verit sullorigine del panico. Perch appunto se volessimo che i nostri figli socializzassero veramente, non li separeremmo da noi e li porteremmo in una ludoteca, dove assieme a noi potrebbero avere i primi scambi sociali coi loro compagni det. E invece noi siamo assolutamente convinti che la separazione serva a favorire la socializzazione. Ma come facciamo a sapere che questa sia veramente la cosa pi giusta da fargli fare? Non voglio dire che non lo sia di sicuro, per carit. Voglio solo dire che in perfetta buona fede potrebbe sembrarci la cosa giusta solo perch quella che fu fatta fare a noi. Esiste infatti una regola secondo la quale gli atti culturali tendono a essere ritrasmessi nelle generazioni attraverso il principio dellio dar a te ci che venne dato a me. Ma non pensate ai soliti atti nobili, come la tradizione di fare il pane o di seminare i campi, o larte di operare chirurgicamente o di suonare il pianoforte. La regola del ridare vale per qualunque atto, buono o cattivo che sia. Le donne che hanno subito lamputazione dei genitali, sono per esempio straordinariamente predisposte a amputare i genitali alle figlie. Quando anche la comunit maschile le invita a smettere di farlo, sono restie a cedere: avendolo subito, intendono rifarlo, cio rifarsi. La regola, nella versione buona che vale per le cose belle, dice infatti dar a te quel che fu dato a me. Ma nella versione cattiva, che vale per le cose brutte, dice far a te quel che fu fatto a me. Per questo esistono nove probabilit su dieci che la madre di una bambina abusata abbia a propria volta subito abuso da bambina: senza accorgersene e in modo del tutto inconscio, una volta diventata adulta e madre, non ha impedito che si creassero le circostanze per le quali alla figlia accadesse disgraziatamente! proprio quel che accadde a lei. Ma per intenderci meglio, costruiamo una storia parallela e prendiamo a esempio Carla e Marcello, stabilendo che Carla la figlia di una mamma che ha letto molti libri di Alice Miller e si convinta di voler crescere la figlia senza separazioni traumatiche, mentre Marcello figlio di una psicologa che ha seguito un seminario tenuto da un noto neuro-

psichiatra, il quale ha raccomandato urbi et orbi limportanza della socializzazione precoce e del processo di separazione-individuazione in fase preedipica, e pi precisamente anale/fallica (non chiedete a me cosa significhi, dato che a quel seminario non cero). Carla ha quasi tre anni e va con la mamma nella ludoteca del parco, dove ci sono molte mamme con bimbi. Carla vede lelefantino bianco con la grande molla sotto e ci si siede immediatamente sopra per dondolarsi a destra e a sinistra. Vicino a lei un bambino di nome Marco, di sei mesi pi piccolo, viene per prenderle il posto ma Carla non cede. Lelefantino suo e non ha nessuna intenzione di lasciarlo a Marco, che infatti comincia a spingere per cercare di spodestarla. Grazie ai suoi sei mesi in pi, un po pi grossa fisicamente e rintuzza gli attacchi con facilit, col che Marco comincia a frignare fino al momento in cui la mamma di Carla, che non cresciuta in una ludoteca, spiega a Carla che il gioco di tutti e dovrebbe lasciare che ora sia Marco a dondolarsi, visto che lei lo fa gi da sei minuti. Carla per non risponde al comando, ignora sia la madre che Marco, e continua a dondolarsi beatamente costringendo la madre a insistere ancora un poco per cercare di convincerla. Le sue parole sono per perfettamente inutili e questo fa s che cominci a sudare un pochino, dato che sente gli occhi delle altre madri addosso e percepisce che sarebbe suo dovere imporre alla figlia di scendere dallelefantino. Tutti si aspettano che lei intervenga contro la figlia in favore delle regole comuni che diamine, c forse bisogno di dirlo! Ma daltra parte sente anche di non voler forzare il comportamento della figlia e quindi si trova in un bel conflitto, che appunto la fa sudare. Per fortuna Marco si distratto, andando a occupare una tigre arancione che si appena liberata e la mamma di Carla momentaneamente tratta dallimpaccio, ma ormai in lei la questione sorta: come faccio a indurre mia figlia a fare quel che giusto senza intervenire contro la sua volont? Cara mamma, la risposta facile, non puoi. Ma non ti scoraggiare, perch chi ti ha detto che sia giusto che tua figlia lasci lelefantino a Marco? Andiamo ora da Marcello, che ha tre anni e un mese e che ha una mamma che lavora da quando lui aveva un anno e che ha pianto molte 37

volte perch avrebbe voluto che la mamma restasse con lui anzich andare a lavorare e che per quanto tutti dicessero che restare con Giulia, la prima baby sitter e poi con Iolanda, la seconda (polacca), era come e meglio che restare con la mamma perch si potevano fare tanti giochi e andare al parco, e che appunto per quanto tutti gli dicessero cosa era meglio per lui, lui non ha mai smesso di credere e sentire che non lo era affatto, ecco appunto che ora Marcello, che ha finalmente tre anni, pu essere avviato allasilo comunale. Questo almeno in teoria, perch in pratica gi alla porta cominciano i problemi, dal momento che Marcello si intristisce e non di rado piange proprio. A essere precisi dovremmo dire che i problemi cominciano la sera, quando Marcello, nel suo lettino con le lenzuola piene di ochette verdi, chiede alla mamma se anche domani dovr andare allasilo, e si sente rispondere sempre la solita storia, e cio che lasilo il luogo migliore per i bambini, perch possono giocare tra di loro e stare in serenit grazie anche alla maestra Giovanna, che vuole bene a tutti. E poi i problemi continuano anche la mattina presto, quando Marcello chiede di essere esonerato dal turno, e di rinunciare a quel bene che continua a sentire come una spina nel fianco, che lo rende insicuro, sudato e ansioso. Ma la mamma irremovibile e sempre col sorriso in faccia (ma cretina? non vede che soffro? o forse proprio sadica?) continua a insistere e a vestirlo. Fatemelo dire: se almeno facessero la faccia feroce quando ce lo mettono in quel posto e ci dicessero sono proprio contento di provocare in te lansia che fu provocata in me, sarebbero pi sinceri, ma la falsit fa parte del piano e quindi andiamo avanti. Marcello visibilmente agitato, rifiuta dichiaratamente di andare allasilo e puntualmente viene portato allasilo con la puntuale precisazione che questo per il suo bene, laddove chiarissimo che sta male. Ma abbiamo anche detto che i bambini non sanno cosa bene per loro, quindi capita che scambino il bene per male, o che debbano pagare un piccolo scotto di male (quanto piccolo?) per poi avere una grande ricompensa di bene (quanto grande?) oppure avevamo detto che gli imponiamo il male solo perch fu imposto a noi e che la vera ricompensa solo postuma e consiste appunto nel rifare ci che subimmo? Qui

giunge alla fase dellinserimento, che nello stesso tempo latto col quale ci viene messo qualcosa di grosso sempre in quel posto contro la nostra volont e anche liniziazione alla Grande Valle dei Cani Educati. Lultimo straziante momento di contatto con la madre e finalmente Marcello nellIstituzione senza madre ci che favorir la sua individuazione, secondo il neuropsichiatra. normale che allinizio sia stranito e che non voglia giocare. normale che per i primi mesi chieda solo quando torner la madre. normale che pianga spesso. normale che si incattivisca e faccia dispetti per scaricare laggressivit cumulata con linserimento prima accezione. normale che si succhi il pollice o che faccia talvolta la pip senza avvertire, come normale che bisticci coi compagnucci, ma siamo appunto solo allinizio, perch a noi interessa osservare come procede leducazione di Marcello di contro a quella di Carla e per questo dobbiamo sederci e osservare che succede. Sono le undici, Marcello pi calmo, perch sono passate gi due ore da quando la mamma se ne andata e il tempo regala sempre un po di serenit, se non altro per sfinimento. Ha ancora gli occhi leggermente arrossati, perch anche oggi ha pianto, ma insomma, sappiamo che lasilo un po difficile per tutti allinizio, e quindi non drammatizziamo. Marcello ha preso un bel carro dei pompieri rosso e ci sta giocando da solo su un tavolino, quando si avvicina Luisa che senza mezzi termini cerca di prenderglielo. Luisa ha due anni e nove mesi ma molto svelta. Va allasilo da quando ha otto mesi e ha imparato perfettamente le regole del gioco: se c qualcosa che ti piace vattela a prendere, e se anche non ti piace, prendila lo stesso, perch il piacere nel togliere a qualcuno, non nellavere per te (come ti hanno insegnato i tuoi, portandoti allasilo a otto mesi e togliendoti la cosa a te pi cara, da cui la tua logica vendetta, pur spostata su innocenti). Marcello abbastanza fragile e sta per cedere piangione com! quando interviene Giovanna, la maestra che vuole bene a tutti, e spiega a Luisa che in quel momento il gioco di Marcello, visto che lo ha liberamente preso dal cestone aperto a tutti. Ma anche vero che Marcello sar sicuramente disponibile a giocare con Luisa e a dividere con lei il camion rosso dei pompieri. Marcello non prova neanche a rispondere, con gli occhi ancora legger38

mente arrossati, e lascia a Luisa il camion e allora la maestra Giovanna dice che no, che non deve darlo a Luisa e andarsene, ma deve giocare con lei, che da parte sua deve giocare con lui, visto che insieme si divertiranno di pi che stando da soli. Fermiamoci un momento. Non trovate anche voi che ci sia qualcosa che non torna? Come possiamo imporre il piacere? Se io mi mettessi in mezzo alla strada e fermassi una ragazza qualunque dicendole Aspetta! Non camminare tutta sola, aspetta un attimo e poi ne fermassi una seconda ripetendole la stessa cosa e mi congedassi dicendo loro Dovete camminare insieme perch pi piacevole passeggiare con unamica che da sole! mi guarderebbero molto ma molto storto. Non solo per averle importunate ci per cui potrei anche essere passibile di denuncia penale ma soprattutto perch si deve avere una testa veramente bacata per credere che questo sia il modo di costruire le amicizie! Ancor pi bacata se tenessimo anche conto che una delle due stata lasciata dal ragazzo due ore fa e non ha alcuna voglia di socializzare mentre laltra ha smesso di credere nellamore un anno e mezzo prima dopo una fortissima delusione che le ha indurito il cuore. Ben ferma in mezzo alla strada dove passano bambini smarriti o induriti, la maestra che vuole bene a tutti impone dunque a Marcello e Luisa di giocare assieme e se da un lato sa che questa una pia speranza, dallaltro non pu ignorare che il suo dovere di educatrice ci per cui prese il diploma di laurea, con grande orgoglio dei parenti, che vennero a ascoltarla alla tesi col vestito buono e i fiori quello di indurli alla condivisione, prima o poi. Quel che tuo mio e quel che mio tuo, una delle canzoncine che si insegnano allasilo. Va pur detto che la sera che provai a cantarla al tavolo del mio vicino, il quale aveva con s una bella biondina, mentre io ero in compagnia di unamica racchietta, non funzion ma forse avevo sbagliato contesto di scambio. Morale: se vogliamo che i bambini condividano i giochi, cio le risorse, o i territori, cio gli spazi su cui si trovano le risorse, dobbiamo forzarli, altrimenti i pi forti tenderanno a prendere tutto per s, lasciando ai

meno forti le briciole. Listinto costruito cos: Va e prendi. Quindi la cultura deve operare per contrasto: Va e dividi. Altrimenti non sarebbe possibile mettere in piedi unazione comune. Ma c un ma. Prima o poi la maestra Giovanna riuscir a indurre Marcello e Luisa a dividere il campo e le risorse li far stare seduti allo stesso tavolino, a passarsi i pennarelli con cui colorare i loro due bei fogli mentre la madre di Carla, se continuer a leggere Alice Miller e a rifiutarsi di creare gli attacchi di giubilo, non riuscir mai nellimpresa, a meno che non sia proprio la figlia Carla a voler fare quella cosa in quel momento. Perch se c un momento in cui il bambino pi pronto a cedere proprio quello nel quale riemerge dallindebolimento, o sta per esservi precipitato di nuovo. Solo grazie a questo stratagemma, allo stratagemma col quale lo si minaccia di aprire la stanza delle torture se rifiuta di fare quel che gli viene comandato, possibile educarlo, cio convincerlo con la forza che la verit dellistinto una verit sbagliata. Non detto che due ragazze non camminino assieme per strada. Ma questo accadr spontaneamente solo se loro decideranno cos. Altrimenti, se vogliamo imporglielo, dobbiamo costruire unistituzione e dire Valeria e Ilaria, camerata 18, branda a castello numero 6. Dormirete assieme e dividerete larmadietto per tutti i sedici giorni di permanenza alla colonia. Cera una volta la Grande Valle dei Cani Educati, dove ogni giorno decine di giovani animali venivano gettati dalla rupe dai loro Amati Padroni e dove trascorrevano molte ore a cospetto di un addestratore che li induceva a marciare al passo e a fare il saluto alzando la zampa, in fila per sei col resto di due, fino a quando a sera i padroni li ritiravano su con le corde per dargli la cena e metterli a letto dopo averli baciati sulla fronte. Era la valle della civilt e del senso etico, prima e unica fra le altre migliaia di valli, nelle quali cani senza scrupoli si contendevano il primato personale nella gerarchia e nel controllo delle risorse senza il rispetto dovuto per il prossimo loro. 39

Ecco, il rispetto dellaltro che va insegnato perch chiaro che se io non imparo a rispettare laltro, non posso pretendere che laltro rispetti me. questo che debbono pensare i cani, mentre precipitano allasilo di primo mattino. Se volete che un bambino impari un giorno a dire buongiorno, dovete prima fargli passare almeno un giorno nel quale sia spaventato e apprenda che per ridurre la paura debba semplicemente dire buongiorno a comando. Il rispetto sociale umano si apprende solo stracciando il rispetto che una madre deve a un figlio. Pi rispetto ancestrale si straccia, pi evolve la civilt, costruita sullevitamento della paura ingenerata dal mancato rispetto materno. Per questo i nostri figli nascono terribilmente immaturi e passano attraverso migliaia di attacchi di panico. quella la sola via che conduce alla cultura e alletica.

7. La scuola

Dallasilo alla scuola, sempre tenendo fermo il principio della condivisione. Sappiamo che luomo ha un grande amore per i suoi figli e che i figli umani adorano i propri genitori. Sappiamo per che questa non la sola virt che separa luomo dalle bestie, in quanto luomo ha anche unaltra generosa ricchezza, che il suo grande cervello nel quale, come noto, sono contenute tante buone idee. proprio dentro al nostro grande cervello che si trova la pi grande differenza tra noi e gli altri esseri viventi, perch noi sappiamo pensare e loro no, o quanto meno, non quanto noi. Ebbene ecco la ragione del nostro successo: noi possiamo creare e accumulare idee e possiamo trasmetterle ai nostri figli affinch le facciano proprie e le usino per migliorare la loro capacit di sopravvivere. Quindi, se prima dobbiamo andare allasilo per imparare a socializzare, subito dopo dobbiamo andare a scuola per imparare a conoscere ci che ci serve per diventare esseri culturali fino in fondo. Giusto no? Non detto. Entriamo in una scuola, dove troveremo venti bambini di nove anni con un grande cervello grande in proporzione a quello di ogni altro animale di pari et comparata intenti a ascoltare un maestro che spiega loro la lezione. Secondo il nostro solito modo di pensare, quei bambini hanno quel cervello per consentire a qualcuno di riempirlo con delle buone informazioni. Il maestro ha un cervello pieno di buone idee ed l davanti a loro per trasferirle in quello dei bambini. Ma le cose, se guardiamo bene, non stanno affatto cos, per tre semplici 40

ragioni. Primo: per ottenere che venti bambini stiano fermi e ascoltino il maestro, si deve praticare su di essi uno sforzo speciale e prolungato. In assenza di un condizionamento mirato a indurli a stare fermi e a ascoltare, sarebbe impossibile tenerli incollati ai banchi per costringerli a apprendere. Secondo, la maggior parte delle cose che imparano non stimola il loro interesse in altre parole, sono costretti a imparare ci che non vogliono. Terzo, molte delle cose che stimolerebbero il loro interesse non vengono mai offerte alla loro curiosit, mentre buona parte di quelle che sono costretti a imparare palesemente falsa e sbagliata. Nessun bambino va a scuola volentieri, salvo quelli che da grandi faranno gli psichiatri, o i chimici (naturalmente scherzo, ma fino a un certo punto). E allora, se non ci va volentieri, perch ci va? La domanda ci sembra un po senza senso, perch come se ci chiedessimo: perch mangia? Ma la risposta semplice, ci va perch obbligato. La scuola primaria si chiama scuola dellobbligo perch tutti sono costretti a andarci. Non una scelta personale ma un obbligo che la societ impone ai suoi membri pi piccoli. Pu sembrare curioso che lavventura culturale per eccellenza la scuola, listruzione, la bandiera dellorgoglio umano sia un obbligo, cio una coercizione. Ma questo fa parte di quelle cose che non si spiegano ai bambini e che per nessuna ragione al mondo si offrono alla curiosit del loro cervello. Se qualcuno chiedesse ai bambini: Ragazzini, domani siete liberi di scegliere se venire o no a scuola: che fate, venite? si sentirebbe rispondere da un coro entusiasta di Noooo!! E se quel qualcuno, particolarmente audace e prossimo al licenziamento chiedesse poi: E allora perch oggi siete venuti? si sentirebbe spiegare: Perch siamo obbligati da mamma e pap!. Questo dimostra che la cultura poggia sullobbligo. Il cervello sar pure grande, ma la scelta di riempirlo, che piaccia o no, non ha che fare con lintelligenza, quanto con la coercizione. Poche storie, quel cervello va riempito, dunque marsc!, filare a scuola o farete la fine di Pinocchio. Questa la verit dellomo sapiente, che prima di essere tale deve essere diligente, cio ubbidire. La cultura una forzatura, non una libera scelta. questa la prima verit che ogni filosofo dovrebbe annotare sul suo taccuino o nella sua mente, se non ha carta e matita.

Ma torneremo tra un attimo sulla funzione delleducazione e sul perch si imparino cose inutili, nonch su quello per cui le pi interessanti non vengano mai studiate o menzionate. Prima dobbiamo infatti precisare che il meccanismo attraverso il quale un genitore pu obbligare il figlio a andare a scuola, e sempre attraverso il quale pu costringerlo a stare seduto fermo per cinque ore a rispondere signors al maestro, tenendo a freno la lingua con la quale lo manderebbe certamente a quel paese, quello messo a punto col dovere e con la socializzazione forzata. Senza il pretrattamento della frittata e dellasilo, non si sarebbe potuto dar vita a un atto culturale col quale possibile indottrinare un bambino contro la sua volont. Uso volutamente la parola culturale in un senso opposto a quello con cui lo usiamo comunemente, perch di solito con la parola cultura intendiamo riferirci a qualcosa di bello, di nobile, di interessante, di vero, mentre qui lo usiamo per indicare unazione di potere, una sottomissione psichica, una sostituzione di volont, un esproprio di identit. Nessun bambino sceglierebbe liberamente di andare a scuola se prima non fosse stato costretto a scegliere liberamente di dormire da solo a un anno o di andare allasilo a due. Riflettiamo su questo: a nessun bambino dato veramente di fare quello che gli piace, che poi quello che gli comandano i suoi istinti primari. Gli invece imposto di fare quello che non gli piace, che poi quello che gli comandano mamma e pap. Ogni bambino spaccato a met: da una parte ha i suoi istinti, che lo spingono a girare liberamente il mondo attorno a casa in cerca di avventure ed esperienze, mentre dallaltra stanno coloro che lo hanno messo al mondo e che lo spingono a entrare in un grande edificio insieme a altre decine e centinaia di bambini per imparare cose che non lo interessano affatto. Naturalmente noi adulti abbiamo una spiegazione per tutto questo: il bambino non sa cosa sia bene per lui, ossia quale sia il modo pi giusto e migliore di riempire il suo cervello e dunque se lo lasciassimo fare, si perderebbe in mille distrazioni inutili. Noi sappiamo invece che ci che deve imparare scritto nei libri di scuola e dunque lo induciamo lo costringiamo a andarci. Dunque dobbiamo chiederci di nuovo: come facciamo a sapere che quello che sta scritto in quei libri sia veramente la cosa pi giusta 41

da mettergli nel cervello? Di nuovo potrebbe sembrarci la cosa giusta solo perch quella che fu messa a noi. Naturalmente non troverete queste regole scritte nei libri di scuola, perch esse possono essere fatte proprie solo da chi segue i propri istinti e comincia a girare liberamente il mondo in cerca di avventure ed esperienze, cominciando col non dare troppa retta a quel che viene propagandato attraverso le informazioni ufficiali e pi comuni. Quindi, come gi con la socializzazione, dobbiamo chiederci se se noi amiamo la cultura appresa a scuola perch rappresenta veramente un valore bello e piacevole, o se abbiamo imparato a apprezzarla solo perch ci fu imposta. Capita a molti di riscoprire degli argomenti studiati venti o trentanni prima sui banchi e di provare finalmente interesse per essi. Capita inevitabilmente poi che ci si rimproveri dicendo: ah, se solo avessi studiato anzich bighellonare col calcio e i flirt! Ma questa visione allindietro pecca di onest: allepoca della scuola, quando si era bambini o ragazzi, non si aveva uno spiccato interesse per lastronomia o per la letteratura. Si voleva solo giocare a calcio e andare appresso alle ragazze o vestire alla moda e farsi corteggiare dai ragazzi. Let dellinteresse per materie pi alte sarebbe venuta dopo, o non sarebbe venuta affatto, perch in effetti se indispensabile flirtare, si pu tranquillamente vivere ignorando le regole dellastronomia o i versi di Catullo. Sappiamo tutti che la maggior parte della popolazione dimentica presto ci che viene costretto a apprendere in dieci anni di scuola dellobbligo. E dunque perch obbligarlo a sapere, se poi dimentica tutto? Inoltre e lasciatemi essere maligno non sar che linteresse per lastronomia e la letteratura, prematuro o postumo che sia, rappresenti un derivato dellimposizione? Chi ci dice che se uno a trentanni si interessa pi della posizione degli astri e del funzionamento delle galassie piuttosto che del calcio e delle ragazze, non lo faccia perch fu costretto a fare quel che non voleva? Le forzature creano effetti a catena, e uno di questi spesso collegato alla perdita di elasticit sociale. Forse, a furia di costringerlo a fare quel che non voleva cio a impedirgli di an-

dare in cerca di avventure sociali spontanee perse interesse per le avventure sociali spontanee e si rifugi in un mondo alternativo. La domanda perci: cosa veramente si insegna a scuola, dato che quel che si spiega ai bambini e poi ai ragazzi non stimola affatto il loro interesse e viene dimenticato nella stragrande maggioranza dei casi non appena finisce lobbligo scolastico? La mia risposta che la ripetizione di nozioni inutili e non interessanti serve a sopprimere linteresse e a facilitare ladozione di punti di vista imposti e premasticati. I bambini non devono pensare con la loro testa, ma con quella di chi gli fa lezione, per questo occorre sfinirli con ripetizioni ossessive e totalmente anticulturali. Che senso ha imparare una poesia a memoria?! Una poesia dovrebbe essere usata per quello che e cio un contenuto di informazioni esistenziali prodotte da un soggetto esistenziale. Impararla a pappagallo ha lo stesso senso che servire gli aperitivi usando un quadro di Caravaggio come vassoio. Non siete convinti? E allora spostatevi in una caserma, quando alla fine della scuola il principio dello sfinire per meglio comandare verr applicato ai giovani maschi chiamati al servizio militare. Qui gli ex bambini non ancora adulti devono apprendere luso delle armi ma soprattutto perfezionare lannullamento della personalit. Se per mesi marciano e rispondono Signors, e si girano ora sul fianco destro ora su sinistro, mostrando larma e facendo il saluto, non per imparare queste cose, ma per annullare ogni residuo di velleit individuale a favore dellesecuzione a comando. Per imparare a marciare e a salutare basterebbero pochi giorni di esercizio, mentre il programma prevede che essi compiano gli stessi gesti migliaia e migliaia di volte sotto il sole e sotto la pioggia. La ripetizione non serve a imparare meglio ma a svuotare il cervello con lesecuzione coatta. Come per gli operai delle catene di montaggio, a questi giovani viene completamente rimosso il nesso tra ci che fanno e ci che sono, o che pensano. Idem a scuola, dove di nuovo vale la regola del troppo, dato che si insegnano troppe cose che poi spesso non sono nemmeno tutte, dato che non di rado i programmi non vengono neanche conclusi. I bambini prima e gli adolescenti poi sono costretti immagazzinare un numero di 42

informazioni esorbitanti, quando noto che una volta adulti ne useranno solo una minima parte per svolgere il loro mestiere, o per formarsi uno spirito critico, capace di valutare se stesso, i tempi, la societ. A meno che non si faccia lagente turistico, non ha senso conoscere a memoria le capitali di tutto il mondo. Cos come la memorizzazione di date, nomi di guerre e trattati di pace pu tornare utile solo se si fa gli storici. Sarebbe molto meglio spiegare la geografia attraverso lanalisi del modo in cui il territorio caratterizza lo stile di vita della societ una disciplina nota come ecoetologia umana. O la storia come cronaca politica. Il nozionismo annulla linteresse che invece viene stimolato dallanalisi delle dinamiche che stanno alle spalle dei fenomeni osservati. E se anche fosse assolutamente necessario conoscere lelenco di capitali e date di guerre, basterebbe dare ai ragazzi un volumetto sul quale sono riportate in ordine alfabetico o temporale. Anche la qualit delle informazioni tarata sullomologazione sociale. Ci che si insegna serve a normalizzare la realt che ha formato quellindividuo e non d informazioni sul sistema di indottrinamento. Su questo tipo di questioni nessuno pu formarsi uno spirito critico, cos come nessuno pu dare una valutazione oggettiva della societ che lo ha formato. Listruzione ideale dovrebbe consentire a un individuo di conoscere le cose importanti che lo circondano e soprattutto come divent se stesso. Listruzione effettiva invece non fa cenno ai sistemi di condizionamento impedendo a ciascuno di dire qualcosa di esatto a proposito di s. Veniamo informati sullanno di inizio e di fine della tal guerra, ma non sui motivi strutturali per cui esiste la guerra. Veniamo informati sul nome della capitale della tal nazione sperduta, ma non sulle ragioni per le quali uno sconosciuto ha il potere di imporgli di apprenderlo, n tanto meno sullo scopo conclusivo di tale imposizione. Listruzione impone di apprendere risposte a perch mai espressi e non ha informazioni da dare sui perch pi importanti. Se vi qualcosa su cui si concentrerebbe volentieri e spontaneamente linteresse di ciascuno, questa la propria persona. Le domande veramente importanti, cui poi si cercher una risposta spesso per via indiretta, sono: Perch sono cos? Chi sono veramente? Perch faccio questo, o non faccio questo?

Ma mai, n in casa n in caserma n a scuola n alluniversit (filosofia e psicologia, per esempio) troveremo formulate in modo corretto queste domande, s da poterci costruire sopra delle risposte sensate.
[Continua] Noi, gli adulti, nellinterpretare e nel trattare il bambino, non abbiamo sbagliato soltanto in qualche dettaglio delleducazione, o in qualche forma imperfetta di scuola; noi abbiamo presa una strada del tutto errata; e perci si pone ora una nuova questione sociale e morale. [] Il bambino che vive nellambiente creato dalladulto, vive in un ambiente inadatto ai bisogni della sua vita non soltanto fisica ma anche, e soprattutto, ai bisogni psichici di sviluppo e di espansione intellettuale e morale. Il bambino represso da un adulto pi forte di lui, che di lui dispone e lo costringe a adattarsi al suo ambiente, con la riflessione troppo ingenua che un giorno dovr viverci come personalit sociale. Quasi tutta lazione educativa pervasa dal concetto di provocare un adattamento diretto e perci violento, del bambino al mondo adulto: adattamento basato sopra una sottomissione indiscutibile ed una obbedienza illimitata, e che conduce alla negazione della personalit infantile. Negazione per cui il bambino diviene oggetto di giudizi ingiusti, di ingiurie, di castighi che ladulto non si permetterebbe mai con ladulto, anche se si trattasse di persona a lui sottoposta. Tale atteggiamento cos radicato che prevale anche nella famiglia verso il figlio pi amato, e si intensifica poi nella scuola, che rappresenta quasi sempre il luogo ove si compie metodicamente ladattamento diretto e prematuro alle necessit del mondo delladulto: e perci vi si trova il lavoro forzato ed una dura disciplina, che pongono il delicato germoglio umano, in cui il seme della pi pura vita spirituale, in un ambiente a lui estraneo e nocivo (Maria Montessori, op. cit., pp. 8-10)

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8. La squadra

Ci vuole pi tempo a spiegare come si d vita alla condivisione che a capire come venga usata nella societ umana. Sappiamo tutti a che serve e se qualcuno non lo ha ancora ben capito, glielo ricordiamo subito. Immaginiamo di essere dal salumiere e di vedere un bel prosciutto tagliato a met dietro le sue spalle. Tra noi e il prosciutto stanno cinque persone di qua dal banco, il banco stesso e, oltre questo, un signore grassottello e stempiato avvolto in un grembiulone bianco con qualche macchia di grasso. Le persone sono quattro donne e un uomo anziano, sui settantacinque anni, tutte di modeste dimensioni. Noi siamo invece due fratelli di diciannove anni, alti rispettivamente un metro e ottantaquattro e un metro e ottanta giusto. La strategia, se fossimo ancora scimmie, sarebbe semplicissima: saltare di l dal bancone, prendere il prosciutto e andarsene. Non servirebbe neanche alzare le mani o la voce, perch la differenza di fisico e di et parlerebbe da sola. Una variante allazione vi sarebbe se il salumiere fosse un giovane muscoloso, ma il fatto di essere due fratelli ci darebbe ancora il vantaggio e se proprio dovesse reagire malamente ma chi glielo farebbe fare di mettersi da solo contro due per un prosciutto? potremmo lo stesso tentare e semmai cercare un negozio meno difeso. Insomma, ci siamo capiti, le regole sarebbero le stesse che noi tanto deprechiamo quando leggiamo le cronache di furti e rapine. Noi li chiamiamo furti e rapine o appropriazioni indebite. In verit sono semplici manifestazioni dellistinto a prendere per s ignorando le rego44

le della socializzazione precoce appresa a scuola. Probabilmente nessuno di questi individui si individuato a dovere immagino che questo sarebbe il pensiero del neuropsichiatra ma le ragioni per cui si trasformato in un ladro non sono esattamente quelle che saremmo indotti in un primo tempo a credere, e cio che non abbiano ricevuto uneducazione. Sembrer paradossale, ma se sono diventati rapinatori e ladri proprio perch hanno ricevuto una educazione e anche perch sono costretti a vivere in una societ di individui educati. Se non fossero stati forzati, non si sarebbero rivoltati contro chi li ha forzati e non si sarebbero incattiviti. Un ladro non ruba primariamente per procurarsi qualcosa evitandosi la fatica di lavorare. Un ladro fa limmensa fatica di avere tutti contro e rischiare il carcere, ma ottiene il grandissimo vantaggio di provocare tutti gli altri, comportandosi in modo strafottente. Volevate veramente inserirmi quel coso in quel posto? Adesso vi faccio vedere io chi detta le regole! leducazione a produrre i ladri, cos come la frustrazione provocata dal cattivo addestramento a indurre alcuni cani a mordere i loro oppressivi educatori. Le scimmie non rubano alle altre scimmie, ma prendono secondo gerarchia senza venire quasi mai alle mani, se sono membri dello stesso gruppo. Anche noi naturalmente conserviamo le nostre gerarchie, e guai a occupare il posto di capotavola sottraendolo al padre o a non servire per prima la nonna, quando giunge il dolce che ha portato da casa. Solo gli uomini rubano, perch il furto la rivolta allimposizione di non poter usare la libera gerarchia nel nuovo sistema sociale della Valle delle Scimmie Educate. Dunque se volessimo trasformare il nostro esempio in un aneddoto comparabile a una vicenda del mondo animale, dovremmo rinunciare a quasi tutto quello che vi abbiamo messo dentro e levare il bancone, il negozio, il prosciutto, il signore anziano, il grembiule e i vestiti. Perch leviamo tutto questo? Ma presto detto, perch ciascuno di essi ha potuto esistere nel nostro primo esempio solo come derivato della societ comunista. Solo le scimmie comuniste posseggono unorganizzazione capace di costruire negozi e cittadine, o tessere vestiti o grembiuli. Solo

esse possono inventare, produrre e commercializzare medici e medicine capaci di tenere un uomo in vita per pi di quarantanni (mediamente) e solo le scimmie comuniste hanno saputo addomesticare il maiale, allevarlo, tagliargli una zampa, metterla sotto sale in una cantina e dopo un anno portarla con un carro o con un camion da esse costruito presso il negozio di cui prima. Quindi prendiamo un esempio molto pi semplice, dove due fratelli giungono in una piccola valle dove sta un grosso albero di albicocche sotto al quale staziona un uomo-scimmia di taglia pi piccola di loro. Le due scimmie fratelli si avvicinano, luomo-scimmia si allontana e loro mangiano le albicocche. Punto. Senza condivisione non esiste nulla di nuovo sotto il sole, perch il segreto sta nella tessitura fine, con cui si fa tutto il resto. Buongiorno Giancarlo Buongiorno ragazzi I due fratelli aspettano il loro turno, posizionandosi dietro le altre cinque persone e anzi aiutando unanziana signora a prendere il pacco dal bancone, troppo alto per lei. Venuto il loro momento chiedono: Un etto di prosciutto di montagna, se non troppo salato squisito, vedrete che vostra madre mi ringrazier Quant? Due euro e ottanta, ragazzi Grazie Giancarlo Grazie ragazzi Semplice no? Io chiedo a te e tu dai a me e io do a te che implicitamente chiedi a me. Ricapitolando, Giancarlo ha offerto ai ragazzi la possibilit di entrare nel suo negozio e di trovare un etto di prosciutto bello e pronto in cambio di due euro e ottanta. Ha anche offerto loro il buongiorno e un grazie. Da parte loro i ragazzi hanno salutato, ringraziato e dato denaro in cambio del prosciutto. Potremmo leggere decine di saggi di economia (sempre interessantissimi) per capire come funzionano lo scambio, il baratto, il contratto, ecc. Qui seguiamo un profilo molto pi basso, non solo perch chi scrive non ha particolari nozioni di econo45

mia, ma soprattutto perch vogliamo dimostrare tre semplici cose: chi ci guadagna, chi ci rimette e come si fa a stare dalla parte di chi ci guadagna. Come stato costruito il negozio di Giancarlo? Con buongiorno, grazie e mettiamoci al lavoro di una squadra di operai predisposti sin dai tempi dellasilo a collaborare tra loro e specializzatisi poi nella costruzione di edifici. Come stato preparato il prosciutto di Giancarlo? Con buongiorno, grazie e mettiamoci al lavoro di una squadra di uomini specializzati nella costruzione di recinti e porcilaie, nel trasporto di mangime o in alternativa nella coltivazione del foraggio e nella macellazione di animali adulti. Anche qui le case e i magazzini sono stati costruiti con buongiorno, grazie e mettiamoci al lavoro di una squadra di uomini preposti a quel mestiere. Insomma, ci siamo capiti ma il vero punto un altro: dove stato costruito il negozio di Giancarlo e, per farla breve: dove stato allevato il maiale venduto in forma di prosciutto a Giancarlo; dove sono stati coltivati i vegetali con cui stato nutrito; dove questo e dove quello? Su un territorio amministrato da una squadra di uomini, solo che questi uomini non lhanno ottenuto col consueto buongiorno, grazie e mettiamoci al lavoro, ma con un Attenti! Riposo! Presentat arm! Fianco sinistr! Allattacco! Signors! Chi di guardia stanotte ai monitor dellAdriatico meridionale? ecc. ecc. Se prima non costruiamo un esercito anche di poche decine di uomini armati alla bene e meglio non possiamo coltivare alcuna terra, allevare alcun maiale e costruire alcuna casa, dato che ci verrebbero immediatamente sottratti da altri uomini. Non si tratta proprio di ladri, dato che noi di solito li chiamiamo vincitori abbiamo se per questo anche gli Archi di Trionfo. Tecnicamente sono ladri, ma in realt non lo sono, perch noi siamo tutti figli dei figli dei figli di quelli che hanno rubato meglio a tutti gli altri Insomma, per farla breve: se stanno dentro la nostra societ e provano a prendere ci che non gli spetta sono ladri. Se siamo noi come societ intera a prendere a unaltra societ quello che non ci spetta, siamo vincitori.

Senza esercito nulla si pu fare, perch quella la premessa per tenere indietro gli altri uomini, che possiamo chiamare ladri esterni o, come si dice oggi, extracomunitari. Una volta fatto lesercito, si possono costruire tutte le cose che servono, sempre con la consueta tessitura fine della socialit incivilita predisposta collasilo e con la scuola, e cio lorigami di buongiorno, prego, grazie, dopo di lei, passami la vite per favore, eccoti il martello che mi avevi chiesto, serve altro? ciao buonanotte ci vediamo domani, salutami tua moglie. Una tessitura fine di socialit incivilita (S.I.) per organizzare ogni attivit utile a ottimizzare le risorse, comprese le forze di polizia e i tribunali, con cui si tengono a bada i ladri interni, che rifiutano di svolgere il compito attraverso la medesima socialit incivilita. La S.I. come i mattoncini del Lego, con cui si pu fare ogni cosa, dallorto dietro casa allastronave per Marte. Detto questo, chiaro che luomo deve primariamente ottenere che ciascuno diventi un buon mattoncino di Lego, dato che poi si potr fare con esso quel che si vuole o, come si dice in gergo, quel che giusto che faccia. Ma devono essere altrettanto chiare due cose: primo, che dove passa la S.I. ci di cui siamo tanto orgogliosi, noi uomini educati fa la stessa fine del fondale marino su cui passano le reti a strascico a maglia fine e cio non resta nulla. Secondo, che essa rappresenta il pi potente strumento di metabolizzazione mai esistito sulla terra. Che intendo dire? Mi spiego subito: la S.I. ha consentito agli uomini di acquisire un potere sul territorio e sulle risorse sconosciuto a ogni altro essere vivente esistito o esistente. E gli effetti si vedono. Le foreste si sono trasformate in case, calore da focolare e campi da arare e infatti non ci sono pi. Cos come sono spariti da mari e fiumi i pesci e dalla savana leoni, elefanti, iene e zebre a meno che non sia uno di quei pezzi diventati parco naturale. Volete sapere che cos un parco naturale? O una riserva marina? Un minuscolo fazzoletto di territorio sottratto alla rete a strascico della S.I., alla quale impedito di passare di l per tramutarle in risorse. E qui vengo al secondo punto, che riguarda la metabolizzazione e cio appunto la fine che fanno vegetali e animali tramutati in coltivazioni e allevamenti, che noi chiamiamo risorse. 46

Perch c da dire che luomo civile diventato davvero tale solo dopo linvenzione dellagricoltura e dellallevamento e io vi consiglio di leggere, se non lavete gi fatto, il bellissimo libro di Jared Diamond su Armi, acciaio e malattie, perch vi racconta in modo perfetto come luomo sia diventato tale, grazie agli ultimi tredicimila anni di storia. Anche se manca di osservare lo scopo conclusivo di questa grande avventura tecnico-culturale. Perch lo scopo conclusivo quello di aver dato vita a un super-animale che grazie a una mascella chiamata agricoltura e una mandibola chiamata allevamento, ha inventato lo strumento per raschiare ogni forma di vita dal fondo del mare e dalla superficie terrestre o se preferite di trasformarla temporaneamente in risorsa per moltiplicare se stesso sino al momento in cui il numero dei consumatori superer drammaticamente la quantit di prodotto e vi sar il big crash conclusivo. Ecco, fatemelo dire, anche se lavrete gi intuito dopo aver letto la dedica: io non riesco a sentirmi onorato di far parte di questa nostra societ incivilita, perch la vedo come il logico tumore della vita normale e se tutti gli animali bene o male si procurano il pasto secondo la consueta regola del fai da te, io qui vedo lindustria applicata alla metabolizzazione. Vedo cio una sproporzione commisurata tra le parti in causa e vedo il trionfo della vita intesa nel suo aspetto peggiore di commutatrice di altre vite in parti di se stessa. Il succo della vita infatti che unentit vivente ne trasforma altre in copie di se stessa, catturandole, mettendole a morte, maciullandole e ritrasformandole in parti del suo corpo e figli. Ecco, vedere che questo negli ultimi tredicimila anni ha assunto un ritmo irrefrenabile ed diventato il traino della storia e delleconomia mi riempie di angoscia, dato che la storia la storia di gruppi di uomini che si battono per il primato sulleconomia e leconomia il modo in cui gestiscono le risorse decidendo chi ci guadagna e chi ci rimette. A rimetterci sono tutti quegli uomini che non appartengono ai gruppi che ci guadagnano e questo pu essere gi un dato deprimente. Ma per me ancor pi deprimente pensare che ci rimettono tutte le piante e tutti gli animali destinati a essere una riserva temporanea di grassi e proteine pronta per essere

consumata di l a breve. Quando percorrendo una strada di campagna vedo maiali, mucche, vitelli e agnelli, non posso fare a meno di vedere quando saranno caricati sul grande camion con le sbarre (costruito con buongiorno, grazie e mettiamoci al lavoro) e recati attraverso lautostrada (costruita con buongiorno, grazie e mettiamoci al lavoro) fino al macello, dove vengono fatti scendere legati, accompagnati sotto a una pistola spara chiodi o a una lunga lama, con cui una squadra di mammiferi specializzata nelluccisione scientifica di altri mammiferi prepara il suo futuro. Ma come si fa a non vedere! Io sparo a mio fratello e poi me lo mangio e rutto e dico che bella vita, qui sotto al sole, peccato non avere compagnia, in questo universo cos vuoto. Ecco, non so proprio che farmene di questo buongiorno, grazie e mettiamoci al lavoro, se il lavoro consiste nellammazzare agnelli per far ingrassare la suora che picchia i bambini, s da incattivirli e farli diventare maltrattatori di cani, o stupratori di figli, tutti membri della S.I., perch non sar sfuggito anche a voi che i pedofili o i maltrattatori di cani o di bambini non ce lhanno certo scritto in faccia che sono pedofili e maltrattatori, ma sono ovunque tra noi, dato che in effetti siamo noi, e se anche voi non siete pedofili, siete bambini che sono stati maltrattati e che con lavallo della neuropsichiatria maltrattate i vostri, grazie alla qual cosa li educate allarte della S.I. Beh, perdonatemi, ma in fondo uno scrive proprio per dire quel che sente, anche se sappiamo che quel che si sente non va mai detto, ci mancherebbe altro, dunque torniamo alla scimmia comunista e alle sue applicazioni, negli ultimi tredicimila anni. Quello che volevo dire che noi possiamo ammirare la squadra umana in azione, ma non dobbiamo dimenticare in cosa consiste questazione, che appunto il modo in cui la squadra trasforma le foreste in condomini e gli animali in prodotti da servire per pranzo, nel condominio senza pi alberi. Il quarto comandamento, cos inviso a Alice Miller, la premessa per ottenere mascella e mandibola. Tutte le madri animali onorano i figli, solo luomo onora il padre e la madre come conseguenza del fatto che 47

ne subisce linsulto affettivo dobbiamo considerare questo tipo di onore come una forma di amore catulliano e che da questo origina la S.I., con cui si riscritta la storia degli ultimi tredicimila anni. A ciascuno di valutare se limpresa sia valsa la spesa, dato che una Gomorra simile a quella di Roberto Saviano, cui dobbiamo il massimo rispetto per averci aperto gli occhi su come funziona una societ molto orgogliosa di se stessa e in cui lonore per il padre e la madre persino maggiore che presso la nostra. Un orgoglio a tal punto pronunciato da indurli a manifestare i propri valori andando a fischiare i poliziotti e a applaudire i boss, quando vengono catturati e condotti in caserma dopo ventanni di latitanza. Se foste una mucca in un recinto, vi importerebbe sapere se il vostro padrone un simpatico macellaio della societ incivilita o un losco figuro che rifornisce per connivenza i boss mafiosi oppure un inglese, o un cinese, o un americano o un russo? No che non vi importerebbe, perch per quanto quegli uomini abbiano sistemi di societ comunista diversi tra loro, sono tutti uguali per ci che riguarda il vostro destino. Voi siete loro propriet, perch sono stati loro, grazie alla loro cultura di ex bambini spaventati aggregati in comunit organizzate, a costruire le leggi con cui dettano la vita (loro) e la morte (vostra). Voi siete semplicemente tra quelli che non ci guadagnano, perch non hanno appreso larte della S.I. e non hanno imparato n a fischiare i gruppi avversari n a applaudire i loro beniamini. Quindi, se volete sapere come si sta dalla parte di chi ci guadagna, non avete che da osservare tre regole. Primo, dovete nascere uomini e non animali. Secondo, dovete nascere uomini di un gruppo che domina sugli altri gruppi umani. Terzo, dovete rispondere signors quando vi impongono di dire buongiorno, grazie e mettiamoci al lavoro. Dopodich avrete la storia e leconomia dalla vostra parte, ma non chiedete a me cosa ve ne farete, se dopo cena guardando le stelle e limmenso vuoto sopra la vostra testa proverete un senso di inadeguatezza e smarrimento.

9. La vita

Forse La vita un titolo troppo impegnativo, o generico, per un capitolo cos breve, ma devo purtroppo finire il discorso che ho cominciato parlando del dovere e se anche la mia specializzazione nella squadra non parlare del fine del dovere, ma del modo in cui sia possibile riparare i danni che conseguono alla sua imposizione nel corso dellinfanzia, possiamo qui fare una breve eccezione, perch in fondo le domande che ci poniamo sul senso della vita derivano, pur se inconsciamente, dalla traumatizzazione che riceviamo nel corso dei primi tre anni. Partiamo perci da una domanda che sentiamo spesso porre: un essere vivente felice di vivere, oppure al contrario angosciato e scontento? Questo approccio scontato al senso della vita sbagliato, perch felicit e angoscia sono solo due pezzi dellintero congegno che muove lingranaggio della vita e non riguardano tutti i pezzi della vita, cui dovrebbero riferirsi la domanda e la risposta sul consuntivo della vita. La felicit il contrario dellangoscia, e solo chi sperimenta per centinaia o migliaia di volte langoscia e per conseguenza la felicit di non essere pi angosciato, ossia lo stato di giubilo comincia a classificare la vita in base a questi due parametri. Solo gli uomini sono angosciati e felici e hanno per ci una stretta confidenza con questi due sentimenti legati e opposti. Gli animali hanno una linea di andamento dellumore molto pi rilassata e possono sperimentare langoscia e la felicit solo in poche occasioni del tutto diverse da quelle umane (ricorderete il discor48

so su un filo con due capi). Gli animali possono essere eccitati o spaventati, ma non raggiungono gli apici umani, perch la loro infanzia non stata trasformata in un laboratorio per la costruzione della socialit incivilita (S.I.). Un essere vivente ha un premio motivazionale collegato alle quattro attivit principali che deve svolgere e che sono nutrirsi, accoppiarsi, crescere la prole (valido solo per uccelli e mammiferi) e sfuggire ai predatori. Ci sono anche premi pi minuti collegati a azioni pi minute, ma questo non un saggio sulla meccanica della vita biologica, dunque possiamo essere sintetici. Quali sono questi premi? Beh presto detto: piacere nel nutrirsi, piacere nellaccoppiarsi (ma non pensate alle gioie del sesso umano, che sono un capitolo a parte), affetto nel crescere la prole, paura nello sfuggire i predatori. Il premio, nellultimo caso, capovolto, nel senso che lo si guadagna sfuggendo alla paura, cio al predatore. Nei primi tre casi il premio Fai e sarai contento, nellultimo Fai e smetterai di avere paura, cio di provare quel dolore psicologico tipicamente connesso con limminenza della morte. I tre premi sono collegati con la metabolizzazione del prossimo o la sua trasformazione in figli di colui che lo ha metabolizzato, il premio capovolto, cio la punizione dalla quale si deve sfuggire, collegato con la fuga dalla metabolizzazione altrui. Facciamo adesso un salto e andiamo in campagna, a casa mia. Ho un bellettaro di terreno recintato, oltre a diversi ettari di bosco e ogni tanto penso che potrei anche metterci delle galline o perch no? un asino o una capra. Poi subito penso che se voglio mettere un asino o una capra ne devo mettere almeno due, perch senn soffrirebbero la solitudine e che comunque impensabile mettere delle galline perch finirei collessere in allarme nei giorni in cui non sono l con loro a controllare che non gli accada nulla di male. Inoltre dovrei portarle dal veterinario se si ammalano e infine per nessuna ragione al mondo potrei torcergli il collo per mangiarmele a pranzo. Posso andare al supermercato a comprare il pollo nel cofanetto di cellophane, ma non posso uccidere io stesso una gallina, perch mi sentirei come un padre che uccide i propri figli.

Facciamo un salto indietro, di quindicimila anni. Eravamo una societ di cacciatori-raccoglitori e sapevamo catturare la selvaggina con trappole e frecce. Poi siamo diventati una societ di allevatori-coltivatori, poi di artigiani produttori di breve respiro, quindi di industriali distributoriconsumatori di grande respiro, e infine una societ di servizi a interconnessione planetaria. La maggior parte degli oggetti che stanno in casa mia prodotta a oltre diecimila chilometri di distanza con materie prime che hanno fatto altrettanta strada prima di giungere ai luoghi di produzione o assemblaggio. Il nostro sistema di produzione delle risorse pu sembrare bizzarro, visto che prima cera lorto dietro casa, la gallina nellaia e il maglione veniva fatto con la lana della pecora del campo. Ora possiamo mangiare verdure coltivate nella nazione di un altro continente, pesci che sono stati pescati nelloceano Pacifico e indossare capi tessuti con lane di pecore neozelandesi. Tutto meraviglioso, se non fosse che questo richiede una S.I. globale, in cui tutti sono al servizio di tutti e il comunismo degli intenti ricorderete che comunismo vuol dire produzione e consumo comuni diventato una coperta che avvolge tutto il mondo, Antartide compreso. Ma torniamo a casa mia. Dunque io ho il golf neozelandese, i datteri algerini e il totano del Pacifico e sono a tutti gli effetti un membro della classe umana egemone, in quanto sono nato in un paese europeo da una famiglia benestante, ho potuto studiare e laurearmi, avviare una libera professione, comprarmi persino una casa in campagna per i fine settimana. In due parole, chi meglio di me? E allora perch non riesco a fare come il cacciatore-raccoglitore? O pi semplicemente come il contadino con cui confino? Perch non posso prendere una gallina per il collo o tenere un asino per un anno salvo poi rivenderlo? In altri termini, per quale ragione io mi affeziono a questi animali, s da stravolgere il mio mandato a vivere secondo i tre premi e la punizione di cui sopra? Questa indubbiamente unanomalia e io non ho alcuna difficolt a riconoscere che sono particolarmente romantico, quando si parla di animali. Anzi, andr oltre e dir che sono addirittura fanatico e sono al49

meno quarantotto anni che vengo malgiudicato perch amo pi gli animali degli uomini. Chiedo scusa maestra, non lho fatto apposta, non colpa mia, mi viene spontaneo, che posso farci? Inoltre e cos la diciamo tutta vorrei sapere perch vivo nellincubo che a questi animali possa accadere qualcosa di male, s da costringermi a fare il controllore e il protettore di ciascuno di essi. Conosco la risposta: perch io sono la loro madre e loro sono continuamente esposti a rischio di morte per predazione. Volete sapere se sono felice di vivere? Potete rispondere voi stessi, immaginando quale possa essere lo stato danimo di una mucca che vede il suo vitello tra le fauci di cinque cani selvatici. Ecco il punto, io sono una scimmia comunista di straordinario successo non intendo di successo personale, ma di successo biologico rispetto ai miei competitori umani e animali e infatti sono vivo e non rischio di morire, ho di che nutrire me e i miei tre figli, apprezzo le gioie del sesso, bevo e fumo e leggo e ascolto la musica ma non conduco una vita ispirata ai tre comandamenti pi uno. Nella mia logica non esiste il piacere di nutrirmi, di accoppiarmi, di crescere i figli pi levitamento della paura di non morire. La mia logica comandata dal terrore che agli animali accada qualcosa di irreparabile adesso, per mano di qualche malintenzionato, e questo sentimento dominante assorbe tutti i piaceri che possono giungermi dal mangiare i cibi pi deliziosi (cosa che faccio appena posso) o dal bere i vini pi buoni, o dal fumare le sigarette che amo, o dal visitare i luoghi che mi rilassano o mi emozionano, o da questo o da quello. La mia fabbrica del piacere immette ogni giorno la sua quantit di prodotto nella linea di consumo del mio umore, ed un prodotto di eccellente qualit, ma il bilancio conclusivo sempre in passivo, visto che ho una perdita gigantesca in quota al comandamento Fai e smetterai di avere paura. Quindi, per capire che cosa successo, dobbiamo chiederci come sia stato possibile che il mio apparato per la metabolizzazione del prossimo si sia disregolato sino a questo punto Il che come chiederci come sia stato possibile che una macchina costruita per avere cinque marce avanti e una indietro, proceda in autostrada alla massima ve-

locit possibile cio circa venti allora a marcia indietro, visto che le cinque in avanti sono diventate inservibili. (Chiedere al conducente se abbia fatto buon viaggio, dopo cinquecento chilometri di strada, sarebbe prenderlo per i fondelli, visto che deve guidare col collo rigirato allindietro consumando un monte di benzina) Suppongo che abbiate gi trovato la risposta. I postumi della traumatizzazione hanno lasciato il segno. I sentimenti che noi proviamo non sono i sentimenti che proviamo ora, ma quelli che si sono impressi nel nostro cervello sottocorticale (lamigdala, il setto, lippocampo, il cingolo ecc. di cui abbiamo parlato nel secondo capitolo) e anche il senso che noi possiamo attribuire alla vita ora, dipende dal senso che gli abbiamo dato allora. Nella maggior parte dei casi la traumatizzazione viene assorbita in modo regolare, anche grazie a dei sistemi di compensazione messi a punto per drenare langoscia, ma in altri determina difetti di fabbricazione. Sono io lanimale minacciato dai malintenzionati e sempre io sono la madre di quellanimale che combatte i malintenzionati. A oggi ce lho fatta a non farmi sconfiggere, ma appunto guidare per quarantotto anni come un pazzo a marcia indietro per scacciare i malintenzionati non proprio un privilegio. Sono io quellanimale perch io proietto ci che mi accadde nel mondo presente scegliendo nuovi attori per i vecchi ruoli. Potreste chiedere perch abbia scelto un animale e non un essere umano, come un bambino maltrattato o una donna sottomessa. Premesso che provo forte compassione per i bambini maltrattati o le donne sottomesse, devo dire che lidentificazione con lanimale deriva dal fatto che 1) non sono uomini e 2) appartengono alla classe pi discriminata di tutte. Bene o male anche il bambino o la donna sottomessa fanno parte della grande societ comunista e bene o male nessuno li tiene in gabbia per mangiarli a sera, e siccome non v dubbio che io abbia ricevuto la traumatizzazione da membri della societ comunista membri vestiti in modo molto civile, che parlavano tra loro in modo civile, e che col loro buongiorno, grazie, mettiamoci al lavoro mi hanno condotto al macello della cameretta o dellasilo non posso pi solidarizzare con loro. Voglio precisare che nessuno di questi membri mia madre, mio padre, i miei nonni o 50

stato un membro particolarmente efferato o ha agito con delittuosit penale nei miei confronti. Al contrario, la loro educazione stata esemplare, tanto che anchio posso dire buongiorno, grazie, mettiamoci al lavoro in modo egregio, cos come posso condurre una brillante conversazione stando educatamente a tavola con commensali da intrattenere. Ma il punto che di questo non so che farmene, come non so che farmene di tutti i soldi che posso guadagnare svolgendo una libera professione alla quale ho potuto avere accesso proprio in virt delleducazione che mi stata impartita, la quale ha goduto del privilegio di farmi avere genitori benestanti che mi hanno mantenuto agli studi fino alla soglia dei trentanni. Il bilancio sul senso della vita non mi deriva da ci che possiedo o che faccio, ma da ci che sento e siccome ci che possiedo e che faccio un derivato di come fui trattato per ottenere che diventassi efficiente e produttivo, ho il sospetto che limpresa non sia valsa la spesa. Ossia che il costo per la fabbricazione del prodotto abbia superato il profitto ottenuto con la vendita del prodotto stesso. Se vogliamo entrare brevemente nei dettagli, possiamo spiegare cosa successo tenendo conto che un mammifero in crescita ha in s il programma tipico del piccolo da accudire quello che lo guida secondo le regole dellinterruttore bianco e rosso di cui abbiamo parlato in precedenza ma ha anche in s, seppure in nuce, il programma che dovr adottare da adulto quando diventer a sua volta genitore. Dunque quel che accaduto molto semplice ed che ogni volta che venivo esposto a pericolo vedevo attivato in me sia il programma per la ricerca di aiuto presso la mamma, che quello di mamma in nuce chiamata a aiutare il piccolo in pericolo. Io ero il piccolo in pericolo che cerca la mamma, ma anche la mamma chiamata a soccorrere il piccolo in pericolo (una mamma diversa da quella vera, ma del tutto impotente visto che era in nuce nel corpo di un piccolo). Naturalmente ero pi piccolo che mamma, dato che ero veramente piccolo, ma siccome ero anche mamma il risultato stato di produrre un piccolo in pericolo pi una mamma che cerca in tutti i modi di salvare il piccolo in pericolo.

Dir di pi. Proprio lestremizzazione del piccolo in pericolo ha estremizzato la mamma che cerca di salvare il piccolo in pericolo, perch una volta stabilito che ero veramente in pericolo, ho incorporato in me per sempre lo stimolo che cera un piccolo in pericolo, il quale ha fatto da innesco permanente alla mamma che deve salvare il piccolo in pericolo. Se volete sapere se oggi sono pi piccolo o pi mamma, posso rispondere dicendo che sono ovviamente entrambe le cose, e che in effetti quando percepisco che gli animali sono in pericolo e che dunque devo immediatamente correre a difenderli sto semplicemente continuando a esperire i due pezzi del meccanismo contemporaneamente. Esperisco il piccolo in pericolo, proiettato sugli animali, ed esperisco la mamma che corre a salvarli guidando a marcia indietro come una pazza. Ecco, diciamo che un tuttuno, anche se chiaramente formato da due pezzi distinti. Sono una scimmia comunista di grande successo biologico, che per guida a marcia indietro come una pazza e che deve il suo successo personale intraominideo quello riconosciuto allinterno della societ comunista di cui sono obbligatoriamente parte proprio alla virt di pilota retromarciante. Perch in effetti io ho avuto tutto il mio risultato professionale ed economico personale grazie alle mie capacit come psicoterapeuta, cio di soggetto esperto in difetti di fabbricazione. Torniamo per un attimo a casa mia, in campagna. Quando vedo uno dei miei gatti catturare un topo e portarlo in casa, magari proprio sotto il letto dove sto dormendo, e lo sento annunciare la cattura con miagolii ripetuti e caratteristici, la mia prima reazione quasi la stessa di quella che hanno i suoi fratelli e sorelle, e cio di attendere che lo depositi in terra per cercare di prenderne possesso. Se dico quasi perch al contrario di loro io non attendo che lo depositi in terra ma glielo tolgo subito dalla bocca premendone gli angoli affinch molli la presa e soprattutto non lo prendo per continuare a giocarci e poi mangiarlo, magari solo in parte, dato che i gatti adorano la testa pi che il tronco, ma per liberarlo. Vedete allora come la faccenda possa complicarsi in un attimo e divenire addirittura pirandelliana: basta un attimo perch io smetta di essere uno dei miei gatti identificazione che mi accompagna da de51

cenni perch allimprovviso, nel cuore della notte e a causa di ci che hanno fatto gli attori delle mie stesse proiezioni, io divenga topo. Meravigliosa virt! Posso spostare i personaggi a mio piacimento ed sufficiente che il mio gatto si ricordi di essere un gatto catturando un topo, per far s che io non veda pi in lui una potenziale vittima della malvagit umana, o della sua tendenza a girovagare sino a allontanarsi troppo e ficcarsi nei guai, quanto un efferato carnefice. E se anche non ho particolare simpatia per i topi, questo non mi impedisce di avere la solita reazione della mucca-col-vitello-e-i-cinque-cani-selvatici, quando vedo il loro occhietto scuro dilatato dal terrore e le zampette pendere dalla bocca del me-stesso-gatto. Loperazione salva-topo ha successo in un numero relativo di casi, dato che i lunghi canini dei gatti ne perforano quasi sempre irrimediabilmente gli organi, ma talvolta posso provare la gioia di veder scomparire la povera vittima tra le alte erbe che stanno oltre il recinto, cos come talvolta mi capita di salvare un uccello, o un ramarro, o una lucertola, o un leprotto, o un serpente a meno che non sia una vipera, nel qual caso il copione cambia e la allontano immediatamente dai gatti per ucciderla io stesso. Ecco dunque i termini in questione: 1) io non sono pi me stesso ma vivo di identificazioni; 2) la trama di queste identificazioni sempre la stessa e cio la strenua difesa dalla morte, che colpisce dei poveri innocenti; 3) le identificazioni possono spostarsi di qua e di l attribuendo a un soggetto valori persino opposti, dipingendolo prima come vittima e poi come carnefice; 4) al contrario di quanto avviene agli oggetti delle mie identificazioni, io non sono pi integrato nel ruolo che dovrei svolgere secondo la programmazione istintuale, ma sono sempre in allarme: se li vedo come vittime, sono in allarme per il male che qualcuno potrebbe far loro; se li vedo come carnefici, sono in allarme per il male che potrebbero fare a qualcuno. Sospeso nel crocevia della morte che coglie la sua preda, sono costretto a rivivere la scena migliaia e migliaia di volte, come accade a chi abbia subito un sequestro o uno stupro, e si sveglia di notte preda dellossessione percettiva da cui non riesce pi a liberarsi.

Se penso a come dovrebbe essere la vita di un essere normale, colgo la distanza dal modo in cui si svolge la mia. Io penso che nessun animale viva di identificazioni, ma trascorra la sua vita in presa diretta con gli eventi che lo coinvolgono. Io no. Io ho subito limprimitura degli eventi originari secondo un copione che mi vedeva esposto a grave rischio e mi sono fissato in questa scena. Da allora la proietto negli eventi che mi circondano coi quali non ho un rapporto di presa diretta, ma sempre mediato dalla scena originaria. La mia realt attuale una copia della realt originaria, corredata sempre degli stessi accenti drammatici e rivissuta attraverso lattribuzione a soggetti terzi dei ruoli del passato. Nel passato due dei tre ruoli erano dentro di me miei erano sia il terrore della piccola vittima in pericolo che lazione di riscossa della madre del piccolo in pericolo e rappresentavano la risposta al terzo ruolo, della minaccia che mi veniva indotta o per via reale un volto di torva condanna e disapprovazione, uno schiaffo o attraverso la sottrazione degli stimoli affettivi. Questa trama si impossessata per sempre di me e continuamente si appropria della realt in cui vivo, trasformandola nel capitolo odierno di una storia sempre uguale iniziata quarantotto anni fa. Io non ho mai vissuto e mai vivr secondo i quattro comandamenti animali mangia, accoppiati, cura la prole, fuggi la morte ma sempre secondo lunico comandamento che la mia storia originaria ha scolpito nel mio sistema nervoso: Attento! Non vedi che stanno per uccidere quel povero innocente! Corri, uccidili per primo! Naturalmente sarei parziale se mi limitassi a riferire questo. Io godo anche di unimmensa virt, che quella di amare gli animali, quando percepisco che non sono in pericolo. Questo avviene in particolare coi miei nove gatti una madre, uno zio e i sette figli di quella madre, due maschi e cinque femmine, nati in camera mia e li amo di un amore meraviglioso, come solo lamore pu essere. Ma proprio perch parliamo damore, dovremmo essere pi precisi e chiederci di quale amore io ami i miei gatti, sapendo che a questo mondo, nella normalit dei quattro comandamenti, esistono tre tipi di amore che sono lamore di un picco52

lo per la madre, lamore di una madre per il piccolo, lamore che unisce due adulti, di solito fratelli o cugini. Che domande! Nel mio solito stile pirandelliano li amo di tutti e tre gli amori, poich essi sono chiaramente i miei piccoli figli che curo e nutro e coccolo con amore materno; da essi mi aspetto lamore di una madre che mi coccoli e mi vezzeggi e mi consoli; e infine sono anche miei fratelli, dato che sono cresciuti con me e assieme condividiamo quasi tutti i giorni della nostra vita di adulti. Il modo in cui loro mi amano non assolutamente lo stesso nel quale io amo loro, perch per loro io sono unappendice allamore che unisce due o pi adulti cresciuti assieme, ma che importa? Che importa se loro procedono in avanti in terza marcia mentre io li affianco correndo a marcia indietro? Che importa se una scimmia sdilinquisce accanto a un felino miniaturizzato? Che importa se abbiamo mischiato i pezzi in un collage grottesco che somiglia a uno di quei pupazzi fatti dai paranoici che hanno le braccia al posto delle gambe, le gambe al posto delle braccia e nei buchi degli occhi un chiodo e un fiore? Quel che importa lo sappiamo tutti essere uniti nellamore, Da ultimo. Non dovete pensare che lamore che unisce due adulti sia quello che solitamente chiamiamo amore, perch la regola della disarticolazione dei pezzi non riguarda solo me che pure rappresento un caso particolarmente drammatico. Lamore che noi chiamiamo amore la patologica riproposizione della ricerca di una madre nel marito, o nella moglie, secondo il consueto schema della scena originaria che si ripete nel presente. Ma non di questo che voglio parlare adesso, dato che pi avanti gli dedicheremo un intero capitolo. Quello che voglio chiedervi adesso : perch non possiamo sopportare di vedere scene di morte? Perch nei filmati non si mostra mai il momento in cui il leone cattura lantilope, o quelli in cui il soldato uccide il nemico? Perch noi non sopportiamo di vedere la vittima di un carnefice. Noi, che pure sopprimiamo settimanalmente tre miliardi di animali conservati nei recinti, e che facciamo guerre spietate con milioni di morti, non tolleriamo di vedere un contadino che tira il collo alla sua gallina.

Lanimale che ha elevato la carneficina a sistema industriale, anche quello che ha sviluppato una morbosa sensibilit alla scena di morte. Curioso sistema di vivere, che deve aver creato anche a un bizzarro senso della vita, non credete?

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10. La rabbia

Dal fine della vita, torniamo al mezzo con cui viene costruita. Negli ultimi cinque milioni di anni, la nostra specie si specializzata nel far nascere bambini sempre pi immaturi e per conseguenza sempre pi bisognosi di appoggiarsi alla madre per essere sostenuti nella sopravvivenza. Ma ha parallelamente allentato le maniglie cui i nuovi nati potevano aggrapparsi per non precipitare nel panico. Il primo scopo di questa curiosa combinazione di effetti generare la dipendenza per favorire la sostituzione del comando: ai bambini pressoch preclusa ogni forma di autonomia, essendo costretti a ricorrere continuamente al soccorso materno per essere salvati dallangoscia provocata dallomissione materna. Grazie agli attacchi di panico, possono essere condizionati a agire secondo prescrizione e guadagnare lattacco di giubilo: Mi sono comportato come volevi mamma, adesso mi dai la ricompensa? E la mamma smette di avere la sua maschera di condanna. Ma avere bambini e poi adulti comandabili non ha molto senso, se manca un secondo ingrediente. Lo scopo primario del gruppo organizzato non sistematizzare la caccia e la raccolta, o lallevamento e lagricoltura, o la pulizia delle strade o la manutenzione dei lampioni. Lo scopo primario controllare i territori su cui organizzare la caccia e la raccolta, o lallevamento e la manutenzione dei lampioni. In due parole, avere pi forza dei gruppi umani rivali. Il mondo costruito in modo molto semplice: ciascuno cerca di trasformare laltro in se stesso e copie di se stesso. Se si dalla parte di 54

chi vince, si prova il piacere di nutrirsi oltre che di cacciare. Se si dalla parte di chi perde, si prova angoscia di morte e poi pi nulla. Questa rincorsa alla metabolizzazione altrui non per diversa dalla corsa ai saldi nel primo giorno di sconti, dato che alla merce non sono interessati solo due o tre sparuti clienti, ma tutti coloro che hanno la possibilit di impossessarsene. Questo per dire che ogni preda ha diversi predatori concorrenti e che costoro corrono in direzione della sua vita con la stessa frenesia competitiva con cui le signore corrono verso il reparto del grande magazzino in cui presente lo sconto pi alto. Nel caso delluomo, i principali concorrenti sono stati di volta in volta i leopardi, gli orsi, i lupi, i cani selvatici, ossia tutti quegli animali che oltre a poter cacciare e mangiare luomo, potevano cacciare e mangiare le stesse prede di grossa dimensione di cui si nutriva luomo. In aggiunta a essi, si sono avuti competitori pi minuti come le donnole, le volpi, i serpenti, le faine, che miravano al reparto della fauna di piccola taglia e che procuravano un fastidio di tipo diverso. Ma insomma, poco conta, dato che grandi o piccoli che fossero, luomo li ha sterminati tutti, perch non bello correre al cesto dei saldi Tutto a 9,99! assieme a altre trenta persone che ansimano e sgomitano. Meglio abbatterle a raffiche di mitra fuori dal negozio per poi avvicinarsi al cestone in tutta tranquillit, avendo il monopolio della merce da far propria. Ma c un ma, perch la vita pu essere davvero diabolica e trasformare in un attimo un successo in una tragedia. La regola dice infatti che solo il pi potente di tutti parafrasando Herbert Spencer potremmo chiamarla la selezione del pi farabutto avr successo su ognuno dei competitori, e potr liberamente trasformare ogni forma di vita in se stesso e copie di se stesso, che appunto quello che successo alluomo. Il ma sta dunque nel fatto che non appena si avuto il successo di liberarsi dei competitori di altre specie, si comincia a competere con le copie adulte di se stessi, prodotte da altri uomini negli ambienti limitrofi. In due parole, a mano a mano che luomo si liberava dei competitori animali e faceva sempre pi figli capaci di abbattere animali, cominciava a riempire il mondo di uomini in potenziale contesa tra loro. Se in questo libro presente un capitolo che si chiama La guerra e

non uno che si chiama La caccia per questa ovvia ragione: che per poter andare a caccia bisogna prima vincere la guerra, dunque inutile concentrarsi su cosa faceva Re Carlo negli sterminati boschi attorno al suo castello quando si rilassava andando a caccia di cervi e cinghiali, perch dobbiamo preliminarmente capire come potesse conservare quei boschi e quel castello, unitamente a una regione di milioni di ettari, sgombri di uomini non sottomessi al suo comando. Ripartiamo dunque da principio e osserviamo cosa accade a un bambino quando sottoposto a un attacco di panico. Da un lato riceve il comando di correre presso la madre, perch scritto nei suoi istinti che un piccolo deve delegare la difesa alladulto cui affettivamente legato. Ma dallaltro riceve un diverso tipo di comando che quello di battersi per far fronte in prima persona alla minaccia che lo ha investito. Non vi sar sfuggito che i bambini, oltre a disperarsi, si arrabbiano, scagliandosi con fierezza contro di voi quando cercate di imporgli qualcosa che non gradiscono. Nei primi dieci-dodici mesi di vita questa reazione non chiaramente visibile, perch la sua immaturit gli impedisce di agire nellambiente secondo i parametri del piccolo ometto. Ma gi dopo il primo anno, proprio appena comincia a camminare e muoversi in autonomia, capace di scalciare, colpire coi pugnetti, urlare, scagliare oggetti, fare il volto feroce (ma non ridetegli mai in faccia), ecc. ecc. Insomma, un bulletto in miniatura che agisce in modo scomposto e inurbano in quanto non stato ancora educato. Il bambino si arrabbia e attacca perch riconosce che dallambiente provenuta una minaccia e dunque risponde adottando la normalissima regola di difendersi da ci che pu nuocere. Come tutti noi siamo tentati di trattenere la borsa o la valigia se qualcuno cerca di strapparcela per rubarla, e se possiamo colpiamo con spintoni e schiaffi il ladruncolo sullautobus, cos il bambino prende a calci e pugni il nemico che attenta alla sua vita. Nella realt della savana, ove questo comportamento ebbe a formarsi, colpire con calcetti e pugnetti di bambino non poteva certo dissuadere un leopardo dal portarci via e mangiarci in santa pace sul suo albero preferito. Poteva per servire a ritardare la sua operazione di cattura, o a 55

farci cascare dalla sua bocca, se era ancora giovane e inesperto, s da dare ai parenti il tempo di giungere urlando e agitando i bastoni nellaria. Detto in due parole: se sei stato catturato, non rimanere immobile come un imbecille nella bocca di chi ti ha preso, ma fai il diavolo a quattro: questo ti dar qualche chance di rinviare il tuo appuntamento con la morte. Tutte le prede possiedono questa risposta dattacco ai predatori, che si chiama reazione critica, e che ha in s qualcosa di commovente e di diabolico, perch se anche noi crediamo alla favola di Davide e Golia, provate nella realt a pensarvi veramente a tu per tu con un leone. Non credo che vi verrebbe in mente di dire a voi stessi: E beh? Tanto io ho la reazione critica! Fatti sotto, pulcioso! Morireste solo di paura e sperereste in tutti i modi di svegliarvi scoprendo che era solo un sogno. Di commovente, la reazione critica, ha che in un caso su cento pu veramente salvarvi la vita, ma solo per una fortunata combinazione di fattori compresa la dabbenaggine del vostro predatore. E che in quel caso su cento avrete agito giocoforza da eroi. Ma si tratta di un eroismo del quale avreste volentieri fatto a meno, perch stimolato da una minaccia mortale cui siete stati costretti a rispondere. Di diabolico ha il fatto che se innaturalmente si ripete molte volte, pu rendervi psichicamente instabili a vita. Fatemi fare una precisazione, altrimenti potreste pensare che esagero e io purtroppo non esagero mai. Ho detto poco fa che la strategia migliore per impossessarsi della merce abbattere i concorrenti a colpi di mitra, per poi andarsela tranquillamente a prendere. Ebbene questa non unesagerazione e adesso ve lo dimostro. Possiamo prendere un giorno qualsiasi, perch la scena sempre uguale a se stessa, ma per essere pi calzanti rispetto alla metafora, scegliamo uno dei primi giorni dei saldi dautunno. Intorno alla seconda met di settembre, camminando nei boschi o nei campi, noi potremo trovare decine di uomini armati che di primo mattino giungono con le loro jeep infangate presso stradelli e mulattiere. Di solito sono in gruppetti di tre o quattro, vestiti con la mimetica, il cinturone con i proiettili, il fucile a spalla, il berretto verde, gli stivali di cuoio i pi sfigati le galoche verdognole. Che fanno questi signori? Beh, presto detto, vanno a caccia. Un esercito di qualche

migliaio di cacciatori, allapertura della caccia, si d battaglia per andare a abbattere un numero di animali inferiore a quello dei suoi armatissimi carnefici. Mi d sempre una grande angoscia vedere che nei negozi di caccia e pesca vengono esibiti abiti, calzature, cappelli, gilet, cinturoni, richiami, reti, zimbelli, armi non solo fucili, ma anche archi, balestre, fionde, mancano ormai allappello solo le lance e le cerbottane e poi pallini dogni foggia e dimensione, insomma unindustria accuratissima e geniale della morte cio del modo nel quale i signori di cui sopra si incaricano di mettere fine alla vita di lepri, cerbiatti, fagiani, tordi, passeri, e pi in generale, di fatto, di ogni cosa che si muova nellarco del loro raggio di fuoco. Inevitabilmente capita che talvolta si sparino tra loro e non ho difficolt a dire che non mi spiace affatto, ci mancherebbe ma questa solo la conseguenza del fatto che se si va ai saldi armati di tutto punto, pu sempre accadere di imbattersi in un collega che ha fatto sua la nostra stessa strategia di acquisto. Per capite bene che qui la metafora regge e non regge, perch in effetti nessuno di questi signori usa il suo fucile prima contro lupi, orsi, cani selvatici e lupi cio verso i concorrenti che a loro volta vorrebbero abbattere e trasformare in figli le lepri, i cerbiatti, i fagiani per poi andarsi a prendere la merce in silenziosa solitudine. vero, non lo fa nella stessa mattina della seconda met di settembre, ma questo solo perch i suoi avi, e i suoi parenti, lo hanno fatto nei decenni e nei secoli passati. Dunque si pu dire che esagero e non esagero. Ma non ho ancora finito, perch in effetti abbiamo detto che la regola del mitra fuori dal negozio deve valere per tutti quelli che sono interessati al contenuto del mio cestone, e che si dividono in due categorie. Concorrenti non umani, cui hanno gi provveduto i miei avi e parenti e concorrenti umani attualmente vivi e attivi. Quindi dopo aver visto tutti questi signori armarsi fino ai denti per perforare il cranio di un capriolo e poi squartarlo per dare a ognuno la sua parte, possiamo tornare a casa e guardare la televisione. Ormai la giornata quasi finita ed essendosi fatte le otto siamo pronti per le immagini del telegiornale. In un certo punto del mondo, anzi, simultaneamente in pi punti del mondo, ci sono soldati internazionali che si incaricano 56

di portare la pace presso quelle genti questo il primo servizio del notiziario. Per questo si vedono nello schermo uomini in uniforme con mimetica e giubbotto antiproiettile di quelli che purtroppo non si possono acquistare nei negozi di caccia e pesca, ma solo perch i concorrenti non umani non sparano e carro armato e casco e mitragliatore in spalla, oltre che coltello sulla gamba, pistola sui fianchi e munizioni dappertutto, che spiegano a altri uomini vestiti di stracci che debbono stare tranquilli e non organizzarsi in bande di terroristi, perch altrimenti i suddetti si arrabbiano. Cio usano il mitra, la pistola, il carro armato e gli aerei, per impedire a questi gruppi di mettere su una squadra capace di minacciare il loro potere di fuoco e magari finanche di formare un esercito che possa conquistare le loro patrie. Qui chiaramente esagero, perch nessun gruppo umano pu oggi organizzarsi ex novo contro i gruppi egemoni per esempio, contro gli occidentali, che danno il grosso dei soldati alle truppe internazionali. Ma se questo oggi impossibile, di nuovo non lo era in passato e resta vero che nel presente sempre possibile che accada per via politica, ossia che tra i gruppi concorrenti che a oggi si sono dichiarati di non belligerare ognuno sta fuori dal negozio col suo mitra pronto a sparare contro laltro senza per farlo cominci a serpeggiare un certo nervosismo e a far s che nellaria si percepisca un forte odore di carneficina globale. normale, quando si va a fare la spesa col mitra! Ricorderete che qualche anno fa la Nato fece la guerra alla Jugoslavia e che Russia e Cina non erano proprio daccordo e che a un certo punto una bomba aerea occidentale cadde nei pressi dellambasciata cinese Beh, si sollev un gran silenzio nel mondo, perch dal mitra del signor Occidente era partito un colpo volto a abbattere le pretese di un ragazzino di nome Serbo, ma questo colpo aveva sfiorato il signor Cina, che come il signor Occidente stazionava fuori dal negozio a sorvegliare la mercanzia custodita al suo interno. Per qualche giorno si temette il peggio Occidente bisbigli scuse formali, anche se la sua faccia era chiaramente tirata in segno di disprezzo, come a dire: tanto prima o poi io e te ce la vedremo davvero Russia borbott qualcosa, Cina fece di fatto finta di niente e tutto fin l. Il succo per rimasto sempre lo stesso.

Prima della Seconda Guerra Mondiale fuori dal negozio cerano decine di clienti armati. Dopo di allora ne sono rimasti tre e cio Occidente, Russia e Cina che a oggi si contendono il negozio, se si eccettuano pochi outsider di mezza taglia, come India e Pakistan, che per non fanno veramente paura ai tre signori. A oggi i padroni del mondo che stanno fuori del negozio con tanto di mitra al collo sono solo tre mentre prima ce nerano migliaia sparsi in tutto il mondo perch le societ comuniste tendono a aggregarsi in gruppi sempre pi ampi e compatti. Ma torniamo alla rabbia, che rappresenta il veicolo attraverso il quale stato possibile smettere di andare al negozio col borsellino e il denaro, ma appunto col mitra e i proiettili, s da adottare la strategia di ammazzare tutti quelli che usavano il borsellino cio tutti gli animali, che si sono sempre battuti attraverso luso della propria mole fisica mossa dai comandi dellistinto grazie allaggregazione in societ di migliaia di non-individui uniti in colonia rabbiosa. La rabbia ha una funzione primaria che viene spesa per due vie principali. La funzione primaria alimentare la collera in generale, in quanto come tutti sanno un bambino maltrattato pu anche trasformarsi in un bambino incattivito, che non perde occasione per picchiare i suoi compagnucci dasilo, o tirare sadicamente la coda ai gatti o scagliare pietre ai cani o sezionare le lucertole ecc. fino a fare il bullo per strada, il teppista allo stadio e il nonno in caserma, dopodich si dedicher al mobbing in ufficio, al maltrattamento di moglie e figli in casa e allo stalking dellamante esasperata. Insomma, un tipo sociale fin troppo noto, di cui leggiamo le gesta tutti i giorni sui giornali. Le due vie principali nelle quali va incanalata la dose di rabbia maggiorata sono quelle delleducazione e della guerra. Tutti i bambini vengono incattiviti ma solo una piccola percentuale si trasforma in bulletti di rione, perch la maggior parte assorbe a dovere il filtro delleducazione, che quella regola che ti costringe a rivolgere la tua rabbia contro te stesso, affinch non si producano in te nuovo dolore e nuova rabbia. Quando il bambino protesta e sarrabbia, lo fa contro il genitore che gli ha imposto un compito contrario al suo inten57

dimento personale, cio sarrabbia perch qualcuno gli sta levando il potere di scelta che lui prova subito a riaffermare con la rabbia. Ma la rabbia in questo caso cattiva consigliera, perch non fa che inasprire il conflitto, rendendo il genitore pi severo e distante affettivamente, col che il bambino deve prima o poi capitolare, perch non essendo stupido, ha capito che se cerca di usare il sistema tradizionale di affermazione del potere protesto e marrabbio, cos le cose si raddrizzeranno secondo lo schema iscritto negli istinti non fa altro che accrescere la propria frustrazione. Dunque il bambino, che non stupido, cio autodistruttivo, cede, e smette di arrabbiarsi. Ossia si arrende e in questo modo ritorna allo stato di giubilo. Va bene mamma, hai ragione tu ed proprio vero che sono stato cattivo, quando ho detto che non volevo dormire da solo o che non volevo mangiare la frittata o che non volevo andare allasilo o che non volevo dare il mio gioco a Luigi, che come dici tu davvero tanto caro. Vende lanima al diavolo solo perch il diavolo pi forte di lui, e pu precipitarlo nel panico, se insiste a non cedere. I bambini reagiscono alleducazione dapprima arrabbiandosi e subito dopo smettendo di arrabbiarsi, perch il coltello ha una lama e un manico e siccome loro non hanno in mano il manico, ma appunto la lama, sono prima o poi costretti a cedere. Di solito questo accade in un paio danni circa, cio da quando hanno un anno a quando ne hanno tre, ma se gi nel corso del loro primo anno di vita non li si cosparge di un buon numero di attacchi di panico-giubilo, dopo sar pi difficile riuscire convenientemente nellimpresa. Dicevamo delle due vie di scarico, delleducazione e della guerra. La prima rivolta contro chi non mantiene la disciplina, a cominciare da se stesso. Il bambino smette di arrabbiarsi col genitore che lo vuole disciplinare contro la sua volont e si arrabbia contro la sua volont per allearsi col genitore. Quando ognuno di noi svolge un compito e adotta una disciplina, sta agendo con la forza contro il proprio istinto, che gli suggerirebbe di infischiarsene delluno e dellaltra. La seconda pelle costruita con leducazione talmente ben calzata sopra la prima, che noi non ce ne accorgiamo pi, ma fare lanimale da circo ha avuto un costo

molto alto, e ha potuto essere ottenuto solo forzando gli istinti a restare silenti mentre eseguiamo il mandato imposto. Il dovere viene svolto a scapito del piacere di fare come vorremmo e questo appunto il risultato di un attacco alla nostra libera iniziativa, che stata soppressa nel corso dei primi tre anni di vita. poi una vera fortuna che questo attacco non si limiti solo al nostro lassismo personale, ma possa e in un certo modo debba essere rivolto anche a tutti i compagni di colonia, che potranno essere bersagliati dai nostri giusti rimproveri ogni volta che mancano di agire correttamente, cio secondo prescrizione comunista. I popoli pi organizzati sono anche i popoli col pi alto tasso di autodisciplina e sono costituiti da individui pronti a biasimare qualunque caduta di stile di un compagno di societ. Quando un inglese viene in Italia, resta stupefatto nel constatare il livello di lassismo e liberalit che caratterizza le azioni di quel gruppo, a cominciare dal modo in cui gli italiani fanno la fila alla posta, o in autostrada, o da come parcheggiano le auto, passando per come si comportano allo stadio del tennis, dove gli applausi non sottolineano solo i punti vincenti del beniamino di casa, ma prima ancora gli errori dellavversario. Per contro, quando un italiano va in Inghilterra, rimane colpito dal tasso di prescrizione che caratterizza le loro azioni e si stupisce se un autoctono lo rimprovera per aver gettato una cicca di sigaretta in terra. Dunque la rabbia serve a tenere stretta la disciplina, agendo contro gli istinti Bestia che sono! Non posso mica fare come piace a me! Ma il suo vero scopo collegato con la guerra, come scopriremo nel prossimo capitolo. Qui voglio solo anticipare un dato, che quello su una delle principali invenzioni delluomo. Luomo infatti non sarebbe luomo se non avesse inventato lodio. Forse non ci avete mai fatto caso, ma gli animali non si odiano tra loro. Non sono capaci di provare una intensissima avversione per qualcosa o per qualcuno, come recita il dizionario. Lodio nasce assieme allamore e in effetti luomo ha avuto il merito di inventare lingiuria affettiva da cui discendono 1) la riduzione del bene, 2) lincremento dellamore inteso in senso catulliano e 3) lodio appunto.

Che cos lodio? il desiderio di farti tanto ma proprio tanto male. , nella sua espressione attiva, il piacere di provocare sofferenza a qualcuno, o di godere della sua sofferenza caduta dal cielo. Lodio un sentimento, quindi il comportamento a esso collegato deve avere un nome diverso, che noi potremmo anche chiamare sadismo, o punitivit, o cattiveria, o meschinit, o crudelt, o efferatezza o questo o quello, dato che manca di un nome preciso e universale. Ma questo non stupisce, visto che la nostra mente molto pi brava nellesaltazione delle cose presunte buone come appunto lamore catulliano, che buono non affatto che nella stigmatizzazione di quelle realmente cattive. Immaginate di essere catturati da un pazzo sadico che si diverte a torturavi con un cane legato a un guinzaglio e di restare prigionieri di costui per tre anni. Non credete anche voi che se un giorno aveste la ventura di liberarvi, coltivereste il desiderio di vendicarvi? Ecco, se volete potete immaginare che lodio sia il serbatoio nel quale cola il desiderio di vendicarsi dei torti e delle ingiustizie subite. Quindi, siccome ogni traumatizzazione oltre a una quota di amore Ho assoluto bisogno di te per essere salvato da questa minaccia mortale procura anche una quota di odio Voglio vendicarmi del male che mi stato fatto! tenete conto della dimensione dellodio potenziale presente in ogni bambino disciplinato. Possiamo infine aggiungere che i bambini e poi gli adulti che odiano di pi, saranno per logica quelli che amano di pi. Quelli che allo stesso tempo sono meno autonomi e pi dipendenti, e che hanno pi bisogno dellapprovazione di una madre o di un dio, al quale sono sottomessi e verso cui si mostrano educatamente rispettosi, ma che appunto essendo stati cos drasticamente privati dellio attraverso lartificio della paura infantile, sono anche estremamente impotenti e rabbiosi. Il vero scopo dellingiuria affettiva, cio della traumatizzazione emotiva che infliggiamo alle nostre piccole valigie piangenti, non lamore con cui li pieghiamo al nostro comando, ma lodio dal quale trarremo il dovuto vantaggio quando verr il giorno di farne dei soldati. Perch prima che sul lavoro, resta vero che le nostre repubbliche sono fondate sulla guerra con cui hanno conquistato un territorio che oggi difendono 58

dagli extralavoratori e sul quale svolgono appunto il lavoro di formiche comuniste e altamente democratiche. Qualche considerazione conclusiva. Primo, un esempio di questo processo si ha coi cani combattenti, che vengono incattiviti dalla loro madre umana cio il padrone e che scaricano la loro rabbia contro altri cani. Senza ingiuria affettiva non potrebbero sovralimentare il loro comportamento di battaglia canina e resterebbero cani normali, che una volta imposta la supremazia sul rivale, lo lasciano in pace e smettono di essere rabbiosi. Questi supercani invece non trovano mai pi la quiete sono diventati psichicamente instabili, come avevo preannunciato, essendo eroi carichi di odio e debbono essere trascinati via, dato che altrimenti continuerebbero a infliggere morsi al cadavere del rivale che hanno appena abbattuto con frenetica eccitazione. Per dirla in due parole, sono veramente rabbiosi, proprio come Rambo nella seconda parte del noto film. So bene che non tutti hanno visto quella pellicola, quindi voglio ricordare che nella prima parte della storia egli fu ingiustamente arrestato da un poliziotto di una cittadina di provincia americana e paragon inconsciamente il maltrattamento che costui gli inflisse alle torture subite nella guerra in Vietnam. Nella mente degli sceneggiatori, erano queste torture a costituire il serbatoio di quellodio che adesso egli si preparava a spargere in modo incomprensibilmente severo ed eroico contro chi lo aveva trattato ingiustamente (Hanno iniziato loro, diceva per radio al suo mentore che cercava di calmarlo). Rambo pu essere considerata unevoluzione dellIncompreso, dato che se costui si limitava a subire il peso del destino che gli era toccato in sorte e finiva col ripiegarsi malinconicamente su se stesso, Rambo aveva la forza di dare libero sfogo alla sua tremenda vendetta contro il destino. Secondo, lautoaddomesticamento quel processo attraverso il quale luomo ha artificialmente selezionato se stesso conservando solo gli individui pi docili. Sono parecchi millenni che instilliamo molto odio nei nostri piccoli e che contemporaneamente li costringiamo a vivere serrati in un gruppo di centinaia e migliaia di individui incattiviti, quin59

di non abbiamo dovuto solo inventare lautodisciplina per evitare la carneficina quotidiana alla posta o dal salumiere, ma anche premurarci di conservare solo gli individui biologicamente pi tranquilli. Questo processo continua ancor oggi, seppure in forma attenuata, dato che ci limitiamo a chiudere in carcere i ribelli senza pi metterli automaticamente a morte. In passato era invece comune sopprimere i pi intemperanti i pitbull tra noi per conservare solo quelli che assorbivano meglio la disciplina gli equivalenti dei volpini la qual cosa ha comportato che negli ultimi quindicimila anni si sia realizzata una selezione artificiale di caratteri buonisti. Alleviamo una razza di bambini biologicamente docili cui infliggiamo la cultura dellodio, per trovare il giusto compromesso tra incattivimento e gestione del gruppo. Se volete, oltre che scimmie comuniste, siamo una colonia di volpini combattenti, che hanno eliminato o allontanato dalle loro citt tutti i loro simili che nascevano col carattere di un pastore maremmano, o di un dobermann, e che quindi creavano problemi di gestione nella Grande Valle dei Cani Educati. Da ultimo, chiaro che questo capitolo avrebbe dovuto intitolarsi Lodio pi che La rabbia, ma siccome quando si dicono le cose troppo esplicitamente si finisce per scontrarsi contro i meccanismi di difesa e si rende meno credibile il messaggio, allora vale la regola che meglio contentarsi di dire e non dire. Tanto chi ha orecchie per intendere intende perfettamente, anche se non proprio un dobermann.

11. La guerra

Ricordate Giancarlo, il prosciutto, i due fratelli e i due euro e ottanta? Avevamo spiegato che luomo, grazie alla traumatizzazione culturale delle infanzie, ha potuto trasformare gli istinti egoisti di ciascuno in un filo sottile di azione educata, da intrecciare con quello degli altri membri nel grande tessuto della socialit incivilita. questa fitta trama di intenti reciproci a fare da ossatura alla squadra umana, che grazie alla trasformazione alchemica dellistinto in ragione ha saputo ergersi a padrona del mondo. Ma anche qui c un ma. Immaginiamo di ridurre lintero pianeta a negozio e tutte le risorse in esso contenute lacqua, le materie prime, gli animali, le piante a prosciutto dietro il bancone. Immaginiamo ora di applicare nuovamente la nostra equazione della socialit educata al macrocontesto della popolazione intera e quindi di raffigurarci i rapporti fra il Giancarlo globale e i fratelli globali rispetto al prosciutto globale e al denaro pagato per acquistarlo. Come avrete gi intuito, i conti non tornano. Nel micro contesto locale la socialit incivilita a dettare la legge dello scambio tra i membri del collettivo. Ma in quello globale, torna dalla finestra listinto buttato fuori dalla porta grazie alla bacchetta delleducazione. Il mondo come chiaro a chiunque non di tutti, ma di quei pochi gruppi egemoni che con la forza controllano e sfruttano tutti i gruppi pi deboli sparpagliati sui cinque continenti. Per farla breve, il consueto negozio dei saldi coi tre signori armati di mitra fuori dalla porta. Dunque siamo Giancarlo e i ragazzi o il negozio e gli uomini armati? 60

Entrambe le cose, naturalmente, perch tutto dipende dallinsieme nel quale siamo chiamati a agire. La squadra non serve primariamente a dividere le risorse tra i membri che la compongono, quanto a accaparrarsi le risorse a danno dei concorrenti. vero che una squadra di calcio pu vincere solo se ha una buona organizzazione interna, ma appunto non va dimenticato che lorganizzazione solo il mezzo attraverso il quale essa si procura il fine di vincere. Che senso avrebbe portare una squadra di undici calciatori di fama mondiale, pi otto riserve, pi lallenatore, pi il preparatore, pi il medico e il massaggiatore, pi i manager amministrativi, pi ottantamila tifosi, nella piana del Serengeti? Privi di un nemico da abbattere non avrebbero alcun senso pratico, e sarebbe estremamente frustrante vederli trotterellare tra le acacie selvatiche mentre attendono che compaia lOdiato Rivale nel silenzio del pubblico annoiato. Dividere il mezzo che levoluzione umana ha inventato per vincere sui rivali. Lunione, come dice il proverbio, non fa la beneficenza ma la forza. Dunque il principio molto chiaro: se siamo allinterno del nostro gruppo, allora dobbiamo usare la nostra socialit incivilita e condividere con gli altri piuttosto che tenere ciascuno per s. Ma questo origami costitutivo serve di fatto a armare il gruppo contro gli altri gruppi. Un gruppo come un dente di uno squalo, o lunghia di un felino. Una straordinaria macchina da guerra, la cui efficienza interna la solidit e laffilatura del dente, piuttosto che il meccanismo con cui lunghia pu essere estratta o riposta sotto il polpastrello va misurata rispetto a ci contro cui va rivolta. Potrebbe capitare un giorno che Giancarlo e i ragazzi ricevano una lettera dal Ministero della Difesa il quale li invita a presentarsi nella caserma di viale Giulio Cesare (il quale non era un poeta) in quanto precettati per le armi. Potrebbe capitare che questi maschi, che ricevettero uneducazione specifica alla guerra chiamata servizio militare, siano un giorno chiamati alla guerra e allora rinnoverebbero tra loro lantica solidariet, cementata questa volta dal collante pi forte che esista in quella natura artificiale che caratterizza luomo, e cio la presenza di un comune nemico da abbattere.

Uniti vinceremo! Morte al nemico! Evviva i Nostri, Abbasso i Loro! Come un felino costruito sulle sue unghie e sui suoi denti, o come un serpente costruito sul suo veleno, cos luomo costruito sulla squadra, fondata sul principio di condividere contro. Ma torniamo nel Serengeti e osserviamo con attenzione, perch nella parte pi a ovest della piana si alza finalmente prima un filo e poi una nube di polvere, che diventa sempre pi chiaramente la scia dei frammenti sollevati dal pullman che porta dentro di s la squadra rivale. un attimo e subito gli ottantamila urlano a squarciagola e la piana trema sotto i colpi dei loro piedi che battono freneticamente a terra. Finalmente arrivato il nemico e finalmente pu cominciare la festa! Va detto che persino iene e leoni si allontanano intimoriti, perch una massa di ottantamila persone che urlano e percuotono il suolo sono davvero troppo anche per loro, che pure non sanno che si tratta solo di un civilissimo evento di sport e quindi non possono neanche immaginare quale sarebbe leffetto di centinaia di bombe scagliate dagli aerei seguite da dozzine di carri armati lanciati a settanta allora sullerba della piana sorvegliati da decine di elicotteri in volo radente sopra di essi. Insomma, per farla breve, avrete capito che la socialit incivilita serve a unire un gruppo contro gli altri, e che noi non dobbiamo farci ingannare dalla mente che si chiama mente proprio perch mente la quale insiste a farci vedere solo il lato interno, quello buono del buongiorno, grazie, mettiamoci al lavoro, perch il grosso di questo lavoro il fine di tutto il lavoro non unire gli uomini di buona volont, ma unirli contro altri uomini. Sperare che un giorno tutto il mondo condivida il lato interno della socialit, significa ignorare la ragione per cui esiste un interno e un esterno e non meno ingenuo che immaginare che le unghie di un felino servano per grattare la schiena alle prede, o che il veleno di un serpente serva alle sue vittime per distillarlo in antibiotico contro i germi nocivi. Sperare e ignorare sono i verbi preferiti della mente indebolita dal trauma, che non vede ci che il suo proprietario sub nel periodo in cui possedeva una sensibilit acutissima agli eventi del mondo e in cui il mondo gli si rivolt inspiegabilmente contro senza per ucciderlo, n 61

vede ci che chiamato a eseguire col lato esterno della socialit ingentilita. Perch non sfuggir a nessuno che chi semina trauma, non pu che raccogliere tempesta. Veniamo dunque ai denti e alle unghie e al veleno dellanimale pi potente di tutti, che da alcune centinaia di migliaia di anni ha preso a sterminare tutti i concorrenti. Nelle scuole si insegna spesso come luomo abbia saputo vincere le sfide cui fu chiamato dalla Natura Selvaggia, e dunque di come seppe costruire lance e frecce, di come ammaestr il fuoco e di come pot sottomettere e controllare ogni evento biologico e fisico con cui ebbe a confrontarsi. Questa sfida uomo vs natura non ha di solito una materia definita di competenza e finisce ora tra le scienze naturali ora tra la biologia dei popoli. Ma come sappiamo sempre poca roba, perch terminate quelle quindici pagine ricche di immagini di uomini pelosi e tozzi che armati di lance ammazzano un mammut o un bufalo selvatico, largomento presto esaurito. Nulla a che vedere con la regina di tutte le discipline scolastiche, e cio la storia, che altro non se non lelenco dei mille e mille capitoli con cui la sfida uomo vs uomo ha giocato la sua lunga partita fuori dal negozio dei prosciutti in saldo. E allora, perch a scuola non si spiega la storia del negozi e dei signori col mitra? Perch non si insegnano le strategie belliche con cui i generali da cinquemila anni si sfidano, perch non si racconta cosa facevano e fanno gli uomini agli altri uomini quando li catturano, perch non si spiega che fine facevano e fanno le donne e i bambini e gli animali dei territori sui quali passa la guerra? Perch non si spiega che non ha senso invocare la pace se prima non si capisce perch esiste la guerra? facile: perch la mente non serve a capire il mondo, ma a rendere meno frustrante la vita di chi lo occupa dallinterno di una squadra vincente, e anche perch la squadra si premura di insegnare ai suoi membri praticamente ogni cosa meno il come e il perch si diventi membri di una squadra e naturalmente quali siano i veri scopi della squadra. Dunque partiamo con una breve disamina del nostro potere distruttivo, che si concentra attorno alla figura del soldato, il quale sta alla squadra

come un dente o ununghia stanno allo stomaco o al fegato di un leone. Unghia e fegato collaborano per mandare avanti il grande corpo del leone fatto di miliardi di cellule comuniste organizzate tra loro in una socialit chimica incivilita ma appaiono come parti separate dello stesso corpo comune. Lo stesso dicasi per ci che riguarda il soldato e lagricoltore, o lartigiano, o loperaia, o la maestra educatrice. Anche questi rappresentano parti separate dello stesso corpo comune in cui svolgono funzioni distinte e opposte. Ma mentre lagricoltore, lartigiano, loperaia e leducatrice si rivolgono alla faccia interna della societ, il soldato rivolge il suo operato allesterno, uccidendo e catturando i soldati di societ nemiche. Diciamo che i soldati sono la membrana dura e affilata che ogni squadra-cellula in lento movimento nel brodo primordiale della vita planetaria offre alle squadre-cellule rivali. Ciascuna si muove per conto proprio allinterno del proprio territorio, ma siccome alcune si muovono pi di altre attraversano continenti e oceani incolonnati e armati ecco allora che quando le loro membrane incontrano quelle di altre squadre-cellule, ne nasce appunto la guerra, che il modo in cui una squadra si impossessa dei beni controllati da unaltra squadra, nonch dei membri di quella stessa squadra, uniti dalla loro intelaiatura gentile ma straniera. Sappiamo che oggi esistono di fatto tre grosse supermegasquadrecellule che si chiamano Occidente Russia e Cina e che questo il risultato del loro pattugliamento del mondo nelle tre macroaree di competenza (ovest, nordest e sudest vanno considerati in senso relativo al continente dorigine che lEurasia). Ma a noi non questo che interessa, dal momento che si tratta di un dato derivante dalla natura del luogo fisico in cui luomo ha evoluto se stesso. A noi interessano qui tre semplici cose che sono il modo in cui si forma un soldato, quali sentimenti deve coltivare in se stesso per svolgere efficacemente il suo compito e qual il nome comune che la guerra assume nella sua testa pensante. Come si forma un soldato? Un soldato fatto di un armamento esterno e di uno interno ma mentre sul primo abbiamo poco da dire, dal mo62

mento che tutti sappiamo come si sia evoluta la tecnica militare dal bastone nodoso alla mitraglietta con puntatore a infrarossi per non parlare degli aerei bombardieri senza pilota o dei missili teleguidati o dei siluri atomici diversa la storia dellarmamento interno, visto che non basta costruire unarma se poi colui al quale viene consegnata poco motivato a usarla. Non avrebbe senso portare unantilope dal chirurgo veterinario e farle impiantare sotto anestesia i denti e le unghie del leone, perch una volta sveglia essa continuerebbe a fuggire spaventata dinnanzi ai pericoli del mondo, anzich rivoltarglisi contro forte dei suoi nuovi armamenti esterni. Unantilope progettata per avere paura del mondo, e non per aggredire il mondo, perch non possiede larmamento interno necessario a fare la guerra ai corpi in movimento. Quando vede un corpo in movimento, unantilope scappa terrorizzata, mentre il legittimo proprietario di unghie e denti impiantati, cio il leone, agisce in modo esattamente opposto, scagliandovisi contro con tutta la forza che ha in corpo. Quindi per trasformare una scimmia in un animale da battaglia occorre modificare la sua struttura interna, cio il suo comportamento. A questo provvede la traumatizzazione infantile, che esponendo il piccolo a centinaia di attacchi di panico, ne iperstimola la risposta aggressiva difensiva. Tutti i nostri bambini diventano capo a tre anni paranoici, cio convinti che il mondo ce labbia con loro, perch in effetti vero che il mondo ce lebbe con loro, dato che furono costretti a dar vita a migliaia di proteste rabbiose in risposta alle migliaia di frustrazioni affettive da cui furono investiti. Saranno i bambini con le dosi maggiori di cattiveria acquisita a trasformarsi nei migliori soldati da campo. Immaginate le storie parallele di Marco e di Franco, dove Marco viene cresciuto in un ambiente affettivamente accogliente mentre Franco cade ripetutamente vittima delle sfuriate paterne e dellindifferenza materna. Gi al parco, qualche anno dopo la loro rispettiva nascita, Franco si mostrer molto pi aggressivo di Marco e tender a venire alle mani con facilit impressionante. Ma questo non tutto, perch proprio il modo in cui si svolge la sua normalit di vita a essere davvero caratteristico dato che sembra che dentro di lui ribolla un profondo e irresistibi-

le desiderio di trovare una vittima per i suoi sfoghi di ripetere cio con altri le sfuriate che il padre gli inflisse sin dalla prima tenera et. Se lo osservate con attenzione noterete infatti che non fa che guardare di qua e di l in cerca di qualcuno che gli rivolga la sguardo per corrergli subito incontro con aria torva e minacciosa pronto a colpirlo dopo avergli urlato Che hai da guardare?! Ecco quindi che il giorno in cui Marco e Franco dovessero essere chiamati a fare la guerra a un nemico, si presenterebbero con motivazioni e strutture di personalit completamente diverse rispetto al compito impostogli. Marco sarebbe un soldato controvoglia, che tenterebbe in tutti i modi di evitare di finire in prima linea o in missioni di scontro effettivo, preferendo dedicarsi alle retrovie, che si chiamino cucina, fureria o centro elaborazione dati. Mentre Franco non chiederebbe di meglio che essere arruolato negli Ardimentosi, o negli Incursori, o negli Spaccattutto, cio in quei corpi speciali che hanno il privilegio di formare la membrana ruvida e affilata con cui la supersquadra andr finalmente a impattare contro i nemici dellaltra supersquadra. Dunque se volete sapere come si forma un soldato, la risposta semplice e cio nello stesso modo in cui si forma un cane combattente. Pi lo si incattivisce da piccolo sostituendo punizioni allaffetto, pi se ne dilata il serbatoio di rabbia reattiva dal quale per il resto della vita attinger il morboso desiderio di punire qualcuno purchessia. In altri termini, solo il trattamento infantile pu tramutare unantilope in un leone, inoculando nella sua struttura profonda dosi artificiali di reazione critica cio di risposta aggressiva a un aggressore fantasma. Quali sentimenti deve coltivare in se stesso per svolgere efficacemente il suo compito? La risposta qui pu essere davvero succinta, dato che esistono in circolazioni molti testi istruttivi. Ci limiteremo perci a ricordare che 1) non deve avere paura, 2) non deve pensare alla famiglia e ai cari, altrimenti si incupisce, 3) deve essere leale coi compagni e soprattutto 4) deve essere coraggioso e fiero di servire la Patria, dato che gli offerto il privilegio di poter morire con onore e gloria. Nei libri non sta scritto che non uno di questi comportamenti naturale e istinti63

vo e che tutti debbono essere creati a arte con condizionamenti culturali fondati sulla punizione, ma questo marginale, perch labbiamo gi detto noi. Qual il nome comune che la guerra assume nella sua testa pensante? Questo in effetti uno dei punti pi singolari, dato che nei fatti la guerra pu essere fatta e viene effettivamente fatta solo dai popoli pi rabbiosi, ma ecco appunto che il miracolo della mente fa s che nessun popolo rabbioso come pi in generale nessun Franco incattivito dica Noi o Io siamo profondamente rabbiosi e incattiviti. Dalla bocca di Franco o dal popolo dei rabbiosi non sentirete mai lammissione che la trave nel loro occhio a fargli perdere le staffe ogni cinque minuti, ma sempre e solo la pagliuzza con cui i nemici li stanno guardando e deliberatamente provocando. In nessun Trattato di Guerra troverete scritto che un popolo incattivito ne attacca un altro per scaricare la rabbia caricata nelle infanzie a causa di madri affettivamente impoverite. Troverete invece un elenco di finte ragioni che invocano lobbligatoria sanzione da parte del popolo stesso e che possono essere riassunte in poche categorie generali quali loffesa al dio del popolo giustiziere, lo sconfinamento in territori da essi amministrati a migliaia di chilometri dalla patria effettiva, il sorvolo di cielo interdetto al volo (solo luomo si detto proprietario anche del cielo!), la produzione di terroristi che attentano alle vite dei popoli egemoni, il recupero delle icone o dei luoghi cari al santo e al dio venerato dal popolo giustiziere, ecc. ecc. In due parole, la guerra sempre una guerra con cui si risponde a una provocazione e mai una guerra provocatoria o deliberatamente provocata. Siccome sono convinto che solo pochi di voi sapranno ammettere che si va davvero in guerra come conseguenza del fatto che le nostre madri sono state omissive, capirete perch mediamente la guerra sia sempre fraintesa. Voglio infine aggiungere che la guerra lo strumento fisico per eccellenza col quale luomo ha affermato se stesso nel mondo degli animali che si metabolizzano tra loro. Pensare a un Uomo senza Guerra, come pensare a un leone senza denti e unghie retrattili. Senza i suoi armamenti delezione, il leone sarebbe poco pi che unantilope di

grossa taglia, esattamente come luomo senza la guerra sarebbe ancora una banalissima e innocua scimmia di media taglia. Ngu! Ngu! Fece lUomo senza Guerra grattandosi la testa e scagliando una pietra in direzione del piccolo coccodrillo steso in mezzo al fiumiciattolo che voleva attraversare. Grazie a Dio per quei tempi sono passati e noi possiamo dirci fieri di poter condurre le nostre Guerre Buone, le nostre Guerre di Liberazione e di Giustizia, come anche le Guerre di Difesa dai Valori Violati dagli infedeli o di Trasferimento della Democrazia da un continente a un altro. Sarebbe giusto che nei trattati di guerra si dicessero le stesse cose che si dicono in quelle case in cui vengono creati i valori su cui si fonda il vero principio della guerra di qualcuno a qualcun altro e cio: adesso ti faccio vedere io cosa succede se non fai come ti dico e se proprio vuoi sapere perch ti impongo il mio volere la risposta perch s. Ecco, quello che distingue noi dalla scimmia Ngu! Ngu la guerra perch s, che lei non pu mettere in pratica dal momento che avendo ancora tutti i peli appiccicati al corpo non pu far cascare a terra i suoi piccoli per farne dei futuri soldati incattiviti dalla perdita della madre attaccata di l dallaltra parte della pelliccia. Noteremo infine che sono proprio le squadre pi rabbiose a muoversi per il mondo in cerca di scontri e a non poter star ferme e rilassate neanche cinque minuti perch profondamente irrequiete e nervose. E noteremo ancor pi infine che la tessitura di incivilimento direttamente proporzionale alla bellicosit di una squadra, perch per ottenere che dei bambini interagiscano a comando tra loro, cio inciviliscano, occorre aumentare la dose di tossina affettiva con cui drizzare le loro schiene di fratelli beneducati. Ma pi tossina si usa per farne giovani diligenti e composti, pi si alimenta la loro rabbiosit reattiva, da cui lirrequietezza e la voglia di scaricare veleno su terzi innocenti. per questo che i conquistatori sono sempre molto civili prego, buongiorno, desidera una tazza di t?, ma si figuri, mancherebbe altro mentre i conquistati sono sempre rozzi e selvaggi. E quindi per una volta possiamo essere davvero sinceri! vero o non vero che non hanno regole 64

di rispetto reciproco paragonabili alle nostre? Ed vero o non vero che non hanno edifici, recinti, strade, scuole e caserme? Certo che vero! E allora diciamo le cose come stanno: non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che non hanno saputo evolvere il nostro stesso grado di civilizzazione. Grazie alla nostra civilizzazione noi abbiamo potuto organizzarci in colonie di milioni di individui che vivono in case, si muovono in strade, salgono gli edifici in ascensori e evacuano gli escrementi in fogne (che finiscono nel mare in cui ci bagniamo, ma tralasciamo il particolare), mentre loro sono gruppetti di poche decine di individui che non possiedono neanche il sapone sparpagliati qua e l e che di fatto non fanno altro che masticare erbe aromatiche, cogliere un frutto e guardare lorizzonte oltre il mare. Siate sinceri, avreste mai pensato che il razzismo fosse una logica e inevitabile conseguenza della civilt? E che il modo in cui una popolazione tratta le altre una logica e inevitabile conseguenza del modo in cui tratta i suoi figli? Ti ho detto fermo e seduto, hai capito?! Hai capito che qui comando io e tu devi solo ubbidire, eh?! Guardami in faccia ti ho detto guardami in faccia! ti sembra che ho voglia di scherzare, cretino di un Franco che proprio a me doveva capitare un figlio come te?! Ovvero: pi persuasivamente il Padre porter a civilt il Figlio, pi il Figlio muover nel mondo a incivilire i poveri selvaggi ingenui.

12. La colpa

Che strano libro che questo, dove si salta dalla politica del mondo ai sentimenti privati di ciascuno di noi. Beh, devo ammettere che un po strano pu anche sembrare, visto che non segue una progressione logica dallintimo al pubblico, o dal particolare al generale. Per devo anche aggiungere che i macrofenomeni sociali sono la conseguenza dei microfenomeni emotivi che si svolgono in ognuno di noi, dunque non stupisce che si possa guardare ora alla cattedrale intera, ora alle singole pietre con cui costruita. La colpa una voce interna al nostro cervello che ripete di continuo che la verit dellistinto una verit sbagliata. Non pensare neanche per un attimo di fare il furbo, perch io, che sono La Colpa, ti colpir immediatamente con la mia frusta! Che hai fatto, lhai trattato male, poverino, corri a scusarti, altrimenti io, che sono La Colpa, ti brucer con le mie fiamme perenni! Ti piacerebbe cavartela cos, facendo come al solito legoista che altro non sei! Torna immediatamente sui tuoi passi o io, che sono La Colpa, ti annegher nel profondo lago!. Ecco, se proprio volessimo dire in che consiste la colpa, potremmo dire: in un cane rabbioso legato attorno al nostro bacino con una corda, che guida e costringe i nostri movimenti al suo comando. Io cammino e lui mi segue ovvio! legato a me da una fune di meno di un metro e poi mi lavo e lui con me sotto la doccia, e poi mi rado e lui al mio fianco, sul piano accanto al lavello, poi esco e guido e lui nel sedile al mio fianco e poi lavoro e lui non acciambellato 65

come ogni altro cane ai piedi della poltrona sui cui siedo troppo comodo! no, lui seduto con le zampe anteriori ben dritte sullo schienale dietro la mia testa, che mi guarda da sopra a sotto, con la bocca sempre un po aperta e lo sguardo fisso sulla mia testa, nella quale legge subito i miei pensieri non appena essi provano a formarsi. Ecco, diciamo pure che se una palla di ferro al piede raffigura lesempio migliore di come si possa costringere un condannato a non essere pi libero di usare se stesso per i suoi scopi, un cane rabbioso al piede si configura come un miglioramento tecnico di quelli che solo luomo poteva inventare. La palla infatti che pu fare, pi che limitare i liberi passi di colui al quale legata? Il cane rabbioso invece molto pi funzionale perch pu per esempio costringerlo a correre come un pazzo durante le sedici o diciassette ore nelle quali sveglio, o fargli dormire un sonno inquieto nelle restanti sette o otto, o non farlo mai pi essere spontaneo e sereno, o indurlo alla genuflessione quando vorrebbe ergersi in tutta la sua figura o fargli pronunciare scusa quando vorrebbe urlare ma vaff! Ecco, visto che gli esempi ci hanno portato qui, prendiamo queste due condizioni antitetiche per formulare il nostro ragionamento. Chiamiamole la condizione SC e quella MVF, intendendo con queste due abbreviazioni quegli stati danimo opposti che ci pervadono quando chiniamo il capo sperando che laltro ci perdoni per il nostro errore come tipico della condizione scusa o SC in opposizione alla condizione ma vaff o MVF che invece ci spinge a attaccarlo per lerrore che lui ha commesso nei nostri confronti. Avrete gi capito che SC o MVF sono reazioni che partono come conseguenza di un errore di comportamento, e che SC compare quando siamo noi a aver fatto qualcosa di sbagliato verso di lui, mentre MVF appare quando lui a aver fatto qualcosa di sbagliato verso di noi. In due parole, se colpa mia sento e dico SC, se colpa sua sento e dico MVF. Bene, ecco il miracolo. Il bambino, che pure investito da centinaia di omissioni affettive nel corso della crescita anche solo due al giorno per i mille giorni che separano la nascita dal compimento del terzo anno det, fanno duemila omissioni tonde tonde e che pure risponde a queste omissioni piangendo disperato come solo un bambino sa piange-

re, dato che con questo comportamento-segnale sta comunicando al suo genitore che percepisce dessere esposto a pericolo mortale e che se cos non fosse, non si darebbe certo la pena di soffrire a tal punto, dato che non mica completamente idiota e che pure in accompagnamento al pianto con cui chiede aiuto emette anche urla e gesti di protesta con cui comunica dessere in profonda collera col suo tutore biologico che anzich proteggerlo e vigilare continuamente su di lui, altro non fa che esporlo a pericolo mortale, ebbene ecco che questo bambino, cio ciascuno di noi, dopo tre anni di MVF!!!!!! che pi MVF!!!!!! non si potrebbe, dato che lha pubblicamente pronunciato a altissima voce in casa e per strada, dinanzi a testimoni che hanno udito non dico le urla delle duemila reazioni di protesta-disperazione ma almeno un terzo diciamo di s, quindi vuol dire seicentosessantasette volte, ecco appunto che questo bambino dopo aver mandato pubblicamente a quel paese per seicentosessantasette volte la propria madre e il proprio padre come conseguenza dellovvio ed evidentissimo fatto che essi avevano torto e lui ragione, ecco che infine prende respiro e addensa il suo lungo ragionamento emotivo in una singola sconcertante conclusione, cio nellacquietarsi improvvisamente, riassorbire le giugulari allinterno del collo, riportare gli occhi dilatati dalla rabbia a dimensione normale, rasserenarsi in volto, abbassare la voce, abbassare le braccia, abbassare il capo e chiedere scusa. Ci vogliono tre anni per legare un cane rabbioso attorno al bacino di un bambino, ed indubbiamente molto faticoso, ma va anche detto che una volta fatto questo lavoro, il sistema funziona automaticamente e perfettamente per tutta la vita. Dopo aver legato il cane, il bambino infatti soggetto a uninversione dei comandi istintivi per la quale ogni volta che le condizioni ambientali sono tali da suggerire alla sua personalit che giunto il momento di arrabbiarsi e urlare MVF, si aziona la colpa che blocca il MVF, lo ricaccia in fondo alla gola laddove si accumuler in forma di rospo sempre pi grosso e fa uscire al suo posto uno scusa indegno e grottesco. Ma come scusa, se lui a aver fatto torto a me?!

Diciamo che il bambino, come ciascuno di noi, diventa il contrario di Fonzie, il celebre e simpatico bullo della serie tv Happy Days, al quale era impossibile pronunciare la parola scusa. Fonzie talvolta provava a chiedere scusa ed era motivo dilarit vedere che quel che gli usciva era solo un sibilo e un mezzo grugnito, presto sostituito da un atteggiamento di assurda fierezza, in quanto avrebbe veramente dovuto scusarsi perch aveva veramente commesso un errore o una mancanza verso qualcuno. Se diciamo che siamo come lui, pure se nella forma invertita, perch anche noi non possiamo pi assumere un atteggiamento di naturale fierezza quando veniamo fatti oggetto di una mancanza o di un errore altrui. Solo che da noi il MVF non diventa neanche un sibilo o un grugnito, perch la colpa riesce a bloccarlo prima ancora che si formi come idea nel nostro cervello, sicch tutto ci che si forma ed esce effettivamente solo un comportamento di fiero scusarsi. colpa mia! colpa mia! colpa mia! urlava il pazzo dentro il reparto e anche fuori, una volta che tre robusti infermieri lo condussero in giardino in una bella giornata di giugno. Cosa volete farci disse lo psichiatra che lo aveva in cura da anni e che sugger di fargli prendere un po daria visto che si era ormai nella buona stagione uno psicotico dissociato che agisce in modo contrario a quanto ragionevolmente ci attenderemmo e che afferma di fare cos perch sente nella sua testa delle voci insistenti che gli ripetono di agire in questo modo bizzarro e del tutto contrario al suo interesse Quindi grave dottore? Non ne sappiamo granch, sicuramente deve esserci un malfunzionamento neurale, forse a carico di un neurotrasmettitore o forse come conseguenza di una cattiva mielinizzazione di alcuni assoni. certamente una malattia rara, che fu descritta per la prima volta da un collega russo, il quale aveva ben tre pazienti simili ricoverati nel suo reparto a Stalingrado, e che da allora clinicamente conosciuta come sindrome di Skusakoff Accidenti poveraccio Eh s, non si vive bene con quelle voci in testa che tattaccano ogni cinque minuti. 66

Va detto e precisato che la sindrome di Skusakoff non si limita a rendere un individuo invalido nel riconoscere la colpa nellaltro quando chiaramente evidente che ce lha ed tutta sua. Ma anche nel renderlo invalido nel riconoscere che non ce lha quando le voci insistono nel fargli presente che colpevolissimo. Ma questo fronte lo conosciamo gi, dato che ne abbiamo parlato come di quel meccanismo interno che d origine alla guerra, mondiale o di condominio che sia, in base allinversione della trave e della pagliuzza. Ecco, se vogliamo essere precisi, la sindrome di Skusakoff si applica, nella sua forma attiva, a tutte quelle persone dalle quali lo psicotico si aspetta attenzioni e affetti ed in questi casi che essa lo induce a reagire con una profonda prostrazione ogni volta che tali attenzioni e affetti non giungono. Ma c di pi, perch questo avviene soprattutto quando evidente il dolo di chi gliele ha negate gli ha per esempio detto chiaro e tondo di togliersi dai piedi ed altrettanto evidente che proprio in questi casi che il nostro non si limita a patire unangoscia di perdita considerevole, ma subito assolve Giuda dal reato di tradimento e addossa a se stesso la responsabilit per laccaduto. colpa mia! colpa mia! colpa mia! Gridava la donna abbandonata dalluomo Sono io che non ho saputo essere abbastanza accogliente per indurlo a restare con me! Ma che dici, se evidentissimo che freddo come un serpente e non gli mai importato di nessuno se non di se stesso! Non vero, amabilissimo, che voi non lo conoscete! colpa mia! colpa mia! Superficialmente potremmo pensare che la colpa serva a riempire il vuoto creato dallangoscia di perdita, e in parte questo vero, ma per capire come funziona la colpa dobbiamo capire come si crea, cio in quale modo un cane rabbioso possa essere legato al nostro bacino nel corso dei primi tre anni di vita. Cominciamo con una prima domanda: chi il cane? Beh, per certi aspetti potremmo dire una parte di noi stessi che si incarica di frenarne unaltra affinch non pronunci il suo MVF. Questo sicuramente vero, 67

e come tutti sanno Freud lo chiam Super Io, ma altrettanto vero che la natura non stata cos perversa da farci nascere in conflitto con noi stessi, nonostante sia proprio questo che credono moltissimi psicologi. Le voci in conflitto sono infatti un prodotto di quella cultura che abbiamo sin qui conosciuto e analizzato. Ecco quindi che per capire come si forma la colpa non dobbiamo far altro che contare le teste che parlano delle lingue straniere e opposte nel pur unico cervello che abbiamo sopra il collo. Due le conosciamo gi e sono rispettivamente quella che si rivolge col bene del figlio al bene della madre e quella che invece urla che l fuori qualcuno venuto per farci del male, o che potrebbe presto giungere per farcelo, perch in questo momento per qualche imperscrutabile ragione nostra madre assente o ansiosa o nervosa. La prima la voce del vero volere bene, del volere bene programmato tra una madre e un figlio e che da noi stata manomessa per creare la seconda, che abbiamo chiamato dellamore catulliano. La prima testa dice con voce serena Mamma ti voglio bene sai? e parla a una mamma dolce e presente, non tesa e non ansiosa, che cura il suo bambino con affetto e tranquillit. La seconda urla in modo isterico e scomposto Mamma ti amo!! e parla a una mamma che era scomparsa e che poi finalmente tornata, o che era nervosa o ansiosa e che adesso (o sembra essere) di nuovo tranquilla. la voce postraumatica dellattacco di giubilo, con cui i bambini parlano alla mamma dopo aver pianto in conseguenza di un attacco di panico da essa generato. Fin qui nulla di strano, dato che sappiamo che luomo ha aggiunto alla normale voce con cui i piccoli parlano alle madri una voce nuova che parla di orrori e terrori. Il punto che questa seconda voce stata creata per dar vita alla disciplina. Solo spaventando a morte un bambino lo si pu costringere a cedere il comando sulla sua personalit e quindi solo precipitandolo molte volte nellorrore e nel terrore lo si pu indurre a cedere le chiavi del suo comportamento. In effetti, la prima cosa che impara un bambino che a questo mondo incredibilmente facile perdere il contatto col bene materno, e quindi facilissimo scivolare nel terrore della morte. Mentre la seconda che queste cadute possono essere limitate se solo si d ascolto alla madre e non pi a se stessi. In al-

tri termini, se il bambino ubbidisce e asseconda il dettato materno dormi per conto tuo, resta allasilo, vai da nonna anche se non vuoi pu attenuare il conflitto con la madre stessa e quindi ridurre le sue scomparse affettive. Capisco che non un gran che, perch lalternativa tra cedere se stessi tenendosi una madre sufficientemente isterica o non cedere per niente e tenersela del tutto acida, la qual cosa non porta a vero risultato n in un caso n nellaltro. Per altrettanto vero che un bambino cede per forza, perch non pu affrontare da solo il terrore in cui viene precipitato e quindi giocoforza sceglie la prima, per piegarsi alla quale occorre per ancora un passaggio, che appunto la creazione della terza testa. Il bambino ha capito che a questo mondo si scivola terribilmente e che la prima reazione quella di aggrapparsi alla madre per evitare di finire nel baratro, ma ha anche capito che cos facendo il baratro si fa pi vicino e profondo. Quindi crea a arte una terza voce alla quale affida il compito di zittire la seconda e di consegnarsi al baratro-scivolo senza drammatizzare troppo. Ma cosa strilli cretino? Non hai capito che mamma non centra niente in questa faccenda? Non hai capito che colpa tua se hai paura del baratro? E poi non hai sentito cosa ha detto, che questo non un baratro ma solo uno scivolo costruito apposta per il divertimento dei bimbi? La colpa imbavaglia la rabbia e la paura e fa ingoiare in un colpo solo al bambino i due sentimenti su cui costruita la sua vera natura, che da quel momento in poi vivr solo in forma inconscia, cio di verit non pronunciabili nel mondo delle parole e dei pensieri condivisi nella comunit degli adulti uniti in colonia. Perch se vero che tutti sappiamo che dobbiamo per forza accettare quello che ci viene imposto, anche vero che 1) non sappiamo assolutamente dire perch lo abbiamo dovuto accettare chi di noi saprebbe spiegare come fu addestrato a diventare quellanimale da circo che entra dal salumiere e dice buongiorno, quanto debbo? grazie tante, arrivederci e 2) che per il resto della vita proveremo rabbia e paura in riferimento a persone o situazioni cui difficile attribuire la responsabilit di averci fatto arrabbiare o spaventare.

Potremmo dire che la colpa risolve un problema Ok, ingoio rabbia e paura e ne crea due Sono incredibilmente arrabbiato e spaventato da certe cose innocue ma in realt questo non vero, perch sappiamo che uno dei due problemi in realt a sua volta una soluzione, ma procediamo per gradi, tanto abbiamo quasi finito il ragionamento, che possiamo cos ricapitolare: I. Il bambino nasce e cerca la madre. II. In conseguenza della riduzione affettiva la trova solo in parte. III. Questo lo induce a spaventarsi e arrabbiarsi. IV. La madre per almeno sei mesi lo lascia cuocere nel suo brodo, senza intervenire in suo soccorso, ma anche senza imporgli di star zitto. Lo lascia fare, cio appunto cuocere. Trascorsi i primi sei mesi, massimo dodici, la madre comincia a imporre la disciplina alcune madri anticipano il momento allavvento delle pappine salate, cio dal quarto mese in poi, ma possiamo considerarle uneccezione. A questo punto la situazione cambia. V. Il bambino posto dinanzi a un bivio: se si oppone al dettato materno, aumenta la punizione affettiva, nel senso che la madre ancor pi pronta a fare la faccia delusa o severa se non a minacciarlo verbalmente, dallanno e mezzo in poi e quindi a far crescere ancor di pi rabbia e paura in risposta a quella riduzione affettiva. Se invece asseconda il dettato materno, riduce la punizione affettiva e attenua rabbia e paura. Se diciamo che riduce la punizione affettiva vogliamo appunto intendere che la madre non torner mai quella che avrebbe dovuto essere sin da principio, cio serena presente e sorridente, perch se cos fosse stato non si sarebbero create le condizioni utili a manipolare il comportamento del figlio. Senza una dose seppur modesta di punizione affettiva, non possibile operare nessun condizionamento. VI. Una volta accettato con la forza il dettato materno, il bambino si trova dissociato: da un lato esegue i comandi imposti mangia anche se non gli piace quel che ingoia, va a dormire da solo anche se prova angoscia, va allasilo anche se non vorrebbe, ecc. essendosi in apparenza trasformato in un robot anaffettivo, al quale si pu imporre qualsiasi comando senza che egli ne abbia a ridire, o patire. Dallaltro 68

carico di rabbia e paura che debbono necessariamente essere collocate in qualche punto della realt, che per non ha avuto alcun ruolo nel provocarle e nel collegarle a se stesso (a se stesso punto della realt, ma ora mi spiego meglio). Il primo mezzo bambino quello che potremmo chiamare il Robot-vabene, cio quella parte del bambino che agisce secondo disciplina facendo cose che lo terrorizzano o che lo fanno infuriare senza pi terrorizzarsi o infuriarsi. Ciao Robot-va-bene, io ti saluto, me ne vado. VA BENE MAMMA STOP CI VEDIAMO DOPO STOP SONO FELICE DI RESTARE QUI ANCHE SENZA DI TE STOP risponde Rvb con la sua voce metallica. I suoi veri sentimenti? Sigillati sotto uno strato di cemento e doppia rete elettrosaldata nella cantina dellanima, che rappresenta la seconda met della sua persona psichica. Qui non troviamo pi un robot ma una larva di essere umano, dalla sensibilit acutissima e paranoide, che ha terrore dei piccioni, dei vermi, dei ladri, degli insetti, delle streghe, dei rumori, dei mostri, degli spiriti dei morti, dei ragni, del diavolo, dei luoghi chiusi, dei luoghi aperti, delle persone vestite di nero, delle persone, e che inspiegabilmente rabbioso verso se stesso, amichetti, lucertole, gatti, cani, persone di etnia differente, barboni, ecc. Sopra il Robot TUTTO BENE STOP sotto linvalido psichico Tutto male!! Mondo di merda!! dalla sensibilit dilaniata in chiara difficolt coi punti di realt sui quali stata scaricata lenergia emotiva di rabbia e paura estromesse dal piano di superficie. Ma insomma, inutile che mi dilunghi, perch avete capito che lingegneria comportamentale non pu fare miracoli e se si vuole trasformare un primate in una scimmia comunista avremo comunque un sopra e un sotto, cio un conscio e un inconscio. Cosa dite? Che non vi risulta affatto di essere dei robot-larva quanto invece delle persone morali e sensibili che vivono senza drammi la propria esistenza? Non intendo certo contraddirvi, perch so per esperienza quanto sia difficile infilare un piede di porco tra il primo e il secondo livello per far saltare la morsa della colpa e liberare la larva riducendo lobbligatoriet del robot in questo consiste il mio mestiere di psicologo e debbo dire che loperazione mi ricorda un po la torsione del col69

lo col quale il massaggiatore ci fa passare il mal di schiena dopo aver provocato un terrificante quanto benefico Croc! dentro la nostra nuca. Mi limito solo a chiedervi da dove provengano secondo voi gli incubi nei quali scappate terrorizzati dai malintenzionati che vi inseguono o la rabbia con cui reagite a chi vi taglia la strada quando percorrete viale delle Scimmie Morali, angolo via Sensibilit Senza Drammi. Sandor Ferenczi fu uno psicoanalista ungherese assolutamente incompreso perch parlava la lingua dellinconscio e non quella della disciplina freudiana e che nel 1932 scrisse un articolo che chiam Confusione di lingue tra gli adulti e il bambino, sottotitolo Il linguaggio della tenerezza e della passione. Che voleva dire Ferenczi? Che gli adulti non capiscono il bambino, esattamente come gli psicoanalisti suoi coevi non capivano il paziente, che poi ci che resta del bambino in cerca di comprensione o meglio di piedi di porco con cui essere liberato dalla tenaglia dellincomprensione. Forti delle nostre metafore possiamo entrargli in scia e aggiungere che mentre il bambino si spaventa e si arrabbia e dice alla madre Se solo tu, mamma, ti comportassi meglio con me, io non sarei costretto a terrorizzarmi e a strillarti tutti i giorni!, la mamma gli risponde Se solo tu, figliolo, ti comportassi meglio con me, io non sarei costretta a farti terrorizzare e strillare tutti i giorni!. Ma non pensiate che si tratti di un incomprensibile dialogo tra sordi, perch solo la via attraverso la quale il cane materno si lega alla vita del bambino per indurlo a chiudere sotto la botola della repressione psichica rabbia e paura e rispondere TUTTO BENE STOP alla sua educatrice sociale. Una volta fatto questo, il cane accompagner per sempre il bambino e poi ladulto, conducendolo con moralit e rispetto lungo il viale delle Scimmie Educate. Confusione di lingue? Ma no, no. solo che la mamma crede di star spiegando al bambino come deve comportarsi e che nel contempo egli fa dei normali capricci, perch tutti sappiamo come sono i bambini. Mentre il bambino intende che esposto a minaccia di morte e che quindi non ha altra possibilit che piegarsi. Se i ladri dicono O la borsa

o la vita, le madri si limitano a dirvi O leducazione o la vita e dato che in definitiva lunico scarto di questa operazione linspiegabile fobia dei ladri e dei piccioni, perch lamentarsi tanto? Chi di noi non ha imparato che in definitiva come dicono tutti solo colpa sua se ha tanta paura o se tanto arrabbiato col mondo? Talvolta basta un corso di ceramica o un viaggetto in un villaggio tutto incluso per rilassarsi, quindi finiamola col fare tanti drammi. STOP.

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13. La coscienza

La coscienza un contenitore di informazioni con dentro molte spiegazioni su fatti, persone, azioni, sentimenti e pi in generale su tutto ci che c da sapere a questo mondo. Ma se tutti possiamo essere daccordo nel dire che una grossa scatola piena di notizie, diverso il punto che riguarda la natura di quelle notizie, ossia se si tratti di notizie realmente vere. Perch in effetti se pure sappiamo che nella coscienza ci sono molte informazioni, nulla sappiamo di come ci sono finite dentro e di tutto possiamo essere coscienti meno che del modo in cui si forma la coscienza n dello scopo per cui si forma. La coscienza ha una funzione adattativa, nel senso che pensare non unattivit puramente cognitiva o speculativa, mentre unattivit altamente emotiva tanto che pensando una cosa bella ci si risolleva lumore mentre pensandone una brutta ci precipita al suolo. Questo fa s che il pensiero cosciente sia una specie di joy-stick col quale possiamo muovere verso lalto o il basso lumore e siccome di solito siamo piuttosto conservativi quanto a qualit dello stato danimo, la verit che finiamo col tenere il joy-stick permanentemente puntato verso lalto del buon umore. Senza che ce ne accorgiamo, ci sforziamo continuamente di pensare e di credere solo le cose belle, tendendo a ignorare o dimenticare o minimizzare quelle brutte. Per questo nella grande scatola cosciente stanno prevalentemente pensieri buoni, utili a risollevare lumore e a orientarlo in direzione di scopi felici e migliorativi.

Gi qui per potremmo interromperci un attimo e chiederci: daccordo, ammesso anche che la coscienza sia una specie di cric per rialzare da terra lumore depresso, chi ci dice per quale specie di ragione lumore sta schiacciato a terra? Beh, di nuovo la risposta piuttosto scontata, ed collegata al fatto che luomo non un animale qualsiasi ma un animale postraumatico che sconta permanentemente gli effetti delloperazione culturale con cui introduce i suoi figli nel tessuto dellazione comune. Abbiamo gi detto che a nessuno viene spiegato il come e il perch del trattamento che riceve nellinfanzia o per meglio dire, il vero come e il vero perch ma una versione adattata agli scopi che la collettivit gli impone. La versione cosciente del nostro modo di crescere non : Dobbiamo procurarti qualche centinaio di attacchi di panico per poterti introdurre un repressore degli istinti che ti faccia agire non come vorresti tu ma come ti imponiamo noi, di modo che al posto della tua personalit realmente unica e irripetibile, ne riceverai una omologata col marchio SAPIENS brevettato in Africa trentamila anni fa circa. E comunque lasciaci dire che un piacere farti questo, perch le tue urla di disperazione giungono curiosamente non sgradite al nostro animo piagato da analoga operazione a suo tempo. Potete stare sicuri che non troverete mai questo tipo di informazioni nella grande scatola della coscienza perch questo significherebbe puntare il joy-stick decisamente verso il basso e quindi dobbiamo contentarci della versione egualmente omologata col marchio SAPIENS: Tu sei cresciuto in un contesto di grande amore facendo i normalissimi capricci dei bambini, ma non per questo non sei stato sereno o non hai accolto con profitto leducazione che ti stata impartita con affetto. Circa la questione di ansia, irosit o depressione che talvolta ti colpiscono, beh sappiamo che questi mali oscuri possono accompagnare la normale esistenza di ciascuno e quindi non bisogna drammatizzare o cercare spiegazioni alternative, anche perch tutto quello che cera da dire sullansia lo ha gi detto Pierre Janet. La coscienza costruita per normalizzare lirreggimentazione comunista, per normalizzare il trauma con cui viene perpetrata e per normaliz71

zare lo stile di vita condotto allinterno della Grande Colonia Educata. Nulla di pi normale infatti che vivere in migliaia di condominii ammassati luno accanto allaltro come fossero migliaia di termitai costruiti con incredibile stoltezza luno a pochi centimetri dallaltro, nulla di pi normale che condividere con migliaia di estranei uno spazio di pochi ettari, nulla di pi normale che ripetere ossessivamente buongiorno, grazie, mettiamoci al lavoro, nulla di pi normale che piangere nel corso della crescita, nulla di pi normale che essere diventati una scimmiavaligia anzich la solita scimmia-zaino, nulla di pi normale che essere lunica scimmia che molesta sessualmente la prole o che si suicida o che ha inventato lodio, la guerra, la tortura, lo schiavismo, il sadismo, il masochismo, insomma nulla di pi normale che vivere secondo dozzine e dozzine di caratteristiche uniche della nostra specie, nevrosi cronica ed endemica compresa. La coscienza normalizza lincredibilmente strano facendolo apparire del tutto naturale. Nessuno di noi ha alcun ricordo o alcuna opinione dei fatti che gli accaddero durante i primi tre anni di vita e dunque delle vicende in cui fu coinvolto quando il suo carattere e la sua personalit erano estremamente condizionabili. Eppure d per inteso che non occorra conoscere nulla di quel tempo per poter dire qualcosa di appropriato a proposito di se stesso, il che come dire che una volta giunti in un paese straniero, a noi nulla interessa sapere del luogo da cui siamo partiti, n come ci chiamavamo, n chi fossero i nostri amici o per quale ragione avessimo deciso di intraprendere un viaggio proprio nel posto in cui siamo giunti. Ciao, come ti chiami? Mi chiamo, mi chiamo aspetta fammi vedere qui sul passaporto, ah ecco: mi chiamo Visto dingresso benvenuto in Neolandia, lei il numero di matricola 2098RCY75029LLSD5123 Ma no, come ti chiami veramente, qual il vero nome della tua personalit istintiva? Che vuoi dire? La mia personalit istintiva 2098RCY75029LLSD5123 Ma di, vuoi scherzare, non ricordi proprio nulla di quando sei partito, e del perch sei voluto venire proprio qui 72

Ma che stai dicendo, partito venuto proprio qui ma se io sono sempre stato qui Lasciamo perdere o anzi no, dimmi almeno se hai fatto buon viaggio TUTTO BENE STOP Nella coscienza non troveremo mai le informazioni pi interessanti e pi importanti da sapere ma solo una ripetizione a pappagallo di Io sono la matricola 2098RCY75029LLSD5123 unica e irripetibile, TUTTO BENE STOP, Sono in regola, ho lomologazione SAPIENS stampata sulla fronte, sui polsi e anche sul perineo, se vuol controllare Il che equivale a dire che parlare a una persona normalmente cosciente con termini diversi da quelli che la sua coscienza abituata a maneggiare, come fare la pubblicit a un televisore dai colori innovativi a chi possiede un televisore normale, il quale non gli permette di vedere la differenza proposta. La coscienza si organizza secondo tre linee di condotta che potremmo chiamare 1) del So benissimo quel che c da sapere, 2) del So qual il bene e quale il male e 3) del Siccome sono un uomo e non un animale, possiedo il libero arbitrio e sono unico e irripetibile. So benissimo quel che c da sapere. Qui ci riferiamo alla qualit autocritica della coscienza, la quale ben convinta che quel che sa proprio vero e non ha da essere messo in discussione. Non vi sar sfuggito che esistono dozzine e dozzine di opinioni in contrasto tra loro, persino su temi piuttosto scontati come lesistenza di dio o degli spiriti dei morti, dove i dati a favore dei fautori del Si capisce benissimo che c, o che ci sono, sono nulli. Ecco, la coscienza bravissima a tirare fuori il coniglio dal cappello, anche se in mano non ha il coniglio e neanche il cappello! E voil!!!, fa il teologo mimando il gesto del coniglio e del cappello, senza avere n luno n laltro davanti a s. E milioni di Scimmie Adoranti urlano S!!!!! Bravissimo!!!!! Che meraviglioso Coniglio hai tirato fuori dal tuo Cappello!!!!! Lo vediamo!!!! Lo vediamo!!!! Ancora!!!!! Ancora!!!! E voil!!!!!

S!!!!! Bravissimo!!!!! Qui osserviamo la versione credulona della coscienza, ossia il fatto che la coscienza non serve a credere cose vere ma a credere punto. Il joystick punta direttamente e permanentemente verso lalto. Nulla di strano, visto che le scimmie comuniste hanno perso lautonomia e non possono pi essere guidate dai loro istinti. O credete che tagliare la testa con dentro lio ai bambini non li consegni a una vita da deformi, che privi di cervello orecchi e occhi diventano inevitabilmente preda di chiunque asserisca daver pensato, visto o udito quel che a loro non riesce pi di pensare vedere o udire? Io ho finalmente capito!!! disse luomo senza cervello. Io ho finalmente visto!!! disse luomo senza occhi. Io ho finalmente udito!!! disse luomo senza orecchie. Noi sappiamo!!! dissero i tre uomini in coro. NOI SAPPIAMO!!! dissero i sei miliardi di uomini senza testa in coro. Pi in generale, noi non ci poniamo mai il dubbio se quel che sappiamo sia effettivamente vero o se rappresenti davvero tutto quello che c da sapere. Di solito, quel che sappiamo ci sembra una misura pi che sufficiente di quello che c da sapere, sia in termini di quantit che di autenticit. Io non ho mai incontrato nessuno che riconoscesse di non sapere o di sapere molte cose false, il quale cio dicesse a se stesso e a chi lo incontra: Mi rendo conto che mi mancano molte informazioni importanti e ci che peggio che quelle che possiedo sono del tutto sbagliate! Al contrario, conosco migliaia di persone che dicono: So tutto quello che c da sapere e le informazioni che possiedo sono tutte vere. inevitabile che ciascuno di noi ritenga che quel che sa sia esattamente quel che c da sapere. Naturalmente non mi riferisco a quei casi in cui qualcuno vuole conoscere usi e costumi di un popolo lontano, o di come si formi una stella, ragion per cui chiaro che si muove in cerca di informazioni riconoscendo senza alcuno sforzo di non sapere niente dellargomento. Mi riferisco invece alle cose che tutti sappiamo e di73

ciamo di sapere anche se su di esse non si mai discusso apertamente e che non sono state oggetto di insegnamento a scuola e cio: chi sono io, perch ho sempre mal di testa, perch i bambini piangono, cos la colpa, perch esistono gli asili, ecc. ecc. Tutte le informazioni riguardanti il modo in cui luomo produce cloni culturali di scimmie comuniste, non di pertinenza della coscienza perch la coscienza un prodotto della formazione del clone e quindi costruita per dare per inteso che sia normale e giusto essere un clone SAPIENS TUTTO BENE STOP. Ma questo non tutto, perch la coscienza non solo non si pone la questione se questo modo di essere rappresenti il modo giusto e normale di essere, ma diventa estremamente suscettibile se qualcuno cerca di sostenere lipotesi contraria. La coscienza molto sapiente mancherebbe altro, ce lha tatuato pure sul perineo il suo marchio di saggezza ma anche molto insicura, perch sinnervosisce subito appena qualcuno prova a mettere in dubbio le sue verit. So qual il bene e quale il male. Nessun campo di pertinenza pi falso e blindato di quello del bene e del male, cio della morale, che altro non se il modo in cui il pupazzo con le braccia al posto delle gambe, le gambe al posto delle braccia e un chiodo e un fiore nei buchi degli occhi, conduce la sua normale e scontata esistenza. Il pupazzo non sa dessere un pupazzo e quindi vive secondo letica tipica dei pupazzi, che non sanno davere subito la riconversione degli arti ed essere stati privati degli occhi. Diciamolo chiaramente, la morale non qualcosa che si insegna, o meglio, che si pu anche provare a insegnare, e in effetti quando siamo piccoli tutti ci dicono come comportarci, e talvolta anche quando siamo grandi e facciamo la fila al supermercato stando un po fuori posto. Per resta vero che la morale soprattutto un fatto interno, personale, che sentiamo immediatamente e spontaneamente. E che se anche da fuori possono dirci come fare la fila o quante tasse dobbiamo pagare, nessuno ma proprio nessuno! pu e deve venirci a insegnare come ci dobbiamo comportare nei nostri rapporti intimi e privati. Nessuno pu venirmi a dire quale sia il bene o il male quando si parla del rapporto tra

me e mia madre, o tra me e mio padre, o tra me e mio fratello, o tra me e mia sorella, o tra me e mia moglie, o tra me e i miei figli chiaro?! Nessuno pu venirmelo a dire perch lo so gi benissimo da solo e dir di pi e cio che non solo lo so per ci che riguarda i rapporti coi miei parenti stretti, ma anche per quel che riguarda il rapporto tra me e tutti gli altri. Noi crediamo di conoscere il modo giusto di comportarci con gli altri, ma in realt quello che crediamo essere il bene della condotta comune solo una lontana derivazione del vero bene, completamente contaminata dal male, mentre quello che chiamiamo male di solito ci che originariamente ci riconduceva al bene. Nei mammiferi il bene lamore che lega una madre al piccolo o che lega con una motivazione di gioia pura due o pi adulti che di solito sono cresciuti insieme. E il male non esiste. Luomo non ha inventato solo lodio ma anche il male e se vogliamo essere precisi dobbiamo dire che esistono due mali. Uno vero, che quello che ogni madre umana fa ai suoi figli in modo involontario e inconscio, anche se questo non fa differenza, dato che il pianto del suo bambino dovrebbe spingerla a calmarlo, e a baciarlo, cosa che invece non fa perch non sente di fare. E uno falso, che quello di chi, avendo subito il male vero, prova a rispondere per riportare le cose nel modo in cui avrebbero dovuto andare. Ecco, diciamo che esistono due attori morali, uno dei quali segue le regole del mondo e nasce per amare e che quando si trova colpito dal male vero reagisce chiedendo giustizia, rispetto, tutela per la sua dignit personale e per la sola cosa bella che esista nella vita, che laffetto tra due esseri viventi capaci damarsi. Mentre laltro gli volta le spalle, gli nega lamore, lo fa disperare e lo costringe a smettere di urlare per riavere lamore che gli spetta, pur di tatuargli il marchio sul perineo. Noi chiamiamo male la protesta che i bambini oppongono allarruolamento nella Grande Societ delle Scimmie Educate, e non quello che gli facciamo per arruolarli. Ossia, in pratica, diciamo che male chiedere che venga rispettato il patto damore tra mammiferi.

E no, carissimi bambini, ormai siete nati, cio siete arrivati al tavolo per le iscrizioni, quindi siete nostri. Non dovete, carissimi bambini, avere paura delle nostre mani che poi sarebbero piedi o dei nostri occhi col chiodo e col fiore. Noi siamo il bene, noi vi vogliamo bene e se vi facciamo disperare solo perch vi vogliamo un mondo di bene. Noi siamo il bene che vi guarda negli occhi coi chiodi e coi fiori e che vi carezza coi piedi. Lo so che non capite, ma non capite proprio perch siete ancora bambini e solo crescendo un po capirete qual il bene e quale il male. Il male che voi cerchiate di scappare o pensiate di impazzire. Ma sbagliate! No no no no carissimi bambini, non dovete assolutamente volere male a mamma e pap o alla maestra dellasilo o alla suora o a questo o a quello; qui a questo mondo nessuno vi vuole male e tanto meno mamma e pap blasfemi solo a pensarlo!. Lunico male che c a questo mondo quello che nasce in voi in risposta al nostro amore e al nostro bene. Sapete, carissimi bambini, purtroppo i bambini non sono saggi come gli adulti infatti non hanno ancora il perineo marchiato e quindi non possono sapere cosa giusto e sbagliato. Ma se seguite il nostro esempio e se ci lasciate fare senza protestare troppo, presto sarete anche voi come noi, con le braccia al posto delle gambe e un bellissimo chiodo e un bellissimo fiore nei buchi lasciati vuoti dagli occhi, che a voi come a noi vanno cavati con lamore. Ricordate che il bene lamore con cui gli adulti umani trattano i loro bambini, e anche i loro simili e tutti gli animali del creato, che furono fatti da Dio a misura del loro vitto e del loro alloggio ma questo scritto chiaramente nel primo libro dellAntico Testamento, che ognuno dovrebbe gi conoscere quindi se qualcuno ha un dubbio bene che si abbassi un attimo le mutande per consentirci di controllare se ha il marchio a posto

Il bene delluomo non pi il vero bene dei mammiferi, perch pieno di angoscia. I nostri scambi affettivi vengono sin dallinfanzia sovralimentati dal bisogno di essere calmati per il terrore che il bene con cui siamo trattati genera in noi, sicch mentre i mammiferi amano esclusivamente sulla base della gioia, noi amiamo per met sulla base della paura ti prego! torna da me! torna! torna! ti prego! ti prego! ti prego! e per met sulla base delleuforia tornato!! tornato!! lo sapevo che tornava!! tornato!!! ti amo da impazzire!!! da impazzire!!!! tornato!!!!! cio dellattacco di giubilo. 74

Gli animali amano, noi giubiliamo. Gli animali hanno solo il bene, noi abbiamo anche il male (vero), e chiamiamo male (falso) la protesta con cui i bambini reagiscono alla privazione del bene, da cui nascer lodio fra popoli. In due parole, la mancanza di bene il male vero, mentre il male falso la protesta alla mancanza di bene. Voi state sicuramente pensando che io esageri, ma come ho detto purtroppo non esagero mai e vi fornisco prova di quel che dico. Esistono due versioni della coscienza che possiamo chiamare versione uno e due (cio falsa e vera) e sappiamo che la seconda pu essere creata attraverso un processo che si chiama psicoterapia. Allinizio di una psicoterapia la persona crede e dice: 1. Ho lansia 2. La mia infanzia stata buona 3. Mio padre era molto severo ma per fortuna cera mia madre 4. Sono sempre pronto a occuparmi del prossimo, o a pagare per tutti 5. Mangio tanto perch ho sempre molta fame 6. Rido nel raccontare delle proibizioni che mi venivano imposte durante ladolescenza perch la cosa mi fa ridere e poi meglio ridere che piangere, no? 7. Non riesco a trovare una persona giusta da amare perch sono sfortunato 8. Non posso fare a meno di andare a trovare i miei genitori ogni domenica, perch mi sentirei in colpa se non lo facessi e poi ormai sono anziani e mi fanno pena. La versione uno contiene alcune informazioni dogmatiche come Ho lansia, o La mia infanzia stata buona, sulle quali la coscienza sente di non dover riflettere pi di tanto e per le quali non si ingegna neanche a trovare un perch, limitandosi a conservarle come constatazioni di una normalit priva di interesse storico. Altre sono invece accompagnate da una spiegazione introdotta da dei perch che potrebbero anche essere giusti, ma che di nuovo la coscienza non si premura mai di verificare davvero attraverso una epistemologia esistenziale del tipo Ma 75

perch ho sempre pensato che fosse proprio questa la ragione del mio comportamento? Sui suoi perch poi pi che permalosa, dato che se qualcuno prova a farle intendere che potrebbero non essere completi e giusti, di solito reagisce stizzita. Al termine del processo di terapia, che dura da alcune settimane a alcuni anni, a seconda della reattivit della persona cui si offrono le nuove informazioni, si ha la versione due: 1. Ho lansia perch sono stato esposto a centinaia di attacchi di panico nel corso della crescita e in effetti ricordo che allasilo ero terrorizzato, che nella mia cameretta non riuscivo mai a addormentarmi perch pensavo continuamente che potessero entrare i ladri dalla finestra, che quando destate mi mandavano al paese da mia nonna non facevo che chiedere di tornare a casa Come noterete, dal dogmatismo sintetizzato nellespressione Ho lansia, si passati a una versione corredata non solo di perch, ma soprattutto di ricordi che sono subito ricomparsi non appena il terapeuta ha offerto la sua ricostruzione personalizzata. In sintesi, dopo averlo attentamente ascoltato, la persona postraumatica ha smesso di agitare le mani coi pollici nelle orecchie e di urlare LLALLALLA! e ha detto Caspita vero. 2. La mia infanzia non stata buona. Ho sempre creduto il contrario perch non mi ero mai soffermato a pensarci davvero e comunque tutti mi hanno sempre detto che ero felice, ma ora che ci ho ripensato con attenzione, capisco che molte cose non sono affatto andate come dovevano e questo spiega per esempio perch non ci sia una foto in cui io abbia unespressione felice. 3. Mio padre era severo ma se mia madre non avesse avuto un interesse pur inconscio a farlo imperversare su di noi, avrebbe potuto risparmiarci un mare di dolore. Oggi credo che lei si sia servita di lui per farci passare linferno che lei visse da bambina per colpa di suo padre, che era severissimo. E se penso che ho sempre creduto che fosse davvero dalla mia parte 4. Occuparmi del prossimo non stata una mia scelta spontanea, ma leffetto prodotto dalladdestramento ricevuto. Sono diventato servile ed efficiente perch questo era il modo perfetto per non far ar-

rabbiare mia madre. Mi sembra di essere stato un orso ammaestrato per quasi quarantanni, sempre pronto a fare qualsiasi cosa pur di non vederla corrucciata, o dispiaciuta, o delusa 5. Mangiavo tanto per scaricare il nervosismo. Da che ho vinto la paura di parlare schiettamente coi miei e ho potuto esprimermi in modo critico per il modo in cui mi hanno cresciuto, sono dimagrito di quindici chili! E il bello che non ho pi quella fame nervosa che mi ha tormentato per decenni! 6. S, ridevo perch era rabbia repressa. buffo, lo fanno tutti: ti raccontano di quando il padre gli diede un ceffone in piena faccia e zac!... ridono! proprio vero che la memoria risveglia la rabbia legata allepisodio, ma che la censura della colpa le impedisce di esprimersi e la ritrasforma in riso. Roba da non credere un vero riflesso condizionato 7. Ora capisco che se non trovavo la persona giusta, o peggio, se trovavo sempre quella sbagliata, perch rimettevo in atto il rapporto che avevo appreso nellinfanzia. Non ero abituato alle dolcezze e anzi mi aspettavo sempre dessere ferito, quindi allontanavo io per primo le persone affettuose, vendicandomi in questo modo anche del rifiuto che avevo subito da piccolo. Quando invece incontravo una persona sfuggente, la inseguivo sperando che si accorgesse di me, come ho sempre fatto con mia madre e mio padre da bambino 8. Ora non vado pi a trovarli tutte le domeniche, solo di quando in quando e poi sto veramente poco, perch mi danno subito sui nervi, anche perch non sono cambiati poi tanto. La pena che provavo per loro era del tutto artificiale, ed era quella che avrei dovuto provare per me ma che regalavo a loro per poter restare pi convintamente nella morsa della dipendenza. Anzich sentire che era colpa loro e che io dovevo far pena a me stesso, sentivo lesatto contrario! Incredibile davvero! E ancor pi incredibile come in pochissimo tempo questi due sentimenti si siano invertiti, tornando al loro posto! Potremmo fare molti altri esempi in proposito, ma credo che il concetto sia chiaro. Non esiste nulla di pi effimero della coscienza, che infatti in quattro e quattrotto pu cambiare dal giorno alla notte. Naturalmen76

te, perch questo accada, non basta fornirle delle informazioni contrarie a quelle che possiede. Occorre infatti preliminarmente che il soggetto sia fortemente motivato a uscire dalla sua trappola e cio che senta di non poter pi sostenere il peso emotivo della sua condizione. Le informazioni che il terapeuta gli fornisce, fanno semplicemente da stimolo ai suoi veri sentimenti che trasformandosi riscrivono la mappa di superficie la colpa cede e libera lespressione della rabbia critica, cui segue in automatico la riattivazione del comportamento sociale intimo. Ecco, diciamo che la coscienza solo la mappa di superficie dei veri sentimenti di profondit. Per questo una scimmia comunista dir a se stessa e agli altri e prima o poi, se pu, a tutto il mondo di conoscere perfettamente quale sia il bene e quale il male a questo mondo: il bene essere una brava scimmia comunista, il male, opporsi a questo destino privilegiato. Siccome sono un uomo e non un animale, possiedo il libero arbitrio e sono unico e irripetibile. Il terzo punto caratteristico della coscienza del tutto scontato e segue il principio, noto a chiunque, che quanto pi stata sfortunata linfanzia di un soggetto, tanto pi costui pu sviluppare una reazione narcisistica con la quale delirando si convince del contrario: Sfortunato io? Vuoi scherzare? Chi meglio di me! Ma se ti hanno trattato malissimo! Falso! Mi hanno adorato! E poi non vedi come sto bene! Come sto benissimo! Ho detto o non ho detto TUTTO BENE STOP!? E allora smetti di insistere, anche perch io lo so perch insisti s che lo so che sei invidioso, INVIDIOSO capito?! E il libero arbitrio? Liberissimo! Io sono liberissimo! Non sono mica un animale schiavo degli istinti! Io ho la ragione, il raziocinio, la razionalit, la ragionevolezza, chiamala come ti pare. Io decido per me stesso e sono unico e irripetibile e poi ho lanima immortale e la benedizione di Dio

Scusa ma come fai a dire che sei libero, se hai subito un condizionamento culturale durato quindici anni? Se c un essere vivente che non libero proprio luomo, non credi? Cosa vorresti insinuare?! Che io sono come un animale?! Vergognati! Gli animali non hanno unanima, lo sanno tutti! Solo luomo ha lanima e solo luomo andr in Paradiso! Luomo aspetta il paradiso perch vive male la sua vita e infatti di solito abbastanza infelice e per questo prega Dio di consolarlo, di rafforzarlo e di guidarlo in direzioni migliori. Mi sembra un libero arbitrio con troppe richieste di consiglio e conferma E poi non pare anche a te che quella che chiami razionalit sia proprio lobbligatoriet di fare non ci che senti, ma ci che ti fu imposto con la forza? No! Sono mie scelte libere! E poi di quale imposizione e di quale forza parli? A me nessuno ha mai imposto niente, se non la giusta educazione che ognuno deve ricevere? Anzi, mi pare che tu con questi ragionamenti vada a parare proprio dove ti pare a te! Caro il mio te troppo facile fare il furbetto! Eh?! Non vero?! Non vero?! Eh?! Eh?!... Ma insomma, non puoi negare che tu abbia subito un condizionamento e che tu sia stato educato a agire in modo diverso da quello istintivo. Non sto a dire se bene o male, voglio solo dire che non spontaneo, dunque non neanche libero, no?... LLALLALLA! (urla ruotando le mani coi pollici nelle orecchie). Fine della storia della coscienza LLALLALLA! che seppure dice un sacco di sciocchezze, ha senza dubbio un nome che d tanta allegria. E daltra parte, sempre meglio coscienza LLALLALLA! che Coscienza SAPIENS o Coscienza del Perineo o Coscienza TUTTO BENE STOP o semplicemente Coscienza Comunista.

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14. Il sesso

Il sesso, assieme alle disgrazie del prossimo, largomento che pi appassiona la scimmia comunista. Ma nonostante questo, si pu dire che del sesso sappiamo tutto meno le due cose pi importanti da sapere, e cio che il nostro sesso funziona malissimo e che siamo ipersessualizzati. Nessuno pensa di essere ipersessualizzato tanto che quando vuole stigmatizzare lenfasi amatoria di un suo simile lo chiama animale o porco, dimenticando che gli animali sottostanno alla regola pressoch universale di fare sesso un paio di volte lanno, in coincidenza con lestro delle animalesse, il quale estro a propria volta sincronizzato con le stagioni pi favorevoli per mettere al mondo la prole. Per undici mesi lanno i porci sono casti come santi, mentre luomo che non un porco! pu accedere alla sua femmina tutti i giorni che vuole. In altre parole, le femmine umane hanno lestro permanente e questo significa che la porta della nostra sessualit sempre potenzialmente aperta. Questo capitolo diviso in quattro parti, perch deve rispondere a quattro domande: Cos il sesso? Perch il nostro sesso funziona malissimo? Perch siamo ipersessualizzati? Perch la cultura reprime il sesso? Cos il sesso? Il sesso un modo per mescolare il materiale genetico di due individui distinti. Ogni cellula del nostro corpo replica sempre fedelmente il suo DNA, nel quale sono custodite le informazioni con cui viene costruita ogni parte del nostro corpo. Unica eccezione, le cel78

lule germinali, che contengono solo met del corredo genetico e che sono programmate a ricongiungersi con delle cellule complementari aventi anchesse un DNA dimezzato. Un tempo, quando eravamo ancora creature in mare, il sesso era molto facile da praticare, perch bastava fluttuare nella corrente e prima poi ti capitava sempre di trovare la tipa giusta, nel senso che ci finivi contro e lei non poteva opporre resistenza. Lunico difetto era che in realt a finirci contro non eri proprio tu, che di solito stavi attaccato a uno scoglio del tutto insignificante, ma il tuo sperma, liberato nella corrente. Ecco, diciamo che allinizio il sesso era piuttosto dispersivo, perch dovevi eiaculare alla cieca e sperare che qualche sventurata donzella ricevesse almeno una goccia dallo champagne partito dalla tua bottiglia sottomarina. Poi per le cose si sono fatte pi serie e venendo a terra si dovette cambiare strategia, anche perch stappare nei cespugli del sottobosco, o nellerba alta della radura, o dai rami di un albero o nel greto secco di un fiume, non aveva pi lo stesso risultato. Tutto champagne sprecato, perch era venuto meno il mezzo attraverso il quale lo sperma poteva viaggiare da noi a lei. Dovemmo quindi personalmente metterci in cammino verso di lei e da questo nacquero le due caratteristiche principali del sesso, che sono: A) dover litigare con tutti gli altri maschi in cammino verso di lei; B) dover litigare con lei per convincerla che il nostro il miglior champagne prodotto nei dintorni di Reims. (Beato il porco allora, che litiga solo due volte lanno.) Il sesso poi tanto pi sicuro quanto pi il materiale in questione viene consegnato vicino alla sua controparte cellulare, il che fa di noi delle prolunghe meccaniche dei nostri spermatozoi e delle nostre uova. La prolunga-maschio deve industriarsi a portare lo sperma il pi vicino possibile al luogo in cui custodito lovulo della prolunga-femmina, il che vuol dire, per noi essere umani, circa quindici centimetri dentro il suo ventre (i pi valorosi andranno anche qualche centimetro oltre, ma questo fa poca differenza). Mentre la prolunga-femmina, deve portare il suo ovulo il pi vicino possibile al luogo in cui viene rilasciato lo sperma, il che vuol dire farlo rapidamente scendere lungo le tube di Falloppio proprio quando lui l l per stappare.

In sostanza, nulla di diverso da un rifornimento di benzina, in cui il maschio-distributore deve muoversi con la sua pompa in direzione della femmina-auto e indurre nel contempo la femmina-auto a aprire il suo tappo solo quando si assicurata la miglior pompa del mondo. Pu sembrarvi di nuovo riduttivo, ma in realt tra i biologi si tratta di una verit arcinota che stata raccontata dozzine di volte. Se qualcuno vuole, pu leggere La regina rossa, di Matt Ridley, che nei due capitoli centrali del libro racconta in modo accurato e divertente tutto quel che c da sapere sullargomento. Il discorso sulla prolunga contiene poi uno dei messaggi che a noi interessano del sesso e che : ciascuno di noi ha in s un programma per condurre presso la sua controparte sessuale il proprio pezzo di DNA dimezzato e che si pu sintetizzare nella formula: Io devo venire a te attraverso una serie di passaggi ritualizzati. La potremmo chiamare la formula dellincontro per il sesso, cio per lo scambio di materiale genetico. Dove per lelemento chiave non il sesso come sinonimo di scambio, ma il sesso come sinonimo di incontro. Nel momento stesso in cui il DNA ha deciso di dividersi a met, ha anche messo a punto un sistema di azioni finalizzate a indurre il proprietario del corpo a recare quella met presso un socio daffari, facendo di noi dei giganteschi rappresentanti di sperma e uova, con tanto di auto aziendale, elenco dei clienti e planimetria del territorio sul quale incontrarli. Perch il nostro sesso funziona malissimo? Chiariamo subito che per funziona malissimo intendiamo: che a lui non si alza, o si alza poco, o si alza per troppo poco tempo (impotenza), o si alza ma non si stappa mai (anorgasmia), o che ha chiuso il distributore per lutto circa venticinque anni prima e da allora pratica la castit del benzinaio (inibizione del desiderio sessuale). E che a lei non si lubrifica (non si apre il tappo, cio vaginismo), o le fa un male terribile (dispareunia), o che anche lei ha chiuso per lutto lauto in garage circa venticinque anni prima e da allora prende solo i mezzi pubblici. Oppure, che a lui piace strusciarlo qua e l (frotteurismo), o che gli piace mostrarlo davanti alle scuole dopo aver aperto allimprovviso limpermeabile (esibizionismo), o che pretende di 79

infilarlo dappertutto meno che nel tappo per la benzina (disordine sessuale), o che si eccita leccandole le scarpe (feticismo), o che eroga carburante per pochi secondi non dandole neanche il tempo di aprire il tappo (eiaculazione precoce), o che fa un rifornimento molto brusco e brutale (sadismo sessuale), o che ama che la jeep di lei salga sul suo distributore e ne comprima gli ingranaggi (masochismo sessuale), o che ama far fare rifornimento a donne che non hanno alcuna intenzione di servirsi presso quel distributore (violenza sessuale), o che va a riempire di benzina i tricicli di figli e bambini (pedofilia, molestie sessuali). Lelenco molto lungo e chiunque voglia farsi davvero unidea dei numerosi capitoli di cui composto il volume Il sesso della scimmia comunista, dovrebbe dare unocchiata a un sito porno preferibilmente statunitense, che di solito offre i menu pi ricchi e aggiornati. L troverete almeno sessanta diverse categorie di azioni sessuali con lesclusione delle violenze esplicite, per le quali dovete fare una ricerca pi accurata che vi daranno unidea di come il semplice atto di stappare una bottiglia di champagne abbia finito collassociarsi a pratiche decisamente disgustose. Spero che non vi lasciate frenare dal principio che i siti porno sono roba sporca, perch prima di giungere a questa ovvia conclusione, dovreste domandarvi perch da un lato il sesso venga avvertito come effettivamente censurabile, mentre dallaltro produca il pi alto fatturato nel commercio di Internet. Stabilito dunque che per funziona malissimo dobbiamo intendere questo gran numero di cose, aggiungiamo per che anche possibile tracciare ununica linea generale per raggruppare questo lungo elenco allinterno di due sole categorie, che sono il sesso aggressivo e il sesso depresso. Al sesso depresso appartengono linibizione del desiderio sessuale, limpotenza, il vaginismo, lanorgasmia e la dispareunia, mentre a quello aggressivo tutte le altre specialit, che si contraddistinguono per il grado crescente di violenza a esse associata. Di dove viene la contaminazione tra sesso e depressione o violenza? Ovviamente dalle conseguenze della traumatizzazione precoce, che condiziona ogni dinamica di relazione postinfantile. I bambini non diventano solo timidi o aggressivi socialmente, ma anche, dopo la puber-

t, timidi e aggressivi sessualmente, il che fa s che se noi li maltrattiamo affettivamente per farne pedine da collettivo, incidiamo anche sul loro programma di incontro sessuale. Tutti gli animali sono normali rappresentati di uova e sperma, che vanno con le loro auto aziendali presso la controparte indicata sulla planimetria fornitagli dallazienda DNA Spa e che giunti presso lufficio del socio da incontrare, fermano lauto nel parcheggio, suonano il citofono, si annunciano, salgono le scale, allungano e stringono la mano in segno di saluto, bevono un drink per rompere il ghiaccio, si spogliano, copulano, si rivestono, si salutano e ripartono con lauto fischiettando. Noi no. Noi, nella versione depressiva o non andiamo per niente e ci rinchiudiamo in casa al buio dopo aver staccato il telefono e stracciato lelenco dei soci fornitoci dallazienda. Oppure andiamo a visitarli a piedi, impiegando tanto di quel tempo da essere costretti a rincasare non appena giunti fuori della loro porta, cui non possiamo pi bussare dato che s fatta notte fonda. Oppure andiamo ma parcheggiamo lauto a grande distanza nascondendola dietro una folta siepe di allori, ci avviamo guardinghi e citofoniamo mordendoci le unghie; alla domanda Chi ? rispondiamo con una vocetta isterica, saliamo con la tachicardia e le mani sudate, entriamo, non allunghiamo la mano per salutare, non beviamo il drink o ne beviamo sette, copuliamo guardando il soffitto, ci rivestiamo di corsa, ci precipitiamo nellauto e ce ne andiamo sgommando col groppo in gola. In quella aggressiva arriviamo invece col SUV nero a grande velocit nel loro parcheggio, saliamo le scale dopo aver forzato il portoncino dingresso, sfondiamo con un calcio la porta, li prendiamo per il collo, li sodomizziamo (cio gli mettiamo la benzina nel serbatoio dellolio), gli rubiamo i drink e ce ne andiamo con lo stereo a tutto volume per le strade della citt. La DNA Spa Ramo Umano ha dunque da tempo questo grosso problema, che possiamo cos riassumere: essa adotta delle tecniche speciali di assunzione, che consistono nel far fare ai suoi dipendenti un Corso di Traumatizzazione che li rende sottomessi ma anche timidi e aggressivi. Questo la premia sul piano dellorganizzazione aziendale interna, ma la 80

penalizza su quello dello scambio commerciale e dimezza il numero di trattative chiuse con successo. Se unazienda porta a casa solo 500 nuovi contratti al giorno, quando gliene servirebbero almeno 1000 per sopravvivere, rischia il fallimento, che fuor di metafora, per una specie con problemi di accoppiamento, vuol dire estinzione. Ecco dunque la trovata della ditta: dato che i suoi rappresentati sono resi parzialmente invalidi dal Corso e rendono poco nel commercio estero, li forniscono di cocaina e Viagra affinch superino langoscia legata allincontro col socio indicato ed eseguano senza troppe storie lo scambio prescritto. La traumatizzazione li rende diffidenti e chiusi? Niente di meglio che una compressa blu e un sacchetto di polvere bianca per risolvere il problema. Questo trasformer anche il pi timido dei dipendenti in un Tarzan del sesso. Perch siamo ipersessualizzati? Perch senza urlo e liana non andremmo pi da nessuna parte e la nostra specie maltrattante si estinguerebbe assieme agli effetti del suo stesso automaltrattamento. Il libro pi famoso di Desmond Morris, La scimmia nuda, fu scritto per capire perch fossimo fatti nel modo in cui siamo fatti e concentr gran parte della sua attenzione sulle ragioni della nostra nudit. Secondo una tesi molto diffusa ripresa anche dallAutore, ci saremmo ipersessualizzati diventando una Scimmia libidinosa per favorire il legame di coppia. Alla base di questa teoria vi il seguente ragionamento: attraendo di continuo il suo maschio, la superfemmina lo avrebbe reso dipendente da lei e si sarebbe garantita un aiuto nello svolgimento delle faccende domestiche, tipo fare la spesa (nella savana) e occuparsi dei piccoli. Per questo riprodusse la gestalt delle natiche sul tronco il seno praticamente il posteriore tanto caro al maschio ricostruito sul davanti del corpo femminile, per compensare il cambio di posizione introdotto dalla postura eretta e si sbarazz di ogni pelo, diventando appunto una scimmia nuda. I due limiti di questa versione sono che esistono molte organizzazioni matriarcali nella quali lassistenza maschile alla prole fornita dallo zio materno e dunque almeno in quei casi la nudit femminile non avrebbe risposto alla scopo di fare da esca sessuale. E che

superfemminilizzandosi, la femmina umana non ha finito collattrarre solo il suo maschio, ma ogni altro maschio attorno a lei, il che rende pi credibile la tesi contraria, secondo la quale il suo maschio avrebbe finito col restarle attaccato non tanto per consumare amplessi, quanto per evitare che altri facessero la stessa cosa alle sue spalle. A me pare invece piuttosto probabile che lipersessualizzazione abbia proceduto di pari passo con la traumatizzazione infantile, perch come detto senza unadeguata compensazione della motivazione a unirsi per via sessuale, sarebbe stato difficile superare gli impedimenti prodotti dallinibizione a unirsi per via sociale. Perch la cultura reprime il sesso? Da ultimo, il freno della societ. Povera scimmia comunista, non bastava la prima frenata provocata dal trauma, cui si aggiunta la contro accelerazione provocata dallipersessualizzazione No, a questo ha fatto seguito anche il secondo freno posto da molte societ, che inibiscono e reprimono il sesso condannandolo con ferocia. Siamo talmente abituati a convivere coi tab sessuali che ci pare del tutto scontato considerare il sesso come qualcosa di un po sporco e perverso. La verit esattamente contraria, e in effetti se uno proprio deve fare Tarzan, non si capisce perch si trovi poi circondato da poliziotti che lo multano per aver superato i limiti di velocit il Lianavelox indicava unandatura chiaramente superiore ai 30 kmh e di espressione acustica Lei ha urlato sopra i 75 decibel! Si vergogni, maiale! La verit che tutte le societ che reprimono il sesso ottengono una maggior resa dai loro membri irreggimentati. E questo non vale solo per limposizione della monogamia, che riduce il tasso di conflittualit fra maschi, consentendo una maggiore alleanza fra loro. Ma soprattutto per laccumulo di frustrazione, che pu essere investito in cause nobili, come loperosit lavorativa o la guerra. La repressione sessuale produce una grande riserva di energia potenziale che ogni maschio inconsciamente pronto a scaricare per altre vie. Immaginate di avere due popolazioni limitrofe, una composta da mille maschi libertini che possono copulare quando vogliono con le loro femmine, e una di mille ma81

schi repressi che hanno invece regole sociali che controllano e inibiscono la loro sessualit, imponendogli per esempio di consumare gli amplessi solo dopo le nozze e unicamente per fini procreativi. Potete immaginare quale dei due gruppi coltivi una maggior quota di frustrazione e abbia per conseguenza una gran voglia di scaricare il malcontento trovando o creando a arte un pretesto per farlo. Essendo frustrati, i Repressi saranno anche animosi, e anzich fare lamore penseranno di fare la guerra, s da poter colpire i vicini tanto odiati perch tanto inconsciamente invidiati. Nulla pi della repressione assicura che il Represso colpisca il Libero per punirlo del fatto che egli pu fare ci che a lui proibito. Se volete assicurarvi che un uomo si incattivisca contro un altro uomo, basta che gli impediate di fare qualcosa che a altri ancora permesso, ed egli, inviperendosi, comincer a guardarsi intorno cercando il modo di sfogarsi. Ehi tu! Perch fai questa cosa?! [che a me stata proibita!] Non ti hanno forse insegnato leducazione?! [non ti hanno tormentato come fecero con me?] Adesso ti faccio vedere io come ci si comporta?! [rifaccio cio a te quello che hanno fatto a me, imponendoti le privazioni che furono imposte a me] Quel che conta, non che si trasmetta latto proibito, ma che venga usata la rabbia provocata dalla proibizione per aggredire un confinante. Ai mille Repressi non parr vero di poter aggredire i mille Liberi, perch la loro coscienza LLALLALLA! li avr informati del fatto che quegli infedeli pervertiti sono pi simili a bestie che a Veri Uomini, ragion per cui faranno una guerra di propagazione del bene e della civilt, cio dei valori di repressione che procurano tanta voglia di venire alle mani coi confinanti. Non tutte le societ reprimono allo stesso modo i loro membri, ma resta vero che per selezione naturale saranno sempre quelle pi punitive e controllanti a avere la meglio, perch pi sature delle altre di frustrazione da scaricare nel mondo. Se ne volete la prova, osservate il nesso tra repressione che la societ esercita sui costumi sessuali e furore agonistico col quale quella stessa societ dichiara la sua personale guerra santa al mondo. I pi sessuofobi sono immancabilmente anche i pi fanatici.

15. La coppia

Di quale coppia stiamo per parlare, di quella vera o di quella ricostruita? Se questo capitolo si intitolasse Il seno, immagino che vi chiedereste se largomento sia il seno vero, ripieno solo del suo normale grasso, o di quello al silicone, che resta dritto e turgido anche quando il corpo cui attaccato si sdraia a riposare sul letto. Beh, presto detto: parliamo della coppia al silicone, gonfia come un melone di plastica e soprattutto dura come un melone di plastica. Non osi luomo separare ci che Dio ha unito per sempre! Abbiamo qui una prima indicazione curiosa, che riguarda linteresse di Dio per la conservazione delle coppie al silicone. Io ho il massimo rispetto del dio umano, debita proiezione dei suoi bisogni di rassicurazione e controllo, e quindi mi domando per quale ragione si debba incatenare con una prescrizione cos rigorosa la libera scelta damare laltro. Se come tutti dicono la coppia si forma attraverso una scelta damore, che bisogno c di usare la pistola della punizione? Che senso avrebbe intimare: Non osi il padrone abbandonare il suo cane! Se un vero padrone non lo far mai. Se al contrario lo fa, dimostra di non essere un vero padrone e quindi la minaccia inutile. Insensato sarebbe anche dire: Non osi il cane abbandonare il suo padrone!, dato che molti cani muoiono non appena morto il padrone, o Non osi il bambino abbandonare sua madre!, visto che costruito apposta per restarle attaccato. Diverso il caso del monito Non osi la madre abbandonare il suo bambino!, dal momento che lo fa quasi sempre, non gi in 82

senso assoluto, di abbandono permanente, ma di abbandono affettivo breve e intermittente, il che per certi aspetti pure peggio. Avrete gi capito che questo tipo di abbandono non solo non vietato da alcun monito, ma anzi incoraggiato da prescrizioni opposte: Madri, non state troppo appiccicate ai vostri bambini, o li vizierete! Dovete rompere la simbiosi, perch lui possa evolvere il suo processo di individuazione-separazione. Ecco, diciamo pure che due dei concetti preferiti della psicologia dellet evolutiva, sono quelli della simbiosi e del principio di separazione-individuazione, dove si raffigura il rapporto fra madre e figlio come una simbiosi che occorre spezzare per rendere il bambino libero di individuarsi. Fermo restando che il programma di sviluppo umano deriva dal programma di sviluppo mammifero, e che quindi per identificarne le vie di funzionamento occorrerebbe preliminarmente conoscere nel dettaglio il progetto mammifero originario, diciamo pure che la simbiosi una forma di convivenza tra due animali di specie diverse che hanno una reciproca convenienza a stare vicini e che dunque quanto di pi diverso possa esserci dalla cura parentale. In verit io credo che questa metafora sia stata scelta per due ragioni: la prima che mette laccento sul fatto che madre e figlio sembra che vivano proprio luna per laltro, come il pesce pagliaccio con lattinia. Mentre la seconda che attribuisce inconsciamente alla coppia madrefiglio il vero valore della coppia pesce-attinia. I simbionti sono individui diversi e distanti, non interfecondi, strumentali, opportunisti e nientaffatto legati da vincoli affettivi. Due robot che lavorano alla stessa catena di montaggio e che possono cambiare socio in qualunque momento senza versare una lacrima e senza essere minimamente interessati al destino dellaltro. Nulla appunto di pi diverso del rapporto madre-figlio costruito sullamore. Perch dunque scegliere nel paniere della biologia commettendo un errore cos grossolano? Beh, la mia risposta appunto che inconsciamente questo il modo in cui gli psicologi sentono il rapporto con la madre che li ha messi al mondo, cos come sentono che questo il modo con cui si rivolgeranno ai figli, cio in qualit di robot simbionti. Per questo, io credo, che dopo aver confuso lamore con la simbiosi, raccomandano di romperla, altrimenti

non potr esserci giusta individuazione. Madri simbionti di tutto il mondo, separatevi dal vostro bambino, altrimenti non potr individuarsi! Un monito valido solo per luomo, dato che gli animali non hanno n simbiosi, n obbligo culturale di separazione, o di individuazione, che poi il nome con cui la mente LLALLALLA! chiama il nostro modo di restare psicologicamente dipendenti. Al contrario degli animali che si amano fino al momento in cui si separano. Ma torniamo alla coppia. In natura ne esiste una sola che quella madre-figlio. Tutte le altre forme di rapporto fra adulti, compresa la coppia fra maschio e femmina per la cura della prole, discendono da quella e sono influenzate, nel loro modo di essere e costruirsi, dalla qualit del primo vero amore, che quello materno. Madri che fanno bene il loro lavoro, costruiscono individui che avranno buoni rapporti sociali. Madri che non fanno bene il loro lavoro, costruiscono individui che non possono pi entrare in relazione col prossimo senza portarsi appresso anche rabbia e paura. Le coppie animali, voglio subito precisare, non sono costruite con gli stessi mattoni di quelle umane, sicch ogni forma di comparazione tra uomo e animale sul tema della monogamia risulta almeno in parte impropria. Gli animali non sono esposti a traumatizzazione infantile e non sviluppano dipendenza psichica per quel marito o per quella moglie che sceglieranno dopo essere usciti dal tunnel della loro infanzia (una delle motivazioni spesso in uso nella coppia umana : mi sposai per scappare dalla mia famiglia). Inoltre: vero che molte coppie animali stanno insieme per anni, ma anche vero che ci che le lega spesso la comune convenienza di ripetere lallevamento dellanno precedente senza andare in cerca di un nuovo socio. Gli animali che si riproducono una volta allanno, sempre una volta allanno devono anche scegliere il compagno con cui dividere la cura dei piccoli. Se il compagno dellanno precedente si mostrato affidabile, perch non ricominciare da lui, evitando di andare in giro a fare nuove conoscenze e rischiare di trovare di peggio? Non voglio dire che non vi sia affetto tra loro, ma anche vero che durante i lunghi mesi invernali in cui non hanno

lobbligo di divedersi il comune mestiere di genitore, stanno ognuno per i fatti loro (beatamente). E infine, in natura la coppia animale di solito si forma quando sussistono: 1) la scarsit di risorse alimentari o 2) la forte distribuzione degli individui nellambiente, la quale, rendendo improbabile lincontro di membri della stessa specie nello stesso territorio, suggerisce di tenersi ben stretto quel lui o quella lei che si sono incontrati nella grande foresta ombrosa. Al contrario, la poligamia, tende a formarsi quando sussistono 1) la sovrabbondanza locale o stagionale di cibo; 2) il rischio di unintensa predazione; 3) la precocit dei piccoli; 4) il bimaturismo sessuale, ovvero il fatto che ove si tratti di animali longevi, i maschi di queste specie tendono a accoppiarsi quando divengono pi anziani delle femmine perch hanno raggiunto una posizione predominante e hanno pi potere di scelta; 5) le catene di territori trasmesse di solito da maschio a maschio, in cui pi femmine possono essere ospitate per la riproduzione. Questo significa che luomo va in completa controtendenza, sia perch noi facciamo coppia anche se non sussistono le due tradizionali condizioni per la monogamia, e cio la scarsezza del cibo e la distribuzione nella foresta, sia perch la facciamo quando al contrario sussistono quasi sempre almeno quattro di quelle per poligamia, dato che abbiamo abbondanza di cibo stagionale (grazie allagricoltura), abbiamo piccoli molto precoci, se maschi tendiamo a scegliere mogli pi giovani e abbiamo infine catene di propriet che ci trasmettiamo attraverso le generazioni. La monogamia si dunque costruita di come atto culturale in esatto contrasto con le regole generali valide nel mondo animale. Come mai? La personalit pu essere divisa in pi partiti, che rappresentano le motivazioni di fondo che decidono quali comportamenti mettere in atto, come il partito della fame, che decide quando il momento di mangiare, o il partito della pip, che decide quando il momento di fare pip. Non voglio sostenere che esiste un partito per ogni azione, quanto osservare lazione di veti e sovrapposizioni tra i partiti, cio le alleanze che partiti diversi possono stabilire tra loro per decidere se fare o non 83

fare o come fare una certa cosa. Per esempio, il partito della paura pu dire che non certo quello il momento di mangiare o fare pip, perch si nel mirino di un predatore, e che quindi quei comportamenti vanno rimandati a dopo, quando si saranno ristabilite le condizioni di ordinaria normalit. I partiti che a noi interessa tenere in considerazione sono: il partito dellamore, il partito della dipendenza, il partito della rabbia e il partito del rifiuto. Nel normale sviluppo degli individui, lamore quel comportamento che si attiva in risposta a segnali di disponibilit e che offre altrettanta disponibilit sotto forma di piacere di stare insieme, di carezzare, di abbracciare, di baciare, di fare cose insieme, compreso, da adulti, il sesso, cio lamore. I bambini vengono esposti allamore materno e per questo sviluppano la capacit damare, propria del Partito dellAmore, ma vengono anche investiti dal rifiuto materno, che provoca effetti differenziati. Negli animali non esiste il partito della dipendenza, a meno che non si tratti di animali addomesticati, resi cio biologicamente e culturalmente sottomessi agli uomini. Da loro lunico collante che tiene uniti due individui quello dellamore, cio appunto del piacere di stare insieme per condividere uno spazio o un comportamento. Le loro coppie, quando si formano, non sono fondate primariamente sul bisogno dellaltro come lo intendiamo noi, ma sullopportunit di svolgere un programma comune. Ma questo, come detto, riguarda, nel caso dei mammiferi, un numero molto limitato di specie, dato che nella stragrande maggioranza dei casi sono le femmine a occuparsi della prole. Ogni mammifero adulto poi autonomo, nel senso che se previsto dal suo regolamento di specie che faccia coppia, la far, ma non con lansia e la preoccupazione con cui la facciamo noi. La fa con la stessa automatica disinvoltura con cui fa pip o con cui mangia. Da noi invece diverso e la coppia pu diventare un affare molto complicato. Dallo psicologo vanno tutti quelli che hanno problemi di coppia, e se anche qualcuno arriva dicendo che ha un problema che non riguarda direttamente la coppia come lansia, o il desiderio di suicidarsi, o la dermatite acuta, o un mal di testa insopportabile ecco che o84

gnuno di questi sintomi indirettamente ricollegato al disagio della coppia. Questo naturalmente dipende dal fatto che effettivamente complicato amare quando nel corso del primo grande amore si stati bersagliati dagli attacchi di panico. Ogni bambino emerge dalla sua infanzia con la precisa convinzione che, almeno in parte, amare amare Giuda, e che quindi questo crea parecchi problemi, perch sento che se io gli apro il cuore, lui subito mi chiuder il suo, o potrebbe farlo da un momento allaltro, col che vivo sempre un po sospeso. Ma torniamo ai partiti. Ogni rifiuto affettivo provoca una riduzione dellamore e un aumento di dipendenza, rifiuto e aggressivit. Il partito dellamore ha nel suo statuto un principio: Noi intendiamo offrire la nostra complicit e la nostra partecipazione sentimentale a chi invia segnali chiari e inequivoci di affetto e disponibilit; al di fuori di questa possibilit, lamore escluso. Questo ha una conseguenza molto evidente, che il partito degli affetti libera gli affetti solo in risposta a altrettanti affetti. Se di l c qualcuno che nicchia, o che ora c e ora non c, o che guarda ma con poca intensit emotiva, o che non sorride con convinzione, o che non prende la mano, o che non cerca continuamente, allora il partito degli affetti dice: Votiamo contro la Relazione, sa troppo di Giuda. E questo vale nunc et semper et in saecula saeculorum. Nello statuto di ogni partito sta il principio dellOra e Per Sempre, il che significa che ogni comportamento appreso nel corso dei primi due o tre anni, varr anche per il resto della vita. Lapprendimento come un confronto parlamentare che dura due o tre anni, durante i quali i vari partiti tirano le somme e votano le leggi su come comportarsi in conseguenza di quel che accade nel mondo esterno. Finito quel tempo, il cervello che li esprime si solidifica e lavora per inerzia, trasportando nel futuro le idee formatesi nel passato. La prima infanzia come un flash abbagliante di luci vivissime che restano impresse nelle nostre pupille emotive che da quel momento in poi continuano a mostrarci solo limmagine impressa nella mente arcaica. Il trauma iniziale riduce dunque linteresse del partito dellamore per la relazione e rende ogni bambino come un cane maltrattato, che non

riesce pi a guardare con eccitazione e disincanto il suo compagno di avventure. Ma questo non tutto, perch il vero problema che i voti persi dal partito dellamore finiscono al partito della dipendenza, che nel suo statuto ha la seguente dicitura: Noi intendiamo correre presso colui che identifichiamo come soggetto-guida ogni qual volta la situazione si fa drammatica. Naturalmente noi non nasciamo in rapporto diretto con lambiente e per questo non sappiamo riconoscere il dramma da segni reali. Noi nasciamo in rapporto con una madre e leggiamo il livello di dramma nel suo comportamento. Se i suoi segnali affettivi si riducono o scompaiono, vuol dire che lei spaventata o lontana o ferita, o morta e allora il guaio serio, perch noi dipendiamo da lei. Per questo ogni riduzione di segnale ci chiama a raccolta e ci fa correre verso di lei. Capite bene che si tratta di un paradosso, perch grazie allequivoco inventato dalluomo, che fa credere al bambino di essere in pericolo quando non lo per togliergli lindipendenza di giudizio e di azione, lo costringe a seguire chi lo maltratta. Il risultato la creazione di un partito contro natura, che in sostanza dice: Siccome cattivo, dobbiamo assolutamente andargli appresso! Come possiamo vivere senza di lui?! C poi la coppia di partiti del rifiuto e della rabbia che agiscono coerentemente col programma originale e dicono: Rifiuta chi ti rifiuta e Aggredisci chi ti rifiuta. Aggressione e rifiuto dipendono dal livello di rifiuto subito: fino a una certa dose di trauma, la risposta rabbia per stimolare il ritorno del giusto livello damore, oltre quella interviene il rifiuto nudo e crudo perch si persa ogni speranza di raddrizzare la barca. Il punto per che queste due strategie sono costrette a coesistere, dato che la relazione con la madre non sopprimibile. Un bambino non pu vivere senza madre ed costretto a incorporare nella sua memoria di relazione tutte e quattro le risposte, anche se la loro intensit varia a seconda di come stato trattato, nonch della sua natura temperamentale. Ma veniamo al punto che a noi interessa e che quel che succede quando dai quindici anni in poi, quando la macchina della relazione intima si rimette in moto e viene rivolta ai partner adulti. Diciamo che possono esserci quattro tipologie generali di rapporto che sono: 85

Buon Rapporto, governato dal partito dellamore grazie alla maggioranza dei seggi; Rapporto Comune, governato dal quadripartito amore, dipendenza, rabbia, rifiuto; Rapporto Profumiera/e, governato dal duo rabbia/rifiuto; Non Rapporto, governato dal solo rifiuto. Il primo partito puramente teorico, dato che da noi una quota di trauma imprescindibile. In teoria il rapporto che si istituisce con gli animali o coi bambini, che danno amore puro e incondizionato, ma in realt non nemmeno questo, perch un uomo adulto che ama gli animali o i bambini con unintensit particolare, lo fa per compensazione, perch sub nellinfanzia una riduzione dellamore umano e ha spostato lasse degli affetti sugli animali e sui bambini in quanto non-uominiadulti. un amore per ripicca, di fatto, e comunque condizionato dal rifiuto originario. Questo, un po drasticamente, vuol dire che qui da noi, nelle societ evolute, non esistono pi una madre o un padre che amino normalmente i loro figli e che quei pochi che ancora vi si avvicinano si trovano in qualche trib africana o polinesiana. L i figli vengono amati con naturalezza e non col nostro fervore postraumatico che ci fa partire alla Crociata dellAmore per i Nostri Figli dicendo: A loro non mancher nulla di quello che fu tolto a me! Come a me fu dato dieci in meno, io dar loro cento in pi! Lamore postraumatico sempre sballato, e infatti certe volte fa pi danni del rifiuto. Spesso i figli delle mamme e dei pap Tuttoamore hanno gli occhi sgranati e le scatole piene un po come i cani col cappottino, il fiocchetto e il cibo biologico, adorati dai padroni che li stanno sempre a toccare e chiamare con voce civettuola. Il primo rapporto poi di nuovo teorico, perch quando la coppia madre-figlio funziona, il figlio non cerca moglie, o la figlia non cerca marito. Tutto resta nei confini della natura mammifera e la cultura di tipo matriarcale, coi fratelli della madre a assistere la prole. Il secondo tipo rapporto invece come dice il termine il pi comune e diffuso. La nostra tipica coppia formata da una quota di amore, ma soprattutto da una quota di dipendenza, dato che col crescere del trauma

cresce anche lobbligo di essere guidati da qualcuno e questa caratteristica psicologica resta invariata per la vita. Se qualcuno mi chiedesse quale sia la forza che pi di tutte tiene insieme la coppia, risponderei senza esitazione la dipendenza. la dipendenza a impedire alle persone di separarsi dai loro compagni, seppure ne sono insoddisfatti. Non voglio negare che la societ ci metta del suo per proibire alle coppie di sciogliersi, perch la societ comunista funziona meglio quando uomini e donne marciano in fila per due riducendo al minimo i contrasti fra membri. Per questo non toglie che anche quando la societ consente il divorzio, il numero di coppie Comuni resta comunque molto alto, anche se il livello di soddisfazione personale pu essere basso. come se ciascuno si lamentasse della sua vecchia auto, che gli d un sacco di problemi, ma non si decidesse mai a cambiarla perch non ha i soldi per comprarne una nuova, soldi che nella nostra metafora sono la forza di scegliere autonomamente, senza tenere conto del parere della persona-guida. Ogni adulto cresce senza autonomia di scelta e giudizio e resta psicologicamente dipendente dal suo soggetto-guida, il che vuol dire che ogni coniuge vede nellaltro il suo soggetto-guida e fa a sua volta per laltro da soggetto-guida. Sono come due bambini insicuri che si appoggiano lun laltro, dato che ciascuno vede nellaltro un surrogato di mamma e pap. Pu sembrare esagerato ma non lo , anche perch in virt dellinfantilizzazione un uomo di trentanni come un bambino di dieci, ragion per cui il suo bisogno di appoggiarsi a qualcun altro ancora logicamente molto forte. Solo dopo i quarantanni gli uomini assumono una forza sufficiente a sentirsi pi autonomi, in quanto sono diventati biologicamente adolescenti. Ma se anche sono biologicamente forti, restano psicologicamente deboli per colpa del trauma che li ha colpiti da bambini, quindi di solito restano legati alla loro mamma-moglie o marito per sempre. Gli altri partiti giocano le loro carte secondo i casi. Le nostre coppie non sono mai totalmente affettuose e hanno sempre dei difetti nel comportamento intimo o sessuale. Di solito, il secondo partito per numero di voti, cio per forza, laggressivit. Nelle coppie sono spesso pi 86

numerose la ragioni di scontento che quelle di piacere. I gesti carini, che provocano gioia, sono di solito meno numerosi di quelli che producono rammarico o, pi spesso, che mirano a procurare senso di colpa. Nelle coppie vige il dovere visto che io ho fatto la spesa tu lavi i piatti, visto che ieri notte mi sono svegliato io per cambiare il pannolino, stanotte tocca a te e ancor pi spesso il conflitto vero e proprio: voglio proprio vedere se avrai il coraggio di chiedermi di passare anche questanno le vacanze coi tuoi. Se non fossimo abituati a subire quello che ci viene imposto, non potremmo resistere neanche un giorno in questo tipo di coppie. Se non si litiga di continuo non tanto perch non ve ne sia motivo, quanto perch ognuno ben rassegnato a subire il potere di chi ama. Se la persona da cui dipendo mi comanda o mi fa sentire in colpa o mi tratta male, io ci dipendo ancora di pi e anzich trovare la forza di allontanarmi, mi insabbio sempre di pi. Se la coppia si forma per riparare i danni del trauma infantile, ovvio che si porta dentro una quota di rabbia proporzionale alla dipendenza. Pi da bambino vengo reso ansioso e bisognoso di rassicurazione, cio dipendente, pi sono inconsciamente arrabbiato con lui, visto che mi ha amato in questo modo. Una volta grande, cercher nel compagno la stessa rassicurazione, ma parallelamente, seppure a livello inconscio, lo sentir cattivo perch responsabile della mia insicurezza. Questo mi far sempre inconsciamente essere aggressivo con lui e mi far sentire libero di arrivare sempre tardi a casa, dimenticare gli anniversari, non comprare mai un fiore, non proporgli i suoi programmi preferiti, sporcare la tovaglia con facilit impressionante, schiacciare il tubetto del dentifricio nel centro esatto, dimenticare di bagnargli le piante, avere mal di testa nel momento in cui si va a letto, essere critico con gli amici con cui tanto volentieri va a giocare a calcetto, fare sempre i paragoni con gli amici, essere geloso di come lui si comporta coi colleghi, tradirlo. Quale forza forte obbliga due persone a stare insieme se mal si sopportano? Non sarebbe meglio andarsene ognuno per la sua strada piuttosto che farsi i dispetti se non addirittura la guerra? Perch debbo tradirlo se

posso lasciarlo e fare coppia con chi mi pare? Se lo tradisco perch non lo amo ma se non lo amo perch ci sto insieme? Si sta con laltro perch se ne ha bisogno ma si anche arrabbiati con lui perch trattandosi non di scelta ma di bisogno non ci si sente liberi e per questo lo si punisce coi dispetti. Non sempre solo questo, naturalmente, ma i due partiti della Dipendenza e della Rabbia questo che fanno, incrociandosi in modo vizioso. Due persone non possono separarsi ma non possono neanche trattarsi col dovuto rispetto, che tale solo quando spontaneo. Nessuno fa i dispetti al suo cane, dimenticandolo in macchina o tradendolo portando a spasso un altro cane. Biologi e antropologi sono concordi nellaffermare che ladulterio una pratica universalmente diffusa. E se lo , vuol dire che esiste una ragione perch lo sia. Il rapporto Profumiera/e il pi facile da spiegare: come il pedofilo con le caramelle, che adesca i bambini per violentarli. Il profumiere ti fa credere di essere interessato a te fino al momento in cui tu ci caschi e ti apri e lui zac! ti rifiuta! Quando ti allontani torna con le caramelle e il gioco ricomincia finch non ti deprimi definitivamente. Ci si pu chiedere che ragione abbia una persona di ingannarne cos tanto crudelmente delle altre, ma la risposta anche in questo caso semplice: si sta automaticamente e inconsciamente vendicando di quando da bambino cercava lamore materno e trovava porte chiuse. Siccome lha subito e soffre, si cura rifacendo lo stesso con un altro. Ora laltro a dover strisciare sperando di ricevere quella briciola di attenzione che a lui fu negata. E lui naturalmente ben contento di negarla a sua volta. Ma siccome il bello viene quando nega la briciola, chiaro che deve costruire una trappola per indurre gli altri a venirle a cercare proprio da lui. Se lho chiamato profumiere in onore al principio che costui vi fa sentire il profumo dellamore salvo poi darvi una bacchettata sulle mani quando vi allungate per prenderlo. Per la verit, la versione romanesca, come sempre piuttosto truce, parla delle donne che fanno sentire ai maschi bramosi il profumo della loro virt pi intima, salvo poi non concedergliela quando giunge il momento in cui si fanno avanti certi della

loro conquista. Ma insomma, qui abbiamo solo ripreso il concetto, tralasciando le notizie sullorigine. Il rapporto Comune pu coesistere con quello Profumiere, nel senso che si pu stare con una persona secondo le regole del rapporto Comune, e fare contemporaneamente il profumiere con altri. Non Rapporto infine la scelta dei single di non avere relazioni. Superficialmente pu sembrare appunto una scelta libera e cosciente, in realt la conseguenza piuttosto grave della traumatizzazione subita nellinfanzia. Questo quanto accade quando si separano i bambini dalle madri e si cercano di rincollarli da adulti a dei surrogati. Quante madri animali avete visto dormire coi padri lasciando i piccoli soli a qualche decina di metri da loro? Ovviamente nessuna, e dunque vi chiedo: vi sembra un modo normale di passare la notte, che il tempo in cui pi di ogni altro la vera coppia deve essere unita per difendersi dai predatori che sperano di coglierli nel sonno profittando del buio? E infine: secondo voi dio maschio o femmina? Sbagliereste a rispondere unicamente maschio, perch per quanto strano possa sembrare anche questo dipende dalla coppia. Se in quella societ c il matrimonio, dio maschio, altrimenti femmina, perch nelle societ matriarcali senza coppia anche le divinit di solito sono femminili. E sono buone e accoglienti. Mentre se c un padre accanto alla madre, anche dio diventa maschio e si fa subito severo e prescrittivo, perch quando una donna dominata da un marito diventa pi infelice e riversa sui figli la sua frustrazione. Tutti diventano pi tristi e nervosi e questo fa il bene della societ, quando scatena la sua guerra contro le popolazioni matriarcali. Se fossimo poeti diremmo che il dio maschio ha ucciso la dea femmina. Siccome siamo semplici osservatori delle vicende umane, diciamo pi prosaicamente che rabbia e paura hanno ucciso lamore e grazie a questo hanno potuto conquistare il mondo. Ma di nuovo non chiedete a me cosa ce ne facciamo del mondo, se siamo tristi e nervosi e non abbiamo pi lamore.

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