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RICERCA INTERIORE

Dalletimo della parola "ricerca viene indicato un "cercare di nuovo", sottolineando cos che ci che si cerca in realt gi si possedeva ed era solo andato perso o dimenticato. Si tratta quindi di un ritrovamento, una riscoperta di conoscenze occultate o sopite nell'animo delluomo. La valutazione dei valori che man mano si scoprono nel cammino esplorativo, hanno bisogno di una verifica e questa per essere attuata, necessita di una compara-zione, o confronto. Potremmo quindi affermare che la ricerca si basa sul confronto degli antichi valori con quelli nuovi. La novit diviene cos l'oggetto della valutazione, mentre l'arcano il modello depositato. Qualcuno potrebbe, a tal proposito, affermare che chi non possiede nulla, non pu iniziare la ricerca. Ci non risponde al vero, dal momento che ognuno di noi in possesso di informazioni depositarie di conoscenze, tanto da poter risalire a quelle depositate dai nostri avi nelle informazioni genetiche. Non detto che la novit risulti poi accettabile dopo aver eseguito il controllo. Solo se il nuovo mi soddisfa maggiormente o anche solo mi accontenta un pochino di pi, sono propenso ad abbandonare il vecchio a favore del nuovo. Un nuovo che comunque diventa gi vecchio nello stesso momento in cui ho scelto di ergerlo a nuovo. Ecco l'importanza di non considerare mai ci che si raggiunto, l'optimus e il massimo. Solo chi propenso a rimettere in discussione il suo modo d pensare e credere, possiede le caratteristiche dell'uomo in crescita. Il preconcetto rovina molti uomini nel loro cammino della ricerca, non voler guardare nel telescopio di Galilei solo perch le nuove affermazioni urtano con le antiche e consolidate tesi, prettamente sciocco e ottuso. Superato, attuale o futuristico sono solo rappresentazioni mentali dettate dalle conoscenze interiori del soggetto; cos ci che per qualcuno pu essere unidea innovatrice, per qualcun altro pu rappresentare una ideazione avvenuta decenni prima. Ricordiamoci che il raggiungimento della fine della ricerca sempre utopico, mentre laccrescimento della conoscenza un fatto reale, che permette al ricercatore di ottenere dei mutamenti ed evolvere il suo status. Gi stato detto in precedenza, ma importante ribadirlo, che ogni atto conoscitivo il risultato di un ampliamento della coscienza. La consapevolezza uno stato primario dellessere vivente, e ognuno possiede un proprio valore qualitativo a seconda della razza, specie, forma, ecc di appartenenza, e a seconda delle proprie caratteristiche individuali. Una roccia pu essere cosciente degli stati vibrazionali degli atomi che compongono la materia; mentre un vegetale pu percepire lambiente e comunicare con esso, tanto da poter presupporre che le piante possiedano una coscienza di tipo ambientale. Per lanimale lo stato di coscienza tanto pi ampliato, tanto pi esso evoluto, cos possiamo accettare che nellanimale prendano forma dei sentimenti e che viva intensamente degli stati emozionali gratificanti e penalizzanti. Soltanto nellessere umano per si pu affermare che esista lautocoscienza, che gli permette di dire: Io sono, quindi esisto, oppure di dare forma al sillogismo:8 Coloro che pensano esistono, io penso, dunque esisto. Questa autocoscienza si presenta come unarma a doppio taglio, dal momento che permette alluomo di porsi allapice del creato e di poter operare sullesteriorit della creazione, imponendo la sua volont; per contro per questa consapevolezza estrema lo porta all annichilimento perch si rende conto che pu molto, ma non tutto. Si sente importante ma frustato, padrone della vita degli altri esseri, ma impotente di fronte alla propria morte. La coscienza di esistere quale essere umano lo pone nella dicotomia dellinteriorit ed esteriorit. Sente nel suo intimo, anche se confusamente, di possedere qualit trascendenti, ma solo quelle esteriori e materiali sono facili da comprovare e accettare. Sembra che in ogni uomo dimorino due esseri in apparente antitesi: uno animico che vive prettamente degli atti sensori e psichici, e un altro spirituale che cerca di far comprendere che il primo solo il frutto di una congettura illusoria e caduca. Ad ogni uomo non resta che lautogiudizio: una parte assume il valore di giudice, unaltra di giudicato. Il giudice deve essere per forza di cose, pi conoscente del giudicato e solo il giudice supremo che risiede in ognuno di noi pu essere assiso a tale compito. La

sua natura quindi eccelsa e privilegiata e strettamente connessa con limmenso sapere dellinfallibile essere che trascende il piano umano: per alcuni pu essere direttamente Dio, per altri un mezzo o porta quale il Cristo, o il profeta di una religione. Luomo entra in rapporto con se stesso, e cos ritorna a se stesso, e in questo cammino verso il centro testimonia a s di aver trovato la strada del ritorno al s, concretizzando man mano lautoconoscenza, rivolta verso il vero e lassoluto. Dopo quanto stato detto, il valore della ricerca interiore pu essere confuso o addirittura frainteso, in quanto ci che emerso prioritariamente il valore della ricerca interiore la quale pu essere intesa come sguardo allinterno dellessere. Ebbene, non va dimenticato che lopera travagliata della ricerca, viene compiuta con lanima, e non con lo spirito, dal momento che questo totalmente puro ed olistico. Lanima un elemento impressionabile e vive costantemente immersa nellinsieme di altre variet animiche, che pullulano nella creazione. Esistono continuamente dei contatti e interscambi tra le varie parti dellesistente. Si intesse cos un rapporto di dipendenza reciproca, di utilit, proprio come accade allinterno del nostro organismo. Le rocce, le piante, gli animali, gli astri, le galassie, non sono altro che traduzioni materiali di ununica idea primigenia, la loro presenza lepifania dellunicit divina. Tra interiorit ed esteriorit esiste sempre un rapporto di scambievolezza. La Terra gira allesterno del Sole, mentre questultimo si trova allinterno della galassia; il tessuto osseo si trova allinterno dei muscoli, nel contempo questo posto allesterno del midollo. Affermare: Io guardo dentro e tu guardi fuori aporiaco (sbagliato). Laccezione ricerca interiore non deve assumere valore assoluto, ma necessita di una gran dose di elasticit comprensiva. Quando si usa dire che guardando un fiore si pu risalire alle conoscenze spirituali, si intende proprio il guardare dentro: dentro al fiore. Ecco perch chi vuole intraprendere il cammino della ricerca, non ha che limbarazzo della scelta, visto che ogni cosa possiede semanticamente il linguaggio della conoscenza, sia esso un albero, un frutto, un tramonto, un bosco, oppure un libro, una persona che si ascolta, o forse lo sguardo di un bimbo. Qualcuno penser che tale visione sia semplicistica, dal momento che quasi tutti vedono, ascoltano leggono, ecc ... eppure coloro che attuano la ricerca interiore non sono molti. Certo! E' vero che questi mezzi sono a iosa intorno a noi, ma ci che conta non cosa viene percepito, bens colui che percepisce. Un tale guarda un tramonto e si lagna perch la giornata gi terminata, mentre un altro guardando lo stesso tramonto sente in s il valore della vita e comprende il significato della morte. Il tramonto identico, ma solo il secondo uomo coglie, nell'immagine, la conoscenza concettuale dell'essenza della cosa. Quando si parla di amare tutto, senza esclusione di nulla, si intende di comprendere il linguaggio universale presente nel sasso, nel fiore, nell'animale, nella galassia .... bisogna entrare in sintonia con pi forme esteriori possibili. Anche questa gnosi (conoscenza), cos mentre si compie un atto comunicativo con le cose del Creato, cresce in noi, ampliandosi, l'atto conoscitivo. Tutto divino perch direttamente o attraverso intermediari, deriva da Dio. Scoprire fuori di noi ci che vitalizza le cose, significa aver scoperto dentro di noi il valore, e la presenza della nostra divinit trascendente. Quando si parla, dunque, di ricerca interiore, si intende per interiore, ci che c' dentro ad ogni essere, quale essenza divina, quale qualit incontaminata. lo guardo il fiore, ma non per soddisfare i miei bisogni animici (il fiore mi piace, lo vorrei regalare, mi ricorda un evento ....) bens lo guardo quale essere compartecipe in questa creazione. In questo modo io guardo dentro il fiore, e nel contempo, guardo anche dentro di me, perch anch'io compartecipo al grande evento: il fiore, posto fuori di me, si trova all'interno del Creato. L'oggetto esterno stimola, e se il caso, risveglia nella mia interiorit l'appartenenza al divino e al mio ruolo nel contesto generale. Per molte persone pi facile visualizzare le forme ad occhi chiusi, e nella pratica della meditazione, ci d'uso comune. Ad occhi chiusi, ma anche con le orecchie tappate, avviene una deprivazione sensoriale, che smorza o annulla la percezione dell'esterno. In questo modo, pensando al nostro solito fiore, noi cogliamo ancora una volta una informazione che si impressa nella nostra memoria, ma che comunque deriva dal mondo esterno; per dal momento che siamo privati delle nuove informazioni sensoriali, non avviene alcuna sovrapposizione e quindi il compito di cogliere il concetto trascendente10 dellimmagine del fiore, diviene pi facile. Si potrebbe dire, semplificando,

che operando ad occhi chiusi (e attuando altri accorgimenti che non abbiamo trattato), si meno disturbati da interferenze degradanti. PER SAPERNE DI PIU' : Guida alla RICERCA INTERIORE per vivere serenamente con il commento a IL SEGRETO DEL FIORE D'ORO di Valerio Sanfo Edizioni A.E.ME.TRA. - 2004

Questa lettura vi offerta da Tuttogratis di A.E.ME.TRA. www.aemetra-valeriosanfo.it