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#3 -- 15 marzo 2012

PANTELLERIA SOSTENIBILE. Sempre pi spesso si sente parlare di energia rinnovabile o sostenibile, ma cosa realmente e quanto conviene serviserne? Con il termine energie rinnovabili si intendono quelle forme di energia che derivano da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano almeno alla stessa velocit con cui vengono consumate o non sono esauribili nella scala dei tempi umani, il cui utilizzo, per estensione, non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Caratteristica fondamentale di tali energie di essere pulite, il loro utilizzo quindi non produce sostanze nocive (come CO2) che contribuiscono allinquinamento atmosferico e al formarsi del buco dellozono. Esistono vari tipi di fonti rinnovabili, tra cui ricordiamo lenergia solare, geotermica, idroelettrica ed eolica, tuttavia nel tempo e con il progredirsi della ricerca e della tecnologia sono stati scoperti altri modi di produrre energia sostenibile: uno di questi Kite Wind Generator che produce energia pulita attraverso lo sfruttamento di venti di alta quota o attraverso lo sfruttamento di biocarburanti come barbabietole da zucchero, canne da zucchero e mais, utili per i motori endotermici. Servirsi di questo

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tipo di energia ha i suoi pro e contro. Gli elementi a favore sono molteplici che vanno da un risparmio sostanziale nelle bollette energetiche, poich ipoteticamente servendosi di tali fonti non pi necessario acquistare combustibile fossile per la produzione di energia, a vantaggio della salute dellindividuo. Diminuendo la quantit di CO2 nellatmosfera e la presenza di eventuali polveri sottili che provengono dai gas di scarico delle centrali (ottimo aiuto al formasi dei tumori) si avrebbe un sostanziale miglioramento delle condizioni atmosferiche e si contrasterebbe lallargamento del buco nellozono che comporta un aumento dei raggi UV che giungono sulla superficie della Terra. Tuttavia ci sono dei contro: innanzitutto le diverse energie rinnovabili, almeno per adesso, non riescono a soddisfare in modo continuo il fabbisogno energetico della popolazione dei vari comuni a causa della loro discontinuit (dipendono prevalentemente dalle condizioni atmosferiche). Un ulteriore problema poi posto dai costi: per montare un impianto fotovoltaico che sia sufficiente per soddisfare le esigenze di una famiglia ci vogliono almeno 13.000 euro ai quali bisogna aggiungere i costi che richiede una continua manu-

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tenzione dei pannelli per garantirne la massima efficienza. Da pantesco, sensibilizzo ladozione delle migliori tecniche di energia rinnovabile a Pantelleria, una delle poche isole che permette lutilizzo di tutte le tecnologie appena menzionate. Sullisola si potrebbe benissimo sfruttare lenergia fotovoltaica in quanto vi una copertura solare quasi annuale (escludendo i mesi invernali!), inoltre essa offre la possibilit di uno sviluppo dellenergia eolica (non per niente soprannominata l Isola dei venti) o dellenergia geotermica, essendo unisola vulcanica. Il comune, con laiuto della provincia, della regione e collaborando con ditte che operano in questo campo, potrebbe iniziare a muoversi per uno sviluppo della materia: si potrebbe partire con linstallazione di pannelli fotovoltaici sopra gli edifici pubblici, quali municipio, scuole elementari, medie e superiori, per poi sensibilizzare la popolazione del centro ad installare tali pannelli nelle rispettive case, fino ad una

la voce di

Pantelleria

quasi completa conversione della SMEDE in una centrale rinnovabile. L installazione di micro pale eoliche nel lato industriale dellisola (per intenderci: dove vi sono le cantine), avrebbe poi non solo un basso impatto ambientale ma contribuirebbe in modo sostanziale alla formazione di energia. Unisola ecologica beneficerebbe sicuramente alle tasche dei cittadini panteschi, che dovrebbero pagare solo i costi di gestione, ma potrebbe anche essere un ot-

timo aiuto allo sviluppo pubblicitario e turistico di Pantelleria che verrebbe presentata come prima isola interamente ecologica del Mediterraneo. Tuttavia, per adesso, la mancanza di fondi e la presenza di un diffuso disinteresse per la materia rendono tutto questo pi che un sogno, unutopia...(Salvatore Silvia)

Il mondo nuovo. Con la faccia un po dubbiosa ed una mente piena di domande, cos mi ha lasciata lultimo libro che ho letto: Il mondo nuovo di Aldous Huxley. Scritto nel 1932 dal nipote del noto biologo Thomas H. Huxley (sostenitore delle teorie di Darwin in Inghilterra) il libro ambientato in un futuro non troppo lontano dove tutto sacrificato al mito del progresso. Niente malattie nel Mondo Nuovo, n guerre, n risentimenti di nessun genere, un mondo pacifico al limite del sopportabile. Un equilibrio in apparenza solido fondato per su basi sbagliate, si, perch nel nuovo mondo non esistono sentimenti, non esiste la fantasia, non esistono uomini in quanto esseri pensanti ma solo automi di carne. Gli abitanti del nuovo mondo vengono creati in provetta ed

in cambio del mero benessere fisico vengono condizionati con la droga e la tecnologia pi avanguardistica da esperti ingegneri genetici fin dal primo sviluppo e crescendo il loro ruolo nella Societ, vista come unico bene da difendere, gi stabilito in base alla classe di nascita: dagli Alfa che occupano i vertici della scala sociale agli Epsilon, esseri malformati e per nulla intelligenti creati con il solo scopo di svolgere lavori manuali. Lontano dalla societ civilizzata vi per una zona ristretta, una riserva, dove alcuni selvaggi mantengono le leggi dei tempi passati: invecchiano, si rivolgono agli Dei pregando, usano addirittura i rapporti sessuali con lo scopo di generare figli, idee impensabili nel Nuovo mondo, dove linvecchiamento della pelle

viene controllato, non vi altra divinit al di fuori della tecnologia, la parola genitore non esiste e il termine madre fa arrossire alcuni e inorridire altri. Quando i due mondi vengono a contatto, il caos esagerato incontra lordine pi estremo e le reazioni saranno incontrollabili. Scritto senza alcun tipo di censura, il libro di Huxley un testo inquietante che, nellera della tecnologia, dei social network, della massificazione, fa riflettere sul prezzo che siamo chiamati a pagare ogni giorno per comprarci il progresso, fa riflettere su quanto realmente importi la difesa dellindividuo in quanto essere pensante, pieno di fantasia e ricco di idee proprie. Un libro che lascia con una domanda su tutte: sacrificare se stessi per il progresso, ne vale davvero la pena? (Samuela Guida)

PIANI DI SVILUPPO. Capita frequentemente di sentir parlare di sviluppo e rilancio turistico dellisola, campagne di promozione, strategietutte parole che a mio parere non hanno un significato se non supportate da strumenti adeguati. Come

che flussi turistici accompagnati da grosse compagnie aeree, da crociera o tour operator scelgano Pantelleria piuttosto che altri luoghi? Non abbiamo gli strumenti di base per gestire movimenti turistici ma comunque reclamiamo sempre

si pu pretendere di vendere limmagine dellisola quanto questa non la possiede? Riflettendoci, fino ad ora ci si sempre basati su ci che la natura offre. Come possiamo esigere
CIO CHE UNO PUO ESSERE, DEVE ESSERLO. Ho letto questa frase su un libro di scuola, mi saltata subito agli occhi e pi la leggo pi si carica di significati diversi. una frase di semplicissima comprensione, dietro la quale per, si cela il mondo. Ci siamo mai chiesti cosa possiamo essere? Io lo domando a me stessa ed improvvisamente prendono vita nella mia mente un turbinio di emozioni, parole, voci, immagini confuse. Rispondere a questa domanda, banale per quanto sia, non cosa semplice. Credo che un po tutti da bambini abbiamo avuto un desiderio, una passione, un sogno particolare, che crescendo pu essere stato alimentato oppure abbandonato lasciando il posto alla sbagliata convinzione di non esserne allaltezza. Da piccoli piacevole immaginare e vagheggiare un futuro che non conosciamo, che magari appartiene a qualcun altro e che vorremmo

il fatto che non arrivino. Come strumenti base intendo i servizi, ma ancor prima dei servizi il territorio necessita di piani che li prevedano. Perch unisola, a vocazione turistica, non pos-

siede un piano per il turismo? Non affidandoci a frammentate e disgregate iniziative ed idee che vedremo uno sviluppo di questa terra. Serve unorganizzazione completa, unica ed associata che vada a progettare, programmare e pianificare le necessit del territorio da un punto di vista turistico. Un altro elemento strettamente legato al turismo lurbanistica: il centro urbano non in alcun modo presentabile alle persone che si recano in visita a Pantelleria. Sarebbe un biglietto da visita da stracciare allistante. Pantelleria non pu e non deve essere rappresentata in questo modo. Lisola stata vittima, nel corso della storia, di colpi troppo duri: quelli dei bombardamenti aerei prima e dei piani di ricostruzione inadeguati dopo. La legge mette a disposizione svariati strumenti dintervento: dal piano regolatore generale(PRG), ai piani particolareggiati(PPE) ed altri piani settoriali. Il concorso per la riqualificazione del waterfront un altro. Il compito di attuare questi strumenti pianificatori spetta allamministrazione comunale che insieme

alla Provincia e alla Regione dovrebbe trasformarli in realt, in qualcosa di concreto visibile ed utile a tutti. Spesso ci sono ma non vengono utilizzati a dovere: ad esempio nel centro abitato sono previste numerose aree verdi che oggi sono poco curate, solitamente coperte da erbacce e rifiuti. Spesso vi un enorme divario fra le previsioni di un piano e ci che in realt presente: cercare di ridurre la distanza fra questi due elementi gi un grosso passo avanti. Il punto fondamentale che in assenza di questi strumenti credo sia inutile parlare di altro, non possiamo pretenderlo proprio. Senza delle fondazioni solide non concepibile costruirci sopra qualcosa, non reggerebbe, e se lo facesse, non avrebbe di certo lunga durata. Capisco che le tempistiche per lapprovazione di questi strumenti sono molto lunghe e per questo scoraggianti, ma pur sempre qualcuno dovr avviarle al fine cosi di delineare un quadro completo e di facile gestione che permetta uno sviluppo integrale in ciascun ambito che sia ambientale, energetico, urbanistico o turistico. (Mauro Silvia)

fare nostro, ed amabile pensare di poter diventare un astronauta o il capitano di una nave, una volta diventati grandi. Crescendo invece ci si comincia a guardare un po intorno e si comincia a capire che siamocapitati in una terra dove non ci ancora concesso di volare. Cos, anche inconsapevolmente, lasciamo scivolare dietro di noi quei piccoli desideri che da bambini erano stati il nostro conforto e che adesso ci rendiamo conto essere solo desideri effimeri e futili. Tuttavia resta sempre dentro di noi un po di amarezza, ci che prima era stato motivo di gioia e contentezza, adesso diventa quasi una perdita di tempo. Crescendo il mondo che ci circonda comincia a condizionarci, ci sentiamo grandi anche dentro un corpo piccolo e cominciamo ad imparare, ascoltare, riflettere e pensare. Ci mettiamo in guardia dagli altri, dal mondo, cercando di capire cosa veramente vorremmo fare

angolo sanit della nostra vita e di noi stessi, credendoci spesso grandi e pienamente consapevoli dei nostri pensieri: tutto sta nel cercare di capire quali siano le nostre inclinazioni, quale strada cominciare a percorrere per ingannare questo non-tempo e prenderci quello che ci spetta. Tuttavia la facilit con la quale queste parole possono essere scritte nero su bianco direttamente proporzionale alla difficolt che potrebbe nascere da unattenta analisi interiore di ciascuno di noi . Solo dopo esserci interrogati consapevolmente, facendoci piccoli-adulti, potremmo passare alla seconda domanda, che domanda vera e propria non , piuttosto un imperativo crudo e servarci stretti nel cuore quasi spiazzante: nella convinzione di i sogni effimeri di una essere migliore e pegdeve esserlo. Questa vita di bambini nella sicuramente la parte pi giore di qualcun altro. corsa a diventare granTrovare il giusto modo difficile dellopera, troche ci permetta di con- di. (Giulia Lo Pinto) vare la strada che meglio si adatti alle no- SEGUICI: stre esigenze facebook.com/associazione.agora senza sca- twitter.com/AGORApnl dere nellec- agorapnl@gmail.com cessivit e