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Partito della Rifondazione Comunista Circolo Sante Petrocelli Vasto (CH)

Progetto di videosorveglianza comunale Analisi critica

SISTEMA TERRITORIALE INTEGRATO DI VIDEOSORVEGLIANZA DELLA CITT DEL VASTO


Analisi critica del Partito della Rifondazione Comunista
Premessa
La polemica riaccesa in citt sul progetto di videosorveglianza, ha bisogno a nostro parere di alcune importanti precisazioni, senza le quali la discussione non pu che degenerare in uno squalificante populismo. Non entreremo nel merito del computo metrico estimativo del progetto (che prevede una spesa complessiva di poco pi di 600.000 ). Fare le pulci alle voci del computo metrico, oltre a richiedere precise competenze, non porterebbe da nessuna parte. N riteniamo utili i paragoni economici che ci capitato di leggere, per affermare che la spesa prevista per la videosorveglianza sia eccessiva. Una veloce ricerca sul web evidenzia soluzioni che esprimono (almeno apparentemente) un forte risparmio rispetto al preventivo di spesa formulato per la nostra citt1; ma anche casi di progetti che, sempre stando ad una prima valutazione, sembrano essere proporzionalmente molto pi costosi di quello vastese2. Lunica cosa che si pu dire, quindi, rispetto alla spesa stimata, pur senza essere esperti del settore, che il computo metrico estimativo per il progetto di Vasto suscettibile di pi approfondite valutazioni per operare eventuali risparmi. E lamministrazione, evidentemente, non pu esimersi dallapprofondire tale questione. Nel corso del presente documento forniremo le nostre indicazioni in merito.

Lesperienza dimostra che la videosorveglianza inefficace


Ma c un altro aspetto che tiene banco sul tema: quello che vuole la videosorveglianza elemento di prevenzione, o peggio ancora deterrente della criminalit. Non passa giorno, ormai, in cui non si debba leggere o sentire dichiarazioni sulla supposta necessit di un sistema di videosorveglianza, sempre giustificata dagli ultimi fatti di cronaca. Nel loro piccolo i tifosi della videosorveglianza nostrani sembra vogliano unirsi alle sollecitazioni emotive, ma non necessariamente razionali, gi sperimentate in grandi citt senza apprezzabili successi. Per dirla meglio: con palesi fallimenti.

Si veda, ad esempio, la spesa prevista per un sistema di videosorveglianza per la Comunit Collinare delle Aree Pregiate del Nebbiolo e del Porcino. Secondo il capitolato dappalto, per la fornitura e posa di sistema di videosorveglianza completo di apparati di trasmissione e di supporto, componenti hardware e software tramite utilizzo di punti di ripresa collegati a Centrale Operativa, stimata una spesa complessiva di 60.000 . Da capitolato si richiedono 14 telecamere dome e 4 telecamere fisse. Il computo metrico estimativo del 2 gennaio 2008 per il progetto di videosorveglianza del solo stadio comunale Riviera delle palme di San Benedetto del Tronto, nel quale si prevede linstallazione di 25 telecamere, considera una spesa complessiva pari a 450.000 .
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stato, infatti, ampiamente osservato come la supposta necessit di dotare la citt di sistemi di videosorveglianza, segua in maniera diretta (e quasi automatica) limpatto emotivo scatenato da episodi pi o meno tragici3. In realt ormai assodata linefficacia di tali sistemi, sia dal punto di vista della prevenzione, sia da quello della deterrenza. Un dettagliato e documentato articolo a firma di N o L e B l a n c su L e M o n d e D i p l o m a t i q u e 4, mostra appunto linutilit del grande fratello. Le cause sono imputabili a diversi fattori. Si legge, infatti, che nelle sale di controllo il numero degli schermi non corrisponde a quello delle telecamere in azione, il che porta a dire che ad ogni istante le immagini della maggior parte delle telecamere non vengono visualizzate. Per Vasto prevista linstallazione di 81 telecamere: 24 per la sicurezza cittadina e 57 per la rilevazione delle targhe degli automezzi. Dal computo metrico non chiaro quanti monitor saranno messi a disposizione degli operatori che dovranno osservarli, ma di certo non se ne contano 81. Quindi, anche alla videosorveglianza della nostra citt, sfuggiranno evidentemente molte immagini. Ma oltre a questo handicap tecnico, ce n uno umano, forse addirittura pi penalizzante. Infatti, continua L e B l a n c nel suo articolo: ugualmente illusorio credere che gli operatori possano sorvegliare correttamente pi di uno schermo alla volta. Inoltre, lattivit di controllo particolarmente noiosa e ripetitiva, portando inevitabilmente a distrazione degli operatori, per cui si dovrebbero prevedere turni di breve durata, per cercare di mantenere alta lattenzione degli stessi operatori. Ci significa che, per tentare di migliorare lefficacia della videosorveglianza come vedremo scarsa bisogner impiegare tanti pi controllori, quanti pi schermi saranno disponibili. Ma poich la centrale operativa sar installata nel comando di polizia municipale, viene da s che si debba prevedere, quali addetti allosservazione dei monitor, gli agenti di polizia municipale. Ne consegue che, o dovranno essere assunti nuovi agenti, o si dovranno togliere dalle strade quelli che ci sono e piazzarli dentro un ufficio. Un aspetto che fa a pugni con i proclami di maggiore pattugliamento delle strade che sistematicamente provengono dagli stessi fautori della videosorveglianza. Se non si tiene conto anche di questi aspetti, che sono intrinseci al sistema stesso, dunque ineludibili, si rischia verosimilmente lo stesso fallimento di Londra5, la citt che al mondo pi ha investito in videosorveglianza. Un rapporto della polizia londinese rivela, infatti, che i 500 milioni di sterline (oltre 600 milioni di euro) spesi per videosorvegliare tutta la citt, sono stati letteralmente soldi sperperati, perch le telecamere non hanno affatto aiutato a contrastare la criminalit. Spietato stato infatti il commento di M i c k N e v i l l e , responsabile dellufficio immagini, identificazioni e rilevamenti visuali di Scotland Yard, che ha valutato la videosorveglianza
Cfr. C. FONIO, La videosorveglianza. Uno sguardo senza volto, Milano, Franco Angeli, 2007, pp. 9-11. N. LE BLANC, Sous lil myope des camras (Sotto locchio miope delle telecamere), in Le Monde diplomatique: http://www.monde-diplomatique.fr/2008/09/LE_BLANC/16294 (settembre 2008). 5 Cfr. E. DI PASQUA, La videosorveglianza? inefficace. Un rapporto boccia il massiccio investimento di Londra sulle telecamere: Inutili contro il crimine, in Corriere.it: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_agosto_25/londra_telecamere_inutili_a50341d2-9177-11de-b01b00144f02aabc.shtml (25 agosto 2009).
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come un fiasco completo6. Una considerazione oggettiva, visto che secondo il rapporto della polizia, a Londra, in un anno, stato risolto un solo crimine commesso ogni mille telecamere. Tanto che il parlamentare britannico D a v i d D a v i s , ex ministro-ombra degli Interni e membro del P a r t i t o c o n s e r v a t o r e (quindi non sospettabile di essere una anima bella della sinistra) ha cos commentato i deludenti risultati delle telecamere londinesi: si crea una grande intrusione nella vita privata, ma offre poco o nessun miglioramento nella sicurezza7. Se a Londra stato risolto un crimine ogni mille telecamere installate, quanti crimini si pensa di poter risolvere con le 24 telecamere progettate per la sicurezza cittadina di Vasto? Daltronde quanta ingenuit occorre per commettere un reato a volto scoperto dove segnalata la presenza di una telecamera? E seppure le registrazioni dovessero aiutare a rintracciare un criminale, non avrebbero certo impedito il reato. Certo, per questa via si pu dire che almeno le telecamere possono aiutare a consegnare un criminale alla giustizia. Ma qual la condizione di vita serena: il sapere che un reato non viene commesso, oppure che un criminale forse verr arrestato grazie alle telecamere? E comunque abbiamo visto che provata linefficacia della videosorveglianza per entrambi gli aspetti. Ci sembra a tal proposito illuminante quanto affermato dal Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, G i a n f r a n c e s c o S i a z z u , nel commentare l'efficacia della videosorveglianza. Secondo il Generale dei Carabinieri, ritenere di poter sopperire alla insufficiente presenza delle forze dell'ordine nelle strade (principalmente dovuta ai tagli indiscriminati e scellerati dell'ultimo governo Berlusconi) con l'installazione di telecamere, pu essere un'ipotesi suggestiva, ma resta comunque una poco fruttuosa scorciatoia e rischia di deludere, soprattutto sul piano costo/efficacia, i suoi stessi assertori, in quanto la deterrenza non l'effetto del sistema elettronico in s. Secondo il Comandante Generale, la sicurezza richiede un contatto diretto tra il cittadino e chi chiamato a tutelarne i diritti8. Un contatto che un freddo obiettivo elettronico non potr mai dare. Altro che slogan che descrivono le telecamere come la soluzione contro la criminalit: nemmeno i Carabinieri ci credono.

Considerazioni sociologiche: prevenire meglio che curare


L'idea che l'obiettivo elettronico rappresenti una valida panacea per la prevenzione dei reati, che funga da efficace deterrente del crimine, dunque fuorviante e falsa. Tale strumento non
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Billions of pounds has been spent on kit, but no thought has gone into how the police are going to use the images and how they will be used in court. It's been an utter fiasco: only 3% of crimes were solved by CCTV. There's no fear of CCTV. Why don't people fear it? [They think] the cameras are not working, citato in O. BOWCOTT, CCTV boom has failed to slash crime, say police, in The Guardian: http://www.guardian.co.uk/uk/2008/may/06/ukcrime1 (6 maggio 2008). 7 It creates a huge intrusion on privacy, yet provides little or no improvement in security, citato in 1,000 cameras 'solve one crime', in BBC News: http://news.bbc.co.uk/2/hi/8219022.stm (24 agosto 2009). G. SIAZZU, Prolusione del Comandante Generale dell'Arma. Inaugurazione dell'anno accademico 2007/2008 Scuole Ufficiali Carabinieri, p. 8. 3
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previene il compimento del reato; pu semmai contribuire all'individuazione delle modalit temporali e allanalisi delle dinamiche dello stesso. Come abbiamo osservato sopra, nemmeno il riconoscimento ex post, ossia quando il delitto compiuto, e la possibilit di reale utilizzo delle immagini in fase probatoria cos scontato. E questo incerto contributo non certo ci a cui una seria politica dedita al raggiungimento di un soddisfacente e durevole livello di sicurezza pubblica dovrebbe mirare. Innanzitutto, bisogna fare attenzione a non giocare coi concetti: la sicurezza non tratta solo dell'incolumit fisica dei cittadini potenzialmente minacciata da ipotetici pericoli, ma anche, soprattutto, un valore costruito attorno alla protezione del quotidiano vivere civico. Inoltre, ci che importante proteggere deve essere scelto tra i numerosi beni comuni, tra i diversi luoghi pubblici fruiti quotidianamente dai cittadini9, ma chi a decidere cosa necessario tutelare o meno? I tecnocrati della criminologia? I politici? I rappresentanti dei gruppi di interesse? Il mondo dell'associazionismo? Il comune cittadino sotto forma di comitati ad hoc? Lasciamo tale curiosit inespressa e sospesa per stimolare il dubbio in chi legge. opportuno ricordare quanto entusiasmo provoc l'introduzione del metal detector all'ingresso degli istituti bancari intorno alla met degli anni '80. Ebbene, dopo un calo del tasso di rapine tra il 1983 e il 1986 (1,5% ogni 100.000 abitanti) si ritorn a inizi anni '90 ad una media del 3,5% con un picco del 5,7% nel 1998. Anzi, dagli anni 2000 la media ulteriormente peggiorata, e si tenuta sempre costantemente sopra il 4,5%10. E tutto questo a dispetto della diffusione dei circuiti chiusi e dei caveau a tempo. Checch se ne pensi, i rapinatori sanno essere sempre al passo con lo sviluppo della tecnologia e imparano a riutilizzare a loro vantaggio le innovazioni, come accade, ad esempio, per i crimini tecnologici: truffe telematiche, clonazione carte di credito, ecc. Anche chi deve compiere i cosiddetti reati visibili sa benissimo quali rischi corre, e come ovviare alle difficolt create da sistemi di videosorveglianza installati o altre forme di controllo elettronico. Per cui la minore o maggiore possibilit di attuarli non data dal grado di protezione di un ambiente, bens dalle pregresse condizioni sociali, culturali, antropologiche, relazionali e di opportunit. Tornando alla valutazione dellaspetto economico, alla spesa per i sistemi di videosorveglianza, se, come abbiamo visto, Londra piange, Milano non ride affatto. Infatti, dal 1997 il capoluogo lombardo ha speso oltre 28 milioni di euro per mettere in sicurezza i parchi e le zone a rischio11. Nonostante ci, la capitale finanziaria d'Italia il luogo in cui si commettono pi reati (sia contro il patrimonio che contro la persona, ivi compresi quelli in strada); e, pure con un calo del 4% del primo semestre 2010, si registrano 138.000 casi contro i 116.000 a Roma, nonostante la forte differenza di popolazione12. Quindi il problema
S. BEDESSI, E. DESII, Le ordinanze in materia di sicurezza urbana, Santarcangelo di Romagna (RN), Maggioli Editore, 2010, pp. 9-12. MINISTERO DELLINTERNO, Rapporto sulla criminalit in Italia. Analisi, prevenzione, contrasto, 2006, pp. 28-34. Dal 2007 si registra, invece, un importante decremento (-24%). Con molta probabilit, il +1200% di reati informatici denunciato dal Microsoft Security Intelligence Report del 2010 legato ad un cambio di metodo nel rapinare i conti correnti. Per uno studio approfondito sulla funzionalit ed efficacia dei sistemi di videosorveglianza installati nella citt di Milano, si veda C. FONIO, La videosorveglianza. Uno sguardo senza volto, cit., pp. 111-144.
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Cfr. Criminalit, Milano record di reati, in Il Giorno, 4 aprile 2011. 4

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non di mera sorveglianza dei luoghi e degli spazi urbani ma di comprensione dei perch vengono compiute le infrazioni. E qui il politico che abbia voglia di risolvere davvero un problema non pu semplicemente spostarlo sul piano del supporto video, ma deve sforzarsi di andare a ricercare tutta quella serie di presupposti che abbiano: innescato l'atto finale dell'illecito; determinato l'atto del pensare a compiere l'illecito; portato ad uno status situazionale di scelta criminale; potuto evitare una scelta illecita. Ovviamente alla politica affidato un ruolo di indirizzo, da perseguire per con il necessario ausilio di indagini conoscitive e studi sociologici, progetti delle possibili modalit di intervento nel settore sociale, effettuati da esperti nel campo delle scienze umane. A Vasto sono stati compiuti atti vandalici sulla pista ciclabile (giugno 2010), cos come allo stadio del nuoto (ottobre 2011); stata bruciata l'auto del presidente del consiglio comunale G i u s e p p e F o r t e (gennaio 2011); si sono avute diverse risse, prevalentemente in periodo estivo (aprile 2009; agosto 2010; agosto 2011). Per alcune di queste vicende le riprese effettuate dalle telecamere sono servite da ausilio alle indagini, ma ci non elimina il fatto che i reati sono stati comunque commessi. L'idea che Rifondazione Comunista vuole far passare quella per cui bisogna andare alla radice delle situazioni problematiche e individuare le cause dei fenomeni criminosi. Non sufficiente delegare al mezzo tecnico il duplice ruolo di repressione e prevenzione del crimine. Nemmeno la biometria, infatti, pu assicurare il riconoscimento dell'autore del reato, poich a volte basta mascherare i parametri con i quali si viene riconosciuti (volto, impronte digitali, ma anche la forma della mano, la scrittura, liride, la retina e la voce). Per cui certamente prioritario implementare utili politiche basate sul disinnesco delle potenzialit aggressive al quadro legale. E questo lo si pu fare unicamente se si investono risorse finanziarie, umane e professionali nel comparto del sociale, inteso come mondo organizzativo capace di integrare l'individuo ed educarlo ai principi della buona convivenza civica. A noi non interessa neanche determinare quali aggregati associativi possano essere migliori o peggiori, ci interessa che almeno i reati contro la persona e quelli derivanti dal classismo socioeconomico possano attenuarsi, attraverso misure sociali che abbiano la reale capacit di distogliere un soggetto dal compiere atti delittuosi. Dunque, ruoli importanti devono essere attribuiti anche ai Servizi Sociali locali e alle istituzioni che partecipano alla rete del Terzo Settore. Nessuno vuole negare la necessit di sentirsi sicuri. Tuttavia, bisogna riconoscere che la percezione di insicurezza spesso condizionata dal pregiudizio e da una comunicazione giornalistica e politica spesso carente della giusta capacit di analisi obiettiva del problema. Ad esempio, non si pu delegare alla sola percezione sensoriale lattribuzione di una possibile minaccia alla sicurezza pubblica o privata, ossia determinare la nocivit di una persona in base al suo aspetto o all'appartenenza etnica. Cos come evidente che sia il giornalismo locale, in vena di sensazionalismi, sia le dichiarazioni di politicanti demagoghi, non fanno altro che agitare lirrazionale spettro del bisogno di protezione a mo' di clava sullopinione

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pubblica, su cittadini terrorizzati da chiss quali malintenzionati in circolazione. Non si pretende che chi amministra abbia letto, o legga, M i c h e l F o u c a u l t, ma ci sembra abbastanza evidente che adottare solo decisioni a carattere di controllo, senza uno studio preliminare dei fenomeni criminosi e unadeguata valutazione delle politiche sociali necessarie a risolvere il problema allorigine, sarebbe come continuare ad assumere analgesici per placare momentaneamente il dolore derivante da un dente cariato che non viene adeguatamente diagnosticato come tale, e per cui risulta quindi impossibile predisporre un piano di cura alla radice, ormai divenuta irrimediabilmente marcescente. Inoltre, sarebbe da chiarire il motivo per cui la videosorveglianza non venga reclamata per l'accertamento della presenza di lavoratori in nero o il non rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro, che non certo da porre in secondo piano rispetto a quella pubblica, o della presenza di cricche mafiose negli appalti pubblici o nella gestione delle discariche abusive, o ancora nel contrasto all'evasione fiscale o nella lotta all'abusivismo edilizio.

I limiti normativi alla videosorveglianza contro i fenomeni criminosi


Non soltanto per la dimostrata inefficacia della videosorveglianza che il suo uso deve essere limitato, in maniera perentoria, a scopi determinati, espliciti e legittimi, ma ci sancito anche dal Decreto Legislativo 196/03, il Codice in materia di protezione dei dati personali13, recepito nel Regolamento sulla videosorveglianza del nostro Comune. Ma andiamo con ordine. Il 3 dicembre 2008, la G i u n t a C o m u n a l e delibera lApprovazione dello studio di fattibilit per il progetto di videosorveglianza. Nella delibera si legge testualmente che lAmministrazione intende realizzare un impianto di videosorveglianza su tutti i punti nevralgici del territorio comunale14. Cosa si intenda per punti nevralgici non esplicitato con la necessaria chiarezza. Nonostante ci, gi in quella occasione era stata approvata una stima di spesa pari a 600.000 per la realizzazione dellintero impianto di videosorveglianza. Si apre quindi una nuova questione: come sono stati individuati i punti nevralgici? Non chiaro e la nostra domanda non certamente peregrina se, come afferma F r a n c i s c o K l a u s e r, docentericercatore allI n s t i t u t e o f H a z a r d a n d R i s k R e s e a r c h dellU n i v e r s i t d i D u r h a m (Inghilterra), un pioniere degli studi sulla videosorveglianza, solitamente la videosorveglianza viene esercitata nelle zone pi ricche [] luoghi che le autorit locali vogliono tenere puliti15, dimenticando magari le aree cittadine e gli abitanti che non godono di privilegi dovuti all'agiatezza economica. Ma torniamo ai limiti normativi imposti alla videosorveglianza.
Larticolo 11, comma 1, lettera b) del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Codice in materia di protezione dei dati personali (Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2003), impone che i dati personali oggetto di trattamento (tra i quali rientrano le immagini da videosorveglianza) siano raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi. In sostanza non si pu giustificare una raccolta e registrazione dati con una generica necessit di prevenzione e deterrenza di potenziali atti criminosi. Deliberazione della Giunta Comunale n. 471 del 3 dicembre 2008. In quella seduta erano presenti, oltre al Sindaco, Luciano Lapenna, i seguenti assessori: Marchesani Lina, Menna Eliana, Molino Domenico, Sputore Vincenzo, Tiberio Nicola, Cerulli Rocco. Erano invece assenti: Del Prete Nicola, DAdamo Francescopaolo e Suriani Anna.
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Citato in S. GUERRA, Anche locchio vuole la sua parte, in Ticino Sette, 10, 27 febbraio 2009, pp. 4-6.

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Lattuale regolamento16, pone giustamente ed in accordo con le norme nazionali, una serie di vincoli allutilizzo della videosorveglianza, che smentiscono clamorosamente la vulgata securitaria. Vediamo quali. Il Regolamento comunale stabilisce che: va evitata la rilevazione di dati in aree o attivit che non sono soggette a concreti pericoli, o per le quali non ricorra una effettiva esigenza di deterrenza. Gli impianti di videosorveglianza possono essere attivati solo quando altre misure siano ponderatamente valutate insufficienti o inattuabili17. Ci piacerebbe, intanto, sapere se e come sia stata valutata leffettiva esigenza di deterrenza, che evidentemente non pu essere data dalla semplice lettura dei fatti di cronaca sugli organi di informazione, incapaci di fornire una visione generale, complessiva e approfondita circa lo stato di sicurezza cittadina. Dalle cronache locali al massimo i cittadini e lamministrazione locale possono cogliere soltanto delle vaghe impressioni; un articolo di giornale pu rappresentare il punto di partenza per richiedere studi e analisi di carattere tecnico, ma sono solo queste valutazioni pi precise e dettagliate a permettere di stabilire in maniera oggettiva quali siano i punti nevralgici da videosorvegliare. E soprattutto, non chiaro dove si possa evincere una valutazione dellinsufficienza delle misure di prevenzione e deterrenza in atto, e dove invece si possa leggere la non attuabilit di altre misure eventualmente considerate. Ma il Regolamento, richiamando come detto norme nazionali, va anche oltre. Si legge, infatti, che devono essere escluse finalit di sicurezza pubblica, prevenzione o accertamento dei reati, che competono ad altri organi18. Il motivo evidente: la sicurezza pubblica materia di esclusiva competenza dello Stato. In sostanza, per quanto i sostenitori della videosorveglianza ne dicano, questo sistema non pu essere installato per una generica necessit di sicurezza pubblica. Un concetto ribadito dal Garante della privacy, che esprimendosi in materia ha stabilito che i Comuni possono utilizzare la videosorveglianza solo al fine di tutelare la sicurezza urbana19. Ma questultima, in quanto insieme di misure atte a tutelare i beni pubblici, cosa ben diversa dalla sicurezza pubblica che attiene alla tutela dellintegrit fisica della popolazione20. Esistono casi in cui la videosorveglianza pu essere usata con fini di pubblica sicurezza. Ma questo fine, come abbiamo gi dimostrato, oltre a dover essere legittimo, deve essere anche esplicito e determinato: il contrario di un generico e indeterminato richiamo alla sicurezza

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Delibera del Consiglio Comunale n. 23 del 23 marzo 2010. Ivi, articolo 2, comma 4. Ivi, articolo 2, comma 5.

Al punto 5.1 del Provvedimento in materia di videosorveglianza del 8 aprile 2010 (Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010), si legge che sussistono specifiche funzioni attribuite sia al Sindaco, quale ufficiale del Governo, sia ai comuni, rispetto alle quali i medesimi soggetti possono utilizzare sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico al fine di tutelare la sicurezza urbana. Larticolo 1 del Decreto Ministeriale del 5 agosto 2008 (Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2008) stabilisce che: per incolumit pubblica si intende lintegrit fisica della popolazione e per sicurezza urbana un bene pubblico da tutelare attraverso attivit poste a difesa, nellambito delle comunit locali, nel rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilit dei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale.
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pubblica21. Ma in questi casi il Comune pu disporre lutilizzo degli impianti comunali di videosorveglianza ai fini di prevenzione e repressione di atti delittuosi, esclusivamente previa intesa o richiesta delle autorit di pubblica sicurezza e organi di polizia. E comunque i dati cos raccolti possono essere utilizzati esclusivamente dalle autorit ed organi di pubblica sicurezza e di polizia22, non certo dagli stessi soggetti autorizzati in via generale. A questo punto palese che chi grida allinstallazione di videosorveglianza comunale ai fini di prevenzione e deterrenza della criminalit, lo fa contro il dettato normativo in materia, proprio mentre chiede il rispetto della legge per contrastare i reati. Non possiamo sapere se chi inneggia alla videosorveglianza lo faccia con consapevolezza o meno dei limiti normativi fin qui analizzati. In ogni caso ci troviamo di fronte ad una grave anomalia nella maniera di affrontare e risolvere un problema, come quello della sicurezza, che tocca linteresse dellintera cittadinanza, poich se da una parte non sono giustificabili giudizi eccessivamente sbilanciati senza un preliminare approfondimento conoscitivo dellargomento; dallaltra, ossia nel caso in cui i fervidi sostenitori della videosorveglianza siano effettivamente a conoscenza delle problematiche esposte, lapologia del controllo elettronico non pu che essere letta come mera speculazione politica, demagogica, assolutamente vuota, ma soprattutto inutile alla reale risoluzione del problema. Ad ogni modo, qualora si desse loro retta che si tratti di ignoranza in materia o di basso calcolo politico a pagarne le spese sarebbero sempre i cittadini, visto che un sistema di videosorveglianza ha i suoi costi.

Quando consentita la videosorveglianza del territorio comunale


A cosa serve, dunque, la videosorveglianza? Lo dicevamo prima ed scritto esplicitamente nel Regolamento comunale (ripetiamo, in linea con le disposizioni nazionali): pu essere utilizzato con scopi di sicurezza urbana e per controllare la circolazione stradale nel territorio comunale23. Quindi parliamo di tutela del patrimonio pubblico e di circolazione veicolare. Ora, considerando la tutela del patrimonio pubblico, e guardando la Relazione generale del progetto preliminare24 per la videosorveglianza comunale, ci chiediamo ad esempio a cosa
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Si veda a tal proposito la nota 13. Articolo 6, comma 4, del Regolamento comunale sulla videosorveglianza.

Si veda larticolo 6, comma 2 del Regolamento comunale sulla videosorveglianza, che cos recita: Il trattamento dei dati personali effettuato ai fini di monitorare il territorio: - monitorare la regolare circolazione lungo le strade comunali; - controllare gli eventuali accessi limitati di auto in determinate zone del territorio comunale; - verificare le adiacenze di uffici comunali; - riprendere le immagini di specifici siti comunali; - presidiare gli accessi degli Edifici Comunali dallinterno e dallesterno; - trasmettere e registrare le sedute del Consiglio comunale al fine di documentare lattivit dellEnte. Che quando si parla di videosorveglianza si sta parlando necessariamente di trattamento di dati personali, evidenziato anche dal successivo comma 3, nel quale si afferma che: Il sistema di videosorveglianza comporta il trattamento di dati personali rilevati mediante le riprese televisive e che, in relazione ai luoghi di installazione delle telecamere, interessano i soggetti ed i mezzi di trasporto che transitano nellarea interessata. Relazione generale del progetto preliminare relativo ad un Sistema Territoriale Integrato di Videosorveglianza della Citt del Vasto. Progetto affidato dallAmm.ne Comunale della Citt del Vasto alling. Paolo Gustuti. La 8
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serva una telecamera dome25 (di cui ne sono previste 24) allincrocio di Via Pertini/Molino, che non ci risulta essere un sito di particolare interesse pubblico, n ricordiamo la presenza di monumenti in quellarea. Ma la stessa cosa potrebbe dirsi per lincrocio tra Via Incoronata e Circonvallazione Istoniense, o per lincrocio tra Circonvallazione e Via Valloncello, e potremmo continuare. Passando poi alle telecamere per la rilevazione delle targhe (ne sono previste 57), senza entrare nel merito della loro ubicazione (ma si potrebbero fare valutazioni anche in questo caso), ci chiediamo ad esempio a cosa serva la capacit della telecamera di riconoscimento della targa di veicoli fino alla velocit di almeno 150Km/ora26, se questa ad esempio posizionata su una rotatoria o su una strada comunale non troppo ampia (di casi del genere se contano diversi nella relazione preliminare del progetto). francamente difficile immaginare di percorrere, ad esempio, la rotatoria tra la Circonvallazione e Via Incoronata a quella velocit. pertanto legittimo chiedersi se tale progetto per il sistema di videosorveglianza corrisponda fattivamente alle necessit dei cittadini e alle finalit sancite dai regolamenti fin qui citati. legittimo chiedersi se non sia invece possibile pensare ad altre forme di prevenzione del crimine, puntando sulle politiche sociali piuttosto che su un inutile sistema di videosorveglianza e su ronde spontanee di cittadini, come hanno suggerito alcuni esponenti dei partiti di centro-destra. legittimo chiedersi se non sia possibile pensare ad un progetto pi efficace e meno dispendioso per il sistema di controllo del traffico veicolare.

Conclusioni
Noi crediamo che senza fare queste considerazioni, oggettive ed ineludibili, la discussione aperta sulla videosorveglianza comunale non andr da nessuna parte e sar utile solo per quanti vedono in questo progetto una buona occasione di visibilit politica. Sarebbe, come ci pare sia per molti versi gi oggi, mera propaganda, grottesca nei contenuti ed irritante, considerando che si sta speculando sui timori, spesso creati ad arte o comunque enfatizzati, dei cittadini. Perch, come afferma F r a n c i s c o K l a u s e r, qualche telecamera permette ai politici locali di mostrare allopinione pubblica che stanno facendo qualcosa per combattere la criminalit27. Potremmo aggiungere, senza timori di scadere nella demagogia, che si tratterebbe di una propaganda oltretutto dannosa, visti gli importi in gioco e la congiuntura economica che attanaglia i cittadini.

relazione a nostra disposizione non indica uno stato di revisione del documento, n la sua data di emissione o ultima revisione. Le telecamere Dome sono telecamere completamente controllabili a distanza. Permettono ad un operatore, munito di opportuna consolle di comando, di ruotare la telecamera in tutte le direzioni e di zoomare a piacere sulle scene di maggior interesse. Possono anche eseguire movimenti automatici preprogrammati. Sono utilizzate con scopi di sicurezza urbana o pubblica sicurezza. Si veda la voce 2 del Progetto preliminare Computo metrico del 28 febbraio 2011, relativo ad un Sistema Territoriale Integrato di Videosorveglianza della Citt del Vasto, a firma delling. Paolo Gustuti.
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Intervista rilasciata l'11 febbraio 2009 al settimanale Ticino Sette.

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Progetto di videosorveglianza comunale Analisi critica

Invece, un ragionamento basato anche e necessariamente sui limiti imposti dalle norme e sul confronto con altre esperienze, come abbiamo cercato di fare con questo nostro contributo, potrebbe dare alla citt quello che realmente serve, e contemporaneamente un risparmio per le casse comunali, gi in difficolt cronica per i continui tagli dallo Stato centrale. Le somme risparmiate potrebbero quindi essere destinate a misure di prevenzione e contrasto di situazioni degrado e isolamento urbano che favoriscono linsorgere di fenomeni criminosi28. Principio, anche questo, stabilito dalla legge quale misura necessaria e prioritaria in materia di sicurezza pubblica e di sicurezza urbana.

Vasto, 10 marzo 2012

Partito della Rifondazione Comunista Circolo Sante Petrocelli


C.so Plebiscito, 50 66054 - Vasto (CH)

Larticolo 2 del Decreto Ministeriale del 5 agosto 2008, stabilisce che il Sindaco interviene per prevenire e contrastare le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi. Essendo questo enunciato la prima voce dellelenco degli interventi che il Sindaco deve porre in essere ai fini della prevenzione e del contrasto dei fenomeni criminosi, si evince sia anche prioritario rispetto a qualunque altro intervento.

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