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CORSO DI FORMAZIONE IN MATERIA DI MEDIAZIONE

IL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE

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LE FASI DEL PROCEDIMENTO


I FASE

SESSIONE CONGIUNTA INIZIALE


II FASE

SESSIONI PRIVATE
III FASE

SESSIONE CONGIUNTA FINALE

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I FASE

SESSIONE CONGIUNTA INIZIALE


GLI OBIETTIVI
1. 2. 3. 4. 5. 6. Informare i soggetti sul procedimento Creare un clima di fiducia e collaborazione Permettere ai soggetti di esporre direttamente il loro punto di vista Raccogliere informazioni Assumere il controllo della procedura Inquadrare correttamente la questione

LE MODALITA
1. 2. 3. 4. 5. 6. Il ricevimento Il discorso introduttivo del mediatore La presentazione delle opinioni La parafrasi Lo spazio di chiarimento La chiusura

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1. IL RICEVIMENTO
I LOCALI LARREDAMENTO LE POSIZIONI AL TAVOLO

p
P1 P2

M P1

P2

P1

M P

P2

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2. IL DISCORSO INTRODUTTIVO DEL MEDIATORE


GLI OBIETTIVI
1. Fornire informazioni ai soggetti sui principi fondamentali del procedimento 2. Promuovere un clima di fiducia e collaborazione 3. Favorire la comunicazione costruttiva fra i soggetti 4. Dimostrare autorevolezza nella conduzione del procedimento

LE MODALITA
1. CHI ? 2. COSA ? Presentazioni personali Spiegare: a. Ruolo del mediatore b. Caratteristiche del procedimento:
o o o o o Volontariet Imparzialit Riservatezza Collaborazione Autodeterminazione

3. COME ?

Spiegare: a. Regole di comportamento


o Interruzioni o Appunti

b. Regole di funzionamento
o Tempi o Sessioni o Accordo/Mancato accordo

4. QUALCHE DOMANDA ?

Accertare la comprensione

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3. LA PRESENTAZIONE DELLE OPINIONI


GLI OBIETTIVI
Dare modo ai soggetti di presentare la questione e le loro opinioni su di essa Consentire lo sfogo dei soggetti Raccogliere informazioni Iniziare il dialogo fra i soggetti

LE MODALITA
1. GESTIONE DEI TEMPI
Stabilire un tempo e farlo rispettare

2. GESTIONE DELLE INTERRUZIONI


Essere autorevoli e non autoritari, cogliere le occasioni utili

3. ASCOLTO ATTIVO
Eliminare eventuali distrazioni altrui Mantenere un adeguato contatto visivo con entrambi i soggetti Fare attenzione al proprio linguaggio corporale

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4. LA PARAFRASI
GLI OBIETTIVI
Verificare la comprensione di quanto esposto Eliminare leventuale carica negativa del messaggio Facilitare la comprensione dellopinione di ogni soggetto Neutralizzare il linguaggio Mantenere limparzialit Identificare i punti centrali della questione

LE MODALITA
1. ASCOLTO PRECEDENTE ATTIVO 2. LINGUAGGIO NEUTRALE 3. RICHIESTA DI CONFERMA 4. GESTIONE DELLE REPLICHE

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5. LO SPAZIO DI CHIARIMENTO
GLI OBIETTIVI
Raccogliere ulteriori informazioni Dare modo ai soggetti di aggiungere ulteriori argomentazioni Favorire la comunicazione fra i soggetti

LE MODALITA
1. DOMANDARE SE I SOGGETTI HANNO QUALCOSA DA COMUNICARSI 2. GESTIRE CON ESTREMA ATTENZIONE QUESTA FASE, PRONTI A CHIUDERLA IN QUALSIASI MOMENTO

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6. LA CHIUSURA
LE MODALITA
Indicare con chi si inizier la seconda fase e spiegarne i motivi Fissare i tempi Spiegare le modalit della II fase

II FASE
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SESSIONI PRIVATE
A. LA PRIMA SESSIONE PRIVATA

GLI OBIETTIVI
1. 2. 3. 4. 5. 6. Rafforzare il rapporto empatico con ogni soggetto e il rapporto di fiducia Permettere lo sfogo dei soggetti evitando la scalata del conflitto Raccogliere informazioni riservate Individuare possibili ostacoli allaccordo Identificare gli interessi di ogni soggetto Individuare la MAAN e la PAAN di ogni soggetto

LE MODALITA
1. 2. 3. 4. 5. Lintroduzione del mediatore Le domande La parafrasi La richiesta di rendere pubbliche informazioni La chiusura

alcune

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1. LINTRODUZIONE DEL MEDIATORE


GLI OBIETTIVI
Spiegare le modalit di questa fase, in particolare la formulazione di una serie di domande Richiamare i principi del procedimento, in particolare quelli di imparzialit e riservatezza

LE MODALITA
1. CREARE EMPATIA SENZA FAR NASCERE LIDEA DI UNA POSSIBILE COMPLICITA 2. ESSERE MOLTO CHIARI SUI PRINCIPI E SUL PROPRIO RUOLO

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2. LE DOMANDE
GLI OBIETTIVI
1. Identificare gli interessi 2. Individuare MAAN e PAAN

PRETESE o POSIZIONI
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INTERESSI o ESIGENZE

NECESSITA o BISOGNI

PRETESE o POSIZIONI

sempre OPPOSTE

INTERESSI o ESIGENZE

OPPOSTI COMUNI DIFFERENTI

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LA TIPOLOGIA DELLE DOMANDE

1. Domande APERTE (o di allargamento) 2. Domande CHIUSE (o di definizione o di precisazione) 3. Domande CIRCOLARI (o di reciproca identificazione) 4. Domande CON RIFORMULAZIONE 5. Domande IPOTETICHE 6. Domande ALTERNATIVE 7. Domande MULTIPLE 8. Domande TENDENZIOSE

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Migliore Alternativa all Accordo Negoziato

Peggiore Alternativa all Accordo Negoziato

ALTERNATIVE P1 P1 P2

ALTERNATIVE P2

OPZIONI NEGOZIALI

Accordo negoziato

DOMANDE PER INDIVIDUARE MAAN/PAAN

1 domanda APERTA 1 domanda CHIUSA 1 domanda CIRCOLARE

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3. LA PARAFRASI
GLI OBIETTIVI
Mettere in luce gli interessi e le MAAN/PAAN scaturiti dal colloquio

LE MODALITA
1. ASCOLTO PRECEDENTE ATTIVO 2. LINGUAGGIO NEUTRALE 3. RICHIESTA DI CONFERMA 4. GESTIONE DELLE REPLICHE

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4. LA RICHIESTA DI RENDERE PUBBLICHE ALCUNE INFORMAZIONI


GLI OBIETTIVI
Iniziare ad individuare alcune possibilit di accordo Aumentare la fiducia nei confronti del mediatore Favorire la collaborazione fra i soggetti

LE MODALITA
1. Avanzare la richiesta su argomenti precisi ed individuati 2. Spiegarne le motivazioni 3. Spiegarne le modalit 4. In caso di perplessit porre unalternativa 5. In caso di diniego non insistere

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5. LA CHIUSURA
LE MODALITA
Spiegare come si continuer Fissare i tempi

II FASE
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SESSIONI PRIVATE
B. LA SECONDA SESSIONE PRIVATA GLI OBIETTIVI
Generare alternative per soddisfare gli interessi emersi nella prima sessione privata Generare eventuali opzioni negoziali Paragonare la MAAN emersa nella prima sessione privata con le alternative e le opzioni negoziali generate

LE MODALITA
Riassumere la situazione, richiamando gli interessi Rivelare le informazioni autorizzate Inserire qualche domanda ipotetica Superare gli ostacoli alla generazione di alternative

LA GENERAZIONE DI ALTERNATIVE
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I COMPITI DEL MEDIATORE

Stimolare i soggetti a cambiare prospettiva Aiutare i soggetti ad allontanarsi dalle posizioni e a considerare gli interessi GLI OSTACOLI ALLA GENERAZIONE DI ALTERNATIVE

1. Giudizi prematuri 2. Restrizione del campo negoziale 3. Oggetto negoziale di valore fisso 4. Convinzione che la soluzione spetti allaltro MODALITA PER SUPERARE GLI OSTACOLI ALLA GENERAZIONE DI ALTERNATIVE

1. Separare il processo creativo da quello decisionale 2. Ampliare le alternative 3. Cercare vantaggi reciproci

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III FASE

SESSIONE CONGIUNTA FINALE


GLI OBIETTIVI
Analizzare le opzioni negoziali Considerare gli aspetti oggettivi da applicare al caso concreto Paragonare le opzioni negoziali con le rispettive MAAN

LE MODALITA
1. Riformulare la questione in termini di interessi 2. Valutare le opzioni negoziali 3. Individuare soluzioni 4. Chiusura (Accordo/Non accordo)

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RIFORMULAZIONE DELLA QUESTIONE IN TERMINI DI INTERESSI

FILTRI OGGETTIVI

MAAN P1

OPZIONI NEGOZIALI ACCORDO

MAAN P2

NON ACCORDO

DOMANDA APERTA CHE:


1. Presenta una nuova prospettiva del conflitto 2. Si basa sugli interessi 3. Contempla gli interessi di tutti i soggetti 4. Apre la porta alla generazione di idee

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LA CHIUSURA
ACCORDO/MANCATO ACCORDO

PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE
- Piena consapevolezza della decisione - Assenza di manipolazioni - Totale comprensione delle conseguenze - Necessit o convenienza di assistenza

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