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GAZZETTA DI MODENA

SPECIALE

MUSEO FERRARI
La nostra nuova meraviglia
Apre oggi al pubblico il complesso espositivo che celebra il Drake e il mondo dei motori
Spettacolare vetrina delleccellenza modenese
he meraviglia! Enzo Ferrari sar contento davvero di questo paradiso giallo fuori e bianco dentro e di questi santi che lo popolano con i loro colori e la loro storia gloriosa. Ho provato un brivido ieri entrando al Mef dove ero stato due volte nel corso dei lavori. Avevo intuito che sarebbe stata unopera straordinaria ma la realt ha superato la mia immaginazione. Per chi, come me, che ha iniziato a fare il giornalista ad Autosprint e la passione non lha persa, lemozionestata davveroforte. Edopola meraviglia miha preso unsenso di allegria, di festa. Cavolo, mi son detto, in questa dannata crisi da cui fatichiamo a uscire Modena inaugura questo paradiso e manda allintero paese, un segno forte di voglia di ripresa, di rilancio, di speranza. E lo fa esaltando una delle proprie eccellenze, quella che sopra le altre le ha dato saperi, lustro e ricchezza: la manifattura di alta qualit che negli anni ha saputo innovarsi aggiungendo via via nuova linfa di fantasia, di arte, di tecnologia. Una storia secolare che fatta di grandi progettisti ma soprattutto di grandissimiartigiani. Emi ha fatto piacere chefuori, nel cortile antistante lingresso, ci fosse la nuova Ferrari, presentata a Ginevra laltro giorno.Cisarebbestata bene anchelanuova Maserati, per legare passato a presente e futuro,visto cheil Tridentesta lapochi passie la prossima mostra sar proprio dedicata allegrandisfide traFerrari eMaserati. Adesso che il Mef ha preso vita limpegno diModenadeve esserequello dimantenerlo vivo. Per la citt una grande occasione, lo leggerete nelle pagine seguenti nelle dichiarazioni e negli auspici di tutti, a cominciare da chi lo ha fortemente voluto e sostenuto. Una grande occasione perch al di l della straordinaria esposizione di automobili il Mefpu diventarelavetrina delleeccellenze del nostro territorio, di tutte le sue eccellenze. Gli spazi per promuovere qui,il meglio di Modena ci sono, dentro e fuori, non enormi certo, ma sufficienti per un raffinatissimo show-room della nostra agroindustria, del biomedicale, dellabbigliamento, della ceramica. Penso a una bella e intelligente contaminazione che, in fondo, piacerebbe anche al Drake. Il quale oggi guarder divertito attraverso i suoi occhiali scuri quel popolo grato che ha voluto dedicare a lui, ma a ben vedere anche a se stesso, questo paradiso giallo-bianco.(a.r.)

La sala espositiva del Mef, sotto il cofano giallo, dove sono esposte le auto. A sinistra, Ferrari visto Wainer Vaccari

LE AUTO

I ALLE PAG. 30 E 31

GLI ORARI I ALLE PAG. 37 E 38

I ricordi

I A PAG. 35

Alla scoperta delle diciotto opere darte a quattro ruote

Inaugurazione in mattinata poi in centro la notte rossa

Piero Ferrari: mio padre sarebbe felice di tutto questo

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Primo piano

GAZZETTA SABATO 10 MARZO 2012

di Davide Berti
finalmente terminata londa gialla delle tovagliette di dubbio gusto appese alle finestre ed cominciata per Modena una nuova era. Quella di una citt che ha superato se stessa con unopera architettonica di inestimabile valore artistico. E ora potremo anche passare sotto il ponte reggiano di Calatrava senza pi timori reverenziali. Abbiamo anche noi la nostra isola di citt moderna di alto, altissimo livello. Il Mef, Museo Casa Natale Enzo Ferrari, prima di tutto questo. Che un pregio notevole, ma anche un rischio considerevole. La sfida, infatti, duplice: riuscir la curiosit per ci che la struttura esporr a superare il fascino dellopera architettonica e, di conseguenza, a far dire ad un visitatore ne valeva la pena, ci torner?. Il dubbio proprio questo: ieri ci siamo entrati per la prima volta e abbiamo avuto limpressione che sia finito tutto troppo presto. Il viale accompagna bene limmaginario del visitatore ad un tuffo nella storia, costeggiando Lofficina meccanica Alfredo Ferrari prima che locchio venga piacevolmente travolto da una vetrata che sembra tagliare il tempo e lo spazio: da fuori vedi un orizzonte sconfinato dove le auto galleggiano. Entri e, da dentro, buttando locchio verso Modena, si vede ancora la cupola del Tempio, ma forse ancora per poco, causa una delle strutture che da ogni varco nascondono il Mef. Ma oggi gi importante che questopera ci sia. Come? Con molta storia, forse troppa; poca, anzi pochissima Ferrari e nulla o quasi dal punto di vista multimediale e interattivo, peccato grave per un museo che inaugura nel pieno di una nuova rivoluzione tecnologica. Ma andiamo con ordine. Le auto. In tutto ce ne sono diciotto, scelte appositamente per la mostra Le origini del mito, ma dallevento di apertura ci saremmo aspettati pi Cavallino che altro. In primo piano fa bella mostra di s lAuto Avio della collezione Righini datata 1940. Due sole sono Ferrari, nessuna rossa. La prima che si vede sulla destra, accanto alla fila del guardaroba: una Ferrari Scaglietti 612 grigia del 2004 targata DG612LZ, non un pezzo clamoroso. Per trovare laltra Ferrari bisogna scendere nel cuore del museo, che come camminare lungo una parabolica: una 166 MM Coup Touring del 1949, color azzurro pastello. Ecco quello che manca al

Il Mef, porta della citt per il Terzo Millennio


Una struttura di alto valore per un museo che nasce con grandi attese Il visitatore immerso nella storia e fra auto che galleggiano nel bianco

In alto linterno Da sinistra lo shop, un particolare dellOfficina e alcuni oggetti della vita di Ferrari A destra una suggestiva immagine dallalto del complesso

contenuto: il sogno e il genio nella scelta espositiva, che invece sono resi al massimo dalla struttura. La posizione delle auto decisamente suggestiva, Maserati e Alfa Romeo sembrano quasi alzarsi da sole, sono vive e non morte, questo s, ma limpressione che manchi lultimo passaggio. Ci accompagna il rombo inconfondibile del motore, che

lungo le pareti fa da colonna sonora ad una esposizione troppo scritta e ricca di elementi: tanto ariosa la parte espositiva quando pesante quella didascalica, dove il visitatore non pu per nulla interagire se non trovare un pizzico di curiosit dalle immagini dellIstituto Luce che scorrono in piccoli schermi. Poi i colori. Il giallo una

scelta azzeccata, senza entrare nella polemica sullassenza cronica del rosso, lasciato ad una Maserati A6GCS, ad una De Tomaso e alle sedie delle sale conferenze, tralasciando le tinte pi scure dellAlfa Romeo. Originale anche il viola, che svela un lato della storia di Enzo Ferrari che in pochi conoscono, ben ripreso anche dal materiale di lancio dello

shop, con merchandising studiato appositamente per linaugurazione. Ma anche qui il materiale Ferrari scarseggia, c molta pi Maserati ed chiaro che se uno vuole il Cavallino deve andare Maranello. Che siano auto, libri o cappellini nel nome del mito ideato da Enzo Ferrari. Gi, Enzo Ferrari. Se si chiama Museo Casa Natale Enzo

Ferrari, allora manca qualcosa di suo nella retrospettiva ospitata dalla struttura avveniristica firmata da Jan Kaplicky e dalle scelte artistiche di Andrea Morgante. vero che varcando la soglia dellattigua Officina Meccanica si resta certamente soddisfatti. La tecnologia si ferma alle retroproiezioni che ripercorrono la vita del Drake: scorrono le immagini e

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una guida per i visitatori

Come raggiungere via Paolo Ferrari: gli orari, i bus e i parcheggi


Dalle 17 alle 23.30, finalmente, il Mef sar oggi aperto gratuitamente al pubblico. Per raggiungere il museo dal Comune si consiglia lutilizzo dei mezzi pubblici e di biciclette, data la concomitanza di eventi come la partita Sassuolo-Sampdoria, al Braglia, e lincontro con i cresimandi dellarcivescovo Antonio Lanfranchi al Palapanini. Unintera area tra via Soli e via Vandelli verr attrezzata per parcheggiare le biciclette. Molte linee di autobus (1 - 2 - 3 - 4 - 7- 9 11) fermano alla stazione ferroviaria, a 10 minuti a piedi dallingresso della nuova struttura dedicata al Drake. Tra i parcheggi scambiatori, quello di via Gottardi e il parcheggio del parco Ferrari. Il Comune aprir un grande parcheggio gratuito anche negli spazi dellex Amiu con ingresso da via Divisione Acqui, da dove partir, sempre ogni 10 minuti, e fino alle 24 un bus gratuito. Ci si pu anche servire dei parcheggi a pagamento di viale Trento Trieste e di via DellAbate. Quanto ai costi del biglietto, da domani visitare il Mef coster 13 euro, con due riduzioni (11 euro per under 26, over 65 ed enti convenzionati, 9 euro bambini 6-10 anni, accompagnatori disabili, militari). Possibilit di acquistare un biglietto unico per visitare sia il Museo di Modena che quello di Maranello (22 euro intero, ridotti 18 e 14 euro). Il Mef rester gratuito per i bambini fino ai 5 anni e per i disabili. Da domani il Mef sar aperto tutti i giorni ad esclusione di Natale e Capodanno, dalle 9.30 alle 19 (info 059.4397979).

Il momento della conferenza stampa delle autorit davanti a giornalisti arrivati da tutto il mondo

Una strada per Kaplicky e un francobollo per il Mef


Sono le due iniziative che amministrazione e direzione stanno mettendo a punto Oltre 150 giornalisti da tutto il mondo per la due-giorni dellinaugurazione
di Evaristo Sparvieri
Una strada dedicata a Jan Kaplicky, il progettista del Mef scomparso improvvisamente a Praga nel 2009, dove si trovava nelle vesti di vincitore del concorso di progettazione della nuova biblioteca nazionale. E poi un francobollo celebrativo, per spedire in tutto il mondo limmagine della nuova cattedrale modenese dei motori. Open Hand il titolo del progetto messo a punto dallarchitetto di origine cecoslovacca: una mano tesa verso il futuro, aperta per abbracciare la storia e il mito, con quella vetrata che dialoga a cielo aperto con la casa restaurata del mitico Drake. E mentre il Mef apre le porte ai primissimi visitatori, dal Comune e dalla direzione annunciano gi nuove iniziative per riversare nel mondo il potere attrattivo dellonda giallo-viola. Due colori carichi di valore simbolico: il giallo canarino di Modena e il viola usato dal Drake in persona negli scritti di suo pugno. Come conferma Piero Ferrari, mentre si aggira tra i 18 gioielli automobilistici che fanno parte dellallestimento. Insieme allassessore Roberto Alperoli, proporremo di intitolare un luogo della nostra citt a Jan Kaplicky, fa sapere il sindaco Pighi, che si dice sinceramente commosso mentre varca lingresso della neonata struttura. E proprio di questa avventura: Mauro Tedeschini, presidente della Fondazione Casa natale Enzo Ferrari, il presidente della Provincia Emilio Sabattini, il presidente Crmo Andrea Landi. E poi Amedeo Faenza di Confcommercio, gli assessori Sitta, Marino e Pini, Mario Righini, il collezionista che ha concesso fino a domenica lesposizione dellAuto Avio 815, la prima macchina realizzata da Ferrari una volta abbandonata lAlfa-Romeo. Tra i gioielli automobilistici, si aggira anche un appassionato Cesare Ragazzi, volto noto della tv e della tricologia, che mostra la sua spilla a forma di Cavallino Rampante appuntata sul bavero della giacca: Sono un ferrarista nato - racconta - sin da piccolo, quando mio padre mi portava a vedere la Mille Miglia sul ponte del Martignone, nel Bolognese, dove vedevo emozionato queste auto da corsa venire gi dalla schiena a dorso dasino del ponte. Perch lEmilia tutta terra di motori. Lo sottolinea lassessore regionale al Turismo Maurizio Melucci, ricordando i musei delle auto e gli autodromi della regione: I modenesi devono essere orgogliosi di questa opera, una delle pi belle dItalia - afferma una scommessa per il futuro che stata vinta e che far di Modena e del nostro made in Italy un punto di forza per uscire dalla crisi.

Una suggestiva immagine del Mef illuminato ieri sera

ogni postazione diffonde un audio che a volte si accavalla noiosamente con la stazione successiva. Cominciano i dettagli, levoluzione del marchio Ferrari e gli occhiali scuri che sono diventati segno distintivo del museo funzionano. Ma il difficile viene adesso. Dare una ragione, ai modenesi che oggi entreranno gratis, a tornarci tutte le volte che

vorranno rimanere giovani perch, come diceva Enzo Ferrari uno non mai vecchio fino a quando al mattino, svegliandosi, ha qualcosa da desiderare. Noi desideriamo un Mef sempre al massimo, che possa vincere la sua sfida che oggi finalmente partita, con tanta strada ancora da percorrere.
RIPRODUZIONERISERVATA

per lopera progettata da Kaplicky, la direttrice del museo Adriana Zini ribadisce lintenzione di realizzare un francobollo celebrativo: Speriamo di riuscire nellomaggio - afferma - come gi successo per il Selfridges Building di Birmingham, realizzato sempre da Kaplicky, al quale stato concesso un francobollo per volont della regina di Inghilterra. Per visi-

tare in anteprima il Mef, sono arrivate richieste di accrediti internazionali dal New York Times, dallIndipendent, da quotidiani giapponesi. In totale, sono stati oltre 150 i giornalisti accreditati, provenienti da riviste nazionali specializzate e da testate internazionali. AllOpening celebration 2012, non infatti voluto mancare nessuno. A cominciare dai protagonisti

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La casa natale, un libro per la storia di un mito


Oggetti, immagini e parole ripercorrono lavventura straordinaria del Drake Recuperata lantica scritta sul capannone Officina meccanica Alfredo Ferrari

La sala dedicata a Scaglietti scultore di auto

Scaglietti ritratto da Vaccari

Il Centro documentazione del Mef che il visitatore incontra percorrendo lintero invaso della galleria gialla intitolato a Sergio Scaglietti, il carrozziere di fiducia di Enzo Ferrari, uno dei personaggi che con la sua inventiva ha contribuito a realizzare alcune tra le Ferrari pi belle e famose al mondo. Scaglietti scomparso 91enne lo scorso 20 novembre, ma il suo nome risuonato anche ieri in conferenza stampa: Era uno dei principali collaboratori di mio padre - spiega Piero Ferrari - ed era un vero artista che fuori dal lavoro dipingeva. Ricordo che a mio padre diceva sempre: Ingegnere la prossima auto facciamola bene che tanto farla bene o farla male costa uguale. Per chi non lo sa e per fare capire la grandezza di questo grande scultore della lamiera: Scaglietti almeno sino a met anni 60 ha realizzato a mano tutte le carrozzerie delle auto di Maranello, battendo con un martello la lamiera per trasformarla nel vestito che tutti conoscono. La carrozzeria Scaglietti, in collaborazione con Pininfarina, ha realizzato la Ferrari 250, la Testa Rossa, la Ferrari 250 Gto. Nel 1975 la carrozzeria viene acquistata dalla stessa casa della Rossa.

Mio padre - spiega Piero Ferrari - alla fine degli anni Venti convinse sua mamma, che era rimasta vedova, a vendere la casa di via Paolo Ferrari per acquistare unauto sportiva. Un gesto molto coraggioso proprio nellanno ricordato come quello della grande crisi mondiale. La casa Natale in cui il Drake nacque nel 1898 viene abbracciata - in senso letterale, il progettista pens il cofano giallo proprio cos - dalla nuova galleria espositiva. Il vecchio edificio stato recuperato in modo filologico da Andrea Morgante e dagli ingegneri di Politecnica, a partire dalla scritta Officina meccanica Alfredo Ferrari sui due lati lunghi esterni di quello che era il capannone attaccato alla dimora natale. La scritta - spiega il progettista Morgante - era quasi del tutto scomparsa, ma siamo riusciti a trovare il font uguale alla mano dellimbianchino che oltre cent'anni fa predispose linsegna. Si entra dal portone posto di fronte alla vetrata, mentre lentrata della casa (e dei futuri uffici della Fondazione) con la famosa scala citata da Ferrari in varie occasioni pochi metri oltre. Nellex officina, con altezza a doppio volume e tetto a capriate, costruita dal padre Alfredo nel 1830, ospitato lo spazio espositivo. Morgante ha pensato a unenorme struttura bianca che sembra quasi muoversi poich stata pensata come le pagine di un libro che girandosi narrano la vita del Drake. Ci permette al visitatore di scoprire in modo graduale ogni pagina, ogni sezione, della rassegna. Dal soffitto scendono microfoni unidirezionali sotto i quali il visitatore pu sostare ad ascoltare, spesso dalla stessa voce di Ferrari, tante vicende e piccoli segreti della sua biografia. Il sistema allestito a grande scala lungo oltre quaranta metri e si conclude allestremit con il nucleo abitativo e soprattutto due piccole stanzette dedicate al colore viola e al cavallino rampante. Nella prima, posta dove il padre aveva lufficio, collocata una delle famose penne viola

Lofficina di Alfredo Ferrari di fronte allingresso del Museo. A destra: due visitatrici nel salone dove sono esposti i cimeli esposti nel Museo

bar E RISTORANTE

Pranzo a buffet e cena modenese


A fianco della biglietteria della galleria, a pochi passi dalla casa natale, stato collocato il bar che destate si allargher sulla piazzola esterna. Lo gestir una societ di Dante Cagliari oltre ai due proprietari si alterneranno sei dipendenti che ha deciso di tenerlo aperto anche a museo chiuso. Il lounge bar Il museo, motori e sapori aprir alle 9,30 e offrir colazioni, pranzi e buffet, poi dalle 19,30 alle 22,30 larea si trasformer in ristorante con piatti locali. Lo spazio ha una entrata apposita, creata per accedervi anche a museo chiuso. Poco distante i bagni del museo, anche questi progettati da Morgante: le maniglie ricordano nella forma quelle di auto daltri tempi.
La 125 s prima Ferrari uscita dalla scuderia nel maggio del 1947 posizionata lungo il percorso di visita

con cui, ricorda Piero Ferrari Mio padre firmava anche gli atti notarili e per questo era rimproverato. A fianco c la saletta che ospita tutti i cavallini rampanti, a partire da quello che Francesco Baracca us negli anni Venti sugli aerei e pass poi a Ferrari grazie alla vedova di Baracca medesimo Paolina. Lungo il percorso,

insieme a numerosi documenti in parte non originali, sono presenti le famose agende di Ferrari, strapiene di note e con un piccolo tricolore tra le pagine, ma soprattutto la 125 Sport del 1947, prima auto a uscire dalla scuderia di Maranello. Non manca la sua patente di guida - e si pensa allimbarazzo che lesaminatore del rinno-

vo del documento deve avere provato negli ultimi anni di guida dellauto del Drake - gli occhiali e le sue licenze da pilota. La vita privata e professionale di Enzo Ferrari raccontata nellallestimento di Morgante in un film diviso in 8 capitoli: dai video si pu apprendere della prima auto acquistata dal padre nel 1903 - una De Dion

Bouton monocilindro - e dellesordio di Ferrari come pilota sulle strade tra Parma e Berceto nel 1919. Il visitatore poi apprender che nel 1929 nasce tra via Trento Trieste e Ciro Menotti la Scuderia Ferrari. Nel 1932, per la prima volta, appare il cavallino nero imbizzarrito sulle Alfa Romeo. (s.l.)
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FIAT 508 S

I I 1934: Fiat 508 S MM Coppa dOro Motore: 4 Cilindri in linea -

Cilindrata 997 cc Potenza 20 CV a 3400 giri/min - (Camellini)

de tomaso vallelunga

I I De Tomaso Vallelunga 1965 - Motore: 4 Cil. in linea, Cilindra-

ta 1500 cc Potenza 135 CV a 6500 giri/min - (Coll. De Tomaso)

maserati a6

I I Maserati A6 1500 1948 Motore: 6 Cil. in linea, Cilindrata 1488

cc Potenza 65 CV a 4700 giri/min - Museo Nicolis

Come si vede dalle foto di queste due pagine sono molti i colori delle carrozzerie delle 19 auto esposte, che dipingono l'enorme spazio del salone espositivo degradante sino a 4 metri sotto il piano di calpestio. Ma i colori del museo oltre al bianco che caratterizza pareti, soffitto e pavimento realizzato in resina sono i fondamentali giallo e viola. Il giallo della copertura in alluminio del cofano e il viola, colore "preferito" da Ferrari. Non a caso a entrambe le tinte sono dedicati spazi appositi nella casa natale. Oltre a questi colori, dunque, sono le auto trattate come opere d'arte prestate da importanti collezionisti a destare attenzione per la colorazione delle loro carrozzerie: rosso ovviamente, ma anche blu, grigio, crema. Tutti i segreti delle opere d'arte motoristica esposte sono raccontate da Giovanni Perfetti in un video sul sito www.gazzettadimodena.it. Bolidi che raccontano la storia dell'automobilismo sportivo modenese, a partire da quella che apre il pecorso museale: la 815 Auto Avio Costruzioni realizzata nel 1940 costruita per la Mille Miglia. Un mezzo, in parte realizzato con materiali della Fiat, che sar condotto da Alberto Ascari e dal marchese Lotario Rangoni Machiavelli. Poi ci sono le auto, provenienti dal museo dell'Alfa Romeo di Arese, guidate direttamente dal Drake nel periodo in cui ha svolto la professione di pilota. Si tratta della 4 cilindri "40-60 HP" del 1914, nei mesi in cui Ferrari era istruttore alla scuola tornitori dell'officina dei Pompieri di Modena e di altre due realizzate nel 1927 e nel 1935. Le auto della scuderia Ferrari cinque a partire dal 1932 sino al 1938, anno in cui viene costruita la mitica Alfetta che vincer molto all'estero e segner anche la chiusura della Scuderia di Modena poich il Fondatore diviene direttore dell'Alfa-corse. Del periodo immediatamente successivo sono le Ferrari, De Tomaso, Stanguellini e Maserati sino al 1965. Automobili che provengono dalle vecchie fabbriche o da collezionisti privati come Panini e Camellini, mezzi che hanno fatto in molte occasioni la storia sulle piste d'asfalto di mezzo mondo. Abbiamo qui a disposizione la Ferrari 166 MM coup del 1949, potentissima per l'epoca con 140 cavalli a 6600 giri al minuto. Oppure la Maserati A6 1500 Pinifarina o la Formula Junior Stanguellini del 1961 e la notissima De Tomaso Vallelunga, un 4 cilindri del 1965. Molte delle infor-

Questi i capolavori che fanno la storia delle quattro ruote


La retrospettiva dei bolidi depoca prestati da collezionisti esposti per la prima volta sotto al cofano giallo di Kaplicky

LA PRIMA. 1940 Auto Avio costruzioni 815 Carrozzeria/Body by Touring Motore 8 cilindri in linea Cilindrata 1496 cc potenza 72 cv a 5500 giri/min Engine 8 cylinders in line capacity 1496 cc powert 72 bhp at 5500 rpm

mazioni relative a queste auto sono poi desumibili dai visitatori dalla mostra "Storia e glorie dell'automobilismo modenese" che sino al 30 giugno ospitata nelle bache-

che ricoperte in ecopello che contornano la galleria espositiva. Si racconta in particolare il nostra terra la MotorValley che ovviamente lega tra loro del grandi marche.

Ferrari, ma ovviamente anche il Tridente della Maserati che nel 1937 venne acquistata dal modenese Adolfo Orsi e tre anni dopo venne trasferita a Modena. (s.l.)

ferrari 166mm

maserati a6gcs

stanguellini 1100 barchetta

I I Ferrari 166 MM coup Touring 1949 - Motore: Cilindrata

1995.02cc - Potenza 140 CV a 6600 giri/min - (Coll. Camellini)

I I Maserati A6GCS Berlinetta Pininfarina 1954 - Motore: 6 Cil. in

linea, Cil. 1985.6 cc Potenza 160 CV a 7500 giri/min - Col. Panini

I I Stanguellini 1100 Barchetta Ala dOro - 1943 Il design funzio-

nale incontra un'estetica senza tempo

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stanguellini junior 1961

I I Stanguellini Junior 1961 - Motore: 4 cil. in linea - Cilindrata

1489 cc Potenza 78 CV a 6500 giri/min - Museo Stanguellini

maserati a6g/54 2000 spider zagato

ferrari 166 mm barchetta touring

alfa romeo tipo c

I I Maserati A6G/54 2000 Spider Zagato 1955 - Motore: 6 Cil. in

I I Ferrari 166 MM Barchetta Touring 1948 - Motore V 12 Cilin-

linea, Cil. 1985 cc Potenza 160 CV a 6000 giri/min - Coll. Wang

drata 1995,02 cc Potenza 140 CV a 6600 giri/min Coll. Privata

I I 1936 : Alfa Romeo Tipo C - Motore: V 12 Cilindrata 4064 cc

Potenza 370 CV a 5800 giri/min

alfa romeo 158 alfetta

alfa romeo bimotore (sc. ferrari)

alfa romeo rl super sport

I I 1938 : Alfa Romeo Tipo 158 Alfetta - Motore: 8 cilindri in linea

I I 1935 : Alfa Romeo Bimotore (Sc. Ferrari e Record Nuvolari)

Cilindrata 1479 cc Potenza 195 CV a 7200 giri/min

Motore: 2 da 8 cil. linea, Cil. 3165 cc, 6330 cc 540 CV a 5400giri

I I 1927 : Alfa Romeo RL Super Sport Mille Miglia - Motore 6 ci-

lindri in linea Cil. 2994 cc Potenza 88 CV a 3600 giri/min

alfa romeo gran premio

alfa romeo spider corsa

alfa romeo 40-60

I I 1934 :Alfa Romeo Gran Premio Tipo B P3 - Motore: 8 cilindri

in linea - Cilindrata 2905 cc Potenza 225 CV a 5400 giri/min

I I 1932 : Alfa Romeo 8C 2300 Spider Corsa - Motore: 8 cilindri in

linea - Cilindrata 2336 cc Potenza 165 CV a 5400 giri/min

I I 1914 : Alfa Romeo 40-60 - Motore: 4 cilindri in linea - Cilin-

drata 6088 cc Potenza 82 CV a 2400 giri/min Museo Alfa

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Una terra di motori i luoghi culto lungo la via Emilia


Oltre al Museo e alla Galleria di Maranello un itinerario a due e quattro ruote che va da Piacenza fino a Rimini
Non c solo il Mef e il Museo Ferrari dellazienda a Maranello. Gli appassionati un po in tutta lEmilia Romagna trovano una grande quantit di musei dedicati ai motori, anche se nessuno di questi ha la valenza della nuova struttura in termini architettonici e ingegneristici. Lex Galleria Ferrari di Maranello - da pochi mesi stata ribattezzata appunto Museo, informazioni al numero 0536943204 - il tempio del ferrarista essendo ovviamente dedicato per intero alla Rossa oltre ad essere il museo modenese maggiormente visitato. Ora la struttura collabora con il Mef - lazienda di Montezemolo socio fondatore - attraverso la possibilit di un biglietto dentrata comune tra i due enti e soprattutto una navetta che li collegher. Ma da Piacenza a Rimini vediamo che altro pu visitare chi viene a Modena per informarsi su Ferrari e sulla Ferrari. A Casalgrande (Re) visibile la collezione Old Racing Spare Parts di Mario Sassi (info www.oldracingspareparts.com) mentre a pochi chilometri, a Massenzatico (Re) c la raccolta di cimeli e auto di Nello Salsapariglia (info: 0522951406) e a San Martino in Rio (Re) si visita il Museo dellautomobile and Scuderia San Martino (tel. 0522636133). Siamo a Modena, ovviamente nel cuore della Motorvalley, dove oltre a quanto citato c anche la collezione dauto e moto depoca di Umberto Panini (059510660) in via Canaletto Sud, quella dellauto storica Stanguellini in via Emilia Est (www.stanguellini.it) e la raccolta di Mario Righini ad Anzola nellEmilia gi in territorio bolognese (tel. 051733169). A Bologna non poteva mancare il museo della Rossa su due ruote, la Ducati che a sede a Borgo Panigale (info: 0516413111), ma anche la collezione Parmeggiani che raccoglie moto ufficiali da corsa, il museo del patrimonio industriale (info: 0516356611) e la collezione storica del trasporto pubblico Atc (info 051379006). Poco oltre, a SantAgata Bolognese c invece il centro di eccellenza e museo Lamborghini - un deciso rivale del Drake ai tempi doro che si pu visitare informandosi sul sito www.lamborghini. com. Altri due i templi delle auto nel Bolognese: a Monte San Pietro la collezione Bruno Nigelli (info: 0516766792) e a Porretta Terme si fa tappa per il museo Demm Motociclomotoristico (tel. 053460248). Siamo gi in Romagna: a Lugo (Fe) c il museo Francesco Baracca (info www.museobaracca.it) dedicato alla vicenda del pilota con il quale si lega a doppio filo la storia di Ferrari visto che fu la vedova a donare il Cavallino rampante al Drake negli anni Trenta. A Dosso (Fe) c il Centro polifunzionale Ferruccio Lamborghini (051862628) e nella Repubblica di San Marino c il Maranello Rosso Musei (www.maranellorosso.com), mentre a Fornace Zarattini vici-

Quando Barbolini riscopr il casolare tra le sterpaglie

Una veduta della galleria espositiva. A destra, la casa prima del restauro

no Ravenna c la Collezione Mauro Pascoli (info 0544502078) e a Rimini il Museo nazionale del motociclo (www.museomotociclo.it). Non ci sono per solo i musei per gli appassionati perch lungo la via Emilia possibile trovare circuiti - Marzaglia, Parma, Varano de Melegari, ovviamente lautodromo Enzo e Di-

no Ferrari di Imola e quello altrettanto noto di Misano Adriatico - e tante fabbriche di produzione di auto e moto. Solo a Modena: Maserati, De Tomaso, B. Engineering di Campogalliano, Pagani di San Cesario e naturalmente Maranello. Per le moto, a Bologna oltre alla Ducati anche Moto Morini, oggi purtroppo in difficolt. (s.l.)

Il sogno inizi a met del 2003 quando il sindaco Giuliano Barbolini fece partire la macchina che poi, tra mille difficolt, diede vita a quanto vediamo oggi. In quellanno venne creata la Fondazione senza scopo di lucro che da allora se ne occupa e si riscopr la casa natale, in quel momento abbandonata e coperta di sterpaglie. Ieri, in conferenza stampa, Barbolini ha ricevuto i meriti del caso. Nato a Carpi il 20 agosto 1945 attualmente senatore della Repubblica. La sua carriera di pubblico amministratore inizia nel 1977, quando diventa consigliere della Provincia, successivamente dal 1980 al 1985 ha ricoperto la carica di assessore prima di essere eletto presidente dell'amministrazione provinciale, ruolo che ha ricoperto fino al 1990 quando stato eletto consigliere della Regione. Dal 1995 al 2004 stato sindaco.

Fondazione Mef, grande team di specialisti


Durante la costruzione delledificio al posto del fischio di fine turno veniva usato il rombo della F1
La Fondazione Casa Natale Enzo Ferrari che gestisce il museo sono state appaltate all' esterno numerose funzioni, ma il cuore decisionale resta in capo all'ente stata costituita il 29 gennaio 2003. I soci fondatori dell'ente di diritto privato sono il Comune e la Provincia di Modena, la Camera di Commercio, l'Automobile Club d'Italia e la Ferrari Spa di Maranello. A essi si aggiunge una sorta di sponsor fisso come la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Il presidente della Fondazione il giornalista Mauro Tedeschini, insieme al presidente onorario Piero Ferrari, figlio del Drake, e il segretario generale Adriana Zini. Attualmente il Consiglio di amministrazione composto da Amedeo Faenza, Mario Galli, Daniele Sitta, Mauro Tedeschini, Angelo Orlandi, Andrea Landi, Gionata Giacobazzi e Leo Turrini al quale si affianca un Consiglio generale e un "Advisory Board". Ma al cantiere hanno lavorato molti altri professionisti. Fabrizio Lugli, dirigente comunale in qualit di responsabile del procedimento, Fabio Camorani di Politecnica Ingegneria, direttore generale dei lavori e progettista delle strutture, i responsabili dell'impiantistica Marcello Gusso e Francesco Frassineti, Francesca Federzoni di Politecnica in qualit di coordinamento delle discipline specialistiche, Giuseppe Coppi della Cooperativa di Costruzioni (con gli assistenti tecnici Luca Bergonzini ed Emilio Nigro) direttore tecnico delle imprese costruttrici, e il capocantiere Loris Golinelli che ha diretto i numerosi operai che materialmente hanno innalzato la struttura. Tra le altre persone che quotidianamente hanno dato il loro apporto alla struttura simbolo del futuro della nostra citt ci sono anche Paolo Muratori della direzione operativa opere edili, Stefano Simonini del coordinamento sicurezza, Fatima Alagna e Renzo Pavignani che si sono occupati del-

la progettazione ambientale. Tutti hanno sempre dimostrato spiegano i responsabili di essere fieri di fare parte di questa produzione. Nei tempi dei cantieri abbiamo anche deciso di realizzare delle magliette, dei caschi e dei cappellini con il logo del nostro museo. In pi la sirena di inizio e fine turno non era il solito fischio dei cantieri, ma era il rombo di un motore. un altro esempio di quanta passione ci sia, a ogni livello della societ modenese, nel dna di chi tra i motori ci nato e ci sempre vissuto. Enzo Biagi disse di non capire come facessero dei contadini lo diceva in senso molto positivo a progettare i motori pi potenti e le auto pi belle del mondo. Il segreto, di cui Ferrari l'esempio principale ma non certo l'unico, la passione in quel che si fa.
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Piero Ferrari e Andrea Morgante allanteprima della visita

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Sintesi di passato e futuro senza precedenti in Italia


Andrea Morgante ha portato a termine il progetto iniziato da Jan Kaplichy: Restauro filologico per la casa e soluzioni prestate dalla nautica per il cofano
La parte complicata - spiega il progettista Andrea Morgante sempre quella di fare convivere strutture architettoniche datate, come la casa natale, con edifici di nuova progettazione. una sfida, ma tutto nato in simbiosi. Difficile dare torto allautore, milanese ma con parenti emiliani, che su disegno originale di Jan Kaplichy ha completato il cofano giallo. Morgante nato nel 1972 e dopo la laurea in architettura si trasferisce a Londra nel 1997; nel 2001 entra nello studio di Future Systems di Kaplichy del quale diviene direttore associato nel 2006. Nel 2009, scomparso il grande progettista ceco, Morgante nella capitale inglese fonda Shiro Studio che prende a occuparsi della prestigiosa commessa di via Paolo Ferrari. Oggi Morgante collabora con aziende come Alessi e Poltrona Frau, ma certo il cofano la sua opera al momento pi prestigiosa. Ero al lavoro qui con Kaplichy - racconta Morgante - sin dal 2oo4, ai tempi del concorso e delle prime perlustrazioni dellarea. Nel 2009, con la scomparsa del progettista e daccordo con i committenti sono subentrato e quindi questo uno dei pochissimi casi di progetto firmato in sostanza a due mani. In un caso di questo tipo subentrano molti aspetti etici del lavoro e non nascondo che per qualche mese si corse anche il rischio ci fosse un rallentamento o uno stop. Per fortuna tutto si risolto per il meglio e lopera a due firme oggi presentata sulle pi note riviste di architettura del mondo. Deve divenire il biglietto da visita moderno della nostra citt a fianco ovviamente della Ghirlandina. Quali sono le caratteristiche della struttura? La vetrata, da cui si vede anche la casa natale in una apertura che idealmente rappresenta una mano nellatto di accogliere, sostenuta da cavi metallici ed forse lunico esempio in Italia di questo tipo almeno nel settore museale. Arriva dallesperienza del settore nautico ed quasi un prototipo. Lo stesso si pu dire della copertura gialla per la quale abbiamo preso spunto sempre

Otto le proposte sulla linea di partenza Poi, a fine 2004, la nomina del vincitore
Il progetto originale del cofano giallo assegnato al progettista nato a Praga Jan Kaplicky (nella foto), scomparso prematuramente nel 2009, che vinse nellestate del 2004 un concorso di progettazione a inviti. Parteciparono oltre allo studio londinese Future Systems altri sette concorrenti tra cui i noti Aldo Cibic, Mario Cucinella, Cino Zucchi, Massimo Iosa Ghini, Francois Confino. A fine 2004 venne decretato come vincitore Kaplicky, coadiuvato da Morgante, ed probabile che i giurati abbiano faticato non poco a discernere tra numerosi progetti darchitettura davanguardia. Il progettista ceco, trasferito e Londra nel 1968 quando lUnione Sovietica invase la Cecoslovacchia, prima di aprire lo studio autonomo lavor con molti importanti architetti. Collabor con Renzo Piano e Richard Rogers con loro partecip alla realizzazione del notissimo Centre Pompidou di Parigi e nel 1979 diede vita a Future Systems a cui si un dieci anni dopo come partner Amanda Levete. Tra gli altri suoi progetti noti vanno citati almeno il Media center del Lords Crocket Ground di Londra e il Selfridges Building a Birmingham oltre alla non realizzata Biblioteca nazionale di Praga. Alla cerimonia di inaugurazione di questa mattina a mezzogiorno parteciperanno la vedova di Jan Kaplicky, Eliska e il sindaco di Praga, Bohuslav Svoboda.

Un particolare della struttura. Nel riquadro: Andrea Morgante

dal mondo della nautica, in questo caso visitando un cantiere nautico di propriet austriaca. Tra laltro le copiose nevicate di febbraio sono state utili perch sono servite a testare la nostra galleria. Non avevamo ancora completato parte delle gronde e in tre punti si sono staccate con lo scivolamento della neve lungo le pareti ripide della copertura. Ma abbiamo poi completato il lavoro in

un giorno. La campata a tutto sesto del salone espositivo bianco invece realizzata attraverso una sequenza ininterrotta di piani inclinati su cui sono montate sino a 21 piattaforme amovibili per ospitare le auto. Lilluminazione quasi per intero naturale grazie alla vetrata e a dieci prese daria nella membrana semitrasparente del soffitto. Avete poi recuperato anche

la casa natale dove il Drake venne alla luce nel 1898. Un altro progetto non semplice perch abbiamo restaurato filologicamente tutto quanto potevamo della fabbrica del pap di Ferrari a cui si aggiunse poi labitazione. Le iniziali Alfredo Ferrari sul portone dingresso sono rifatte perch erano state rubate, mentre originale la scala in ferro battuto citata in varie occasioni dal

fondatore. Siamo stati attentissimi a rispettare lorigine della struttura: i coppi del tetto, il legno e i mattoni delle pareti pur restaurati sono quelli originari, mentre al centro abbiamo la struttura a vele che contiene video sulla vita di Ferrari alternati a oggetti e documenti. Sotto altoparlanti unidirezionali esponiamo occhiali e altri materiali come le famose penne dall'inchiostro viola. (s.l.)

Una grande avventura appena cominciata


La direttrice Adriana Zini: tutto lo staff si subito identificato in un luogo che celebra un genio
Emozione, giovani generazioni e tanta riconoscenza a chi ha costruito fisicamente il Mef, dai muratori agli elettricisti ai tecnici. Sono questi i primi pensieri di Adriana Zini, segretario generale della Fondazione e direttrice del museo. stata una grande avventura - dice - e insieme una grande sfida che ovviamente non finita, ma inizia. Siamo partiti con pochi mezzi e poche persone, ma tutti quanti si sono subito identificati con questo luogo che ora celebra un genio italiano. Il clima stato sempre molto positivo e oggi abbiamo il partner commerciale Mediagroup che operer con opportunit imprenditoriale. Lei in questi giorni ha accompagnato varie persone del museo. Certo e tutti sono stupiti da quel capolavoro architettonico e ingegneristico che il cofano. Siamo fieri, come modenesi e italiani, perch onoriamo un grande genio italiano e avremo potuto farlo limitandoci al restauro della Casa natale. Ma lui sarebbe fiero del cofano giallo perch guardava avanti e diceva che la macchina pi bella sempre la prossima. Che tipo di pubblico vi attendete? A parte gli appassionati e il pubblico tipico delle auto, i giovani - cui va ricordato che la vita non sempre rosa e fiori - sono una fascia di et importantissima perch le auto del passato non sono una passione dellultima generazione. Dunque non sarebbe stato sufficiente esporre le macchine in uno spazio pure bello. Le abbiamo invece allestite in modo tale da risultare galleggianti nello spazio e quando tanti mi parlano di emozione credo si riferiscano anche a questi aspetti. Nel cofano non si celebra solo la vita del Drake, ma lautomobilismo modenese. Raccontiamo anzitutto la storia dellauto con una mostra, curata da Aldolfo e Raffaele Gazzi, intitolata Storia e gloria dell'automobilismo modenese. Esponiamo 500 tra og-

Lallestimento dellofficina Alfredo Ferrari. Nel riquadro: Adriana Zini

getti e documenti da cui si comprende che il primo automobilista modenese, nel 1895 lingegner Emilio Castelfranco, oppure uno scritto di Gabriele DAnnunzio del 1926 dove dice che lautomobile femmina. Fino ad allora ero lo automobile. Ma parliamo di tutti i personaggi, dai costruttori ai tecnici che hanno fatto grande questo mondo. Nella casa natale c la vita di Ferrari. Enzo muore nel 1988, un anno prima della caduta del muro di Berlino che di fatto chiude il suo secolo, il 900. Attraverso testi e oggetti spieghiamo la sua passione indomita in rapporto al secolo. Abbiamo anche la stanza viola (Ferrari usava linchiostro viola perch da piccolo vide il padre usare la carta copiativa viola) e quella gialla con la storia del cavallino rampante di Baracca. Qui si parla di modernit e futuro. (s.l.)

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Mai avuto paura di non farcela


Mauro Tedeschini, presidente del Mef, ripercorre le tappe del progetto: dalla prima pietra alle iniziative in programma
Non c mai stato un momento in cui abbiamo rischiato di non farcela, ma certo ora arriva la fase complicata. Ferrari? Le sue frasi sono moderne, andrebbero bene per Twitter. Mauro Tedeschini, giornalista-presidente del Mef, analizza il passato e le sfide future del cosiddetto volano del turismo nella nostra citt. stata dura arrivare allinaugurazione di oggi? S perch quando siamo partiti abbiamo dovuto cercare i soci finanziatori visto che in genere questo tipo di musei nasce con una azienda alle spalle. Noi collaboriamo con la Ferrari a Maranello, ma la casa del Cavallino segue logiche diverse dalle nostre e ha il suo museo aziendale. Noi ci occupiamo della vita di Enzo Ferrari e della grande tradizione motoristica modenese. Ora Modena ha, a fini turistici, questo nuovo, forte segno di arte raggiosa con la costruzione del cofano. Potevamo benissimo limitarci a restaurare la casa del Drake e invece con la Ferrari e il Comune ci siamo detti che dovevamo fare una scelta di qualit. Ora dovete gestire un museo. Occorre farlo tenendo anche presente il lato imprenditoriale perch i musei funzionano se danno vita a tante iniziative. Le nostre tre gambe sono: gli sponsor, i biglietti e laffitto di spazi per manifestazioni del centro congressi. Un po finisce lera solo pubblica della cultura e si passa a una azienda vera e propria e il Mef pu essere utile anche in questo senso. Visto il grosso investimento economico e la qualit finale trovo giusta la scelta del biglietto. Avete previsto delle altre iniziative? Nei prossimi mesi la mo-

Tedeschini visto da Wainer Vaccari

Una veduta della vetrata del Mef

moderna da utilizzare. Il momento in cui avete capito di avercela fatta? stato quando abbiamo aperto il cantiere, due anni e mezzo fa: tornare indietro era

impossibile anche se mai ho pensato che non avremmo portato a casa lobiettivo. Certo la raccolta economica stata complicata perch sin dallinizio la scelta stata co-

stra sulla grande sfida tra Ferrari e Maserati e abbiamo altre idee che al momento preferisco per non diffondere. Lei ha conosciuto Ferrari? Di persona no, ma me lo ricordo da ragazzo quando andava dal barbiere. Ferrari lho riscoperto in questi anni, trovandolo molto moderno: sue frasi come meglio soffrire sotto il cielo in cui si nati sono utili anche oggi, sono frasi da Twitter. Era un uomo geniale, basti pensare alla vendita di auto in America nel 1947 quando Modena era agricola e alle prese con la ricostruzione. Lui sapeva tirare fuori il meglio dagli altri, capace di realizzare il Cavallino. Al Salone dellauto di Ginevra nei giorni scorsi era pieno solo lo stand di Maranello. Si pu parlare, secondo lei, di un Ferrari come simbolo della cultura italiana del Novecento? Ferrari ha sicuramente contribuito a rendere la cultura italiana, industriale e non solo, famosa nel mondo e lopera che inauguriamo oggi dedicata alla vita di un personaggio di levatura mondiale. Il museo pu servire a migliorare il quartiere Tempio-stazione? Certo, e in parte lha gi fatto. Un museo dedicato a tutte le marche. Sotto il cofano giallo parliamo della storia dei nostri motori e dei personaggi che li hanno creati, per questo dedichiamo al grande Sergio Scaglietti, appena scomparso, la sala didattica. Lui stato un simbolo di inventiva e fatica, anche fisica. (s.l.)

Mauro Tedeschini, presidente della Fondazione

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Piero Ferrari: pap sarebbe contento si respira passione


Il figlio del Drake entusiasta del Mef e delle storie che evoca Da oggi come se lui fosse tornato nella casa in cui nato
di Stefano Luppi
Mio padre Enzo non ha mai avuto il tempo di sedersi e dirmi: ora ti racconto la mia vita, quello che so lho imparato in varie occasioni, durante le cene soprattutto. Con poche parole Piero Ferrari, figlio dell'Ingegnere, tratteggia la vita di discendente del mito che poi negli anni ha saputo conquistarsi la sua strada di imprenditore di notevole successo. Suo padre in ogni caso le avr insegnato molto come lo ha insegnato a tanti. S, mi parlava sempre del futuro e senza dubbio era una persona capace di tirare fuori il meglio dagli uomini che lavoravano con lui: la passione stata la molla per fare tutto quel che ha fatto. La data di inizio della sua avventura secondo me il 1929, lanno della crisi per antonomasia nel 900, quando mio padre con molto coraggio convinse sua madre resto il primo tempo dedicato a mio padre, mentre il secondo tempo lazienda a Maranello con tutto quello che rappresenta. Tolga una curiosit a tanti, perch era soprannominato il Drake? Non lo so di preciso, penso perch era un uomo deciso che dava ordini e voleva fossero eseguiti, il soprannome fu inventato da un suo amico. Era soprannominato in officina dai meccanici anche grande capo penna bianca. Un altro tratto del suo carattere era la voglia egoistica di vincere sempre e si arrabbiava quando gli facevano i complimenti per un secondo posto. Le piace il nuovo edificio che ospita lesposizione? Molto, questo progetto un grande sogno che si realizza a cui tenevamo moltissimo. Mi auguro che per Modena possa diventare un centro di passione per tutti perch racchiude caratteristiche architet-

Il ritratto di Piero Ferrari

Casa Natale Enzo Ferrari, e Piero Ferrari allinterno della grande sala espositiva del Mef

a vendere questa casa per potersi acquistare unauto sportiva. Un gesto che mi fa pensare alla grande conquista che ha rappresentato lautomobile. Questo che apriamo oggi del

toniche rivolte al futuro. Anche mio padre che aveva radici nellOttocento era per una persona assolutamente orientata al futuro e teneva molto alle giovani generazioni. Aveva uno sguardo sempre rivolto al domani e diceva che lauto migliore sempre la prossima. I colori che qui la fanno da padroni sono il giallo e il viola. Gi, il giallo il colore della tradizione di Modena mentre il viola era un colore che mio padre usava spesso. Tutti sanno che lui usava una penna stilografica con l'inchiostro viola con cui firmava anche le compravendite nonostante i notai lo esortassero a non farlo. Sono felice che i progettisti abbiamo pensato alla stanza viola nella casa natale con queste penne collocate nello spazio dove il padre Alfredo aveva il suo ufficio e dove teneva la carta copiativa viola. Enzo si ricordava di questa carta e firmava in viola, era un piccolo vezzo ma con una motivazione. La casa la vendette per comprare l'auto ma non pens di ricomprarla? Non gliela hanno mai venduta, ma penso che oggi fosse vivo sarebbe ben contento se vedesse come stata trasformata la struttura originaria. Posso pensare che da oggi lui tornato a casa, nel luogo dove nato. Lui che ha voluto queste auto in realt non viaggi mai se non a Modena e Maranello. A Piero Ferrari brillano gli occhi nel momento in cui immagina suo padre di nuovo a casa, qui nel museo che dovr portare frotte di turisti a informarsi sul mito.

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di Stefano Luppi
Non solo museo Ferrari nella lunga notte rossa modenese, ma tante iniziative in centro storico e all'autodromo di Marzaglia con il rosso del motorsport che incontra il giallo del cofano del Mef. Il programma, predisposto da Modena Terra di Motori, far incontrare chi ha una Ferrari, una Maserati, un'Alfa Romeo, una Lancia, una Ducati con tanti appassionati, giovani e famiglie. Dalle 18 fino a mezzanotte sono previste diverse iniziative, tra cui intrattenimenti per bambini, esposizioni di auto storiche e moto, tanti buskers sotto i portici e menu a tema nei ristoranti. A notte fonda, grazie a all'associazione Modena a Tavola, prevista una spaghettata e un bicchiere di lambrusco per tutti (5 euro il costo). Questo lelenco completo delle iniziative. Alle 16.30 corteo di auto nelle piazze del centro, grazie ai club Ferrari: Scuderia Ferrari Club Modena, Scuderia Ferrari Club Enzo Ferrari, Ducati Modena, Circolo della Biella, Scuderia Modena Historica, club Motori di Modena, Historic Motor Club, Registro Nazionale Fiat 124, Motoclub 2000, Sfc Vignola, Fiat coup Passion, Le auto nel mondo, Scooter club e Registro storico. Dalle 18 esposizioni delle moto tra cui la prossima Ducati di Valentino Rossi. Dalle 18,30 in poi, sotto i portici spettacoli del buskers. Invitati da Ferrara cinque gruppi: Ita-lento, Le due e un quarto, Makkaroni band, Mab band, Bandita. 20,30. Da

Mostri a due ruote, la Moto Gp di Vale Rossi e prima assoluta della Panigale 1199 Ducati
Spazio anche ai capolavori su due ruote in piazzetta Torre, oggi dalle 18,30, con 15 fiammanti Ducati a rappresentare la storia della fabbrica bolognese a pochi chilometri dalla Ghirlandina. Due i pezzi fondamentali raccolti dallex pilota Claudio Lusuardi: la Ducati MotoGp (nella foto) con cui Valentino Rossi correr la prossima stagione e la mitica 1199 Panigale, la pi evoluta superbike del mondo, presentata per la prima volta in Italia in questa occasione. Un vero prodigio nella versione S, la pi sofisticata con sospensioni elettroniche, Gps satellitare, cambio elettronico per un totale di 195 cavalli distribuiti su 160 chili. Il costo? Siamo sui 25mila euro. Gli altri pezzi in centro storico sono importanti, alcuni protagonisti di film hollywoodiani: SS 800, 916, 748, il Monster, lHypermotard, 1098, 1198, Multistrada, Diavel e la Sport Classic del biker Andrea Semprebon che inaugurer una mostra, curata da Alberto Morsiani, il 23 marzo alla sala Truffaut. (s.l.)
Piero Ferrari dietro il profilo di una Ferrari allinterno del Mef

Notte Rossa tra sport e motori


Buskers sotto i portici, podisti in centro e corse in pista a Marzaglia, anche con i collaudatori su Ferrari
piazza Matteotti partenza simulata di un gran premio, curato dal Circolo della Biella, con 14 auto rosse che hanno fatto la storia dellautomobilismo precedute da due Maserati Trofeo. Presenti sulla safety car una Barchetta Stanguellini il sindaco Pighi e il presidente Tedeschini, lo starter sar Angelo Orlandi dell'Aci che negli anni Sessanta, sempre in qualit di presidente dell'Automobil Club, dava il via alle auto all'autodromo del parco Ferrari. Alle 21 primo Tributo a Enzo Ferrari: da piazza Grande partenza della gara podistica, organizzata Uisp e www.modenacorre.it, con centinaia di persone, tutti rigorosamente con pettorina gialla. Il ritrovo sar alle 20 e gli atleti percorreranno le vie dell'onda gialla: a tutti sar consegnato un piccolo ricordo. La quota di iscrizione di un euro sar devoluto a favore dell' Avap di Formigine. 22.30. In piazza Grande taglio della grande torta gialla offerta dalla pasticceria Dondi e cioccolata calda della gelateria Pomposa. 24,00. Presso il Caff Concerto la spaghettata al sugo rosso con lambrusco, a 5 euro; parte del ricavato andr in beneficenza. Dalle 16,30 alle 23 il trenino di Modena Amore Mio far la spola tra Mef e piazza Roma. Il costo del biglietto? Un euro a persona che andr all'associazione Ilcestodiciliege che fornisce aiuto alle donne operate al seno. Ore 23.15. Auto e moto esposte in centro si dirigono scortate dalla Polizia municipale allautodromo di Marzaglia per lo show finale. Gli appassionati potranno fare alcuni giri di pista, illuminata per l'occasione, e sar anche possibile girare in Ferrari con piloti professionisti.
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E il gran giorno arrivato. Oggi, dopo tanto scrivere, vedere in anteprima (la Gazzetta a inizio settimana ha mostrato le prime immagini delle auto di grande prestigio che venivano posizionate, da addetti in guanti bianchi, sotto il cofano giallo) e annunciare, il gran giorno arrivato. Il giorno di apertura del Mef il 10 marzo, meno di un mese dopo i festeggiamenti per il compleanno del Drake. E dopo la mattinata a inviti sar il pubblico a invadere i meravigliosi spazi a due passi dal centro storico. Dalle 17 a notte fonda saranno infatti i visitatori ad animare gli spazi e davvero, allora, i responsabili del progetto potranno dire che un figlio (il museo) si stacca dalla madre e cammina con le proprie gambe. In via Paolo Ferrari 85 oggi giungeranno volti noti, politici, religiosi - il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo e Lapo Elkann tra i pi attesi - ma, appunto, anche tanto pubblico normale e amanti dei motori ansiosi di festeggiare. Linaugurazione a inviti del taglio del nastro, preceduta dalla benedizione del vescovo di Modena Antonio Lanfranchi, invece in programma a mezzogiorno davanti a diverse personalit. Saliranno sul palco il presidente del museo Mauro Tedeschini, il presidente della Provincia Emilio Sabattini, il presidente della Camera di Commercio Maurizio Torreggiani e quello della Fondazione Crmo (finanziatrice) Andrea Landi. Ovviamente ci sar anche il figlio del Drake, Piero Ferrari, con il sindaco Pighi, il governatore dellEmilia Roma-

Il ministro Piero Gnudi ospite al taglio del nastro


A mezzogiorno appuntamento riservato ai vip con Montezemolo e Lapo Elkann Dalle 17 si apriranno le porte ai visitatori per una festa lunga fino a notte fonda
ster estasiato (o forse no, ognuno avr la propria opinione anche sul quartiere che ospita lopera e soprattutto sulle nuove costruzioni per uffici e alloggi che gli stanno crescendo intorno) del grande salone bianco pieno di tanto capolavori a quattro ruote. Sembrer di stare al Louvre e non difficile pensare che anche queste auto - Ferrari, Maserati e altre marche storiche che saranno svelate allultimo - vengano considerate opere darte. Capolavori nati dalla visione del Drake e di altri geniali costruttori e poi forgiati da mani sapienti di artigiani (sino a una certa epoca) nati tutti nel nostro territorio. Il Comune, in vista di stasera, consiglia ai visitatori di recarsi in bicicletta o in autobus a visionare il museo. Unaccortezza informativa utile ad evitare antipatiche code in auto vista la grande affluenza di pubblico prevista e la concomitanza con la partita Sassuolo-Sampdoria al Braglia e lincontro dei cresimandi con il vescovo al Palasport.
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Nellofficial store rarit puntando al mercato globale

La splendida struttura del Museo Casa Enzo Ferrari con la vetrata illuminata di sera

gna Vasco Errani e il ministro dello sport Piero Gnudi. Parteciperanno anche la vedova di Kaplicky, Eliska e il sindaco di Praga, Bohuslav Svoboda, mentre il presidente della Repubblica Napolitano avrebbe fatto sapere di voler visitare la struttura entro lanno. Allapertura del museo Mo-

dena giunge a 24 anni dalla morte del Drake, che si spense nella sua casa in piazza Garibaldi nellagosto del 1988, vegliato da pochi famigliari e amici tra cui il carrozziere Sergio Scaglietti. Il mitico battilastra, che nella sua vita ha donato - a mano, utilizzando un martello - forma alle au-

to pi belle del mondo costruite da Ferrari, nel frattempo morto ultranovantenne alcuni mesi fa. Per questo a lui sar dedicato il Centro didattico ospitato nel ventre della galleria espositiva con taglio del nastro effettuato in mattinata dal nipote Giulio. Probabile che il pubblico, dalle 17 appunto, re-

Vi piacciono gli occhiali del Drake riprodotti sui manifesti del museo? Si potranno acquistare, con centinaia di altri oggetti allOfficial Store del museo. La mission del negozio a fianco della biglietteria chiara: Si tratta spiega Mediagroup98 che lo gestir di creare prodotti per un mercato globale. Oggetti rappresentativi delle eccellenze esibite nel museo e di quanto di meglio sa esprimere Modena. Il negozio ospiter oggetti da collezione, riproduzione uniche, idee regalo oltre ai libri sulla casa di Maranello. In occasione dellapertura saranno prenotabili un orologio e gli occhiali del Drake. Lorologio da polso riporta il marchio del Mef ed realizzato in 182 pezzi, gli occhiali sono in 150 esemplari. Lo store ha preparato anche una t-shirt in bianco e nero e, giallo e viola, i colori legati alla citt e all'inchiostro della penna con cui firmava Ferrari. (s.l.)

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di Evaristo Sparvieri
Sognava di diventare un grande pilota o un cronista sportivo. Ma il destino lo volle il pi famoso costruttore al mondo di auto sportive. Il Drake aveva appena dieci anni quando presag in maniera imperfetta il proprio destino. Far il corridore, confid al suo amico Peppino, mentre agitava contro fastidiose zanzare una rivista di motori con le gesta di Indianapolis. Divenne molto di pi: Enzo Ferrari. Imprenditore e pilota. Con le corse nel sangue. Gi dal 1919, quando di ritorno dalla Grande Guerra fu assunto alla CMN di Milano. linizio di una storia diventata leggenda, che affonda le radici su sudore, sofferenze, fatica. Padre e fratello morti di polmonite, nel 1916. Al fronte, Enzo Ferrari mostra i sintomi di una grave malattia: ricoverato, fu operato due volte prima del congedo. Una volta guarito, cerc lavoro a Torino: la Fiat, la stessa azienda alla quale sul finire degli anni Sessanta riusc a cedere parte della Ferrari, gli sbarr le porte dellassunzione. Ero solo, mio padre e mio fratello non c'erano pi. Lo sconforto mi vinse e piansi, tramanda lo stesso Ferrari. Fu per quel rifiuto che il Drake trasloc a Milano, deciso a fare il pilota. Allesordio, il 5 ottobre 1919, un buon quarto posto: siamo sulla Parma-Berceto, nella sua Emilia, la terra dei motori. Una gara polvere e salite. Lanno successivo, il 1920, il passaggio allAlfa Romeo. Ventanni con la casa del Biscione. AllAlfa, Ferrari inizia pilota ufficiale. E al sogno di diventare corridore, il Drake ripens spesso durante la sua lunga vita. Come quando, intervistato da Enzo Biagi, ammise: Volevo essere un grande pilota e non lo sono stato. Nel suo palmares, non mancano soddisfazioni: la coppa Acerbo del 24, il Gp di Modena del 27 e del 28, appena un anno prima di dare vita alla Scuderia Ferrari, reparto corse dellAlfa. La carriera di Ferrari pilota sinterrompe allinizio degli anni Trenta: il 9 agosto 1931, secondo a Bagni della Porretta. l'imminente nascita del figlio Alfredo (1932-1956) a indurre il Drake a scegliere per labbandono delle corse. Un addio? Il futuro sempre nelle mani di chi lo sa anticipare, recita una sua massima. E lagonismo scorre nelle vene. La sua Scuderia viene assorbita dallAlfa Romeo, di cui Ferrari nel 1938 diventa direttore del settore sportivo. Sono gli anni del lungo sodalizio con Tazio Nuvolari, luo-

Il giallo della nascita svelato dai registri: non ci fu la nevicata


Fra le leggende su Ferrari, ce n no 18, data della presunta nascianche una legata al tempo: lui ta di Enzo, di notte la temperastesso era solito raccontare tura in citt fu di -1.8, ma di giorlaneddoto secondo cui la data no sal a +10.8, situazione del di nascita registrata in anagrafe, tutto analoga anche i giorni 19 e il 20 febbraio 1898, non coinci- 20 febbraio 1898. Le giornate fudeva con quella reale del suo rono ventilate e variabili, ma compleanno. Enzo Ferrari infat- senza alcuna precipitazione, coti sosteneva di essere nato il 18 me praticamente tutta la prima febbraio 1898. Ma a causa di parte di febbraio di quell'anno. una abbondante nevicata, che Il tempo peggior poi a partire in quei giorni aveva colpito Mo- dal giorno 23, ma le precipitadena, il padre Alfredo era riusci- zioni furono piovose, con temto a raggiungere l'anagrafe per perature abbondantemente sola registraziopra lo zero. ne della nasciDunque, ta solo due come stanno giorni pi tarle cose? Senza di. nulla togliere Queste il al mito e all'insuo racconto, discusso perma stanno vesonaggio di ramente cos Enzo Ferrari, i le cose? Gli andati parlano nuari dell'Oschiaro e sono servatorio gepi che affidaofisico, la cui bili: abbiamo pubblicazioperfino conne inizi protrollato i regiprio in quegli stri manoscritanni grazie al Enzo Ferrari quando gareggiava ti per verificaprof. Ciro Chire gli annuari stoni mostrano una situazione e il data base meteo climatico. ben differente: nel febbraio Peraltro, il 1897/98 fu uno dei 1898 a Modena non vi fu alcuna pochi inverni senza nevicate del nevicata, ed anzi i giorni prossi- XIX secolo. Troviamo invece, mi alla nascita di Enzo Ferrari per quanto riguarda febbraio, erano alquanto miti, fatto inu- nel 1895 e 1896 rispettivamente suale per quei tempi: il giorno 61 e 50 cm di neve; nevicate abprecedente, 17 febbraio 1898, a bondanti poi si ebbero nel 1899, Modena la temperatura mini- ma in dicembre. ma fu di +1.3 gradi, ma la massiLuca Lombroso ma fu addirittura di 16.8; il giormeteorologo

Enzo Ferrari alla guida di una Cmn nella Parma-Berceto, prima gara da pilota il 5 ottobre del 1919. Arriv quarto

Chi era il Drake luomo che trasform i sogni in auto


Voleva fare il pilota o il giornalista sportivo, divenne un mito DallAuto Avio, alla prima Ferrari in pista nel 43, ai trionfi
mo delle curve spericolate. Ma per il Drake, dietro i successi, la vita serba altro sudore: lasciata lAlfa, fonda lAuto Avio costruzioni, specializzandosi in motori aeronautici. Per un precedente accordo, il Drake non pu associare per quattro anni il suo nome al mondo delle corse. Nel 43 Ferrari sposta la fabbrica su un terreno di famiglia a Maranello. E la leggenda che sta prendendo forma viene bombardata nel conflitto mondiale. Subito ricostruita. Il cuore rosso comincia finalmente a pulsare il 2 marzo 47 quando il Drake mette in pista la Ferrari 125 sport, la prima auto col suo nome. Nel 1950 il debutto in Formula 1. Di l a poco i successi: 14 luglio 1951, largentino Jos Froilan Gonzalez vince il primo Gp, a Silverstone. Nel 52, Ascari campione iridato piloti. Lelenco di vittorie lungo. Cos come quello dei suoi piloti: Fangio, Hawthorn, Hill, Surtees. E poi Niki Lauda, Jody Scheckter e il preferito Gilles Villeneuve. Con due lauree honoris causa, Enzo Ferrari diventa lIngegner Ferrari. Era gi Cavaliere. Sono uno che ha sognato di essere Enzo Ferrari, ebbe a dire una volta, quando il suo sogno impossibile aveva gi contagiato il mondo. Mor il 14 agosto 1988. Dalla storia al mito, la parabola di un uomo che dietro a quegli occhiali scuri sapeva sempre guardare al futuro.

Se vuoi fare grandi cose, pensa in grande Le frasi che raccontano luomo Ferrari
Dietro ogni uomo, c una grande frase. Massime e aforismi che denotano una personalit, che raccontano una vita e un destino. E il Drake di frasi celebri ne ha lasciate tantissime. A cominciare dalla pi famosa: Se lo puoi sognare, lo puoi fare, un vero slogan per il neonato Mef. Mi sono permesso di giudicare lautomobile come una conquista di libert per luomo, disse ancora Enzo Ferrari. Un uomo con la convinzione che la macchina pi bella e prestazionale che ho costruito sar la prossima. Aveva ragione. Come quando sostenne che se vuoi fare grandi cose devi pensare in grande o Pensa da vincente e agisci come tale. Facile intuire che per un uomo di queste convinzioni il successo un traguardo non solo sempre raggiungibile, ma un obbligo quasi morale. Bisogna sempre avere il coraggio di ricominciare anche da zero. Ed Enzo Ferrari ebbe sempre questo coraggio nella sua vita. Anche da vecchio, quando dietro quegli occhiali nascondeva unesperienza sempre pronta a venire allo scoperto e ad abbandonarsi al sogno: Io penso che un uomo non mai vecchio, fino a quando al mattino svegliandosi ha qualche cosa da desiderare.

Arturo Merzario: per ogni corridore gareggiare sulle Rosse il massimo


Un appagamento impossibile da descrivere. Pochi hanno avuto il privilegio di guidare una Ferrari da F1. Ancora meno sono i piloti che hanno legato il loro nome alla storia dei motori. Tra questi, Arturio Merzario, luomo che salv la vita a Niki Lauda al Nrburgring, nel 1976. Era il primo agosto, Merzario ferm la sua monoposto e corse verso lauto in fiamme di Lauda: lo estrasse dal fuoco, nonostante la gara in corso, slacciandogli le cinture di sicurezza. E ieri allapertura del Mef, Merzario ha ricordato laffetto che lo legava a quel grande vecchio saggio di nome Enzo Ferrari: Credo di essere interprete di tutti i piloti quando affermo che guidare una Ferrari un traguardo impossibile da descrivere. Il fatto di essere stato scelto personalmente da Ferrari per guidare le sue auto rappresenta un ulteriore appagamento indescrivibile. Ma qual la magia che differenzia una Ferrari da unaltra auto da corsa? Come diceva il grande vecchio saggio: la Ferrari non si acquista, si desidera aggiunge il pilota - Per qualunque corridore di automobili, il primo obiettivo della carriera quello di correre con la Rossa: una vettura che mantiene tuttoggi intatto il suo fascino.