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COMMENTI

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riorganizzazione del comune: occorrono razionalit ed equilibrio


di Lucia Di Micco, dirigente del Servizio Relazioni Istituzionali

l capitale umano quale risorsa strategica per uscire dal tunnel della crisi. Nel mese scorso i dipendenti comunali hanno seguito con trepidazione gli scambi dialettici e i presunti dissapori allinterno della Giunta sulle varie proposte di riorganizzazione della macchina comunale che prevedono la razionalizzazione di orari, un piano di tagli alle indennit e ad altri benefici economici del salario accessorio, sfociate in un botta e risposta sulle testate giornalistiche locali tra lassessore al Bilancio e lassessore al Personale. Lo stesso sindaco dovuto intervenire ufficialmente per precisare che gli stipendi dei dipendenti non saranno toccati, nellintento di rasserenare un clima divenuto incandescente, non tanto per i tagli ipotizzati, ma per le modalit con la quale stata pubblicizzata la proposta. Il tallone di achille risiede nei tagli indiscriminati, che colpirebbero tutto il personale comunale senza alcuna eccezione, come a dire: pagano tutti, anche il giusto per il peccatore. In un contesto come questo, parlare di personale e al personale assomiglia al percorso su un campo minato. Al momento, in realt, nessuno ancora teme riduzioni della cosiddetta retribuzione tabellare: la vera partita si gioca sugli istituti del salario accessorio. Cosa accadr alle turnazioni, allo straordinario, alle altre indennit come la reperibilit, il rischio e il disagio? E ancora: esisteranno ancora le posizioni organizzative? Come verranno assegnate e valutate? Per non parlare, poi, delle tanto ingessate prospettive di avanzamento di carriera mediante progressioni verticali o, peggio che andar di notte, orizzontali nellambito della stessa categoria. Per lunghissimo tempo abbiamo assistito a una sorta di congelamento e distribuzione degli istituti contrattuali del salario accessorio pensati in contesti dei quali sarebbe necessaria quantomeno una rimeditazione sullattualit degli obiettivi inizialmente fissati. Tra il personale serpeggia la sensazione che il restare ancorati a certe ripartizioni e/o spartizioni fosse dovuto a logiche non proprio cristalline, retaggio di epoche da archiviare, in cui i poteri perversi, che hanno martoriato la nostra citt, si insinuavano anche nella gestione delle risorse

umane con le loro logiche di lottizzazione immorale. Negli anni appena trascorsi, molti dipendenti esclusi da una serie di benefit hanno guardato alcuni istituti del salario accessorio come a delle figure mitologiche appartenenti a un mondo remoto e lontano, inafferrabili come fantasmi fluttuanti, sfuggenti e dispettosi, pi del napoletanissimo munaciello. E a giudicare dai pensionamenti di massa cui abbiamo assistito negli ultimi tre anni a causa delle normative nazionali che generano insicurezza sul futuro, c da giurare che molti colleghi siano andati in quiescenza senza vedere concretizzate le loro ambizioni professionali ed economiche, vedendole di volta in volta allontanarsi, in una vana attesa senza fine. Come Mos che solo da lontano vide la Terra Promessa... Proprio ora che la citt, prima ancora dellapparato amministrativo del Comune di Napoli, sembra avviata a un profondo rinnovamento, dobbiamo fare i conti con la crisi finanziaria che si diffusa nellintera economia mondiale. Si prospettano sacrifici e rinunce che investiranno tutto il mondo del lavoro, e non sar di certo escluso il nostro Ente. Nessuno cos cieco da non vedere che ci incamminiamo verso una stagione di ristrettezze, che impone una seria analisi critica, una rivisitazione dellintera struttura organizzativa comunale che sia in grado di assicurare non solo i risparmi di spesa, ma anche lefficienza dei servizi. Nessuno di noi vuole negare che, allo stato, in certi settori non si raggiunge nemmeno lontanamente il livello di attesa dei cittadini, destinatari dei servizi erogati. Nessuno di noi pensa nemmeno lontanamente di tutelare coloro per la verit una sparuta minoranza che, con il loro evidente disimpegno, gettano discredito su tutti gli altri colleghi che, invece, spendono la propria vita al servizio dei cittadini: considereremmo oltraggioso mantenere il livello retributivo di costoro senza un loro diverso e rinnovato approccio al lavoro. Cos come pure occorre accettare che, in periodi di scarsit di risorse, le stesse vadano razionalizzate e concentrate nei settori considerati essenziali per la realizzazione del programma di mandato del sindaco. Ci comporter inevitabilmente

Qualsiasi eventuale intervento che vada ad incidere sulle buste paga dei dipendenti deve avvenire attraverso modifiche organizzative che sappiano coniugare le esigenze di contenimento della spesa e di efficientamento della macchina comunale con quelle di giustizia sostanziale, che non possono essere ignorate quando in gioco la persona con il suo trascorso, la sua famiglia, le sue aspettative di vita
lo spostamento delle risorse destinate al salario accessorio da alcuni settori di amministrazione ad altri, con ripercussioni sulle buste paga dei dipendenti in forza presso i servizi ritenuti non strategici almeno nellimmediato. Tutto questo lo sappiamo e non ci spaventa: siamo lavoratori, siamo cittadini onesti, siamo padri e madri di famiglia, e sapremo affrontare i periodi di lacrime e sangue con lo spirito di adattamento, di autoironia e lealt che ci caratterizza come napoletani. Ma con altrettanta fermezza affermiamo che qualsiasi eventuale intervento che vada ad incidere sulle buste paga dei dipendenti debba avvenire in maniera razionale ed equilibrata, attraverso modifiche organizzative che sappiano coniugare le esigenze di contenimento della spesa e di efficientamento della macchina comunale con quelle di giustizia sostanziale, che non possono essere ignorate quando in gioco la persona con il suo trascorso, la sua famiglia, le sue aspettative di vita. Il risanamento delle esangui casse comunali non pu andare a discapito dellefficienza della gestione dei servizi, mettendo a repentaglio anche il perseguimento degli obiettivi fissati nel programma politico dellAmministrazione. Qualunque piano di tagli, comunque doloroso, dovr essere quanto pi condiviso possibile, attraverso il coinvolgimento di tutti i livelli e di tutti i soggetti istituzionalmente deputati. E le scelte saranno tanto pi condivise e accettate quanto pi verranno attuate misure che, con lo stesso coraggio e decisione, vadano a risanare anche altri ambiti, diversi da quello del personale, forse proprio quelli dove si annidano gli sprechi che hanno inciso sullo sconquasso delle casse comunali; a cominciare da una profonda riflessione su tutto luniverso partecipate, programmando interventi di dismissione e/o liquidazione di quelle non ritenute pi strategiche per lEnte o comunque non di pubblico o comune interesse, predisponendo controlli pi severi sulla gestione, in particolare per quelle societ che dovrebbero portare utili e invece producono solo debiti. Sarebbe eticamente inaccettabile il paventato taglio degli istituti storici e consolidati del salario accessorio, se venisse attuato in modo indiscriminato esclusivamente per ragioni di cassa in nome di un presunto efficientamento della macchina comunale. facile intuire limpatto psicologico devastante sui dipendenti, gi sfiduciati per la situazione economica nazionale, che percepirebbero lennesimo intervento di tagli lineari come un modo subdolo di scaricare a cascata i costi della crisi sulla parte pi debole della societ. Far ritornare lo spettro della politica del terrore introdotta nella Pubblica Amministrazione dallex ministro Brunetta che nulla di buono ha portato in questi anni non serve a nessuno. I dipendenti comunali rappresentano da sempre una risorsa preziosa e, contrariamente a quanto maturato nellimmaginario collettivo, sono i pilastri sui quali poggia il sistema comune, ed impossibile fare a meno della loro condivisione e partecipazione attiva per realizzare qualsivoglia processo di cambiamento e innovazione della macchina comunale. Bisogna evitare che la politica di risanamento vada a mortificare le aspettative di tanti lavoratori comunali, che si attendono un cambio di passo rispetto alle precedenti Amministrazioni per realizzare, ognuno nel proprio piccolo, ma tutti quanti insieme, la tanto auspicata rinascita culturale, economica e sociale della citt. Tra laltro, lesperienza a livello nazionale dovrebbe insegnare tanto, viste le conseguenze nefaste che hanno determinato sulleconomia del nostro Paese le politiche restrittive di bilancio fini a se stesse adottate dallex ministro Tremonti. In questi ultimi anni, il mercato ha soggiogato la politica, imponendo il suo credo tecnocrate, fatto di numeri e non di persone e diritti; un soggetto evanescente e irresponsabile diviene la ragion di Stato, che obbliga a licenziamenti, tagli e perdite di libert, relegando il lavoratore a mero fattore della produzione. Tutto ci, in spregio alla costituzione (articoli 1 e 4) nonch alle pi basilari e intuitive regole keynesiane per cui una maggiore occupazione genera pi ricchezza e pi consumi. Per questo motivo, lulteriore riduzione delle buste paga dei dipendenti comunali, gi tanto penalizzate dai mancati rinnovi contrattuali degli ultimi anni, che, giusto per dare unidea, ammontano mediamente a 1.300/1.400 euro mensili, equivarrebbe a minore ricchezza e minori consumi, con pesanti ripercussioni sulla gi asfittica economia napoletana. Ormai le risorse economiche a disposizione del nostro Ente sono ridotte al lumicino anche a causa di un complesso di fattori che coinvolge lintera nazione, come il taglio dei trasferimenti statali agli Enti Locali, la riduzione della possibilit di indebitamento per le spese di investimento degli stessi e il contingentamento della programmazione dei finanziamenti europei. In un tale contesto, occorre fare appello alle risorse umane, alle loro capacit, esperienze, professionalit e, soprattutto, alla loro motivazione: la vera risorsa strategica il personale dipendente, fattore primario e insostituibile, con la sua passione, la sua energia, la sua lealt.